Visualizzazione post con etichetta Chiarolla. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chiarolla. Mostra tutti i post

venerdì 6 giugno 2025

BONELLI IN DIGITALE - PUNTATA # 8

di Giampiero Belardinelli




Introduzione

Nel settembre 2023 esce nelle edicole e nelle librerie "Le grandi storie Bonelli" numero 9. Il volume raccoglie il racconto Le Sette Città di Cibola, pubblicato nella "Collana Zenith" da febbraio ad aprile 1995 ("Zagor Gigante" nn. 355-357). Sono trascorsi giusto trent'anni dalla prima uscita di questa avventura, inserita in un lungo ciclo di storie in cui Zagor e Cico hanno attraversato il continente nordamericano dai ghiacciai artici, passando per la California, arrivando poi in alcune regioni del sud-ovest. Partiti dalla California, i Nostri attraversano il deserto della Valle della Morte in Arizona. Senza acqua, sono in seria difficoltà, ma vengono salvati dagli indiani Hopi. Da questo incontro nasce uno dei racconti più suggestivi di questa nuova Odissea americana. Nella prefazione del volume, Mauro Boselli scrive:

Città nascoste e valli perdute sono un cosiddetto topos (in greco luogo, e quindi, in parole povere, luogo narrativo, schema ricorrente) delle storie avventurose. Lo sono in particolare di quelle che giocano sul senso del meraviglioso, che non si collocano dunque sul versante del più puro realismo, bensì al confine del fantastico, rimanendo però, più o meno, nei limiti del possibile.


Le Grandi Storie 9


La sinergia artistica tra Boselli e Chiarolla

La collaborazione tra Mauro Boselli e Alessandro Chiarolla rappresenta una perfetta fusione tra narrazione e arte visiva. Boselli, con la sua maestria nel tessere racconti ricchi di riferimenti storici e mitologici, trova un interprete ideale in Chiarolla, il cui stile dinamico e dettagliato dà vita alle ambientazioni e ai personaggi. La profondità delle trame di Boselli si esalta attraverso le vignette di Chiarolla, che catturano con precisione ogni sfumatura emotiva e scenografica. Questo approccio visivo si collega perfettamente alla leggenda degli Anasazi, dove mito e conoscenza si intersecano in una narrazione carica di significato.


Gli Anasazi

La leggenda degli Anasazi

La leggenda degli Anasazi si intreccia con i miti di Atlantide e Mu, creando un racconto affascinante nella saga zagoriana. Boselli ha fuso questi elementi in un unico racconto, dove la conoscenza gioca un ruolo centrale. Don Diego de Coronado, consumato dalla cupidigia e accecato dall'ossessione per un tesoro impossibile, intraprende un cammino fatale che lo conduce alla rovina. In netto contrasto, il Navajo Nakai, inizialmente in conflitto con Zagor e gli Hopi, vive un percorso di trasformazione personale. Confrontandosi con la filosofia degli Hopi e lo spirito combattivo di Zagor, Nakai evolve profondamente, imboccando il sentiero del rispetto per ciò che è giusto e autentico. Le sette città, che mi fanno pensare a Le città invisibili di Italo Calvino, diventano il simbolo delle scelte che plasmano il destino di chi le contempla.


Don Diego De Coronado e Sombra

Nakai

La furia di Nakai


Miti e tecnologia nelle Sette Città di Cibola

Il contrasto tra gli scenari desertici del sudovest americano, come la Valle della Morte e i pueblo incastonati tra le rocce, e le misteriose civiltà antidiluviane nascoste, crea un mix straordinario che incarna uno dei tratti distintivi della storia. Questi ambienti, ricchi di fascino e suggestività, si fondono perfettamente con la presenza di antiche invenzioni e segreti millenari, aggiungendo profondità e mistero alla narrazione. Il risultato è una fusione mirabile tra l'estetica western e gli elementi fantascientifici, dove il fantastico e il reale si intrecciano in un equilibrio avvincente e unico.


La Città Nera

La Città Rossa

La Città del Vento


Un classico moderno

Un classico dell’epoca moderna zagoriana, questa storia brilla per la sua capacità di intrecciare magistralmente elementi mitologici, storici e ambientali. I pueblo degli Hopi, custodi di tradizioni millenarie, diventano il palcoscenico ideale per uno sviluppo narrativo che unisce il fascino del passato con l’immaginazione del fantastico. La potenza evocativa delle Sette Città di Cibola e la profondità dei personaggi arricchiscono ulteriormente una trama che si colloca tra le vette creative dell’intera saga, trasformando ogni dettaglio in un tassello di grandezza narrativa.

Il guardiano

Il riscatto di Nakai


Difendere la pace!

Nel racconto emerge con forza la filosofia di Zagor, un uomo profondamente votato alla pace ma consapevole che, in certi momenti, la difesa della libertà richiede di affrontare con coraggio chi tenta di opprimere. La sua visione non indulge in un falso pacifismo, bensì riconosce la responsabilità morale di proteggere ciò che è giusto. Questo è espresso con intensità in una significativa frase pronunciata dall’eroe (in questo volume la trovate a pagina 57): Amare la pace non è un buon motivo per chinare la testa davanti alla violenza! Chi è nel giusto ha il dovere di difendere la sua casa e la sua libertà! Lo sciamano Masewi continua a chiamare Zagor Pahana, notando la somiglianza fisica tra i due: l’uomo della medicina hopi ha notato questo particolare nel momento in cui, una nascosta base di Mu, ha assistito insieme ai Nostri all’ologramma destinato a informare i posteri. Pahana è considerato da Masewi una sorta di Ghandi ante litteram, ma è la determinazione dello Spirito con la Scure a incarnare al meglio questa filosofia di equilibrio tra amore per la pace e la necessità di agire contro l’ingiustizia.


Difendere la pace

L'eroe della pace

Pahana

Chiarolla in digitale

Alessandro Chiarolla debutta sulle pagine della testata con questa storia di indubbio fascino. Le vignette sono precise e spettacolari, come lo scontro tra Zagor e un robot o gli scenari delle Sette Città di Cibola. Zagor è ritratto come un eroe solare e generoso. Cico è goffo e rotondo ma al momento opportuno, seguendo le indicazioni dello sceneggiatore, mostra una determinazione invidiabile. Shumavi, degna figlia dello sciamano Masewi, in alcune frangenti mostra una tenacia ammirevole. L’artista le dà inoltre una notevole sensualità, che è pari alla sua fierezza. La qualità del disegno di Chiarolla raggiunge il suo massimo splendore grazie alla visione in digitale su grande schermo, che esalta ogni dettaglio, dai volti ai paesaggi, facendo immergere il lettore nell’universo narrativo con straordinaria vividezza.

Shumawi

Masewi

La fine di De Coronado

Giampiero Belardinelli


N.B. Trovate i link alle altre puntate di Bonelli in digitale su Cronologie & Index!

martedì 16 gennaio 2024

LE MATITE PIU' VELOCI DEL WEST... MA NON SOLO.

I disegnatori più prolifici nella storia della Sergio Bonelli Editore.

Diamo i numeri 85

di Saverio Ceri

Come promesso un paio di puntate fa, torniamo a parlare di disegnatori bonelliani; in particolare su come poter meglio giudicare la loro prolificità, dato che il ritmo della pubblicazioni delle loro storie, non necessariamente coincide col tempo di realizzazione delle stesse. 

Illustrazione di Claudio Villa per un miniposter di Tex

Innanzitutto la classica premessa per chi si imbatte per la prima volta nei nostri "numeri": si tratta di classifiche di quantità, non di qualità. Quando parleremo di allori, ori, primi posti, vincitori, e via dicendo, ci riferiamo sempre al dato oggettivo del numero delle tavole prodotte e/o pubblicate.
Come accennavamo nella puntata 83 di Diamo i Numeri, per capire quali sono davvero i disegnatori più prolifici, andrebbe realizzata una graduatoria che prende in considerazione un periodo di tempo di almeno cinque anni. Perché proprio cinque anni? perché nel giro di questo lasso di tempo tutti i disegnatori che lavorano in Bonelli riescono a veder pubblicati i frutti del loro lavoro, anche se impegnati in lunghe storie da oltre 400 pagine, come alcune avventure di Tex o, più raramente, di Zagor. Si tratta di una classifica che ogni fine anno prende in considerazione le tavole pubblicate considerando gli ultimi 60 mesi e non solo 12. La nostra, ormai classica, classifica annuale ci dice chi, spesso casualmente, per una serie di fortunati eventi, quell'anno, si è visto pubblicare più tavole degli altri disegnatori; Questa graduatoria estesa, una sorta di "Ranking" dell'ultimo lustro, ci dice invece chi è il disegnatore più pubblicato in un periodo di tempo sufficiente a attutire, se non azzerare, la variabile della programmazione redazionale.

La storia di Zagor che inizia a febbraio riporta in edicola un illustratore assente da tre anni, Marco Verni. La latitanza era dovuta proprio a questa storia che probabilmente sarà la più lunga dello Spirito con la Scure con oltre 500 tavole. Di questo suo lungo impegno, di oltre quattro anni, nel ranking dei disegnatori bonelliani ne rimarrà traccia per un lustro. Illustrazione di Piccinelli

Mi sono fatto un po' prendere la mano è ho calcolato una classifica di questo tipo dal 1952 a oggi, praticamente dalla nascita di Tex, dato che il dato del 1952 comprende in realtà le annate dal 1948 al 1952. Sono venute fuori un po' di cose interessanti che, andando a ritroso nel tempo, scopriremo insieme.
Partiamo dal ranking dell'anno appena concluso, che parzialmente ho già anticipato nella puntata di fine anno dedicata agli illustratori; la graduatoria tiene in considerazione gli albi datati 2019, 2020, 2021, 2022, 2023. Per capirci funziona un po' come il ranking tennistico ATP settimanalmente aggiornato coi risultati delle ultime 52 settimane, o ancor più calzante come il ranking calcistico dell'UEFA, rispetto alla graduatoria dell'anno precedente escono i "punti" del 2018 e vengono sostituiti da quelli del 2023;  solo che i "punti" nel nostro caso, non derivano da vittorie o da passaggi al turno successivo, ma sono semplicemente le tavole pubblicate. Non una lista dei più bravi, dunque -mi preme ribadire-, ma dei più veloci a sfornare tavole, e vedersele programmare e pubblicare sulle varie collane dell'editore meneghino.
Negli ultimi 60 mesi i disegnatori pubblicati su albi Bonelli sono stati ben 359, per brevità citeremo solo i 50 più pubblicati; questa dunque la Top 50 disegnatori bonelliani più prolifici degli ultimi cinque anni. 



Max Bertolini precede di sole 12 tavole Corrado Roi, e questo è già un piccolo evento, scoprirete vedendo la prossima tabella. Il disegnatore, che principalmente lavora per Nathan Never balza, grazie alle 320 pagine di quest'anno, dall'ottavo al primo posto. Ed è anche il primo disegnatore della serie fantascientifica a raggiungere la vetta, normalmente appannaggio di illustratori di Tex, Dylan Dog o Zagor, almeno dal 1991 a oggi.
Se è l'abdicazione del Re (o Roi?) dei velocisti, o solo un momentaneo calo di produttività "bonelliana" (Corrado, per la cronaca, ha prestato le sue chine anche per tre volumi editi da Lo Scarabeo negli ultimi tempi), lo scopriremo solo nei prossimi anni. Per il momento sappiamo che, pur con lo score più basso dei 72 vincitori che citeremo in questo articolo, il nome sull'albo d'oro, quest'anno lo mette Bertolini, e, come vedrete dall'ultima tabella tra i circa settecento disegnatori che hanno lavorato per Bonelli dal 1941 a oggi, sono solo una dozzina quelli che possono vantare una presenza in questo albo d'oro.

Max Bertolini, il disegnatore più pubblicato su albi bonelli negli ultimi 60 mesi, ha anche un passato da copertinista per la collana Nathan Never Granderistampa.

Corrado Roi, rispetto al ranking del 2022, perde 32 tavole, dato che, per comporre il risultato finale, alle 252 pagine pubblicate nel 2018, vengono sostituite le 220 del 2023; tanto basta a scivolare in seconda posizione. E' comunque per lui il tredicesimo podio consecutivo in questa graduatoria. Solo in cinque hanno fatto meglio di lui nella storia della casa editrice: Francesco Gamba, per ben 27 anni di fila a medaglia; Aurelio Galleppini per 19 anni consecutivi sul podio; la coppia Gallieno Ferri e Giovanni Freghieri, giunti a 16 presenze  di fila tra i primi tre del ranking; e Franco Bignotti, ininterrottamente per 14 anni  su uno dei tre gradini più alti. Ovviamente Roi può ancora migliorare questa sua lunga striscia positiva, nei prossimi anni.

L'inconfondibile tratto di Corrado Roi, che quest'anno deve accontentarsi del secondo posto del ranking  

Al terzo posto Walter Venturi, che eguaglia il suo miglior score, ottenuto nel 2021, ma soprattutto conferma  la medaglia di bronzo dello scorso anno.
Tra i primi dieci anche Brindisi e De Angelis che hanno una casella "vuota" in uno degli ultimi cinque anni, ma grazie agli altri quattro risultati riescono a veder comunque riconosciuta la loro prolificità, grazie a una graduatoria di questo tipo.
Nel secolo scorso per entrare in Top Ten servivano spesso oltre le 220 tavole annuali; nell'ultimo ventennio l'asticella si è un po' abbassata e  basta una media tra le 190 e le 220 tavole l'anno per rientrare tra i primi dieci; nell'ultimo lustro in particolare sono state necessarie almeno 207 pagine annuali realizzate e pubblicate. A proposito di primi dieci, nel 2023 si registra lo scarto minimo tra il primo e il decimo in classifica, che è di sole 209 pagine; questo spiega come Bertolini abbia potuto scalare così rapidamente la graduatoria. Mai nessuno dei precedenti numeri uno del ranking era reduce da un'ottavo posto dell'anno prima. Solo Chiarolla nel 2002 aveva fatto qualcosa di simile, provenendo però dalla settima piazza del 2001. Normalmente che giunge al vertice era già sul podio nei dodici mesi precedenti.

Lo Zagor di Walter Venturi, terzo disegnatore per tavole pubblicate dal 2019 al 2023.

Il periodo di Roi

Se guardiamo gli ultimi dieci anni il re indiscusso è stato Corrado Roi. Lo scopriamo vedendo qui sotto le Top Ten del ranking, dal 2014 al 2022, gli altri nove anni che completano il decennio.


Salta subito all'occhio che Corrado Roi può vantare in questo periodo ben 8 medaglie d'oro, e una d'argento, cedendo solo nel 2021 lo scettro per un anno allo zagoriano Marcello Mangiantini, che comunque prima di riuscire ad affermarsi aveva ottenuto già buoni risultati, conquistando 2 argenti (2015 e 2019) e un bronzo (2018), e presentandosi in Top Ten in altre sei occasioni negli ultimi dieci anni; praticamente era mancato solo nel 2016 in cui era precipitato al 22° posto.

Lo Zagor di Marcello Mangiantini, uno dei pochi disegnatori ad aver momentaneamente superato Roi nel ranking nell'ultimo decennio.

Altro nome ricorrente nelle graduatorie dell'ultimo decennio è quello di Giovanni Freghieri con quattro secondi posti e un terzo posto, a completamento degli exploit del decennio precedente. I fratelli Nando e Denisio Esposito che quest'anno sono usciti dalla Top Ten, hanno sempre una buona media di pagine pubblicate, tanto da apparire sempre nei primi dieci posti, nelle sei graduatorie precedenti a quella dell'anno appena concluso, arrivando addirittura al secondo posto nel 2020. Medaglie di bronzo nell'ultimo decennio anche per Roberto De Angelis e Luca Enoch in un paio di occasioni, ma anche per Luigi Piccatto, Gianni Sedioli e Walter Venturi.
Da notare che nel 2014 Roi ha vinto con oltre 2000 tavole (ovvero  la media di oltre 400 pagine all'anno), era la prima volta che accadeva dal 1996, e poi non è più accaduto. Parrebbe un dato eccezionale, ma, come vedremo più avanti, nell'epoca d'oro bonelliana con quello score non si riusciva nemmeno a salire sul podio.

Il periodo di Freghieri 
Proseguiamo il viaggio a ritroso segnalando d'ora in poi solo il podio. Dividerò il lungo albo d'oro dal 1952 al 2013, in cinque tronconi corrispondenti ad altrettanti periodi legati quasi sempre a un solo disegnatore di riferimento. Qui sotto la prima tranche, quella che va dal 2005 al 2013.


L'autore di riferimento in quel periodo è stato senza dubbio Giovanni Freghieri, con 8 medaglie d'oro consecutive. Nell'anno della sua prima affermazione, il 2005, il disegnatore di Dylan Dog, era reduce da due argenti consecutivi e un bronzo, risalente al 2001. Guardando i dati potremmo ipotizzare che a decretare il successo di Freghieri, comunque un buon velocista, fu non tanto un incremento clamoroso di tavole pubblicate, ma il progressivo abbandono dei disegnatori della golden e silver age bonelliana, che ci avevano abituato a score di oltre le 2500 tavole a lustro. Fino a tutti gli anni Ottanta, con le 1812 tavole quinquennali, che rappresentano il suo record, Freghieri, come qualsiasi altro disegnatore del periodo preso in esame, non sarebbe neppure salito sul podio.

Illustrazione di Giovanni Freghieri, il più prolifico disegnatore di Dylan Dog, che è stato anche il numero uno del ranking dei disegnatori bonelliani più pubblicati dal 205 al 2012.

In questo periodo segnaliamo anche Corrado Roi con il suo primo oro e due bronzi che si preparava a succedere a Freghieri; e  Paolo Di Clemente, quattro volte secondo, che mancò il successo per sole tre pagine nel 2011. Jose Ortiz, Gallieno Ferri e Alessandro Chiarolla, capaci ancora di raggiungere l'argento in questo periodo, erano già stati grandi protagonisti nei quindici anni precedenti, un periodo di interregno in cui a prevalere furono ben cinque autori tutti legati a Zagor, o a Tex, o anche a entrambi gli eroi bonelliani più longevi. 

il periodo "di mezzo"

Dal 1991 al 2004, si alternarono al top del ranking degli illustratori bonelliani, due disegnatori provenienti dalla silver age,  Gallieno Ferri e Franco Donatelli, un disegnatore entrato in Bonelli negli anni Ottanta, Alessandro Chiarolla e due velocisti della matita  giunti in Via Buonarroti negli anni Novanta, reduci da successi in terra straniera: Josè Ortiz, unico disegnatore non italiano a raggiungere il gradino più alto del podio, e Carlo Raphael Marcello. fino ad allora impegnato oltralpe.


In questo lungo periodo il più pubblicato fu Ferri, capace di aggiudicarsi sei ori, due argenti e due bronzi, pur con quantità di tavole ben lontane da quelle prodotte nel suo periodo migliore (il suo anno record, il 1966, gli valse, non un oro ma  solo un bronzo!).
Tre ori  consecutivi, tra il 2002 e il 2004 per un altro zagoriano, Chiarolla, che riuscì a tenere dietro lo scalpitante Freghieri per un paio d'anni, prima di cedergli lo scettro del comando. Marcello, proveniente dalle esperienze oltralpe e attivo in quegli anni sia su Tex che su Zagor, salì per sette anni consecutivi sul podio a cavallo dei due millenni, collezionando due ori, quattro argenti e un bronzo. Grazie alla sua velocità nello sfornare tavole di Tex, anche Ortiz riuscì a scalare il podio fino al gradino più alto, in un paio di occasioni e in due millenni differenti. Donatelli, zagoriano doc, apre il periodo vincendo il suo secondo e ultimo oro, nonostante sia salito ben 20 volte in carriera sul podio.

Gallieno Ferri per sei anni al vertice del Ranking dei disegnatori, in questa illustrazione del 1992 sembra presagire il passaggio di consegne da illustratori zagoriani a dylandogghiani


Nel 1996 segnaliamo l'ultimo podio di Francesco Gamba, il disegnatore in assoluto più pubblicato negli 83 anni di vita della Bonelli Editore. Un altro disegnatore molto prolifico Roberto Diso, non è mai riuscito ad andare oltre il terzo posto nel ranking: tra il '91 e il '94 troviamo i suoi primi quattro bronzi, dei cinque che ha in bacheca.

Il periodo di Bignotti

Il periodo che va dal 1977 al 1990 è stato caratterizzato dalla presenza in cima al ranking di Franco Bignotti, vincitore di ben 11 ori, di cui 8 consecutivi, oltre che di tre argenti. Furono soprattutto le tavole di Mister No a portarlo in alto, ma fu grazie a quelle per Zagor e Martin Mystère che riuscì a staccare i colleghi.  


Il prolifico Bignotti che proprio in quegli anni aveva "a bottega", tra gli altri,  un certo Claudio Villa fu anche l'unico in quel lasso di tempo a superare le 3000 tavole quinquennali, exploit riuscito precedentemente solo a un altro disegnatore che scopriremo nella prossima tranche dell'albo d'oro. Da notare come pur con score altissimi, rispetto a oggi, Franco Donatelli, Gallieno Ferri e Francesco Gamba spesso si dovettero accontentare del terzo posto. Faccio notare che solo questi quattro illustratori, si aggiudicarono in quei quattordici anni tutte le medaglie a disposizione; nell'albo d'oro appaiono solo loro nomi. Francesco Gamba vincitore di un paio di ori in questo periodo, conclude la sua ininterrotta presenza sul podio dopo ben 27 anni, nel 1984, La sua cavalcata iniziata con l'esordio della striscia dedicata al Picolo Ranger, si arresta in concomitanza della chiusura della serie gigante dello stesso personaggio. Da segnalare un oro anche per Franco Donatelli che proprio del Piccolo Ranger fu lo straordinario primo copertinista. Nel 1978, anno del primo alloro, Donatelli riuscì nella piccola impresa di mettersi alle spalle sia Bignotti che Gamba, i due illustratori che sono stati in testa al ranking dei disegnatori più prolifici bonelliani, praticamente sempre, nei 30 anni tra il 1960 e il 1990. 

Franco Bignotti, protagonista nel ranking dei disegnatori dal 1977 al 1990 fu anche un valido copertinista per la SBE. Questa la sua unica cover per la serie Joselito pubblicata in sette albi della Collana Rodeo tra il 1979 e il 1980

Il periodo di Gamba

Come avete intuito è proprio Francesco Gamba, l'indiscusso re dei velocisti bonelliani nel periodo precedente, quello che va dal 1960 al 1976. In quegli anni Gamba vince ininterrottamente 17 titoli di fila, grazie alle sue matite per Il Piccolo Ranger, a strisce prima, e in albo poi. Aurelio Galleppini, tra il '60 e il '66 e Galleno Ferri nei dieci anni successivi, hanno provato a tenergli testa, ottenendo solo (si fa per dire) medaglie d'argento. Nel 1974 Ferri per sole due tavole non riuscì a scavalcare il collega, e dovette rimandare il suo primo successo, che arrivo solo 28 anni dopo!


Nel 1968 Francesco Gamba stabilì il record di pagine quinquennali con 3825 tavole, o meglio con 11475 strisce, dato che in quel periodo (1964-1968), ancora imperversavano gli albetti orizzontali. Questo spiega tra l'altro i tanti numeri decimali che trovate nel troncone di albo d'oro che stiamo analizzando. Detto degli ori di Gamba e degli argenti di Galep e Ferri, scopriamo che i Bronzi se li spartirono in cinque disegnatori in quel lasso di tempo: gli stessi Ferri e Galep che si scambiarono i gradini del podio tra  il '64 e il '70; Donatelli tra il '71  e il '76, Bignotti nel suo primo periodo bonelliano tra il '60 e il '62; infine nel 1963 fece la sua unica apparizione sul podio un tale Giovanni Ticci, che oggi i lettori di Tex ben conoscono.

La prima striscia del Piccolo Ranger disegnato completamente per molti anni da Francesco Gamba è del 1958. Da allora Gamba si piazza sul podio degli illustratori più pubblicati, per scenderne solo nel 1985 (con la chiusura della serie). Non a caso è il disegnatore più pubblicato di sempre su albi della Bonelli editore con oltre 22.000 tavole. 

Il periodo di Galep

Terminiamo la scoperta dei disegnatori bonelliani più prolifici arrivando praticamente alle origini del mito, ovvero la nascita di Tex. Il primo anno di questo lungo elenco è infatti il 1952, che in realtà contiene in se tutte le tavole pubblicate nel quinquennio 1948-1952.


Il leader indiscusso dei disegnatori bonelliani in questo periodo era Aurelio Galleppini, instancabile realizzatore delle avventure di Aquila della Notte immaginate da Gian Luigi Bonelli. Otto furono i titoli consecutivi di Galep, che riusciva a tenere a bada facilmente i colleghi, i quali erano impegnati in serie a striscia che raggiungevano le edicola per brevi periodi di tempo, solo Tex riusciva ogni settimana ad attirare nuovi lettori e a giustificare la presenza ininterrotta in edicola, che, pur in altri formati, dura tutt'oggi. Alle spalle di Galep segnaliamo Rinaldo Dami in arte Roy D'Amy e le prime apparizioni sia di Bignotti che di Gamba, autore, quest'ultimo, che nel giro di pochi anni, grazie all'esordio del secondo personaggio di successo dell'editore, Il Picolo Ranger, l'avrebbe spodestato dal trono. Da notare che nel 1955, sul podio fece capolino Pietro Gamba, prima di lasciare spazio al cugino Francesco destinato a restarci, tra alti, altissimi, e rari bassi, fino al 1996!

Autoritratto di Aurelio Galleppini il primo numero uno del ranking bonelliano

Chiudiamo riepilogando tutti i nomi che avete visto finora, sotto forma di medagliere olimpico. In ordine troverete i vincitori di più medaglie d'oro, in caso di parità prevarrà chi ha vinto più argenti, in caso di ulteriore parità, la precedenza va  a chi ha vinto più bronzi.


E con il medagliere concludiamo la nostra carrellata a ritroso alla scoperta di chi sono stati nel corso degli anni i disegnatori bonelliani più prolifici e quindi più pubblicati dall'editore. Aggiorneremo d'ora in poi il ranking a fine di ogni anno in occasione della classica puntata di Diamo i Numeri, dedicata ai disegnatori.

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri. 
 

domenica 18 dicembre 2022

MA-XXXI

Diamo i numeri 74

di Saverio Ceri 

Sono in ritardo di un anno. Questa puntata dedicata ai volumi Maxi bonelliani sarebbe dovuta uscire, secondo le mie intenzioni, nel dicembre dello scorso anno in occasione del trentennale di Oklahoma, il primo clamoroso albo maxi di Tex scritto dalla guest star Giancarlo Berardi, con il quale la Bonelli creò una nuova tipologia di speciali premiata dalle vendite. I maxi erano, e forse lo sono ancora oggi, gli speciali più acquistati dai fan delle varie serie; il motivo va quasi sicuramente ricercato nel rapporto quantità/prezzo; per lungo tempo, i balenotteri bonelliani al prezzo di circa due albi offrivano l'equivalente di tre storie inedite. Oggi non è più così, e con la trasformazione dei maxi di Dylan e Zagor in "mini balenotteri", potrebbe essere cambiato qualcosa, ma non ho dati di vendita recenti per confermare o meno questa ipotesi. 

Dicembre 1991: il primo storico Maxi. Un'inedita avventura di Berardi e Letteri con una copertina galleppiniana proveniente dal passato, come sa chi segue la nostra rubrica Secret Origins: Tex Classic

Se lo scorso anno riuscii solo a preparare il pezzo per i trent'anni di Maxi Tex, pubblicato su Texiani in libera uscita 19 degli amici Francesco Bosco e Mauro Scremin, quest'anno, esattamente dodici mesi dopo si ripresenta una ghiotta quanto irripetibile occasione: con l'albo di dicembre di Dylan Dog Old Boy, ovvero il 54° maxi dell'Indagatore dell'Incubo, l'ultimo balenottero del 2022, le tavole inedite pubblicate sui maxi hanno raggiunto la cifra tonda di 60.000! Un caso più unico che raro che si raggiunga una cifra così precisa andando a sommare le pagine di 228 albi differenti per foliazione; per numero di storie pubblicate; che vanno dalle zero pagine inedite (come nel caso di alcuni Maxi Martin Mystère), alle 350 tavole del sesto Maxi Tex, il volume più corposo uscito fino a oggi; contenenti storie che vanno dalle 4 pagine dell'epilogo di Agenzia Alfa 30, alle appunto 350 tavole di Rio Hondo l'episodio di Aquila della Notte pubblicato sul maxi più maxi di tutti.  

L'ultimo Maxi uscito in edicola nel 2022. L'ultima tavola è la sessanta millesima inedita pubblicata sui maxi. Copertina di Bacilieri e Montanari.

Trentuno anni di maxi (da qui il criptico XXXI del titolo del post), per esattamente sessantamila tavole inedite, a cui vanno sommate, altra cifra stranamente tonda, 3500 pagine di ristampe varie; per un totale di 63500 tavole a fumetti su 228 albi, di cui 14 contenenti episodi già editi; 476 avventure nuove più 42 ristampate per un totale di 518 episodi.
I maxi, nati dopo speciali, almanacchi e giganti, sono oggi secondi solo agli speciali come numero di pubblicazioni (281 sono infatti gli speciali pubblicati tra il 1979 e il 2022), ma superano tutte le altre tipologie di fuori-serie come numero di tavole proposte ai lettori; il sorpasso ai danni degli speciali è avvenuto a inizio 2013. Scavalcamento inevitabile dato che ininterrottamente dal 1999 i maxi sono la tipologia di fuori serie che annualmente pubblicano più tavole inedite, ancora oggi, nonostante il ridimensionamento di Zagor e la chiusura delle serie neveriane. Il record di pagine Maxi annuali è dell'annata 2018, con 3676 pagine. 

Numero di tavole "maxi" anno per anno; dall'esordio ai giorni nostri.

Dopo l'esordio sperimentale con Oklahoma, la formula Maxi dovette aspettare quasi sei anni per essere riproposta, esattamente fino al maggio del 1997, quando venne dato alle stampe un secondo balenottero, stavolta dedicato al mondo di Nathan Never, e intitolato Agenzia Alfa; nella nuova collana il protagonista non è necessariamente il "musone" creato da Medda, Serra e Vigna, ma può esserlo qualunque degli agenti della futuristica agenzia investigativa; un vero e proprio Maxi Nathan Never esordirà solo sette anni dopo. Da qui la scissione tra le due testate che troverete nelle prossime graduatorie.

Secondo "maxi" bonelliano: Agenzia Alfa 1. Illustrazione di Roberto De Angelis

Solo con il terzo balenottero, il secondo dedicato a Tex, uscito a fine '97, nasce la denominazione "Maxi" che caratterizzerà quasi tutti i volumi XXL successivi dello stesso Tex, di Zagor, di Mister No, di Nathen Never, di Dampyr, di Martin Mystère, di Gregory Hunter e di Legs Weaver. Non si chiamerà mai "Maxi" la collana Agenzia Alfa anche se ne ha tutte le caratteristiche dal numero di pagine alla impostazione editoriale. Sono accomunati ai maxi per formato anche i due volumi de Le grandi storie di Nathan Never usciti tra il 2014 e il 2015, che in realtà sono due giganti mancati, riconvertiti in balenottero. Sono usciti come Maxi Martin Mystère, anche le ristampe di Zona X e del BVZM pubblicate dal 2014 a oggi, compreso Magic Patrol e Stirpe di Elan. E' uscito nella collana Maxi Dampyr, infine, il volume celebrativo del ventennale di Harlan Draka contenente una serie di ristampe di storie brevi. Sono ancora ufficialmente maxi, sia il Dylan Dog Old Boy che lo Zagor +, le uniche due collane insieme al Maxi Tex, che ancora portano avanti la tradizione dei balenotteri bonelliani.

Una delle ingannevoli, sorprendenti, cover realizzate da Filippucci per le ristampe di Zona X

Nella tabella qui sotto troverete incolonnati i vari personaggi pubblicati sui 228 maxi, in ordine di tavole complessive pubblicate. Nelle colonne successive trovate le tavole, il numero degli albi e delle storie suddivise per collane, inoltre data di esordio e ultimo albo pubblicato per ogni testata.


Come vedete sembra impossibile che da una tale miriade di numeri, scaturisca una somma così rotonda... eppure è accaduto. Nella tabella si evidenza che la testata che ha pubblicato più  tavole e di cui sono usciti più albi e Agenzia Alfa; il Maxi Dylan Dog invece è quello che ha proposto più storie, mentre il Maxi Tex è il più longevo. Sommando le tavole delle varie collane per personaggio, il più pubblicato sui maxi è Dylan Dog, che batte Zagor attualmente di 450 lunghezze, distanza concretizzatasi tutta negli ultimi dodici mesi grazie al fatto che dell'Old Boy escono sei volumi l'anno, contro i quattro dello Zagor +. Nel grafico qui sotto potete scoprire la progressione in fatto di tavole pubblicate dei cinque personaggi più presenti su albi extra-large.

La corsa verto l'alto dei cinque personaggi più pubblicati sui Maxi.

Scopriamo come Agenzia Alfa fin dal 1998 era la testata che più contribuiva al monte tavole dei maxi, con Aquila della Notte a inseguire. Vediamo poi come Zagor approdato ai maxi dopo Dylan Dog e Tex, li abbia scavalcati rispettivamente nel 2008, e nel 2011 mettendosi all'inseguimento del balenottero Alfa. Successivamente lo stesso Indagatore dell'incubo ha superato il ranger nel 2013 per incollarsi all'ascesa di Zagor. Infine lo stesso Old Boy si è sbarazzato in pochi mesi nel 2021, sia del Re di Darkwood che dell'Agenzia Alfa (incagliatasi nel 2019), involandosi da solo verso il traguardo intermedio delle quattordicimila tavole.  

Gli Sceneggiatori che hanno pubblicato almeno una tavola su uno dei 214 maxi inediti sono 88; nella lista qui sotto, dove sono incolonnati in base alle tavole complessive pubblicate, sembrerebbero 87 ma l'accoppiata Porretto/Mericone ovviamente conta per due. Nella graduatoria troverete anche le pagine realizzate per ogni personaggio con evidenziato lo score dello scrittore più prolifico di ogni serie.


Moreno Burattini, la cui carriera bonelliana è iniziata nello stesso 1991, pochi mesi prima della pubblicazione di Oklahoma, è lo scrittore più pubblicato sui maxi grazie alle sue 5268 pagine sceneggiate per lo Spirito con la Scure, che lo rendono, inevitabilmente, anche il più prolifico autore di balenotteri zagoriani. 
Lo sceneggiatore di Gavinana precede Stefano Piani di oltre 700 tavole, secondo nella graduatoria generale, ma primo in quella di Agenzia Alfa. 
Sul terzo gradino del podio sale Luigi Mignacco, grazie alla sua versatilità; pur non primeggiando in nessuna serie, infatti, il creatore di Robinson Hart, conquista la posizione scrivendo avventure per ben cinque personaggi: Dylan Dog, Zagor, Tex, Dampyr e Mister No.
Come lui solo Riccardo Secchi ha firmato storie per cinque diverse collane, di cui tre, però, facenti parte dell'universo neveriano; di una di queste, Legs Weaver, è stato, con sole 188 tavole, lo scrittore più prolifico.

In un fotomontaggio di tre scatti di Moreno Burattini, "vediamo" il podio dei Maxi sceneggiatori: lo stesso Burattini, Piani e Mignacco.

Claudio Nizzi è il più pubblicato su Tex, L'accoppiata Stefano Vietti-Alessandro Russo condivide il primato per la avventure inedite di Martin Mystère pubblicate sui maxi; mentre  Maurizio Colombo primeggia in casa Mister No. Gigi Simeoni, essendo l'unico autore dell'unico volume pubblicato di Gregory Hunter è anche leader tra gli sceneggiatori della fantascientifica serie creata da Antonio Serra. Vigna, Di Gregorio e Cajelli risultano essere gli scrittori più pubblicati sui maxi rispettivamente di Nathan Never, Dylan Dog e Dampyr.  

I disegnatori pubblicati sui balenotteri bonelliani sono invece 177, anche in questo caso i fratelli Esposito valgono per due ovviamente, e li vedete qui sotto incolonnati con la stessa logica degli sceneggiatori. 


Il duo Montanari & Grassani, per anni esclusivista dei maxi dylandoghiani è inevitabilmente in cima alla lista complessiva, e di testata, con una leggera predominanza di Montanari che da qualche tempo questa parte  collabora anche con altri inchiostratori.
Completa il podio Alessandro Chiarolla, forte delle sue oltre duemila tavole disegnate per lo Spirito con la Scure, che lo rendono anche l'illustratore più presente sulle pagine dei Maxi Zagor.

Gli inossidabili Montanari & Grassani: i re dei Maxi!

Per Tex, l'illustratore più pubblicato sui maxi è Josè Ortiz; Fabio Jacomelli e Maurizio Gradin che spesso hanno lavorato insieme, primeggiano, separatamente, su Agenzia Alfa e su Maxi Nathan Never; il veterano Paolo Ongaro prevale sui Maxi Martin Mystère; Baggi e Bruzzo rispettivamente sono i disegnatori più pubblicati sui maxi di Dampyr e Mister No; Gigi Simoni, oltre ad essere l'unico e più pubblicato illustratore del balenottero di Gregory Hunter, è anche l'unico disegnatore a comparire su quattro diverse testate; ognuno dei tre disegnatori dell'unico Maxi Legs Weaver uscito, infine, può considerarsi il più prolifico illustratore della testata. 
Tutti gli autori che chiudono la classifica con un apporto minimo al raggiungimento delle sessantamila tavole, hanno realizzato ognuno una sola striscia per il decimo Maxi Martin Mystère, quello che vede incontrarsi per la terza volta il Detective dell'Impossibile con l'Indagatore dell'Incubo. 

Roberto De Angelis ha realizzato quasi un quarto delle cover di tutti i Maxi!

I copertinisti scelti per realizzare l'illustrazione di apertura dei 228 balenotteri sono stati 27. Qui sotto li vedete incolonnati dal più al meno prolifico. In realtà dovremmo dire 29 perché nell'ultima riga della classifica troviamo due cover non inedite utilizzate per i Maxi; le due copertine sono opera di Galep, per Oklahoma, e Baggi, per il Maxi Dampyr 10 speciale 20 anni.


Roberto De Angelis, il più longevo copertinista di Nathan Never non poteva che approfittare della collana gemella Agenzia Alfa per primeggiare in questa graduatoria. Seguono, sul podio, Claudio Villa e Gallieno Ferri.
Per il momento è tutto, ci rileggiamo tra pochi giorni con il resoconto annuale bonelliano del 2022

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.