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mercoledì 6 marzo 2019

THOMAS JAMES “BEAR RIVER” SMITH: PUGILE E SCERIFFO! UN IMPAVIDO EROE DEI GIORNI DELLA FRONTIERA! - LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA (LXV PARTE)

di Wilson Vieira

Giunti alla 65a puntata della "Storia del West" il nostro Wilson Vieira ci racconta le gesta di Tom "Bear River" Smith, uomo della legge nella turbolenta Abilene del 1870, in un racconto che odora di polvere da sparo e di leggenda! Ricordiamo che le immagini non bonelliane sono state scelte e posizionate nel testo dallo stesso Vieira. Buona lettura! (s.c. & f.m.)




Thomas "Tom" James Smith nacque a New York il 12 giugno 1840. Gli inizi della sua carriera non sono noti. Si dice che era un poliziotto a New York City e che combatteva come pugile peso medio professionista a mani nude. Dopo essere stato coinvolto nell’uccisione accidentale di un ragazzo di 14 anni, Smith si ribellò contro l’uso delle armi da fuoco e lasciò il posto di uomo della Legge. La documentazione a sostegno di queste storie non è però mai emersa. Il primo fatto documentato su Tom Smith avvenne nel 1868, nella città di Bear River, WY.  Dopo aver lasciato NYC Smith aveva trovato lavoro presso la ferrovia Union Pacific nel Wyoming, e presto, sfruttando le sue capacità di pugile, si fece una reputazione di uomo duro e giusto. La città era turbolenta, con gli operai della ferrovia che si ubriacavano e causavano problemi. La gente del luogo formò un comitato di vigilanza nel tentativo di rendere la città più rispettabile. Questo gruppo addetto alla sicurezza impiccò tre lavoratori delle ferrovie e fece svariati arresti arbitrari. I lavoratori delle ferrovie si ribellarono e diedero fuoco alla prigione e ad altri edifici, scatenando in città una guerra civile con i vigilantes. Smith provò a interporsi nella faida e fu ferito da una pallottola dei vigilantes, rischiando di morire L'esercito giunse a imporre la legge marziale e Smith divenne Marshall della città, guadagnandosi il soprannome di "Bear River".

Tex n. 17, settembre 1961. Disegno di Galep


Il 14 giugno 1870, grazie alla ottima nomea che si era fatta (ricoprì un ruolo di ufficiale anche a Greeley, in Colorado), fu nominato Marshal di Abilene, in Kansas. Fra le prime sue azioni ci fu un'ordinanza contro il porto d'armi. I guai arrivarono nelle vesti di un corpulento texano di nome Big Hank. Tom si avvicinò a Hank e dichiarò che voleva far rispettare l’ordinanza sulle pistole. Big Hank dichiarò che non le avrebbe abbandonate. Tranquillamente Smith chiese una seconda volta a Hank di lasciare le armi e quando fiumi di imprecazioni cominciarono a uscire dalla bocca del ceffo, Tom lo colpì con un pugno devastante. Mentre Hank ancora si stava scrollando di dosso lo stordimento, Smith gli prese la pistola dalla fondina. Quando Hank finalmente si riprese e si alzò in piedi, Tom gli disse di lasciare la città e di non tornare mai più. Big Hank non è mai più stato visto ad Abilene. L'avversario seguente fu Wyoming Frank. 
Frank era deciso a sbarazzarsi di questo arrogante uomo della legge e restituire la città alla chiassosa anarchia dei cow-boy. Frank si avvicinò a Smith per iniziare uno scontro a fuoco. Ma non riuscì nemmeno a estrarre il ferro: Smith lo centrò per primo con due pugni. Mentre Frank cadeva, fu Tom a estrargli la pistola dalla fondina. Gli intimò di non tornare mai più ad Abilene. Nei saloon i clienti potevano consegnare le pistole e ritirarle quando erano pronti ad andarsene. Smith non voleva però blindare la città, ma solo mantenere le cose tranquille. La voce si diffuse, costellata di lividi, costole rotte e mascelle slogate!






Situata sulla riva nord del fiume Smoky Hill, a circa 95 miglia a ovest di Topeka, Abilene è il capoluogo e la città più grande della Contea di Dickinson. Anche se era meglio conosciuta come la “Regina delle Cowtown del Kansas”, dove le Cowtown erano quelle città la cui attività principale era l'allevamento del bestiame, Abilene esisteva già da un decennio prima che il bestiame arrivasse in città. Fondata nel 1858, fu così battezzata da Timothy e Eliza Hersey, riferendosi a un passaggio della Bibbia, dove Abilene o Abila significava “Città delle Pianure”. Fu prima capolinea e successivamente una stazione di sosta sulla “Butterfield Overland Stage Line”: gli Hersey stipularono un contratto con la compagnia per servire pasti ai passeggeri e ai dipendenti. La stazione era costituita da due edifici in legno a tronchi, una stalla e un recinto per cavalli; il tutto era pubblicizzato per il viaggiatore diretto a Ovest con lo slogan “L’ultimo pasto decente a est di Denver”. La struttura successiva fu una dimora nota come “The Hotel”, di proprietà di C. H. Thompson, e situata sulla riva est del Mud Creek. Più persone cominciarono a venire nella zona e tra loro c’era un uomo comunemente noto come “Old Man Jones”, che eresse una casa di tronchi e la trasformò in un negozio, vendendo alcune mercanzie, ma soprattutto whisky. In vista della promozione del Kansas da Territorio a Stato, C.H. Thompson fu il primo a pensare a un abbozzo di città nel 1860, costruendo in fretta alcune casette di legno di fortuna. L’anno seguente Abilene divenne la sede della Contea di Dickinson. Nel 1864 il dottor W. S. Moon costruì il “Frontier Store” a est del torrente, con un piccolo magazzino di merci dim ogni genere. Moon divenne il primo direttore dell'ufficio postale. La crescita della città fu piuttosto lenta fino a quando la “Kansas Pacific Railroad” fu completata ad Abilene nel 1867.


Legs n. 40, marzo 1999. Disegno di Atzori





Tuttavia, la sua piccola e sonnolenta esistenza cambiò quando un commerciante di bestiame dell’Illinois, chiamato Joseph G. McCoy, vide Abilene come il luogo perfetto come base di partenza da cui spedire il bestiame. McCoy scelse quel posto grazie all’abbondanza di erba e acqua nella zona. Prima che la città si trasformasse in un importante centro di interscambio, McCoy la descrisse così: 
Abilene nel 1867 era un piccolissimo luogo triste, costituito da circa una dozzina di capanne di tronchi, di bassa, piccola e rozza fattura, quattro quinti delle quali erano coperte di terriccio come tetto; in città c'era una sola abitazione con il tetto fatto di assi. Gli affari commerciali del borgo venivano condotti in due piccole stanze, semplici capanne di tronchi e, naturalmente, si trovava l’inevitabile salone, anch'esso in una capanna di legno. 
McCoy avrebbe cambiato tutto. Inviò circolari in tutto il Texas per pubblicizzare Abilene come nuovo punto di scambio, costruì un magazzino e un albergo chiamato “Drover’s Cottage”.





Prima della fine del 1867 circa 35.000 bovini erano stati condotti lì per la spedizione sulla nuova ferrovia fino a i mercati dell'Est. Sotto la guida di McCoy la città regnò per quattro anni come il mercato principale per il bestiame del Texas. Anche se il nuovo punto di scambio stimolò la crescita della città, portò anche molti personaggi indesiderabili, tra cui giocatori d’azzardo, truffatori, cowboy, prostitute e altro ancora. Con dispiacere e disgusto dei cittadini rispettabili e rispettosi della legge, questi cosiddetti “indesiderabili’ praticamente si impossessarono del luogo. Gli agguati con le armi da fuoco erano comuni e l’elemento turbolento, essendo la maggioranza, continuava a gestire le cose senza ostacoli, finché il tribunale per le cause di successione e omologazione della Contea di Dickinson non accolse una petizione per incorporare Abilene nella Contea il 6 settembre 1869. Joseph G. McCoy fu scelto come primo sindaco e il nuovo governo della città cominciò a prendere provvedimenti per controllare l’illegalità dilagante. 
A Smith pagarono uno stipendio di 150 dollari al mese più 2 dollari per ogni condanna delle persone arrestate. Tom cercò con determinazione, come abbiamo visto, di far rispettare il regolamento secondo cui le persone non avrebbero dovuto portare armi nei confini della città. Sebbene portasse una pistola per le emergenze, Smith preferiva imporre la legge con i pugni. La decisione di bandire le armi fu impopolare presso alcuni membri della comunità, i manifesti con l'ordinanza che vietava le sputafuoco venivano sforacchiati col piombo e durante i pochi mesi successivi all'incarico il Marshal  sopravvisse a due tentativi di omicidio. Come risultato della sua capacità di mantenere la legge e l’ordine, Smith fu anche nominato vice sceriffo del Texas. 
Il 2 novembre 1870 Smith, insieme a un vice sceriffo, fu inviato in un piccolo insediamento a 10 miglia da Abilene per arrestare Andrew McConnell, un uomo accusato dell’omicidio di John Shea, un contadino locale. McConnell era in compagnia di un complice, chiamato Miles. I dettagli esatti dell’arresto variano in base alla fonte. 
Il quotidiano locale, l’Abilene Chronicle, spiegò cosa successe dopo che Smith arrivò a casa di McConnell:

L’agente Smith ha informato McConnell che veniva in veste ufficiale e che aveva un mandato per il suo arresto, dopo di che McConnell ha sparato a Smith forandogli il polmone destro; anche McConnell è stato ferito, ferendo a sua volta i due uomini della legge mentre i si stavano avvicinando; Smith, anche se ferito a morte, stava avendo la meglio su McConnell, quando Miles lo ha colpito alla testa con una pistola, facendogli perdere i sensi e sbattendolo a terra; poi ha afferrato un’ascia e gli ha quasi staccato la testa dal corpo. 


Moses Miles e Andrew McConnell furono catturati subito dopo e nel marzo del 1871 entrambi gli uomini vennero riconosciuti colpevoli di omicidio e condannati a lunghe detenzioni.


Come sottolineò lo stesso giornale di Abilene:


McConnell è stato condannato a dodici anni soltanto e Miles a sedici anni soltanto di reclusione nel penitenziario. Dodici e sedici anni nel penitenziario potrebbero sembrare lunghi periodi, ma i condannati dovrebbero essere grati di cavarsela con la galera, ma la loro vita naturale non basterà mai a espiare il loro grande crimine.

Una grande processione dei cittadini di Abilene accompagnò Tom Smith al cimitero sulla collina, dove fu sepolto e ricordato con una semplice lapide di legno. Anni dopo Marshal Smith sarebbe stato ricordato da un altro abitante di Abilene - nientemeno che dal presidente Dwight David Eisenhower, “Big Ike” (1890 – 1969), che disse: 

Secondo le leggende della mia città natale, Tom Smith, il nostro “Bear River, era tutt’altro che un personaggio noioso. Anche se non portava quasi mai una pistola, sottomise i senza legge alla forza della sua personalità e alla sua tremenda capacità di atleta. Un colpo del suo pugno era apparentemente sufficiente per mettere fuori combattimento il solito “duro” cowboy. È stato assassinato a tradimento.

Nel 1904, “Bear River”, Tom Smith fu riesumato e trasferito nel cimitero di Abilene e un grande blocco di granito massiccio fu posto sulla sua tomba: Un impavido eroe dei giorni di frontiera, che ha imposto la supremazia della legge.


Wilson Vieira

N.B. Trovate i link agli altri momenti della Storia del West su Cronologie & Index!

mercoledì 27 settembre 2017

PISTOLEROS! TIRATORI LENTI E TIRATORI VELOCI! I VINCITORI ALLA GARA DEI NERVI! - LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA (L PARTE)

di Wilson Vieira

Benvenuti alla cinquantesima puntata della Storia del West, il capolavoro di saggistica sulla Frontiera che Wilson Vieira, storico e fumettista, sta scrivendo dal Brasile per i lettori di Dime Web! Ci addentreremo nel lato noir, giallo, thriller... del West, con una sequenza impressionante di vere e proprie facce da patibolo! Vi ricordiamo che tutte le immagini non bonelliane sono state scelte e posizionate nel testo da Wilson stesso. Buona lettura! (s.c. & f.m.)



Magico Vento n. 43, gennaio 2001. Disegno di Frisenda


Il tipo dell’uomo dalla pistola facile, che i produttori di Hollywood ci propinano da decenni, non ha che una vaga rassomiglianza col tipo storico, che venne impersonificato per la prima volta da Wild Bill Hickok (1837 – 1876). La storiografia fa una attenta divisione fra due tipi di uomini che, per così dire, consideravano la pistola come loro occupazione principale. Per prima cosa abbiamo il "pistolero", che sparava per soddisfare le sue oscure esigenze, o per vendetta come il texano Gregorio Cortez, o per rendere la pariglia, come Frank Boardman Eaton detto “Pistol Pete” (1860 – 1958), oppure per il semplice gusto di uccidere come Harvey Alexander Logan “Kid” Curry (1867 – 1904) e Harry Tracy (1875 – 1902); oppure ancora per esercitare la cosiddetta professione di cacciatori di taglie come Tap Dimajo e “Happy” Joe Longview.





C’erano anche i freddi sicari come Ben Thompson (1843 – 1884) e King Fisher, o come il dentista tisico Doc Henry Holliday (1851 – 1887) e l’ambizioso Wyatt Earp (1848 – 1929).






C’erano senz’altro anche dei poliziotti, come Wild Bill Hickok e John Henry Selman (1839 – 1896), e banditi come i James Brothers, gli Younger Brothers, i Sunday Brothers, i Daltons e Bill Doolin (1858 – 1896).






Tutti questi uomini, che incarnarono la realtà storica del pistolero, furono degli sparatori nel senso peggiore della parola, mentre i membri della seconda categoria, quella dei “combattenti con la pistola" (i "gunfighters”), appartenevano a quel tipo di persone che non avevano nessun interesse personale nello sparare e nell’uccidere, ma che agivano per il diritto e l’ordine, per il bene della società, o anche secondo il “Codice d’Onore” non scritto del cowboy.









A questa categoria si possono ascrivere funzionari di polizia come William Mattew “Bill” Tilghman (1854 – 1924), Heck Thomas (1850 – 1912), Christian “Chris” Madsen (1851 – 1944), James Franklin “Bud” Ledbetter (1852 – 1937), Frank M. Canton (1849 – 27) e anche taluni Ranger del Texas, come Ira Aten (1862 – 1953) e John Coffee “Jack” Hays (1817 – 883), John Jones e Frank Jones.





Si possono includere anche funzionari, come William Barclay “Bat” Masterson (1853 – 1921), Jim Carhwrigt e Elfego Baca (1865 – 1945).





Anche “desperados” spesso diffamati, come Billy the Kid (1859 – 1881) e John Wesley Hardin (1853 – 1895), combattevano per l’ordine. Billy "il Ragazzo" non arriva a un metro e sessanta di altezza e comincia la sua carriera di “Pistolero” al soldo di un allevatore di bestiame. Ha ucciso 20 uomini, senza contare i Negri e gli Indiani. Catturato e processato, il giudice legge la sentenza che si conclude con la formula: ...appeso per il collo fino a che siate morto, morto, morto. Alla quale ribatte senza pensarci Billy the Kid: E voi andate all’inferno, all’inferno, all’infernoPoi riesce a fuggire. Nel luglio del 1881, quando viene colpito a morte dallo sceriffo Pat Garrett (1850 – 1908), ha appena ucciso il suo ventunesimo uomo, un poliziotto.

Tex n. 48, ottobre 1964. disegno di Galep






Si possono aggiungere anche i detective della prateria Charles A. Siringo (1855 – 1928) e John Poe, il costruttore di ferrovie Jim Kyner, il rancher Robert Lee e ribelli come gli Horrel Brothers e i Marlow Brothers.
I tiratori scelti, a loro volta, rappresentavano, tecnicamente, due categorie diverse: i “tiratori veloci” erano quelli che estraevano l’arma con rapidità fenomenale e contemporaneamente sparavano e centravano; i "tiratori lenti” erano invece quelli che estraevano l’arma con minore velocità, puntavano accuratamente e poi sparavano.

Legs n. 41, aprile 1999. Disegno di Atzori





Tex n. 602, dicembre 2010. Disegno di Villa


Il tiratore veloce era un artista, un tiratore d’arte adatto per il circo, che doveva allenarsi giornalmente con almeno 100 colpi, per rimanere in esercizio e coltivare un passatempo faticoso e costoso. A questa categoria appartenevano Wild Bill, Billy the Kid e Ben Thompson: uomini che estraevano l’arma con incredibile rapidità e con altrettanta rapidità sparavano e centravano. Per il duello preferivano distanze ravvicinate di 6-10 metri. E colpivano l’avversario sempre nel tronco.
Ai tiratori lenti apparteneva la maggior parte dei funzionari che rappresentavano la legge. Essi preferivano le distanze di 20-30 metri. Chi sa come rincula un revolver di grosso calibro quando parte il colpo, comprenderà che a questa distanza non conta il tiro veloce, ma il tiro preciso. Un colpo rapido può colpire solo per caso. Perciò uomini come Bat Masterson, Wyatt Earp, Lloyd Tilghman (1816 – 1863), Thomas e Madsen lasciavano che i loro avversari sparassero per primi. Essi stessi miravano bene e centravano al primo colpo quando tiravano il grilletto. I cowboy, in genere, erano dei cattivi tiratori di pistola.

Tex n. 59, settembre 1965. Disegno di Galep




Rapporti dell'epoca, studiati da noi storici, dicono concordemente che anche a distanze ravvicinate, come per esempio la lunghezza di un saloon, i cowboy sparavano un numero incredibile di colpi, senza centrare. Un cowboy non aveva mai tempo per esercitarsi nel tiro veloce.
Andy S. Jeoffrey così si esprimeva nel 1938:
Quando vedo nei film che i cowboy, con l’arma alla coscia, che colpiscono una mosca posata su un naso qualsiasi, mi pare di impazzire. Non ho mai incontrato un cowboy che, tenendo l’arma alla coscia, fosse stato capace di centrare un armadio alla distanza di 10 iarde. Ma a prendere la mira e poi, alla distanza di 10 passi, colpire un tappo infilato nel collo di una bottiglia, senza colpire la bottiglia, probabilmente lo potevano fare tutti.
In ogni caso un uomo che si fosse esercitato nel tiro più lento ma preciso era in vantaggio, praticamente contro ogni avversario, anche se lasciava che l’altro estraesse l’arma per primo. Non è perciò il caso di celebrare oggi questo tipo di uomo come “vincitore alla gara dei nervi”.

Tex n. 677, marzo 2017. Disegno di Villa





John Wesley Hardin diceva nel 1881: quando un uomo si è esercitato nel tiro veloce e sfida a duello un altro che non lo sia, egli è un gran vigliacco e tale rimarrà per sempre, qualunque sia stato il motivo che l’ha mosso.
Hardin fu ucciso nell'agosto del 1895, nel corso di una tragica partita a carte, nel saloon Acme di El Paso, dal constable John Henry Selman. Wesley, passato alla storia del West come il peggiore bandito e “pistolero” del Texas, è un altro giovane che addossa la responsabilità delle proprie inaudite violenze al clima del dopoguerra. Al culmine della sua fama di “Killer”, sente il bisogno di scrivere la storia della sua vita. Dice fra l’altro: ...ammazzare un negro significava in quel tempo essere condannato a morte da un tribunale sostenuto dalle baionette Nordiste. Così, contro la mia volontà, io divenni un perseguitato non dalla giustizia, ma dall’ingiustizia di coloro che avevano soggiogato il Sud....

Zagor n. 404, marzo 1999. Disegno di Ferri

Il "negro", Hardin l’ha ucciso nel 1868, a quindici anni. Gli sono attribuite quaranta vittime. Hardin uccide nel ’74 uno sceriffo, delitto per il quale rimane in prigione 17 anni.
Se si pensa a questo lungo periodo di "inattività", il numero delle sue vittime è ancora più impressionante. Sono tempi in cui persino gli uomini della legge non riescono a celare una certa ammirazione per quei fuorilegge che dimostrino di essere ottimi tiratori e dotati, dal loro punto di vista, di notevole coraggio. Il poliziotto che arresta Hardin dopo un lungo inseguimento, si rivolge così al suo aiutanti: Ragazzi, ora l’abbiamo preso! Non toccatelo perché è un uomo troppo coraggioso; il primo che gli mette soltanto una mano addosso, lo ammazzo volentieri!







Wilson Vieira


N.B. Trovate i link alle altre puntate della Storia del West in Cronologie & Index!

domenica 17 settembre 2017

17 SETTEMBRE 2012 - 17 SETTEMBRE 2017: 5 ANNI DI DIME WEB

Illustri lettori,
oggi festeggiamo il primo lustro di Dime Web, illustrando questo pezzo con le illustrazioni (di illustri illustratori), delle copertine uscite per il primo lustro delle testate bonelliane.
Lustratevi gli occhi. (s.c. & f.m.)

Settembre 1953, quinto anno di Tex, ma il ranger non si presenta per la scena di copertina.
Tex a striscia 6a serie (serie verde) n.21 - Illustrazione di Aurelio Galleppini
(Ringraziamo gli amici di www.collezionismofumetti.com per questa e altre immagini della galleria che segue)

Giugno 1963, fuochi d'artificio per il quinto anno del Piccolo Ranger, ma Kit Teller non si vede.
Collana Audace 5a serie n.14 - Illustrazione di Francesco Gamba.


Settembre 1963, quinto anno de Un Ragazzo nel Far West. Anche Tim Carter seguendo l'esempio dei più illustri colleghi, non si presenta per la copertina. La collana chiudera i battenti sei albi dopo.
Collana Frontiera 6a serie n.18 - Illustrazione di Franco Bignotti
Giugno 1966, quinto anno di Zagor. Lo Spirito con la Scure, se pur per un soffio, riesce a farsi immortalare nella cover, cambiando la tendenza in Casa Bonelli. Curiosamente con questo albo spariscono i personaggi in appendice a Zagor.
Collana Lampo - 3a serie n.55 - Illustrazione di Gallieno Ferri

Giugno 1971, il Comandante  Mark festeggia cinque anni, è il primo personaggio di un certo successo ad essere pubblicato direttamente  nel formato 16x21.
Collana Araldo n.61 - Illustrazione della EsseGessE


Giugno 1972,  col 28° albo di Storia del West, si festeggia il 5° anno della mitica serie che narra l'epopea del lontano ovest.
Collana Rodeo n.61 , illustrazione di Gino D'Antonio


Giugno 1980, Jerry Drake festeggia pericolosamente il suo 5° anno di vita editoriale.
Mister No n.61 - Illustrazione di Gallieno Ferri

Giugno 1982, Ken Parker festeggia il 5° anno inseguendo uno splendido cavallo bianco.
Ken Parker n.48 - Illustrazione di Ivo Milazzo


Aprile 1987 - Cinque anni di Martin Mystère che festeggia in apnea.
Martin Mystère n.61, illustrazione di Giancarlo Alessandrini

Ottobre 1991, visto il successo editoriale crescente, Dylan Dog  non bada a spese, e per i festeggiare i cinque anni  di vita editoriale, invita anche esseri da altri pianeti.
Dylan Dog n.61 - illustrazione di Angelo Stano

Giugno 1993, Nick Raider ridimensiona gli orizzonti e per il 5° compleanno, organizza un incontro  per pochi intimi in un vicolo malfamato di New York.
Nick Raider n.61, illustrazione di Bruno Ramella 


Giugno 1996, Nathan Never festeggia nel cyberspazio il primo lustro di vita.
Nathan Never n.61, illustrazione di Roberto De Angelis

Maggio 1997, La testata antologica nata come costola di Martin Mystère festaggia con il terzo episodio del crononauta creato da Luigi Mignacco.
Zona X n.23, illustrazione di Giamcarlo Alessandrini


Gennaio 2000, Legs festeggia con un numero speciale il quinto anno della sua collana in solitaria.
Legs Weaver n.50, illustrazione di Mario Atzori, ispirato da Norman Rockwell


Luglio 2002, Ned Ellis rimane ferito proprio in occasione del suo quinto anniversario.
Magico Vento n.61 , illustrazione di Pasquale Frisenda

Settembre 2002, Napoleone Di Carlo, l'entomologo elvetico più famoso nel mondo dei fumetti, festeggia i cinque anni in edicola con curiosi compagni di copertina.
Napoleone n.31, illustrazione di Carlo Ambrosini

Giugno 2003, Brendon non è un tipo mondano e festeggia dormendo.
Brendon n. 31, Illustrazione di Corrado Roi
Ottobre 2003, Julia è in ritardo per il party del quinto anno.
Julia n.61, illustrazione di Marco Soldi
Aprile 2004, mega festa con rissa per Jonathan Steele in procinto di chiudere la sua carriera bonelliana per passare nella scuderia Star Comics.
Jonathan Steele n.61 , illustrazione di Giancarlo Olivares
Giugno 2004, randez-vous in un mondo parallelo per i cinque anni di Gea
Gea n.11, illustrazione di Luca Enoch
Aprile 2005 -  Effetti speciali in copertina per il quinto anno di Harlan Draka... che non se ne accorge perché guarda dalla parte opposta.
Dampyr n.61 - Illustrazione di Enea Riboldi
Giugno 2012, Ian Aranill, per gli amici "Dragonero" compie cinque anni, ma non ha ancora la sua serie regolare che esordirà solo l'anno successivo.
Illustrazione preparatoria del 2012 di Gianluca Pagliarani.

Novembre 2013,  festa esotica nell'Egitto napoleonico per il quinto anno di Lilith.
Lilith n.11, illustrazione di Luca Enoch

Ottobre 2017, Le Storie festeggeranno il quinto anno, con una cover che ricorda un po' quella dI Dylan Dog 61.
Le Storie n.61, illustrazione di Aldo Di Gennaro