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lunedì 14 ottobre 2019

DAVID "DIRTY DAVE" RUDABAUGH, L’UOMO TEMUTO DA BILLY THE KID! ECCELLENTE GIOCATORE DI CARTE E FAMIGERATO FUORILEGGE! - LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA (LXXI PARTE)


di Wilson Vieira

Arrivati alla 71a parte della più avvincente Storia del West mai narrata - frutto delle ricerche del brasiliano Wilson Vieira, storico e fumettista d'eccellenza - eccovi le truculente vicende di Dirty Dave, bandito texano che avrebbe letteralmente perso la testa per il crimine! Le immagini non bonelliane sono state selezionate e inserite nel testo dallo stesso Wilson. Buona lettura! (s.c. & f.m.)






Tex n. 18, novembre 1961. Disegno di Galep



David Rudabaugh nacque nella contea di Fulton, nell’Illinois, nel luglio del 1854. La sua famiglia si trasferì a Eureka, nel Kansas, nel 1870. Suo padre fu ucciso durante la Guerra Civile quando Dave era solo un bambino. Nel 1870 Dave iniziò la sua carriera criminale, fregando bestiame con una banda chiamata “Il Trio.” La gang presto crebbe e divenne nota come la “Banda Rudabaugh-Rourke.” Provarono a rapinare i treni, ma fallirono in tutti i loro tentativi. Dave fu arrestato ma riuscì a sfuggire alla prigione testimoniando contro i suoi stessi partner. Dopo la sua liberazione si unì alla “Dodge City Gang” e nel tentativo di colpire uno dei membri della sua banda uscito di prigione a Las Vegas (New Mexico) sparò e uccise un sceriffo. Fuggì a Fort Sumner e qui incontrò Billy the Kid e divenne membro della sua gang. In seguito visse nella contea di Greenwood, nel Kansas, prima di seguire le mandrie di bestiame a ovest in Colorado.



Poco si sa della sua vita fino a quando non divenne fuorilegge. Soprannominato “Dirty” Dave perché raramente faceva il bagno e indossava abiti sporchi, divenne famoso negli anni 1870 come capo di una banda di ladri in Texas. Ma Rudabaugh e i suoi uomini non si limitarono ad agire nel “Lone Star State.” Quando lui e la sua banda rapinarono un cantiere delle Ferrovie di Santa Fe nel Kansas nel novembre 1877, Wyatt Earp (1848 – 1929) ricevette l'incarico di vice Marshall per perseguire il fuorilegge fuori dallo stato.




Seguendo le tracce di Rudabaugh per 400 miglia fino a Fort Griffin, in Texas, Wyatt Earp entrò nel saloon di John Shanssey, chiedendo di Rudabaugh; il proprietario gli disse che era stato lì all’inizio della settimana, ma non sapeva dove fosse diretto; gli consigliò di rivolgersi a Doc Holliday (1851 – 1887), che aveva giocato a carte con Rudabaugh.

Magico Vento - Il Ritorno n. 4, ottobre 2019. Disegno di Mastantuono







Wyatt era scettico, poiché era risaputo che Doc odiava gli uomi di legge. Tuttavia, quando Wyatt lo incontrò quella sera da Shanssey, fu sorpreso dalla volontà di Holliday di parlare. Doc disse a Wyatt che pensava che Rudabaugh fosse tornato indietro nel Kansas. Fu questo primo incontro tra Earp e Holliday a gettare le basi della la loro amicizia, che durò tutta la vita. Wyatt passò queste informazioni a Bat Masterson (1853 – 1921), informazioni fondamentali per arrestare Rudabaugh.

Speciale Tex n. 34, giugno 2019. Disegno di Zuccheri




Cercando di stare sempre un passo avanti a Wyatt, Rudabaugh era in effetti tornato in Kansas: avrebbe rapinato un altro treno prima di essere catturato. Il 27 gennaio 1878 Rudabaugh, insieme ad altri cinque uomini, tentò senza successo di assaltare un altyro treno, a Kinsley, nel Kansas. Lui e il suo complice Edgar West furono catturati dopo pochi giorni dallo sceriffo Bat Masterson e dal suo gruppo, tra cui John Joshua Webb (1847 – 1882). Quando Rudabaugh estrasse la pistola, Webb lo fermò e lo costrinse ad arrendersi. Gli altri quattro complici furono arrestati in seguito.




Rudabaugh spifferò tutto sulla sua banda e promise di rigare dritto. I complici di Rudabaugh furono mandati in prigione, ma Dirty Dave fu presto rilasciato, finendo New Mexico e tornando di nuovo alle rapine. Nel 1879 si riunì con alcuni dei suoi conoscenti del Kansas e per i successivi sei mesi terrorizzarono Las Vegas, nel New Mexico, commettendo rapine ai treni e alle diligenze con il nome di “Dodge City Gang”. Tra i membri della banda c’erano “Mysterious Dave" Mather (1851 – 1885), Joe Carson, “Hoodoo Brown” (un giudice di pace) e il Marshall della città John Joshua Webb, ex nemico di Rudabaugh a Dodge City.




Il 14 ottobre 1879 un treno venne rapinato nella zona di Las Vegas da uomini mascherati. I ladri fuggirono con 2.085 dollari, tre pistole e tutte le lanterne sul treno. Due anni dopo, quando Rudabaugh fu finalmente arrestato, confessò di aver partecipato alla rapina. Il 22 gennaio 1880, T.J. House, James West, John Dorsey e William Randall giravano per la città sogghignando, ridendo e cercando guai.



Quando entrarono nella Close & Patterson Variety Hall, il Marshall Joe Carson gli chiese di poter controllare le loro armi, ma si rifiutarono. Ne seguì un selvaggio scontro a fuoco e Carson fu ucciso immediatamente, mentre il vice Dave Mather uccise Randall e ferì West. John Dorsey, sebbene ferito, e T.J. House riuscirono a scappare. Il 5 febbraio la Banda di Dodge City venne a sapere che Dorsey e House si nascondevano in casa di Juan Antonio Dominguez a Buena Vista, trenta miglia a nord di Las Vegas. Un gruppo composto da J.J. Webb, Dave Rudabaugh e altri cinque uomini, circondò la casa e chiesero che gli uomini si arrendessero. Dorsey e House accettarono dopo che fu data loro la garanzia di essere protetti dai cittadini di Las Vegas.



Tuttavia l’assicurazione sarebbe rimasta lettera morte, poiché, a poche ore dall’arrivo degli uomini i prigione, i vigilantes sottrassero i prigionieri ai carcerieri. Li portarono al mulino a vento in piazza per appenderli a una corda, ma la signora Carson aprì il fuoco sugli uomini prima che i vigilantes avessero la possibilità di impiccarli. Sfuggendo alla giustizia per questo omicidio, Rudabaugh e il resto della banda continuarono a derubare e rapinare fino a quando J.J. Webb fu arrestato per l’omicidio di Mike Kelliher il 2 marzo 1880. Si formò una posse per il linciaggio che fu respinta dalla Banda di Dodge City con Dirty Dave al timone. Il 30 aprile Rudabaugh, insieme a un uomo di nome John Allen, irruppe nell'ufficio dello sceriffo per liberare Webb. Sebbene l'evasione non ebbe successo, Rudabaugh assassinò uno dei carcerieri durante l'azione. La sentenza di morte per Webb fu appellata e commutata in ergastolo. Rudabaugh, insieme al membro della Dodge City Gang Tom Pickett fuggì a Fort Sumner e unì le forze con Billy the Kid (1859 – 1881).




Secondo alcune fonti Billy the Kid aveva paura di un solo uomo e quell’uomo era Dave Rudabaugh. Il 30 novembre 1880, Billy the Kid, David Anderson (Billy Wilson) e Rudabaugh entrarono a White Oaks, nel New Mexico, e si imbatterono nel vice sceriffo James Redman. Sotto il fuoco incrociato, Redman si nascose dietro un saloon mentre diversi cittadini scesero in strada, inseguendo i fuggitivi fuori città. Mentre un gruppo li inseguiva, i fuorilegge si nascosero nel ranch di un uomo di nome Jim Greathouse, che presero in ostaggio.



Raggiunti all’alba da una posse, scambiarono il loro ostaggio con il vice sceriffo James Carlyle, che si offrì di negoziare con i fuorilegge per indurli ad arrendersi. Continuando a circondare la casa, la posse attese ore. Verso mezzanotte, il gruppo di cittadini dichiarò che avrebbe preso d’assalto la casa. Proprio in quel momento uno sparo fu esploso da una finestra e un uomo cadde precipitando. Il colpo ancora si propaga va nell’aria che Carlyle già giaceva morto. Il proiettile poteva provenire sia dai fuorilegge, sia dalla posse, ma molti sospettarono che la banda avesse ucciso il proprio uomo. Dopo questo incidente, la posse abbandonò l’assedio e i fuorilegge fuggirono. Più tardi Billy the Kid sarebbe stato accusato di aver ucciso Carlyle. Inseguiti dal risoluto Pat Garrett 1850 – 1908) Billy the Kid, Billy Wilson, Dave Rudabaugh, Tom O’Folliard, Charlie Bowdre e Tom Pickett entrarono ormai stanchi a Fort Sumner, nel New Mexico, il 19 dicembre 1880, e si trovarono di fronte al gruppo di Garrett che si era nascosto in una stazione di posta in costruzione.



Lon Chambers e molti altri balzarono fuori dal nascondiglio mentre Garrett ordinò ai fuorilegge di arrendersi. Tuttavia, molti membri del gruppo non aspettarono che i fuorilegge rispondessero alla richiesta di Garrett, e aprirono invece il fuoco su Pickett e O’Folliard, che stavano cavalcando davanti. Pickett e O’Folliard furono sbalzati dalle loro selle; il cavallo di Rudabaugh si beccò un proiettile e crollò a terra. Rudabaugh riuscì a saltare sul cavallo di Wilson e lui e gli altri fuorilegge fuggirono, rintanandosi in una capanna abbandonata vicino a Stinking Springs, nel New Mexico. Ben presto i fuorilegge furono rintracciati e il loro nascondiglio circondato. All’interno della casa c’erano Billy, Charlie Bowdre, Rudabaugh, Tom Pickett e Billy Wilson. Quando Bowdre passò davanti a una finestra aperta, gli spararono al petto. L’assedio continuò fino al giorno successivo quando Rudabaugh finalmente sventolò una bandiera bianca e i banditi si arresero.



Billy the Kid e la sua banda furono catturati il ​​23 dicembre 1880 e portati a Santa Fe, nel New Mexico. Rudabaugh fu portato a Las Vegas per essere processato. Nel febbraio 1881, tentò di evitare di essere accusato di reato capitale, dichiarandosi colpevole della rapina in treno a Las Vegas nell’ottobre 1879. Tuttavia il suo tentativo non ebbe successo e fu condannato all'impiccagione per omicidio. Fu quindi portato nel carcere della città vecchia di Las Vegas per attendere la sua esecuzione, dove J.J. Webb nel frattempo continuava a servire come uomo della legge. Billy the Kid fu poi incarcerato a Lincoln, nel New Mexico, da dove fuggì il 28 aprile 1881, ma fu presto rintracciato e ucciso da Pat Garrett il 14 luglio 1881. 






Rudabaugh, Webb e altri due uomini di nome Thomas Duffy e H.S. Wilson tentarono senza successo di fuggire di prigione il 19 settembre 1881. Duffy rimase ferito a morte e il loro tentativo abortì. Webb, che era condannato all'ergastolo, e Rudabaugh, su cui pendeva la minaccia di impiccagione, erano determinati a non arrendersi. Due mesi dopo, Webb e Rudabaugh, insieme ad altri cinque uomini, scalzarono una pietra dal muro della prigione e fuggirono passando attraverso un buco di 20x50 centimetri circa! Rudabaugh e Webb ripararono in Texas e poi in Messico, dove Webb fece perdere le sue tracce. Successivamente Webb tornò in Kansas, dove prese il nome di “Samuel King” e lavorò come cocchiere. Morì di vaiolo nel 1882 in Arkansas.



Dave uccise molti uomini: 65, senza contare i Messicani e gli Indiani. In prigione, Dave incontrò alcuni membri delle sue vecchie bande ed evasero insieme, dopodiché si trovò nel bel mezzo della faida di Earp. Dave si trasferì presto in Messico, dove divenne un cowboy e un ladro. Il 18 febbraio 1886, Rudabaugh fu coinvolto in uno scontro a fuoco con gente del posto a Parral, nel Chihuahua, e uccise due uomini, perché durante una partita a carte era stato accusato di barare. A un messicano Rudabaugh sparò in testa, mentre un altro giocatore, che aveva estratto la pistola, fu centrato al cuore. Lasciò il saloon ma, non riuscendo a trovare il suo cavallo, rientrò dentro, il che si rivelò un errore fatale. Nel buio più totale fu colpito diverse volte, poi fu decapitato con un machete e la sua testa fu infilzata su un palo.




Per diversi giorni - così si disse - i suoi assassini sfilarono in città con quella testa sul palo. Secondo un’altra versione della storia, Rudabaugh alla fine lasciò il Messico con una mandria di bovini diretti in Montana, dove visse una vita normale da cowboy, si sposò e generò tre figlie; morì, ormai alcolizzato, in Oregon nel 1928. Cose misteriose del Selvaggio Vecchio West...


Wilson Vieira

N.B. Trovate i link alle altre puntate della Storia del West su Cronologie & Index!

martedì 23 luglio 2019

DUE DONNE PER TEX!

di Filippo Pieri

Gabriella Contu è stata la prima donna a scrivere una sceneggiatura per il fumetto più famoso e longevo della Sergio Bonelli Editore, apparendo nel numero 14 della collana "Color Tex". Sulla stessa collana, 5 anni prima, Laura Zuccheri era stata invece la prima donna a realizzare una copertina per il noto Ranger: adesso è la prima disegnatrice donna ad aver realizzato un "Texone", ovvero l'albo speciale in grande formato a cadenza annuale dedicato ad Aquila della Notte. Luca Raffaelli l'ha  intervistata nell'inserto “Robinson” di "Repubblica" del 13 Luglio 2019.




N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

sabato 19 ottobre 2013

TEX: LA PRIMA DONNA

Bonelli News

Esattamente tra un mese arriverà nelle edicole il quarto numero del Color Tex. Albo per molti versi epocale. Oltre ad essere il primo all'interno della collana full color dedicata ad Aquila della Notte, ad essere costituito da quattro storie di trentadue tavole, e a segnare il passaggio alla pseudo-semestralità alla collana (in realtà tra un numero e l'altro passano alternativamente 3 e 9 mesi), l'albo si segnala soprattutto per la firma che appare in copertina. Una timida sigla, una L e una Z ai piedi di Tex, ci segnalano che l'immagine è stata realizzata da Laura Zuccheri, la prima donna, dopo quasi ottantasettemila tavole, 1866 copertine inedite (tra strisce, e albi in formato attuale) e 65 anni di vita editoriale del personaggio, a mettere i pennelli al servizio del granitico eroe creato da Gianluigi Bonelli. 

La storica copertina firmata da Laura Zuccheri

Per scoprire gli altri otto autori coinvolti e quattro tavole in anteprima vi rimandiamo al sito Bonelli. Qui sotto trovate inoltre una versione "estesa" della copertina, postata sul proprio sito qualche settimana fa dalla stessa Laura Zuccheri. 

Versione estesa della cover, tratta dal sito di Laura Zuccheri, che non reca la firma

Saverio Ceri

N.B. Trovate le altre Bonelli News nella pagina apposita!

domenica 13 gennaio 2013

NUMERI PERDUTI (2 di 4)

di Saverio Ceri

Proseguiamo il recupero delle puntate perdute di Diamo i numeri, in questo caso l’occasione era data dal centesimo albo di Julia. Nel testo troverete una precisazione sulla mia interpretazione di “collaborazione” e la richiesta di chiarimenti; qualche anno dopo in occasione del 150° Julia, tramite Moreno Burattini, mi è stato spiegato che le collaborazioni sono da considerarsi minime e quindi da non conteggiarsi. La classifica varia come numero di tavole, ma rimane sostanzialmente immutata come posizioni. Sia la puntata precedente che questa sono figlie di quel periodo quindi riportano i dati secondo la precedente interpretazione.

Cover di Marco Soldi per il centesimo albo di Julia

Diamo i numeri n.2 ( febbraio 2007)

CENTO SFUMATURE DI GIALLO

L’albo di inizio gennaio è stato il 100° per Julia, la criminologa creata nel 1998 da Giancarlo Berardi. Come di consuetudine in Casa Bonelli, la ricorrenza è stata festeggiata con un albo interamente a colori; un’abitudine che ci ha regalato dal 1969 a oggi, 30 albi in quadricromia, compreso quest’ultimo di Julia. Ci sembrava doveroso, quindi, dedicare questo secondo appuntamento telematico della nostra rubrica all’eroina berardiana.
Prima di passare alle cifre, però, e necessaria una breve precisazione. Su Julia nell’indicare gli autori delle storie, spesso viene utilizzata la formula ”con la collaborazione di…”. Ovviamente la collaborazione avrà inciso sul numero delle tavole realizzate in maniera diversa da albo a albo. Nel caso dei disegnatori: Se il “collaborante” ha passato a china metà albo, tale intervento si potrebbe quantificare in circa un quarto delle tavole complessive, se invece ha realizzato tutti gli sfondi delle vignette, l’incidenza è un po’ maggiore, al contrario se ha soltanto dato una mano al disegnatore “titolare” nelle ultime tavole per rispettare le date di consegna, il suo intervento conta molto poco in quantità di tavole. Discorso analogo si potrebbe fare per gli sceneggiatori. Pertanto, non potendo sapere di volta in volta come quantificare la collaborazione, per convenzione abbiamo stabilito di attribuire all’autore collaborante un quarto delle tavole. Per stilare le classifiche che troverete di seguito si è seguito questo criterio; motivo tra l’altro dell’alta presenza di “mezze tavole” nella graduatoria.
Ovviamente se da Via Buonarroti volessero indicarci come quantificare mediamente la “collaborazione” saremmo lieti di aggiornare la classifica con i nuovi parametri.

Gli albi, le tavole e le cover
Le avventure di Julia prese in esame sono state per la verità pubblicate su 102 albi, oltre alla serie regolare infatti vengono presi in considerazione anche i due Almanacco del Giallo che hanno visto pubblicate altrettante avventure della criminologa. Sono cosi 12788 le pagine a fumetti edite finora su albi marchiati Julia e sono 2 i copertinisti. Marco Soldi ha all’attivo tutte le 100 cover della serie regolare, mente Laura Zuccheri ha messo la sua firma sulle 2 degli almanacchi.

Gli sceneggiatori
Ristretto il gruppo di scrittori che Berardi ha scelto per narrare le gesta di Julia. 8 gli sceneggiatori, ma oltre il 91% delle tavole è stato realizzato da soltanto 3 autori. Il creatore della serie del resto segue la sua creatura con attenzione, lo dimostrano le quasi 7000 tavole al suo attivo(oltre il 50% del totale), e il fatto che tutti i soggetti portano la sua firma. Inoltre da 88 albi anche tutte le sceneggiature recano il suo nome. Proprio per mantenere un’uniformità stilistica della serie Berardi si affida quasi esclusivamente a due soli collaboratori. La cura che l’autore ligure dedica al personaggio gli impedisce di realizzare episodi tutti da solo; sono infatti solo 15 le avventure che recano il solo nome di Berardi tra gli sceneggiatori, e l’ultima risale al numero 53!
Questa la graduatoria completa:

1° Berardi
6898
2° Mantero
2735
3° Calza
2052,5
4° De Nardo
840
5° Ghè
105
6° D'Antonio
63
6° Salvatori
63
8° La Neve
31,5

Tavola tratta dal centesimo albo di Julia. Disegni di Giorgio Trevisan

I disegnatori
Molto folta la schiera dei disegnatori chiamati ad illustrare le 12788 tavole di Julia, ben 26, tra i quali 4 di lingua ispanica. Da segnalare anche la presenza nel gruppo di un big del fumetto internazionale: Sergio Toppi. La reginetta di questa graduatoria è Laura Zuccheri, unica donna tra i vari leader delle classifiche delle pagine disegnate delle serie Bonelli.
Passiamo subito alle cifre:

Pos.
disegnatore
Tavole
1°
Zuccheri
1679,5
2°
Enio (Legisamon)
1380,75
3°
Piccoli
1102
4°
Jannì
1008
5°
Zaghi
913,5
6°
Antinori
882
7°
Michelazzo
850,5
8°
Piccioni
640,5
9°
Caracuzzo
567
10°
Trevisan
472,5
11°
Boraley
420
12°
Campi
409,5
13°
Siniscalchi
378
14°
Soldi
372,75
15°
Dall'Agnol
252
16°
Macagno
220,5
17°
Vannini
204,75
18°
Martinetti
189
19°
Pittaluga
157,5
20°
Trigo
136,5
21°
Roi
126
21°
Toppi
126
21°
Seijas
126
24°
Leoni
94,5
25°
Calcaterra
63
26°
Mantero
15,75

Risultati parziali
Alle classifiche generali si arriva sommando di numero in numero, di anno in anno le tavole realizzate dai vari autori. Esiste, pertanto, anche una classifica annuale degli sceneggiatori e dei disegnatori. Inutile dire che tra gli scrittori la classifica parziale annuale è sempre stata vinta da Giancarlo Berardi dal 1998 a oggi: il suo anno più prolifico è stato il 2001 con 1102,5 tavole. Più variegato l’albo d’oro annuale dei disegnatori:

anno
vincitore
tavole
1998
Luca Vannini
141,75
1999
Laura Zuccheri
315
2000
Enio
231
2001
Laura Zuccheri
283,5
2002
Enio
252

Mario Jannì
252
2003
Claudio Piccoli
252
         
Roberto Zaghi
252
2004
Laura Zuccheri
252

Mario Jannì
252
2005
Laura Zuccheri
220
2006
Enio
252

Ernesto Michelazzo
252

Laura Zuccheri ha “vinto” in 4 anni su 9 la graduatoria e detiene anche il record di tavole in un solo anno: 315. Il 2007 vede momentaneamente e ovviamente in testa Giorgio Trevisan, autore dell’unico albo uscito per ora.

Recente foto di Laura Zuccheri, la più prolifica disegnatrice di Julia

Curiosità
Il lettering dei 100 albi è stato quasi esclusivamente realizzato da due letteriste: Pejrano (67 albi) e Sanfelice (30 albi), solo 2 albi per Belletti e 1 per Spreafico. Nessuna indicazione invece per l’autore del  lettering dei 2 almanacchi.
L’avventura più lunga si può considerare la trilogia che ha aperto la serie: 378 pagine. Le storie più corte le 2 apparse sugli almanacchi: 94 pagine.
Gli albi realizzati a più mani (ben 12 mani!!!) sono due: Il numero 17 scritto da Berardi, Mantero e Salvatori e disegnato da Trigo, Soldi e Enio, e il numero 81 di Berardi e Mantero alla macchina da scrivere e di Leoni, Macagno, Pittaluga e Soldi ai pennelli.

Anche per stavolta è tutto. Appuntamento a marzo per una nuova escursione nel mondo delle cifre fumettistiche.

Saverio Ceri

N.B. Trovate altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.