venerdì 21 marzo 2014

ZAGOR MONSTERS - 21 MARZO 2014, 85° DI GALLIENO FERRI: AUGURI, MAESTRO! "B": DA "BAFOMETTO" A "BISONTE BIANCO"

di Massimo Capalbo
Come era lecito aspettarsi la prima puntata di Zagor Monsters - ovvero la lettera "A" dell'enciclopedia dei mostri zagoriani che il vulcanico Max Capalbo sta scrivendo per Dime Web - ha avuto un grande successo nella Rete, piazzandosi velocemente nella Top Ten di sempre degli interventi ospitati dai Quaderni Bonelliani! Abbiamo deciso di pubblicare la lettera "B" degli ZM il giorno esatto dell'85° compleanno del maestro Gallieno Ferri, nato a Genova il 21 marzo 1929: questa seconda parte di Zagor Monsters diventa dunque parte integrante dei festeggiamenti ferriani di Dime Web. Il primo post di questa "serie" è stato Buon compleanno, Mr. Fergal! (s.c. & f.m.)

Gallieno Ferri nel 2010, dall'imperdibile blog di Moreno Burattini. Auguri, Maestro!


LEGENDA
  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR e CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale Zagor; Speciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDA; UOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via).

Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"



Un irriverente e divertentissimo Zagor all'attacco del mostro giapponese detto Fantasma dell'Ombrello (Karakasa Obake) in un disegno di Federico Rossi Edrighi (John Doe, etc.) e pubblicato nel 2010 sul suo consigliatissimo blog Cabaret Fledermaus!


 
B
BAFOMETTO
BALOR
BANSHEE
BELVA DI WALLOCK
BESTIA
BIRGIT-DUE-FACCE
BISONTE BIANCO



BAFOMETTO
Idolo raffigurante un demone ermafrodito e barbuto con corna e zampe caprine che era venerato dalla Setta degli Assassini, un ordine esoterico islamico nato in Siria nell’XI secolo. Nel 1307, il re di Francia Filippo IV (detto Filippo il Bello) accusò i Templari di venerare a loro volta il Bafometto: ciò portò, grazie anche alla complicità del papa avignonese Clemente V, allo scioglimento di questo ordine religioso-cavalleresco, quindi all’arresto di tutti i suoi membri e alla confisca dei suoi beni.

Zagor Speciale n. 10, aprile 1998. Disegno di Ferri.

Rosencrantz parla a Zagor del Bafometto – Speciale ZGR 10 p. 38


Il Bafometto compare ne I cavalieri del Graal (M. Burattini [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], Speciale n. 10), appassionante storia che vede ZAGOR scontrarsi con gli ultimi, sanguinari eredi dei Templari, comandati dal Maestro Graham Rosencrantz. Costui ha scoperto che la flotta templare salpata il 13 ottobre 1307 dal porto francese di La Rochelle per sfuggire ai soldati di Filippo il Bello (tesi, questa, sostenuta dall’antropologo franco-argentino Jacques de Mahieu nel libro I Templari in America, nda), approdò nel Nuovo Mondo e, risalito il Mississippi, giunse nel territorio degli indiani Mandan. Qui i Templari fuggiaschi costruirono una fortezza allo scopo di custodirvi sia quella parte del tesoro della confraternita che erano riusciti a mettere in salvo, sia il Santo Graal, ovvero la coppa che – secondo la leggenda – fu usata da Gesù nell’Ultima Cena e in cui Giuseppe d’Arimatea avrebbe raccolto il sangue dello stesso Gesù crocifisso: un oggetto dagli immensi poteri. A Darkwood vive l’unica persona che conosce l’ubicazione della fortezza templare: Kee-Noah, la principessa Mandan che ha sposato l’aristocratico inglese Beau Whyndam, grande amico di ZAGOR.

Evocato da Percy Knight, il Bafometto si materializza davanti a Rosencrantz – Speciale ZGR 10, p. 127


Pertanto, Rosencratz e i suoi uomini rapiscono lei e suo marito e, grazie alle indicazioni che la donna è costretta a fornirgli, raggiungono la terra dove un tempo abitavano i Mandan. ZAGOR, CICO e il trapper russo Bezukoff (zio di Kee-Noah) si gettano all’inseguimento dei Templari e riescono a precederli. Alleatisi con un misterioso trapper, Percy Knight, i Nostri uccidono gran parte dei loro avversari, liberando Beau. Nel frattempo, Rosencratz e il suo braccio destro Norbert Wolfram penetrano, assieme a Kee-Noah e ai restanti Templari, nella fortezza (ridotta ormai a un rudere e prossima a crollare) e scoprono che il tesoro c’è davvero. Esso, infatti, è l’unica cosa che interessa veramente a Rosencratz, il quale – al pari di Wolfram – non crede nell’esistenza del Graal. Per non dividere con i loro compagni il tesoro, i due si sbarazzano di essi e poi cercano di eliminare anche Kee-Noah, la quale non gli serve più. La principessa indiana viene però salvata da ZAGOR e Percy Knight, che uccide Wolfram. A causa dei crolli, Percy rimane intrappolato nella stanza del tesoro con Rosencratz, mentre ZAGOR – che non può fare più nulla per aiutarlo – si mette in salvo con Kee-Noah. Prima che la fortezza collassi definitivamente, Percy – il quale è in realtà, come suggerisce il nome e come intuisce alla fine ZAGOR stesso, il leggendario cavaliere Perceval o Re Pescatore, cioè il guardiano del Graal - rivela a Rosencratz che il Sacro Calice esiste davvero e che il demone Bafometto è una creatura al servizio del Graal. Il Bafometto è un’invenzione… come il Graal! ribatte Rosencratz, ma proprio in quel momento il demone sbuca dalle tenebre e ghermisce il perfido templare trascinandolo all’Inferno. 

Il malvagio Rosencrantz tra le grinfie del Bafometto - Speciale ZGR 10, p. 128

La tradizionale raffigurazione del Bafometto

Curiosità: Prima di comparire ne I cavalieri del Graal, il Bafometto – parola nata probabilmente come storpiatura parodistica del nome Maometto – era apparso in una bellissima avventura di Martin Mystère intitolata La Setta degli Assassini (A. Castelli [sog.&scen.] – C. Roi [dis.], nn. 88-89). In essa, il demone barbuto e il Graal dei Templari (nella saga mysteriana i Graal sono più di uno) si trovano nei sotterranei del castello francese di Gisors.

BALOR
Il temutissimo re dei FOMHOIR, i demoni che compaiono ne Il ritorno di Kandrax (M. Boselli [sog.&scen.] – G.Ferri-M. Torricelli-C.Marcello [dis.], nn. 431-435). Massiccio e barbuto, Balor è chiamato pure Balor dal malocchio per via del potere pietrificante del suo occhio destro (che è coperto da un lembo di pelle).

Zagor n. 433, agosto 2001. Disegno di Ferri.

Il possente Balor, re dei Fomhoir – ZGR 433, p. 81

Balor pietrifica i Fianna – ZGR 434, p. 34

Egli, infatti, trasforma in statue di pietra sia Fergus, figlio maggiore del capitano Finn, sia quest’ultimo e alcuni dei suoi guerrieri, come Mac Morna e Kelta. Le loro statue vengono portate nella Torre Nera di DONN L’OSCURO Inoltre, Balor pietrifica Bran e Sceolan, i cani di Finn, e sta per riservare lo stesso trattamento a Oisin, Tonka e ZAGOR, i quali vengono sorpresi mentre si accingono a scalare la Torre Nera. Per loro fortuna, il grido fatale (glam dicinn) del druido Finegas investe Balor e i suoi FOMHOIR, abbattendoli.

Zagor, Tonka e Oisin vengono sorpresi da Balor – ZGR 434, p. 50

Il grido fatale di Finegas si abbatte su Balor – ZGR 434, p. 54

BANSHEE
Come si legge a p. 139 dell’Almanacco della Paura 1992 (Sergio Bonelli Editore), le banshee sono spettri legati a certe antiche famiglie. In Irlanda […] si manifestano con un lungo e straziante gemito notturno che mette i brividi. Se viste, il che accade di rado, le banshee prendono l’aspetto di una donna scarmigliata con occhi verdi e capelli rossi. Vengono udite solo dai componenti della famiglia e in genere annunciano la morte imminente di uno di loro. 

Zagor Speciale n. 11, aprile 1999. Disegno di Ferri.

La banshee sbuca alle spalle di Cico - Speciale ZGR 11, p. 86

Per salvare i suoi compagni, Auberon chiede alla banshee di prendere la sua vita – Speciale ZGR 11, p. 87


Davvero spaventosa la banshee (dal gaelico bean si: donna fatata) che compare ne Il principe degli Elfi (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Torricelli [dis.], Speciale n. 11), storia ambientata a Tir-Nan-Og, la dimensione magica in cui vivono le creature fatate chiamate appunto ELFI, i quali hanno la particolarità di essere molto più longevi degli esseri umani (Tir-Nan-Og significa infatti Terra dei Giovani). ZAGOR e CICO, assieme ai loro alleati Auberon e Alienor - rispettivamente principe e principessa dei Tuatha De Danann, l’aristocrazia guerriera degli ELFI - e ai GOBLIN REDCAP e RED JACKET, devono attraversare la Foresta di Mord per giungere a Tara (la capitale di Tir-Nan-Og), che è stata occupata dal negromante Zondar e dalla banda di criminali umani guidata dal pellerossa Sarek. Preceduta dal suo raccapricciante lamento e dai mostruosi SLUAGH, la banshee sbuca alle spalle di CICO, il quale, avvisato in tempo da Alienor, resta immobile: infatti, chi guarda negli occhi questa creatura – ma anche chi viene toccato da essa - muore all’istante. Poiché si dice che alla banshee possa bastare una sola vita alla volta, Auberon e lo stesso ZAGOR sono pronti a sacrificarsi per i loro compagni, ma i due GOBLIN trovano una soluzione migliore e offrono al terribile spettro il loro prigioniero, il corsaro Lesueur, uno dei criminali umani citati in precedenza. La banshee uccide con il suo tocco Lesueur (la cui anima viene arruolata tra gli SLUAGH) e si allontana, permettendo così ai Nostri di proseguire il viaggio verso Tara
  
La banshee uccide il corsaro Lesueur - Speciale ZGR 11, p. 88

La banshee nell’interpretazione popolare – Almanacco della Paura 1992, p. 139

BELVA DI WALLOCK
Compare ne La maledizione di Tonka (M. Toninelli [sog.&scen.] – M. Pepe [dis.], nn. 282-284) ed è un mostruoso essere scimmiesco che, a causa di un incendio nella foresta di Wallock, si spinge a Darkwood, nella zona abitata dagli indiani Mohawk. Qui la Belva uccide due guerrieri della tribù e ferisce Tonka, per poi venire a sua volta uccisa da ZAGOR. Tonka non tarda a riprendersi, ma una notte, nel suo villaggio, fa uno strano incubo, nel quale sente il suo corpo bruciare e gonfiarsi sempre di più, fino a esplodere. Il giorno seguente, quattro cacciatori di scalpi uccidono alcune donne Mohawk; Tonka e i suoi guerrieri, affiancati da ZAGOR, si gettano al loro inseguimento e ne ammazzano due. Gli altri due – Jock e Luke – vengono invece risparmiati perché ZAGOR intende consegnarli ai soldati di Fort Tragg. Mentre i Mohawk si fermano nella foresta per riposare, lo Spirito con la Scure si mette in cammino con i prigionieri. Durante la sosta notturna, però, Jock e Luke si liberano, tramortiscono ZAGOR e si danno alla fuga. Questa, tuttavia, è destinata a durare poco: i due, infatti, vengono assaliti e uccisi da una seconda Belva di Wallock. Il mostro viene poi affrontato da ZAGOR (intervenuto per salvare Luke), ma riesce a fuggire, infilandosi rapidamente nella vegetazione. L’eroe ritorna dai suoi amici indiani e, assieme a loro, esplora la foresta alla ricerca del mostro, senza ottenere però alcun risultato.

Zagor n. 283, febbraio 1989. Disegno di Ferri.


Alcuni giorni dopo, la Belva ricompare proprio nel villaggio dei Mohawk, ma stavolta ZAGOR e i guerrieri riescono a immobilizzarla. L’apparizione del mostro coincide con la misteriosa sparizione di Tonka, che viene cercato invano dai suoi guerrieri. ZAGOR sospetta che i due avvenimenti siano collegati, e poco dopo, infatti, la Belva cambia aspetto, trasformandosi in Tonka. Un vecchio Mohawk capisce che quest’ultimo è stato colpito dalla maledizione di Kohron, di cui aveva sentito parlare quando era ancora un bambino. Gli dei – racconta il vecchio – decisero di punire Kohron, un guerriero feroce come una belva, facendo sì che il suo aspetto esteriore diventasse lo specchio del suo aspetto mostruoso… …e condannandolo a trasmettere la sua maledizione a chiunque cadesse vittima del suo morso, perché il monito degli dei non andasse dimenticato!. L’unica speranza per Tonka – dice Sharam, lo stregone del villaggio - è costituita dall’eremita Hogal, che vive sul lontano Monte Mekel. Senza perdere tempo, ZAGOR e Tonka si mettono in viaggio, ma una sera, quando i due sono ancora lontani dalla meta, si verifica un incidente: il pellerossa, com’era prevedibile, si trasforma nuovamente nella Belva e, sebbene l’amico lo abbia legato con delle robuste corde, si libera e fugge. Prima che ZAGOR lo riacciuffi, il mostro penetra in un villaggio di pionieri seminandovi il terrore. A questo inconveniente se ne aggiungono in seguito altri: Tonka, preso dalla disperazione, tenta di suicidarsi prima con la pistola di ZAGOR (ma questi gli fa saltare via l’arma con la scure), poi gettandosi da un burrone, ma l’eroe lo blocca e gli insegna una cura brevettata contro gli istinti suicidi, cioè gli sferra tre cazzotti e lo mette k.o.; la Belva viene rapita - per essere esibita nelle piazze – da una coppia di saltimbanchi, Mike e Todd, i quali vengono poi uccisi ZAGOR; un colossale grizzly attacca l’eroe, ma Tonka – trasformatosi nel mostro proprio in quel momento - lo uccide dopo una furiosa lotta. I due amici riescono alla fine a raggiungere Hogal, che prepara subito una pozione: Tonka la beve, si trasforma ancora una volta nella Belva, per poi ritornare, alcuni minuti dopo, definitivamente umano.

La Belva di Wallock morde Tonka – ZGR 283, p. 68

L’impressionante trasformazione di Tonka – ZGR 284, p. 45

La Belva di Wallock è senza dubbio un mostro memorabile, ma bisogna dire che tutto l’episodio si fa ricordare. Come rivela lo stesso Marcello Toninelli nel suo libro Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood (Cartoon Club Editore, 2013), una parte del merito va a al compianto Decio Canzio, per trent’anni Direttore generale della Sergio Bonelli Editore nonché valente sceneggiatore del Piccolo Ranger e di altre serie, compresa quella zagoriana (vedi ALBERI ABISSALI). Fu infatti grazie a un suggerimento di Canzio che l’autore senese riuscì a trasformare La maledizione di Tonka da una banale storia di licantropi in un’avventura epica che esalta l’amicizia, il coraggio e l’abnegazione.

Zagor n. 284, marzo 1989. Disegno di Ferri.

In viaggio verso il Monte Mekel, Zagor trasporta l’amico, tramutatosi nella Belva – ZGR 284, p. 47

Nel soggetto che avevo presentato […] – racconta Toninelli - dopo la scoperta dell’identità della mostruosa creatura, lo stregone del villaggio faceva una qualche magia e Tonka tornava normale. Decio, dopo aver letto il mio riassuntivo, mi guardò con aria quasi scandalizzata […]: “Ma come, quando mi aspettavo che la storia finalmente decollasse, tu me la fai finire? Qui ci voleva un lungo viaggio per portare l’amico indiano in cima a una montagna dall’unico stregone in grado di guarirlo!” […] Folgorato dal giusto appunto di Canzio, ripresi in mano il soggetto e aggiunsi la piccola, entusiasmante odissea dei due amici in lotta con il tempo, gli effetti della “maledizione”, la cupidigia umana e i pericoli della selvaggia natura del Nord America. Fu un vero piacere scriverla […]; e ancor di più vederla realizzata da Michele Pepe che, col suo disegno morbido ma muscolare che richiama a tratti quello di John Buscema, seppe dare un’interpretazione davvero minacciosa del “mostro” e ricca e coinvolgente di tutti gli altri elementi della vicenda. La sua creatura, tutto sommato poco più d’uno scimmione, ha però qualche carattere di animalità “altra” che lo rende grandemente terrificante, e il modo in cui lo fa muovere ne suggerisce la straordinaria, annichilente violenza.  

La Belva lotta con un feroce grizzly – ZGR 284, p. 60

Tonka beve la pozione di Hogal – ZGR 284, p. 74

BESTIA
Gigantesco lucertolone che compare ne Il Signore Nero (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 194-196), avventura ambientata a Golnor, una terra collocata in un universo parallelo. ZAGOR e CICO vi giungono mentre cercano di rintracciare un libro dai poteri magici – il Libro del Tempo - che è costato la vita a un amico del primo, il trapper canadese Pierre. A Golnor, i Nostri si alleano con il guerriero Galad, che è in lotta con il malvagio Signore Nero e lo stregone Mord, i quali hanno al loro servizio i mostruosi TROLL. A un certo punto della storia, ZAGOR e CICO partono con Galad alla volta della Grotta di Dornel, dove Mord ha imprigionato, in un sonno eterno, il mago buono Elchin. A guardia della grotta, Mord ha posto la Bestia, una creatura ritenuta invincibile. I tre amici vengono poi raggiunti da PANKO, ultimo sopravvissuto tra i Parvol o PICCOLI UOMINI, una delle tre razze di Golnor (le altre due sono gli scomparsi Riol, cui appartiene Galad, e i citati TROLL).

Zagor n. 195, ottobre 1981. Disegno di Ferri.


La Bestia atterra Galad con una possente zampata – ZGR 195, p. 70

Grazie all’amuleto di Panko, Zagor si avvicina senza pericolo al mostro – ZGR 195, p. 73

Il coraggioso Galad affronta per primo la Bestia, ma la sua spada non riesce nemmeno a scalfire la robusta pelle del mostro, che con una zampata atterra il guerriero e si accinge a divorarlo. CICO però, su ordine di ZAGOR, distoglie l’attenzione della Bestia, avvicinandosi a essa e sparandole: i proiettili rimbalzano sul corpo della creatura, ma l’azione del messicano salva Galad. ZAGOR, intanto, strappa a PANKO l’amuleto che questi aveva ricevuto anni prima da Elchin e grazie al quale può rendersi immateriale. Diventato tale a sua volta, l’eroe riesce a balzare sul dorso della Bestia; poi, riacquistata la sua consistenza corporea, colpisce ripetutamente con la scure la testa del mostro. Nel contempo, CICO spara agli occhi del lucertolone e Galad scaglia con forza la sua spada, che si conficca nella gola della creatura. In preda al dolore, la Bestia si libera di ZAGOR con un scatto improvviso e, dopo aver lanciato un grido spaventoso, si abbatte a terra priva di vita. I Nostri possono così entrare nella grotta e liberare Elchin.

Zagor, Cico e Galad attaccano contemporaneamente la Bestia – ZGR 195, p. 75

La morte della Bestia – ZGR 195, p. 77

BIRGIT-DUE-FACCE
La terribile figlia di BALOR. Ne Il ritorno di Kandrax (M. Boselli [sog.&scen.] – G.Ferri-M. Torricelli-C.Marcello [dis.], nn. 431-435), Birgit-Due-Facce – la quale deve il suo nome al fatto di avere appunto due volti: uno bellissimo e l’altro, collocato sul lato opposto, mostruoso – è protagonista, oltre che di una sequenza in cui combatte a Teamhair (la capitale di Erin) a fianco di suo padre e degli altri FOMHOIR, di una scena divertente, che ha luogo nell’Isola delle Ombre.

Zagor n. 433, settembre 2001. Disegno di Ferri.

Mostrando il suo volto bello e fingendosi una delle dame di compagnia della principessa Grainne, l’astuta Birgit chiede aiuto a Conan Mac Morna, il più goffo e fifone tra i guerrieri Fianna. Quando Mac Morna le si avvicina, Birgit gli afferra il braccio e, ruotando completamente la testa, rivela il suo volto mostruoso; poi, ferisce il guerriero con i suoi artigli, facendogli volare via la spada. Mac Morna si dà subito alla fuga e Birgit, impossessatasi della sua spada, lo insegue. Il panciuto guerriero inciampa e, ruzzolando, arriva nel luogo dove due dei suoi compagni - il capitano Finn e Geena Mac Lugha - stanno lottando da soli contro decine di FOMHOIR. Pur di non affrontare la feroce Birgit, Mac Morna si lancia contro i FOMHOIR, facendo ricredere Finn e Geena, i quali non si aspettavano nessun aiuto da un fifone come lui.

Mac Morna cade nella trappola di Birgit-Due-Facce – ZGR 434, p. 31

Pur di sfuggire alla terribile Birgit, Mac Morna si scaglia contro i Fomhoir – ZGR 434, p. 33


BISONTE BIANCO
Spirito maligno che compare ne La fiamma nera (M. Boselli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], Speciale Zagor n. 4), avventura ambientata nella Terra Wakan. Questo luogo, irto di pericoli, si trova in una dimensione parallela ed è una sorta di Darkwood alternativa. ZAGOR e CICO vi giungono assieme a sei prescelti che rappresentano altrettante nazioni indiane. Essi sono: Natan, guerriero Apache; Nuvola, stregone Hopi; Heyoka, guerriero contrario Mandan; Ohiyesa, guerriero Sioux; e infine due grandi amici dello Spirito con la Scure: Tonka, che come sappiamo è il capo dei Mohawk; Satko, avvocato Seminole. Come si legge in seconda di copertina dello Speciale, Wakan è la parola con cui i Sioux chiamano lo spirito universale che, secondo i pellerossa in genere, anima tutte le cose, viventi e non. Insomma, il Wakan è la forza della vita. Nella storia, la sacra fiamma del Wakan si sta spegnendo a causa del demone WENDIGO, e al suo posto è sorta la fiamma nera, simbolo del male.

Zagor Speciale n. 4, giugno 1991. Disegno di Ferri.

Con la sua enorme mandria, il bisonte bianco va alla carica degli eroi del Wakan – Speciale ZGR 4, p. 94
 
Per rigenerare la sacra fiamma, ZAGOR e i suoi compagni pellerossa dovranno versare il loro sangue, superando diverse prove. Il bisonte bianco è appunto una di queste, precisamente la quarta. Bisogna aggiungere che questo spirito, al pari degli altri mostri presenti nella storia, era in origine un protettore del popolo rosso, ma l’influsso di WENDIGO lo ha fatto diventare malvagio. In un’immensa prateria, il bisonte bianco guida la carica della sua enorme mandria contro i Nostri, i quali non dispongono di alcun riparo. ZAGOR, che vuole tentare di deviare l’assalto dei bisonti a colpi di fucile, ordina ai suoi amici di fuggire. Questi obbediscono, con l’eccezione di Ohiyesa: […] Io resto! - dice il guerriero Sioux allo Spirito con la Scure - Un bisonte bianco guida quel branco, e il bisonte bianco è il protettore dei Dakota! Perciò tocca a me affrontare quel suo malvagio simulacro!. Impugnando la sua lancia, Ohiyesa si scaglia contro la mandria e, con una spettacolare acrobazia, salta in groppa al capobranco, mentre ZAGOR abbatte a fucilate i bisonti vicini. Il coraggioso Sioux, conficcando la sua lancia nel corpo del bisonte bianco, lo costringe a cambiare direzione e a guidare il branco verso un dirupo. Sotto gli occhi dei suoi compagni, Ohiyesa precipita nell’abisso assieme a tutti i bisonti. Il Sioux era un valoroso! – commenta Tonka Mentre noi fuggivamo, lui andava all’attacco, e per noi ha sacrificato la sua vita…

Il valoroso Ohiyesa si lancia contro i bisonti – Speciale ZGR, p. 95

Ohiyesa balza in groppa al bisonte bianco e lo costringe a cambiare direzione – Speciale ZGR 4, p. 96

Curiosità: Nel vecchio West, i rari esemplari albini di bisonte erano circondati, sia tra i pellerossa che tra i bianchi, da un alone di leggenda. Non stupisce quindi che, oltre a comparire ne La fiamma nera, il bisonte bianco sia apparso, in precedenza, in un film - Sfida a White Buffalo (J. Lee Thompson, 1977) – e in una storia di Tex intitolata, per l’appunto, Il bisonte bianco (C. Nizzi [sog.&scen.] – F. Fusco [dis.], nn. 314-316).

Il guerriero Sioux precipita nell’abisso con tutti i bisonti - Speciale ZGR, p. 98

Massimo Capalbo

N.B. trovate i link alle altre lettere di Zagor Monsters andando sulla Mappa!

3 commenti:

  1. Altre grandi emozioni! ^^ Sono affascinato dalle vicende di re Artù e co. e leggere un' avventura come ICDG mi ha coinvolto ed emozionato! ^^ Avventura all' inizio misteriosa, poi d' azione e sempre più coinvolgente nello svelare il mistero intorno alla figura del graal e dei templari.
    Ben caratterizzato Percy così come i characters creati da Toninelli: Beau, Ke-no-ah e Piotr che non mi pare da lì non si siano più rivisti!
    E stato il primo speciale di Zagor che ho comprato e per questo lo ricordo con affetto. ^^
    Dopo questo un altro speciale proprio speciale: IPDE. Un' altra avventura fantasy per Zagor che non vuole essere un doppione di quella di Sclavi coinvolgente e piacevole che sa anche mischiare abilmente personaggi del nostro mondo. Una delle migliori prove di Torricelli!
    "La maledizione di Tonka" è un albo cui sono molto affezionato perché la storia mi colpì e coinvolse. Solo dovetti aspettare un po per leggere la fine e rileggendola mi ha molto coinvolto soprattutto il rapporto d' amicizia che c' è tra i due e dell' altruismo di Tonka e di quello di Zagor verso l' amico.

    SPOILER Mentre poi il capo indiano ormai è sicuro che rimarrà per sempre un mostro e vuole con un gesto di altruismo suicidarsi, Zagor mostra tutta la sua predisposizione a non arrendersi e a lottare fino all' ultimo per la sorte dell' amico! FINE SPOILER

    Belli anche i disegni di Pepe. Solo di recente ho appreso che la spinta per un maggior approfondimento della storia si deve a Canzio. Ma veramente Toninelli voleva concluderla in maniera così svelta e banale? °_O Oh, mamma! Meno male che c' è pensato lui ad indirizzarla nel modo giusto e così si è trasformata in una delle migliori degli anni 80 secondo me. Fossero stati tutti così gli interventi redazionali non staremmo a parlare di medioevo a mio parere! Bravo poi Toninelli a far tesoro della direttiva e creare una storia bella e coinvolgente.
    Passiamo ad un' altra memorabile storia degli anni 80, "Il signore nero" in uci quel mattacchione di Sclavi trasporta Zagor e Cico a Golnor! Una storia che inizia in maniera misteriosa e orrorifica e si trasforma in un fantasy con gnomi, goblin, draghi, maghi, stregoni... insomma tutti gli ingredienti del genere per creare un piccolo gioiellino sui generis! ^^ Unico appunto, la parte con l' armata immortale poteva durare di più. Notare come l' autore anticipi di dieci anni la scena de "L' armata delle tenebre" di Raim! °_O Pazzesco! Lui che cita, stavolta viene "citato"! XD
    "La fiamma nera" l' ho letta solo di recente ed è una bella storia corale giocata in stile videogioco coinvolgente e ben strutturata dove Boselli si è sbizzarrito a far tesoro della sua cultura sulla mitologia indiana! Insomma segue l' esempio di Nolitta: scrivere divertendosi! Che poi di solito si divertono anche i lettori! ^^ Bell' esordio!

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