giovedì 7 maggio 2020

ROBIN 80!

di Pierangelo Serafin

Gli Stati Uniti si sono ritrovati fra gli ultimi a chiudere le proprie attività in conseguenza del progressivo lockdown del mondo occidentale in seguito alla pandemia di Covid-19, con il risultato che si è riusciti a pubblicare e distribuire uno degli albi più attesi della stagione fumettistica, cioè quello celebrativo degli ottanta anni di Robin.



In otto decadi si è detto e scritto tanto sul personaggio che nacque come un'esigenza da parte dei suoi autori, i giovanissimi Bill Finger e Bob Kane, di stemperare l'eccessiva aggressività accumulata dal Bat-Man in un anno di avventure in solitario. Si è anche spesso messo in evidenza come il personaggio della spalla dell'eroe in quanto ragazzino ne rendesse più facile l'immedesimazione da parte dei lettori più giovani e altrettanto spesso, proprio per questi motivi, lo si è ricondotto a una mera operazione di marketing editoriale. In realtà gli adolescenti di quell'epoca vivevano in tempi che erano stati flagellati dalle difficoltà economiche (il crollo di Wall Street era avvenuto appena un decennio prima e aveva mutato in maniera radicale il tessuto sociale del popolo statunitense), dalle rivolte sociali e dal gangsterismo. Molti di loro, una volta apprese le elementari nozioni scolastiche, erano già entrati nel mondo del lavoro e si ritrovavano, intorno ai dieci anni, a passare la maggior parte del tempo nelle fabbriche, nelle botteghe o per strada a svolgere compiti o mansioni più o meno leciti. A questi piccoli uomini Robin veniva proposto come un esempio. Un portatore di valori che quella società non aveva mai disconosciuto a livello teorico ma che, date le circostanze, facevano fatica ad avere un riscontro pratico. Così come il Pettirosso, tutte le giovani spalle dei super-eroi loro contemporanei finirono con l'avere anche questa importante valenza sociale.
Richard "Dick" Grayson, il primo Robin (bisogna specificarlo perché nella sua lunga storia editoriale ci sono stati altri quattro personaggi che ne hanno vestito i panni, senza contare la Carrie Kelly dell'elseworlds di Frank Miller The Dark Knight Returns), è l'erede di una famiglia di acrobati circensi che rimane improvvisamente orfano a causa dell'omicidio dei genitori ordinato da un boss della malavita alla quale il circo nel quale gli artisti si esibivano non aveva pagato il pizzo. Immediatamente adottato da Bruce Wayne ne diventa il suo perfetto complemento nella lotta al crimine nella città di Gotham City quando entrambi vestono i panni del Dinamico Duo. I colori sgargianti del suo costume in antitesi a quelli cupi di Batman, il chiacchiericcio stordente in contrasto col silenzio interrotto da pochi ordini precisi del suo mentore, la spensieratezza malgrado la drammaticità dei fatti vissuti che finisce col risolverli in maniera differente e più propositiva di quanto non abbia fatto il proprio padre adottivo che ha praticamente annichilito la propria adolescenza soffocandola nel dolore. Il ruolo del Robin è quindi attivo, vitale. Non è una semplice spalla, non è la marionetta del ventriloquo, ma è un alter ego, un punto di vista sull'esistenza differente e, per molti versi, una speranza ritrovata.



L'albo speciale che la D.C. ha pubblicato il 18 Marzo contiene dieci storie raccolte in cento pagine al costo di $ 9,99. Come già accaduto per altre pubblicazioni celebrative ci saranno almeno dieci copertine a opera di differenti artisti. Oltre alla versione regular di Lee Weeks e a quella completamente bianca (diventata ormai una tradizione), le restanti otto saranno ognuna ispirata alla rispettiva decade della storia editoriale del personaggio.


Di seguito l'elenco:

- 1940s di Jim Lee e Scott Williams

- 1950s di Julian Totino Tedesco 

- 1960s di Dustin Nguyen

- 1970s di Kaare Andrews

- 1980s di Frank Miller

- 1990s di Jim Cheung 

- 2000s di Derrick Chew

- 2010s di Yasmine Putri


La mia prima scelta è stata per la riproduzione di quella canonica e iconica degli anni Quaranta (vedi sopra). Delle dieci storie (vedi sopra l'immagine del sommario con i credits degli autori), quattro sono dedicate a Dick Grayson, sebbene solo nella prima di queste vesta i panni del Pettirosso. Nelle seguenti due indossa il costume di Nightwing, cioè la sua trasformazione in personaggio adulto, e nell'ultima quelle dell'Agente Segreto 37 del gruppo spionistico Spyral. Un'unica storia è dedicata ai due Robin più problematici, ovvero Jason Todd (il secondo) e Stephanie Brown (la quarta), mentre due ciascuno sono dedicate a Tim Drake (il terzo) e Damian Wayne (ultimo ed erede di sangue a tutti gli effetti di Bruce Wayne).




L'elenco dei Robin con le loro relative evoluzioni e carriera editoriale:

1) Richard "Dick" Grayson
- Detective Comics 38 (April 1940) come Robin
- Tales of the Teen Titans 44 (July 1984) come Nightwing
- Robin 0 (Oct. 1994) come Batman
- Nightwing: The Target 1 (Sept.2001) come Target
- Grayson 1 (July 2014) come Agent 37

2) Jason Peter Todd
- Batman 357 (March 1983) come Jason Todd
- Batman 366 (Dec. 1983) come Robin
- Batman: Under the Hood (Febr. 2005) come Red Hood
- Batman Incorporated (vol.2) 1 (July 2012) come Wingman.

3) Timothy "Tim" Jackson Drake
- Batman 436 (Aug. 1989) come Tim Drake
- Batman 442 (Dec. 1989) come Robin . 
- Robin 181 (Febr. 2009) come Red Robin.

4) Stephanie Brown
- Detective Comics 647 (Jun. 1992) come Stephanie Brown
- Detective Comics 648 (July 1991) come Spoiler
- Robin 126 (May 2004) come Robin
- Batgirl 1 (Aug. 2009) come Batgirl

5) Damian Wayne
- Batman 655 (Sept. 2006) come Damian Wayne
- Batman 657 (Nov. 2006) come Robin


La prima apparizione del primo Robin


Pierangelo Serafin

N.B. Trovate i link alle altre novità su Interviste & News!

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