di Francesco Manetti
Le mutanti della città maledetta di Lidande,
incistata come un tumore maligno nel bel mezzo del Territorio (la famigerata
landa devastata da radiazioni nucleari, miscele chimiche letali e
medievali pestilenze), solitamente non sono affascinanti come le
eroine X immaginate da Stan Lee e dai suoi discendenti letterari, e
ancor più abbellite dagli epigoni cinetaografici, fino a farle
diventare invidiabili uberfrauen. Ma una delle abitanti di
quella baraccopoli purulenta, seppur attaccata dal morbo mutageno
che molto spesso non perdona, ha avuto l'amara fortuna di mantenere
gran parte delle sue grazie femminili.
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| Mai mutanti men che fotomodelli o cubiste nell'universo X! (c) Marvel/Disney |
E sfrutta, questa Anwen, le
sue doti muliebri per esercitare due professioni che - senza togliere dignità né all'una né all'altra - dovrebbero essere diametralmente opposte. Di
notte si concede a pagamento a mostruosi orchi deformi e di giorno, senza spaventarli con abominevole aspetto, insegna
gratuitamente ai pochi bambini ancor vivi e senzienti della cupa
comunità. Qual'è la fonte del suo sapere? Quella sorgente che le
consente di trasmetterlo alle nuove, mostruose, generazioni? Una
laurea? Un diploma? Una licenza elementare? Una vita passata a consumarsi la vista fra
biblioteche e archivi? Macché! Anween istruisce i pargoli in virtù di un
fondo librario non proprio vastissimo, composto di ottantasei volumi, in gran parte romanzi, che le ha
lasciato in eredità il precedente proprietario della
casa-lupanare-scuola dove abita. Un po' come in quell'episodio della
serie classica di Star Trek dove agli alieni di turno – dalle
capacità mimetiche e imitative – basta un saggio sulla malavita di Chicago negli anni '20 per impiantare
una civiltà nuova di zecca, replicante di quella americana criminale nelle metropoli degli inizi del XX secolo.
Ma a
Nathan non importa tanto del come e del perché dell'intelligenza della ragazza. Non importa di sapere se il basculare fra tre e cinque dita nelle mani di Anween sia
un blooper, un inside joke o un altro spaventoso
effetto delle radiazioni. Precipitato nell'inferno di Lidande durante
una missione – e subito ammalatosi – si sente ormai segnato e si
getta nelle braccia di quella che potrebbe essere l'ultima dama della
sua vita (Anween, non l'amica più bruttina, vecchiotta e appesantita, tal
Bihes, che rischia anzi di essere strangolata dall'Agente Alfa). Alla
storia d'amore tossico, che copre lo spazio di due albi (Il morbo
della città perduta, n. 255 dell'agosto 2012 e Mutazione!,
n. 256 del settembre 2012), fanno da contorno le ricerche messe in
atto dall'Agenzia, schierando Legs con tutti i suoi fucili in prima linea, allo scopo di
riportare Never a guarire in più lindi e asettici posti, e battaglie a non finire contro
la regina nera che regna sull'area urbana, l'orripilante Myghal, dal ben azzeccato
nome aracnofono, e i suoi sgherri/sgorbi armati fino ai denti.
Il finale
della trilogia non è di Perniola & Cascioli, ma ci è sembrato
più interessante e stimolante. L'argomento (l'alba di un nuovo mondo) viene introdotto da una missiva che appare nella pagina della posta. Una lettera agrodolce, nemmeno tanto a leggere tra le righe... Antonio Serra lascia la cura del mensile (e
anche i testi – par di capire) per dedicarsi ad alti incarichi
redazionali. Più che la notizia - si tratta di un avanzamento di carriera, dopotutto - sono le motivazioni addotte che ci hanno fatto commuovere. Antonio Serra afferma di non riuscire più a stare al passo
con i tempi, per soddisfare lettori sempre più esigenti sulle novità nel campo della comunicazione. Ovvero: se appare nella
storia un cellulare un po' troppo poco moderno rispetto all'ultimo smartphone, il lettore più attento a tali “progressi dell'umanità” si
imbufalisce. E scrive nei forum. E verga email. E protesta nei blog, etc. etc. Chapeau ad Antonio Serra per tanta doverosa considerazione
verso il pubblico. Noi, che siamo altrettanto matusa, crediamo invece un'altra cosa: più che gli ammennicoli di corredo - e andrebbe forse spiegato al fruitore di più giovine età - contano nell'albo i buoni e ponderati
elementi del soggetto, della sceneggiatura, del disegno. Poi se, com'è accaduto, c'è un microfono con il filo su un palco di musica rock nel 2100, cosa cambia, nella sostanza, se i meccanismi narrativi funzionano, se la storia è di piacevole lettura e ben tratteggiata?
Il
bravissimo Serra ha cinquanta anni e i lettori glieli fanno pesare? Mutatis mutandis, Isaac Asimov ha scritto fantascienza straordinaria - e innovativa - fino a 72 anni. Arthur
C. Clarke e Ray Bradbury hanno sfornato romanzi quando già erano ultranovantenni, e nessuno ha mai
pensato che fossero dei ferrivecchi, perché magari non parlavano una
pagina sì e una no di consolle per videogiochi et similia e di apparecchi con la
“i” minuscola davanti... Speriamo dunque in un ripensamento dell'insostituibile, vulcanico
Serra! Moreno Burattini di Zagor, come si legge sul suo blog, sembra invece avere problemi opposti con una piccola fetta dei suoi lettori!
Detto questo, ecco dunque, sull'albo La megalopoli (n.
257 dell'ottobre 2012), il nuovo futuro irrompere improvviso nella sterminata Città
dell'Agenzia Alfa: palazzi sempre più lucidi e aggressivi bucano il cielo,
solcato adesso da miriadi di auto a levitazione come nella Hill
Valley del 2015 (!) di Back to the Future Part II. E' la
stoccata finale (prima della curiosa storia breve Chi è May?, resa con grafica nipponica da Palomba)
dello sceneggiatore sardo, di fioretto e da gentleman. Ma il suo
“vecchio” Nathan, tratteggiato con efficacia e reminescenze castelliniane da Giardo (che
disegna anche un'ottima cover), si pareggia la barba non con laser e
microonde, ma con un normalissimo trimmer a batteria, stile
Philips. Magna cum laude.
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| Nathan Never n. 255, agosto 2012. Copertina di Giardo. (C) Sergio Bonelli Editore |
Nathan Never 255
IL MORBO DELLA CITTA' PERDUTA
Agosto
2012
pagg.
100,
€ 2,90
Testi:
Mirko Perniola
Disegni: Andrea Cascioli
Copertina: Sergio Giardo
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| Nathan Never n. 256, settembre 2012. Copertina di Giardo. (C) Sergio Bonelli Editore |
Nathan Never 256
MUTAZIONE!
Settembre
2012
pagg.
100,
€ 2,90
Testi:
Mirko Perniola
Disegni: Andrea Cascioli
Copertina: Sergio Giardo
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| Nathan Never n. 257, ottobre 2012. Copertina di Giardo. (C) Sergio Bonelli Editore |
Nathan Never 257
LA MEGALOPOLI
Ottobre
2012
pagg.
100,
€ 2,90
Testi:
Antonio Serra
Disegni: Sergio Giardo, Francesca Palomba
Copertina: Sergio Giardo
Francesco Manetti
N.B. Trovate le altre recensioni bonelliane sul Giorno del Giudizio.





