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domenica 27 aprile 2025

ZAGOR CENTOMILA!

Uno storico traguardo per lo Spirito con la Scure

Diamo i  numeri 91
di Saverio Ceri


Come avete scoperto sfogliando l'albo di aprile di Zagor, lo storico personaggio creato da Nolitta e Ferri nel 1961, ha raggiunto, e superato di slancio, il ragguardevole traguardo delle centomila tavole pubblicate. E' il secondo personaggio bonelliano dopo Tex a superare questa boa e lo fa con qualche anno di anticipo rispetto al suo illustre compagno di scuderia. Zagor infatti giunge a centomila tavole poco prima dei 64 anni di vita editoriale, mentre Aquila della Notte vi era arrivato a 70 anni e cinque mesi. Tra i fumetti italiani oltre ai due eroi appena citati, solo Diabolik può vantare un simile record, anche se, è bene ricordarlo, le tavole del Re del Terrore sono decisamente più piccole ed avare di vignette rispetto alle classiche tavole bonelliane. Fuori dai confini nazionali credo siano davvero pochi, se non nessuno, i personaggi di cui sono state pubblicate oltre centomila tavole. Solo Topolino e Paperino, le cui avventure vengono prodotte parallelamente in più paesi, probabilmente riescono a rientrare nel ristretto "club dei centomila". 

 Zenith Gigante 768, l'albo che contiene al tavola centomila di Zagor. Cover di Piccinelli

Ringraziando Moreno Burattini e la Bonelli per l'ampio risalto dato alla notizia, andiamo a  scoprire come si è formato anno dopo anno, striscia dopo striscia, tavola dopo tavola, il grattacielo di pagine a fumetti dedicate allo Spirito con la Scure.

Il primo albo di Zagor, contiene, sottoforma di singole strisce, le prime 26,67 tavole del personaggio. Copertina di Gallieno Ferri

Le prime seimila tavole poco più risalgono al pioneristico periodo delle strisce (1961-1970), ovvero le quattro storiche serie della Collana Lampo, prima incarnazione editoriale di Zagor, tornata recentemente nelle edicole italiane in versione anastatica, edita dalla RCS. In totale vennero pubblicati 239 albetti in quello storico formato con un numero di pagine, dedicate al protagonista, variabile dalle 67 alle 86, a seconda delle esigenze narrative degli autori. Le pagine restanti della pubblicazione se le spartivano le serie a fumetti in appendice, i racconti in prosa e i giochi enigmistici. 

Nel luglio del 1965, Zagor approda nel formato gigante sul numero 52 della collana Zenith, trovando la sua dimensione definitiva, mantenuta ininterrottamente fino ad oggi. La storica cover è di Gallieno Ferri.

Di 60 anni fa è invece la prima apparizione di Zagor sull'attuale serie principale, ovvero la Zenith Gigante seconda serie, giunta al 717° volume dedicato allo Spirito con la Scure, sui 768 dell'intera collana. Su questa testata, però, già nel 1968, due anni prima della chiusura delle strisce, si rese necessaria la pubblicazioni di storie inedite, create appositamente, per sopperire al limitato numero di pagine da ristampare provenienti dalle collane Lampo. La prima avventura inedita, Odio, apparve su Zenith Gigante 90, ovvero Zagor 39, e la copertina di Ferri, con Zagor che guarda lontano, a un prosperoso futuro editoriale, fu di buon auspicio. Nonostante il titolo.


Furono in tutto sette le avventure nuove che si intervallarono con le ristampe delle strisce  sulla collana "gigante"; tutte, a parte una illustrata da Ferri, disegnate da Franco Donatelli. La Zenith iniziò a pubblicare esclusivamente inediti a partire da pagina 77 del numero 119 (Zagor 68) del febbraio 1971, divenendo così la casa definitiva dello Spirito con la Scure. La collana Zenith, con oltre sessantaduemila tavole è la serie che più di tutte ha contribuito al raggiungimento del record zagoriano che stiamo celebrando con questo post; Rimase l'unica collana zagoriana però per meno di quanto si possa pensare. Solo otto anni dopo, infatti, fece il suo esordio una pubblicazione rivoluzionaria per la casa editrice, una pubblicazione con cadenza annuale per la prima volta dedicata a un comprimario, per di più dichiaratamente umoristica: lo speciale estivo di Cico. Quello dedicato al "Piccolo uomo dal grande ventre", come chiamano i nativi il panciuto amico di Zagor, divenne inoltre il primo fuori serie periodico della casa editrice dato che allietò le estati degli zagoriani per i cinque anni consecutivi, e poi, a partire dal '90 per altri ventidue appuntamenti a cadenza regolare.

Il primo storico speciale bonelliano è dedicato a Cico (giugno 1979). Cover di Ferri

Cico, dal 1979 a oggi, ha contribuito al bottino di pagine zagoriane per quasi 4000 tavole, grazie a 28 speciali e la miniserie di sei albi A spasso nel tempo. Nel 1988, debutta lo special vero e proprio di Zagor, con quasi un decennio di ritardo rispetto al fuoriserie dedicato al buffo messicano, suo compagno di avventure. Il fuoriserie annuale, oggi semestrale è la collana più longeva, oltre alla Zenith, dedicata allo Spirito con la Scure, ma, con poco meno di 6000 pagine, è solo quarta, attualmente, in fatto di tavole inedite pubblicate. 

Lo speciale di Zagor è la seconda collana più longeva dedicata allo Spirito con la Scure: esce regolarmente da 37 anni.

La collana degli speciali di Zagor è arricchita inizialmente da allegati dedicati, prima al mondo zagoriano, e poi alle avventure a fumetti dei comprimari della serie. A partire dal 12° numero la perdita dell'allegato viene compensata dall'aggiunta di 32 tavole  che portano la foliazione della serie, per un quarto di secolo, alle classiche 160 tavole. Con l'albo appena uscito nella primavera del 2025, la collana si ridimensiona e torna alle iniziali 128 tavole a fumetti. 

Una nuova collana fuori serie dedicata a Zagor si affianca alle altre nel 1996, è l'Almanacco dell'Avventura, testata annuale inizialmente condivisa ad anni alterni con Mister No, ma poi occupata regolarmente dallo Spirito con la Scure a partire dal 2000. La serie pubblicata su carta patinata e arricchita di decine di pagine di articoli dedicati a temi classici dell'avventura, si compone di quattordici uscite e poco meno di 1400 tavole.

Il primo Almanacco dell'avventura dedicato a Zagor. Copertina di Gallieno Ferri

Sempre nel 2000 giunge nell'edicola la collana che ha maggiormente contribuito dopo la Zenith al malloppo delle centomila tavole. Si tratta del Maxi Zagor, un balenottero di circa trecento pagine a uscita, che ci ha tenuto compagnia per oltre vent'anni, per 41 uscite, e ci ha fatto leggere quasi dodicimila tavole di Za-gor-te-nay. Dalla 42a uscita la collana viene ribattezzata Zagor +, riparte dal numero uno e riduce la foliazione a 190 tavole. Anche in questo caso, nella primavera del 2025, tra poco meno di un mese, si registrerà una riduzione ulteriore di pagine, fino a 128 tavole ad albo, rendendo di fatto lo Speciale e lo Zagor+ due testate gemelle.

Il primo dei tre giganti dedicati a Zagor. Copertina di Gallieno Ferri

Dal 2011 al 2013 è esistito anche uno Zagorone, ultimo nato tra gli "oni" bonelliani, dopo la prestigiosa collana dei Texoni, e dopo i Dylandogoni, i Nathanneveroni e i Martinmystèroni. 
Nell'anno 2013 esordisce lo Zagor Color, collana oggi semestrale, che generalmente è incentrata sulle avventure preseti o passate di uno dei comprimari della serie. Le pagine in quadricromia di questa serie hanno contribuito al record zagoriano con poco più di 2500 tavole. 
L'ultimo nato tra i fuoriserie zagoriani. copertina di Piccinelli

In tempi più recenti, estate 2021, segnaliamo l'esordio dello Zagor Bis, pubblicazione in tutto e per tutto uguale alla serie regolare, ma contenente in ogni albo una storia autoconclusiva.
La centomilesima tavola pubblicata di Zagor. Il destino ha deciso che fosse firmata da Rauch e Della Monica.

Nella tabella qui sotto trovate, incolonnate per numero di tavole inedite pubblicate, tutte le edizioni dedicate allo Spirito con la Scure, sia distribuite in edicola o libreria, sia per iniziative esterne alla casa editrice, ma comunque commissionate dalla Bonelli e/o riconosciute bonelliane del fatto di averle ristampate su albi ufficiali di Zagor. Ci riferiamo a storie tipo quella inedita per l'album Panini, oppure il recente episodio Sinistra profezia, edito su due pubblicazioni a striscia distribuite con la Gazzetta dello Sport nelle prime uscite dedicate alla ristampa anastatica della Collana Lampo. 


Sono 62 gli sceneggiatori che hanno contribuito almeno con una tavola a raggiungere le centomila tavole di Zagor; o meglio di Zagor o di uno dei comprimari della serie, dato che nel computo rientrano tutte le pagine pubblicate su albi dedicati a Cico, ma anche tutti gli albetti spillati allagati agli speciali di cui parlavamo poc'anzi, dedicati di volta a uno degli amici del protagonista. Le tavole propriamente di Zagor sono 95.700; quasi tutte le mancanti per arrivare a centomila sono da attribuirsi a Cico; trentadue a testa sono state dedicate a Digging Bill, Bat Batterton, Guitar Jim, Icaro La Plume, Trampy e Ramath; 140 sono quelle che hanno visto lo Spirito con la Scure fianco a fianco con Flash, il superereoe della DC comics; 26 infine quelle di un team-up molto particolare che ha visto interagire Zagor con un suo fan d'eccezione, Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti. 

Le 26 tavole più atipiche delle centomila zagoriane le troviamo su questo albetto allegato a Zagor 683 del marzo 2018 - cover di Piccinelli 

Nella tabella qui sotto trovate tutti gli sceneggiatori dello Spirito con la Scure incolonnati per numero di tavole complessive realizzate. Nelle colonne successive alla prima trovate i dati parziali personaggio per personaggio. In giallo gli autori più impegnati per i singoli personaggi.


Su centomila tavole si fanno bene le  percentuali, e quindi possiamo velocemente stabilire che il 29,11% delle tavole zagoriane sono state realizzate da Moreno Burattini; quasi la meta, il 15,18% è da attribuirsi al creatore del personaggio Guido Nolitta alias Sergio Bonelli. Dimezzando ancora il numero delle tavole si trova un terzetto apparentemente in lotta per il terzo posto, dato che meno di settecento pagine pubblicate dividono Marcello Toninelli, per ora sul gradino più basso del podio degli sceneggiatori zagoriani, da Mauro Boselli e Jacopo Rauch. Presto, probabilmente entro l'anno, sarà proprio quest'ultimo a salire sul podio dato che è l'unico dei tre, a quanto mi risulta, a scrivere regolarmente per lo Spirito con la Scure. Scendendo di posizione in posizione trovate tutti gli altri. Tra i singoli comprimari, da notare che a parte Ramath, scritto da Colombo, e il crossover con Flash di Masi-Uzzeo, tutti gli altri personaggi sono stati scritti in maggior parte, o completamente, da Burattini.

La cover disegnata da Emiliano Mammucari per una delle molte iniziative legate al team-up tra Zagor e Flash

I disegnatori che hanno illustrato le centomila tavole di Zagor sono 90, dal 1961 a oggi, e sono molto proliferati negli anni recenti grazie alle storie brevi pubblicate sui maxi e sulle miniserie Origini e Cico a spasso nel tempo. Per lungo tempo, almeno i primi quindici anni, erano stati praticamente in tre a reggere le sorti grafiche della collana: Ferri, Donatelli e Bignotti; tre velocisti della matita e del pennello, che trovarono anche il tempo, di tenere a battesimo, nel 1975, l'altro grande personaggio nolittiano, Mister No, e, nel caso di Bignotti, di accompagnarlo fin quasi alla maggiore età.
I novanta illustratori di Darkwood, li trovate incolonnati, nella tabella qui sotto, anche in questo caso per numero di tavole complessive realizzate.



Sui primi due gradini del podio troviamo gli inarrivabili Gallieno Ferri e Franco Donatelli, con grande vantaggio da parte del creatore grafico del personaggio, che ha dedicato a Zagor ventisei anni in più di carriera rispetto al collega. La lotta per il terzo posto, aperta a molti degli attuali illustratori del personaggio, vede per ora prevalere Alessandro Chiarolla con un discreto vantaggio su Raffaele Della Monica. Entrambi lavorano sulla collana da poco più di un trentennio. Il terzetto Sedioli, Mangiantini, Verni che ha esordito sulla collana tra il 2002 e il 2006, per ora parrebbe lottare per raggiungere il quinto posto, ma in prospettiva uno dei tre potrebbe puntare anche al podio. Infatti, se si considerassero solo gli ultimi vent'anni di pubblicazioni zagoriane, la Top Five sarebbe: Mangiantini, Sedioli, Chiarolla, Verni, Della Monica, con un migliaio di tavole di differenza tra il primo e il quinto. 

Tra gli ultimi in classifica sia tra gli sceneggiatori che tra i disegnatori troviamo Sio, che ha contribuito all'epopea zagoriana, anzi cichiana, solo una tavola: quella qui sopra.

E anche per questa puntata di Diamo i Numeri è tutto. Chissà se avremo occasione di festeggiare ancora un traguardo simile: Dylan Dog veleggia in questo momento sulle ottantamila tavole, in prospettiva, considerando un rallentamento nelle tavole pubblicate, rispetto al recente passato, arriverà a superare la boa delle centomila nel 2032. Nathan Never è sulle 76.000 considerando tutti i vari spin-off. Il computo salirebbe a 90.000 considerando anche tutte le serie dedicate a Legs; in tal caso considerando il ritmo di produzione attuale, l'anno della tavola centomila per l'intero cosmo neveriano, sarebbe anche in questo caso il 2032. 

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

martedì 22 dicembre 2020

BONELLI 2020: IN STAND BY

Diamo i numeri 63

di Saverio Ceri

 

Bentornati al resoconto annuale dei numeri bonelliani. Come lo scorso anno suddivideremo il riassunto numerico dell’annata bonelliana in più puntate. In questa prima parte ci occuperemo dei dati generali e dei personaggi.

 

L’annata bonelliana ovviamente non è stata brillante come la precedente; il 2020 è stato un anno di forte contrazione in fatto di tavole complessive pubblicate, com’è logico che sia in un periodo di crisi, anche e soprattutto economica, che speriamo di lasciarci presto alle spalle. E' stato una sorta di anno in stand by; alcuni progetti e alcune uscite hanno subito dei ritardi a partire dal film di Dampyr, primo tassello di una Bonelli futura, che non ha potuto debuttare nelle sale cinematografiche. In attesa di ritornare a guardare al futuro la casa editrice affronterà il nuovo anno celebrando il passato, a partire da gennaio in cui festeggerà il suo 80° compleanno; a giugno poi anniversario doppio, con i 30 anni di Nathan Never e i 60 di Zagor.


Un dinamico Tex di Claudio Villa salta di slancio verso il futuro della casa editrice.

 

Prima di scoprire per intero questa prima classifica del 2020, rinnoviamo la premessa ai navigatori che per la prima volta si imbattono in questa rubrica:

Quelle che seguiranno, qui sotto e nelle  prossime puntate sono classifiche di quantità, non di qualità; vengono stilate considerando le tavole inedite prodotte dalla Bonelli e pubblicate su albi della Bonelli nel corso dell’anno. Non troverete quindi tutti gli autori bonelliani, che giorno dopo giorno lavorano per l’editore, ma solo quelli che negli ultimi dodici mesi sono stati pubblicati; ci saranno quindi autori che magari non lavorano più, ma le cui storie non erano state finora date alle stampe; non ci saranno invece alcuni autori che attualmente producono materiale per la casa editrice, ma le cui storie non sono ancora state programmate nelle varie collane dell’editore di Tex & C. Non troverete le tavole prodotte dalla Bonelli, ma pubblicate da altri soggetti (come albetti realizzati per fumettistiche convention), ne ci sarà traccia di tavole non inedite, sia che abbiano visto la luce per la prima volta su albi bonelliani che non; per capirci non compaiono i dati delle varie storie ristampate in edizione da libreria, anche se, come nel caso dei cartonati della collana Tex Willer, vengono conteggiati i colori perché commissionati per l’occasione, o le storie brevi di Groucho riproposte su un Dylan Dog Color Fest, originariamente pubblicate nel cofanetto Grouchomicon del 2017.


Di Giandomenico illustra le due cover del crossover Flash/Zagor, una delle ultime uscite del 2020

I numeri complessivi


Rispetto all’annata record 2019,  negli ultimi dodici mesi registriamo un calo di 2571 tavole inedite pubblicate pari a un -10,59%. 

Le tavole a fumetti inedite del 2020 sono state infatti 21.712, il dato più basso dal 2015 ad oggi. Di queste, 1931 sono apparse su volumi destinati al circuito librario, circa un 8% in meno in valore assoluto rispetto al dato dello scorso anno. Leggermente meglio rispetto al dato complessivo bonelliano.

Sul totale delle pagine inedite, quelle pubblicate in prima battuta su albi destinati all’edicola sono state il 91,11%; di conseguenza le tavole  che hanno debuttato su prodotti pensati per la fumetteria/libreria sono  state  un 8,89%, che rappresenta un piccolo passo in avanti rispetto al 8,65% dello scorso anno. Nonostante l’assenza della kermesse lucchese che concentra nell’ultima parte dell’anno molte uscite inedite direttamente in volume, quindi, la divisione libraria della Bonelli ha rosicchiato un’altra piccola fetta di materiale inedito al mondo dell’edicola.

 

Sono stati 217 i brossurati o i cartonati prevalentemente inediti pubblicati in questi 2020, venti in meno del 2019, pari a un -8,44%; di conseguenza la media pagine inedite a albo scende a 100,06 tavole, il 2,34% in meno dei dodici mesi precedenti e sempre più lontano dal dato record del 2011 che sfiorava le 130 pagine a volume. In questo la Bonelli rimane fedele al trend degli ultimi anni, ovvero quella di realizzare albi sempre più smilzi, per ottenere maggiori entrate da ogni singola tavola.


Tornando al mercato librario, e a conferma di quanto dicevamo poc’anzi, sulla tendenza di spostarsi sempre più in libreria, segnaliamo che le pubblicazioni destinate a questo circuito sono state quest’anno 69 (+11,29% rispetto al 2019), tra volumi di ristampe, di inediti e di saggistica. Un numero record per la giovane divisione libraria dell’editore, anche se come per l’edicola registriamo il “dimagrimento” medio dei volumi, dato che sia le pagine complessive che le pagine a fumetti in essi contenuti sono in leggera diminuzione rispetto al 2019. Prevediamo che con l’imminente apertura del Bonelli Store a Milano, questo settore dell’editore di Via Buonarroti subirà un ulteriore incremento nell’anno che verrà.

Tra le cifre del 2020, non trovate niente di relativo a questo albo. Ufficialmente non è mai uscito, ma alcune copie sono apparse nei mercati dell'usato italiani. E' un mystero degno di Martin Mystère 

Le Serie e i personaggi

Dopo l’exploit del 2019, risulta in calo anche il numero dei personaggi di cui sono state pubblicate tavole inedite in quest’annata: Si tratta di 30 personaggi o serie tra cui tre new entry assolute, tutte derivate dall’universo Sclaviano: Zardo, Daryl Zed e la strisca umoristica Craven Road “Comics” e tre graditi ritorni Legs Weaver, Cassidy e Nick Raider; quest'ultimo rientra nel computo 2020 grazie all’albetto del Free Comics Book Day. Si riallontana il record di 37 diversi personaggi pubblicati in un solo anno, datato 1983. Rispetto al 2019 Si comprime da 12 a 7 titoli la linea Audace, e scompare la linea Kids.

Nella graduatoria qui sotto troverete tutte le serie incolonnate per numero di tavole inedite pubblicate nell’annata; Nell’ultima colonna trovate la variazione rispetto alla posizione occupata nel 2019 e a fianco, quando necessario, un quadratino con scritto "RS", che sta ad indicare che il risultato ottenuto nel 2020, a livello di tavole pubblicate, e il migliore di sempre per il personaggio: il Record Storico. Il quadratino verde indica che il primato è stato battuto, se giallo, che è stato semplicemente eguagliato.


Tex conquista il suo 50° "scudetto" (il terzo consecutivo), sbaragliando la concorrenza con quasi 700 tavole e 5 albi in più di Zagor, secondo classificato. I personaggi sul podio perdono tutti una pubblicazione rispetto alla scorsa annata, ma mentre questo significa 227 pagine in meno per Aquila della Notte e 20 in meno per lo Spirito con la Scure, curiosamente si trasforma in un record storico di pagine pubblicate per l’Indagatore dell’Incubo, grazie alla trasformazione del Maxi in Old Boy; lo score di Dylan Dog è destinato a migliorare ulteriormente nel 2021 visto che la collana del “vecchio ragazzo” andrà a regime presentando in un anno solare il 50% di uscite in più rispetto alla precedente incarnazione, con un costo complessivo annuale del 64,5% in più, ma pubblicando “solo” il 33% di tavole in più, a riprova della strategia di albi sempre meno corposi e più costosi.

La cover dell'Old Boy e il poster in omaggio, "omaggiano" la prima mitica copertina di Dylan Dog. Disegno dei fratelli Cestaro

Con Dylan in ascesa, il secondo posto di Zagor conquistato quest’anno per la 17° volta in carriera, sarà difficile da replicare nei prossimi dodici mesi, anche se grazie al già citato sessantennale del personaggio le sorprese potrebbero non mancare. 

Nella top ten delle serie più pubblicate segnaliamo lo scambio di posizioni tra Julia e Nathan Never. Quest’ultimo a causa della chiusura di molti spin-off, registra il dato più basso del 2004 a oggi, lasciando la “zona champions” che aveva sempre raggiunto negli ultimi 15 anni. Grazie al calo di tavole del personaggio di Medda, Serra e Vigna, Julia raggiunge, pur con un numero costante di pagine pubblicate, il quarto posto, suo miglior piazzamento di sempre. Fa il suo ingresso tra le prime dieci collane Odessa, grazie alla sua prima, e forse unica, annata completa a discapito de Le Storie,  serie ormai snaturata, mai come quest’anno farcita di ristampe e ripescaggi di vecchie glorie bonelliane.

Per quest'anno niente classifica del decennio: essendo i primi dodici mesi degli anni Venti del XXI secolo la graduatoria corrisponde, ovviamente a quella annuale.   

Si chiude qui questa prima parte dei numeri bonelliani dell'anno che ci sta lasciando. Nella seconda puntata ci occuperemo degli sceneggiatori bonelliani più pubblicati dall'editore in questo 2020.

A presto.

Saverio Ceri 


N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

martedì 6 novembre 2018

FAKE COVER REAL NEWS: ZAGOR VS. THE FLASH?

di Filippo Pieri

La SBE ha reso noto una partnership con DC e RW edizioni: Zagor e Flash saranno i primi a incontrarsi in una serie di crossover a fumetti. Noi di Dime Web l'incontro lo abbiamo immaginato così!



Di seguito il comunicato ufficiale.
MILANO, ITALIA e BURBANK, CALIFORNIA (3 NOVEMBRE 2018) - Sergio Bonelli Editore e DC, con RW Edizioni, sono lieti di annunciare una nuova partnership senza precedenti, volta alla pubblicazione di una serie di crossover a fumetti che faranno la storia, con protagonisti i personaggi dell'universo bonelliano e i supereroi della DC. Le due case editrici si riuniranno per regalare ai fan i primi, epici, incontri tra le icone della cultura popolare italiana e statunitense nel 2019 e 2020.




Il primo progetto di crossover, la cui uscita è prevista per il prossimo anno, sarà incentrato sui personaggi di Zagor e Flash. Le società tengono ancora "top secret" i dettagli di come si incontreranno e quali altri personaggi appariranno nei progetti di crossover previsti in seguito. Tutti alla Sergio Bonelli Editore siamo emozionati di far parte di un evento di tale portata, ha dichiarato il Direttore Editoriale Michele Masiero. Le nostre menti creative si sono messe in moto nel momento stesso in cui abbiamo incontrato per la prima volta gli amici della DC e di RW.
Siamo orgogliosi di aiutare a rendere possibile questo storico progetto e di farne parte, ha detto Pasquale Saviano, Amministratore Delegato di RW Edizioni. Non vediamo l'ora di poter lavorare con SBE e DC per dare ai lettori italiani le storie più esaltanti che mai si sarebbero aspettati.
Masiero ha aggiunto: Attendiamo con trepidazione il momento giusto per annunciare i personaggi legati agli altri progetti, e i meravigliosi artisti che ci lavoreranno.



Filippo Pieri

N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

giovedì 15 febbraio 2018

CARMINE INFANTINO: L'UOMO DEL RINNOVAMENTO DEI COMIC


di Pierangelo Serafin

Il tempo dell’oblio

Può sembrare strano che uno dei generi più conosciuti del medium fumetto come quello dei super-eroi possa aver passato un periodo di oblio pressoché totale (a eccezione di personaggi storici quali Superman, Batman e Wonder Woman, sempre presenti nelle edicole) durato quasi un decennio, tra il 1947 ed il 1956.

Il Flash originale - "Flash Comics" n. 1, gennaio 1940


Alla fine del secondo conflitto mondiale un autentico esercito di eroi mascherati messo in campo dalle varie case editrici (l’esempio più famoso ed eclatante è il Captain America della Timely creato dai giovanissimi Joe Simon e Jack Kirby), che nell’immaginario sforzo bellico contro le forze del Terzo Reich aveva trovato l’ideale scenario per lo svolgimento delle proprie avventure, perse ogni ragione di essere... Come la storia spesso insegna, quando ci si trova tra le macerie di un mondo da ricostruire gli eroi si mettono in disparte e lasciano all’opera le persone comuni.
Così maschere e costumi lasciarono il posto a poliziotti e pompieri, a stelle del cinema e intrecci romantici, ai racconti del vecchio West e alle mummie e i fantasmi del genere horror, nonché alla fantascienza e alla fantapolitica, con le due nuove minacce portate all’American Way of Life (fittizie o reali che fossero), quali gli alieni e i temutissimi comunisti.


Verso la nascita del nuovo Flash... 

Un nuovo bolide scarlatto

Una comunque vasta platea di lettori era rimasta affezionata a quei personaggi dai variopinti costumi e dagli straordinari poteri e aveva provveduto, nel corso degli anni, a subissare di richieste sotto forma di missive la redazione della National Periodical Publications, cosicché, quasi alla chetichella, nel quarto numero datato Settembre/Ottobre 1956 di una rivista contenitore (“Showcase”, appunto) fece la sua apparizione un nuovo eroe mascherato… con un vecchio nome: The Flash.
Alla casa editrice pensarono bene di recuperare il vecchio personaggio operandone un restyling grafico che lo mettesse al pari dei tempi, in quanto il Flash originale, che venne creato nel 1940, sarebbe stato decisamente anacronistico nella nuova realtà degli anni Cinquanta. Ed è proprio un vecchio fumetto di Flash (simbolico trait d’union tra passato e presente) quello che Barry Allen sta leggendo nel suo laboratorio prima che un fulmine colpisca le sostanze chimiche contenute nell’armadietto antistante - sostanze che, infradiciandolo, gli doneranno il potere dell’ultra velocità.
L’autore grafico di questa riscrittura è un artista americano (nato a Brooklyn il 24 Maggio 1925) di chiare origini italiane che lavorava per la National da quasi una decina d’anni: il suo nome è Carmine Infantino. The Mystery of the Human Thunderbolt! è probabilmente uno degli episodi più ristampati della storia del fumetto americano e viene considerata l'avventura che ha dato inizio alla Silver Age of Comics.


"Showcase" n. 4: copertina e splash page della prima, storica storia del nuovo Flash


I canoni artistici della nuova era

La parola d’ordine per gli artisti della Silver Age era “normalizzare” l’immagine dell’eroe, che non avrebbe dunque più ostentato un "mascellone" volitivo o un torace possente, ma sarebbe stato più simile all’uomo comune, all'uomo di tutti i giorni.
Così è dunque anche per il Flash di Carmine Infantino, del quale la calzamaglia non esalta alcuna muscolatura in particolare e che, sebbene sia un velocista, non viene neppure eccessivamente stravolto dal suo incedere a ultra velocità. In una famosa doppia tavola intitolata How I Draw the Flash pubblicata su “Flash Annual” n. 1 l’artista rivela quale sia uno dei trucchi visivi che determinano l’effetto velocità donato al suo personaggio.

Carmine Infantino spiega il segreto per disegnare un dinamico Flash. Tavole tratte dall’albo speciale Superman contro Flash – La più grande corsa di tutti i tempi, pubblicato dall Editrice Cenisio nel 1979.

Importante fu anche il taglio che seppe dare ai riquadri all’interno della tavole, accentuando salite e discese con vignette slanciate verso l’alto oppure evidenziando il senso di velocità della corsa con vignette orizzontali.

Esempi di costruzione delle tavole di Infantino. Per il dinamismo di Flash inquadrature larghe. Immagine tratta da L’invasione delle creature nuvola, da “Flash” n. 111, pubblicata in “DC Comics Story” n. 17. La caduta di Batman in vignette strette e alte tratta da una delle tante ristampe della storia Il castello dei mille pericoli, da “Detective Comics” n. 329, pubblicata in “Batman” Cenisio n. 17.

Caratteristiche furono anche le skylines futuristiche delle città nelle quali erano ambientate le storie, sia che si trattasse di città americane dell’epoca, sia quelle di Gorilla City, sia quelle di un lontano futuro, sia quelle di un pianeta lontano qual era Rann, luogo nel quale erano ambientate le avventure di Adam Strange alle quali Infantino contribuì per una trentina di albi, dal numero 53 al numero 84 della testata “Mystery in Space” tra il 1959 e il 1963.
Tutte queste innovazioni si fecero man mano che l’autore prendeva confidenza con il Bolide Scarlatto; tavola dopo tavola, numero dopo numero e soprattutto con un consenso da parte dei lettori sempre più crescente. I tempi, contrariamente a quella che era la caratteristica del personaggio, erano piuttosto lenti e prima di avere attendibili dati di gradimento era necessario attendere mesi.
Le prime otto storie del rinnovato Flash vennero spalmate in quattro numeri di “Showcase” (4, 8, 13 e 14) che uscirono tra il settembre 1956 e il giugno 1958, e si dovette attendere addirittura il febbraio del 1959 perché Flash potesse disporre di un albo tutto per sé; ma non si trattò di una nuova partenza, quanto piuttosto di una prosecuzione che si potrebbe interpretare come un atto di continuità.
Come se dieci anni non fossero passati la testata riprese dal numero 105, cioè dal numero successivo a quello dove era stata interrotta nel febbraio del 1949.
Sul personaggio di Flash Infantino restò per due lunghe run; la prima durò dal numero 105 al numero 174 (compresi i quattro suddetti numeri di “Showcase” e coprendo un periodo che va dal 1956 al 1967) per poi tornarvi dal numero 296 al 350 (dal 1981 al 1985, anno di chiusura della prima storica serie).


Una parte della pittoresca Rogue’s Gallery sulla suggestiva copertina di “Flash” n. 174

Durante la prima run di Flash venne creata la più consistente, variopinta e bizzarra schiera di oppositori del Velocista di Central City (e di un eroe dei comic in generale, a eccezione forse di molti strampalati antagonisti del Daredevil di casa Marvel) che prese il più famoso nome di Rogue's Gallery e che vanta tra i suoi membri personaggi del calibro di Mirror Master, Captain Cold, Gorilla Grodd, Captain Boomerang, Weather Wizard e altri ancora.
Oltre a questi avversari - a volte solitari, altre volte coalizzati tra di loro - che si preoccupavano di rendere più colorite le avventure del Bolide Scarlatto va ricordato anche colui che di Flash sarà prima la spalla e poi l’erede nel periodo post Crisis: quel Kid Flash che in realtà è l’alter ego di Wally West (e che diventerà nipote di Barry Allen dopo il matrimonio con la zia Iris West) e che compare dal numero 110 di “Flash”.


Le origini di Kid Flash narrate nel 1975

Il ritorno degli eroi

Il successo ottenuto da Flash portò al restyling di personaggi storici come Wonder Woman (affidata dal numero 98 della propria collana datato maggio 1958 a Ross Andru e Mike Esposito) e Superman (sul quale Curt Swan cominciò a operare dal 1960, anche sulle storie, dopo un discreto tirocinio con le copertine), mentre si trattò di un vero e proprio reboot per altri personaggi come Green Arrow (sul quale operò Jack Kirby) nel 1958, Green Lantern (grazie a Gil Kane e Joe Giella) nel 1959, Atom (ancora Gil Kane con Murphy Anderson) e Hawkman (con il maestro Joe Kubert), entrambi nel 1961.
Gradualmente, molto lentamente ma con una discreta progressione (per meglio tastare il polso ai lettori), il pantheon degli eroi D.C. si rinnovò, creando un nuovo interesse intorno al genere super-eroistico che portò così una nuova linfa vitale nel mondo dei comic.
Inevitabilmente altre case editrici ritentarono la carta degli eroi mascherati, ma quella che emerse come autentica e reale concorrente della D.C. fu la Marvel che, risorta dalle ceneri della defunta Timely, ufficialmente entrò in gioco con “Fantastic Four” n. 1, datato novembre 1961.


"Flash" n. 123, 1961

Una nuova continuity

In casa D.C. l’innovazione più importante avvenne nel settembre 1961, quando uscì la seminale Flash of Two Worlds (pubblicata su “Flash” n. 123) che sanciva la connessione e il reciproco riconoscimento tra l’universo di quella che verrà chiamata Terra 1 (nella quale operavano i nuovi supereroi degli anni Sessanta) e l’universo di quella che sarà definita Terra 2 (nella quale invece si trovano gli eroi della Golden Age, che avevano chiuso il loro percorso editoriale una quindicina d’anni prima): universi paralleli divisi, affinché non collidessero tra di loro, sul piano vibrazionale. Di fatto questa idea fu alla base del primo rinnovamento temporale di continuity all’interno dell’universo D.C. e pose una netta linea di separazione tra gli eroi della prima generazione e quelli moderni.
Da tutte queste rigenerazioni e rinascite rimase escluso per molto tempo un unico eroe: Batman. Quando le vendite delle testate dedicate all’eroe di Gotham scesero al di sotto della soglia della legittima preoccupazione la casa editrice convinse il suo creatore Bob Kane della necessità di un rinnovamento per un personaggio che ormai si trovava al di fuori di ogni contesto dell’epoca - sia a livello di testi, sia a livello grafico. Al capezzale dell’agonizzante Uomo Pipistrello venne chiamato ancora una volta Carmine Infantino che con il rinnovamento di Batman chiuse idealmente il cerchio delle rinascite in casa D.C..


Copertina di “Detective Comics” n. 327 e splash page della storia del nuovo Batman

Il new look di Batman

Dopo venticinque anni di controllo sulla propria creatura (la paternità coatta di Bill Finger verrà riconosciuta solo nel 2015; settantasei anni dopo la creazione del personaggio!) Bob Kane deve rassegnarsi alla nuova visione dell’editore Julius Schwartz, dello scrittore Gardner Fox e soprattutto del disegnatore Carmine Infantino, che opererà una cura snellente sul detective mascherato e doterà il suo costume di un ovale giallo al centro del petto nel quale il simbolo del pipistrello acquisterà una maggiore evidenza (a livello di merchandising finalmente si poteva avere qualcosa di comparabile allo scudo con la “S” di Superman e quindi più facilmente sfruttabile). The Mystery of the Menacing Mask! (si noti l’analogia col titolo della storia che rilanciò Flash, ovvero la succitata The Mystery of the Human Thunderbolt!) viene pubblicata su “Detective Comics” n. 327 datato maggio 1964 (esattamente trecento numeri e venticinque anni dopo la prima apparizione di Batman, avvenuta su "Detective Comics” n. 27 del maggio 1939).
Il team creativo riporta Batman e Robin alle storie dì ambientazione urbana degli inizi ponendo fine a improbabili giri per l’universo su pianeti distanti dai quali arrivavano pittoreschi criminali alieni ma dimostra di avere ben poca dimestichezza col personaggio tanto che, nella famigerata quarta vignetta di pagina tredici, Batman si trova a intimare ordini perentori agli avversari appena sconfitti con una pistola in mano.

La vignetta incriminata che suscitò un certo scalpore nei lettori dell’epoca

A parte il piccolo passo falso iniziale il contributo di Infantino risolleva le sorti editoriali del Detective di Gotham, ma, malgrado il successo ottenuto, l’artista non rimane affezionato al personaggio quanto lo era stato per Flash. Tutto il lavoro svolto sui comic book di Batman (poco più di cinquecento tavole, tra storie e copertine) dal maestro di Brooklyn è infatti raccolto in un unico volume cartonato intitolato Tales of the Batman – Carmine Infantino. L’artista lavorerà anche sulle strisce di Batman, ma solo in maniera sporadica durante il periodo 1966/67 e in un secondo tempo in maniera più continuativa tra il gennaio 1990 e il maggio 1991. Del suo periodo sul personaggio del Crociato Incappucciato è da ricordare la storia che introdusse la nuova Batgirl (che nell’ennesimo reboot è Barbara Gordon, la figlia del commissario Jim Gordon), The Million Dollar Debut of Batgirl, pubblicata su “Detective Comics” n. 359 datato Gennaio 1967.

"Detective Comics" n. 359 – copertina e splash page. In Italia verrà pubblicata su “Batman” Mondadori n. 2

Paradossalmente l’immagine legata al Dinamico Duo che più viene ricordata è una pin up che venne allegata al centro di “Detective Comics” n. 352 e che è stata utilizzata come copertina per la celeberrima raccolta di storie Batman from the 30’s to the 70’s pubblicata nel 1971 dalla Crown Publisher’s Inc. (in Italia Batman dagli anni 30 agli anni 70 pubblicato da Milano Libri Edizioni nel 1973) e per la suddetta Tales of the Batman – Carmine Infantino pubblicata da D.C. Comics nel 2014.

L’iconica immagine di Batman e Robin sfruttata per tantissime edizioni. Quando la Milano Libri Edizioni ristampò negli anni ‘90 lo storico volume Batman dagli anni 30 agli anni 70 la rese in bianco-e-nero sulla copertina di cartoncino che si trova sotto la canonica sovraccoperta a colori. Nella prima edizione del volume la copertina era un semplice cartoncino telato con sovraincisione del logo di Batman sul dorso.

Nel 1967, al fine di rilanciare le munifiche offerte fatte da Stan Lee per avere Infantino alla Marvel, la D.C. decise di promuovere l’artista al ruolo di art director prima e direttore editoriale dopo; a lui si devono l’ingaggio di Dick Giordano proveniente dalla Charlton Comics e Jack Kirby dalla Marvel, nonché il lancio di nuovi talenti quali Denny O’Neil e Neal Adams. Quando venne rimpiazzato da Jenette Kahn nel 1976 Infantino tornò a lavorare come freelance e finalmente poté andare a fare esperienza alla Marvel, anche se lavorò con una certa continuità solo su “Spider-Woman” e su “Star Wars”. Tornato in D.C. nel 1981 diede il suo contributo, tra i vari lavori di quel periodo, al celebrativo numero 500 di “Detective Comics”, alla seconda serie di “Supergirl”, alla mini serie “Super Powers” e alla lunga succitata seconda run su “Flash” dal numero 296 fino al numero 350 che sancì la chiusura della serie. L’ultima storia disegnata da Infantino fu però un tributo all’appena scomparso storico collega Julius Schwartz, pubblicata su “D.C. Comics presents: Batman" n.1 datato Settembre 2004 e intitolato suggestivamente Batman of Two Worlds.

La cover dell’ultimo numero della serie di Flash.

Carmine Infantino morì nella propria casa di Manhattan il 4 Aprile 2013.


Le pubblicazioni in Italia relativamente a Flash e Batman

Sebbene gli “Albi del Falco / Nembo Kid” fossero editi da Mondadori fin dal 1954 fu soltanto sul finire del 1960 che Flash fece la sua prima apparizione. La storia che venne pubblicata sul numero 241 della collana non fu precisamente la prima in ordine cronologico, ma fu Il conquistatore preistorico (Conqueror from 8 Millions B.C.!), originariamente pubblicata su “Flash” n. 105, contenente un breve flashback sulle origini del personaggio.

Le copertine degli “Albi del Falco / Nembo Kid” n. 241 - con la prima apparizione di Flash - e n. 438 - con la prima apparizione del new look batmaniano

La bruttissima copertina nostrana dell’albo è realizzata con un fotomontaggio di un’immagine di Flash incredibilmente mal riuscita tratta dalla cover di “Flash” n. 107 (che viene attribuita a Carmine Infantino e Joe Giella ,ma sorge legittimo il sospetto che sia stata realizzata esclusivamente da quest’ultimo e che Infantino più che i disegni abbia fatto un layout) presentato da un appena poco meno brutto ritratto di Nembo Kid. Un’immagine simile è utilizzata per il “Superalbo Nembo Kid” n. 6 uscito lo stesso mese e che pubblica Il mistero di Gorilla City (Menace of the Super Gorilla!), pubblicata in origine su “Flash” n. 106.
Soltanto su “Superalbo Nembo Kid” del 20 Dicembre 1962 si può finalmente leggere la storia del debutto,  che viene semplicemente intitolata La prima avventura di Flash; in compenso Il mistero del fulmine umano è il titolo che venne dato al primo volume dedicato a Flash della collana “DC Comics Story” pubblicata da “Il Sole 24 Ore” nel 2014.

Copertine dei “Superalbo Nembo Kid” n. 20 - con la storia Flash in due mondi (Flash of Two Worlds) - e n. 31 - con la prima storia della Silver Age

Le storie di Flash vennero regolarmente pubblicate su entrambe le testate fino alla loro chiusura o, come nel caso degli “Albi del Falco / Nembo Kid”, finché non cambiarono formato e denominazione in “Superman”. Dal 1967 in avanti (anche se è un periodo che non riguarda più Infantino come illustratore) appariranno sia in “Batman” che in “Superman”, seppur in maniera saltuaria e discontinua. Le storie del secondo periodo di Infantino su Flash sono tuttora in buona parte inedite nel nostro Paese.
Il Batman del new look fece invece la sua prima apparizione sul numero 438 di “Nembo Kid” datato 6 Settembre 1964 e The Mystery of the Menacing Mask! divenne una fantasiosa Pronto soccorso per criminali. Le avventure di Batman e Robin verranno pubblicate nei “Nembo Kid”, nei “Superalbo” e infine, da dicembre 1966, nella testata “Batman”.

Copertina di “Batman” Mondadori n. 15

Del Batman del secondo periodo di Infantino (che comunque fu davvero poca cosa rispetto alla mole di lavoro svolta per Flash) rimangono inedite in Italia le strisce quotidiane degli anni Novanta, quattro numeri di “The Brave and the Bold” e la storia omaggio a Julius Schwartz.


Concludendo: una pubblicazione consigliata

Fortunatamente su Carmine Infantino si trova davvero molto in Rete, ma se c’è un libro abbastanza esauriente sull’artista di Brooklyn questo è Carmine Infantino – Penciler. Publisher. Provocateur di Jim Amash pubblicato dall’impareggiabile TwoMorrows. Si tratta di 224 pagine per 26,95 dollari nella versione softcover, mentre la versione hardcover prevede 16 pagine in più stampate a colori su carta patinata per 46,95 dollari. La prima edizione del libro venne pubblicata nel 2010 quando il Maestro era ancora in vita.

Copertina della versione hardcover del volume della TwoMorrows Publishing


Pierangelo Serafin

N.B. Trovate i link agli altri articoli "storici" su Cronologie & Index!