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sabato 6 dicembre 2025

BONELLI IN DIGITALE - PUNTATA # 11

di Giampiero Belardinelli





Introduzione

Tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, il successo di "Dylan Dog" portò grande fermento nel fumetto bonelliano. In questo contesto, Sergio Bonelli accettò la proposta della Banda dei Sardi (Medda, Serra e Vigna) per una nuova serie di fantascienza, la prima per la SBE. Dal giugno 1991, dopo l’anteprima di un Numero Zero distribuito nelle librerie specializzate, la serie fu pubblicata regolarmente, ottenendo subito consenso e introducendo innovazioni nella scrittura, nella struttura narrativa e nel comparto grafico. La serie continua ancora oggi e, proprio per celebrare questo percorso lucente, in questa undicesima puntata ho acceso le luci natalizie per illuminare il sesto volume, intitolato…


Terrore sotto zero

Il racconto rappresenta un tassello fondamentale nell’universo di "Nathan Never", caratterizzato da atmosfere inquietanti e paesaggi ostili. Questo episodio, pubblicato nel novembre 1991 come n. 6 della serie e composto da 94 tavole, è frutto della collaborazione tra Bepi Vigna (soggetto e sceneggiatura), Germano Bonazzi (disegni) e Claudio Castellini (copertina). La storia si svolge nella base mineraria Artic 3, dove Nathan Never, sotto falsa identità, indaga su una droga pericolosa che sta alterando la fauna locale, immergendosi in un ambiente glaciale ricco di tensione e mistero. Il contesto narrativo trasporta il lettore in un deserto bianco dove le condizioni estreme mettono alla prova l’ingegno e il coraggio umano, evocando suggestioni cinematografiche e offrendo una riflessione sulle conseguenze dello sfruttamento scientifico sregolato. Il tratto essenziale di Bonazzi valorizza la drammaticità delle scene, mentre la copertina di Castellini racchiude perfettamente l’atmosfera gelida e carica di suspense dell’albo.






Scienza e ambiente: una riflessione sull’impatto umano

La narrazione offre un esempio emblematico di come l’uomo, guidato dalla presunzione di una scienza piegata al profitto, possa provocare gravi disastri ecologici. Nel corso della serie, il tema dello sfruttamento scientifico sregolato emerge come uno degli aspetti più affascinanti, permettendo lo sviluppo di intrecci ricchi di fantasia ma accompagnati da interrogativi inquietanti sulle conseguenze delle azioni umane. Il dibattito intorno alla scienza resta sempre acceso, e anche se non mancano eccessi ideologici, il valore della discussione non deve essere sottovalutato. Gli autori mantengono una posizione positiva nei confronti della scienza, pur mostrando, attraverso Nathan Never, una certa idiosincrasia nei confronti della tecnologia, elemento che contribuisce ad arricchire la complessità del personaggio e del racconto.


Deserto bianco: il fascino dell’ambiente artico

L’ambientazione artica, con le sue distese infinite di ghiaccio e il freddo estremo, costituisce uno scenario privilegiato per avventure cariche di tensione e suspense. La neve, il gelo e le condizioni climatiche proibitive rappresentano il teatro di storie in cui l’uomo è costretto a dare il meglio di sé per sopravvivere agli attacchi di elementi esterni, siano essi alieni, mostruosi o semplicemente meteorologici. Questa cornice ostile mette alla prova il coraggio e l’ingegno dei protagonisti, creando una costante sfida tra la fragilità umana e la potenza della natura.





Omaggi e riferimenti cinematografici


Nel corso di Terrore sotto zero, numerosi omaggi e citazioni cinematografiche arricchiscono la narrazione, offrendo al lettore un’esperienza stratificata e ricca di richiami alla cultura pop. La folle corsa del treno su un binario morto evoca chiaramente le atmosfere del film A 30 secondi dalla fine (Andrej Koncalovskij, 1985), interpretato da Jon Voight, sottolineando la tensione e il senso di pericolo imminente. Un altro esempio di citazione si trova nella frase pronunciata dal dottor Livesey a pagina 40: Siamo infestati dai topi. Topi grandi come cavalli! Staccano le teste a morsi! Una battuta memorabile rintracciabile nel film Ghostbusters (Ivan Reitman, 1984), aggiungendo una sfumatura ironica e familiare al racconto. La narrazione si arricchisce ulteriormente con dettagli raffinati: a pagina 53, un personaggio viene colto mentre legge un albo a fumetti di "Silver Surfer" (© Marvel), dimostrando l’attenzione degli autori verso elementi iconici della cultura fumettistica. Il nome falso adottato da Nathan Never, Thomas Ripley, richiama invece la protagonista del film Alien (Ridley Scott, 1979), mentre la presenza degli elevatori rimanda a una scena tipica del sequel Aliens (James Cameron, 1986), consolidando il legame tra il fumetto e i grandi classici del cinema fantascientifico. Questi riferimenti, ben inseriti nella trama, non solo arricchiscono la storia con suggestioni esterne, ma contribuiscono a creare un universo narrativo in cui il lettore può riconoscere e apprezzare molteplici livelli di lettura, rendendo l’avventura di Nathan Never ancora più coinvolgente e stimolante.





Bonazzi in digitale

Germano Bonazzi si distingue per la sua velocità e presenza, risultando tra gli autori più prolifici nei primi cento numeri della serie. Il suo stile si caratterizza per un’essenzialità che mira a coinvolgere il lettore nell’azione, concentrandosi sulle emozioni dei personaggi e mantenendo la tecnologia come uno sfondo ben delineato ma mai invadente. Lo stile essenziale di Bonazzi, con tratteggi e giochi di luce, dà nuova energia all'opera e rende la lettura più coinvolgente. Nella sua forma digitale, l'opera di Germano Bonazzi si arricchisce di nuove prospettive: la fruizione tramite dispositivi come tablet o PC consente di cogliere dettagli e raffinate sfumature a volte non percepibili nella versione cartacea.


Giampiero Belardinelli

N.B. Trovate i link alle altre puntate di "Bonelli in Digitale" in Cronologie & Index!

domenica 22 dicembre 2024

BONELLI 2024: BOSELLI VERSO L'INFINITO E OLTRE!

Diamo i numeri 87

di Saverio Ceri 

Bentornati a Diamo i numeri. In questa seconda puntata dedicata al riassunto annuale bonelliano in cifre, ci occuperemo degli sceneggiatori che hanno realizzato le 17950,83 tavole inedite pubblicate sulle testate dell'editore di Via Buonarroti in questo 2024.  

Scoprite chi si nasconde dietro l'albo di Dampyr, e saprete chi è lo scrittore bonelliano più pubblicato nel 2024. 

Gli sceneggiatori impegnati su albi bonelliani nel 2024, sono stati, per il terzo anno consecutivo, 73! Ne uno di più, ne uno di meno: non so quantificare quante possibilità ci fossero statisticamente di pubblicare esattamente lo stesso numero di scrittori per tre anni di seguito, ma non credo siano tante.
Gli sceneggiatori alla loro prima esperienza bonelliana sono stati otto, due in più rispetto al 2023. Nella tabella sotto appaiono segnalati come esordienti, ma alcuni di loro hanno alle spalle già una discreta carriera in ambito fumettistico. Nella graduatoria qui sotto trovate tutti i 73 sceneggiatori del 2024, incolonnati per numero di pagine inedite pubblicate; scoprirete a quali personaggi hanno collaborato e se il risultato degli ultimi dodici mesi è il loro Personal Best (PB verde se superato, o giallo se eguagliato), oppure se, come dicevamo poc'anzi sono all’esordio in casa editrice (E). 


Il podio
Aggiorniamo, come ogni anno da quando questa rubrica viene pubblicata su Dime Web, la contabilità da record di Mauro Boselli: anche quest'anno la medaglia d'oro degli sceneggiatori bonelliani più prolifici è sua. E' la ventunesima vittoria in carriera per lo sceneggiatore milanese, la quattordicesima consecutiva.
Per Mauro si tratta del 21° podio consecutivo, 27° complessivo. Boselli oltre alle ventuno virtuali medaglie d'oro, può infatti vantare  anche cinque argenti e un bronzo conquistati nei suoi 37 anni di carriera bonelliana da sceneggiatore. In numero di tavole è il suo decimo risultato di sempre, in altre nove occasioni infatti ha superato quota 2000; che per Boselli è quasi una routine, ma non è un exploit così comune. Nella storia della casa editrice a parte Mauro, hanno sfondato quota 2000 pagine in un solo anno, Nizzi, per tre volte, e una volta a testa Nolitta e Piani: ovvero, in 84 anni, delle sole 14 volte in cui è successo, ben 9 volte l'artefice di tale straordinario risultato di prolificità è stato Mauro Boselli...; ma non quest'anno. Per poco. 

Moreno Burattini ha sfornato per noi lettori bonelliani 1085 tavole in questo 2024. E' stato secondo solo a Boselli

Ottocento ventisei pagine più in basso troviamo Moreno Burattini, che conquista la medaglia d'argento del 2024, e il suo sesto podio in carriera, a cinque anni di distanza dal precedente. Con il secondo posto di quest'anno Moreno può vantare un palmares di 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi.

Rimane sul podio per  il quinto anno consecutivo e per la decima volta in carriera Pasquale Ruju, quest'anno terzo. Aggiorniamo il suo medagliere bonelliano: 1 oro, 5 argenti e, con quello appena conquistato, 4 bronzi.

Un podio quasi inedito; i tre sceneggiatori solo un'altra volta, nel 2007, salirono in contemporanea sul podio, ma scambiandosi di posto: in quell'occasione l'ordine fu Burattini, Ruju e Boselli. Praticamente sul podio ci sono i tre vincitori dello "scudetto" degli sceneggiatori bonelliani dal 2006 a oggi. L'ultimo sceneggiatore a mettersi alle spalle i tre medagliati di quest'anno fu Claudio Nizzi nel 2005. Nizzi che quest'anno ritroviamo piacevolmente in Top Ten dopo sedici anni di assenza.

Pasquale Ruju, sul podio bonelliano dall'inizio del decennio, si conferma autore tra i più prolifici della case editrice.

La Top Ten
A proposito di Top Ten segnaliamo rispetto allo scorso anno l'ingresso di tre volti "nuovi": il veterano Nizzi, appunto, il navigato Vigna e il promettente Eccher. Lasciano i piani alti, almeno per quest'anno, Medda, dodicesimo; Rauch ventunesimo; e Baraldi ventottesima.
Sempre parlando di Top Ten, Boselli è presente per la 32a volta, e ininterrottamente da 31 anni; Berardi è alla 30a presenza di cui le ultime 10 consecutive; Burattini arriva ai piani alti per la 29a volta di cui cinque consecutive; Nizzi, dopo una lunga attesa, conquista la sua 26a Top Ten in carriera;  Ruju è ospite fisso  della Top Ten da 11 anni e la raggiunge per la 20a volta in carriera; una presenza in meno, 19 complessive, 3 consecutive, per Vietti, il suo sodale Enoch si posiziona tra i primi dieci per la 10a volta (8 consecutive); 8 presenze per Vigna, 3 per Eccher. Grazie al suo record personale Russo si piazza per il secondo anno consecutivo al decimo posto. 

Claudio Nizzi, dopo sedici anni di nuovo in Top Ten, è di gran lunga lo sceneggiatore più anziano ad aver firmato un albo bonelliano, - il Tex mensile appena uscito - ad 86 anni e tre mesi. Ovviamente vista la ripresa collaborazione, prossimamente migliorerà questo record. Il secondo in questa particolare graduatoria è Gianluigi Bonelli,  che si fermò a 82 anni e 1 mese, poco più. 

I veterani
Celebriamo Alfredo Castelli, che grazie alla storia di Zio Boris di gennaio e alle tavole aggiunte sulla ristampa del Docteur Mystère, ha trovato il modo di entrare in classifica anche  nell'anno in cui ci ha lasciati orfani della sua genialità, a 53 anni dall'esordio in casa Bonelli. Il testimone di veterano bonelliano passerà dal 2025 a Giancarlo Berardi che pubblica su albi SBE da 47 anni; quest'anno ritroviamo tra i decani pure Giorgio Pezzin, tornato sulle pagine bonelliane a 46 anni dall'esordio. Tra i veterani della casa editrice possiamo annoverare anche Maurizio Mantero, che leggiamo su albi Bonelli da 45 anni; Nonché Claudio Nizzi  che ha esordito 43 anni or sono, e Luigi Mignacco che frequenta Via Buonarroti da 41 anni; lo stesso tempo di Daniele Brolli, ma con tutt'altro tipo di assiduità. 
Tra gli autori pubblicati ininterrottamente ogni anno su albi Bonelli, registriamo inevitabilmente  che si ferma la striscia positiva di Alfredo Castelli a 48 anni: dal 1977 a oggi abbiamo letto almeno una sua storia. Luigi Mignacco, che lo segue in questa particolare classifica di costanza produttiva viene pubblicato ininterrottamente da 38 anni, seguito da Vigna (37 anni), Chiaverotti (36), Boselli (33), Burattini (32), Berardi (31), Ruju (30), Vietti (29), Enoch (26), Barbato e Mantero (25), Calza, Cajelli e Recagno (23). 

Giorgio Pezzin torna a pubblicare su albi Bonelli dopo 21 anni. Ovvero dai tempi di Legs Weaver 90 (maggio 2003). 

Serie per serie
Proseguiamo con la lista degli sceneggiatori più prolifici per ogni serie, almeno quelle con 320 tavole pubblicate nell'annata appena conclusa. Riportiamo qui sotto una tabella riassuntiva, con numero di tavole pubblicate dallo scrittore più presente nel 2024, e numero di vittorie annuali dello stesso autore relativamente alla serie in questione. 


Apriamo con Dampyr che per il 24° anno, il settimo consecutivo, incorona Mauro Boselli come autore principale. Il più prolifico sceneggiatore bonelliano della storia, non perde l'occasione per guadagnarsi anche un secondo scudetto in questo 2024: quello di Tex; per lui è il sesto titolo di Aquila della Notte consecutivo e il sedicesimo in carriera. Ancora distante dai 22 scudetti texiani di Nizzi, ma soprattutto dai 35 di Bonelli padre.
Stefano Vietti torna a primeggiare, dopo sei anni, nel derby con Enoch sulle pagine di Dragonero, aggiudicandosi il sesto titolo sul filo di lana, per sole 15 tavole sul co-creatore del personaggio.
Si interrompe la sequenza "rosa" nell'albo d'oro di Dylan Dog. Dopo tre anni di vincitrici, quest'anno abbiamo un vincitore: Alessandro Bilotta, che conquista il suo primo scudetto di Dylan Dog col minimo sforzo. Le 254 pagine con le quali ha superato gli altri 25 sceneggiatori dylaniati del 2024, rappresentano lo score più basso mai ottenuto dello sceneggiatore principale dell'anno dell'Indagatore dell'Incubo.  

E' Alessandro Bilotta lo scrittore più pubblicato su Dylan Dog nel 2024

Scontati il 27° successo di Giancarlo Berardi su Julia e il 10° di Claudio Chiaverotti su Morgan Lost. 
In mezzo ai due veterani, troviamo Giovanni Eccher che si impone come più prolifico autore di Martin Mystère per la seconda volta, con lo stesso numero di pagine, a due anni dal suo primo scudetto del mystero.
Allo stesso modo, dopo un'anno di interregno, torna a essere il più pubblicato su Nathan Never, Bepi Vigna, che giungendo al decimo "scudetto alfa" può appuntarsi una virtuale stella sulla maglia.
Torna ad essere il più pubblicato su Zagor, Moreno Burattini alla 29a affermazione annuale.

Gli Anni Venti
Come per i personaggi torniamo a parlare della classifica del decennio. Siamo esattamente a metà strada, alla quinta delle dieci tappe che ci diranno quali saranno gli sceneggiatori più pubblicati degli Anni venti del XXI secolo. Questa per ora la Top Ten della graduatoria che deriva dalla somma delle annate dal 2020 al 2024.


Nella classifica degli anni Venti, la Top Ten per il terzo anno consecutivo è composta dai soliti dieci nomi, ma in posizioni differenti: nessun nuovo sceneggiatore, infatti, è riuscito neppure quest'anno a conquistarsi il posto nei piani alti a scapito di un collega. Eppure ce ne sono diversi nel giro di poche centinaia di pagine che gravitano subito sotto il decimo posto.  
Praticamente consolidate le prime due posizioni, saldamente in mano di Boselli e Ruju; un po' più instabile il terzo posto, ma ancora per quest'anno occupato da Enoch. Sale al quarto Burattini, che punta a salire sul podio del decennio, mentre Vigna scala al quinto posto, perdendo una pozione anche quest'anno. Berardi si alterna con Rauch al sesto posto, mentre Vietti continua la risalita guadagnando un'altra posizione, quest'anno scavalcando Chiaverotti. Chiude la Top Ten Mignacco, che rimane stabile al decimo posto.


All-Time

Nella graduatoria storica bonelliana (ovvero dal gennaio 1941 a oggi), non si registrano sorpassi degni di nota, almeno nei primi venti posti; segnaliamo però che con le tavole pubblicate in questo 2024 Moreno Burattini ha superato quota 30.000 pagine bonelliane, è solo il sesto sceneggiatore, nella ultra ottantennale storia della casa editrice  a superare questa boa. Negli stessi dodici mesi Pasquale Ruju a superato invece quota 25.000 in casa bonelli, portando a  dieci il numero degli autori che possono affermare di aver tagliato questo traguardo. 

Anche per questa seconda parte è tutto. Se vi fosse sfuggita vi invitiamo a leggere la prima parte dedicata ai personaggi pubblicati nel 2024, e vi diamo appuntamento ai prossimi giorni con tutti i numeri dei disegnatori bonelliani e coi dati dei copertinisti, coloristi e albi speciali

Saverio Ceri 

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

lunedì 26 dicembre 2022

BONELLI 2022: SUPER BOSELLI

Diamo i numeri 76

di Saverio Ceri 

Bentornati a Diamo i numeri. In questa seconda puntata dedicata al riassunto annuale bonelliano in cifre, ci occuperemo degli sceneggiatori che hanno realizzato le 19754 tavole inedite pubblicate sulle testate dell'editore di Via Buonarroti in questi ultimi 12 mesi.

Mauro Boselli rappresentato da Maurizio Dotti mentre sforna innumerevoli pagine di sceneggiatura. tra pochi mesi raggiungerà quota 50.000 in casa Bonelli.

Gli sceneggiatori impegnati su albi bonelliani nel 2022, sono stati "solo" 73, otto in meno dei dodici mesi precedenti. E' il dato più basso degli ultimi sei anni, ma notevolmente più alto del periodo precedente al 2016. Nel grafico qui sotto, che riporta i dati degli ultimi 15 anni scopriamo infatti come in questi anni recenti si siano moltiplicati gli scrittori delle avventure degli eroi bonelliani.  


Gli sceneggiatori alla loro prima esperienza bonelliana sono stati cinque, la metà rispetto al 2021. Nella tabella sotto appaiono segnalati come esordienti, ma alcuni di loro hanno alle spalle già una discreta carriera in ambito fumettistico. Nella graduatoria qui sotto trovate tutti i 73 sceneggiatori del 2022, incolonnati per numero di pagine inedite pubblicate; scoprirete a quali personaggi hanno collaborato e se il risultato degli ultimi dodici mesi è il loro Personal Best (PB verde se superato, PB giallo se eguagliato), oppure se, come dicevamo poc'anzi sono all’esordio in casa editrice (E). I numeri periodici che troverete sono figli di storie scritte a più mani.


Il podio
Ancora una volta assegniamo la medaglia d'oro dell'annuale "gara" degli scrittori più prolifici a Mauro Boselli, per il dodicesimo anno consecutivo, il diciannovesimo in carriera. Si tratta anche del suo 19° podio consecutivo, 25° complessivo. Mauro oltre alle diciannove virtuali medaglie d'oro, può infatti vantare  anche cinque argenti e un bronzo conquistati nei suoi 36 anni di carriera bonelliana da sceneggiatore. 
Il distacco dal secondo classificato è notevole, 1222 tavole, ma non è un record, anzi non è neppure tra i primi tre maggiori distacchi inflitti dal vincitore della medaglia d'oro al collega meritevole dell'argento. Il record spetta allo stesso Boselli, che nel 2013 precedette di ben 1646 tavole Enna, battendo lo storico record del 1976 di Nolitta, che aveva superato Canzio di 1497 pagine. Nel frattempo Nizzi nella sua annata migliore, il 1989, aveva distanziato Toninelli di 1273 tavole. Il vantaggio di quest'anno di Boselli su Ruju è solo il quarto della storia bonelliana.
Pasquale Ruju, dicevamo, per il terzo anno consecutivo sul podio e al secondo posto. Per lui è l'ottavo podio in carriera: Il suo palmares bonelliano è composto da una medaglia d'oro conquistata nel 2010, 5 argenti e 2 bronzi, dal 1995, anno del suo esordio, a oggi.
Alle spalle di Ruju, a poca distanza, troviamo per la prima volta sul podio Bepi Vigna, uno dei tre creatori di Nathan Never: per lui una meritata medaglia di bronzo in questo 2022, in cui ha battuto anche il suo record personale di tavole pubblicate su albi bonelliani. 

L'eroe con uno dei suoi biografi. Quest'anno quasi tutte le storie di Nathan Never sono state firmate da Bepi Vigna.

La Top Ten
Nei piani alti, i primi dieci posti in classifica, troviamo tre new entry rispetto al 2021: Giovanni Eccher, che ci arriva per la seconda volta in carriera, dopo il podio del 2017; Stefano Vietti, che arriva in Top Ten per la 17a volta, dopo tre anni di assenza; e Davide Rigamonti, che rientra tra i dieci scrittori bonelliani più prolifici dell'anno per la quarta volta in carriera; l'ultima era stata nel 2019. Escono dalla Top Ten, Zamberletti, Manfredi e Medda; di quest'ultimo, dopo l'exploit del 2021, non è stata pubblicata neppure una tavola negli ultimi dodici mesi. 
Sempre parlando di Top Ten, Boselli è presente per la 30a volta, e ininterrottamente da 29 anni; Berardi è alla 28a presenza di cui le ultime 8 consecutive; Burattini arriva in Top Ten per la 27a volta di cui quattro consecutive; Ruju è ospite fisso da 9 anni e la raggiunge per la 18a volta in carriera;  Enoch la raggiunge per la 8a volta (6 consecutive), Vigna per la 7a volta (le ultime 3 di fila) e Rauch per la 4a volta (la seconda consecutiva).

Stefano Vietti torna nella Top Ten degli scrittori bonelliani più prolifici dopo tre anni di assenza

I veterani
Tra gli scrittori pubblicati quest’anno il veterano è sempre Alfredo Castelli, giunto al suo 51°anno bonelliano; il BVZA stacca Bonelli padre la cui carriera bonelliana durò 50 anni (1941-1991); ora solo Sergio Bonelli stesso ha una carriera di sceneggiatore più lunga di Castelli su albi bonelliani. 
Dopo il creatore di Martin Mystère, la più lunga militanza in casa Bonelli è quella di Giancarlo Berardi che pubblica su albi SBE da 45 anni; seguito da Maurizio Mantero, che  ha esordito in casa editrice un paio d'anni dopo, quindi lo leggiamo da 43 anni; Tiziano Sclavi, invece è a quota 42, e precede Claudio Nizzi a 41. 
Il già citato Castelli ha già da qualche tempo, invece, un record assoluto in fatto di anni consecutivi di pubblicazione; sono infatti 46 anni, dal 1977 a oggi, che leggiamo almeno una sua storia su un'albo bonelliano. Bonelli padre si fermò a quota 42 anni consecutivi.
Tra gli autori pubblicati in questo 2022, segnaliamo poi Luigi Mignacco viene pubblicato ininterrottamente da 36 anni, seguito da Vigna (35 anni), Chiaverotti (34), Boselli (31), Burattini (30), Berardi (29), Ruju (28), Vietti (27), Enoch (26), Barbato e Mantero (25), Calza, Cajelli e Recagno (21). 
Segnaliamo che di Tito Faraci quest'anno non è stato pubblicato niente di inedito, dopo 21 anni di ininterrotta pubblicazione. 

Il BVZA, secondo solo a Sergio Bonelli come carriera bonelliana, ma primo per anni consecutivi di pubblicazione. 

Serie per serie
Proseguiamo con la lista degli sceneggiatori più prolifici per ogni serie, almeno quelle con 350 tavole pubblicate nell'annata appena conclusa. Riportiamo qui sotto una tabella riassuntiva, con numero di tavole pubblicate dallo scrittore più presente nel 2022, e numero di vittorie annuali dello stesso autore relativamente alla serie in questione. 


Su Il Commissario Ricciardi per la prima volta risulta l'autore più pubblicato Sergio Brancato, che, nonostante il primato di questo 2022, rimane terzo e ultimo tra gli sceneggiatori della serie a fumetti dedicata al personaggio creato da Maurizio De Giovanni. La classifica è molto corta, solo 96 tavole tra il primo e l'ultimo sceneggiatore della collana. In realtà quindi con un solo episodio si possono ribaltare le gerarchie interne alla serie.
Al contrario su Dampyr, non c'è dubbio su chi sia lo scrittore principale. Mauro Boselli è lo sceneggiatore più pubblicato per il 22° anno su 23 di vita editoriale del personaggio. Nell'anno del debutto cinematografico la presenza boselliana, tra l'altro, è stata massiccia: non produceva così tante pagine dampyriane dal 2008.
Luca Enoch per la settima volta, la quarta consecutiva è lo sceneggiatore più pubblicato sulle pagine di Dragonero, quest'anno la vittoria sul collega Vietti è di misura: 16 tavole in più. Poche ma fondamentali. A fine anno, infatti, dopo una serie di sorpassi e controsorpassi con Vietti, è Enoch a risultare in cima nella graduatoria all-time di Dragonero, anche se di sole 15 tavole. 
Silvia & Rita la coppia di sceneggiatrici più pubblicate su albi di Dylan Dog datati 2022

Silvia Mericone e Rita Porretto sono le sceneggiatrici più pubblicate su albi di Dylan Dog nell'anno appena concluso. Vincono il loro primo "scudetto" grazie all'esordio sulla serie regolare con due avventure, al bis estivo, e a un episodio per l'Old Boy.
Come sempre Giancarlo Berardi che firma a quattro amni tutte le sceneggiature di Julia ne è l'autore più prolifico per il 25° anno consecutivo. il suo score a fine 2022, si attesta a 19900 tavole. con l'albo di febbraio presumibilmente raggiungerà la ventimillesima tavola pubblicata a suo nome sulla serie della criminologa bonelliana. 
New entry nell'abo d'oro degli sceneggiatori più pubblicati di Martin Mystère. Con 316 tavole Giovanni Eccher vince il suo primo titolo. 
Claudio Chiaverotti, unico sceneggiatore di Morgan Lost, ne è ovviamente lo scrittore più prolifico anche in questa annata, e per l'ottava volta consecutiva. 
Bepi Vigna con 1150 tavole è l'autore più pubblicato su Nathan Never nel 2022. Con questo titolo, il nono, raggiunge Stefano Vietti come numero di "scudetti" neveriani. Nonostante il proprio primato personale in fatto di tavole pubblicate, Vigna non raggiunge però il record di pagine neveriane in un solo anno, che rimane dello stesso Vietti, scrittore nel 2006, di 1228 pagine del personaggio.

Giovanni Eccher quest'anno è stato lo scrittore principale di Martin Mystère è Nick Raider

Giovanni Eccher scrive per la seconda volta il suo nome in un'albo d'oro in questo 2022, grazie alle 423 tavole pubblicate su Nick Raider; le stesse attribuibili a Rigamonti visto che hanno firmato 4 albi a testa più uno a quattro mani; a quest'ultimo però vengono sottratte le 15 tavole anticipate sull'albetto del Free Comics Book Day del 2020, e quindi già conteggiate due anni or sono.  
Doppia apparizione anche per Boselli che con 1524 pagine, risulta anche il più pubblicato su Tex, per il quarto anno consecutivo e per la quattordicesima volta in carriera.
Moreno Burattini torna a primeggiare tra gli sceneggiatori di Zagor, dopo un anno di assenza. Per lui si tratta addirittura del 28° titolo.

Gli Anni Venti
Come per i personaggi torniamo a parlare della classifica del decennio. Siamo alla terza delle dieci tappe che ci diranno quali saranno gli sceneggiatori più pubblicati degli Anni venti del XXI secolo. Questa per ora la Top Ten della graduatoria che deriva dalla somma delle annate dal 2020 al 2022.


Ovviamente Boselli, almeno per ora, non teme rivali. Ruju e Vigna col risultato del 2022 guadagnano anche il podio virtuale del decennio. Segnaliamo i passi in avanti per Berardi e Rauch e l'arretramento di Burattini e Chiaverotti. Entra in Top Ten Vietti ai danni di Calza, sceso al dodicesimo posto.

All-Time

Nella graduatoria storica bonelliana (ovvero dal gennaio 1941 a oggi), segnaliamo che grazie alle tavole pubblicate quest'anno Berardi raggiunge l'ottavo posto scavalcando Manfredi; Vigna supera l'amico Medda al 14° posto; e Enoch scavalcando Lavezzolo raggiunge la 19a posizione.
Annata da ricordare per Vigna anche per aver superato la quota di 15.000 tavole pubblicate su albi bonelliani: è il 14° autore a superare questa soglia.

Anche per questa seconda parte è tutto. Se vi fosse sfuggita vi invitiamo a leggere la prima parte dedicata ai personaggi pubblicati nel 2022, e vi diamo appuntamento ai prossimi giorni con tutti i numeri dei disegnatori bonelliani e coi dati dei copertinisti, coloristi e albi speciali.

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri. 

venerdì 6 ottobre 2017

I DUE "NUMERI UNO" DI NATHAN NEVER

di Filippo Pieri

È iniziata mercoledì 4 ottobre 2017 la ristampa cronologica in bianco-e-nero della serie a fumetti di "Nathan Never", presentata dal "Corriere della Sera" e dalla "Gazzetta dello Sport", in collaborazione con Sergio Bonelli Editore. La collana è composta da 50 uscite settimanali con due episodi per numero (una brossura del formato 17×23 centimetri con foliazione da 192 pagine) impreziositi da una copertina inedita e nuovi redazionali. Ogni uscita sarà in edicola al prezzo di 5,99 euro ciascuno, oltre al prezzo del quotidiano.

Pubblicità promozionale dell'iniziativa


Nel primo numero Antonio Serra, creatore del personaggio insieme a Michele Medda e Bepi Vigna, ci svela un gustoso aneddoto: Per illustrare Agente speciale Alfa, racconta l’autore sardo, avevamo scelto Claudio Castellini […] Purtroppo tra le sue molte qualità non c’era la velocità, complice l’estrema cura per i dettagli che dedicava a ogni tavola. Dunque a un certo punto ci venne il serio dubbio che l’albo potesse non essere pronto per i tempi previsti... Il monolito nero, che è uscito come numero 2, è quindi una sorta di numero 1 alternativo, preparato nel caso il disegnatore romano non fosse riuscito a finire in tempo per l'uscita in edicola del giugno 1991!



Copertina e quarta di copertina del n. 1



Ecco il piano completo dell’opera:

1. Agente Speciale Alfa – Il Monolito Nero – 04 ottobre 2017
2. Operazione Drago – L’isola della morte – 11 ottobre 2017
3. Forza invisibile – Terrore sotto zero – 18 ottobre 2017
4. La zona proibita – Uomini ombra – 25 ottobre 2017
5. Gli occhi di uno sconosciuto – Inferno – 01 novembre 2017
6. Fanteria dello spazio – L’ultima battaglia – 08 novembre 2017
7. Oltre le stelle – Terra bruciata – 15 novembre 2017
8. I predoni del deserto – Il campione – 22 novembre 2017
9. Sopravvivenza zero – L’abisso delle memorie – 29 novembre 2017
10. L’undicesimo comandamento – L’ora della vendetta – 06 dicembre 2017
11. Delirio – Demoni – 13 dicembre 2017
12. Un mondo perduto – La prigioniera del castello – 20 dicembre 2017
13. I vendicatori – Vampyrus – 27 dicembre 2017
14. Cuore di tenebra – Io, robot – 03 gennaio 2018
15. L’ultima onda – L’enigma di Gabriel – 10 gennaio 2018
16. Il canto della balena – Dirty Boulevard – 17 gennaio 2018




17. Una voce dal passato – Buffalo Express – 24 gennaio 2018
18. Le terre morte – Tragica ossessione – 31 gennaio 2018
19. L’orrore sopra di noi – I figli della notte – 07 febbraio 2018
20. Cacciatori e prede – Il segreto di Reiser – 14 febbraio 2018
21. Le tre verità – Paura sul fondo – 21 febbraio 2018
22. Il ritorno di Raven – Il satellite killer – 28 febbraio 2018
23. Progetto mortale – La Fratellanza Ombra – 07 marzo 2018
24. Exodus – Contagio – 14 marzo 2018
25. Il vendicatore mascherato – La biblioteca di Babele – 21 marzo 2018
26. I predatori dei mari – Bersaglio umano – 28 marzo 2018
27. Partita mortale – Bauhaus killer – 04 aprile 2018
28. Caccia all’uomo – La storia di Kathy Teller – 11 aprile 2018
29. Thor 14 – La vendetta del Drago – 18 aprile 2018
30. Il torneo finale – Sfida negli abissi – 25 aprile 2018
31. Uno spettro nel computer – Discesa agli Inferi – 02 maggio 2018
32. Il Mare della Desolazione – L’isola nel cielo – 09 maggio 2018
33. La guerra senza tempo – Hadija – 16 maggio 2018
34. L’enigma della caverna – Il Pianeta Rosso – 23 maggio 2018




35. Caccitori di virus – Istinto primordiale – 30 maggio 2018
36. Blocco mentale – Il sogno della farfalla – 06 giugno 2018
37. Un mondo di robot – L’orbita spezzata – 13 giugno 2018
38. India – Fenice – 20 giugno 2018
39. La signora della morte – L’angelo rosso – 27 giugno 2018
40. Incubo nello spazio – Dopo la rivoluzione – 04 luglio 2018
41. Concerto mortale – Il vigilante – 11 luglio 2018
42. La notte dei dannati – Midnight Blues – 18 luglio 2018
43. La maschera di ferro – La lunga notte – 25 luglio 2018
44. Terrore dal sottosuolo – I signori di Marte – 01 agosto 2018
45. Vite passate – Primo livello – 08 agosto 2018
46. Il segreto di Babilonia – Visioni dal futuro – 15 agosto 2018
47. La città del vizio – La Dama di Ghiaccio – 22 agosto 2018
48. Verso la libertà – La cortina del silenzio – 29 agosto 2018
49. Oltre il tempo e lo spazio – Il divoratore di mondi – 05 settembre 2018
50. La vendetta di Selena – Il numero cento – 12 settembre 2018




N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane in Interviste & News!

domenica 19 febbraio 2017

CONTINUA LA RINASCITA DI NATHAN NEVER: ALTRI TREDICI GRANDI ALBI

di Francesco Manetti

Avvertiamo i nostri gentili spettatori che questa NON è una recensione, bensì una breve chiacchierata davanti al fuoco crepitante di un caminetto, seduti in vestaglia su comode poltrone di pelle con un buon single malt scot whisky nella mano destra e un toscano ammezzato acceso nella sinistra. Tutto ideale, ovviamente, perché noi - politicamente corretti fin nel midollo - siamo contro il fumo, contro l'alcool e anche contro le vestaglie e i caminetti, e non vogliamo spingere nessuno a fumare, bere o bruciare in vestaglia ciocchi di legna.

Nathan Never n. 300, maggio 2016. Disegno di Giardo

Nathan Never n. 301, giugno 2016. Disegno di Giardo

Nel 2016 cadeva il venticinquennale di un personaggio bonelliano che, al suo apparire nelle edicole, aveva chiuso un decennio di grandi cambiamenti per la casa milanese. La chiave del successo editoriale di quel periodo fu lo spostamento dagli scenari quasi sempre naturali del passato americano (la polverosa Frontiera western di Tex, la foresta immaginaria alla Grimm di Zagor, la giungla amazzonica post-bellica di Mister No, etc.) al presente urbano: nel 1982 la New York contemporanea del Martin Mystère di Castelli come base di partenza per avventure in tutto il globo, nel 1986 la Londra odierna del Dylan Dog di Sclavi come quartier generale per incursioni horror nell'intero "coniglio" britannico e nel 1991, appunto, il future shock del Nathan Never di Medda Serra & Vigna, ambientato in tutto il sistema solare (e oltre). Dieci anni incredibili per Via Buonarroti, nei quali vennero partoriti veri e propri capolavori, sia per quanto riguarda i soggetti e le sceneggiature, sia per i disegni e le copertine.

Nathan Never n. 302, luglio 2016. Disegno di Giardo

Nathan Never n. 303, agosto 2016. Disegno di Giardo
Finiti gli anni Novanta - durante i quali si erano raccolti con enorme profitto qualitativo i frutti seminati nei 120 mesi precedenti e si erano accese stelle di prima grandezza, come il Napoleone di Ambrosini del 1997 - non sempre il piacere della lettura rimase tale e garantito... Poco importa. Anche nel XXI secolo abbiamo potuto godere della brillantezza di tante perle, scintillanti nell'enorme quantità di materiale pubblicato.
E qui ritorniamo al "personaggio" col quale avevamo introdotto la nostra ideale chiacchierata. Preceduti da due notevoli Eccher (nn. 298 e 299 del marzo e aprile 2016), dal maggio al novembre del 2016 i tre creatori di Nathan Never - Michele Medda, Antonio Sera e Bepi Vigna - hanno ripreso saldamente in mano le redini della loro creatura e, affiancati nel finale di questa entusiasmante corsa da un ottimo Riccardo Secchi sulla serie regolare, hanno fatto "rinascere" l'Agente Alfa. Forse esageriamo nell'usare questo termine: non che fosse morto, l'Agente Alfa, lungi da noi affermarlo, ma qualche ruga (narrativa) qua e là si intravedeva...

Nathan Never n. 304, settembre 2016. Disegno di Giardo

Nathan Never n. 305, ottobre 2016. Disegno di Giardo

Nathan Never n. 306. Disegno di Giardo

Innanzitutto la fantascienza. Un'opera di fantascienza non dovrebbe avere la fantascienza come sfondo, ma come oggetto delle sue avventure: per esempio, un giallo alla Chandler ambientato in una megalopoli del futuro, rimane un giallo alla Chandler, così come un Nabucco (come io ho potuto vedere e ascoltare), ambientato durante il conflitto fra Israeliani e Palestinesi, riamane sempre il Nabucco. Inutile sottolineare come in uno scritto di fantascienza ci possano essere legittimanente elementi gialli (il detective, l'indagine, il movente, l'arma del delitto, il colpevole svelato, etc.), ma la soluzione dell'intreccio dovrebbe essere sempre fantascientifica.
Il n. 300, Altri mondi del maggio 2016, scaturisce dalla penna di Bepi Vigna. Ne avevamo già parlato in un post precedente, dedicato alla succulenta trilogia dei numeri 298, 299 e 300 che aveva aperto le danze del quarto di secolo. Nell'albo "cifra tonda" il vulcanico sceneggiatore non era uscito nemmeno per un attimo fuori dai canoni fantascientifici, modellando dal cyberpunk un multiverso di uomini collegati alle macchine, di memorie biologiche trasformate in dati, di realtà alternative - evocando, anche graficamente in isole in bianco-e-nero, altre suggestioni bonelliane, tratte da Mister No, Zagor, Dylan Dog e Martin Mystère... il tutto innaffiato da un ottimo champagne quanto-meccanico, rivelando ancora una volta la passione dell'autore per la fisica delle particelle del XX secolo, inaugurata quasi inconsapevolmente da Einstein con la scoperta del fotone e proseguita poi dai ragazzacci geniali provenienti dalla Danimarca, Dalla Germania, dalla Francia e dall'Italia. Il thriller all'americana faceva qui correttamente da scenario con una soluzione indiscutibilmente fantastica.

Nathan Never Anno Zero n. 1, maggio 2016. Disegno di De Angelis

Nathan Never Anno Zero n. 2, giugno 2016. Disegno di De Angelis

Antonio Serra, nella sua esplosiva trilogia che si è dipanata sui numeri 301, da giugno ad agosto del 2016 (Il giorno del giudizio, I signori dell'eternità e Vite sconosciute), coadiuvato da Sergio Giardo (un principe disegnatore che, come pochi, riesce a sviluppare un suo stile particolare, avendo sempre ben presente la lezione dei grandi maestri del passato), annuncia in una toccante lettera redazionale che non scriverà mai più sceneggiature di Nathan Never (speriamo che smentisca se stesso) e, riaggomitolando come un'Arianna mutante dalle mille braccia i mille fili narrativi da lui tirati qua e là in mille albi in decine di anni, chiude con il botto la vicenda del super-androide megalomane e assassino Omega. Tutto qui? No! Perché Serra ne chiude ben due, di vicende, mescolando addirittura due universi e riuscendo nel contempo a rimanere coerente con tutto quanto scritto sull'argomento nel passato. La fantascienza esplode davanti ai nostri occhi ai massimi livelli: automi sterminatori, zombi robotizzati, stelle innescate e fatte scoppiare, realtà parallele, superuomini, esseri divini d'ispirazione kirbyana o gaimaniana, fisica quantistica, distruzioni planetarie, doppia apocalisse galattica. Da restare a bocca aperta!
Con il n. 304 (Dove muoiono le stelle, settembre 2016), un "tutto a colori" disegnato superbamente da Germano Bonazzi, l'altro padre del "musone" Michele Medda, riporta Nathan con i piedi per terra. E, vero, è un giallo! Il discorso fatto prima sulla fantascienza che dev'essere centrale in una storia di fantascienza va dunque riavvolto e cancellato? No, perché nell'hard boiled di Medda l'elemento fantascientifico è preponderante: i mutanti, la città stratificata a livelli, il mostro dal sapore alieno, il robot, la finzione digitale che sostituisce la realtà, etc... sono tutti spunti che filano l'ordito fantascientifico senza il quali la trama gialla da sola non contribuirebbe a formare il tessuto narrativo.

Nathan Never Anno Zero n. 3, luglio 2016. Disegno di De Angelis

Nathan Never Anno Zero n. 4, agosto 2016. Disegno di De Angelis

Il legame con la fantascienza, nell'ottima doppia storia scritta da Riccardo Secchi per i numeri 305 e 306 (Il viandante dell'ottobre 2016, con disegni di Calcaterra, e Abisso di dolore del novembre 2016, realizzato graficamente dall'instancabile Giardo), è più sottile ma inequivocabile. Non scordiamoci infatti i debiti di Nathan Never nei confronti della fantascienza letteraria e cinematografica degli anni Ottanta, dove gli asiatici (soprattutto i giapponesi) avevano preso economicamente in pugno le sorti economiche del pianeta. Ecco dunque le arti marziali, cardine della storia, che da tanti anni si fanno ben apprezzare in un testo fantascientifico. Aldilà di questo aspetto il doppio episodio del Secchi è in primo luogo una riflessione sull'eroe e sul personaggio: il tema quasi sparisce, sparisce il genere letterario, sparisce la fantascienza, sparisce il giallo, sparisce l'avventura e l'autore - quasi come il maestro di jeet kune doo concentrato anima, cervello e corpo su un'unica letale mossa - si concentra unicamente sull'uomo.


Nathan Never Anno Zero n. 5, settembre 2016. Disegno di De Angelis

Nathan Never Anno Zero n. 6, ottobre 2016. Disegno di De Angelis


Parallelamente alla collana mensile, sempre nell'ottica delle celebrazioni del venticinquennale, usciva una pregevole miniserie in sei albi, Nathan Never Anno Zero, scritta da Bepi Vigna e illustrata da Roberto De Angelis (da giugno a novembre 2016, con gli episodi Giorni oscuri, L'inizio della notte, La vera fine di Ned Mace, Agenti Alfa, Crisi internazionale e L'ultima verità). Si tratta dell'idea pazzesca, per certi versi ricollegabile ai grandi capolavori americani del fumetto DC degli anni Ottanta, di ricreare dal nulla le origini del protagonista, spostando l'angolazione della "telecamera" in modo da rivelare particolari inediti, oscuri e tragici taciuti nella serie o narrati soltanto fra le righe. Sparigliando tutti e tutto e ribaltando la scacchiera proprio un attimo prima dello scacco matto, Vigna rivela sul finale che la realtà narrata nella miniserie non è quella degli albi di Nathan Never: quella della miniserie è la VERA realtà, mentre quella che noi leggiamo tutti i mesi sugli albi è la sua interpretazione artistica, fumettistica - tanto che i Tre Sardi compaiono in Anno Zero come creatori di una collana ispirata alla VERE avventure dell'Agente Alfa!

Non possiamo dunque che dire chapeau! e sperare che questo degli ultimi mesi sia per Nathan Never un trend.


Francesco Manetti


N.B. Pur ribadendo che questa NON è una recensione, vi ricordiamo che i link alle VERE recensioni bonelliane li trovate tutti sul Giorno del Giudizio!