domenica 22 marzo 2020

#IORESTOACASA... CON SBAM! LIBRI

A cura della redazione

"Sbam! Libri" è l'etichetta editoriale nata nel 2017 dall'esperienza di "Sbam! Comics", la rivista digitale che dal 2011 è disponibile gratuitamente ogni tre mesi sul sito Sbamcomics. La collana propone in libreria il fumetto d’avventura umoristica e la striscia autoconclusiva, cioè proprio quei generi che negli ultimi anni hanno avuto meno spazio sugli scaffali. Adesso, come sapete, ci sono molti editori che stanno cercando di dare una mano a impiegare bene il loro tempo agli appassionati di fumetti, costretti in casa dalla tragedia del coronavirus (cioè… tutti gli appassionati di fumetti). E anche "Sbam!" partecipa a questa iniziativa; d ’accordo con l’autore Denis Battaglia offre  la possibilità di scaricare del tutto liberamente il pdf integrale di "Gatto Pepè", uno dei libri di maggior successo dell'editore.


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venerdì 20 marzo 2020

CONFESSIONI DI UN PADRE ZAGORIANO

di Sergio Climinti

Questo pezzo, con alcune differenze non sostanziali, è già apparso sui social di Moreno Burattini. Era talmente interessante, emozionante e dettato da un comune sentire che abbiamo chiesto a Sergio Climinti - di cui presto leggerete qui la sesta puntata della biografia di HPL - di poterlo pubblicare anche su "Dime Web": la scelta delle immagini è dello stesso autore. (s.c. & f.m.)

Sergio Climinti con i figli (agosto 2015)

Fin da piccolo ho sempre preferito il fumetto in bianco e nero, rispetto a quello a colori. Probabilmente perché, a parte rare eccezioni, la qualità non era eccelsa. Devo però riconoscere che senza quest’ultimo difficilmente sarei riuscito a coinvolgere i miei figli nella lettura dei fumetti, in particolare di "Zagor".
Credo che ogni zagoriano che si rispetti abbia pensato, prima o poi, di trasmettere al proprio figlio o figlia, un po’ di quelle emozioni e passioni che nell’infanzia e nell’adolescenza le storie dello Spirito con la Scure gli hanno procurato.
Ebbene, ci ho provato anch’io, con risultati insperati, lontani da ogni più ottimistica previsione.
L’interesse dei miei figli per le avventure di Zagor, dunque, è stato possibile grazie alla policromia, offerta per l’occasione dalla "Collezione storica a colori", pubblicata da "la Repubblica" a partire dal 16 febbraio 2012, sulla scia del successo arriso a quella dedicata a Tex.

Zagor Collezione Storica a Colori n. 1

All’epoca decisi di comprare quei volumi, pur avendo la collezione completa, per una serie di motivi. Fra questi, la distanza dalla mia personale raccolta, che dopo varie sistemazioni è finita nella casa di montagna, ma anche per la curiosità di vedere le avventure di Zagor con l’ausilio del colore, poiché l’ho sempre ritenuto uno fra i personaggi più adatti a presentarsi in tale veste. Per via del costume e di quello di molti dei suoi avversari, per la cornice naturalistica delle sue avventure, per le acconciature degli indiani e per il particolare tratto di Ferri e Donatelli, i disegnatori principali della serie. Anche i numerosi redazionali che arricchiscono ogni volume hanno contribuito a farmi fare questa scelta. Soprattutto però, perché speravo che potesse piacere anche a mia figlia.
Bianca, all’epoca della riproposta di "Repubblica", aveva quasi tre anni. Ogni tanto le davo da sfogliare qualche volume, ma è col n. 35 (11 ottobre 2012), a tre anni e mezzo, che ha cominciato a interessarsi al personaggio. Su quel numero c’è il primo incontro di Zagor con il vampiro. Attratta probabilmente dalla copertina, un giorno mi chiese di leggerglielo, restando così incollata dalla prima all’ultima pagina.




Da quel momento, per diverso tempo, cominciò a prendere quel numero da sola, sfogliandolo di continuo. Ogni tanto mi chiedeva di rileggerle qualche sequenza - come quella comica tra Cico e il barone Rakosi o quella in cui il vampiro entra nella stanza del giovane Parkman - ma amava in particolare quella finale, dove il barone, costretto a terra dalla forza di Zagor, ai primi raggi del sole si porverizza, come affermava lei.
In seguito, si mostrò attratta da altre storie con i mostri. Su tutte, quelle con l’uomo lupo e la creatura anfibia del Dark Canal.
Poi c’è stata una lunga pausa, dovuta alla nascita del secondogenito, Tiziano, e al trasferimento in un’altra città.
I fumetti però non sono mai mancati nelle letture che dedicavo ai bambini. "Topolino", sia il settimanale - che sfogliavano e leggevano per conto loro - sia qualche classica avventura di Floyd Gottfredson e Romano Scarpa. Poi ho attaccato con tutta la saga di Bone, di Jeff Smith, impresa che ci ha impegnato per parecchi mesi.

Bone, di Jeff Smith



Finché un giorno ho deciso di tornare all’attacco con Zagor, facendolo peraltro in maniera rigorosa: ho cominciato a leggere ai bimbi tutte le storie del personaggio in ordine cronologico. Solo Bianca mi ha seguito fin da subito. Tiziano ha mostrato meno interesse, almeno fino a quando la pista dell’eroe di Darkwood non ha incontrato quella di Titan. È stato amore a prima vista. Non pago della prima avventura, mi ha chiesto di leggergli anche il secondo incontro con il gigantesco robot. Purtroppo il suo entusiasmo è stato frustrato, perché non appena il mostro d’acciaio ricomincia a camminare, viene immediatamente distrutto. Notando la sua delusione, gli ho dato in mano il volume con la storia di Hellingen scritta da Sclavi, dove c’è un tripudio di arti meccanici che si animano e reinnestano, seguiti da una lunga camminata del colosso fatta di distruzione ed esplosioni, con grandi vignette dalle inquadrature prospettiche a sottolineare l’imponente mole del robot. Devo dire che è rimasto più che soddisfatto, non faceva che sfogliare avanti e indietro le tavole di Ferri. Un entusiasmo che si è riversato anche al di fuori dei confini del fumetto. Un giorno abbiamo cominciato a “giocare a Titan”, dove io impersonavo il robot che, a braccia tese e con i suoi pesanti passi, calpestava o superava ogni ostacolo che i due marmocchi mi mettevano davanti nel tentativo di evitare di essere afferrati. Il momento preferito da Tiziano era quando mi saltava alle spalle, dal divano o dal letto, e si attaccava al mio povero collo, a imitazione della storia sclaviana, dove Zagor prima resta appeso alla schiena del mostro, poi la risale rimanendo stabilmente in piedi sulla spalla del gigante.
Per un po’ di tempo ho udito spesso fare una precisa richiesta da parte di mio figlio: Papà, giochiamo a Titan?

Tavola originale di Ferri dalla storia di Sclavi. Notare che si tratta di tre strisce assemblate, come usava fare il Maestro per comporre le sue tavole.

Quando nel 2016 è uscito l’album di figurine della Panini, che io ovviamente ho comprato, Bianca ne ha voluta una copia tutta per sé. È grazie a questo che le è venuta la curiosità per qualche personaggio o episodio che ancora non conosceva. Ha voluto vedere ad esempio l’avventura dove l’eroe si bacia con Frida Lang e mi ha fatto molte domande sulle storie non ancora lette. Da quell’anno, l’appuntamento con le vicende dell’eroe di Darkwood ha avuto un’accelerata. Nel frattempo, Tiziano è cresciuto, così anche lui ha cominciato a seguire con più interesse le storie che gli leggevo.
Cico meriterebbe un discorso a parte. Vi basti sapere che, grazie alla sua fisicità e alle numerose gag che lo vedono protagonista, riscuote quasi lo stesso successo dello Spirito con la Scure. Di lui adorano soprattutto le canzoncine strampalate che inventa: dopo la storia coi Seminoles, i due hanno improvvisato più volte la famosa canzone del messicano, Il lamento del serpente.
Tornando a Zagor invece, in una occasione Bianca mi ha fatto notare come a volte si mostri piuttosto ingenuo di fronte ai suoi avversari, concedendogli sempre una possibilità. Al che le ho spiegato che l’eroe offre questa opportunità ai suoi antagonisti perché anche lui un tempo è stato cattivo, solo che poi si è redento. Per questo talvolta indulge col nemico di turno nell’affibbiargli il giusto castigo e gli concede una chance, perché spera che possa riscattarsi delle proprie malefatte. Proprio come è capitato a lui. Ho concluso dicendole che avrebbe compreso meglio dopo la lettura delle origini del personaggio. Storia che abbiamo letto giusto poco tempo fa.



Bianca oggi ha undici anni, Tiziano sette, e la sera, prima di andare a letto, alterno la lettura di "Zagor" a quella dei "Puffi" e "Asterix".
Tiziano fra i tre preferisce i folletti blu, mentre Bianca - che i Puffi li ha già letti tutti da sola (ben 40 volumi) - predilige lo Spirito con la Scure. Le ho detto che ormai è grande abbastanza da farlo autonomamente, ma lei preferisce che lo legga ancora io, perché “faccio le voci” dei diversi personaggi. Così la sera è una lotta, e la democratica alternanza non sempre funziona.
Ho cominciato a leggere Zagor ai miei figli perché è un personaggio che ho amato molto da bambino e che, soprattutto, è stato capace di procurarmi un immaginario considerevole. Credo sia questo, in fondo, il motivo più importante per cui ho provato a farlo amare anche a loro. Rifugiarsi nel mondo della fantasia – che sia un fumetto, un libro, un film o quant’altro – non è una mera fuga dalla realtà. Perché se talvolta quest’ultima dà la sensazione di schiacciarci, allora quella fuga – se è solo momentanea – aiuta a svuotare la mente, a ricaricare le batterie, per tornare poi ai problemi di tutti i giorni con più leggerezza e serenità. Ritengo che questo sia un grande merito dell’immaginazione, capace di rivelarsi una risorsa che mi piacerebbe adottassero anche i miei figli, un giorno, per affrontare la loro quotidianità.




Certo non mi sarei mai aspettato che potessero diventare addirittura degli esegeti di "Zagor".
Qualche giorno fa infatti, li ho sentiti che parlavano dell’urlo dell’eroe di Darkwood. Tiziano, avendo appreso a scuola i primi rudimenti della lingua inglese, ne metteva in discussione la pronuncia. Riteneva che il famoso Aaahhyakkk! non andasse letto con l’accento sulla prima “a”, cioè Àayaak, bensì sulla “y”, però aspirata, perché preceduta dalla “h”, ovvero ahÝaak.
Vi prego però, non ditelo a mia moglie…

Una striscia dei Peanuts

P.S.
In questi tempi di coronavirus, dove da settimane i bambini sono costretti a rimanere in casa, il tempo libero a disposizione si è dilatato a dismisura. Un po’ di TV non gli si nega, un bel gioco in scatola li tiene impegnati per parecchio, un’ora di gioco col Nintendo gli è permessa e un buon film è utile per intrattenerli per un paio d’ore. Ma il piacere della lettura è quello che gli fa sopportare meglio questa segregazione.
Bianca, che è più autonoma, ha cominciato a guardarsi in giro per la casa e ha trovato diversi fumetti da leggere. La serie completa dei "Candy Candy" della mamma, uscita negli anni Ottanta, che comprende anche le avventure di "Lady Oscar" e "Georgie". E poi i "Peanuts" e le strisce di "Calvin & Hobbes". Noi lettori, di questi tempi, siamo più fortunati di altri. Buona resistenza a tutti.



Sergio Climinti


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giovedì 19 marzo 2020

LA STRANA COPPIA

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4276 del 6 Marzo 2014, a pagina 14, all'interno della rubrica "Accoppiamenti", si chiede con chi abbia delle affinità Tex Willer... 


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mercoledì 18 marzo 2020

PER LE RAF-FREDDURE OCCORRE RICOPRIRSI DI... LANA!

a cura di Francesco Manetti

L'ineffabile Franco Lana - che ci pregiamo di avere per amico e collaboratore - ha pubblicato un nuovo libro, una raccolta delle sue fulminanti freddure! Potete ordinarlo andando sul sito di Book Sprint!






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lunedì 16 marzo 2020

NEVER SAY (NATHAN) NEVER AGAIN!

di Filippo Pieri

Sulla Settimana Enigmistica n. 4583 del 23 Gennaio 2019 a pag. 33 c'è una citazione bonelliana. Infatti nelle "Parole crociate a schema libero" si chiede al 44 orizzontale, con tanto di immagine: Il Nathan dei fumetti.

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MY NAME IS... WILLER!

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4582 del 16 Gennaio 2019, a pag. 37, nelle "Parole crociate a schema libero", si chiede al 52 verticale: _Willer e Kit Carson. La risposta è, ovviamente, Tex!

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domenica 15 marzo 2020

IL COMPAGNO (D'AVVENTURE) TEX!

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4579 del 26 Dicembre 2019,  a pag. 7,  all'interno delle "Parole crociate", c'è una citazione bonelliana. Infatti si chiede al 13 orizzontale: Il Kit compagno d'avventure di Tex Willer.

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CHE COPPIA, TEX E... !

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4579 del 26 Dicembre 2019, a pag.18, ci sono gli "Accoppiamenti" e si chiede accoppiare Tex Willer con chi ha più affinità fra i 16 nomi indicati.

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venerdì 13 marzo 2020

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 79

di Saverio Ceri

Anche in occasione di questo 79° Classic, che vede la fine della prima avventura con coprotagonista Pat l'irlandese, la vicenda editoriale dell'immagine di copertina è molto lineare. La vedremo tra poco. 
I sei albetti raccolti in questo volume sono quelli che vanno dal 10 al 16 della sedicesima serie a striscia di Tex, ovvero la Serie Nevada, e risalgono ai mesi di ottobre e novembre del 1957.
La striscia numero 12 e le successive, si segnalano  per la presenza di un anacronistica auto a motore sulle pagine di Tex. L'auto guidata da Pat fa la sua comparsa anche sulla cover del quattordicesimo numero; grazie all'encomiabile lavoro del sito www.collezionismofumetti.com, vi mostriamo qui sotto l'unica apparizione, tra le cover texiane, dell'impossibile mezzo di trasporto. 



Ma torniamo all'argomento di questa rubrica, la cover del Tex Classic attualmente in edicola. L'albo si può interpretare anche come ristampa dei numeri 23 e 24, gli ultimi due della quinta serie degli Albi d'Oro, ma anche gli ultimi due pubblicati nel 1958; e dato che la cover del numero 23 è stata già utilizzata per il Classic 77, non è difficile immaginare su quale delle due cover  è caduta la scelta per questo 79° numero della collana di ristampe in quadricromia.
Qui sotto vedere in sequenza la cover del 2020 e quella del 1958.



A parte qualche piccola variante cromatica la cover del 2020 si segnala per un paio di effetti grafici, entrambi tesi  ad evidenziare il colpo inferto da Tex al suo avversario di turno: un incremento delle linee cinetiche delinea maggiormente la traiettoria del pugno e una "esplosione" più concentrata e meglio delineata sul mento del malcapitato ne intensificano l'efficacia.
Tra le sei cover originali delle strisce ristampate in questo albo non si ritrova una cover che possa aver ispirato quella dell'albo d'oro, ma una similitudine si potrebbe riscontrare nella copertina della seconda striscia della stessa serie. Ve la mostriamo qui sotto. 


Anche per stavolta è tutto, appuntamento tra due settimane per l'ottantesima puntata, quando il numero delle copertine da andare  a riscoprire sara decisamente più cospicuo.

Saverio Ceri

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mercoledì 4 marzo 2020

"FUMETTO A FERRO E FUOCO" DI FRANCESCO MANETTI ESCE IN EDIZIONE CARTACEA!

a cura della Redazione

1500° POST DI "DIME WEB"!


È finalmente disponibile in edizione cartacea su Amazon il libro Fumetto a ferro e fuoco scritto da Francesco Manetti. Si tratta di un tomo di oltre 450 pagine che viene venduto a poco più di 11 euro (il minimo per coprire le spese di stampa)!

Ecco un estratto della Premessa:

Nel corso del XX secolo il fumetto, insieme a tutti gli altri mezzi di comunicazione di massa, ha accompagnato l'evolversi repentino e burrascoso di una società, che passò nel volgere di pochi decenni da una realtà essenzialmente rurale a scarsa alfabetizzazione, a una situazione pesantemente industriale, e poi post-industriale ad alta informatizzazione. Il fumetto è stato testimone non muto della Grande Storia del secolo, rimanendo influenzato dalle due Guerre Mondiali e dalla Guerra Fredda; dallo scontro ideologico-economico dei due blocchi geopolitici contrapposti; dal nascere e dal tramontare del Fascismo, del Nazionalsocialismo, del Comunismo; dal terrorismo e dal conformismo politicamente orientato e politicamente corretto. Non sono stati decenni facili, per il fumetto, quelli del Novecento. Sballottato nelle tempeste d'acciaio è riuscito sempre a rinascere dalle proprie ceneri. Il presente volume raccoglie – rivisti, corretti e integrati, talvolta pesantemente – alcuni articoli fumettistici da me licenziati nel corso di oltre venti anni (dal 1999 al 2020). Questi interventi, ordinati e organizzati per temi principali, hanno in comune il tentativo di capire come reagì il mondo del fumetto di fronte alle maggiori tensioni del XX secolo, analizzando alcune grandi storie, alcune grandi pubblicazioni e il lavoro di alcuni grandi protagonisti. I pezzi, nella loro versione originale, provengono dalle riviste online “Dime Web” ed “EreticaMente”; alcuni di questi (quello su Disney & Mussolini, quello su Degrelle & Hergé e quello sul “Pioniere”) avevano già avuto un'edizione cartacea (rispettivamente su “Antarès” rivista e volume, su “Terra Insubre” e su “Notiziario GAF”), ma sempre – sia sul Web, sia su carta - in versioni diverse da quelle che leggerete in questo volume.


Il noto critico e storico del fumetto Giuseppe Pollicelli, nostro compagno d'avventure ai tempi di "Dime Press", ha scritto una ficcante introduzione. Eccone un assaggio: 

All’inizio del quarto capitolo di questo suo nuovo libro, Francesco Manetti formula la considerazione seguente: «Sul fronte della saggistica disneyana l’Italia è ai primi posti nel mondo: siamo nel “regno della qualità”, anche se sembra di essere, per numero di opere stampate, nel “regno della quantità”. E non parliamo, per favore, di “sudditanza culturale”». Manetti si riferisce all’imponente - appunto per qualità e quantità - messe di approfondimenti critico-filologici che, intorno ai fumetti Disney di tutto il mondo e di tutte le epoche, hanno prodotto dai primi anni Ottanta in avanti - spesso unendo le proprie forze - quattro studiosi toscani (dunque corregionali di Manetti medesimo): Alberto Becattini, Luca Boschi, Leonardo Gori e Andrea Sani. È tuttavia opinione di chi scrive che la saggistica italiana sul fumetto, abbinando ottimamente rigore documentario e attitudine divulgativa, abbia sovente conseguito risultati d’eccellenza anche al di fuori del territorio disneyano. Non di rado grazie proprio ai quattro toscani poco sopra citati, i quali sono tout court straordinari conoscitori dell’arte fumettistica, ma spesso anche ad opera di valenti colleghi di questi ultimi, i quali si sono dedicati con notevole profitto, ad esempio, al fumetto italiano seriale (specialmente quello di genere avventuroso) e al fumetto europeo cosiddetto “d’autore”. (...)  “Fumetto a ferro e fuoco”, questa nuova raccolta di saggi redatti in diversi momenti e per differenti destinazioni, è una conferma - l’ultima in ordine di tempo - dei pregi di Manetti come studioso dei comics. Ad accomunare i vari interventi è il rapporto tra il fumetto e la storia. Sia nel senso di come il fumetto ha via via trattato, solitamente facendone materia di narrazione avventurosa, alcuni periodi storici, sia nel senso di come il fumetto è riuscito, in tante circostanze, a restituire la temperie di un’epoca e a farsene testimone. Ma non è tutto. “Fumetto a ferro e fuoco” è anche una storia del fumetto, o perlomeno di alcuni suoi momenti cruciali. Una storia costellata di ricostruzioni puntuali e circostanziate, nonché di aneddoti più o meno noti. È un esempio di storia del fumetto quello che si può leggere alla fine del primo paragrafo del secondo capitolo, incentrato sul “300” di Frank Miller, dove in poche righe si ripercorre l’evoluzione del comic book statunitense durante gli anni Ottanta. E lo è il particolareggiato racconto, all’interno del quinto capitolo, delle origini del fumetto western italiano. Ma visto che l’altro filo conduttore del libro, assieme alla storia, è rappresentato dalla guerra, in tutte le sue declinazioni, vale la pena rimarcare come Manetti, nell’occuparsi di periodi storici contrassegnati da episodi bellici, riferisca - ed è un aspetto davvero di estremo interesse - in che modo i conflitti hanno direttamente condizionato l’editoria fumettistica.



Francesco Manetti
FUMETTO A FERRO E FUOCO
Introduzione di Giuseppe Pollicelli
Amazon, febbraio 2020
pagg. 453
€ 11,43

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martedì 3 marzo 2020

LA COVER PIÙ CITATA - QUINDICI

a cura della Redazione

Segnaliamo che sulla pagina Facebook "Luigi di Maio che facesse cose" è apparsa l'ennesima parodia dell'ormai mitico numero 1 di "Dylan Dog", trasformato in Dyma Dog: L'alba di Italia Viva, con il politico pentastellato Luigi Di Maio al posto dell'Indagatore dell'Incubo e il neonato partito di Matteo Renzi al posto degli zombie.



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IL "SOLITO" FRANCO LANA SUL QUOTIDIANO "LA STAMPA"!

di Francesco Manetti

Tutti conoscono su "Dime Web" i reportage fotografici dalle mostre, le interviste e mille altre cose di Franco "Frank Wool" Lana, torinese DOC. Da anni porta avanti sui social una sua personale e divertente interpretazione, quasi da vaudeville, delle più celebri copertine classiche bonelliane - in special modo quelle di "Tex" e di "Zagor". Moreno Burattini ha creato, sempre sui social, la figura del "solito" Franco Lana. Ne hanno parlato un po' tutti. Di questi giorni un articolo di Stefano Priarone (un altro grande amico, cresciuto con noi all'ombra di "Collezionare" e "Dime Press") pubblicato sul quotidiano "La Stampa" con tanto di foto di Lana nei panni del Pericolo Biondo, contribuisce a diffondere questa "solita", "insolita" leggenda!




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WHAT IF (XIX): LA MALA EDUCATION

di Filippo Pieri

Dopo un po' di tempo torniamo a parlare del bravo Antonio Silvestri, in arte Tauro. L'occasione ci è data dal rifacimento della cover di "Dylan Dog" n. 136,  Lassù qualcuno ci chiama, riadattata al noto caso sanremese della canzone "Sono Sincero" di Morgan & Bugo.





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domenica 1 marzo 2020

"FUMETTO A FERRO E FUOCO", DI FRANCESCO MANETTI! INTRODUZIONE DI GIUSEPPE POLLICELLI!

di Francesco Manetti

Da decenni mi occupo a tempo perso dei rapporti fra fumetto e politica, fumetto e nazionalismi, fumetto e guerra. Ho pubblicato interventi un po' dappertutto, a partire dal "Notiziario GAF" nuova serie n. 5 del maggio 1998, dove apparve un mio articolo sul periodico per giovani comunisti (o sul periodico comunista per giovani, se preferite) "Il Pioniere". Nel novembre 1999 uscì per Tarab l'ottima antologia "Maledetti quegli anni", una visione critica e anticonformista degli anni '70: lì mi occupai della situazione sulle riviste a fumetti nel periodo. Nel 2015 la Bietti, su "Antarès" n. 10, una monografia dedicata a Walt Disney, pubblicò un mio saggio breve sui rapporti fra il Mago di Hollywood e Benito Mussolini; l'anno successivo la Bietti ristampò il servizio sul volume omnibus che raccoglieva i numeri da 0 a 10 della rivista. Ancora nel 2015 "Terra Insubre" (a. XX, n. 76), rivista di "cultura del territorio e identità", ospitò un mio intervento sul "libro maledetto" di Léon Degrelle, dove quello che fu il capo del Rexismo belga parlava di Hergé e Tintin. In Rete, su questo particolare filone, ho pubblicato svariati articoli e articolesse, soprattutto su "EreticaMente", rivista tradizionalista, e qui su "Dime Web": in particolar modo sul fumetto durante il Fascismo.
A un certo punto mi sono accorto di avere fra le mani parecchio materiale e che forse era possibile raccoglierlo sotto un unico "tetto" per dargli una certa organicità. Ho deciso così di REVISIONARE TOTALMENTE quei testi (alcuni erano molto datati, altri presentavano imprecisioni e lacune), mandarli in blocco all'amico Giuseppe Pollicelli - che mi ha scritto una straordinaria introduzione - e raccogliergli in un unico volume.






FUMETTO A FERRO E FUOCO è il risultato finale: si tratta di qualcosa di nuovo, potrei dire di inedito, e non di una semplice antologia o raccolta di testi già editati. Rispetto alle edizioni precedenti molte sono state le integrazioni, gli ampliamenti, le riletture.
Potete scaricare il volume quasi gratuitamente (a 99 miseri centesimi) nella versione elettronica da Amazon oppure potete aspettare qualche giorno e acquistarlo in versione cartacea a € 11,43 (10,99 + IVA): si tratta di un tomo enorme, come preciseremo in un prossimo post, e il prezzo è quello minimo possibile per coprire le spese di stampa.


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venerdì 28 febbraio 2020

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 78

di Saverio Ceri

Prosegue in questo settantottesimo Classic la prima storia di Tex con co-protagonista Pat Mac Ryan. Questa avventura venne pubblicata originariamente nel 1957 sui quindici albi che compongono la 16a serie a striscia  di Tex, quella battezzata Nevada; in particolare questo Classic raccoglie in numeri da quattro al nove, usciti tra agosto e settembre di quell'anno. La cosa curiosa è che se, nel 1957, delle quindici strisce che compongono la serie, ben cinque presentavano in copertina il pugile irlandese, l'anno successivo in fase di ristampa sugli Albi d'Oro, solo uno dei cinque albi necessari alla riproposta dedicava la cover al muscoloso nuovo amico del ranger bonelliano. Questo probabilmente spiega la scelta di quell'unica cover per lo scorso Classic in cui Pat l'irlandese ha debuttato su questa collana in quadricromia. 
Per questo numero la scelta della cover è ricaduta come succede spesso su uno dei due Albi d'Oro ristampati all'interno; in questo caso i papabili erano i numeri 21 e 22 della quinta serie e si è scelto di utilizzare l'immagine di copertina del primo.
Stranamente si tratta di una copertina che non presenta una scena rintracciabile all'interno dell'albo. Sfogliando le prime trentadue pagine del Classic, a cui quell'immagine dovrebbe far riferimento diretto, ma anche nelle successive trentadue, non troviamo traccia di indiani che inseguono una carovana. Qui sotto vedete in sequenza sia la cover del novembre 1958 che quella odierna.



A parte il taglio dell'immagine a causa della bella, ma ingombrante, grafica della serie più recente, le differenze tra la cover originale e quella del Classic si limitano a qualche cromatismo.
Dato che le 64 pagine in questione non hanno dato origine ad altre copertine che non siano quelle delle sei strisce originali della storia, vi diamo appuntamento alla prossima puntata di Secret Origins.


Saverio Ceri

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mercoledì 26 febbraio 2020

LA COVER PIÙ CITATA - QUATTORDICI

di Filippo Pieri

Torna, dopo un po' di tempo, il nostro tormentone della "Cover più citata", ovvero quella del numero 1 di "Dylan Dog", realizzata da Claudio Villa nel 1986. Stavolta è il turno della pagina Facebook di belzi_bar, che realizza una fan art del primo albo dell'Indagatore dell'Incubo... e anche del numero 2! Per il momento è tutto: appuntamento alla prossima cover!




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lunedì 24 febbraio 2020

¡ARRIBA VANITY FAIR ESPAÑA!

a cura della Redazione

Nel 2014 Francesco Manetti pubblicò sulla rivista online "EreticaMente" un articolo su Mussolini & Disney, incentrato sull'incontro fra due grandi nomi degli anni Trenta - della politica italiana da un lato e dello spettacolo americano dall'altro. Quello scritto ebbe un'insperata fortuna. L'articolo, all'avvicinarsi del cinquantesimo anniversario della morte di Walt Disney, fu infatti ripreso in più occasioni, in versioni sempre diverse, ma identico nella sostanza. Nel 2015 apparve per la prima volta su carta, in formato ridotto, su Antarès n. 10 della Bietti; la casa editrice che lo ristampò nel 2016, nel volume che raccoglieva i primi 11 numeri (0/10) della prestigiosa rivista. Nel novembre del 2016 lo accolse Sauro Pennacchioli sul suo eccezionale "Giornale Pop" e anche "Dime Web" lo ripropose, a dicembre, a 50 anni esatti dalla scomparsa del grande Walt. Infine, nel settembre 2017, quell'articolo servì come base di una conferenza tenutasi a Firenze: relatore Francesco Manetti, con l'appoggio di Alfio Krancic, celebre vignettista. Si è parlato del saggio, nelle sue varie incarnazioni, e dell'incontro fiorentino più volte in Rete, ma ci ha riempito di particolare orgoglio essere citati a piene mani addirittura da... "Vanity Fair", rinomata rivista internazionale di moda e costume, nell'edizione spagnola! Ce ne siamo accorti un po' tardi (era il maggio del 2019), ma non potevamo fare a meno di rendervene conto, con tre estratti del servizio.





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SBAM! COMICS 48 ONLINE

A cura della redazione

È uscito in rete il numero 48 di Sbam! Comics, la rivista a fumetti sui fumetti scaricabile gratuitamente dal sito dell'editore.





COVER STORY
Da lustri è quasi un mantra: in Francia sì che il Fumetto è trattato come merita e gli artisti sono riconosciuti! In Italia invece è un disastro, non c’è futuro per gli autori… Ma è davvero così? Abbiamo indagato sulla situazione del celebratissimo mercato franco-belga, anche incontrando François Corteggiani, grande autore e profondo conoscitore degli scenari fumettosi su entrambi i lati delle Alpi.

GRANDI MAESTRI: TIBERIO COLANTUONI
Un vero onore per noi: pubblicare tra i nostri Sbam! Libri un’opera di Tiberio Colantuoni, in arte Tib, una delle più importanti matite del Fumetto umoristico e per ragazzi in Italia! Abbiamo parlato di lui con sua figlia Marcella, a sua volta autrice di molti testi per i lettori più giovani, ripercorrendone la carriera.
DC COMICS IN ITALIA
La notizia è ben nota: la casa editrice di Superman & soci ha concesso i diritti per l’Italia dei suoi personaggi a Panini Comics. È questo l’ultimo passaggio di una storia complessa e articolata, che finora non ha permesso agli eroi DC nel nostro Paese una regolarità paragonabile a quella dei loro colleghi Marvel. Che questa sia la volta buona?

FUMETTI NERI DEL 2020
Nel mondo delle Nuvolette italiane, Menhir Edizioni è riuscita a ritagliarsi un suo spazio molto ben caratterizzato, tra riviste di critica fumettistica e una serie tascabile noir da anni in edicola. Abbiamo incontrato Paolo Telloli, fondatore della casa editrice e creatore di Il Morto.

REVIEWS E ALTRO
Sbam-carrellata di novità in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. La mostra di Wow Spazio Fumetto che propone decine di incredibili scenari Lego. Il parere di Moreno Burattini sul mondo delle fiere fumettose. Alcune pagine-assaggio dai nostri Sbam! Libri. Ricordiamo i mitici Flinstones nella loro versione a fumetti. Le News-Flash dai vari editori. I consigli di lettura extra-fumetto.

FUMETTI
Il nostro consueto, sontuoso mucchio di strip, tra SPQR, I Chinson, Gatto Pepè, Federica, PV, Pagine AfFOLLAte, Tarlo e Penguin Bros. Ancora una puntata dello Zio Dragoou di Ugo D’Orazio. Storie brevi di Federico Sanzari, Pio Siliberti, Denis Amadio&Massimiliano Bandini. Le vignette acquarellate di Graziano Delorda e Mahy Mahy.




Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 48.


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sabato 22 febbraio 2020

LA SINFONIA DI "A CASA PRIMA DEL BUIO"... CON DUE VARIAZIONI SUL TEMA FIRMATE DIME WEB!

a cura della Redazione

Ebbene sì! C'è un pezzettino di "Dime Web" nello straordinario progetto fumettistico che lo sceneggiatore Francesco Moriconi e il disegnatore Emiliano Albano portano avanti con rara maestria dal 2017 per l'Editoriale Aurea. Ma andiamo con ordine... A casa prima del buio viene pubblicato a puntate su "Lanciostory". Il materiale già prodotto è stato per il momento raccolto in due volumi: Primo movimento: andante - sarabanda, episodi 1/17, uscito nell'ottobre 2017, e Secondo movimento: scherzo, episodi 18/28, edito nel dicembre 2019. Quando il lavoro sarà ultimato la Aurea darà alle stampe il terzo e ultimo tomo.



Il primo volume (Aurea, 2017)

Come avrete intuito dal "gergo" dei titoli si tratta di un'opera legata al mondo della musica classica, ma non solo. Il protagonista della saga è un direttore d'orchestra, stella nel firmamento del Terzo Reich, Kristof Von Hoffman. Nazista? Traditore? Assassino? Chi è Hoffman? Grazie a una perfetta indagine storica da parte degli autori e a un succulento apparato redazionale la figura di Hoffman emerge dal fumetto come un personaggio reale, come se il racconto fosse la biografia disegnata di quella famosa "bacchetta", che tanto si avvicina alla vicenda umana e professionale di Herbert von Karajan. A casa prima del buio è in realtà un mockumentary, ovvero un geniale "falso storico", talmente elaborato e costruito, e abile nel rendere perfettamente plausibile ciò che non è verità, da sembrare vera storia! Siamo davanti a uno dei più innovativi "romanzi grafici" pubblicati nel XXI secolo: lo scrittore dimostra di padroneggiare alla perfezione, nella costruzione della tavola (mai "meccanica", spesso ardita, nel gioco delle vignette nella gabbia e nelle inquadrature), nel dipanarsi dell'intreccio narrativo e nei dialoghi, il linguaggio del Fumetto, inteso come mezzo di comunicazione autonomo rispetto agli altri, con i suoi propri codici; Moriconi, inoltre, affronta argomenti "sensibili" e "delicati" in maniera non banale, non retorica, con un'ottica diversa da quella solita. Dal canto suo l'artista Albano ricrea, con uno stile che solo all'apparenza è classico, prettamente realista, un mondo oscuro, con squarci inaspettati di luce, un universo sull'orlo del baratro. 





Giuseppe Pollicelli, a noi vicino fin dai tempi eroici di "Dime Press" (1992 - 2000), supervisiona i testi redazionali dei volumi. Nel primo tomo è lui in prima persona a occuparsi della "Presentazione", con I fumetti della memoria, ovvero le biografie fumettistiche dei protagonisti dell'era hitleriana. Ed eccoci a "Dime Web", perché la "Presentazione" al secondo volume è firmata da Francesco Manetti, con un pezzo sulla musica nei campi di concentramento. Del Manetti è anche uno degli articoli della parte finale, quella riservata agli "extra": una lunga carrellata sul cartooning e sul collezionismo di figurine durante il Nazismo.



Il secondo volume (Aurea, 2019)

La prima pagina dell'articolo di Francesco Manetti sul cartooning e il collezionismo durante il Nazismo

"Dime Web" consiglia a tutti di procurarsi entrambi i volumi, reperibili o ordinabili nelle fumetterie, e ovviamente in Rete, un po' dappertutto: non si tratta di una spesa, ma di un investimento, per qualche ora di sana lettura e per arricchire la biblioteca (non solo fumettistica).


Francesco Moriconi & Emiliano Albano
A CASA PRIMA DEL BUIO
Voll. 1 e 2 - pagg. 192/176
Editoriale Aurea / Aurea Books, 2017/2019
€ 16,90 cad.


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L'AMICO DI TRAVIS E CHRIS TOWER?

di Filippo Pieri

Nella puntata del 17 Gennaio 2020 del gioco preserale di Raiuno "L'Eredità", durante il round dei cosiddetti "Calci di rigore", è stata posta la seguente domanda: Travis e Chris Tower sono amici di quale personaggio eroe dei fumetti? La risposta esatta è: Martin Jacques Mystère.




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