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domenica 6 aprile 2025

BONELLI IN DIGITALE - PUNTATA # 7

di Giampiero Belardinelli




Introduzione

La "Collana Rodeo" è una serie uscita in Italia presso Edizioni Araldo, dal 1967 al 1980, con 162 numeri. Inizialmente la collana doveva servire a pubblicare "Storia del West" nel formato degli "Albi d'Oro" a 32 pagine, ma poi si preferì il formato brossurato a 96 pagine tipico della Casa editrice. Per riuscire a rispettare la periodicità mensile, dopo cinque numeri si decise di ristampare vecchio materiale dell' "Audace" e altri inediti che giacevano nel cassetto da alternare alla serie principale. "Storia del West" è una collezione a fumetti creata da Gino D'Antonio che racconta, attraverso la famiglia MacDonald, l'epopea della Frontiera dal 1804 agli anni Ottanta dell'Ottocento. Il numero 46 della saga, pubblicato nel settembre 1975 come centesimo volume della "Collana Rodeo", celebra questo traguardo con l'uso del colore. D’Antonio è l’autore di tutte le copertine e ha disegnato alcuni numeri della serie, tra cui questo volume quarantasei. È stato uno dei pochi autori completi a far parte della Sergio Bonelli Editore.




L'uomo della Frontiera

Pat MacDonald aveva vissuto una vita piena di avventure lungo le vaste praterie e gli immensi spazi della Frontiera. Con il passare degli anni, nel suo Texas, aveva messo radici con la sua famiglia, costruendo una casa accogliente e sicura insieme alla sua amata moglie Brenda e al loro figlio Brett. La vita di Pat era caratterizzata da un equilibrio delicato tra il desiderio ardente di esplorare l'ignoto e le responsabilità ineludibili verso i suoi cari. Quando Pat osservava la sua famiglia, sentiva un profondo senso di realizzazione e felicità. Brenda, con il suo sorriso rassicurante e il suo incessante supporto, era il pilastro portante della loro casa. Brett, con la sua energia e curiosità inesauribili, rappresentava la futura generazione dei MacDonald pronta a lasciare il segno nel mondo. Le lezioni apprese dai sentieri polverosi e dalle battaglie della Frontiera si rivelavano utili anche nel guidare suo figlio attraverso le sfide della crescita.


Giochi di prestigio


Il richiamo della Frontiera

Nonostante l'amore per la sua famiglia, il richiamo della Frontiera non smetteva mai di farsi sentire. Le storie di terre inesplorate e di nuovi orizzonti infiammavano ancora il suo spirito avventuroso. Ogni tanto, Pat si ritirava nel suo angolo di riflessione, sognando i giorni in cui cavalcava libero sotto il cielo aperto e il vento gli sferzava il viso. Pat sapeva che la sua doppia natura – avventuriero e padre di famiglia – era un equilibrio fragile da mantenere. Ogni volta che sentiva il bisogno di partire per una nuova impresa, si ricordava delle promesse fatte a Brenda e a Brett. Ma, d'altra parte, il suo spirito avventuroso era ciò che aveva reso Pat MacDonald un vero uomo di famiglia.


Pat MacDonald

La fuga come stile di vita

Al fianco di Pat, D'Antonio inserisce in questo racconto il personaggio del Grande Zacchini. L’autore è un maestro nel dare vita a figure ambigue, come l’eroe de L’uomo dello Zululand, secondo volume della collana "Un uomo un’avventura" (Cepim, dicembre 1976). Il protagonista è un commerciante tedesco, Reich, che vende armi alle tribù zulu. Quando le tensioni tra gli Zulu e le truppe inglesi guidate da Lord Chelmsford aumentano, Reich si trova coinvolto in eventi drammatici, tra cui la battaglia di Rorke's Drift, un feroce assedio che mette in evidenza il coraggio e la disperazione di entrambe le parti. Il tedesco, in questo contesto drammatico, combattendo a fianco degli Inglesi, mostra un eroismo sconosciuto persino a sé stesso.

Il Grande Zacchini


Incontri nella prateria


Una figura picaresca

Zacchini è un personaggio scanzonato e meno drammatico rispetto a Reich. Ogni volta che la situazione diventa troppo pericolosa o complicata, il suo istinto lo porta a cercare la fuga. Nonostante la sua natura sfuggente, Zacchini possiede un senso di lealtà che lo distingue. Quando si trova di fronte a situazioni in cui la sua parola o il suo aiuto sono fondamentali, non tradisce mai chi conta su di lui. Questo dualismo tra fuga e lealtà rende il personaggio estremamente complesso e affascinante. La sua fedeltà emerge in momenti cruciali, quando le circostanze richiedono un atto di coraggio o un sacrificio che solo un vero eroe è capace di compiere.


La paga di Giuda


Il coraggio del saltimbanco

La vera grandezza di Zacchini si manifesta nei momenti di massimo pericolo. È in queste circostanze che il suo coraggio brilla davvero. Zacchini non è un eroe invincibile, ma è il suo cuore indomito che lo rende straordinario. Che sia in fuga da nemici implacabili o nel bel mezzo di un'azione disperata per salvare qualcuno a cui tiene, lui dimostra una determinazione e un coraggio che vanno oltre il semplice istinto di sopravvivenza. Tra fughe rocambolesche e atti di lealtà, Zacchini ci insegna che il vero coraggio non risiede nell'assenza di paura, ma nella capacità di affrontarla per proteggere ciò che è giusto o chi si ama.


Serpenti

D’Antonio in digitale

Lo stile grafico di Gino D'Antonio è caratterizzato da un tratto preciso e dettagliato, capace di catturare l'essenza dei personaggi e le atmosfere con straordinaria vividezza. L'uso sapiente del contrasto tra luci e ombre conferisce profondità e dinamismo alle sue illustrazioni. D'Antonio sa bilanciare l'espressività dei volti con la robustezza delle ambientazioni, creando un senso di realismo avvolgente. La fluidità delle sue linee dona movimento alle scene, rendendo ogni tavola una narrazione visiva coinvolgente. Infine, l'attenzione meticolosa ai dettagli storici e culturali arricchisce il contesto delle sue opere, rendendole autentiche e affascinanti. Il suo stile arioso e l’impaginazione che scardina la gabbia bonelliana è ancor di più apprezzabile nella versione in digitale, in particolare su schermi più grandi come quelli di un Tablet o di un Personal Computer (come nel mio caso).


Il vecchio Parker

Quanah Parker

Giampiero Belardinelli


N.B. Trovate i link alle altre puntate di Bonelli in digitale su Cronologie & Index!

lunedì 14 agosto 2023

SECRET ORIGINS: MISTER NO 146

di Saverio Ceri

Approfittando dello spunto datoci delle uscite settimanali della collana cronologica, a colori, collaterale alla Gazzetta dello Sport, andiamo a scoprire le copertine originali di Mister No, le loro eventuali fonti di ispirazione e le loro vicende editoriali in Italia e nel mondo.


Prosegue l'avventura d'esordio di Mignacco sulle pagine di Mister No e prosegue il racconto di Jerry dedicato alla nascita delle tigri volanti e del loro mito. La squadriglia è realmente esistita ed era ufficialmente composta da volontari, in realtà era costituita da quasi tutti ex-militari  dimessisi appositamente per entrare nel gruppo dei "volontari" voluto direttamente da Roosevelt per aiutare la Repubblica di Cina a contrastare le incursioni aeree dell'esercito giapponese. Mignacco si immagina che anche Mister No avesse fatto parte della storica squadriglia anti nipponica, e attraverso di lui racconta un po' di Storia, con la esse maiuscola, e un po' del passato dell'antieroe nolittiano.

Il generale Chennault sulla copertina di Life nell'agosto del 1942, è ancora colonnello sulle pagine di Mister No nel giugno del 1941.

In questo albo Jerry racconta di come, insieme all'amico e mentore Bat Barlington, avessero deciso di imbarcarsi in questa impresa, del lungo viaggio per raggiungere la Birmania, e del primo periodo di addestramento, in quel paese, sotto la guida del colonnello Chennault.

Una "tigre volante" dal vero

Una curiosità: tra i commilitoni di Mister No ce n'è uno che prima di arruolarsi aveva lavorato negli studi della Disney, e suggerisce alla squadriglia il logo delle Tigri Volanti. Il suo nome, Al Levin, in effetti non è nuovo agli appassionati di fumetti Disney. Si trova infatti in molte cronologie delle strisce di Topolino; si tratta di un disegnatore che ha illustrato le avventure del topo più famoso del mondo a partire dagli anni Trenta del secolo scorso; ma in realtà, come gli appassionati fumettofili sanno, Al Levin... non esiste! Il nome se lo inventò Alfredo Castelli nel 1965, in occasione della pubblicazione del numero tre della fanzine Comics Club 104: scopri qui e qui i dettagli di questa curiosa vicenda.
  


La Bonelli tra l'altro non era nuova all'argomento Tigri Volanti. Già nel novembre 1980, nell'ultimo volume della prestigiosa collana Un Uomo, un'Avventura,  Gino D'Antonio, coi disegni di Ferdinando Tacconi, ci avevano raccontato le vicissitudine di Duke Moran, L'Uomo di Rangoon, anch'esso pilota della squadriglia volante impegnata tra il 1941 e il 1942 nei cieli cinesi.

Gli aerei delle Tigri Volanti in una vignetta di Tacconi per L'uomo di Rangoon; novembre 1980

Ma torniamo alla copertina di Mister No 146, datata luglio1987; oltre alla serie regolare è stata utilizzata dalla Bonelli in un altro paio di occasioni.


Innanzitutto per la Mister No Raccolta numero 40 che riproponeva in edicola, ricopertinate, le rese dei numeri 46 e 147 della collana dedicata a Jerry Drake. 


In tempi molto più recenti, settembre 2021, poi l'illustrazione venne utilizzata modificata - sparisce infatti il decoro sul muso dell'aereo - per il volume da libreria Mister No - la guerra nel Pacifico. Il volume in effetti raccoglie tre storie belliche di Jerry, ma non quella di Mignacco e Bignotti in corso di pubblicazione in queste settimane della ristampa in quadricromia della Gazzetta ella Sport.


A onor del vero in tempi ancora più recenti, nel giugno 2022, la Bonelli ha ristampato in un unico volume da edicola, Le Grandi Storie Bonelli n.4, l'intera storia de Le Tigri Volanti, ma utilizzando la copertina di Mister No 212.


Anche le edizioni If hanno utilizzato, nel maggio dei dieci anni fa, la cover di Mister No 146 per il loro 73° volume. Per l'occasione i grafici della casa editrice di Gianni Bono, come per tutte le precedenti cover della loro edizione, ricolorarono completamente l'illustrazione di Diso.


Fuori dai confini nazionali, la copertina è apparsa nel 1990 in Jugoslavia grazie alla collana antologica Lunov Magnus Strip, ovviamente con la sistematica eliminazione del quadrifoglio portafortuna dell'eroe. Sarebbe curioso capire come lo hanno spiegato all'interno della storia dove si parla esplicitamente del quadrifoglio e del perché Mister No lo porta  da sempre cucito sul suo abbigliamento.


L'intera avventura delle Tigri Volanti è stata poi raccolta della croata Libellus nel 68° volume della sua ristampa cronologica.


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire o riscoprire, anche le precedenti puntate di Secret Origins dedicate al Tex Classic e a Mister No in Cronologie & Index.

giovedì 27 gennaio 2022

WESTERN ALL'ITALIANA 3

di Saverio Ceri

Francesco Bosco e Mauro Scremin sono da qualche tempo nomi familiari anche ai lettori di Dime Web. Il dinamico duo di appassionati texiani e di fumetto in genere bazzica il fumettomondo da una quarantina d'anni come minimo, ma solo dal 2009 ha unito le forze per dar vita, oltre che a una rinnovata versione del sito web Baci & Spari, alla pubblicazione digitale e aperiodica Texiani in libera uscita, ma soprattutto a un paio di introvabili volumi intitolati Western all'italiana, e dedicati alle fonti di ispirazione grafiche dei disegnatori nostrani, bonelliani in particolare, per la realizzazione delle loro tavole o copertine. Ai due tomi, recentemente se ne è aggiunto un terzo di 398 pagine fittamente illustrate, frutto delle loro incensanti ricerche sull'argomento.


Il volume è un imperdibile approfondimento per i fan di Tex e non solo. Al suo interno potete scoprire il metodo di lavoro dei disegnatori bonelliani delle origini, ma anche che l'arte di "ispirarsi" a disegni/foto/illustrazioni già esistenti, era un modus operandi diffuso sia in Italia che all'estero in quegli anni, e quasi inevitabile se si volevano rispettare i serrati tempi di consegna imposti allora da alcuni editori.
Il volume nella prima parte ci porta a conoscenza di come Galep per i primissimi albi di Tex si sia ispirato massicciamente all'opera di Walter Molino, riproponendo sulle strisce del futuro Aquila della Notte, centinaia di vignette del Maestro emiliano, riuscendo a amalgamare col suo tratto sia le vignette prese in prestito da Molino, sia quelle "ispirate" al lavoro di Alex Raymond, già rese note nei precedenti volumi. Il disegnatore di Tex riusciva ogni settimana a rintracciare nei volumi che aveva a disposizione le decine di inquadrature necessarie alla sceneggiatura scritta da Bonelli padre e a renderle proprie ridisegnandole e modificandole per adattarle alla storia che doveva consegnare. Tra gli ispiratori di Galep troviamo anche il collega Rino Albertarelli. Grazie alle ricerche certosine di Bosco e Scremin scopriamo infatti che intere sequenze di Tex, ripercorrono fedelmente alcune delle vignette del Kit Carson di Albertarelli del 1937.


Leggendo la seconda parte del volume troverete altre centinaia di curiosità legate a altre serie bonelliane, ma anche ai fumetti erotici degli Anni Settanta, e scoprirete quanto siano legati Tex e La Domenica del Corriere degli Anni Trenta, oppure come anche a Jean Giraud piacesse ispirarsi per il suo Blueberry, al cinema e all'illustrazione statunitense. Apprenderete all'improvviso tra una vignetta e l'altra, a quale insospettabile autore bonelliano si deve il disegno che appare sulla cover del volume, e che chiaramente ha ispirato Galleppini per la mitica cover de La mano rossa.


Insomma non lasciatevi sfuggire Western all'italiana volume 3, uno scrigno di curiosità e interessanti deduzioni sulle vicissitudini dei disegnatori dei fumetti in un epoca pionieristica.

Saverio Ceri

mercoledì 3 novembre 2021

UNA BANDA DI COMANCHEROS VIOLENTI! UN MESTIZO SENZA NOME! UNA PREZIOSA E AMBITA BISACCIA! I BUFFALO SOLDIERS! LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA – PARTE LXXXIV

di Wilson Vieira

Puntata ancora più ricca del solito, e anche molto particolare questa dedicata ai Comancheros e ai Buffalo Soldiers! Wilson Vieira, nostro grande amico, fumettista e storico brasiliano della Frontiera, ci presenta infatti il suo personaggio GRINGO! Ricordandovi che le immagini non bonelliane sono state scelte e inserite nel testo dallo stesso Wilson non ci resta che augurarvi buona lettura! (s.c. & f.m.)






Dalle ceneri della Guerra Civile Americana, il solitario mestizo GRINGO, figlio di madre nordica e padre latino-americano, porta con sé un passato sanguinario e violento dove ha imparato a uccidere senza pietà, per non morire. La morte lo ha rifiutato, ma può ancora prenderlo in qualsiasi momento... per qualche dollaro in più. Eppure cerca di andare avanti con la sua vita travagliata... con una coppia di truffatori apparentemente innocui che vendono un elisir miracoloso, uno sceriffo testardo che sta cercando l’autore di diversi omicidi nella sua città, un prigioniero, losco rapinatore di banche, oppure un branco di feroci Comancheros.
I Comancheros erano nativi del New Mexico settentrionale e centrale che commerciavano per vivere con le tribù nomadi delle pianure, spesso in aree designate nel Llano Estacado. Tracciarono sentieri seguiti da commercianti e poi da allevatori e coloni. Erano così chiamati perché i Comanche, nel cui territorio commerciavano, erano considerati i loro migliori clienti. Il termine "comancheros" è stato menzionato per la prima volta nei documenti Spagnoli nel 1813 e fu reso popolare nel 1840 dal commerciante, mercante, esploratore, naturalista e scrittore - che viaggiò nel West americano nei suoi primi giorni - Josiah Gregg di Santa Fe (1806 – 1850) e successivamente usato da ufficiali dell’esercito degli Stati Uniti che avevano familiarità con i resoconti di Gregg. Morì stupidamente dopo essere caduto del suo stesso cavallo.





I Comancheros erano un gruppo etnico misto di mercanti del Nuovo Messico che alla fine del XVIII e XIX secolo svilupparono una forma distintiva di commercio con Comanches, Kiowa e altri indiani delle pianure. Il commercio comanchero iniziò dopo il 1786, quando i Comanches firmarono un trattato con il Nuovo Messico spagnolo e accettarono di interrompere le incursioni in cambio di scambi e doni. Il trattato aprì le pianure meridionali ai commercianti del New Mexico, desiderosi di riattivare le linee commerciali che erano state interrotte durante le prolungate guerre Ispano-Comanche. Il commercio nelle pianure fu ufficialmente sancito nel 1789, quando il governatore Fernando de la Concha (1744 - ?) permise a Spagnoli, pueblo e genizaros di portare le loro merci nelle praterie. Commerciavano preferibilmente con i Comanches, un commercio più o meno illegale, acquistando beni rubati (principalmente bestiame e cavalli) in cambio di whisky, armi e munizioni e altri prodotti fabbricati; i Comancheros si presentavano come partner nei trattati tra l’esercito Americano e gli Indiani, per il salvataggio di prigionieri e schiavi bianchi, soprattutto donne e bambini. Alcuni dei Comancheros usavano pratiche criminali per aumentare il proprio guadagno; per esempio, fornendo informazioni agli Indiani su come catturare prigionieri e dove rubare bestiame e cavalli, acquistare gli schiavi e restituirli ai proprietari, dietro un grosso riscatto.



Il commercio comanchero degli anni 1850 e 1860 ruotava attorno a siti di appuntamento designati, che presentavano rocce, rifugi in adobe e altre strutture, che stavano a indicare un’occupazione almeno semipermanente. Nella loro ricerca di bande di cacciatori nomadi, questi commercianti a volte viaggiavano a nord fino al fiume Platte nell’attuale Nebraska, ma i loro principali clienti erano le numerose bande Comanche del Llano Estacado. L’area è stata vagamente definita e spostata nel tempo, ma generalmente viene descritta come delimitata a sud dalla faglia dei Balcones, appena a nord di San Antonio, in Texas, continuando a nord lungo la Cross Timbers per abbracciare un’area settentrionale che comprendeva il fiume Cimarron e il fiume Arkansas superiore ad est delle alte Montagne Rocciose. Era delimitata a ovest dalla dorsale del Mescalero e dal fiume Pecos, proseguendo a nord lungo il confine degli insediamenti spagnoli a Santa Fe de Nuevo México. Il Llano Estacado era punteggiato da siti come Tecovas Springs, a nord-ovest dell’attuale Amarillo, in Texas; Las Lenguas (o Los Lingos) Creek, l’odierno fiume Pease; e Yellow House Canyon o Cañón del Rescate (Ransom Canyon), vicino all’attuale Lubbock, in Texas. Il Llano Estacado oggi è una regione naturale degli Stati Uniti sud-occidentali che si estende a est del Nuovo Messico e a nord-ovest del Texas.

Le grandi storie Bonelli n. 1, settembre 2021. Disegno di Piccinelli



I baratti nei luoghi di appuntamento potevano andare avanti per settimane, durante le quali enormi quantità di bestiame e merci cambiavano di mano. Una rete di strade carrabili ben consolidate e sentieri più piccoli collegava i siti di rendez-vous tra loro e con la valle del Rio Grande. Sebbene le pratiche dei Comancheros, ormai quasi interamente associate al furto del bestiame, fossero illegali secondo la legge americana, i tentativi di reprimerle fallirono, principalmente perché molti ufficiali dell’esercito avevano segretamente investito in quei commerci. Il commercio comanchero raggiunse il suo apice durante la Guerra Civile. L'attenuazione delle difese di frontiera in Texas permise ai predoni Comanches di rubare le scorte confederate e venderle ai Comancheros, che a loro volta vendevano il bestiame agli agenti dell’Unione. Con il dopoguerra le tensioni razziali non diminuirono; quella regione era diventata un vero e proprio “melting pot” senza precedenti, caratterizzato da violenza, brame di conquista e confini sempre mutevoli, Fort Bascom come sfondo culturale, razziale ed etnico, pieno di notevole diversità e brutalità. Dopo la guerra, i Comancheros continuarono le loro lucrose operazioni con i Kwahada Comanches, che si rifiutarono di stabilirsi nella riserva che era stata loro assegnata nel 1867. José Piedad Tafoya (1834 – 1913) e altri importanti Comancheros accumularono grandi profitti, parte dei quali furono investiti nell'industria ovina, nell'allevamento e nel trasporto merci.




Secondo la leggenda, era alto sette piedi. A volte chiamato il “Principe dei Comancheros”, José Piedad Tafoya nacque a La Cuesta nel New Mexico intorno al 1830. Nel 1850 gestiva un allevamento di pecore nella contea di San Miguel, New Mexico. La sua prima moglie fu Maria de Jesus Perez. Nel 1859 era nelle Grandi Pianure con suo padre, in esplorazione per un gruppo di ricognizione lungo il confine tra Texas e New Mexico. Sebbene Tafoya possedesse un grande allevamento ovino a San Miguel, all’inizio del 1860 fu pesantemente coinvolto nel commercio comanchero sul Llano Estacado in Texas. Gestiva una stazione di posta vicino a quella che oggi è Quitaque, in Texas. Dal 1865 al 1867 Tafoya abitò una dimora di pietra grezza e adobe sul torrente Las Lenguas (Los Lingos) vicino alla valle di Quitaque in quella che oggi è la contea di Briscoe, in Texas. Lì agì come intermediario, commerciando migliaia di capi di bestiame rubati, molti dei quali recavano i marchi di allevatori del Texas come Oliver Loving (1812 – 1867), Charles Goodnight (1836 – 1929) e John W. Sheek.

Storia del West (ed. If) n. 6, settembre 2019. Disegno di D'Antonio



I suoi dipendenti trasportavano merci in roulotte su carro e conducevano il bestiame sulla strada Fort Smith-Santa Fe via Fort Bascom. L'ambiente naturale ebbe un ruolo di fondamentale importanza nel plasmare l’esperienza umana a Fort Bascom. Il terreno aspro e il clima arido caratteristici del nord-est del New Mexico e del nord-ovest del Texas rendeva la vita al forte particolarmente difficile per quei soldati americani non abituati a quelle regioni. Grazie alle loro scorte nascoste tra le catene montuose vicino agli insediamenti del New Mexico settentrionale e orientale, Tafoya ei suoi alleati realizzarono un bel profitto. Dopo il 1867 Tafoya cessò le sue operazioni nella valle del Quitaque a causa dei tentativi dei funzionari federali del New Mexico di reprimere il commercio illecito. Tuttavia, a quanto pare, continuò a recarsi occasionalmente al Llano Estacado, se le circostanze lo consentivano.





Durante la guerra civile, quando le forze armate statunitensi e i Texas Rangers avevano scarso controllo sulle pianure meridionali, Tafoya gestiva un avamposto commerciale nell’attuale contea di Briscoe, in Texas, dove commerciava bestiame e cavalli rubati nello stato. Nel 1870 iniziò ad allevare pecore in Texas. A volte agì come scout per l’esercito degli Stati Uniti, forse controvoglia. Secondo alcune fonti, fu determinante nella sconfitta dei Comanche nella battaglia di Palo Duro Canyon che avvenne il 28 settembre 1874. Presumibilmente rivelò la posizione dei campi comanche al colonnello Ranald Slidell (1840 - 1889) Mackenzie dopo essere stato costretto a farlo, appeso a una corda o dopo essere stato legato a una ruota di carro. Alcuni credono che questa storia sia un mito. Mackenzie poteva contare su un altro esploratore comanchero di nome Johnson per trovare gli accampamenti. I Comancheros iniziarono a perdere buoni affari durante le guerre indiane delle pianure del 1870. A causa della loro conoscenza delle pianure meridionali e della familiarità con gli indiani delle pianure, i militari arruolarono molti Comancheros come guide, interpreti e “scouts.”






Il colpo finale arrivò nel 1874, quando l’esercito, guidato da Comancheros imprigionati, distrusse le ultime roccaforti dei Kwahada sul Llano Estacado. Alla fine delle guerre indiane delle pianure meridionali, Tafoya e altri ex Comancheros, come Casimero Romero (1833 – 1912) e Juan Trujillo, si misero ad allevare pecore nel Texas Panhandle. Tutti i personaggi coinvolti in questo complotto, rimasero bloccati in una terra arida e avversa, e tutti lottano disperatamente con le loro strategie, per una bisaccia contenente una manciata di dollari del Mestizo Senza Nome, che avrebbe potuto cambiare le loro miserabili vite alleviando le loro sofferenze. In un luogo dove la dignità è un lusso e i personaggi sono semplici stracci umani, segnati dal degrado, dalla miseria e da un periodo di piena decadenza, lo spirito di sopravvivenza rende il mestizo GRINGO un personaggio molto credibile, al galoppo in quei luoghi.


Nella foto qui sopra GRINGO, reclutato in Cavalleria, è il quarto soldato seduto da sinistra.


GRINGO, già ufficiale di Cavalleria, è nella foto qui sopra il secondo seduto da destra.



Quello che non immaginano è che GRINGO, il vero proprietario di quei soldi macchiati di sangue, sudore e lacrime, farà di tutto, pur di non perdere la paga accumulata, come ufficiale di Cavalleria dell’Unione. Sparatorie, un’evasione esplosiva e una rissa tra il mestizo e un vero gigante, sono tra gli ingredienti che ho messo insieme per raccontare questa avventura nel miglior stile “Spaghetti Western.” Ma non aspettatevi di trovare in GRINGO un normale eroe protagonista di un fumetto western, come la maggior parte di quelli pubblicati finora. Il classico e idealizzato eroe dei fumetti del selvaggio West di solito è rispettoso con le donne, cortese con gli umili, abile e pronto a combattere i suoi nemici, rispettando sempre le regole di un gioco leale e, soprattutto, è un vincente.
GRINGO no!
Anzi, tutt’altro! Semplicemente perché non scrivo per creare eroi. Qui i personaggi sono sporchi e di dubbia morale, proprio come nei film di Sergio Leone. Il nostro uomo, in quel periodo disastroso e sanguinoso, conobbe il suo peggior grado di degradazione. Unisciti a GRINGO nel suo viaggio, mentre è ancora vivo; cavalcando nella polvere, GRINGO appare dal nulla e scompare nel nulla in un periodo duro, in cui l’eroismo, non è mai esistito. Attualmente questa ricerca, per rievocare i tempi della storia dei Pionieri e delle origini economiche e sociali degli Stati Uniti d’America, rimane ancora oggetto di innumerevoli e infiniti studi.






Ma la storia della conquista del Vecchio West, si è innegabilmente realizzata soprattutto grazie all'opera preziosa di poveri immigrati, per lo più lavoratori manuali. E dopo la guerra lo stato sociale e i titoli nobiliari non avevano più importanza; ognuno andava avanti grazie alle proprie capacità di sopravvivenza, in quel miserabile e realistico caos quotidiano.
L’editore Alex Magnos, durante la produzione di questo albo ha dichiarato:

“Verrete catturati dall’immaginazione dei magnifici testi di Wilson e dagli struggenti disegni di Aloisio, un grande ammiratore della scuola di fumetto classica europea, e vivrai tutta la densità culturale di quel decadente periodo storico, dopo la guerra civile americana, che segnò a lungo il selvaggio Far West americano; tutti motivi che sono di fondamentale importanza per permettere ai lettori di entrare nell’atmosfera di questo particolare e selvaggio West del fumetto brasiliano, pubblicato per la prima volta nel nostro paese.”




L’albo che avrete tra le mani è il capolavoro di due artisti brasiliani, creato nei primi anni ’80; la prima edizione a fumetti del personaggio risale invece al 2006, in Brasile. Il fumetto torna a essere pubblicato in un'edizione da collezione aggiornata dagli autori, con una nuova copertina e nuovi redazionali interni, grazie all’editore che ha capito il grande lavoro di ricerca storica che sta dietro questo prodotto.
Il mio amico, instancabile e attento editore Alex Magnos, della casa editrice Red Dragon Publisher, nella sua incessante ricerca di fumetti insoliti e diversi, osa ancora una volta, pubblicando per gli innumerevoli lettori brasiliani e stranieri questo albo che segnerà un’epoca per la mia casa editrice.

IERI... ARRIBA GRINGO... A FUMETTI!

GRINGO – IL PRESCELTO
Graphic Novel: Western
Soggetto/Sceneggiatura: Wilson Vieira
Copertina/Disegni: Aloísio de Castro
Editore: Alex Magnos
Casa editrice: Red Dragon Comics
Data di pubblicazione: 2021
Paese di origine: Brasile
Formato: 17x26 cm
Numero di pagine: 100
Immagini: bianco-e-nero
Cartoncino (copertina), offset (interno)





Qui e sopra pagine tratte dall'albo




Qui e sopra: studi per la copertina



Copertina non definitiva



OGGI... ARRIBA GRINGO... LA TETRALOGIA LETTERARIA WESTERN!

GRINGO
Editore: Alex Magnos
Casa editrice: Red Dragon Books
Scrittore: Wilson Vieira
Paese di origine: Brasile
Formato: 15x23 cm

“Gringo è una lettura densa! L’Old Wild West è molto ben rappresentato in questi libri, in tutti i suoi aspetti.”, scrive l’editore.







Dal fumetto è nata come un’intuizione storica nell’autore, un vero e proprio stimolo inspiegabile per iniziare ad approfondire con più precisione per molti anni consecutivi il Far West. Così - con una consapevolezza nata dalla sua ricerca e dai suoi studi sul periodo che va dalla Guerra di Secessione al dopoguerra, un periodo oscuro e crudele con i suoi personaggi caratteristici - ha deciso, invece di fare una serie a fumetti, data la quantità di materiale già scritto, di pubblicare dei libri, trasformandolo il tutto in una tetralogia letteraria western, lunga oltre 1000 pagine. Si tratta di un Vecchio West totalmente riscritto, basandosi sulle ricerche storiche di quel periodo buio. L'autore aveva scoperto che gli sarebbe veramente piaciuto dare vita al personaggio inserendolo in quel momento di storia caotica, di un’epoca lontana immersa in contraddizioni che persistono fino ad oggi. Proprio come la Nazione ha lottato per ricostruire e riconciliarsi con il Sud dopo la guerra, le persone hanno subito un periodo straziante di trasformazioni razziali, culturali e politiche spesso sanguinose.





Romanzieri e creatori di miti hanno scritto usando forme narrative che potevano essere episodiche o eccentriche, drammatiche o eroiche, dando vita a quell’immagine superficiale del selvaggio West che affascina ancora oggi generazioni di tutto il mondo. Noi storici contestiamo i drammi esagerati e i racconti di eroismo, negando sia l’aspetto barbarico che la missione civilizzatrice dei Pionieri; la critica storica opera una distinzione oggettiva fra leggenda e realtà, nei racconti del Vecchio West americano e dei suoi personaggi; così Wilson Vieira non ci presenta l’eroe classico e idealizzato del Western letterario, normalmente rispettoso delle donne, cortese con gli umili e, soprattutto, vincente; perché lui è semplicemente GRINGO. L'autore vorrebbe che il personaggio, il mestizo GRINGO, si materializzasse, per conoscere meglio la sua complessa personalità, ricca di acuta intuizione e di un sarcasmo puntuale con le sue incessanti avventure; vorrebbe sapere come ha fatto a sopravvivere in mezzo al caos assoluto di quel paese sanguinante di dolore durante la guerra e dopo, ai tempi della ricostruzione; un personaggio che anni dopo potrebbe sbarcare in Brasile, terra tropicale del suo caffè preferito, in attesa della sua inevitabile vecchiaia.

Wilson Vieira



È in corso di pubblicazione il nuovo volume, al momento solo in portoghese brasiliano, presso la stessa casa editrice; i volumi 1, seconda edizione, e 2 sono già stati pubblicati e contengono quattro capitoli ciascuno. L’autore ritiene che i libri di GRINGO siano il suo lavoro perfetto, il migliore lavoro finora realizzato; senza alcun dubbio è quello a cui più si è dedicato, tra disegni e sceneggiature, in quarantotto anni di professione. È stato un lavoro duro e lungo di decenni, con l'autore immerso in centinaia e centinaia di dati, appunti, mappe, libri, immagini e fotografie; impegnato nelle diverse fasi della scrittura a mano, alla macchina da scrivere e infine al computer; però il risultato finale lui crede di averlo raggiunto; una storia in cui si doveva raccontare la vita di un semplice contadino mestizo, durante e dopo la guerra civile, con tutto ciò che comportava in quel periodo buio e ancora oggi poco conosciuto; rendendo tutto il più reale possibile, senza alcun eroe, basato su fatti reali, per far conoscere quegli anni ai suoi innumerevoli lettori esigenti e e desiderosi di novità.
È il GRINGO letterario il risultato di questo mix esplosivo, crudo e visionario a tema western - tra Sergio Leone, Cormac McCarty e Wilson Vieira. Perché non sempre il cervello umano elabora una verità, permettendogli così di raccontare liberamente una grande storia tra realtà e finzione.





Durante la Guerra Civile i neri fuggiti dagli Stati del Sud e assunti dall’esercito nordista come conducenti di carri, furono chiamati inizialmente “merce di contrabbando di guerra", con un'espressione usata dal generale unionista Benjamin Franklin Butler (1818 – 1893), comandante di Fort Monroe, in Virginia. L’Unione accolse dunque questa cosiddetto “merce di contrabbando” e la impiegò in lavori di carattere militare. I neri divennero guide, esploratori, operai, cuochi e infermieri. Prima del "Proclama di Emancipazione" di Lincoln, essi non combatterono ufficialmente durante la guerra.

Ecco cosa dicono i numeri:

186.000 neri andarono a combattere.
54.000 venivano dagli Stati dell’Unione.
92.000 venivano dagli Stati della Confederazione.
40.000 venivano dagli Stati di confine.
38.000 neri su entrambi i fronti caddero combattendo.




Anche se avevano combattuto ed erano morti con i loro compagni d’armi dell’esercito dell’Unione, i soldati delle truppe di colore scoprirono che l’uguaglianza da loro duramente conquistata sul campo di battaglia non sempre si faceva strada nelle vie più tranquille della società del dopoguerra. Nell'anno in cui terminò il conflitto, anche il Congresso prese in considerazione una doppia domanda: come possiamo rivedere e ricostruire l’esercito ora che la guerra più sanguinosa della storia americana è finita? Si scoprì che la risposta a entrambe le domande era per lo più la stessa. La carneficina della guerra civile aveva gravemente ridotto il numero delle truppe militari. L’esercito aveva bisogno di più uomini e aveva bisogno di un nuovo modo di organizzarli. Il 28 luglio 1866, l’Atto di riorganizzazione dell’esercito autorizzò la formazione di 30 nuove unità, tra cui due reggimenti di Cavalleria e quattro reggimenti di Fanteria “che saranno composti da uomini di colore.” Circa la metà delle truppe di colore della Guerra Civile colse l’occasione e firmò. Per la prima volta nella storia, gli afroamericani erano ora considerati soldati “normali.” Potevano servire il loro paese e promuovere la loro ricerca di uguaglianza nell’istituzione che aveva dato loro la migliore opportunità per fare entrambe le cose: l’esercito degli Stati Uniti.




Nascevano così i “Buffalo Soldiers”, soprannome appunto dato ai membri dei reggimenti di Cavalleria afroamericani dell’esercito degli Stati Uniti che avevano prestato servizio negli Stati Uniti occidentali dal 1867 al 1896, combattendo principalmente gli Indiani alla frontiera. Sotto la nuova struttura dell’esercito, i soldati afroamericani furono organizzati in sei reggimenti separati, che furono successivamente riuniti in quattro: il 9° e il 10° Cavalleria e il 24° e il 25° Fanteria. Alla fine i loro ranghi includeranno il primo nero diplomato a West Point, 23 vincitori di Medal of Honor e una donna travestita da uomo. Questi soldati combatterono in oltre 100 importanti scontri militari mentre l’America si spingeva sempre più verso ovest, guadagnandosi il soprannome che simboleggiava il loro coraggio e ferocia in combattimento: Buffalo Soldiers. Gli uomini di questi reggimenti ricevettero il soprannome di “Soldato Bufalo” dagli indiani delle pianure. Questi soldati neri, inizialmente erano chiamati così perché avevano i capelli crespi come il pelo dei bufali. Ci sono molte teorie sul suo significato, ma generalmente si ritiene che sia stato un segno di rispetto, poiché i nativi americani veneravano il bufalo e i "Soldati Bufalo" si erano dimostrati degni avversari. Un’altra ipotesi è che i soldati neri combattessero così valorosamente e ferocemente che gli indiani li veneravano come facevano proprio come gli animali delle pianure. Sebbene la paga fosse bassa, solo 13 dollari al mese, molti afroamericani si arruolarono perché potevano guadagnare di più ed essere trattati con più dignità di quanto spesso accadeva loro nella vita civile.

Tex n. 570, aprile 2008. Disegno di Villa






Henry Ossian Flipper (1856 – 1940) nacque schiavo in Georgia il 21 marzo 1856. Fu descritto come “un ragazzo robusto e ben piazzato, un mulatto”, che era “brillante, intelligente e studioso.” Fu il primo afroamericano a diplomarsi ufficiale nelle forze armate statunitensi, e divenne il primo ufficiale afroamericano a comandare soldati afroamericani quando assunse il comando della truppa A, 10th Calvary Regiment, noto anche come "Buffalo Soldiers", a Fort Sill, Oklahoma. Una legge del 1866 aveva autorizzato l’esercito degli Stati Uniti a formare reggimenti di Cavalleria e Fanteria di neri; le unità risultanti furono la 9a e la 10a Cavalleria e la 38a alla 41a Fanteria (queste quattro furono poi incorporate nella 24a e alla 25a Fanteria, che spesso combatterono a fianco dei reggimenti di Cavalleria). La legge richiedeva che i loro ufficiali fossero bianchi. I reggimenti di Buffalo Soldiers erano di stanza nei forti del Texas che si estendevano dal Panhandle alla Valley.




Il maggiore generale William T. Sherman (1820 – 1891), comandante della 24a unità di Fanteria, riferì al Congresso nel 1874 che era probabilmente una buona idea mantenere le truppe di "Buffalo Soldiers" in Texas perché “quella razza può sopportare meglio il clima estremo meridionale rispetto alle nostre truppe bianche.”





Nello stesso anno, il 9° e il 10° Cavalleria furono di stanza a Fort Griffin e parteciparono all’ormai leggendaria Guerra del Fiume Rosso contro gli indiani delle pianure meridionali (Comanche, Kiowa, Cheyenne del Sud, Arapaho del Sud). Durante la guerra del Red River del 1874, ci sarebbero stati fino a 20 scontri tra l’esercito americano e gli indiani delle pianure meridionali nella regione del Texas Panhandle. L’esercito, ben equipaggiato, costrinse gli Indiani a una fuga continua, finché alla fine non poterono più correre o combattere. La guerra del Red River terminò ufficialmente nel giugno 1875 quando Quanah Parker (1845 – 1911) e la sua banda di Quahadi Comanche entrarono a Fort Sill e si arresero. Quanah Parker era un leader di guerra mestizo della tribù Kwahadi della Nazione Comanche. Probabilmente era nato nella tribù Nokoni di Tabby-Nocca e crebbe tra i Kwahadi, figlio del capo Kwahadi Comanche Peta Nocona (1820 – 1864) e Cynthia Ann Parker (1827 – 1871), una donna anglo-americana che era stata rapita da bambina e assimilata dalla tribù Nokoni. Gli indiani furono sconfitti e non avrebbero mai più vagato liberamente per le pianure dei bufali.





Nel 1880, inseguirono il capo Apache Victorio (1825 – 1880), uno dei più grandi strateghi militari apache di tutti i tempi, da Fort Davis attraverso la maggior parte del Texas occidentale prima di costringerlo a ritirare in Messico. Oltre a proteggere gli insediamenti di frontiera, i reggimenti di Buffalo Soldiers esplorarono e mapparono le vaste pianure del Texas, costruirono o ripararono dozzine di forti, tesero migliaia di miglia di linee telegrafiche e scortarono innumerevoli carovane, diligenze, convogli ferroviari e mandrie di bestiame attraverso il sud-ovest.




Il 10th Cavalry, originariamente con sede a Fort Leavenworth, Kansas, era comandato dal colonnello Benjamin Henry Grierson (1826 – 1911); i suoi uomini erano dotati di cavalli vecchi, attrezzature deteriorate e scorte inadeguate di munizioni. Grierson era un professore di musica e, all’epoca, un ufficiale di carriera nell’esercito degli Stati Uniti. Fu generale di Cavalleria volontario nell’esercito dell’Unione durante la guerra civile e in seguito guidò le truppe nel selvaggio West americano. I compiti dei soldati neri includevano la scorta di diligenze, treni e gruppi di lavoratori e la sorveglianza contro i ladri di bestiame e i commercianti illegali che vendevano armi e liquori agli indiani, i cosiddetti Comancheros, ma la loro missione principale era controllare gli Indiani delle pianure e del sud-ovest. Dopo la guerra indiana di Red River (1874-1875) il 10° Cavalleria fu trasferito in Texas, dove da tempo aveva sede il 9° Cavalleria, comandato dal colonnello Edward Hatch (1832 – 1889).




Uno dei leader dei leggendari Buffalo Soldiers, Charles Young (1864 – 1922), prestò servizio nell’esercito degli Stati Uniti del XIX e all’inizio del XX secolo. Young era uno dei pochi ufficiali militari neri. Oltre ai loro doveri militari, i Buffalo Soldiers furono anche i primi a occuparsi dei parchi nazionali. Tafoya il Comanchero partecipò anche alla sfortunata "tragedia dei Buffalo Soldiers del 1877".





Paul H. Carlson è professore emerito di storia, Texas Tech University, e direttore in pensione del Texas Tech University Center per il sud-ovest. Risiede nella contea di Ransom, in Texas. Ha esaminato i documenti della corte marziale con le testimonianze degli uomini arruolati, i ricordi di un ragazzo bianco che cavalcava con gli indiani e altre fonti nascoste da anni per scrivere il più veritiero saggio mai pubblicato sulla "tragedia". Il suo avvincente resoconto fornisce non solo una versione più completa di ciò che accadde in quelle tenebrose ottantasei ore, ma offre anche una visione a tutto tondo delle interazioni fra soldati, cacciatori, coloni e indiani nelle Staked Plains (o Llano Estacado) nei giorni precedenti all’insediamento finale dei Comanche nella loro riserva nel Territorio Indiano.
Un gruppo di ventidue cacciatori di bufali accompagnava i soldati come guide e alleati. Diversi giorni dopo tre soldati neri entrarono a Fort Concho nella moderna San Angelo e riferirono che gli uomini e gli ufficiali della truppa A erano scomparsi e si presumeva fossero morti di sete. Nel mezzo dell’arida estate del 1877, un anno di siccità nel Texas occidentale, una truppa di una quarantina di Buffalo Soldiers entrò nel Llano Estacado da Double Lakes, a sud della moderna Lubbock, inseguendo un banda di Kwahada Comanche che aveva razziato fattorie e rapinato cacciatori. Lo “Staked Plains Horror”, come lo chiamava il Galveston Daily News, catturò rapidamente l’attenzione nazionale. Sebbene la maggior parte dei soldati fosse tornata al campo, quattro erano morti e altri alla fine avevano affrontato la corte marziale per diserzione.




I cacciatori di bufali erano partiti da soli per trovare l’acqua, e i soldati sopravvissuti avevano vissuto bevendo il sangue dei loro cavalli morti e la loro stessa urina. Una normale ricognizione dell’esercito si era trasformata in un disastro della peggior specie. Sebbene la spedizione fallita sia stata ampiamente segnalata all’epoca sulla stampa, da allora i rari resoconti si basavano esclusivamente sulle testimonianze resoconti degli ufficiali bianchi. Nel 1879, Tafoya accompagnò il tenente John Laphan Bullis (1841 – 1911) in una spedizione nel sud del New Mexico alla ricerca di una banda di predoni Lipan e Mescalero Apache. Nel 1880 aveva lasciato il Texas ed era tornato ad allevare pecore nel New Mexico. All’inizio degli anni 1880, tuttavia, la maggior parte era stata cacciata dai grossi allevatori di bestiame e Tafoya si trasferì con sua moglie e i suoi quattro figli nel suo ranch nel New Mexico. Tra il 1891 e il 1913, l’esercito degli Stati Uniti servì come amministratore ufficiale dei parchi nazionali di Yosemite e Sequoia. I soldati erano di stanza al Presidio di San Francisco durante i mesi invernali e poi prestavano servizio nella Sierra durante i mesi estivi.

Tex n. 569, marzo 2008. Disegno di Villa



Nei parchi i compiti dei soldati includevano la lotta agli incendi boschivi, il contenimento del bracconaggio della fauna selvatica, la lotta al pascolo illegale del bestiame nei terreni federali e la costruzione di strade, sentieri e altre infrastrutture. Nel 1903, il capitano Charles Young guidò una compagnia di Buffalo Soldiers nei parchi nazionali di Sequoia e General Grant (ora Sequoia e King’s Canyon). Young e le sue truppe riuscirono a completare più miglioramenti infrastrutturali rispetto a quelli dei tre anni precedenti. Nel 1893 la Corte Federale dei Reclami degli Stati Uniti citò in giudizio Tafoya e diversi ex Comancheros come testimoni, riguardo ad alcuni casi di rapine commesse da indiani. Sulla base della testimonianza di Tafoya, Charles Goodnight (1836 – 1929) e altri allevatori del Texas avevano ricevuto 14.176 dollari. Tafoya probabilmente trascorse i suoi ultimi anni nel ranch di famiglia e morì nell’anonimato dopo il 1893. Quel processo a quanto pare fu la sua ultima apparizione pubblica, dal momento che non sono stati rinvenuti ulteriori documenti riguardo alle successive attività e la morte di Tafoya. Ma la nicchia etnica, politica ed economica che aveva permesso ai Comancheros di prosperare stava rapidamente svanendo. Le mandrie di bisonti erano quasi scomparse, i Kwahada erano stati costretti a entrare nella riserva e l’esercito degli Stati Uniti aveva intensificato i suoi sforzi per porre fine al commercio illecito...




Wilson Vieira

N.B. Trovate i link alle altre puntate della Storia del West in Cronologie & Index - oltre che nella pagina a essa dedicata!