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domenica 28 giugno 2020

DYLAN DOG: NOSTRO ORRORE QUOTIDIANO - MONOGRAFIA SU ANTARÈS n. 16 - BIETTI, GIUGNO 2020

di Francesco Manetti




Quando, nell'ottobre 2018, mi recai all'abituale appuntamento di Libropolis, la fiera dell'editoria indipendente organizzata annualmente nella splendida cornice storica e artistica di Pietrasanta, incontrai, tra gli altri, due carissimi amici: Andrea Scarabelli (che avevo visto pochi giorni prima a Prato insieme a Luca Siniscalco e che i lettori di "Dime Web" già conoscono grazie a un'intervista qui pubblicata) della Bietti e Gianfranco de Turris, che da decenni si occupa di fantascienza, fantasy, horror, fumetti e di mille altre cose. I due sono rispettivamente il direttore editoriale e il direttore responsabile di "Antarès", l'imperdibile quadrimestrale gratuito della Bietti, arrivato adesso al n. 16 (con 17 uscite, visto che esiste anche il n. 0). A Libropolis, allo stand della Bietti, esisteva già l'idea di allestire una monografia su Dylan Dog per il 2019; il sottoscritto, che già aveva collaborato al n. 10 del magazine, dedicato a Walt Disney (pezzo che fu poi ristampato nell'omnibus 0/10), diede la sua disponibilità; il progetto partì; l'Indagatore dell'Incubo avrebbe dovuto essere il protagonista del n. 15. Lo slittamento al n. 16 e al giugno del 2020 è dovuto a due fattori. Il 2019 era il centesimo anniversario dell'impresa fiumana di Gabriele D'Annunzio e la Bietti decise di celebrarlo con un numero speciale e particolarmente corposo di "Antarès", prima uscita a pagamento della prestigiosa rivista, che impegnò la redazione per un tempo enorme rispetto al solito. Il risultato fu strabiliante! Fiume Diciannove: il Fuoco Sacro della Città di Vita è uno dei più approfonditi saggi mai scritti sull'avventura di Fiume. L'altro fattore che ha portato Dylan Dog su "Antarès" a metà del 2020 è dovuto al nuovo coronavirus che ha di fatto congelato ogni attività italiana non di sussistenza per mesi e mesi. L'idea iniziale era quella di fare uscire il numero durante l'emergenza, esclusivamente in versione PDF online (che comunque esiste ed è a disposizione di tutti); poi i curatori hanno deciso di portare un po' più di pazienza e di arrivare al Solstizio, tanto che si provvederà anche a una tiratura cartacea, seppur ridotta.

L'indice di "Antarès" n. 16, speciale Dylan Dog


Ecco dunque Dylan Dog: Nostro Orrore Quotidiano ("Antarès" n. 16 - Bietti, giugno 2020), e devo dire che Scarabelli e De Turris hanno davvero riunito un straordinaria cricca di mostruosi saggisti e scrittori! Gli stessi Scarabelli (con il lungo, sentitissimo editoriale) e De Turris (con un'analisi dell'orrore secondo Tiziano Sclavi); e poi Sebastiano Fusco (uno dei massimi esperti lovecraftiani in Italia, con un viaggio nella metafisica di Dylan Dog), Paolo Mathlouthi (che mi ha fatto l'onore di coinvolgermi in due progetti fumettistici della sua ottima rivista tradizionalista "Terra Insubre" e che per "Antarès" ci parla degli archetipi alla base della narrazione "dylaniata"), Mario Farneti (uno dei più valenti scrittori di fantascienza in Italia, autore tra l'altro della trilogia di "Occidente", firma un racconto dove Julius Evola è protagonista di un'avventura misteriosa che coinvolge anche Mussolini) e altri ancora. Il sottoscritto si è occupato degli sceneggiatori di Dylan Dog e ha redatto un Glossario dylaniato, con un occhio all'Indagatore dell'Incubo nelle sua veste più classica, come lo aveva immaginato Sclavi e i suoi primi continuatori (per le classifiche e i numeri mi sono affidato all'ineffabile database bonelliano di Saverio Ceri).
Non vi dico altro: scaricate il PDF dalla pagina di "Antarès" nel sito della Bietti e scoprirete il resto da soli. Buona lettura!


L'indice dei collaboratori di "Antarès" n. 16, dove il vostro umilissimo è in compagnia di scrittori, direttori di riviste e professori universitari!



Francesco Manetti

N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

giovedì 18 agosto 2016

DIME WEB INTERVISTA ANDREA SCARABELLI (LE INTERVISTE XXXVI)!

a cura di Francesco Manetti 

Rubiamo ancora una volta il registratore al nostro reporter ufficiale Franco "Frank Wool" Lana per raggiungere con un breve botta-e-risposta Andrea Scarabelli. In Bietti è direttore editoriale della rivista "Antarès" (che tanta parte della sua collana ha dedicato al fantastico e della quale abbiamo recensito il prezioso volume unico 2011 - 2016) e curatore della collana "l'Archeometro". Filosofo, saggista, scrittore, ed editorialista (ultimamente per "Il Giornale"), Andrea collabora con svariate case editrici, fondazioni e università... Buona lettura! (f.m.)


Andrea Scarabelli


DIME WEB - Andrea Scarabelli prima di "Antarès"...

ANDREA SCARABELLI - Uno studioso (eterno studente, come disse Francesco Guccini), un curioso, amante della lettura e della scrittura. Uno che amava meravigliarsi delle cose e per il quale una giornata senza lettura è sprecata. Insomma, molto simile ad Andrea Scarabelli dopo "Antarès"…!


Il volume unico Antarès 2011-2016 appena arrivato in redazione!


DW - Come nasce e quali sono gli obbiettivi di "Antarès". Il tuo ruolo, i collaboratori e così via...

AS - La rivista è nata nella infuocata Statale di Milano, per rompere quella cortina sviluppata dagli accademici – e alimentata dai loro zelanti discepoli – attorno ad autori controcorrente e non allineati. Successivamente è stata “adottata”, per così dire, da Edizioni Bietti, che l’ha rilanciata, donandole una nuova grafica e un respiro molto più ampio… Ma lo spirito è rimasto immutato, te lo assicuro! Quanto alla sua struttura, la rivista è realizzata da un gruppo di giovani critici. Oltre al sottoscritto, Luca Siniscalco e Gianpiero Mattanza, giovani studiosi che promettono bene, benissimo… E poi Max Gobbo, che cura la nostra sezione di narrativa. Last but not least, Gianfranco de Turris, direttore responsabile, che è entrato nella redazione poco dopo l’ingresso di "Antarès" nel catalogo Bietti.


Una parte della redazione di "Antarès": Andrea Scarabelli, Luca Siniscalco e Gianfranco de Turris


DW - Perché il volume unico?

AS - L’idea, nei confronti della quale, lo confesso, inizialmente ero molto scettico, è nata dall’editore, per festeggiare i primI dieci numeri (in realtà undici, dato che il primo è il numero 0) e i primi cinque anni di "Antarès". Ne è risultato un volumone (più di settecento pagine!) che raccoglie tutti i numeri, tirato in cento esemplari numerati: un prodotto unico nel suo genere, che ha avuto una buona diffusione ed è stato recensito anche sul "Giornale" da Gianfranco de Turris, cui mi lega da parecchi anni una sincera amicizia – insieme alla direzione congiunta di questa rivista, ovviamente…


Andrea Scarabelli con Gianfranco de Turris


DW - Tre nomi su cui riflettere: Tolkien, Lovecraft e Disney

AS - Sono nomi che rappresentano in tutto e per tutto lo spirito di questa rivista, vale a dire l’idea di proporre nuovi miti alla modernità, in crisi per via della sua prosaicità esistenziale, di un generale impoverimento delle anime. Tutti e tre i nostri amici hanno rilanciato tematiche mitiche e tradizionali, non limitandosi a riproporle ma riadattandole all’animus dell’uomo contemporaneo. Il primo, nella letteratura fantastica; il secondo, costruendo un’originale mitologia aliena; il terzo, infine, utilizzando i mezzi propri alla Settima Arte.


La scrivania di Scarabelli durante la preparazione di "Antarès" n. 10, dedicato a Walt Disney


DW - Il futuro di "Antarès"?

AS - Il prossimo numero in cantiere è dedicato a Charles Bukowski – analizzato a modo nostro, ovviamente (sulla scorta dell’ottima biografia di Roberto Alfatti Appetiti uscita qualche anno fa). Il successivo a Jorge Luis Borges, un gigante, le cui opere mi sono costretto a leggere/rileggere integralmente nell’ultimo anno. Ammetto che non è facile cimentarsi con un autore come lui, oceanico e labirintico. Ma mi diverte molto cimentarmi con le (apparenti) impossibilità. Abbiamo già raccolto parecchio materiale per questi due numeri… Sono molto curioso di vedere cosa ne uscirà…


Il futuro di "Antarès": il n. 12 (monografia su Borges) è in preparazione!


DW - La domanda che aspettavi ma che non ti è stata fatta...

AS - È una domanda che non mi viene mai posta… ma tacerò su questo punto!


a cura di Francesco Manetti
 
N.B. Trovate i link agli altri incontri con gli autori su Interviste & News!

NEL NOME DI DISNEY, DI LOVECRAFT E DI TOLKIEN... FUGA DALLA MODERNITÀ: ANTARÈS VOLUME UNICO 2011-2016

di Francesco Manetti


Il volume appena arrivato (copia n. 8/100)!


Dell'imperdibile rivista "Antarès" edita da Bietti avevamo già parlato in passato, illustrandovi il n. 10 (dicembre 2015) - una monografia sul grande Walt - al quale in qualche maniera anche Dime Web aveva partecipato, con un articolo del sottoscritto dedicato a Disney e Mussolini. Ritorniamo adesso sull'argomento perché la casa editrice milanese (che, ci preme sottolinearlo, distribuisce gratuitamente la pubblicazione in alcune librerie selezionate del Centro-Nord e mette a disposizione sul suo sito, sempre gratis, i PDF) ha mandato in stampa nel maggio 2016 un preziosissimo omnibus che raccoglie i primi 11 numeri del quadrimestrale (cento esemplari numerati). L'avventura di "Antarès" era iniziata nell'ottobre del 2010, con un n. 0 "autoprodotto" da un gruppo di giovani cervelli dell'Università degli Studi di Milano - una sorta di "fanzine" filosofica. Il numero "doppiozero", graficamente più elaborato e curato, era infine apparso sotto l'egida della Bietti nel 2011: direttore responsabile Gianfranco de Turris (nome arcinoto nel comicdom, per aver collaborato alle più svariate testate fumettistiche - da "Linus" a "L'Eternauta" - e per essere uno dei massimi esperti mondiali degli autori del tradizionalismo - dal fantastico di Lovecraft al politico di Evola) e direttore editoriale Andrea Scarabelli (che intervistiamo nel post seguente).


L'incipit dell'articolo di Manetti su "Antarès" n. 10 e, di riflesso, sll'omnibus 2011 - 2016


Nel n. 00 viene pubblicato l'elenco dei numi tutelari dei ragazzi che avevano ideato la rivista, una lista che è anche una sorta di progetto, di probabile scaletta editoriale per le future uscite, sempre monografiche: Jünger, Spengler, Simmel, Nietzsche, Lovecraft, Blake, Pound, Mishima, Tolkien. Un filo rosso lega tutti questi autori, ed è la loro critica della modernità, intesa (alla Guenon) come "regno della quantità" (delle mercificazione, del denaro, dell'usura...) a discapito della qualità e della tradizione. Non a caso il sottotitolo della rivista recita "prospettive antimoderne", proprio perché il rifiuto dei dogmi modernisti sarà il manifesto stesso della pubblicazione. La critica antimoderna non è un inno al passatismo, al vecchiume, alle ragnatele, alle muffe e allo stantio: è la speranza di una nuova modernità.


Il n. 3, dedicato a Tolkien.

Il n. 8, secondo fascicolo della serie dedicato a Lovecraft


Abbiamo detto monografie, ed eccone dunque un breve elenco: H. P. Lovecraft (n. 00/2011), Il pensiero in cammino (01/2011), Un'altra modernità (02/2012), J. R. R. Tolkien (03/2012), L'altra faccia della moneta (04/2012), Modernità occulta (05/2013), America! America? (06/2014), Il paradosso romeno (07/2014), H. P. Lovecraft #2 (08/2014), Lune d'acciaio (09/2015) e Walt Disney (10/2015). Letteratura, economia e filosofia sono i "grandi campi" finora indagati dai redattori e dai collaboratori; di questi undici numeri che chiudono il primo lustro di "Antarès" ben cinque sono stati dedicati al fantastico (horror, fantascienza, fantasy, fumetto e animazione). In particolare, l'argomento Lovecraft è stato davvero sviscerato, anche per quanto riguarda la singolare weltanschauung del pensatore di Providence, singolare soprattutto per il fatto che fosse un Americano; la visione del mondo, assolutamente controcorrente (oggi verrebbe etichettata come "politicamente scorretta), di HPL (il razionalismo, l'agnosticismo, il paganesimo, il socialismo nazionale, il razzialismo, l'anglofilia, etc.) viene alla luce soprattutto leggendo la sua produzione saggistica e ancor più il suo vastissimo epistolario (tradotto in Italia solo in piccolissima parte). Com'è ovvio questo ha portato a polemiche a non finire che si sono intensificate con il passare degli anni; recentemente, negli USA, il comitato organizzatore del World Fantasy Award (premio che viene consegnato ogni anno nel settore del fantastico) hanno bandito l'immagine di HPl dal trofeo - su pressione degli scrittori di colore e antirazzisti. E poi, sulla rivista milanese, fanno capolino anche Tolkien e Disney che, come HPL, furono grandi autori antimoderni e mitopoietici - capaci con la loro fantasia e con i loro scritti di generare veri e propri mondi, perfettamente coerenti, con le loro regole e i loro personaggi e luoghi ricorrenti (la Terra di Mezzo, Arkham e lo pseudo-Massachussets, Topolinia e Paperopoli...)
Si rimarrà sugli stessi binari delle "realtà alternative" (dopo il n. 11 incentrato sulla figura dello scrittore "maledetto" C. Bukowski) anche con il n. 12, dedicato all'universo dell'argentino J. L. Borges - uno dei maggiori scrittori del XX secolo (escluso dal circo del Nobel che ha saputo mettere in scena anche un Fo) che tanto spazio dedicò nella sua opera all'immaginario.





AA.VV.
ANTARÈS 2011 - 2016
Volume rilegato dei nn. 00/10
Cento esemplari numerati
pp. 730 (copertine comprese) - s.i.p.
Direttore responsabile: Gianfranco de Turris
Direttore editoriale: Andrea Scarabelli
Edizioni Bietti, Maggio 2016


Francesco Manetti


N.B. Trovate i link alle altre incursioni letterarie nella Biblioteca di Altrove!

sabato 20 febbraio 2016

ANTARÈS & TERRA INSUBRE CELEBRANO IL FUMETTO!

di Francesco Manetti

Da qualche anno tento - in modo del tutto sincopato, personale, amatoriale, apartitico e non accademico - di indagare i rapporti tra il Fumetto (inteso nel senso più generale possibile, come comicdom) e il Fascismo (non solo italiano). Alcuni di questi articoli/saggi sono apparsi anche su Dime Web; altri potrete trovarli sulla rivista online di storia, filosofia e tradizione EreticaMente, alla quale collaboro dal maggio 2014. Alla fine del 2015 due dei miei articoli apparsi in prima battuta sulle colonne elettroniche di EreticaMente sono stati ripresi anche su carta, accolti su riviste sulle quali appaiono firme di studiosi, professori, universitari e scienziati di altissima caratura.


Walt Disney a Roma nel 1935 con i coniugi Ciano


La prima di queste è "Antarès - Prospettive antimoderne", prestigioso quadrimestrale della Bietti nato nel 2011, con Gianfranco de Turris direttore responsabile e Andrea Scarabelli direttore editoriale. Il periodico è distribuito gratuitamente in librerie selezionate e puo essere scaricato (altrettanto gratuitamente!) in PDF dal sito. Ogni numero è monografico: le uscite passate si sono occupate, tra gli altri argomenti, di Lovecraft, di Tolkien, della fantascienza, dell'America, della Romania... Visto che alcuni numeri sono andati da tempo esauriti Bietti - ovvero uil vulcanico Scarabelli! - sta allestando un tomo di circa 700 pagine che gli raccoglie tutti e che puo essere prenotato in rete sullo spazio della pubblicazione. Il n. 10 è interamente dedicato a Walt Disney (sottotitolo azzeccatissimo: Il mago di Hollywood). Dopo l'introduzione del de Turris possiamo leggere saggi e documenti di Chiara Nejrotti, Alessandro Barbera, Erica Gallesi, Luca Siniscalco, Sebastiano Fusco, Andrea Scarabelli, Ilaria Floreano, Ivano Presotto e Davide Balzano. Il mio intervento riguarda il presunto incontro fra Disney e Mussolini a Roma nel 1935, evento da tanti negato e da tanti dato per certo... C'è l'angolo della narrativa con Max Gobbo, Donato Altomare, Gianpiero Mattanza e Ugo Ciaccio. Infine, una succosa intervista di Scarabelli a Giulio Giorello.


Il libro "eretico" di Degrelle nell'edizione italiana


Passiamo ora a "Terra Insubre - Cultura del Territorio e Identità", rivista trimestrale dell'Associazione Culturale Terra Insubre di Varese che esce ormai da venti anni, diretta da Luigi Mascheroni. Il periodico, come si evince dal sottotitolo, si occupa di tutto ciò che riguarda la storia e le tradizioni dell'Insubria, nel Nord Italia. Il legame con il territorio è talmente marcato e sentito che alcuni degli interventi che appaiono sul periodico sono in lumbard insuber. Il n. 76, dedicato al ricordo del grande poeta irlandese William B. Yeats, contiene un dossier dedicato al fumetto, Focus: Tintin c'est moi! L'introduzione è di Paolo Mathlouthi (che è anche l'infaticabile coordinatore dei Focus). I saggi comprendono lavori di Paolo Giulisano, Maurizio Pasquero e Francesco Manetti. Il mio intervento è una recensione ragionata del libro "maledetto" di Leon Degrelle, il fondatore del Rexismo in Belgio. Il volume, intitolato Tintin Mon Copain, dopo anni e anni e anni di vicissitudini editoriali (in Francia le copie furono sequestrate e madate al rogo), è stato di recente tradotto in Italiano per Astrid (Il mio amico Tintin). L'argomento è essenzialmente biografico: la vita, le imprese e le opere di Degrelle e la sua amicizia con Hergé prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale.




Antarès n. 10
III quadrimestre 2015
WALT DISNEY - IL MAGO DI HOLLYWOOD
pag. 64 - gratuito
Edizioni Bietti - Milano




Terra Insubre  a. XX - n. 76
IV trimestre 2015
FOCUS: TINTIN C'EST MOI!
pag. 100 - € 8,00
Associazione Culturale Terra Insubre - Varese


Francesco Manetti


N.B. Trovate i link alle altre novità editoriali su Interviste & News!