venerdì 19 luglio 2019

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 63

di Saverio Ceri

Bentornati a Secret Origins, la rubrica che ci porta a scoprire le origini delle varie copertine di Tex legate alla ristampa Tex Classic in edicola. 
Siamo giunti al numero 63, che, come accennavamo nello scorsa puntata ci da la possibilità di parlare nuovamente di Whisky Bill, il malcapitato oste che grazie al fatto di averle prese da Tex, è divenuto suo malgrado protagonista di due copertine del Ranger; la prima l'abbiamo vista in occasione del Classic 62; la seconda nasce dalla striscia qui sotto. 


Tex  come vediamo, continua il "trattamento speciale" iniziato nel numero scorso massaggiando la mascella dell'oste. La seconda vignetta evidentemente ispira Claudio Villa che la sceglie come riferimento per realizzare la cover del quindicesimo volume della Collezione storica a Colori di Repubblica.

La striscia in questione è tratta dal 4° numero della 11a serie della Collana del Tex uno dei sei contenuti in questa ristampa, pubblicati tra il dicembre 1955 e il gennaio 1956
Gli episodi furono ristampati nella Collana Albo d'oro nei numeri 11 e 12 della quarta serie entrambi pubblicati nell'agosto del 1957; la cover di questo classic è tratta dal primo dei due. Anche in questo caso si tratta di rissa da saloon, anche se un po' più acrobatica, col ranger che catapulta in aria l'avversario con la forza delle gambe. Qui sotto in sequenza potete vedere le due cover, quella del 1957 e quella del 2019.


Nonostante siano passati oltre sessant'anni rimane un mistero su questa cover, purtroppo anche stavolta non svelato: dove diavolo sono le altre due gambe del tavolo? 
Con questo dubbio irrisolto vi  diamo appuntamento al prossima puntata di Secret Origins

Saverio Ceri

N.B. Trovate i link alle altre Secret Origins in Cronologie & Index!

lunedì 15 luglio 2019

RISATE BONELLIANE 20

di Filippo Pieri

Continua la rubrica con vignette prese dalla "Settimana Enigmistica", gag grafiche legate in qualche modo all'universo bonelliano. Quelle di questo numero sono tratte dal n. 3670 del 27 Luglio 2002 (pag. 16), dal n. 4039 del 22 Agosto 2009 (pag. 23) e dal n. 4138 del 16 Luglio 2011 (pag. 8). Buon divertimento! 





N.B. Trovate i link alle altre Risate Bonelliane su Cronologie & Index!

giovedì 11 luglio 2019

BATMAN: 80 YEARS OF TECHNOLOGY

di Pierangelo Serafin

Dal 28 Giugno al 10 Settembre 2019 il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano (ingresso in Via San Vittore 21) ospita l'esposizione "Batman: 80 Years of Technology". Gli orari in cui è possibile visitarla: dal Martedì al Venerdì dalle 10 alle 18, il Sabato e i festivi dalle 10 alle 19; il biglietto d'ingresso costa € 10, con tutta una serie di eventuali tariffe ridotte in base alle categorie di appartenenza degli aventi diritto agli sconti.




In realtà non è una "mostra" vera e propria quella ospitata al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, tanto che è collocata solo verso l'uscita del museo stesso, quando ormai si è compiuta buona parte del percorso obbligatorio. Conviene quindi godersi le tante proposte che si possono trovare sul cammino, come la collezione di modelli leonardeschi (dal 19 Luglio la "Da Vinci Parade"), le suggestive ricostruzioni di primordiali ambienti industriali, il padiglione ferroviario, quello aereonavale, e il sottomarino "Enrico Toti"; parcheggiato definitivamente in una città senza mare (e forse per questo tanto amato e desiderato dai suoi abitanti) qual è Milano.

Ottant'anni di tecnologia batmaniana
Per il super-eroe meno super degli altri l'utilizzo della tecnologia è a dir poco fondamentale per la sua pluridecennale lotta contro il crimine. Macchinari, marchingegni e gadgets sono apparsi spessissimo nel corso degli ottant'anni di storia del Difensore di Gotham City; alcuni di questi, come la Batmobile, sono stati comprimari fidati e indispensabili.




Sulla scorta di quanto visto in precedenza riguardo ai modelli e modellini di Leonardo realizzati dai suoi disegni ci si apetta di trovare modelli e/o modellini di quanto è stato utilizzato da Batman nel corso della sua lunga avventura non solo editoriale ma pure cinematografica e televisiva. Esistono infatti molteplici versioni della Batmobile, e poi Batcotteri, Batscafi e Batmoto... per non parlare delle innumerevoli Batcinture, dei vari Batarang e del gigantesco Batcomputer del serial televisivo degli anni Sessanta. Tutte cose realmente costruite per la bisogna filmica e delle quali esistono svariati modellini in svariate scale, ma che sono completamente assenti in questa mostra assolutamente bidimensionale e tutto sommato davvero poco tecnologica. Certamente gli albi originali esposti e le riproduzioni di copertine e splash pages sono tutte a tema ma sono un po' pochino se consideriamo il contesto generale nel quale si trova questa esposizione.

Miller come "ghost artist" di Batman! Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere!

Dick Sprang. Litografia del 1995: The Secrets of the Batcave

Non bastano a risollevarne le sorti le tredici opere originali di Simone Bianchi, Giuseppe Camuncoli, Bill Sienkiewicz, Gabriele dell'Otto e Milo Manara e la video intervista realizzata da Vincenzo Mollica a Bob Kane che dovrebbe essere del 1992 (secondo i curatori della mostra "Batman: Oscurità e luce" che si tenne a Città di Castello nel 2017) e non del 1993 come annunciato nelle note ufficiali relative alla mostra pubblicate sul sito del Museo ambrosiano. Nel link che vi abbiamo segnalato il colloquio è purtroppo ripreso con una videocamera o un telefonino dallo schermo che la proiettava ma si leggono abbastanza a lungo i sottotitoli per farsi un'idea di quanto vi venga detto. L'intervista a Bob Kane è infatti interessante tanto per conoscere le influenze che hanno portato alla genesi del personaggio quanto per rendersi conto di che genere di personaggio fosse il co-creatore di Batman, che definisce Frank Miller "un ghost artist" di Batman. Ci tengo a sottolineare il concetto di "co-creatore" perché gli autori di molti altri articoli che girano per la Rete ne parlano erroneamente come di creatore unico, ignorando il fatto che ormai da qualche anno anche allo scrittore Bill Finger sono stati riconosciuti i diritti nell'ideazione del personaggio.


"Batman" 10



In conclusione si poteva fare di meglio senza ulteriori grandi sforzi vista l'infinita gadgettistica, anche a buon prezzo, che si ha a disposizione del Cavaliere Oscuro. Ci si può comunque togliere la soddisfazione di lasciare un pensiero, un autografo o un disegno su un grande pannello dedicato appositamente ai visitatori della mostra.



Pierangelo Serafin

N.B. trovate i link alle altre novità su Interviste & News!

mercoledì 10 luglio 2019

ARRIVA SBAM! COMICS 45

a cura della Redazione


È uscito in rete il numero 45 di "Sbam! Comics", la rivista a fumetti sui fumetti scaricabile gratuitamente dal sito dell'editore

IN COPERTINA
Maggio 1969: nelle edicole di tutta Italia compariva il primo numero di Alan Ford. Con i lettori, strano a dirsi adesso, non fu amore a prima vista, ma ben presto il Gruppo TNT non mancò di far breccia nel cuore di tutti. Così che oggi, cinquant’anni dopo, è un vero piacere rievocarne la storia, scorrere la lista dei grandi disegnatori che si sono avvicendati sulle sue pagine e rivedere i momenti salienti della saga.
IL SEMPER-NOSTER E LA SUA SQUADRA
La lunga carriera di una colonna del Fumetto italiano: Luciano ‘Max Bunker’ Secchi, i suoi personaggi, la sua vita con Alan Ford e con i grandi disegnatori che lo hanno affiancato: da Magnus a Paolo Piffarerio, fino all’uomo dei record, Dario Perucca.


VOCI ALANFORDIANE
Non solo i Tre Grandi: sulle pagine di Alan si sono alternati moltissimi altri artisti. Ne abbiamo incontrati due, che proprio dal negozietto di fiori della Sesta Strada hanno dato il via alla loro carriera: Oskar Scalco e Giuliano Piccininno. Inoltre, la parola a Raffaella Secchi, editore della testata, e a Moreno Burattini, fresco “biografo” di Max Bunker.
DAGO PARLA ITALIANO
Capolavoro assoluto del Fumetto mondiale, creato da un mostro sacro come Robin Wood, disegnato da artisti del calibro di Alberto Salinas e Carlos Gomez, da decenni Dago è anche la colonna portante di Lanciostory e di tutta l’Editoriale Aurea. Abbiamo incontrato il disegnatore italiano cui l’eroe è stato recentemente affidato: Ediberto ‘Edym’ Messina.
REVIEWS E MOLTO ALTRO
Sbam-carrellata di novità in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. La mostra di Wow Spazio Fumetto dedicata ad Alan Ford. Intervista a Gianluca Veggia, l’artista che micro-scolpisce… le mine delle matite! Alcune pagine-assaggio dai nostri Sbam! Libri, con la grande novità in arrivo: SPQR, del maestro Adriano Carnevali. Le Facce da comics di Adriana Roveda. La She-Hulk di una volta. Le News-Flash dai vari editori.


FUMETTI
Il nostro consueto, sontuoso mucchio di strip, tra Ghigo lo Sfigo, I Chinson, Gatto Pepè, Federica, PV, Pagine AfFOLLAte e Tarlo. La nuova puntata dello Zio Dragoou di Ugo D’Orazio. Colin Collins di Pieri & Kant. Prosegue la saga di Unico indizio: la luna piena, ideata da Alessandro Croce e disegnata da Emanuele De Florio e Pio Siliberti, con i testi di Paolo Pugliese. Brevi storie noir di Marcello Bondi, Roberto Fabris e Biagio Leone. L’umorismo di Mat & Gom firmato da Stefano Zampollo.
Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 45.


N.B. Trovate i link alle altre novità su Interviste & News!

lunedì 8 luglio 2019

RISATE BONELLIANE 19

di Filippo Pieri

Tutte e tre le barzellette grafiche di questa puntata, prese come sempre dalla "Settimana Enigmistica", sono legate in qualche modo al mondo dell'Indagatore dell'Incubo, con fantasmi e lupi mannari e scheletri! La prima viene dal n. 3555 del 13 Maggio 2000 (pagina 35), la seconda dal n. 3625 del 15 Settembre 2001 (pagina 15) e la terza dal n. 3706 del 5 Aprile 2003 (pagina 15). Buon brivid... pardòn! Buon divertimento!






N.B. Trovate i link alle altre Risate Bonelliane in Cronologie & Index!

venerdì 5 luglio 2019

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 62

di Saverio Ceri

Nuovo Tex Classic in edicola e nuovo appuntamento, qui su Dime Web, con le "origini segrete" delle copertine della serie.
Il sessantaduesimo numero della collana ospita gli ultimi tre albi a striscia della Serie Smeraldo e i primi tre della Serie Rubino, rispettivamente decima e undicesima serie della Collana del Tex.
I sei albetti in questione videro la luce nelle italiche edicole tra l'ottobre il novembre del 1955, e vennero riproposti per la prima volta rimontati su tre strisce nel Luglio del 1957 sui numeri 9 e 10 della quarta serie degli Albi d'Oro.  
L'immagine della copertina di questo Classic affonda le sue radici in queste due vignette tratte dal terzo numero della serie Rubino. 


Curiosamente Whisky Bill, il povero oste avversario di Tex in questa scazzottata, una delle tante di Aquila della Notte, diverrà protagonista in ben due copertine del Ranger bonelliano: della seconda vi parleremo nella prossima puntata, qui ci occuperemo della prima. 
Torniamo alle due vignette qui sopra, entrambe utilizzate come spunto da Galep per realizzare la cover del decimo albo d'oro della quarta serie. Se osservate il disegno qui sotto scoprirete come Galleppini sia riuscito a sintetizzare in un unica immagine sia il colpo a vuoto dell'oste, sia il pugno di Tex che va a segno. 


E proprio l'immagine di questa cover del 1957 a tornare in edicola nel 2019, come copertina del Classic 62.


Come spesso succede scopriamo che la cover non utilizzata per il Classic, è la più famosa delle due papabili per la nuova collana. In questo caso a rimanere nel cassetto è stata la cover del nono Albo d'Oro della quarta serie, quella che chiude le vicende della originale Collana Smeraldo e che potete ammirare qui sotto.


I fan di Tex non avranno avuto difficoltà a riconoscere in questa cover quella del mitico Tex l'intrepido, tredicesimo volume della serie attualmente in edicola, pubblicato nel gennaio 1961.


La stessa immagine è servita come cover, ovviamente, sia di Tutto Tex 13 - con ritocchi galeppiniani specialmente sullo sfondo - sia di Tex Nuova Ristampa 13 con ulteriori varianti sul deserto alle spalle dei protagonisti. Divertitevi a scoprire tutte le piccole differenze tra le varie edizioni. 



Anche per questa puntata è tutto. Appuntamento al prossimo episodio dove scopriremo tutte le cover in qualche modo legate al 63° classic.

Saverio Ceri

N.B. Trovate i link alle altre Secret Origins in Cronologie & Index!

mercoledì 3 luglio 2019

RISATE BONELLIANE 18

di Filippo Pieri

Continua la rubrica con vignette tratte dalla "Settimana Enigmistica" e che sono in qualche modo legate - per spirito e background - alle collane bonelliane. Le tre di questo numero sono tratte dalla "Settimana Enigmistica" n. 3672 del 10 Agosto 2000 (pag. 15), n. 3706 del 5 Aprile 2003 (pag. 15), e dal n. 4486 del 15 Marzo 2018 (pag. 15). Buon divertimento!




N.B. Trovate i link alle altre "Risate Bonelliane" in Cronologie & Index!

lunedì 1 luglio 2019

COLIN COLLINS: THE LOST FILES 2

di Filippo Pieri & Kant

Pubblichiamo la seconda e ultima delle strisce inedite di Colin Collins, il nuovo personaggio (ma con una grande storia "bonelliana" alle spalle) creato da Pieri & Kant, adesso protagonista di un volume disponibile su Amazon, sia in cartaceo, sia in versione Kindle! (s.c. & f.m.)



Le copertine del volume

N.B. Trovate i link alle altre novità su Interviste & News e i link alle strisce di Colin Collins su Cronologie & Index!

sabato 29 giugno 2019

BURATTINI & HOGG CI FANNO VEDERE LE STELLE A STRISCE / 2

di Filippo Pieri

Torniamo a occuparci di "Stelle e Strisce", la serie di Burattini e Hogg che esordi sei mesi fa su "Enigmistica Mia". Il fumetto trasloca sulla nuova testata "La sai l'ultima quiz" diretta da Paolo Liguori ed edita da Fivestore - RTI S.p.A., e lo fa con alcune strisce davvero imperdibili che raccontano l'origine della saga.





N.B. Trovate i link alle altre novità su Interviste & News!

venerdì 28 giugno 2019

RISATE BONELLIANE 17

di Filippo Pieri

Nuovo appuntamento con le "risate bonelliane", la rubrica che riprende le barzellette delle "Settimana Enigmistica" attinenti a temi classici bonelliani (il West, l'horror, l'Africa, etc.). La prima è tratta dal n. 2453 del 31 Marzo 1979 (pag. 08), la seconda dal n. 4136 del 1 Agosto 2009 (pag. 26) e la terza dal n. 4469 del 16 Novembre 2017 (pag. 12).





N.B. Trovate i link alle altre "Risate Bonelliane" su Cronologie & Index!

giovedì 27 giugno 2019

BATTUTA D'ARRESTO, IL CORTO DI FRANCO LANA!

a cura della Redazione

Franco "Frank Wool" Lana lo conosciamo tutti, qui su "Dime Web": saggista, poeta, scrittore, sceneggiatore, fumettista impenitente, attivissimo sui social con la sua serie di battute e di foto. E, come vedrete in questo cortometraggio che si intitola Battuta d'arresto (da lui scritto), anche ottimo attore. Si ride e si riflette. Buona visione!





N.B. Trovate i link a tutte le novità su Interviste & News!

mercoledì 26 giugno 2019

RISATE BONELLIANE 16

di Filippo Pieri

Dopo l'ultima puntata del 2018 torna l'appuntamento estivo con "Risate Bonelliane", ovvero la rubrica di vignette riprese dalla "Settimana Enigmistica" e in qualche modo legate allo "spirito" di alcuni personaggi bonelliani (in questo caso il West di serie classiche come Tex, Zagor, etc.): la prima vignetta è tratta dalla "Settimana Enigmistica" n. 3695 del 18 Gennaio 2003, pagina 37; la seconda dal n. 4003 del 13 Dicembre 2008, pagina 31; e la terza dal n. 4048 del 24 Ottobre 2009, pagina 30.




N.B. Trovate i link alle altre risate bonelliane su Cronologie & Index!

lunedì 24 giugno 2019

COLIN COLLINS: THE LOST FILES 1

di Filippo Pieri & Kant

Pubblichiamo la prima delle strisce inedite di Colin Collins, il nuovo personaggio (ma con una grande storia "bonelliana" alle spalle) creato da Pieri & Kant, adesso protagonista di un volume disponibile su Amazon, sia in cartaceo, sia in versione Kindle! (s.c. & f.m.)



Le copertine del volume

N.B. Trovate i link alle altre novità su Interviste & News e i link alle strisce di Colin Collins su Cronologie & Index!

sabato 22 giugno 2019

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 61

di Saverio Ceri

Bentornati alla nostra rubrica che, con la scusa dell'uscita del nuovo numero di Tex Classic, ci porta a riscoprire di volta in volta, le copertine storiche del personaggio legate all'albo in edicola.
Partiamo come sempre dall'individuare le storie raccolte in questo volume 61: si tratta dei numeri dal 19 al 24 della serie Smeraldo, la decima "stagione" a strisce della Collana del Tex. I sei albetti, originariamente usciti tra il settembre e l'ottobre del 1955, furono ristampati per la prima volta nel formato della tavola bonelliana attuale nel giugno del 1957 sugli albi 7 e 8 della quarta serie del quindicinale Tex Albo d'Oro.
La cover del nostro Classic come sovente accade è stata scelta tra le due degli Albi d'Oro; stavolta il ballottaggio lo vince la copertina del numero 7. Qui sotto in sequenza vi presentiamo la copertina del 2019 e quella del 1957, che non si discostano troppo, neppure a livello cromatico.



La scelta redazionale, in realtà, in questo caso era abbastanza prevedibile, dato che la cover scartata, aveva già avuto il suo momento di gloria nel 1958, allorché venne scelta come copertina della serie che fungeva da "raccolta" degli albi d'oro, ovvero Tex Gigante 1a serie. L'albo in questione è il numero 17, qui sotto vediamo le due pubblicazioni in sequenza.



Anche in questo caso si segnalano poche variazioni tra le due edizioni, giunte in edicola, tutto sommato a distanza ravvicinata. 
La cover di questo Tex Gigante 1a Serie numero 17 però  è in qualche modo "storica"; col senno di poi si trattò dell'ultima copertina texiana di una serie gigante con una donna protagonista in copertina, prima di un digiuno di oltre un quarto di secolo. Escludendo un paio di streghe e una signora non protagonista, ritroviamo una rappresentante del gentil sesso in primo piano sulla cover di Aquila della Notte soltanto su Tex 276 della serie attuale, dell'ottobre 1983.
E con quest'ultima curiosità vi diamo appuntamento al prossimo Classic.

Saverio Ceri

N.B. Trovate i link alle altre Secret Origins in Cronologie & Index!


giovedì 20 giugno 2019

WOODSTOCK: FREEDOM

di Pierangelo Serafin

Accogliamo con piacere questo reportage del nostro amico e collaboratore Pierangelo Serafin (arricchito con le foto da lui scattate) della mostra "Woodstock: freedom" di Asolo, per il mezzo secolo della celeberrima kermesse musicale americana del 1969. La musica "leggera" contemporanea è un aspetto nobile della pop art, esattamente come il fumetto, ed è dunque doveroso parlarne su "Dime Web"! (s.c. & f.m.)


In l'apertura l'immagine che poi ritroveremo in chiave Pop sulla copertina del catalogo della mostra.

Uno dei circa 186.000 biglietti venduti prima che si decidesse che l'ingresso a Woodstock sarebbe stato gratuito!

Quella collocata fra i locali del Museo e gli spazi della Torre Civica dedicata al cinquantesimo anniversario dell'evento musicale più famoso del secolo scorso, che ha avuto luogo dal 23 Febbraio al 12 Maggio 2019 ad Asolo, segue idealmente le mostre su Mario Schifano e sulla Pop Art italiana a cavallo tra il 2017 ed il 2018 e quella celebrativa di Andy Warhol che si tenne nel 2017, nel trentesimo anniversario della morte dell'artista originario di Pittsburgh, la città della Pennsylvania dove nel 1924 si spense improvvisamente, nel bel mezzo di una tournée nel Nuovo Continente, Eleonora Duse. Colei che viene ritenuta la più grande attrice teatrale che il nostro Paese abbia mai avuto (e per la quale gli americani coniarono l'aggettivo doozy per sottindere qualcosa di straordinario), volle essere sepolta proprio ad Asolo e della cittadina della Marca Trevigiana divenne presto un'icona.


All'interno del museo è ricreata una stanza con oggetti appartenuti a Eleonora Duse.

Il retaggio storico della "città dai cento orizzonti", come la definì il Carducci, era già di una certa rilevanza fin dai tempi dell'insediamento della ex regina di Cipro Caterina Cornaro nel 1489 (quando i Veneziani ripresero il controllo dell'isola nel Mediterraneo orientale dettero Asolo come indennizzo alla spodestata regnante). Tra gli appartenenti alla sua prestigiosa corte si ritrovarono artisti come Giorgione e letterati come Pietro Bembo. Nel corso dei secoli successivi diversi importanti personaggi dimostrarono di gradire la particolare posizione climatica della cittadina. Tra questi vi dimorarono il poeta inglese Robert Browning (1812-1899), il musicista Gianfrancesco Malipiero (1882-1973), l'architetto Carlo Scarpa (1906-1978) e l'esploratrice e scrittrice Freya Stark (1893-1993), che riposa nello stesso cimitero che accoglie le spoglie della Duse.


Un bellissimo ambiente interattivo che si avvale anche del supporto di alcuni audiovisivi è dedicato all'escursionista Freya Stark.


Un'altra grande personalità artistica del luogo è lo scultore Antonio Canova che nacque a Possagno, una località a una quindicina di chilometri da Asolo, e che venne ad affinare le sue capacità presso lo studio di Giovanni Torretto nella piccola frazione di Pagnano. A sua volta il Canova ebbe numerosi allievi e alcuni omaggiarono la cittadina con le loro opere realizzate nello stile neoclassico che ebbe notevole successo a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo. Essendo comunque una testimonianza artistica preziosa i curatori delle mostre le lasciano visibili ai visitatori creando un curioso abbinamento tra classico e moderno, come ben evidenziato da questa immagine.

L'allestimento della mostra diviso tra le sale disposte sullo stesso piano del Museo Civico e sul percorso ascensionale della Torre Civica è quantomeno curioso e decisamente stimolante. Tra opere d'arte pop, memorabilia dell'evento, riproduttori musicali dotati di cuffie per l'ascolto dei brani più significativi degli album usciti in quel fatidico 1969 e schermi televisivi che proiettano immagini di film come Fragole e sangue di Stuart Hagmann, Hair di Milos Forman, Apocalypse Now di Francis Ford Coppola e naturalmente Woodstock - Tre giorni di pace, amore e musica di Michael Wadleigh, ci si ritrova immersi in una piccola ma suggestiva capsula temporale.


In evidenza due tragiche immagini relative al conflitto nel Vietnam. A sinistra L'esecuzione di Saigon, scatto di Eddie Adams del 1° Febbraio 1968. Di fianco The Napalm Girl di Nick Ut (Giugno 1972)

La branda con la bandiera americana e il sacco militare. Sullo schermo alla parete scorrono le immagini di Fragole e sangue di Stuart Hagmann del 1970 (il libro The Strawberry Statement di James Simon Kunen da cui è stato tratto il film è del 1969).

Si possono accettare anche piccoli anacronismi come l'esposizione della celeberrima fotografia di Nick Ut The Napalm Girl che risale al Giugno del 1972 (ed è quindi successiva di pochissimi anni rispetto all'evento al quale la mostra è dedicata) che diventa comunque utilissima per rendere perfettamente l'idea del contesto tragico della guerra nel Vietnam nella stanza al cui centro c'è una branda da campo militare coperta da una bandiera a stelle e strisce.
Nella stanza del museo, che riproduce su un maxi-schermo le immagini del raduno tenutosi nella cittadina dello stato di New York, troviamo le grandi riproduzioni degli album usciti in quell'anno, incisi dagli artisti più importanti che vi hanno partecipato, corredate di un riproduttore mp3 con incisi i brani più significativi della raccolta stessa. Tra questi, in ordine sparso, troviamo Tommy degli Who, Electric Ladyland di Jimi Hendrix, With a Little Help From My Friends di Joe Cocker, l'omonimo di Santana, Volunteers dei Jefferson Airplane e I Got Dem Ol' Cosmic Blues Again Mama! di Janis Joplin.



As I Opened Fire di Roy Lichtenstein (litografia del 1966 - originale ad olio del 1964). L'opera riprende un pannello di Jerry Grandenetti pubblicato in "All American Men of War" n. 90 (Marzo/Aprile 1962).

L'iconica Love di Robert Indiana. Serigrafia su carta (l'originale è una scultura del 1970)


Alle pareti delle sale attigue e nei corridoi di collegamento ammiriamo opere di artisti pop del calibro di Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Robert Indiana, Mario Schifano e altri ancora, fino a imbatterci nelle gigantesche riproduzioni delle sagome dei Beatles composte da neon illuminati nella posa della copertina di Abbey Road (l'iconica fotografia di Iain Mcmillian venne scattata esattamente una settimana prima dell'inizio del festival d'oltreoceano) realizzate dall'artista fiorentino, classe 1955, Marco Lodola.


Beatles di Marco Lodola

Usciti dal museo ci dirigiamo verso la Torre Civica dove il percorso si svolge salendo almeno per tre piani su per le anguste e strette scale. Dopo appena mezzo piano ecco una delle installazioni più suggestive dell'intera mostra ed è quella che ricrea un ipotetico salottino minimale composto da due poltroncine, un tavolino con al centro una bottiglia di Coca Cola (vuota) e uno schermo televisivo che trasmette in un loop continuo il discorso di insediamento di John Fitzgerald Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d'America in carica dal 20 Gennaio 1961 al 22 Novembre 1963 (giorno del suo assassinio a Dallas).


Il salottino con il video che riproduce la cerimonia di insediamento di JFK.

JFK

L'ultimo Capitan America

Al primo piano, che è più che altro occupato dai camerini del sottostante Teatro Duse, troviamo cartonati con le foto di JFK, Marilyn Monroe e un ritratto del più recente Capitan America.
Al piano superiore, pressoché al centro della stanza, è innalzato uno schermo sul quale viene proposto (anche questo a ciclo continuo) il clip tratto da Easy Rider nel quale si può ascoltare il classico brano Born to be Wild degli Steppenwolf.
A corredo del video, sulle pareti della sala, sono esposte altre scene tratte da film nei quali la protagonista è la Harley-Davidson, icona americana quanto i personaggi visti in precedenza.


Kerouac, autore del romanzo on the road per antonomasia, mito della beat generation.



John Lennon & Yoko Ono con il testo di Imagine

Al terzo ed ultimo piano della mostra c'è un cartonato che ritrae John e Yoko e il testo di Imagine del 1971, ma correttamente lo schermo ripropone Give Peace A Chance della Plastic Ono Band che è proprio del 1969.
Ancora un piano più e siamo ormai fuori dal contesto della mostra, nella stanza della campana (ben bloccata affinché non suoni) dove al termine della salita ci si sarebbe aspettati di vedere immagini della Conquista della Luna (impresa che compie 50 anni come Woodstock), e invece ci dobbiamo "accontentare" di ammirare a perdita d'occhio alcuni dei già detti orizzonti del Carducci.


Veduta dalla cima della torre con la Rocca che è uno dei simboli della cittadina.


Appetibile il catalogo della mostra, che è composto da ottantotto pagine più quattro di copertina ed è curato da Enrica Feltracco (per quello che riguarda il contesto storico ed artistico), da Massimiliano Sabbion (che esamina prevalentemente il contesto cinematografico) e da Matteo Vanzan (che ci parla dell'aspetto musicale). Davvero interessante l'excursus sul perché delle partecipazioni e anche delle defezioni di alcuni artisti al festival (come i Beatles, i Rolling Stones, i Doors e Bob Dylan che per un motivo o per l'altro non si resero disponibili).
In definitiva si esce soddisfatti da questa mostra così ben fatta da riuscire a catturare lo spirito dell'epoca e le sensazioni di un tempo che ha forgiato, nel bene e nel male, la cultura (non solo) giovanile delle decadi successive.


Il catalogo

Pierangelo Serafin

N.B. Trovate i link alle altre novità in Interviste & News!