giovedì 30 luglio 2020

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 89

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola. 

Ci aspetta una puntata densa di immagini e di informazioni provenienti anche dalla coppia di instancabili ricercatori texiani Bosco & Scremin, che a partire da questa puntata collaboreranno a Secret Origins, quando più, quando meno, in pianta stabile.
Bene o male, le tre immagini papabili come cover per questo 89° Tex Classic hanno avuto tutte una felice carriera editoriale e a breve andremo a scoprirle una ad una.
Intanto alcune informazioni sulle storie: Il Classic in edicola ristampa gli ultimi due albi a striscia della Serie Oklahoma, concludendo la vicenda de l'Asso di Picche, e i primi quattro della serie successiva, la ventunesima, il cui nome è tutto un programma: Serie Mefisto! I sei albetti furono distribuiti in edicola tra fine novembre del 1958 e inizio gennaio del 1959. Le 64 tavole contenute in quest'albo poi furono anche riproposte sui numeri dal 7 al 9 della VII serie degli Albi d'Oro, tra il 30 ottobre e il 30 novembre del 1959. La cover di questo Classic però proviene dal numero precedente a questo terzetto di albi, dal numero 6 della stessa serie.


L'immagine usata da Galep per questa copertina, come ci raccontano Bosco & Scremin, deriva dal men’s magazine americano Stag (Atlas Magazines, luglio 1959). L’illustratore della fonte, che ha come soggetto uno scenario spionistico tra America e Corea, è Mort Kunstler e il modello usato per la figura principale è Steve Holland. Holland è noto per essere il maggior protagonista delle pulp cover americane degli anni ’50 e ’60, soprattutto come il volto delle illustrazioni tascabili di James Bama per Doc Savage.


L'immagine che oggi appare sulla cover del Classic di cui ci stiamo occupando venne riutilizzata nella primavera del 1961 per confezionare la copertina de La montagna misteriosa, sedicesimo numero della seconda serie gigante di Tex. Per dare un senso al titolo lo sfondo venne ridisegnato, con una, effettivamente misteriosa, "montagna-parafulmini", da Franco Bignotti che esegue anche alcuni adattamenti alla figura di Tex.


Nell'edizione del febbraio 1987, quella di Tutto Tex, la montagna, data l'assenza delle saette sulla sommità, perde tutto il suo mistero.


Per fortuna circa dieci anni dopo, nell'aprile del 1997, in occasione di Tex Nuova Ristampa, fanno la loro ricomparsa i misteriosi lampi in cima al picco roccioso.


Infine arriviamo ai giorni nostri, con Scontro sul lago, il Classic appena pubblicato, che ruba il titolo alla prima striscia ristampata in questo numero, ma anche al settimo Albo d'Oro della settima serie, di cui ci siamo già occupati con largo anticipo nell'ottantesima puntata di questa rubrica.
La versione dell'immagine scelta dalla redazione bonelliana è quella del 1961 e non quella originale del sesto Albo d'Oro.


La parte centrale del Classic ristampa l'ottavo Albo d'Oro della VII serie, la cui copertina come la precedente è conosciutissima dai lettori di Tex.
Anche in questo caso  Bosco & Scremin hanno rintracciato la fonte americana, ovvero una cover di Ken for men” (Atlas Publications, luglio 1959).


L’autore è Charles Copeland che, almeno in questo caso, non si avvale del modello maschile Steve Holland.
Galep nel ridisegnare la copertina per l'Albo d'Oro di Tex, ligio alla regola non scritta che vigeva in quel periodo: "Niente donne in copertina", si dimentica volutamente i tre ostaggi femminili, mentre i temibili indigeni africani si trasformano in indigeni nordamericani.


Nel passaggio da Albo d’Oro, al più famoso albo gigante, Tex 39 del gennaio 1964, la cover viene molto ripulita, probabilmente con un intervento di “ricostruzione” da parte di Raffaele Cormio (al tempo già collaboratore di Galleppini per gli interni), che trasforma la vicenda ponendo il Ranger sotto l’attacco di indiani ostili. Molto alla moda i pantaloni bianchi, che nonostante l'immaginabile scalata per rifugiarsi sull'albero, risultano lindi come appena lavati.


Nelle edizioni successive di questa copertina i pantaloni di Tex tornano del classico blu.
Galep per riappropriarsi della cover, in occasione della ristampa su Tutto Tex, rivede un po' le chine dell'albero e ridisegna il braccio, mano compresa, con cui il ranger bonelliano si sorregge alla pianta. Probabilmente riteneva sproporzionato il disegno della cover originale.


Nell'edizione successiva, Tex Nuova Ristampa, in redazione scelsero di fare un passo indietro e ripristinare il disegno della versione del 1964, o quasi: anche in questo passaggio, infatti, ci sono delle differenze. Divertitevi a scoprirle.


In Brasile sono apparse entrambe le versioni: quella del 1964, pantaloni bianchi compresi, come cover del 48° numero di Tex della Editora Vecchi, sia quella leggermente rivista da Galep, come 49° albo della Tex Coleção della Editora Globo. Nella visione parallela delle due cover si vede bene l'arto disegnato differentemente.





















Passiamo al terzo Albo d'Oro pubblicato in questo Classic, il numero 9, che vanta anch'esso una immagine di copertina diventata famosa presso i lettori di Aquila della Notte, per il suo celebre riutilizzo come cover  de La sconfitta, 99° albo della serie attuale del ranger bonelliano.
Nella cover del quindicinale ritroviamo Kit Carson sfinito nel deserto alla mercè degli avvoltoi che pregustano un imminente lauto pasto con la carcassa di Capelli d'Argento.

 

Come ci raccontano Bosco & Scremin con questa cover la cover siamo in presenza di un vero e proprio enigma grafico. L’illustrazione è probabilmente di Galleppini, se ne riconosce lo stile dalle pennellate dell’avvoltoio in primo piano e del paesaggio di contorno, anche se la figura del personaggio sembra conservare tratti non riconducibili al creatore grafico di Tex. Ricordiamo che siamo a metà del 1959 e che in quel periodo la collaborazione di Mario Uggeri ed Emilio Uberti con l’Audace/Araldo, seppur sporadica, era ancora viva. Tuttavia, siccome trattasi di una copiatura assai precisa dalla fonte americana del Real Men Magazine (agosto 1958), di cui è autore Clarence Doore, è possibile che l’intera copertina sia stata realizzata da Galep. Praticamente un ricalco certosino. Con i ricalchi è facile finire per non distinguere lo stile di un autore.


La stessa cover di Real Men parrebbe avere a sua volta un'altra fonte; esiste, infatti una cover di Adventure (men’s magazine del novembre 1957), illustrata da Emmett Kaye, pseudonimo del grande Mort Kunstler, che mostra un impianto scenico molto simile a quella del Real Men che potrebbe aver influenzato Clarence Doore.


Ma torniamo la nostro ranger preferito. La cover dell'Albo d'Oro dicevamo, venne utilizzata, con importanti ritocchi, nel gennaio del 1969 per confezionare la copertina di uno degli episodi più memorabili di Tex, La sconfitta. Nell'edizione più famosa infatti il Kit assetato si trasforma in Tex ferito, gli avvoltoi scompaiono, ma in compenso compare una piccola parte del corpo di colui che è riuscito a sconfiggere Tex in duello.


Nelle edizioni successive lo sfondo viene maggiormente curato e, seppur in lontananza, rifanno capolino quelli che parrebbero essere avvoltoi, che rimasti a bocca asciutta con Carson ci riproveranno, ovviamente senza fortuna, con Tex.





















Un'ultima curiosità mettendo in parallelo le tre cover, quella di Real Men, quella dell'Albo d'Oro e quella del Tex 99, si evidenzia come nell'ultimo passaggio, prima di trasformare lo sfinito Kit nello sconfitto Tex, in redazione dovettero ruotare leggermente l'immagine in senso orario. Chissà perché?Forse per acuire il senso di impotenza del protagonista sconfitto; per lo stesso motivo, probabilmente, anche la spalla sinistra di Tex è stata ridotta di dimensioni rispetto alle versioni originali: quella mano premuta a terra con quella spalla alta conferivano ancora troppa forza al braccio ferito dell'eroe. Con le modifiche apportate da Galep al disegno, l'immagine risultava sicuramente più plausibile per il nuovo contesto a cui era stata destinata.


Anche per stavolta è tutto, vi diamo appuntamento alla 90a puntata di Secret Origins.

Saverio Ceri

N.B. Vi invito a scoprire o riscoprire, anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index, visto che molte sono state recentemente aggiornate con nuove immagini e nuovi riferimenti.

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