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venerdì 10 luglio 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 244

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Nel Classic in edicola si conclude la breve avventura intitolata Gli sciacalli, scritta da Bonelli padre per le matite di Erio Nicolò; e prende il via La Croce Tragica, terza fatica texiana di Giovanni Ticci, che ci terrà compagnia fino al numero 249 di questa collana. Le 64 tavole riproposte in questo volume sono state pubblicate originariamente tutte su Tex 121, nel novembre del 1970, tranne l'ultima striscia pubblicata su Tex 122 del mese successivo. 
La copertina non proviene da questa avventura. Venne pubblicata come miniposter di Tex Nuova Ristampa 36 del febbraio 1999.

In realtà Claudio Villa l'aveva realizzata nel febbraio 1995, ben quattro anni prima, come copertina del decimo numero di Tex Edição Histórica, la riedizione brasiliana delle storie classiche di Tex, all'epoca pubblicato dalla Globo.


Villa per questa illustrazione si ispira alla penultima striscia del numero 41 della quinta serie di Tex nello storico piccolo formato spillato. Si tratta di una vignetta dell'episodio Avventura nell'Utah di Bonelli e Galep ristampato sulla serie regolare a cavallo dei numeri 15 e 16. Villa con la sua illustrazione ci racconta di Tex,  che dopo tre giorni di viaggio, giunge finalmente ai pascoli del ranch Barra T, dove lo attende "uno spettacolo inatteso", come recita la didascalia: il ranch completamente distrutto a causa di un incendio appiccato dallo spregiudicato Redmond e dal resto della banda di Brawley, un incendio che ha causato anche la morte di Li-Wang.


Scoperta l'origine della copertina del Classic andiamo a riscoprire ora una copertina storica di Galleppini che merita un'approfondimento sulla sua origine. Lo possiamo fare come sempre grazie alle ricerche di Francesco Bosco e Mauro Scremin. Avevamo già parlato della copertina del numero 10 della quinta serie degli Albi d'Oro, datata 1958, nella puntata 72 di questa rubrica, di come fosse stata riadattata per il numero 30 della serie mensile, tuttora in corso di pubblicazione, e di come l'ascia dalle mani del "pazzo dei monti superstizione", appaia e scompaia a seconda dell'edizione.


Oggi grazie alle ricerche di Bosco e Scremin sappiamo che Galleppini per quella cover trasse ispirazione da una vignetta del 1953 di Cisco Kid di Josè Luis Salinas. L'arma dell'antagonista in questo caso non è né ascia, né un semplice pugno, ma una grossa pietra. Il cavallo sullo sfondo certifica inequivocabilmente la fonte.


La copertina di Old Pawnee Bill, non ebbe molta fortuna all'estero. Tra le collane "storiche" la ritroviamo solo due occasioni: in Jugoslavia sul numero 357 di Zlatna Strip Serija.


E poi in Turchia, ribaltata per scelta grafica dell'editore, sul numero 129 di Teks.


In tempi più recenti la copertina è apparsa, sempre nel paese del Bosforo, sulla serie di ristampe dell'editore turco Maceraperest Çizgiler.


Infine in Brasile come numero 23 della collana Os Grandes Classico de Tex edita dalla Mythos nell'ottobre del 2009.





Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

venerdì 16 maggio 2025

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 214

di Saverio Ceri

con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Su Tex Classic 214 troviamo ristampate a colori le ultime 10 pagine dell'avventura El Morisco, di G.L. Bonelli e Guglielmo Letteri, e le prime 54 tavole dell'episodio Fort Defiance, che da il titolo allo stesso Classic, scritto da G.L. Bonelli per le matite di Aurelio Galleppini. Entrambe le avventure sono lunghe oltre le trecento tavole e sono tra le più ristampate in volumi da libreria bonelliani e non. In particolare la seconda, più nota col titolo Il Giuramento, è amata dai lettori perché racconta un passaggio fondamentale del passato del protagonista. Le 64 tavole di questo Classic vennero pubblicate per la prima volta a cavallo dei numeri 103 e 104 di Tex, del maggio e giugno 1969. 
La copertina del Classic proviene da un miniposter realizzato da Claudio Villa per la collana Tex Nuova Ristampa, in questo caso per il numero 177 del febbraio 2007.


Fort Defiance, il titolo di questa storia di Bonelli e Galep, ma anche del Classic 214, era quasi inevitabile dato che, essendo l'avventura iniziata nelle ultime otto pagine di Tex 103, non poteva che avere un titolo riferito agli avvenimenti di quelle poche tavole: Tex e i pards rischiano di cadere in un crepaccio, dopodiché arrivano a Fort Defiance. Non c'era troppo spazio per la fantasia dei redattori bonelliani. Il titolo con cui questa storia è più conosciuta è quello del numero 104 di Tex, dove l'episodio inizia a a prendere forma. 
L'immagine di copertina del Classic mostra invece un Tex che lascia un forte ed è ispirata, quindi, da un'altra avventura. L'illustrazione di Villa infatti si riferisce all'ultima vignetta de I predoni rossi, l'episodio di Bonelli disegnato inizialmente da Monti e completato da Ticci, pubblicato tra i numeri 262 e 265 della serie principale di Tex, usciti tra agosto e novembre del 1982. Tex e Carson lasciano Fort Bayard all'alba, dopo aver completato al loro missione, eliminando le ultime "mele marce" dell'episodio, che si trovavano all'interno dell'avamposto dell'esercito americano.
 

L'illustrazione di Villa, che immortala l'uscita di Tex dal fortino al sorgere del sole, era già diventata una cover, nell'agosto del 2008, per la brasiliana Mythos in occasione della pubblicazione dl numero 16 della collana Os Grandes Classicos de Tex



L'albo brasiliano ristampava la storia Sangue Navajo, pubblicata nel 1961 sui primi 18 albetti della Serie Navajo, la 28a stagione a striscia del nostro Aquila della Notte. Quindi anche in quel caso, come nel Tex Classic in edicola, la cover non corrispondeva all'episodio interno; ma c'è un'altra cosa che accomuna quell'edizione brasiliana al 214° volumetto della collana quattordicinale a colori: il titolo. Curiosamente, infatti, anche l'albo della Mythos è legato a Forte Defiance, come si intitolava il secondo numero della Serie Navajo, ristampato all'interno.

Dicevamo poco fa che l'episodio narra di un tassello fondamentale del passato del Ranger. Pressoché a metà albo, vediamo una scena che i lettori di Tex non potranno mai scordare, l'ultimo saluto tra Tex e Lilyth; l'ultima volta che Aquila della Notte ha visto la moglie viva. 


Ci sarebbe stata una copertina più adatta a questo Classic, ed è quella del miniposter allagato a Tex Nuova Ristampa 64, del giugno 2001, in cui Villa ci racconta dell'ultimo saluto di Lilyth da un'altra prospettiva; un inquadratura che ci mostra la faccia serena e sicura di Tex, che saluta la donna della sua vita, come aveva fatto già decine di volte prima di una missione, certo del suo ritorno. Il senso di normalità della scena è accentuato dai due pellerossa sullo sfondo intenti in quelle che sembrano attività abitudinali. Il ranger non poteva sapere, ovviamente che sarebbe stato l'ultimo saluto.

Quel miniposter è già diventato copertina nel gennaio 2016, in occasione dell'uscita del terzo volume de le Grandi Storie di Tex, l'ultima iniziativa collaterale texiana realizzata dai tipi di Repubblica.


La Bonelli, invece, aveva già utilizzato l'immagine, ma in quarta di copertina, per il volume da libreria Il Giuramento, del settembre 2022, di cui avremo modo di parlare nella prossima puntata.


Passiamo ora a una cover di Tex realizzata da Galleppini, da noi tralasciata in passato, in attesa che venisse utilizzata per il Classic, ma che ora recuperiamo dato che la redazione ha optato per le copertine di Villa su questa collana. Stavolta grazie alle ricerche di Francesco Bosco e Mauro Scremin scopriamo la fonte di ispirazione per la cover del numero 3 della Ottava Serie degli Albi d'Oro, del Marzo1960.


La figura di Kit Carson in primo piano è ispirata a una vignetta dell'episodio Double Trouble di Cisko Kid, il terzo contenuto nell'albo 39 della serie, uscito negli states nella primavera del 1958 per i tipi della Dell Publishing. le matite e le chine sono attribuibili al "nostro" Alberto Giolitti.
Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

venerdì 21 marzo 2025

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 210

di Saverio Ceri

con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Su Tex Classic 210 troviamo ristampate a colori 64 tavole dell'avventura El Morisco, di G.L. Bonelli e Guglielmo Letteri, apparse in origine nella seconda metà del numero 101 e nelle prime pagine del numero 102, usciti in edicola nel marzo e aprile del 1969. La copertina del Classic proviene da un miniposter realizzato da Claudio Villa per la collana Tex Nuova Ristampa, in questo caso per il numero 278 del maggio 2011. 


Villa, però, per questa illustrazione non si ispirò a questa avventura, bensì all'episodio Il mistero della pergamena, di Nizzi e Marcello, pubblicato sui numeri di Tex dal 425 al 428 usciti nella primavera del 1996, in particolare fu la vignetta centrale di pagina 34 del numero 426 a servire da modello al Maestro di Lomazzo per questa  cover, in cui il brujo cerca di scoprire con una lente i minimi dettagli della pergamena che da il titolo a quell'episodio.

Nel gennaio 2017, l'illustrazione di Villa, come spesso accadeva ai miniposter, divenne una copertina per il numero 99 della Tex  Edição Histórica della brasiliana Mythos. 


Ma gli amici brasiliani non furono i primi a sfruttare quell'illustrazione per farne una copertina. Il primato spetta ai tipi della Mondadori, che la ripresero però solo parzialmente, dato che la figura di Tex è visibilmente modificata, rispetto al disegno originale di Villa. L'occasione fu l'uscita, nel 2014, del primo di cinque volumi dedicati alle avventure con El Morisco in formato Oscar, di cui abbiamo parlato anche nella puntata precedente, dal titolo Il signore dell'abisso.

Nel marzo del 2016 poi è il gruppo Gedi a scegliere di utilizzare l'illustrazione di Villa,  stavolta senza ritocchi, per l'undicesimo volume de Le Grandi Storie di Tex, uscito come collaterale de La repubblica e de L'espresso.


Esaurite le informazioni sull'avventura editoriale della cover di questo Tex Classic, passiamo al titolo, che si riferisce al manufatto che Aquila della Notte mostra a El Morisco nelle pagine finali dell'albo, quello che appare anche nella copertina del 47° volume della Collezione Storica a Colori di Repubblica.


Per questa cover Villa si ispirò alle due vignette che troviamo in basso a pagina 55 del Classic in edicola, in cui uno stupefatto Morisco, vede il monile recuperato da Tex sul luogo della sparizione delle casse di fucili, all'inizio dell'indagine, nel numero scorso.

La copertina dell'edizione a colori di Repubblica è stata utilizzata per collane similari anche in Croazia, in Norvegia e in Finlandia.


Scoperte le origini delle cover legate alle ristampe di questa storia, avendo già parlato della genesi della copertina di Tex 101 nella scorsa puntata, e in attesa di scoprire com'è nata quella del 102 nella prossima, andremo a riscoprire ora l'origine di una copertina di Galep che finora avevamo tralasciato in attesa che venisse scelta per questa collana. Evento che a questo punto non avverrà visto che in redazione hanno optato per le cover di Villa su Tex Classic. Stavolta recuperiamo la copertina del numero 15 della quinta serie degli Albi d'Oro, il fascicolo che, nell'agosto del 1958, riproponeva le strisce di Tex  dalla 7 alla 9 della della Serie Kansas.


Francesco Bosco e Mauro Scremin sono riusciti a scovare la fonte di questa copertina di Tex, senza il protagonista, in una vignetta del numero 39 di Cisco Kid, pubblicato negli States dalla Dell Publishing  qualche mese prima, nella primavera del 1958. In particolare il riquadro è il secondo della settima tavola, dall'ultima avventura contenuta nell'albetto americano, intitolata Double TroubleLa copertina galleppiniana riprende esattamente la scena della vignetta, dai bulloni sul forziere, al vestito a rombi della signora rapinata sullo sfondo. 


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

giovedì 25 marzo 2021

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 106

di Saverio Ceri

con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.

Si conclude, col primo capitolo di questo Classic, sia l'avventura contro il Drago Nero e il suo complice Don Manuel, sia la ristampa della 25a serie a striscia di Tex, collana intitolata proprio al nemico orientale di questa storia. A seguire troviamo la ristampa dei primi 5 albi della 26a serie di Tex, più nota come Serie Alabama. Originariamente i sei albetti, qui riproposti a colori, uscirono in edicola tra il novembre e il dicembre 1960. La prima delle due avventure contenute nella serie Alabama è Il segno del serpente, un episodio del filone fantastico del personaggio tra i più amati e ristampati, e che, grazie alla sua pubblicazione sul volume Il mio nome è Tex, il primo della Mondadori, risulta essere uno dei primissimi episodi di Aquila della Notte arricchiti dalla quadricromia. 

Nonostante la serie di cui è appena iniziata la ristampa sia dedicata all'Alabama, il titolo di questo Classic ci porta in un altro stato dell'unione. Il secondo episodio della serie è infatti intitolato La strega del Colorado, e della copertina dell'albetto a striscia corrispondente abbiamo parlato pochi giorni or sono nella nostra rubrica gemella dedicata a Mister No, poiché molto simile a quella del diciannovesimo albo del pilota amazzonico. La cover in questione è quella qui sopra. A prima vista si potrebbe dire che la cover è tratta dalla vignetta centrale della striscia numero 18 della storia in esso contenuta, che invece potete ammirare qui sotto nella versione a colori odierna.

A prima vista per chiunque, ma non per i nostri infallibili ricercatori di fonti iconografiche texiane Francesco Bosco e Mauro Scremin. Il fantastico duo ci segnala che la fonte, sia della vignetta che della copertina, è una striscia che il mitico John Buscema disegnò per la collana Indian Chief dell'americana Dell. Il numero di Indian Chief in questione è datato gennaio-marzo 1959. Sono decine i disegni di Buscema che ispirarono Galep e prima o poi ne scopriremo altri.


Ma torniamo alla copertina del Classic 106: Per molti l'immagine sarà familiare dato che si tratta di una variante della cover del numero 13 della attuale serie di Tex, di cui abbiamo già avuto modo di parlare nella puntata 62 di questa rubrica. Stavolta torniamo su quell'immagine per scoprirne, grazie sempre a Bosco & Scremin, la vera origine. I nostri segugi ci segnalano che tutto nasce da una striscia di Cisco Kid del 1954 disegnata da José Louis Salinas (copyright del King Features Syndicate). Questa:


Prima di arrivare sul Classic questa immagine del 1954 è passata attraverso gli Albi d'Oro di Tex nel 1957; e si è trasformata per la serie regolare del ranger nel 1962; e tale é rimasta per le ristampe Tre Stelle nel 1965, Tutto Tex nel 1987 e Tex Nuova Ristampa nel 1997. Quella di questo Classic 106 è la sua prima apparizione in edicola del terzo millennio, e per l'occasione i grafici bonelliani hanno deciso di semplificarla. Scoprite come nella gif animata qui sotto, grazie alla quale ripercorriamo tutti i passaggi dal 1954 a oggi. 

Gli episodi contenuti in questo agile albetto, apparvero per la prima volta in formato Bonelli sul numero 47 dell'attuale serie di Tex datato settembre 1964; come promesso nella puntata precedente dunque scopriamo pure l'origine segreta della cover di quello storico albo.


Il dipinto all'origine di tutto è realizzato da Frank McCarthy ed è intitolato Standing cowboy with both guns drawn and smoking, secondo alcune fonti sarebbe stato realizzato nel 1965, quindi successivo all'uscita di Tex 47.


In realtà come ci segnalano Bosco & Scremin, questa illustrazione di McCarthy fa da copertina al pocket book del racconto Blood Moon scritto da Frank Castle (omonimo del marvelliano Punisher!!) pubblicato nel 1960 dalla Gold Medal Fawcett. 


Secondo la nostra coppia di esperti, Galep si è ispirato alla copertina del pocket book, dal momento che usa anche il motivo del cerchio che, per ragioni grafiche, nel n. 47 di Tex da rosso diventa nero, e non dalla stessa illustrazione utilizzata dalla messicana Editorial Novaro per la cover del numero 350 della sua collana antologica Aventura.


Nelle due versioni italiane successive, il cerchio diviene bianco e ingloba definitivamente Tex, che nella cover di Tutto Tex ruota a sinistra rispetto a tutte le altre versione; per poi tornare a inclinarsi a destra nella più recente Tutto Tex.  


Una curiosità su questa cover: nella versione francese, ovvero su Rodeo 183 del novembre 1966, Tex perde misteriosamente una pistola e il cerchio, in questo caso rosso a richiamare la luna di sangue del romanzo di Castle, ingloba il protagonista esattamente come in Tutto Tex. Questa scelta grafica evidentemente va retrodatata di un ventennio.


E con questa cover dei cugini francesi chiudiamo anche questa puntata di Secret Origins. Appuntamento tra due settimane per scoprire nuove curiosità sulle copertine del ranger più popolare del fumetto italiano.

Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index.  

giovedì 25 febbraio 2021

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 104

di Saverio Ceri

con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.

Prosegue su questo Classic la vicenda del Drago nero, tratta dall'omonima serie a striscia di Tex. In particolare in questo albo ritroviamo ristampate a colori le uscite dalla 13a alla 18a di quella collana, pubblicate per la prima volta tra l'agosto e il settembre del 1960. Le 64 tavole di questo Classic vennero pubblicate per la prima volta in formato Bonelli sul numero 46 dell'attuale serie ammiraglia della casa editrice; albo di cui torneremo a parlare nella seconda parte di questa puntata. Intanto occupiamoci della cover del 104° Classic di Aquila della Notte. 

Il titolo, La porta delle mille felicità, è preso in prestito dal quarto capitolo contenuto in questo albo, e non ha praticamente attinenza con l'immagine di copertina, a meno che non si voglia far passare da "porta", l'ingresso della caverna della storica cover de L'enigma del feticcio. Più che porta parrebbe uno stargate, ma che conduce tutt'altro che alla felicità visti i pipistrelli e i sinistri totem. Dell'immagine di questa copertina ci siamo già occupati nella puntata 59, allorché venne scartata nel ballottaggio per la cover di quel Classic. In quell'occasione ripercorremmo le tappe della carriera editoriale di quell'immagine; stavolta, grazie ai nostri valenti collaboratori Francesco Bosco e Mauro Scremin, andiamo a scoprirne l'origine segreta.

Bosco & Scremin ci ricordano che la quarta e quinta serie dell'Albo d'Oro di Tex presentano numerose copertine ispirate al più famoso personaggio di José Luis Salinas, Cisco Kid. Inutile dire che Salinas è stato uno dei fumettisti più grandi mai esistiti. Un genio nel realizzare i cavalli, presi a riferimento dai disegnatori di tutto il mondo. La fonte de L'enigma del feticcio, compresa la testa di Tex presa di profilo, appartiene appunto a una striscia del "The Cisco Kid" uscita nel 1952 per la King Features Syndicate.



Effettivamente, come sottolineano Bosco e Scremin, Salinas era riferimento per molti illustratori, compreso l'italiano Alberto Giolitti che  in quegli anni lavorava per l'americana Dell e che pochi mesi prima di Galep in occasione di Tonto 25 (novembre 1956/gennaio 1957), aveva già utilizzato come fonte di ispirazione lo stesso cavallo impaurito. Lo ritroviamo, infatti,  alla seconda vignetta della pagina 29 di quell'albo.

Lo stesso equino, dopo essere passato da Cisko Kid a Tonto, evidentemente viene poi prestato a Tex per la cover del quarto numero della quarta serie degli albi d'oro: stessa posa, stesso terrore negli occhi del cavallo.


Ma torniamo alla copertina de L’enigma del feticcio; Bosco e Scremin ci segnalano che nel passaggio alla serie principale di Tex, lo sfondo, ovvero il portale della grotta, il totem e i pipistrelli, viene appositamente realizzato da Franco Bignotti. Da sottolineare che il titolo dell'albo è da ascrivere senza ombra di dubbio a Sergio Bonelli, nonostante molte fonti lo attribuiscano sempre a Bignotti. Rispetto alla copertina dell'Albo d'Oro, nella quale Tex indossa una camicia gialla, nell'Enigma del feticcio questa muta in rosso per evidenti ragioni cromatiche: ne è causa lo sfondo giallo su cui si staglia la figura del Ranger.

In questa gif animata riassumiamo tutti i passaggi che hanno portato alla cover del Classic attualmente in edicola, partendo dalla storica immagine di Salinas del 1952.


Torniamo, prima di chiudere, a parlare della cover di Tex 46, come promesso in apertura. La posizione di Aquila della Notte sulla copertina di quell'albo dell'agosto 1964 è ispirata chiaramente dalla copertina di Cheyenne 20, del marzo 1961, una pubblicazione americana, sempre targata Dell. Potete vedere entrambe le cover in sequenza qui sotto.


Se proviamo a sovrapporre la cover de Il sicario con la foto di Clint Walker che appare sulla copertina di Cheyenne, oltre ad appurare una somiglianza quasi perfetta, scopriamo una curiosa versione di Tex  quasi in carne e ossa.  


La stessa cover ovviamente è stata utilizzata anche in occasione delle ristampe Tutto Tex e Tex Nuova Ristampa, con l'aggiunta di uno sfondo fatto di cielo azzurro e deserto, simile alla versione della rivista americana.


Una curiosità sullo sfondo di questa copertina: in Italia lo abbiamo conosciuto soltanto negli anni ottanta in occasione dell'uscita di Tutto Tex, ma Galep (o qualcuno per lui) lo aveva disegnato almeno venti anni prima. Nell'edizione francese di questa cover infatti, scopriamo che lo scenario alle spalle di Tex esisteva già nel marzo del 1967.


In Brasile questa cover è stata usata almeno tre volte: in un paio di occasioni dall'editora Vecchi per la prima e seconda edizione del numero 88 del Tex carioca, e poi dalla Globo per il numero 52 della Tex Coleçào.


E con questo trittico di cover brasiliane chiudiamo anche questa puntata di Secret Origins. Appuntamento tra due settimane per scoprire nuove curiosità sulle copertine del ranger più popolare del fumetto italiano.

Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire o riscoprire, anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index, visto che molte sono state recentemente aggiornate con nuove immagini e nuovi riferimenti.