venerdì 5 giugno 2020

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 85

di Saverio Ceri


Bentornati a Secret Origins, l'appuntamento quattordicinale nel quale andiamo a scoprire le origini delle copertine della collana Tex Classic, e delle altre storiche cover riconducibili alle 64 pagine pubblicate nell'albo in edicola della più recente ristampa di Tex.
Questo numero del Classic è quello centrale dei tre che ristampano l'intera diciannovesima serie a striscia di Tex, quella conosciuta anche come serie Pecos. Dato che ogni Classic ripropone 6 albetti a striscia, in questo troviamo quelli che vanno dal 7 al 12, usciti tra il giugno e il luglio del 1958; le stesse avventure furono riproposte per la prima volta rimontate su tre strisce, ovvero come oggi le conosciamo, sul quindicinale Albo d'Oro, nei numeri 11 e 12 della sesta serie della collana, entrambi datati giugno 1959.
Come spesso accade la scelta della copertina del Classic cade su una delle due copertine degli Albi d'Oro in esso riproposti, in questo caso sul secondo dei due, il numero 12, che vedete qui sotto.


L'immagine non si ritrova esattamente all'interno dell'albo perché anche in questo caso la fonte di ispirazione di Galep fu la cover di un romanzo americano: Ambush on Satan's Hill di Archie Joscelyn edito nel 1952 dalla casa editrice Star.


Ora: la versione dell'immagine che ci presenta il numero 85 della ristampa colorata di Tex, non è esattamente quella originale, ma una variante creata redazionalmente. La versione del romanzo statunitense, e quindi dell'Albo d'Oro del 1959, presenta un Tex di spalle, indifeso rispetto al fucile puntato su di lui, e che presumibilmente sta per far fuoco. L'inconsapevolezza di Tex è confermata anche dalla calma del suo cavallo: neppure il suo istinto naturale lo aiuta a percepire il pericolo. Forse la mancanza di azione di questa scena ha suggerito ai responsabili della collana una modifica, e quindi nella versione del 2020 Tex mentre cavalca incontro al pericolo, si accorge dell'avversario nascosto nella grotta e si getta a terra nell'intenzione di evitare l'imminente sparo e ripararsi dietro a qualche roccia, aggiunta per l'occasione.


A nostro parere funzionava bene anche la versione originale, che tra l'altro rispecchia una delle situazioni che si incontrano all'interno dell'albo: Tex sa di essere spiato ma riesce, con la sua esperienza, ad eludere l'agguato che il suo avversario aveva pianificato.
La storia di questa puntata potrebbe finire qui, visto che l'altra cover papabile, quella dell'Albo d'Oro n.11, è decisamente più famosa di questa, non è stata scartata, ma scelta come copertina del prossimo Tex Classic, e quindi ne riparleremo diffusamente tra due settimane.

Approfittiamo quindi per fare un "baratto": visto che nella prossima puntata parleremo di una cover prevista per questa, stavolta anticiperemo una delle due cover destinate al prossimo Classic, e che abbiamo già incrociato nella puntata numero 80, stiamo parlando della di copertina di Sinistri incontri, che nasce effettivamente da un "sinistro incontro".... di immagini; questo:
Se vi sembra di vedere delle immagine sovrapposte, distorte o sfocate, non preoccupatevi; non sono i vostri occhi, o gli occhiali: è il lavoro che abbiamo dovuto realizzare (e che sicuramente poteva essere migliore) per cercare di condensare in un unica immagine, le due fonti originali della copertina in questione, con l'illustrazione definitiva che tutti conosciamo.
Procediamo a ritroso: La cover che tutti i lettori di Tex hanno ben presente è quella del numero 34 della Seconda serie gigante del personaggio.


Molte copertine tra le prime cento della serie più famosa di Tex, in realtà sono una rielaborazione fatta redazionalmente delle cover degli Albi d'Oro; sono praticamente "figlie" di altre copertine. Quella del numero 34, tra tutte, si segnala per avere entrambi i "genitori", ovvero è stata creata mettendo insieme gli elementi, non di una, ma di due precedenti copertine. Del "genitore 1" già abbiamo parlato in Secret Origins 80, dove abbiamo scoperto che il puma che assalta Tex proviene nientepopodimeno ché da una vignetta realizzata sul finire del 1958 da Alberto Giolitti, uno dei disegnatori italiani più apprezzato negli States, che solo decenni dopo entrerà a far parte dello staff degli illustratori del ranger bonelliano.


La curiosa posizione di Tex invece la di deve al corredo cromosomico del "genitore 2"; quella che sembra una mossa a protezione di qualcuno, rispetto all'attacco del puma, quasi del lettore stesso oseremmo dire, in realtà nasconde il fatto che quel Tex proviene da questa cover degli Albi d'Oro, la quattordicesima della sesta serie:


Tex semplicemente sta appoggiato, con tutte le precauzioni del caso, a una vetrata di un hotel e questo spiega perché rivolga il palmo della mano al lettore.
A sua volta l'immagine del luglio 1959 è ispirata alla copertina, accreditata a Robert Stanley, della edizione in paperback dell'editrice Dell, datata 1957, del romanzo Buckaroo's code, opera prima dello scrittore Wayne D. Overholser.


Per completare la nostra puntata, vediamo anche come per l'edizione di Tutto Tex, negli Anni'80, Galep abbia voluto ridisegnare completamente il volto di Tex, aggiungere il classico fazzoletto nero al collo e "tagliare" la coda al povero Puma. A onor del vero la coda del felino era stata un'aggiunta redazionale, visto che sia nella cover dell'albo d'oro che nella vignetta originale di Giolitti, il feroce gattone ne era misteriosamente sprovvisto.


Visto il risultato non particolarmente felice, in Tex Nuova ristampa. l'edizione successiva, quella del 1998, la redazione preferì tornare a una versione più vicina all'originale, riesumando sia la testa di Tex, che la coda del puma. 


E anche per questa puntata è tutto. Il prossimo appuntamento, tra due settimane.

Saverio Ceri

N.B. Vi invito a scoprire o riscoprire, anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index, visto che molte sono state recentemente aggiornate con nuove immagini e nuovi riferimenti.

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