mercoledì 8 luglio 2020

PREFERISCE DYLAN DOG

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4485 dell'8 Marzo 2018, a pagina 20, nella rubrica "Sotto il velame de li versi strani", il quesito n. 8576 riguarda un lettore di Dylan Dog, che se lo porta pure a letto (la soluzione è pagina 46, qui nella seconda illustrazione).



N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

lunedì 6 luglio 2020

CRONOLOGIA DI TEX - LE SCHEDE ORIGINALI DEL SITO INTERNET DELLA BONELLI! TEX GIGANTE 6/10

di Francesco Manetti

Dopo la prima puntata, dedicata ai cinque mitici albi di esordio della collana "Tex Gigante" tutti firmati G.L. Bonelli & Galep, entriamo nel vivo della saga, con la seconda cinquina, nella quale lo staff artistico della testata si arricchisce con l'arrivo di Guido Zamperoni e di Mario Uggeri. Fra i personaggi segnaliamo l'arrivo della bella Lupe Velasco, della moglie indiana di Tex, l'indimenticabile Lilyth (che muore prestissimo), e del suocero Freccia Rossa, del pard navajo Tiger Jack (e forse è proprio lui l'indiano sulla copertina del n. 9), del cane Satan e del figlio di Willer, Kit, alias Piccolo Falco, la giubba rossa Jim Brandon e il gigantesco Gros Jean: nasce la leggenda di Aquila della Notte, capo bianco dei Navajo, si completa la squadra imperitura dei quattro pards e si apre l'orizzonte delle avventure sul Grande Nord! Per chi si fosse sintonizzato solo adesso ricordiamo che intorno al 2000 la Sergio Bonelli Editore decise di aprire un proprio sito internet; i ragazzi di "Dime Web - Magazzino bonelliano" furono chiamati a collaborare per redigere le sintetiche schede di ogni albo arretrato di ogni serie della casa editrice: c'è ancora traccia di questa sinergia nella pagina "Staff del sito". Il sottoscritto si occupò delle schede di "Tex Gigante" (redatte fino al n. 477 del mensile, del luglio 2000) e di tutte le collane "collaterali" (sempre fino al luglio 200); questi elaborati, quando il sito, molti anni dopo, fu ampliato e rinnovato, furono radicalmente rimaneggiati. Da oggi, qui su "Dime Web", potrete leggere la versione originale di quelle schede, che pubblicheremo cinque alla volta.






Settembre/Ottobre/Novembre 1959
Tex Gigante N. 6
DOPPIO GIOCO

Copertina: Aurelio Galleppini

Da pag. 3 a pag. 109
Missione a Devil’s Hole
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Da pag. 109 a pag. 162
Lupe la messicana
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Devil’s Hole è nelle mani di Amos e Bill Benton! Amos rapisce il padre di Dora Linyard, proprietario di miniere d’oro, per forzare la ragazza a sposarlo e allungare gli artigli sui giacimenti. I Benton non hanno fatto però i conti con Tex e Kit Carson! Intanto Montales langue nelle carceri dei Regolari e prima di liberarlo Willer deve duellare con il pistolero Ken Logan, strappare la bella Lupe Velasco a Don Esteban e ai suoi sgherri e affrontare Raimundo El Loco con le sue belve!







Gennaio/Febbraio 1960

Tex Gigante N. 7
IL PATTO DI SANGUE

Copertina: Aurelio Galleppini

Da pag. 3 a pag. 66
Lupe la messicana
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Da pag. 67 a pag. 162
Il patto di sangue
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Sconfitto El Fierro e scampato ai selvaggi di Ximenes, Tex libera Montales dalla gattabuia fingendosi ambasciatore. Tornato in patria Willer viene catturato dai Navajos durante le indagini su un contrabbando d’armi: rischia la morte, ma Lilyth, affascinante figlia del capo Freccia Rossa, lo salva sposandolo. Tex, usando il campo indiano come base, compie mascherato di nero letali incursioni contro i trafficanti capeggiati da Jerry Stone. Nasce Aquila della Notte!






Marzo/Aprile 1960
Tex Gigante N. 8
DUE CONTRO CENTO

Copertina: Aurelio Galleppini

Da pag. 3 a pag. 120
Il patto di sangue
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni da pag. 3 a pag. 77: Guido Zamperoni (matite) e Aurelio Galleppini
Disegni da pag. 77 a pag. 120: Aurelio Galleppini

Da pag. 120 a pag. 162
La banda dei Dalton
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Il cane Satan si unisce a Tex e a Dinamite! L’esplosivo terzetto cala implacabile sui trafficanti d’armi e sui loro complici Piedi Neri che si sono serviti di Tagua, un navajo rinnegato, per rapire Lilyth. Salvata la moglie e riunitosi a Kit Carson, Willer assesta il colpo finale ai contrabbandieri e lascia i Rangers per avere più libertà d’azione. Stretta un’indissolubile amicizia col navajo Tiger Jack, Tex segue con il fedele pard le tracce della terribile Banda Dalton…





Maggio/Giugno 1960

Tex Gigante n° 9
L’ULTIMA BATTAGLIA

Copertina: Aurelio Galleppini

Da pag. 3 a pag. 54
La banda dei Dalton
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Da pag. 54 a pag. 98
Il Dio Puma
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Da pag. 99 a pag. 162
Avventura sul Rio Grande
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Mario Uggeri


Un volo nell’abisso ed Eugenia Moore non c’è più! Donna dei Dalton e loro spia, finita la banda nella polvere per mano di Tex, Kit Carson e Tiger Jack, preferisce morire. Intanto gli Yaqui vivono nel terrore: il sanguinario Dio Puma pretende sacrifici umani! Ma Willer e Tiger Jack scoprono che dietro l’arcano si celano le brame di ricchezza dello stregone Toba… Abbattuti i falsi idoli Tex e Tiger puntano su El Paso: la città è sotto il giogo di Don Cesare Ibanez e dei suoi lacchè!







Luglio/Agosto 1960
Tex Gigante n° 10
IL TRANELLO

Copertina: Aurelio Galleppini
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini

Anni dopo Tex vive nel campo di Freccia RossaLilyth è morta durante un’epidemia, dopo aver dato alla luce Kit WillerPiccolo Falco per i Navajos. Protetto dal sacro wampum, Tex viene convinto da Kit Carson a rientrare nei Rangers: il Grande Nord ribolle! Alle Giubbe Rosse di Jim Brandon serve una buona Colt per bloccare la Mano Rossa e impedire che il Canada torni nelle grinfie della Compagnia delle Pellicce! Tex trova un insostituibile aiuto nel titanico Gros Jean…


Francesco Manetti

N.B. Trovate i link alle altre puntate della Cronologia di Tex in Cronologie & Index!

domenica 5 luglio 2020

FACILE, DYLAN!

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4605 del 25 Giugno 2020, a pagina 9, all'interno delle "Parole crociate facilitate", si chiede al 33 oizzontale: il Dylan dei fumetti.

N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

sabato 4 luglio 2020

WHAT IF XXI: MASH-UP BONELLIANO (PARTE SECONDA)

di Filippo Pieri

Torna, dopo il precedente post, Antonio Silvestri in arte Tauro, con le divertenti reinterpretazioni di personaggi dei fumetti. In questo articolo ci occupiamo, come sempre, di quelle bonelliane. La prima riguarda Groucho la spalla (fino al numero 399) di Dylan Dog, che diventa Grouchobbes, ovvero metà Groucho e metà Hobbes, il popolare personaggio (la tigre che fa coppia con Calvin) creato da Bill Watterson; il secondo è invece Zagoidberg, cioè metà Zagor e metà Zoidberg, uno dei personaggi di "Futurama", la serie di fantascienza umoristica a cartoni animati ideata da Matt Groening e David X. Cohen.




N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

giovedì 2 luglio 2020

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 87

di Saverio Ceri

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola. 
Il Tex Classic 87 segna un piccolo punto di svolta, legato non tanto a questa collana, ma ad una testata in esso ristampata, come scopriremo più avanti.
Procediamo con ordine: In questo Classic troviamo i primi sei numeri della serie a strisce Oklahoma, ovvero la ventesima collana di Tex in quello storico formato; i sei albetti uscirono nelle edicole di tutta Italia tra il settembre e l'ottobre del 1958. L'albo di esordio della serie intitolato L'asso di picche, dà il titolo sia alla storia, che si concluderà nel numero 89, sia a questo Classic.


La copertina di quella striscia non è mai stata riutilizzata, ma visto che tra una decina di numeri finiranno le cover degli Albi d'Oro da sfruttare per il classic, potrebbe essere un ipotesi quella di andare a pescare tra le cover delle strisce contenute nell'albo (come già succede per il Classic di Zagor del resto), specialmente quelle più suggestive, come quella qui sopra.
I sei capitoli contenuti nel Classic ora in edicola, furono riproposti sottoforma di tavola a tre strisce, l'abituale formato che leggiamo tutt'oggi, nei primi tre numeri della settima serie degli Albi d'Oro, usciti tra il 30 luglio e il 30 agosto del 1959. Parliamo di tre Albi d'Oro anziché dei soliti due, perché a partire dal primo di questi tre spillati, in redazione decisero di riproporre solo due episodi a numero, sincronizzandosi così col ritmo di uscita della serie originale, stabilizzando in circa 10 mesi la differenza tra la prima edizione a striscia e la ristampa in "formato Bonelli". Il piccolo punto di svolta a cui accennavamo in apertura è questo, quindi, seguendo la regola non scritta, ma quasi sempre rispettata, che la copertina del Classic proviene da uno degli Albi d'Oro in esso contenuti, significa che per i prossimi undici Classic la redazione potrà scegliere su tre cover anziché su due.
Stavolta la scelta è caduta sul numero centrale dei tre. Questo:


I lettori di Tex conoscono bene questa immagine, visto che parzialmente è stata utilizzata come cover del numero 29 della 2a serie gigante di Tex, ovvero per una storia completamente diversa da quella raccontata in questo albo (ristampata invece sul numero 38 dell'attuale serie di Aquila della Notte) e di cui ci siamo occupati nella puntata numero 70 di questa rubrica.
Prima di vedere qual'è stato il radioso futuro di questa cover, scopriamone il segreto passato. Questa illustrazione di Galep si ispira alla copertina di un romanzo americano edito in formato paperback nel 1951 della Pocket Book: Colt Comrades scritto da Harry Siclair Drago con lo pseudonimo Bliss Lomax.


In redazione però inavvertitamente personalizzarono l'immagine con un'aggiunta: un dito alla mano sinistra del protagonista. Il Tex con sei dita, famoso tra i collezionisti, fece dunque il suo esordio in questa occasione. Era il Ferragosto del 1959.
Quando nel gennaio/febbraio del 1963 venne dato alle stampe il numero 29 della attuale serie che ristampava le vicende del Coyote Nero, la redazione dell'epoca scelse di confezionare la copertina a partire proprio da quel Tex di spalle tra le rocce, ma fece cambiare, per mano probabilmente di Franco Bignotti, la scena di sfondo: nella nuova versione Tex non spara, ma sta attendendo il momento opportuno per irrompere sulla scena e sconfiggere l'avversario di turno. L'errore del sesto dito, nonostante fossero  passati quasi quattro anni, non era stato ancora notato da nessuno, e così anche la prima edizione di quell'albo giunse in edicola con l'incredibile errore.


Solo nelle ristampe successive, a partire da Tex Tre Stelle, ma anche nei Tex cosiddetti "volgari", ovvero quegli albi ristampati e distribuiti dalla Bonelli per far fronte alle continue richieste di arretrati, l'errore venne corretto, e Tex finalmente tornò ad avere il numero corretto di dita anche in questa copertina.


Nella versione di Tutto Tex, nel 1988, Galep aggiunge all'immagine la cintura ai pantaloni del protagonista, che dal 1959 ad allora si reggevano sul nulla (che fossero elasticizzati?) e appone la sua firma in basso, talmente in basso che viene coperta dal titolo dell'albo. La si vede far capolino accanto allo stivale del ranger.


Dieci anni più tardi in occasione della riproposta sulla collana Tex Nuova Ristampa, la cintura e la firma galleppiniana vengono nuovamente cassati.


La firma almeno, ricompare invece, in tempi recenti, sulla copertina del numero 122 della collana di collaterali della Gazzetta dello Sport; iniziativa inaugurata nell'anno del settantennale e che continua tutt'oggi a essere proposta con successo in abbinamento al quotidiano sportivo. La cintura galleppiniana continua a latitare.


Ma a proposito di "restaurazioni" da parte della redazione, col Tex Classic 87 appena pubblicato, si è deciso di andare a  recuperare proprio la cover dell'Albo d'Oro del 1959 e non la variante costruita per Il Coyote Nero; Il recupero è stato integrale, compreso il sesto dito di Tex: che sia un omaggio voluto ai bei vecchi spensierati tempi, in cui potevano passare quattro anni prima che i più rompiscatole dei lettori ti facessero notare un madornale refuso?


Tra le due cover scartate in questa occasione, un'altra ha avuto un glorioso percorso nella storia editoriale del personaggio; si tratta della cover del primo albo d'Oro della settima serie, quelle che inaugura nuova grafica e nuova foliazione. La vedete qui sotto.


L'ispirazione per questa immagine, come spesso accadeva in quel periodo storico non si ritrova all'interno dell'albo, ma arriva addirittura da oltreoceano, da una cover di un paperback della Signet. Il volume in questione è Gunhawk Harvest pubblicato nel  1952 e scritto da Leslie Ernenwein.


La sagoma di Tex, decontestualizzata, venne utilizzata poi nel luglio del 1964 per confezionare la copertina del numero 45 della attuale collana del ranger. In redazione di decise di aggiungere in un riquadro il nuovo bersaglio di Aquila della Notte: la sagoma di un inconsapevole cavaliere che sta discendendo da una collina. Curioso come nella composizione grafica la pistola entra nel riquadro del cavaliere, mente il fazzoletto al collo del protagonista ne viene coperto.


Nella versione di Tutto Tex, il protagonista e l'avversario vengono riuniti in un unica immagine. Galep per l'occasione ricrea un'ambientazione prolungando il declivio della collina e tratteggiando sullo sfondo le formazioni montuose tipiche del sud-ovest degli states. Le aggiunte galleppiniane in questo caso vengono mantenute anche in Tex nuova ristampa. Qui di seguito trovate entrambe le versioni.



Ma non è finita qui: le pagine contenute in questo Classic infatti, sono state di ispirazione per un'altra cover di Tex, quella del 23° volume della Tex Edição Histórica della brasiliana Globo dell'Aprile 1997. In questo caso l'autore è l'attuale copertinista di Tex, Claudio Villa. Nella versione brasiliana i colori sono realizzati dallo stesso disegnatore comasco.


Nella versione italiana, pubblicata  nel dicembre dello stesso anno, come mini-poster, sul numero 22 di Tex Nuova Ristampa, i colori furono realizzati in redazione seguendo le indicazioni cromatiche dello stesso Villa.

Anche per questa volta è tutto; appuntamento alla prossima puntata di Secret Origins.

Saverio Ceri

N.B. Vi invito a scoprire o riscoprire, anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index, visto che molte sono state recentemente aggiornate con nuove immagini e nuovi riferimenti.

mercoledì 1 luglio 2020

DYLAN DOG, CACCIATORE DI SCALPI

di Filippo Pieri

Nella puntata del 21 Giugno 2020 dell'Eredità su Raiuno  si chiede: Come si chiama "il cacciatore di scalpi indiani" al centro di una storia a fumetti di Tiziano Sclavi del 1976? La risposta esatta si celava fra queste quattro possibilità: 1) Mister No - 2) Dylan Dog - 3) Tex - 4) Zagor. Per sapere quale fosse guardate la seconda immagine.





N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News! 

domenica 28 giugno 2020

DYLAN DOG: NOSTRO ORRORE QUOTIDIANO - MONOGRAFIA SU ANTARÈS n. 16 - BIETTI, GIUGNO 2020

di Francesco Manetti




Quando, nell'ottobre 2018, mi recai all'abituale appuntamento di Libropolis, la fiera dell'editoria indipendente organizzata annualmente nella splendida cornice storica e artistica di Pietrasanta, incontrai, tra gli altri, due carissimi amici: Andrea Scarabelli (che avevo visto pochi giorni prima a Prato insieme a Luca Siniscalco e che i lettori di "Dime Web" già conoscono grazie a un'intervista qui pubblicata) della Bietti e Gianfranco de Turris, che da decenni si occupa di fantascienza, fantasy, horror, fumetti e di mille altre cose. I due sono rispettivamente il direttore editoriale e il direttore responsabile di "Antarès", l'imperdibile quadrimestrale gratuito della Bietti, arrivato adesso al n. 16 (con 17 uscite, visto che esiste anche il n. 0). A Libropolis, allo stand della Bietti, esisteva già l'idea di allestire una monografia su Dylan Dog per il 2019; il sottoscritto, che già aveva collaborato al n. 10 del magazine, dedicato a Walt Disney (pezzo che fu poi ristampato nell'omnibus 0/10), diede la sua disponibilità; il progetto partì; l'Indagatore dell'Incubo avrebbe dovuto essere il protagonista del n. 15. Lo slittamento al n. 16 e al giugno del 2020 è dovuto a due fattori. Il 2019 era il centesimo anniversario dell'impresa fiumana di Gabriele D'Annunzio e la Bietti decise di celebrarlo con un numero speciale e particolarmente corposo di "Antarès", prima uscita a pagamento della prestigiosa rivista, che impegnò la redazione per un tempo enorme rispetto al solito. Il risultato fu strabiliante! Fiume Diciannove: il Fuoco Sacro della Città di Vita è uno dei più approfonditi saggi mai scritti sull'avventura di Fiume. L'altro fattore che ha portato Dylan Dog su "Antarès" a metà del 2020 è dovuto al nuovo coronavirus che ha di fatto congelato ogni attività italiana non di sussistenza per mesi e mesi. L'idea iniziale era quella di fare uscire il numero durante l'emergenza, esclusivamente in versione PDF online (che comunque esiste ed è a disposizione di tutti); poi i curatori hanno deciso di portare un po' più di pazienza e di arrivare al Solstizio, tanto che si provvederà anche a una tiratura cartacea, seppur ridotta.

L'indice di "Antarès" n. 16, speciale Dylan Dog


Ecco dunque Dylan Dog: Nostro Orrore Quotidiano ("Antarès" n. 16 - Bietti, giugno 2020), e devo dire che Scarabelli e De Turris hanno davvero riunito un straordinaria cricca di mostruosi saggisti e scrittori! Gli stessi Scarabelli (con il lungo, sentitissimo editoriale) e De Turris (con un'analisi dell'orrore secondo Tiziano Sclavi); e poi Sebastiano Fusco (uno dei massimi esperti lovecraftiani in Italia, con un viaggio nella metafisica di Dylan Dog), Paolo Mathlouthi (che mi ha fatto l'onore di coinvolgermi in due progetti fumettistici della sua ottima rivista tradizionalista "Terra Insubre" e che per "Antarès" ci parla degli archetipi alla base della narrazione "dylaniata"), Mario Farneti (uno dei più valenti scrittori di fantascienza in Italia, autore tra l'altro della trilogia di "Occidente", firma un racconto dove Julius Evola è protagonista di un'avventura misteriosa che coinvolge anche Mussolini) e altri ancora. Il sottoscritto si è occupato degli sceneggiatori di Dylan Dog e ha redatto un Glossario dylaniato, con un occhio all'Indagatore dell'Incubo nelle sua veste più classica, come lo aveva immaginato Sclavi e i suoi primi continuatori (per le classifiche e i numeri mi sono affidato all'ineffabile database bonelliano di Saverio Ceri).
Non vi dico altro: scaricate il PDF dalla pagina di "Antarès" nel sito della Bietti e scoprirete il resto da soli. Buona lettura!


L'indice dei collaboratori di "Antarès" n. 16, dove il vostro umilissimo è in compagnia di scrittori, direttori di riviste e professori universitari!



Francesco Manetti

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sabato 27 giugno 2020

NEVER COMICS

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4589 del 5 Marzo 2020, a pagina 41, all'interno delle "Parole crociate a schema libero", si chiede al 23 verticale: Il Never dei fumetti.



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venerdì 26 giugno 2020

IL ROVESCIO DI DYLAN

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4587 del 20 Febbraio 2020, a pag. 40, c'è un rebus "bonelliano". La soluzione è nella seconda immagine.






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giovedì 25 giugno 2020

TIGER MAN

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4585 del 6 Febbraio 2020, a pag. 22, nella rubrica "Augh, Viso Pallido!", il quesito n. 1 chiede: È Lucky Luke o Tex Willer il pistolero dei fumetti che ha come compagno d'avventura Tiger Jack?




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mercoledì 24 giugno 2020

JAC: IERI, OGGI E DOMANI

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4449 del 29 Giugno 2017, a pagina 27, all'interno della rubrica "Ieri, oggi e domani", c'è una vignetta-rebus di Jacovitti, il grande autore di fumetti, anche bonelliano, di cui abbiamo parlato più volte qui su Dime Web.



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lunedì 22 giugno 2020

WHAT IF XX: MASH-UP BONELLIANO

di Filippo Pieri

Torna dopo qualche mese  la rubrica "What If", con le divertenti interpretazioni di Antonio Silvestri, in arte Tauro. In questo post ci occupiamo solo di quelle riguardanti la casa editrice milanese, ma vi invitiamo a visitare la sua pagina per vedere anche le altre. La prima riguarda Martin Mystère che diventa 
Muttley Mystère, ovvero metà Martin Mystère e metà Muttley, uno dei protagonisti della serie "Wacky Races" di Hanna & Barbera.



La seconda invece è Dylan Droopy, con l'Indagatore dell'Incubo che si mescola con Droopy, il personaggio creato da Tex Avery e poi acquistato da Hanna & Barbera.




Chi sarà il prossimo?


N.B. Trovate i link agli altri "What If" su Interviste & News!

domenica 21 giugno 2020

DYLAN EVERETT

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4424 del 5 Gennaio 2016, a pagina 26, nelle "Parole crociate bifrontali", c'è una citazione bonelliana. Infatti al 52 orizzontale si chiede: l'Everett che ha prestato i lineamenti a Dylan Dog.


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sabato 20 giugno 2020

LA PAZIENZA DI DYLAN DOG

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4424 del 5 Gennaio 2016, a pagina 22, nella rubrica "Per chi ha pazienza", c'è una citazione bonelliana riguardante l'inquilino di Craven Raod 7...


N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane in Interviste & News!

DYLAN IN RELAX

di Filippo Pieri

Su "Relax Enigmistico" n. 529 del giugno 2020, a pagina 11, all'interno del "Cruciverba" si chiede al 25 orizzontale: il Dylan dei fumetti.



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giovedì 18 giugno 2020

HENRY PLUMMER, IL FUORILEGGE SCERIFFO! CYRUS SKINNER, SPIA, AGENTE FEDERALE, FUORILEGGE E GESTORE DI SALOON! - ERASTUS “RED” YAGER, UN’UOMO INNOCENTE? - LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA (LXXV PARTE)

di Wilson Vieira

Eccoci arrivati alla 75a puntata della "Storia del West" che il nostro carissimo Wilson Vieira scrive dal Brasile per voi lettori di "Dime Web"! Appuntamento particolare questo, visto che racconta delle imprese della Banda degli Innocenti, ben nota agli appassionati di Tex. Non ci resta dunque che augurarvi buona lettura, ricordandovi che le immagini non bonelliane del post sono state scelte e posizionate nel testo dallo stesso Wilson. (s.c. & f.m.)






Henry Plummer era come tanti giovani che si avventurarono alla Frontiera dell’America della metà del diciannovesimo secolo: pieni di spirito di avventura e desiderosi di fare fortuna nei campi d’oro del Vecchio West. Bello, carismatico e ambizioso, Plummer passò presto dal lavoro manuale alla ricerca di una carriera nelle forze dell’ordine e fu persino incoraggiato dai suoi sostenitori a entrare nella politica californiana. I successi di Plummer, tuttavia, furono danneggiati dai suoi difetti, poiché si notò che le sue "attività serali" erano tipiche del Wild Old West... La candidatura a Bannack, nel Montana, e lea sua elezione come sceriffo della zona avrebbero dovuto dare una nuova verginità alla sua carriera e alla sua reputazione. Questo nuovo inizio si sarebbe rivelato solo un lampo, poiché i cittadini sospettarono ben presto la sua connessione con le rapine e gli omicidi presumibilmente commessi da una banda di agenti delle forze dell'ordine strada che divenne nota “Gli Innocenti”, e molti ipotizzarono che Plummero potesse essere la mente dietro l'ondata di criminalità. Ma Plummer era colpevole, o di circostanze e mentalità mafiose? Uno dei personaggi più pittoreschi del Selvaggio West, Henry Plummer, avrebbe recitato su entrambe le facce della legge durante i suoi ventisette anni di vita. 
Anche se per più di un secolo è stato ritenuto colpevole di numerosi crimini e per questo fu impiccato a Bannack, gli storici di oggi si chiedono se fosse veramente colpevole dei crimini di cui fu accusato. Qualunque sia la verità, lo sceriffo Henry Plummer alla fine si ritrovò a penzolare dalla corda. 
Questa è la sua storia. 
Nato nel 1832 ad Addison, nel Maine, da William Jeremiah ed Elizabeth (Handy) Plummer, era il più giovane di sette figli.  Suo padre, suo fratello maggiore e suo cognato erano tutti capitani di mare e Henry avrebbe dovuto seguire le loro orme. Tuttavia, il giovane era un po' troppo distruttivo, il che rendeva i rigori del mare per lui troppo difficili da gestire. Quando Henry era un adolescente, suo padre morì e la famiglia iniziò ad avere difficoltà economiche. 




Solo due anni dopo l’inizio della corsa all’oro della California Henry promise alla madre vedova di poter aiutare la famiglia facendo fortuna. Nell’aprile del 1852, il diciannovenne Henry salpò da New York su una nave postale per Aspinwall, Panama; viaggiò in mulo fino a Panama City, quindi salì a bordo di un’altra nave per il resto del suo viaggio verso la California. Ventiquattro giorni dopo la sua partenza arrivò a San Francisco. Ottenuto un lavoro in una panetteria, Plummer guadagnò presto abbastanza denaro per trasferirsi nei campi minerari della contea del Nevada, a circa 150 miglia a nord di San Francisco. Il giovane marshal era molto apprezzato dai cittadini di Nevada City e rispettato per la sua prontezza e audacia nel gestire l'ordine. Fu facilmente rieletto nel 1857. Ma, poco dopo le elezioni, uccise il suo primo uomo. All’epoca si diceva che Henry avesse una relazione con la moglie di un minatore di nome John Vedder e quando si trovò di fronte il marito arrabbiato, i due si affrontarono in duello, vinto ovviamente da Henry. Plummer fu arrestato e processato; fu un caso sensazionale e carico di emozioni che andò due volte alla Corte Suprema della California prima che Plummer fosse infine condannato per omicidio di secondo grado a dieci anni da scontare nella famigerata prigione di San Quentin.




Iniziò a scontare la pena il 22 febbraio 1859 e gli abitanti locali chiesero rapidamente la grazia al Governatore, sostenendo che Henry aveva agito per legittima difesa. Tra i suoi compagni dietro le sbarre c’era Cyrus Skinner - tra l’altro spia, agente stradale, fuorilegge e gestore di saloon - che stava in carcere per la rapina che sarebbe stata successivamente ricollegata a Plummer. Nati in Ohio, Cyrus Skinner e il fratello minore George, si trasferirono in Texas una volta cresciuti. I due evidentemente trovarono qualche problema nel Lone Star State, dal quale fuggirono; usavano gli alias di Cyrus e George Williamson. Riapparvero in California nel 1850. Gli Skinner si misero immediatamente di nuovo nei guai e furono arrestati nella contea di El Dorado nell’agosto del 1851 con l’accusa di furto con scasso e rapina. George riuscì a fuggire, ma Cyrus fu mandato a San Quentin. Il fratello George fu acciuffato nel novembre del 1852 e mandato anche lui nel penitenziario. Nell'agosto del 1853, Cyrus fu rilasciato, ma nel giro di sei mesi fu nuovamente arrestato con l’accusa di rapina nella Contea di Yuba, in California, e iniziò a scontare una pena di tre anni nel giugno 1854. Tuttavia, il 24 ottobre fuggì e si diresse verso Contea di Nevada, California. Presto anche suo fratello fu rilasciato e i due si incontrarono con Richard “Rattlesnake Dick” Barter (1833 – 1859), che aveva formato una banda che agiva ai piedi della Sierra, alleviando le colonne di muli dei minatori dei loro carichi d’oro provenienti da Nevada City, California.







Nel 1856, quando Barter venne a sapere da un ingegnere minerario ubriaco che una grande spedizione d’oro sarebbe stata inviata lungo la Trinity Mountain dalle miniere dei fiumi Yreka e Klamath, mandò George Skinner e altri tre a intercettare la spedizione. I quattro banditi ebbero un grande successo, fermando una colonna di muli fuori da Nevada City ed esigendo la consegna dell’oro sotto la minaccia delle armi. I lingotti cambiarono padrone senza sparare un colpo. George e il resto dei banditi iniziarono quindi a dirigersi verso Folsom dove avrebbero dovuto incontrareBarter e Cy Skinner. Ma ben presto trovarono quasi impossibile portare i pesanti carichi d’oro lungo i passi di montagna senza nuovi muli. Decisero così di dividere il bottino d’oro, seppellendolo per metà sulle montagne e portandosi dietro il resto. Mentre si dirigevano verso Auburn, i ladri furono intercettati da un gruppo di agenti della Wells Fargo e ne seguì uno scontro a fuoco. Nella mischia, George Skinner fu ucciso e i suoi compagni fuggirono. Gli agenti recuperarono 40.600 dollari del bottino rubato e, sebbene avessero cercato a fondo, non riuscirono a trovare i restanti 40.000 dollari. Nel frattempo, Rattlesnake Dick e Cy Skinner non erano  potuti recarsi al punto d’incontro di Folsom, poiché erano stati appena incarcerati per aver rubato muli. Quando furono rilasciati, Barter immediatamente cercò George Skinner per ottenere la sua parte della spedizione d’oro, solo per scoprire che Skinner era stato ucciso. Cyrus Skinner e Dick Barter trascorsero quindi le successive settimane a cercare l’oro sepolto, ma alla fine si arresero. Fino a oggi, l’oro perduto non è mai stato ritrovato. Entrambi gli uomini tornarono ben presto ad assalire le diligenze, ma la loro fortuna finì l’11 luglio 1859, quando la coppia rimase intrappolata in un passo di montagna dallo sceriffo J. Boggs. Quando i fuorilegge non si arresero, Boggs sparò a “Rattlesnake Dick”, uccidendolo all’istante, e Skinner fu ferito. Sarebbe riuscito a sopravvivere per essere ancora una volta inviato a San Quentin. Lì conobbe Henry Plummer, che stava scontando la pena per l'omicidio di secondo grado. I diventarono amici e in seguito si sarebbero ritrovati in Idaho. Molti credevano che Plummer avesse agito per legittima difesa e avevano presentato una petizione al governatore: l'uomo fu rilasciato nell’agosto del 1859.
Magico Vento 63, agosto 2002. Disegno di Frisenda

Sebbene Skinner doveva trascorrere ancora 15 anni in prigione, riuscì di nuovo a evadere nel maggio 1860 e fuggì a nord, verso i campi d’oro dell'Idaho. Nel gennaio de 1861, incontrò Henry Plummer a Lewiston e si diceva che la coppia avesse poi formato una banda di uomini della legge criminali; la gang includeva individui come George "Piede Torto" Lane e Bill Bunton, che assalivano le diligenze, derubando i viaggiatori dei loro beni personali e alleggerendo le compagnie di trasporto merci delle loro spedizioni d'oro. Ben presto i cittadini dell’Idaho iniziarono a diffidare di questi uomini, che si diressero dunque verso i campi d’oro del Montana. Lì Skinner fondò un saloon a Bannack e un altro a Virginia City. Con i profitti iniziò a investire in crediti minerari, e ben presto divenne "ricco”. Quindi incontrò e sposò una donna di nome Nellie, e alcuni dissero che lei lo sposò solo per i suoi soldi. Nonostante i suoi affari riscuotessero successo a Bannack, Skinner ben presto vendette le sue imprese, impacchettò i suoi averi e lui e Nellie cambiarono zona. Si stabilirono quindi nella piccola città di Hellgate, nel Montana, dove ancora una volta Skinner aprì un saloon. Nel frattempo Henry Plummer era diventato lo sceriffo di Bannack; gli uomini di legge imperversavano nella zona con i loro crimini. Nel dicembre del 1863, i cittadini di Bannack e Virginia City ne avevano abbastanza di questa situazione; si incontrarono in segreto e organizzarono i Vigilantes del Montana. Uomini mascherati iniziarono a visitare i sospetti fuorilegge nel bel mezzo della notte lanciando minacciosi avvertimenti e attaccando manifesti con teschio e ossa incrociate o con sopra vergati i numeri “mistici" 3-7-77. Il significato dim quei numeri rimane ignoto, ma ancora oggi campeggiano sul distintivo della Montana Highway Patrol. I Vigilantes iniziarono quindi a fare giustizia sommaria, impiccando quelli che ritenevano colpevoli, 24 uomini prima della fine della vicenda. 
Anche se era nascosto a Hell Gate, Skinner non era al sicuro. Nel pomeriggio del 24 gennaio 1864, i Vigilantes del Montana lo rintracciarono. I Vigilantes organizzarono rapidamente un processo farsa e prima che la notte finisse Skinner e un uomo di nome Alex Carter furono impiccati. Nel frattempo, a Bannack, i Montana Vigilantes avevano catturato un uomo di nome Erastus “Red” Yager, e mentre stava per essere impiccato, il condannato puntò un dito su Henry Plummer come capo della banda. La città era in subbuglio mentre la notizia viaggiava rapidamente di bocca in bocca e i residenti di Bannack erano divisi sul fatto che Henry facesse o meno parte della banda omicida. Ma una notte, dopo aver parecchio bevuto in un saloon locale, i Vigilantes decisero che Henry era colpevole e lo rintracciarono.




Plummer era rimasto carcere solo fino al 16 agosto 1859, quando fu rilasciato a causa della sua tubercolosi e per le pressioni della gente sul Governatore con la petizione. Dopo la sua liberazione, Henry tornò a Nevada City, alla panetteria, e divenne un fedele cliente dei numerosi bordelli dell’insediamento. In poco tempo fu senza un soldo e ben presto si unì a un gruppo di banditi intenti a derubare le diligenze della zona. In una di queste azioni, la diligenza riuscì a fuggire con i passeggeri e le merci; ma Plummer fu comunque arrestato. Durante il processo per il tentativo di rapina, l’ex sceriffo fu sospeso dalle mansioni, fin quando non fu assolto per mancanza di prove. Ma i problemi avevano cominciato a perseguitare Plummer e presto fu coinvolto in una rissa per una prostituta con un uomo di nome William Riley. 
Henry sparò all’uomo il 27 ottobre 1861 e fu nuovamente arrestato. Questa volta fuggì di prigione corrompendo un carceriere prima che potesse essere processato, e fuggì in Oregon.





Lungo la strada incontrò un altro bandito di nome Jim Mayfield, che aveva ucciso lo sceriffo di una città vicina. Entrambi erano ovviamente uomini ricercati, e l’ex sceriffo diede la notizia ai giornali della California che sia lui che Mayfield erano stati impiccati a Washington. Il bluff ebbe l’effetto desiderato: i due disperati smisero di guardarsi costantemente alle spalle nel timore di vedere il gruppo che li inseguiva. Nel gennaio 1862 Plummer sbarcò a Lewiston, nell’Idaho. Lavorando in un casinò, incontrò presto il suo vecchio compagno di cella, Cyrus Skinner, e altre persone destinate alla forca nel Montana, come George "Club Foot" Lane e Bill Bunton. Formata una banda di uomini che la pensavano allo stesso modo, iniziarono a derubare le famiglie locali dei campi minerari della zona e in particolare presero di mira le spedizioni d'oro che percorrevano i sentieri che scendevano dalle miniere. Da qualche parte lungo il cammino Plummer abbandonò la sua compagna, una donna con tre figli che dovette ricorrere alla prostituzione per nutrire se stessa e la propria famiglia, e che infine morì alcolizzata, in uno dei bordelli più squallidi della città. Plummer iniziò a vagare nella zona tra Elk City, Florence e Lewiston. A Orofino, nell’Idaho, uccise un guardiano di saloon di nome Patrick Ford. Dopo aver incontrato Plummer e alcuni dei suoi amici fuori dal saloon, Ford li seguì fino a una stalla dove sparò contro di loro. Plummer rispose al fuoco e uccise Ford. Alcuni amici di Ford formarono una posse, e Plummer scappò, dirigendosi a est verso il Montana. Nel settembre 1862, Plummer stava cominciando a sentire gli effetti della tubercolosi e voleva tornare a casa. 
Spostandosi dall’Idaho attraverso le montagne di Bitterroot, viaggiò verso Fort Benton con l’intenzione di tornare a Est. Sfortunatamente, il Missouri a Fort Benton era congelato e chiuso al traffico dei battelli fluviali. Rassegnato a resistere per l’inverno, Henry lavorò come rancher presso la Sun River Farm, un ranch governativo e un’Agenzia Indiana, a ottobre. Ben presto Plummer si innamorò della bella cognata dell’agente indiano James Vail, Electa Bryan (1841 – 1912). Henry ed Electa trascorsero circa due mesi insieme e si fidanzarono progettando di sposarsi. Anche un ex complice di Plummer di nome Jack Cleveland scese in lizza per attirare l’attenzione di Electa, cosa che fece infuriare Henry. Tuttavia, entrambi gli uomini si diressero a Bannack, nel Montana, il sito più recente della febbre dell’oro, nel gennaio 1863.





Costruita in fretta e furia per ospitare i numerosi minatori che inondavano la zona, Bannack divenne la dimora di ogni sorta di gente di passaggio, inclusi disertori della Guerra Civile da entrambe le parti, pirati fluviali, giocatori d’azzardo professionisti, fuorilegge e criminali. L’illegalità dilagava e gli omicidi erano frequenti.





Ben presto Henry radunò un’altra banda, che si definì degli “Innocenti”, e cominciò ad alleggerire dei loro oggetti di valore i viaggiatori carichi di oro provenienti dai campi minerari del Montana. Gli Innocenti crebbero rapidamente di numero e divennero così numerosi che furono istituite strette di mano segrete e parole in codice in modo che ogni “Innocente” potesse riconoscerne un altro. Una notte, mentre Henry beveva nel “Goodrich Saloon” di Bannack, Jack Cleveland, la sua vecchia nemesi, iniziò a schernirlo facendo numerosi riferimenti alle sue attività fuorilegge. Henry lo avvertì di smettere, ma Cleveland continuò a lanciare le sue accuse e Plummer sparò un colpo di avvertimento. Anche Cleveland tirò fuori la pistola, ma Henry fu più veloce e ben presto Cleveland era steso sul pavimento, ferito a morte. Non ancora morto, Cleveland fu portato a casa, a due passi dal saloon, da un macellaio di nome Hank Crawford. Crawford sentì le ultime parole di Cleveland: continuava a parlare degli inganni e della corruzione di Plummer. Tre ore dopo Cleveland era morto e Plummer fu arrestato; fu poi assolto in base alle testimonianze sul fatto che Cleveland lo aveva minacciato. 





Alla fine della primavera del 1863 c’erano oltre 10.000 uomini a caccia di oro lungo il Grasshopper Creek e l’illegalità a Bannack aveva raggiunto proporzioni epidemiche. I cittadini spaventati decisero che i fuorilegge dovevano essere fermati e indirono le elezioni per un posto di sceriffo. Due uomini, giurando di mettere in riga i fuorilegge, si candidarono: Plummer e il macellaio Hank Crawford. Plummer perse le elezioni, e andò a braccare il nuovo sceriffo con un fucile da caccia. Un amico avvertì Crawford, che ha sparò a Plummer colpendolo al braccio destro, rovinando temporaneamente le sua abilità di pistolero. Imperterrito, Plummer iniziò immediatamente a esercitarsi a sparare con la mano sinistra fin quando la sua precisione non fu altrettanto letale. Hank Crawford ne prese atto, si tolse il distintivo e lasciò Bannack, per non tornare mai più. Nelle nuove elezioni per lo sceriffo vinse Plummer, e divenne il principale uomo di legge del paese il 24 maggio 1863. Plummer si affrettò a nominare come vice due suoi scagnozzi, Buck Stinson e Ned Ray. 
Sconosciuta alla cittadinanza di Bannack, la Banda degli Innocenti di Plummer aveva ormai superato i 100 membri. I cittadini di Bannack avevano così ottenuto l'effetto contrario rispetto a quello desiderato: il crimine aumentò drammaticamente dopo che Plummer fu eletto. Nel giro di pochi mesi oltre 100 cittadini furono assassinati. 
Il 20 giugno 1863 Henry ed Electa si sposarono e si stabilirono nella loro casa di tronchi a Bannack. Tuttavia, Electa non rimase a lungo. Meno di tre mesi dopo partì per raggiungere la casa dei suoi genitori a Cedar Rapids, nello Iowa. Non avrebbe mai più rivisto Henry. 
Gli Innocenti intensificarono i loro sforzi per derubare i viaggiatori carichi di oro dai campi auriferi del Montana e aiutarono lo sceriffo a punire i “cattivi” della comunità su una forca che Plummer aveva eretto: i pochi che vi furono impiccati da Plummer e dai suoi uomini non erano membri degli Innocenti. Gli Innocenti erano ben organizzati e minacciavano di uccidere chiunque potesse essere testimone dei loro crimini, molti dei quali furono facilmente insabbiati e rimasero impuniti. I residenti locali che sospettavano di temere qualcosa per la propria vita tenevano la bocca chiusa. 
L’ambizioso sceriffo estese presto le sue operazioni a Virginia City quando fu nominato vice marshal degli Stati Uniti per la regione del Territorio dell’Idaho a Est delle montagne nell’agosto del 1863. Nel dicembre del 1863 nacquero i Montana Vigilantes, che, come abbiamo detto, si diedero alla giustizia sommaria. Uno dei condannati all'impiccagione, tale Yager, aveva indicato in punto di morte Plummer come capo degli Innocenti. Dopo mille ripensamenti i Vigilantes decisero di mettere il sale sulla coda di Plummer; il 10 gennaio 1864, dai cinquanta ai settantacinque uomini si mossero per prendere Plummer e i suoi due principali vice-sceriffi, Buck Stinson e Ned Ray.





I tre furono condotti verso la forca che lo stesso Plummer aveva fatto costruire. Ned Ray fu il primo a essere impiccato, seguito da Buck Stinson; sul tragitto per il patibolo i due continuarono a imprecare. Secondo una leggenda, Plummer aveva promesso di dire ai Vigilantes dove erano stati sepolti 100.000 dollari d’oro se lo avessero lasciato vivere. Tuttavia i Vigilantes ignorato questa proposta e lo sollevarono pian piano per il collo. Dopo l’esecuzione, le guardie armate rimasero accanto alla forca per circa un’ora. I tre corpi rimasero appesi fino alla mattina successiva. Quello di Plummer fu l’unico corpo che venne messo in una bara di legno; nessuno fu sepolto nel cimitero, ma tutti e tre furono inumati in tombe poco profonde nel Burrone dell’Impiccato, sito a circa cento metri dalla forca. I vigilantes continuarono a impiccare tutti gli Innocenti che riuscivano a individuare, in luoghi come Hellgate (Missoula), Cottonwood (Deer Lodge), Fort Owen e Virginia City. La leggenda narra che la tomba di Plummer sia stata profanata in due occasioni. La prima volta presumibilmente dal medico locale, che per curiosità tagliò il braccio destro dal corpo per cercare il proiettile che aveva colpito Plummer quando aveva si era scontrato con Hank Crawford. Secondo quanto riferito, il medico aveva trovato il proiettile "tutto liscio e lucidato dalle ossa che gli sfregavano intorno”. La seconda volta che la tomba fu violata, secondo quanto si dice, fu da due uomini verso la fine del secolo che, dopo aver trascorso diverse ore in un bar locale, avevano deciso di scavare nella fossa. Per provare di averlo fatto mozzarono la testa di Plummer e la portarono al saloon deò Trading Post, dove rimase esposta sul bancone posteriore per diversi anni, fino a quando l’edificio non andò a fuoco, insieme a tutto il suo contenuto. Un'altra leggenda afferma che il cranio finì nelle mani di un ignoto dottore che lo inviò a un’Istituzione Scientifica dell'Est per cercare di capire perché Plummer fosse così malvagio.


Tex 408, ottobre 1994. Disegno di Villa


Electa venne a conoscenza della morte di suo marito in una lettera e sostenne sempre la sua innocenza. In effetti, negli ultimi decenni molti di noi storici, ricercatori e autori si sono chiesti se la storia di Henry Plummer sia stata giustamente raccontata. Molti credono che l'intera faccenda sia tutta una frode, una storia inventata per nascondere la vera illegalità nel territorio del Montana: i Vigilantes stessi. Molte delle prime storie, sulle quali si basa la vicenda del fuorilegge, furono scritte dall’editore del “Virginia City Newspaper”, lui stesso un membro dei Vigilantes. Un’ulteriore testimonianza a sostegno della teoria della montatura è che le rapine non cessarono dopo che i ventuno uomini furono impiccati a gennaio e febbraio del 1864. In realtà, dopo le impiccagioni della Plummer Gang, le rapine alle diligenze divennero molto più organizzate, con più rapinatori coinvolti nei fatti e con più pianificazione. Avendo preso il controllo, i Vigilantes divennero spietati. In una di queste occasioni, nel tentativo di ottenere i nomi degli Innocenti, avvolsero un cappio intorno al collo di un sospetto di nome “Long John” Franck e lo sollevarono ripetutamente fino a quando il poveraccio non diede le risposte che i Vigilanti volevano sentire. Fecero lo stesso con Erastus “Red” Yager, quellò che accusò Henry Plummer come leader della banda. E non ammettevano critiche al loro operato. Quando il figlio di un predicatore di nome Bill Hunter espresse il suo sdegno urlando in una strada del campo minerario che la gente a favore dei Vigilantes era estranea ai crimini, il suo cadavere congelato fu trovato tre settimane dopo che penzolava dal ramo di un albero di pioppo. Esistono davvero poche prove che collegano Plummer ai crimini commessi nell’area di Bannack, oltre alla confessione di un criminale che tentava di salvarsi la vita. Anche le attività di Plummer come leader della banda di fuorilegge a Lewiston sono state contestate, quando è stata trovata la prova che in quel periodo viveva in California. Tre anni dopo la morte di Plummer i Vigilantes governavano i distretti minerari. Alla fine, i cittadini più in vista del Montana, incluso il governatore territoriale Thomas Meagher, iniziarono a manifestare contro lo spietato gruppo. Nel marzo del 1867, i minatori emisero un avvertimento: se i Vigilantes avessero impiccato altre persone, i “cittadini rispettosi della legge” avrebbero reagito uccidendone cinque per ogni morto. Sebbene si verificassero altri linciaggi, era chiaro che era tramontata l’era dei Vigilantes. Quanto a ciò che accadde a Electa, alla fine si trasferì a Vermillion, nel Dakota del Sud, dove sposò James Maxwell, un vedovo con due figlie. Electa e James ebbero due figli propri, Vernon e Clarence. Electa visse fino al 5 maggio 1912 e fu sepolta a Wakonda, nel Dakota del Sud. La storica città di Bannack fu posta sotto la protezione del Dipartimento del patrimonio ittico, della fauna selvatica e dei parchi del Montana nel 1954 e ora è chiamata Bannack State Park.







Erastus “Red” Yager si dice che fosse un membro della banda dello sceriffo Henry Plummer (1832 – 1864); Yager fu linciato nel gennaio 1864 dai Montana Vigilantes. Nato in Indiana nel 1831, Erastus “Red” Yager (o Yeager) crebbe vicino a Moscow, nello Iowa, e si dice che sia stato un bambino studioso e intelligente. Frequentò la stessa scuola di Granville Stuart, che poi divenne un magnate degli allevamenti del Montana, e che lo avrebbe difeso quando ormai era troppo tardi. Quando Yager crebbe raggiunse suo fratello maggiore, William, nel territorio di Washington nel 1850. Qui, inizialmente aiutò il fratello con la fattoria prima di entrare a far parte di un'attività di trasporto che serviva i campi minerari. Nel 1863, si unì a una colonna diretta verso le miniere di Bannack, nel Montana, dove arrivò ad agosto. Fu subito assunto come barista al “Rattlesnake Ranch”, a circa 15 miglia a est di Bannack. Descritto come un uomo tranquillo e un po' solitario, Yager non era mai stato accusato di alcun crimine. Il saloon, situato sulla pista delle diligenze che attraversava Rattlesnake Creek, intratteneva numerosi viaggiatori e i modi silenziosi e le buone maniere di Yager gli fecero rapidamente guadagnare una solida reputazione tra loro. Tuttavia, nonostante fosse un tipo pacato, Yager entrò in una disputa con uno dei suoi capi, un uomo di nome Bill Bunton, che era un noto fuorilegge e giocatore d’azzardo, e ben presto si ritrovò senza lavoro. 


Tex 409, novembre 1994. Disegno di Villa


Yager iniziò quindi a recarsi a Virginia City e si fermò al “Dempsey Ranch” vicino ai moderni “Twin Bridges”. Mentre era in un saloon, il barista gli chiese di portare una lettera a un uomo di nome Alex Carter. Carter, che in precedenza era stato accusato di omicidio, era ricercato dai Vigilantes del Montana. Mentre Yager compiva la sua commissione, incontrò i Vigilantes, che avevano con sé un uomo di nome Long John Franck, che presumibilmente conosceva le identità degli uomini di legge coinvolti nella Banda degli Innocenti. Franck non riconobbe Yager né lo identificò come uno di quelli coinvolti. Tuttavia, quando i Vigilantes cercarono di rintracciare Alex Carter nella “Deer Lodge”, scoprirono che era fuggito perché lo avevano avvertito, e ben presto collegarono la sua fuga alla lettera che Yager stava trasportando. I Vigilantes si misero quindi sulle tracce di Yager, che intercettarono nella Valle di Stinkingwater, nella contea di Madison. Inizialmente, i vigilantes gli dissero che sarebbe stato riportato a Virginia City per essere processato; e invece impiccarono Yager e un altro uomo di nome George Brown il 4 gennaio 1864. 
Sebbene non vi sia alcuna traccia scritta di una confessione, i Vigilanti sostennero che prima che Yager fosse impiccato, avrebbe fatto i nomi di vari membri della banda e puntanto il dito contro lo sceriffo Henry Plummer, accusandolo di essere il capo. Varie versioni della vita di Yager sono in conflitto; secondo varie fonti avrebbe partecipato alle attività criminali degli Innocenti molto prima che arrivasse nel Montana; altre affermano che era innocente. In effetti, Granville Stuart, un “Cattle Baron” di Montana e leader di un successivo gruppo di vigilanza chiamato “Stuart's Stranglers”, avrebbe contestato categoricamente qualsiasi coinvolgimento di Yager nella banda.





Wilson Vieira

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