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venerdì 24 dicembre 2021

BONELLI 2021: L'ANNO DELLE CELEBRAZIONI

Diamo i numeri 69

di Saverio Ceri

 

Bentornati al resoconto annuale dei numeri bonelliani. Come lo scorso anno suddivideremo il riassunto numerico dell’annata bonelliana in più puntate. In questa prima parte ci occuperemo dei dati generali e dei personaggi.

 

Il 2021 bonelliano in fatto di tavole e albi pubblicati è stato un anno di contrazione, il secondo consecutivo; e non poteva essere altrimenti visto il particolare periodo che stiamo vivendo. Progetti importanti come il film di Dampyr, e altre iniziative multimediali che serviranno a "disegnare" la Bonelli del futuro, sono in stand-by in attesa di momenti migliori. L'attenzione in questo 2021 è stata tutta rivolta a celebrare gli 80 anni della casa editrice, tra medaglie celebrative, mostre e volumi di saggistica; i 60 di Zagor e i 30 di Nathan Never; e nel 2022 sarà la volta dei festeggiamenti per Martin Mystère e i suoi 40 anni di ininterrotta presenza in edicola.


Il catalogo/saggio della mostra in corso a Milano per festeggiare gli 80 anni della casa editrice.

Prima di scoprire per intero questa prima classifica del 2021, rinnoviamo la premessa ai navigatori che per la prima volta si imbattono in questa rubrica:
Quelle che seguiranno, qui sotto e nelle  prossime puntate sono classifiche di quantità, non di qualità; vengono stilate considerando le tavole inedite prodotte dalla Bonelli e pubblicate su albi della Bonelli nel corso dell’anno. Non troverete quindi tutti gli autori bonelliani, che giorno dopo giorno lavorano per l’editore, ma solo quelli che negli ultimi dodici mesi sono stati pubblicati; ci saranno quindi autori che magari non lavorano più, ma le cui storie non erano state finora date alle stampe; non ci saranno invece alcuni autori che attualmente producono materiale per la casa editrice, ma le cui storie non sono ancora state programmate nelle varie collane dell’editore di Tex & C. Non troverete le tavole prodotte dalla Bonelli, ma pubblicate da altri soggetti (come la recente miniserie a striscia di Tex pubblicata da Gazzetta dello Sport), ne ci sarà traccia di tavole non inedite, sia che abbiano visto la luce per la prima volta su albi bonelliani che non; per capirci non compaiono i dati delle varie storie ristampate in edizione da libreria, anche se, come nel caso di alcuni cartonati di Dragonero, vengono conteggiati i colori perché commissionati per l’occasione, o le storie brevi di Groucho riproposte su un Dylan Dog Color Fest, originariamente pubblicate nel cofanetto Grouchomicon del 2017. Non troverete neppure traccia dei volumi Cmon, perché pur essendo gli autori presi in prestito dalla scuderia Bonelli, si tratta di una produzione internazionale realizzata  da Cmon tramite crowdfunding di cui la SBE, in questo caso, è solo l'editore per il nostro paese.


In questa rubrica non troverete i dati della più  recente serie a striscia di Tex, pubblicata da RCS. Cover di Marco Torricelli 

Rispetto all’annata 2020, negli ultimi dodici mesi registriamo un calo di circa 2050 tavole inedite pubblicate pari a un -9,44%. Per la prima volta dal 2013 il numero complessivo della tavole inedite pubblicate dall'editore di via Buonarroti scende sotto quota 20.000. Le pagine a fumetti inedite del 2021 sono state infatti 19.661,67 (Il  numero decimale è dato dalle strisce dei Bonelli Kids pubblicate su Martin Mystère a partire da maggio), di queste, 1540 sono apparse su volumi destinati al circuito librario: nonostante un exploit di volumi a fine anno, si tratta comunque di oltre un 20% in meno rispetto al dato dello scorso anno.
Sul totale delle pagine inedite, quelle pubblicate in prima battuta su albi destinati all’edicola sono state il 92,17%; di conseguenza le tavole  che hanno debuttato su prodotti pensati per la fumetteria/libreria sono  state  un 7,83%, che rappresenta un passo indietro rispetto al 8,89% dello scorso anno. La seconda annata consecutiva senza la kermesse lucchese ha contribuito sicuramente a rallentare la crescita in questo 2021 della divisione libraria della Bonelli che ha proposto sia meno volumi, sia meno materiale inedito del 2020. 
Le pubblicazioni destinate al circuito librario, infatti, sono state quest’anno 63; sei libri, o un 8,87% se preferite, in meno rispetto al 2020, tra ristampe, inediti e volumi di saggistica.

Dall'Italia agli USA. Il volume bonelliano del 2021, dedicato a una delle recenti avventure del giovane Tex, sbarcherà negli States  nel 2022 con la Epicenter Comics. Illustrazione di Massimo Carnevale.  

Sono stati 189 i brossurati o i cartonati prevalentemente inediti pubblicati in questi 2021, ventotto in meno del 2020, pari a un -13,10%; una percentuale maggiore rispetto alla diminuzione delle tavole, di conseguenza la media pagine inedite a albo torna a salire, e si attesta a 104,04 tavole, il 3,98% in più dei dodici mesi precedenti. Rimanere comunque lontanissimo il dato record del 2011 che sfiorava le 130 pagine a volume. 

Le Serie e i personaggi
Anche le serie proposte sono un po' meno dello scorso anno. Nel 2021 sono 28 le serie o i personaggi di cui la Bonelli ha pubblicato almeno una tavola inedita. Tra questi 4 esordienti assoluti: Nero, La divina congrega, 10 ottobre, con un volume a testa, e l'assaggio di Simulacri con il Free Comick Book Day 2021. Segnaliamo anche il gradito ritorno di Cico e di Bonelli Kids, e le due pagine inedite di epilogo di Kay aggiunte nella riproposta in formato manga di tutte le storie del ciclo La guerra del buio.

Poche ma buone. Queste tre pubblicazioni del 2021, contengono rispettivamente 2, 1 e 1 tavola inedita. Poche pagine, ma valide, per la classifica. Covers di Massimo Dall'Oglio (Kay) e Maurizio Dotti (Tex).

Nella graduatoria qui sotto troverete tutte le serie incolonnate per numero di tavole inedite pubblicate nell’annata; Nell’ultima colonna trovate la variazione rispetto alla posizione occupata nel 2020 e a fianco, quando necessario, un quadratino con scritto "RS", che sta ad indicare che il risultato ottenuto nel 2021, a livello di tavole pubblicate, e il migliore di sempre per il personaggio: il Record Storico. Il quadratino verde indica che il primato è stato battuto, se giallo, che è stato semplicemente eguagliato.



Quarto successo consecutivo per Tex, che risulta il personaggio bonelliano più pubblicato per la 51a volta in carriera. Molto distante, ma per la prima volta sopra le 3000 tavole, Dylan Dog che scavalca Zagor proprio nell'anno del sessantennale. Dylan Dog tra l'altro è, col risultato record di quest'anno, il secondo personaggio bonelliano a cui vengono dedicate più di tremila tavole nell'arco dei dodici mesi; finora solo Tex in tre occasioni (dal 2019 a oggi) aveva superato tale soglia. Lo Spirito con la Scure deve accontentarsi del gradino più basso del podio dopo due anni al secondo posto. Nella Top Ten balzo in avanti di Nathan Never grazie ai festeggiamenti per il trentennale, mentre perde un paio di posizioni Julia, che nel corso del 2021 ha visto diminuita la foliazione dell'albo mensile. Ne approfitta Dragonero che con il suo secondo miglior risultato annuale si sempre entra tra i primi cinque. Miglior risultato di sempre per Il commissario Ricciardi sia come tavole, che come posizione: per la prima volta in Top Ten.

Il Commissario Ricciardi a fumetti, entra per la prima volta nella Top ten dei personaggi più pubblicati annualmente dalla Sergio Bonelli Editore. Illustrazione di Daniele Bigliardo

Gli Anni Venti

Dopo un anno di inevitabile pausa riprendiamo anche a dare un'occhiata alla classifica del decennio, in questo caso degli Anni Venti del XXI secolo. Sommando le classifiche delle ultime due annate otteniamo una graduatoria che, ovviamente, vede in testa Tex, che mira a riprendersi il ruolo di personaggio di punta della casa editrice, anche numericamente, dopo un decennio, lo scorso, dominato da Dylan Dog. L'indagatore dell'Incubo scavalca anche in questo caso Zagor. Molto distaccato il terzetto Nathan Never, Julia, Dragonero in lotta per il quarto posto: per il momento l'Agente Alfa prevale sulla criminologa e su Ian Aranill. Qui sotto la Top Ten degli Anni Venti dopo la seconda tappa.


All-Time

Questo 2021 è stato per molte serie anche un anno di importanti traguardi. Con le tavole pubblicate quest'anno Tex supera le 110.000 pagine da quando è giunto in edicola nel 1948; Zagor compresi Cico e le altre serie collegate supera l'asticella delle 90.000 pagine e si avvia a quota centomila, che potenzialmente potrebbe arrivare entro fine 2024. Dylan Dog dal canto suo in questo 2021 ha doppiato il capo delle 70.000 tavole, mentre Martin Mystère con tutti i vari spin-off, grazie alle tavole degli ultimi dodici mesi ha superato la boa di 60.000 pagine; Dampyr invece con l'ultimo albo dell'anno ha raggiunto e superato quota 30.000.
Dragonero invece non raggiunge cifra tonda, ma con le tavole pubblicate nell'ultima annata supera sia Agenzia Alfa che Brendon e raggiunge il 14° posto nella classifica dei personaggi più pubblicati nella storia della casa editrice.


Si chiude qui questa prima parte dei numeri bonelliani dell'anno che ci sta lasciando. Nella seconda puntata ci occuperemo degli sceneggiatori bonelliani più pubblicati dall'editore in questo 2021; a seguire i disegnatori, i coloristi e i copertinisti.
A presto.
Saverio Ceri 

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

domenica 19 novembre 2017

DIME WEB INTERVISTA CLAUDIO FALCO! (LE INTERVISTE XLVII)

a cura di Elio Marracci

Il commissario Ricciardi dal romanzo al fumetto: due chiacchiere con Claudio Falco

Claudio Falco è nato nel 1958 a Napoli, dove svolge la professione di medico presso l'ospedale Cardarelli. Dopo aver collaborato, all'inizio della sua carriera di sceneggiatore, alla rivista "Flex" e ad altre pubblicazioni della Tornado Press, entra in pianta stabile nello staff della serie "Dampyr" della Sergio Bonelli Editore per la quale ha scritto un gran numero di episodi. Fa inoltre parte della squadra di autori campani incaricata dallo stesso editore della trasposizione a fumetti dei romanzi di Maurizio De Giovanni che hanno per protagonista il commissario Luigi Alfredo Ricciardi. L'autore ha voluto rispondere ad alcune domande. Quindi senza indugiare oltre lascio a lui la parola! (e.m.)


Il Commissario Ricciardo: Napoli, anni '30...

DIME WEB - Ti puoi presentare? In due parole: chi è Claudio Falco?

CLAUDIO FALCO - Prima di tutto grazie a te, Elio, e a Dime Web per questa intervista. Allora… sono nato e vivo a Napoli e, oltre che sceneggiatore, da una decina d’anni ormai, per Sergio Bonelli Editore, sono medico nel più grande ospedale cittadino.


DW - Come molti che, al giorno d’oggi, si occupano di narrazione, la scrittura non rappresenta la tua occupazione principale. Riferendoti alla tua esperienza personale puoi raccontare come riesci a conciliare quest'hobby con il tuo lavoro?

CF - Dividersi tra due attività così diverse come la medicina e la scrittura non è affatto semplice e, in tutta sincerità, qualche volta la cosa mi crea un certo affanno, sai com’è, comincio ad avere una certa età… Anche perché quello di sceneggiatore è tutt’altro che un hobby. Lavorare per la Bonelli è una grande responsabilità, oltre che un onore. A mio avviso, se questa attività non la si affronta in maniera assolutamente professionale si arriverà, forse, a scrivere un albo, ma non si andrà molto più lontano. In tutta sincerità, dopo più di venti sceneggiature di Dampyr, cui negli ultimi due anni si è aggiunto l’impegno con Ricciardi, non so dire qual è il primo lavoro e quale il secondo. La cosa, come puoi immaginare, non mi lascia molto tempo libero, ma per fortuna mia moglie è una scrittrice, di quelle serie!, e quindi, quando mi vede con la testa “infilata” nel computer, capisce che il momento è critico e cristianamente sopporta.

Il Commissario Ricciardi n. 0, aprile 2017. Disegno di Bigliardo

DW - Fai parte del team di autori tutto campano coinvolto nella realizzazione della trasposizione a fumetti dei romanzi di Maurizio De Giovanni che hanno per protagonista il commissario Luigi Alfredo Ricciardi della regia questura di Napoli. Puoi raccontarci come si è evoluto il progetto dalle sue origini all'uscita del primo albo nelle edicole e nelle librerie e come sei stato coinvolto?

CF - Tutto è partito da Maurizio De Giovanni che, come ha raccontato lui stesso, è un appassionato lettore Bonelliano, oltre che amico di Luca Crovi, il curatore della serie. Tramite lui ha proposto il progetto a Davide Bonelli e al Direttore Editoriale Michele Masiero che hanno dato la disponibilità della casa Editrice. Maurizio ha chiesto che lo staff fosse interamente campano. Oltre a me, che ero già in forza alla Bonelli, sono stati arruolati come sceneggiatori Paolo Terracciano e Sergio Brancato. Costituita la “squadra”, con i disegnatori Daniele Bigliardo, Lucilla Stellato, Alessandro Nespolino e Luigi Siniscalchi e il gruppo di coloristi della Scuola Italiana di Comix diretta da Mario Punzo, coordinati da Giuseppe Boccia, è iniziato, di concerto con De Giovanni, il lavoro di pre-produzione, studi dei personaggi, sviluppo dei trattamenti e così via. Questa è stata la fase certamente più impegnativa, perché si trattava di impostare la serie partendo non da un personaggio originale, ma per la prima volta in casa Bonelli da uno già esistente e amatissimo da schiere di fan ognuno dei quali aveva in mente un “suo” Ricciardi.


Romanzi a fumetti n. 1, novembre 2017. Disegno di Bigliardo


DW - Sei ideatore sia di soggetti originali, apparsi sulla serie regolare di Dampyr, che degli adattamenti dei libri gialli del commissario Ricciardi. Quali differenze hai trovato nell'affrontare questi due diversi campi della scrittura per immagini? E quali analogie?

CF - Sono due cose molto diverse. Da un lato, rispetto a una storia di Dampyr, l’adattamento di un romanzo di Ricciardi ha il “vantaggio” di una trama preesistente e che ha già ampiamente dimostrato di funzionare più che bene. Dall’altro c’è la necessità di trasferire in un “medium” essenzialmente visivo come il fumetto, senza tradirle, le atmosfere dei romanzi. Il tutto tenendo presente in ogni momento che il punto d’arrivo deve essere un prodotto che porti impresso, ben riconoscibile, l’inconfondibile “marchio di fabbrica” Sergio Bonelli Editore. In comune, Dampyr e Ricciardi hanno il fatto che, tanto Boselli e Colombo che De Giovanni, hanno costruito intorno ai loro personaggi un “mondo” molto ben strutturato, con delle regole narrative, oserei dire una “grammatica”, ben precise. In questo, devo dire che l’esperienza con Harlan Draka e la scuola che, negli anni, mi ha fatto Mauro Boselli mi sono state di grande aiuto nell’affrontare Ricciardi.


DW - Ai lettori del volumetto “Il senso del dolore”, non sfuggirà una caratterizzazione della città di Napoli e dei personaggi estremamente accurata e precisa. Come hai proceduto par attuarla? Quali suggestioni hai ricevuto dai libri di De Giovanni?

CF - Si partiva da una base solidissima, rappresentata per l’appunto dai romanzi. Uno dei pregi della scrittura di De Giovanni consiste, a mio modo di vedere, nella capacità di trasportare fin dalla prima pagina il lettore nella Napoli degli anni ’30 e di non mollarlo fino alla fine. Certo l’essere napoletano mi ha aiutato, come anche i miei colleghi, credo.
Certe atmosfere si respirano ancora oggi, basta una passeggiata nel centro storico, a più di ottant’anni di distanza.

Versione cartonata da libreria, ottobre 2017. Disegno di Bigliardo


DW - Nel Ricciardi a fumetti molto peso ha la cornice storica e questo mi dà lo spunto per chiederti: perché pensi, sempre che per te sia così, che la storia sia una materia che di per sé non riscuote molto interesse da parte del grande pubblico?

CF - Io non credo che la storia non sia amata dal grande pubblico in quanto tale. Tutto dipende da come la si racconta. Se lo scrittore la “usa” come uno strumento per fare sfoggio di erudizione fine a se stessa, allora, certo, non funziona. Ma se diventa un mare nel quale far navigare storie e personaggi diventa un valore aggiunto capace di grande attrattiva verso il lettore. In questo senso direi che sia Dampyr che Ricciardi ne sono la prova.


DW - A quale dei personaggi che scrivi sei più legato e perché?

CF - Spero che l’ottimo Maurizio, al quale sono grato per la grande occasione di crescita professionale rappresentata da Ricciardi, non me ne voglia, ma non può che essere Harlan Draka. Ho iniziato a scrivere professionalmente con lui e se non fosse per Dampyr non sarei qui, oggi. Questo in generale, poi, se parliamo dei singoli personaggi delle due serie, quelli che senz’altro mi diverto di più a scrivere sono il tostissimo Kurjak per Dampyr e il paterno, ma non meno tosto, Brigadiere Maione per il commissario Ricciardi.


DW - Quali fonti hai usato per documentarti sul capoluogo campano degli anni '30?

CF - A casa ho una serie di volumi d’annata su Napoli e la sua storia, comprese alcune guide del Touring Club Italiano risalenti proprio agli anni ’30, la maggior parte dei quali rappresentano un prezioso ricordo di mio padre. Per la documentazione iconografica esistono poi un paio di siti internet molto curati che rappresentano una vera miniera d’oro e sono stati e sono di grande aiuto sia a me che ai miei compagni d’avventura.


Claudio Falco, in una recente immagine pescata in Rete.

DW - Oltre ai volumi che sicuramente userai come documentazione quali altre letture fai?

CF - Riguardo alle letture, faccio prima a dirti cosa NON leggo: niente! Spazio, a volte in maniera decisamente disordinata, da un genere all’altro e da un autore all’altro. Vado “a naso”.


DW - Da fumettista ormai affermato che consigli daresti a chi si volesse affacciare al mondo della sceneggiatura?

CF - Fumettista affermato? Io non mi ci sento affatto, ma se lo dici tu… Scherzi a parte, consigli, che dire? Prima di tutto sceglietevi degli autori di riferimento, quelli ai quali vorreste somigliare. Prendete le loro storie e studiatevele dalla prima all’ultima vignetta. Leggetele, rileggetele e poi leggetele ancora. Smontatele pezzo per pezzo, cercate di carpirne i segreti, i trucchi. E poi abbiate ben presente che questo, come tutti i lavori creativi del resto, è un lavoro difficile, nel quale è molto complicato riuscire a “farsi leggere” da un editor: io ci ho messo una vita! Non è questione di poca disponibilità, quasi mai almeno. Il problema è che tutti sono oberati di lavoro e con scadenze sempre troppo vicine. Semplicemente non c’è il tempo. Perciò, tenete duro, non mollate. Potrà volerci tempo, ma se le vostre storie funzionano davvero nessuno sarà tanto idiota da lasciarsele scappare.



DW - C'è una domanda che non ti è stata fatta alla quale vorresti rispondere?

CF - Non credo di avere altro da aggiungere a quanto ho potuto dire grazie alle tue “azzeccatissime“ domande. Solo, grazie ancora per la bella opportunità di parlare del mio lavoro che tu e Dime Web mi avete offerto e un caro saluto a voi e a tutti i lettori.


a cura di Elio Marracci

N.B. Trovate i link agli altri colloqui con gli autori su Interviste & News!

venerdì 12 luglio 2013

SCHERZIAMOCI SOPRA: BLOOPER BONELLIANI!

di Saverio Ceri & Francesco Manetti

Sul divertente blog Nuvole Anomale troviamo decine di simpatici errori scovati nel mondo del comic internazionale; e ci sono anche decine di citazioni - da film, dipinti, etc. - più o meno volute, come ne rintracciamo anche su Diario di un Texofilo.
Abbiamo dunque tentato anche noi di avventurarci in questo terreno minato - più che altro per fare due risate sui nostri amati fumetti bonelliani.

Il primo spunto ci viene dal Dylan Dog n. 316, Blacky di Gualdoni & Bigliardo, datato gennaio 2013. Il fantasma del cavallo appare al custode dell'ippodromo a pag. 39; nella pagina successiva il pover'uomo sembra colpito da un infarto fulminante, con tanto di bava alla bocca. Sarà morto?


Il custode sembra schiattare per un colpo al cuore...



Tutto farebbe pensare di sì: Bloch va a svegliare Dylan Dog e lo porta su quello che parrebbe il luogo di un delitto, una scena del crimine che Scotland Yard ha transennato con il classico nastro giallo. Il guardiano però è ancora fra di noi, come scopriamo a pag. 44. Qual è dunque il crimine che ha giustificato cotanto spiegamento di mezzi della forza pubblica - scientifica compresa? Avvistamento di spettro equino? Procurato spavento?


...ma poche pagine dopo i protagonisti ci rassicurano sulla sua sorte.



Ecco poi Nathan Never con la serie Agenzia Alfa. Sul n. 28 del luglio 2013: il blooper è rintracciabile nella storia Come un ladro nella notte di Eccher & Arduini. L'avventura è chiaramente ambientata in un paese musulmano, fin dal nome dello Stato, l'Uganistan, dove il suffisso -stan significa in arabo (lingua sacra e sorta di "esperanto" di tutti i paesi islamici) "terra di"; e poi i costumi dei personaggi, le mezzelune in cima agli edifici; il machismo, etc. Però, a pag. 240, il ladruncolo e co-protagonista dell'episodio Karim rivela a May di essere stato salvato - con tanto di evidentissimi punti di sutura - dai medici della... Mezzaluna Rossa? No, della Croce Rossa! E' quanto meno improbabile. Leggiamo a tal proposito l'Enciclopedia Treccani: Mezzaluna rossa, nome e simbolo delle società nazionali degli Stati musulmani aderenti alla Croce rossa internazionale. Nel 1876 la Turchia dichiarò al governo svizzero, depositario della convenzione di Ginevra, l’intenzione da parte della propria organizzazione umanitaria di non servirsi del simbolo della croce, che sarebbe stato sostituito da una mezzaluna, sempre di colore rosso in campo bianco. Per evitare spaccature nell’unità del movimento, il Comitato internazionale fu costretto a prendere atto della decisione ottomana e in seguito, attraverso una lunga serie di conferenze, a riconoscere giuridicamente nel 1929 l’esistenza del nuovo simbolo, ben presto adottato anche dalla maggior parte dei paesi dell’Islam. Ma forse nel futuro di Nathan Never le divisioni in seno all'organizzazione saranno state superate!

L'intervento della Croce Rossa, molto probabilmente costretta ad agire in clandestinità, di nascosto dalla Mezzaluna Rossa, ha meritato una risicata sufficienza: 6!


N.B. trovate i link a vere parodie bonelliane sulla pagina Cronologie e Index!

giovedì 31 gennaio 2013

DANZE MACABRE: DYLAN DOG 315 E 316

di Francesco Manetti

Angelo Stano - cover man della serie e ideatore grafico del personaggio di Sclavi - si sottopone con umiltà e coraggio al giudizio dei lettori idealmente denudandosi dei panni del disegnatore/esecutore per entrare nel ben più spinoso cilicio dell'autore completo. I disegni che prendono vita, donando morte, sono il tropo della massima aspirazione del fumettista horror: riuscire a soffiare l'anima - ovviamente dannata - nel proprio tratteggio! Il veliero incompiuto, il sogno di Morgana, l'orgia delle ossa umane, le reminescenze dell'Apocalisse negli affreschi sacri, l'imprinting grafico di Schiele, i collegamenti con la pittura antesurrealista di Bosch, il gusto per lo splatter e per le inquadrature mutuato dal cinema del brivido nostrano - Dario Argento in testa, il doppio finale...


Hieronimus Bosch, Trittico del Giardino delle Delizie.



Con La legione degli scheletri, il Dylan Dog n. 315 del dicembre 2012, il nostro Stano, pescando gli ingredienti principali nella pozza delle idee e dei miti (la memoria collettiva letteraria occidentale), cucina un sapido minestrone e non un consommé nouvelle cuisine, combatte con durlindana e non con fioretto. Cucina e combatte, però. Ed è quello che conta.


Angelo Stano, in una foto recente.



Blacky è invece il titolo del Dylan Dog n. 316, datato gennaio 2013. Se nell'albo all-Stano fra i protagonisti vi erano le carcasse umane, qui il fantasma scarnificato è quello di un cavallo. Consueto episodio scritto dal consueto Giovanni Gualdoni, che cura con consuetudine anche la collana.  Con i disegni di Daniele Bigliardo l'ambientazione scelta è quella del bosco e del sottobosco delle corse ippiche - squallide realtà ormai al tramonto nell'era delle scommesse e delle vite rovinate on-line. E al tramonto, nella più pura consuetudine gualdoniana, sembra ormai anche il povero Indagatore dell'Incubo, fra destrieri rinsecchiti e zoccoli amputati.





Succedeva anche sul n. 314, da noi recensito nel post Incubi a occhi aperti: va bene che siamo di fronte a un "anti-eroe", e dunque l'abuso del muscolo e l'abitudine alla facile vittoria (in stile Tex) sono sconsigliabili, però questo consueto sottoporre a pestaggi e lesioni un Dylan sempre più incapace di difendersi, sempre più passivo, sempre più bottom, sempre più in balia degli eventi... tutto questo sinceremente comincia a saturare anche un incallito e accanito bonelliano come il sottoscritto, che chiude diplomaticamente qui.


La copertina di Dylan Dog n. 315, dicembre 2012

Dylan Dog 315
LA LEGIONE DEGLI SCHELETRI
Dicembre 2012
pagg. 100, € 2,90
Testi: Angelo Stano
Disegni: Angelo Stano
Copertina: Angelo Stano



La copertina di Dylan Dog n. 316, gennaio 2013


Dylan Dog 316
BLACKY
Gennaio 2013
pagg. 100, € 2,90
Testi: Giovanni Gualdoni
Disegni: Daniele Bigliardo
Copertina: Angelo Stano




Francesco Manetti


P.S. Trovate le altre recensioni bonelliani sul Giorno del Giudizio!