Formato fortunato
Il formato 16x21, il classico formato degli albi bonelliani ha 50 anni.
La dimensione attuale di quasi tutta
la produzione della ex Daim Press, viene usata per la prima volta per il numero
24 della seconda serie di Tex Gigante (la collana tutt’ora in corso per capirci);
fino al numero 23 gli albi erano leggermente più grandi. Anche negli anni
precedenti in cui si era sperimentato il passaggio a una dimensione maggiore
con le prime ristampe “giganti” degli eroi della casa editrice il formato era
stato variabile, un po’ più piccolo o un po’ più grande dell’attuale, senza una
regola ben precisa; la prima serie gigante di Aquila della Notte, per esempio,
su 29 numeri vanta 3 formati diversi: una gioia per i collezionisti! Questa miriade di dimensioni che differivano
a volte per pochi millimetri da quella odierna, come se fossero dei fastidiosi
fuori registro, finalmente nel luglio del 1962 viene calibrata sul mitico 16x21.
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| Tex Gigante 2a serie n°24, il primo bonelliano a misurare 16x21 cm. Disegno di Aurelio Galleppini, sfondo di Franco Bignotti. |
Le collane con queste misure evidentemente vendevano bene, pur trattandosi
di ristampe, tant’è che nella seconda metà degli anni Sessanta, le nuove serie proposte dall’editore debuttano
direttamente in questo formato; poco
dopo, esaurite le strisce da riproporre,
anche le storie di Tex, Zagor e Il Piccolo
Ranger iniziano a essere prodotte nel fortunato standard attuale. La consacrazione
di questo formato viene data anche dal fatto che altri editori iniziano a
usarlo per le loro collane, nel tentativo di andare a occupare in edicola lo
spazio destinato ai fumetti d’avventura Made in Italy. In effetti in tutte le
rivendite dello Stivale c’è sempre uno spazio dedicato a Tex & C., e quale
modo migliore per farsi notare nel marasma delle pubblicazioni se non quello di
andare a rifugiarsi in un luogo dove gli acquirenti si dirigono a colpo sicuro? L’angolo dedicato ai fumetti bonelliani e ai "bonellidi" (il termine che da un almeno un ventennio, ovvero dal proliferare di
questi fumetti, viene utilizzato per indicare tutte quelle serie in formato Bonelli, ma pubblicati da altre case editrici) è un porto talmente sicuro dove approdare, che anche l’editore di Via Buonarroti ormai non vi si avventura più con altre dimensioni, come dicevamo nella
recensione delle Storie n°1.
A Cinquant’anni dal debutto, questo formato è più attuale che mai. Oggi si possono
trovare nei chioschi della penisola un numero record di "bonellidi"; dal più
longevo di sempre, Dago (arrivato quasi al duecentesimo numero), alle brevi miniserie
targate Star Comics.
Qualcuno, tra gli anni Ottanta e Novanta aveva pensato bene di proporre in
16x21 anche collane di provenienza
statunitense (Il Punitore e Bone, per esempio, hanno esordito in Italia con questa veste), ma senza
particolare successo - Conan della Comic Art a parte. Il fatto strano è che nessuno finora avesse pensato di
tradurre in questo formato i fumetti d’Oltralpe. Fatta un’accurata selezione di
titoli da pubblicare, per numero di pagine (due albi ne compongono uno
bonellide) e tematiche, le serie francofone si avvicinano molto infatti al gusto
nostrano.
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| La nuova incarnazione italiana de "L'Eparvier" targata GP Publishing. (C)Dupuis 1995/2012 by Pellerin |
A fare due più due ci ha pensato la GP Publishing, che nell’ultimo
anno ha già portato in edicola alcune tra le migliori serie del fumetto franco/belga. Si perde l’apporto del colore, questo è vero (questo per gli italici lettori
non è mai stato un problema), ma in compenso si ha la possibilità di leggere
alcuni piccoli capolavori a un prezzo
decisamente economico: I soliti due
episodi che compongono ogni albo, se editi nel canonico formato cartonato francese,
potrebbero costare tranquillamente dieci volte tanto. Recentemente si è gettata
nella mischia anche la misteriosa Editoriale Cosmo con tre titoli lasciati in
sospeso nel nostro paese dai relativi editori, mentre Aurea e Salda Press annunciano imminenti collane
nello stesso formato.
Il ritorno dello Sparviero (e non solo)
Ai lettori bonelliani che seguivano il Ken Parker Magazine, farà piacere sapere
che nell’ambito di questa ondata di bonellidi potranno ritrovare la serie Lo Sparviero di Patrice Pellerin, che per i primi due episodi era stata ospitata
proprio sulla rivista dedicata a Lungo Fucile. Nelle edicole si trova ancora il
terzo volume, mentre per i primi due si può contare sul circuito delle
fumetterie o si possono richiedere direttamente alla case editrice.
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| Cartland da Bonelli (a sinistra, 1985) a bonellide (a destra, 2012). (C)Dargaud 1976-2012 by Blanc-Dumont, Harlé |
Chi invece leggeva un decennio prima gli albi di Pilot, non avrà dimenticato Jonathan Cartland la serie western di Harlé e Blanc-Dumont, anch’essa oggi riproposta nel classico formato di Tex; tra l’altro, nel numero ora in edicola appare il quarto episodio della saga, misteriosamente saltato nell’edizione dell'Isola Trovata.
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| La versione bonellide de "La syndrome de Cain". (C)MC production/Tackian/Mutti |
N.B. Trovate i link agli articoli sui "bonellidi" nella pagina delle Cronologie e index!



