venerdì 17 aprile 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 238

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Nel Classic in edicola troviamo la seconda parte dell'episodio La legge di Roy Bean, di Bonelli padre e Letteri, che ci terrà compagnia fino al numero 243 di questa collana. In particolare le 64 tavole riproposte in questo volume sono state pubblicate originariamente sulle ultime pagine di Tex 117 e nella prima metà del numero 118, usciti a luglio e ad agosto del 1970.
La copertina stavolta è in completa sintonia con l'albo; è tratta, infatti, proprio dalle prime pagine di questo Classic, quando Tex arriva a Langtry, e trova Carson incatenato a un'albero per volontà del Giudice Roy Bean.


L'illustrazione di Villa proviene dal Miniposter allegato a Tex Nuova Ristampa 71 del gennaio 2002, ed era già divenuta copertina in Brasile in occasione dell'uscita del 64° numero della Tex Edição Histórica pubblicata dalla Mythos nel settembre del 2004.


La stessa scena Villa la racconta in maniera ancor più drammatica nel febbraio del 2008, con un'altra illustrazione, in occasione dell'uscita del 53° volume della Collezione Storica a Colori di Repubblica. Qui Carson risulta decisamente provato della punizione infittagli dal giudice che esercitava la legge a ovest del fiume Pecos.


In realtà, come scoprirete leggendo l'albo, si tratta di una "licenza poetica" che si è preso Villa, per rendere più appetibile l'acquisto della pubblicazione. Il vecchio Carson non si è mai inginocchiato alla legge di Bean; al limite si è messo a sedere.


La stessa copertina, in ogni caso, è stata utilizzata, nel 2016, pure in Norvegia su una pubblicazione simile all'edizione di Repubblica.


Scoperte le origini sia della copertina ufficiale del Classic, che della potenziale seconda scelta, scopriamo ora la genesi della copertina dell'albo che per primo ha presentato in edicola la maggior parte delle tavole contenute in questo Classic, ovvero Tex 118, La legge del più forte.


Come raccontano Francesco Bosco e Mauro Scremin, nel loro primo volume di Western all'Italiana, Aurelio Galleppini si è sicuramente ispirato per quella illustrazione alla copertina del romanzo, scritto da Wade Hamilton, Rimrock Renegade, pubblicato nel 1964 della Pyramid Press. Galep si è limitato a invertite la posizione del bancone del bar dal lato sinistro al destro della copertina.


La stessa cover è apparsa nuovamente nelle edicole italiane in occasione delle classiche ristampe Tutto Tex e Tex Nuova Ristampa, con alcuni piccoli cambiamenti, che si notano sovrapponendo le immagini: Tex leggermente più grande e la posizione dell'avversario, che, con la mano pronta a estrarre l'arma, vista dalla nostra prospettiva, ora sfiora la spalla del ranger. I cambi, visivamente restringono lo spazio dedicato al protagonista, che ora riempie tutto lo spazio tra il bancone e l'avversario.   


Questa storica copertina di Galep risulta usata, anche più volte per la stessa collana, in diverse parti del mondo, a partire dalla Francia. Sia la Lug di Lione che la Semic diciassette anni più tardi usarono la solita copertina, per due diversi albi della stessa collana. Si tratta sei numeri 247 e 458 della serie Rodeo 


Stessa curiosa scelta venne fatta in Yugoslavia, ma specchiando l'illustrazione: questa cover venne usta si per il numero 174 che per il  779 della stessa collana Zlatna Serija. Nella prima stesura, l'avversario di Tex viene spostato a destra, coprendo parzialmente il cappello del ranger bonelliano.    


Anche in Brasile troviamo questa illustrazione nelle due edizioni della serie della Editora Vecchi, con colori quasi completamente differenti dalla stesura originale; e per due volte sulla Tex Coleçào, sia nella gestione Globo che in quella Mythos
La Globo scelse di utilizzare la cover nella versione di Tutto Tex, la Mythos ha optato per il disegno storico del 1970


Pure in Finlandia, questo disegno di Galep è stato utilizzato due volte sulla stessa collana, a distanza di quasi venti anni: sul numero 4 del 1985 di Tex Willer e sulla prima uscita del 2004 della stessa serie. 
In Norvegia invece esiste solo va versione del1985, molto simile alla finlandese.


Nei paesi del Sud Europa, questa copertina è apparsa in Spagna con colori "improbabili" e in Grecia, in versione molto aderente all'originale italiano.


Per finire, spostiamoci a est e arriviamo sul bosforo. Anche in Turchia questa copertina è stata usata due volte, ma completamente ridisegnata da due diversi illustratori locali, prima ribaltata per il 215° numero di Super Teks, poi dal lato giusto per il numero 252 della stessa collana.



Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

domenica 5 aprile 2026

BONELLI IN DIGITALE - PUNTATA # 13

di Giampiero Belardinelli



Introduzione

Claudio Nizzi si distingue nel panorama del fumetto italiano come sceneggiatore prolifico e creatore di numerosi personaggi di successo, pubblicati sulle pagine del "Giornalino". Tra le sue creazioni più celebri figurano Larry Yuma, Rosco & Sonny e Nicoletta. Questi personaggi hanno contribuito a consolidare la sua reputazione, grazie alla varietà di storie e alla capacità di coinvolgere i lettori. Nel 1988, Nizzi ha vissuto un momento decisivo nella sua carriera: grazie ai meriti acquisiti come sceneggiatore texiano, ha avuto la possibilità di proporre alla Sergio Bonelli Editore un nuovo personaggio, Nick Raider.


L'inizio


Questo progetto segna una svolta e una crescita per l’autore, che ha saputo mettere a frutto la sua esperienza e il suo stile narrativo. Nei primi sei anni di vita editoriale della testata, dall’albo numero uno a questo settantaquattresimo volume (pubblicato nel luglio del 1994), oltre a Nizzi si sono alternati numerosi sceneggiatori. Alcuni hanno guidato la serie per brevi periodi, altri per più tempo, contribuendo a mantenere vivo l’interesse e la qualità delle storie. A sostegno della narrazione, lo staff grafico è stato in linea di massima di buon livello, con punte di eccellenza. Tra questi, Corrado Mastantuono, il disegnatore di questo Un uomo nel mirino.




La trama

Eddie Caruso esce di galera dopo aver scontato una condanna per rapina a mano armata. Sulle sue tracce ci sono l’ex complice Harry Gray e due sgherri inviati dal boss mafioso Sonny Partanna. Harry Gray è convinto che Eddie abbia nascosto la refurtiva. Sonny Partanna, invece, lo incolpa di aver disonorato la sorella Mary e non aver voluto riparare. Eddie, disperato, chiede aiuto all’amico Nick.


La fuga


Dopo serrate indagini, il Nostro scopre che la refurtiva venne trafugata da due agenti del Ventunesimo, Jack Buckner e Joe Marrick, incastrati in seguito grazie alla collaborazione dell’agente Dahlia Morrison. I Partanna, però, sono implacabilmente sulle tracce di Eddie, a cui attribuiscono anche l’assassinio di Mary, in realtà uccisa dal cornificato marito Alvin. Per cercare delle prove che scagionassero Eddie, Nick e Marvin si recano nella casa di Alvin, dove Sonny Partanna – scoperta la verità – ha brutalmente giustiziato il cognato. Nella sparatoria che segue Sonny viene ucciso. Eddy è salvo e può finalmente ricominciare una nuova vita.


La nuova vita di Eddie


Gioielli, padrini e sgualdrine

Dopo dieci mesi, Nizzi torna sulle pagine di "Nick Raider". Per ben quattro albi consecutivi lo sceneggiatore non abbandona il suo personaggio, che viene definitivamente approfondito sul piano psicologico. Nizzi ha finalmente la possibilità di raccontare in maniera realistica e moderna una vicenda in cui, oltre alle consuete pagine di detection, non mancano gli aspetti più intimi e personali dei personaggi. Il linguaggio adottato dallo scrittore chiarisce in maniera emblematica quanto sopra. Parlando della sorella e del suo attuale marito, Eddie Caruso dice: Una volta mio padre li sorprese nel retro… Tony aveva i calzoni calati, e così, da buon italiano, papà gli disse che doveva riparare! Poche pagine dopo Mary Partanna replica senza filtri di sorta: Avete dato la colpa a Eddie per non ammettere di avere una puttana in famiglia!


Mary Partanna


I piaceri del sesso!

Lo sceneggiatore non si pone in maniera moralistica nel tratteggiare la ragazza, che anzi si rivela molto più positiva dei suoi consanguinei. Mary Partanna è una donna che ama concedersi ai piaceri del sesso e lo ribadisce con estrema sicurezza. Nizzi descrive senza edulcorazioni l’ipocrita moralità di certi ambienti, dove occorre riparare col matrimonio alla perduta verginità sessuale femminile.


Addio, Mary!


Segnali di stile

In un’intervista rilasciata a Moreno Burattini, Nizzi afferma (cfr. "Dime Press" n. 7, pagg. 55-58): Preferisco scrivere Nick raider, rispetto a Tex, non perché sia un personaggio mio, ma perché è un altro modo di raccontare. Più sciolto e nervoso. In Un uomo nel mirino, non a caso, lo sceneggiatore raggiunge i vertici dello stile nervoso nickraideriano. La sceneggiatura è contrassegnata da repentini stacchi, tagli volutamente ellittici, sequenze mute esemplificative, carrellate e controcampi. Ci troviamo dinanzi a un modo di narrare cinematografico, degno dei migliori thriller hollywoodiani e non solo.


La fine di una feccia


Mastantuono in digitale

Ad accompagnare Claudio Nizzi in questa sua fatica troviamo un prodigioso Corrado Mastantuono. Il disegnatore ha accentuato la maturità adulta del racconto, ora visualizzando sequenze erotiche raffinate e conturbanti, ora sequenze d’azione in cui il movimento della camera sembra trascinare i personaggi e le automobili fuori dalla pagina. In questa prova l’autore mostra una certa difficoltà nel centrare la fisionomia di Nick (cfr. l’intervista di cui sopra), ma una coinvolgente capacità di far recitare i personaggi.


Vita mafiosa


La visione in digitale, grazie anche alla visione in un display di ottima risoluzione come il mio Surface Laptop 7, valorizza ancora di più il grande lavoro del disegnatore. I dettagli grafici emergono con una nitidezza sorprendente, permettendo di apprezzare appieno le scelte stilistiche di Mastantuono e l’espressività dei volti, come se si trattasse di fotogrammi di un film. In questo modo, la lettura digitale diventa un’esperienza immersiva che esalta le qualità narrative e visive del fumetto, confermando quanto l’innovazione tecnologica possa arricchire la fruizione dell’arte sequenziale.


"Police procedural"


Giampiero Belardinelli

venerdì 3 aprile 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 237

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Si conclude, a pagina 31 di Tex Classic 237, l’episodio La Dama di Picche, scritto da Gianluigi Bonelli e illustrato da Aurelio Galleppini con le chine di Francesco Muzzi. Nella pagina successiva prende il via il lungo episodio disegnato da Letteri che vede interagire i nostri eroi con un vero protagonista dell'epopea western, il giudice Roy Bean, "la legge ad ovest del Pecos". L'episodio si intitola proprio La legge di Roy Bean. Le 64 tavole riproposte in questo volume apparvero originariamente, sulle pagine di Tex 117, nel luglio del 1970.


La copertina scelta per l’albo riprende un’illustrazione di Claudio Villa, realizzata originariamente per il miniposter allegato a Tex Nuova Ristampa 258 del luglio 2010. L’immagine non rimanda all’episodio contenuto in questo Classic, bensì alla storia Un artiglio nel buio, di Nizzi e Villa che vide l'esordio de La Tigre Nera, pubblicata su Tex 381/384 usciti tra luglio e ottobre del 1992. In particolare è l'ultima vignetta di pagina 78 di Tex 382 che Villa riprende per ampliarla e farne un miniposter nel 2010 e una copertina oggi.

In realtà l'illustrazione del Maestro di Lomazzo, o almeno una parte di essa,  era già divenuta una copertina in Brasile nel Dicembre del 2020 in occasione dell'uscita del numero 8 de As Grandes Aventuras de Tex, edito da Mythos Editoria.


Avendo già parlato della cover di Tex 117 nella puntata 137, andiamo a approfondire la genesi della copertina di Tex 17 della quinta serie degli Albi d'Oro. Avevamo già incontrato questa illustrazione nella puntata 76, in quanto origine della copertina del n°22 della Prima Serie Gigante di Tex. Vediamo le due copertine in sequenza qui sotto.



I soliti Francesco Bosco e Mauro Scremin ci rivelano, invece, che a sua volta la copertina dell'Albo d'Oro era ispirata da un'altra illustrazione di provenienza statunitense. Si tratta del paperback Desert Feud di William McLeod Raine edito da Eagle Books nel 1956


Da segnalare che la stessa identica illustrazione venne utilizzata l'anno successivo per il numero di luglio della rivista per soli uomini, See. In quella copertina si incontra già un po' di Italia, grazie a Gina Lollobrigida che si fa notare accanto alla testata.


Nonostante la fonte sembri inequivocabile, dobbiamo però segnalare che Galleppini per quella copertina si ispirò non a una sola immagine, ma a due. Se il personaggio sullo sfondo della cover di Desert Feud ha ispirato, infatti, la posizione di Kit Willer sulla copertina dell'Albo d'Oro, non altrettanto si può dire della mano che impugna la pistola in primo piano. La posizione del pollice tradisce un'altra fonte, ovvero l'illustrazione di copertina del paperback Gunlock, uscito pochi mesi prima per i tipi della Dell.  


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index.