venerdì 29 maggio 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 241

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Nel Classic in edicola troviamo la quinta parte dell'episodio La legge di Roy Bean, di Bonelli padre e Letteri, che ci terrà compagnia ancora per un paio di numeri di questa collana. Le 64 tavole riproposte in questo volume sono state pubblicate originariamente a cavallo tra Tex 119 e 120, usciti rispettivamente a settembre e ottobre del 1970.
La copertina scelta dalla redazione per questo Classic, parrebbe effettivamente ispirata dalla disperata situazione in cui si trovato Tex e Carson nelle prime pagine dell'albo in edicola. In realtà Claudio Villa disegnandola per il miniposter allagato... ops!, allegato a Tex Nuova Ristampa 128, uscito nel febbraio 2005, trasse spunto da una vicenda molto simile, narrata nell'episodio L'aquila e la folgore, di Bonelli e Galleppini, apparso su Tex 207-209 nei primi mesi del 1978. In particolare Villa si rifà alle pagine tra la 50 e la 60 del numero 209, in cui Tex, Carson, e tre avversari si ritrovano tutti intrappolati in un locale sotterraneo che si sta inondando di acqua, con l'unica apertura, chiusa ermeticamente, in cima a una scaletta di legno. A conferma di questa origine vediamo effettivamente, sul lato sinistro dell'illustrazione, una scaletta sormontata da una porta che parrebbe quasi blindata. 
L'illustrazione di Villa è già stata utilizzata, prima d'ora, come copertina, in Croazia e in Brasile. Nel paese balcanico la Libellus l'ha utilizzata nel settembre 2009 per il numero 26 della Tex Biblioteka.


Nel paese sudamericano, i tipi della Mythos l'anno scelta per il numero 103 della Tex Edição Histórica, datato gennaio 2018.


Svelata l'origine della copertina del Classic in edicola, andiamo ora a scoprire la genesi di una copertina storica di Galep che avevamo finora tralasciato in attesa che venisse utilizzata per questa collana. Evento ormai improbabile visto che, da oltre settanta numeri, in redazione hanno optato per utilizzare illustrazioni di Claudio Villa come copertine del Classic. Stavolta, grazie alle ricerche di Bosco e Scremin, scopriamo la "strana" e "incompleta" origine della  copertina del settimo numero della terza collana degli Albi d'Oro, datato giugno 1956. 

La genesi di questa cover è "strana" perché parrebbe che la fonte di Galep per la figura di Tex sia... lo stesso Galep, ma di otto anni prima. La posizione del ranger disegnata nella copertina del 1956 si sovrappone in maniera quasi perfetta a quella di Occhio Cupo in una cover dello stesso Galleppini, ma datata 1948.
 

Lo stile di Galep del 1948, non è ancora quello essenziale e personale raggiunto nell'illustrare Tex per molti anni consecutivi, è decisamente più classico, più curato e fortemente di ispirazione raymondiana, il che probabilmente rende, come dicevamo, "incompleta", almeno per il momento, la ricostruzione dell'origine di questa copertina. Tutto infatti farebbe pensare a una fonte statunitense per la cover di Occhio Cupo e di conseguenza di Tex. Fonte non ancora non individuata da Bosco e Scremin, ma probabilmente da ricercare proprio tra le tavole disegnate da Alex Raymond.


Da segnalare che nel novembre e dicembre del 1959, in quarta di copertina dei numeri 9 e 10 della settima serie degli Albi d'oro, il Tex di questa copertina venne utilizzato per pubblicizzare il debutto della 24a collana a striscia, la Serie Città d'oro, in uscita nella prima settimana di gennaio del 1960. 

Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

venerdì 15 maggio 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 240

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Nel Classic in edicola troviamo la quarta parte dell'episodio La legge di Roy Bean, di Bonelli padre e Letteri, che ci terrà compagnia fino al numero 243 di questa collana. Le 64 tavole riproposte in questo volume sono state pubblicate originariamente sulle pagine di Tex 119, uscito nel settembre del 1970.


Non essendoci copertine direttamente riconducibili a queste 64 pagine la redazione ha scelto di utilizzare, per questo 240° Classic, il miniposter realizzato da Claudio Villa per Tex Nuova Ristampa 142, uscito nel settembre 2005. L'illustrazione di Villa in quell'occasione venne ispirata da una vignetta della storia Taglia: 2000 dollari di G.L. Bonelli e Nicolò pubblicata sui numeri 226 e 227 di Tex, usciti ad agosto e settembre del 1979. Per l'esattezza la vignetta in questione è apparsa a pagina 90 del numero 227, e conteneva anche un terzo soccorritore Tiger Jack.


L'illustrazione di Villa è già stata utilizzata come copertina in Brasile e in Croazia. I tipi della Mythos l'hanno scelta per il numero 76 della Tex Edição Histórica, datato gennaio 2009.


In Croazia la Libellus l'ha utilizzata nell'ottobre 2010 per il numero 36 della Tex Biblioteka.


Svelata l'origine della copertina del Classic in edicola, scopriamo ora, grazie alle ricerche, di Francesco Bosco e Mauro Scremin, la genesi della copertina di Tex 119, Senza tregua, l'albo che per primo presentò in edicola le tavole del numero 240 della ristampa quattordicinale a colori di Tex.


Bosco e Scremin ci svelano che se Tex appare particolarmente scalmanato in questa copertina, è perché Galleppini si ispirò a quella di Frank McCarthy realizzata per White Warrior, un paperback della Fawcett; nell'illustrazione del pittore statunitense, infatti, i protagonisti sono due pellerossa sul piede di guerra, di cui uno, un po' più pallido, da il titolo al racconto. 


L'illustrazione è riapparsa in Italia in un altro paio di occasioni, su Tutto Tex e Tex Nuova Ristampa. In entrambe le occasioni il disegno appare modificato con Tex che impugna il suo fucile in maniera diversa della versione originale. Il motivo va ricercato nella gabbia grafica delle due collane di ristampe. Mantenere la posizione originale dell'arma su Tutto Tex avrebbe coperto il numero, mentre sulla Nuova Ristampa avrebbe nascosto maggiormente il Logo. 
   

In Brasile la stessa cover è stata utilizzata due volte per la collana Tex Coleçào, prima sul numero 69 edito dalla editora Globo, poi sul numero 167 pubblicato dalla Mythos. Da notare che prima è stata usata la versione della copertina modificata per Tutto Tex, e solo in seconda battuta quella della collana originale italiana. 
 

Anche in area balcanica, nella ex Jugoslavia, questa illustrazione è stata usata due volte come copertina per la stessa collana, la storica Zlatna Strip Serija. Ma se la versione apparsa sul numero 177 è tutto sommato accettabile, anche se probabilmente ridisegnata, è invece completamente da dimenticare la versione successiva, quella del numero 790, in cui i colori appaiono "fuori controllo", specialmente l'azzurro dello sfondo che invade aree del disegno oltre il dovuto.


Chiudiamo con il trittico di copertine francese, spagnolo e greco. Come sempre la versione ispanica è quella che appare più lontana come colori dall'originale italiana.


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

venerdì 1 maggio 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 239

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Nel Classic in edicola troviamo la terza parte dell'episodio La legge di Roy Bean, di Bonelli padre e Letteri, che ci terrà compagnia fino al numero 243 di questa collana. Le 64 tavole riproposte in questo volume sono state pubblicate originariamente nella seconda metà di Tex 118, e sulle primissime pagine di Tex 119, usciti ad agosto e settembre del 1970.


La copertina stavolta è in completa sintonia con l'albo; è tratta, infatti, proprio da una vignetta che trovate a pagina 39 di questo Classic, quando Tex si appresta a scoraggiare, a suon di piombo, un gruppetto di malfattori che si era messo sulle sue tracce.

Da quella vignetta, Villa realizzò un’illustrazione utilizzata in Italia come Miniposter allegato a Tex Nuova Ristampa n. 72 del febbraio 2002 e, in Brasile, come copertina del 63° numero di Tex Edição Histórica, pubblicato da Mythos nel giugno 2004.


Svelata l'origine della copertina del Classic in edicola, scopriamo ora, grazie alle ricerche, di Francesco Bosco e Mauro Scremin, la genesi di una copertina storica di Tex, che avevamo già incontrato nella puntata 79, quando venne scelta come cover del Classic. Si tratta dell'immagine che apre il 24° Albo d'oro della 5a serie di quella fortunata ristampa  spillata quindicinale. Era l'ultimo numero del 1958.


Bosco e Scremin ci raccontano che per confezionare quella copertina Galleppini si ispirò non a una ma a due vignette, uscite solo pochi mesi prima, nell'autunno del 1958, sulle pagine dell'albetto della Dell Publishing,  The Big Country


L'albo uscito come 946° numero della storica collana Four Colors, è dedicato a racconti tratti o ispirati dal film omonimo con Gregory Peck in uscita in quel periodo degli States. Il film poi giunse anche da noi col titolo Il grande paese. Le vignette, fonte di ispirazione per Galep,  sono opera di Bob Correa e raccontano praticamente la stessa scena. Colui che viene steso dal pugno del protagonista nel primo riquadro, è colui che vorrebbe vendicarsi nel secondo. Per Galleppini diventano due personaggi distinti, uno già "steso" da Tex e uno in corso di "stendimento".



Il risultato è la cover di Tex Albo d'Oro quinta serie numero 24!
La stessa copertina, pressoché identica, ma non del tutto, che quasi un anno dopo apparve pure in Francia, per i tipi della Lug di Lione, sulla serie Rodeo in occasione dell'uscita del numero 97 del mensile transalpino.


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

venerdì 17 aprile 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 238

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Nel Classic in edicola troviamo la seconda parte dell'episodio La legge di Roy Bean, di Bonelli padre e Letteri, che ci terrà compagnia fino al numero 243 di questa collana. In particolare le 64 tavole riproposte in questo volume sono state pubblicate originariamente sulle ultime pagine di Tex 117 e nella prima metà del numero 118, usciti a luglio e ad agosto del 1970.
La copertina stavolta è in completa sintonia con l'albo; è tratta, infatti, proprio dalle prime pagine di questo Classic, quando Tex arriva a Langtry, e trova Carson incatenato a un'albero per volontà del Giudice Roy Bean.


L'illustrazione di Villa proviene dal Miniposter allegato a Tex Nuova Ristampa 71 del gennaio 2002, ed era già divenuta copertina in Brasile in occasione dell'uscita del 64° numero della Tex Edição Histórica pubblicata dalla Mythos nel settembre del 2004.


La stessa scena Villa la racconta in maniera ancor più drammatica nel febbraio del 2008, con un'altra illustrazione, in occasione dell'uscita del 53° volume della Collezione Storica a Colori di Repubblica. Qui Carson risulta decisamente provato della punizione infittagli dal giudice che esercitava la legge a ovest del fiume Pecos.


In realtà, come scoprirete leggendo l'albo, si tratta di una "licenza poetica" che si è preso Villa, per rendere più appetibile l'acquisto della pubblicazione. Il vecchio Carson non si è mai inginocchiato alla legge di Bean; al limite si è messo a sedere.


La stessa copertina, in ogni caso, è stata utilizzata, nel 2016, pure in Norvegia su una pubblicazione simile all'edizione di Repubblica.


Scoperte le origini sia della copertina ufficiale del Classic, che della potenziale seconda scelta, scopriamo ora la genesi della copertina dell'albo che per primo ha presentato in edicola la maggior parte delle tavole contenute in questo Classic, ovvero Tex 118, La legge del più forte.


Come raccontano Francesco Bosco e Mauro Scremin, nel loro primo volume di Western all'Italiana, Aurelio Galleppini si è sicuramente ispirato per quella illustrazione alla copertina del romanzo, scritto da Wade Hamilton, Rimrock Renegade, pubblicato nel 1964 della Pyramid Press. Galep si è limitato a invertite la posizione del bancone del bar dal lato sinistro al destro della copertina.


La stessa cover è apparsa nuovamente nelle edicole italiane in occasione delle classiche ristampe Tutto Tex e Tex Nuova Ristampa, con alcuni piccoli cambiamenti, che si notano sovrapponendo le immagini: Tex leggermente più grande e la posizione dell'avversario, che, con la mano pronta a estrarre l'arma, vista dalla nostra prospettiva, ora sfiora la spalla del ranger. I cambi, visivamente restringono lo spazio dedicato al protagonista, che ora riempie tutto lo spazio tra il bancone e l'avversario.   


Questa storica copertina di Galep risulta usata, anche più volte per la stessa collana, in diverse parti del mondo, a partire dalla Francia. Sia la Lug di Lione che la Semic diciassette anni più tardi usarono la solita copertina, per due diversi albi della stessa collana. Si tratta sei numeri 247 e 458 della serie Rodeo 


Stessa curiosa scelta venne fatta in Yugoslavia, ma specchiando l'illustrazione: questa cover venne usta si per il numero 174 che per il  779 della stessa collana Zlatna Serija. Nella prima stesura, l'avversario di Tex viene spostato a destra, coprendo parzialmente il cappello del ranger bonelliano.    


Anche in Brasile troviamo questa illustrazione nelle due edizioni della serie della Editora Vecchi, con colori quasi completamente differenti dalla stesura originale; e per due volte sulla Tex Coleçào, sia nella gestione Globo che in quella Mythos
La Globo scelse di utilizzare la cover nella versione di Tutto Tex, la Mythos ha optato per il disegno storico del 1970


Pure in Finlandia, questo disegno di Galep è stato utilizzato due volte sulla stessa collana, a distanza di quasi venti anni: sul numero 4 del 1985 di Tex Willer e sulla prima uscita del 2004 della stessa serie. 
In Norvegia invece esiste solo va versione del1985, molto simile alla finlandese.


Nei paesi del Sud Europa, questa copertina è apparsa in Spagna con colori "improbabili" e in Grecia, in versione molto aderente all'originale italiano.


Per finire, spostiamoci a est e arriviamo sul bosforo. Anche in Turchia questa copertina è stata usata due volte, ma completamente ridisegnata da due diversi illustratori locali, prima ribaltata per il 215° numero di Super Teks, poi dal lato giusto per il numero 252 della stessa collana.



Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

domenica 5 aprile 2026

BONELLI IN DIGITALE - PUNTATA # 13

di Giampiero Belardinelli



Introduzione

Claudio Nizzi si distingue nel panorama del fumetto italiano come sceneggiatore prolifico e creatore di numerosi personaggi di successo, pubblicati sulle pagine del "Giornalino". Tra le sue creazioni più celebri figurano Larry Yuma, Rosco & Sonny e Nicoletta. Questi personaggi hanno contribuito a consolidare la sua reputazione, grazie alla varietà di storie e alla capacità di coinvolgere i lettori. Nel 1988, Nizzi ha vissuto un momento decisivo nella sua carriera: grazie ai meriti acquisiti come sceneggiatore texiano, ha avuto la possibilità di proporre alla Sergio Bonelli Editore un nuovo personaggio, Nick Raider.


L'inizio


Questo progetto segna una svolta e una crescita per l’autore, che ha saputo mettere a frutto la sua esperienza e il suo stile narrativo. Nei primi sei anni di vita editoriale della testata, dall’albo numero uno a questo settantaquattresimo volume (pubblicato nel luglio del 1994), oltre a Nizzi si sono alternati numerosi sceneggiatori. Alcuni hanno guidato la serie per brevi periodi, altri per più tempo, contribuendo a mantenere vivo l’interesse e la qualità delle storie. A sostegno della narrazione, lo staff grafico è stato in linea di massima di buon livello, con punte di eccellenza. Tra questi, Corrado Mastantuono, il disegnatore di questo Un uomo nel mirino.




La trama

Eddie Caruso esce di galera dopo aver scontato una condanna per rapina a mano armata. Sulle sue tracce ci sono l’ex complice Harry Gray e due sgherri inviati dal boss mafioso Sonny Partanna. Harry Gray è convinto che Eddie abbia nascosto la refurtiva. Sonny Partanna, invece, lo incolpa di aver disonorato la sorella Mary e non aver voluto riparare. Eddie, disperato, chiede aiuto all’amico Nick.


La fuga


Dopo serrate indagini, il Nostro scopre che la refurtiva venne trafugata da due agenti del Ventunesimo, Jack Buckner e Joe Marrick, incastrati in seguito grazie alla collaborazione dell’agente Dahlia Morrison. I Partanna, però, sono implacabilmente sulle tracce di Eddie, a cui attribuiscono anche l’assassinio di Mary, in realtà uccisa dal cornificato marito Alvin. Per cercare delle prove che scagionassero Eddie, Nick e Marvin si recano nella casa di Alvin, dove Sonny Partanna – scoperta la verità – ha brutalmente giustiziato il cognato. Nella sparatoria che segue Sonny viene ucciso. Eddy è salvo e può finalmente ricominciare una nuova vita.


La nuova vita di Eddie


Gioielli, padrini e sgualdrine

Dopo dieci mesi, Nizzi torna sulle pagine di "Nick Raider". Per ben quattro albi consecutivi lo sceneggiatore non abbandona il suo personaggio, che viene definitivamente approfondito sul piano psicologico. Nizzi ha finalmente la possibilità di raccontare in maniera realistica e moderna una vicenda in cui, oltre alle consuete pagine di detection, non mancano gli aspetti più intimi e personali dei personaggi. Il linguaggio adottato dallo scrittore chiarisce in maniera emblematica quanto sopra. Parlando della sorella e del suo attuale marito, Eddie Caruso dice: Una volta mio padre li sorprese nel retro… Tony aveva i calzoni calati, e così, da buon italiano, papà gli disse che doveva riparare! Poche pagine dopo Mary Partanna replica senza filtri di sorta: Avete dato la colpa a Eddie per non ammettere di avere una puttana in famiglia!


Mary Partanna


I piaceri del sesso!

Lo sceneggiatore non si pone in maniera moralistica nel tratteggiare la ragazza, che anzi si rivela molto più positiva dei suoi consanguinei. Mary Partanna è una donna che ama concedersi ai piaceri del sesso e lo ribadisce con estrema sicurezza. Nizzi descrive senza edulcorazioni l’ipocrita moralità di certi ambienti, dove occorre riparare col matrimonio alla perduta verginità sessuale femminile.


Addio, Mary!


Segnali di stile

In un’intervista rilasciata a Moreno Burattini, Nizzi afferma (cfr. "Dime Press" n. 7, pagg. 55-58): Preferisco scrivere Nick raider, rispetto a Tex, non perché sia un personaggio mio, ma perché è un altro modo di raccontare. Più sciolto e nervoso. In Un uomo nel mirino, non a caso, lo sceneggiatore raggiunge i vertici dello stile nervoso nickraideriano. La sceneggiatura è contrassegnata da repentini stacchi, tagli volutamente ellittici, sequenze mute esemplificative, carrellate e controcampi. Ci troviamo dinanzi a un modo di narrare cinematografico, degno dei migliori thriller hollywoodiani e non solo.


La fine di una feccia


Mastantuono in digitale

Ad accompagnare Claudio Nizzi in questa sua fatica troviamo un prodigioso Corrado Mastantuono. Il disegnatore ha accentuato la maturità adulta del racconto, ora visualizzando sequenze erotiche raffinate e conturbanti, ora sequenze d’azione in cui il movimento della camera sembra trascinare i personaggi e le automobili fuori dalla pagina. In questa prova l’autore mostra una certa difficoltà nel centrare la fisionomia di Nick (cfr. l’intervista di cui sopra), ma una coinvolgente capacità di far recitare i personaggi.


Vita mafiosa


La visione in digitale, grazie anche alla visione in un display di ottima risoluzione come il mio Surface Laptop 7, valorizza ancora di più il grande lavoro del disegnatore. I dettagli grafici emergono con una nitidezza sorprendente, permettendo di apprezzare appieno le scelte stilistiche di Mastantuono e l’espressività dei volti, come se si trattasse di fotogrammi di un film. In questo modo, la lettura digitale diventa un’esperienza immersiva che esalta le qualità narrative e visive del fumetto, confermando quanto l’innovazione tecnologica possa arricchire la fruizione dell’arte sequenziale.


"Police procedural"


Giampiero Belardinelli