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domenica 22 dicembre 2024

BONELLI 2024: BOSELLI VERSO L'INFINITO E OLTRE!

Diamo i numeri 87

di Saverio Ceri 

Bentornati a Diamo i numeri. In questa seconda puntata dedicata al riassunto annuale bonelliano in cifre, ci occuperemo degli sceneggiatori che hanno realizzato le 17950,83 tavole inedite pubblicate sulle testate dell'editore di Via Buonarroti in questo 2024.  

Scoprite chi si nasconde dietro l'albo di Dampyr, e saprete chi è lo scrittore bonelliano più pubblicato nel 2024. 

Gli sceneggiatori impegnati su albi bonelliani nel 2024, sono stati, per il terzo anno consecutivo, 73! Ne uno di più, ne uno di meno: non so quantificare quante possibilità ci fossero statisticamente di pubblicare esattamente lo stesso numero di scrittori per tre anni di seguito, ma non credo siano tante.
Gli sceneggiatori alla loro prima esperienza bonelliana sono stati otto, due in più rispetto al 2023. Nella tabella sotto appaiono segnalati come esordienti, ma alcuni di loro hanno alle spalle già una discreta carriera in ambito fumettistico. Nella graduatoria qui sotto trovate tutti i 73 sceneggiatori del 2024, incolonnati per numero di pagine inedite pubblicate; scoprirete a quali personaggi hanno collaborato e se il risultato degli ultimi dodici mesi è il loro Personal Best (PB verde se superato, o giallo se eguagliato), oppure se, come dicevamo poc'anzi sono all’esordio in casa editrice (E). 


Il podio
Aggiorniamo, come ogni anno da quando questa rubrica viene pubblicata su Dime Web, la contabilità da record di Mauro Boselli: anche quest'anno la medaglia d'oro degli sceneggiatori bonelliani più prolifici è sua. E' la ventunesima vittoria in carriera per lo sceneggiatore milanese, la quattordicesima consecutiva.
Per Mauro si tratta del 21° podio consecutivo, 27° complessivo. Boselli oltre alle ventuno virtuali medaglie d'oro, può infatti vantare  anche cinque argenti e un bronzo conquistati nei suoi 37 anni di carriera bonelliana da sceneggiatore. In numero di tavole è il suo decimo risultato di sempre, in altre nove occasioni infatti ha superato quota 2000; che per Boselli è quasi una routine, ma non è un exploit così comune. Nella storia della casa editrice a parte Mauro, hanno sfondato quota 2000 pagine in un solo anno, Nizzi, per tre volte, e una volta a testa Nolitta e Piani: ovvero, in 84 anni, delle sole 14 volte in cui è successo, ben 9 volte l'artefice di tale straordinario risultato di prolificità è stato Mauro Boselli...; ma non quest'anno. Per poco. 

Moreno Burattini ha sfornato per noi lettori bonelliani 1085 tavole in questo 2024. E' stato secondo solo a Boselli

Ottocento ventisei pagine più in basso troviamo Moreno Burattini, che conquista la medaglia d'argento del 2024, e il suo sesto podio in carriera, a cinque anni di distanza dal precedente. Con il secondo posto di quest'anno Moreno può vantare un palmares di 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi.

Rimane sul podio per  il quinto anno consecutivo e per la decima volta in carriera Pasquale Ruju, quest'anno terzo. Aggiorniamo il suo medagliere bonelliano: 1 oro, 5 argenti e, con quello appena conquistato, 4 bronzi.

Un podio quasi inedito; i tre sceneggiatori solo un'altra volta, nel 2007, salirono in contemporanea sul podio, ma scambiandosi di posto: in quell'occasione l'ordine fu Burattini, Ruju e Boselli. Praticamente sul podio ci sono i tre vincitori dello "scudetto" degli sceneggiatori bonelliani dal 2006 a oggi. L'ultimo sceneggiatore a mettersi alle spalle i tre medagliati di quest'anno fu Claudio Nizzi nel 2005. Nizzi che quest'anno ritroviamo piacevolmente in Top Ten dopo sedici anni di assenza.

Pasquale Ruju, sul podio bonelliano dall'inizio del decennio, si conferma autore tra i più prolifici della case editrice.

La Top Ten
A proposito di Top Ten segnaliamo rispetto allo scorso anno l'ingresso di tre volti "nuovi": il veterano Nizzi, appunto, il navigato Vigna e il promettente Eccher. Lasciano i piani alti, almeno per quest'anno, Medda, dodicesimo; Rauch ventunesimo; e Baraldi ventottesima.
Sempre parlando di Top Ten, Boselli è presente per la 32a volta, e ininterrottamente da 31 anni; Berardi è alla 30a presenza di cui le ultime 10 consecutive; Burattini arriva ai piani alti per la 29a volta di cui cinque consecutive; Nizzi, dopo una lunga attesa, conquista la sua 26a Top Ten in carriera;  Ruju è ospite fisso  della Top Ten da 11 anni e la raggiunge per la 20a volta in carriera; una presenza in meno, 19 complessive, 3 consecutive, per Vietti, il suo sodale Enoch si posiziona tra i primi dieci per la 10a volta (8 consecutive); 8 presenze per Vigna, 3 per Eccher. Grazie al suo record personale Russo si piazza per il secondo anno consecutivo al decimo posto. 

Claudio Nizzi, dopo sedici anni di nuovo in Top Ten, è di gran lunga lo sceneggiatore più anziano ad aver firmato un albo bonelliano, - il Tex mensile appena uscito - ad 86 anni e tre mesi. Ovviamente vista la ripresa collaborazione, prossimamente migliorerà questo record. Il secondo in questa particolare graduatoria è Gianluigi Bonelli,  che si fermò a 82 anni e 1 mese, poco più. 

I veterani
Celebriamo Alfredo Castelli, che grazie alla storia di Zio Boris di gennaio e alle tavole aggiunte sulla ristampa del Docteur Mystère, ha trovato il modo di entrare in classifica anche  nell'anno in cui ci ha lasciati orfani della sua genialità, a 53 anni dall'esordio in casa Bonelli. Il testimone di veterano bonelliano passerà dal 2025 a Giancarlo Berardi che pubblica su albi SBE da 47 anni; quest'anno ritroviamo tra i decani pure Giorgio Pezzin, tornato sulle pagine bonelliane a 46 anni dall'esordio. Tra i veterani della casa editrice possiamo annoverare anche Maurizio Mantero, che leggiamo su albi Bonelli da 45 anni; Nonché Claudio Nizzi  che ha esordito 43 anni or sono, e Luigi Mignacco che frequenta Via Buonarroti da 41 anni; lo stesso tempo di Daniele Brolli, ma con tutt'altro tipo di assiduità. 
Tra gli autori pubblicati ininterrottamente ogni anno su albi Bonelli, registriamo inevitabilmente  che si ferma la striscia positiva di Alfredo Castelli a 48 anni: dal 1977 a oggi abbiamo letto almeno una sua storia. Luigi Mignacco, che lo segue in questa particolare classifica di costanza produttiva viene pubblicato ininterrottamente da 38 anni, seguito da Vigna (37 anni), Chiaverotti (36), Boselli (33), Burattini (32), Berardi (31), Ruju (30), Vietti (29), Enoch (26), Barbato e Mantero (25), Calza, Cajelli e Recagno (23). 

Giorgio Pezzin torna a pubblicare su albi Bonelli dopo 21 anni. Ovvero dai tempi di Legs Weaver 90 (maggio 2003). 

Serie per serie
Proseguiamo con la lista degli sceneggiatori più prolifici per ogni serie, almeno quelle con 320 tavole pubblicate nell'annata appena conclusa. Riportiamo qui sotto una tabella riassuntiva, con numero di tavole pubblicate dallo scrittore più presente nel 2024, e numero di vittorie annuali dello stesso autore relativamente alla serie in questione. 


Apriamo con Dampyr che per il 24° anno, il settimo consecutivo, incorona Mauro Boselli come autore principale. Il più prolifico sceneggiatore bonelliano della storia, non perde l'occasione per guadagnarsi anche un secondo scudetto in questo 2024: quello di Tex; per lui è il sesto titolo di Aquila della Notte consecutivo e il sedicesimo in carriera. Ancora distante dai 22 scudetti texiani di Nizzi, ma soprattutto dai 35 di Bonelli padre.
Stefano Vietti torna a primeggiare, dopo sei anni, nel derby con Enoch sulle pagine di Dragonero, aggiudicandosi il sesto titolo sul filo di lana, per sole 15 tavole sul co-creatore del personaggio.
Si interrompe la sequenza "rosa" nell'albo d'oro di Dylan Dog. Dopo tre anni di vincitrici, quest'anno abbiamo un vincitore: Alessandro Bilotta, che conquista il suo primo scudetto di Dylan Dog col minimo sforzo. Le 254 pagine con le quali ha superato gli altri 25 sceneggiatori dylaniati del 2024, rappresentano lo score più basso mai ottenuto dello sceneggiatore principale dell'anno dell'Indagatore dell'Incubo.  

E' Alessandro Bilotta lo scrittore più pubblicato su Dylan Dog nel 2024

Scontati il 27° successo di Giancarlo Berardi su Julia e il 10° di Claudio Chiaverotti su Morgan Lost
In mezzo ai due veterani, troviamo Giovanni Eccher che si impone come più prolifico autore di Martin Mystère per la seconda volta, con lo stesso numero di pagine, a due anni dal suo primo scudetto del mystero.
Allo stesso modo, dopo un'anno di interregno, torna a essere il più pubblicato su Nathan Never, Bepi Vigna, che giungendo al decimo "scudetto alfa" può appuntarsi una virtuale stella sulla maglia.
Torna ad essere il più pubblicato su Zagor, Moreno Burattini alla 29a affermazione annuale.

Gli Anni Venti
Come per i personaggi torniamo a parlare della classifica del decennio. Siamo esattamente a metà strada, alla quinta delle dieci tappe che ci diranno quali saranno gli sceneggiatori più pubblicati degli Anni venti del XXI secolo. Questa per ora la Top Ten della graduatoria che deriva dalla somma delle annate dal 2020 al 2024.


Nella classifica degli anni Venti, la Top Ten per il terzo anno consecutivo è composta dai soliti dieci nomi, ma in posizioni differenti: nessun nuovo sceneggiatore, infatti, è riuscito neppure quest'anno a conquistarsi il posto nei piani alti a scapito di un collega. Eppure ce ne sono diversi nel giro di poche centinaia di pagine che gravitano subito sotto il decimo posto.  
Praticamente consolidate le prime due posizioni, saldamente in mano di Boselli e Ruju; un po' più instabile il terzo posto, ma ancora per quest'anno occupato da Enoch. Sale al quarto Burattini, che punta a salire sul podio del decennio, mentre Vigna scala al quinto posto, perdendo una pozione anche quest'anno. Berardi si alterna con Rauch al sesto posto, mentre Vietti continua la risalita guadagnando un'altra posizione, quest'anno scavalcando Chiaverotti. Chiude la Top Ten Mignacco, che rimane stabile al decimo posto.


All-Time

Nella graduatoria storica bonelliana (ovvero dal gennaio 1941 a oggi), non si registrano sorpassi degni di nota, almeno nei primi venti posti; segnaliamo però che con le tavole pubblicate in questo 2024 Moreno Burattini ha superato quota 30.000 pagine bonelliane, è solo il sesto sceneggiatore, nella ultra ottantennale storia della casa editrice  a superare questa boa. Negli stessi dodici mesi Pasquale Ruju a superato invece quota 25.000 in casa bonelli, portando a  dieci il numero degli autori che possono affermare di aver tagliato questo traguardo. 

Anche per questa seconda parte è tutto. Se vi fosse sfuggita vi invitiamo a leggere la prima parte dedicata ai personaggi pubblicati nel 2024, e vi diamo appuntamento ai prossimi giorni con tutti i numeri dei disegnatori bonelliani e coi dati dei copertinisti, coloristi e albi speciali

Saverio Ceri 

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

lunedì 26 dicembre 2022

BONELLI 2022: SUPER BOSELLI

Diamo i numeri 76

di Saverio Ceri 

Bentornati a Diamo i numeri. In questa seconda puntata dedicata al riassunto annuale bonelliano in cifre, ci occuperemo degli sceneggiatori che hanno realizzato le 19754 tavole inedite pubblicate sulle testate dell'editore di Via Buonarroti in questi ultimi 12 mesi.

Mauro Boselli rappresentato da Maurizio Dotti mentre sforna innumerevoli pagine di sceneggiatura. tra pochi mesi raggiungerà quota 50.000 in casa Bonelli.

Gli sceneggiatori impegnati su albi bonelliani nel 2022, sono stati "solo" 73, otto in meno dei dodici mesi precedenti. E' il dato più basso degli ultimi sei anni, ma notevolmente più alto del periodo precedente al 2016. Nel grafico qui sotto, che riporta i dati degli ultimi 15 anni scopriamo infatti come in questi anni recenti si siano moltiplicati gli scrittori delle avventure degli eroi bonelliani.  


Gli sceneggiatori alla loro prima esperienza bonelliana sono stati cinque, la metà rispetto al 2021. Nella tabella sotto appaiono segnalati come esordienti, ma alcuni di loro hanno alle spalle già una discreta carriera in ambito fumettistico. Nella graduatoria qui sotto trovate tutti i 73 sceneggiatori del 2022, incolonnati per numero di pagine inedite pubblicate; scoprirete a quali personaggi hanno collaborato e se il risultato degli ultimi dodici mesi è il loro Personal Best (PB verde se superato, PB giallo se eguagliato), oppure se, come dicevamo poc'anzi sono all’esordio in casa editrice (E). I numeri periodici che troverete sono figli di storie scritte a più mani.


Il podio
Ancora una volta assegniamo la medaglia d'oro dell'annuale "gara" degli scrittori più prolifici a Mauro Boselli, per il dodicesimo anno consecutivo, il diciannovesimo in carriera. Si tratta anche del suo 19° podio consecutivo, 25° complessivo. Mauro oltre alle diciannove virtuali medaglie d'oro, può infatti vantare  anche cinque argenti e un bronzo conquistati nei suoi 36 anni di carriera bonelliana da sceneggiatore. 
Il distacco dal secondo classificato è notevole, 1222 tavole, ma non è un record, anzi non è neppure tra i primi tre maggiori distacchi inflitti dal vincitore della medaglia d'oro al collega meritevole dell'argento. Il record spetta allo stesso Boselli, che nel 2013 precedette di ben 1646 tavole Enna, battendo lo storico record del 1976 di Nolitta, che aveva superato Canzio di 1497 pagine. Nel frattempo Nizzi nella sua annata migliore, il 1989, aveva distanziato Toninelli di 1273 tavole. Il vantaggio di quest'anno di Boselli su Ruju è solo il quarto della storia bonelliana.
Pasquale Ruju, dicevamo, per il terzo anno consecutivo sul podio e al secondo posto. Per lui è l'ottavo podio in carriera: Il suo palmares bonelliano è composto da una medaglia d'oro conquistata nel 2010, 5 argenti e 2 bronzi, dal 1995, anno del suo esordio, a oggi.
Alle spalle di Ruju, a poca distanza, troviamo per la prima volta sul podio Bepi Vigna, uno dei tre creatori di Nathan Never: per lui una meritata medaglia di bronzo in questo 2022, in cui ha battuto anche il suo record personale di tavole pubblicate su albi bonelliani. 

L'eroe con uno dei suoi biografi. Quest'anno quasi tutte le storie di Nathan Never sono state firmate da Bepi Vigna.

La Top Ten
Nei piani alti, i primi dieci posti in classifica, troviamo tre new entry rispetto al 2021: Giovanni Eccher, che ci arriva per la seconda volta in carriera, dopo il podio del 2017; Stefano Vietti, che arriva in Top Ten per la 17a volta, dopo tre anni di assenza; e Davide Rigamonti, che rientra tra i dieci scrittori bonelliani più prolifici dell'anno per la quarta volta in carriera; l'ultima era stata nel 2019. Escono dalla Top Ten, Zamberletti, Manfredi e Medda; di quest'ultimo, dopo l'exploit del 2021, non è stata pubblicata neppure una tavola negli ultimi dodici mesi. 
Sempre parlando di Top Ten, Boselli è presente per la 30a volta, e ininterrottamente da 29 anni; Berardi è alla 28a presenza di cui le ultime 8 consecutive; Burattini arriva in Top Ten per la 27a volta di cui quattro consecutive; Ruju è ospite fisso da 9 anni e la raggiunge per la 18a volta in carriera;  Enoch la raggiunge per la 8a volta (6 consecutive), Vigna per la 7a volta (le ultime 3 di fila) e Rauch per la 4a volta (la seconda consecutiva).

Stefano Vietti torna nella Top Ten degli scrittori bonelliani più prolifici dopo tre anni di assenza

I veterani
Tra gli scrittori pubblicati quest’anno il veterano è sempre Alfredo Castelli, giunto al suo 51°anno bonelliano; il BVZA stacca Bonelli padre la cui carriera bonelliana durò 50 anni (1941-1991); ora solo Sergio Bonelli stesso ha una carriera di sceneggiatore più lunga di Castelli su albi bonelliani. 
Dopo il creatore di Martin Mystère, la più lunga militanza in casa Bonelli è quella di Giancarlo Berardi che pubblica su albi SBE da 45 anni; seguito da Maurizio Mantero, che  ha esordito in casa editrice un paio d'anni dopo, quindi lo leggiamo da 43 anni; Tiziano Sclavi, invece è a quota 42, e precede Claudio Nizzi a 41. 
Il già citato Castelli ha già da qualche tempo, invece, un record assoluto in fatto di anni consecutivi di pubblicazione; sono infatti 46 anni, dal 1977 a oggi, che leggiamo almeno una sua storia su un'albo bonelliano. Bonelli padre si fermò a quota 42 anni consecutivi.
Tra gli autori pubblicati in questo 2022, segnaliamo poi Luigi Mignacco viene pubblicato ininterrottamente da 36 anni, seguito da Vigna (35 anni), Chiaverotti (34), Boselli (31), Burattini (30), Berardi (29), Ruju (28), Vietti (27), Enoch (26), Barbato e Mantero (25), Calza, Cajelli e Recagno (21). 
Segnaliamo che di Tito Faraci quest'anno non è stato pubblicato niente di inedito, dopo 21 anni di ininterrotta pubblicazione. 

Il BVZA, secondo solo a Sergio Bonelli come carriera bonelliana, ma primo per anni consecutivi di pubblicazione. 

Serie per serie
Proseguiamo con la lista degli sceneggiatori più prolifici per ogni serie, almeno quelle con 350 tavole pubblicate nell'annata appena conclusa. Riportiamo qui sotto una tabella riassuntiva, con numero di tavole pubblicate dallo scrittore più presente nel 2022, e numero di vittorie annuali dello stesso autore relativamente alla serie in questione. 


Su Il Commissario Ricciardi per la prima volta risulta l'autore più pubblicato Sergio Brancato, che, nonostante il primato di questo 2022, rimane terzo e ultimo tra gli sceneggiatori della serie a fumetti dedicata al personaggio creato da Maurizio De Giovanni. La classifica è molto corta, solo 96 tavole tra il primo e l'ultimo sceneggiatore della collana. In realtà quindi con un solo episodio si possono ribaltare le gerarchie interne alla serie.
Al contrario su Dampyr, non c'è dubbio su chi sia lo scrittore principale. Mauro Boselli è lo sceneggiatore più pubblicato per il 22° anno su 23 di vita editoriale del personaggio. Nell'anno del debutto cinematografico la presenza boselliana, tra l'altro, è stata massiccia: non produceva così tante pagine dampyriane dal 2008.
Luca Enoch per la settima volta, la quarta consecutiva è lo sceneggiatore più pubblicato sulle pagine di Dragonero, quest'anno la vittoria sul collega Vietti è di misura: 16 tavole in più. Poche ma fondamentali. A fine anno, infatti, dopo una serie di sorpassi e controsorpassi con Vietti, è Enoch a risultare in cima nella graduatoria all-time di Dragonero, anche se di sole 15 tavole. 
Silvia & Rita la coppia di sceneggiatrici più pubblicate su albi di Dylan Dog datati 2022

Silvia Mericone e Rita Porretto sono le sceneggiatrici più pubblicate su albi di Dylan Dog nell'anno appena concluso. Vincono il loro primo "scudetto" grazie all'esordio sulla serie regolare con due avventure, al bis estivo, e a un episodio per l'Old Boy.
Come sempre Giancarlo Berardi che firma a quattro amni tutte le sceneggiature di Julia ne è l'autore più prolifico per il 25° anno consecutivo. il suo score a fine 2022, si attesta a 19900 tavole. con l'albo di febbraio presumibilmente raggiungerà la ventimillesima tavola pubblicata a suo nome sulla serie della criminologa bonelliana. 
New entry nell'abo d'oro degli sceneggiatori più pubblicati di Martin Mystère. Con 316 tavole Giovanni Eccher vince il suo primo titolo. 
Claudio Chiaverotti, unico sceneggiatore di Morgan Lost, ne è ovviamente lo scrittore più prolifico anche in questa annata, e per l'ottava volta consecutiva. 
Bepi Vigna con 1150 tavole è l'autore più pubblicato su Nathan Never nel 2022. Con questo titolo, il nono, raggiunge Stefano Vietti come numero di "scudetti" neveriani. Nonostante il proprio primato personale in fatto di tavole pubblicate, Vigna non raggiunge però il record di pagine neveriane in un solo anno, che rimane dello stesso Vietti, scrittore nel 2006, di 1228 pagine del personaggio.

Giovanni Eccher quest'anno è stato lo scrittore principale di Martin Mystère è Nick Raider

Giovanni Eccher scrive per la seconda volta il suo nome in un'albo d'oro in questo 2022, grazie alle 423 tavole pubblicate su Nick Raider; le stesse attribuibili a Rigamonti visto che hanno firmato 4 albi a testa più uno a quattro mani; a quest'ultimo però vengono sottratte le 15 tavole anticipate sull'albetto del Free Comics Book Day del 2020, e quindi già conteggiate due anni or sono.  
Doppia apparizione anche per Boselli che con 1524 pagine, risulta anche il più pubblicato su Tex, per il quarto anno consecutivo e per la quattordicesima volta in carriera.
Moreno Burattini torna a primeggiare tra gli sceneggiatori di Zagor, dopo un anno di assenza. Per lui si tratta addirittura del 28° titolo.

Gli Anni Venti
Come per i personaggi torniamo a parlare della classifica del decennio. Siamo alla terza delle dieci tappe che ci diranno quali saranno gli sceneggiatori più pubblicati degli Anni venti del XXI secolo. Questa per ora la Top Ten della graduatoria che deriva dalla somma delle annate dal 2020 al 2022.


Ovviamente Boselli, almeno per ora, non teme rivali. Ruju e Vigna col risultato del 2022 guadagnano anche il podio virtuale del decennio. Segnaliamo i passi in avanti per Berardi e Rauch e l'arretramento di Burattini e Chiaverotti. Entra in Top Ten Vietti ai danni di Calza, sceso al dodicesimo posto.

All-Time

Nella graduatoria storica bonelliana (ovvero dal gennaio 1941 a oggi), segnaliamo che grazie alle tavole pubblicate quest'anno Berardi raggiunge l'ottavo posto scavalcando Manfredi; Vigna supera l'amico Medda al 14° posto; e Enoch scavalcando Lavezzolo raggiunge la 19a posizione.
Annata da ricordare per Vigna anche per aver superato la quota di 15.000 tavole pubblicate su albi bonelliani: è il 14° autore a superare questa soglia.

Anche per questa seconda parte è tutto. Se vi fosse sfuggita vi invitiamo a leggere la prima parte dedicata ai personaggi pubblicati nel 2022, e vi diamo appuntamento ai prossimi giorni con tutti i numeri dei disegnatori bonelliani e coi dati dei copertinisti, coloristi e albi speciali.

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri. 

martedì 24 dicembre 2019

BONELLI 2019: BOSELLI L'INESORABILE

Diamo i Numeri 58

di Saverio Ceri

Eccoci alla seconda parte dei numeri bonelliani del 2019, dove andremo a scoprire chi ha scritto, pagina per pagina, le oltre ventiquattromila tavole di fumetti inediti prodotte della Bonelli negli ultimi dodici mesi.
L'inesorabile e inesauribile Mauro Boselli ha prodotto quest'anno, da solo, più del 10% delle oltre 24.000 tavole Bonelliane. Illustrazione di Maurizio Dotti
Quest'anno sono state pubblicate sulle pagine degli albi targati SBE, avventure concepite da 79 scrittori diversi. Solo uno in più dello scorso anno. Si tratta comunque del secondo miglior risultato di sempre dopo i 92 sceneggiatori impegnati nel 2017. Otto sono le firme di autori esordienti in casa Bonelli, anche se l'ultimo della lista, Majo, non è  proprio sconosciuto ai lettori bonelliani, avendo al suo attivo 1784 tavole disegnate per l'editore di Tex & Co.
Tutti i Settantanove nomi li trovate incolonnati, nella tabella qui sotto, per numero di tavole pubblicate; scoprirete a quali personaggi hanno collaborato e se il risultato degli ultimi dodici mesi è il loro Personal Best (PB verde se superato, PB giallo se eguagliato), oppure se sono all’esordio (E), in casa editrice. I numeri periodici che troverete sono figli di storie scritte a più mani.



Anche quest'anno, per la sedicesima volta in carriera, la nona consecutiva è Mauro Boselli, lo sceneggiatore più pubblicato della casa editrice. Il responsabile di Tex e Dampyr ottiene il suo secondo miglior risultato annuale di sempre, dopo il record assoluto di 2774 pagine del 2013.
Alle sue spalle Moreno Burattini, mai così presente sugli albi bonelliani come negli ultimi dodici mesi; seguito a sua volta da Gianfranco Manfredi, che grazie all'annata completa di Cani Sciolti, il ritorno di Magico Vento e un'apparizione su Tex ritorna sul podio degli sceneggiatori più prolifici dopo quattro anni.
A proposito di podi, Boselli ci sale per la ventiduesima volta, la sedicesima consecutiva; Burattini lo conquista per la quinta volta in carriera, a distanza di dieci anni dall'ultima occasione; Manfredi lo raggiunge per la nona volta. Sia per l'autore di Zagor che per quello di Magico Vento, l'exploit si spiega anche con un accumulo di storie non ancora pubblicate dato che entrambi, tutto sommato habitué delle zone alte, lo scorso anno erano rimasti fuori addirittura dalla Top Ten.
Oltre ai due "medagliati" quest'anno entrano tra i primi dieci anche Davide Rigamonti (alla terza presenza dopo il 2012 e il 2014) e Michele Masiero, dopo quindici anni dalla sua prima e finora unica presenza nella Top Ten; sia per l'autore di Odessa che per il direttore editoriale della casa editrice si tratta dell'annata più prolifica in carriera.

Il ritorno in edicola di Mister No contribuisce a fare dell'annata di Michele Masiero, un'annata record. Cover di Valdambrini
Quasi inutile sottolineare che l'infaticabile Boselli frequenta il circolo dei dieci autori più pubblicati ininterrottamente dal 1994; per far capire l'eccezionalità della costanza boselliana, basti pensare che dopo di lui, i due soci più "anziani", in fatto di presenze consecutive, sono Ruju e Berardi, rispettivamente presenti da soli 6 e 5 anni in Top Ten.
Tra gli scrittori pubblicati quest’anno il veterano è sempre Alfredo Castelli, giunto al suo 48°anno bonelliano, lo seguono Giancarlo Berardi che pubblica su albi SBE da quarantadue anni e Maurizio Mantero  che ha festeggiato quest'anno i suoi quarant'anni bonelliani.
Dopo il già citato Castelli, giunto al suo 43° anno consecutivo di pubblicazione, segnaliamo che Mignacco  viene pubblicato ininterrottamente da 33 anni, seguito da Vigna (32 anni), Chiaverotti (31), Boselli (28), Burattini (27), Manfredi e Berardi (26), Ruju (25), Vietti (24), Enoch (23), Barbato e Mantero (22).

Claudio Chiaverotti: nel 2019 ha festeggiato i suoi primi trent'anni in Bonelli
Per quanto riguarda le singole serie, almeno quelle che hanno avuto più di 500 tavole pubblicate in questo 2019, riportiamo qui sotto una tabella riassuntiva con gli sceneggiatori più prolifici per ogni personaggio, con numero di tavole pubblicate, e numero di vittorie annuali relativamente alla serie in questione.


L'onnipresente Boselli si aggiudica due "scudetti" in questo 2019: quello di Dampyr  (19° in carriera), e quello di Tex (per l'undicesima volta). Doppio titolo anche per Rigamonti, lo sceneggiatore più pubblicato sia sulle testate neveriane, e ovviamente sulla sua Odessa. Da segnalare il 26° titolo di Burattini su Zagor, e il 22° di Berardi su Julia; senza dimenticare infine il 15° titolo di Mignacco sul redivivo Mister No.

Diamo infine un'occhiata anche ai dati relativi agli sceneggiatori bonelliani del decennio che sta per chiudersi.
Gli scrittori pubblicati dalla SBE tra il 2010 e il 2019 sono stati 153, per un totale di 213.098 tavole a fumetti inedite, ovvero quasi il 60% in più del decennio precedente, quando furono impiegati "solo" 96 sceneggiatori.
Ben 91 dei 153 sceneggiatori pubblicati hanno esordito in casa Bonelli in questo decennio; il più prolifico tra loro è stato Giovanni Eccher che, con 3930 tavole all'attivo dal 2012 a oggi, si piazza al 21° posto nella classifica degli scrittori del decennio.
Giovanni Eccher, l'esordiente bonelliano più prolifico dell'ultimo decennio
La cosa curiosa è che sia in questo decennio, che in quello precedente, abbiamo gli stessi autori sia al primo che all'ultimo posto. Ovviamente lo scrittore più pubblicato è Mauro Boselli, mentre all'ultima posizione troviamo tale Leo Ortolani da Parma, che ha realizzato solo due misere tavole di Legs nel 2000 e una solitaria pagina di Cico nel 2017. A Onor del vero in questo decennio il mitico autore di Rat-Man non è da solo in fondo alla classifica: condivide l'ultima piazza con Silver, Bertelè e Ziche, anch'essi scrittori di Cico per una sola tavola/battuta apparsa sulla miniserie del messicano amico di Zagor, due anni or sono.

L'unica tavola scritta (e disegnata) da Ortolani per Bonelli nell'ultimo decennio.
Ecco qui sotto la Top 20 degli autori dei testi più pubblicati negli ultimi dieci anni sugli albi a  fumetti Bonelli, ovviamente incolonnati per numero di pagine pubblicate.


Come anticipato, e prevedibile ormai da qualche anno - dato il vantaggio accumulato -, Mauro Boselli è lo sceneggiatore principe del decennio. Più avvincente è stata la lotta per i gradini più bassi del podio: dal quarto posto dello scorso anno, grazie a dodici mesi da record Moreno Burattini, scala la classifica conquistando la medaglia d'argento. Stefano Vietti riesce per sole 50 pagine a mantenere il posto sul podio, ai danni di Pasquale Ruju che deve accontentarsi della medaglia di legno. La lotta per il quinto posto, grazie al ritorno di Mister No, è vinta da  Luigi Mignacco, che in tandem con Gianfranco Manfredi sorpassa l'accoppiata Berardi-Chiaverotti. Scambio di posizioni, rispetto allo scorso anno anche tra Enoch e Faraci negli ultimi due posti della Top Ten.

Anche per questa seconda parte è tutto. Se vi fosse sfuggita vi invitiamo a leggere la prima parte dedicata alle fantasmagoriche cifre bonelliane del 2019, e vi diamo appuntamento a venerdì 27 dicembre con tutti i numeri dei disegnatori bonelliani del 2019 e a lunedi 30 dicembre coi dati dei copertinisti, coloristi e albi speciali.

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri. 

P.S. Grazie al mitico Zeca, per aver tradotto, come tutti gli anni, questo post in portoghese per il suo imprescindibile Tex Willer Blog

domenica 5 giugno 2016

TRILOGIA FANTASCIENTIFICA: IL VENTICINQUENNALE DI NATHAN NEVER (298, 299 E 300)

di Francesco Manetti

Perché abbiamo intitolato Trilogia fantascientifica questa breve recensione-trimurti di Nathan Never? Qualcuno potrebbe infatti obiettare: ma Nathan Never È un fumetto di fantascienza! E allora vediamo di spiegarci meglio...


La spettacolare variant cover di Bilal per Nathan Never n. 300

Di sicuro quella di Nathan Never NASCE come collana di fantascienza, anzi, come prima collana dichiaratamente SF della Sergio Bonelli Editore - anche se incursioni nel fantascientifico c'erano state un po' dappertutto nelle serie "classiche" (indimenticabili, per es., gli straordinari incontri alieni di Zagor e le avventure dove la scienza impazzisce in Tex e in Mister No). Noi ex di Collezionare ricordiamo benissimo di aver tenuto quasi "a battesimo" il personaggio di Medda, Serra e Vigna, nella tarda primavera del 1991, quando, a una mostra del fumetto a Impruneta dedicata al comic d'anticipazione (manifestazione che vedeva fra gli organizzatori la Glamour, la casa editrice fiorentina di Antonio Vianovi con la quale già eravamo in stretto contatto per la nascitura Dime Press), venne presentato in anteprima l'ormai storico Agente speciale Alfa disegnato da Castellini. Molti si riempirono la bocca, anche fra il pubblico della conferenza che si tenne sull'evento, con il termine cyberpunk - vedendovi strette relazioni con quel filone SF che da qualche anno, in letteratura e al cinema, andava per la maggiore. Città stratificate, multinazionali che impongono il dominio anche politico sul mondo, fusioni uomo-macchina, esplosione informatica, flussi di dati globali, etc. Ma Nathan Never, come chiarì il bravo Serra, non era soltanto quello. Nathan Never era anche fantascienza classica, golden age - con i suoi robot senzienti, con le sue armi avveniristiche, con le sue macchine volanti, con le previsioni sul Domani.

La "mattonella" in cotto dell'Impruneta (che riproduceva la copertina di uno degli storici cataloghi Glamour) realizzata per la mostra Futuribile, durante la quale fu presentato in anteprima il n. 1 di Nathan Never nel 1991


Purtroppo, con il passare degli anni, nella collana la SF diventò sempre più spesso un pretesto, una cornice, o al massimo uno sfondo - per raccontare storie gialle e thriller, per addentrarsi lungo i sentieri dell'avventura in giungle, deserti e distese oceaniche. O addirittura per vergare veri e propri manifesti di denuncia sociale: lo sfruttamento delle classi meno abbienti, la condizione femminile, i bambini malatrattati, il razzismo, le infiltrazioni mafiose, la corruzione della politica, e via dicendo, fino ad arrivare al n. 297 che - fin dalla (splendida) e non casuale copertina di Giardo ispirata a Pellizza Da Volpedo, dove tutti i protagonisti (eccetto Nathan) marciano vestiti secondo uno "stile" del XX-XXI secolo - tutto è fuorché fantascienza, narrando di magistrati eroi che lottano soli e indifesi contro la malavita organizzata in terre meridionali... Niente di male, figuriamoci! Diremo di più: cosa meritoria! Un lettore entusiasta, in una missiva pubblicata sulla pagina della posta del n. 298, propone perfino di far diffondere quella storia nelle scuole - quando invece basterebbe far tornare obbligatori e far studiare a fondo un Virgilio, un Dante o un Manzoni, perché quelle povere impolverate ossa avevano già capito e detto tutto, anche del Duemila. Basterebbe dire nelle classi, per esempio, che i simulacri pacchiani e dondolanti esibiti nelle processioni religiose sarebbe meglio che non tendessero a pencolare o a rallentare sempre davanti alle stesse case e villette... altro che fumetti sui banchi, al posto dei libri.


Il Quarto Stato (1901) di Pellizza Da Volpedo - fonte d'ispirazione "politicamente corretta" per la copertina del n. 297 di Nathan Never

Detto questo, e proprio per questo, ci hanno particolarmente e positivamente sorpresi i tre albi di fila usciti da marzo a maggio del 2016 nei quali la fantascienza non rimane zitta zitta buona buona nel backstage, ma torna finalmente protagonista della storia. I numeri 298 e 299, scritti da Giovanni Eccher per i disegni di Romeo Toffanetti, ruotano attorno alla simpatica figura di Mac, il robot antiquario che fin dall'inizio rappresenta nella serie la metafora incarnata nel metallo del solido legame che esiste - nonostante gli sconvolgimenti, le guerre interplanetarie, le mutazioni, le rivoluzioni del calendario, etc. - fra il futuro lontano di Nathan Never e il nostro presente: gli oggetti, le attrezzature e i libri che l'automa vende nel suo negozietto stracolmo di mirabilia come una wunderkammer sono infatti di uso comune e familiari nel continuum temporale in cui via via si colloca il lettore del fascicolo (nei primi numeri mac vendeva roba che risaliva fino agli anni Ottanta e oggi ci propone anche oggetti del 2000). Questo è davvero un monito, un "messaggio morale" ben nascosto fra le righe, ben più forte e chiaro di quelli inviati dalle sceneggiature politicamente corrette: non si può fare a meno del retaggio, degli antenati, delle tradizioni, dell'identità - perché è proprio il far strame del passato, dei "matusa", del "vecchiume" (Virgilio, Dante e Manzoni soppiantati da oscuri imbrattacarte o da dibattiti sulle "problematiche" attuali) che porta a quei problemi (sfruttamento, corruzione, infiltrazioni mafiose, etc.) che costringono poi gli autori di fumetti a continue opere di denuncia, sostituendosi obtorto collo ai giornalisti investigativi, ai cronisti di nera e ai fotoreporter. Niente è per sempre e Addio, Mac si ispirano direttamente all'opera del grande Isaac Asimov che, con le sue Tre Leggi della Robotica (alle quali successivamente aggiunse la Legge Zero), fissò un canone narrativo per quel filone SF basato su automi e androidi. Anche qui troviamo criminali, corrotti e soprusi; troviamo la Legge e la sua longa manus; troviamo i danni causati dalla peste-danaro; troviamo la Giustizia che fa il suo corso. Ma stavolta, finalmente, tutto questo è sfondo, contorno e cornice: il cuore della doppia avventura, il modo in cui si sviluppa e poi si scioglie l'intreccio narrativo... sono genuinamente fantascientifici. Qui sta il segreto del successo venticinquennale di Nathan, e dunque un meritatissimo plauso a Eccher e Toffanetti!


Isaac Asimov, il Good Doctor della fantascienza, che creò un canone letterario con i suoi robot umanizzati e con le Tre Leggi della Robotica


Stesso discorso per il n. 300 tutto a colori - Altri Mondi di Bepi Vigna e Roberto De Angelis. Lo sceneggiatore è uno dei tre "padri" della serie e, come accade anche quando rientrano in campo i suoi colleghi e conterranei, le storie di Nathan Never tornano più facilmente sui solidi binari iniziali. Vigna ci confeziona un racconto di una complessità a dir poco incredibile: per leggerlo e goderlo fino in fondo occorre non aver semplicemente sentito parlare di "meccanica quantitistica" e magari pensare, come altri, che il "salto quantico" sia qualcosa di galattico; occorre averne almeno un'infarinatura (e il Web, sotto questo aspetto, è utilissimo, con le sue possibilità di ricerca veloce di qualsiasi argomento e dovunque, grazie a smartphone e pad). Le citazioni sono innumerevoli, con i nomi dei co-protagonisti scienziati che rimandano ai cervelli che, fra la fine dell'Ottocento e gli anni Venti del XX secolo, rivoluzionarono per sempre il modo di concepire la Realtà. Divertenti anche i collegamenti alle altre serie bonelliane: Nathan Never e gli altri fanno rapide puntatine in differenti configurazioni quantistiche dell'Universo, trovandosi sbalzati nella Darkwood di Zagor, nell'Amazzonia di Mister No, nella Londra di Dylan Dog e nella New York di Martin Mystère (anche se qui ci saremmo aspettati una riflessione dell'Agente Alfa sul fatto che Martin Mystère lo conosce anche lui, essendocene una sorta di "copia cibernetica" nel suo tempo)... Il bravissimo Vigna (della cui passione per la scienza vera, sulla quale si costruiscono le più vere e profonde storie SF, abbiamo qui più volte parlato) festeggia così, insieme ai 25 anni del suo personaggio, tutta la casa editrice che ha permesso a tre geniali ragazzi sardi di mettere su carta i loro sogni!


Nathan Never n. 298, marzo 2016. Disegno di Giardo

Nathan Never 298
NIENTE È PER SEMPRE
Marzo 2016
pag. 100, € 3,20

Testi: Giovanni Eccher
Disegni: Romeo Toffanetti
Copertina: Sergio Giardo
Rubriche: Luca Del Savio



Nathan Never n. 299, aprile 2016. Disegno di Giardo

Nathan Never 299
ADDIO, MAC
Aprile 2016
pag. 100, € 3,20

Testi: Giovanni Eccher
Disegni: Romeo Toffanetti
Copertina: Sergio Giardo
Rubriche: Luca Del Savio


 

Nathan Never n. 300, maggio 2016. Disegno di Giardo

Nathan Never 300
ALTRI MONDI
Maggio 2016
pag. 100, € 3,20

Testi: Bepi Vigna
Disegni: Roberto De Angelis
Copertina: Sergio Giardo
Rubriche: Bepi Vigna
 

Francesco Manetti


N.B. Trovate le altre (seppur rare!) recensioni bonelliani sul Giorno del Giudizio!

venerdì 12 luglio 2013

SCHERZIAMOCI SOPRA: BLOOPER BONELLIANI!

di Saverio Ceri & Francesco Manetti

Sul divertente blog Nuvole Anomale troviamo decine di simpatici errori scovati nel mondo del comic internazionale; e ci sono anche decine di citazioni - da film, dipinti, etc. - più o meno volute, come ne rintracciamo anche su Diario di un Texofilo.
Abbiamo dunque tentato anche noi di avventurarci in questo terreno minato - più che altro per fare due risate sui nostri amati fumetti bonelliani.

Il primo spunto ci viene dal Dylan Dog n. 316, Blacky di Gualdoni & Bigliardo, datato gennaio 2013. Il fantasma del cavallo appare al custode dell'ippodromo a pag. 39; nella pagina successiva il pover'uomo sembra colpito da un infarto fulminante, con tanto di bava alla bocca. Sarà morto?


Il custode sembra schiattare per un colpo al cuore...



Tutto farebbe pensare di sì: Bloch va a svegliare Dylan Dog e lo porta su quello che parrebbe il luogo di un delitto, una scena del crimine che Scotland Yard ha transennato con il classico nastro giallo. Il guardiano però è ancora fra di noi, come scopriamo a pag. 44. Qual è dunque il crimine che ha giustificato cotanto spiegamento di mezzi della forza pubblica - scientifica compresa? Avvistamento di spettro equino? Procurato spavento?


...ma poche pagine dopo i protagonisti ci rassicurano sulla sua sorte.



Ecco poi Nathan Never con la serie Agenzia Alfa. Sul n. 28 del luglio 2013: il blooper è rintracciabile nella storia Come un ladro nella notte di Eccher & Arduini. L'avventura è chiaramente ambientata in un paese musulmano, fin dal nome dello Stato, l'Uganistan, dove il suffisso -stan significa in arabo (lingua sacra e sorta di "esperanto" di tutti i paesi islamici) "terra di"; e poi i costumi dei personaggi, le mezzelune in cima agli edifici; il machismo, etc. Però, a pag. 240, il ladruncolo e co-protagonista dell'episodio Karim rivela a May di essere stato salvato - con tanto di evidentissimi punti di sutura - dai medici della... Mezzaluna Rossa? No, della Croce Rossa! E' quanto meno improbabile. Leggiamo a tal proposito l'Enciclopedia Treccani: Mezzaluna rossa, nome e simbolo delle società nazionali degli Stati musulmani aderenti alla Croce rossa internazionale. Nel 1876 la Turchia dichiarò al governo svizzero, depositario della convenzione di Ginevra, l’intenzione da parte della propria organizzazione umanitaria di non servirsi del simbolo della croce, che sarebbe stato sostituito da una mezzaluna, sempre di colore rosso in campo bianco. Per evitare spaccature nell’unità del movimento, il Comitato internazionale fu costretto a prendere atto della decisione ottomana e in seguito, attraverso una lunga serie di conferenze, a riconoscere giuridicamente nel 1929 l’esistenza del nuovo simbolo, ben presto adottato anche dalla maggior parte dei paesi dell’Islam. Ma forse nel futuro di Nathan Never le divisioni in seno all'organizzazione saranno state superate!

L'intervento della Croce Rossa, molto probabilmente costretta ad agire in clandestinità, di nascosto dalla Mezzaluna Rossa, ha meritato una risicata sufficienza: 6!


N.B. trovate i link a vere parodie bonelliane sulla pagina Cronologie e Index!

giovedì 2 maggio 2013

IL FUTURO INASPETTATO: NATHAN NEVER 263

di Francesco Manetti

Negli ultimi tempi, dopo la saga della guerra contro Marte, abbiamo piacevolmente trovato piccole perle di genio nella lettura di Nathan Never. Lo spettro del futuro, n. 263 della serie (aprile 2013), è una di queste. Non ce ne voglia il grande Antonio Serra, che ha sceneggiato la seconda metà dell'albo (avvincente e cardinale, sebbene d'impronta più "classica", Il ritorno di Omega, per i disegni di Stefano Martino). Parlando di capolavoro ci riferiamo infatti alla prima parte, quella che battezza il fascicolo, realizzata da Giovanni Eccher per i testi e da Sergio Giardo per l'impegno grafico.
Molto spesso, forse passando da vecchie e inacidite zie zitelle, e fin dall'epoca di Dime Press, ci siamo lamentati di come ben poca fosse la fantascienza nella collana di... fantascienza della Bonelli; tanto giallo, tanto hard boiled, tanto thriller - ma solo gocce di SF! Adesso, nella prima sezione del volumetto, Eccher e Giardo fanno addirittura meta-fantascienza, andando a solleticare i ricordi, l'immaginazione e la nostalgia di noi vecchi e avidi divoratori di libri e fumetti sul domani. La riflessione che fa da ordito alla storia è semplice: cosa è rimasto nel presente dell'Agente Alfa di quel futuro immaginato dagli antichi scrittori e cineasti?
Ovvero, fuor di metafora: cos'è rimasto nel 2013, nel nostro continuum, del past future letterario?


Amazing Stories, 1928. Il sogno del futuro.


Chi è nato dai venti anni prima ai venti anni dopo la fine della della II Guerra Mondiale, avrà ben pochi dubbi: del futuro "garantito" dai romanzi, dai film, dai comic, dai giocattoli, dalle riviste, dai documentari e dalle anticipazioni scientifiche è rimasto un guscio vuoto... Ci avevano promesso che - intorno al 2000 - avremmo visto i viaggi interstellari (o perlomeno interplanetari), le basi lunari, il teletrasporto, la fine della schiavitù energetica, il cronoturismo, il tramonto della malattia, l'eclisse eterna della guerra e della fame, una vita lunga e straordinaria: l'assalto al Paradiso e la detronizzazione di Dio - o giù di lì. E invece siamo sempre tutti qui, su questo Pebble in the Sky, a miliardi - a sgomitare, a lottare e a scannarci. Il XXI secolo è iniziato come tutti sappiamo: gli alieni erano fra noi e hanno inscenato, l'11 settembre del 2001, uno spaventoso remake di Indipendence Day.


11 settembre 2001. La fine del futuro.


Sul fronte medico qualche passo è stato fatto: viviamo di più, ma sempre più imbottiti di pasticche: e la mappatura del genoma umano, che avrebbe dovuto risolvere tutto? E le staminali? E la bionica? E le nanomacchine chirurgiche? Versante energia: siamo sempre qui a baloccarci col petrolio, con la fissione in bilico (non è mai stata fatta una seria informazione sul nucleare civile) e la fusione ancora per chissà quanti decenni confinata nelle stelle e nelle bombe H. E poi ci hanno letteralmente sommersi di apparecchietti elettronici sempre più piccoli, sempre più autoreferenti e software sempre più pensati per chiudere gli utenti nelle case sempre più a lungo. Social network? Pfui! Asocial network, piuttosto: mai come in questi anni l'individuo tende a isolarsi con tale intensità...


L'ENIAC negli anni Quaranta, uno dei primi computer della storia. E gli uomini cominciarono a chiudersi nelle stanze con i calcolatori...

 
E - rivolgendomi a un pubblico di appassionati - il collezionista che fine sta facendo? Il supporto mediale di cellulosa è al tramonto - ma forse sarà un lungo calar del sole, per fortuna. Supporti più moderni della carta stampata (morti da anni i nastri magnetici: dire VHS è come dire SPQR), come i dischi digitali (CD, CD-ROM, DVD), stanno sempre più cedendo il passo a flussi di dati instabili, a gigabyte scaricati dalla Rete, utilizzati e poi cancellati. Il gusto per l'oggetto sta diventando qualcosa - ahinoi!- da matusa - come la brillantina Linetti.


EPCOT, Florida. Concept model del 1979. Il futuro sperato nei brainstorming disneyani si è rivelato un irreale futuro di plastica.


Ecco, tutto questo bel sapore agrodolce - di rimpianto e di occasioni perdute - l'abbiamo trovato nel Nathan di aprile, e abbiamo goduto e sofferto a leggerlo come abbiamo sofferto e goduto leggendo Le particelle elementari, annegando lieti nel sarcastico cinismo (sul sesso, sull'età, sulle generazioni) di Michel Houellebecq.


New York, 1939: la World's Fair. La speranza del futuro.
Una storia con l'anima e con i coglioni, Lo spettro del futuro! Contribuisce a darle afflato, solidità e testosterone non solo l'impianto narrativo, ma anche la scelta grafica. In una fantasmogorica rievocazione di Maestri, in gran parte Gran Trapassati, numerose e appetibili sono le citazioni colte, davanti alle quali Giardo mima, cambia il suo stile, come l'aspetto i mutaforma che apparivano a più riprese negli episodi di Star Trek o di Spazio 1999. Il robot antiquario Mac viene graziosamente reinterpretato e "umanizzato" ex post, con la lezione di Matt Groening e degli altri autori di Futurama, ispirandosi per le sue nuove sfaccettature al personaggio di Bender, l'automa ubriacone e carogna del 3000; e anche Asimov, con le sue Tre Leggi e il Ciclo della Fondazione, viene per l'ennesima volta doverosamente evocato. Trantor - il pianeta centrale dell'Impero Galattico al quale Lucas si ispirò per Coruscant di Star Wars - risorge con un tratto "linea chiara", prossimo all'estetica dell'indimenticabile Moebius.


Isaac Asimov (1920 - 1992), uno dei padri della fantascienza, scienziato e divulgatore scientifico. La sua visione umanista e positiva del futuro si riflette nel "cervello positronico" dei suoi protagonisti robotici.



L'Enterprise, la Morte Nera... e poi Stanley Kubrick, con 2001 Odissea nel spazio. In questo caso si tratta di una doppia citazione perché il superlativo Giardo, nel disegnare il vignettone con l'episodio del primo utensile maneggiato dal primo uomo (una mortale arma ossea: la storia umana inizia con un atto di violenza; l'osso viene lanciato in alto sfidando la gravità; i Terrestri conquistano il cielo), si rifà a Jack Kirby, che partorì nel 1976/77 un efficace adattamento a fumetti della pellicola-capolavoro. Quando tocca a Giulio Verne, con Dalla Terra alla Luna, il disegnatore abbandona i retini e gli effetti "psichedelici" kirbyani, per un tratteggio fitto fitto, in punta di pennino, in stile feuilletton ottocentesco. Fanteria dello spazio, Blade runner, Robocop... Ed ecco ancora il duplice livello di omaggio, con un'altra scelta grafica: La macchina del tempo di H. G. Wells appare in Nathan con immagini ispirate non - come potevamo aspettarci - alla pellicola "classica" di George Pal del 1960, ma a quella più moderna - dignitosa, seppur meno intrigante - di Simon Wells (pronipote di cotanto prozio!) del 2002.





Nella seconda parte - quella più "classica" e mainstream - assistiamo a un'importante evoluzione del futuro imperfetto e inaspettato di Nathan Never, un nuovo balzo per quella nascitura umanità: il robot-mostro, il Frankenstein demoniaco Omega, torna sotto mentite spoglie angeliche per fondare uno stato autonomo robotico, analogo a quello dei mutati nato sul Gigante n. 16 del marzo 2013. Ne vedremo delle belle, sospettiamo. Anzi, ne siamo sicuri.
Un gioia per gli occhi e per il cuore, questo albo...!


Nathan Never n. 263, aprile 2013. Copertina di Giardo.




Nathan Never 263 
LO SPETTRO DEL FUTURO 
aprile 2013
pagg. 100, € 2,90
Testi: Giovanni Eccher, Antonio Serra 
Disegni: Sergio Giardo, Stefano Martino 
Rubriche: Luca del Savio
Copertina: Sergio Giardo 


Francesco Manetti

N.B. trovate le altre recensioni bonelliane nel Giorno del Giudizio!