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sabato 1 novembre 2025

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 226

di Saverio Ceri

con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.



Su Tex Classic 226 prosegue l'episodio Il ritorno del Drago, realizzato graficamente da Guglielmo Letteri su testi di Gianluigi Bonelli. Le 64 tavole di questo Classic vennero pubblicate per la prima volta sui numeri 110 e 111 di Tex, usciti a cavallo di due decenni, ovvero nel dicembre 1969 e nel gennaio 1970. 
L'illustrazione di copertina del Classic 226, opera di Claudio Villa, è ispirata proprio a questo episodio, anche se sarebbe stata più adatta per il numero precedente, visto che la vignetta, verosimilmente ispiratrice del disegnatore comasco, è apparsa nelle ultime pagine del Classic 225.
Gli elementi della cover di Villa li ritroviamo tutti in questa striscia di Letteri: il cinese con la sciabola, il mascherone, il vaso col dragone e Tex pistola in pugno. Il copertinista di Tex ovviamente ci mette del suo per rendere accattivante l'illustrazione: Tex non appare in vantaggio sul suo avversario come nella vignetta di Letteri, ma al contrario si trova in posizione di pericolo visto che sta per essere colpito alle spalle. Il disegno di Villa venne realizzato come miniposter per Tex Nuova Ristampa 66 nell'agosto del 2001.

I primi a trasformare questa illustrazione in copertina furono i brasiliani della Mythos nell'agosto 2007 per il secondo e ultimo numero della miniserie O Veneno do Cobra, che pubblicava nel paese sudamericano l'ultima storia di Letteri, apparsa in Italia sul decimo Maxi Tex dell'ottobre 2006.


Anche i croati della Libellus hanno utilizzato questa illustrazione come copertina, precisamente per il numero 132 della collana Tex Biblioteka, uscito nel novembre 2023. Anche l'episodio contenuto nel volume croato è a suo modo storico nella vicenda editoriale di Tex. Si tratta de La tragedia della "Shangai-Lady" apparso sui numeri 309 e 310 della serie regolare, disegnato sempre da Letteri, scritto da G.L. Bonelli, su soggetto non accreditato di Boselli. Fu il primo contributo del buon Mauro alla saga di Tex. Alla realizzazione dell'episodio, sempre nell'ombra, parteciparono anche Giorgio Bonelli, fratello di Sergio e figlio di G.L, e addirittura Tiziano Sclavi.  


Questo Classic contiene la scena della rocambolesca fuga del "Drago" che è stata buona fonte di ispirazione per Villa che ne ha tratto ben due copertine. Una è già apparsa nella nostra rubrica perché era stata usata come cover di Tex Classic 169L'altra, che racconta un'evento mai accaduto, ovvero Tex che entra nelle segrete del Drago  e lo trova sul suo "trono" -mentre nella storia il ranger arriva nel covo, a Drago fuggito- è divenuta la copertina del Tex Collezione storica a Colori 51 nel 2008.


La copertina è apparsa anche su una collana analoga norvegese.


Andiamo ora a scoprire le origini "segrete" di una copertina Galleppiniana che  avevamo tralasciato in passato in attesa venisse usata su questa collana, e che in realtà non verrà mai usata a questo scopo su questa ristampa, vista l'attuale scelta redazionale di trasformare in copertine del Classic, i mini-poster di Villa realizzati per Tex Nuova Ristampa. 
Stavolta, grazie alle certosine ricerche di Francesco Bosco e Mauro Scremin, torniamo indietro di settant'anni, fino al giugno del 1955, quando uscì il 17° numero della seconda serie degli Albi d'Oro.


Il sovrano della copertina assiso sul suo trono alato è chiaramente ispirato a una vignetta di Prince Valiant di Hal Foster, contenuta nella tavola domenicale del 2 marzo 1941, in cui il protagonista giunge a cospetto di Lamorack, Re di Tambelaine.


Il parallelo tra la vignetta di Foster ribaltata e la copertina dell'Albo d'Oro di Galep, non lascia dubbi.


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

venerdì 7 marzo 2025

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 209

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Su Tex Classic 209 troviamo ristampate a colori le ultime 9 tavole del mitico numero 100 della collana principale di Tex, e le prime 55, esattamente metà albo, del numero 101, El Morisco. Gli albi originali uscirono a febbraio e marzo del 1969 e portano la firma oltre che di Gianluigi Bonelli, di Aurelio Galleppini per il numero 100, e di Guglielmo Letteri per il 101. Il titolo del Classic si riferisce alle pagine finali dell'albo, in cui l'indio Pablito, uccide coi suoi dardi avvelenati, il secondo dei suoi sodali, caduto nella mani di Tex e Carson. E' lo stesso titolo del 47° volume della Collezione Storica a Colori di Repubblica, di cui parleremo nella prossima puntata. L'immagine di Villa scelta come copertina proviene dal miniposter pubblicato su Tex Nuova Ristampa 426 dell'ottobre 2017, il terzultimo firmato dal Maestro di Lomazzo prima di passare il testimone a Maurizio Dotti.


In realtà l'illustrazione del miniposter è ispirata alla prima vignetta di pagina 28 di Tex 594, Quel treno a mezzogiorno, in cui Tex e Carson sono sulle tracce degli assassini di... Deadwood Dick! No, non il personaggio di Joe Lansdale, trasposto a fumetti proprio dalla Bonelli, ma neppure il protagonista di una serie di dime novels di Edward Lytton Wheeler, pubblicate tra il 1877 e il 1897; la vittima in questione è un attore dello spettacolo itinerante di Buffalo Bill: Deadwood Dick era una soprannome adottato da molti in quegli anni proprio per sfruttare il successo dei racconti di Wheeler. 
Tornando alla vignetta non sbagliamo affermando che, in questo caso, la fonte è... Font, illustratore dei quell'avventura su testi di Boselli.


L'illustrazione di Claudio Villa è già diventata una copertina in Brasile, dove i tipi della Mythos l'hanno scelta per il 38° volume della collana Tex Edição em Cores, uscito nell'agosto 2019.


Passiamo ora a scoprire l'origine della copertina dell'albo che per primo ospitò la storia  contenuta in questo Classic, lo storico Tex 101: El Morisco.


A quanto ci raccontano Francesco Bosco e Mauro Scremin sul loro volume Western all'italiana, la fonte di Galleppini per questa cover, in particolare per la figura di El Morisco, vero protagonista di questa illustrazione, fu una vignetta del Prince Valiant di Hal Foster: quella che ritrae Merlino intento in una delle sue magie, osservato dal falco appena rubato dal protagonista alla Fata Morgana. La vignetta in questione venne pubblicata il giorno di Pasqua del 1938 sui quotidiani americani


Effettivamente sul tavolo di El Morisco si ritrovano casualmente gli stessi oggetti del tavolo di Merlino: un teschio, vari alambicchi e un uccello sul trespolo. Difficile credere che non ci sia un nesso. 
In Italia questa cover è stata utilizzata ovviamente anche per Tutto Tex e Tex Nuova Ristampa, ma non solo.


La storia è tanto amata dai lettori da essere scelta più volte per apparire in volumoni di ristampe della Mondadori. La prima edizione risale al maggio 1998 su un Oscar Best Sellers, andato esaurito e ristampato successivamente con una nuova grafica. Tutti gli episodi di El Morisco furono poi nuovamente ristampati nel 2014 in cinque volumi la cui costola formava, una volta affiancati, proprio la storica cover di Galep di cui stiamo parlando. Infine, il cofanetto, che racchiudeva i cinque tomi recava sui lati la stessa immagine.


Fuori dai confini nazionali la copertina è apparsa almeno tre volte in Brasile: nella prima e nella seconda edizione del numero 40 della Editora Vecchi, e successivamente su Tex Colleçào nel periodo della Editora Globo.


Nella penisola balcanica la copertina di Tex 101 è apparsa ai tempi della Jugoslavia sul numero 708 della collana Zlatna Strip Serija con la bottiglia spostata in fronte al protagonista, che pare stia per afferrarla, e col pennuto sulla spalla dello stregone amico di Tex; tutto a causa della gabbia grafica dell'edizione balcanica. Le distanze tra il predatore e El Brujo vennero ripristinate nelle due edizioni croate successive, la recente edizione a colori edita da Colosseum, e prima ancora, nel 2005, il numero uno dell'edizione Van Gogh stripovi.


Proseguiamo con le tre versioni "sinottiche" della Williams: Norvegese, Finlandese e Olandese, uscite nel 1976, e caratterizzate da un inedito sfondo magenta.


Chiudiamo con altre due copertine europee: la francese di Rodeo, e il numero 43 della spagnola Buru Lan, che come sempre presenta Tex con colori differenti rispetto ai classici. 


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

giovedì 15 ottobre 2015

LE CENSURE NEL FUMETTO 2: LO STORICO SPECIALE WOW - AUTUNNO 1981

di Francesco Manetti

Wow, a.VI n. 37 - autunno 1981. Disegno di Cavazzano


Come anticipato, dopo la recensione dell'approfondito saggio di Di Giulio sulle censure e le manipolazioni negli Albi del Falco della Mondadori, riprendiamo l'argomento per parlarvi di una pubblicazione analoga, ben più "antica". Risale infatti all'autunno del 1981 il preziosissimo numero 37 di Wow, la prozine della Editiemme diretta da Luigi F. Bona. La straordinaria copertina di Giorgio Cavazzano annunciava che il fascicolo era una sorta di speciale sulla Censura e autocensura nel fumetto, con ben 32 pagine dedicate allo scottante argomento (praticamente tutta la rivista, se si escludono i corposi inserti centrali). Si tratta di uno studio che non analizza minuziosamente una sola serie, come quello di Di Giulio, abbracciando invece, in un discorso molto generale, tutto il fumetto. La trattazione inizia con una presentazione bilingue di Giulio Cesare Cuccolini - grande esperto del fumetto oltre che personaggio di grande simpatia, umorismo e compagnia. Il resto della pubblicazione è occupato da un ricchissimo vocabolario, molto illustrato, che mostra le vignette come apparivano prima e dopo gli interventi di "giustizia divina" - un dizionario composto da numerose voci: abbigliamento, animali, armi, autocensura, bellezza, brutte parole, capezzoli, Castelli (con le opinioni del celebre fumettista), censori, censura, cinema d'animazione, codice morale dei fumetti (quello italiano del 1961, in box), crudeltà, Dirty Comics (la non censura), esercito, facce, Fascismo (con un intervento in box di Fossati), figli della colpa, firma, fumo, handicappati, mafia, mercato, Moral Code (quello USA del 1954, con la traduzione italiana), morte, negri (scritto così, quando tale termine non era stato ancora vietato dalla correttezza politica), nudo, ombelico, omosessualità, politica & ideologia, razzismo, sadomasochismo, seduzione, seno, sesso, superstizioni, traduzioni, vilipendio, violenza e vomito.
Qui sotto vi proponiamo una ricca selezione di immagini, fra quelle più significative e divertenti, lasciando intatte le parti di testo originali (in quanto alle sigle f.f. sta per Franco Fossati, g.f. per Giorgio Ferrari, l.f.b. per Luigi F. Bona). Vi avvertiamo che alcune sono un po' "spinte"...






Altre celebri sequenze di Tex (da Il capitano della Rivers's Queen), con la cantante del saloon ben coperta e disarmata!

I lettori possono ben immagine come sia la vignetta integrale (ehm... ehm..)


Francesco Manetti

N.B. trovate i link agli altri articoli storici su Cronologie & Index!