domenica 17 febbraio 2019

TEX 700: UNA FESTA QUASI PERFETTA!


di Saverio Ceri

Tex 700, il 56° albo a colori “celebrativo” di casa Bonelli, non è solamente il settimo numero centenario del Ranger, ma, come indirettamente ci ricorda anche Graziano Frediani nell’introduzione all’albo, rappresenta anche il cinquantennale di questa usanza (non solo) bonelliana di regalare ai lettori la quadricromia in occasioni speciali. Il primo mitico albo tutto a colori fu infatti lo storico SuperTex del febbraio 1969.


50 anni fa usciva il primo storico albo a colori di Tex e dell'intera casa editrice: SuperTex - cover di Galep

Per la collana dedicata a Tex è la nona occasione di festeggiare (ai sette albi centenari vanno aggiunti anche l’albo del sessantennale e quello del settantennale), e la redazione ha deciso di farlo con una storia scritta da Mauro Boselli (al suo terzo Tex celebrativo), e disegnata da Fabio Civitelli (a cui già erano state affidate,  nel 2008, le matite dell’albo a colori del sessantennale). 
Riuscire a concentrare una buona  storia di Tex in sole 110 tavole non è impresa facile, ma Boselli, che pur è tra gli sceneggiatori odierni quello che scrive le avventure più ad ampio respiro, è riuscito a confezionare un buon prodotto, che sicuramente ha fatto  felici i lettori affezionati della collana. L’albo infatti  si ricollega alla primissima storia di Tex, ma anche alle recentissime avventure narrate sia sul Maxi Nueces Valley, sia sulla neonata collana Tex Willer.
L’avventura è esattamente divisa in due parti: le prime 55 tavole rievocano avvenimenti del passato e sono una sorta di introduzione per gli eventi delle successive 55 pagine, che si svolgono nel “presente” texiano.  Le prime tavole, in una specie di crossover, sia mediatico che temporale, tra testate texiane,  si ricollegano direttamente all’albo della serie  Tex Willer in edicola nello stesso mese, e ci mostrano  Tex,  Ranger ormai navigato,  in compagnia dei pards, che ritorna esattamente nello stesso luogo “segreto” dove, decenni prima, giovane uomo in fuga dalla legge, in compagnia della giovane pellerossa Tesah, ha occultato l‘oro dei Pawnee (da qui il vero titolo della storia). Questa vicenda è narrata appunto nella prima avventura della collana Tex Willer, un episodio, suddiviso su quattro albi, che a sua volta ci racconta da un’angolatura diversa e con abbondanti “contenuti extra”, gli accadimenti raccontati nella prima storia di Tex datata 1948.


Il tesoro che viene nascosto in quest'albo (Tex Willer 4), verrà "riscoperto" in Tex 700: un  curioso crossover tra testate e tra epoche diverse. Cover di Maurizio Dotti
Come sempre capita in queste occasioni è intorno al fuoco di un bivacco notturno che Tex rievoca, poi, del suo primo incontro con la giovane Tesah. Scopriamo così che il Tex adolescente, subito dopo l’avventura narrata in Nueces Valley, in compagnia dei suoi pards di allora, salva per la prima volta la vita  della figlia di Orso Grigio, quand’era ancora una bambina, retrodatando il momento del loro primo incontro. La domanda che a pagina 59 Kit Willer pone a Capelli d’Argento, è in realtà  la domanda che Boselli rivolge al lettore: “Saresti curioso di conoscere Tesah”? La risposta non può che essere affermativa e non ci resta che girare un paio di pagine per soddisfare la nostra curiosità.  La Tesah disegnata da Civitelli, a dispetto dei suoi quarant’anni, è ancora una donna che non passa inosservata, tanto da conquistare il cuore del cattivo di turno e dei lettori. E vogliamo credere che abbia fatto colpo anche sullo stesso protagonista che nell’ultima tavola, si fa più audace del solito, invitando la “vecchia” amica a visitare (da soli), come già avevano fatto da giovani, la grotta del tesoro.  
Su Tex Willer 4, grazie ai disegni di  De Angelis, scopriamo che visitare la sommersa grotta del tesoro ha aspetti piacevoli 
Il grande Fabio Civitelli nonostante sapesse che l’albo sarebbe stato poi colorato, non lesina sui suoi “effetti speciali” che lo hanno reso un maestro del bianco e nero: vediamo così, per esempio, uno spettacolare tornado puntinato a pagina 36 o un incredibile notte stellata a pagina 87; tavole che da sole, anche senza l’aggiunta cromatica ci avrebbero comunque fatto immaginare i colori, come sempre del resto succede con le tavole del Maestro di Lucignano. L’arduo compito di trasformare i colori “virtuali” di Civitelli in colori reali è spettato al colorista ufficiale di Tex, Oscar Celestini, che nell’accostarsi alle tavole dello storico disegnatore, mantiene un certo equilibrio, senza strafare, senza coprire o alterare, col suo lavoro, quello dell’illustratore: un’ottima prova.
Curiosa la scelta di riproporre a distanza di pochi mesi dal numero del settantennale, una copertina celebrativa in cui Tex corre, a cavallo, arma in pugno, verso il lettore. In Tex 700 più che correre galoppa, ed è in compagnia dei tre coprotagonisti, ma la sensazione di déjà-vu rimane. Il disegno ad acquerello di Claudio Villa, ovviamente è impeccabile.

Per la copertina, un'ennesima grande prova di Claudio Villa.
Unica nota stonata di questo eccellente volume celebrativo  è il discorso sulla presunta tavola centomila coincidente con il 700° fascicolo, fraintendimento nato con la mostra dedicata al settantennale di Tex e arrivato - con tanto di scritta pubblicata a pag. 24 - fino all’albo che stringiamo fra le mani. La fatidica tavola in realtà arriverà solo ad aprile, presumibilmente sul nuovo Maxi: comprensibile però l'entusiasmo redazionale che ha portato ad alterare il “contachilometri” per far allineare la tavola centomila al numero centenario, caduto tra l'altro così a ridosso con il 70esimo anniversario del Ranger! I nostri numeri rimangono tuttavia corretti, tanto che nell’introduzione stessa a Tex 700 si parla di centomillesima tavola PRODOTTA (e non pubblicata). Significa dunque che in redazione sono in grado di monitorare giorno per giorno lo stato di avanzamento della produzione di qualche centinaio di disegnatori sparsi su tutto il globo terracqueo. O anche solo di una cinquantina, se vogliamo limitarci a Tex. Chapeau!

La mia copia personale, a pagina 24, reca una curiosa scritta sopra la tavola di Civitelli, in cui Tex incontra per la prima volta Tesah. Peste! dev'esserci un errore di stampa!

Tex 700
L'ORO DEI PAWNEE
Febbraio 2019
pag. 116, € 3,50
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Fabio Civitelli
Copertina: Claudio Villa
Colori: Oscar Celestini
Introduzione: Graziano Frediani

Saverio Ceri

N.B. Trovate i link alle altre recensioni bonelliane sul Giorno del Giudizio!

MARTINO IL MISTERIOSO PARIGINO

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4533 del 7 Febbraio 2019, a pagina 45, troviamo la rubrica "Forse che si, forse che no". Il quesito numero 11 chiede: Martin Mystère, il personaggio dei fumetti soprannominato il detective dell'impossibile, vive a Parigi?


N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

giovedì 14 febbraio 2019

I SOGNI DEI BONELLIANI – REALOADED, DI FERRETTI & PIERI: L’IMPREVEDIBILE RIDICOLEZZA DEL CRESCERE

di Andrea Cantucci

Questo libretto autoprodotto scritto da Filippo Pieri e disegnato da Tommaso Ferretti (di cui ho scritto io la postfazione e quindi non posso far finta di non conoscerli) non è una raccolta di veri e propri fumetti né di aforismi illustrati, ma un volume di strisce di una vignetta con personaggi sempre diversi, di cui si cita una frase in base al ripetitivo schema di un tormentone. Ognuno dichiara quali erano i suoi sogni giovanili, anzi infantili (infatti l’inizio è quasi sempre Da bambino sognavo… o Da bambino volevo… o simili), e con ironici giochi di parole e capovolgimenti, ci dice subito dopo come “da grande” si siano realizzarsi solo in modo molto relativo, ovvero come in realtà non si siano quasi mai avverati per niente… Gli antichi desideri, come succede un po’ a tutti, hanno preso quindi delle forme inattese, spesso deludenti ma non sempre. 




La maggior parte di tali personaggi (definiti Bonelliani in quanto essere lettori dei fumetti Bonelli è in fondo sinonimo di Italiani) non hanno insomma realizzato le loro aspirazioni. Crescendo e invecchiando si sono adattati a fare altro nella vita, ma a giudicare dalle loro espressioni sorridenti non sembrano quasi mai farne un dramma, neanche quando si ritrovano in condizioni quasi disperate. Alcuni invece si sono fatti furbi e, per arricchire, hanno accantonato gli ideali di gioventù per carriere più concrete e qualche volta meno oneste. 
Le prime di questa serie di anomale e sintetiche strip sono nate, un po’ per caso un po’ per necessità, vent’anni fa, nell’ormai remoto 1999, sull’effimero giornale comico fiorentino "Lo Zenzero" in cui curai, benché in modo non ufficiale, i rapporti tra la direzione editoriale e i disegnatori. C’era bisogno di materiale da realizzare in modo rapido ed economico e Filippo si inventò questo semplice e inedito format, il cui primo titolo era “I Sogni dei Fiorentini”, con la complicità di Tommaso che gli fornì i disegni. Scorrendo tre diversi cicli delle strip, nel volumetto se ne ripercorrono e se ne riassumono le tappe successive, dall’arrivo in Internet su "Dime Web" nel 2012, col nuovo titolo “I Sogni dei Bonelliani”, fino alla trasformazione tra il 2015 e il 2018 in una app di Google Play. Questo libretto ne è l’ennesima incarnazione… e non è detto che sia l’ultima. 


In una precedente autoproduzione in albo spillato del 2013 non erano presenti ventisei pagine che qui sono state aggiunte, il ché significa settantotto strisce-vignette in più. Tra queste, le ultime due dozzine di strisce sono inedite, non essendo mai apparse neanche on line, e svelano cos’è successo ad alcuni dei primi personaggi a distanza di qualche anno, in un gioco di scherzosi rimandi interni al volume. Scopriamo così che alcuni hanno ancora lo stesso lavoro, o ne hanno trovato uno, mentre altri hanno cambiato carriera, dando o meno una svolta alla propria vita. Inoltre ci sono anche una dozzina di strisce in cui i personaggi disegnati, in origine in primo piano, sono stati modificati, per lo più allargando l’inquadratura fino alla figura intera.
Tutto l’insieme non ha grandi pretese di chissà quali profondi o cervellotici contenuti, è semplicemente un simpatico divertissement, che come tutti i tormentoni, se anche non strappa proprio fragorose risate ogni volta, riesce comunque a suscitare spesso il sorriso. Ovviamente le strisce-vignette più buffe e riuscite sono quelle con varianti particolarmente inattese, che riescono a giocare col tormentone in modo diverso dal solito. Come nel caso di Bruscolino Bruscolini, di cui non anticipo il destino per non rovinarne la lettura. C’è pure qualche battutina allusiva e polemica rispetto alla scarsa o truffaldina attività di certi impiegati, sia pubblici che privati, che scaturisce dal contrasto tra ciò che i personaggi dichiarano di fare e la qualifica che li definisce in calce alla loro frase. È il caso di Matteo Mattei, presente in due diverse vignette e uno dei pochi che alla fine dichiara d’aver realizzato il suo sogno… ma non come ci si potrebbe aspettare. 



Benché qualche raro personaggio somigli in modo “puramente casuale” a qualche vecchio volto noto, qui non si può parlare di satira, se non per ciò che attiene vagamente al costume e al mondo del lavoro, all’essere o non essere occupati, o precari, o disperati, che sarebbe un tema sociale quanto mai attuale, ma che qui è trattato con incosciente leggerezza, senza troppe complicazioni, in un modo insomma alla portata proprio di tutti. Gli autori paradossalmente, e forse senza neanche farci caso, riescono a essere leggeri nel trattare una delle cose che a tutti riesce più pesante, esser costretti prima o poi a crescere e adattarsi a fare nella vita ciò che non si vuole, rinunciando ad aspirazioni di gioventù che poi si cercano disperatamente di recuperare e tornare a coltivare in età matura, magari dopo la pensione per chi riesce ad arrivarci. 
A ciò si aggiunge l’ulteriore tormentone dei nomi, come si è visto sempre simili ai cognomi. È usanza diffusa in particolare in Toscana e, in queste strisce, residuo ormai irrinunciabile di quando la serie era dedicata ai Fiorentini. Per tagliar corto nella scelta del nome, l’innato spirito di noi Toscani, che si esprime con estro beffardo ma anche poetico, una volta usava spesso appioppare a neonati innocenti nomi che facessero il verso al cognome, o viceversa. Anche il padre del sommo Dante si chiamava Alighiero Alighieri e come dimenticare il compianto attore fiorentino Novello Novelli, che fece da padrino alla presentazione del giornale "Lo Zenzero"? Invece il notissimo comico siciliano Franco Franchi aveva un nome d’arte (quello vero era Francesco Benenato), ma si può star sicuri che in qualcuno dei nostri borghi un tale nome esiste davvero. 

Prova di stampa della cover


In Toscana forse il nome ridondante più comune è Paolo Paoli, di cui tuttora ricorrono spesso anche varianti come Paolo Paolini o Paolo Paoletti. Da noi abbondano pure i Bruno Bruni, i Marco Marchi o i Piero Pieri (per citare anche i parenti dell’autore). Di questi o altri simili non mancano neanche le varianti femminili, mentre un tempo uno dei più tipici e comuni nomi di donna toscani poteva essere Vanna Vannini o Vanna Vanni. Così, avendo bisogno di nomi diversi per ogni personaggio, Filippo ne ha approfittato per divertirsi a inventar nomi ricalcati su ogni cognome possibile, con risultati bizzarri e strampalati quando corrispondono non a nomi comuni ma ad appellativi d’altri tempi, come quelli di vari toscani per lo più d’una certa età (dottori, avvocati e ingegneri così come contadini). Ma essendo un autore coscienzioso e previdente, credo che ogni volta debba andare a controllare che i nomi più originali non esistano sul serio, onde evitare problemi… 
Nomi a parte, uno stile molto simile a questa serie è stato usato non nel settore dei fumetti o dell’umorismo, ma curiosamente in quello della propaganda politica. Infatti una decina d’anni fa gli aderenti a un effimero movimento di sinistra, facente capo a un noto giudice presentatosi alle elezioni, ebbero l’idea di usare (senza chiedere il permesso) tutta una serie di personaggi dei fumetti per pubblicizzare le loro battaglie sociali e il loro simbolo. Gli slogan erano frasi attribuite ognuna a un diverso personaggio, sotto cui si leggeva il nome seguito dall’età e da una qualifica assegnatagli in modo ironico, proprio come ne “I Sogni dei Bonelliani”… 



Una derivazione dall’una all’altra delle due serie di vignette è poco probabile. Quei tag politici (presto diffidati dal proseguire e cancellati per violazione dei copyright) apparvero on line a dieci anni di distanza da “I Sogni dei Fiorentini”, che erano usciti per poco tempo su un giornale diffuso nel solo capoluogo toscano, e qualche anno prima che come “Sogni dei Bonelliani” fossero ripubblicati e proseguiti su Internet. Ma ciò dimostra che, per semplice e senza pretese che sia, o forse proprio per questo, quello di Filippo e Tommaso è un format in perfetta sintonia con le esigenze di brevità imposte dai linguaggi informatici odierni, che potrebbe anche essere riciclato in altre forme o proseguito all’infinito. Infatti sono ormai vent’anni che periodicamente i due continuano imperterriti ad aggiungere nuove strisce. Si riuscirà mai a farli smettere…?





I SOGNI DEI BONELLIANI - RELOADED 
Testi:Filippo Pieri 
Disegni: Tommaso Ferretti 
Prefazione: Francesco Manetti 
Postfazione: Andrea Cantucci 
Formato: 62 pagine in bianco e nero 
Rilegatura: brossurata 
Anno di pubblicazione: 2019 
Prezzo: € 4,99 (edizione cartacea) - € 3,49 (versione in e-book)


Andrea Cantucci


N.B. Trovate i link alle altre novità su Interviste & News, mentre quelli alle storie dei Bonelliani pubblicate su "Dime Web" sono in Cronologie & Index!

martedì 12 febbraio 2019

CHI È BERYL EVANS, LA SCRITTRICE DI "CHARLIE THE CHOO-CHOO"?

di Francesco Manetti

Nel luglio del 2016, sulla pagina ufficiale Facebook del film The Dark Tower (tratto dal ciclo di romanzi fantasy di Stephen King "La Torre Nera"), apparve la foto di una bella signora che presentava orgogliosa un libro per bambini, Charlie the Choo-Choo...



La foto, scattata alla San Diego Comics Convention, era introdotta da questa presentazione:

Author Beryl Evans poses with her book "Charlie the Choo-Choo" at the Simon & Schuster booth at#SDCC - head over for yours while supplies last! (La scrittrice Beryl Evans posa col suo libro "Charlie Ciu-Ciu" allo stand della Simon & Schuster alla SDCC - affrettatevi a prendere la vostra copia prima che le scorte finiscano!)

La scrittrice doveva infatti firmare la prima tiratura di 150 copie del libro, per i bambini più fortunati. Altre foto dell'evento sono apparse in rete.



In una di queste Beryl Evans dedica il libro al piccolo Steve! Che tenera!
Però... qualcosa non torna, perché il libro all'interno riporta un copyright del... 1942! Questa signora nel 2016 dovrebbe avere quasi 100 anni, ammettendo che avesse pubblicato la prima edizione del volume all'età di 20 anni. Ma ne dimostra molti meno! Come si spiega? E come potevano le illustrazioni del ben noto artista Ned Dameron (classe 1943) apparire su un libro edito un anno prima della sua nascita?

Beh... tutto l'ambaradan era solo un gigantesco scherzo architettato a scopi promozionali in vista dell'uscita del film nel 2017! Beryl Evans è in realtà uno pseudonimo del più celebre scrittore horror del pianeta, Stephen King (lo "Steve" della copia autografata dalla "Evans"), e la presunta scrittrice è in realtà l'attrice cinematografica americana Allison Davies. Il disegnatore Dameron è invece del tutto reale ed è l'autore delle copertine della saga di "The Dark Tower".

L'attrice Allison Davies

Ned Dameron

Il Re con il suo libro-beffa!


Per capire, o almeno intuire, tutto l'inganno bastava in effetti leggere il libro, che è ambientato nello stesso Medio-Mondo della saga della "Torre Nera", ovvero quella "dimensione parallela" dove la Terra si sta avviando verso un triste tramonto insieme ai suoi abitanti, fra le rovine di un'avanzata civiltà tecnologica che si è quasi completamente autodistrutta. Il trenino Charlie è una sorta di alter-ego del treno senziente su monorotaia Blaine, folle macchinario omicida dotato di intelligenza artificiale che appare nei romanzi III e IV del ciclo. Altri indizi: si fa riferimento alla ferrovia per Topeka (dove avrebbe dovuto deragliare Blaine The Mono), uno dei personaggi dice che il mondo è andato avanti (espressione usata più volte nella saga per indicare il decadimento di quella particolare versione della Terra) e c'è pure una bambina chiamata Susannah (uno dei personaggi principali del ciclo). Anche lo stesso libro Charlie the Choo-Choo compare nella saga e dunque quello pubblicato nel 2016 è una sorta di "oggetto" piovuto direttamente nella nostra realtà dal fantomatico Mid-World kinghiano!

L'edizione italiana (non a caso con traduzione del compianto Tullio Dobner), arrivata nel 2017, quando il gioco era ormai stato scoperto in Rete, per esempio da Entertainment Weekly, continua con la beffa, mettendo in copertina una divertente scritta:

Se mai dovessi scrivere un libro per bambini, sarebbe proprio uguale a questo! STEPHEN KING




Francesco Manetti

N.B. Trovate i link agli altri articoli "letterari" su La Biblioteca di Altrove!

DIME WEB INTERVISTA ISABELLA "ISAN ARTIST" NUZZIELLO! (LE INTERVISTE LXIV)

a cura di Franco Lana

Nello spirito di "Collezionare" (sempre sia lodata), che negli anni '80 e '90 pubblicava anche fumetti di esordienti e aspiranti, pubblichiamo volentieri questa simpatica intervista riccamente illustrata che ci ha inviato il nostro... primo inviato Franco "Frank Wool" Lana. Buona lettura! (s.c. & f.m.)





DIME WEB - Per cominciare, parlaci brevemente di te!

ISABELLA NUZZIELLO - Un salve a tutti!! Mi chiamo Isabella, in arte "Isan artist", ho 31 anni e sono un aspirante fumettista. O almeno ci provo. Adoro disegnare: fin da bambina è stata la mia valvola di sfogo e da allora non ne ho mai potuto fare a meno. Da qualche anno è nata anche la passione per la pasticceria e amo fare foto ai paesaggi, leggere manga, libri, guardare anime e fare passeggiate nei boschi.





DW - Quando è nata la tua passione per i comic?
 
IN - Adoro i manga fin da piccola! Il primo che acquistai fu "Dragon Ball" n. 28 in edicola, e da lì iniziai. Si aggiunsero "Sailor Moon", "Card captor Sakura" e molti altri... Grazie a mia sorella scoprii la primissima fumetteria nella mia città e da lì fu amore! E stato leggendo manga che è nata in me la passione di crearne uno tutto mio.






DW - Cosa rappresenta per te, il mondo degli anime? 

IN - Adoro guardare gli anime, sono attimi di relax, mi trasmettono tante emozioni: dalla gioia, alla rabbia, alla tristezza. Per molti altri ho versato lacrime. Sono quei momenti di stacco dopo una dura giornata di lavoro e non ne potrei più fare a meno.






DW - Quali sono le tue letture preferite? 

IN - Oddio, un tempo avrei detto di sicuro gli Shoujo ("manga d'amore"), ma ora prediligo gli Josei (che hanno risvolti più maturi, con protagonisti della mia età), quelli horror, fantasy e i drammatici! I classici di un tempo sono però quelli che ho più nel cuore.






DW - Per concludere: il tuo "sogno nel cassetto" (in ambito fumettistico, ovviamente)

IN - Il mio sogno nel cassetto "è" e rimarrà per sempre diventare una fumettista e spero veramente di riuscirci un giorno!!! Ora sto scrivendo la stesura del mio manga e spero presto di riuscire a disegnare il prologo e di tentare in qualche casa editrice. Quindi teniamo le dita incrociate ragazzi!! ;)



a cura di Franco Lana

N.B. Trovate i link agli altri colloqui con gli autori su Interviste & News!

lunedì 11 febbraio 2019

PARD O AMICI?

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4526 del 20 Dicembre 2018, a pagina 41, all'interno delle "Parole crociate a schema libero", si chiede: il Willer dei fumetti amico di Kit Carson.


N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

mercoledì 6 febbraio 2019

SETTECENTEX!


I Numeri di Tex da "Il totem misterioso" a "Tex 700"

Diamo i Numeri 54

di Saverio Ceri & Francesco Manetti

Puntata firmata eccezionalmente a quattro mani questa cinquantaquattresima di Diamo i Numeri. In occasione di Tex 700 infatti rispolveriamo, per i lettori del nostro blog, l'articolo che Francesco Manetti e io avevamo confezionato per Lo Spazio Bianco in occasione del settantennale del ranger - facendo qualche piccola correzione e aggiornando le tabelle e, dove necessario, il commento, alla data del 7 febbraio 2019(s.c.)


30 settembre 1948: Il totem misterioso - albo di esordio di Tex - Cover di Aurelio Galleppini

Settanta anni a cavallo, per i deserti, in montagna, nelle praterie, nel Grande Nord, a raddrizzar torti nelle città corrotte, in villaggi indiani e mondi perduti. Da solo o Asso di Cuori nel poker di Pards. Con il revolver sempre acceso. Una storia editoriale, quella di Tex, che copre tre, quattro generazioni di lettori, di editori, di sceneggiatori, di disegnatori. Tanti anni, tante collane, tanti albi, tante tavole hanno generato nei decenni un fiume di dati più adatto a un server della NASA che alla mente umana. Ma dietro ai numeri ci sono gli uomini, e quella che ora vi andiamo a racCONTARE non è una semplice sequenza di tabelline, ma una storia vera, in carne, ossa e piombo!

LE SERIE BONELLIANE

Nel settembre 2018 (come era accaduto già nel 2008 e nel 1998) Tex ha compiuto in realtà non uno, ma quattro anniversari diversi: 70 anni dalla prima pubblicazione in assoluto in formato striscia; 60 anni della collana regolare tuttora in corso, con 50 anni di inediti; e 30 anni dal varo del “Texone”, il formato gigante che ha aperto al Ranger un invidiabile panorama internazionale di grandi artisti.


La Mano Rossa, l'albo di esordio della collana di Tex più fortunata - oggi festeggiamo la sua 700a uscita. Cover di Galep

a) I 4000 albi bonelliani

Dal settembre 1948 al febbraio 2019, sono stati pubblicati ben 4108 albi con il marchio “Tex”! Un numero enorme, che si spiega col fatto che il Ranger è apparso non solo sul mensile regolare, che va avanti da sei decenni, ma in una grande varietà di collane, serie e formati diversi. Il periodo delle strisce (quando “Tex” era un agile albetto spillato con una superficie di copertina e di tavola grande all'incirca un terzo di quella attuale), con la “Collana del Tex” che andò avanti dal settembre del 1948 al giugno del 1967, vanta da solo 973 fascicoli spalmati su 36 serie consecutive. Ci sono poi le 700 uscite del “Tex Gigante 2a serie”, ovvero la collana mensile inedita di cui oggi festeggiamo il ragguardevole traguardo (partita nel 1958), i 636 “Tex Tre Stelle” (gloriosa collezione di ristampe che si è fermata solo nel febbraio 2017 dopo oltre mezzo secolo di attività), i 574 “TuttoTex” (ultima serie superstite dei "Tutto" che va avanti dal 1985 con grande successo), e i 441 “Tex Nuova Ristampa” (partita nel 1996). E queste citate sono solo le prime sei collane più ricche di albi di un elenco che, come potete vedere dalla tabella, copre 23 voci diverse, la metà della quali riferite a produzioni ancora in corso. Astronomico quattromilacentootto: mistero svelato!



b) I formati

Come abbiamo accennato sopra, nel corso dei decenni “Tex” ha cambiato più volte corpo, sia come passaggio storico da un formato a un altro, sia come cambio di formato per esigenze editoriali diverse in uno stesso periodo. L'epoca delle strisce inizia nel settembre del 1948 e termina nel marzo del 1972, con quattro collane distinte, la prima delle quali, la “Collana del Tex”, presentò ai lettori 36 serie diverse in quasi venti anni di vita. Il montaggio successivo per le ristampe, dalle originali tavole a striscia unica in tavole a tre strisce per pagina, lanciò il formato moderno bonelliano standard “alla Tex”: questo è anche il formato dei “bonellidi”, ovvero di quelle pubblicazioni che si ispirano (talvolta anche nei contenuti) allo standard tipografico della SBE. Fanno parte di questo ampio settore i mensili di oggi, ristampe o inediti che siano. La prima collana texiana ad adottare la tripla striscia fu il “Tex Albo d'Oro” che, con 8 serie consecutive, andò avanti dal giugno del 1952 al novembre del 1960, pubblicando 205 albi. Nel formato gigante (possiamo dire “alla francese”, senza tema di bestemmiare?) impossibile non sottolineare l'importanza di vero ponte tra il fumetto “popolare” e quello “d'autore” dello “Speciale Tex”, ovvero del “Texone”, che ha compiuto 30 anni nel 2018 (essendo stato varato per festeggiare nel 1988 in quarantennale di Tex); dal 2005 al 2016 la collana è stata ristampata in “Tex Stella d'Oro”. 


Il primo mitico Texone di Guido Buzzelli. Sono passati trent'anni dall'esordio della collana

Grande formato hanno anche i volumi cartonati di Tex, le cui origini risalgono alle straordinarie riproposte a colori della CEPIM del periodo 1977/1980 pensate per le librerie, idea proseguita per i tipi della Mondadori, e poi rientrata nell’ovile bonelliano nel 2015. Cartonati inediti, inaugurati da Eleuteri Serpieri nel 2015, sono infine i “Tex d'Autore”. Ci sono poi alcune curiosità, come i volumi non a fumetti (quali Il massacro di Goldena) e il formato a due strisce, anche questi immortalati in tabella.



Il primo Tex non a fumetti è datato 1951 : Il massacro di Goldena, un  romanzo di G.L. Bonelli - cover di Galep.




Un Tex... rotondo - Senza dubbio il formato più originale con cui la Bonelli ha proposto una storia di Tex

c) Gli inediti

Di tutte queste collane solo una parte sono composte da inediti. Lo storie nuove sul mensile attuale compiono mezzo secolo di vita nel settembre 2017. Inedite erano le strisce iniziate nel 1948 e inedite sono tutte le serie collaterali a quella regolare: il “Texone” (dal 1988, primo gigante a partire e unico gigante rimasto in Bonelli, dopo i tentativi con Dylan Dog, Nathan Never, Martin Mystère e Zagor), il “Maxi Tex” (dal 1991), l' “Almanacco del West” (dal 1994, trasformatosi in “Tex Magazine” nel 2016, forse perché la denominazione di “Almanacco” sembrava desueta alla nuova gestione, molto attenta al marketing), il “Color Tex” dal 2011, il “Tex d'Autore” dal 2015 e il recentissimo "Tex Willer", varato per il settantennale e ideato raccontarci le avventure mai narrate del giovane Tex. Una curiosità: dal luglio del 1967 al settembre del 1968 c'è un “buco nero” coperto solo da ristampe: in quei 15 mesi non uscirono storie inedite di Tex!




d) Il colore: 50 anni!

Consuetudine bonelliana era quella di “regalare” il colore ai lettori per i numeri “centenari” e in poche altre occasioni speciali: nelle collane di “Tex” il primo esperimento in questo senso fu il n. 100 del mensile uscito nel febbraio del 1969. Poi il cromatismo è dilagato con piglio alluvionale, in edicola e in libreria, e molte serie, fra ristampe e inediti, hanno il colore congenito: “Color Tex” (lo dice anche il nome!) parte nel 2011, i cartonati del “Tex d'Autore” vengono pubblicati dal 2015, mentre del 2017 è il primo numero della ristampe del “Tex Classic”.




Il primo albo a colori per Tex, ma anche il primo celebrativo a colori per l'intera casa editrice. Cover di Galep

SERIE E ALBI NON BONELLIANI

L'entusiasmo per Tex e il fascino dell'eroe di Bonelli Padre non poteva rimanere nei confini di Via Buonarroti. Nel 1973 il primo marchio a farsi avanti per la riproposizione dell'avventure del Ranger è quello della Arnoldo Mondadori Editore. Nata a Milano nel 1907, la nobile casa di stampatori – ormai da tempo nella mani della Fininvest berlusconiana – era da sempre stata molto attenta al cosmo fumettistico: basti pensare che a metà degli anni '30 riuscì a strappare a Disney i diritti per le avventure di Topolino & Co., soffiandoli alla fiorentina Nerbini, diritti che mantenne per oltre mezzo secolo! Grande il suo impegno nella narrativa di genere, con le collane (e loro filiazioni) dei “Gialli”, di “Segretissimo” e di “Urania”, e nelle pubblicazioni popolari (con gli “Oscar”), la Mondadori è da sempre stata apprezzata dagli appassionati della lettura “d'evasione”. Negli ultimi anni, uscita dall'orbita disneyana anche per i libri, la ditta di Segrate si è dedicata alla ristampa di pregio degli eroi dello humor e del nero bunkeriano (“Alan Ford”, “Kriminal” e “Satanik”). Ecco dunque Tex presente, fra “Oscar”, “SuperMiti” e cartonati di grande formato, nel catalogo mondadoriano per oltre… 40 anni! Grande impegno anche per la casa editrice concorrente (economicamente e politicamente!) facente capo all'Ingegner De Benedetti: allegate al quotidiano “la Repubblica” sono uscite, dal 2007 al 2016, circa 450 ristampe texiane. Ultimo arrivato il gruppo Rizzoli – “Corriere della Sera”, con la serie ancora in corso di “Tex – 70 anni di un mito” iniziata nel dicembre 2017. Non sono contemplate nella tabella le ristampe anastatiche, né le decine e decine di volumi di saggistica dedicati al personaggio.



La banda del Campesino - Anafi (1975)
il Texone di Magnus di Alessandro Editore (1997)


Primo albo della Collezione Storica di Repubblica (2007)
Tex a colori già con "Il Sabato" (1992)








TAVOLE & STORIE INEDITE

Una classifica delle collane che hanno pubblicato più tavole e più storie di Tex ci fa ben comprendere… la legge dei grandi numeri! Il podio ci mostra cifre non troppo lontane dal 100.000! In prima posizione c'è ovviamente la serie mensile, con circa 300 storie per oltre 66.000 tavole; ecco poi l'universo degli albi “a striscia”, con quasi 13.000 tavole (ovvero quasi 39.000 strisce) e 106 storie; terzo si posiziona il “Texone” nato nel 1988, con circa 7.400 tavole spalmate su 33 albi di grande formato. Il “Maxi Tex” è più o meno “terzo alla pari”, con quasi 7.300 tavole per 26 storie. Per quanto riguarda le 23 “storie brevi extrabonelliane”, con le loro 118 tavole (praticamente un albo mensile), vediamo la tabella successiva…



Il primo albo della serie attuale ad ospitare avventure inedite. Disegno di Aurelio Galleppini

STORIE BREVI EXTRABONELLIANE

Esiste tutto un florilegio di brevissime storie aventi Tex come protagonista non pubblicate dalla SBE, seppur da essa autorizzate. Iniziate con l'episodio L'accampamento apparso nel 1985 su un supplemento del giornale napoletano “Il Mattino”, il numero di tavole di queste “micro-avventure” varia da 1 a 32; in realtà la media è molto bassa, circa 5 tavole a storia, perché la maggior parte sono composte da un'unica tavola autoconclusiva e quella “lunga” di 32 tavole è una “mosca bianca”. Notiamo che la maggior parte di queste storie brevi sono apparse nel 2004 in un volume della Hazard, Il riposo del guerriero, uniche del genere nel primo decennio del 2000. Nel conteggio di 118 tavole non sono state considerate le 29 che risultano dalla somma di 4 storie più o meno “apocrife” uscite nel corso dei decenni.




L'accampamento del ... Mattino (1985) - 1 tavola by Galep

Comic Art 96, ha ospiatato una storia breve di Tex, disegnata da Ticci,  nel 1992

CURIOSITÀ SULLE STORIE

a) Le storie più lunghe

Una collana come “Tex”, nata per continuare a lungo le sue avventure, non poteva non presentare alcuni episodi davvero “da primato”. La storia più lunga la leggiamo addirittura su sei albi (586 pagine), con un record che regge da ben 25 anni! Impegnò i lettori dal gennaio al giugno del 1993, con uno dei capolavori misteriosi del Ranger, un classico di Nolitta & Letteri, con protagonista uno dei comprimari più amati della saga, El Morisco! Sul podio troviamo subito dopo un altro superclassico, ma stavolta dobbiamo precipitare indietro nel tempo addirittura nel 1972, con Bonelli Padre ai testi e Nicolò ai disegni. Terza un'altra storia degli anni Novanta, scritta da Nizzi per i disegni di Fusco e Civitelli. Mauro Boselli, ovvero lo sceneggiatore capo attuale del Ranger, si piazza quinto nella classifica delle storie più lunghe, con la recente avventura newyorckese pubblicata tra l'albo del settantennale e Tex 700, lunga 440 pagine.





b) Le avventure con lo stesso titolo

Può capitare nelle migliori famiglie di dare lo stesso nome a più figli: lo diceva anche Geppetto, quando, pensando al nome da dare al più famoso ciocco di legno dell'Universo, decise di ispirarsi a una famiglia dove tutti si chiamavo Pinocchio o Pinocchia! Ci sono ben sette casi di nominativi uguali affibbiati a due avventure diverse (con uno di questi “intoppi” avvenuto in anni ravvicinatissimi, 1988 e 1990) e addirittura una tripletta, ovvero tre avventure iniziate con uno stesso titolo (in anni piuttosto distanti fra loro).




GLI SCENEGGIATORI

Molti i nomi di quelli che si sono cimentati con la parte scritta delle avventure del Capo Bianco dei Navajo, ma sono solo quattro quelli che emergono dal mare magnum. Stiamo parlando del creatore G.L., del figlio Sergio “Guido Nolitta” Bonelli, del successore designato Claudio Nizzi e dell'ultimo grande erede, Mauro “The Boss” Boselli. Al primo e al secondo posto troviamo Bonelli Sr. e Nizzi: il grande G.L. batte il Grande Claudio per un numero tutto sommato piccolo di tavole, 500 su oltre 30.000 scritte da ciascuno, cinque albi mensili, due avventure nemmeno tanto lunghe… Ma Nizzi batte il Capostipite sulle pagine del mensile tuttora in edicola di quasi 5.000 pagine! Nizzi batte anche Boselli, su quasi tutte le testate più longeve: il mensile, il “Texone”, il “Maxi” e quello che un tempo era l'“Almanacco”. Mauro Boselli ha comunque già scritto una percentuale vicina a 1/5 di tutta la saga di Tex, toccando un livello davvero ragguardevole. Da notare che i primi tre sceneggiatori del Ranger hanno scritto da soli praticamente l'80% di tutte le avventure uscite. Quarto arriva Nolitta, ben staccato, con poco più di 5.000, gloriose pagine. Subito sotto da notare i buoni piazzamenti di Ruju e Faraci, con oltre 4.000 tavole a testa. Se consideriamo anche Ruju e Faraci, rispettivamente quinto e sesto in classifica, arriviamo a coprire quasi al 95% di tutti i testi scritti per il Ranger: ciò significa che i restanti 21 sceneggiatori texiani hanno prodotto soltanto il 5% delle storie! Una curiosità finale: anche Galep, creatore grafico di Tex, entra in questa classifica, con solo due tavole all'attivo (due storie brevi a tavola autoconclusiva degli anni '80).



Il mitico G.L. Bonelli immerso negli altrettanto mitici paesaggi del lontano Ovest

a) Storie sceneggiate

Riguardo agli scrittori possiamo entrare nel dettaglio delle storie da loro sceneggiate. La classifica è diversa già osservando le prime cinque posizioni: Ruju e Faraci superano Nolitta in quanto a numero di storie prodotte (anche se, ovvio, Sergio Bonelli, vanta una media più alta per storia rispetto alla coppia di scrittori odierni). Ai primi tre posti il risultato non cambia se si guarda alla quantità di storie pubblicate. Cambia invece la classifica se guardiamo la media di pagine per storia: al primo posto si piazza infatti Segura, seguito da Nolitta, Canzio, Nizzi, Boselli e Bonelli Sr. . Se si punta invece al numero di disegnatori che hanno lavorato per gli sceneggiatori notiamo che al primo posto sale Nizzi (che ha scritto storie per ben 44 artisti, quasi la metà del totale di tutti i disegnatori di Tex), seguito da Boselli, Faraci, Ruju e Bonelli Padre. Per Nolitta, sugli albi di “Tex” hanno invece disegnato “solo” sette artisti diversi.




I DISEGNATORI

Se gli sceneggiatori del Tex che si sono avvicendati in 70 anni sono 27, i disegnatori sono 100! Anzi 101 visto che i Cestaro Bros. contano doppio. I primi due sono Galep, il creatore dell'aspetto del personaggio, e Letteri: insieme coprono oltre ¼ della parte grafica dell'intera cavalcata del Ranger. Galep, soprattutto, sembra irraggiungibile (almeno per qualche secolo!), visto che il terzo in classifica, il senese Giovanni Ticci, è arrivato soltanto a metà dell'immensa produzione galleppiniana. Degli altri solo il quarto, Fusco, si innalza sopra al 5% della produzione: significa che i primi quattro in classifica hanno disegnato quasi 1/3 di tutta l'epopea del Ranger. Da notare il caso di Villa, copertinista che sostituì Galep dopo il n. 400 del mensile, e disegnatore d'eccezione, con al suo attivo alcune fra le più memorabili avventure “moderne” di Tex: il Reuccio del fumetto italiano è solo tredicesimo, e anche se per pochissime tavole, viene battuto persino da Diso, ricordato soprattutto per Mister No in ambito bonelliano. Un occhio infine all'affollatissimo 48° posto. Cos'ha di particolare questa posizione a metà classifica? Beh, grazie a un “Texone” a testa troviamo proprio al 48° gradino alcuni fra i più grandi nomi del fumetto “d'autore” italiano e internazionale: provate a scorrerli e ne viene fuori un elenco impressionante!





Aurelio Galleppini, il creatore grafico di Tex, nonché il suo più prolifico illustratore  e copertinista


a) Storie disegnate

Entrando nei particolari delle storie troviamo, come abbiamo visto per gli sceneggiatori, varie stuzzicanti curiosità anche per i disegnatori. I primi quattro in classifica sono gli stessi quattro che abbiamo già visto come maggiori “produttori” di tavole. Guardando la media delle tavole disegnate per storia troviamo invece Diso al primo posto, seguito da… Ortiz e da Marcello. Il disegnatore che ha lavorato per più sceneggiatori è Letteri, seguito da Ticci e da Civitelli a pari merito con Ortiz e Repetto: da notare che nessun disegnatore ha mai lavorato per più di otto sceneggiatori diversi. Per gettare uno sguardo sull'incredibile numero di superstar che hanno disegnato Tex occhio alla 54esima posizione!




I COPERTINISTI

Incredibile come alla corte di Tex ci siano stati ben 46 copertinisti, e su appena dodici posizioni! Si spiega soprattutto grazie al “Texone”, la serie in grande formato nata per il quarantennale e pensata come ribalta per autori non canonicamente texiani. E infatti molti di questi illustratori hanno all'attivo una sola cover a testa, su un totale di quasi 2.000 nell'intera saga. La classifica è infatti interessante solo per i primi due: Galep, il creatore grafico, e Villa, l'erede legittimo. Il primo, soprattutto grazie all'epoca pionieristica delle strisce, batte il secondo di ben cinque volte! Non c'è storia… Infine, occhio anche qui a un gradino speciale, con il Gotha del fumetto internazionale: il dodicesimo e "ultimo" posto!




Claudio Villa, l'attuale copertinista di Tex, vanterebbe più di 1000 cover del ranger se contassimo anche quelle della Collezione Storica di Repubblica e i "mini-poster" pubblicati inappendice a Tex Nuova Ristampa

COLLABORAZIONE SCENEGGIATORE/DISEGNATORE

Accanto un grande numero di relazioni effimere (oltre 170), negli anni si sono formate, grazie a Tex, coppie artistiche inossidabili!  Al primo posto ecco il tandem G.L. Bonelli e Galep, i due creatori dell'universo texiano: insieme hanno sfornato quasi 100 storie, per un totale di oltre 13.000 tavole! Lo scrittore Bonelli Padre lo troviamo anche al secondo posto, stavolta con l'affezionatissimo Letteri, e poi al quarto posto (con Nicolò), al sesto (con Ticci) e così via. L'ultima posizione nella quale appare G.L. è la 21esima, con Francesco Gamba. Se guardiamo a Galep, l'artefice grafico, lo vediamo affiancato anche con Nolitta (17° posto) e con Nizzi (al 28° posto). In quanto agli altri sceneggiatori più importanti Nizzi lo troviamo soprattutto insieme a Fusco (3° posto), Boselli pare avere una predilezione per Font (8° posto), mentre il preferito di Nolitta è stato Galep (17° posto). Il copertinista Villa appare al 13° posto, insieme a Nizzi (la coppia che su “Dime Press”, per la qualità delle loro storie, avevamo definito Gens Claudia). La folla di artisti del fumetto, sempre grazie al “Texone”, la individuiamo qui al 70° posto, anche se per brevità qui vi presentiamo solo le prime 30 coppie.




LA LEGIONE STRANIERA

A riprova del fatto delle enormi potenzialità della collana, a partire dal 1986, con una storia disegnata da Jesus Blasco sul mensile, Tex guada il Rio Grande ed esce dai confini texani... pardon, italiani!

a) Gli sceneggiatori

La tabella parla da sola! Due soli scrittori stranieri (su un totale di 27) si sono cimentati con le sceneggiature del Ranger, raggiungendo però nel complesso quasi 2.000 tavole (un po' meno del volume di venti albi mensili), ma in realtà questo risultato è dovuto quasi esclusivamente all'opera di Segura.

b) I disegnatori

Molto più folto il gruppo dei disegnatori allogeni: ben 16 su un totale di 101, con più di 17.000 tavole all'attivo (oltre il 27% del totale dall''86, anno dell'esordio di Blasco, a oggi). Nella classifica primeggia il mondo di lingua spagnola, sia europeo, sia americano, con la Spagna in testa: per trovare un artista che parla un diverso idioma occorre scendere infatti fino al 7° posto, dove spunta il greco Ginosatis. Grazie ai “Texoni” si infiltrano nella banda di madrelingua castigliana un croato, uno neozelandese e uno statunitense (Kubert, l'unico connazionale di Willer): è la sola collana texiana più variegata in quanto a bandiere. I primi tre (Ortiz, Font e Repetto) coprono oltre 10.000 tavole sul totale.

c) I copertinisti

I disegnatori stranieri delle copertine di Tex sono solo 13 e il numero corrisponde anche a quello delle copertine. In questa classifica, rispetto a quella dei disegnatori, esce il greco ed entra un inglese, Frank. La parte del leone la fa ancora il cosmo ispanico, con in testa la nazione madre iberica.

d) Le nazioni

Unendo le nazionalità degli sceneggiatori e dei disegnatori stranieri, con un totale di quasi 20.000 tavole, un dato già emerso non cambia: la Spagna vince queste olimpiadi di otto bandiere della Frontiera a fumetti, seguita dall'Argentina e dalla Grecia (stato non ispanico che solo in questa classifica sale sul podio). I primi due posti coprono una grande fetta del totale, con circa 17.500 tavole. Quarta arriva la terra (ispanica) dei Castro. La metà inferiore della classifica è dominata invece dalla lingua inglese (tre posti su quattro).




Josè Ortiz, il disegnatore non italiano più pubblicato su Tex.

e) Apporto straniero anno per anno

Il disegno texiano comincia a tingersi con colori esotici a partire dal 1986, ma prima di avere un dato percentuale importante, sulla totalità delle tavole sfornate in una anno, occorre attendere il 1993, quando ben ¼ della produzione grafica del Ranger è straniero. Il 1997 è l'anno della svolta, allorquando la percentuale arriva quasi a 40 punti; l'anno dopo ci avviciniamo addirittura al 50%! Nel 2000 i disegnatori stranieri battono per la prima volta quelli italiani, toccando quasi il 56% della produzione, ed è un record anche in numeri assoluti, con 1.115 tavole. La soglia del 50% straniero ai disegni verrà varcata anche nel 2010 e nel 2012. Discorso più ridotto per quanto riguarda gli sceneggiatori d'oltreconfine, che hanno scritto dal giorno dell'esordio di Segura nel 1997, all'incirca il 5% delle storie di Tex pubblicate: anche qui l'anno chiave è proprio quello di esordio, il 1997, quando i testi allogeni arrivano a superare il 17% del totale. Cifre interessanti, in quanto a percentuali, anche nel 2000 e nel 2004. Facendo un discorso più generale, il periodo più “straniero” sembra essere stato il quindicennio fra il 1997 e il 2012.


I RECORD DI CARRIERA

a) Gli sceneggiatori

I primi tre sceneggiatori più precoci come esordio texiano sono Testi (che ha iniziato a 26 anni), Medda e G.L. Bonelli: la media d'età dell'arrivo sulle pagine di Tex in quanto a scrittura si aggira intorno ai 30 anni. G.L. è lo scrittore del Ranger che ha firmato sceneggiature nell'età più avanzata, scrivendo fino al 1991 a 82 anni! Seguono, sempre intorno agli ottanta, D'Antonio e Nizzi. Bonelli Padre batte tutti anche nella classifica della carriera più lunga, avendo lavorato alla sua creatura per  42 anni (dal 1948 al 1991). Nizzi, il secondo, ci lavora da 36 anni (dal 1983 al 2017). Boselli è terzo, con già 32 anni di onorata attività (dal 1986 al 2018). Sergio Bonelli arriva quarto, con oltre 23 anni dedicati a Willer (dal 1976 al 1999). Curioso leggere la classifica dei più prolifici, ovvero di quelli che hanno scritto in media più tavole al giorno nella loro carriera: Nizzi è primo, con quasi due tavole e mezzo giornaliere, tallonato da Canzio e Bonelli padre.



Francesco Testi, il più giovane scrittore di Tex, l'unico a cimentarsi col ranger prima dei trent'anni. 
Claudio Nizzi non è secondo a nessuno nello sfornare tavole di Tex: sua la produttività più elevata in ambito texiano.

b) I disegnatori

Come età di esordio quella dei disegnatori è più bassa rispetto a quella degli sceneggiatori, e risulterebbe antipatico approfondire il discorso sulla necessaria maggiore maturità di uno scrittore rispetto a un maestro della matita e della china… Copello entra in “Tex” addirittura 21enne nel 1994; nello stesso anno ecco Biglia, con 24 anni in carta d'identità. Ticci, Villa e Uggeri hanno iniziato con Tex alla stessa età, all'incirca 27enni, il primo nel 1967, il secondo nel 1986 e il terzo nel 1951. Se guardiamo la classifica dei decani, i primi cinque si sono cimentati con Tex fino agli ottanta e oltre, con Diso in testa, grazie al “Maxi Tex” del 2018. Due di questi hanno avuto postuma l'ultima pubblicazione: Ortiz nel 2015 e Letteri nel 2006. La carriera più lunga la può vantare Ticci, con oltre 51 anni al servizio del Ranger, dal 1967 al 2018! Lo segue il creatore grafico, l'indimenticato Galep, che ha lavorato con Willer per più di 45 anni. Terzo arriva Letteri, con quasi 42 anni di disegni texiani. Aurelio Galleppini è primo nell'ultima classifica, quella dei disegnatori più prolifici: nella sua storia artistica riuscì a sfornare in media quasi una tavola al giorno del suo personaggio. Dal suo record sono lontani tutti gli altri.



Luigi Copello è a tutt'oggi la matita più giovane di Tex. Nel 1994, appena ventunenne ha firmato al sua unica storia di Tex!

Roberto Diso è invece il decano dei disegnatori del ranger: ottantacinquenne, ha firmato il suo ultimo Tex (per ora) 

Giovanni Ticci: ha appena festeggiato 52 anni al servizio dell'eroe creato da Bonelli Padre e Galleppini.

ANNO PER ANNO


a) Vittorie annuali

In questa tabella vediamo chi vince, anno per anno, per numero di tavole firmate. Il periodo che va dal 1948 al 1969 è dominato dalla coppia G.L. Bonelli / Galep, i due creatori di Tex (che vinceranno anche nel 1971 e nel 1983).
Nel 1965 Galep batte il record quantitativo di sempre, con quasi 800 tavole da lui firmate! Il decennio successivo è quello della svolta. Il primo “estraneo” vittorioso su Aurelio Galeppini, il disegnatore Guglielmo Letteri, arriva infatti nel 1970; poi Erio Nicolò nel 1972 e Fernando Fusco nel 1977.
Il 1976 è il primo anno nel quale G.L. Bonelli non scrive tutte le tavole pubblicate. Cose dunque tranquille anche negli anni Settanta: anche se comincia a demandare parte dei testi al figlio, vince sempre Bonelli Padre, con quattro disegnatori in classifica. Le cose cominciano a farsi movimentate con gli anni Ottanta: nel 1981 Nolitta batte il padre e il grande G.L. esce dall'albo d'oro nel 1984, lasciando il posto a Nizzi. In quello stesso 1984 esce anche Galep, e può dirsi quindi concluso definitivamente il periodo “classico” di Tex, quello dei fondatori vincenti. In quanto alle sceneggiature l'era di Nizzi copre il lasso di tempo che va dal 1984 al 2007 (con Boselli vittorioso nel 1997 e nel 1999) e segna il record di sempre di tavole scritte (1.768) in un solo anno, il 2003 (anche se Boselli si è avvicinato molto nel 2013); il dominio boselliano inizia nel 2008. 
Parlando dei disegni, il primo ingresso nuovo fra i collaboratori più antichi dei creatori si ha nel 1986, con Civitelli. Nei Novanta due soli volti nuovi fra i vittoriosi. Poi, nel XXI secolo, una vera esplosione di nomi. Da notare che il 2018 è stato l'anno in cui sono state pubblicate più tavole di Tex: ben 2.906!
Un record per la Bonelli, per il fumetto italiano, per il fumetto europeo e forse  per quello mondiale: bisognerebbe essere esperti conoscitori della vita editoriale di Mickey Mouse in tutto il globo per affermarlo con sicurezza. Solo il Topo disneyano infatti secondo noi potrebbe superare le 3000 tavole inedite annuali.


b) Sceneggiatori con più vittorie annuali

Un'altra tabella che parla da sola! Bonelli Padre, che ha vinto per 35 anni su 70, è lontanissimo dall'essere battuto, e chissà se lo sarà mai, visto che Nizzi è a 22 "scudetti" (e vi rimarrà) e Boselli è a 10... 


c) Disegnatori con più vittorie annuali

Mutatis mutandis il discorso sugli sceneggiatori può essere fatto per i disegnatori con Galep: 24 vittorie. Secondo arrivò Letteri, staccatissimo, con 9 vittorie. Poi Fusco con 7. Una sfida impossibile, quella di superare il creatore grafico.


Settanta anni dopo il debutto, Tex - il Ranger, il capo bianco dei Navajos, il pard, il padre, l'infallibile tiratore, il raddrizzatore di torti - cavalca ancora sulle piste dell'immaginario, nel panorama di una Monument Valley immensa, fatta di decine di migliaia di tavole e di decine e decine di artisti internazionali. Molti i motivi del suo successo, ma uno sovrasta tutti: se è vero che in nomen omen, in "Tex" ci sei anche "te".








Francesco Manetti (testo) & Saverio Ceri (numeri)

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.