martedì 27 ottobre 2026

LA COVER PIU' CITATA - VENTIQUATTRO

di Saverio Ceri

Torniamo ad occuparci della copertina bonelliana più citata, a cinque anni distanza dalla precedente puntata. Per chi non lo sapesse stiamo parlando della copertina del primo numero di Dylan Dog, realizzata da Claudio Villa  esattamente 40 anni or sono e che da allora è stata omaggiata in decine di occasioni nel mondo del fumetto e non solo, da autori italiani e  internazionali. 
Oggi segnaliamo un'omaggio balcanico che arriva da Attila Juhas, che si immagina come sarebbe stata la copertina di Alan Ford se avesse dovuto fronteggiare degli zombie.


Online si trova anche l'illustrazione originale del bravo Attila senza logo e titolo.


Passiamo a un omaggio un po' più datato, visto che venne realizzato per Lucca Collezionando dell'aprile 2022. In quell'occasione venne allestita una mostra curata da Alessandro Bottero dedicata ad Andy Capp, lo storico protagonista delle strisce di Reg Smythe. Per quell'evento fu distribuita questa illustrazione sotto forma di stampa a tiratura limitatissima. 
Riallacciandosi poi alla precedente puntata di questa, molto aperiodica, rubrica segnaliamo che Dylan Dogui, l'autoproduzione pubblicata nella collana “Le grandi parodie della Kalifano Edizioni” con protagonista l'attore e cabarettista Guido "Dogui" Nicheli, è proseguita fino ad oggi con altre uscite. I primi quattro episodi: L'aperitivo dei morti viventi; Viaggio ai confini del gender; Il ritorno del Cavaliere Oscuro; 20.000 leghe sotto i dati; sono stati raccolti, nel 2023, un un unico volume da 160 pagine con questa copertina.


Dal 2021 invece arriva l'omaggio del "3D Artist" Mauro Fanti.



N.B. Trovate i link alle altre cover più citate in Cronologie & Index!

domenica 25 ottobre 2026

AUREA BLOOPERS: D'AGO

di Saverio Ceri

Nella ricerca di materiale per completare la cronologia di Dago e soprattutto degli autori delle copertine, mi sono imbattuto nella cover del 155° volume di AureaComix uscito nel settembre del 2024 , che in realtà è il 175° cartonato di Dago se contiamo anche quelli pubblicati sulla precedente collana EuraComix. 
La copertina è, come spesso accadeva in casa Aurea, un montaggio di vignette interne realizzate dal grande Carlos Gomez. La storia è una degli ultimi capolavori firmati da Robin Wood in coppia con Gomez, e fa parte del ciclo di storie, apparentemente impossibili, che legano Giuseppe Verdi e Dago. In questo caso si parla del Nabucco come suggerisce il titolo... 
Già! Il titolo! 
Ali d'orate?!?  come d'orate? di pesci? e perché non spigole o dentici?


Sicuramente qualcuno aveva già notato il divertente refuso, inequivocabile marchio di fabbrica dell'Aurea. 
Io mi ci sono imbattuto solo ora, non possedendo questa edizione di Dago, e, nonostante la recente dipartita della casa editrice, non ce l'ho fatta a non segnalarlo.
Se ce ne fosse bisogno, a riprova che si tratta di una svista, e non dell'ignoranza dei redattori, va segnalato che nell'edizione della stessa storia su Ristampa Dago 120, uscita nel 2012, il termine "dorate" era scritto correttamente.


Saverio Ceri

N.B. Qui sotto i link dove segnaliamo alcuni refusi del fumetto nostrano: soprattutto bonelliani.


venerdì 16 ottobre 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 251

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.


Seconda parte per Il figlio di Mefisto, un grande classico di Tex scritto e disegnato dai creatori del personaggio, G.L. Bonelli e Aurelio Galleppini, in arte Galep. Le 64 pagine del Classic ora in edicola vennero pubblicate per la prima volta a cavallo tra i numeri 125 e 126 di Tex, usciti rispettivamente tra marzo e aprile del 1971.


L'illustrazione di Villa utilizzata come copertina è la parte inferiore del miniposter allegato a Tex Nuova Ristampa 331, uscito nel luglio del 2013. E' un classico degli scontri tra Tex e Mefisto: il diabolico stregone riesce a vedere da "remoto", in qualche sfera, specchio o calderone magico, quello che sta facendo il capo dei Navajos. L'illustrazione di questo miniposter è stata ispirata proprio da una storia disegnata dallo stesso Villa, quella intitolata semplicemente "Mefisto", e apparsa sui numeri dal 501 al 504 di Tex.

Scoperta l'origine "segreta" della copertina del Classic 251, scopriamo ora quella di una storica cover di Galep che avevamo tralasciato in attesa venisse usata per questa collana. Ipotesi ormai da scartare, vista la virata della redazione verso le copertine di Claudio Villa. Stavolta torniamo esattamente a settant'anni or sono, all'ottobre 1956, con la sedicesima copertina della terza serie degli Albi d'Oro dedicati al ranger bonelliano.


Francesco Bosco e Mauro Scremin ci svelano che la scena da bar immaginata da Galep in realtà era stata concepita da Ferdinando Carcupino per una illustrazione pubblicata sulla rivista Epoca pochi mesi prima.
 

La lampada a soffitto, e i tre personaggi coprotagonisti di Tex in questa copertina, provengo tutti dall'illustrazione di Carcupino. La posizione di Tex probabilmente è ripresa da una vignetta dello stesso Galep, di sette anni prima, esattamente dall'ultimo riquadro di pagina 20 del numero 37 della prima serie a striscia del ranger del 23 giugno del 1949.


Questa copertina dell'Albo d'Oro, in Italia è ricomparsa in edicola solo per Tex Classic 53 nel marzo 2019, ma precedentemente ha avuto anche una visibilità fuori dai confini nazionali a partire d'oltralpe. Gli editori francesi infatti la utilizzarono in ben due occasioni: pochi mesi dopo per la copertina del numero 33 di Fox, e tredici anni dopo per la cover di Bronco  53. In entrambe le occasioni Tex si ritrova senza pistola, rendendo incomprensibile, e anche un po' buffa, la scena. Apparentemente, infatti, sembra che il ranger voglia dare la mano all'avventore appoggiato al bancone. La faccia risoluta di Tex però sembra spaventare il povero cow boy, e un po' anche il barman. Il piglio con cui Tex pone la mano è talmente deciso che anche il barbuto cliente seduto al tavolo, in qualche modo lo avverte, e si volta.

  

La copertina dell'Albo d'Oro 3a serie n°16, giunse, nell'agosto del 1990, anche in Brasile sulla Tex Coleçào, nel periodo in cui veniva pubblicata dalla Editora Globo. La ricomparsa della pistola tra le mani del protagonista rende nuovamente comprensibile la scena. 


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index. 

martedì 6 ottobre 2026

1000² x 3


Oggi 


raggiunge quota

tre milione di visualizzazioni !!

Grazie  mille² x tre  a  tutti  i  nostri  collaboratori  e  a 

tutti coloro che da quattordici anni ci seguono e ci leggono con

affetto.

Saverio Ceri e Francesco Manetti. 

domenica 4 ottobre 2026

BONELLI IN DIGITALE - PUNTATA # 16

di Giampiero Belardinelli





Introduzione

Questa sedicesima puntata di "Bonelli in digitale" è dedicata a una pubblicazione spartiacque del recente passato della Casa editrice, Cico Story. Il racconto è stato scritto da Guido Nolitta e disegnato da Gallieno Ferri ed è composto da 120 tavole. Pubblicato nel mese di giugno del 1979, è stato il primo albo speciale dedicato a Cico e, in assoluto, il primo volume fuori collana della Bonelli, allora articolata in diversi marchi editoriali, tra cui Edizioni Cepim ed Editoriale Daim Press. Con questa storia Guido Nolitta inaugura il fortunato filone delle disavventure del pancione messicano, seguendone le vicissitudini dai primi vagiti all’età adulta e ripercorrendo il cammino che lo conduce dal Messico natale agli Stati Uniti.






Cico racconta...



La trama

Durante una lunga giornata di pioggia, Cico, sollecitato da Zagor, decide di raccontare il proprio passato, dalla nascita all’età adulta. Nato a Veracruz, in Messico, in una famiglia poverissima e molto numerosa, manifesta fin da piccolissimo la sua insaziabile fame. Quando Pedro e Rosa, i suoi genitori, scelgono di imbarcarsi per gli Stati Uniti nella speranza di sottrarsi a una situazione economica quasi disperata, un beffardo equivoco lo trattiene presso gli zii: Cico si è infatti infilato nella gabbia del pappagallo lasciato da Pedro ai parenti. Cominciano così le sue scalognate epopee. Per sfuggire alla fame si improvvisa lustrascarpe, chitarrista nel gruppo dei Tre Gonzales, torero e soldato. Infine, dopo innumerevoli peripezie, è costretto a lasciare il Messico e sceglie di emigrare negli Stati Uniti...


Cico family




La fame come motore del racconto

La scelta di affidare a Cico il racconto della propria vita trasforma la trama in una sorta di autobiografia picaresca, scandita da mestieri, incontri ed equivoci. La fame non è soltanto un motivo ricorrente, ma il vero impulso dell’azione: costringe il protagonista a cambiare continuamente ruolo e ambiente, dando unità a episodi molto diversi. Il dialogo iniziale con Zagor, inoltre, crea una cornice confidenziale che avvicina il lettore al personaggio e permette di scoprirne le origini senza rinunciare al ritmo rapido dell’avventura.


I Tre Gonzales





Il Messico come l’Italia del dopoguerra

Guido Nolitta, sostenuto dall’ottima prova grafica di Gallieno Ferri, costruisce la vicenda come una serrata sequenza di gag, confermando la propria capacità di affrontare temi sociali attraverso la forza dell’ironia, forse persino al di là di un intento programmatico. Il Messico rappresentato nell’albo può essere accostato all’Italia dell’immediato dopoguerra, come ha osservato Stefano Priarone nell’articolo Cinque albi per una leggenda, pubblicato nel terzo numero di "Darkwood Monitor" (febbraio 1998), organo ufficiale dello Zagor Club di Roma, associazione culturale ideata da Giuseppe Pollicelli, Sergio Climinti e Daniele Bevilacqua.


Cico torero




In entrambi i contesti, il desiderio di riscatto e il ricorso a ogni possibile espediente trasformano la lotta quotidiana della povera gente in una commedia dal fondo amaro, vicina per sensibilità al neorealismo e, più tardi, alla commedia all’italiana di Steno, Mario Monicelli, Totò, Eduardo De Filippo e Alberto Sordi.




Cico, eroe dei poveri

In questa prima avventura a solo di Cico, Nolitta mantiene la comicità saldamente ancorata alla realtà, senza ancora aprirsi alle invenzioni surreali che caratterizzeranno alcuni dei successivi quattro speciali da lui scritti. La goffaggine del protagonista diventa così uno strumento per mettere alla berlina aspetti riconoscibili del mondo contemporaneo. Lo sceneggiatore milanese prende di mira, tra l’altro, la corrida e le assurde regole dell’ambiente militare: Cico attraversa indenne situazioni drammatiche e, proprio grazie alla sua istintiva estraneità alle convenzioni, finisce per assumere i tratti di un eroe dei poveri. Umano, sconfitto e irriducibilmente anticonformista, il Messicano infligge uno schiaffo alla solennità dei riti e dei paludamenti, incarnando la rivincita di un perdente che, al contrario di Fantozzi, riesce a sovvertire il proprio destino e, sia pure involontariamente, a prevalere sulle circostanze che sembrano condannarlo alla sconfitta.


Consegne esplosive: Cico sbaglia ancora indirizzo




La beffa antimilitarista

A questo proposito, nella fase in cui Cico è arruolato nell’esercito messicano, Nolitta orchestra una beffa feroce contro la logica e i rituali del militarismo. Il colonnello Vargas sceglie il Nostro come vittima sacrificale: proprio perché benvoluto dai commilitoni, la sua morte dovrebbe trasformarlo in un fulgido esempio capace di suscitare entusiasmo nei giovani poco inclini alla vita militare. Cico viene così inviato da solo nel deserto con una sorta di sacco nel quale, a sua insaputa, è nascosto un ordigno a orologeria. Il piano si capovolge però per un caso fortuito. Lungo il percorso transita una diligenza su cui viaggia lo stesso Vargas; Cico tenta invano di salire sul retro del veicolo, riuscendo a lasciarvi soltanto il suo esplosivo bagaglio. Pochi istanti dopo la deflagrazione uccide il colonnello e restituisce al mandante la sorte preparata per il soldato. Il successivo stacco nel cortile della caserma completa l’ironia nolittiana: una statua celebra l’ufficiale con l’iscrizione Colonnello Vargas, fulgido esempio, ti porta nel cuore il tuo reggimento. Si tratta di una variante della frase che Vargas aveva già concepito per Cico. La retorica monumentale assorbe così persino il fallimento del complotto e converte una morte grottesca in cerimonia patriottica. Nolitta non si limita a rovesciare i ruoli di carnefice e vittima: mostra come il rito militare, con le sue formule solenni e intercambiabili, sia pronto a fabbricare eroi senza interrogarsi né sulla verità né sull’assurdità del sacrificio.


Il fulgido esempio



La leggiadra Teresina

Accusato della morte del colonnello Vargas, Cico tenta di sottrarsi all’arresto e di riparare negli Stati Uniti. Per eludere i controlli si intrufola in una compagnia di artisti di strada e, approfittando di un momento di confusione, prende il posto della corpulenta ballerina Teresina. Avvolto nei suoi abiti e trasformato, con irresistibile effetto comico, nella leggiadra Teresina, il pancione sale sulle spalle del malcapitato equilibrista, incaricato di attraversare su una corda il fiume che segna il confine. È così, sotto le sembianze improbabili di una ballerina e a spese del povero funambolo, che Cico riesce infine a mettere piede negli States.


La leggiadra Teresina



Ferri in digitale

La lettura digitale permette di apprezzare con particolare immediatezza il lavoro di Gallieno Ferri. Il suo segno, energico e leggibile, combina la solidità dell’avventura con una spiccata sensibilità comica: le posture sbilanciate, le espressioni accentuate e la precisa scansione delle reazioni trasformano Cico in una presenza scenica irresistibile. Ferri alterna primi piani incisivi e tavole più ariose, controllando il ritmo della gag senza sacrificare l’ambiente messicano, reso attraverso scorci essenziali ma riconoscibili. Anche nei passaggi più concitati, la chiarezza della composizione guida lo sguardo con naturalezza; sullo schermo, il contrasto netto del bianco e nero e la vivacità del tratto fanno emergere tanto il dinamismo dell’azione quanto la componente umana del racconto. È un disegno che non si limita a illustrare la comicità di Nolitta, ma la costruisce, la misura e spesso la completa.


Giampiero Belardinelli

venerdì 2 ottobre 2026

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 250

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola. 

Nel Classic in edicola termina l'avventura in Canada, scritta da G.L. Bonelli e disegnata da Ticci, che ci ha tenuto compagnia negli ultimi mesi e prende il via un'altrettanto classica e lunga avventura di Bonelli padre per le matite di Aurelio Galleppini, che si dipanerà su sei albi di questa collana, Il figlio di Mefisto. Le 64 tavole di questo Classic provengono, per la storia di Ticci da Tex 124 del febbraio 1971 e, per l'episodio di Galep, dal numero successivo del marzo dello stesso anno. 


L'illustrazione di Villa utilizzata come copertina del Classic l'abbiamo già esaminata in questa rubrica, perché proviene dalla precedente avventura di Tex, con protagonista l'acerrimo nemico del ranger. Si tratta della copertina del quarantaquattresimo volume della Collezione Storica a colori di Repubblica. Per la sua origine recuperate la puntata 198 pubblicata esattamente due anni or sono.

Scoperta l'origine tutt'altro che segreta della copertina del Classic 250, scopriamo ora quella dell'albo della serie regolare di Tex che per primo l'ha pubblicata, il 125. Francesco Bosco e Mauro Scremin ci svelano che anche la mitica e pluripubblicata copertina di quell'albo ha una fonte di ispirazione statunitense.


La copertina di riferimento per la figura di Tex è quella del romanzo Bounty Guns di Luke Short edito da Dell nel 1964. Anche in questo caso, per gli affezionati lettori di questa rubrica, non è una novità: Ne avevamo già parlato praticamente tre anni or sono, in occasione del settantacinquesimo anniversario di Tex, e del conseguente gioco di  omaggi grafici da parte degli illustratori delle copertine delle altre serie bonelliane.
L'illustrazione di copertina del paperback statunitense è firmata da Len Goldberg. Galleppini oltre al protagonista, preleva da questa illustrazione anche la forma arcuata del tronco d'albero, e la trasforma in un arco di pietra vero e proprio, anche se in rovina. 


La copertina de Il figlio di Mefisto piacque talmente tanto alla redazione che venne riproposta più volte, in edicola, ma soprattutto in libreria a partire dal dicembre 1978, con l'uscita del secondo volume a colori in grande formato, ribattezzato "strenna" dai responsabili del marketing bonelliano dell'epoca. Dopo l'esordio di questo format nel 1975 col marchio Mondadori, Bonelli fece uscire due volumi targati Edizioni Cepim, tra cui appunto Tex contro Mefisto, prima di passare nuovamente la palla a Mondadori. In tal caso non è esattamente la stessa illustrazione, ma sicuramente la stessa fonte. Galep infatti ridisegnò il Tex che intuisce il pericolo alle spalle, stavolta alla sua sinistra, e stavolta non un pericolo fisico, anche se decisamente più inquietante. Il Tex di questa illustrazione è mancino, il che farebbe pensare a un ribaltamento redazionale, deciso a disegno realizzato, per dissimulare la somiglianza con la copertina di Tex 125. Avevamo già parlato di questa cover nella puntata 91 di questa rubrica, ma la riproponiamo anche in questa occasione aggiornandone la vicenda editoriale.


Lo storico secondo volume strenna di Tex, venne poi ristampato nell'ottobre del 1995 dalla Mondadori che detenne i diritti per questa collana fino al 2014 e alla nascita della divisione libraria della Bonelli, che solamente nel luglio 2026 ha dato alle stampe la terza edizione di questo cartonato, la prima col marchio SBE. Le tre edizioni si distinguono esternamente per il colore della costola, il colore del logo, il colore della camicia di Tex. A proposito di colori le prime due edizioni stampano la colorazione di Ugo Pietrafitta; l'ultima utilizza le tavole colorate dalla GFB Comics per la Collezione Storica a Colori di Repubblica.  


Una curiosità: l'episodio pubblicato nel volume non è quello di Tex 125, ma è lo storico scontro tra Tex e Mefisto narrato nei numeri 39 e 40 della serie principale del ranger, e contiene nell'ultima pagina due strisce inedite realizzate per l'occasione da Galleppini.
A proposito di libreria nell'ottobre 1994, sempre la Mondadori, ma nella collana Oscar, presenta in un sol volume proprio la storia che inizia in questo Classic, ed utilizza come copertina proprio la cover di Tex 125. Il volume venne ristampato nel 2006 con altra grafica. Da notare come nella prima versione Tex sia stato traslato verso l'alto rispetto all'illustrazione originale, mentre l'arco  di pietra scivola verso il basso. 


Sempre Mondadori, e sempre per la collana Oscar, ha sfruttato questa illustrazione di Galleppini, ma nella versione "contro Mefisto", per il cofanetto dei cinque volumi dedicati agli epici scontri tra Tex e il suo acerrimo nemico. Anche  le costole affiancate dei cinque tomi ricompongono la stessa immagine.


Nel 2018 per festeggiare i 70 anni del ranger venne distribuita per i media la stessa storica immagine della copertina del volume "strenna", ripulita da logo e da titoli.


L'illustrazione, anzi le due illustrazioni, dovevano piacere molto anche ad Aurelio Galleppini che le scelse per far parte del ristretto numero di copertine destinate a divenire cartoline da collezione, pubblicate dall'editore Lo Vecchio negli Anni Ottanta. I colori in questo caso furono realizzati dallo stesso Galep. 


Per quanto l'illustrazione di Tex contro Mefisto, oltre ad essere ribaltata rispetto a quella giunta sugli scaffali delle librerie, e sicuramente ridisegnata. Tex, infatti, appare più "rilassato" rispetto alla versione ufficiale, come se l'apparizione alle sue spalle non fosse così pericolosa. Anche il volto di Mefisto è diverso. Che quella affidata a Lo Vecchio fosse una prima stesura, poi fatta cambiare dalla redazione per rendere l'illustrazione più drammatica? Che sia stata disegnata apposta per la cartolina, perché Galep non era più in possesso dell'originale?  Dal tratto della seconda immagine sarei più propenso alla seconda ipotesi. 


Questa illustrazione di Galep è piaciuta evidentemente anche fuori dal mondo del fumetto; tant'è che il 31 ottobre 1996, in occasione del centenario dalla nascita del fumetto, le Poste italiane emisero, tra gli altri, un francobollo dedicato a Tex dal valore di 750 lire. Il disegno del francobollo fu eseguito da Rita Morena e la tiratura fu di tre milioni di pezzi.


Ma torniamo alla copertina de Il figlio di Mefisto: Nelle edicole italiane è apparsa in altre tre occasioni, le classiche Tutto Tex e Tex Nuova ristampa, e, ripulita dallo sfondo, nel collaterale Tex 70 anni di un mito. 


Quest'ultima copertina, edita da RCS, è, probabilmente involontariamente, la più vicina all'illustrazione originale di Len Goldberg.


La copertina di Tex 125, dopo l'It
alia fece la sua apparizione in Francia e in Spagna; come sempre in terra iberica con i colori un po' variati.


Anche in Finlandia e Norvegia venne utilizzata in contemporanea questa copertina, ma nel 1982, quando tutte le altre edizioni gemelle del Nord Europa avevano cessato le pubblicazioni.


In Turchia l'illustrazione venne reinterpretata da un artista locale e venne utilizzata in un paio di pubblicazioni.


In Brasile la cover venne utilizzata in un paio di occasioni; Prima dalla Editora Vecchi, con colori decisamente  originali, e con la luna spostata in basso, a discapito di un pipistrello; poi dalla Mythos per la Tex Coleçào, anche in questo caso ricolorata, ma con tutt'altro risultato.


Tornando in Italia, ma in Libreria, ritroviamo questa illustrazione sulla copertina di un volume della Kawama Editoriale del 2013: Fantastico Tex, un saggio firmato da Antonio Tentori che si sofferma sull'altra faccia del West texiano, puntando i riflettori sulle storie horror, fantascientifiche e gialle!


La copertina di Tex 125 è stata anche omaggiata più volte da colleghi dei Galleppini, a partire dall'illustrazione apparsa su Dime Press 7 realizzata nel 1994 da Sergio Zaniboni in ricordo del Maestro, appena scomparso. 


Il suo erede come copertinista di Tex, Claudio Villa, l'ha invece omaggiato con questa illustrazione, allegata alla prima edizione a tiratura numerata di 699 copie di Tex L'inesorabile, uscita, ed andata immediatamente esaurita, a fine ottobre del 2019.


Ad ottobre 2023, poi, è Enea Riboldi a scegliere di omaggiare questa copertina nell'ambito dei festeggiamenti del 75° anno di Tex. 


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index.