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domenica 30 dicembre 2018

L'INSONNE GRATIS SU YOUTUBE!

a cura di Elio Marracci

Come ben sanno gli appassionati di fumetto, “L'Insonne” è un serial noir con venature oniriche ed esoteriche di ambientazione fiorentina, creato da Giuseppe Di Bernardo e Andrea J. Polidori. La serie, che racconta le vicende di Desdemona Metus, giovane deejay di Radio Strega affetta da una misteriosa forma di insonnia che sembra permetterle di percepire aspetti della realtà normalmente nascosti alle persone comuni e della trasmissione radiofonica notturna che conduce, tramite la quale entra in contatto con ascoltatori che spesso si dimostrano incredibili e misteriosi personaggi, ha avuto una travagliata vita editoriale.



Nel 1994, anno della sua nascita, tre numeri hanno visto la luce sotto il marchio pressoché sconosciuto di B.B.D. Presse. A più di dieci anni dalla prima uscita, nel 2005, l'allora emergente casa editrice Free Books, stampa alcuni volumetti inediti all'interno della collana Thriller. A seguito di reiterati ritardi nella distribuzione degli albi, tuttavia, anche il sodalizio con Free Books si interrompe senza che si concludano le trame previste dagli autori. Il testimone viene allora raccolto dalle Edizioni Arcadia, che termina la pubblicazione. Dopo quest'ultima incarnazione, Di Bernardo prosegue le avventure di Desdemona, a cui nel corso della sua esistenza è stato dedicato anche un romanzo, un gioco di ruolo e un audiofumetto, sul web con brevi storie inedite.



Oltre a una diffusione online e cartacea molto altalenante, “L'Insonne”, con la sua commistione di thriller, intrighi politici, teoria della cospirazione e temi intimi e poetici della vita umana e dei problemi della società, ha avuto anche una trasposizione cinematografica. La giovane società di produzione Mescalito Film, in collaborazione con Alfiere Production, ha infatti realizzato una puntata pilota per una serie televisiva, da cui è stato tratto un video promozionale di sei minuti che si può vedere su Vimeo, video che si ispira alle gesta dell'eroina e al suo mondo. Basato su una sceneggiatura di Anita Rivaroli, Alessandro Giordani e dello stesso autore del fumetto Giuseppe Di Bernardo, è stato realizzata con un basso budget e con il sostegno del MIBAC, Ministero dei Beni Culturali - Direzione Cinema, che ha creduto nel progetto.



Veste i panni della giovane speaker la romana Chiara Gensini, che ha lavorato per il cinema e ha prestato il suo volto a personaggi di famosi telefilm TV italiani, come: “R.I.S.”, “I Cesaroni”, “Distretto di polizia” e “Capri”. Nel nutrito cast, oltre a un’eccezionale partecipazione di Francesco Montanari, figurano inoltre attori del calibro di Olga Shapoval, Giulio Pampiglione e Andrea Pittorino. Anche la troupe che ha realizzato questo lavoro, tra cui spicca il regista Alessandro Giordani, il produttore, Giorgio Beltrame e la sceneggiatrice Anita Rivaroli, è composta da professionisti già affermati nonostante la loro giovane età. Questo episodio della durata di 45 minuti, dal titolo “Ouverture” come il numero zero del periodo Free Books alla cui trama si ispira la vicenda narrata, nato per essere il primo atto di una serie TV a cui gli autori stanno lavorando e per cui la produzione è alla ricerca di network e partner per poterla realizzare, da domenica 23 dicembre alle 21 è visibile gratuitamente su YouTube e rimarrà on-line per un tempo non definito. È un regalo natalizio per tutti i fan, ma anche l'occasione per chi non ha mai letto l'opera di conoscere un personaggio ormai storico dei comics italiani.


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domenica 22 novembre 2015

MORENO BURATTINI: TEX, ZAGOR E QUALCHE "SPUTO" DI RIFLESSIONE!

di Filippo Pieri


Sabato 14 Novembre alle ore 17.30, nel centro storico di Firenze presso la libreria Babele, Moreno Burattini - accompagnato da Giuseppe Di Bernardo - ha incontrato il pubblico per presentare i suoi ultimi 4 volumi (in calce vi riportiamo le "schede tecniche").
Ai numerosissimi presenti Moreno Burattini ha illustrato per primo il libro Utili sputi di riflessione. Aforismi sulla vita e altre parti del corpo, edito da Allagalla, scherzando subito sul titolo con una battuta: purtroppo c'è un refuso già in copertina! 
Il tomo ha avuto un grandissimo successo, tant'è che le 1000 copie stampate sono andate già esaurite e - ci rivela Burattini - non si esclude che in futuro, magari tra un anno o due, possa esserci un Ulteriori sputi di riflessione. 
Anche Giuseppe Di Bernardo ha rivelato ai presenti una gustosa novità: Desdy Metus - il personaggio da lui creato 20 anni fa insieme ad Andrea J. Polidori - tornerà in un unico volume disegnato per la prima volta proprio dal fumettista fiorentino. Sta inoltre andando avanti il progetto di realizzare un film ispirato alle avventure di Desdemona, con Chiara Gensini nella parte della protagonista. Alcuni avventori della libreria non erano "fumettofili" e dunque non conoscevano le opere di Burattini & Di Bernardo. Quest'ultimo, scherzando su questo fatto, ha confessato che suo padre un giorno, ricevendo la visita di un amico, alla domanda ma che lavoro fa tuo figlio? ha risposto il giornalista!, anzichè "il fumettista".



Burattini ha riferito quello che una volta gli raccontò un grande autore italiano; questi, recandosi nel suo comune di residenza per rifare la carta d'identità, alla domanda dell'impiegato su quale professione svolgesse disse: l'illustratore. E l'impiegato comunale rispose e chiese: ah, bene... e cosa lustra?
Tornando a parlare del suo libro, lo zagoriano  ha parlato di Karl Kraus, uno dei suoi autori di aforismi preferiti: diceva che ci sono certi scrittori che riescono a esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta ci vogliono due righe. Da sempre appassionato del genere, negli anni Burattini ha scritto centinaia di aforismi - pubblicati in anni più recenti sui social network; erano talmente tanti che a un certo punto della sua vita aveva pensato di raccoglierli in un libretto autoprodotto in tiratura limitata da regalare agli amici. In seguito, parlandone con l'editore torinese Allagalla, è nata l'idea di questo libro, impreziosito da 28 illustrazioni inedite. L'autore toscano ha ammesso che aveva contattato 30 disegnatori e che tutti hanno accettato di fare un'illustrazione collegata a un aforisma che li aveva colpiti, ma purtroppo due disegnatori non sono riusciti a fare il disegno in tempo per la pubblicazione...




Burattini ci ha parlato poi del secondo libro, edito dall'associazione culturale Comicout. Per questa collana intitolata "Lezioni di Fumetto" l'autore aveva già scritto tre libri (su Guido Nolitta, Gallieno Ferri e Giovanni Ticci) e quando fu contattato da Laura Scarpa pensava che gli avrebbe proposto di scriverne un quarto. No, Moreno, questa volta l'intervistato sei tu!, gli avrebbe risposto la fumettista veneziana. Il libro festeggia i 25 anni di carriera di un uomo che è autore teatrale, fumettista, redattore, organizzatore di incontri, blogger, scrittore di aforismi e molto altro ancora. Infatti oltre a tutto questo, Moreno è diventato un punto di riferimento per tanti giovani che si avvicinano al fumetto con la speranza un giorno di poter lavorare in quel mondo, ed è sempre disponibile a elargire consigli a tutti. Senza voler anticipare troppo del libro, ci piace ricordare un aneddoto in esso contenuto. Da lettore appassionato dello Spirito con la Scure, Burattini fin da ragazzo scriveva a Sergio Bonelli, commentando le varie uscite di Zagor anche in maniera critica. E il creatore del personaggio di Zagor-te-nay rispondeva. Un giorno tornato da scuola, mentre stava consumando il pasto tenuto in caldo, squilla il telefono e la madre va a rispondere: Moreno c'è un certo Sergio Bonelli che ti cerca...
Ho pensato di chiamarti per fare prima, disse l'editore milanese e da lì iniziò una amicizia che lo porterà in seguito a lavorare proprio sulla sua serie a fumetti preferita, fino a diventarne il curatore e principale sceneggiatore. 





L'altro libro presentato, La capanna nella palude e altri racconti, contiene la ristampa del romanzo Le mura di Jerico, scritto da Burattini per lo stesso editore nell'Aprile del 2011 (mille copie tutte esaurite) più altri due racconti brevi - La capanna nella palude e La casa. Il primo dei due combina l'incontro tra Zagor, Santa Margherita Ligure e Gallieno Ferri e nasce sottoforma di albetto distribuito tra il 22 e 29 novembre 2014 in occasione di una mostra dedicata al maestro genovese.
Il racconto piaque molto alla rivista SCLS Magazine che, con il permesso della Sergio Bonelli Editore e la supervisione dello stesso Burattini, ne ha realizzato anche una versione a fumetti - sceneggiata da Stefano Bidetti e disegnata da Marcello Mangiantini.




L'ultimo libro è dedicato a Guglielmo Letteri, a quasi 10 anni dalla sua scomparsa. Moreno Burattini, insieme a Stefano Priarone e Antonio Vianovi, avveva già dedicato un libro all'autore romano nel 1998, intitolato Guglielmo Letteri & Tex, edito dalla Glamour International Production, con la prefazione di Decio Canzio. Letteri era un jazzista di grande successo con il Crystal Trio (insieme a Carletto Loffredo e Umberto Cesari) passato dalla musica al pennello con altrettanto successo. Si è occupato di Tex per oltre quarant'anni ed è stato il primo disegnatore del Ranger creato da Giovanni Luigi Bonelli a cui è stata concessa la possibilità di fornire un'interpretazione grafica del personaggio diversa da quella di colui che l'aveva creato, ovvero Aurelio Galleppini (in arte Galep). Letteri ha quindi aperto la strada a tutti quei disegnatori - da Ticci a Fusco - che hanno potuto offrire al pubblico una loro versione personale di Aquila della Notte. Letteri è anche il secondo disegnatore più prolifico della collana e il disegnatore del racconto più lungo, Ritorno a Pilares, di ben 586 pagine.


Schede tecniche:


Moreno Burattini

Utili sputi di riflessione. Aforismi sulla vita e altre parti del corpo
Aprile 2015
pagg. 200 - € 10,00
con illustrazioni inedite di 28 disegnatori
Copertina di Lucio Filippucci
Quarta di copertina di Nick Guerra
Allagalla Editore Torino
ISBN: 9788896457245



Laura Scarpa
Moreno Burattini. Dalle storie dell'orrore a Zagor e Cico, l'arte e il mestiere di fare fumetti
Lezioni di Fumetto n. 22 
Ottobre 2015
Pagg. 80 (con 16 pagg. a colori) - € 12,00
ComicOut Associazione Culturale
ISBN: 9788897926214 


Alle origini del volume Cartoon Club...



Moreno Burattini
La capanna nella palude e altri racconti. Tre "dime novels" di Zagor 
prefazioni di Paolo Guiducci e Giuseppe Pollicelli
pagg.160 - € 15,00
Ottobre 2015
Cartoon Club
ISBN: 9788896584118


Moreno Burattini & Stefano Priarone
Tex secondo Letteri. Donne magia e polvere da sparo 
Copertina di Guglielmo Letteri
Pagg. 240 Euro 19.00
Ottobre 2015
Allagalla Editore Torino 
ISBN: 9788896457276


Filippo Pieri


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sabato 11 aprile 2015

DISO, VENTURI, VILLA & CO.: DAI TRENTA ANNI DI "COLLEZIONARE" AI VENTI DI MONDI PARALLELI! LA GALLERIA DEL FOCOLARE A MOMIGNO! (2a e ultima parte)!

Eccoci dunque alla seconda e ultima parte della galleria di inediti - soprattutto bonelliani, ma non solo - conservati ed esposti al pubblico presso il ristorante Il Focolare a Momigno: il perché e il per come e le origini storiche di questa straordinaria raccolta è oggetto della prima puntata di questo doppio servizio dedicato ai 30 anni di "Collezionare" e ai due decenni di Mondi Paralleli. Vi auguriamo dunque buona visione, ricordandovi che le immagini appaiono seguendo l'ordine alfabetico per cognome dell'autore! (s.c. & f.m.)


GIUSEPPE DI BERNARDO
Il "Dibe", creatore di Desdy Metus, la dj fiorentina di cui presto vedremo una trasposizione cinematografica, è oggi, tra le sue altre mille attività, uno dei più apprezzati disegnatori di Diabolik.





ROBERTO DISO
Una bellissima matita di quello che fu il principale disegnatore e copertinista di Mister No e oggi una delle colonne di Tex, impreziosisce la galleria di disegni originali del Focolare.






ANDREA DOMESTICI
Co-creatore - col compianto Lorenzo Bartoli - di Arthur King, oggi collabora con "Il Giornalino", con la casa editrice Aurea, oltre a illustrare libri per ragazzi e volumi per il mercato francese.




LUCIO FILIPPUCCI
Il versatile e impareggiabile autore, all'epoca in forza a Martin Mystère (e da sempre collaboratore di Castelli anche nei progetti più particolari), è oggi uno dei pilastri di Tex.






GIAMPAOLO FRIZZI
Classe 1969, insegnante di Educazione Artistica alle Scuole Medie, ha collaborato con numerose case editrici - italiane e internazionali. Nel 2013 ottiene un grande successo a Lucca Comics con la mostra pittorica American Dream. I due personaggi tratteggiati vengono dall'universo della collana "Europa" pubblicata da Marvel Italia.











GIACOMO MICHELON
L'autore regala al Focolare un Cattivik ciclista. Oggi Giac vive in Brasile e continua la collaborazione con Silver su Lupo Alberto.






PINO RINALDI
Doppio omaggio al Focolare di questo grandissimo autore, che i lettori di Martin Mystère e Nathan Never ricorderanno con nostalgia, e che ha messo per anni i suoi pennelli al servizio della Marvel. Oggi collabora con le italiane Aurea e 1000 Volte Meglio (l'editore dei fumetti di Max Bunker).









ANTONIO SERRA
Fra le mille altre cose da lui fatte e pensate co-creatore di Nathan Never e Legs Weaver, ideatore di Gregory Hunter e Graystorm... qui nell'inedita veste di disegnatore!







GIORGIO SOMMACAL
Giunto al Focolare un anno dopo il collega cattivikiano Bonfatti, Sommacal si diverte a immortalarlo nel suo disegno. Oggi dopo alcuni lavori in coppia con Luigi Piccatto, ci apprestiamo a vederlo esordire sulle pagine di Adam Wild.





EMANUELE TONINI
Doppio omaggio al Focolare dell'artista, che, messo da parte il fumetto si è dedicato alla carriera di grafico pubblicitario.









MARCO TURINI
Gli omaggi al Focolare di Marco Turini, a metà anni Novanta esordiente di belle speranze per i tipi della Star Comics, oggi matita "in fuga" negli States per Image, IDW e DC Comics













ANDREA VENTURI

All'epoca poco più che debuttante sulle pagine dell'Indagatore dell'Incubo, è oggi uno dei disegnatori di Tex più apprezzati, tanto da meritarsi la pubblicazione sulla prestigiosa collana Tex Albo Gigante, i cosiddetti "Texoni".







CLAUDIO VILLA

Il grande artista, ospite in un paio di occasioni del Focolare, non poteva non realizzare il suo Tex... ma, ispirato dal disegno del collega Castellini, appeso alla parete davanti a lui, si è anche cimentato in una sua versione di Batman.
















L'esposizione degli originali persso Il Focolare
La galleria al gran completo, con glui allestimenti artistici di Dario Longo


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mercoledì 19 novembre 2014

FILM, FUMETTI E CROWDFUNDING. DESDY METUS E DYLAN DOG: DALLA CARTA ALLO SCHERMO!

Bonelli crowdfunding news

di Elio Marracci

Con questo articolo torna sulle colonne di Dime Web, dopo qualche tempo, il nostro amico e collaboratore Elio Marracci, ai quali diamo nuovamente il benvenuto! (s.c. & f.m.)


Negli ultimi anni si è diffuso in Italia, con molto ritardo su Stati Uniti e nazioni europee come Regno Unito, Francia e Olanda, il crowdfounding.
Questo termine, derivato dalla fusione delle parole inglesi crowd - folla - e funding -  finanziamento -  designa un processo in cui, tramite il web, più persone donano somme di denaro, anche di modesta entità, per finanziare attività più diverse, come campagne elettorali e di beneficenza, progetti creativi e imprenditoriali.
Attualmente nel Belpaese sono stimate oltre cinquanta piattaforme di crowdfunding attraverso le quali chi ha un obiettivo da raggiungere, può condividerlo per far sì che sia sostenuto dalla "folla". Naturalmente il promotore del progetto chiarirà il motivo per il quale si vogliono raccogliere i fondi e renderà partecipi tutti gli investitori dichiarando le proprie intenzioni alla luce del sole.


L'insonne Chiara gensini nei panni di Desdy Metus a Radio Strega

 
Con i soldi raccolti c'è chi ha restaurato opere d'arte, chi ha pubblicato libri, chi ha aperto aziende di successo o ha ottenuto finanziamenti per girare film...
Ed è proprio di due opere cinematografiche, le cui trame sono ispirate a quelle di famose serie a fumetti italiane, che hanno visto la luce grazie a questa procedura che vorrei parlare.
La prima è un cortometraggio di 25 minuti, da cui è stato tratto un video promozionale di sei minuti, che dovrebbe costituire un'ideale puntata pilota per una serie televisiva tratta da “L'Insonne” - fumetto d'ambientazione fiorentina creato nel 1994 da Giuseppe Di Bernardo e Andrea J. Polidori.
Il serial - in cui fiction, costituita da un misto di thriller, noir, intrighi politici, esoterismo, teoria della cospirazione, si alterna a tematiche più concrete, come i rapporti tra individui e le problematiche della società odierna - in 20 anni di vita editoriale ha trattato fatti reali avvolti dal mistero, vicende storiche scomode e ha appassionato migliaia di lettori. Protagonista delle avventure narrate da Di Bernardo è Desdemona Metus - Desdy per gli amici - giovane DJ di Radio Strega, una piccola emittente privata di Firenze, afflitta da un'inspiegabile forma di insonnia che si origina in un'oscura vicenda del suo passato e che sembra permetterle di percepire aspetti della realtà normalmente nascosti alle persone comuni. Conduce una trasmissione radiofonica notturna, che s'intitola appunto L'Insonne, e, grazie a questa, entra in contatto con gli ascoltatori che la chiamano in diretta nel cuore della notte e che si rivelano personaggi incredibili, misteriosi e inquietanti.
A interpretare sullo schermo la giovane speaker è stata chiamata la romana Chiara Gensini, attrice che ha lavorato per il cinema e ha prestato il suo volto a personaggi di famosi serial TV italiani, come: “R.I.S.”, “I Cesaroni”, “Distretto di polizia” e “Capri”. Anche la troupe che ha realizzato questo lavoro, tra cui spicca il trentaduenne regista Alessandro Giordani, il produttore, Giorgio Beltrame e la sceneggiatrice Anita Rivaroli, è composta da professionisti già affermati nonostante la loro giovane età.


La prima incarnazione fumettistica di Desdy Metus.

 
La genesi di questo prodotto è stata molto particolare. Nel 2013 è passata al vaglio della commissione del Ministero dei Beni Culturali ottenendo il riconoscimento di Film di Interesse Culturale Nazionale. Purtroppo, a causa dei gravi tagli alla cultura e al cinema che hanno visto la luce in quel periodo, il progetto non ha ottenuto un finanziamento necessario per chiudere il budget totale e per questo è stato deciso di raccogliere i soldi rimanenti con il crowdfunding. Sempre grazie a questo procedimento, è stato realizzato un mediometraggio, della durata di circa un'ora, ispirato da un famoso personaggio della letteratura disegnata, creato da Tiziano Sclavi negli anni '80 del XX secolo - Dylan Dog - filmato intitolato Vittima degli eventi.

Dylan Dog, M.me Trelkovski e Groucho in Vittima degli eventi


Ambientato sullo sfondo di una Roma in cui leggende metropolitane si fondono con un'atmosfera eterea e magica, questo lavoro, scritto da Luca Vecchi - che presta il volto anche a Groucho - e diretto da Claudio Di Biagio, nasce come articolo per il web. Quest'opera infatti è stata creata con sponsorizzazioni della rete che hanno permesso di raccogliere 36.000 dei 40.000 euro necessari per avviare la produzione. Questa è caratterizzata da un cast in cui ad attori poco noti come Valerio Di Benedetto (Dylan Dog) e Sara Lazzaro, sono affiancati pezzi da novanta del mondo del cinema italiano del calibro di di Milena Vukotic, Alessandro Haber e Massimo Bonetti - che danno il volto ad eroi di contorno come, l'ispettore Bloch, la stravagante medium Madame Trelkovski e il misterioso commerciante dell’occulto Hamlin.



Accanto agli interpreti, che hanno fornito una prova molto convincente e piena di pathos, spicca il gruppo che ha realizzato questo progetto nei suoi aspetti tecnici, tra cui si ricorda, oltre al regista Claudio Di Biagio e allo scrittore Luca Vecchi, creatore della web series The Pills, il direttore della fotografia Matteo Bruno e gli autori delle musiche Helio Di Nardo e Francesco Catitti.
La testimonianza infine del fatto che Vittima degli eventi nasce come un fan movie, in cui nessuno ha guadagnato soldi, risiede nel fatto che il film, che è contraddistinto da una scrittura coinvolgente, da scene molto curate e immagini cupe e ricche di tensione, è disponibile su YouTube, sul canale di The Jackal, dal 2 novembre 2014, dove nei primi giorni di visualizzazione gratuita ha raggiunto centinaia di miglia di visualizzazioni.
Alla luce di quanto scritto si può affermare quindi, senza paura di smentita, che questi lavori hanno aperto la strada a un nuovo modo di far cinema e che, con l'avvento della tecnologia, chi abbia voglia di applicarsi può realizzare lavori altamente professionali con mezzi ridotti.




Elio Marracci 


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giovedì 1 maggio 2014

L'ANGOLO DEL "BONELLIDE" III - UN BAMBINO DI NOME DIABOLIK

di Andrea Cantucci
Come avevamo brevemente annunciato introducendo la seconda parte della "storia del bonellide" stilata dal nostro amico e collaboratore Kant, eccoci adesso entrare nel particolare e parlare di Diabolik, uno dei più importanti, apprezzati e longevi protagonisti del fumetto "popolare" italiano - fumetto noir sulla breccia da ben oltre mezzo secolo! Perché l'accostamento Diabolik/"bonellide"? Perché - come leggerete - Diabolik ha avuto in anni recenti svariate incarnazioni in quel fatidico formato 16x21: un formato "speciale" per storie "speciali" del Re del Terrore! (s.c. & f.m.)


Agli albori. Diabolik n. 5, a.VII (1968)
 

Diabolik, fin dalla nascita, è un personaggio misterioso. Nella miglior tradizione del feuilleton a cui si ispira, tutto ciò che riguarda il suo passato è rimasto nebuloso per anni e, per volontà delle sue creatrici, ci sono dettagli su di lui che non devono mai essere scoperti né mostrati. Da un po’ di tempo però, un tassello alla volta e senza un ordine preciso, molti frammenti delle sue origini e degli inizi della sua carriera sono stati rivelati e rinarrati dettagliatamente sui numeri primaverili della collana Il Grande Diabolik.
L’albo del 2014 (La vera storia dell'Isola di King) è quello che finora si è spinto più indietro nel tempo, ricollegandosi all’ormai classico episodio Diabolik, chi sei? (n. 5, a. VII - 1968), in cui per prime le sorelle Giussani accennarono alle origini del loro personaggio, bimbo in fin di vita raccolto su una barca, in un mare in tempesta, da un gruppo di criminali che viveva nascosto su un’isola… La particolarità e l’improbabilità della cosa portava subito il lettore in pieno romanzo d’appendice.

Da Il Grande Diabolik n. 1/2014

Dopo aver narrato la giovinezza di Eva Kant e di Ginko, gli esordi di Diabolik come criminale e alcune parti mai raccontate delle sue prime avventure, lo sceneggiatore Tito Faraci e il disegnatore Giuseppe Palumbo rievocano ora eventi addirittura precedenti alla nascita stessa di Diabolik, ma che forse più ancora degli altri contribuirono a forgiarne il destino. Basandosi sui pochi elementi già svelati, ci dicono come e perché il criminale di nome King si rifugiò su quell’isola e si circondò di un gruppo di specialisti, in ogni campo che potesse essergli utile per le sue imprese delittuose. Ci mostrano anche qualcuno di quegli audacissimi colpi, paragonabili soltanto a quelli del Re del Terrore, grazie ai quali King raccolse le sue enormi ricchezze che poi sarebbero state trafugate da Diabolik, per iniziare a sua volta la propria carriera di inafferrabile fuorilegge.


Tito Faraci, dal bel blog di Diego Cajelli, Diegozilla.

Giuseppe Palumbo, dal bel blog Infumo.

Come nelle altre storie simili, tutto parte dal flashback evocato dai ricordi di un personaggio (in questo caso un ex-socio di King all’epoca in cui prese possesso dell’isola) e ciò divide la storia in due parti alterne - una ambientata nel presente, realizzata da qualcuno dei disegnatori della serie regolare (questa volta tocca a Di Bernardo e Brandi, che stilisticamente ricordano gli anni ‘70), e una, inevitabilmente ben più interessante, che si svolge nel passato ed è magistralmente disegnata dal fuoriclasse Palumbo.


Di Bernardo, Brandi & Eva! Manca Chris - eh, eh... f.m. ;-)

Quella che per Diabolik sarebbe diventata un'anomala "famiglia adottiva”, quasi priva di relazioni affettive, si forma a partire dai due soci al vertice dell’organizzazione, uniti e divisi da un problematico rapporto di sudditanza, ma poiché questi vivranno sempre lontani da lui, a relazionarsi di più col futuro antieroe saranno certi “scienziati del crimine” a cui le Giussani avevano appena accennato in un paio di pagine di Diabolik, chi sei? e che, come spiegato già in quell’episodio, in seguito diventeranno i suoi maestri (soprattutto l’ingegner Nuanda che gli sarà anche amico). Qui li vediamo all’opera nei rispettivi settori, che siano i veleni, la chimica o la meccanica, mentre il loro futuro allievo, nel flashback, appare dopo la metà della storia e non dice mai una parola, anche perché è ancora molto piccolo. Benché si veda Diabolik da bambino, ciò che qui preme agli autori non è mostrare la sua infanzia, ma solo spiegare perché la vita del bimbo fosse stata risparmiata da quegli uomini privi di scrupoli e il piccolo fosse stato poi accolto nella comunità dei criminali.


Il diaboliko Gomboli!

La motivazione escogitata da Faraci, col soggettista Mario Gomboli, è ingegnosa e richiede una costruzione narrativa elaborata, che determina fin dall’inizio ogni dettaglio dell’episodio. Diabolik viene salvato perché prenda il posto del fratellino dell’amante di King, ucciso da un mortale nemico di quest’ultimo, colui da cui stava fuggendo quando si è rifugiato sull’isola. Inoltre King si convince a tenere il bimbo sull’isola perché dei documenti trovati nella barca gliene rivelano l’identità (la risposta alla fatidica domanda “Diabolik, chi sei?” che neppure lui conosce). Tutto questo rende King una sorta di padre adottivo per Diabolik; infatti, pur tenendolo lontano da sé, nel finale della storia mostra di averne a cuore la sorte, anche se per un misterioso tornaconto. Però, se così si spiegano alcune cose, sorgono anche nuovi interrogativi. Viene da chiedersi come fa, il socio di King, a sapere che il bambino da loro accolto sull’isola fosse la stessa persona che poi è diventata Diabolik, visto che questo nella storia non viene spiegato. Ma soprattutto non si comprende più perché, in Diabolik, chi sei?, King fosse deciso a eliminare Diabolik una volta scoperto il segreto delle sue maschere, se quando era piccolo aveva invece dei motivi per proteggerlo e trattenerlo presso di sé.

La saga di King nella serie regolare.

Sicuramente, in futuro, sarà necessario raccontare altri dettagli su come Diabolik trascorse nell’isola l’infanzia e l’adolescenza (quando non aveva nome e tutti lo chiamavano “ragazzo”), fino ai quei ventidue anni in cui, sempre in Diabolik, chi sei?, è convocato dal suo tirannico salvatore King. Andrà chiarito che fine abbia fatto l’ex amante di King che lo allevò, e per quale motivo sia poi mutato l’atteggiamento di King verso di lui. In effetti, ci sono già alcuni brevi episodi ambientati in quel periodo: Vinca il Migliore, disegnato da Ivo Milazzo per il libro Diabolik – Visto da Lontano (ma, a parte la bravura del disegnatore genovese nel tratteggiare un Diabolik adolescente, la novità più rilevante di quella storia sembra essere stata il cappello indossato da King, anche in questo albo), un breve ricordo in Io Sono Diabolik (Il Grande Diabolik n. 1 del 2009) e soprattutto il terzo flashback nella storia L’Ombra della Luna (Il Grande Diabolik n. 1 del 2010), in cui vediamo agire Diabolik da ragazzo, quando è ancora protetto, a suo modo, da King.

Il volume Diabolik - Visto da lontano esposto in mostra (Milano, 2012). Dal bel blog Comicartcity.

È comprensibile l’esitazione che c’è stata per anni, nel mostrare da bambino un personaggio nato già adulto e dotato dell’invincibile sicurezza di chi conta fermamente sulle proprie grandi capacità. È difficile raccontare, in modo credibile, eventi ed esperienze che abbiano formato un così eccezionale carattere, come quello di un genio del crimine, privo di scrupoli comuni ma dotato di un personale codice morale. Per questo forse, raccontandone le origini, le Giussani fecero in modo di non mostrare il piccolo Diabolik e di lasciare in ombra le sue fattezze di ragazzo che si aggirava tra le caverne dell’isola. Come ha fatto notare Luca Raffaelli, l’altrettanto granitico Tex non è mai stato mostrato da bambino, neanche nel raccontarne il passato.
Con personaggi simili, si rischia di incrinarne il mito, facendo vedere che anche loro hanno avuto incertezze e disagi, che a volte sono stati rimproverati o puniti, che come tutti hanno dovuto crescere e imparare molte cose col tempo, dolorosamente e con difficoltà. È come mostrare l’infanzia di una figura messianica; di solito si passa direttamente dalla nascita all’età adulta, o si racconta appena qualche episodio straordinario, come Gesù nel tempio, o Ercole che strozza i serpenti. Ma è una sfida che gli autori hanno già vinto due volte, prima nell'episodio Gli Anni Perduti nel Sangue (Il Grande Diabolik n. 1 del 2006), in cui hanno mostrato il faticoso apprendimento delle arti marziali da parte di un giovane Diabolik, nonché i tradimenti e le perdite che ne hanno indurito il carattere, e poi in L’Ombra della Luna, dove sono riusciti a creare un Diabolik ragazzo, già molto abile, audace e intraprendente, che regge bene il confronto con quello adulto. 

Un giovane Tex disegnato da Stefano Andreucci.

 
Un segno premonitore che ne anticipa il futuro, in quell’episodio, è il momento in cui fronteggia la pantera nera da cui prenderà il nome, vedendosi riflesso nei suoi occhi. Così la storia delle origini del Re del Terrore, si fa sempre più suscettibile di possibili letture simboliche. Diabolik infatti è stato “salvato dalle acque” e non allevato dai veri genitori, come accade a certi sovrani o profeti leggendari che, dopo la scoperta di essere stati adottati, si dedicano a una missione o un dovere da compiere. Diabolik però non è destinato a imporre leggi ad altri o a se stesso, come l’antico re Sargon, il biblico Mosè o il tormentato Edipo. Al contrario, decide di crearsi da sé il proprio destino, “solo contro tutto e tutti” come quella pantera, proponendosi così come modello dell’individualismo più estremo e privo di compromessi. Il Re del Terrore in fondo vuol essere re solo di se stesso; può accettare al massimo di avere una compagna, purché sia alla sua altezza.

Prima di Diabolik: Fantomas!

Il fatto è che a Diabolik non è mai stato rivelato chi è veramente, quindi non gli è mai stato imposto un fato predeterminato, né il suo orgoglioso spirito d’indipendenza sembra esser stato intaccato da qualcuno che, da piccolo, gli abbia trasmesso scrupoli e paure, pretendendo d’insegnargli il presunto valore dell’umiltà e della sottomissione. È perciò un personaggio che può incarnare l’archetipo del Superuomo di Nietzsche, forse anche meglio del Conte di Montecristo di Dumas che ne fu il primo prototipo letterario. È un essere che sceglie da sé i propri valori e obiettivi e li segue, restando coerente solo a se stesso, al di là del bene e del male comunemente accettati, o imposti come regole, dalla società. Non è un caso che Diabolik nasca e abbia successo negli anni ’60 - quelli della contestazione al sistema, anche violenta.
Nel rapporto col patrigno-padrone King, si intravede quindi un conflitto edipico “tra padre e figlio”, ovvero un conflitto generazionale, ma anche una tipica successione regale, col nuovo re (in questo caso, del crimine) che per potersi imporre come tale deve prima uccidere quello vecchio. King (che non a caso significa re) in questa storia protegge il piccolo Diabolik e gli salva la vita (come farebbe un padre), ma poi sappiamo che finirà per desiderarne la morte, quando questi, crescendo, ne minaccerà il potere dimostrandosi più geniale di lui. Anche nei miti greci, il re degli dèi Cronos tenta inutilmente di uccidere il figlio Zeus ed è poi detronizzato da lui, quando questi diventa adulto, e anche il piccolo Zeus, come Diabolik, si rifugia nelle caverne di un’isola, finché non è abbastanza grande da affrontare il padre.

Nietzsche e il fumetto superomista.

Poi c’è il Diabolik originario, la pantera che seminava il terrore sull’isola finché non fu uccisa da King e che, in un certo senso, era il vero re dell’isola, un simbolo di forza spietata simile a un dio totemico primordiale e selvaggio. King non la fa abbattere da altri, è lui ad ucciderla e ad impossessarsi delle sue spoglie che ne rappresentano il potere, perché solo così può dire di averne preso il posto. Anni dopo il giovane senza nome, il giovane salvato dalle acque e quindi destinato a grandi imprese, uccide a sua volta King, identificandosi con l’antico re detronizzato, la pantera, di cui a suo modo rivestirà la pelle, prendendone il nome.
Da un'altra ottica, il Diabolik degli inizi, nato come cattivo della storia alla Fantomas, più che un superuomo pare un disadattato che non sa convivere coi suoi simili, neppure in un rapporto di dominio come loro capo. Non fa che rifugiarsi in un inattaccabile e orgoglioso isolamento, nascondersi dietro le sue maschere e riversare la sua rabbia verso l’esterno indiscriminatamente, eliminando chiunque trovi sulla sua strada. In questi recenti flashback però, gli aspetti di maggiore spietatezza delle prime storie sono smussati, imputati a traumi e delusioni della giovinezza, o allo stress di chi ha già superato molteplici minacce mortali.
Il personaggio ne esce un po’ più vulnerabile e meno duro, meno mitico ma più umano. Del resto, nel procedere della saga, le Giussani stesse ne ammorbidirono un po’ il carattere, come se la convivenza con Eva Kant gli avesse donato un maggior equilibrio, facendolo sentire amato e accettato e portandolo quindi, non solo a provare amore a sua volta, ma anche a sentire compassione per i più deboli (come sul n. 23 della serie, in cui salva la vita a un bambino, o come in questa storia, in cui libera un gruppo di ragazzine rapite), riservando ora tutto il suo odio e la sua spietata durezza per chi, a suo giudizio, se lo merita veramente.


Il Grande Diabolik n. 1/2014. Disegno di Palumbo


Il Grande Diabolik 1/2014
LA VERA STORIA DELL’ISOLA DI KING
Soggetto: Mario Gomboli e Tito Faraci
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giuseppe Palumbo
Disegni di collegamento: Giuseppe Di Bernardo e Jacopo Brandi
Formato: 192 pagine in bianco e nero
Editore: Astorina
Data di uscita: 15 Aprile 2014
Prezzo: € 4,90


Altri volumi della stessa serie citati nel testo, elencati secondo l’ordine cronologico dei flashback:


Il Grande Diabolik n.1/2010. Disegno di Palumbo






Il Grande Diabolik n. 1/2010
L’OMBRA DELLA LUNA
Soggetto: Mario Gomboli e Tito Faraci
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giuseppe Palumbo
Disegni di collegamento: Sergio e Paolo Zaniboni
Formato: 192 pagine in bianco e nero
Editore: Astorina
Data di uscita: 3 Aprile 2010
Prezzo: € 4,90


Il Grande Diabolik n. 1/2006. Disegno di Palumbo


Il Grande Diabolik n. 1/2006
GLI ANNI PERDUTI NEL SANGUE
Soggetto: Alfredo Castelli e Mario Gomboli
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giuseppe Palumbo
Disegni di collegamento: Pierluigi Cerveglieri
Formato: 192 pagine in bianco e nero
Editore: Astorina
Data di uscita: 1 Aprile 2006
Prezzo: € 4,70


Il Grande Diabolik n. 1/2009. Disegno di Palumbo





Il Grande Diabolik n. 1/2009
IO SONO DIABOLIK
Soggetto: Mario Gomboli e Tito Faraci
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giuseppe Palumbo
Disegni di prologo e epilogo: Enzo Facciolo
Formato: 192 pagine in bianco e nero
Editore: Astorina
Data di uscita: 15 Aprile 2009
Prezzo: € 4,90


Andrea Cantucci

N.B. Trovate i link alle altre parti dell'Angolo del "Bonellide" sulla pagina delle Cronologie!