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venerdì 2 ottobre 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 250

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola. 

Nel Classic in edicola termina l'avventura in Canada, scritta da G.L. Bonelli e disegnata da Ticci, che ci ha tenuto compagnia negli ultimi mesi e prende il via un'altrettanto classica e lunga avventura di Bonelli padre per le matite di Aurelio Galleppini, che si dipanerà su sei albi di questa collana, Il figlio di Mefisto. Le 64 tavole di questo Classic provengono, per la storia di Ticci da Tex 124 del febbraio 1971 e, per l'episodio di Galep, dal numero successivo del marzo dello stesso anno. 


L'illustrazione di Villa utilizzata come copertina del Classic l'abbiamo già esaminata in questa rubrica, perché proviene dalla precedente avventura di Tex, con protagonista l'acerrimo nemico del ranger. Si tratta della copertina del quarantaquattresimo volume della Collezione Storica a colori di Repubblica. Per la sua origine recuperate la puntata 198 pubblicata esattamente due anni or sono.

Scoperta l'origine tutt'altro che segreta della copertina del Classic 250, scopriamo ora quella dell'albo della serie regolare di Tex che per primo l'ha pubblicata, il 125. Francesco Bosco e Mauro Scremin ci svelano che anche la mitica e pluripubblicata copertina di quell'albo ha una fonte di ispirazione statunitense.


La copertina di riferimento per la figura di Tex è quella del romanzo Bounty Guns di Luke Short edito da Dell nel 1964. Anche in questo caso, per gli affezionati lettori di questa rubrica, non è una novità: Ne avevamo già parlato praticamente tre anni or sono, in occasione del settantacinquesimo anniversario di Tex, e del conseguente gioco di  omaggi grafici da parte degli illustratori delle copertine delle altre serie bonelliane.
L'illustrazione di copertina del paperback statunitense è firmata da Len Goldberg. Galleppini oltre al protagonista, preleva da questa illustrazione anche la forma arcuata del tronco d'albero, e la trasforma in un arco di pietra vero e proprio, anche se in rovina. 


La copertina de Il figlio di Mefisto piacque talmente tanto alla redazione che venne riproposta più volte, in edicola, ma soprattutto in libreria a partire dal dicembre 1978, con l'uscita del secondo volume a colori in grande formato, ribattezzato "strenna" dai responsabili del marketing bonelliano dell'epoca. Dopo l'esordio di questo format nel 1975 col marchio Mondadori, Bonelli fece uscire due volumi targati Edizioni Cepim, tra cui appunto Tex contro Mefisto, prima di passare nuovamente la palla a Mondadori. In tal caso non è esattamente la stessa illustrazione, ma sicuramente la stessa fonte. Galep infatti ridisegnò il Tex che intuisce il pericolo alle spalle, stavolta alla sua sinistra, e stavolta non un pericolo fisico, anche se decisamente più inquietante. Il Tex di questa illustrazione è mancino, il che farebbe pensare a un ribaltamento redazionale, deciso a disegno realizzato, per dissimulare la somiglianza con la copertina di Tex 125. Avevamo già parlato di questa cover nella puntata 91 di questa rubrica, ma la riproponiamo anche in questa occasione aggiornandone la vicenda editoriale.


Lo storico secondo volume strenna di Tex, venne poi ristampato nell'ottobre del 1995 dalla Mondadori che detenne i diritti per questa collana fino al 2014 e alla nascita della divisione libraria della Bonelli, che solamente nel luglio 2026 ha dato alle stampe la terza edizione di questo cartonato, la prima col marchio SBE. Le tre edizioni si distinguono esternamente per il colore della costola, il colore del logo, il colore della camicia di Tex. A proposito di colori le prime due edizioni stampano la colorazione di Ugo Pietrafitta; l'ultima utilizza le tavole colorate dalla GFB Comics per la Collezione Storica a Colori di Repubblica.  


Una curiosità: l'episodio pubblicato nel volume non è quello di Tex 125, ma è lo storico scontro tra Tex e Mefisto narrato nei numeri 39 e 40 della serie principale del ranger, e contiene nell'ultima pagina due strisce inedite realizzate per l'occasione da Galleppini.
A proposito di libreria nell'ottobre 1994, sempre la Mondadori, ma nella collana Oscar, presenta in un sol volume proprio la storia che inizia in questo Classic, ed utilizza come copertina proprio la cover di Tex 125. Il volume venne ristampato nel 2006 con altra grafica. Da notare come nella prima versione Tex sia stato traslato verso l'alto rispetto all'illustrazione originale, mentre l'arco  di pietra scivola verso il basso. 


Sempre Mondadori, e sempre per la collana Oscar, ha sfruttato questa illustrazione di Galleppini, ma nella versione "contro Mefisto", per il cofanetto dei cinque volumi dedicati agli epici scontri tra Tex e il suo acerrimo nemico. Anche  le costole affiancate dei cinque tomi ricompongono la stessa immagine.


Nel 2018 per festeggiare i 70 anni del ranger venne distribuita per i media la stessa storica immagine della copertina del volume "strenna", ripulita da logo e da titoli.


L'illustrazione, anzi le due illustrazioni, dovevano piacere molto anche ad Aurelio Galleppini che le scelse per far parte del ristretto numero di copertine destinate a divenire cartoline da collezione, pubblicate dall'editore Lo Vecchio negli Anni Ottanta. I colori in questo caso furono realizzati dallo stesso Galep. 


Per quanto l'illustrazione di Tex contro Mefisto, oltre ad essere ribaltata rispetto a quella giunta sugli scaffali delle librerie, e sicuramente ridisegnata. Tex, infatti, appare più "rilassato" rispetto alla versione ufficiale, come se l'apparizione alle sue spalle non fosse così pericolosa. Anche il volto di Mefisto è diverso. Che quella affidata a Lo Vecchio fosse una prima stesura, poi fatta cambiare dalla redazione per rendere l'illustrazione più drammatica? Che sia stata disegnata apposta per la cartolina, perché Galep non era più in possesso dell'originale?  Dal tratto della seconda immagine sarei più propenso alla seconda ipotesi. 


Questa illustrazione di Galep è piaciuta evidentemente anche fuori dal mondo del fumetto; tant'è che il 31 ottobre 1996, in occasione del centenario dalla nascita del fumetto, le Poste italiane emisero, tra gli altri, un francobollo dedicato a Tex dal valore di 750 lire. Il disegno del francobollo fu eseguito da Rita Morena e la tiratura fu di tre milioni di pezzi.


Ma torniamo alla copertina de Il figlio di Mefisto: Nelle edicole italiane è apparsa in altre tre occasioni, le classiche Tutto Tex e Tex Nuova ristampa, e, ripulita dallo sfondo, nel collaterale Tex 70 anni di un mito. 


Quest'ultima copertina, edita da RCS, è, probabilmente involontariamente, la più vicina all'illustrazione originale di Len Goldberg.


La copertina di Tex 125, dopo l'It
alia fece la sua apparizione in Francia e in Spagna; come sempre in terra iberica con i colori un po' variati.


Anche in Finlandia e Norvegia venne utilizzata in contemporanea questa copertina, ma nel 1982, quando tutte le altre edizioni gemelle del Nord Europa avevano cessato le pubblicazioni.


In Turchia l'illustrazione venne reinterpretata da un artista locale e venne utilizzata in un paio di pubblicazioni.


In Brasile la cover venne utilizzata in un paio di occasioni; Prima dalla Editora Vecchi, con colori decisamente  originali, e con la luna spostata in basso, a discapito di un pipistrello; poi dalla Mythos per la Tex Coleçào, anche in questo caso ricolorata, ma con tutt'altro risultato.


Tornando in Italia, ma in Libreria, ritroviamo questa illustrazione sulla copertina di un volume della Kawama Editoriale del 2013: Fantastico Tex, un saggio firmato da Antonio Tentori che si sofferma sull'altra faccia del West texiano, puntando i riflettori sulle storie horror, fantascientifiche e gialle!


La copertina di Tex 125 è stata anche omaggiata più volte da colleghi dei Galleppini, a partire dall'illustrazione apparsa su Dime Press 7 realizzata nel 1994 da Sergio Zaniboni in ricordo del Maestro, appena scomparso. 


Il suo erede come copertinista di Tex, Claudio Villa, l'ha invece omaggiato con questa illustrazione, allegata alla prima edizione a tiratura numerata di 699 copie di Tex L'inesorabile, uscita, ed andata immediatamente esaurita, a fine ottobre del 2019.


Ad ottobre 2023, poi, è Enea Riboldi a scegliere di omaggiare questa copertina nell'ambito dei festeggiamenti del 75° anno di Tex. 


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

mercoledì 4 aprile 2018

SBAM! COMICS 38: BATTISTA IL COLLEZIONISTA ALLA RICERCA DELLA CICCA DI YANEZ


A cura di Filippo Pieri

è online il nuovo numero di Sbam! Comics la rivista bimestrale a fumetti, sui fumetti, edita come sempre da ADM.


IN COPERTINA
Fumetti che puntano l’obiettivo sui “problemi difficili”, che toccano (o possono toccare) chiunque di noi. Questa volta tralasciamo le ampie praterie, gli spazi siderali, le dimensioni oniriche e le realtà parallele di tanti (grandiosi) fumetti e scendiamo nella realtà quotidiana, nella vita familiare, tra le mura domestiche. Ne parliamo con il grande Paco Roca (Rughe), con Tonio Vinci (Nonni) e con la Fondazione Manuli, e vediamo anche casi letterari e quelli dei fumetti “normali”.

INCONTRIAMO VAL ROMEO
A nostro modesto parere, siamo davanti a una delle migliori disegnatrici  in assoluto attualmente in forza alla Sergio Bonelli Editore. Non a caso, ha esordito tra Jonathan Steele, Dylan Dog e Nathan Never e oggi è una colonna di Morgan Lost. Il nostro incontro con Valentina ‘Val’ Romeo.

QUANDO LA MATITA È GRANDE ARTE
La nuova mostra di Wow Spazio Fumetto, il Museo milanese dedicato  alla Nona Arte, propone una galleria di originali di tre grandi maestri come Sergio Zaniboni, Angelo Stano e Simone Bianchi.

PARLIAMO DI FUMETTI IN LIBRERIA
Non è più una novità: il Fumetto è entrato a larghe falcate nella libreria generalista. Proseguiamo la nostra analisi di questo fenomeno (cominciata sul numero scorso con il parere di Mario Gomboli), nell’immediato post-doppia fiera milanese (Cartoomics e Tempo di Libri) e col caso di Paolo Armitano, co-disegnatore del primo volume della collana Gli Inediti di Bonelli Editore.

REVIEWS E MOLTO ALTRO
Sbam-carrellata di novità in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. Incontriamo il giovane Mattia Crotti, allievo della Scuola del Fumetto di Milano. Per la rubrica New Generation, intervista a Brasco Liga del collettivo Grindcomics. Ricordiamo i mitici Giganti della Editoriale Corno. Alcune pagine-assaggio dai nostri Sbam! Libri. Le News-Flash dai vari editori.


FUMETTI
Ancora un sontuoso episodio di Spugna, storica eroina del grande Carlo Peroni. Le strip del Tarlo, Federica, PV, I Chinson, Gatto Pepè, Funny Zoo e Penguin Bros. Battista il Collezionista cerca la mitica cicca di Yanez, grazie a Filippo Pieri e Umberto Fizialetti. Il manga di Mara Mioni, direttamente alla scuderia Cyrano. I racconti brevi di Marcello Bondi, disegnati da Josè Lazzaro e Daniele Afferni.

C'è quindi anche un pò di Collezionare (la fanzine da cui deriva da Dime Web) con Battista il Collezionista, il primo personaggio creato nella sua carriera da Moreno Burattini. Proprio così: il curatore della testata bonelliana di Zagor, autore e sceneggiatore di una lunghissima serie di avventure dello Spirito con la Scure, e oggi anche autore di racconti e di libri umoristici, ha esordito nel 1985 con questo personaggio, che fungeva da mascotte.



N.B. Trovate i link alle altre novità su Interviste & News!

sabato 6 settembre 2014

VOCI DALLA TRINACRIA!

di Francesco Manetti

Nel dicembre 2013 la Fondazione Marco Montalbano (con sede a Viagrande, in provincia di Catania) ha pubblicato il n. 1 dei Quaderni - albo informativo collegato a una mostra espositiva. L'argomento di questa uscita di debutto è di particolare interesse - soprattutto per il sottoscritto, interessato (da sempre, ma in particolar modo nell'ultimo periodo) al rapporto fra fumetto e guerra, fumetto e propaganda bellica, fumetto e Fascismo, fumetto e Nazionalsocialismo, etc. Il titolo la dice tutta. I fumetti nella bufera della 2a Guerra Mondiale. L'autore è Bruno Caporlingua, grande esperto in materia. E' un vero è proprio trattato, questo succoso fascicolo a colori e in b/n. Si parte dal periodo che intercorre fra i due conflitti globali (anni '20 e '30), caratterizzato in Italia dalle pubblicazioni dell'Era Fascista, e si giunge agli anni delle battaglie, allargando lo sguardo ben oltre i confini nazionali - in Francia, in Gran Bretagna e negli USA; ci accorgiamo così che ogni nazione "inquadrava" i personaggi del fumetto autoctono, facendoli idealmente combattere per sostenere lo sforzo militare dei propri uomini in divisa. Il curatore dell'opera, indispensabile, è il nostro amico e collaboratore Marco Grasso!




Volevamo poi segnalarvi L'incanto del segno, catalogo di un'esposizione catanese tenutasi nel giugno 2013 presso il Centro Fieristico Le Ciminiere e dedicata all'universo fumettistico e illustrativo di Sergio Toppi, il grande maestro del comic italiano (e incidentalmente bonelliano) scomparso nel 2012. Il corposo volume - curato e introdotto dal nostro "Markfat" Grasso per Etna Comics e arricchito dall'intervento di Caporlingua - vanta interventi (scritti e disegnati) di Laura Battaglia, Gianni Brunoro, Claudio Bertieri, Moreno Burattini, Alfredo Castelli, Luigi Marcianò, Fabio Celoni, Vittoria Cerani, Gianluigi Colin, Aldo Di Gennaro, Stefano Gorla, Michel Jans, Mino Milani, Luca Salvagno, eduardo Simone, Sergio Zaniboni... E' presente una storia completa di Toppi, Verrà Orlando; chiudono il tomo numerosi omaggi pittorici di straordinari autori siciliani.



Fondazione Marco Montalbano
Quaderni n. 1
I FUMETTI NELLA BUFERA DELLA 2a GUERRA MONDIALE
di Bruno Caporlingua e Claudio Chillemi
a cura di Margo Grasso
pagg. 36 - s.i.p.

Etna Comics e altri
SERGIO TOPPI - L'INCANTO DEL SEGNO
AA.VV.
a cura di Marco Grasso
pagg. 170 - € 25,00


Francesco Manetti

giovedì 1 maggio 2014

L'ANGOLO DEL "BONELLIDE" III - UN BAMBINO DI NOME DIABOLIK

di Andrea Cantucci
Come avevamo brevemente annunciato introducendo la seconda parte della "storia del bonellide" stilata dal nostro amico e collaboratore Kant, eccoci adesso entrare nel particolare e parlare di Diabolik, uno dei più importanti, apprezzati e longevi protagonisti del fumetto "popolare" italiano - fumetto noir sulla breccia da ben oltre mezzo secolo! Perché l'accostamento Diabolik/"bonellide"? Perché - come leggerete - Diabolik ha avuto in anni recenti svariate incarnazioni in quel fatidico formato 16x21: un formato "speciale" per storie "speciali" del Re del Terrore! (s.c. & f.m.)


Agli albori. Diabolik n. 5, a.VII (1968)
 

Diabolik, fin dalla nascita, è un personaggio misterioso. Nella miglior tradizione del feuilleton a cui si ispira, tutto ciò che riguarda il suo passato è rimasto nebuloso per anni e, per volontà delle sue creatrici, ci sono dettagli su di lui che non devono mai essere scoperti né mostrati. Da un po’ di tempo però, un tassello alla volta e senza un ordine preciso, molti frammenti delle sue origini e degli inizi della sua carriera sono stati rivelati e rinarrati dettagliatamente sui numeri primaverili della collana Il Grande Diabolik.
L’albo del 2014 (La vera storia dell'Isola di King) è quello che finora si è spinto più indietro nel tempo, ricollegandosi all’ormai classico episodio Diabolik, chi sei? (n. 5, a. VII - 1968), in cui per prime le sorelle Giussani accennarono alle origini del loro personaggio, bimbo in fin di vita raccolto su una barca, in un mare in tempesta, da un gruppo di criminali che viveva nascosto su un’isola… La particolarità e l’improbabilità della cosa portava subito il lettore in pieno romanzo d’appendice.

Da Il Grande Diabolik n. 1/2014

Dopo aver narrato la giovinezza di Eva Kant e di Ginko, gli esordi di Diabolik come criminale e alcune parti mai raccontate delle sue prime avventure, lo sceneggiatore Tito Faraci e il disegnatore Giuseppe Palumbo rievocano ora eventi addirittura precedenti alla nascita stessa di Diabolik, ma che forse più ancora degli altri contribuirono a forgiarne il destino. Basandosi sui pochi elementi già svelati, ci dicono come e perché il criminale di nome King si rifugiò su quell’isola e si circondò di un gruppo di specialisti, in ogni campo che potesse essergli utile per le sue imprese delittuose. Ci mostrano anche qualcuno di quegli audacissimi colpi, paragonabili soltanto a quelli del Re del Terrore, grazie ai quali King raccolse le sue enormi ricchezze che poi sarebbero state trafugate da Diabolik, per iniziare a sua volta la propria carriera di inafferrabile fuorilegge.


Tito Faraci, dal bel blog di Diego Cajelli, Diegozilla.

Giuseppe Palumbo, dal bel blog Infumo.

Come nelle altre storie simili, tutto parte dal flashback evocato dai ricordi di un personaggio (in questo caso un ex-socio di King all’epoca in cui prese possesso dell’isola) e ciò divide la storia in due parti alterne - una ambientata nel presente, realizzata da qualcuno dei disegnatori della serie regolare (questa volta tocca a Di Bernardo e Brandi, che stilisticamente ricordano gli anni ‘70), e una, inevitabilmente ben più interessante, che si svolge nel passato ed è magistralmente disegnata dal fuoriclasse Palumbo.


Di Bernardo, Brandi & Eva! Manca Chris - eh, eh... f.m. ;-)

Quella che per Diabolik sarebbe diventata un'anomala "famiglia adottiva”, quasi priva di relazioni affettive, si forma a partire dai due soci al vertice dell’organizzazione, uniti e divisi da un problematico rapporto di sudditanza, ma poiché questi vivranno sempre lontani da lui, a relazionarsi di più col futuro antieroe saranno certi “scienziati del crimine” a cui le Giussani avevano appena accennato in un paio di pagine di Diabolik, chi sei? e che, come spiegato già in quell’episodio, in seguito diventeranno i suoi maestri (soprattutto l’ingegner Nuanda che gli sarà anche amico). Qui li vediamo all’opera nei rispettivi settori, che siano i veleni, la chimica o la meccanica, mentre il loro futuro allievo, nel flashback, appare dopo la metà della storia e non dice mai una parola, anche perché è ancora molto piccolo. Benché si veda Diabolik da bambino, ciò che qui preme agli autori non è mostrare la sua infanzia, ma solo spiegare perché la vita del bimbo fosse stata risparmiata da quegli uomini privi di scrupoli e il piccolo fosse stato poi accolto nella comunità dei criminali.


Il diaboliko Gomboli!

La motivazione escogitata da Faraci, col soggettista Mario Gomboli, è ingegnosa e richiede una costruzione narrativa elaborata, che determina fin dall’inizio ogni dettaglio dell’episodio. Diabolik viene salvato perché prenda il posto del fratellino dell’amante di King, ucciso da un mortale nemico di quest’ultimo, colui da cui stava fuggendo quando si è rifugiato sull’isola. Inoltre King si convince a tenere il bimbo sull’isola perché dei documenti trovati nella barca gliene rivelano l’identità (la risposta alla fatidica domanda “Diabolik, chi sei?” che neppure lui conosce). Tutto questo rende King una sorta di padre adottivo per Diabolik; infatti, pur tenendolo lontano da sé, nel finale della storia mostra di averne a cuore la sorte, anche se per un misterioso tornaconto. Però, se così si spiegano alcune cose, sorgono anche nuovi interrogativi. Viene da chiedersi come fa, il socio di King, a sapere che il bambino da loro accolto sull’isola fosse la stessa persona che poi è diventata Diabolik, visto che questo nella storia non viene spiegato. Ma soprattutto non si comprende più perché, in Diabolik, chi sei?, King fosse deciso a eliminare Diabolik una volta scoperto il segreto delle sue maschere, se quando era piccolo aveva invece dei motivi per proteggerlo e trattenerlo presso di sé.

La saga di King nella serie regolare.

Sicuramente, in futuro, sarà necessario raccontare altri dettagli su come Diabolik trascorse nell’isola l’infanzia e l’adolescenza (quando non aveva nome e tutti lo chiamavano “ragazzo”), fino ai quei ventidue anni in cui, sempre in Diabolik, chi sei?, è convocato dal suo tirannico salvatore King. Andrà chiarito che fine abbia fatto l’ex amante di King che lo allevò, e per quale motivo sia poi mutato l’atteggiamento di King verso di lui. In effetti, ci sono già alcuni brevi episodi ambientati in quel periodo: Vinca il Migliore, disegnato da Ivo Milazzo per il libro Diabolik – Visto da Lontano (ma, a parte la bravura del disegnatore genovese nel tratteggiare un Diabolik adolescente, la novità più rilevante di quella storia sembra essere stata il cappello indossato da King, anche in questo albo), un breve ricordo in Io Sono Diabolik (Il Grande Diabolik n. 1 del 2009) e soprattutto il terzo flashback nella storia L’Ombra della Luna (Il Grande Diabolik n. 1 del 2010), in cui vediamo agire Diabolik da ragazzo, quando è ancora protetto, a suo modo, da King.

Il volume Diabolik - Visto da lontano esposto in mostra (Milano, 2012). Dal bel blog Comicartcity.

È comprensibile l’esitazione che c’è stata per anni, nel mostrare da bambino un personaggio nato già adulto e dotato dell’invincibile sicurezza di chi conta fermamente sulle proprie grandi capacità. È difficile raccontare, in modo credibile, eventi ed esperienze che abbiano formato un così eccezionale carattere, come quello di un genio del crimine, privo di scrupoli comuni ma dotato di un personale codice morale. Per questo forse, raccontandone le origini, le Giussani fecero in modo di non mostrare il piccolo Diabolik e di lasciare in ombra le sue fattezze di ragazzo che si aggirava tra le caverne dell’isola. Come ha fatto notare Luca Raffaelli, l’altrettanto granitico Tex non è mai stato mostrato da bambino, neanche nel raccontarne il passato.
Con personaggi simili, si rischia di incrinarne il mito, facendo vedere che anche loro hanno avuto incertezze e disagi, che a volte sono stati rimproverati o puniti, che come tutti hanno dovuto crescere e imparare molte cose col tempo, dolorosamente e con difficoltà. È come mostrare l’infanzia di una figura messianica; di solito si passa direttamente dalla nascita all’età adulta, o si racconta appena qualche episodio straordinario, come Gesù nel tempio, o Ercole che strozza i serpenti. Ma è una sfida che gli autori hanno già vinto due volte, prima nell'episodio Gli Anni Perduti nel Sangue (Il Grande Diabolik n. 1 del 2006), in cui hanno mostrato il faticoso apprendimento delle arti marziali da parte di un giovane Diabolik, nonché i tradimenti e le perdite che ne hanno indurito il carattere, e poi in L’Ombra della Luna, dove sono riusciti a creare un Diabolik ragazzo, già molto abile, audace e intraprendente, che regge bene il confronto con quello adulto. 

Un giovane Tex disegnato da Stefano Andreucci.

 
Un segno premonitore che ne anticipa il futuro, in quell’episodio, è il momento in cui fronteggia la pantera nera da cui prenderà il nome, vedendosi riflesso nei suoi occhi. Così la storia delle origini del Re del Terrore, si fa sempre più suscettibile di possibili letture simboliche. Diabolik infatti è stato “salvato dalle acque” e non allevato dai veri genitori, come accade a certi sovrani o profeti leggendari che, dopo la scoperta di essere stati adottati, si dedicano a una missione o un dovere da compiere. Diabolik però non è destinato a imporre leggi ad altri o a se stesso, come l’antico re Sargon, il biblico Mosè o il tormentato Edipo. Al contrario, decide di crearsi da sé il proprio destino, “solo contro tutto e tutti” come quella pantera, proponendosi così come modello dell’individualismo più estremo e privo di compromessi. Il Re del Terrore in fondo vuol essere re solo di se stesso; può accettare al massimo di avere una compagna, purché sia alla sua altezza.

Prima di Diabolik: Fantomas!

Il fatto è che a Diabolik non è mai stato rivelato chi è veramente, quindi non gli è mai stato imposto un fato predeterminato, né il suo orgoglioso spirito d’indipendenza sembra esser stato intaccato da qualcuno che, da piccolo, gli abbia trasmesso scrupoli e paure, pretendendo d’insegnargli il presunto valore dell’umiltà e della sottomissione. È perciò un personaggio che può incarnare l’archetipo del Superuomo di Nietzsche, forse anche meglio del Conte di Montecristo di Dumas che ne fu il primo prototipo letterario. È un essere che sceglie da sé i propri valori e obiettivi e li segue, restando coerente solo a se stesso, al di là del bene e del male comunemente accettati, o imposti come regole, dalla società. Non è un caso che Diabolik nasca e abbia successo negli anni ’60 - quelli della contestazione al sistema, anche violenta.
Nel rapporto col patrigno-padrone King, si intravede quindi un conflitto edipico “tra padre e figlio”, ovvero un conflitto generazionale, ma anche una tipica successione regale, col nuovo re (in questo caso, del crimine) che per potersi imporre come tale deve prima uccidere quello vecchio. King (che non a caso significa re) in questa storia protegge il piccolo Diabolik e gli salva la vita (come farebbe un padre), ma poi sappiamo che finirà per desiderarne la morte, quando questi, crescendo, ne minaccerà il potere dimostrandosi più geniale di lui. Anche nei miti greci, il re degli dèi Cronos tenta inutilmente di uccidere il figlio Zeus ed è poi detronizzato da lui, quando questi diventa adulto, e anche il piccolo Zeus, come Diabolik, si rifugia nelle caverne di un’isola, finché non è abbastanza grande da affrontare il padre.

Nietzsche e il fumetto superomista.

Poi c’è il Diabolik originario, la pantera che seminava il terrore sull’isola finché non fu uccisa da King e che, in un certo senso, era il vero re dell’isola, un simbolo di forza spietata simile a un dio totemico primordiale e selvaggio. King non la fa abbattere da altri, è lui ad ucciderla e ad impossessarsi delle sue spoglie che ne rappresentano il potere, perché solo così può dire di averne preso il posto. Anni dopo il giovane senza nome, il giovane salvato dalle acque e quindi destinato a grandi imprese, uccide a sua volta King, identificandosi con l’antico re detronizzato, la pantera, di cui a suo modo rivestirà la pelle, prendendone il nome.
Da un'altra ottica, il Diabolik degli inizi, nato come cattivo della storia alla Fantomas, più che un superuomo pare un disadattato che non sa convivere coi suoi simili, neppure in un rapporto di dominio come loro capo. Non fa che rifugiarsi in un inattaccabile e orgoglioso isolamento, nascondersi dietro le sue maschere e riversare la sua rabbia verso l’esterno indiscriminatamente, eliminando chiunque trovi sulla sua strada. In questi recenti flashback però, gli aspetti di maggiore spietatezza delle prime storie sono smussati, imputati a traumi e delusioni della giovinezza, o allo stress di chi ha già superato molteplici minacce mortali.
Il personaggio ne esce un po’ più vulnerabile e meno duro, meno mitico ma più umano. Del resto, nel procedere della saga, le Giussani stesse ne ammorbidirono un po’ il carattere, come se la convivenza con Eva Kant gli avesse donato un maggior equilibrio, facendolo sentire amato e accettato e portandolo quindi, non solo a provare amore a sua volta, ma anche a sentire compassione per i più deboli (come sul n. 23 della serie, in cui salva la vita a un bambino, o come in questa storia, in cui libera un gruppo di ragazzine rapite), riservando ora tutto il suo odio e la sua spietata durezza per chi, a suo giudizio, se lo merita veramente.


Il Grande Diabolik n. 1/2014. Disegno di Palumbo


Il Grande Diabolik 1/2014
LA VERA STORIA DELL’ISOLA DI KING
Soggetto: Mario Gomboli e Tito Faraci
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giuseppe Palumbo
Disegni di collegamento: Giuseppe Di Bernardo e Jacopo Brandi
Formato: 192 pagine in bianco e nero
Editore: Astorina
Data di uscita: 15 Aprile 2014
Prezzo: € 4,90


Altri volumi della stessa serie citati nel testo, elencati secondo l’ordine cronologico dei flashback:


Il Grande Diabolik n.1/2010. Disegno di Palumbo






Il Grande Diabolik n. 1/2010
L’OMBRA DELLA LUNA
Soggetto: Mario Gomboli e Tito Faraci
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giuseppe Palumbo
Disegni di collegamento: Sergio e Paolo Zaniboni
Formato: 192 pagine in bianco e nero
Editore: Astorina
Data di uscita: 3 Aprile 2010
Prezzo: € 4,90


Il Grande Diabolik n. 1/2006. Disegno di Palumbo


Il Grande Diabolik n. 1/2006
GLI ANNI PERDUTI NEL SANGUE
Soggetto: Alfredo Castelli e Mario Gomboli
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giuseppe Palumbo
Disegni di collegamento: Pierluigi Cerveglieri
Formato: 192 pagine in bianco e nero
Editore: Astorina
Data di uscita: 1 Aprile 2006
Prezzo: € 4,70


Il Grande Diabolik n. 1/2009. Disegno di Palumbo





Il Grande Diabolik n. 1/2009
IO SONO DIABOLIK
Soggetto: Mario Gomboli e Tito Faraci
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giuseppe Palumbo
Disegni di prologo e epilogo: Enzo Facciolo
Formato: 192 pagine in bianco e nero
Editore: Astorina
Data di uscita: 15 Aprile 2009
Prezzo: € 4,90


Andrea Cantucci

N.B. Trovate i link alle altre parti dell'Angolo del "Bonellide" sulla pagina delle Cronologie!