Visualizzazione post con etichetta Sedioli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sedioli. Mostra tutti i post

mercoledì 25 dicembre 2024

BONELLI 2024: L'ANNO DI VERNI

Diamo i numeri 88

di Saverio Ceri

Terzo appuntamento con il riassunto in cifre dell'annata bonelliana. Una premessa sempre valida, prima di iniziare, soprattutto visto che si parlerà di disegnatori: Alcuni albi sono firmati a più mani, molte mani; Questa abbondanza di firme, talvolta impedisce alla redazione di indicare quali singole pagine dell’albo siano disegnate dall’uno o dall’altro illustratore. Così succede di avere albi in cui hanno messo mano dai due ai sei disegnatori, di cui molti esordienti (e quindi con un tratto meno riconoscibile), “amalgamati” in alcuni casi dai coloristi, che se da una parte col loro lavoro facilitano la fusione tra gli stili impedendo brutali stacchi di disegno, dall’altra appunto complicano l’attribuzione delle chine sottostanti. Così pur cercando di accreditare al meglio le varie tavole, non è detto che ci sia riuscito; anzi sollecito i disegnatori e i coloristi coinvolti in questi albi multi-firma a segnalarmi inesattezze, se le riscontrano, aiutandomi così a correggere le cronologie delle serie coinvolte, attribuendo a ognuno i propri meriti.

Marco Verni è stato il disegnatore più pubblicato su albi bonelliani nel 2024.

Stavolta sotto i riflettori, come dicevamo, ci sono gli illustratori, i 163 disegnatori che quest'anno ci hanno allietato con le loro matite e chine. 
Prosegue la tendenza al ribasso degli ultimi anni, stavolta gli illustratori sono quattro in meno dei precedenti 12 mesi. Già 66 in meno dell'annata record 2018. Nel grafico qui sotto, che confronta i dati degli ultimi quindici anni, vediamo che quello del 2023 è il peggior dato dagli ultimi undici anni, ma è anche l'undicesimo miglior dato di sempre, dato che è superiore a tutti quelli degli anni dal 1941 al 2013.


Quest'anno i disegnatori esordienti in casa Bonelli sono stati tredici, sei in più dello scorso anno; li rintraccerete tutti nella prossima tabella perché indicati con la lettera E a fianco del numero delle tavole. 
Nella tabella troverete incolonnati per numero di tavole pubblicate tutti i 163 illustratori. Ricordiamo anche che il "PB" verde accanto al nome sta per Personal Best, nel caso il disegnatore in questione abbia stabilito quest'anno il suo record personale di pagine bonelliane pubblicate (il "PB" è giallo in caso di primato uguagliato), e che i numeri decimali sono la conseguenza di storie firmate a più mani, o di aggiunte realizzate per ristampe come nel caso di quest'anno con Ut e Docteur Mystère. 


Il podio
Grazie alla maxi storia di Zagor che vede scontrarsi lo Spirito con la Scure con uno dei nemici storici, tra i più amati dai lettori, ma tra i meno utilizzati dagli sceneggiatori, ovvero Supermike, Marco Verni riesce a primeggiare in questo 2024 tra i disegnatori; è lui il più pubblicato su albi Bonelli. Col suo record personale annuale di 548 tavole, sale per la prima volta sul podio, e direttamente sul gradino più alto.

Bruno Brindisi è il secondo illustratore più pubblicato del 2024.

Non è invece il personal best, per poche pagine, quello di Bruno Brindisi, che, nonostante una grande annata si deve accontentare dell'argento alle spalle del disegnatore romagnolo.  Per Brindisi è il terzo podio, e terzo argento, dopo quelli del lontano 1994 e del più recente 2019. 

Al terzo posto troviamo un altro zagoriano, Gianni Sedioli, che sale sul podio per la quarta volta in carriera. Il bronzo di quest'anno va a incrementare il suo palmares, finora composto da 1 oro e 2 argenti.

Gianni Sedioli e Marco Verni, i due zagoriani sul podio del 2024, in passato hanno realizzato 7 episodi a quattro mani per lo Spirito con la Scure.

La Top Ten
Tra i primi dieci di quest'anno troviamo un paio di riconferme rispetto al 2023: Gerasi che cede il primo posto, scivola in ottavo, ma rimane nella Top Ten; e Bertolini, che col record personale, migliora la posizione dello scorso anno passando dal settimo al quarto posto. Non è facile ripersi dopo dodici mesi, lo dimostra il fatto che negli ultimi cinque anni è successo solo quattro volte di cui due quest'anno.
Quest'anno qualche possibilità in più l'ha offerta la bassa "quota di ingresso", nel senso che a Palumbo sono bastate le 224 classiche tavole di un Texone per riuscire a entrare tra i primi dieci. Si tratta di un evento rarissimo del 1968 a oggi, ovvero da quando Tex è passato dalle 80 strisce (ovvero 27 pagine scarse), alle 110 tavole inedite a numero, lo step definitivo che rese gli albi bonelli più "corposi". Da quell'anno di svolta a oggi infatti solo nel 1987 e nel 1994 era successo che con esattamente 224 pagine, come in questo 2024, si accedesse ai "piani alti" della classifica. 

Tra i disegnatori in Top Ten troviamo quest'anno anche Marco Ghion impegnato fin dall'esordio, sulle pagine di Tex Willer. 

Dell'anno particolare ne hanno approfittato in due, Palumbo e Ghion che con i loro record personali sono riusciti per la prima volta a conquistare la Top Ten. Personal Best anche per Bertolini e Bocci rispettivamente alla quarta e alla seconda presenza tra i primi dieci. Un po' più abituati a veleggiare nelle zone alte sono Sedioli e Siniscalchi entrambi all'ottava presenza in Top Ten; un'apparizione in meno per Brindisi a quota sette, seguito da Giardo a sei, da Verni a cinque e da Gerasi, per la terza volta tra i primi dieci. 

Il ranking
Lo scorso anno abbiamo introdotto il concetto di ranking per i disegnatori. Dato che i frutti del loro lavoro quotidiano si vedono spesso tutti insieme e dopo anni, per capire davvero chi è il più prolifico tra gli illustratori bonelliani, abbiamo bisogno di analizzare i dati in un lasso di tempo più ampio, almeno cinque anni, periodo nel quale anche le storie più lunghe vengono completate e date alle stampe. Quest'anno il periodo preso in esame è il lustro 2020/2024. Qui sotto trovate incolonnati, per brevità, solo i 50 disegnatori più prolifici dei 356 pubblicati dalla Bonelli nel periodo preso in esame.


Per il secondo anno consecutivo sul gradino più alto del podio dei disegnatori più prolifici troviamo Max Bertolini, che migliora la prestazione dello scorso anno, portandosi a una media praticamente di 300 pagine all'anno, e staccando i tre più diretti concorrenti, Sergio Gerasi, Walter Venturi e Corrado Roi che dodici mesi or sono erano più o meno al suo livello di produzione.
Gerasi, entrando in Top Ten anche quest'anno, guadagna un paio di posizioni, piazzandosi al secondo posto, estromettendo dal podio, di fatto, Roi, che crolla in sesta posizione. Il più gotico dei disegnatori bonelliani perde il suo posto sul podio per la prima volta dal 2011.
Il terzo posto rimane nelle mani di Venturi che pur migliorando il suo score non riesce a scalare posizioni, probabilmente lo farà il prossimo anno dato che "scarterà" un'annata  da sole 42 tavole (il 2020), per sostituirla, probabilmente, con una buona annata 2025.
Segnaliamo il balzo in avanti di ben settanta posizioni per Marco Verni, autore della storia più lunga dell'anno, nonché della più lunga in assoluto di Zagor.

Max Bertolini, attualmente il più prolifico disegnatore bonelliano si è cimentato in passato anche con Zagor.

I veterani
Tra i disegnatori pubblicati quest'anno il veterano è Giovanni Ticci il cui esordio bonelliano risale a 66 anni fa, seguito dal compianto Giuseppe Montanari che aveva esordito nel 1962, troviamo poi il ritorno del fresco ottantenne Luigi Merati a 50 anni dalla sua prima esperienza bonelliana e a 40 dall'ultima storia pubblicata prima del breve episodio zagoriano di quest'anno. Sono uno di meno, 49, gli anni di collaborazione di Roberto Diso con la redazione di Via Buonarroti, e 46 quelli di Giancarlo Alessandrini. Anche il compagno di mille avventure di Montanari, Ernesto Grassani rientra tra i veterani di questo 2024, lo apprezziamo infatti ormai da 45 anni.
A Onor del vero ci sarebbe un disegnatore da citare, che, se fosse ancora tra noi, potrebbe festeggiare quest'anno i suoi 78 anni in Bonelli, ovvero Pini Segna, che firmò per la prima volta un albo Bonelli nell'immediato dopoguerra (1946) e che abbiamo ritrovato nell'autunno del 2024 grazie al recupero di una storia "perduta" in un cassetto di Via Buonarroti, pubblicata sullo speciale zagoriano Il re di Cuenca Verde.
Tra i disegnatori più costanti, quelli pubblicati ininterrottamente da decenni, segnaliamo che le tavole di Giovanni Freghieri, le leggiamo da 40 anni consecutivi, uno in più di Montanari & Grassani; seguono Michelazzo pubblicato ininterrottamente da 30 anni, e Piccoli da 27.

Con Il re di Cuenca Verde, lo speciale autunnale di Zagor, sono tornate in edicola, a distanza di quarant'anni le tavole di Pini Segna

Serie per serie
Proseguiamo con la lista dei disegnatori più prolifici per ogni serie, almeno quelle con 320 tavole pubblicate nell'annata appena conclusa. Riportiamo qui sotto una tabella riassuntiva, con numero di tavole pubblicate, e numero di vittorie annuali relativamente alla serie in questione. 


Su Dampyr, per la prima volta, il più pubblicato dell'anno è Cropera; primo scudetto, ma dell'Erondar, anche per Galliccia, l'illustratore più prolifico di Dragonero in questo 2024. Su Dylan Dog è il veterano Siniscalchi a prevalere, per la seconda volta in carriera, a distanza di 29 anni dalla prima, come disegnatore più pubblicato dell'anno. Un terzetto di illustratori guidano la classifica di Julia con due storie all'attivo negli ultimi dodici mesi: l'habitué Steve Boraley, all'ottavo titolo, e la coppia Bonanno-Di Clemente, entrambi al secondo alloro. Similmente su Martin Mystère, con un paio di albi a testa, guidano i tre la classifica 2024: i quasi esordienti Cipriani e Da Sacco, al primo scudetto, sono accompagnati dal più scafato Sforza, giunto al secondo titolo. Da segnalare che Michela è l'unica donna scudettata tra sceneggiatori e disegnatori degli ultimi dodici mesi.

Il Dampyr di Michele Cropera, quest'anno il principale disegnatore della serie horror creata da Mauro Boselli e Maurizio Colombo.

Talami guadagna il suo terzo alloro sulla collana di Morgan Lost, col minor sforzo di sempre: le 90 pagine pubblicate quest'anno sono lo score più basso necessario per vincere mai registrato sulla collana.
Bertolini il disegnatore più prolifico dell'ultimo lustro non poteva farsi sfuggire la terza vittoria, la seconda consecutiva, sulle collane di Nathan Never.
Primo successo per Bruno Brindisi tra le innumerevoli pubblicazioni inedite dedicate a Tex, e primo scudetto anche per Verni su Zagor grazie alla sua annata più prolifica di sempre. 

Gli Anni Venti

Arriviamo anche per i disegnatori, alla classifica del decennio, che giunta alla quinta tappa non può che somigliare a quella dell'ultimo quinquennio poco sopra commentata. Qui sotto la Top Ten  aggiornata al 2024, quindi.


Le posizioni ovviamente sono le solite del Ranking, per una volta, ma essendo questa una classifica che si forma di anno in anno sommando i vari score, senza scalare tavole di anni precedenti, notiamo che si evolve diversamente dal ranking, anche solo considerando lo spostamento rispetto all'anno prima. Bertolini e Gerasi, in questo caso già sul podio lo scorso anno, scavalcano Venturi. Giardo che già era in Top Ten nel '23, si avvicina al terzetto al comando, e probabilmente con l'albo di Nathan di gennaio potrebbe già salire virtualmente sul podio. Grazie alla buona annata, balzo in avanti per Brindisi che scalza dal quinto posto, per una manciata di pagine Roi. Quasi cento pagine più in basso i quattro illustratori che chiudono la Top Ten, giunti in quella posizione attraverso percorsi diversi; chi con un anno straordinario tipo Sedioli; chi ci è sceso con uno score annuale da zero tavole, come Della Monica; chi, come Boraley, ci è giunto con la costanza e la regolarità della pubblicazione, dato che appare su Julia mediamente ogni 6-7 numeri.

Illustrazioni di Sergio Gerasi. Grazie al suo lavoro su Dylan Dog e Eternity è uno dei più prolifici disegnatori bonelliani degli anni Venti del XXI secolo.

All-Time
Con le 468 pagine di quest'anno Brindisi guadagna ben quattro posizioni nella classifica di tutti i tempi salendo al 17° posto. Scalano di un posto Piccatto, Casertano, Guzzon e Civitelli, che esce quindi nuovamente dalla top 20 dopo esservi entrato nel 2023. 

Con le tavole pubblicate nel 2024, Giovanni Freghieri ha superato la barriera delle 10.000 tavole bonelliane pubblicate, è l'ottavo disegnatore della storia Bonelli che riesce nell'impresa.
Nei passati dodici mesi, Luigi Siniscalchi, Rodolfo Torti e Sergio Giardo, hanno invece sfondato quota 6.000 tavole, sono rispettivamente 22°, 23° e 24° nella graduatoria bonelliana di  tutti i tempi. 

Giovanni Freghieri disegnando per Tex, Zagor, Dylan Dog, Martin Mystère, Dampyr, Ken Parker, Bella & Bronco, Morgan Lost, Brendon, Volto Nascosto,Le Storie, Hellnoir, ha superato quota 10.000 tavole in casa Bonelli, dall'esordio (1985) a oggi. 

Anche per questa terza parte è tutto. Se vi fossero  sfuggite vi invitiamo a leggere le prime due puntate dedicate ai personaggi e agli sceneggiatori, e vi diamo appuntamento ai prossimi giorni con i dati dei copertinisti, coloristi e albi speciali.

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.   

giovedì 3 giugno 2021

SESSANT'ANNI DAL SESSANTUNO

Diamo i Numeri 67

di Saverio Ceri

Sono passati sessant'anni da quel giugno '61 in cui fece capolino per la prima volta in edicola un personaggio dal bizzarro abbigliamento che si catapultava sui nemici appeso a una liana. Probabilmente neppure Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, si sarebbe mai immaginato che dopo 60 anni ancora si parlasse del quel personaggio; del resto nessuno degli eroi dei comics in voga allora, aveva mai raggiunto un così ragguardevole traguardo - Topolino aveva 33 anni di storia editoriale, Tintin uno di meno, Superman compiva 23 anni, Tex era un tredicenne, solo per citarne alcuni-, e quindi difficilmente l'editore/sceneggiatore meneghino avrebbe potuto prevedere una così longeva carriera per il suo Za-Gor-Te-Nay. E invece dopo oltre 90.000 tavole, dopo oltre 1.900 albi tra inediti e ristampe bonelliane, dopo oltre 500 avventure e il coinvolgimento di 132 autori, siamo qui a parlare dello Spirito con la Scure e a festeggiare il suo incredibile anniversario: 60 anni di ininterrotta presenza in edicola.


In questa aperiodica rubrica ovviamente lo festeggeremo, come prassi,  attraverso le cifre, che già in parte abbiamo anticipato; numeri che servono a dare le proporzioni del successo editoriale oggettivo del personaggio al di là dei gusti personali dei singoli lettori. Se ancora oggi l'editore di via Buonarroti pubblica regolarmente oltre duemila tavole inedite all'anno del personaggio, significa che l'eroe creato da Nolitta e Ferri sessant'anni or sono, ha ancora un discreto numero di estimatori. Sicuramente saranno molti meno degli anni '70, il periodo d'oro dei personaggi bonelliani, ma ancora sufficienti a tenere in vita la serie regolare e tutte le serie parallele a lui dedicate.

Guido Nolitta (Sergio Bonelli) e Gallieno Ferri: i creatori di Zagor tengono fra le mani la prima mitica striscia del 15 giugno 1961.

Come accennavamo poc'anzi la Sergio Bonelli Editore ha pubblicato fino a oggi 1934 albi col marchio di Zagor in copertina, tra questi 1023 di materiale prevalentemente inedito. Nella prima tabella di questa puntata, che vedete qui sotto, travate elencate le varie testate dedicate allo Spirito con la Scure, quanti albi sono usciti per ognuna, la prima e l'ultima uscita della collana. In colore più scuro le collane di materiale completamente o prevalentemente inedito; in colore più chiaro le serie che hanno proposto esclusivamente, o quasi, ristampe. Le pubblicazioni sono divise tra quelle destinate all'edicola e quelle destinate al circuito delle fumetterie e delle librerie, realtà che la Bonelli ha cominciato ad affrontare direttamente solo dall'autunno del 2015, se si eccettua una breve parentesi col marchio Cepim a cavallo tra gli anni '70 e '80. 



La collana più longeva dedicata a Zagor è ovviamente la Zenith, la testata che da 56 anni, a partire dal numero 52 (luglio 1965), lo ospita in maniera regolare, prima con le ristampe delle strisce e poi con storie inedite appositamente realizzate. 
Segue, come numero di uscite, ben 244 albi in oltre 31 anni, la Raccolta della stessa collana, anche se inizialmente gli albi raccolti probabilmente provenivano dalla Ristampa Zagor (quella con la scritta rossa in costolina), e solo successivamente all'esaurirsi di quella testata, e delle sue rese, si passò a ricopertinare le rese della Zenith. 
Seconda come longevità editoriale in realtà è lo Speciale di Zagor, giunto al 33° numero in  33 anni di presenza in edicola. 
Tutto questo solo per rimanere in ambito bonelliano. Fuori dai confini della casa editrice segnaliamo, tra gli altri, i 212 numeri della Collezione Storica a Colori di Repubblica e i 100 numeri (annunciati per il momento) della collana Zagor lo Spirito con la Scure, ancora in corso, in abbinamento con La Gazzetta dello Sport.

Il centesimo albo della Collezione Storica a Colori di Repubblica presenta una cover "variant" rispetto all'originale pubblicata nella collana Zenith. Illustrazione di Gallieno Ferri.

Le tavole inedite pubblicate in questi 60 anni hanno appena superato, con l'albo in edicola, la boa delle 90.000 pagine. Per la precisione siamo a quota 90.063,33; il numero periodico purtroppo ce lo tiriamo dietro dal primo decennio di vita del personaggio, quando i fumetti si pubblicavano a strisce e non a tavole. La collana principale anche in questo caso è la Zenith che ha ospitato oltre 58.000 tavole, seguita dal maxi con oltre 12.000 tavole e solo al terzo posto troviamo le collane (ad oggi sei) che hanno presentato le avventure dell'eroe a strisce, con poco più di 6.300 tavole.

la cover dell'albo del sessantennale è un omaggio di Alessandro Piccinelli alla mitica copertina della prima striscia di Zagor realizzata da Gallieno Ferri. 

Gli sceneggiatori
Sono 52 gli scrittori che hanno realizzato almeno un sceneggiatura di Zagor nei sessant'anni di vita editoriale del personaggio. A questi vanno aggiunte 6 guest-star che hanno realizzato una tavola autoconclusiva (o "vignettona") per la miniserie Cico a Spasso nel tempo e 4 autori di solo soggetti, per un totale di 62 autori. Li trovate tutti nella tabella qui sotto incolonnati per numero di tavole sceneggiate; nelle colonne successive trovate le pagine pubblicate su ognuna delle testate zagoriane: le strisce, le quattro serie storiche più le due recenti; la Zenith, ovvero la collana mensile; gli speciali dedicati a Cico; gli speciali dello Spirito con la Scure; gli Almanacchi dell'Avventura; i Maxi compreso la nuova incarnazione Zagor +; i Giganti compreso le miniserie di Cico a spasso nel tempo, Le origini e le Darkwood Nolvels, che pur in formato più piccolo sono uscite ufficialmente come collana "gigante"; i color; e infine le tavole pubblicate in prima battuta per edizioni da libreria. 

I dati relativi al primo numero de Le Origini li trovate nella colonna delle pubblicazioni da libreria, essendo uscito prima in volume e dopo alcuni mesi in edicola.

Le ultime due colonne della tabella riportano il numero dei soggetti e delle sceneggiature realizzati da ognuno dei 62 autori; in queste troverete, sia per gli sceneggiatori, ma soprattutto per i disegnatori, molti numeri decimali, perché molte avventure sono state realizzate a più mani. Chiaramente ogni autore sente sua una storia anche se ne ha realizzato sola una parte, e quindi potrebbe essere giusto anche assegnare ad ognuno una storia, anziché una frazione di essa. In tal caso Burattini, ad esempio, sarebbe a quota 146, dato che alle 144 storie di cui ha scritto da solo o in coppia la sceneggiatura, aggiunge anche sue soggetti scritti per altri. Nolitta invece è stato coinvolto in 98 storie, considerando anche quelle per le quali ha partecipato al soggetto. Nella colonna dei totali, ma anche in quelle parziali delle varie collane, sono evidenziati con toni di colore più scuri gli autori più prolifici, e con tonalità a scalare quelli sul podio e quelli nella top ten.


Moreno Burattini che contribuisce alla serie di Zagor da trent'anni, è lo scrittore più pubblicato nella storia del personaggio, è l'unico ad aver messo mano a tutte le collane dello Spirito con la Scure, e in maniera abbondante dato che risulta il più prolifico in 7 colonne su 9.
Guido Nolitta, il creatore del personaggio, secondo in graduatoria per numero di tavole sceneggiate, ma sicuramente il primo nei cuori di tutti i fan di Zagor, primeggia ovviamente nella categoria strisce.
Al terzo posto troviamo Marcello Toninelli, traghettatore della serie tra il periodo Nolittiano a quello della coppia Boselli/Burattini. Lo sceneggiatore senese supera lo stesso Mauro Boselli per una cinquantina di tavole. A seguire tutti gli altri, a partire da Jacopo Rauch, quinto nel complesso, ma il più prolifico quando si parla di Zagor Color.  
Moreno Burattini il più prolifico degli scrittori zagoriani, ha dedicato al personaggio anche diversi racconti pubblicati da altri editori. Il volume che stringe tra le mani è la sua autobiografia legata a filo doppio ovviamente con la vicenda editoriale dello Spirito con la Scure

I disegnatori
Gli illustratori chiamati a realizzare le oltre novantamila tavole sono stati 76, tra i nomi in comune con la graduatoria degli scrittori segnaliamo i sei autori della "vignettona" dedicata a Cico, ma soprattutto Gallieno Ferri, ventesimo tra gli sceneggiatori, ma primo per distacco tra i disegnatori, sia come quantità di tavole, sia come preferenza dei lettori.


Con i suoi 55 anni di ininterrotta carriera zagoriana Gallieno Ferri è il disegnatore bonelliano che ha dedicato più pagine a un solo personaggio. L'illustratore di Recco, oltre che primeggiare nella graduatoria complessiva, risulta il più pubblicato sulle strisce, sulla Zenith, ma anche sugli speciali e sui giganti. Solamente Franco Donatelli, secondo in classifica generale, avrebbe potuto battere Ferri sulla collana ammiraglia, ma il destino ha voluto che questo duello all'ultima tavola non si tenesse.

Gallieno Ferri, il disegnatore ligure che ha dedicato quasi tutta la carriera al suo amato Zagor.

Alessandro Chiarolla, grazie alla sua massiccia presenza sulle collane speciali, conquista il podio. Francesco Gamba, quarto in assoluto, è stato il disegnatore più utilizzato sulla collana dedicata a Cico, mentre Raffaele Della Monica, quinto in assoluto, sale sul podio per quanto riguarda la collana Zenith insieme ai Maestri Ferri e Donatelli. Gianni Sedioli, a pari merito col già citato Chiarolla, è il disegnatore più pubblicato sui Maxi. Sui giganti invece e Marco Verni ex-aequo con Ferri ad aver pubblicato più tavole. Un pari merito infine anche per la testata Zagor Color: Bane Kerac e Walter Venturi hanno realizzato un paio di albi a testa.
Tra le curiosità segnaliamo Gramaccioni che pur avendo disegnato quasi 800 tavole zagoriane è praticamente sconosciuto al lettore che compra solo la collana Zenith: tutte le sue vignette sono apparse infatti su albi fuori serie. Nessun autore è stato pubblicato su tutte le testate; Ferri e Verni sono i più "trasversali" della tabella, apparendo in sei colonne su nove.

I copertinisti
Il copertinista per antonomasia è Gallieno Ferri. A mio avviso pochi, forse nessuno, in tutta la casa editrice, ha il senso della copertina come Ferri. Solo un altro Maestro, Claudio Villa, gli si avvicina; non a caso sono tra i più prolifici copertinisti dell'ottantennale storia della casa editrice. E non a caso, quindi, nella tabella qui sotto dedicata ai copertinisti zagoriani troviamo in testa di gran lunga  l'illustratore ligure.


Con la scomparsa del creatore grafico del personaggio, le cover delle serie principali sono state affidate a Alessandro Piccinelli, mentre per le varie miniserie concepite in redazione sono stati scelti altri illustratori come Michele Rubini, già uomo cover per il mercato statunitense, la coppia Verni-Sedioli e Della Monica per le strisce, e Venturi per la miniserie di Cico. A questi si aggiungono altri tre illustratori "ospiti", Di Giandomenico, Mammucari e Villa, chiamati per il momento a illustrare copertine variant o speciali. Da segnalare la presenza di Raffaele Cormio, a cui vengono accreditate due delle 239 cover delle serie storiche a striscia. In totale sono 11 gli illustratori chiamati a disegnare le cover dello Spirito con la Scure. Una ulteriore curiosità numerica: dalla tabella si scopre che le copertine inedite di Zagor pubblicate fin oggi dalla Bonelli sono 1084

L'unica bellissima copertina dedicata da Villa a Zagor - si tratta della prima variant del personaggio

Le storie
Dalle tabelle sopra riportate si evince che le storie zagoriane sono state, compreso il numero del sessantennale attualmente in edicola, 504. La cinquecentesima, come ha fatto notare Burattini nell'introduzione all'albo, è apparsa sul recentissimo Maxi Zagor, o Zagor +, come si chiamerà d'ora in poi. La media pagine per ogni storia è di circa 180 tavole, vale a dire poco meno di una paio d'albi della serie regolare con la foliazione odierna; ma nella storia editoriale del personaggio ci sono storie lunghissime di 5/6 albi e episodi brevi o brevissimi. Nella tabella qui sotto le trovate incolonnate dalla più lunga alla più corta con i loro autori e con gli albi su cui sono apparse. Ve ne risparmiamo 487 indicandovi solo le prime 10 più lunghe e le 7 più corte.

Prende il via da questo albo (Zagor 275 o Zenith 326 se preferite) la più lunga avventura di Zagor. Cover di Gallieno Ferri

L'avventura più lunga porta la firma di Tiziano Sclavi che prima di abbandonare la testata per dedicarsi esclusivamente al suo Dylan Dog, volle lasciare la sua interpretazione della nemesi principale del personaggio: Hellingen.
A proposito di "cattivoni": da notare che le quattro più lunghe sono legate tutte a nemici storici dello Spirito con la Scure; oltre ad Hellingen, protagonista della prima e della quarta avventura, troviamo Kandrax e Mortimer, a pari merito, protagonisti di episodi suddivisi su 5 albi esatti. 
La metà delle storie in top ten vedono coinvolto Nolitta, più a suo agio a scrivere avventure "fiume" rispetto ai suoi successori: tra di loro solo Boselli è riuscito a piazzare due storie nelle top ten. Tra i disegnatori è ancora Ferri a spuntarla su tutti essendo coinvolto in 7 delle 10 avventure più corpose. Lo stesso dicasi per le storie più brevi, dove troviamo i nomi dei creatori del personaggio in 5 avventure su 7.



Sergio Bonelli a lui si devono molte delle storie più lunghe di Zagor... ma anche molte delle più corte!

Una ulteriore curiosità legata alle avventure di Zagor: iniziando spesso anche a metà albo le avventure non sempre hanno il titolo corrispondente a quello che leggiamo in copertina. E' capitato così che, su 504 episodi, alcuni si ritrovassero titoli uguali. E successo solo tre volte, e almeno nell'ultimo dei casi che vedete qui sotto elencati, credo che la somiglianza sia voluta. 



Record di coppia
Se tra gli sceneggiatori abbiamo visto che Burattini è stato coinvolto in 146 storie su 504 e Ferri come disegnatore ha preso parte a 137 storie in totale (compreso quelle a 4 o più mani), non è detto che abbiano lavorato spesso insieme. Scopriamo nella tabella qui sotto le 20 coppie di sceneggiatori/disegnatori che hanno realizzato più tavole e storie di Zagor.


Nolitta-Ferri, i creatori del personaggio, sono di gran lunga la coppia zagoriana più affiatata dato che insieme hanno confezionato quasi 9000 tavole e hanno collaborato in 62 occasioni.
Sempre Nolitta, ma con Donatelli sale sul secondo gradino di questa speciale classifica "di coppia". Solo terzi Burattini e Ferri che pur avendo in comune 27 avventure, non raggiungono la metà delle pagine realizzate dallo stesso Ferri con l'alter ego sceneggiatore di Sergio Bonelli.

La coppia d'oro zagoriana: Guido Nolitta alias Sergio Bonelli (in un ritratto di Villa) e Gallieno Ferri (in uno storico  autoritratto)

Una curiosità: Prisco, rientra a sorpresa nella top ten di questa classifica con solo 5 avventure zagoriane disegnate perché, oltre ad essere avventure molto lunghe (oltre 275 tavole di media),  tutte portano la firma di Burattini.
Burattini del resto occupa dieci dei primi venti posti grazie alla sua prolificità e al fatto che ha collaborato con tantissimi disegnatori. Nella tabella qui sotto trovate la top ten degli sceneggiatori e poi dei disegnatori incolonnati per numero di colleghi con cui hanno lavorato.



Burattini di gran lunga supera tutti gli altri avendo scritto storie per ben 47 disegnatori. La graduatoria ovviamente è "falsata" dai diversi periodi in cui gli autori si sono dedicati a Zagor. Nolitta che all'epoca poteva disporre di pochi disegnatori scriveva bene o male sempre per i soliti illustratori, il che spiega anche la sua presenza nei primi due posti della graduatoria di coppia. Dall'altro lato Altariva, con sole 5 storie all'attivo, entra in top ten perché due di queste avventure sono state affidate a una coppia di disegnatori, facendolo quindi collaborare di fatto con 7 disegnatori, come Toninelli che di storie all'attivo ne ha ben 45.
Tra i disegnatori Ferri, avendo attraversato quasi tutta la storia del personaggio ha collaborato con molti degli scrittori da quelli storici ai più recenti. 

"Sessant'anni e non sentirli" per parafrasare uno storico spot  di un noto olio. Zagor supera la barriera dei sessant'anni di slancio e si proietta verso nuovi traguardi

Chiudiamo con questa graduatoria la 67a puntata di Diamo i  numeri, facendo gli auguri alla redazione di Zagor e alla Bonelli per lo storico traguardo raggiunto; in realtà solo un altro punto di partenza per nuovi obiettivi da centrare nei prossimi anni: il numero 700, tavola 100.000 e poi i... 70 anni! 

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

martedì 1 giugno 2021

DIME WEB INTERVISTA MARCO VERNI! (LE INTERVISTE LXXVII)

a cura di Elio Marracci

Tornano dopo molti mesi le interviste di "Dime Web", e tornano alla grande, grazie al nostro amico e collaboratore Elio Marracci, esperto in gialli e fumetti (e non solo)! Incontrerete dunque uno dei massimi autori zagoriani del nostro tempo e scoprirete come in lui l'arte e la professionalità (nate dalla tenacia e dalla passione) si fondano con un'altra dote: un'incredibile, oggi rara, umiltà. Tanto di cappello! E tra l'altro Verni racconta di una festa del 1990 presso Alessandro Distribuzioni, alla quale partecipò non solo Moreno Burattini, ma tutta la redazione di "Collezionare"... Infine, non perdetevi il tetralogo del disegnatore consegnato all'autore da Bonelli in persona: quanto aveva ragione il grande Sergio! (s.c & f.m.)


Marco Verni visto da Pasquale Iozzino




Zagor 60: due chiacchiere con Marco Verni

In occasione del sessantesimo compleanno dello Spirito con la Scure ho scambiato due chiacchiere con Marco Verni, uno dei disegnatori più rappresentativi e fra i massimi esperti del personaggio bonelliano. L'autore nasce a Forlì il 16 settembre 1966, dove frequenta l’Istituto Professionale per il Commercio e svolge il servizio civile. Mentre passa da un lavoro all'altro, coltiva la sua passione per il disegno e il fumetto. Dopo essersi proposto con diverse tavole di prova, nel 2000 viene arruolato dalla Sergio Bonelli Editore nel parco disegnatori di Zagor, e fa il suo esordio in edicola nel settembre 2002, con la storia pubblicata su "Almanacco dell’Avventura 2003". Dall'anno successivo collabora in pianta stabile con la case editrice di Via Buonarroti, realizzando numerosi albi dell'eroe creato da Guido Nolitta e Galleno Ferri singolarmente o in coppia con Gianni Sedioli.


DIME WEB - Per i lettori che non ti conoscono potresti presentarti in due parole?

MARCO VERNI - Credo che sia importante segnalare che le mie esperienze, sia scolastiche che lavorative (prima di Zagor), sono state lontanissime dal mondo del fumetto o dell’illustrazione. Una volta ero assieme a Joevito Nuccio in compagnia di Gallieno Ferri che ci fece notare che tutti e tre eravamo autodidatti e avevamo imparato a disegnare da soli. Io obiettai che a differenza di loro avevo fatto una scuola commerciale, poi avevo lavorato in una pasticceria ed essere geometra o architetto, come Ferri e Nuccio, era sicuramente un vantaggio, non fosse altro che avevano almeno delle conoscenze tecniche di disegno che a me erano sconosciute. Forse vi verrà da ridere, ma ho imparato la prospettiva DOPO che ero stato assunto come disegnatore di Zagor!


DW - Come si è sviluppata in te la passione per il disegno?

MV - Credo di aver fatto un percorso inverso a tanti autori che si sono avvicinati al fumetto perché gli piaceva disegnare. Ho cercato di disegnare perché mi piacevano i fumetti: ho scambiato la causa con l’effetto! Comunque fino ai 30 anni (e oltre) è stata una passione a livello amatoriale: qualche fanzine, qualche scarabocchio, ma non ho mai pensato di poter andare oltre.


Marco Verni nel suo studio




DW - Quando è nato in te l'amore per il fumetto in generale e per Zagor in particolare?

MV - Bisogna considerare che io sono nato nel 1966 e quando ero bambino, negli anni '70, gli svaghi erano veramente pochi. La televisione aveva un paio di canali e le trasmissioni iniziavano alle 17 e leggere i fumetti era un passaggio quasi obbligato per tutti i bambini: immaginatevi un pomeriggio di pioggia chiusi in casa, senza programmi TV, senza giochi elettronici, internet e smartphone. I fumetti erano l’unica soluzione per evitare la noia. Poi c’è chi li leggeva come passatempo e chi ci si appassionava, ma questo capita in tutti i settori, che sia fumetto, musica, cinema o altro.


DW - La storia di come sei diventato una delle colonne portanti della testata dello Spirito con la Scure è un esempio di passione e dedizione. Puoi raccontarla?

MV - Sicuramente i miei risultati sono oggetto più di ostinazione e perseveranza che di talento. Purtroppo molti pensano che il talento sia la scintilla che mi ha portato a fare questo lavoro, mentre al contrario la mancanza di predisposizione per il disegno mi ha fatto patire le pene dell’inferno per ottenere risultati che altri ottengono con molta meno fatica. La prima volta che decisi di fare vedere dei miei disegni a un addetto ai lavori fu nel 1995; mi presentai a una fiera con delle tavole di prova di Kriminal, ma anziché incontrare il mitico Max Bunker incontrai il suo figlio Riccardo (Secchi) che fu gentilissimo a spiegarmi che se a 30 anni il mio livello di disegno era ancora quello, forse non era il mio mestiere. Qualche anno più tardi, nel 1998, provai a fare tavole di prova per Zagor ma prima di sottoporle al giudizio della casa editrice cercavo consiglio presso qualche autore affermato che potesse aiutarmi. Ricordo l’imbarazzo dell’amico Lucio Filippucci che non voleva mortificarmi e cercava di farmi capire con gentilezza che non andava bene quasi niente e qualche anno fa, non capacitandosi di come ce l’avessi fatta, mi confidò che all’epoca non avrebbe scommesso un solo centesimo su di me. Ho poi raccontato mille volte che l’unico che ha rinfocolato questa mia ambizione, pur non vedendo grandi doti, sia stato il buon Moreno Burattini che ha avuto sicuramente il grande merito di consigliarmi di “studiare” il maestro Ferri e mi ha aiutato, prodigo di consigli e correzioni, fino a intravedere in me qualche timido miglioramento. A quel punto ci fu la “molla” che mi fece fare il balzo in avanti e fu quando Burattini mi “regalò” la possibilità di disegnare 8 tavole di una storia inedita di Zagor, rimasta nel cassetto. Quando ebbi tra le mani la sceneggiatura di “La strega” capii che avevo un’occasione più unica che rara: disegnare una storia “vera” di Zagor scritta da uno dei principali sceneggiatori. Le forze mi si centuplicarono e vista la posta in gioco alcune vignette le ridisegnai anche 10 volte e seppur il risultato finale fosse ancora scadente, era comunque nettamente superiore alle prove precedenti. A quel punto Moreno mi disse di fare altre 3-4 tavole di prova generiche e che le avrebbe portate, assieme alle 8 pagine de “La strega” in redazione per sottoporle al giudizio dei superiori. All’epoca Burattini era solo uno sceneggiatore e non partecipava alle attività redazionali e quindi il responso riguardante i miei disegni me lo avrebbe dato Mauro Boselli, all’epoca curatore della testata "Zagor". Mi squillò il telefono alle 10:30 circa di mercoledì 2 agosto 2000 e Boselli mi disse che durante la riunione zagoriana si era anche discusso sui miei disegni e si era votato sulla possibilità di farmi lavorare o meno sulla testata. A parte Mauro Boselli che si era astenuto, per gentilezza nei miei confronti, gli altri avevano votato tutti NO… tranne uno. A quel punto ero rassegnato, ma non demoralizzato, e pensavo già di riprovarci in futuro, ma Boselli mi prese in contropiede e mi disse che avrei dovuto iniziare a disegnare una storia per l’almanacco dell’avventura su testi di Burattini perché “quello”, l’unico, che aveva votato SI era SERGIO BONELLI! Decio Canzio, e forse non solo lui, gli fece notare che non ero capace di disegnare, ma Bonelli lo rassicurò convinto che avrei imparato. Questa cosa la seppi solo più avanti e un giorno chiesi a Bonelli del perché avesse preso me e non altri molto più capaci e bravi a disegnare e la sua risposta fu: “Vedi , con le tue tavole io Zagor lo vendo bene e i lettori sono contenti, con le tavole di altri tuoi colleghi, molto più bravi di te, i lettori si incazzano, mi scrivono e poi pian piano smettono di comperarlo”. I suoi collaboratori avevano indubbiamente ragione a ritenermi “scarso”, ma lui vedeva quello che gli altri non riuscivano a vedere.


1) Storia di una copertina: dal suggerimento iniziale di Moreno... 




DW - Visto che hai conosciuto molto bene sia Sergio Bonelli che Gallieno Ferri, puoi citare un aneddoto su questi due giganti del fumetto italiano?

MV - I personaggi che “mitizzi” da bambino rimangono tali anche quando li conosci di persona da grande. Io non mi sono mai capacitato di viaggiare con loro, stare a tavola con loro e godere della loro compagnia. Una cosa che mi piace ricordare è quando scrivevo, nei primi anni '80, a Sergio Bonelli rimproverandolo perché su Zagor non trovavo più storie scritte da Guido Nolitta e mi accorgevo che Zagor lo scriveva un altro nonostante cercassero di camuffare la cosa omettendo il nome dello sceneggiatore. Ricordo che gli scrissi che secondo me Guido Nolitta era il più bravo di tutti, migliore di Berardi, G. L. Bonelli, Castelli. Quando mi arrivò la risposta del direttore, nella busta oltre alla lettera c’erano un pacco di strisce e tavole originali che mi regalava Guido Nolitta ringraziandomi dei complimenti ricevuti. All’epoca nessun lettore sapeva che Sergio Bonelli e Guido Nolitta erano la stessa persona e quindi non posso essere accusato di piaggeria (il segreto fu rivelato ne giugno 1986 sulle pagine del primo numero di "TuttoZagor"). Di Gallieno Ferri ricordo invece con stupore come venne accolto in Turchia nel 2010 a un incontro a cui partecipavano tantissimi autori di fumetti, tra cui anche io, oltre a Burattini, Toninelli, Manfredi, Stano e tanti altri. Fu intervistato in diretta in prima serata sulla principale TV di stato. Le strade furono bloccate con la polizia che tratteneva i fan e ho visto certe scene riservate solo a capi di stato, al papa o ad alcuni divi di Hollywood, ma mai per un autore di fumetti; ma in Turchia il maestro Ferri era considerato esattamente come un capo di stato, il papa o un divo di Hollywood.


DW - Sei l'unico disegnatore zagoriano ad aver lavorato su storie di un unico sceneggiatore, Moreno Burattini. Come vi siete conosciuti e per quale motivo non hai sentito l'esigenza di cimentarti con storie di altri?

MV - La prima volta che incontrai Burattini fu nel 1990 a una festa alla libreria “Alessandro Distribuzioni” e fu Gallieno Ferri, che avevo conosciuto nel 1986 a Lucca, a presentarmelo come un futuro, e promettente, sceneggiatore di Zagor. Ferri all’epoca non era molto soddisfatto della gestione di "Zagor" e io ero d’accordissimo con lui e infatti di questo incontro se ne parla nella posta del n. 300 di "Zagor" dove io, con l’avallo di Ferri, suggerii a Bonelli, in una delle mie tante missive al direttore, alcune cose per rivitalizzare "Zagor". Poi, come ho raccontato sopra, incontrai nuovamente Burattini circa 8 anni dopo quando gli feci vedere le mie tavole di prova. I motivi per cui voglio - non preferisco, ma voglio - lavorare con lui sono molteplici: innanzitutto conosce bene i miei limiti e i miei difetti e riesce a scrivere storie su misura per me; non è presuntuoso, al contrario di quanto crede qualcuno, accetta consigli e suggerimenti e siamo in sintonia su tante cose mentre in quelle in cui non lo siamo riusciamo ad accordarci senza problemi. Credo di non sbagliare se dico che le storie che abbiamo fatto insieme abbiano ottenuto sempre un ottimo gradimento da parte dei lettori. Non faccio nomi, ma ci sono autori con cui non lavorerei nemmeno se mi pagassero il doppio!

2) ...alle matite di Marco Verni...




DW - Figuri tra gli autori dello speciale “Provaci ancora Cico” in uscita a giugno 2021, di cui sei anche il copertinista. Come mai, dopo una carriera prevalentemente all'insegna del fumetto serio, hai deciso di confrontarti con un'opera comica? Quali differenze e quali analogie hai trovato in questi due diversi modi di fare fumetto?

MV - Non mi sembra che questa possa essere una novità in quanto gag di Cico come quelle che troverete nello speciale sono comparse anche nella serie regolare, alcune disegnate proprio da me. Anche in questo caso sono in perfetta sintonia con Moreno, avendo gli stessi background culturali Entrambi siamo fan di Magnus & Bunker come di Stanlio & Ollio e nelle nostre gag di Cico queste cose si vedono e ci capiamo al volo. A fare Cico mi diverto tantissimo e mi arrabbio quando vedo altri sceneggiatori, con cui non vorrei mai lavorare, che lo rappresentano come un idiota, ingordo e sfigato. Cico deve far ridere, non essere ridicolo!


DW - Sempre a giugno esce l'albo che festeggia il sessantennale di Zagor, "Corpo speciale", di cui sei il disegnatore. Puoi elencare i motivi per cui gli appassionati di fumetti dovrebbero leggerlo?

MV - Non so se lo debbano leggere gli appassionati di fumetti, ma gli appassionati di Zagor penso non resteranno delusi, anche perché verrà regalata la ristampa della prima striscia di "Zagor", uscita nel giugno del 1961. Per la prima volta Zagor porta Cico sulla tomba di Wandering Fitzy su cui non era più tornato dopo i fatti narrati su “Zagor racconta” e più recentemente rivisitati nella miniserie “Zagor: le origini”, e qui incontra i superstiti e i discendenti degli Abenaki che però non sanno che Zagor è la stessa persona che prima di diventare lo Spirito con la Scure, li aveva attaccati e uccisi in preda a una errata furia vendicativa. Poi, come avrete visto in copertina, c’è un nuovo, e infame, corpo speciale chiamato “Sniper force”, che non ha niente a che fare coi “Lupi Neri”, come qualcuno ha supposto.


DW - Hai lavorato esclusivamente per Zagor. Perché non hai mai sentito il bisogno di cimentarti con altri personaggi?

MV - Perché innanzitutto non so se ne sarei capace e soprattutto non ne ho alcun interesse. A me piace Zagor e il suo mondo, e ai lettori, la maggior parte, piace come lo rappresento. Per quale motivo dovrei cimentarmi con altri personaggi?


3) ...al lavoro finale dell'artista...




DW - Oltre a Ferri, di cui sei considerato l'erede, quali sono gli artisti che ti ispirano?

MV - Su Zagor credo che ispirarsi a Ferri sia doveroso, magari non nello stile, ma nelle fisionomie che ha dato a luoghi e personaggi penso di sì. Adoro tanti altri autori, diversissimi tra loro, come Pratt, Pazienza, Magnus, Jack Kirby, Toppi... e se ho appreso qualcosa da loro l’ho fatto inconsciamente, mentre un autore che ho studiato al pari di Ferri e che considero un mio inconsapevole maestro è il mio amico Andrea Venturi. Da lui c’è tanto da imparare ed è uno dei pochi oggigiorno che usa il pennello con maestria e non lo ha sostituito con pennarelli e tavole grafiche.


DW - Quanto di te è presente nel tuo lavoro? Quanto di quello che ti circonda? E quanto c'è di inventato?

MV - Di me, di quello che mi circonda penso che ci sia poco, mentre non mi vergogno di dire che per imparare ho copiato tanto. Poi col tempo impari a metterci qualcosa di tuo. Totò diceva “A fare sono buoni tutti… è copiare che è difficile”!


DW - Qual è il tuo personaggio dei fumetti preferito? E quello di Zagor?

MV - Oltre a Zagor non ce n’è uno preferito. Ne ho diversi, tra cui: Alan Ford, Kriminal, Corto Maltese, Mister No... e sicuramente faccio torto a qualcuno che non ho citato. Riguardo ai personaggi di Zagor risponderei che il mio preferito è Cico, ma non so se vale, e quindi opto per Supermike!


DW - Sei un disegnatore metodico che lavora a orari stabiliti, oppure sei uno di quelli che si alza di notte a disegnare perché ti è venuta l’ispirazione?

MV - Sono un disegnatore metodicissimo con orari prestabiliti. Mauro Boselli dice che ho un animo da ragioniere più che da artista e infatti non sgarro mai una consegna e non ho mai consegnato in ritardo una tavola.

4) ...fino alla copertina stampata!




DW - Come si svolge la tua giornata tipo?

MV - Inizio a disegnare alle 9 di mattina fino alle 13 e dalle 15,30 alle 19,30, poi magari qualche extra quando serve o per recuperare. Se tutto fila liscio faccio 15 tavole al mese.


DW - Quali fonti usi per documentarti?

MV - Libri, fumetti e ultimamente anche internet!


DW - Oltre ai libri e ai fumetti che usi per documentarti, quali altre letture fai?

MV - Per la documentazione spesso mi indica Moreno cosa guardare. Le altre letture che faccio non centrano niente col lavoro e anche in questo caso internet sta diventando predominante!


DW - È nota tra gli appassionati la tua collaborazione con il disegnatore Gianni Sedioli. In cosa consiste? Vuoi parlarcene?

MV - La prima collaborazione con Gianni nacque quasi per gioco nel 2007 a un incontro col pubblico a Paganine, Modena, dove in diretta improvvisammo una tavola che Moreno scrisse, Gianni disegnò a matita e io ripassai. Siccome la cosa piacque, in seguito disegnammo altre 2 tavole autoconclusive, 3 in totale, che furono anche stampate in alcuni albetti più o meno amatoriali. Nel 2013, invece, mi trovai a disegnare una storia ambientata in Cile, quella col terremoto, e dopo una trentina di pagine ero già esausto perché non mi piaceva né l’ambientazione né il tipo di storia e non sapevo come andare avanti. A Gianni invece quella storia piaceva e mi propose di farla assieme, lui le matite e io le chine. Il risultato fu ottimo e io mi ero sbarazzato di una storia indigesta. Visti i buoni risultati ci fu proposto di continuare l’esperienza, pur continuando in contemporanea a lavorare anche singolarmente. Lavorare insieme ci consente in 8/9 mesi di finire 3 albi e questo è utile anche alla casa editrice quando c’è bisogno di velocizzare i tempi.

Gianni Sedioli e Marco Verni




DW - È innegabile il grande successo di autori come Sio e Zerocalcare che hanno cominciato a farsi conoscere diffondendo i proprio lavori su Internet. Alla luce di questa considerazione ti chiedo: cosa ne pensi e come vedi l’utilizzo della Rete nel campo dei fumetti?

MV - Ahimè, le edicole stanno chiudendo e i giovani non leggono più fumetti. Probabilmente la rete sarà il futuro di questo mezzo di comunicazione. Però un fumetto non stampato su carta, ma pubblicato in rete, non è la stessa cosa, almeno per i vecchietti della mia generazione.


DW - Da professionista ormai affermato che consigli daresti a chi si volesse affacciare al mondo dell'illustrazione?

MV - Oltre 20 anni fa, ricordo Sergio Bonelli che agli aspiranti autori di fumetti prediceva un futuro da disoccupati e ricordo l’amico Giovanni Romanini che mi diceva che ero pazzo a lasciare un lavoro ben retribuito, con contributi pensionistici, ferie, tredicesima e quattordicesima per fare un lavoro precario con un futuro incerto. Considerato che dopo 20 anni le cose sono pure peggiorate, non me la sentirei di alimentare i sogni di un ragazzo a meno che non sia un fenomeno oppure che accetti che questo sia un hobby dal quale difficilmente guadagnarsi di che vivere.


DW - A cosa stai lavorando attualmente?

MV - Nell’autunno del 2017 in un proficuo scambio di opinioni con Moreno, motivo per cui lavoriamo bene insieme, trovammo l’idea giusta per far ritornare un nemico che mancava sulle pagine di Zagor dal 1984: Supermike! Cominciai baldanzoso a realizzare questo progetto, partendo da una tipica gag di Cico, ma dopo una trentina di pagine dovetti sospendere per una urgenza editoriale. Io e Gianni dovevamo disegnare in soli 3 mesi 6 albi a striscia, l’equivalente di 120 tavole. Appena terminate le strisce, sempre con urgenza, ci fu chiesto di fare, in tempi record, la storia “Gli uomini serpente”, poi fu la volta di “Il destino di Hellingen” e infine “I sette vichingi”. Nel frattempo, mentre disegnavo col mio collega romagnolo questo migliaio di tavole, ho dovuto trovare il tempo anche per fare da solo 40 tavole dello speciale Cico e l’albo del sessantennale. Nella primavera del 2021 sono potuto, finalmente, tornare a Supermike, anche se dopo tanto tempo sono solo a 2/3 del primo albo. Spero di finire per la fine del 2022… sempre che non sopraggiungano emergenze!






DW - C'è una domanda che non ti è stata fatta alla quale vorresti rispondere?

MV - Vorrei ricordare ai disegnatori vecchi e nuovi che si avvicinano a Zagor, cosa mi suggerì Sergio Bonelli tanti anni fa:
1) La prima cosa che fa un lettore appena apre un albo di Zagor è guardare se i protagonisti “assomigliano”. Puoi essere il disegnatore più bravo del mondo, ma se non disegni Zagor e Cico somiglianti non ti perdonano. In altre testate i lettori sono più tolleranti, su Zagor sono inflessibili.
2) Fai delle tavole “leggibili”, gli sfondi devono esserci solo quando servono: una tavola zeppa di particolari non serve niente, solo a rendere la lettura più difficoltosa. Se quando guardi una tavola ci metti più di 2 secondi a “capirla” allora vuol dire che la tavola è sbagliata!
3) L’impostazione delle tavole all’americana, con vignette di vario formato, sovrapposte e incasinate, serve per appagare la vanità dell’autore, per ottenere il consenso di qualche fan, ma renderà la lettura difficoltosa. Un disegnatore deve lavorare pensando al lettore non a se stesso.
4) Essere un bravo illustratore non vuol dire essere un bravo fumettista. Raccontare una storia o fare un portfolio sono due cose diverse. Donatelli poteva sembrare un disegnatore scarno e poco appariscente, ma tanti capolavori Zagoriani portano la sua firma ("Libertà o morte", "Addio fratello rosso", "La capanna maledetta", "I congiurati" e molti altri).




a cura di Elio Marracci

N.B. Trovate i link agli altri incontri con gli autori su Interviste & News!