giovedì 6 agosto 2020

DIME WEB INTERVISTA ROBERTO LARI! (LE INTERVISTE LXXV)

a cura di Filippo Pieri

Per la 75esima intervista con i grandi autori del fumetto (e dello spettacolo) il nostro Filippo Pieri ha messo a segno un indiscutibile "colpaccio"! Abbiamo infatti incontrato il maestro Roberto Lari, toscano classe 1941, storico disegnatore di "Eureka", l'indimenticabile rivista-contenitore creata e diretta da Luciano Secchi per la Editoriale Corno; ed è proprio con i testi di Max Bunker che Lari ha firmato la parte grafica di alcuni gioielli del fumetto italiano. Non solo, ovviamente, come scoprirete. Buona lettura! (s.c. & f.m.)

LE SEGUENTI IMMAGINI SONO QUI PUBBLICATE IN FORMATO RIDOTTO E A BASSA DEFINIZIONE SENZA FINI DI LUCRO O COMMERCIALI, CON L'UNICO SCOPO DI DOCUMENTARE E MEGLIO AGEVOLARE AI LETTORI LA COMPRENSIONE DEL TESTO.





DIME PRESS - Ciao Roberto, e benvenuto su "Dime Web"! Ha avuto una lunga esperienza come progettista di interni e illustratore, ma i lettori di fumetti la ricordano innanzitutto per la qualità artistica e la profondità dei contenuti dei suoi fumetti pubblicati su "Eureka" dalla metà degli anni '70 (a cominciare da "Metzengerstein", tratto dall'omonimo racconto di Poe). Cosa ci può raccontare di quella sua esperienza?


ROBERTO LARI - Ho molto gradito la vostra richiesta, anche se non mi è facile rispondere. Disegnare è stata la mia professione, o meglio progettare e disegnare. “Fumettare” (SIGH!) è stata una passione che non è diventata lavoro. Progettare e disegnare sono azioni a volte addirittura complementari, ma ho conosciuto bravi progettisti di architettura, di grafica e altro del tutto incapaci di mettere in fila due linee con un po’ di grazia e abilissimi disegnatori che non riuscivano a schematizzare o inventare una vignetta. Sono stato certamente più progettista che disegnatore; la mia vita professionale è stata dedicata in gran parte alla progettazione e realizzazione di interni, ma anche di edifici, soprattutto commerciali. Non essendo laureato, non ne avevo i titoli né la responsabilità, ma per i lavoratori della mia generazione era abbastanza normale. Altro capitolo, l'illustrazione: scolastici, classici dell’avventura ("Il richiamo della foresta", "Capitani coraggiosi", ecc,), ricostruzioni storiche ("Archeologia viva"), enciclopedie (Medica Utet) e altro, ma spesso mi occupavo più di organizzare, immaginare, mettere insieme piuttosto che rifinire. Come detto il fumetto era soprattutto una passione e forse per farne una professione mi è mancata la facilità, la “grazia”, la velocità, doti necessarie a un “fumettaro”. Ma non voglio annoiare con un “curriculum vitae”. il fumetto era pura passione: soprattutto i libri e le riviste, trascuravo i periodici (ora me ne pento), più diffusi e popolari. Il mio modello era Battaglia; mi incantavano le sue trasposizioni da Poe e Maupassant, anche per la mia formazione (fallimentare dal punto di vista scolastico) classico/letteraria. Provai con “Metzergenstein” lo proposi a "Linus": nessuna risposta, rispose Eureka. Lo pubblicò e cominciò la mia collaborazione.





Luciano Secchi, autore e direttore, mi fece disegnare una sua sceneggiatura, “Un killer: perché?”, e mi resi conto della mia difficoltà, mantenuta nel tempo, a seguire tempi, modi e spazi altrui. Secchi poi fece il testo e rielaborò un racconto che avevo tratto e disegnato da un autore americano. La mia collaborazione continuò a cadenza annuale fino all’ultimo numero in cui fu inserita, una storia a cui tengo molto e che, molti anni dopo, ebbe l’onore di una mostra nella Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa e in un Museo della Medicina a Londra: “Un osso di morto” da I.U.Tarchetti. Con Eureka fu una bellissima esperienza: conobbi la Redazione, Maria Grazia Perini, Piffarerio e altri, ebbi modo di capire qualcosa di quel mondo che mi sembrava irraggiungibile. In quegli anni vinsi a Prato la prima edizione del concorso per autori con la storia “Il dilettante: dalle 8 a mezzanotte cercando un’idea”. Mi fu fatta anche la proposta di un rapporto professionale continuo, ma ero troppo legato al mio “lavoro sicuro” e rifiutai. Fu un errore? Ancora me lo chiedo... "Eureka" chiuse, i fumetti ebbero una naturale evoluzione, continuai a seguirli attraverso le riviste e i libri, poi l’interesse declinò, ma continuai e continuo tuttora a disegnare “storielle” a fumetti.






DW - Nel settore dei fumetti lei ha scelto di restare un “dilettante” (come lei stesso ha detto), ovvero di non fare un'occupazione a tempo pieno nonostante ne abbia avuto l'opportunità, per poter così mantenere un'alta qualità dei suoi racconti. È in questo periodo che nascono molte sue storie a fumetti tratte dalla letteratura, da “Carmilla” di Le Fanu, che anticipa il tema dei vampiri di Bram Stoker, fino a “La mano del maggiore Muller”, che riprende un racconto di Paul Verlaine. È una scelta che rifarebbe sapendo che, con la soppressione delle riviste d'autore, solo un pubblico ristretto avrebbe così potuto godere della sua arte?


RL - Credo sia stata davvero una scelta: nelle mie altre attività mi sentivo più sicuro, nel fumetto mi sentivo inadeguato per una produzione “seriale” o “industriale”, tempi troppo lunghi e ci sarebbe stato ancora molto da aspettare prima dell’avvento del “Graphic novel”, termine inglese che comunque non amo molto. Continuai a disegnare storie tratte dalla letteratura ottocentesca e anche da mie storie come “Flavia” e “Alfio e Lisa”. La collaborazione con la Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa del Comune di Firenze mi ha permesso di fare mostre e di stampare, per pochi intimi, volumetti su avvenimenti come l’anniversario del viaggio di Amerigo Vespucci o i Mondiali di ciclismo. Altro rapporto interessante, ma saltuario, è quello che ho con l’editrice Menhir ("Il morto") attiva soprattutto al Nord-Italia, che ha pubblicato un paio di racconti e mi ha commissionato piccole cose tuttora inedite. Tutto però molto marginale e per un pubblico molto ristretto, quindi la domanda è giusta: forse avrei potuto, come si diceva scuola, almeno ai miei tempi, impegnarmi di più.









DW - Quali sono i suoi progetti per il futuro? C'è una cosa di cui avrebbe voluto parlare che non le abbiamo chiesto?

RL - Progetti per il futuro? Vorrei portare avanti un progetto sulla storia del territorio del mio Comune, Scandicci in provincia di Firenze, un libro completamento illustrato ma dai contenuti rigorosamente scientifici, continuare e ampliare il mio rapporto con l’editore Menhir e sopratutto riuscire a pubblicare i miei “inediti” anche se non attualissimi... e anche un bel progetto su un soggetto di Andrea "Kant" Cantucci da realizzare in comune ma fermo da tempo: titolo provvisorio “La città degli eterni bambini”. La situazione non è però molto favorevole: questa pandemia ha provocato in molti di noi una sorta di blocco dell’impegno e della “creatività”. Vorrei poter chiudere sempre le giornate come il protagonista del mio racconto “Il dilettante”. Aver trovato ogni volta l’idea per una nuova storia.




Un caloroso grazie da tutti i lettori di Dime Web.


a cura di Filippo Pieri

N.B. Trovate i link agli altri colloqui con gli autori su Interviste & News!

mercoledì 5 agosto 2020

LA COVER PIÙ CITATA -VENTI

di Saverio Ceri


Sembra incredibile, ma ancora una volta la cover del primo numero di Dylan Dog, firmata nel lontano 1986 da Claudio Villa diviene oggetto di omaggio. Talmente omaggio che nell'occasione c'è pure il poster in omaggio. "E' omaggio o è oagosto ?'" si chiederebbe Groucho, data la data di uscita (ovvero tra una settimana: il 13 agosto). 
Grouchate a parte, quella che avrebbe potuto essere, più logicamente, la cover del primo nuovo Old Boy è in realtà la seconda,  ed è chiaramente è ispirata alla pluri-citata copertina villiana. 


Il cimitero, gli zombi che emergono dalle tombe in primissimo piano, la luna, l'albero spoglio, Dylan con la pistola in mano, sorpreso, ma pronto ad affrontare il pericolo: i classici elementi ci sono tutti in questa immagine dei fratelli Cestaro, ennesimo omaggio bonelliano a quell'iconica cover dell'86.

Credo sia inevitabile darvi l'appuntamento -non sappiamo a quando, ma siamo certi che ci sarà- alla puntata 21 de "La cover più citata".

Saverio Ceri

N.B. Trovate i link alle altre cover su Cronologie & Index!

lunedì 3 agosto 2020

CRONOLOGIA DI TEX - LE SCHEDE ORIGINALI DEL SITO INTERNET DELLA BONELLI! TEX GIGANTE 21/25

di Francesco Manetti

Arriviamo alla quinta puntata della nostra cronologia. Sceneggiature tutte di G. L. Bonelli; disegni in gran parte di Galep, con l'aiuto di Francesco Gamba e Mario Uggeri. Per chi si fosse sintonizzato solo adesso ricordiamo che intorno al 2000 la Sergio Bonelli Editore decise di aprire un proprio sito internet; i ragazzi di "Dime Web - Magazzino bonelliano" furono chiamati a collaborare per redigere le sintetiche schede di ogni albo arretrato di ogni serie della casa editrice: c'è ancora traccia di questa sinergia nella pagina "Staff del sito". Il sottoscritto si occupò delle schede di "Tex Gigante" (redatte fino al n. 477 del mensile, del luglio 2000) e di tutte le collane "collaterali" (sempre fino al luglio 200); questi elaborati, quando il sito, molti anni dopo, fu ampliato e rinnovato, furono radicalmente rimaneggiati. Da oggi, qui su "Dime Web", potrete leggere la versione originale di quelle schede, che pubblicheremo cinque alla volta.





Marzo/Aprile 1962
Tex Gigante n° 21
ALBA DI SANGUE

Copertina: Aurelio Galleppini

Da pag. 3 a pag. 109
Pista di morte
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Francesco Gamba

Da pag. 109 a pag. 141
Avventura a Cedar Mines
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Da pag. 141 a pag. 162
Il mistero delle Montagne Lucenti
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Mario Uggeri


La piovra criminale capeggiata da Rackman e da altri coyotes ufficialmente collabora con i servizi segreti nordisti per sfiancare il Sud dall’interno, ma lo scopo reale – ben più vile - è quello di accumulare ricchezze! I sogni dei predoni – tra cui l’impresario Joe Fuller che rende l’anima a Satana nel rogo del suo teatro – si infrangono contro il piombo di Tex! Nel Gran Triangolo si torna a respirare ma a Cedar Mines una gang ha impiantato un traffico illegale d’oro verso la Confederazione… Stroncato il contrabbando Willer si confronta con i Figli del Sole…





Aprile/Maggio 1962
Tex Gigante n° 22
YAMPA FLAT

Copertina: Aurelio Galleppini

Da pag. 3 a pag. 13
Il mistero della Montagne Lucenti
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Mario Uggeri

Da pag. 13 a pag. 98
Yampa Flat
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Da pag. 99 a pag. 162
La croce tragica
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini


Sulle Montagne Lucenti, nella riserva navajo, la tribù perduta dei Figli del Sole guidata da Nakuba attacca Tex, vedendo in lui la nemesi bianca di cui parlano ancestrali profezie… Solo la saggezza di Aquila della Notte riporta la pace e salva il misterioso popolo dalla scomparsa! E scendendo a patti scansa la morte anche Tom Tender, un ricco ranchero che depreda i terreni ai contadini del bacino del Colorado. Risarciti gli zappaterra i Rangers affrontano i Daniti dello Utah, un gruppo di Mormoni incappucciati che massacra e scaccia i Gentili, ovvero chi non appartiene alla loro setta…





Giugno 1962
Tex Gigante n° 23
PIUTES!

Copertina: Aurelio Galleppini

Da pag. 3 a pag. 130
La croce tragica
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Da pag. 131 a pag. 152
Piutes
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini


Per i sanguinari Daniti, branca deviata della setta dei Mormoni, la religione è solo un pretesto: i Gentili vengono trucidati e messi in fuga solo per poterne arraffare le terre. La barbarie deve essere fermata! D’accordo con il saggio vescovo mormone di Tidwell Tex e i pards calano definitivamente il sipario sui Daniti e sul loro capo Tim Butler. Intanto, lungo il Colorado, i Piutes razziano a colpi di fucile le fattorie confinanti con la riserva. Chi li ha armati? E perché gli indiani si accaniscono soprattutto contro il ranch di Jim Elmer, un povero invalido?





Luglio 1962
Tex Gigante n° 24
L’ENIGMA DEL FETICCIO

Copertina: Aurelio Galleppini

Da pag. 3 a pag. 45
Piutes
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Da pag. 45 a pag. 141
La traccia di sangue
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Da pag. 141 a pag. 152
L’enigma del feticcio
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini


Tex convince Corvo Giallo, capo dei Piutes, a seppellire l’ascia di guerra e a distruggere i fucili avuti illegalmente da Andy Holt (un ceffo che nasconde un’identità segreta) in cambio del bestiame predato. Le armi arrivano dal sedicente generale Quantrell, che le ruba agli eserciti in lotta durante la Guerra Civile per rifilarle ai Piutes, ai Corvi e agli Shoshoni: raggiunto dai Rangers il vile tenta la fuga ma cade da cavallo rompendosi il collo! Mesi dopo i pards soccorrono un hopi legato sul dorso di un bisonte in carica: il bestione è ornato con un enigmatico feticcio…





Agosto/Settembre 1962
Tex Gigante n° 25
L’AGGUATO!

Copertina: Aurelio Galleppini

Da pag. 3 a pag. 120
L’enigma del feticcio
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni da pag. 3 a pag. 77: Francesco Gamba
Disegni da pag. 77 a pag. 120: Aurelio Galleppini

Da pag. 120 a pag. 152
Traccia tragica
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Gli Hopi soggiogati dai Figli del Bisonte Bianco e dallo stregone Talikay adorano un ruminante imbalsamato che versa acquavite dal muso pretendendo oro in cambio: i poveretti devono estrarre il metallo giallo da un torrente, e chi si ribella, come la squaw Mahena, è passibile di morte! Tex sente puzza d’inganno… Lasciata la Valle del Bisonte i pards scovano nel Deserto Dipinto i macabri resti dell’assalto a una diligenza: Sam Totter, ingiustamente accusato del massacro e della scomparsa dell’oro trasportato dalla diligenza stessa, di cui è il proprietario, rischia la forca…



Francesco Manetti

N.B. Trovate i link alle altre puntate della Cronologia di Tex su Cronologie & Index!

domenica 2 agosto 2020

DETECTIVE CHE SUONA IL CLARINETTO (QUELLO CHE FA FILÙ, FILÙ, FILÙ, FILÀ)!

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4608 del 16 Luglio 2020, a pagina 16, all'interno della rubrica "Chi è quel...", si chiede: ...detective privato inglese ex agente di Scotland Yard e specializzato in casi decisamente insoliti, avido lettore e cinefilo, che per hobby suona il clarinetto e si dedica alla costruzione di un modellino di galeone?


N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

sabato 1 agosto 2020

IL TEX SCARTATO

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4124 del 9 Aprile 2011, a pagina 6, all'interno della rubrica "Frase scartografica", troviamo anche Tex Willer.



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