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sabato 23 maggio 2020

BLOOPERS BONELLIANI 9: RE-FUSI

di Saverio Ceri

Evidentemente nella redazione di Julia hanno qualche problema con il tempo, inteso come, orari, date e affini. Dopo il famigerato "caso del 31 giugno", stavolta ci occupiamo del "caso del fuso misterioso". Causa pandemia abbiamo letto solo in questi giorni Il paradiso può uccidere, numero 259 di Julia, uscito a inizio aprile. 

Julia 259, aprile 2020 - Cover di Cristiano Spadoni
L'avventura prende le mosse dalla telefonata di Norma, la sorella della protagonista, preoccupata per la scomparsa del figlio adottivo del compagno, con cui attualmente convive in una zona selvaggia dell'Australia. Le sorelle iniziano la telefonata con un curioso scambio di battute sul fatto che fra le due ci sono solo due ore di differenza di fuso orario: da Norma sono le tre di pomeriggio, mentre da Julia è l'ora di pranzo.



Ora: chiunque abbia visto anche per sbaglio un mappamondo, e abbia anche una vaga idea di quale tra le terre emerse sia l'Australia e quale il continente americano, si rende conto che sono quasi dalla parte opposta del globo, e che quindi se il sole splende in Australia, difficilmente può brillare alto nel cielo anche a Garden City. In effetti se nell'entroterra australiano sono le tre di pomeriggio, a Garden City (localizzabile sulla costa est degli states), è l'una... sì, ma l'una di notte! Tra le due località ci sono infatti non due ma quattordici fusi orari differenti, o dieci contando in verso opposto.     
Com'è possibile che nessuno si sia accorto dell'errore?
La coppia di sceneggiatori evidentemente un mappamondo lo deve aver visto, tant'è che nelle pagine immediatamente successive Julia si imbarca in una lungo viaggio, prima su un aereo di linea fino a Sidney, poi su un volo interno di un ora, infine su un fuoristrada, per giungere, il giorno dopo, dalla sorella. Un tragitto decisamente lungo per superare due soli fusi orari.


Magari Berardi e Calza si sono dimenticati di specificare al disegnatore che Norma ora sta in Australia, a 14 ore da Julia, e questi, ignorando tale dettaglio, ha ambientato entrambe le scene di giorno. L'errore poteva essere rimediato in fase di supervisione, ritoccando alcune vignette rendendole notturne, o semplicemente eliminando dallo scambio di battute telefonico il riferimento al fuso orario, forse con un po' di fortuna nessuno avrebbe notato l'anomalia.  
Appuntamento al prossimo (re)fuso.

Saverio Ceri

lunedì 1 ottobre 2018

IL CASO NON ESISTE: 20 ANNI DI JULIA

Diamo i numeri 52

di Saverio Ceri

Il settantennale di Tex che è caduto ieri 30 settembre, festeggiato con una mostra a Milano, albi a colori, volumi fuoriserie, una nuova collana, album di figurine, statuine e quant’altro rischia di far passare inosservato un altro grande traguardo di una serie di casa Bonelli che si festeggia invece oggi, 1°ottobre: esattamente venti  anni or sono giungeva in edicola il primo numero di JULIA, il secondo personaggio creato da Giancarlo Berardi per la casa editrice di Via Buonarroti.  La criminologa con le fattezze di Audrey Hepburn infatti giunge nelle edicole ventun’anni dopo Ken Parker,  il cowboy con le fattezze di Robert Redford.

Audrey Hepburn la star hollywoodiana che ha ispirato l'aspetto fisico della criminologa bonelliana.
Julia non ha l’aurea di fumetto cult o d’autore come quella quasi unanimemente riconosciuta al suo fratello maggiore, ma rispetto a Lungo Fucile ha goduto e gode di una longevità editoriale decisamente superiore. Come si spiega questa apparente anomalia? Tutto sommato abbastanza facilmente: Ken Parker non era un fumetto pensato per essere “popolare”, Julia sì. Sergio Bonelli dopo essere rimasto scottato dall’esperienza di Lungo Fucile, soprattutto dalla cronica irregolarità delle uscite, solo dopo quattordici anni dalla chiusura della serie di Ken Parker si è sentito di concedere a Berardi la seconda possibilità; dal canto suo lo sceneggiatore genovese voleva dimostrare all’editore che la travagliata vita editoriale del suo primo figlio di carta, era stata  un incidente di percorso, e che  era tranquillamente in grado di creare e gestire una serie regolare con le sue scadenze mensili.

Julia n.1 - Ottobre 1998 - Copertina di Marco Soldi
Il segreto per un personaggio di fumetti di  successo, come lo è Julia, visto che stiamo festeggiandone il secondo decennio, è avere un disegno uniforme, avere una gabbia regolare, avere protagonisti fissi , avere una nemesi conclamata, dei comprimari ricorrenti, avere storie autoconclusive, avere una continuity pressoché inesistente, e tecnicamente essere scritto bene, se non benissimo, da un numero limitato e selezionato di sceneggiatori. Tutte scelte realizzate e ponderate a tavolino prima di far esordire il personaggio nelle edicole, scelte probabilmente avallate e condivise dallo stesso Sergio Bonelli, che in via del tutto eccezionale concesse a Berardi anche un’ulteriore possibilità fino ad allora negata a qualsiasi altro sceneggiatore della casa editrice, ovvero di poter usare il “lei” al posto del “voi” nei dialoghi della serie.

Particolare del primo frontespizio della serie. Illustrazione di Marco Soldi
Dal canto nostro, come sempre, festeggiamo il personaggio, tornando a scoprirlo attraverso i numeri; “tornando”, perché già avevamo dedicato a Julia la settima puntata di questo aperiodico appuntamento dedicato alle cifre, quando ancora questa rubrica era ospitata sulle pagine del blog di Moreno Burattini; vi invitiamo a rileggere la seconda parte di quel post, che ripropone l’intervista realizzata per Dime Press dallo stesso Burattini a Berardi in occasione dell’esordio della serie.

Venti anni fa, il numero venti di Dime Press, presentava  la nuova collana bonelliana. Cover di Marco Soldi 
Le avventure inedite di Julia sono state narrate in 254 volumetti usciti in edicola: 240 della serie regolare e 14 dedicati alla giovane Julia universitaria, usciti come almanacchi (dal 2005 al 2014) e speciali (dal 2015 a oggi). A questi albi vanno poi aggiunti, rimanendo nel solo ambito bonelliano, una versione variant del numero 200 e quattro volumi da libreria: due “oscar” e due di grande formato che ristampano a colori le vicende legate a Myrna, la serial killer principale antagonista della nostra criminologa.  In totale le pagine inedite di Julia Kendall prodotte e pubblicate dalla Bonelli sono, a oggi, 31.684, quantità che fa della protaginista la settima serie per numero di tavole prodotte nei quasi 80 anni di vita della casa editrice.


Giancarlo Berardi, il creatore di Julia.
I pochi e selezionati sceneggiatori di cui parlavamo poc’anzi sono fondamentalmente tre; a parte il creatore Giancarlo Berardi che supervisiona tutte le storie, scrive tutti i soggetti e firma a quattro mani praticamente tutte le sceneggiature, troviamo ormai da anni solamente il vecchio compagno d’avventure Maurizio Mantero collaboratore di Berardi fin dai tempi di Ken Parker e Lorenzo Calza, che salito a bordo un paio d’anni dopo il varo della collana, è riuscito ad entrare in sintonia con la scrittura del creatore della serie, e grazie al fatto di essere della generazione successiva a quella dei due colleghi,  spesso viene incaricato di scrivere le storie con tematiche più vicine ai giorni nostri. Il trio Berardi-Mantero-Calza ha firmato quasi il 97% delle tavole della criminologa, dando alla collana una incredibile uniformità stilistica. A questo ristretto club vanno aggiunti altri sei membri, di cui due, Claudia Salvatori e Michelangelo La Neve, si sono limitati a collaborare marginalmente a una o due storie, dando alla serie un apporto non quantificabile in termini di tavole sceneggiate, e per questo non li incontrate nella graduatoria qui sotto che incolonna per numero di pagine pubblicate, gli scrittori della serie.




Ottenere uniformità anche tra le matite e le chine dei 39 disegnatori impegnati in questi venti anni di pubblicazioni, non è stato facile, ma è risultato vincente per la longevità del personaggio. La scelta molto cinematografica, o televisiva se preferite, di avere una gabbia molto rigida – quasi sempre la striscia è unica o equamente suddivisa tra due vignette, rarissime le splash page, unità al fatto che ogni disegnatore chiamato a illustrare Julia deve uniformare il proprio stile  a quello di tutti gli altri, sono una peculiarità della collana che evidentemente aiuta a fidelizzare i lettori.  Non succede mai di aprire un albo di Julia  e trovarti disorientato perché non riconosci il personaggio disegnato in maniera “strana” dall’autore di turno. 


la Julia di Roberto Zaghi
Julia è sempre lei, chiunque la disegni; se nei credits dell’albo non ci fossero scritti i nomi dei disegnatori spesso non li riconosceresti. A questa regola ci sono state pochissime e comprensibili eccezioni, concesse ad autori del calibro di Toppi, Trevisan o Roi, solo per citarne tre a caso. Ma vediamo la lista completa dei disegnatori e la quantità di tavole illustrate da ognuno di loro.



Dei trentanove illustratori citati poc’anzi cinque non compaiono in classifica; sono Bovo, Ignazzi, La Bella, Mantero, Tolu che hanno collaborato in maniera marginale e non quantificabile ad alcuni albi della serie.


Claudio Piccoli è colui che ha disegnato più tavole di Julia in questi venti anni.
Una cosa curiosa è che per quanto possibile Berardi cerca sempre di mantenere le copie che funzionano così spulciando tra le cronologie personali dei vari disegnatori scopriamo che le storie di Zaghi, per  esempio sono sempre scritte da Calza, così come lo sono dal 2002, quelle di Piccoli, o quelle di Michelazzo (a parte una del 2003); Mantero è invece il “responsabile” delle storie per Boraley, Antinori e Marinetti, solo per citare alcune delle accoppiate più prolifiche.

Da Ken Parker a Julia, la stessa regia dietro le copertine. Disegni di Milazzo e Soldi
Altro punto di forza della serie sono le sue copertine “dipinte” e la raffinata veste grafica, firmata Nico Zardo, responsabile ufficiale dell’aspetto estetico esterno e interno della collana; quasi certamente però, anche in questo caso, non manca lo zampino di Berardi, visto che la grafica di Julia ricorda per certi versi quella di Ken Parker. Se per Lungo Fucile lo sfondo bianco facilitava il risalto l’immagine in primo piano, per Julia è una specie di “occhio di bue” che evidenzia l’illustrazione di copertina, così come l’immagine stessa non si ferma alla cover, ma prosegue per entrambe le collane nella costola, senza parlare dell’eleganza dei logo sia del vecchio Parker, che della giovane Kendall. 



Molta attenzione da parte della redazione anche nella scelta di copertinisti;  pochi, ma buoni. Se si esclude la guest star Vittorio Giardino, sono stati solo tre i disegnatori chiamati in questi venti anni a realizzare quello che da molti è ritenuto il disegno più importante dell’albo. Qui sotto li trovate incolonnati per numero di cover realizzate:


Le immagini a colori ormai da qualche anno sono sempre meno un’esclusiva delle copertine in Casa Bonelli, così non si perde occasione per lanciare nuove collane in technicolor. Nel caso di Julia quello che rende speciale la collana degli speciali, inaugurata nel 2015, è proprio il colore. Il fuoriserie annuale non è l’unico caso di quadricromia per la  collana “gialla” di Via Buonarroti: a colori sono stati, come da tradizione, il numero 100 e il 200  e pure i numeri 1,2,3 e 39, ovvero le prime quattro avventure con Myrna,  in occasione della loro riproposta in volume. Delle 1008 pagine complessivamente dipinte si sono occupati per ora solo tre coloristi, più un quarto “misterioso” che si occupò di colorare il centesimo albo; qui sotto la graduatoria.



I colori di Arianna Florean sulle chine di Marinetti per un intenso primo piano sullo sguardo di Julia.
Altro pallino di Berardi è, fin dai tempi di Ken Parker ,il lettering,  che, come per testi e disegni, deve essere sempre riconoscibile, preferibilmente di un solo autore. Nel caso di Lungo Fucile si trattava di Piero Ravaioli. Inevitabilmente però in una collana ventennale questo non sempre è possibile, quindi nella lista che segue non troverete una sola letterista, ma cinque, di cui le prime due, Maria e Valentina Pejrano, hanno da sole coperto oltre l’82% della produzione. Non attribuibili le tavole dei dieci almanacchi visto che in quella collana non venivano specificati i letteristi. 




Per finire un po’ di curiosità:
Lo sceneggiatore che ha collaborato più a lungo con la collana è ovviamente Berardi, attivo fin dal primo numero.
Il disegnatore attualmente con la carriera più lunga sulle pagine di Julia è Federico Antinori, che disegna Julia da 18 anni e 11 mesi, ovvero quelli che sono passati tra la sua prima storia pubblicata, nel settembre 1999, e l’ultima, dell’agosto 2018.
La storia più lunga, di 378 tavole, si può considerare quella dei primi tre albi, tutti legati fra loro, seguita poi delle 252 tavole delle storie doppie pubblicata sui numeri 34/35, 69/70 e 97/98.



schizzo preparatorio per una cover di Julia di Cristiano Spadoni
Lo sceneggiatore più prolifico in un solo anno solare è stato Giancarlo Berardi con 1197 tavole pubblicate nel 2001, il disegnatore invece che si è visto pubblicato più tavole in soli dodici mesi è stato Steve Boraley con le 307 pagine del 2012
I disegnatori che per più anni sono risultati i più pubblicati sono ben tre: Claudio Piccoli, Ernestino Michelazzo e Laura Zuccheri, tutti a quota 5 vittorie annuali.
Il record di albi consecutivi letterati lo sta stabilendo in questi anni Valentina Pejrano, arrivata a quota 40 albi (ininterrottamente da Julia 201 a 240)


Julia vista da Giuseppe Candita

Alcuni termini sono più ricorrenti di altri nei titoli delle storie di Julia, titoli che, altra caratteristica della serie, non appaiono mai nelle tavole, ma solo in copertina, frontespizio e colonna dei credits. Il nome di “Myrna” per esempio è stato usato in undici titoli e per le sue avventure il creatore del personaggio si affida sempre alla collaborazione di Mantero e sempre agli stessi illustratori, originariamente Laura Zuccheri e, dal 2012, Steve Boraley.  La parola “morte” per ora batte la parola “vita” 5 a 4, nei titoli delle avventure di Julia, mentre, ad oggi, il termine Uomo (o uomini) batte 7 a 4 il termine donna (o donne). Il termine più usato in assoluto nei titoli è comunque la parola “Caso”, apparso ben in 14… casi. Ovvero in tutti gli episodi della giovane Julia pubblicati prima sugli almanacchi, e oggi sugli speciali. Probabilmente non è un “caso” che ad affiancare Berardi in queste 14 avventure si siano alternati in maniera regolare Mantero (in tutti gli anni dispari) e Calza (in tutti quelli pari).
Non so se si è intuito, ma in Julia niente è lasciato al caso.

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

giovedì 17 aprile 2014

RIFLETTENDO SU JULIA 186

di Antonio Russo

Diciassettesima storia di Julia disegnata dal sempre più bravo Ernesto Michelazzo, che aveva esordito anni fa in Bonelli sulla serie-contenitore Zona X (collana che avrebbe meritato maggior fortuna come tante produzioni "minori" dell'editore milanese - ma è una storia vecchia ormai...) per poi consolidarsi professionalmente sulle serie di Nathan Never e spin off relativi. Un segno maturo, preciso e che è consapevole del saper narrare, specialmente quando si è al lavoro su una sceneggiatura di Berardi e Calza, che in questa storia ci raccontano ancora una storia di sordide relazioni e inaspettate colpevolezze, mentre la continuity della Kendall scorre fra malintesi, riflessioni e sempre fonte di riflessioni su quel che nella vita di tutti i giorni ci appare o, cosa che spesso non comprendiamo, realmente è.


Ernesto Michelazzo in una foto del 2012, dal bel blog Il gatto con la Scure.



Ancora una volta, il lavoro d'indagine su un caso di omicidio trova davanti tanti facili strade per cui arrivare a un colpevole, ma la caparbietà della protagonista e il non volere adagiarsi sulla sicurezza derivante dalle apparenze, riesce alla fine a svelare la squallida storia alla base del delitto. A volte il fatto che possano esserci persone come Julia è consolatorio, anche se è un lenitivo poco effice alla triste consapevolezza che sono molte di più le persone come i suoi antagonisti.


Julia n. 186, marzo 2014. Disegno di Spadoni



Julia 186

CARNE DA MACELLO
Marzo 2014
Pagg.132 € 3,40
Soggetto: Giancarlo Berardi
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi & Lorenzo Calza
Disegni: Ernesto Michelazzo
Copertina: Cristiano Spadoni 


Antonio Russo

N.B. trovate i link alle altre recensioni bonelliane andando sul Giorno del Giudizio!

sabato 22 febbraio 2014

THE SUNSHINE STATE. JULIA 185

di Antonio Russo

Finalmente Julia e Ettore passano la loro prima vacanza insieme, in una Miami che magari molti ricordano come sfondo del serial Miami Vice degli anni '80. Niente di scintillante e patinato, solo un placido mare, spiagge e tramonti a far da sfondo a una relazione che nonostante l'enorme distanza (gli USA sono ben lontani da Genova) sembra trovare ben più di una ragione di esistere. Tutto questo nonostante i dubbi e le paure di Julia, descritta qui in atteggiamenti inediti finora ma che sicuramente più femminili non potrebbero essere, altro motivo di ulteriore stupore che riesce a darci Berardi nel delineare l'universo femminile senza scadere in facili stereotipi. Non pensate a male, lascerò a voi la sorpresa di capire a cosa mi riferisco.




Ettore fa da comprimario quasi alla pari con la titolare della testata e viene da chiedersi quante possibilità ci siano che questa storia che sta regalando tanta serenità alla protagonista possa essere LA storia. C'è da aspettarselo, visto che l'autore è ben noto per riuscire a portare i suoi personaggi (vedi Ken Parker) in direzioni impensabili, lasciandoli vivere le loro vite e facendosi quasi portare per mano dagli eventi che di volta in volta accadono. Ottimo albo, quindi, ben raccontato dall'efficace segno di Claudio Piccoli, che iniziò la sua carriera in Bonelli nel 1995, disegnando a quattro mani con Giuseppe Montanari (presso il cui studio aveva iniziato la sua carriera di disegnatore inchiostrando storie per la Ediperiodici e l'Eura) un paio di episodi di Martin Mystere (ci sarebbe anche una storia breve del BVZM... ma non vorrete mica che vi dica proprio tutto, no? :D ). Da solo ha poi realizzato nel 1999 un episodio del mai dimenticato Napoleone di Carlo Ambrosini e uno di Nick Raider pubblicato nell'anno seguente, in cui ha esordito anche su Julia (nel numero 24, per la precisione). Con questo albo, che è il ventunesimo da lui disegnato per la collana (includendo anche due episodi apparsi sull'Almanacco del Giallo, più brevi rispetto allo standard di 126 pagine della serie mensile), il disegnatore di origini venete è probabilmente uno degli artisti più prolifici della saga. 

Julia n. 185, febbraio 2014. Disegno di Spadoni.


Julia 185
MIAMI
Febbraio 2014
Pagg.132 € 3,40
Soggetto: Giancarlo Berardi
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi & Lorenzo Calza
Disegni: Claudio Piccoli
Copertina: Cristiano Spadoni

Antonio Russo

N.B. Trovate i link alle altre recensioni bonelliane andando su Giorno del Giudizio!

sabato 28 dicembre 2013

JULIA 182: VOGLIA DI MATERNITÀ

di Antonio Russo

La voglia di maternità è stato uno degli argomenti che hanno accompagnato Julia fin dalle prime storie; questa umana e ovvia pulsione è stata sempre ben resa, con delicatezza e garbo - come del resto da sempre Berardi riesce a fare nel rendere l'universo e la psicologia femminile. Questa storia, fra maternità reali o che lo sembrano (no spoiler!), lascia non poco amaro in bocca, tanto più perché lo spaccato di umanità che lo scrittore genovese riesce da sempre a dare è quanto mai sconcertante e spiazzante, almeno per chi scrive. Alla sua terza prova da "solista" (dopo l'esordio in Bonelli in tandem con altri sulle pagine di Magico Vento prima e di Demian poi) sulle pagine di Julia, di cui è stato promosso copertinista da due anni con questo numero, Spadoni dimostra segni di crescita nella regia delle tavole, anche se il segno mostra a volte qualche tentennamento sulle caratterizzazioni; ma far recitare i personaggi non è mai facile, e lo è ancora di più con l'autore di Julia che, come noto, ha tracciato nell'ambito del fumetto italiano una nuova strada con il suo Ken Parker e il suo cinematografico storytelling.

Lo sceneggiatore Calza.


Un piccolo appunto, se mi è consentito, per chi mi legge: non sono avvezzo a dare voti perchè non ne sono capace, per mio difetto. Ritengo che un autore ci metta sempre la sua passione e la professionalità nel lavoro che fa e, proprio perché la cifra espressiva e stilistica di ognuno è sua pertinenza e appannaggio, non mi piace affettare giudizi. Spero perdonerete questa mia profonda lacuna, ma ritengo che nel fumetto come nella canzone, nella pittura e nella scrittura, proprio perchè espressione di sé, non ci siano più bravi o meno bravi, ma solo opere più o meno riuscite. Pardonnez moi...


Julia 182, novembre 2013. Disegno di Spadoni.

Julia 182
IL BUIO IN GREMBO
Novembre 2013
Pagg.132 € 3,40
Soggetto: Giancarlo Berardi
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi & Lorenzo Calza
Disegni: Cristiano Spadoni
Copertina: Cristiano Spadoni

Antonio Russo

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giovedì 17 ottobre 2013

INVERSIONE DI GENERE. JULIA 181

di Antonio Russo

Le storie di Berardi sono notoriamente a più livelli di lettura, e anche se possono esserci episodi minori nelle sue saghe, diversi spunti di riflessione non mancano mai nei lavori dello scrittore ligure. La copertina e il titolo possono trarre in inganno; la Sergio Bonelli Editore non ha mai cavalcato nei titoli di cronaca nera le mode. La vittima dello stalking non è una donna (è l'unico spoiler che avrete da me!): tutto ruota intorno a un caso, sì di molestie, ma con evoluzioni e sviluppi che dovrete scoprire da soli. La storia in questo numero, però, è adagiata sulla continuity della serie, quindi una grossa parte è  dedicata ad Abebe, il bambino adottato a distanza da Julia. Ancora la storia di Ettore Cambiasi con Julia continua, con tutte le suggestioni che questo conterraneo di Berardi sa suggerire citando la sua Genova, e ancora i battibecchi di Julia e Webb e il solo Irving ad accorgersi che qualcosa è cambiato.


Senza aggiungere altro (il significato del dispenser e dei kleenex nella seconda parte della vignetta presa dal web è solo per i più grandi)!


Ho apprezzato il cameo di Romy, l'avvocato amica di Julia, che con la sua apparizione e ciò che la giustifica (dovrete comprarlo questo numero, mi spiace...) permette ancora una volta a Berardi di dare prova di quanto sappia scrivere di donne con una sensibilità unica. I personaggi di Berardi sanno essere reali, concreti, veri. Questa è la peculiarità esclusiva di questo grande autore italiano. Che essi siano in una metropoli americana di oggi o nelle distese innevate del West di quasi due secoli fa, poco importa. Salutiamo con questo albo l'arrivo alla Sergio Bonelli Editore di due nuovi autori. Il primo è Matteo Giurlanda, che aveva dato prova del suo bel tratto pulito e nitido sul primo numero della miniserie N.O.X. della Star Comics, affiancato dal veterano della serie Valerio Piccioni. Il secondo, in veste per ora solo di collaboratore, è Luca Bonessi, noto per aver lavorato su alcuni numeri della maxiserie Detective Dante della Eura Editoriale. Non so a chi possa accreditarsi l'uso della mezza-tinta per le parti in cui questa tecnica viene usata, ma come già detto in un'altra occasione, trovo l'uso di questo espediente qualcosa di particolarmente piacevole, che conferisce profondità, specialmente a un tratto così sintetico e pulito come quello con cui è stato presentato questo albo.


Copertina di Julia n. 181, ottobre 2013. Disegno di Spadoni


Julia 181
STALKING
Ottobre 2013
Pagg.132 € 3,40
Soggetto: Giancarlo Berardi
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi & Lorenzo Calza
Disegni:
Matteo Giurlanda & Valerio Piccioni con la collaborazione di Luca Bonessi
Copertina: Cristiano Spadoni

Antonio Russo

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domenica 25 agosto 2013

JULIA 178: NELLA GIUSTA MISURA

di Antonio Russo

Riflettori puntati su De Stefani, il comandante dei reparti speciali che occasionalmente fa capolino nelle storie della criminologa nelle situazioni più disperate. Evitando accuratamente di "spoilerare", l'intreccio è davvero complicato e stare a spiegare il perché e il percome prenderebbe a me ben più di qualche decina di righe e a chi legge il piacere di scoprire la trama di questo episodio che, anche se centrato su quanto accade a De Stefani e alla sua promessa sposa, non si esime dal dare spaccati di situazioni familiari e rapporti tribolati, varia umanità che anche quando non è protagonista nelle storie di Berardi dà comunque la sensazione di essere ben tangibile, proprio perché così vicina a fatti che ognuno di noi - nella vita reale - può constatare o vivere anche in prima persona.


Matite e tavola finita per Julia 178. Dall'interessante blog dell'autore Roberto Zaghi.



La misura fra umanità e regole, fra sentimenti e azione, non viene mai meno neanche in questa storia, dove Roberto Zaghi mostra un segno ancora più pieno, più maturo (lavorare con Berardi richiede una certa duttilità ed esperienza nel gestire la mimica facciale dei personaggi, e in questo Zaghi diventa sempre più bravo) dai suoi esordi su Zona X (mi sembra che ci sia anche qualche episodio di Nathan Never o di Legs nel suo carnet, ma vado a braccio e senza sbirciare - come sempre!) ed è da considerarsi davvero una delle colonne della serie.


Julia n. 178 (luglio 2013). Copertina di Spadoni.



Julia 178 
NELLA BUONA E NELLA CATTIVA SORTE 
Luglio 2013 
Pagg.132, € 3,40 
Soggetto: Giancarlo Berardi 
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza 
Disegni: Roberto Zaghi 
Copertina: Cristiano Spadoni

Antonio Russo 

P.S. Trovate le altre recensioni bonelliane sul Giorno del Giudizio! 

domenica 16 giugno 2013

LA MALA PUO' ATTENDERE... JULIA 177

Di Antonio Russo

Motivo di fondo degli ultimi due numeri è la neonata storia d'amore sbocciata fra la bella criminologa e il poliziotto genovese Ettore Cambiaso, rapporto che continua - nonostante la distanza e le apprensioni di Julia, sicuramente un po' disillusa e sfiduciata dalle vicende precedenti. Anche a distanza il "moretto latino" (come lo chiama Leo Baxter) affascina e strega le ultime reticenze, quasi un effetto domino, dei comprimari vicini a Julia, fra cui il baluardo più tenace era proprio la governante Emily. Resta comunque di sfondo il programmato arrivo dell'uomo a Garden City, visto che il punto focale dell'avventura è l'inaugurazione di un dirigibile (che dovrebbe sfatare una volta per tutte quella che dai tempi del disastro dello Hindenburg è rimasta quasi una maledizione latente per questo tipo di velivoli) e soprattutto il perché tutte le attività criminali siano improvvisamente cessate a Garden City, senza che se ne riesca a sapere il motivo - neanche attraverso gli abituali informatori.

La "pozza dei miti". Ecco la locandina di Black Sunday, film diretto nel 1977 da John Frankenheimer: I terroristi palestinesi progettano di far esplodere un dirigibile su uno stadio affollato!

Il caldo torrido rende di sicuro tutti un po' irritabili (strana combinazione, visto che anche da noi, nella vita reale, il caldo è finalmente arrivato spazzando un inverno insolitamente lungo); fra tutti però quello che vince la palma dell'antipatico stavolta è il tenente Irving, ma tant'è... Berardi e Calza snodano la storia man mano senza mai lasciar intuire il vero motivo dell'improvvisa non belligeranza della malavita (come faccio a dirlo senza rovinarvi la lettura?) per le efficaci matite di Ernesto Michelazzo, che è approdato a un segno più secco, più asciutto e che in alcuni tratti ricorda Gustavo Trigo (visto su due episodi di Julia anni fa, uno pubblicato prima della scomparsa e un altro apparso postumo e concluso da Marco Soldi e Enio). Una nota dolente e una simpatica, che comunque non smorzano l'emozionante finale (sono un romanticone: fatemi causa!). Quella dolente è relativa a un elemento usato durante la storia, in parte determinante per venire a capo della matassa; è incongruente, in quanto una ripresa video di una telecamera nascosta in un punto preciso di un negozio di cui si riporta l'inquadratura nelle vignette certamente non può cominciare a girare per il locale cambiando angolazione di ripresa (per quanto narrativamente possa essere una licenza artistica, stride come un coltello su un vetro) - manco fosse uno dei mosconi spioni di Sigmund Baginov in Nathan Never. La nota simpatica è che la targa della Morgan di Julia è "JG 151 KB", dove è chiaro che la "J" e la "K" stanno per Julia Kendall, mentre la "G" e la "B" stanno per Giancarlo Berardi, mentre i tre numeri usano in pratica le cifre della data di nascita di Berardi (escluso l'anno) e cioè il 15 novembre, appunto due "1" ed un "5". Espediente simpatico! ^_^

Copertina di Julia n. 177, giugno 2013. Disegno di Spadoni.


Julia 177 
NULLA DA SEGNALARE 
Giugno 2013 
pag. 132, € 3,40 
Soggetto: Giancarlo Berardi
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza
Disegni: Eernesto Michelazzo 
Copertina: Cristiano Spadoni 
Rubriche: Giancarlo Berardi



Antonio Russo



 
N.B. Trovate le altre recensioni bonelliane sul Giorno del Giudizio!

SINFONIA D'AUTUNNO: JULIA 176

di Antonio Russo



Crudo episodio quello di maggio, scritto da Berardi in collaborazione con il bravo Lorenzo Calza e disegnato da Claudio Piccoli, che mancava dalle pagine della serie da agosto del 2012. Sullo sfondo sembrerebbe esserci una guerra fra bande, ma è solo un pretesto ulteriore che fa gioco anche per mostrarci un nuovo misterioso comprimario, Suor Louise Vegas - dal misterioso passato e dal deciso carattere. Julia e la donna si trovano in una situazione articolarmente tesa, perfettamente resa nell'ambientazione "meteorologica" dal bravo disegnatore. Sviluppi tesi, dove ancora una volta le cose si rivelano non essere quel che appaiono, e tuttavia rimane una tristezza di fondo, perfettamente contrassegnata dalla bella canzone degli U2, October, che Julia interpreta al pianoforte da sola, verso il finale. Bisogna ascoltarla per capire...


Copertina di Spadoni per Julia n. 176, maggio 2013

Julia 176

VENTO D'OTTOBRE

Maggio 2013

pag. 132, € 3,40

Soggetto: Giancarlo Berardi
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza

Disegni: Claudio Piccoli

Copertina: Cristiano Spadoni 

Rubriche: Giancarlo Berardi

Antonio Russo

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giovedì 7 marzo 2013

MUSICA NEL SANGUE: JULIA 174


di Antonio Russo


Giancarlo Berardi, aiutato dal sempre valido Lorenzo Calza, dà finalmente l'impressione di voler dare un po' di pace alla sua Julia... un po' di quella serenità che solo in un amore corrisposto e sincero può trovare la bella criminologa che, suo malgrado, tante false partenze hanno un po' piegata nell'animo. Nei numeri scorsi anche i ponti sospesi con le sue vecchie storie finite avevano trovato un preciso segno che ne demarcava la conclusione; un giusto dazio per chi aveva giocato in modo troppo leggero con i sentimenti di una donna bisognosa d'amore come da sempre è Julia, non comprendendo quindi il carattere comunque risoluto sotto l'aspetto delicato.


Zena.



Sottilmente, sullo sfondo di un'indagine internazionale che prende le mosse da Genova per arrivare fino a Garden City, si snoda una storia che alla fine è un mero pretesto per introdurre nella serie Ettore Cambiaso, commissario della Polizia di Stato italiana in trasferta negli USA per seguire un caso di traffico internazionale di stupefacenti - condito da un cadavere impacchettato. In comune con il suo creatore - guarda caso!- il poliziotto non ha solo i natali, ma anche il fatto di suonare la chitarra e di aver militato in un gruppo da giovane (Berardi suonava negli Scorpioni, un oscuro complessino degli anni Sessanta e, se la memoria non mi inganna, dovrebbe aver anche inciso qualcosa da solo a suo nome). Altre notizie sul bell'agente le potrete apprendere leggendo l'albo (ma non posso fare a meno di sottolineare che, come Francesco Baccini, famoso cantautore genovese, è anche lui figlio di padre genovese e madre napoletana!), dove una delle cose più divertenti è che Ettore risulti simpatico a tutti, a partire dal tenente Alan Webb, sempre prevenuto nei confronti di altri maschi (davanti a un attonito di Ben Irving, che in pratica capisce in tempo reale cosa sta accadendo!), per arrivare fino al meccanico Nick Yorgis, sotto lo sguardo stupito e compiaciuto di Julia che finisce per innamorarsene.



Genova, la musica e il fumetto: i Buio Pesto. La loro strepitosa canzone Capitan Baxeicò riassume in un'unica mossa la tripletta di suggestioni!



Ciò avviene in un modo così semplice e leggero che, ancora una volta, conferma Berardi uno dei migliori sceneggiatori italiani, in special modo capace di tratteggiare con sensibilità e delicatezza le figure femminili, e questo fin dai tempi della saga di Ken Parker, in cui ci ha regalato donne indimenticabili. Julia non subisce il fascino di Ettore ma se ne innamora pian piano, e niente viene concesso a possibili sviluppi della storia fra i due (niente spoiler... se guardate il finale dell'albo lo fate assumendovene le responsabilità), ma sembra di avvertire per tutta la storia una sottile brezza che spero porti un po' di tranquillità alla protagonista, e magari sviluppi nuovi che da troppo tempo ormai sono attesi da tanti lettori. Ciò significherebbe dare nuova linfa a una bella serie che, come poche, riesce ad avvicinare l'altra metà del cielo alle nuvole parlanti, delineando una figura di donna vera, reale e che proprio per questo ha la necessità di esprimere ora una delle caratteristiche fondamentali dell'universo femminile, che a Julia è sempre mancata, con suo grande rammarico... ma, come recita l'adagio, non mettiamo il carro davanti ai buoi!
Ai disegni il sempre più bravo Valerio Piccioni, classico disegnatore di Julia, anche in tandem con altri (unico altro suo lavoro alla Sergio Bonelli Editore è un episodio della miniserie La stirpe di Elan, apparsa sulla bella ma sfortunata collana antologica Zona X) che in questa occasione presenta anche belle tavole a mezza tinta ambientate a Genova, in cui sfoggia la conoscenza dei caratteristi "carruggi" e della città dove si è trasferito dalla nativa Roma per intraprendere la collaborazione con Berardi che tuttora dà quei frutti che possiamo ammirare.


Julia n. 174, marzo 2013. Copertina di Spadoni



Julia 174 
CADAVERE IN TRASFERTA
Marzo 2013
pag. 132, € 3,40
Testi: Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza 
Disegni: Valerio Piccioni 
Copertina: Cristiano Spadoni 
Rubriche: Giancarlo Berardi


Antonio Russo

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