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venerdì 21 agosto 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 247

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Nel Classic in edicola prosegue la lunga avventura La Croce Tragica, di Giovanni Ticci, su testi di Gianluigi Bonelli, che ci terrà compagnia fino al numero 250 di questa collana. Le 64 tavole riproposte in questo volume sono state pubblicate originariamente, tutte su Tex 123, Tamburi di guerra, nel gennaio del 1971.


La copertina di Claudio Villa è tratta dal miniposter allegato a Tex Nuova Ristampa 74 dell'Aprile 2002, ed è proprio riconducibile a questa avventura di Aquila della Notte, anzi a alcune delle primissime vignette dell'albo in edicola, in cui Tex terrorizza un pellerossa minacciandolo di bruciare il suo, "sacro", Sacchetto della Medicina.


E' la prima occasione in cui questa illustrazione di Villa viene usata come copertina.
La storia di Bonelli e Ticci, Sulle piste del Nord, è un classico texiano tra i più riproposti in molte edizioni, a partire dalla collana Oscar della Mondadori, che scelse di utilizzare però la cover di Tex 201, L'oro del Colorado, per presentare il volume in libreria.


Lo stesso volume, nello stesso formato "Oscar", poi, è stato riproposto dalla linea libraria della Bonelli nel maggio 2020 con la storica copertina di Tex 122, che abbiamo esaminato nella puntata 245 di questa rubrica e, in seconda edizione, nell'ottobre 2024, con una copertina tratta da un Miniposter di Villa.


Anche per la collana Le Grandi Storie di Tex, realizzata in collaborazione con RCS, venne scelta una illustrazione di un miniposter per riproporre in edicola questa lunga avventura canadese. 


Dato che della cover di Tamburi di guerra, abbiamo già scoperto le origini nella puntata 138, quando la copertina di Galep per Tex 123, venne scelta come cover del Classic, 
 facciamo un passo indietro di oltre settant'anni, insieme a Francesco Bosco e Mauro Scremin, fino al giugno 1955, alla ricerca della fonte di un'altra copertina galleppiniana, quella del diciottesimo Albo d'Oro della seconda serie. 


Galleppini per questa illustrazione si ispiro a una vignetta di ben 15 anni prima, rintracciabile in una tavola domenicale del Prince Valliant di Hal Foster datata, appunto, 6 aprile 1941.


La sovrapposizione delle due immagini, non lascia dubbi.


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

sabato 1 novembre 2025

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 226

di Saverio Ceri

con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.



Su Tex Classic 226 prosegue l'episodio Il ritorno del Drago, realizzato graficamente da Guglielmo Letteri su testi di Gianluigi Bonelli. Le 64 tavole di questo Classic vennero pubblicate per la prima volta sui numeri 110 e 111 di Tex, usciti a cavallo di due decenni, ovvero nel dicembre 1969 e nel gennaio 1970. 
L'illustrazione di copertina del Classic 226, opera di Claudio Villa, è ispirata proprio a questo episodio, anche se sarebbe stata più adatta per il numero precedente, visto che la vignetta, verosimilmente ispiratrice del disegnatore comasco, è apparsa nelle ultime pagine del Classic 225.
Gli elementi della cover di Villa li ritroviamo tutti in questa striscia di Letteri: il cinese con la sciabola, il mascherone, il vaso col dragone e Tex pistola in pugno. Il copertinista di Tex ovviamente ci mette del suo per rendere accattivante l'illustrazione: Tex non appare in vantaggio sul suo avversario come nella vignetta di Letteri, ma al contrario si trova in posizione di pericolo visto che sta per essere colpito alle spalle. Il disegno di Villa venne realizzato come miniposter per Tex Nuova Ristampa 66 nell'agosto del 2001.

I primi a trasformare questa illustrazione in copertina furono i brasiliani della Mythos nell'agosto 2007 per il secondo e ultimo numero della miniserie O Veneno do Cobra, che pubblicava nel paese sudamericano l'ultima storia di Letteri, apparsa in Italia sul decimo Maxi Tex dell'ottobre 2006.


Anche i croati della Libellus hanno utilizzato questa illustrazione come copertina, precisamente per il numero 132 della collana Tex Biblioteka, uscito nel novembre 2023. Anche l'episodio contenuto nel volume croato è a suo modo storico nella vicenda editoriale di Tex. Si tratta de La tragedia della "Shangai-Lady" apparso sui numeri 309 e 310 della serie regolare, disegnato sempre da Letteri, scritto da G.L. Bonelli, su soggetto non accreditato di Boselli. Fu il primo contributo del buon Mauro alla saga di Tex. Alla realizzazione dell'episodio, sempre nell'ombra, parteciparono anche Giorgio Bonelli, fratello di Sergio e figlio di G.L, e addirittura Tiziano Sclavi.  


Questo Classic contiene la scena della rocambolesca fuga del "Drago" che è stata buona fonte di ispirazione per Villa che ne ha tratto ben due copertine. Una è già apparsa nella nostra rubrica perché era stata usata come cover di Tex Classic 169. L'altra, che racconta un'evento mai accaduto, ovvero Tex che entra nelle segrete del Drago  e lo trova sul suo "trono" -mentre nella storia il ranger arriva nel covo, a Drago fuggito- è divenuta la copertina del Tex Collezione storica a Colori 51 nel 2008.


La copertina è apparsa anche su una collana analoga norvegese.


Andiamo ora a scoprire le origini "segrete" di una copertina Galleppiniana che  avevamo tralasciato in passato in attesa venisse usata su questa collana, e che in realtà non verrà mai usata a questo scopo su questa ristampa, vista l'attuale scelta redazionale di trasformare in copertine del Classic, i mini-poster di Villa realizzati per Tex Nuova Ristampa. 
Stavolta, grazie alle certosine ricerche di Francesco Bosco e Mauro Scremin, torniamo indietro di settant'anni, fino al giugno del 1955, quando uscì il 17° numero della seconda serie degli Albi d'Oro.


Il sovrano della copertina assiso sul suo trono alato è chiaramente ispirato a una vignetta di Prince Valiant di Hal Foster, contenuta nella tavola domenicale del 2 marzo 1941, in cui il protagonista giunge a cospetto di Lamorack, Re di Tambelaine.


Il parallelo tra la vignetta di Foster ribaltata e la copertina dell'Albo d'Oro di Galep, non lascia dubbi.


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

venerdì 7 marzo 2025

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 209

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Su Tex Classic 209 troviamo ristampate a colori le ultime 9 tavole del mitico numero 100 della collana principale di Tex, e le prime 55, esattamente metà albo, del numero 101, El Morisco. Gli albi originali uscirono a febbraio e marzo del 1969 e portano la firma oltre che di Gianluigi Bonelli, di Aurelio Galleppini per il numero 100, e di Guglielmo Letteri per il 101. Il titolo del Classic si riferisce alle pagine finali dell'albo, in cui l'indio Pablito, uccide coi suoi dardi avvelenati, il secondo dei suoi sodali, caduto nella mani di Tex e Carson. E' lo stesso titolo del 47° volume della Collezione Storica a Colori di Repubblica, di cui parleremo nella prossima puntata. L'immagine di Villa scelta come copertina proviene dal miniposter pubblicato su Tex Nuova Ristampa 426 dell'ottobre 2017, il terzultimo firmato dal Maestro di Lomazzo prima di passare il testimone a Maurizio Dotti.


In realtà l'illustrazione del miniposter è ispirata alla prima vignetta di pagina 28 di Tex 594, Quel treno a mezzogiorno, in cui Tex e Carson sono sulle tracce degli assassini di... Deadwood Dick! No, non il personaggio di Joe Lansdale, trasposto a fumetti proprio dalla Bonelli, ma neppure il protagonista di una serie di dime novels di Edward Lytton Wheeler, pubblicate tra il 1877 e il 1897; la vittima in questione è un attore dello spettacolo itinerante di Buffalo Bill: Deadwood Dick era una soprannome adottato da molti in quegli anni proprio per sfruttare il successo dei racconti di Wheeler. 
Tornando alla vignetta non sbagliamo affermando che, in questo caso, la fonte è... Font, illustratore dei quell'avventura su testi di Boselli.


L'illustrazione di Claudio Villa è già diventata una copertina in Brasile, dove i tipi della Mythos l'hanno scelta per il 38° volume della collana Tex Edição em Cores, uscito nell'agosto 2019.


Passiamo ora a scoprire l'origine della copertina dell'albo che per primo ospitò la storia  contenuta in questo Classic, lo storico Tex 101: El Morisco.


A quanto ci raccontano Francesco Bosco e Mauro Scremin sul loro volume Western all'italiana, la fonte di Galleppini per questa cover, in particolare per la figura di El Morisco, vero protagonista di questa illustrazione, fu una vignetta del Prince Valiant di Hal Foster: quella che ritrae Merlino intento in una delle sue magie, osservato dal falco appena rubato dal protagonista alla Fata Morgana. La vignetta in questione venne pubblicata il giorno di Pasqua del 1938 sui quotidiani americani


Effettivamente sul tavolo di El Morisco si ritrovano casualmente gli stessi oggetti del tavolo di Merlino: un teschio, vari alambicchi e un uccello sul trespolo. Difficile credere che non ci sia un nesso. 
In Italia questa cover è stata utilizzata ovviamente anche per Tutto Tex e Tex Nuova Ristampa, ma non solo.


La storia è tanto amata dai lettori da essere scelta più volte per apparire in volumoni di ristampe della Mondadori. La prima edizione risale al maggio 1998 su un Oscar Best Sellers, andato esaurito e ristampato successivamente con una nuova grafica. Tutti gli episodi di El Morisco furono poi nuovamente ristampati nel 2014 in cinque volumi la cui costola formava, una volta affiancati, proprio la storica cover di Galep di cui stiamo parlando. Infine, il cofanetto, che racchiudeva i cinque tomi recava sui lati la stessa immagine.


Fuori dai confini nazionali la copertina è apparsa almeno tre volte in Brasile: nella prima e nella seconda edizione del numero 40 della Editora Vecchi, e successivamente su Tex Colleçào nel periodo della Editora Globo.


Nella penisola balcanica la copertina di Tex 101 è apparsa ai tempi della Jugoslavia sul numero 708 della collana Zlatna Strip Serija con la bottiglia spostata in fronte al protagonista, che pare stia per afferrarla, e col pennuto sulla spalla dello stregone amico di Tex; tutto a causa della gabbia grafica dell'edizione balcanica. Le distanze tra il predatore e El Brujo vennero ripristinate nelle due edizioni croate successive, la recente edizione a colori edita da Colosseum, e prima ancora, nel 2005, il numero uno dell'edizione Van Gogh stripovi.


Proseguiamo con le tre versioni "sinottiche" della Williams: Norvegese, Finlandese e Olandese, uscite nel 1976, e caratterizzate da un inedito sfondo magenta.


Chiudiamo con altre due copertine europee: la francese di Rodeo, e il numero 43 della spagnola Buru Lan, che come sempre presenta Tex con colori differenti rispetto ai classici. 


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

venerdì 4 ottobre 2024

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 198

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Su Tex Classic 198 troviamo ristampate a colori 192 strisce pubblicate originariamente tra i numeri 16 e 19 della Serie Rodeo, gli ultimi di Tex nel glorioso formato delle origini, usciti tra maggio e giugno del 1967. Non sono gli ultimi tratti dalle strisce che vedremo su questa collana perché questa ultima e "mefistofelica" storia, è stata anticipata in tutte le ristampe bonelliane, rispetto all'episodio La carovana dell'oro, per motivi che ignoriamo, ma che abbiamo ipotizzato nella puntata 191 di questa rubrica.     
Le stesse 64 pagine pubblicate su questo Classic sono state ristampate per la prima volta nel formato bonelliano, sul numero 94 dell'attuale serie principale di Tex, uscito a agosto del 1968. 
Il titolo del Classic è preso in prestito dal 18° albo della Serie Rodeo, il 972° e penultimo Tex a striscia. La copertina firmata da Villa, com'è ormai consuetudine, proviene da uno dei miniposter allegati alla collana Tex Nuova Ristampa; l'illustrazione trasformata in copertina stavolta proviene dal numero 63, datato maggio 2001.


Dopo un paio di copertine quasi centrate, stavolta torniamo, come da tradizione, alla cover "a caso". Nella storia appare effettivamente un anacronistico castello medievale, ma per il momento e ben lungi dal crollare. Villa in realtà realizza questa illustrazione ispirandosi a un episodio non molto distante cronologicamente da quello di Mefisto. Lo spunto proviene infatti dal finale della storia El Morisco, di Bonelli e Letteri, apparsa sui numeri da 101 a 103 della serie principale di Tex, usciti tra marzo e maggio del 1969; in particolare Villa si rifà alle ultime tre pagine dell'episodio in cui i quattro pards riescono a sopravvivere al crollo del "castillo", il covo del principe Tulac e dei sui fanatici seguaci.
L'illustrazione fino a oggi non era mai stata usata come copertina. 

C'era però una cover "villana" che sarebbe stata attinente proprio alle vignette contenute in quest'albo: quella del 44° volume della Collezione storica a Colori di Repubblica


Il Maestro di Lomazzo per quella copertina, giunta in edicola il 7 dicembre del 2007, trasse ispirazione dalla seconda vignetta di pagina 38, dove l'arcinemico di Tex si manifesta magicamente al ranger bonelliano.


Questa illustrazione dell'attuale copertinista texiano, è stata utilizzata come cover anche in Norvegia, Finlandia  e Croazia, come testimonia il trittico qui sotto.


Ma lasciamo il Tex nell'interpretazione villana, per dedicarci a quello nella classica interpretazione galleppiniana. 
I nostri Bosco e Scremin ci segnalano che le copertine di due degli albi a striscia ristampati in questo Classic, hanno delle "origini segrete". Andiamo con ordine: la cover di Black Baron, numero 17 dell'ultima serie, vede Tex impegnato in una classica rissa da bar, con tanto di sgabelli branditi come arma e bottiglie volanti.


Evidentemente Aquila della Notte ha imparato l'arte della rissa dal principe Valiant, che già ai tempi di Re Artù, usava gli sgabelli, esattamente nello stesso modo. Nel suo caso però, come si può vedere qui sotto, rotondi, come la famosa tavola dei famosi cavalieri, agli ordini del famoso re.


Gli effetti sugli avversari sono gli stessi, tant'è che cadono sotto i colpi dello sgabello esattamente nella medesima posizione, sia che a usarlo sia il principe piuttosto che il ranger.  La vignetta di Hal Foster venne pubblicata il 3 luglio del 1937 e fa parte della 21a tavola domenicale del personaggio. 


L'altra copertina che Bosco e Scremin ci segnalano è quella dell'ultimissima striscia di Tex dell'epoca d'oro. La 973a uscita settimanale dedicata al personaggio ininterrottamente da 1948 al 1967.


Per chiudere in bellezza, l'esperienza su questa storica collana, Galep per la copertina si ispirò a un'illustrazione della Domenica del Corriere del 15 maggio 1938, opera di Achille Beltrame, che esalta la tempra dei legionari italiani, impegnati nella guerra di Spagna.


Il parallelo tra le due immagini portate nella stessa scala evidenzia, come nel caso della precedente copertina, quanto fedelmente Galep abbia omaggiato l'illustrazione di partenza. In questo caso l'unica differenza è la posizione della testa di Mefisto. 


Saverio Ceri

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giovedì 15 ottobre 2015

LE CENSURE NEL FUMETTO 2: LO STORICO SPECIALE WOW - AUTUNNO 1981

di Francesco Manetti

Wow, a.VI n. 37 - autunno 1981. Disegno di Cavazzano


Come anticipato, dopo la recensione dell'approfondito saggio di Di Giulio sulle censure e le manipolazioni negli Albi del Falco della Mondadori, riprendiamo l'argomento per parlarvi di una pubblicazione analoga, ben più "antica". Risale infatti all'autunno del 1981 il preziosissimo numero 37 di Wow, la prozine della Editiemme diretta da Luigi F. Bona. La straordinaria copertina di Giorgio Cavazzano annunciava che il fascicolo era una sorta di speciale sulla Censura e autocensura nel fumetto, con ben 32 pagine dedicate allo scottante argomento (praticamente tutta la rivista, se si escludono i corposi inserti centrali). Si tratta di uno studio che non analizza minuziosamente una sola serie, come quello di Di Giulio, abbracciando invece, in un discorso molto generale, tutto il fumetto. La trattazione inizia con una presentazione bilingue di Giulio Cesare Cuccolini - grande esperto del fumetto oltre che personaggio di grande simpatia, umorismo e compagnia. Il resto della pubblicazione è occupato da un ricchissimo vocabolario, molto illustrato, che mostra le vignette come apparivano prima e dopo gli interventi di "giustizia divina" - un dizionario composto da numerose voci: abbigliamento, animali, armi, autocensura, bellezza, brutte parole, capezzoli, Castelli (con le opinioni del celebre fumettista), censori, censura, cinema d'animazione, codice morale dei fumetti (quello italiano del 1961, in box), crudeltà, Dirty Comics (la non censura), esercito, facce, Fascismo (con un intervento in box di Fossati), figli della colpa, firma, fumo, handicappati, mafia, mercato, Moral Code (quello USA del 1954, con la traduzione italiana), morte, negri (scritto così, quando tale termine non era stato ancora vietato dalla correttezza politica), nudo, ombelico, omosessualità, politica & ideologia, razzismo, sadomasochismo, seduzione, seno, sesso, superstizioni, traduzioni, vilipendio, violenza e vomito.
Qui sotto vi proponiamo una ricca selezione di immagini, fra quelle più significative e divertenti, lasciando intatte le parti di testo originali (in quanto alle sigle f.f. sta per Franco Fossati, g.f. per Giorgio Ferrari, l.f.b. per Luigi F. Bona). Vi avvertiamo che alcune sono un po' "spinte"...






Altre celebri sequenze di Tex (da Il capitano della Rivers's Queen), con la cantante del saloon ben coperta e disarmata!

I lettori possono ben immagine come sia la vignetta integrale (ehm... ehm..)


Francesco Manetti

N.B. trovate i link agli altri articoli storici su Cronologie & Index!