lunedì 30 settembre 2019

DIME WEB INTERVISTA IGORT! (LE INTERVISTE LXXI)

a cura di Elio Marracci



Igor Tuveri, in arte Igort, nasce a Cagliari il 26 settembre 1958. Inizia la sua carriera a Bologna sul finire degli anni Settanta, collaborando a numerose riviste italiane - tra cui "Linus", "Alter", "Frigidaire", e straniere. A partire dagli anni Novanta lavora inoltre con le case editrici giapponesi Kodansha, Brutus Magazine House e Hon Hon Do. Nel 1994 espone le sue opere alla biennale di Venezia e nel 2000 fonda la casa editrice Coconino Press. Nel 2002 vede la luce 5 è il numero perfetto, noir napoletano, cominciato a disegnare a Tokyo e ultimato dopo circa 10 anni di elaborazione e riscrittura. Il volume esce simultaneamente in 6 paesi e vince l'anno successivo il premio come libro dell'anno alla Fiera del libro di Francoforte. Diventerà nel corso degli anni l'opera più popolare di Igort.  Fa seguito Fats Waller, in cui si narra la biografia del celebre musicista americano.  Trasferitosi a Parigi comincia la serie "Baobab". Nel 2010 Igort scrive e disegna Quaderni Ucraini, pubblicato nella collana "Strade Blu" di Mondadori. Nel 2011 stampa Quaderni russi cui segue il volume Pagine Nomadi, che coincide con la grande mostra dedicata ai reportage disegnati ospitata dalla Triennale di Milano. Nel 2013 è protagonista del documentario Igort, il paesaggio segreto del regista Domenico Distilo. Nell'ultima metà del 2014 annuncia I quaderni giapponesi, che racconta gli anni dell'autore trascorsi in terra nipponica ed esce a Lucca Comics nel 2015; nel dicembre dello stesso anno viene pubblicato Nostalgia da Edizioni Oblomov. Nel 2016 vede la luce per Einaudi Gli assalti alle Panetterie, un volume scritto da Haruki Murakami e illustrato con gli acquerelli del fumettista sardo. Nel febbraio 2018 viene nominato direttore editoriale di "Linus" e, nel luglio dello sesso anno, è presentato al Biografilm Festival di Bologna il nuovo documentario sul lavoro in Giappone dell'artista, sempre per la regia di Domenico Distilo, che vince il premio del pubblico. Ultima fatica nel 2019 è 5 è il numero perfetto, film, tratto dal suo stesso best seller, da lui diretto e sceneggiato e interpretato da Toni Servillo, Valeria Golino e Carlo Buccirosso. Questa poliedrica personalità ha voluto rispondere ad alcune domande che gli ho posto. Quindi senza indugiare oltre lascio a lui la parola!



DIME WEB - Come si è sviluppata in lei la passione per il fumetto?

IGORT - Non so, a sei anni avevo la certezza di voler fare questo, raccontare storie con i disegni. Ho seguito questa pista per tutta la vita e man mano mi sono ritrovato a guadagnarmi da vivere facendo questo che non è neppure un lavoro, ma un privilegio. Una cosa molto faticosa che si fa con grande passione.


DW - Russia, Giappone, Napoli: da dove prende spunto per le sue storie? 

IT - Dalla vita, dai viaggi.


DW - Nel corso della sua carriera, oltre a disegnare fumetti, è stato musicista, sceneggiatore e regista cinematografico e saggista. Cosa l'ha spinta a cimentarsi con campi dell'arte così diversi? 

IT - La curiosità. Credo non si finisca mai di imparare e i campi dello scibile, della cultura in generale sono collegati da regole condivise.



DW - Ha iniziato la sua attività a cavallo tra la fine degli anni '70 e gli anni '80 del secolo scorso proprio durante il periodo del boom delle riviste a fumetti. Che cosa ricorda di quei tempi e cosa le è rimasto di quell'esperienza? 

IT - Era una stagione fertile di grandi talenti. Non c’era la Rete e dunque le riviste erano un collante generazionale. Ma si facevano fumetti diversi all’epoca, quasi sempre storie corte, perché le riviste contenitore avevano carenza di spazio e non ti potevano dare, che so, margine per capitoli di 40 pagine l’uno. Dunque ci si concentrava, c’era una cosa che oggi definiremmo horror vacui.


DW - Cosa pensa che abbiano lasciato alle generazioni di fumettisti che sono seguite?

IT - Non saprei, ogni stagione culturale lascia un patrimonio variamente consultabile. A quel tempo io mi sentivo obbligato a conoscere romanzi, film, fumetti delle epoche precedenti, era su quello che mi sono formato, da lì che ho imparato, serve sempre per capire come la si pensa, stare all’ascolto di qualcuno che parla. Oggi non so se sia più così.



DW - Tra i vari periodici con cui ha collaborato, figura "Linus", una rivista che, dopo più di 30 anni, si è trovato a dirigere. Che analogie e che differenze trova tra la pubblicazione di oggi e quella di allora?

IT - "Linus" è una rivista cangiante, la più antica rivista contenitore di strip del mondo, ha 55 anni, molte incarnazioni. La mia credo che sia moderna, contemporanea, adesso pubblichiamo anche dei manga, Tezuka nel prossimo numero. Una cosa di cui vado molto orgoglioso e che è nata da un’idea di Elisabetta Sgarbi, mia socia in Oblomov ed editrice di Linus. Una mente illuminata con cui culturalmente ho tantissime affinità.


DW - La rivista è stata diretta per molto tempo da Oreste Del Buono, un gigante della cultura a fumetti italiana. Lei che l'ha conosciuto può raccontarci un aneddoto su questo personaggio?

IT - Mah, Oreste era una persona geniale, passavamo le ore a parlare di Fellini, io che mi ero formato leggendo le sue colonne sul cinema sulle pagine dell’ "Europeo", ricordo che a un certo punto lui scrisse di Pasqualino Sette Bellezze, il film della Wertmuller, e disse che si era sbagliato sino ad allora. Che lei era una buonissima regista e lui non lo aveva capito prima. Ecco questa forma di grande onestà intellettuale mi impressionò molto. Avevo 17 anni quando lessi queste sue righe, poi conoscendolo trovai l’uomo che immaginavo fosse. Era un furetto, velocissimo. Prendeva decisioni rivoluzionarie in 5 minuti. Non perdeva certo tempo. Quando disse alla redazione di "Linus" che si doveva fare una copertina con me e Jori in fotografia, sono tornati i ragazzi dal Sol Levante, la redazione fu scioccata. Lui sorrideva sornione. Fu la prima copertina fotografica nella Storia della rivista. Una decisione presa in un battere di ciglia.



DW - A questo punto vorrei che spendesse due parole sul gruppo Valvoline e sulla rivista Dolce Vita.

IT - Era un gruppo di amici di talento che si sono ritrovati a ragionare sulle potenzialità del linguaggio del fumetto. Erano gli inizi degli anni 80, amavamo l’arte, la fotografia, il romanzo e il cinema. Decidemmo di fare un supplemento curato sin negli articoli, i racconti, la grafica e naturalmente le storie a fumetti. Fu divertente. Poi quell’esperienza nata sulle pagine di "Alter" servì per fondare una rivista, "La dolce Vita". Diretta da Oreste del Buono. Collaborò anche Fellini, che ci diede il suo libro dei sogni in anteprima mondiale. Pubblicato sul numero 3, anno 1986.


DW - Nato in Sardegna ha vissuto per molti anni a Bologna e, prima di stabilirsi definitivamente a Parigi, ha abitato tra Giappone, Ucraina, Russia e Siberia. L'essere cosmopolita ha influenzato la sua opera?

IT - Beh, certo. Un narratore racconta quel che vive, quel che vede. Perlomeno nel mio caso è così.





DW - Quanto di lei è presente nel suo lavoro?

IT - Il meno che posso. Non ho il culto della personalità. Nei Quaderni giapponesi però, ho dovuto mettermi in scena decisamente, perché raccontavo la mia esperienza nel mondo del lavoro nipponico. Non si poteva fare diversamente, essendo un reportage disegnato.


DW - Quanto di quello che la circonda?

IT - Quello che mi circonda rientra in quel che racconto tramite un percorso filtrato dalla memoria. Narrare è un sistema di alambicchi, non una cosa traducibile in due parole. C’entra molto anche l’inconscio.


DW - C'è un motivo particolare per cui firma i suoi lavori con uno pseudonimo?

IT - Il mio pseudonimo è semplicemente il mio nome con l’iniziale del cognome. 
Quando cominciai a pubblicare c’era uno slavo che firmava Igor, dunque per distinguere decisi di usare un acronimo.


DW - Quali autori la ispirano?

IT - Mah, dopo tanti anni guardi al tuo modo di vedere le cose, poi magari rubi a destra e a manca, ma non è un gesto cosciente.




DW - Esiste una pubblicazione o un personaggio, anche non suoi, che ha amato sopra ogni altro?

IT - Amo tante cose, passo il tempo ad amare, si può dire. Nei fumetti Alack Sinner, Lo Sconosciuto, Kamandi, Krazi Kat, Felix the Cat, Donald Duck, Ultimamente mi intenerisce la grazia di Prince Valiant, quelle pagine sono disegnate con molta sapienza. Del fumetto giapponese amo molte cose, anche storie senza eroi, ma le mie passioni sono note.


DW - È un autore metodico che lavora a orari stabiliti, oppure è uno di quelli che si alza di notte perché le è venuta l’ispirazione?

IT - Ultimamente lavoro al giorno, mi piace alzarmi presto. Sul comodino comunque ho block notes per appuntare le idee. Lavoro continuamente, anche se leggo il giornale.


DW - Come si svolge la sua giornata tipo?

IT - Sveglia alle 6, dipende da quanto sono stanco. Abluzioni, rasatura, caffè, tavolo da disegno o scrittura, sino alle 14, pausa di due ore, dalle 16 alle 20 lavoro, cena volante, poi se sono sotto scadenza lavoro oppure pausa, lettura o visione di un film. O altre volte vita normale (cena fuori con amici o in famiglia ecc).



DW - Oltre a essere autore di opere molto belle ha fondato case editrici prestigiose come Oblomov e Coconino Press. Come mai ad un certo punto ha sentito la necessità di passare dall'altra parte della barricata?

IT - Perché all’epoca non c’erano editori che facessero come io desideravo il loro lavoro. So che sembra presuntuoso e mi scuso, ma stava scomparendo completamente un patrimonio, proprio quello delle riviste, quello del cosiddetto fumetto d’autore. Non c’era più spazio di mercato per quello. È stato necessario fondare una casa editrice per lavorare su libri a fumetti, le graphic novel, perché un patrimonio di segni e pratiche narrative era destinato all’estinzione. Aggiungo che all’epoca sembravamo, io, Carlo Barbieri e Simone Romani, dei pazzi. Perché il fenomeno non era per nulla presente e consolidato come lo sarebbe diventato in seguito. Ma era necessario e ci si è rimboccati le maniche.





DW - Con "5 è il numero perfetto", adattamento dell'omonima graphic novel, ha esordito alla regia cinematografica. Come vi si è approcciato?

IT - Con il mio metodo, la necessità di lavorare su un mondo e una visione stilizzata tenendo sempre presente l’umanità dei personaggi, che speravo prendessero vita sullo schermo.


DW - Una domanda che gli avranno fatto in molti: com'è stato lavorare con Toni Servillo?

IT - Bello, difficile, molto gratificante. Toni è un artista meraviglioso, esigente e generosissimo. Uno che si mette in discussione con il suo metodo implacabile. Uno da cui si impara moltissimo.


DW - Se dovesse elencare i motivi per cui "5 è il numero perfetto" è un film imperdibile cosa direbbe agli spettatori? 

IT - Che è un film nuovo e classico al tempo stesso. Molto italiano, credo, nella sua accezione internazionale. Che è divertente, si ride, c’è ironia, ma anche, io credo, ci si pone delle domande. Questo, perlomeno, è quanto ci dicono quelli che lo vedono.



DW - Quali fonti usa per documentarsi?

IT - Qualunque cosa, anche le istruzione nelle scatolette di cibo per i gatti. Ogni cosa serve.


DW - Visto che oggi l'utilizzo di questo macchinario è imprescindibile per qualsiasi lavoro, vorrei sapere: come si pone nei confronti del computer?

IT - Come mi pongo nei confronti dell’automobile o della caffettiera, li uso per quel che mi serve.


DW - È innegabile il grande successo di autori come Sio e Zerocalcare che hanno cominciato a farsi conoscere diffondendo i proprio lavori su Internet. Alla luce di questa considerazione, le chiedo: cosa ne pensa e come vede l’utilizzo della Rete nel campo dei fumetti?

IT - La vedo benissimo. Io quando compongo una storia posto delle parti e i miei lettori mi propongono questo o quel libro, mi danno informazioni, mi mandano tesi di laurea, mi consigliano questo o quello. È uno scambio meraviglioso, la Rete, se usata correttamente è una finestra sul mondo.


DW - Da autore ormai affermato che consigli darebbe a chi si volesse affacciare al mondo del fumetto?

IT - Direi questo: è una disciplina monacale, se la fai per il danaro cambia campo. Se sei pigro cambia campo, se cerchi il successo cambia campo. Ma se queste domande sono scontate e le hai già superate, benvenuto nella pratica più gratificante e meravigliosa del mondo.





DW - A cosa sta lavorando attualmente?

IT - A cinque o sei storie contemporaneamente, al solito.


DW - C'è una domanda che non le è stata fatta alla quale vorrebbe rispondere?

IT - Dove è la porta dei sogni? Dentro te stesso.






a cura di Elio Marracci

N.B. Trovate i link agli altri colloqui con gli autori su Interviste & News!

domenica 29 settembre 2019

FRANK WOOL AND MIRAFLORES PRESS!

a cura della Redazione

Il nostro amico e collaboratore (specializzato in interviste agli autori e fotoreportage dalle fiere del fumetto) Franco "Frank Wool" Lana è apparso - anche in tenuta zagoriana - in un lungo articolo sul mensile torinese "Miraflores Press" (n. 118, settembre 2019)! Buona lettura! (s.c. & f.m.)




N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane e non su Interviste & Newshttps://dimeweb.blogspot.com/p/bonelli-news.html!

venerdì 27 settembre 2019

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 68

di Saverio Ceri

Bentornati a Secret Origins.
Col sessantottesimo Tex Classic la collana comincia a ristampare la tredicesima serie a striscia di Tex, quella battezzata all'epoca Serie Arizona. I primi sei albi della serie, qui raccolti a colori, uscirono tra il luglio e l'agosto del 1956 per poi ricomparire in edicola nel gennaio del 1958 sui primi due numeri della quinta serie degli Albi d'Oro. Nello stesso anno quelle storie riappariranno ancora un paio di volte sottoforma di raccoltina, e sulla prima serie gigante di Tex.
La scena che vedete qui sotto è all'origine della cover del secondo degli albi d'oro della quinta serie.

Tex è vittima di un agguato, mentre se ne sta tranquillo al tavolo di un ristorante; il ranger ovviamente ci mette un'attimo a diventare da preda a cacciatore e a partire all'inseguimento del suo assalitore. Tutto questo viene condensato in usa sola immagine da Galep, come dicevamo, nella cover del n.2 della quinta serie del quindicinale di Tex.


Bizzarro il fatto che in tutto quel trambusto un bicchiere pieno di liquido sia rimasto in piedi sul tavolo nonostante la tovaglia sia stata trascinata via. Curioso anche il terzo titolo in copertina: Tex salda il conto... Del ristorante? 
Come spesso accade diventa la cover del Classic di turno, la meno famosa delle due cover degli albi d'oro in esso ristampati. Ecco qui sotto dunque la versione del 2019; anche in questo caso. il bicchiere mezzo pieno è rimasto al suo posto.


L'altra cover, la prima della quinta serie degli albi d'oro, ricopre nella storia editoriale del personaggio un ruolo importante, è, infatti, quella scelta per presentare ai lettori della seconda serie gigante di Tex, ovvero l'attuale collana principale di Aquila della Notte, l'avvento di Kit Willer, il figlio del protagonista destinato a diventare uno dei personaggi cardine della saga. 
Qui sotto scopriamo la cover del 1958 e quella del novembre 1960, data di copertina de Il figlio di Tex, il mitico numero 12 della collana.



Come sempre in questi "riutilizzi" di cover, i colori vengono stravolti, in compenso questa volta scopriamo, grazie a Franco Bignotti che ha curato anche il titolo con relativo sfondo ligneo, che Tex ha appena utilizzato la sua pistola.
Ovviamente la stessa cover è stata utilizzata per la ristampa Tutto Tex negli Anni Ottanta e in Tex Nuova Ristampa nel decennio successivo.  Qui sotto vediamo entrambe le versioni:



Mentre vi divertite (forse) a scoprire le infinitesimali differenze tra le varie cover dei numeri 12 di Tex, vi salutiamo dandovi appuntamento tra due settimane.

Saverio Ceri

N.B. Trovate i link alle altre Secret Origins in Cronologie & Index!

mercoledì 25 settembre 2019

DIME WEB INTERVISTA SARA NADIRA! (LE INTERVISTE LXX)

a cura di Franco Lana




DIME WEB - Abbiamo incontrato Sara Nadira: torinese, modella, attrice e non solo! Ciao Sara! Parlaci brevemente di te e di cosa fai in ambito artistico...

SARA NADIRA - In ambito artistico mi faccio chiamare Nadira e siccome amo il mondo dello spettacolo a 360 gradi sono molto poliedrica. Principalmente amo il canto, che ho iniziato a praticare alla tenera età di 8 anni partecipando al programma Zecchino D'Oro su Rete Sette nel 2006 in cui sono arrivata in finale... A 16 anni ho iniziato con la moda, facendo sfilate, shooting, etc. ovviamente con il consenso dei miei genitori... i miei primi supporter. Dopo i 18 ho proseguito con eventi di animazione, sia nelle discoteche, che per le feste private; recitazione (recentemente ho preso parte a due film del regista Pupi Oggiano, La paura trema contro, e l'ultimo, Ancora pochi passi, scritto con lo sceneggiatore Antonio Tentori); ho lavorato in televisione dalla tenera età di 16 anni e ancora adesso ne sto facendo parte in alcuni programmi condotti da Wlady su Primantenna Tv, oltre le mie esibizioni live per Radio Juke Box nelle feste di via e di piazza. Insomma non sto mai ferma!





DW - Sei una lettrice di comics: narraci del tuo rapporto con il mondo delle nuvole parlanti.

SN - Sono un'appassionata di fumetti sia Marvel che Dc... ma amo in particolare il fumetto di Batman... Tutto è nato a 14 anni quando ho visto per la prima volta Harley Quinn: la sua storia, il suo personaggio... mi hanno subito colpito e fin da subito mi sono rivista in lei anche come immagine, siccome nel mio stile c'è qualcosa di attinente... ma soprattutto il suo amore malato con il Joker mi ha sempre preso molto perché a differenza di come possiamo vedere nel film Suicide Squad, dove viene inteso come amore romantico, è più tossico, più coinvolgente e se vogliamo attinente a certe situazioni di violenza che molte donne subiscono ogni giorno, qualcosa di reale, di crudo ,che rende più avvincente la trama di Batman, perché - parliamoci chiaro - se non ci fossero loro a seminare guai, non sarebbe tutto così interessante!




DW - Attualmente cosa leggi?

SN - Attualmente sto finendo di leggere una valanga di fumetti di "Suicide Squad": ebbene sì... lo conoscevo ancora prima del film!!! E devo dire che è sempre più interessante!!! Mi fa entrare in un mondo parallelo di follia.





DW - Quale personaggio dei fumetti ti piacerebbe interpretare, in una versione cinematografica?

SN - Assolutamente Harley Quinn!!! Come look e follia. Ho studiano talmente bene questo personaggio in questi anni che potrei interpretarlo ad occhi chiusi, anzi rischierei di immedesimarmi così tanto nella parte da non voler neanche più tornare in me.






DW - Per concludere: progetti per il futuro nella tua poliedrica vita artistica.

SN - Sicuramente quella di continuare e farmi conoscere il più possibile; non sto mai ferma, sto facendo un sacco di sacrifici per poter arrivare al mio obiettivo - quello di stare su un palco - e senza sacrifici e sbattimenti non si arriva da nessuna parte, per cui sto dedicando anima e corpo perché vorrei sfondare nel mondo dello spettacolo... mi vedrete ovunque, sarò il vostro incubo!!!






a cura di Franco Lana


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SBAM! COMICS 46

A cura della Redazione 

È uscito in rete il numero 46 di Sbam! Comics - la rivista a fumetti sui fumetti scaricabile gratuitamente dal sito dell'editore.

PRIMO PIANO
Questo numero di Sbam! Comics punta l’obiettivo su un genere che non vive oggi un momento felice, nonostante un passato lungo e glorioso e non privo di fiammate di puro splendore. Ripercorriamo la storia del Fumetto giallo/noir, i grandi autori e i grandi personaggi, fino ad oggi: a quando un nuovo Dick Tracy?
SECONDO CLAUDIO NIZZI
È un’autentica colonna del Fumetto italiano di sempre, tra gli autori principali di Tex e creatore di svariate serie tra poliziesco e noir, tra cui un certo Nick Raider: la Sbam-chiacchierata con il grande Claudio Nizzi, che ci propone (senza giri di parole!) il suo parere sullo stato dell’arte.




IN COPERTINA
Restiamo ancora in tema di noir, perché tra le novità in arrivo con i nostri Sbam! Libri, c’è il peculiare graphic novel creato da Marco Natale.
Che succede quando un maiale si infila in un ginepraio di mafia, finanza, affari & malaffare, polizia corrotta, vamp e pulzelle in pericolo, tra ferocissimi squali e caimani assassini?… In libreria arriva Bacon.
LA GRANDE ILLUSTRAZIONE DI TONY WOLF
Una mostra un po’ diversa per il Museo Wow di Milano: questa volta, si concentra sulla grande illustrazione di Antonio Lupatelli, in arte Tony Wolf. Forse il suo nome non è famosissimo per il grande pubblico, eppure ciascuno di noi ha (o ha avuto) in libreria almeno un volume illustrato da lui…
REVIEWS E ALTRO
Sbam-carrellata di novità in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. Moreno Burattini ci spiega tutto dello Zagor… in giallo. Parliamo anche dei “leoni da tastiera”, coloro che sui social pontificano su tutto, anche sul Fumetto (anziché leggerlo…). Le novità del nuovo anno accademico della Scuola del Fumetto di Milano. Marco Pedon ci racconta il suo Scisma. Alcune pagine-assaggio dai nostri Sbam! Libri. Le News-Flash dai vari editori.
FUMETTI
Il nostro consueto, sontuoso mucchio di strip, tra SPQR, I Chinson, Gatto Pepè, Federica, PV, Pagine AfFOLLAte, Tarlo e Kugio & Gina. Ancora una puntata dello Zio Dragoou di Ugo D’Orazio. Prosegue la saga di Unico indizio: la luna piena, ideata da Alessandro Croce e disegnata da Emanuele De Florio e Pio Siliberti, con i testi di Paolo Pugliese. Storie brevi e oscure di Marcello Bondi, Andrea Modugno e Paolo Murgia. Una nuova porzione di Alieny, firmata Mr Khaos & Zillo. La peculiare storia monopagina di un duo di tutto rispetto, Gianluca Vivacqua e Valerio Held. E naturalmente un assaggio di Bacon, di Marco Natale.
Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 46.


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venerdì 20 settembre 2019

DISPERSI, LA NUOVA STRISCIA UMORISTICA DI FILIPPO PIERI, AUTORE DI TESTI E DISEGNI!

di Filippo Pieri

Parte oggi su "Dime Web" la nuova striscia umoristica autoconclusiva "Dispersi", a 7 anni di distanza esatti dal debutto di Filippo Pieri sui "Quaderni bonelliani"! Ecco come la presenta l'autore: 

secondo l'Enciclopedia Treccani "disperso" significa persona scomparsa in occasione di fatti bellici o di una catastrofe, senza che sia stato possibile recuperare la salma o accertare in modo sicuro la sua morte. Ecco, i protagonisti di questa striscia, per motivi che per il momento ignoriamo, sono dispersi e hanno trovato rifugio su un'isola in mezzo all'Oceano. Riusciranno a convivere e a sopravvivere?

Speriamo di sì, così potremo continuare a leggere qui le loro esilaranti avventure! (s.c. & f.m.)


N.B. Troverete i link alle future strisce di "Dispersi" su Cronologie & Index!

giovedì 19 settembre 2019

LA CRISI DEL SETTIMO ANNO? MA NO!

a cura della Redazione

Il 17 settembre 2019 "Dime Web" ha compiuto 7 anni esatti. Stiamo arrivando al MILIONE DI CONTATTI e a 1500 ARTICOLI PUBBLICATI!

Ma nel 2019 siamo stati un po' meno presenti in Rete rispetto al passato, anche se questo è comunque il 122° post dell'anno. Ciò è dovuto per prima cosa alla perdita per strada (i casi della vita) di due importantissimi collaboratori e amici che speriamo, prima o poi, di riagganciare...

Nell'attesa i lettori sono invitati a farsi avanti con recensioni, saggi, interviste e quant'altro per arricchire la nostra offerta da appassionati del buon fumetto ad altri appassionati del buon fumetto!



Dunque: sotto!
Mandate le vostre cose a dimepressweb@gmail.com e non rimarrete delusi!

L'altro elemento che ci ha un po' distratti dai Quaderni Bonelliani, come abbiamo già avuto modo di comunicarvi, è invece sicuramente positivo: ci sono ben due libri in cartaceo messi in cantiere nel 2019 dalla Redazione, entrambi nelle fasi finali di revisione e messa a punto.
Uno è stato scritto da Francesco Manetti, con prefazione di Giuseppe Pollicelli, e deve essere solo impaginato e pubblicato su Amazon.
L'altro è un progetto sempre di Manetti che vede però l'attiva e indispensabile collaborazione di Saverio Ceri. Sarà un qualcosa di mastodontico che pensiamo di consegnare all'editore entro ottobre, per l'uscita entro dicembre.

Non stiamo dormendo: la proverbiale pentola è piena di roba che bolle!

Saverio Ceri & Francesco Manetti

lunedì 16 settembre 2019

RISATE BONELLIANE 27

di Filippo Pieri

Tutte e tre le barzellette grafiche di questa puntata, tratte come sempre dalla settimana enigmistica sono legate in qualche modo al mondo di Dylan Dog, con cimiteri, fantasmi e luna piena! La prima viene dalla "Settimana Enigmistica" n. 3706 del 5 Aprile 2003 (pagina 43), la seconda dal n. 4057 del 26 Dicembre 2009 (pagina 42) e la terza dal n. 4363 del 5 Novembre 2015 (pagina 08). Buon brivido!  



N.B. Trovate i link alle altre Risate Bonelliane su Cronologie & Index!

sabato 14 settembre 2019

IL TEX... FACILITATO!

di Filippo Pieri

Sul "Mese Enigmistico" n. 185 del settembre 2019, a pagina 13, all'interno delle "Parole crociate facilitate", c'è un quesito bonelliano. Il 28 verticale infatti chiede: il Tex a fumetti!




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venerdì 13 settembre 2019

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 67

di Saverio Ceri
Bentornati all'ormai classico appuntamento quattordicinale con Secret Origins, la rubrica che ci conduce, alla scoperta della vicenda editoriale di Tex attraverso le sue copertine, in particolare quelle legate alla collana Tex Classic.
Stavolta, in occasione del 67° numero della più recente ristampa bonelliana dedicata alle avventure del Ranger, la redazione di Via Buonarroti ha scelto una immagine che fa eccezione, rispetto alla regola non scritta di eleggere a copertina del Classic una delle due cover degli Albi d'Oro in esso riproposti.
In questo albo, infatti, troviamo ristampati in quadricromia i sei numeri finali della dodicesima serie a striscia dedicata a Aquila della Notte, la serie Topazio, usciti tra il maggio e il giugno del 1956. Gli stessi episodi furono riproposti nel dicembre del 1957, anche sugli Albi d'Oro numeri 19 e 20, gli ultimi della quarta serie di quella collana quindicinale. 
Come dicevamo a sorpresa, almeno apparentemente, si è scelto di andare a ripescare come immagine di copertina di questo Classic, quella apparsa sul numero 5 della quarta serie degli Albi d'Oro uscito nel maggio 1957. Qui sotto in sequenza trovate rispettivamente la cover odierna e quella vintage.



Tra le due non notiamo differenze segnalabili, a parte l'inevitabile adattamento dell'immagine al nuovo formato quasi quadrato imposto dalla grafica del Classic, e qualche cromatismo modificato.
La scelta di andare a pescare fuori dal dittico classico, in realtà era ampiamente prevista, perché, come sa chi segue regolarmente questa rubrica, in casa Bonelli prediligono usare per questa testata cover poco viste, e le due degli Albi d'Oro stavolta papabili, avevano entrambe già avuto il loro momento di celebrità sulla prima serie gigante dedicata a Tex.
Andiamo in ordine di apparizione: la cover del diciannovesimo Albo d'Oro, nasce dall'ultima striscia del numero 10 della serie Topazio, questa:


I quattro pards arrivano sulla scena di un massacro, compiuto ai danni dell'abitato di Aultman, da Apaches sul piede di guerra. L'albo successivo, l'undicesimo della serie reca in copertina la stessa drammatica scena, ma senza Tiger Jack.

 
La stessa immagine arricchita di qualche particolare, ma decisamente impoverita a livello cromatico è stata utilizzata anche come cover della raccoltina numero 61 della serie rossa.


L'immagine evidentemente fu ritenuta adatta a divenire una cover anche in occasione della ristampa nella collana quindicinale degli Albi d'Oro, e perdendo un altro paio di pard, a causa del formato verticale imposto dalla collana, Tex si ritrova solo a contemplare il massacro perpetrato dai pellerossa, e la cittadina di Aultman sembra ridursi a una sola casa, ovviamente distrutta.


Con un po' più di colore l'immagine viene riciclata anche per il numero 24 della prima serie gigante di Tex  a fine 1959.

 

Curiosamente molti anni dopo, nel gennaio 1981, sulla cover di Tex 243, troviamo quello che normalmente in casa Bonelli si cerca (o almeno si cercava) di evitare: fare una copertina che ne ricordi una passata. Questo per evitare che il lettore distratto decidesse di non comprare l'albo appena uscito scambiandolo per una delle tante ristampe.


Chiudiamo con l'altro Albo d'Oro ristampato in questo volume, il numero 20. In questo caso la vicenda editoriale della cover è molto più lineare: dopo essere stata utilizzata per il Tex quindicinale, l'immagine venne scelta, come cover del volume che raccoglieva, tra gli altri, proprio le rese di quell'albo: il Tex Gigante prima serie numero 19.  Qui sotto in sequenza le cover delle due edizioni giunte in edicola a meno di un'anno di distanza l'una dall'altra. La vicinanza temporale non ha tuttavia impedito la lontananza cromatica tra le due versioni.



E anche per stavolta è tutto. Appuntamento tra due settimane.

Saverio Ceri

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giovedì 12 settembre 2019

IL KIT DI TEX

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4083 del 26 Giugno 2010, a pagina 11, all'interno delle "Parole crociate", si nomina Il Kit compagno di Tex Willer. Di chi stiamo parlando?


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mercoledì 11 settembre 2019

RISATE BONELLIANE 26

di Filippo Pieri

Torna la nostra rubrica che propone vignette prese dalla Settimana Enigmistica in qualche modo legate alla Weltanschauung delle serie bonelliane classiche, in questo caso la fantascienza di Nathan Never e Odessa. Le tre di questo numero sono tratte dalla "Settimana Enigmistica" n. 3718 del 28 Giugno 2003 (pag. 43), dal n. 3722 del 26 Luglio 2003 (pag. 42) e dal n. 4007 dell'10 Gennaio 2009 (pag. 46). Buon divertimento!





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