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martedì 15 gennaio 2019

UN GIORNO D'INVERNO... UN INDAGATORE, UN DETECTIVE E UN MULTIVERSO. "L'ABISSO DEL MALE" - DYLAN DOG & MARTIN MYSTÈRE 3

di Giampiero Belardinelli

Introduzione

Correva l’anno 1990. Il fumetto bonelliano era in grande fermento grazie al boom e al crescente progresso del Dylan Dog di Tiziano Scalvi. L’altra faccia del successo della Sergio Bonelli Editore era costituita dalla continua cavalcata di Tex, scritto in quel periodo da Claudio Nizzi. Va ricordato che il primo personaggio che ha anticipato nuovi formati editoriali e la tendenza alla multimedialità è stato Martin Mystère. Non è un caso che dalla penna di Castelli nasca l’idea per il soggetto, per i pennelli di Giovanni Freghieri, dell’albo in cui per la prima volta il Detective dell’Impossibile e l’Indagatore dell’Incubo incrociano la propria strada, Ultima fermata: l’incubo! 


Dylan Dog & Martin Mystère n. 1, ottobre 1990 - Disegno di Stano


Passano un paio di anni e arriviamo al 1992. Cavalcando l’onda della trionfante ascesa di Dylan Dog, l’anno precedente la Casa editrice aveva lanciato sul mercato una collana di fantascienza ideata dagli sceneggiatori Antonio Serra, Bepi Vigna e Michele Medda: "Nathan Never". Una serie crepuscolare, dal taglio narrativo e grafico molto dinamico. Nel giro di un solo anno la serie consolidò la sua popolarità e si ritagliò un nutrito seguito di appassionati. Dal canto suo, Tex mantenne la sua solida posizione nell’universo bonelliano, anche se il suo sceneggiatore principale cominciò a manifestare i segni di una crisi creativa. Infatti, di lì a poco, Canzio e Bonelli assoldarono nuovi autori, tra cui Mauro Boselli, destinato a fare grandi cose sia su Tex, sia su Zagor. A proposito dello Spirito con la Scure, nel 1991 Marcello Toninelli aveva lasciato l’incarico di scrivere i testi (anche se la sua firma apparirà sino al ‘93) e, in quell’anno, erano già apparse quelle del già citato Boselli e di Moreno Burattini. Dal 1993 al ’94 l’opera di transizione viene completata e, con L’esploratore scomparso (Zagor 345-348), si dà il via a una grande operazione di rilancio con grandi storie di viaggio e nuovi disegnatori. Pur in questo periodo di ribollire narrativo, quando la Casa editrice decide di aprirsi a contaminazioni multimediali, l’eroe di Darkwood viene regolarmente escluso, ritenuto probabilmente troppo classico. Infatti, nel secondo volume dell’incontro tra DD & MM, La fine del mondo (di Sclavi e Freghieri), tutto si svolge all’insegna della realtà dei due protagonisti di testata. In quel periodo storico i tempi non erano ancora del tutto maturi per inserire l’operazione in un contesto più ampio: quello che oggi definiamo il multiverso bonelliano. In queste ultime righe mi sono soffermato con particolare attenzione su Zagor perché, al di là della personale passione per l’eroe di Nolitta e Ferri, secondo me, e soprattutto per gli attuali responsabili della Casa editrice, il personaggio si presta benissimo a incroci multimediali di qualsivoglia genere. A Lucca Comics 2018, a tal proposito, è stato annunciato il “gemellaggio” tra la Sergio Bonelli Editore e la DC Comics e, non a caso, il primo frutto di questa collaborazione internazionale si concretizzerà nell’incrocio transoceanico tra Zagor e Flash.

Dylan Dog & Martin Mystère n. 2, ottobre 1992. Disegno di Stano



Hell is Here!
Entrando nello specifico del volume qui recensito, mi domando quale sia il personaggio dell’universo zagoriano che, ventisette anni dopo, trasforma in realtà gli incubi di Dylan Dog & Martin Mystère... La risposta immagino la conoscano quasi tutti, compresi coloro che non hanno letto il volume. In caso contrario, invito gli eventuali non lettori a procurarsi L’abisso del male, scritto da Carlo Recagno e disegnato ancora una volta da Giovanni Freghieri: ne vale davvero la pena!
Se scomponiamo il cognome di Garth Hellingen ci accorgiamo di come Guido Nolitta nell’ideare la figura di questo scienziato pazzo lo abbia caratterizzato a partire dalla sui identità anagrafica, in cui è chiaro il riferimento all’Inferno, in inglese Hell. Carlo Recagno ha tenuto a mente tutto il percorso della vita narrativa di Hellingen e, da esperto filologo, ha inserto i passaggi fondamentali della sua evoluzione malefica e inoltre ha creato una grande puzzle dimostrando come le aggiunte date da alcuni continuatori dell’opera di Nolitta siano in pratica del tutto coerenti tra di loro. Alla notevole ricostruzione hellingeniana ha dato un importante contributo lo sceneggiatore Moreno Burattini. Recagno, inoltre, si è avvalso della collaborazione di Alfredo Castelli e Roberto Recchioni: il primo con una quarantina di pagine di sceneggiatura (oltre per alcuni spunti per il soggetto), il secondo con una profonda consulenza dylaniata.

Il cosmo di Zagor irrompe nel XXI secolo di Martin & Dylan


La scelta di dare a Hellingen le caratteristiche del demiurgo universale è insita nella sua personalità e nella sua plasmabilità narrativa, capace di adattarsi alla fantascienza avventurosa (con Nolitta), al racconto metafisico o allegorico (con Sclavi), all’horror (con Boselli), per finire alla ricostruzione filologica, oscura e sociopatica (con Burattini). Nella ricomposizione della personalità di Hellingen ai fini di questo racconto, Recagno ha toccato alcuni passaggi fondamentali dell’epopea hellingeniana. A pagina 49 lo sceneggiatore cita un fulminante dialogo nolittiano tratto da Ora Zero! (Zagor 107-109). Mentre Dylan è avvolto da buio, una voce fuori campo recita: La violenza è l’unico argomento che riesca a imporsi costantemente a un mondo popolato da gente superficiale, distratta, irriconoscente… Solo gli individui superiori hanno il diritto di governare il futuro dell’umanità, anzi ne hanno il dovere! È facile riconoscere, per i lettori zagoriani, la visione della vita del Professor Hellingen anticipata da Nolitta e che Burattini porterà a compimento nella sua versione del personaggio (Zagor 603-605). Hellingen crede nelle teorie della superiorità della razza e nel suo mondo non c’è spazio per chi metta in dubbio questa sua idea di perfezione ariana. Con un’abile regia Recagno ha collegato le intuizioni di Scalvi e Boselli collegandosi alle conclusioni che, partendo dall’imprinting nolittiano, sono state in seguito elaborate da Burattini. In L’abisso del male Hellingen è un viaggiatore degli inferi e il suo Inferno, come un contrappasso dantesco, è trovarsi a vagare nel mondo attuale in cui – almeno nella società occidentale e democratica – il principio fondante è quello di conferire uguale dignità a ogni essere umano. Per lo scienziato pazzo tutto ciò è il suo incubo e la sua dannazione ma, come recita la chiusa dell’albo, l’uomo non sa che il vero Inferno di Hellingen è Hellingen stesso.


La follia di Hellingen!



Come sopra, come sotto…

Lo Spirito dell’uomo viene dalle Stelle, la sua Anima dai Pianeti, il suo Corpo dagli Elementi. Il medico, alchimista e astrologo Paracelso (1493-1541) riassume con questa frase il concetto alchemico di come sopra, come sotto, citato da Hellingen a pagina 133. Secondo questa filosofia esoterica ogni energia ed elemento chimico presenti nell’Universo si trovano anche nei nostri organismi. Nel racconto ogni elemento sembra infatti riflettersi nei vari mondi in cui la vicenda si snoda. Lo vediamo nei due intermezzi, disegnati rispettivamente da Giulio Camagni e Sergio Giardo, in cui Dylan e Martin si ritrovano altrove a riflettere sulle reciproche idiosincrasie, confrontandosi con i loro stessi alternativi. In questa sorta di dialogo interiore con se stessi, Dylan e Martin acquisiscono finalmente consapevolezza di essere – afferma il Detective dell’Impossibile – più simili di quanto ciascuno di noi voglia ammettere (p. 167). E la definitiva conclusione di questo specchio alchemico citato nel titolo del paragrafo è suggellata dalla perentoria frase dello Spirito con la Scure che, rivolgendosi ad Hellingen, dice: Se tu esisti, esisto anch’io! (p. 191).


Multiverso bonelliano
Questo terzo incontro tra Dylan e Martin riprende alcuni spunti presenti negli altri due (lo scatenarsi di forze oscure, la reciproca diffidenza) ma non si limita, come abbiamo visto, a essere una variazione sugli stessi temi. Lo sceneggiatore dell’albo Recagno, i supervisori Castelli e Recchioni, con l’avvallo della Casa editrice, hanno dato il via a un'operazione che riflette gli orientamenti del nuovo corso bonelliano. In questo periodo storico in cui l’interesse alla lettura dei Fumetti (e non solo) è scesa drasticamente, i responsabili della Sergio Bonelli Editore non si sono arroccati su un pericoloso immobilismo, ma per fortuna hanno allargato gli orizzonti e dato il via a una serie di iniziative editoriali volte a toccare un pubblico oggi non più legato per sempre agli stessi personaggi. Le realtà ci dice che là fuori ci sono lettori pronti ad accogliere nuove proposte, passando senza soluzione di continuità da un albo a fumetti, a una serie televisiva sui canali in streaming, all’acquisto o allo streaming della musica sulle varie piattaforme digitali. Non accettare questo cambiamento culturale, da parte del pubblico o dagli addetti ai lavori, significa essere dei dinosauri destinati all’estinzione. Questo albo, in conclusione, è un perfetto compendio della nuova filosofia bonelliana. Una Bonelli consapevole del proprio storico patrimonio culturale, da cui è fortunatamente ripartita verso nuovi orizzonti.

La variant cover di Dylan Dog & Martin Mystère n. 3



Freghieri style

L'artista è ormai un veterano della Casa editrice avendo reso graficamente Bella & Bronco (1985), Martin Mystère e infine Dylan Dog. Freghieri è il disegnatore che ha conferito una precisa personalità a tutte le storie da lui illustrate. A dispetto della lunga carriera l’autore non solo non ha perso il mordente dei primi anni, ma ha saputo trovare nuova energia e voglia di stupire. L’albo in questione mostra un Freghieri in grande forma, con il suo stile graffiante, ma sempre pulito e comunicativo. Il disegnatore ha realizzato tavole spettacolari facendo recitare un numero notevole di personaggi usciti dalle rispettive testate: un cast da kolossal postmoderno. Allo stesso tempo ha caratterizzato in maniera seducente le due fondamentali figure femminili, dall’esuberante Angie alla malinconica attrice hollywoodiana immortalata, tra le altre scene, mentre interpreta il tema di Twin Peaks Falling, di Angelo Badalamenti e David Lynch (p. 46). La sua interpretazione di Hellingen, infine, è poderosa e soprattutto molto espressiva. A mio parere una delle migliori caratterizzazioni dello scienziato pazzo. Una segnalazione speciale infine per Angelo Stano, autore di una copertina sontuosa. 


Dylan Dog & Martin Mystère n. 3, dicembre 2018. Disegno di Stano


Dylan Dog & Martin Mystère 3
L’ABISSO DEL MALE 
Dicembre 2018
pag. 198, € 6,90
Testi: Carlo Recagno,
con la collaborazione di Alfredo Castelli e la supervisione di Roberto Recchioni
Disegni: Giovanni Freghieri,
con la partecipazione di Giulio Camagni e Sergio Giardo e il contributo di Giancarlo Alessandrini, Luca Enoch, Lucio Filippucci, Nicola Genzianella, Giuseppe Matteoni, Giuseppe Palumbo
Copertina: Angelo Stano
Rubriche: Roberto Recchioni e Alfredo Castelli


Giampiero Belardinelli

N.B. Trovate i link alle altre recensioni bonelliane sul Giorno del Giudizio!

domenica 12 febbraio 2017

DIME WEB INTERVISTA LUIGI SIVIERO (LE INTERVISTE XXXVII)!

a cura di Francesco Manetti

Abbiamo già conosciuto Luigi Siviero su Dime Web: sua, infatti la quarta puntata dei nostri servizi dedicati alla cover bonelliana più citata nel panorama fumettistico italiano. Oggi Luigi torna a trovarci, ma "dall'altra parte della barricata", perché è autore di una serie di interessantissimi saggi sul comic e sui rapporti fra comic, storia e letteratura gialla. E non solo: il Nostro è anche dottore, romanziere, fumettista e poeta!


Luigi Siviero, fotografato da Martina Ruffo


Dai comunicati stampa leggiamo infatti che nell'ultimo decennio "Luigi Siviero - nato a Trento il 6 giugno 1977 e laureato in giurisprudenza - ha realizzato il breve saggio Analisi del fumetto. La composizione delle coppie di tavole (Abigail Press, 2007), il fumetto sperimentale (C6H10O5)n (Abigail Press, 2009) e interventi critici pubblicati nell'antologia Garth Ennis. Nessuna pietà agli eroi (Edizioni XII, 2010) e nel catalogo della mostra Interni immaginari dedicata ad Ausonia dal festival Lucca Comics & Games (Associazione culturale DOUble SHOt, 2010). Nel 2012 è uscito Dylan Dog e Sherlock Holmes: indagare l'incubo (Edizioni NPE), un libro che contiene un'analisi del Dylan Dog di Tiziano Sclavi accompagnata da un'intervista al creatore dell'indagatore dell'incubo. Nel 2013 è stato pubblicato il saggio Dall'11 settembre a Barack Obama. La storia contemporanea nei fumetti (Edizioni NPE), dedicato ai fumetti che hanno come temi gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 e la Guerra al Terrore. È del 2016 il libro Sherlock Holmes. L'avventura nei fumetti (ProGlo – Prospettiva Globale), una monumentale catalogazione sistematica dei fumetti legati a Sherlock Holmes usciti in tutto il mondo dalla fine dell'Ottocento al 2016. Ha pubblicato racconti, poesie, fumetti e articoli nelle riviste «Lahar Magazine», «Fumo di China» e «Trentino Mese», nei siti Fumetti di Carta, Lo Spazio Bianco e BilBOlBul e in diverse antologie. Assieme al disegnatore Simone Michelini ha realizzato un fumetto di Daryl Dark apparso nell'antologia Daryl Dark – Stagione due (Cagliostro EPress, 2016). Le sue poesie sono apparse in tre libri autopubblicati intitolati Velo d'oscurità (2013), La composizione chimica dell'Inferno (2013) e Elogio del suicidio (2014). Nel 2016 ha vinto il Premio Fogazzaro nella sezione Microletteratura e social network – Premio speciale umorismo." 

Come vedete, un curriculum di tutto rispetto per cui l'intervista che segue si impone...


NPE, 2012


DIME WEB - Luigi Siviero e il fumetto 

LUIGI SIVIERO - Ho letto di tutto senza limiti. Mi riferisco a limiti, diciamo così, culturali: ho sempre tentato di non mettere confini alle mie letture. Così ho provato i fumetti di Thomas Ott, Alberto Breccia, Ai Yazawa, Marco Corona, Go Nagai, David Prudhomme, Rob Liefeld, Grazia Nidasio, Joe Sacco, Jules Feiffer, Giuseppe Palumbo, Juan Jiménez, Suehiro Maruo e così via... Francamente trovo buffo che ci siano lettori specializzati, per esempio, in fumetti giapponesi. È come se dei lettori di romanzi fossero specializzati in romanzi russi e si rifiutassero di leggere i romanzi di tutti gli altri Paesi perché li considerano ontologicamente diversi da quelli russi. Ma l'importante è che siano contenti e si godano le loro letture. Altri tipi di limiti alle mie letture ci sono stati: limiti economici, di reperibilità dei fumetti e di tempo. In passato ho vissuto il limite del tempo come una tragedia. Ero ossessionato dall'impossibilità di leggere tutto: c'erano troppi fumetti e troppo poco tempo a disposizione per leggerli, e come se non bastasse avevo dei naturali limiti mnemonici. Oggi mi sono rassegnato alle lacune, all'ignoranza, alla mancanza di tempo e alla morte. Non mi sono limitato a leggere i fumetti. Per un sacco di tempo ho curato il blog di informazione House of Mystery e ho scritto saggi su vari argomenti: i più importanti sono Dylan Dog e Sherlock Holmes: indagare l'incubo (sul Dylan Dog di Tiziano Sclavi), Dall'11 settembre a Barack Obama. La storia contemporanea nei fumetti (sui fumetti incentrati principalmente sugli attentati dell'11 settembre 2001, sulla Guerra al Terrore e sull'elezione di Barack Obama: mi sono occupato di centinaia di opere fra cui L'ombra delle torri di Art Spiegelman, Doonesbury di Garry B. Trudeau, Gaza 1956 di Joe Sacco e Ultimates di Mark Millar e Bryan Hitch, ma anche di Julia di Giancarlo Berardi, di Dylan Dog n. 312 di Giovanni Gualdoni e Luca Dell'Uomo e di David Murphy 911 di Roberto Recchioni e Matteo Cremona) e Sherlock Holmes. L'avventura nei fumetti, che è dedicato ai fumetti legati in vario modo a Sherlock Holmes.


ProGlo, 2016



DW - Luigi Siviero prima e oltre il fumetto

LS - Per quanto riguarda il “prima” c'è poco da dire perché in pratica ho iniziato a leggere con i fumetti! Quanto all'“oltre”, nel 2013 ho incominciato a scrivere poesie e racconti. In precedenza la mia attività di scrittura aveva riguardato solo la saggistica e l'informazione sui fumetti. Alcuni miei racconti sono stati pubblicati nella rivista Lahar Magazine e in varie antologie, e nel 2016 ho vinto il Premio Fogazzaro nella categoria Microletteratura e social network - Premio speciale umorismo. In rete si può leggere qualche mio racconto... Per quanto riguarda le poesie finora non mi sono proposto molto a case editrici, siti e riviste. Alcuni miei haiku sono stati pubblicati in un'antologia e ho autopubblicato altre poesie. Di recente ho scritto un gran numero di poesie con la scrittura automatica e con una tecnica di scrittura di mia invenzione, vagamente simile al cut-up. In futuro spero di riuscire a farne qualcosa, sia di questa tecnica di scrittura sia delle poesie che ho accumulato. 


DW - Luigi Siviero e Dylan Dog

LS - I fumetti di Dylan Dog sono stati uno dei grandi amori della mia adolescenza, ma non è per questioni di nostalgia che molti anni più tardi ho deciso di scrivere un saggio intitolato Dylan Dog e Sherlock Holmes: indagare l'incubo. Semplicemente, ritenevo Tiziano Sclavi un grande autore (il libro è incentrato solo sui fumetti di Dylan Dog scritti da Sclavi) e pensavo che si potessero scrivere cose interessanti sulle sue opere. Inoltre mi intrigava l'idea di immergermi a lungo nella lettura sistematica di un fumetto di alto livello e in una serie di letture parallele affascinanti. Le letture parallele (ma anche la visione di film) erano soprattutto i libri (e i film) che erano serviti a Sclavi come basi culturali per creare il personaggio e scriverne i fumetti.
Ho scritto anche due romanzi di dieci parole (cioè racconti composti esattamente da dieci parole, non una di più e non una di meno) ispirati al mondo di Dylan Dog:

1.
Morgana
La sogno. Mi sveglio. Ma è impossibile: mi ha abortito.

2.
Xabaras
Muore, rinasce.
Ogni giorno.
Nel Crepuscolo, dove è mio padre.


NPE, 2013



DW - Luigi Siviero e il giallo

LS - Ho letto la mia piccola dose di gialli: soprattutto di Agatha Christie e Georges Simenon (il mio scrittore preferito!), ma anche di James Ellroy, Ed McBain, Friedrich Dürrenmatt e così via. Nel 2011 ho letto tutto lo Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, di cui in precedenza conoscevo solo i quattro romanzi e una manciata di racconti: mi serviva per scrivere un capitolo di Dylan Dog e Sherlock Holmes: indagare l'incubo incentrato sulla comparazione fra Dylan Dog e Sherlock Holmes. Qualche anno più tardi, in occasione della stesura di Sherlock Holmes. L'avventura nei fumetti, mi sono avvicinato anche ai cosiddetti apocrifi sherlockiani, vale a dire racconti con protagonista Sherlock Holmes (o simili) scritti da autori diversi da Doyle. Ce n'è una quantità sterminata e di anno in anno diventano sempre di più. Ovviamente mi sono limitato ai più celebri, anche perché il mio libro riguardava gli apocrifi fumettistici. Un autore italiano, Enrico Solito, è riuscito a catturare ottimamente nelle sue storie brevi lo spirito dei racconti originali di Doyle. Ho apprezzato anche i racconti scritti a quattro mani da Adrian Conan Doyle (figlio di Arthur) e John Dickson Carr, anch'essi affini alle opere originali, e sono state delle gradevoli letture Uno studio in nero di Ellery Queen, La soluzione sette per cento di Nicholas Meyer e Arsène Lupin contro Herlock Sholmes di Maurice Leblanc, ma il migliore apocrifo che mi sia capitato di leggere, oltre a quelli di Solito, è senza dubbio L'estremo delitto di Isaac Asimov, nel quale lo scrittore americano si è chiesto con piglio scientifico quale potrebbe essere il contenuto dello pseudobiblium La dinamica di un asteroide di James Moriarty citato ne La valle della paura.


Cagliostro, 2016



Ho finito anch'io con lo scrivere una quindicina di apocrifi! Ho dato vita a un racconto lungo intitolato Sherlock Holmes e l'avventura delle fate di Cottingley e a una serie di romanzi di dieci parole. Eccone un paio:

1.
Sherlock Holmes contro Arsène Lupin
Travestito da Lupin, fu arrestato da Lupin travestito da Holmes.

2.
L’apicoltore del Sussex
Gli alveari rispecchiavano la deliziosa, brulicante simmetria del dedalo londinese.

Quanto ai fumetti, le opere legate a Sherlock Holmes non sono quasi mai racconti gialli nel senso classico del termine. Il personaggio originale, le sue imitazioni, i suoi discendenti o altri personaggi con il suo stesso abbigliamento sono spesso protagonisti di fumetti comici, avventurosi, orrorifici, fantascientifici e così via ben distanti dal giallo deduttivo. In ambito bonelliano un personaggio con l'abbigliamento sherlockiano inserito in situazioni comiche è Bat Batterton, che appare saltuariamente nella serie Zagor. Personaggi di questo tipo si sono visti anche in Dylan Dog n. 125 di Tiziano Sclavi e Bruno Brindisi e in Napoleone n. 51 di Paolo Bacilieri. Lo Sherlock Holmes originale è invece protagonista di un notevole numero di fumetti delle serie Martin Mystère e Storie da Altrove sceneggiati da Carlo Recagno. A mio parere Recagno ha fatto un'operazione diversa da quella di Solito, che come ho detto ha preso come punto di riferimento stilistico i racconti brevi originali di Doyle. Recagno invece ha attinto alla galassia narrativa degli apocrifi: i suoi fumetti sono caratterizzati da contaminazioni con altre opere (una trilogia di Storie da Altrove ha forti legami con il telefilm Twin Peaks), dall'inserimento di Sherlock Holmes in un quadro narrativo ricavato da opere che vanno al di là dei racconti sherlockiani di Doyle (in Martin Mystère n. 129 e 130 compare il professor Challenger creato da Doyle nel romanzo Il mondo perduto) e da riferimenti ad apocrifi classici (l'esistenza del fratello maggiore Sherrinford Holmes è stata ipotizzata dallo studioso William S. Baring-Gould; l'incontro fra Sherlock Holmes e Arsène Lupin, narrato da Recagno in Storie da Altrove, avvenne per la prima volta nei racconti scritti da Maurice Leblanc all'inizio del Novecento).


Storie da Altrove n. 19, ottobre 2016. Disegno di Alessandrini



DW - Luigi Siviero e lo stato dell'editoria per la saggistica sul fumetto in Italia 

LS - Mi sembra che ci siano pochi editori specializzati che pubblicano pochi libri. Non vedo interesse neanche da parte degli editori estranei al circuito del fumetto, a parte qualche pubblicazione sporadica al di fuori di collane ad hoc.


DW - Luigi Siviero: prossimamente 

LS - Mi piacerebbe pubblicare un saggio su Grant Morrison e trovare uno sbocco per un breve romanzo già pronto intitolato Il tramezzino e per una raccolta dei miei racconti, che ormai sono tantissimi. Nel 2016 è uscito un fumetto di Daryl Dark disegnato ottimamente da Simone Michelini. Vorrei scrivere altri fumetti, magari proprio di Daryl Dark, visto che è stata una bella esperienza sceneggiare quella prima storia. Nel corso dell'anno tre riviste pubblicheranno degli estratti da Dylan Dog e Sherlock Holmes: indagare l'incubo e Sherlock Holmes. L'avventura nei fumetti. Si tratta della riproposizione di materiale già presente nei due libri, ma mi fa comunque piacere che queste riviste abbiano mostrato interesse e apprezzamento per i miei testi.


a cura di Francesco Manetti

N.B. Trovate i link alle altre interviste di Dime Web su Interviste & News!

domenica 22 novembre 2015

THE DARK SIDE OF TEX! "M", VII PARTE: "MEFISTO" (5a)

di Massimo Capalbo 

Ci eravamo lasciati poco prima del Ferragosto 2015 con il nostro The Dark Side of Tex... Massimo Capalbo ha, nel frattempo, continuato a lavorare agli altri due nostri dizionari bonelliani - l'Atlante di Mister No e Zagor Monsters - lanciando contemporaneamente la rubrica umoristica Il titolo venuto dall'impossibile. Iniziata nel maggio 2015, arriva adesso la quinta parte della voce (corrispondente alla settima parte della lettera "M"), seguito della lunga trattazione del fondamentale personaggio di Mefisto, che più di ogni altro ha inciso sul versante "horror" delle avventure di Aquila della Notte. Come al solito: le illustrazioni di corredo sono tatte tutte selezionate dallo stesso Max, salvo le prime tre, scelte in Rete dalla redazione (per le quali vi invitiamo a segnalarci eventuali errori). Buona lettura e tanti brividi! (s.c. & f.m.)

Disegno di Marcello, dal Tex Willer Forum


LEGENDA
  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi del protagonista della serie, TEX, e quelli dei suoi pards – KIT CARSONTIGER JACKKIT WILLER - che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Atlante di Tex). 
  • Con l’unica eccezione di TÉNÈBRES, RAPHAEL, i personaggi dalla doppia identità sono stati indicati con la loro identità fittizia piuttosto che con il nome vero (ad es.:TAGLIATORE DI TESTE invece che BARRERA, JUANSVENTRATORE invece che BARLOW, SALLY).
  • Alcuni personaggi sono stati indicati con il soprannome piuttosto che con il nome vero (ad es.: COLORADO BELLE invece che MORROW, ALICEEL MORISCO invece che JAMAL, AHMED). Riguardo al citato EL MORISCO, la voce a lui dedicata è stata inserita sotto l’iniziale del soprannome vero e proprio – quindi la M -, invece che sotto la E, cioè l’iniziale dell’articolo. 
Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostrotitolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 265-268 viene indicata con il titolo del n. 267, Tex contro Yama, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a L’ombra di Mefisto (n. 265), La strega (n. 266) e I Figli del Sole (n. 268).

L'evocativo disegno di Francesco Conte. Dal Tex Willer Forum

Nota sui collegamenti ipertestuali

The Dark Side of Tex è un "lavoro in corso" che si svilupperà nei prossimi mesi, abbracciando numerosi post - uno per ogni lettera dell'alfabeto - fino ad arrivare alla conclusione. I collegamenti ipertestuali fra le varie voci non saranno dunque possibili tutti e subito... e vi spieghiamo subito perché! Collegheremo con link diretti ogni riferimento ad altre voci dell'opera partendo necessariamente dalle voci già apparse. Ci preme dunque ribadire e sottolineare che, non essendo possibile creare link a post futuri, ricostruiremo tutti i link a ritroso solo quando sarà possibile. I link saranno però sempre e soltanto fra URL diverse e non all'interno di uno stesso post. Vorrete perdonarci (e segnalarci!) eventuali errori e omissioni! I link - essendo come abbiamo detto sopra fra URL diverse - porteranno sempre e comunque all'inizio di un altro post e non esattamente alla voce di riferimento. Per facilitare fin dall'inizio l'uso dell'opera, abbiamo creato una pagina apposita di collegamenti alle varie voci, alla quale potete accedere dovunque siate, andando sotto al logo Dime Web: anche in questo caso il link vi porterà al post giusto, scorrendo il quale troverete in un attimo la voce cercata!


Edzione francese di Tex (1999)



M7
MEFISTO (parte V)

 
MEFISTO (parte V)

A distanza di vent’anni dalla pubblicazione di Tex contro Yama (1982), esce in edicola Mefisto! (C. Nizzi [sog.&scen.] – C. Villa [dis.], nn. 501-504), probabilmente la storia texiana più attesa di sempre. Essa vede non solo il ritorno – in carne e ossa – del negromante, ma anche quello della sorella Lily, la quale, dopo aver trascorso alcuni anni in prigione, ha sposato il facoltoso conte Boris Leonov (conosciuto a New Orleans) e si è trasferita con lui a Parigi. All’inizio dell’avventura, Lily e suo marito si recano nella villa del principe Bolkonsky per partecipare a una seduta spiritica presieduta da un potente medium indù chiamato Narbas. Poiché da trent’anni non ha più notizie di suo fratello e quindi non sa se egli sia vivo o morto, Lily chiede al medium di evocare lo spirito di Mefisto.

Tex n. 501, luglio 2002. Disegno di Villa

Evocato da Narbas, Mefisto spiega alla sorella Lily la sua poco invidiabile condizione - TEX 501, p. 20

L'inquietante sogno premonitore di Nuvola Rossa - TEX 501, p. 43
 
Dopo un primo tentativo infruttuoso, Narbas riesce a far materializzare nella sua sfera magica l’inquietante volto del negromante, il quale rivela alla sorella che il suo corpo è morto, ma il suo spirito è tenuto in vita dall’odio inestinguibile verso un comune nemico: TEX WILLER. E’ lui – dice Mefisto a Lily - che tiene accesa la fiamma del mio spirito. E’ l’odio per lui che impedisce al mio spirito di oltrepassare i cancelli dei sette inferni e di sprofondare nel regno delle ombre perenni. All’improvviso, il contatto s’interrompe: la corrente d’odio proveniente dallo spirito di Mefisto è così forte, infatti, da svuotare le energie di Narbas, facendogli perdere i sensi. Soccorso dai suoi assistenti, Narbas rinviene e dice a Lily e al marito Boris di voler riprendere appena possibile il contatto con il negromante. Sono gli spiriti irriducibili come il suo – spiega ai due il mago indù - quelli che, trovandosi ancora al di qua delle Sette Porte Nere, possono presentare le maggiori probabilità di essere riportati alla vita… Il richiamo in vita di uno spirito trapassato è il grande sogno di ogni medium, capite? E io voglio tentare la grande prova, che per me sarebbe la prima del genere. Una settimana dopo, Narbas dà appuntamento alla coppia in una casa di un quartiere malfamato di Parigi. Qui il medium evoca nuovamente lo spirito di Mefisto, che compare all’interno di un grande specchio nero. Ti rivolgo una sola domanda, Steve… vorresti ritornare alla vita?, chiede Lily a suo fratello.

Nel tempio sotterraneo, lo spirito di Mefisto ingaggia una lotta con quello di Narbas - TEX 501, p. 112

Tex n. 502, agosto 2002. Disegno di Villa


Oh sì, lo vorrei con tutte le mie forze! - risponde costui – Lo vorrei per potermi vendicare dell'uomo che è stato il genio malefico della mia esistenza… …dell'uomo che mi ha sempre fatto mordere l'amaro frutto della sconfitta! Solo per poter soddisfare la mia implacabile sete di vendetta vorrei con tutte le mie forze tornare nel mondo dei viventi!. Desiderosa anch'essa di vendicarsi di TEX, Lily dice a Mefisto che Narbas è in grado, forse, di riportarlo in vita. A questo punto, il medium interviene, precisando che il difficile esperimento è possibile a una sola condizione: la presenza dei resti umani del negromante. Mefisto spiega quindi a Lily dove si trovano le sue spoglie e le fornisce il nome dell'unica persona in grado di guidarli sul luogo: la mambo LOA. La coppia non perde tempo e, il giorno dopo, parte per la Florida assieme a Narbas e ai suoi assistenti. Giunti a Tampa, Lily e Boris contattano LOA, la quale accompagna loro e i tre indù nei sotterranei del castello di BARON SAMEDI. Il corpo del negromante, ridotto ormai a uno scheletro, viene trovato nella grotta che fungeva da tempio. E' proprio qui che, tre giorni dopo, ha inizio il rito di Narbas, il quale evoca lo spirito di Mefisto, che compare nel grande specchio magico. Ti ringrazio per l'aiuto che mi stai offrendo, maestro Narbas, anche se questo ti costa un grande sforzo!, dice il negromante al medium, che comincia, poco dopo, ad avvertire dei forti dolori alla testa. Le sofferenze di Narbas si fanno sempre più acute, ma Mefisto lo incita a resistere ed a continuare il rito. Non resisto più! Devo interrompere il contatto o questi dolori mi uccideranno!, urla il medium.

Ritornato in vita, il negromante riabbraccia Lily - TEX 502, p. 11

Nei sotterranei del Belle France, Mefisto si traveste da dottor Parker - TEX 502, p. 31

Uno degli spettacolari prodigi compiuti da Mefisto - TEX 502, p. 43


Troppo tardi, Narbas! – esclama MefistoOrmai il mio spirito ha catturato il tuo e lo tiene prigioniero! […] Ormai sono in vista del passaggio tra il mio mondo e il tuo… e non intendo rinunciare! Si è scatenato uno scontro tra i nostri spiriti, Narbas, e sarà il mio a trionfare!. A questo punto, accade qualcosa di straordinario: i resti mortali di Mefisto vengono risucchiati dallo specchio e il suo spirito s'impadronisce del corpo di Narbas, che acquista la fisionomia del negromante. Lo spirito del povero medium, invece, finisce nei regni oscuri al posto di Mefisto, e appare infatti nel grande specchio. Mi hai tradito, dannato Mefisto! Ho rischiato la vita per te, e questo è il tuo ringraziamento!, dice Narbas al mago, che risponde: Non fare la vittima, razza di impiastro! A te del sottoscritto non importava nulla, inseguivi la tua ambizione! Hai voluto sfidare le forze degli oscuri regni della notte e ti è andata male… beh, mi dispiace, ma tanto peggio per te!. Narbas, allora, minaccia il negromante: Ti maledico, Mefisto! Il mio spirito ti perseguiterà fino alla fine dei tempi!. Per tutta risposta, Mefisto dà un calcio alla specchio, che cade a terra frantumandosi. E con questo, tanti saluti al grande mago! Ah! Ah! Ah!, esclama Mefisto, che poi, ricorrendo ai suoi poteri, costringe alla fuga gli assistenti di Narbas, i quali volevano vendicare il loro maestro. Riabbracciata sua sorella e fatta conoscenza con il conte Leonov, il redivivo Mefisto racconta loro delle numerose sconfitte che lui e suo figlio YAMA hanno subito per mano di TEX.

I giganteschi mostri evocati dal negromante terrorizzano gli uomini della diligenza - TEX 502, p. 45

Mostrandogli un grosso ratto, Mefisto rivela a Carson quale orribile morte intende riservare a lui e agli altri pards- TEX 502, p. 93

Mefisto rivede, dopo tanti anni, il suo odiato nemico e si sente mancare - TEX 502, p. 105


Il negromante (che ha sostituito gli abiti di Narbas con una tunica confezionatagli da LOA e identica a quella indossata un tempo) è convinto che i quattro pards lo credano morto, ma si sbaglia: infatti, già un mese prima dell'arrivo di Lily e Boris in Florida, lo stregone Navajo NUVOLA ROSSA ha presagito - in seguito a un inquietante sogno, confermato poi da un rito magico - il suo ritorno, e ha subito avvisato TEX e gli altri pards. Sebbene il ranger abbia accolto con scetticismo il suo avvertimento, NUVOLA ROSSA ha consigliato ai Nostri di recuperare i bracciali magici che egli stesso aveva dato loro in occasione del secondo scontro con YAMA.
Trascorse alcune settimane dal giorno della sua incredibile resurrezione, Mefisto comincia a preparare la vendetta tanto agognata, stabilendosi in Arizona, a Phoenix, con Lily e Boris, il quale apre nella città un lussuoso saloon, La Belle France. I sotterranei del locale diventano il nuovo covo del mago, che, com'era sua abitudine, assume una seconda identità: quella del barbuto e occhialuto dottor Parker. Servendosi invece delle sue notevoli doti medianiche, Mefisto inizia ad assaltare le diligenze dirette a Phoenix, allo scopo di attirare l'attenzione dei pards. Infatti, dopo l'assalto alla terza diligenza, TEX e CARSON ricevono l'incarico di indagare al riguardo. I due giungono a Phoenix proprio quando Mefisto ha da poco attaccato una quarta diligenza, terrorizzando il postiglione e l'uomo di scorta con spaventose visioni. Nel tentativo di sfuggire ai mostri che Mefisto ha proiettato nella loro mente, i malcapitati finiscono per precipitare da un baratro, morendo sul colpo.


Tex n. 503, settembre 2002. Disegno di Villa

Mefisto fa impazzire il cowboy Randy con una terrificante visione - TEX 503, p. 10


Insospettiti dal mancato arrivo della diligenza, TEX e CARSON si recano sul posto e rimangono colpiti dalle espressioni di orrore stampate sui volti delle due vittime. Mefisto, che in quel momento li sta spiando a distanza attraverso uno specchio, scopre così che NUVOLA ROSSA ha sentito la sua presenza, ma questo non lo preoccupa più di tanto. Con l'aiuto della sorella e del cognato (i quali si sono alleati con il losco Walcott, proprietario del ranch Red Circle), il negromante mette in atto la seconda parte del suo diabolico piano, che prevede la cattura dei pards; a partire, ovviamente, da TEX e CARSON. Quest'ultimo, attirato in trappola da un’avvenente ballerina del Belle France, viene tramortito da uno scagnozzo dei coniugi Leonov e imprigionato in una cella nei sotterranei del saloon. Qui, un ghignante Mefisto, rivela a CARSON che intende farlo divorare vivo, assieme agli altri pards, da una torma di grossi TOPI: Questa è la morte che ho avuto per mano vostra, e questa stessa morte avrete per mano mia!. Il giorno dopo, come previsto dall'astuta Lily, TEX si reca al Belle France per scoprire che fine ha fatto l'amico. I complici del mago hanno già organizzato un piano per catturare il ranger, che però si dimostra un osso ben più duro di CARSON: infatti, oltre a sfuggire all'agguato che il sopracitato Walcott e i suoi cowboy gli tendono al Red Circle, il Nostro scopre - sentendo pronunciare il nome Boris da uno degli assalitori, Randy - che il loro mandante è appunto il conte Leonov.

Dopo averla osservata a lungo, Tex riconosce finalmente Lily - TEX 503, p. 37

Carson, Tiger e Kit alla mercé di Mefisto - TEX 503, p. 85

Mefisto uccide a distanza il cognato Boris Leonov - TEX 503, p. 94


A nulla serve l'intervento magico di Mefisto, il quale - per tappare la bocca a Randy, che stava per essere interrogato da TEX (Walcott, invece, è riuscito a fuggire) – fa letteralmente impazzire il cowboy attraverso una spaventosa visione. Rientrato in città, TEX porta prima il povero Randy all'ufficio dello sceriffo Brannon (che gli parla di Lily e Boris, e anche del dottor Parker), poi manda a chiamare KIT e TIGER tramite un telegramma (di cui i suoi avversari, però, vengono presto a conoscenza), dicendo loro di portare i bracciali magici di NUVOLA ROSSA. Torna quindi al Belle France per incontrare nuovamente il conte Leonov e sua moglie, i quali, all'oscuro di quanto da lui scoperto, si fingono dispiaciuti per la sparizione di CARSON. Tra Boris e Lily, è soprattutto quest'ultima a catturare l'attenzione del ranger, il quale, come era successo durante il precedente incontro, ha la sensazione di averla già conosciuta in passato. Più la guardo e più mi convinco che la faccia di questa donna non mi è nuova… - pensa TEX, osservando il volto di Lily - Ma dove posso averla conosciuta? A volte mi sembra di avere la risposta sulla lingua, poi all'ultimo momento mi sfugge… . Il Nostro continua a osservare attentamente Lily, finché, di colpo, la suddetta risposta arriva: Peste e corna! Lily Dickart, la sorella di Mefisto!. Con una scusa, TEX si congeda dai due e si dirige immediatamente verso l'ufficio dello sceriffo. La presenza di Lily a Phoenix spazza via ogni residuo dubbio del ranger sull'effettivo ritorno del suo acerrimo nemico. TEX ha ormai capito che il dottor Parker è in realtà Mefisto, e che questi si nasconde nei sotterranei del Belle France, dove CARSON viene tenuto prigioniero.

Il negromante appare a un Tex per nulla sorpreso - TEX 503, p. 97

Mefisto mostra all'incredulo Tex che anche Tiger è caduto nelle sue mani - TEX 503, p. 98


La contromossa dei suoi nemici non si fa attendere: avvisati da Boris, Walcott e i suoi uomini, tendono un agguato a KIT e TIGER: il primo viene catturato, mentre il secondo riesce a scappare e, travestitosi da pastore, giunge a Phoenix, dove prende contatto con TEX. Le mosse dei due, però, vengono spiate – sempre attraverso lo specchio magico – da Mefisto, il quale scopre subito il nascondiglio di TIGER. Pertanto, quella sera stessa, il Navajo viene catturato dagli scagnozzi di Boris e portato nella cella sotterranea del Belle France. Poco dopo, il conte riceve un messaggio dello sceriffo, il quale sostiene di aver risolto il mistero della scomparsa di CARSON e lo invita a recarsi nel suo ufficio. Si tratta, in realtà, di un'astuta trappola ideata da TEX: il Nostro, infatti, ha raccontato a Brannon e al suo vice Moran tutta la verità sul conto del dottor Parker e dei coniugi Leonov, ma dato che i due sono rimasti scettici, ha proposto loro di convocare con una scusa Boris, in modo che egli possa strappargli una confessione. TEX, inoltre, ha detto a Brannon e Moran di nascondersi dietro una porta e ascoltare da lì la conversazione. Ignaro di tutto ciò, Boris va dallo sceriffo, ma, entrato nell'ufficio, si sorprende nel trovare nessun altro all'infuori di TEX. Il ranger mette subito le carte in tavola e, puntandogli la pistola contro, dice al conte (che ha cercato invano di minacciarlo con il suo bastone animato): Vi do mezzo minuto di tempo per dare la stura alla vostra confessione… Voglio conoscere ogni dettaglio che mi permetta di liberare il mio ragazzo!. Il confronto tra i due è seguito, attraverso lo specchio magico, anche da Mefisto e Lily, la quale, quando si accorge che Boris sta per cedere, chiede al fratello di ucciderlo.

Evocati da Mefisto, i demoni della follia attaccano Tex - TEX 503, p. 105

 
Tex n. 504, ottobre 2002. Disegno di Villa

Mefisto cade nell'inganno di Tex, che finge di essere impazzito - TEX 504, p. 13


Mefisto l'accontenta, facendo apparire davanti al cognato due mostruosi serpenti che gli si avvolgono attorno al corpo fino a soffocarlo. Fiamme d'inferno! Questa è una diavoleria di Mefisto!, esclama TEX, esaminando il cadavere del conte Leonov. Hai indovinato, maledetto cane rognoso!, risponde Mefisto, dopo aver emesso una diabolica risata. Ma guarda chi c'è… il vecchio pazzoide!, dice TEX al negromante, la cui immagine si materializza di fronte ai suoi occhi. Mefisto mostra all'incredulo ranger che anche TIGER è caduto nelle sue mani e, dopo avergli spiegato come ha fatto a tornare dalla morte, fa apparire delle spaventose creature – i demoni della follia - che si lanciano contro il Nostro. Lo scopo di Mefisto è far impazzire TEX dal terrore, ma il ranger, grazie al bracciale di NUVOLA ROSSA, riesce a respingere le mostruose entità. A questo punto, Mefisto tenta di sconvolgere la mente del Nostro, fissandolo negli occhi: Capisci che adesso devi obbedire…vero, Tex?! Ora tu hai imparato chi è il padrone e chi il servo, fra noi due!. Non potendo contrastare il satanico sguardo di Mefisto, TEX decide di giocare d'astuzia e comincia a ridere come un folle. Finalmente! I suoi nervi sono crollati… - pensa il negromante, per poi dire al ranger: Rimani dove sei, capito? Tra poco verrò a prenderti e ti condurrò dai tuoi tre pards!. Scomparsa l'immagine di Mefisto, l'efficace commedia di TEX ha termine e il Nostro decide di passare al contrattacco, irrompendo, con Brannon e Moran, nel Belle France. Malgrado la sorpresa, Lily fa in tempo a scappare nei sotterranei e ad avvisare Mefisto, che, travestito da dottor Parker, fugge via a cavallo, non prima però di aver liberato i TOPI.

Tex e lo sceriffo di Phoenix fanno irruzione nel Belle France - TEX 504, p. 17

Avvisato da Lily, Mefisto fugge… - TEX 504, p. 34


Mentre TEX, fatta irruzione nei sotterranei e consegnata Lily allo sceriffo, si mette a cercare, assieme a Moran, la prigione dove sono rinchiusi i pards; i voraci roditori salgono sui corpi immobilizzati di questi ultimi, i quali – avendo capito che il ranger è nei paraggi - si mettono a gridare tutti insieme per farsi sentire. Udite le loro grida, TEX trova finalmente la cella e, allontanati i ratti con una torcia, libera i compagni. Il ranger – che ha detto a Brannon di stampare degli avvisi di taglia su Mefisto/Parker - racconta quindi ai pards del suo scontro con il negromante. Alcuni giorni dopo, non essendoci novità sulle ricerche di Mefisto, i Nostri riprendono la strada per la riserva Navajo. Lungo il percorso, attirati da uno scampanellio, TEX e compagni si fermano per aiutare un vecchio frate lebbroso, il cui carro ha una ruota fuori uso. Il frate è in realtà Mefisto, ma, sotto il pesante trucco, il suo volto risulta del tutto irriconoscibile. Andate pure, cani rognosi! Ci rivedremo presto!, pensa il negromante quando gli ignari pards, riparato il carro, si rimettono in viaggio. Infatti, tre giorni dopo, nei pressi della riserva, TEX e compagni vedono nuovamente, a poca distanza da loro, il frate lebbroso con il suo carro. Incuriositi, i quattro vanno subito a controllare se si tratta dello stesso frate di prima; giunti sul posto, però, lo strano personaggio scompare e dal suolo si solleva un vortice di sabbia, accompagnato da un suono di campanelli. Nel vortice si materializza la figura del frate, che si trasforma ben presto in quella del negromante. Dannazione… Mefisto! Il vecchio frate era Mefisto e noi lo abbiamo anche aiutato ad aggiustare il carro!, esclama TEX.


ma prima di lasciare il suo covo, libera i topi. L'intervento di Tex, però, impedirà a questi ultimi di divorare vivi i suoi pards - TEX 504, p. 37

Tex consegna la diabolica Lily allo sceriffo - TEX 504, p. 38

I quattro pards non riconoscono Mefisto, travestitosi da frate lebbroso – TEX 504, p. 34

Non potete combattere contro di me, miserabili cani rognosi! – dice loro Mefisto - Questa volta avete riportato un'effimera vittoria, ma nella battaglia finale sarò io a trionfare! Un giorno tornerò, cani maledetti! E quel giorno sarà la vostra fine! Tornerò… tornerò… tornerò… . Pronunciate queste minacciose parole, il negromante scompare, il carro pure e la tempesta di sabbia cessa di colpo. Un altro scherzo di quel dannatissimo stregone! Speravo che ci concedesse un periodo di tregua e invece ha già ricominciato a tormentarci., commenta CARSON. Non esagerare, vecchio gufo! Si è solo esibito in un paio dei suoi trucchetti. Su, rimettiamoci in cammino e stiamo allegri!, gli risponde TEX, che infine aggiunge: Ricordatevi sempre che Mefisto non può colpirci a distanza e, se dovesse commettere l'errore di capitare a tiro delle nostre colt, nessuna magia al mondo potrebbe impedirgli di trasformarsi in cibo per vermi!.
Malgrado presenti non pochi difetti (per esempio: il finale affrettato; la comicità involontaria della scena del finto impazzimento di TEX; l'incongruenza dei bracciali magici, che in realtà erano stati distrutti dal figlio di Mefisto ne Il ritorno di Yama) e sia inferiore alle precedenti avventure mefistiane, quella di Nizzi e Villa resta comunque una buona storia. I suoi principali punti di forza sono senza dubbio gli strepitosi disegni e la presenza dell'indimenticata Lily Dickart. Riguardo ai primi, diciamo subito che il Mefisto di Villa non ha nulla da invidiare a quello del miglior Galep; anzi: secondo noi, è ancora più inquietante. Colpiscono, in modo particolare, gli occhi del mago: due globi luciferini da cui traspare tutta la malvagità del personaggio e tutto l'odio che nutre per TEX.

Tex e compagni scoprono lo scherzetto che il negromante ha giocato loro - TEX 504, p. 37

Prima di scomparire, Mefisto minaccia vendetta - TEX 504, p. 38

La bravura del disegnatore comasco è evidente anche nelle sequenze in cui Mefisto fa ricorso ai suoi poteri medianici: basti solo pensare alla scena dell'assalto alla diligenza, dove spiccano la vignetta in cui il negromante quadruplica la sua immagine e la successiva apparizione dei mostri, bestie colossali il cui aspetto è visibilmente ispirato a quello dei tirannosauri. Davvero impeccabile, poi, la caratterizzazione dei pards e degli alleati di Mefisto, Lily in primis. Sebbene non sia più la biondona sexy L'eroe del Messico, Lily rimane una donna molto affascinante: Sei ancora così giovane e bella! – le dice infatti Mefisto nella scena della seduta spiritica – Hai forse stretto un patto con il demonio per ottenere il segreto della perenne gioventù?. Significativa, in questo senso, la vignetta del n. 501 (precisamente, la terza di p. 75), che la ritrae mentre - in una camera dell'Hotel Florida di Tampa – si accinge a togliersi il corsetto davanti al marito Boris. Va detto, inoltre, che la Lily di quest'avventura non è certo meno diabolica e cinica di quella della summenzionata storia. Lo testimonia, tra le altre cose, la scena in cui chiede a Mefisto di uccidere Boris, che TEX ha ormai messo alle strette. Ma… è tuo marito!, risponde il negromante, sorpreso da questa richiesta. E che importa? – risponde Lily - L’ho sposato per i soldi e quelli saranno miei ugualmente!. Un comportamento, il suo, da autentica vedova nera, soprattutto se si pensa che lo sventurato conte Leonov era sinceramente innamorato di lei, come dimostrano, ad esempio, le parole pronunciate da costui a p. 62 del primo albo: Non c'è niente che non farei pur di vedere felice mia moglie… .

Il Cobra, acerrimo nemico di Mandrake

Copertina di un albo di Ipnos

TEX, al contrario, sa benissimo quanto Lily sia malvagia e infida: Non siete cambiata dai tempi del Messico. Vipera eravate e vipera siete rimasta., le dice il ranger alla fine della storia, prima di consegnarla allo sceriffo Brannon. L'unica persona cui Lily vuole veramente bene è il fratello Mefisto, che ricambia il sentimento e forma con lei una coppia di villains azzeccata come poche. Speriamo, pertanto, di ritrovare anche miss Dickart nella storia, attualmente in lavorazione, che vedrà TEX affrontare ancora una volta il suo grande nemico.
Curiosità: Come abbiamo visto in questa lunghissima voce, esistono due Mefisto: quello de L’eroe del Messico, privo di reali poteri soprannaturali; e quello de Il Figlio del Fuoco e delle altre storie della saga mefistiana, che invece conosce a fondo i più reconditi segreti della magia. E’ interessante rilevare, a tale proposito, come GL abbia fatto compiere a Steve Dickart il processo inverso rispetto a quello subito da un personaggio a lui molto caro, Mandrake. Questi – scrive Graziano Frediani p. 63 del libro G. L. Bonelli – Sotto il segno dell'Avventura (Sergio Bonelli Editore, 2002) - cominciò la sua carriera con veri poteri magici e soprannaturali, ma Falk glieli tolse quasi subito, per dargli in cambio più "realistici" poteri d'illusionismo e ipnotismo (in cui era tanto bravo che la differenza non si notava…), oltre che per renderlo – e forse era questo il vero problema – meno cupo e inquietante. Trasformando invece Mefisto, da semplice prestigiatore qual era, in un temibile negromante, GL ha reso il suddetto villain assai simile all’acerrimo avversario di Mandrake: il mago chiamato Cobra, anche lui dotato di un pizzetto luciferino.


Il sacerdote egizio Anubi osserva su uno specchio magico lo svolgersi di una battaglia - Tex Nuova Ristampa 78, p. 4

 
Per conferire un'efficace espressione a Mefisto, Galep si guardava allo specchio - La storia di Tex (Domenico Denaro, Collana I classici del fumetto, 1986, p. 67)

Lo sceneggiatore milanese ha fatto inoltre confluire in Mefisto alcuni personaggi creati da egli stesso prima di TEX: l'illusionista Ipnos (1946), il tarzanide Yorga (1945) e il sacerdote egizio Anubi, affrontato dal legionario romano Andus (1938) in una storia – Anubi, il Signore delle Tenebre – disegnata da Franco Chiletto e pubblicata nel 1941 sul settimanale Il Vittorioso. Anubi, scriveva Sergio Bonelli nella posta di Tex Nuova Ristampa n. 78, ha davvero molte parentele con quel Mefisto destinato a presentarsi ben otto anni più tardi. Questo malvagio negromante […], oltre a mostrare una notevole somiglianza fisica con il succitato Mefisto, condivide con quest'ultimo gli stessi poteri, che gli permettono, fra l'altro, di vedere quanto accade a chilometri di distanza. Riguardo ai poteri magici di Mefisto, è noto che GL, al fine di caratterizzare efficacemente l'arcinemico di TEX, dovette farsi un'autentica cultura esoterica, come lui stesso raccontò nella lunga intervista pubblicata nel libro di Mauro Paganelli Gianluigi Bonelli/Aurelio Galleppini (collana L’autore e il fumetto n. 6, Editori del Grifo, Perugia 1982): Quando ho scritto “Mefisto” mi sono letto tutti i libri di magia per capire quali irrealtà ci offre questo mondo di pazzi!. Dietro i riti, le evocazioni e le formule magiche del negromante c'è quindi un ammirevole, e probabilmente faticoso, lavoro di ricerca: ecco spiegato il loro fascino e la loro forza suggestiva.
 
Il Mefisto negromante di Dante Spada - Storie da Altrove 2, p. 36

Il Mefisto vecchia maniera di Giuseppe Palumbo - Storie da Altrove 3, p. 120


Prima di concludere il discorso su Mefisto, vogliamo segnalare le interessanti citazioni contenute in due albi della serie bonelliana Storie da Altrove, spin-off di Martin Mystère. A p. 36 del secondo numero, La cosa che attende nella nebbia (C. Recagno [sog.&scen.] – Colombi e D. Spada [dis.]), gli autori omaggiano – precisamente nella seconda vignetta - il Mefisto di Tex contro Yama, assiso su un trono nel regno abissale dove il suo spirito è stato esiliato. A p. 120 del numero seguente, L’ombra che sfidò Sherlock Holmes (C. Recagno [sog.&scen.] – G. Palumbo [dis.]), viene invece omaggiato il Mefisto delle origini: nella terza vignetta, infatti, compare una locandina raffigurante il mago nel suo rosso costume di scena, accompagnato dalle parole Mephisto Master Magician.


Massimo Capalbo


N.B. Trovate i link alle altre puntate di The Dark Side of Tex sul Navigatore