Visualizzazione post con etichetta Uberti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Uberti. Mostra tutti i post

venerdì 17 dicembre 2021

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 125

 di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola. 


Sul 125° Classic vengono ristampate a colori gli albetti  a striscia dal numero 3 al numero 8 della Serie Apache, la trentesima collana delle avventure del ranger nel suo formato originale; episodi usciti in edicola per la prima volta tra il gennaio e il febbraio del 1963. Il titolo è preso in prestito dal numero cinque della Serie Apache, ovvero il terzo capitolo di questo Classic, mentre la copertina è stata scelta, possiamo ipotizzare, per la sola presenza del fiume, dato che, nonostante la serie attualmente riproposta sia intitolata a una delle più famose tribù di pellerossa, non vi è traccia di indiani nelle 64 pagine di questo albo.


La cover, che gli appassionati di Tex sanno essere quella del numero 22 della attuale serie, Yampa Flat, l'abbiamo già incontrata nella puntata 96 di questa rubrica e sicuramente non è realizzata da Galleppini, nonostante la firma aggiunta in questa occasione dalla redazione in basso a destra.  
A conferma Francesco Bosco e  il suo pard Mauro Scremin ci raccontano che: "già negli anni ’70,  forse noi per primi, ci accorgemmo che la figura di Tex non era di Galleppini. Fu solo nel 1993, nell’incontro a Chiavari con l’autore, che avemmo la possibilità di parlarne con Galep con la speranza di risolvere il mistero sull'autore di quella figura. Pensavamo che ci confermasse che era di Mario Uggeri, visto che la presenza di Franco Bignotti sul resto del disegno era nota, Galep però non seppe dirci nulla su chi ne fosse l'autore, per contro ci riferì che aveva avuto da Sergio l'incarico di poterla ridisegnare lui nella ristampa Tutto Tex. Per venti anni il mistero rimase tale, fino a quando, qualche anno fa, notammo che su una copertina di Avventure del West, illustrata da Emilio Uberti, appariva lo stesso identico fogliame presente su Yampa Flat nella sua versione Albo d’Oro. L’indizio non fu del tutto dirimente, anzi introdusse altri dubbi: lo stile di quella figura di Tex sembrava essere più vicina ai pennelli di Uggeri che di Uberti, ma quel fogliame era di Uberti. Dal momento che la cover proviene, come ben sappiamo, da una cover di una Albo d'oro del 1960, non è da escludere che lo sfondo della copertina in questione sia stato fatto da Uberti e "finito" con la figura del Tex di Uggeri... e infine che Sergio abbia ritagliato il Tex di Uggeri per incollarlo su uno sfondo di Bignotti, ottenendone alla fine Yampa Flat."


La cover galeppiniana di Yampa Flat, realizzata per Tutto Tex, ma che venne utilizzata anche per Tex Nuova Ristampa e per il collaterale della Gazzetta, Tex 70 anni di un mito, allontana i protagonisti e cambia anche leggermente la prospettiva della scena. Tex è più dinamico, il cavallo dell'indiano più "impennato" .


Sempre Bosco e Scremin ci segnalano che almeno un paio di copertine delle strisce contenute in questo Classic hanno una fonte italo-americana. Partiamo dal primo capitolo in cui Tex ritrova Pat l'irlandese che, come sempre, parla coi pugni. La copertina della striscia si ispira a una vignetta della coppia Ticci/Giolitti pubblicata sul numero 13 di Have Gun Will Travel dell'aprile/giugno 1962 dell'americana Dell. Da notare come sia la pistola in alto a sinistra, che la mano del personaggio in primo piano a  destra cadendo fuori dalla vignetta, diano tridimensionalità a tutta la scena. 


Per la copertina successiva invece Galep si ispiro a due distinte vignette. Per la figura di Tex la fonte è sempre un riquadro disegnato da Ticci/Giolitti, ma tratto dal numero 14 di Have Gun Will Travel dell'estate del 1962; per Pat lanciatore di tavoli la fonte va invece ricercata in una vignetta  del solo Giolitti, tratta da Gunsmoke 21 del giugno/luglio 1960 sempre della Dell. 


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

venerdì 10 settembre 2021

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 118

di Saverio Ceri

con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola. 



Il Classic in edicola, 118° della serie, ci presenta i cinque capitoli finali della storia Linciaggio! e il primo capitolo de Il grande Re, avventura che ci terrà compagnia fino al numero 122. Le sei strisce originali, le ultime della Serie Navajo e la prima della serie Leopardo Nero, giunsero in edicola tra il marzo e il maggio del 1962; furono tutte ristampate sul numero 53 di Tex Gigante, ma la cover scelta, proviene da La sconfitta, mitico numero 99 del personaggio. Il titolo invece è preso in prestito dal l'ultimo albetto della Serie Navajo.

La storia della copertina, ha in comune col precedente Classic la misteriosa trasformazione del protagonista, da Kit Carson a Tex. Ma andiamo con ordine: questa immagine è apparsa per la prima volta come copertina di un'albo di Tex in occasione del nono numero della settima collana Albo d'Oro, albetto di cui abbiamo già accennato nella puntata 89. Nella cover del quindicinale ritroviamo Kit Carson sfinito nel deserto alla mercé degli avvoltoi che pregustano un imminente lauto pasto con la carcassa di Capelli d'Argento.


Come ci raccontano Francesco Bosco e Mauro Scremin con questa cover la cover siamo in presenza di un vero e proprio enigma grafico. L’illustrazione è probabilmente di Galleppini, se ne riconosce lo stile dalle pennellate dell’avvoltoio in primo piano e del paesaggio di contorno, anche se la figura del personaggio sembra conservare tratti non riconducibili al creatore grafico di Tex. Ricordiamo che siamo a metà del 1959 e che in quel periodo la collaborazione di Mario Uggeri ed Emilio Uberti con l’Audace/Araldo, seppur sporadica, era ancora viva. Tuttavia, siccome trattasi di una copiatura assai precisa dalla fonte americana del Real Men Magazine (agosto 1958), di cui è autore Clarence Doore, è possibile che l’intera copertina sia stata realizzata da Galep. Praticamente un ricalco certosino. Con i ricalchi è facile finire per non distinguere lo stile di un autore.


La stessa cover di Real Men parrebbe avere a sua volta un'altra fonte; esiste, infatti una cover di Adventure (men’s magazine del novembre 1957), illustrata da Emmett Kaye, pseudonimo del grande Mort Kunstler, che mostra un impianto scenico molto simile a quella del Real Men che potrebbe aver influenzato Clarence Doore.


Ma torniamo la nostro ranger preferito. La cover dell'Albo d'Oro dicevamo, venne utilizzata, con importanti ritocchi, nel gennaio del 1969 per confezionare la copertina di uno degli episodi più memorabili di Tex, La sconfitta. Nell'edizione più famosa infatti il Kit assetato si trasforma in Tex ferito, gli avvoltoi scompaiono, ma in compenso compare una piccola parte del corpo di colui che è riuscito a sconfiggere Tex in duello.


Nelle edizioni successive lo sfondo viene maggiormente curato e, seppur in lontananza, rifanno capolino quelli che parrebbero essere avvoltoi, che rimasti a bocca asciutta con Carson ci riproveranno, ovviamente senza fortuna, con Tex.


La versione del Classic, ora in edicola perde gli avvoltoi sullo sfondo, ma soprattutto elimina completamente la ferita sanguinante di Tex, chiaro segno della sconfitta subita dal ranger; ma essendo in questo caso il titolo Battaglia sulle Montagne Rocciose, l'elemento importante è la presenza dei rilievi sullo sfondo.
Un'altra curiosità: mettendo in parallelo le tre cover, quella di Real Men, quella dell'Albo d'Oro e quella del Tex 99, si evidenzia come nell'ultimo passaggio, prima di trasformare lo sfinito Kit nello sconfitto Tex, in redazione dovettero ruotare leggermente l'immagine in senso orario. Chissà perché? Forse per acuire il senso di impotenza del protagonista sconfitto; per lo stesso motivo, probabilmente, anche la spalla sinistra di Tex è stata ridotta di dimensioni rispetto alle versioni originali: quella mano premuta a terra con quella spalla alta conferivano ancora troppa forza al braccio ferito dell'eroe. Con le modifiche apportate da Galep al disegno, l'immagine risultava sicuramente più plausibile per il nuovo contesto a cui era stata destinata.


Prima di chiudere diamo un'occhiata a come questa iconica immagine è stata utilizzata fuori dei confini nazionali.
Nella immagine sotto vedete come curiosamente nelle versioni europee (le cinque in alto, rispettivamente francese, jugoslava, e le tre "sinottiche" olandese, finlandese e norvegese), viene rispettato il colore originale di sfondo, quello chiaro, assolato, della copertina di Tex 99; mentre nelle tre versioni sudamericane, tutte  brasiliane, lo sfondo è sempre stato, fin dalla prima versione del 1971, azzurro. 
Inoltre, come abbiamo già notato in altre occasioni, scopriamo che il cambio fondamentale sul disegno di copertina del Classic, in questo caso l'assenza del sangue, risale addirittura alla versione francese, come se in redazione avessero come ultima stesura dell'immagine, quella da cui partire per confezionare la cover del Classic, proprio la versione transalpina.

  

E con questo gruppetto di immagini straniere, chiudiamo anche questa puntata di Secret Origins: Tex Classic, appuntamento alla prossima.

Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

sabato 7 novembre 2020

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 96

 di Saverio Ceri

con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.

Sul Classic 96 si conclude la ristampa della ventiduesima serie di strisce di Tex, quella conosciuta come Serie Rio Bravo e prende il via, in chiusura, la ristampa della successiva collana nel formato originale di Tex, la Serie Dakota. I sei albetti in questione furono pubblicati tra il settembre e l'ottobre del 1959 e ristampati, per la prima volta rimontati su tre strisce, esattamente un'anno dopo sui numeri dal 16 al 18 dell'VIII serie degli Albi d'Oro. Nessuna delle tre copertine degli Albi d'Oro in questione, e quindi papabili come cover di questo Classic, è stata scelta come copertina della albo attualmente in edicola. Di due ci occuperemo comunque perché hanno avuto già avuto una seconda vita in ambito bonelliano, mentre della terza ci occuperemo nella puntata 99, dato che è stata scelta per quel numero del Classic.

In redazione hanno deciso stranamente di utilizzare per questo albo la copertina del dodicesimo e ultimo Albo d'Oro della VII serie. "Stranamente" perché in questa cover si vede chiaramente Tex sparare alle spalle di un avversario, anzi alla spalla come si intuisce dalla mimica dell'uomo cadente; esattamente alla spalla, data l'infallibile mira del ranger. La caduta dal cavallo in corsa crediamo comunque che non sarà salutare per l'avversario; dunque nonostante Tex non abbia apparentemente sparato per ucciderlo, l'osso del collo rischia di romperselo comunque. 

Secondo una regola non scritta, impostasi redazionalmente a partire dagli anni Ottanta/Novanta,  Tex deve essere corretto con tutti gli avversari, anche con i lestofanti della peggiore specie, e quindi non può ingaggiare un duello senza che il nemico di turno parta almeno in parità con lui, di conseguenza non può sparargli alle spalle. In una situazione simile, su Tex Classic 82, avevamo visto che in redazione avevano optato per un'altra soluzione, sinceramente abbastanza buffa. Plaudiamo perciò al coraggio di questa scelta politicamente scorretta: Tex può anche sparare alle spalle di un avversario; tutti i lettori sanno che sicuramente costui si è meritato di finire a spalare carbone nelle miniere di messer satanasso! 

Ma veniamo allo scopo di questa rubrica, ovvero rivelare le origini segrete delle cover del Classic. Come ci raccontano i nostri preziosi collaboratori Francesco Bosco e Mauro Scremin, in questo caso l'origine è la stessa pubblicazione che aveva ispirato la cover del Tex Classic 90, cioè il numero del giugno 1959 della rivista per adulti Peril Magazine. Nel caso precedente la stessa cover del magazine aveva ispirato Galep, in questo caso lo fa una illustrazione per un racconto che troviamo nelle pagine interne della rivista, quella che vedete qui sotto. 


La vignetta originale ha pure una firma parzialmente leggibile in basso a sinistra: "Rosa", non sappiamo se sia il nome completo o parziale, ma sarebbe curioso scoprire di chi si tratti; magari un avo di Don Rosa già lavorava nel campo.... A proposito di curiosità: scopriamo, nella gif animata qui sotto, che riassume i vari passaggi dal 1959 al 2020, che il tronco d'albero galleppiniano, ampliato in questa versione Classic, in origine era un teschio di bovino e che il braccio sinistro del cowboy originale, si trasforma nel braccio destro di Tex.

Come anticipato, occupiamoci ora di altre due copertine che sarebbero potute diventare quella del Classic 96, ma che sono state scartate. La prima è quella dell'Albo d'Oro numero 16, da cui l'albo di cui ci occupiamo in questa puntata ha preso in presto il titolo. 


La cover in questione, ci raccontano gli esperti Bosco e Scremin, trae ispirazione tra le pagine dall'albo Have Gun, Will Travel pubblicato come numero 1044 della collana antologica Four Color della Dell publishing, nell'ottobre-dicembre 1959. 


E' all'interno del primo episodio, The missing man, disegnato dall'italianissimo Alberto Giolitti, che a pagina 17 possiamo scoprire nella vignetta in basso a sinistra, una immagine familiare.
Ingrandendo l'immagine scopriamo che è praticamente identica alla copertina dell'Albo d'Oro di cui stiamo parlando. Sovrapponendo la fonte americana  col disegno di Galep si può notare un ricalco certosino.


Segnaliamo una ulteriore curiosità su questa immagine: Galleppini già nel marzo del 1960 aveva sfruttato quella tavola per confezionare una copertina, quella dell'albo a striscia  numero 10 della Serie Città d'oro, ovvero la ventiquattresima "stagione" a striscia di Tex. Il ranger e l'altro cavaliere sullo sfondo (che poi diverrà Kit), sono ripresi pari pari dalla quinta vignetta, mentre l'avversario in primo piano lo ritroviamo nella quarta illustrazione di questa tavola giolittiana. 


La fortuna di questa cover continua qualche tempo dopo, nel momento in cui viene scelta come illustrazione di copertina di Sangue sui pascoli, 29° e ultimo numero della prima serie gigante di Tex. Come al solito, molti colori sono cambiati tra le due edizioni, ma l'immagine è la stessa e noi possiamo ammirarla, come altre di questa puntata, grazie all'encomiabile e certosino lavoro del sito www.collezionismofumetti.com.


Giungiamo infine alla cover che, tra quelle legate a queste 64 tavole, ha sicuramente avuto più successo delle altre; quella dell'albo d'oro seguente, il 17° della serie. La copertina in questione è quella che vedere qui sotto e non ha un'origine particolarmente misteriosa: la scena raccontata dal copertinista, con tutti quei cowboy a mollo nel fiume, si svolge proprio a metà albo.


I nostri Bosco e Scremin ci svelano però che questa cover, non accreditabile a Galleppini (per sua stessa ammissione), venne attribuita per lungo tempo a Mario Uggeri. In realtà la copertina fu per la gran parte disegnata da Emilio Uberti (in particolare la figura di Tex, la roccia, il fogliame e lo sfondo), ad eccezione delle figure in acqua probabilmente montate in redazione con ritagli prelevati da vignette di Galep. 
Il Tex di questa cover è conosciutissimo dai fan di Aquila della Notte perché è quello che appare sulla cover del numero 22 della serie attuale, Yampa Flat, uscito a aprile/maggio 1962

Figura di Tex a parte, lo sfondo è completamente ridisegnato per l'occasione da Franco Bignotti. Alla fine questa copertina risulta frutto delle matite e dei pennelli della coppia Uberti-Bignotti. Per questa ragione Galep decise di ridisegnarla ex-novo in occasione della ristampa Tutto Tex, del settembre 1987. Gli elementi ci sono tutti, l'indiano a cavallo, le rapide, Tex col fucile in braccio, il bosco sullo sfondo, ma il tratto è completamente diverso, è quello del Galep di fine carriera, molto vicino allo stile delle cover tra il 300 e 400. 



La stessa cover galleppiniana viene riproposta anche in occasione della Tex Nuova Ristampa del 1997, con una piccola variante cromatica: il cappello di Tex, da un improbabile bianco, diviene di un marrone naturale.


La versione galleppiniana, ormai divenuta quella ufficiale è stata scelta anche per la copertina del 60° volume della recente collana collaterale Tex 70 anni di un mito.

E con quest'ultima illustrazione chiudiamo anche questa puntata di Secret Origins. Appuntamento tra due settimane per scoprire nuove curiosità sulle copertine del ranger più popolare del fumetto italiano.


Saverio Ceri


N.B. Vi invitiamo a scoprire o riscoprire, anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index, visto che molte sono state recentemente aggiornate con nuove immagini e nuovi riferimenti.

giovedì 30 luglio 2020

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 89

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola. 

Ci aspetta una puntata densa di immagini e di informazioni provenienti anche dalla coppia di instancabili ricercatori texiani Bosco & Scremin, che a partire da questa puntata collaboreranno a Secret Origins, quando più, quando meno, in pianta stabile.
Bene o male, le tre immagini papabili come cover per questo 89° Tex Classic hanno avuto tutte una felice carriera editoriale e a breve andremo a scoprirle una ad una.
Intanto alcune informazioni sulle storie: Il Classic in edicola ristampa gli ultimi due albi a striscia della Serie Oklahoma, concludendo la vicenda de l'Asso di Picche, e i primi quattro della serie successiva, la ventunesima, il cui nome è tutto un programma: Serie Mefisto! I sei albetti furono distribuiti in edicola tra fine novembre del 1958 e inizio gennaio del 1959. Le 64 tavole contenute in quest'albo poi furono anche riproposte sui numeri dal 7 al 9 della VII serie degli Albi d'Oro, tra il 30 ottobre e il 30 novembre del 1959. La cover di questo Classic però proviene dal numero precedente a questo terzetto di albi, dal numero 6 della stessa serie.


L'immagine usata da Galep per questa copertina, come ci raccontano Bosco & Scremin, deriva dal men’s magazine americano Stag (Atlas Magazines, luglio 1959). L’illustratore della fonte, che ha come soggetto uno scenario spionistico tra America e Corea, è Mort Kunstler e il modello usato per la figura principale è Steve Holland. Holland è noto per essere il maggior protagonista delle pulp cover americane degli anni ’50 e ’60, soprattutto come il volto delle illustrazioni tascabili di James Bama per Doc Savage.


L'immagine che oggi appare sulla cover del Classic di cui ci stiamo occupando venne riutilizzata nella primavera del 1961 per confezionare la copertina de La montagna misteriosa, sedicesimo numero della seconda serie gigante di Tex. Per dare un senso al titolo lo sfondo venne ridisegnato, con una, effettivamente misteriosa, "montagna-parafulmini", da Franco Bignotti che esegue anche alcuni adattamenti alla figura di Tex.


Nell'edizione del febbraio 1987, quella di Tutto Tex, la montagna, data l'assenza delle saette sulla sommità, perde tutto il suo mistero.


Per fortuna circa dieci anni dopo, nell'aprile del 1997, in occasione di Tex Nuova Ristampa, fanno la loro ricomparsa i misteriosi lampi in cima al picco roccioso.


Infine arriviamo ai giorni nostri, con Scontro sul lago, il Classic appena pubblicato, che ruba il titolo alla prima striscia ristampata in questo numero, ma anche al settimo Albo d'Oro della settima serie, di cui ci siamo già occupati con largo anticipo nell'ottantesima puntata di questa rubrica.
La versione dell'immagine scelta dalla redazione bonelliana è quella del 1961 e non quella originale del sesto Albo d'Oro.


La parte centrale del Classic ristampa l'ottavo Albo d'Oro della VII serie, la cui copertina come la precedente è conosciutissima dai lettori di Tex.
Anche in questo caso  Bosco & Scremin hanno rintracciato la fonte americana, ovvero una cover di Ken for men” (Atlas Publications, luglio 1959).


L’autore è Charles Copeland che, almeno in questo caso, non si avvale del modello maschile Steve Holland.
Galep nel ridisegnare la copertina per l'Albo d'Oro di Tex, ligio alla regola non scritta che vigeva in quel periodo: "Niente donne in copertina", si dimentica volutamente i tre ostaggi femminili, mentre i temibili indigeni africani si trasformano in indigeni nordamericani.


Nel passaggio da Albo d’Oro, al più famoso albo gigante, Tex 39 del gennaio 1964, la cover viene molto ripulita, probabilmente con un intervento di “ricostruzione” da parte di Raffaele Cormio (al tempo già collaboratore di Galleppini per gli interni), che trasforma la vicenda ponendo il Ranger sotto l’attacco di indiani ostili. Molto alla moda i pantaloni bianchi, che nonostante l'immaginabile scalata per rifugiarsi sull'albero, risultano lindi come appena lavati.


Nelle edizioni successive di questa copertina i pantaloni di Tex tornano del classico blu.
Galep per riappropriarsi della cover, in occasione della ristampa su Tutto Tex, rivede un po' le chine dell'albero e ridisegna il braccio, mano compresa, con cui il ranger bonelliano si sorregge alla pianta. Probabilmente riteneva sproporzionato il disegno della cover originale.


Nell'edizione successiva, Tex Nuova Ristampa, in redazione scelsero di fare un passo indietro e ripristinare il disegno della versione del 1964, o quasi: anche in questo passaggio, infatti, ci sono delle differenze. Divertitevi a scoprirle.


In Brasile sono apparse entrambe le versioni: quella del 1964, pantaloni bianchi compresi, come cover del 48° numero di Tex della Editora Vecchi, sia quella leggermente rivista da Galep, come 49° albo della Tex Coleção della Editora Globo. Nella visione parallela delle due cover si vede bene l'arto disegnato differentemente.





















Il terzo Albo d'Oro pubblicato in questo Classic, il numero 9, vanta anch'esso una immagine di copertina diventata famosa presso i lettori di Aquila della Notte, per un suo celebre riutilizzo, che vi racconteremo più nel dettaglio in occasione della puntata 118, quando la cover verrà utilizzata per il Classic. Intanto qui sotto vi proponiamo la versione "originale" della collana Albo d'Oro.

 

Dandovi appuntamento, quindi alla puntata 118 per scoprirne le origini segrete, vi salutiamo. Appuntamento alla prossima puntata di Secret Origins.

Saverio Ceri

N.B. Vi invito a scoprire o riscoprire, anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index, visto che molte sono state recentemente aggiornate con nuove immagini e nuovi riferimenti.