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giovedì 3 giugno 2021

SESSANT'ANNI DAL SESSANTUNO

Diamo i Numeri 67

di Saverio Ceri

Sono passati sessant'anni da quel giugno '61 in cui fece capolino per la prima volta in edicola un personaggio dal bizzarro abbigliamento che si catapultava sui nemici appeso a una liana. Probabilmente neppure Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, si sarebbe mai immaginato che dopo 60 anni ancora si parlasse del quel personaggio; del resto nessuno degli eroi dei comics in voga allora, aveva mai raggiunto un così ragguardevole traguardo - Topolino aveva 33 anni di storia editoriale, Tintin uno di meno, Superman compiva 23 anni, Tex era un tredicenne, solo per citarne alcuni-, e quindi difficilmente l'editore/sceneggiatore meneghino avrebbe potuto prevedere una così longeva carriera per il suo Za-Gor-Te-Nay. E invece dopo oltre 90.000 tavole, dopo oltre 1.900 albi tra inediti e ristampe bonelliane, dopo oltre 500 avventure e il coinvolgimento di 132 autori, siamo qui a parlare dello Spirito con la Scure e a festeggiare il suo incredibile anniversario: 60 anni di ininterrotta presenza in edicola.


In questa aperiodica rubrica ovviamente lo festeggeremo, come prassi,  attraverso le cifre, che già in parte abbiamo anticipato; numeri che servono a dare le proporzioni del successo editoriale oggettivo del personaggio al di là dei gusti personali dei singoli lettori. Se ancora oggi l'editore di via Buonarroti pubblica regolarmente oltre duemila tavole inedite all'anno del personaggio, significa che l'eroe creato da Nolitta e Ferri sessant'anni or sono, ha ancora un discreto numero di estimatori. Sicuramente saranno molti meno degli anni '70, il periodo d'oro dei personaggi bonelliani, ma ancora sufficienti a tenere in vita la serie regolare e tutte le serie parallele a lui dedicate.

Guido Nolitta (Sergio Bonelli) e Gallieno Ferri: i creatori di Zagor tengono fra le mani la prima mitica striscia del 15 giugno 1961.

Come accennavamo poc'anzi la Sergio Bonelli Editore ha pubblicato fino a oggi 1934 albi col marchio di Zagor in copertina, tra questi 1023 di materiale prevalentemente inedito. Nella prima tabella di questa puntata, che vedete qui sotto, travate elencate le varie testate dedicate allo Spirito con la Scure, quanti albi sono usciti per ognuna, la prima e l'ultima uscita della collana. In colore più scuro le collane di materiale completamente o prevalentemente inedito; in colore più chiaro le serie che hanno proposto esclusivamente, o quasi, ristampe. Le pubblicazioni sono divise tra quelle destinate all'edicola e quelle destinate al circuito delle fumetterie e delle librerie, realtà che la Bonelli ha cominciato ad affrontare direttamente solo dall'autunno del 2015, se si eccettua una breve parentesi col marchio Cepim a cavallo tra gli anni '70 e '80. 



La collana più longeva dedicata a Zagor è ovviamente la Zenith, la testata che da 56 anni, a partire dal numero 52 (luglio 1965), lo ospita in maniera regolare, prima con le ristampe delle strisce e poi con storie inedite appositamente realizzate. 
Segue, come numero di uscite, ben 244 albi in oltre 31 anni, la Raccolta della stessa collana, anche se inizialmente gli albi raccolti probabilmente provenivano dalla Ristampa Zagor (quella con la scritta rossa in costolina), e solo successivamente all'esaurirsi di quella testata, e delle sue rese, si passò a ricopertinare le rese della Zenith. 
Seconda come longevità editoriale in realtà è lo Speciale di Zagor, giunto al 33° numero in  33 anni di presenza in edicola. 
Tutto questo solo per rimanere in ambito bonelliano. Fuori dai confini della casa editrice segnaliamo, tra gli altri, i 212 numeri della Collezione Storica a Colori di Repubblica e i 100 numeri (annunciati per il momento) della collana Zagor lo Spirito con la Scure, ancora in corso, in abbinamento con La Gazzetta dello Sport.

Il centesimo albo della Collezione Storica a Colori di Repubblica presenta una cover "variant" rispetto all'originale pubblicata nella collana Zenith. Illustrazione di Gallieno Ferri.

Le tavole inedite pubblicate in questi 60 anni hanno appena superato, con l'albo in edicola, la boa delle 90.000 pagine. Per la precisione siamo a quota 90.063,33; il numero periodico purtroppo ce lo tiriamo dietro dal primo decennio di vita del personaggio, quando i fumetti si pubblicavano a strisce e non a tavole. La collana principale anche in questo caso è la Zenith che ha ospitato oltre 58.000 tavole, seguita dal maxi con oltre 12.000 tavole e solo al terzo posto troviamo le collane (ad oggi sei) che hanno presentato le avventure dell'eroe a strisce, con poco più di 6.300 tavole.

la cover dell'albo del sessantennale è un omaggio di Alessandro Piccinelli alla mitica copertina della prima striscia di Zagor realizzata da Gallieno Ferri. 

Gli sceneggiatori
Sono 52 gli scrittori che hanno realizzato almeno un sceneggiatura di Zagor nei sessant'anni di vita editoriale del personaggio. A questi vanno aggiunte 6 guest-star che hanno realizzato una tavola autoconclusiva (o "vignettona") per la miniserie Cico a Spasso nel tempo e 4 autori di solo soggetti, per un totale di 62 autori. Li trovate tutti nella tabella qui sotto incolonnati per numero di tavole sceneggiate; nelle colonne successive trovate le pagine pubblicate su ognuna delle testate zagoriane: le strisce, le quattro serie storiche più le due recenti; la Zenith, ovvero la collana mensile; gli speciali dedicati a Cico; gli speciali dello Spirito con la Scure; gli Almanacchi dell'Avventura; i Maxi compreso la nuova incarnazione Zagor +; i Giganti compreso le miniserie di Cico a spasso nel tempo, Le origini e le Darkwood Nolvels, che pur in formato più piccolo sono uscite ufficialmente come collana "gigante"; i color; e infine le tavole pubblicate in prima battuta per edizioni da libreria. 

I dati relativi al primo numero de Le Origini li trovate nella colonna delle pubblicazioni da libreria, essendo uscito prima in volume e dopo alcuni mesi in edicola.

Le ultime due colonne della tabella riportano il numero dei soggetti e delle sceneggiature realizzati da ognuno dei 62 autori; in queste troverete, sia per gli sceneggiatori, ma soprattutto per i disegnatori, molti numeri decimali, perché molte avventure sono state realizzate a più mani. Chiaramente ogni autore sente sua una storia anche se ne ha realizzato sola una parte, e quindi potrebbe essere giusto anche assegnare ad ognuno una storia, anziché una frazione di essa. In tal caso Burattini, ad esempio, sarebbe a quota 146, dato che alle 144 storie di cui ha scritto da solo o in coppia la sceneggiatura, aggiunge anche sue soggetti scritti per altri. Nolitta invece è stato coinvolto in 98 storie, considerando anche quelle per le quali ha partecipato al soggetto. Nella colonna dei totali, ma anche in quelle parziali delle varie collane, sono evidenziati con toni di colore più scuri gli autori più prolifici, e con tonalità a scalare quelli sul podio e quelli nella top ten.


Moreno Burattini che contribuisce alla serie di Zagor da trent'anni, è lo scrittore più pubblicato nella storia del personaggio, è l'unico ad aver messo mano a tutte le collane dello Spirito con la Scure, e in maniera abbondante dato che risulta il più prolifico in 7 colonne su 9.
Guido Nolitta, il creatore del personaggio, secondo in graduatoria per numero di tavole sceneggiate, ma sicuramente il primo nei cuori di tutti i fan di Zagor, primeggia ovviamente nella categoria strisce.
Al terzo posto troviamo Marcello Toninelli, traghettatore della serie tra il periodo Nolittiano a quello della coppia Boselli/Burattini. Lo sceneggiatore senese supera lo stesso Mauro Boselli per una cinquantina di tavole. A seguire tutti gli altri, a partire da Jacopo Rauch, quinto nel complesso, ma il più prolifico quando si parla di Zagor Color.  
Moreno Burattini il più prolifico degli scrittori zagoriani, ha dedicato al personaggio anche diversi racconti pubblicati da altri editori. Il volume che stringe tra le mani è la sua autobiografia legata a filo doppio ovviamente con la vicenda editoriale dello Spirito con la Scure

I disegnatori
Gli illustratori chiamati a realizzare le oltre novantamila tavole sono stati 76, tra i nomi in comune con la graduatoria degli scrittori segnaliamo i sei autori della "vignettona" dedicata a Cico, ma soprattutto Gallieno Ferri, ventesimo tra gli sceneggiatori, ma primo per distacco tra i disegnatori, sia come quantità di tavole, sia come preferenza dei lettori.


Con i suoi 55 anni di ininterrotta carriera zagoriana Gallieno Ferri è il disegnatore bonelliano che ha dedicato più pagine a un solo personaggio. L'illustratore di Recco, oltre che primeggiare nella graduatoria complessiva, risulta il più pubblicato sulle strisce, sulla Zenith, ma anche sugli speciali e sui giganti. Solamente Franco Donatelli, secondo in classifica generale, avrebbe potuto battere Ferri sulla collana ammiraglia, ma il destino ha voluto che questo duello all'ultima tavola non si tenesse.

Gallieno Ferri, il disegnatore ligure che ha dedicato quasi tutta la carriera al suo amato Zagor.

Alessandro Chiarolla, grazie alla sua massiccia presenza sulle collane speciali, conquista il podio. Francesco Gamba, quarto in assoluto, è stato il disegnatore più utilizzato sulla collana dedicata a Cico, mentre Raffaele Della Monica, quinto in assoluto, sale sul podio per quanto riguarda la collana Zenith insieme ai Maestri Ferri e Donatelli. Gianni Sedioli, a pari merito col già citato Chiarolla, è il disegnatore più pubblicato sui Maxi. Sui giganti invece e Marco Verni ex-aequo con Ferri ad aver pubblicato più tavole. Un pari merito infine anche per la testata Zagor Color: Bane Kerac e Walter Venturi hanno realizzato un paio di albi a testa.
Tra le curiosità segnaliamo Gramaccioni che pur avendo disegnato quasi 800 tavole zagoriane è praticamente sconosciuto al lettore che compra solo la collana Zenith: tutte le sue vignette sono apparse infatti su albi fuori serie. Nessun autore è stato pubblicato su tutte le testate; Ferri e Verni sono i più "trasversali" della tabella, apparendo in sei colonne su nove.

I copertinisti
Il copertinista per antonomasia è Gallieno Ferri. A mio avviso pochi, forse nessuno, in tutta la casa editrice, ha il senso della copertina come Ferri. Solo un altro Maestro, Claudio Villa, gli si avvicina; non a caso sono tra i più prolifici copertinisti dell'ottantennale storia della casa editrice. E non a caso, quindi, nella tabella qui sotto dedicata ai copertinisti zagoriani troviamo in testa di gran lunga  l'illustratore ligure.


Con la scomparsa del creatore grafico del personaggio, le cover delle serie principali sono state affidate a Alessandro Piccinelli, mentre per le varie miniserie concepite in redazione sono stati scelti altri illustratori come Michele Rubini, già uomo cover per il mercato statunitense, la coppia Verni-Sedioli e Della Monica per le strisce, e Venturi per la miniserie di Cico. A questi si aggiungono altri tre illustratori "ospiti", Di Giandomenico, Mammucari e Villa, chiamati per il momento a illustrare copertine variant o speciali. Da segnalare la presenza di Raffaele Cormio, a cui vengono accreditate due delle 239 cover delle serie storiche a striscia. In totale sono 11 gli illustratori chiamati a disegnare le cover dello Spirito con la Scure. Una ulteriore curiosità numerica: dalla tabella si scopre che le copertine inedite di Zagor pubblicate fin oggi dalla Bonelli sono 1084

L'unica bellissima copertina dedicata da Villa a Zagor - si tratta della prima variant del personaggio

Le storie
Dalle tabelle sopra riportate si evince che le storie zagoriane sono state, compreso il numero del sessantennale attualmente in edicola, 504. La cinquecentesima, come ha fatto notare Burattini nell'introduzione all'albo, è apparsa sul recentissimo Maxi Zagor, o Zagor +, come si chiamerà d'ora in poi. La media pagine per ogni storia è di circa 180 tavole, vale a dire poco meno di una paio d'albi della serie regolare con la foliazione odierna; ma nella storia editoriale del personaggio ci sono storie lunghissime di 5/6 albi e episodi brevi o brevissimi. Nella tabella qui sotto le trovate incolonnate dalla più lunga alla più corta con i loro autori e con gli albi su cui sono apparse. Ve ne risparmiamo 487 indicandovi solo le prime 10 più lunghe e le 7 più corte.

Prende il via da questo albo (Zagor 275 o Zenith 326 se preferite) la più lunga avventura di Zagor. Cover di Gallieno Ferri

L'avventura più lunga porta la firma di Tiziano Sclavi che prima di abbandonare la testata per dedicarsi esclusivamente al suo Dylan Dog, volle lasciare la sua interpretazione della nemesi principale del personaggio: Hellingen.
A proposito di "cattivoni": da notare che le quattro più lunghe sono legate tutte a nemici storici dello Spirito con la Scure; oltre ad Hellingen, protagonista della prima e della quarta avventura, troviamo Kandrax e Mortimer, a pari merito, protagonisti di episodi suddivisi su 5 albi esatti. 
La metà delle storie in top ten vedono coinvolto Nolitta, più a suo agio a scrivere avventure "fiume" rispetto ai suoi successori: tra di loro solo Boselli è riuscito a piazzare due storie nelle top ten. Tra i disegnatori è ancora Ferri a spuntarla su tutti essendo coinvolto in 7 delle 10 avventure più corpose. Lo stesso dicasi per le storie più brevi, dove troviamo i nomi dei creatori del personaggio in 5 avventure su 7.



Sergio Bonelli a lui si devono molte delle storie più lunghe di Zagor... ma anche molte delle più corte!

Una ulteriore curiosità legata alle avventure di Zagor: iniziando spesso anche a metà albo le avventure non sempre hanno il titolo corrispondente a quello che leggiamo in copertina. E' capitato così che, su 504 episodi, alcuni si ritrovassero titoli uguali. E successo solo tre volte, e almeno nell'ultimo dei casi che vedete qui sotto elencati, credo che la somiglianza sia voluta. 



Record di coppia
Se tra gli sceneggiatori abbiamo visto che Burattini è stato coinvolto in 146 storie su 504 e Ferri come disegnatore ha preso parte a 137 storie in totale (compreso quelle a 4 o più mani), non è detto che abbiano lavorato spesso insieme. Scopriamo nella tabella qui sotto le 20 coppie di sceneggiatori/disegnatori che hanno realizzato più tavole e storie di Zagor.


Nolitta-Ferri, i creatori del personaggio, sono di gran lunga la coppia zagoriana più affiatata dato che insieme hanno confezionato quasi 9000 tavole e hanno collaborato in 62 occasioni.
Sempre Nolitta, ma con Donatelli sale sul secondo gradino di questa speciale classifica "di coppia". Solo terzi Burattini e Ferri che pur avendo in comune 27 avventure, non raggiungono la metà delle pagine realizzate dallo stesso Ferri con l'alter ego sceneggiatore di Sergio Bonelli.

La coppia d'oro zagoriana: Guido Nolitta alias Sergio Bonelli (in un ritratto di Villa) e Gallieno Ferri (in uno storico  autoritratto)

Una curiosità: Prisco, rientra a sorpresa nella top ten di questa classifica con solo 5 avventure zagoriane disegnate perché, oltre ad essere avventure molto lunghe (oltre 275 tavole di media),  tutte portano la firma di Burattini.
Burattini del resto occupa dieci dei primi venti posti grazie alla sua prolificità e al fatto che ha collaborato con tantissimi disegnatori. Nella tabella qui sotto trovate la top ten degli sceneggiatori e poi dei disegnatori incolonnati per numero di colleghi con cui hanno lavorato.



Burattini di gran lunga supera tutti gli altri avendo scritto storie per ben 47 disegnatori. La graduatoria ovviamente è "falsata" dai diversi periodi in cui gli autori si sono dedicati a Zagor. Nolitta che all'epoca poteva disporre di pochi disegnatori scriveva bene o male sempre per i soliti illustratori, il che spiega anche la sua presenza nei primi due posti della graduatoria di coppia. Dall'altro lato Altariva, con sole 5 storie all'attivo, entra in top ten perché due di queste avventure sono state affidate a una coppia di disegnatori, facendolo quindi collaborare di fatto con 7 disegnatori, come Toninelli che di storie all'attivo ne ha ben 45.
Tra i disegnatori Ferri, avendo attraversato quasi tutta la storia del personaggio ha collaborato con molti degli scrittori da quelli storici ai più recenti. 

"Sessant'anni e non sentirli" per parafrasare uno storico spot  di un noto olio. Zagor supera la barriera dei sessant'anni di slancio e si proietta verso nuovi traguardi

Chiudiamo con questa graduatoria la 67a puntata di Diamo i  numeri, facendo gli auguri alla redazione di Zagor e alla Bonelli per lo storico traguardo raggiunto; in realtà solo un altro punto di partenza per nuovi obiettivi da centrare nei prossimi anni: il numero 700, tavola 100.000 e poi i... 70 anni! 

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

lunedì 28 dicembre 2020

BONELLI 2020: COVERS & COLORS

Diamo i Numeri 66

di Saverio Ceri

Ultimo appuntamento con il riassunto dell'annata bonelliana in cifre. Dopo personaggi, sceneggiatori e disegnatori andiamo stavolta  a scoprire quali sono stati gli illustratori che hanno realizzato copertine inedite per albi bonelliani, e i professionisti che sono stati chiamati a colorare le tavole, inedite o meno, in questo 2020.

Questa cover firmata da Villa e Cavenago, seppur uscita a fine 2019 ,sarà fondamentale nella graduatoria dei copertinisti di quest'anno

Per i copertinisti c'è da precisare che le cover che appaiono in classifica sono quelle inedite commissionate dalla Bonelli per propri albi. Non sono conteggiate immagini "riciclate", ovvero realizzate in passato per altri scopi (come cover di edizioni straniere o illustrazioni per kermesse fumettistiche), e utilizzate come copertine per albi da edicola o volumi da libreria; così come non vengono conteggiate copertine, seppur inedite, pubblicate da altri editori (come quelle di Dylan Dog per il collaterale de La Gazzetta dello Sport). Non vengono conteggiate neppure cover realizzate redazionalmente assemblando e colorando immagini interne dell'albo. Fanno parte di questa categoria quasi le cover di Darl Zed, di Darwin, I racconti di Domani di Dylan Dog e l'albetto del free comics Book di Nick Raider.
Per i coloristi c'è da precisare che per gli albi firmati a più mani ho cercato, per quanto possibile, di accreditare al meglio le varie tavole; non è detto che ci sia riuscito; anzi sollecito i coloristi coinvolti in questi albi multi-firma a segnalarmi inesattezze, se le riscontrano, aiutandomi così a correggere le cronologie delle serie coinvolte, attribuendo a ognuno i propri meriti.

Quest'anno sono stati chiamati 44 illustratori per realizzare le 239 copertine inedite degli albi e volumi di casa Bonelli; 207 cover sono state commissionate per pubblicazioni inedite e 32 per ristampe o variant. Numeri decisamente in calo rispetto ai 61 disegnatori e 253 cover dell'anno passato. La mancanza delle kermesse fumettistiche sicuramente ha contribuito al calo delle variant cover e quindi alla quantità degli illustratori coinvolti dall'editore in queste occasioni speciali; il calo maggiore in percentuale, -27,9%, sta proprio nel numero dei copertinisti.

Gigi Cavenago firma una delle poche variant di questo 2020, acquistabile solo online causa annullamento della manifestazione.

Qui sotto trovate la classifica dei copertinisti, per numero di cover pubblicate,  la "E" di esordiente si riferisce al fatto che si tratta dell'esordio in questa categoria per la Bonelli. Le mezze copertine sono tutte dovute alle cover alternative di Dylan Dog 400 firmate a quattro mani tra Cavenago e i copertinisti storici dell'Indagatore dell'Incubo.


Il podio
Torna sul gradino più alto del podio dopo tre anni di assenza Claudio Villa, che proprio grazie alla mezza cover di Dylan Dog, riesce a superare l'allievo Piccinelli. Con questa vittoria annuale Villa giunge a 20 "scudetti" come copertinista guadagnandosi una seconda stella virtuale sulla maglietta. Il copertinista di Tex è pure al 24° podio consecutivo a cui ne vanno aggiunti altri tre quand'era copertinista di Dylan Dog. 
Alessandro Piccinelli si consola col quarto podio consecutivo meditando, grazie al sessantennale zagoriano, un controsorpasso nel 2021. Prima volta sul podio invece per Sergio Giardo col proprio record personale di 15 cover annuali, tutte di Nathan Never ovviamente.

Claudio Villa, grazie anche a questa fantastica cover che lo nasconde torna in vetta alla graduatoria annuale dei copertinisti 

Pagliarani e De Biase entrano per la prima volta nella Top Ten dei copertinisti, ai danni di De Tommaso e Matteoni, che ne escono rispettivamente dopo quattro e sei anni consecutivi di permanenza. 
Segnaliamo ben 12 illustratori della graduatoria 2020 (i Cestaro valgono doppio), che hanno disegnato almeno mezza cover legata la mondo di Dylan Dog. 

Numeri di tutti i colori
Quest'anno le pagine che presentano colori inediti sono state complessivamente 5843 ovvero un 8,98% in meno dello scorso anno e addirittura il 24,41% in meno se confrontiamo il dato con l'annata bonelliana più colorata in assoluto, il 2017.  
Nel 2020 le tavole inedite pubblicate in technicolor sono state 4165, ovvero il 2,58% in meno dei precedenti dodici mesi, nonché un 31,24% in meno dell'anno record, quando l'editore pubblico oltre 6000 pagine inedite a colori.
L'incidenza delle tavole inedite in quadricromia sul totale sale quest'anno al 19,18%, circa due punti e mezzo in più dello scorso anno, ma ancora molto lontano dal primato di 25,49%, stabilito ovviamente nel 2017, quando sembrava che il colore fosse una strada obbligata per il futuro della casa editrice.

Autoritratto in toni di grigio di Edoardo Arzani, uno dei coloristi più pubblicati nel 2020

I coloristi (o studi di coloristi) impiegati, sono scesi a 43 unità più una piccola parte di tavole non accreditate; per questo troverete in fondo alla graduatoria un numero di tavole colorate… non si sa da chi. 
Una precisazione: non vengono attribuite tavole già colorate in precedenti occasioni e semplicemente ripubblicate; mancano dal conteggio,  ad esempio, le tavole di Tex e Zagor Classic (dato che i cromatismi sono i soliti della Collezione Storica di Repubblica). Ecco la classifica completa:



Il podio
Ancora una volta vince  lo studio GFB Comics, ma stavolta grazie al team coordinato da Valentina Mauri, che si è occupato di colorare 8 albi su 12 della ristampa di Storia del West. Lo stesso gruppo si era piazzato secondo dodici mesi fa. Sugli altri gradini del podio troviamo al secondo posto, dopo due anni di assenza dai radar bonelliani, Edoardo Arzani, che ha colorato 4 albi di Odessa, seguito da Sergio Algozzino,  grazie al suo lavoro sulle pagine di Dylan Dog e dintorni.

Sergio Algozzino, uno dei coloristi più impiegati dalla Bonelli in questo 2020

Un ringraziamento speciale a Paolo Francescutto. Lo vedete solo 13° in questa classifica 2020, ma nella prima stesura di questo post era sul terzo gradino del podio, senonché lui stesso mi ha fatto prontamente notare che per quanto riguarda i colori del volume Dragonero: Cacciatori di Kraken, la Bonelli li ha attribuiti erroneamente tutti a lui, mentre quelli della prima lunga avventura contenuta nel cartonato sono opera di Piky Hamilton (come tra l'altro giustamente indicato sul sito Bonelli). Questo ha fatto precipitare lui al 13° posto, salire Piky al 5°,e guadagnare un gradino ad Algozzino, quello cha basta all'illustratore palermitano per conquistarsi il suo primo podio bonelliano.

Menzione d'onore per Paolo Francescutto, un altro colorista ritratto in scala di grigi.

Numeri... speciali
Terminiamo la quarta e ultima parte dei numeri bonelliani 2020, con i dati relativi ai fuori serie. 
Quest'anno gli albi speciali, tra giganti, maxi, magazine, cartonati alla francese, color, miniserie e spin-off vari, sono stati 53, tre in più del 2019, anche se le tavole inedite pubblicate su tutte le uscite extra sono state solo 6328, praticamente ottocento in meno dei precedenti dodici mesi. Questo brusco calo a fronte del leggero incremento dei numeri fuori serie, porta la media pagine degli speciali bonelliani a quota 119,4 tavole inedite, pari al 16,26% in meno dello scorso anno; si tratta del valore più basso dal 1988 a oggi e quasi del più basso in assoluto, che rimane di 112 tavole, ovvero quelle contenute nei primi due Martin Mystère Special, uniche uscite fuori serie del 1984 e 1985.
Il personaggio di cui sono state pubblicate più pagine fuori dalla serie regolare è stato, quest'anno, per il secondo anno consecutivo con 12 albi e 1630 pagine, Zagor, anche se con un margine molto risicato su Dylan Dog, e circa 200 pagine di vantaggio nei confronti di Tex, terzo per numero di pagine inedite fuoriserie pubblicate. La somma delle pagine extra dei tre personaggi sul podio, rappresenta quest'anno ben il 73,75% del totale degli speciali bonelliani.

Mauro Boselli con 702 pagine è stato lo scrittore più pubblicato su albi fuoriserie in questo 2020; torna ad esserlo per la seconda volta in carriera, dopo sette anni dalla precedente "vittoria". Sui gradini più bassi del podio speciale troviamo Burattini e Perniola.
Due zagoriani, Gianni Sedioli e Raffaele Della Monica, con 286 pagine, sono ex-aequo i disegnatori più "speciali" dell'anno; precedono sul podio Massimo Carnevale.
Il copertinisti più utilizzati su albi fuoriserie sono stati ben tre a pari merito con 6 cover ciascuno: Piccinelli, Rubini e Villa.

Alessandro Piccinelli, Claudio Villa, Mauro Boselli: un terzetto davvero "speciale" in questo 2020

Per il 2020 è tutto; se vi è sfuggito qualche numero lo potete trovare nella prima parte dedicata ai personaggi,  nella seconda in cui abbiamo messo sotto la lente d'ingrandimento gli sceneggiatori o nella terza dove ci siamo occupati dei disegnatori.
Appuntamento al 2021.

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

sabato 15 giugno 2019

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO: NASCITA DI UN MITO. ZAGOR LE ORIGINI: VOLUME CARTONATO A COLORI E MINISERIE 1

di Giampiero Belardinelli

Dagli albori della civiltà, da quando prima in maniera orale e in seguito attraverso il supporto cartaceo, gli uomini e le donne hanno raccontato vicende che indagano sul passato allo scopo di comprendere o almeno interpretare in maniera plausibile il presente. Molti personaggi della mitologia, della narrativa o anche le figure reali della Storia hanno trascorsi misteriosi, sconosciuti agli stessi protagonisti. Il caso più noto – come mi ricorda il mio caro amico Angelo Palumbo (grande esperto zagoriano e mio consulente per la mitologia greca) – è quello della figura di Edipo, ignaro di aver ucciso il padre e sposato la madre, episodio fondante anche della psicologia freudiana. In questo passo della mitologia greca il protagonista agisce in maniera ignara dei fatti, mentre il pubblico ne conosce sin dall’inizio le tragiche vicende.



Il racconto d’avventura negli anni Duemila
Lo spunto su cui gli autori hanno costruito questa miniserie in sei volumi (di cui il cartonato qui recensito ha fatto da apripista) nasce su queste basi: attraverso una narrazione diretta – cioè non filtrata dalla voce del protagonista – far luce su situazioni che, per svariati motivi, il futuro Spirito con la Scure non poteva conoscere. Il volume presenta un racconto di 58 tavole ed è impreziosito da un ampio e illustrato apparato critico che, da pagina 65, consta ben dodici pagine. Prima di addentarmi nell’analisi, ricordo ai lettori che, dal 28 maggio, nel formato della miniserie Cico a spasso nel tempo, è arrivato in edicola il primo di sei numeri della serie Le Origini. Nella costruzione della mia indagine potrei rivelare alcuni fatti, quindi consiglio a chi non ha ancora letto il volume di aspettare prima di proseguire. Nella riga precedente ho utilizzato di proposito il termine “indagine” poiché mi ha molto colpito la citazione di un noto aforisma di Umberto Eco messa in bocca a Guglielmo da Baskerville (John Turturro) nella Serie televisiva di RAI 1 Il nome della Rosa: I libri non sono fatti per crederci, ma per essere sottoposti ad indagine. Indagare sul volume Le Origini vuol dire non solo analizzarne la struttura narrativa e grafica, ma evidenziare come questo libro rappresenti la sintassi che in alcuni casi dobbiamo pretendere oggi dal racconto d’avventura.



Dramma senza veli
Moreno Burattini ha impostato la sceneggiatura di questo volume (e immaginiamo anche dei restanti volumi) su un ritmo altissimo, fatto di sequenze brevi e incalzanti, con un montaggio dalla pagina che non segue la gabbia bonelliana. In questo modo il lettore avverte la velocità dell’azione e la mancanza di didascalie ne aumenta il pathos. I dialoghi sono essenziali, ma non ridotti all’osso: sferzanti in alcuni momenti, più descrittivi in altri. Il linguaggio adottato dallo sceneggiatore è uno dei punti di forza del racconto: in alcune sequenze, in particolare in quelle in flashback che precedono l’assalto al villaggio degli Abenaki, si avverte il contrasto di vedute tra i soldati e il tenente Mike Wilding: Allora dalli, i tuoi ordini, irlandese! Siamo ansiosi di riceverli! (p. 15). In questa sequenza viene spazzata via una certa regola non scritta del fumetto avventuroso del passato, in cui le contraddizioni di opinione tra graduati e soldati erano gestite in maniera meno esplicita. Qui l’autore toglie ogni filtro e la guerra viene mostrata in tutta la sua cruda realtà: soldati abbruttiti dalla violenza, la cui umanità si è sbriciolata in mille brandelli fatti di agguati, sparatorie, urla strazianti. I soldati non vogliono il rispetto delle regole, ma rispondere con violenza a chi li ha aggrediti con altrettanta violenza (gli indiani Creek). Il tenente Wilding viene etichettato come un soldato che non sa o non vuol decidere: il desiderio di vendetta dei suoi soldati lo travolgerà e la guerra, come un’entità capace di annullare la volontà degli uomini, si prenderà l'ennesima rivincita.



Questo è il punto nodale de Le Origini, il principio da cui scaturiranno tutte le vicende successive. Lo Spirito con la Scure nasce qui, nell’anima lacerata del tenente Mike Wilding, il padre travolto dai rimorsi per non essere riuscito a fermare un bagno di sangue, comprese le vittime innocenti. Mike Wilding è un uomo fuoriuscito dall’esercito dopo un processo infamante, e crede di aver finalmente trovato una seconda opportunità nella Foresta di Darkwood, insieme alla moglie Betty e al loro figlio Pat. La vicenda narrata da Guido Nolitta e disegnata da Gallieno Ferri in Zagor racconta… qui si completa e assume la caratura di una tragedia greca, di un dramma non casuale dove ogni azione, ogni evento, ogni personaggio sono legati tra loro da fili invisibili, che verranno disvelati nei prossimi cinque albi. La chiusa del volume presenta fatti noti ai lettori di Zagor, ma anche qui l’angolatura con cui vengono mostrati squarcia un altro velo della tradizione bonelliana: i genitori degli eroi sembravano vivere in un mondo ideale, quasi distaccato dalla realtà, e il momento della loro morte non veniva mai mostrato o tuttalpiù veniva rappresentato in modo coreografico. Qui, invece, Burattini ci mostra con coraggio il momento della tragica morte di Betty e Mike Wilding, e assesta un potente pugno nello stomaco non tanto ai lettori, ma a una certa concezione, ormai superata, del fumetto d’avventura.



Accuratezza storica e ricostruzione filologica
Un racconto tanto realistico e crudo non avrebbe potuto reggere del tutto se fosse stato privato di una precisa accuratezza storica. Le uniformi e le armi dei soldati dell’esercito statunitense sono stati disegnati rispettando il più possibile il periodo storico in cui il tenete Wilding ha condotto l’assalto al villaggio degli Abenaki di Salomon Kinsky in cui si erano rifugiati i fuggiaschi Creek. Siamo verosimilmente nei primissimi anni dell’Ottocento e il dettaglio raggiunto da Maurizio Di Vincenzo e Valerio Piccioni dà al prodotto un taglio internazionale, sebbene le collane mensili di personaggi classici come Tex e Zagor abbiano da tempo intrapreso la strada moderna dell’attenzione ai particolari, salvo le irrinunciabili licenze poetiche che appartengono al DNA delle rispettive serie. L’intento del curatore di testata e sceneggiatore Moreno Burattini è quello di costruire una miniserie che possa essere un grande affresco in cui far confluire tutti quegli episodi incentrati sul passato di Zagor, compreso il romanzo di Davide Morosinotto.

Colori narranti
I disegni agili, curati, leggibili ed espressivi di Maurizio Di Vincenzo e Valerio Piccioni (rispettivamente matite e chine) si avvalgono di una colorazione calibrata, costruita con l’intento di essere un determinante elemento narrante. I colori sono stati realizzati da Andres Mossa e supervisionati da Emiliano Mammucari che, a seconda dei momenti della narrazione, cambiano il registro, passando dalle tonalità di un grigio slavato nei momenti retrospettivi, cercando quasi l’effetto dagherrotipo, a gradazioni più solari nelle sequenze ambientate nella Foresta di Darkwood, passando per un rosso straniante in quelle in cui assistiamo al tragico epilogo dei coniugi Wilding. Insomma, un'opera di pregio il cui lavoro congiunto dello sceneggiatore, dei disegnatori, dei coloristi e del copertinista innalza Le Origini ai vertici assoluti della vasta produzione zagoriana.

Zagor - Le Origini (volume cartonato), ottobre 2018. Disegno di Rubini

Zagor - Le origini 1, giugno 2019. Disegno di Rubini


Zagor Cartonato
LE ORIGINI
Prima edizione ottobre 2018
Pagg. 80, € 16,00

Zagor Miniserie Le Origini n. 1
CLEAR WATER
Giugno 2019
Pagg. 66, € 3,90

Testi: Moreno Burattini
Disegni: Maurizio Di Vincenzo e Valerio Piccioni
Colori: Andres Mossa; supervisione: Emiliano Mammucari
Copertina: Michele Rubini
Colori copertina: Roberto Piere
Rubriche: Moreno Burattini

Giampiero Belardinelli

N.B. Trovate i link alle altre recensioni bonelliane nel Giorno del Giudizio!
P.S. Questo è il post n. 1400 di "Dime Web"!

domenica 25 giugno 2017

ZAGOR MONSTERS - "R" (V PARTE): DA "RAVEN" A "ROSPI GIGANTI"!

di Massimo Capalbo

Dopo un lungo percorso, durante il quale abbiamo sviscerato in ogni suo aspetto la figura del vampiro Rakosi, la lettera "R" degli Zagor Monsters di Max Capalbo giunge a compimento! La redazione si scusa con i lettori per il lungo intervallo di tempo trascorso dalla pubblicazione della IV parte; il nostro saggista aveva consegnato i testi mesi fa, ma impegni esterni a Dime Web dei redattori hanno portato a inevitabili rallentamenti... Ribadiamo che le illustrazioni sono tutte farina del sacco dello stesso Massimo, con l'eccezione delle due immagini introduttive (pescate in Rete dalla redazione: la fonte viene sempre citata, ma i lettori e gli interessati sono pregati di segnalarci eventuali errori e/o omissioni). Prima di lasciarvi all'orrida lettura, vi ricordiamo le altre nostre enciclopedie bonelliane - ovvero L'Atlante di Mister No e The Dark Side of Tex - le parodie del Titolo Venuto dall'Impossibile e il The Best of Martin Mystère - tutto Made in Capalboland! (s.c. & f.m.)


Un pittorico Zagor dell'illustratore e fumettista turco Aslan Şükür


LEGENDA
  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR e CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale Zagor; Speciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDA; UOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!


Una divertente parodia "bufa" di Zagor realizzata da Luca Barbieri


R (parte V)

RAVEN
RE DELLE SCIMMIE
REDCAP e RED JACKET
RISVEGLIATI
RIWAK
ROCK
ROSPI GIGANTI


RAVEN

Lo Spirito del Corvo affrontato dagli Eroi del Wakan (precisamente i quattro eroi superstiti – ZAGOR, Tonka, Satko e lo sciamano Nuvola – più CICO) ne La fiamma nera (M. Boselli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], Speciale Zagor n. 4). La sua apparizione ha luogo, per l'appunto, nella Foresta del Corvo, ed è preceduta da quella di uno stormo di corvi che attaccano ferocemente i Nostri. Al termine di una dura lotta, ZAGOR e compagni riescono ad avere la meglio sugli aggressivi uccelli, ma si accorgono che CICO è scomparso. Il giorno seguente, dopo un'infruttuosa ricerca notturna, i quattro eroi giungono in una radura nebbiosa e scoprono che il messicano è stato catturato dallo Spirito del Corvo, il quale lo ha rinchiuso in una gabbia di legno tenuta sospesa – con una corda attaccata al ramo di un albero - su una fossa piena di serpenti.

Zagor Speciale n. 4, giugno 1991. Disegno di Ferri

Gli Eroi del Wakan e Cico giungono nella Foresta del Corvo – Speciale ZGR 4, p. 99

Zagor e i suoi amici vengono attaccati dai corvi di Raven - Speciale ZGR 4, p. 101

Raven sottopone il povero messicano a una serie di scioglilingua – Speciale ZGR 4, p. 103

Il malvagio spirito – che chiede al povero CICO di ripetere i suoi scioglilingua e, ad ogni tentativo sbagliato del pancione, ordina ai corvi di beccare la suddetta corda - ha preso l'aspetto di un avversario di Satko, Jim Raven. E' un avvocato bianco che usa mille trucchi legali per rubare le terre agli indiani! – dice il Cherokee ai suoi amici – L'ho affrontato più volte in tribunale! Ma ora mi sembra più alto, più possente… . Nuvola allora gli spiega: Woah! La perdita delle nostre terre è uno dei mali che nel mondo esterno indeboliscono la Forza Wakan… …ma il nostro avversario ha solo assunto le sembianze di quel losco avvocato… raven significa corvo… e allo spirito burlone, il Corvo, piace questo genere di scherzi!. Raven conferma le parole dello sciamano e fa una proposta a lui e ai suoi compagni, promettendo loro che, se ritorneranno indietro, libererà CICO. I Nostri però non si fidano, e Nuvola, al fine di guadagnare tempo, fa una controproposta al diabolico nemico: So che ti piacciono i giochi, spirito burlone! Perché non ci giochiamo la vita del nostro compagno? Io ti sfido!. Raven risponde: E' vero, stregone! Giocare mi diverte!... Avevo offerto a questo sciocco qualche prezioso attimo di vita, se lui avesse saputo ripetere i miei scioglilingua!... …Propongo qualcosa del genere anche a voi! La vita intera no, è una posta troppo alta… diciamo che potrete vincere un pizzico di vita, il tempo necessario per ripensare alla mia sempre valida offerta! Se risolverete i miei enigmi, la fune sarà recisa lentamente. Se li sbaglierete, verrà recisa rapidamente. Se sarò io a sbagliare, cosa alquanto improbabile, i miei fratellini pennuti cesseranno di beccarla per un solo turno, cioè finché non toccherà nuovamente a me… Queste sono le mie regole e giocheremo finché non dirò basta! E il mio avversario sarà l'avvocatuccio Cherokee!. Ha quindi inizio una sfida a base di indovinelli tra Raven e Satko, il quale si dimostra un avversario più che degno per lo spirito burlone.


L'offerta di Raven è in realtà un trucco: lo Spirito del Corvo, infatti, non ha alcuna intenzione di risparmiare Cico - Speciale ZGR 4, p. 105


Satko si dimostra per Raven un avversario non facile - Speciale ZGR 4, p. 109

Sorprendendo Raven, Zagor salva Cico - Speciale ZGR 4, p. 111

Lo Spirito con la Scure uccide Raven (che aveva ripreso le sue vere sembianze) - Speciale ZGR 4, p. 112


Quest'ultimo, però, non si accorge del brutto scherzo che ZAGOR, con l'aiuto di Nuvola, gli sta preparando: i due, celandosi nella nebbia (resa ancora più fitta dalle sostanze fumogene contenute nella bisaccia dello sciamano), fabbricano in breve tempo un fantoccio, in modo da ingannare sia Raven che i suoi corvi. Ignaro di tutto (ma lo stesso Satko non si è accorto di nulla), lo spirito decide di chiudere la sfida in suo favore, ponendo al Cherokee una domanda particolarmente difficile: Adesso, egregio avvocato, devi fare un'affermazione che non sia né vera né falsa! Altri menti i miei fratellini beccheranno in massa la fune, e il tuo amico cadrà rapidamente incontro alla morte nella fossa dei serpenti!. Satko risponde subito – Bene!... La mia affermazione è proprio questa: "Cico cadrà nella fossa dei serpenti" ! –, ma la sua spiegazione, malgrado sia rigorosamente logica (la suddetta affermazione dipende infatti dalla decisione, da parte dei Nostri, di accettare o meno l'offerta di Raven, quindi non è né vera né falsa) viene rifiutata dallo spirito burlone, che ritiene pertanto di aver vinto la sfida e ordina ai suoi corvi di beccare la corda. Proprio in quel momento, però, ZAGOR – che è scivolato alle spalle di Raven – si lancia contro la gabbia, liberando CICO. I corvi si avventano sull'eroe, ferendolo con i loro artigli e i loro becchi affilati, ma il Nostro riesce a scagliare la scure contro Raven, nel frattempo trasformatosi in un grosso corvo, uccidendolo sul colpo. Questo era Raven?, chiede CICO a Nuvola, che risponde: Ugh! Ha ripreso le sue vere sembianze e ha cercato di volare via… …ma con la sua scure Zagor ha distrutto l'incantesimo e ci ha liberato dagli uccelli!.



RE DELLE SCIMMIE

Compare in Odissea americana (G. Nolitta [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 87-89) e, come si evince dal nome, è il feroce capo di un branco – o meglio: una vera e propria tribù - di scimmioni (simili a gorilla, ma, a differenza di questi, dotati di una lunga coda). Alcuni di essi rapiscono, di notte, Frisco Kid, il più giovane membro dell'equipaggio dell'Athena.

Zagor n. 88, ottobre 1972. Disegno di Ferri

Zagor e compagni alle prese con gli scimmioni che hanno rapito Frisco Kid – ZGR 88, p. 22

Gli scimmioni si rivelano essere tanto intelligenti quanto crudeli: sono infatti in grado di fabbricarsi rudimentali tamburi, e conservano, come trofei, i teschi delle loro vittime umane – ZGR 88, p. 40

Il possente Re delle Scimmie si porta al centro dello spiazzo, pronto ad affrontare Kid – ZGR 88, p. 42

Lo sventurato Kid esce dalla sua prigione - ZGR 88, p. 44

Il suo compagno Tattoo Lopez, al quale Kid stava dando il cambio della guardia, tenta invano di fermare gli aggressori; i suoi spari svegliano subito il capitano Moreland, l'altro marinaio Walter Thompson e i passeggeri della nave, che sono appunto ZAGOR, CICO e Homerus J. Bannington. In un primo tempo, Tattoo non viene creduto, anzi: Walter lo accusa di essersi inventato tutto e di aver fatto sparire lui Kid, con cui la sera prima aveva avuto una lite. A far ricredere Walter e anche gli altri (pure loro scettici) sono gli scimmioni stessi, che si lanciano all'attacco impugnando delle pesanti clave. Al termine di un furioso scontro, i cinque uomini riescono ad avere la meglio sugli assalitori, dopodiché decidono di scendere a terra per liberare Kid. Giunta l'alba, lo Spirito con la Scure scopre che uno degli scimmioni - l'unico sopravvissuto al fallito assalto - si sta sciacquando, con l'acqua di una fonte, la ferita rimediata la notte prima. La bestia si accorge però della presenza di ZAGOR e fugge saltando agilmente tra i rami (la zona è infatti coperta da una folta vegetazione). L'eroe si stacca dal gruppo e si lancia all'inseguimento della scimmia, mentre gli altri proseguono la loro marcia nella foresta fino a raggiungere il covo del branco: una sorta di anfiteatro roccioso, con uno spiazzo delimitato da alcuni pali su cui sono conficcati dei teschi umani.

Il Re delle Scimmie massacra il marinaio - ZGR 88, p. 46

Tattoo tenta di salvare il giovane amico, ma colpisce lo scimmione solo di striscio - ZGR 88, p. 49

Tattoo segue la tragica sorte di Kid - ZGR 88, p. 55

Zagor provoca il Re delle Scimmie per spingerlo a combattere - ZGR 88, p. 61

E' orribile! – esclama Moreland – Deve trattarsi di qualcuno dei pazzi viaggiatori che si sono avventurati lungo il fiume prima di noi… e che non sono mai ritornati!. All'improvviso, uno scimmione particolarmente robusto – il Re delle Scimmie, appunto – si porta al centro dello spiazzo; nello stesso momento, due scimmie sollevano la grata di una caverna, dalla quale esce il povero Kid. Sotto gli occhi di CICO e compagni (la cui presenza non è ancora stata scoperta), ha inizio una crudele cerimonia, un'impari lotta tra il Re delle Scimmie e il giovane marinaio. Il primo, dopo aver sollevato e scaraventato violentemente al suolo l'inerme Kid, comincia a strangolare quest'ultimo. Scosso dalle grida dello sventurato compagno e disobbedendo al suo capitano (il quale, seppure a malincuore, ha ordinato a lui e agli altri di tornare alla nave, vista l'enorme disparita numerica: gli scimmioni sono circa un centinaio), Tattoo tenta di salvare Kid, sparando contro il suo carnefice. Colpito di striscio alla tempia, il Re delle Scimmie esplode in un gesto di collera, che scatena la caccia ai quattro uomini. Mentre infuria la lotta tra questi ultimi, armati di fucili, e i feroci primati (uno dei quali, giunto alle loro spalle, colpisce con un masso proprio Tattoo, uccidendolo), ZAGOR – accortosi che la scimmia da lui inseguita ha cercato astutamente il più lontano possibile dall'anfiteatro, arriva sul posto e, dopo essersi fatto una precisa idea di quanto accaduto, decide di risolvere personalmente la difficile situazione. A giudicare da come si agita e da come tutti gli altri obbediscono, quello laggiù deve essere il capo del branco! – pensa l'eroe, osservando il Re delle Scimmie – Spesso gli animali vengono scossi da una dimostrazione di inferiorità di quello che hanno eletto capo proprio in funzione della sua riconosciuta forza!.. Non ho altra alternativa… devo provocare quel colosso ed indurlo ad una specie di sfida… …La sua vita contro la mia e quella dei miei compagni!. Lanciato il suo caratteristico urlo, ZAGOR raggiunge lo spiazzo dell'anfiteatro e, avvicinatosi al capotribù, sferra a questi un pugno, invitandolo così alla lotta.

L'eroe si libera della terribile stretta dello scimmione - ZGR 88, p. 63

Zagor passa al contrattacco e stringe il collo del suo avversario - ZGR 88, p. 67

Ucciso il Re delle Scimmie, Zagor lancia il suo urlo di vittoria - ZGR 88, p. 70


Il Re delle Scimmie - toccato nel suo orgoglio - raccoglie la sfida e, dopo aver allontanato i suoi "sudditi", si avventa contro ZAGOR, stringendolo con le robuste braccia in una tremenda morsa, al preciso scopo di spezzargli la schiena. L'eroe riesce però a liberarsi, colpendo il suo avversario prima in testa – con le mani giunte - e poi sul muso. Caduto a terra, ZAGOR non fa in tempo a rimettersi in piedi che il colosso lo afferra nuovamente e lo scaglia contro uno dei sinistri pali, per poi stringergli le mani al collo. CICO e gli altri pensano che per il loro amico sia ormai finita, ma l'eroe riesce invece a liberarsi ancora una volta dello scimmione, sferrandogli due poderosi pugni e un violento calcio. Rialzatosi, ZAGOR schiva un nuovo attacco del Re delle Scimmie e, portatosi alle sue spalle, gli stringe le braccia al collo fino a soffocarlo. A questo punto, il Nostro si rivolge ai suoi amici: Cico! Moreland! Mi sentite? Avvicinatevi lungo la via che conduce al battello… saprete ritrovarla?. Il capitano risponde: Sì… certo… ma… ma "loro" non ci lasceranno andare… ci aggrediranno!. E ZAGOR: No… non credo… sono rimasti sconcertati dalla morte del loro capo e ora hanno timore di me… paura di tutto… dovete tentare, prima che si riprendano dalla sorpresa e dalla incertezza… simulate la massima sicurezza… nascondete ogni sintomo di paura… .Io vi raggiungerò subito, non temete!. Come previsto dall'eroe, gli ancora increduli scimmioni non osano contrastargli il passo, né tantomeno si curano di Moreland e compagni. Lasciato l'anfiteatro, ZAGOR si getta pertanto nel folto della foresta e, dopo una lunga corsa, si ricongiunge agli altri e sale con essi a bordo dell'Athena. Proprio in quel momento, il branco ritorna all'attacco, ma il battello, aiutato dalla corrente, si allontana in fretta dalla riva, salutata dalle urla di collera e di delusione delle scimmie.

Lo Spirito con la Scure avanza tra le scimmie, intimorite ed al contempo affascinate da colui che ha sconfitto il loro re - ZGR 88, p. 72

Risaliti a bordo dell'Athena, Zagor e compagni sfuggono all'ultimo assalto delle scimmie - ZGR 88, p. 75

Tarzan lotta con lo scimmione Kerciak in una spettacolare vignetta di Burne Hogarth (1911-1996)


Curiosità: Come si legge nello Zagor Index Illustrato 1-100 (Paolo Ferriani Editore, 2ª edizione, Estate 2005), il Re delle Scimmie e la sua tribù sono un chiaro omaggio a Tarzan (e soprattutto alla versione a fumetti del personaggio disegnata da Burne Hogarth).


REDCAP e RED JACKET

I mostruosi ma simpatici GOBLIN che, ne Il principe degli elfi (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Torricelli [dis.], Speciale n. 11), aiutano ZAGOR e CICO, e i loro amici fatati Auberon e Alienor, nella lotta contro il negromante Zondar e i suoi crudeli alleati. Tuttavia, nella parte iniziale della storia, Redcap e Red Jacket non si comportano certo amichevolmente nei confronti del pancione: essi infatti, dispettosi come tutti i GOBLIN, tormentano con pesanti scherzi CICO, che per colpa loro cade nel fiume della Valle delle Voci e, com'era già successo a ZAGOR (vedi NUCKELAVEE), si ritrova a Tir-Nan-Og. Qui, i due folletti – che nel nostro mondo riescono a rendersi invisibili – si mostrano al messicano e, quando questi dice loro come si chiama, gli balzano addosso e lo costringono a correre. Dannazione! Le mie gambe corrono da sole!, esclama il povero CICO. E correrai finché lo vogliamo noi!.... – gli dice Redcap – Fino a consumarle! Ah! Ah! Ah!. Il Nostro, però, si ricorda all'improvviso che i folletti hanno un particolare punto debole, e inizia quindi a cantare una canzoncina. Smettila, ti prego!... – lo implora Redcap – Le canzoni in rima sono letali per i goblin!.... . CICO continua a cantare fino a quando i due mostriciattoli non si arrendono del tutto e chiedono di fare la pace. Il messicano accetta, ed essi, diventato ormai suoi amici, lo conducono alla fiera dei GOBLIN, dove ritrova ZAGOR.

Zagor Speciale n. 11, aprile 1999. Disegno di Ferri

Resisi invisibili, i due goblin tormentano Cico - Speciale ZGR 11, p. 49

Redcap e Red Jacket si mostrano al messicano - Speciale ZGR 11, p. 51

Cantando una delle sue tipiche canzoncine in rima, Cico costringe i due mostriciattoli alla resa - Speciale ZGR 11, p. 55


Tra le altre sequenze in cui Redcap e Red Jacket compaiono, ve ne sono un paio che è d'obbligo citare: quella che ha luogo nella Foresta di Mord e quella degli scambiati. Nella prima, i due folletti, offrono alla terribile BANSHEE il loro prigioniero, il bucaniere Lesueur. Dunque hai sempre sorriso in faccia alla morte, eh, Lesueur?... dice a costui Redcap; Vediamo se riderai stavolta!, aggiunge Red Jacket. Lesueur viene scaraventato dai GOBLIN tra le poco amorevoli braccia della BANSHEE, che lo trasforma in uno dei suoi SLUAGH, dopodiché scompare. Missione compiuta!..., esclama Redcap, e CICO, che poco prima aveva rischiato di fare la stessa fine del bucaniere, gli domanda: E' andata via?... . Il folletto risponde: Certo!... E' vero che la Banshee si accontenta di una vittima sola per ogni gruppo di viandanti… se la vittima è liberamente offerta!. Red Jacket spiega: Per che altro motivo credevate che ci fossimo trascinati dietro quell'arrogante sbruffone? Ora fa parte della "Compagnia dei Morti"!. Nonostante Auberon e ZAGOR debbano la vita agli amici GOBLIN (prima che essi offrissero Lesueur alla BANSHEE, entrambi gli eroi erano pronti a sacrificarsi), questi ultimi non ricevono alcun ringraziamento da parte dei suddetti, anzi. E' stata un'azione indegna!, dice infatti ai due Auberon, e così la pensa anche ZAGOR: Già… l'avete ucciso a sangue freddo! Senza che potessi impedirvelo!. Redcap dice allora al Nostro: Preferivi che la Banshee si adirasse e facesse fuori tutti?!... . E Red Jacket commenta: Avete il cuore troppo tenero!... Per fortuna noi goblin siamo esenti da certi difetti!. Solo Alienor è solidale con i due folletti: Io sono sicura che avete agito per il meglio, signori goblin!. Il fatto è che Zagor e sir Auber sono due puri eroi! Nel loro cuore non c'è posto per l'inganno o il sotterfugio!… . A queste parole, Red Jacket risponde ironicamente: Già!... Tanto puri che litigavano per farsi uccidere!. E Redcap, sconsolato: Li tiriamo fuori dai guai e loro ci trattano a pesci in faccia! Che bel ringraziamento!.

Servendosi dei loro poteri, Redcap e Red Jacket ostacolano gli uomini del negromante Zondar - Speciale ZGR 11, p. 68

I due folletti gettano il corsaro Lesueur nelle grinfie della terribile banshee - Speciale ZGR 11, p. 88

Redcap e Red Jacket non capiscono perché Zagor e Auberon disapprovino il loro gesto - Speciale ZGR 11, p. 89

Intagliando alcuni tronchi, i due goblin fabbricano dei fantocci con le sembianze dei loro amici - Speciale ZGR 11, p. 97

Nella seconda scena menzionata, i due GOBLIN, per trarre in inganno il negromante Zondar e i criminali umani suoi alleati (tra cui vi era pure Lesueur), intagliano alcuni tronchi dando loro l'aspetto dei loro quattro amici. Il sotterfugio ideato dagli astuti folletti ottiene il suo scopo: il negromante e i succitati criminali vengono appunto ingannati dagli scambiati – così si chiamano questa sorta di fantocci -, e ciò permette a ZAGOR, CICO e Alienor di entrare indisturbati, attraverso il lato in rovina delle mura, a Tara (la capitale di Tir-Nan-Og occupata da Zondar), anche se, una volta raggiunto il palazzo reale, i tre vengono catturati dai loro avversari. Alla fine, tuttavia, questi ultimi verranno sconfitti dall'eroe e dai suoi amici elfi.


RISVEGLIATI

I feroci MORTI VIVENTI che ZAGOR affronta in Risvegli (M. Burattini [sog.&scen.] – E. Barison [dis.], Speciale Zagor n. 26), storia ambientata nel villaggio di Cloudy Hill. Essi sono frutto degli esperimenti della signora Bronsky, moglie del medico del paese e figlia di un biologo e anatomista dell'Università di Boston. Grazie agli appunti lasciatile dal padre, la Bronsky ha sviluppato il siero del risveglio, una sostanza che, come dice il nome, è in grado di riportare in vita i morti. Il siero presenta però un terribile effetto collaterale: scatena un'incontrollabile aggressività nei risvegliati, dotandoli inoltre di una forza sovrumana e di una notevole resistenza al dolore; un cocktail davvero spaventoso. Una delle prime "cavie" della perfida scienziata è il commerciante di legname Basil Worth, il quale, tre giorni dopo la morte, esce dalla tomba e uccide l'ex socio Angus McCormack e la moglie di questi, Blair.

Zagor Speciale n. 26, marzo 2014. Disegno di Ferri

Basil Worth risorge dalla tomba - Speciale ZGR 26, p. 4

Il risvegliato aggredisce i McCormack - Speciale ZGR 26, p. 8

Giunti al cimitero di Cloudy Hill assieme allo sceriffo Kowalsky ed a Wayne, Zagor e Cico scoprono che la tomba di Basil è effettivamente vuota - Speciale ZGR 26, p. 40

L'omicidio, avvenuto in una notte di tempesta, viene scoperto il giorno seguente da un altro abitante di Cloudy Hill, Wayne, che avvisa subito lo sceriffo Kowalsky, il quale si trova in compagnia di ZAGOR e CICO. L'eroe gli ha appena consegnato il bandito Frost, da lui catturato proprio la notte del sopracitato omicidio. ZAGOR e CICO accompagnano Kowalsky e Wayne sul luogo del delitto e scoprono che Blair respira ancora, sebbene non ne abbia per molto. Prima di morire, la donna pronuncia il nome del suo assassino, ma poiché questi è appunto il deceduto Basil, lo sceriffo pensa che essa stesse delirando. Wayne invece le crede, visto che, oltre a Basil, c'è un altro defunto di Cloudy Hill che è stato visto vagare nei paraggi: si tratta di Ursus, l'allevatore di oche. Pur essendo assai scettico, Kowalsky s'incammina verso il cimitero assieme a Wayne ed a Nostri: lì giunti, i quattro scoprono che la terra della tomba di Basil è stata smossa di recente e che la bara è vuota. A questo punto, lo sceriffo informa subito il dottor Isaac Bronsky, il quale, scartata l'ipotesi di un caso di morte apparente, si dice convinto che vi sia in giro qualcuno che trafuga i cadaveri per scopi misteriosi. In realtà, Bronsky sa benissimo cosa sta accadendo a Cloudy Hill, essendo egli complice della moglie (è lui a iniettare materialmente il siero alle "cavie"), ma sia Kowalsky che ZAGOR e CICO – che si trovano con il dottore nell'ufficio dello sceriffo – non possono certo immaginarlo. Infatti, quando Frost muore all'improvviso nella sua cella, dopo aver tentato di uccidere l'eroe, quest'ultimo e Kowalsky non sospettano nemmeno lontanamente che ad avvelenare il bandito è stato proprio Bronsky. Poco dopo, ZAGOR s'inoltra da solo nel bosco sulle tracce del già citato Ursus, che ha massacrato a coltellate il trapper Jeremiah. Aggredito dal risvegliato – che, al pari di Basil, ha una forza spaventosa -, il Nostro si vede costretto a ucciderlo a colpi di pistola. ZAGOR torna quindi a Cloudy Hill con il corpo di Ursus (intanto è scesa la notte) e racconta tutto a Kowalsky, il quale lo informa a sua volta che CICO ha avuto un malore ed è stato perciò affidato alle cure della signora Bronsky.

Zagor viene assalito da Ursus – Speciale ZGR 26, p. 68

Benché colpito quattro volte da Zagor, Ursus possiede ancora una notevole forza, tanto da costringere lo sbalordito eroe a sparargli una quinta volta - Speciale ZGR 26, p. 75

Il "risveglio" di Frost - Speciale ZGR 26, p. 85


In quello stesso momento, il pancione - ripresosi in fretta grazie al cibo ed ai numerosi caffè preparatigli della sua ospite - scende nel sotterraneo di casa Bronsky, dove si trova il laboratorio del dottore, che si accinge a fare l'autopsia a Frost. Inaspettatamente, il bandito si risveglia e, davanti a un incredulo e terrorizzato CICO, aggredisce Bronsky. Il messicano tenta di soccorrere il dottore, ma Frost lo colpisce con una manata, facendogli perdere i sensi; quindi, pugnala più volte Bronsky con il suo stesso bisturi. Le grida del medico fanno subito accorrere ZAGOR, che si stava recando a casa Bronsky assieme allo sceriffo. Raggiunto il laboratorio con la scure in pugno, il Nostro scopre che Frost è appena fuggito dalla finestra. Mentre Kowalsky si occupa - con l'aiuto della signora Bronsky - del dottore (che è ancora vivo), l'eroe si getta all'inseguimento del bandito, rifugiatosi nella baracca di un boscaiolo. Insensibile al dolore e fortissimo come tutti i risvegliati, Frost impegna ZAGOR in un duro scontro, che ha luogo sia sulla terraferma che nel vicino fiume. Alla fine, però, il Nostro riesce ad uccidere il suo avversario, fracassandogli la testa contro una roccia. Sistemato definitivamente Frost, ZAGOR torna alla casa del dottore, che nel frattempo è morto. La signora Bronsky, prima di congedare l'eroe e i suoi amici, dice loro che, per evitare il "risveglio" di suo marito, espianterà a questi il cervello (in realtà, ben altri sono i suoi progetti). Fattosi giorno, lo Spirito con la Scure va alla ricerca di Basil e, grazie alle informazioni di un cacciatore, lo trova nel suo allevamento di cinghiali, in pieno bosco. Al termine di un'altra terribile lotta, ZAGOR uccide Basil con la sua Colt Navy. Intanto, a Cloudy Hill, CICO si mette suo malgrado nei guai: recatosi - su raccomandazione dello sceriffo (partito pure lui alla ricerca di Basil) – a casa Bronsky, il messicano scopre che anche il dottore si è "risvegliato", e pertanto viene cloroformizzato dalla vedova. 

Frost pugnala il dottor Bronsky con il suo stesso bisturi - Speciale ZGR 26, p. 89

Zagor uccide Frost - Speciale ZGR 26, p. 104

L'eroe dà il benservito anche a Basil - Speciale ZGR 26, p. 138


Quest'ultima ordina al marito di portare CICO nel laboratorio: Ormai siamo vicinissimi al risultato… - dice la donna al dottore - e non potranno più fermarci. In quello stesso momento, nel bosco, ZAGOR incontra Kowalsky e lo informa della morte di Basil. Lo sceriffo dice all'eroe che, per prima cosa, bisogna dare la notizia alla signora Bronsky, la quale, essendo appunto figlia di un famoso docente universitario, è esperta di medicina più del marito stesso. Queste parole fanno immediatamente intuire a ZAGOR la raccapricciante verità: Per mille scalpi! – esclama il Nostro – Prestami il tuo cavallo, sceriffo! Devo tornare in paese ci vediamo là!. Mentre l'eroe - consapevole che non c'è tempo da perdere - sprona la sua cavalcatura, la signora Bronsky dà inizio al suo esperimento più importante. Mi dispiace che tu ti sia già svegliato – dice la mad doctor a CICO, legato a un tavolo accanto al dottore – Speravo che tu passassi dal sonno alla morte grazie all'effetto del cloroformio con cui ti ho stordito poco fa. Adesso dovrò riaddormentarti con una iniezione. La signora spiega al confuso e sconcertato messicano che sta facendo tutto ciò salvare la vita a suo marito: Il suo sangue è avvelenato dal siero del risveglio che gli ho iniettato subito dopo la morte… e che è riuscito a te riportarlo in vita ma rischia di renderlo un pazzo in preda a follia omicida. Per questo mi serve il tuo sangue… trattato con una sostanza che impedisce il rigetto, frutto di lunghi studi e tanti esperimenti. […] Su tutti quelli che sono resuscitati avevo compiuto degli esperimenti, […] affinando sempre più la formula del mio siero, senza però mai riuscire a impedire lo scatenarsi della pazzia più incontrollata. Alla fine sono giunta alla conclusione che una completa trasfusione di sangue può servire a evitare l'inconveniente. Hai visto tu stesso che mio marito è ritornato in vita del tutto mansueto, anche se ottenebrato… riesce a comprendere i miei ordini e obbedisce tenendo a bada la sua forza, aumentata a dismisura dagli effetti del siero, ma senza manifestare l'aggressività delle precedenti cavie. Questo significa che il siero è già formulato in modo soddisfacente… si tratta solo di calibrarlo meglio. Il tuo sangue mi permetterà di riportare Isaac tra di noi… come primo uomo tornato dalla morte integro anche mentalmente! Peccato che mi serva tutto quello che hai… e che dunque tu non possa sopravvivere.

Davanti al marito, diventato anch'egli un risvegliato, la signora Bronsky cloroformizza Cico - - Speciale ZGR 26, p. 145

La folle scienziata ha bisogno del sangue di Cico per il suo sinistro esperimento - Speciale ZGR 26, p. 150

Zagor si fa sorprendere dalla signora Bronsky - Speciale ZGR 26, p. 155

Addormentato CICO con un'iniezione, la signora Bronsky si avvicina al marito (anch'esso privo di sensi) e gli dice: Presto riaprirai gli occhi, Isaac… forse non sarai più lucido come un tempo, ma studierò il modo di ovviare anche a questo inconveniente. […] Se recupererai la tua lucidità mi aiuterai a testare il siero su altri cadaveri, per scoprire fino a quante ore dopo la morte possa fare effetto […]. Concentrata sul suo esperimento, la donna non si accorge dell'arrivo di ZAGOR, che, puntandole contro la pistola, le ordina di staccare CICO dall'apparecchiatura che gli sta prosciugando le vene. Fingendo di obbedire, la signora Bronsky allunga il braccio e, afferrato un recipiente che si trova alle sue spalle, getta in faccia a ZAGOR un liquido che quasi lo acceca. Mentre il Nostro riesce in qualche modo a staccare il tubo collegato al braccio di CICO, la donna – che è corsa di sopra a prendere il fucile – rientra nel laboratorio e fa fuoco su ZAGOR, il quale, per fortuna solo sfiorato dal proiettile, cade addosso al dottore, che riprende i sensi. In preda alla tipica furia omicida dei risvegliati, Isaac aggredisce sua moglie e, prima di essere ucciso a colpi di pistola dall'eroe, le spezza il collo. Il giorno dopo, ZAGOR mette lo sceriffo al corrente di tutto. Continuo però a non capire perché l'ultimo "risvegliato" abbia attaccato sua moglie!, dice Kowalsky al Nostro, che risponde: Ci ho riflettuto anch'io. I "risvegliati" erano tutti propensi ad attaccare gente con cui avevano conti in sospeso o motivi di rancore, veri o presunti che fossero… compreso Frost, che ha aggredito Bronsky che lo aveva avvelenato… o Ursus che assaliva chi varcava i confini della zona che riteneva di sua proprietà. Forse Bronsky dentro di sé riteneva la moglie responsabile delle sue disgrazie per gli esperimenti condotti suo malgrado. L'unica certezza è che il siero in cui è stato riportato in vita ha continuato a rendere incontrollabile la furia dei "risvegliati", ritardando soltanto lo scatenarsi della loro follia omicida.

Ripresi i sensi, il dottor Bronsky aggredisce sua moglie - Speciale ZGR 26, p. 158

Zagor uccide il dottore, che ha appena spezzato il collo alla malvagia consorte - Speciale ZGR 26, p. 159

Il dottor Xabaras stringe tra le dita la fiala contenente il suo virus sintetico – Dylan Dog 1, p. 60


Curiosità: La suggestiva copertina dello Speciale cita chiaramente quella del primo albo di Dylan Dog, la cover bonelliana più omaggiata di sempre. D'altronde, Risvegli è una storia molto dylandoghiana: non solo, infatti, vi compaiono dei veri e propri MORTI VIVENTI (i mostri per eccellenza della saga dell'Old Boy, sebbene quelli affrontati da quest'ultimo, essendo ispirati agli zombi romeriani, siano assai diversi dai risvegliati), ma la signora Bronsky è una sorta di versione al femminile di Xabaras, e il siero del risveglio ricorda in parte il virus sintetico mediante cui il suddetto personaggio crea i suoi zombi.


RIWAK

Il nome che i Detak, i cavernicoli de Il mondo perduto (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Rubini [dis.], nn. 575-577), danno all'Austroraptor cabazai, dinosauro predatore vissuto circa 70 milioni di anni fa. Sono in tutto cinque i riwak che nella summenzionata storia attaccano – di notte, sulla cima del Grande Tepui - ZAGOR e compagni (CICO, la guida Rulfo e l'indio Akawe), accampatisi in una piccola radura. Per difendersi dai predatori, i Nostri hanno acceso il fuoco e hanno anche messo dei rovi spinosi intorno al loro rifugio. Essendo però animali molto intelligenti, i riwak spostano i rovi e raggiungono l'accampamento. Il primo di essi viene costretto alla fuga dagli spari di ZAGOR, CICO e Rulfo, che hanno intravisto la sua inquietante sagoma. Il secondo, invece, azzanna Rulfo alla spalla sinistra, ma – dopo che la freccia di Akawe lo ha mancato - è respinto da ZAGOR con un tizzone. In quel medesimo istante, un terzo riwak assale CICO, che, in preda al terrore, scappa a gambe levate nella fitta foresta circostante. Il dinosauro tenta di inseguirlo, ma ZAGOR lo ferma scagliandogli contro la scure e colpendolo in testa.

Zagor n. 575, giugno 2013. Disegno di Ferri

Rulfo viene azzannato da un riwak - ZGR 575, p. 89

Un altro riwak attacca Cico - ZGR 575, p. 90

Mentre Zagor colpisce con la scure il riwak che ha assalito Cico, dalla foresta spuntano altri due membri del branco - ZGR 575, p. 91

Rulfo e Akawe tengono a bada i due nuovi arrivati; Zagor, invece, chiude definitivamente la partita con il "suo" riwak - ZGR 575, p. 92

Zagor osserva da vicino il dinosauro da lui ucciso - ZGR 575, p. 93

Scheletro di Austroraptor. I resti fossili di questo dinosauro bipede – che raggiungeva una lunghezza di 5 metri, un peso di 400 Kg e aveva il corpo ricoperto di piume – furono scoperti in Patagonia nel 2008

Spuntano, allora, altri due membri del branco, i quali concentrano subito la loro attenzione su Rulfo, che è a terra ferito. La guida, però, tiene lontano uno dei mostri lanciandogli un tizzone, mentre Akawe ferisce l'altro con una freccia. Proprio in quel momento, il riwak colpito da ZAGOR si rialza, con grande sorpresa dell'eroe, che lo credeva morto. Estratta subito la pistola, il Nostro fa fuoco due volte, uccidendo finalmente il coriaceo predatore. Akawe infine, servendosi anch'egli di un tizzone, costringe i restanti riwak (quello da lui ferito e quello che aveva cercato di aggredire Rulfo) a battere in ritirata. Me che cosa sono, in nome del cielo? Demoni dell'Inferno?, chiede Rulfo a ZAGOR, il quale osserva da vicino il riwak che ha appena ucciso. Ne hanno tutto l'aspetto! – risponde l'eroe – Grossi come enormi giaguari, ma hanno zanne di rettili, artigli e piume di uccelli… e sono intelligenti e veloci come lupi!.


ROCK

Come si legge a p. 47 de I Mostri dall'A alla Z (volumetto allegato al quarto Speciale Dylan Dog), il Rock (o Roc), è un gigantesco uccello creato dalla fantasia dei narratori orientali e protagonista di molte storie delle "Mille e una notte". Spesso è rappresentato come una specie di enorme avvoltoio con due teste. E' proprio così, infatti, che l'ha raffigurato Francesco Gamba in Horror Cico (T. Sclavi [sog.&scen.], Speciale Cico n. 6), dove il Rock è uno dei tanti mostri al servizio dell'alieno MEXON. Su ordine di quest'ultimo, il colossale volatile cattura CICO, scappato dal castello di DRACULA (che MEXON ha smaterializzato e rimaterializzato a Darkwood), e lo stesso DRACULA.

Cico Speciale n. 6, maggio 1990. Disegno di Ferri

Cico e Dracula vengono individuati dal Rock - Speciale Cico 6, p. 77

L'enorme uccello bicefalo insegue i due fuggitivi… - Speciale Cico 6, p. 78

 …e li cattura facilmente - Speciale Cico 6, p. 79


Ma quello non era il Piccolo-uomo-dal-grande-ventre, Cico, l'amico di Za-gor-te-nay?, dice uno sbigottito indiano - che ha assistito all'insolita scena - a un altro indiano. Ugh. E allora?, gli chiede quest'ultimo. Un enorme uccello se l'è portato via!, risponde il primo, e il secondo osserva: Bah, sai com'è Cico! Completamente matto, sotto suo scalpo! Si inventa sempre un sacco di sciocchezze!. Vedendo il Rock tornare al castello tenendo nel becco di ciascuna testa i due fuggitivi, MEXON dice soddisfatto a FRANK‘NSTIN e WOLF: Che vi avevo detto? Il Rock non fallisce mai!. FRANK‘NSTIN, allora, dice a sua volta: Non mi vicovdo mai quale delle due teste si chiama Vock…, e WOLF risponde: Quella di destra. Quell'altra si chiama Roll. Giunto al castello, il Rock consegna CICO a MEXON. Di quest'altro che ne faccio?, domanda al suo padrone l'uccello, riferendosi a DRACULA. Lascialo pure andare, non ci serve., risponde MEXON, al che il Rock molla l'anziano vampiro, il quale – trasformatosi in lupo anziché in pipistrello – precipita (senza riportare danni) nella palude sottostante.

Riportato al castello, Cico urla al Rock di metterlo giù, e l'uccello lo accontenta subito - Speciale Cico 6, p. 81

Su ordine di Mexon, il Rock molla Dracula, che, pur trasformandosi in lupo anziché in pipistrello, precipiterà senza danni - Speciale Cico 6, p. 82

L'uccello elefante (Aepyornis maximus) messo a confronto con un essere umano

L'eroico marinaio Sinbad (Kerwin Mathews) affronta il Rock nel film di Nathan H. Juran Il 7° viaggio di Sinbad (1958)


Curiosità: Secondo molti studiosi, il Rock è ispirato all'uccello elefante (Aepyornis maximus), il più grande uccello mai esistito: poteva raggiungere, infatti, un'altezza di tre metri e un peso di oltre mezza tonnellata. Estintosi nel XVII secolo (probabilmente a causa dell'uomo), l'Aepyornis viveva nelle foreste pluviali del Madagascar e, date le sue dimensioni, era inadatto al volo.


ROSPI GIGANTI

I mostri più terrificanti di Terra maledetta (M. Toninelli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 241-243). Grandi quanto un essere umano e capaci di sprizzare acido (un acido fortemente corrosivo), questi rospi carnivori attaccano in massa ZAGOR e compagni, già reduci da uno scontro con le IGUANE VOLANTI. Come abbiamo scritto nella voce dedicata a queste ultime, un membro del gruppo, lo sceriffo Trevor, muore a causa dei morsi velenosi delle feroci iguane; l'imprevisto assalto dei rospi giganti costringe i Nostri – che si sono accampati su un isolotto - a darsi alla fuga e quindi ad abbandonare sul posto il corpo di Trevor, che viene divorato dagli enormi anfibi. Il modo in cui lo fanno fa veramente rabbrividire: dopo aver cosparso di acido il cadavere, i rospi lo spolpano con la lunga e vischiosa lingua, lasciandone solo lo scheletro. Per nulla sazi, i terribili anfibi riprendono l'inseguimento, guadagnando subito terreno. Uno dei rospi attacca l'ultimo del gruppo, Tobias, inciampato in una roccia nascosta dall'acqua (i Nostri stanno infatti correndo nell'acqua bassa). Il giovane però, avvertito in tempo da Lon Darnel, uccide l'anfibio con una fucilata. A questo punto, Kurt e ZAGOR si fermano e fanno fuoco contro il branco, allo scopo di rallentarlo. Prima di essere ucciso dall'eroe, un rospo riesce tuttavia a colpire Kurt con un getto di acido, bruciandogli tutta la parte sinistra del volto, occhio compreso. Soccorso l'amico, ZAGOR raggiunge con lui gli altri compagni, mettendoli in guardia sulla tremenda arma chimica che i rospi possiedono.

Zagor n. 242, settembre 1985. Disegno di Ferri

L'arrivo dei rospi giganti -ZGR 242, p. 77

I rospi cospargono di acido il cadavere dello sceriffo Trevor e iniziano a divorarlo – ZGR 242, p. 81

Consumato il loro orribile pasto, gli spaventosi anfibi vanno all'inseguimento di Zagor e compagni – ZGR 242, p. 82

Kurt viene colpito in pieno volto dall'acido di un rospo gigante – ZGR 242, p. 85


Cerchiamo di raggiungere l'acqua alta! Nuotando sott'acqua non dovremo più temere i loro maledetti spruzzi!., dice Darnel al resto della comitiva. Poiché i mostruosi inseguitori stanno di nuovo guadagnando terreno, ZAGOR propone ai compagni di fermarsi a sparare due per volta in modo da spezzare la loro carica. I primi due a cominciare sono Staggler e Tobias, seguiti poi dall'eroe e Darnel, il quale, al momento del cambio con Kurt e Luke, viene raggiunto da un rospo, che lo colpisce con un getto di acido alla spalla sinistra. Darnel riesce a uccidere l'anfibio, ma viene subito dopo colpito – sempre alla spalla sinistra – da un secondo rospo, che poi gli salta addosso. ZAGOR accorre in suo aiuto e abbatte il mostro con un poderoso colpo di scure; quindi – avvertito dallo stesso Darnel – schiva di un soffio lo schizzo di un terzo rospo. Ucciso anche quest'ultimo, l'eroe raggiunge di corsa, assieme a Lon, l'amico Staggler. Da questa parte! – dice costui ai due – Ce l'abbiamo fatta! Qui l'acqua è abbastanza profonda per immergerci. La riva è troppo lontana per raggiungerla con una sola immersione… ….così ho consigliato agli altri di emergere al riparo di quel canneto, per riprendere fiato. Mentre ZAGOR e Darnel s'immergono, Staggler si avvicina a Kurt ed a Luke - impegnati a sparare contro i rospi – e dice loro di venire via. Luke gli dà subito ascolto, Kurt invece continua a fare fuoco sul branco, e quando finalmente decide di muoversi, i voraci anfibi gli sono ormai alle costole. Grazie anche all'aiuto di Staggler, Kurt riesce a sfuggire al primo attacco dei rospi, ma non a quello immediatamente successivo: uno dei mostri, infatti, gli salta addosso e lo atterra. Maledizione! Dobbiamo fare qualcosa, Luke!, dice Staggler al compagno. No, Staggler! Sarebbe un suicidio! – risponde Luke, mentre i rospi stanno già cospargendo di acido lo sventurato Kurt - Non possiamo fare più niente per lui, ormai. Pensiamo alla nostra pelle!. Sebbene sconvolto per la sorte dell'amico, Staggler segue il consiglio di Luke e, nel momento stesso in cui i rospi cominciano a divorare la loro preda, s'immerge con lui. Dopo alcuni minuti, i due raggiungono la riva, ricongiungendosi al resto del gruppo.

Lon Darnel uccide il rospo che, con il suo terribile acido, gli ha ferito una spalla – ZGR 242, p. 93

Evitato di un soffio il getto di acido, Zagor abbatte l'enorme anfibio con un tremendo colpo di scure – ZGR 242, p. 95

Zagor n. 243, ottobre 1985. Disegno di Ferri

I rospi giganti si avventano su Kurt. Poco dopo, davanti agli occhi di Staggler e Luke, i voraci mostri corroderanno con l'acido il corpo dello sventurato e lo divoreranno - ZGR 243, p. 6

Una delle sequenze più raccapriccianti del film La mosca (David Cronenberg, 1986): lo scienziato Seth Brundle, trasformatosi in un mostruoso ibrido uomo-mosca (Brundlemosca), cosparge di acido la caviglia del malcapitato Stathis Borans (John Getz)

Curiosità: Sebbene nella storia vengano chiamati sia rospi che rane, questi mostri sono più simili ai primi che alle seconde, come si può vedere chiaramente da particolari quali il corpo tozzo, la pelle verrucosa e l'aspetto degli occhi. Ecco perché abbiamo deciso di chiamarli rospi giganti e non rane giganti. Ad ogni modo, la caratteristica di sprizzare acido e di usarlo per sciogliere la carne delle prede non ha nulla a che vedere, per fortuna, con i comuni rospi. Questa raccapricciante peculiarità dei rospi giganti richiama piuttosto il film di David Cronenberg La mosca, che però, essendo uscito nel 1986, è successivo a Terra maledetta, la quale è stata pubblicata nel 1985. A Toninelli, quindi, va dato atto non solo di aver ideato dei mostri memorabili, ma anche di aver anticipato, con la riuscitissima trovata dell'acido, un regista geniale come Cronenberg.


Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre voci degli Zagor Monsters sulla Mappa!