venerdì 7 febbraio 2025

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 207

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Su Tex Classic 207 troviamo ristampate a colori le ultime 25 tavole del numero 99 e le prime 39 tavole del mitico numero 100 della collana principale di Tex, usciti rispettivamente nel gennaio e febbraio del 1969, esattamente 56 anni or sono. Questo gap rispetto alla serie principale rimarrà pressoché invariato d'ora in poi. In realtà si ridurrà, ma talmente lentamente da non essere apprezzabile. Ogni anno il Classic pubblica infatti "solo" 350 tavole circa, in più del Tex mensile. Praticamente in un anno solare la distanza tra le due collane si riduce di soli tre mesi.
Nelle prime pagine dell'albo in edicola si conclude, col famoso duello tra Tex e il meticcio Ruby Scott, l'episodio Silver Bell disegnato da Galleppini su testi di Gianluigi Bonelli. Ed è proprio lo scontro al tramonto, che trovate a pagina 14 dell'albo in edicola, a ispirare l'illustrazione di Villa utilizzata come copertina.


Il disegno, che sintetizza in una immagine soprattutto la terza e la quarta vignetta, era stato realizzato dal Maestro di Lomazzo come miniposter in appendice a Tex Nuova Ristampa 58 del dicembre 2000.


Prima dell'odierno Classic, i primi a trasformare questa illustrazione in copertina sono stati però i brasiliani della Mythos che la scelsero per il loro 58° volume di Tex Edição Histórica uscito nell'ottobre del 2002. 



Le due vignette successive in cui il meticcio approfitta della sorpresa di Tex per sferrargli il colpo decisivo, hanno ispirato lo stesso Villa anche per un'altra copertina.


Si tratta della cover del 46° volume della Collezione Storica a Colori di Repubblica, che casualmente ha lo stesso titolo di questo Classic e che, in entrambi i casi, non è quello dell'episodio immortalato dall'illustrazione, ma il titolo dell'avventura successiva.


La copertina del volume di Repubblica e stata utilizzata anche fuori dai confini nazionali,  per volumi analoghi in Finlandia, Norvegia e Croazia. Li vedete nell'ordine qui sotto.


La stessa illustrazione e' poi apparsa anche in India con una colorazione alternativa, e con un ampliamento del disegno da parte del grafico della Lion Comics, per rientrare nel formato dell'edizione locale. Il risultato, ottenuto semplicemente specchiando una piccola porzione di immagine, non è dei più felici. Se sul lato destro il risultato è curioso ma accettabile, lo stesso non si può dire della parte inferiore, dove l'avversario di Tex si ritrova una gamba ripiegata e dove appare una seconda firma di Villa, ma capovolta.


Come dicevamo il titolo del Classic è preso in prestito dall'avventura che inizia a pagina 30, Fort Apache, ovviamente realizzata da G.L.Bonelli e Galep dato che era l'episodio autoconclusivo pensato per Supertex, ovvero lo specialissimo numero cento a colori delle avventure del ranger. Fu il primo albo centenario in quadricromia delle Edizioni Araldo (oggi Sergio Bonelli Editore), inaugurando così una tradizione che prosegue tutt'oggi e che ha avuto solo rarissime eccezioni: Il Piccolo Ranger 200 e Il Comandante Mark 200 negli anni Ottanta, e, più recentemente Brendon 100 e Le Storie 100.  


E' risaputo, e i nostri Bosco e Scremin lo confermano, che per questa copertina Galleppini si sia ispirato a una foto di scena di Humphrey Bogart, relativa al film The enforcer del 1951.


Maurizio Bosco e Mauro Scremin nel loro primo volume di Western all'Italiana, però vanno oltre, e ricostruiscono una storia leggermente diversa. La foto di Bogart non è la sola utilizzata da Galep come reference per quella storica cover, a questa va aggiunto un "autoscatto" dello stesso Galep, che posizionandosi più o meno della posa dell'attore, ricrea la foto di scena, ma con fonte di una luce diversa, quella che probabilmente gli serviva per il suo Tex dipinto su quella storica copertina. Il palmo della mano illuminato e le ombre sulla camicia dell'eroe sulla cover dell'albo di Tex, avvalorano questa ricostruzione dei nostri due esperti.


La genesi della copertina di Tex 100 ispirò poi, nel 2017, Fabio Civitelli per realizzare l'immagine del manifesto di Galep 100 - Cento anni nel segno di Galep, l'evento, tenutosi dall'11 al 15 agosto di quell'anno, che il paese di Casale di Pari nel grossetano ospitò per festeggiare i cento anni dalla nascita di Aurelio Galleppini. Fu proprio nel piccolo borgo minerario che Aurelio venne alla luce a fine agosto del 1917, da genitori sardi, di Iglesias,  che si trovavano in Toscana per il lavoro del padre, Tommaso, perito minerario.
  


Civitelli riprende la posa di Galep dell'autoscatto, ma gli mette in mano le sue armi migliori, matite e pennelli; la sua ombra tradisce la sua vera identità di creatore grafico di Tex. Sullo sfondo lo "skyline" di Casale di Pari.
Tornando alla cover di Supertex, segnaliamo che la Bonelli l'ha utilizzata in almeno altre quattro occasioni: Tutto Tex, Tex Nuova Ristampa, una variant con dettagli dorati e un volume tradotto in cinese dove l'avventura interna appare eccezionalmente in bianco e nero.


La prima tavola del volume in cinese di Tex - l'unica versione bonelliana di questa avventura in bianco e nero.
Dato che questa è l'illustrazione ufficiale dei numeri 100 texiani, anche in occasione del medesimo traguardo raggiunto dalla collana collaterale alla Gazzetta dello SportTex 70 anni di un mito, si pensò bene di utilizzare il dipinto di Galep come copertina.


Sul mercato internazionale, infine, questa copertina non ha mai avuto tanta fortuna, probabilmente per lo sfondo, con quell'albo spalancato, da cui Tex pareva essere consapevolmente uscito, per salutare e/o richiamare l'attenzione del lettore imponendo uno stop immediato di fronte all'albo in edicola. La ritroviamo quasi esclusivamente in Turchia, dove è stato utilizzato per ben tre volte. Innanzitutto su due ristampe tutto sommato recenti. Da notare la traduzione in turco nel testo del baloon in basso a destra alle spalle del ranger.


Ma soprattutto ritroviamo questa immagine iconica di Tex, in una curiosa versione, privata dello sfondo classico e arricchita dalla presenza di un paio di pellerossa, realizzata da un illustratore locale negli anni Settanta per il numero 194 della collana Süper Teks. Aquila della Notte ci appare completamente calato nella moda di quegli anni con baffi e basettoni.


Anche in Brasile questa immagine è stata utilizzata, ma solo una volta, per il 300° numero di Tex Coleçào.




Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

giovedì 6 febbraio 2025

BONELLI IN DIGITALE - PUNTATA # 6

di Giampiero Belardinelli




Introduzione

Iniziamo il 2025 di Bonelli in digitale con un racconto inconsueto di Julia, la criminologa creata da Giancarlo Berardi nel 1998. Questo volume cinquantatré, pubblicato a febbraio 2003, si apre con una copertina claustrofobica di Marco Soldi. Com’è noto, Berardi ha chiesto ai disegnatori di dare a Julia il volto di Audrey Hepburn, nota per eleganza e umanità. Julia riflette queste qualità, sovrapponendosi talvolta al personaggio reale.

Dopo questo cappello introduttivo, siete pronti per scoprire questo racconto? Coraggio, saliamo in ascensore!





Un’ambientazione insolita

Sono diversi i luoghi prediletti dagli autori di storie d'investigazione: i meandri più nascosti di una metropoli; una piccola e contraddittoria città di provincia; l'interno di un'abitazione dall'aspetto minaccioso… Più difficile per un autore immaginare un racconto ambientato in gran parte in un ascensore. Ma quando l'autore si chiama Giancarlo Berardi, abituato a ben più ardue sfide sulle pagine di Ken Parker, il difficile può trasformarsi in un gioiellino narrativo, come questo cinquantatreesimo albo di Julia. Sono veramente pochi gli autori di thriller capaci di realizzare dei racconti ambientati in un solo angusto locale. E tra quei pochi non si può non citare il maestro Alfred Hitchcock, regista, tra gli altri, del capolavoro Una finestra sul cortile (USA 1954), che, come scrisse François Truffaut,

è un film dell'indiscrezione, dell'intimità violata e sorpresa nel suo carattere più ignobile, della felicità impossibile, della biancheria sporca che si lava in cortile, della solitudine morale: una straordinaria sinfonia della vita quotidiana e dei sogni distrutti.

Un po' come accade in questo racconto ideato da Berardi.





La trama: Julia intrappolata

La criminologa arriva all'ufficio delle tasse prima delle ferie. Dopo diversi contrattempi, Julia e uno sconosciuto rimangono bloccati in ascensore poiché la sicurezza spegne allarmi ed ascensori, credendo che l'edificio sia vuoto.





Ansia claustrofobica e verità nascoste

Un'idea apparentemente semplice che, dopo poche sequenze, comunica una terribile ansia claustrofobica: a Julia e al suo sventurato compagno si prospettano quindici giorni di lenta agonia. Mentre tutti si prodigano nel cercare Julia, nell'ascensore le autenticità umane dei due sfortunati protagonisti vengono fuori senza filtri di sorta. Se nella vita relazionale, soprattutto in quella pubblica, si tende a mostrare un solo aspetto della propria personalità, in una situazione come quelle narrata da Berardi le persone invece scoprono tratti caratteriali sconosciuti perfino a sé stessi. I due protagonisti perdono ogni remora e la stessa Julia si scopre meno fragile e legata a quella consuetudine di buona educazione che mostra nella sua vita quotidiana. La lunga sequenza nell'ascensore, tra l'altro, permette a Berardi di raccontare di come i due protagonisti intendano i rapporti sentimentali tra uomini e donne. Entrambi hanno la loro verità, ma infine comprendono che in amore non c'è nessuna verità, ma soltanto le pulsioni di chi, pur tra mille difficoltà, cerca di trovare la propria via affettiva.





Il vero e il falso

Ma il tema di fondo del racconto è soprattutto quel labile confine tra il vero e il falso: infatti, dinanzi alla prospettiva di non uscire vivo dalla terribile esperienza, Milton Roth non esita a raccontare di aver assassinato la moglie per ereditarne le proprietà. È esemplare il modo in cui Berardi rende credibile il racconto di Milton nella realtà claustrofobica dell'ascensore, per poi renderla quasi irreale e impalpabile all'esterno. Alla fine, quando tutto sembra perduto, il tenente Alan Webb intuisce qualcosa e, insieme a Leo Baxter e Big Ben Irving, libera Julia e Milton. Quest’ultimo – che nel frattempo ha intrapreso una brillante carriera di romanziere – fa perdere le sue tracce e, come un personaggio di un ancestrale passato, lascia la nostra Julia con l'interrogativo se quanto ascoltato nell'ascensore sia realtà o invece leggenda. È una situazione che, sotto certi aspetti, ricorda i reality show della televisione, dove ogni racconto abilmente costruito a tavolino appare più reale di quello che magari assistiamo nella nostra vita quotidiana o vediamo nelle cronache dei telegiornali.





La maestria di Berardi

Berardi, in definitiva, si dimostra ancora una volta uno scrittore di prim'ordine, riuscendo ad intrecciare un racconto tesissimo pur senza far ricorso alla violenza e alla spettacolarizzazione della stessa. Senza dimenticare la delicatezza con cui lo sceneggiatore si sofferma nel tratteggiare le necessità più intime di Julia, come i suoi bisogni fisiologici. Questo approccio, più psicologico che fisico, permette al lettore di entrare profondamente in empatia con i personaggi, vivendo quasi in prima persona le loro angosce e speranze. Berardi riesce a creare un’atmosfera opprimente e al tempo stesso affascinante, dove ogni parola e ogni gesto dei protagonisti assumono un significato profondo e rivelatore. Inoltre, l'abilità dell'autore nel mantenere alta la tensione per tutta la durata del racconto è davvero notevole, riuscendo a tenere il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. La sua capacità di esplorare tematiche complesse attraverso situazioni apparentemente semplici è una delle caratteristiche che rendono Berardi un maestro del genere.





Zaghi in digitale

La collaborazione tra Berardi e Zaghi è ancora una volta un'opera armoniosa, dove testo e disegno si completano a vicenda, creando un'esperienza di lettura immersiva e coinvolgente. I disegni di Roberto Zaghi non solo catturano l'essenza dei personaggi, ma arricchiscono anche la narrazione con dettagli visivi che amplificano l'atmosfera complessiva. I tratti delicati e precisi di Zaghi conferiscono una profondità emotiva ai volti dei personaggi, rendendo visibili le sfumature delle loro emozioni e dei loro tormenti interiori.

La pubblicazione in digitale di questa storia permette inoltre di apprezzare ogni dettaglio delle illustrazioni di Zaghi, grazie alla qualità delle immagini ad alta risoluzione. I lettori possono così ammirare la finezza delle linee e la ricchezza delle espressioni, che contribuiscono a rendere ancora più vivida la drammaticità della situazione vissuta da Julia e Milton. La scelta del digitale, infine, rende l'opera accessibile a un pubblico più ampio, permettendo a nuovi lettori di scoprire il talento di Berardi, e dei vari collaboratori della testata, a chi non ha mai letto o collezionato la serie Julia.





Giampiero Belardinelli


N.B. Trovate i link alle altre puntate di Bonelli in digitale su Cronologie & Index!

martedì 4 febbraio 2025

TEX, QUALE DEI TRE?

di Filippo Pieri


No, non ci riferiamo alle varie collane di Tex, che probabilmente sono più di tre, ma a un quesito posto sulla "Settimana Enigmistica" n. 4840 del 26 Dicembre 2024.,ovvero: "L'iris bianco" dà il titolo a un recente albo di quale popolare personaggio dei fumetti? La risposta è in fondo alla pagina.




N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su "Interviste & News"!

domenica 2 febbraio 2025

JAC ENIGMA!

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4837 del 5 Dicembre 2024 nella rubrica "Zeppe di anagrammi crociati" c'è una domanda che ha in qualche modo a che fare anche con il mondo Bonelli... Infatti si chiede al 30 orizzontale: ___ Jacovitti, creò il personaggio di Cocco Bill. La risposta, ovviamente, la conosciamo tutti.



N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su "Interviste & News"!

venerdì 31 gennaio 2025

IL CUORE DI TEX

di Filippo Pieri

Su "Cuore" (il "settimanale di resistenza umana", inserto del giornale "l'Unità") n. 55 del 17 febbraio 1992 c'è una citazione bonelliana che non ti aspetti. Infatti vediamo Tex Willer e Kit Carson alle prese con uno strano caso...


N.B. Trovate il link alle altre novità bonelliane (anche se questa non è una "novità") su Interviste & News!

venerdì 24 gennaio 2025

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 206

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Su Tex Classic 206 troviamo ristampate a colori 64 tavole pubblicate in origine sul numero 99 della collana principale di Tex, uscito nel gennaio 1969. Nell'albo in edicola prosegue l'episodio Silver Bell disegnato da Galleppini su testi di Gianluigi Bonelli.
L'immagine di copertina richiama la sparatoria che si svolge nelle vie di Silver Bell per buona parte dell'albo, ma Claudio Villa la realizzò per tutt'altro episodio. Il "meticcio" del titolo appare invece solo nelle ultima pagine dell'albo ma sarà protagonista assoluto del prossimo, grazie a un clamoroso duello con Tex, il cui esito venne reso indimenticabile dalla mitica cover del numero 99, firmata da Galep, la cui genesi "segreta" abbiamo raccontato nella puntata 118 di questa rubrica. 


Tornando all'illustrazione di copertina, che qui sopra vediamo nella versione colorata dallo stesso Villa per  dare le indicazione di colore ai responsabili delle cromie di casa Bonelli, vi segnaliamo che anche in questo caso, come da prassi ormai consolidata su questa collana, proviene da un miniposter realizzato per Tex Nuova Ristampa; stavolta si tratta di quello in appendice al numero 407, uscito nel settembre 2016.


L'illustrazione realizzata dal Maestro di Lomazzo, in realtà si riferisce alle scorribande di Tex nelle strade di New Orleans nell'episodio Omicidio a Bourbon Street di Boselli e Bianchini-Santucci, uscito sui numeri 576-578 dell'autunno 2008, ed è già stata utilizzata come copertina, nel novembre del 2020, dai tipi della brasiliana Mythos, per il numero 111 della collana Tex Edição de Ouro. Come suggerisce il titolo in portoghese in basso a sinistra, anche in questo caso la cover non calzava a pennello con la storia, all'interno infatti i lettori carioca di Tex trovarono l'episodio Dieci anni dopo della coppia Claudio Nizzi -Rossano Rossi, pubblicato in Italia su Tex 567 e 568.


Dopo aver scoperto l'origine "segreta" della cover ufficiale di questo Classic 206, e avendo già parlato dell'origine segreta della cover di Tex 99 quando venne utilizzata per il Classic, andremo a  riscoprire ora l'origine di una copertina di Galep che finora avevamo tralasciato in attesa che venisse scelta per questa collana. Evento che a questo punto non avverrà visto che in redazione hanno optato per le cover di Villa su Tex Classic. Stavolta recuperiamo la copertina del numero 13 della sesta serie degli Albi d'Oro, il fascicolo che, nel luglio 1959, riproponeva le strisce di Tex dalla 13 alla 15 delle serie Pecos, che casualmente ritroveremo in edicola in versione anastatica tra pochi giorni.


I ricercatori di fonti iconografiche texiane Bosco e Scremin hanno individuato l'origine segreta di questa copertina in un albo della Dell publishing datato agosto 1953. Si tratta della copertina firmata da Stanley Borack per la longeva rivista pulp Zane Grey's Western, che pubblicò dal 1946 al 1974 racconti in prosa ambientati nel selvaggio ovest.


Online si trova anche l'asta di qualche anno or sono in cui l'originale di Borack, veniva messo in vendita da una casa d'aste di Chicago. Si tratta di  un olio su tavola di 45x33 cm circa  intitolato 
After a Gun fight. Da notare la vivacità dei colori rispetto alla versione stampata dalla Dell.


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

venerdì 10 gennaio 2025

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 205

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Su Tex Classic 205 troviamo ristampate a colori 64 tavole pubblicate in origine a cavallo tra i numeri 98 e 99 della collana principale di Tex, usciti a dicembre 1968 e gennaio 1969. Nell'albo in edicola si conclude il lungo episodio La Caccia, disegnato dalla coppia Galleppini-Muzzi, e prende il via Silver Bell disegnato in solitaria da Galleppini, entrambi su testi di Gianluigi Bonelli. Silver Bell, che dà il titolo anche al nostro Classic è la cittadina dove si svolge l'episodio, l'ultimo prima del numero cento di Tex, conosciuto anche come La sconfitta.
La copertina, come raramente accade su questa collana, è proprio pensata da Claudio Villa per questo episodio. L'attuale copertinista di Tex sintetizza in una immagine le vicende raccontate nella seconda parte di questo Classic, con lo sbruffone di turno, rampollo del signorotto locale, che attira l'attenzione a suon di pallottole. Peccato per lui che in paese sia appena arrivato un certo Tex Willer...
L'illustrazione è apparsa per la prima volta in Italia come mini-poster allegato a Tex Nuova ristampa 59 del gennaio 2001.


I primi a utilizzare questa immagine come copertina sono stati i brasiliani della Mythos per Tex Edição Histórica 55 dell'agosto 2002. Il volume carioca in realtà non presentava al suo interno Silver Bell, ma la storia precedente, ovvero La Caccia.


Dopo aver scoperto l'origine "segreta" della cover ufficiale di questo Classic 205, e avendo già parlato dell'origine segreta delle copertine di Tex legate a questa ristampa nella
puntata precedente di Secret Origins, e addirittura nella puntata 118, quando la cover di Tex 99 venne utilizzata per il Classic, andremo a  riscoprire ora l'origine di una copertina di Galep che finora avevamo tralasciato in attesa che venisse scelta per questa collana. Evento che a questo punto non avverrà visto che in redazione hanno optato per le cover di Villa su Tex Classic. Stavolta recuperiamo la copertina del numero 22 della quinta serie degli Albi d'Oro.
 

Le approfondite ricerche di Francesco Bosco e Mauro Scremin hanno portato all'individuazione dell'immagine utilizzata come fonte da Aurelio Galleppini. Si tratta di Attacco all'alba, un olio su tela, datato 1904, opera di Charles Schreyvogel, un artista americano attivo a cavallo tra il XIX e il XX secolo, che prediligeva dipingere soggetti western.


Le cinque figure, due soldati e tre indiani, che Galep dipinge nella copertina, si possono rintracciare tutte specchiando il dipinto di Schreyvogel. Ingrandendo, rimpicciolendo e ruotando alcuni estratti del quadro otteniamo tutta la composizione galleppiniana.


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

martedì 7 gennaio 2025

CHARLIE HEBDO INCREVABLE (2015 - 2025) - JE SUIS FILIPPO PIERI!

di Filippo Pieri

Il nostro Filippo è riuscito in una straordinaria impresa: pubblicare su "Charlie Hebdo", addirittura sullo storico numero speciale che commemora i dieci anni dall'assalto terroristico alla redazione, che scatenò un'ondata mondiale di sdegno. Pieri ci racconta com'è andata la vicenda. (s.c. & f.m.)

La copertina del numero di "Charlie Hebdo" su cui è apparsa la vignetta di Pieri



A novembre 2024 il giornale satirico "Charlie Hebdo" ha lanciato un concorso internazionale di caricature, “#RireDeDieu”, per denunciare “l’influenza di tutte le religioni” sulla società, quasi dieci anni dopo i tragici fatti dell'attentato islamista che massacrò parte della sua redazione portando alla morte di dodici persone, tra cui il direttore e disegnatore del giornale Charb, e i fumettisti Cabu, Wolinski, Tignous e Honorè.

Il bando recitava:

“A coloro che sono stanchi di vivere in una società governata da Dio e dalla religione, a coloro che sono stanchi di essere bombardati dal cosiddetto bene e dal male, a coloro che sono stanchi di tutti i leader religiosi che dettano le nostre vite”, Charlie Hebdo lancia un concorso internazionale: “Sfogate la vostra rabbia contro l'influenza di tutte le religioni sulle vostre libertà”.

Come tanti altri fumettisti di tutto il mondo ho pensato che sarebbe stato bello partecipare, ma il tema era complesso. Quindi come faccio sempre, ho deciso di pensare ad altro, certo che, come spesso accade, l’idea arriva quando non ci pensi. Ho preso l’ultimo numero della "Settimana Enigmistica" e mi sono messo a fare qualche rubrica. È stato allora, dopo un po’ di tempo, che ho immaginato la vignetta che poi sarebbe stata pubblicata.

La vignetta di Filippo Pieri



La pagina dedicata al concorso (con la vignetta di Pieri sottolineata in rosso)



È vero, qualcuno potrebbe obbiettare che non è particolarmente complessa, ma in fondo contano le idee e tutto sommato il punto di vista da cui ho affrontato l’argomento mi è parso originale. Ho inviato la vignetta alla redazione senza troppe aspettative, finché l’ultimo giorno del 2024 mi è arrivata una mail che mi annunciava che sarei stato pubblicato, insieme agli altri disegnatori selezionati, sul numero speciale 1694 in uscita il giorno dell’anniversario della mattanza, ovvero il 7 gennaio 2025.

La linea editoriale di Charlie Hebdo, ateo, non è mai variata. I terroristi dopo l’attentato urlarono “Abbiamo ucciso Charlie”. Invece no, Charlie vive e continuerà a vivere, così come la libertà di satira e di espressione.

Filippo Pieri

martedì 31 dicembre 2024

LUKE NESS, PHD by MANETTI & PIERI!!! SECONDA AVVENTURA: IL TESCHIO DEL NILO (strisce 5 e 6)

di Francesco Manetti & Filippo Pieri


Con la quinta e sesta striscia della nuova avventura di Luke Ness entriamo nel vivo della vicenda e finalmente conosciamo il titolo della storia. Dopo il gelo del Tetto del Mondo patito dai nostri due eroi nella precedente scorribanda, adesso cambiamo del tutto ambientazione e ci spostiamo nei bollenti panorami nord-africani, dove ne vedremo delle belle (e delle brutte)!

BUONA LETTURA e BUON 2025!


CLICCATE SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA E AVERE UN'OTTIMALE ESPERIENZA DI LETTURA!




N.B. Trovate i link alle altre strisce di Luke Ness, Phd su Cronologie & Index!

domenica 29 dicembre 2024

BONELLI 2024: COVERS & COLORS

Diamo i Numeri 89
di Saverio Ceri

E siamo giunti, anche per il 2024, all'ultimo appuntamento con il riassunto dell'annata bonelliana in cifre. Dopo personaggi, sceneggiatori e disegnatori andiamo stavolta  a scoprire quali sono stati gli illustratori che hanno realizzato copertine inedite per albi bonelliani, e i professionisti che sono stati chiamati a colorare le tavole, inedite o meno, in questo 2024.

Alessandro Piccinelli, da anni il più prolifico copertinista bonelliano, realizza cover anche per i mercati esteri. Qui ha un volume in serbo per noi! Nel senso che è l'edizione del paese balcanico di  Zagor 700.

Per i copertinisti c'è da precisare che le cover che appaiono in classifica sono quelle inedite commissionate dalla Bonelli per propri albi. Non sono conteggiate immagini "riciclate", ovvero realizzate in passato per altri scopi (come cover di edizioni straniere o illustrazioni per kermesse fumettistiche), e utilizzate come copertine per albi da edicola o volumi da libreria; così come non vengono conteggiate copertine, seppur inedite, pubblicate da altri editori. Non vengono conteggiate neppure cover realizzate redazionalmente assemblando e colorando immagini interne dell'albo. 
Per i coloristi c'è da precisare che per gli albi firmati a più mani ho cercato, per quanto possibile, di accreditare al meglio le varie tavole; non è detto che ci sia riuscito; in alcuni casi quando impossibile differenziare gli stili ho semplicemente diviso in parti uguali: e questo spiega anche alcuni numeri decimali della graduatoria. Sollecito i coloristi coinvolti in questi albi multi-firma a segnalarmi inesattezze, se le riscontrano, aiutandomi così a correggere le cronologie delle serie coinvolte, attribuendo a ognuno i propri meriti.
  
I copertinisti

Quest'anno per realizzare le 237 copertine inedite degli albi e volumi di casa Bonelli, sono stati coinvolti 51 illustratori; 194 cover sono state commissionate per pubblicazioni inedite e 43 per ristampe o variant. Tutti questi dati sono in controtendenza con i numeri generali dell'annata, in questo caso, infatti sono tutti in salita rispetto allo scorso anno; registriamo infatti un incremento del 6,76% di copertine inedite realizzate nel 2024, impiegando il 4,08% di illustratori in più rispetto al 2023. All'accrescimento del numero di copertine inedite hanno contribuito maggiormente le cover destinate a albi o volumi con episodi inediti, con un +7,18%, mentre le copertine realizzate per ristampe o variant, sono state un paio in più, ovvero un +4,88%, rispetto ai dodici mesi precedenti.
Qui sotto nel grafico trovate il numero dei copertinisti impegnati in Casa Bonelli negli ultimi 15 anni. 


Il numero dei copertinisti impegnati quest'anno su albi Bonelli è il sesto dato più alto degli 84 anni della casa editrice. I primi cinque come vedete sono tutti recenti, col record ancora saldamente in mano dell'annata 2018. L'impennata nel dato egli illustratori chiamati a realizzare le cover bonelliane si ha tra il 2014 e il 2015 con le prime variant lucchesi e il debutto della divisione libraria.
Similare, ma attenuata, invece è l'onda creata del grafico delle copertine inedite realizzate negli ultimi 15 anni.


Il superamento della barriera delle 200 cover annuali corrisponde allo stesso periodo di cui parlavamo poc'anzi, raggiunto poi il record storico nel 2018, con 270 copertine, si è registrato un calo, che nel periodo post covid ha portato a un saliscendi annuale che quest'anno, come nel caso del numero di copertinisti, ha fatto registrare la sesta annata più prolifica di sempre. 
Passiamo a citarli questi copertinisti, uno per uno. Qui sotto li trovate incolonnati per numero di cover pubblicate, la "E" di esordiente si riferisce al fatto che si tratta dell'esordio in questa categoria per la Bonelli. 


Il podio
Conquista nuovamente la vetta per il quarto anno consecutivo, e per la quinta volta in carriera, Alessandro Piccinelli, copertinista principale di Zagor del 2024; Per lui è anche l'ottavo anno consecutivo sul podio: cinque ori e tre argenti nel suo palmares da copertinista.
Al secondo posto, esattamente come dodici mesi or sono, troviamo Claudio Villa con 17 copertine, tre in meno dello scorso anno, sufficienti a fargli conquistare l'argento in questo 2024. Per Villa è l'ottavo argento in carriera, che sommato ai due bronzi e soprattutto ai venti ori, portano il suo palmares esattamente a 30 medaglie come copertinista bonelliano.
16 copertine, una in più dello scorso anno, ma una in meno rispetto a Villa, valgono invece il secondo bronzo per Sergio Giardo dopo quello del 2020, e il terzo podio in carriera; ai due bronzi citati va infatti aggiunto l'argento del 2022. 
Nella Top Ten  ritroviamo i soliti dieci copertinisti dei due anni precedenti, con l'aggiunta di un undicesimo illustratore, Marco Torricelli, che grazie alle cover delle 12 strisce della Serie Vindex di Tex raggiunge  altri colleghi copertinisti di serie regolari  mensili.

Marco Torricelli disegnatore di Zagor e Tex per la prima volta in Top Ten dei copertinisti bonelliani

I veterani
Il veterano dei copertinisti, tra quelli pubblicati quest'anno è Giovanni Ticci che ha disegnato la sua prima cover bonelliana nel 1968, seguito dalla coppia Giancarlo Alessandrini e Ivo Milazzo entrambi copertinisti dal 1977, il primo esordì con Un uomo, un'avventura; il secondo con Ken Parker. Dopo di loro Massimo Rotundo, copertinista in Bonelli dal 1983 con Orient Express, seguito da Enea Riboldi che collabora alle cover Bonelli dall'Indiana Jones del 1985, e Claudio Villa che disegna cover dalla prima mitica copertina di Dylan Dog del 26 settembre 1986. 
Tra i più continui copertinisti troviamo lo stesso Alessandrini che realizza illustrazioni per copertine per il 43° anno consecutivo; Villa è alla sua 31a annata senza interruzioni; Soldi, seppur al ritmo di una cover all'anno, è alla 27a presenza consecutiva; infine Riboldi compare in classifica costantemente da 25 anni.


La prima e, per ora, ultima cover del veterano Giovanni Ticci. Per lui  solo 6 copertine ufficiali dal 1968 a oggi.

Gli Anni Venti
Come per le altre graduatorie sommiamo i dati degli ultimi cinque anni per scoprire la classifica provvisoria degli Anni Venti. Almeno le prime dieci posizioni, sulle 111 complessive. Immutate le posizioni, ma con probabili avvicendamenti in vista: Piccinelli mantiene saldamente la leadership su Villa; a seguire, troviamo Dotti che per quest'anno riesce a difendere la terza posizione dal ritorno di Giardo, che ormai gli è col fiato sul collo. Quinto posto tutto sommato tranquillo per Pagliarani, anche stacca i tre più immediati inseguitori in lotta fra loro per il sesto posto. Noni i fratelli Cestaro che contano di avvicinarsi sensibilmente nel prossimo anno e rientrare nella lotta per il sesto posto, grazie alle cover dei bis, che il terzetto Riboldi, Spadoni, Alessandrini, non dovrebbe disegnare. Al decimo posto, come avevamo previsto dodici mesi or sono, Biglia raggiunge De Tommaso e nel mese di febbraio 2025 dovrebbe effettuare il sorpasso. Soprattutto data la chiusura annunciata, e stavolta probabilmente definitiva, di Morgan Lost col numero uscito alla vigilia di Natale; albo che non compare nei dati di quest'anno perché datato 2025.  


Copertinisti storici
Nella classifica All-time dei copertinisti bonelliani, grazie alle cover del 2024 Giardo raggiunge l'11a posizione superando Soldi, mentre Piccinelli scavalca l'altro copertinista di  Julia, Spadoni, e diventa 13°. Più in basso Roi scavalca Atzori e raggiunge il 17°posto tra i copertinisti bonelliani di tutti i tempi. ClaudioVilla dal canto suo in questi dodici mesi ha superato la boa delle 600 copertine ufficiali bonelliane.

L'inesorabile Claudio Villa, ha superato quota 600 cover ufficiali bonelliane, ma se contiamo anche i miniposter di Tex Nuova Ristampa, nati come cover per edizioni estere e oggi sempre più spesso sfruttati dalla stessa SBE per tale scopo (vedi Tex Classic e volumi da libreria), e le copertine per la Collezione Storica a Colori di Repubblica, siamo a quota 1287!

I coloristi
Quest'anno le pagine che presentano colori realizzati appositamente, sia per albi inediti che per ristampe, sono state complessivamente 3693, ovvero un 25,58% in meno dello scorso anno, un dato decisamente in calo rispetto ai dodici mesi precedenti. Uno dei motivi va ricercato nella quasi assenza di albi centenari da festeggiare; quest'anno abbiamo avuto solo Nathan Never 400, mentre nel 2023 furono ben 4 gli albi celebrati con la quadricromia: da Martin Mystère 400 a  Julia 300,  da Zagor 700 al Tex del 75° anno. Altra voce che ha contribuito al calo sono le pagine a colori delle serie da libreria, ben 521 in meno dei dodici mesi precedenti 
Di queste 3693 pagine a colori, 1398 sono tavole di storie del passato, colorate per la prima volta nel 2024, una quantità leggermente inferiore, solo 78 pagine, rispetto al 2023.
Le restanti 2295 tavole sono pagine inedite concepite e pubblicate direttamente in quadricromia, ovvero il 34,17% in meno dei precedenti dodici mesi.
Il grafico qui sotto riporta l'incidenza delle tavole a colori sul totale di quelle inedite pubblicate negli ultimi 10 anni, ovvero dal lancio della linea libraria della Bonelli. Come si può leggere la quantità delle tavole in quadricromia rappresenta quest'anno il 12,78% del totale, il dato più basso in percentuale del decennio preso in esame. La metà dell'anno record 2017 quando oltre un quarto delle tavole venne pubblicato direttamente a colori. 


I coloristi (o studi di coloristi) impiegati a colorare albi bonelliani sono stati negli ultimi dodici mesi, 31, ben diciotto in meno dello scorso anno. Calo inevitabile data la forte diminuzione delle tavole destinate alla quadricromia. Qui sotto nel grafico vedete l'andamento di questo dato negli ultimi dieci anni.



Una precisazione: non vengono attribuite tavole già colorate in precedenti occasioni e semplicemente ripubblicate; mancano dal conteggio, ad esempio, le tavole di Tex e Zagor Classic (dato che i cromatismi sono i soliti della Collezione Storica di Repubblica); o tavole bonelliane colorate quest'anno, come le ristampe  in quadricromia del Comandante Mark o del Piccolo Ranger in edicola con Gazzetta dello Sport. Ecco la classifica completa dei 31 coloristi, o staff di coloristi, all'opera su albi bonelliani nel 2024:



Il podio
Per il quinto anno consecutivo vince lo studio GFB Comics, col team di lavoro coordinato da Valentina Mauri, che quest'anno si è occupato di colorare la metà dei 12 albi della ristampa di Storia del West. Lo staff guidato da Valentina è al sesto podio consecutivo: oltre ai cinque ori citati, vanta anche un argento datato 2019
Secondo posto ex-aequo per gli altri coloristi di Storia del WestFlavio e Francesco Chiumento: per loro è il secondo podio consecutivo dopo il bronzo dello scorso anno.

Una tavola colorata da Francesco e Flavio Chiumento per la ristampa della Storia dl West co-edita da Sergio Bonelli Editore  e Edizioni If.

Gli Anni Venti
Anche per i coloristi diamo un'occhiata alla classifica degli Anni Venti del XXI secolo, dopo la quinta tappa. Qui sotto le prime 10 posizioni, sui 118 coloristi chiamati a collaborare con Bonelli nell'ultimo quinquennio.



Da segnalare come le prime tre piazze, invariate rispetto ai dodici mesi precedenti, siano occupate da coloristi che si occupano esclusivamente di ristampe. Dalla quarta alla decima posizioni al contrario troviamo coloristi che si occupano prevalentemente di creare le cromie per albi inediti. I nomi sono i soliti della precedente Top Ten, ma con alcuni spostamenti importanti: Francescutto scavalca Celestini e punta al podio del decennio attualmente occupato dai Chiumento, che però con la imminente conclusione della ristampa di Storia del West potrebbero avere una battuta d'arresto. Matera e Algozzino scavalcano il team GFB guidato da Nucci Guzzi e Preziosi, quest'anno fermi al palo. Così come Vattani che nonostante non abbia all'attivo nessuna pagina pubblicata nell'annata appena conclusa mantiene per poche pagine il decimo posto nella classifica del decennio.  

I fuori serie
Terminiamo la quarta e ultima parte dei numeri bonelliani del 2024, con i dati relativi agli speciali. Quest'anno gli albi speciali, tra giganti, maxi, magazine, cartonati alla francese, color, miniserie e spin-off vari, sono stati 52, uno in più dello scorso anno, portando la quantità dei fuoriserie bonelliani  a 1173 "speciali" da Cico Story in poi.
Le pagine inedite pubblicate su albi fuoriserie nell'anno appena trascorso sono state 5714, ovvero solo 80 in più rispetto al 2023; Queste 5714 pagine incidono sul totale della produzione inedita dell'annata per un 31,83%; una quantità in ascesa rispetto ai dodici mesi precedenti. La media pagine inedite per ogni fuori-serie è stata 109,88, la più bassa da quando esistono gli speciali. Praticamente uno speciale Bonelli in questo momento è mediamente lungo quanto un Tex o un Julia mensile. Gli "speciali" insomma stanno diventando sempre più "normali", tanto da integrarsi con le serie regolari. Non è un caso che i bis, in tutto e per tutto numeri normali, ma fuori numerazione, il prossimo anno raddoppieranno.

Il bis autunnale di Dylan Dog che anticipa il raddoppio di questo tipo di  fuori-serie per il 2025, e che permette a Dylan Dog di tornare ad essere il personaggio più "speciale" della casa editrice.

Il personaggio di cui sono state pubblicate più pagine fuori dalla serie regolare è stato quest'anno, col numero record di 1860 tavole extra, Dylan Dog, che  per la ventitreesima  volta conquista il comando di questa classifica. L'indagatore dell'Incubo scavalca Tex vincitore dello scorso anno proprio col bis autunnale che dovrebbe anticipare la tendenza del prossimo anno. Terza posizione per Zagor, staccatissimi tutti gli altri. Ai soli tre personaggi sul podio sono state dedicate ben l'85,89% delle tavole fuori serie dell'annata che sta volgendo al termine. Per le storie fuori serie degli altri personaggi si preferisce evidentemente il mercato librario.

Tra i 43 sceneggiatori impegnati quest'anno su albi fuoriserie è Claudio Nizzi il più pubblicato con sole 380 pagine. Per trovare uno score più basso per il vincitore di questa classifica "speciale", si deve tornare al 1991 quando lo stesso Nizzi con 352 tavole si mise alle spalle undici colleghi. Con il successo di quest'anno Nizzi vince per l'ottava volta in carriera lo "scudetto" degli speciali, a distanza di 18 anni dal precedente, e divenendo così il più titolato in questa categoria, staccando Burattini fermo a sette vittorie; inoltre con le tavole speciali di questo 2024, lo scrittore di Fiumalbo supera quota 10.000 pagine fuori serie, risultato ottenuto finora solo dallo stesso Burattini. Alle spalle di Nizzi troviamo sul podio Pasquale Ruju e Moreno Burattini


Giuseppe Palumbo, grazie al texone del 224 è l'illustratore più pubblicato dell'anno su fuoriserie boenelliani

La medaglia d'oro dei  disegnatori fuori serie va, per la prima volta in carriera a Giuseppe Palumbo, grazie alle sole 224 pagine del texone. Anche in questo caso la quota per raggiungere la vittoria è tra le più basse di sempre, non succedeva dal 1993, a causa dei due Maxi Tex atipici usciti in questo 2024, entrambi con due storie più brevi invece che una unica lunga, che spesso porta alla vittoria annuale l'illustratore di turno. Completano il podio Rodolfo Torti al secondo posto, e il terzetto composto da Gianni Sedioli, Luigi Siniscalchi e Emanuele Barison, a pari merito sul gradino più basso.
 
Alessandro Piccinelli, con 9 cover, è il copertinista più pubblicato su albi fuori serie per il settimo anno consecutivo. Sul podio insieme a lui Marco Nizzoli e Claudio Villa.

L'ultima cover speciale del 2024 di Piccinelli richiama alla mente la cover di Zagor 400 del Maestro Ferri

Per il 2024 Bonelliano in cifre, è tutto. Appuntamento al 2025.

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.