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domenica 5 aprile 2026

BONELLI IN DIGITALE - PUNTATA # 13

di Giampiero Belardinelli



Introduzione

Claudio Nizzi si distingue nel panorama del fumetto italiano come sceneggiatore prolifico e creatore di numerosi personaggi di successo, pubblicati sulle pagine del "Giornalino". Tra le sue creazioni più celebri figurano Larry Yuma, Rosco & Sonny e Nicoletta. Questi personaggi hanno contribuito a consolidare la sua reputazione, grazie alla varietà di storie e alla capacità di coinvolgere i lettori. Nel 1988, Nizzi ha vissuto un momento decisivo nella sua carriera: grazie ai meriti acquisiti come sceneggiatore texiano, ha avuto la possibilità di proporre alla Sergio Bonelli Editore un nuovo personaggio, Nick Raider.


L'inizio


Questo progetto segna una svolta e una crescita per l’autore, che ha saputo mettere a frutto la sua esperienza e il suo stile narrativo. Nei primi sei anni di vita editoriale della testata, dall’albo numero uno a questo settantaquattresimo volume (pubblicato nel luglio del 1994), oltre a Nizzi si sono alternati numerosi sceneggiatori. Alcuni hanno guidato la serie per brevi periodi, altri per più tempo, contribuendo a mantenere vivo l’interesse e la qualità delle storie. A sostegno della narrazione, lo staff grafico è stato in linea di massima di buon livello, con punte di eccellenza. Tra questi, Corrado Mastantuono, il disegnatore di questo Un uomo nel mirino.




La trama

Eddie Caruso esce di galera dopo aver scontato una condanna per rapina a mano armata. Sulle sue tracce ci sono l’ex complice Harry Gray e due sgherri inviati dal boss mafioso Sonny Partanna. Harry Gray è convinto che Eddie abbia nascosto la refurtiva. Sonny Partanna, invece, lo incolpa di aver disonorato la sorella Mary e non aver voluto riparare. Eddie, disperato, chiede aiuto all’amico Nick.


La fuga


Dopo serrate indagini, il Nostro scopre che la refurtiva venne trafugata da due agenti del Ventunesimo, Jack Buckner e Joe Marrick, incastrati in seguito grazie alla collaborazione dell’agente Dahlia Morrison. I Partanna, però, sono implacabilmente sulle tracce di Eddie, a cui attribuiscono anche l’assassinio di Mary, in realtà uccisa dal cornificato marito Alvin. Per cercare delle prove che scagionassero Eddie, Nick e Marvin si recano nella casa di Alvin, dove Sonny Partanna – scoperta la verità – ha brutalmente giustiziato il cognato. Nella sparatoria che segue Sonny viene ucciso. Eddy è salvo e può finalmente ricominciare una nuova vita.


La nuova vita di Eddie


Gioielli, padrini e sgualdrine

Dopo dieci mesi, Nizzi torna sulle pagine di "Nick Raider". Per ben quattro albi consecutivi lo sceneggiatore non abbandona il suo personaggio, che viene definitivamente approfondito sul piano psicologico. Nizzi ha finalmente la possibilità di raccontare in maniera realistica e moderna una vicenda in cui, oltre alle consuete pagine di detection, non mancano gli aspetti più intimi e personali dei personaggi. Il linguaggio adottato dallo scrittore chiarisce in maniera emblematica quanto sopra. Parlando della sorella e del suo attuale marito, Eddie Caruso dice: Una volta mio padre li sorprese nel retro… Tony aveva i calzoni calati, e così, da buon italiano, papà gli disse che doveva riparare! Poche pagine dopo Mary Partanna replica senza filtri di sorta: Avete dato la colpa a Eddie per non ammettere di avere una puttana in famiglia!


Mary Partanna


I piaceri del sesso!

Lo sceneggiatore non si pone in maniera moralistica nel tratteggiare la ragazza, che anzi si rivela molto più positiva dei suoi consanguinei. Mary Partanna è una donna che ama concedersi ai piaceri del sesso e lo ribadisce con estrema sicurezza. Nizzi descrive senza edulcorazioni l’ipocrita moralità di certi ambienti, dove occorre riparare col matrimonio alla perduta verginità sessuale femminile.


Addio, Mary!


Segnali di stile

In un’intervista rilasciata a Moreno Burattini, Nizzi afferma (cfr. "Dime Press" n. 7, pagg. 55-58): Preferisco scrivere Nick raider, rispetto a Tex, non perché sia un personaggio mio, ma perché è un altro modo di raccontare. Più sciolto e nervoso. In Un uomo nel mirino, non a caso, lo sceneggiatore raggiunge i vertici dello stile nervoso nickraideriano. La sceneggiatura è contrassegnata da repentini stacchi, tagli volutamente ellittici, sequenze mute esemplificative, carrellate e controcampi. Ci troviamo dinanzi a un modo di narrare cinematografico, degno dei migliori thriller hollywoodiani e non solo.


La fine di una feccia


Mastantuono in digitale

Ad accompagnare Claudio Nizzi in questa sua fatica troviamo un prodigioso Corrado Mastantuono. Il disegnatore ha accentuato la maturità adulta del racconto, ora visualizzando sequenze erotiche raffinate e conturbanti, ora sequenze d’azione in cui il movimento della camera sembra trascinare i personaggi e le automobili fuori dalla pagina. In questa prova l’autore mostra una certa difficoltà nel centrare la fisionomia di Nick (cfr. l’intervista di cui sopra), ma una coinvolgente capacità di far recitare i personaggi.


Vita mafiosa


La visione in digitale, grazie anche alla visione in un display di ottima risoluzione come il mio Surface Laptop 7, valorizza ancora di più il grande lavoro del disegnatore. I dettagli grafici emergono con una nitidezza sorprendente, permettendo di apprezzare appieno le scelte stilistiche di Mastantuono e l’espressività dei volti, come se si trattasse di fotogrammi di un film. In questo modo, la lettura digitale diventa un’esperienza immersiva che esalta le qualità narrative e visive del fumetto, confermando quanto l’innovazione tecnologica possa arricchire la fruizione dell’arte sequenziale.


"Police procedural"


Giampiero Belardinelli

venerdì 23 dicembre 2022

BONELLI 2022: SUPER TEX

Diamo i numeri 75

di Saverio Ceri  

La copertina di Biglia per Super Tex ben si presta per rappresentare il nuovo record di tavole annuali.

Bentornati al resoconto annuale dei numeri bonelliani. Come di consuetudine suddivideremo il riassunto numerico dell’annata bonelliana in più puntate. In questa prima parte ci occuperemo dei dati generali e dei personaggi.

Il 2022 bonelliano in fatto di tavole e albi pubblicati  sembra essere quello della stabilità. Il dato di tavole inedite complessive è molto simile a quello dell'anno precedente, il che parrebbe significare la fine della discesa, costante e sostanziosa nei due anni precedenti, con un timido accenno di ripresa. Il 2022 ha segnato momenti importanti per Martin Mystère, giunto al traguardo dei quarant'anni; per Dampyr, col lancio del film; per Dragonero con la fine della stagione de "il ribelle" e con il debutto della serie animata subito dopo Natale su Rai2.


La locandina del film di Dampyr

Prima di scoprire per intero questa prima classifica del 2022, rinnoviamo la premessa ai navigatori che per la prima volta si imbattono in questa rubrica:
Quelle che seguiranno, qui sotto e nelle  prossime puntate sono classifiche di quantità, non di qualità; vengono stilate considerando le tavole inedite prodotte dalla Bonelli e pubblicate su albi della Bonelli nel corso dell’anno. Non troverete quindi tutti gli autori bonelliani, che giorno dopo giorno lavorano per l’editore, ma solo quelli che negli ultimi dodici mesi sono stati pubblicati; ci saranno quindi autori che magari non lavorano più, ma le cui storie non erano state finora date alle stampe; non ci saranno invece alcuni autori che attualmente producono materiale per la casa editrice, ma le cui storie non sono ancora state programmate nelle varie collane dell’editore di Tex & C. Non troverete le tavole prodotte dalla Bonelli, ma pubblicate da altri soggetti, né ci sarà traccia di tavole non inedite, sia che abbiano visto la luce per la prima volta su albi bonelliani che non; per capirci non compaiono i dati delle varie storie ristampate in edizione da libreria, anche se, come nel caso di alcuni cartonati di Dragonero, vengono conteggiati i colori perché commissionati per l’occasione, o le storie brevi di Groucho riproposte su un Dylan Dog Color Fest, originariamente pubblicate nel cofanetto Grouchomicon del 2017. Non troverete neppure traccia dei volumi Cmon, perché pur essendo gli autori presi in prestito dalla scuderia Bonelli, si tratta di una produzione internazionale realizzata  da Cmon tramite crowdfunding di cui la SBE, in questo caso, è solo l'editore per il nostro paese.

Illustrazione di Alessio Moroni, per una serie di cui non troverete traccia nei resoconti. Infatti, pur essendo pubblicata in Italia da Bonelli, con autori bonelliani, è prodotta dalla Cmon.

Rispetto all’annata 2021, negli ultimi dodici mesi registriamo un incremento minimo di una ottantina di tavole inedite pubblicate, pari a un +0,47%.; quest'anno, infatti abbiamo potuto leggere 19754 pagine inedite dei personaggi bonelliani. Sempre sotto quota ventimila,  agilmente superata nei sette anni precedenti al 2021, ma almeno in controtendenza. Nella tabella qui sotto potete vedere l'andamento degli ultimi 15 anni (colonne azzurre), paragonato alla somma delle tavole dei tre personaggi più pubblicati, normalmente Tex, Dylan Dog e Zagor (colonne rosse). Si può notare come l'incidenza dei personaggi più famosi, e supponiamo più venduti, sul totale delle tavole edite sia, in tempi recenti, andata via via crescendo. Se quindici anni or sono i tre principali eroi bonelliani partecipavano al monte tavole per il 34%, oggi incidono per il 47,41% con un repentino aumento negli ultimi cinque anni.

Tradotto: la Bonelli punta sempre più sui personaggi collaudati e amati dal pubblico, almeno quello delle edicole.

In realtà se considerassimo solo le pubblicazioni in edicola, il terzetto Tex-Dylan-Zagor arriverebbe circa al 53% del totale delle tavole.
Il numero delle tavole inedite pubblicato in edicola quest'anno è il più basso registrato dal 2009: "solo" 17153. In compenso il numero di tavole inedite destinate al mercato librario è il più alto registrato dal debutto della divisione che gestisce i volumi: ben 2585 tavole, corrispondente al 13,10% del totale, la miglior percentuale di sempre per il "ramo" libreria della Bonelli, come si vede nella tabella qui sotto.


In numeri assoluti le pagine a fumetti pubblicate su volumi da libreria nel 2022 sono state la quantità record di 12016,67 su 67 volumi, quattro in più dello scorso anno, ma due in meno rispetto all'anno record 2020. Nell'ordine Tex, Zagor e Dylan Dog i personaggi più presenti in libreria per numero di tavole. Se vogliamo considerare le sole 2585 pagine inedite i più pubblicati in libreria sono stati Il Commissario Ricciardi, La cautela dei cristalli e Dragonero nelle sue varie incarnazioni.  


La tendenza complessiva sembrerebbe essere quella di puntare sui classici in edicola, sperimentare nuovi personaggi in libreria, e confezionare albi sempre più "smilzi".
Col lancio poi della piattaforma digitale non mi stupirei poi che nel giro di pochi anni la Bonelli decida di pubblicare serie direttamente sul web. 
Albi sempre più smilzi, perché nonostante siano stati 198 i brossurati o i cartonati prevalentemente inediti pubblicati in questi 2022, nove in più del 2021, pari a un +4,76%;  la media pagine inedite a albo torna a scendere, e si attesta a 99,77 tavole, il 4,75% in meno dei dodici mesi precedenti. Ormai lontanissimo il dato record del 2011 che sfiorava le 130 pagine a volume. 

Le serie e i personaggi
Le serie o one-shot che hanno trovato spazio su albi bonelliani in questo 2022 sono state 28, esattamente come lo scorso anno di cui 5 novità assolute: La cautela dei cristalli, un vero e proprio "manga" bonelliano; gli adattamenti a fumetti dei romanzi Nella perfida terra di Dio e The Gentleman's Hotel; infine le miniserie Mr.Evidence e Eternity.
Qui sotto vedete incolonnati tutti i personaggi in base alla tavole inedite che abbiamo potuto leggere nel 2022. Il quadratino "RS" accanto alla graduatoria indica che il risultato di quest'anno è il record storico per quel personaggio, se verde è superato, se giallo è eguagliato. Il quarto albo che vedete attribuito al Commissario Ricciardi è quello realizzato dalla  casa editrice per la tappa napoletana della mostra "Bonelli Story"
 


Tex, è anche stavolta il personaggio più pubblicato, per il quinto anno consecutivo, per la 52a volta nella storia della case editrice. Con le 3800 tavole inedite del 2022 supera il record assoluto di tavole pubblicate in un anno per un personaggio. Sono mediamente 73 pagine a settimana: di nessun personaggio a livello mondiale credo vengano sfornate così tante pagine ogni 7 giorni. Il risultato è stato raggiunto grazie al raddoppio delle uscite per lo Speciale Tex Willer, che porta da 34 a 35 il numero degli albi annuali per Aquila della Notte.

L'albo in più di questo 2022. Con questa pubblicazione Tex raggiunge quest'anno la cifra record di 3800 tavole annuali. Illustrazione di copertina di Maurizio Dotti.

Alle spalle di Tex troviamo ancora una volta Dylan Dog, che riconferma le 27 uscite annuali, superando per il secondo anno consecutivo quota 3000 tavole. Zagor mantiene il terzo posto sia come numero di pagine che come albi inediti pubblicati. Lo affianca, come numero di pubblicazioni Dragonero, ma essendo queste mediamente di foliazione inferiore, lo mantengono molto distante, circa ottocento pagine, dallo Spirito con la Scure. In compenso Ian Aranill scavalca Nathan Never al quarto posto nella graduatoria annuale. Stabili le tre posizioni successive e al nono posto troviamo Nick Raider che ritorna in Top Ten dopo 18 anni di assenza.

Nick Raider quest'anno è tornato protagonista di una  lunga avventura in 10 capitoli.

Gli Anni Venti
La graduatoria del decennio in corso si arricchisce dei dati del 2022. Nella terza tappa si allarga il divario tra i primi tre e il resto del gruppo, Dragonero scavalca Julia al quinto posto e, forte del ritorno della avventure del giovane Ian punta, nel prossimo anno, a scavalcare anche Nathan Never. Resistono ancora in Top Ten, almeno per quest'anno, Odessa e Morgan Lost, ma Il commissario Ricciardi, potrebbe scavalcarli nei prossimi 12 mesi.  


All-Time
Nella graduatoria storica dal 1941 a oggi, l'unico avvenimento degno di nota del 2022 è il doppio sorpasso di Dragonero ai danni di Magico Vento e di Legs Weaver; con le 1698 pagine di quest'annata, infatti, il personaggio di Enoch e Vietti diventa il dodicesimo più pubblicato della casa editrice. La scalata per la Top Ten è ancora lunga, per raggiungere e superare Nick Rider, che con la miniserie di quest'anno ha anche rafforzato la sua decima posizione, a Ian servono ancora altre 7500 pagine di avventure.

Si chiude qui questa prima parte dei numeri bonelliani dell'anno che ci sta lasciando. Nella seconda puntata ci occuperemo degli sceneggiatori bonelliani più pubblicati dall'editore in questo 2022; a seguire i disegnatori, i coloristi e i copertinisti.
A presto.

Saverio Ceri 

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

mercoledì 29 giugno 2022

NIZZI x TEX = TRENTAMILA NOVECENTOTRENTUNO

Diamo i Numeri 73
di Saverio Ceri

Pubblichiamo a 18 mesi di distanza, anche su Dime Web, la prima puntata speciale di Diamo i numeri scritta per gli amici di Texiani in libera uscita nel gennaio 2021. 
In appendice troverete gli aggiornamenti al 30 giugno 2022 relativi ai numeri di Nizzi.

Claudio Nizzi e Sergio Bonelli

In questo 2021, in cui la Bonelli festeggia i suoi primi 80 anni, i 60 anni si Zagor e i 30 di Nathan Never, noi vogliamo festeggiare anche i 40 anni in casa editrice di un grande professionista del mondo delle nuvole parlanti che ha contribuito in maniera fondamentale alla saga di Aquila della Notte, stiamo parlando ovviamente di Claudio Nizzi, che, dopo un periodo di pausa, negli ultimi tempi è tornato a regalarci con parsimonia alcune avventure dell’eroe bonelliano per antonomasia. E’ proprio grazie a questo ritorno, forse inaspettato, ma fortemente voluto dall’attuale curatore della serie Mauro Boselli, che lo scrittore di Fiumalbo è riuscito negli ultimi mesi a battere due record texiani che appartenevano fino ad allora a Gianluigi Bonelli.

L'albo del sorpasso (copertina di Claudio Villa)

Andiamo in ordine cronologico: nel maggio 2020, con l’albo L'odissea della "Belle Star", Nizzi  ha superato per numero di pagine sceneggiate proprio il creatore del personaggio. Chiariamo, prima che si creino polemiche: stiamo parlando di quantità, non di qualità. La qualità delle storie è un criterio soggettivo, e credo di non sbagliare, pensando che molti lettori di Tex considerino inarrivabile, in questo campo, il mitico G.L. Qui ci limitiamo a meri dati oggettivi, come il numero di tavole, unità di misura, tra l’altro, con cui gli autori ormai da decenni vengono pagati, indipendentemente dal fatto che siano di una sola vignetta o di dieci. Le tavole di Tex firmate da Bonelli padre sono state 30.824,33 (il numero decimale è un retaggio della pionieristica epoca delle strisce), quelle di Nizzi, a oggi sono 30.931, ragion per cui il creatore di Nick Raider, da maggio può tranquillamente essere definito il più prolifico sceneggiatore di Tex. Ma questo non è il solo primato che il buon Nizzi ha strappato al padre di Aquila della Notte; un paio di mesi orsono, nel diciottesimo Tex Color, è stata pubblicata una storia di 32 tavole del Nostro, resa graficamente da Giuseppe Candita. Ebbene, quell’albo uscito in data 21 novembre 2020 sancisce che Nizzi ha scritto e pubblicato un Tex all’età di 82 anni, 2 mesi e 12 giorni, superando il precedente record di longevità artistica sulle pagine di Aquila della Notte che apparteneva ovviamente al creatore del personaggio, che si era visto pubblicata la sua ultima fatica creativa all’eta di 82 anni, 1 mese e 16 giorni. Di conseguenza Nizzi, oltre a essere il decano degli sceneggiatori texiani in attività e divenuto anche lo scrittore più maturo ad aver firmato un’avventura del ranger e in generale un fumetto bonelliano.

L'albo d'esordio (Copertina di Aurelio Galleppini)

Lo scrittore nato in Algeria nel 1938, approda al servizio di Tex nel luglio del 1983 dopo una breve rodaggio bonelliano sulle pagine di Mister No, personaggio per il quale scrive solo un paio di avventure; la sua vera palestra texiana in realtà si era svolta lontano dalle mura di via Buonarroti, sulle pagine del settimanale per ragazzi “Il Giornalino” delle Edizioni Paoline, per il quale nei quattordici anni precedenti aveva creato svariati personaggi tra cui il western Larry Yuma.
Due anni dopo il suo esordio su Tex, Claudio Nizzi ne è già lo scrittore principale, visto che oltre il 50% delle tavole pubblicate portano la sua firma; nel ’88, ’90 e ’92 addirittura scrive tutte le storie pubblicate. Non accadeva dal ’75 quando per l’ultima volta Gianluigi Bonelli era riuscito a firmare tutti gli albi della serie, e soprattutto, non è più accaduto in seguito. Nella tabella qui sotto scopriamo quante pagine ha realizzato Nizzi per Tex anno per anno, la percentuale sulle pagine totali del personaggio prodotte da Nizzi, la sua posizione nella classifica annuale di tavole prodotte per Tex dai vari sceneggiatori e il più prolifico sceneggiatore texiano di ogni annata a partire dall’anno di esordio di Nizzi ai giorni nostri.


Attraverso le cifre scopriamo che Claudio Nizzi ha costruito il suo primato tra gli sceneggiatori texiani soprattutto tra il 1984 e il 2007, ventiquattro anni nei quali per ben 22 volte è risultato essere l’autore più pubblicato sulle pagine del personaggio, battuto, solo in un paio di occasioni sul finire degli anni Novanta, da Mauro Boselli. L’anno più prolifico di Claudio, per quanto riguarda il suo impegno su Tex, è stato il 2003, con 1768 pagine inedite pubblicate. Dal 1983 a oggi Nizzi ha realizzato da solo oltre il 41% delle quasi settantacinquemila tavole pubblicate del personaggio. Uno straordinario risultato se si considera anche che nell’ultimo decennio, Nizzi è stato pressoché assente dalla colonnina dei credits delle storie.
Un’altra curiosità di carattere generale che si può evincere da questa tabella è data dalle tavole complessive del personaggio pubblicate in un anno: all’epoca dell’esordio di Nizzi esisteva solo il mensile che necessitava della realizzazione di sole 1320 tavole annue; nel 2019 col proliferare delle serie dedicate al ranger bonelliano siamo arrivati quasi al triplo.


A proposito di serie: sono 6 quelle su cui sono state pubblicate le 139,5 storie che Nizzi ha scritto per Tex. Ben 100,5 storie per complessive 23259 tavole sono apparse sulla serie principale del personaggio; altre 39 storie sono apparse sui vari fuoriserie del personaggio a partire dai prestigiosi “texoni” di cui Nizzi è, a oggi, il principale scrittore con i suoi 21 episodi pubblicati. Qui sopra, nella tabella trovate tutti le cifre legate alle storie scritte da Nizzi e dove sono state pubblicate comprese 38 tavole per ben 12 storie brevi di Tex pubblicate non per la Bonelli. I numeri decimali, in questa e nelle prossime tabelle, derivano dal fatto che alcune storie sono firmate a quattro o più mani.
Per la cronaca le storie brevi di Nizzi vere e proprie possono essere considerate sostanzialmente due: la prima, Morte nel deserto, per le matite di Ticci, apparsa per la prima volta a colori come inserto di Sorrisi e Canzoni dell’agosto ’92;  la seconda, Il duello, su soggetto di Civitelli e con i disegni direttamente a colori  dello stesso illustratore aretino,  contenuta all’interno de Lo Specchio della Stampa n.119 (maggio ’98). Le altre 10 tavole appartengono ad altrettante storie da una sola pagina, pubblicate sul volume Il riposo del guerriero delle edizioni Hazard nell’ottobre del 2004. Sicuramente sono le più umoristiche e le più corte scritte da Nizzi per Aquila delle Notte.

Tex su Sorrisi e Canzoni (illustrazione di Giovanni Ticci)

Rimanendo in tema di lunghezza delle storie, Nizzi ha anche scritto anche una storia di oltre 500 pagine per Tex, che ha richiesto l’intervento di ben due grandi illustratori per essere portata a termine. L’avventura equamente divisa tra le matite di Fusco e Civitelli è apparsa sui numeri dal 365 al 369 della serie regolare ed è, in assoluto, la terza più lunga nella ultra settantennale vita editoriale del personaggio. Nella tabella qui sotto potete scoprire la top ten delle avventure più corpose scritte da Nizzi, chi le ha disegnate, e in che albi sono state pubblicate. 


Solo cinque i disegnatori nella tabella qui sopra che hanno condiviso con Nizzi le avventure più impegnative. Sono la punta dell'iceberg dei 47 illustratori che hanno contribuito a trasformare in immagini le quasi trentuno mila tavole scritte dallo sceneggiatore di Fiumalbo. Nella tabella qui sotto li potete scoprire tutti in ordine di tavole disegnate.



Il principale compagno di avventure di Nizzi è stato Fernando Fusco che per lui ha illustrato 4318 pagine, o 16 storie e mezzo se preferite. La mezza storia è quella lunghissima, già citata, e condivisa con Fabio Civitelli, che risulta essere il secondo pard più fedele per Nizzi sulle pagine di Tex. Sul terzo gradino virtuale del podio in questa gara di fondo durata qualche decennio (e ancora in corso, a onor del vero) troviamo il veterano Giovanni Ticci.  Se si escludono Diso e Cossu per i quali Nizzi ha scritto una sola lunga storia, il disegnatore che mediamente si è visto recapitare da Claudio le storie più lunghe è l’altro Claudio, Villa, che con le sue 315 pagine medie è l’unico, tra i 47 illustratori che hanno collaborato con Nizzi, a dover disegnare ogni volta che incrocia la sulla sua strada il creatore di Nick Raider, più di trecento tavole. Sarà per quello che, professionalmente parlando, lo evita dal 2002?!
Prima di chiudere vi segnaliamo una serie di altre cifre che riguardano al carriera bonelliana dello sceneggiatore emiliano d’adozione.
36.342: le tavole pubblicate da Nizzi in casa Bonelli, tra Tex, Nick Raider, Leo Pulp, Mister No e Le Storie, che lo rendono il terzo scrittore più pubblicato dalla casa editrice nei suoi ottant’anni di esistenza, dopo Mauro Boselli e Gianluigi Bonelli
8.758: le tavole “speciali” di Claudio Nizzi; ovvero tutte le tavole bonelliane pubblicate su numeri fuori serie rispetto alla serie regolare. In questa particolare graduatoria Nizzi è secondo solo a Burattini che lo precede di circa 3000 tavole, e si deve guardare le spalle dall’arrivo di Vietti e Boselli che lo seguono rispettivamente e circa 500  e 750 pagine di distanza. 

L'albo del sessantennale (copertina di Claudio Villa)

518: le tavole di Nizzi pubblicate su albi celebrativi a colori. Grazie a Tex 400, Tex 500 e l’albo del sessantennale del ranger (Tex 575), a cui vanno aggiunti Nick Raider 100 e 200, Claudio è il secondo sceneggiatore più utilizzato dalla Bonelli in occasione degli storici traguardi da festeggiarsi in quadricromia. Solo Mauro Boselli con 832 pagine su otto albi, di tre diversi personaggi (Tex, Dampyr e Zagor), batte i 5 albi celebrativi di Nizzi. Per quanto riguarda solamente Aquila della Notte, i nove albi a colori finora pubblicati sulla serie regolare, vedono in perfetto equilibrio Bonelli padre, che ha scritto i primi tre, Nizzi che ha sceneggiato i tre successivi e Boselli che si è occupato dei testi dei tre più recenti.
Infine Claudio Nizzi con le sue 30.931 tavole di Tex è lo sceneggiatore della casa editrice che ha dedicato più pagine a un solo personaggio, precedendo in questa particolare classifica  lo stesso Bonelli padre sempre su Tex e Burattini su Zagor attualmente a circa 26.400 tavole scritte per lo Spirito con la Scure.
  
Saverio Ceri

Gli albi contenenti avventure scritte da Nizzi nel 2021: da sinistra  a destra cover di Villa, Raho e Di Gennaro

Aggiornamento al 30 giugno 2022

Le tavole di Nizzi per Tex sono divenute nel frattempo 31.169, grazie alle 238 pagine che compongono le due storie di Aquila della Notte pubblicate nel corso del 2021, Il segreto della missione spagnola (Maxi Tex 28) e Funerale a Sierrita (Color Tex 20), entrambe firmate da Rodolfo Torti, partner di vecchia data di Claudio Nizzi, fin dai tempi di Rosco e Sonny per Il Giornalino.
Grazie alla storia pubblicata sull'ultimo Color, Nizzi porta il suo record di longevità artistica a 83 anni, 2 mesi e 15 giorni, spostando un po' più avanti l'asticella per tutti coloro che in futuro vorranno provare a batterlo su questo campo.
Nella tabella della produzione nizziana anno per anno andrebbe dunque aggiunta la linea dell'anno 2021, con 238 pagine appunto, che hanno portato Nizzi ad essere nuovamente il 4° scrittore annuale di Tex, col 6,45% delle tavole complessive pubblicate del personaggio. Sul gradino più alto del podio sempre Boselli, ovviamente. Con i dati del 2021  la percentuale di pagine nizziane di Tex, durante la sua carriera scende al 39,73%. 
Con le due avventure del 2021, le storie di Tex scritte dello sceneggiatore di Fiumalbo salgono dunque a 153,5; divengono 6 per la collana Maxi e 4 per la Color. Grazie alle stesse due avventure Rodolfo Torti scala la classifica dei collaboratori di Nizzi passando, con un totale di 398 pagine realizzate, dal 39° al 21° posto.
Il totale delle pagine di Nizzi nella sua carriera da bonelliano ammonta a oggi a 36.674: alle due storie finora citate di Tex, va aggiunta alla produzione del 2021, anche la prima storia della nuova serie di Nick Raider.
Le tavole "speciali" di Nizzi sono diventate grazie alle due avventure del Ranger pubblicate entrambe su dei fuori serie, 8.996, numeri che lo mantengono al secondo posto in questa speciale graduatoria; nel frattempo il suo primo inseguitore è divenuto Boselli, ma ancora distante oltre 500 tavole. 

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri. 

venerdì 4 febbraio 2022

BONELLI SERIES

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4687 del 20 Gennaio 2022, quella che celebra i 90 anni della rivista, a pagina 28, nella rubrica "Se non lo trovate", c'è un quesito bonelliano. Infatti viene chiesto: in queste serie a fumetti che sono (o sono state) pubblicate dalla Bonelli Editore, le parti in corsivo sono state scambiate tra loro. Sapreste stabilire i titoli esatti?


NB: Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

giovedì 6 maggio 2021

LEGGERE: TUTTI CLAUDIO NIZZI

di Filippo Pieri

Su "Leggere: Tutti" n. 145 dell'aprile 2021, a pagina 54, troviamo un'intervista al maestro Claudio Nizzi, uno dei protagonisti indiscussi della nona arte.



N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

mercoledì 25 settembre 2019

SBAM! COMICS 46

A cura della Redazione 

È uscito in rete il numero 46 di Sbam! Comics - la rivista a fumetti sui fumetti scaricabile gratuitamente dal sito dell'editore.

PRIMO PIANO
Questo numero di Sbam! Comics punta l’obiettivo su un genere che non vive oggi un momento felice, nonostante un passato lungo e glorioso e non privo di fiammate di puro splendore. Ripercorriamo la storia del Fumetto giallo/noir, i grandi autori e i grandi personaggi, fino ad oggi: a quando un nuovo Dick Tracy?
SECONDO CLAUDIO NIZZI
È un’autentica colonna del Fumetto italiano di sempre, tra gli autori principali di Tex e creatore di svariate serie tra poliziesco e noir, tra cui un certo Nick Raider: la Sbam-chiacchierata con il grande Claudio Nizzi, che ci propone (senza giri di parole!) il suo parere sullo stato dell’arte.




IN COPERTINA
Restiamo ancora in tema di noir, perché tra le novità in arrivo con i nostri Sbam! Libri, c’è il peculiare graphic novel creato da Marco Natale.
Che succede quando un maiale si infila in un ginepraio di mafia, finanza, affari & malaffare, polizia corrotta, vamp e pulzelle in pericolo, tra ferocissimi squali e caimani assassini?… In libreria arriva Bacon.
LA GRANDE ILLUSTRAZIONE DI TONY WOLF
Una mostra un po’ diversa per il Museo Wow di Milano: questa volta, si concentra sulla grande illustrazione di Antonio Lupatelli, in arte Tony Wolf. Forse il suo nome non è famosissimo per il grande pubblico, eppure ciascuno di noi ha (o ha avuto) in libreria almeno un volume illustrato da lui…
REVIEWS E ALTRO
Sbam-carrellata di novità in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. Moreno Burattini ci spiega tutto dello Zagor… in giallo. Parliamo anche dei “leoni da tastiera”, coloro che sui social pontificano su tutto, anche sul Fumetto (anziché leggerlo…). Le novità del nuovo anno accademico della Scuola del Fumetto di Milano. Marco Pedon ci racconta il suo Scisma. Alcune pagine-assaggio dai nostri Sbam! Libri. Le News-Flash dai vari editori.
FUMETTI
Il nostro consueto, sontuoso mucchio di strip, tra SPQR, I Chinson, Gatto Pepè, Federica, PV, Pagine AfFOLLAte, Tarlo e Kugio & Gina. Ancora una puntata dello Zio Dragoou di Ugo D’Orazio. Prosegue la saga di Unico indizio: la luna piena, ideata da Alessandro Croce e disegnata da Emanuele De Florio e Pio Siliberti, con i testi di Paolo Pugliese. Storie brevi e oscure di Marcello Bondi, Andrea Modugno e Paolo Murgia. Una nuova porzione di Alieny, firmata Mr Khaos & Zillo. La peculiare storia monopagina di un duo di tutto rispetto, Gianluca Vivacqua e Valerio Held. E naturalmente un assaggio di Bacon, di Marco Natale.
Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 46.


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martedì 14 maggio 2019

WILLLIAM “BLOODY BILL” PRESTON LONGLEY: IL FEROCE FUORILEGGE DEL TEXAS! UN UOMO ARMATO E VERAMENTE PERICOLOSO, CHE AVEVA BISOGNO DI UCCIDERE! - LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA (LXVII PARTE)

di Wilson Vieira

Giungiamo alla 67a parte della "Storia del West" raccontandovi le spettacolari imprese del pistolero Bloody Bill Preston durante gli anni in cui il Texas, in fase di Ricostruzione post-bellica, veniva severamente punito dal Nord per aver partecipato alla Confederazione! Ricordiamo che tutte le immagini non bonelliane sono state scelte e posizionate nel testo dal nostro amico e collaboratore Wilson Vieira, fumettista, scrittore e storico carioca. Buona lettura! (s.c. & f.m.)



William "Bill" Preston Longley nacque il 6 ottobre 1851 da una piccola famiglia di agricoltori a Mill Creek, in Texas, e da svariate fonti, durante i suoi 27 anni di vita, fu considerato come uno dei più violenti assassini dell’Ovest Americano. Numerosi erano i suoi alias: Wild Bill, Rattling Bill, Tom Jones, Jim Patterson, Jim Webb, Bill Black, Bill Henry, Bloody Bill Longley, The Man Killer e Bill Jackson. Trascorse l'infanzia tra la scuola e il lavoro nella fattoria di famiglia, imparando da solo come usare una pistola per procacciarsi cibo nei boschi.
Raggiunta l'adolescenza durante il contrastato periodo della Ricostruzione post-bellica, Bill sviluppò un odio feroce per i Nordisti e in particolare per gli ex schiavi. Longley fu un assassino spietato, e uccise il suo primo uomo all’età di sedici anni. Il suo punto di vista fortemente razzista lo portò a opporsi categoricamente alla politica di ricostruzione del Governo; un punto di vista che gli avrebbe causato numerosi guai e per il quale alla fine sarebbe stato impiccato.




Longley arrivò a Houston City nel 1866 a bordo di un treno a vapore, alla tenera età di sedici anni. Indossava una tuta, chiudeva e spalancava gli occhi su una selvaggia città dell’Ovest. Il ragazzino, alto due metri, scorse la piattaforma della ferrovia con occhi freddi e penetranti, gli occhi di un assassino. Sebbene non fosse ancora consapevole del suo lato oscuro, poteva affrontare chiunque si fosse messo sulla sua strada. Bill voleva una pistola, non di un qualsiasi tipo, ma una Colt .44 o una Dance .46.





Sapeva che il male stava imperversando in tutto il Texas.
Quando Longley era ancora molto giovane, la famiglia si trasferì nella piccola città di Evergreen, in Texas; qui andò a scuola e lavorò nella fattoria di famiglia. Longley imparò a usare una pistola prima che fosse un adolescente e ben presto si sarebbe rivelato uno dei tiratori più veloci del Texas con la sua mira mortalmente: lo dimostrò partecipando a numerosi scontri a fuoco.




Dopo la Guerra Civile, la ricostruzione del Texas lasciò il segno come il momento più pericoloso nella storia del Lone Star State. Era un terreno fertile per noti fuorilegge come Bill Longley, Jim Miller (1866 – 1909), John Selman (1839 – 1896), Sam Bass (185 – 1878), John King Fisher 1853 – 1884), Wild Bill Hickok (1837 - 1876), John Wesley Hardin (1853 – 1895), Mannen Clements (18?? – 1887) e molti altri. Incontrarono il loro destino nel modo in cui avevano vissuto: violentemente. Alcuni morirono penzolando da una corda; altri furono uccisi a colpi di arma da fuoco, per lo più sparati alla schiena.





Dopo la fine della Guerra, il Governatore del Texas Edmond Jackson Davis (1827 – 1883), creò una forza di polizia statale composta da schiavi per lo più liberati. Ciò fece arrabbiare molti dei Sudisti Confederati che erano ancora amareggiati per la Guerra. Un giorno, nel dicembre 1866, mentre Bill e suo padre, Campbell, erano a Evergreen, un poliziotto nero che stava bevendo venne a cavalcare per strada agitando la pistola e imprecando contro alcuni abitanti della città. Quando l’ufficiale di polizia iniziò a insultare suo padre, Bill fece un passo avanti e disse all'uomo di abbassare la pistola. Non conoscendo la precisione della mira di Bill, l’uomo alzò la pistola, puntandola contro il giovane, che subito gli sparò. Ben presto Longley si mise in contatto con altri giovani e cominciò a terrorizzare gli schiavi appena liberati, uccidendo altri due uomini di colore a Lexington, in Texas. Il 20 dicembre 1868, Longley, Johnson McKeown e James Gilmore intercettarono tre ex schiavi della contea di Bell, uccidendo un uomo di nome Green Evans. Durante i due anni successivi, lui e suo cognato, John W. Wilson, terrorizzarono le famiglie nere del Texas centro-meridionale.






A questo punto, Longley si era guadagnato una reputazione di pistolero veloce ed era spesso ricercato da coloro che volevano affermarsi come temuti uomini armati. Tuttavia questi sfidanti perdevano regolarmente tutti quando incrociavano Longley. Bill stesso ha combattuto contro certi che lo sospettavano essere un simpatizzante Yankee o un rapinatore. Alto sei piedi, era anche noto per farla pagare a qualunque nero che avesse attraversato la sua strada. Fu durante questo periodo che Longley venne presumibilmente coinvolto in una banda di fuorilegge guidata da Cullen M. Baker (1835 – 1869) in Arkansas. Sebbene, secondo alcuni resoconti, viaggiasse solo con uno dei membri della banda, fu comunque accusato per associazione a delinquere. Ben presto, lui e il suo compagno di viaggio furono catturati da un gruppo di vigilantes e linciati come ladri di cavalli. Tuttavia, mentre la folla si allontanava, un uomo si girò e sparò diversi colpi contro la coppia. 


Julia n. 69, giugno 2004. Disegno di Soldi

Un proiettile colpì Longley in faccia e gli ruppe un dente, mentre un altro sfilacciò la corda alla quale era stato appeso; la corda si indebolì sotto il peso del corpo di Longley e si spezzò, salvandogli la vita. Nel febbraio 1870 Longley e suo cognato, John W. Wilson, uccisero un uomo di colore di nome Brice nella contea di Bastrop. Furono accusati di aver ucciso anche una donna di colore. A marzo le autorità militari offrirono una ricompensa di 1.000 dollari per la cattura della coppia. Suo cognato Wilson morì poco dopo e Longley andò al Nord. Più tardi Longley affermò di aver lavorato come mandriano ad Abilene, nel Kansas, dove uccise il suo capo, un uomo di nome Rector, dopo un disaccordo. Dichiarò pure di aver ucciso un ladro di cavalli di nome McClelland. Quindi fuggì a Leavenworth, nel Kansas, dove uccise un soldato per aver infangato la virtù delle donne del Texas. Questa volta fu arrestato e condannato per omicidio. Sebbene sia stato processato e condannato a 30 anni, riuscì a fuggire.




Poco tempo dopo Longley si unì a una spedizione di estrazione dell’oro nelle Wind River Mountains del Wyoming Territory, ma fu bloccato quando l’Esercito degli Stati Uniti fermò il gruppo. Nel giugno 1870 si arruolò nella Cavalleria degli Stati Uniti dalla quale quasi subito disertò. Fu catturato, processato dalla corte marziale e condannato a due anni di prigionia a Camp Stambaugh, nel Wyoming.






Dopo circa sei mesi fu rilasciato, e tornò di nuovo alla sua Unità, dove rimase fino a quando non la abbandonò ancora, l’8 giugno 1872.









Longley affermò di aver vissuto e cavalcato con il capo Washakie (1808 – 1900) e gli indiani Shoshone (il che è discutibile); poi tornò in Texas passando da Parkerville, nel Kansas, dove sostenne di aver ucciso Charlie Stuart, anche se di questo fatto non c'è menzione scritta. Tornò dunque in Texas, nella contea di Bell, dove i suoi genitori si erano trasferiti, e poi si mise a lavorare come cowboy nella contea di Comanche. Durante questo periodo molto probabilmente uccise un uomo di colore e si impegnò in uno scontro a fuoco contro soldati a cavallo di Santa Anna nella contea di Coleman. Nel luglio del 1873, Longley fu arrestato nella Contea di Kerr dallo sceriffo della Mason J. J. Finney e portato ad Austin, in modo che Finney potesse incassare la ricompensa. Dopo diversi giorni, quando i soldi della ricompensa non erano ancora stati pagati a Finney, Longley fu rilasciato. Secondo la leggenda, Finney fu pagato da un parente di Longley. Verso la fine del 1874 Bill e suo fratello James Stockton Longley cavalcarono dalla contea di Bell a quella di Lee, a casa di loro zio, Caleb Longley, che implorò Longley di uccidere Wilson Anderson, che gli aveva assassinato il figlio.


Deadwood Dick n. 3, settembre 2018. Disegno di Mastantuono



Il 31 marzo 1875 Longley uccise Anderson mentre stava lavorando nei campi, e i due fratelli fuggirono a Nord verso il Territorio Indiano. A luglio, James Longley ritornò nella contea di Bell e si consegnò alla giustizia; fu in seguito prosciolto da ogni accusa per l’omicidio di Anderson; tuttavia, Bill Longley rimase un ricercato. Nel novembre 1875 Longley uccise George Thomas nella Contea di McLennan, poi cavalcò a sud nella Contea di Uvalde, dove, nel gennaio 1876, uccise William (Lou) Shroyer in uno scontro a fuoco. Nel febbraio 1876 Longley era mezzadro per il reverendo William R. Lay nella contea di Delta, in Texas. Una disputa con uno del luogo riguardo a una ragazza portò all’arresto di Longley; tuttavia, il carcere non poteva trattenerlo. Ben presto diede fuoco a tutto e fuggì. Un resoconto dice che Longley era interessato alla stessa ragazza del nipote del reverendo Lay e che il reverendo stava cercando di fuggire da Wild Bill: il 13 giugno 1876 sparò e uccise il reverendo mentre stava mungendo una mucca. Longley poi si diresse verso la Louisiana per nascondersi finché le cose non si fossero calmate in Texas.





Tuttavia, il lungo braccio della legge si estese e Bill fu catturato nella Parrocchia DeSoto, in Louisiana (in questo Stato le "parrocchie" hanno funzioni amministrative simili a quelle che negli altri Stati sono le contee), dallo sceriffo della contea di Nacogdoches, Milton Mast. Longley fu restituito alla contea di Lee per essere processato per l’omicidio di Wilson Anderson. Dal carcere Bill iniziò subito a scrivere lettere ai giornali raccontando loro le sue avventure di vita e sostenendo di aver ucciso 32 uomini.





Scrisse anche al governatore, chiedendo clemenza. Nella sua lettera dichiarò che a John Wesley Hardin, il più infame sicario che il Texas abbia mai partorito, diedero solo venticinque anni di prigione per le sue quaranta uccisioni. Perché allora, voleva sapere Longley, lui sarebbe stato mandato sotto al boia? Il governatore non rispose. Il 5 settembre 1877, i giurati della contea di Lee deliberarono solo un'ora e mezza prima di condannare William a morte per impiccagione. Mentre veniva fatto appello, Longley fu trasferito a Galveston, in Texas, dove le autorità ritenevano che sarebbe stato più al sicuro dalla folla inferocita di amici, parenti e conoscenti delle sue vittime.





Nel marzo 1878 la Corte d’Appello confermò la condanna e presto Wild Bill fu rimandato a Giddings, in Texas, per essere impiccato. Dopo essere stato battezzato nella Chiesa cattolica l’11 ottobre 1878, davanti a una folla di migliaia di persone a Giddings, in Texas, Longley fu condotto al cappio del boia dallo sceriffo della contea di Lee, James “Jim” Madison Brown (1838 – 1892).




Durante i duri anni della Ricostruzione, Jim Brown fu coinvolto nel gioco d’azzardo e nelle corse di cavalli. Trovandosi a proprio agio su entrambi i fronti della legge, incontrò e giocò con quattro dei più famosi pistoleri dello stato del Texas: Bill Longley, Ben Thompson (1843 – 1884), Phil Coe (1839 – 1871) e John Wesley Hardin.
Quest'ultimo nel 1870 viveva vicino a Brenham, nella Contea di Washington. Sentiva che il paese stava diventando troppo pericoloso per lui a causa degli sforzi del capitano McNelly dei Texas Rangers, e così scrisse nella sua autobiografia:
Ho abbandonato il mio interesse per il raccolto e ho iniziato una nuova vita di vagabondaggio. Sono andato a Evergreen, a circa 40 miglia da Brenham, dove si svolgevano corse di cavalli; la città era piena di duri; c’erano Bill Longley e Ben Hinds, come anche Jim Brown, che in quei giorni correvano all’aperto e per le strade quando il tempo lo permetteva.
Proprio durante questo periodo Jim si stava affermando come fantino; corse con successo nelle contee di Gonzales e di Travis. Si affermò come un eccellente giudice di cavalli e nei suoi ultimi anni divenne ricco grazie alle vincite nelle corse. Il necrologio di Jim fu stampato il 7 settembre 1892 sul quotidiano "Daily News", pubblicato a Galveston, in Texas. Diceva:



Nick Raider n. 121, giugno 1998. Disegno di Mastantuono



Mr. Brown era stato per otto anni sceriffo della Contea di Lee e durante la sua carriera di ufficiale della legge aveva una reputazione invidiabile di servitore pubblico coraggioso ed efficiente. Si dice che, durante il periodo in cui era sceriffo, catturò e assicurò la condanna di più criminali di qualsiasi altro sceriffo dello Stato. Jim Brown è conosciuto in lungo e in largo per il suo coraggio, e il suo nome è diventato sinonimo di terrore per i desperados e i trasgressori della Legge nella sua zona. Lo sceriffo Brown era un po' al di sotto dell’altezza media, aveva una corporatura squadrata, portava una barba castano chiaro e aveva un’espressione estremamente dolce nella, sapendo di essere un uomo di grande coraggio e assolutamente privo di paura.
Lo sceriffo Jim Brown fu rieletto quattro volte, e rimase di ruolo per otto anni. Lasciò l’incarico nel 1884. 
Fu sepolto il 10 settembre 1892 nel cimitero di Oakwood, a Fort Worth, in Texas. Altre famose figure del Far West sepolte nello stesso luogo sono John Slaughter (1841 – 1922), Luke Short (1854 – 1893), e “Long-haired” Jim Courtright (1848 – 1887).
Con lui in carica il 5 settembre 1877 Longley fu condannato a morte; l’impiccagione del noto fuorilegge avvenne l’11 ottobre 1878 davanti a una folla di migliaia di persone.






Avendo senso dell’umorismo, Longley disse loro di riparare una certa tavola prima di salire i gradini, affermando che avrebbe odiato inciampare e spezzarsi il collo. Davanti alla folla di circa 4.000 persone, Longley affermò di aver ucciso solo otto uomini. Prima che Brown lo facesse piombare giù, mandandolo incontro alla morte, Longley alzò la mano e disse:
Mi sono meritato questo destino. È un debito che devo pagare per una vita selvaggia e spericolata, durata così a lungo!
Quindi fece un cenno al boia e fu spedito verso la morte attraverso la botola.
Tuttavia il fato si mise di traverso; per colpa di un boia inesperto la corda si allentò e Longley atterrò sui propri piedi sotto al patibolo; questo gli allungò la vita per i pochi minuti necessari a correggere tale imbarazzante situazione; immediatamente lo sceriffo e molte delle guardie si precipitarono sotto la forca e tennero i piedi di Bill sollevati da terra in modo che la fune potesse strangolarlo.
Il “Galveston Daily News” del 12 ottobre 1878 descrisse così l’impiccagione:
Il cappuccio nero è stato posizionato, la corda aggiustata, con le parole "Tutto pronto" e alle 14:37 il corpo cadde, per due metri, come previsto. La fune però scivolò sulla trave, e il corpo continuò a cadere fino a che i piedi toccarono la terra; lo sceriffo Brown e un su aiutante lo afferrarono, lo sollevarono e lo rimisero di nuovo in posizione, lasciando il corpo correttamente sospeso. Due gemiti sfuggirono dalle labbra del condannato, le braccia e i piedi si sollevarono sollevati tre volte, e dopo essere rimasto appeso undici minuti e mezzo fu dichiarata la morte.



Tex n. 145, novembre 1972. Disegno di Galep


La vita di Bill Longley è sintetizzata al meglio sul pannello nero del sito storico che identifica la sua tomba. Fuorilegge del Texas, Bill Longley proveniva da una famiglia rispettabile, ma il suo brutto temperamento, la sua passione per i liquori e le condizioni sociali instabili durante la Ricostruzione lo portarono a diventare uno dei più temerari pistoleri del suo tempo. Si dice che abbia ucciso 32 persone prima della sua cattura nel 1877.
Andava sempre a cavallo, mai in treno perché qualcuno poteva riconoscerlo e telegrafare in anticipo dove gli uomini della legge potevano aspettarlo. William Longley era di una razza particolare, un solitario, non un ladro come Sam Bass.

Quando si parla del Selvaggio Vecchio West, c’è stata la tendenza a sorvolare e trascurare i fatti per rendere più affascinanti i pistoleri attraverso il mito e la leggenda. Sia Jesse James (1847 – 1882) che Billy the Kid (1859 – 1881) sono stati impropriamente ritratti come “Robin Hood”, figure nobili che si erano rivolte al crimine a causa di una grande ingiustizia sociale. Ma c’erano alcune figure che possedevano davvero un animo leggendario e si dimostrarono tali in tempi pericolosi. Wild Bill Hickok (1837 – 1876) era proprio una figura del genere e tutte le prove lo sottolineano.
Tuttavia, quando vengono esaminati i fatti, “Bloody Bill” Longley non passa inosservato. Il suo unico vero scontro a fuoco con Lou Shroyer nel Dry Frio Canyon è iniziato come un tentativo di agguato e si è trasformato in uno scontro a fuoco solo perché Shroyer aveva capito cosa stava succedendo.



Zagor n. 58, luglio 2009. Disegno di Ferri

Gli altri omicidi di Longley, come l’agguato del reverendo Lay mentre stava mungendo una mucca, riflettono più accuratamente la natura dell’uomo e suggeriscono fortemente che lui era solo un assassino a sangue freddo, non un leggendario pistolero. Numerosi miti e leggende sono cresciuti sulla figura Longley, cose che non possono essere verificate da nessuna fonte contemporanea. Molte di queste leggende risalgono a racconti che Longley stesso narrava mentre era imprigionato in Giddings nel 1877. Alcune di queste storie sono probabilmente false, mentre altre potrebbero essere vere, ma mancano di prove corroboranti. Le bugie di Longley sembrano essere state motivate in parte dal suo desiderio di rivaleggiare con la reputazione di John Wesley Hardin come assassino. Longley si indignò quando scoprì che doveva essere messo a morte, mentre Hardin era stato condannato a venticinque anni di prigione. La storia più chiaramente falsa raccontata da Longley fu quella di essere stato catturato e linciato nel 1869 insieme a uno della banda di fuorilegge di Cullen Baker (1835 – 1869), e di essere sopravvissuto quando un colpo fortunato tagliò la corda con la quale era stato impiccato, unendosi poi ai banditi di Baker. Dato che Baker era morto e la sua banda si era dispersa all’epoca in cui Longley sosteneva che ciò fosse accaduto, la storia non può essere verificata. Non ci sono prove contemporanee a sostegno del fatto che Longley abbia ucciso un miliziano nero nel Vecchio Evergreen nel 1866 per aver insultato suo padre, o che abbia sparato a otto uomini di colore a Lexington nel 1867 per vendicare la perdita di una scommessa alle corse di cavalli. Inoltre, Longley avrebbe avuto rispettivamente 14 e 15 anni al momento dei presunti incidenti. Vere o false, tali storie sono coerenti con il ben noto carattere razzista di Longley, a cui, usando le sue stesse parole, gli fu insegnato a credere che fosse giusto uccidere tali negri impertinenti. Anche la veridicità del racconto di Longley sull'uccisione di Rector mentre era in viaggio verso il Wyoming nel 1870 è difficile da appurare.





La maggior parte della gente diceva che era un assassino, ma nelle sue lettere Bill confessò:
La gente continuava a intromettersi e avevo semplicemente bisogno di uccidere.
Prima di morire Longley si pentì e spinse gli altri a evitare il suo esempio. La sua tomba era una volta fuori dai confini del cimitero. Adesso Bill Longley è sepolto all'interno del cimitero di Giddings, a ovest di Giddings, in Texas, sul lato sud.







Wilson Vieira

N.B. Trovate i link alle altre puntate della Storia del West su Cronologie & Index!