sabato 14 maggio 2022

THE DARK SIDE OF TEX! "O", II PARTE: "OTAMI"

di Massimo Capalbo

Con "Otami" si chiude (per ora) la lettera "O" di The Dark Side of Tex, il dizionario horror-bonellian-texiano di Capalbo! vi ricordiamo che le immagini iniziali hanno una funzione puramente estetica; quelle di corredo al testo sono state scelte dallo stesso Max, autore anche delle didascalie. Buona lettura e brividi a non finire!  (f.m. & s.c.)




LEGENDA

  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi del protagonista della serie, TEX, e quelli dei suoi pards – KIT CARSONTIGER JACKKIT WILLER - che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Atlante di Tex). 
  • Con l’unica eccezione di TÉNÈBRES, RAPHAEL, i personaggi dalla doppia identità sono stati indicati con la loro identità fittizia piuttosto che con il nome vero (ad es.:TAGLIATORE DI TESTE invece che BARRERA, JUANSVENTRATORE invece che BARLOW, SALLY).
  • Alcuni personaggi sono stati indicati con il soprannome piuttosto che con il nome vero (ad es.: COLORADO BELLE invece che MORROW, ALICEEL MORISCO invece che JAMAL, AHMED). Riguardo al citato EL MORISCO, la voce a lui dedicata è stata inserita sotto l’iniziale del soprannome vero e proprio – quindi la M -, invece che sotto la E, cioè l’iniziale dell’articolo.




Nota sui collegamenti ipertestuali

The Dark Side of Tex è un "lavoro in corso" che si svilupperà nei prossimi mesi, abbracciando numerosi post - uno per ogni lettera dell'alfabeto - fino ad arrivare alla conclusione. I collegamenti ipertestuali fra le varie voci non saranno dunque possibili tutti e subito... e vi spieghiamo subito perché! Collegheremo con link diretti ogni riferimento ad altre voci dell'opera partendo necessariamente dalle voci già apparse. Ci preme dunque ribadire e sottolineare che, non essendo possibile creare link a post futuri, ricostruiremo tutti i link a ritroso solo quando sarà possibile. I link saranno però sempre e soltanto fra URL diverse e non all'interno di uno stesso post. Vorrete perdonarci (e segnalarci!) eventuali errori e omissioni! I link - essendo come abbiamo detto sopra fra URL diverse - porteranno sempre e comunque all'inizio di un altro post e non esattamente alla voce di riferimento. Per facilitare fin dall'inizio l'uso dell'opera, abbiamo creato una pagina apposita di collegamenti alle varie voci, alla quale potete accedere dovunque siate, andando sotto al logo Dime Web: anche in questo caso il link vi porterà al post giusto, scorrendo il quale troverete in un attimo la voce cercata!

Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostrotitolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 265-268 viene indicata con il titolo del n. 267, Tex contro Yama, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a L’ombra di Mefisto (n. 265), La strega (n. 266) e I Figli del Sole (n. 268).



O 2

OTAMI

Il sacerdote VUDU che, in Terrore sulla savana (G. L. Bonelli [sog.&scen.] - A. Galleppini [dis.], nn. 93-95), forma, assieme alla figlia LOA ed al guerriero Dambo, il trio di alleati neri di MEFISTO e del barone de Lafayette, alias BARON SAMEDI. Il primo, in una scena di grande impatto, si serve di Otami per impressionare i Seminoles, in modo da convincerli a mettere le loro armi al servizio del Regno del Grande Serpente, il regno VUDU che il sunnominato barone ha fondato nelle paludi della Florida. Invocato uno spirito maligno che prende il posto dello spirito dell'hungan, MEFISTO invia quest'entità - che ha assunto le fattezze di Otami stesso, ma con in più le corna e i denti aguzzi - nel villaggio del capo Yampas e dello stregone HO-YAN, proprio quando essi stanno consultandosi con gli altri stregoni del popolo Seminole. Dopo aver dato agli indiani una sorta di ultimatum (o si alleano con BARON SAMEDI o potranno dire addio alle loro speranze di scacciare i bianchi dalla Florida), lo spirito maligno balza in groppa ad un unicorno alato - formatosi dal fuoco acceso in precedenza dagli stregoni medesimi - e scompare nel buio della notte.

Tex 93, luglio 1968. Disegno di Galep

Nei sotterranei del castello di Baron Samedi, Otami si sottopone al rito magico di Mefisto – TEX 93, p. 72


Lo spirito maligno con le fattezze di Otami appare nel villaggio dei Seminoles – TEX 93, p. 79


In groppa all'unicorno alato, lo spirito maligno scompare nelle tenebre – TEX 93, p. 83



Per quanto spaventosa, tale apparizione - che strema fisicamente Otami - non ottiene l'effetto sperato, anzi: essa spinge ancora di più i Seminoles ad allearsi con TEX e i suoi pards. L'arrivo dei Nostri in Florida spaventa molto MEFISTO, e ciò non sfugge all'astuto hungan, che dice a LOA e Dambo: Sinora ho sempre pensato che il suo potere diabolico non avesse limiti, e che niente e nessuno su questa terra potesse fargli fronte... ...ma poco fa mi sono dovuto ricredere. C'è qualcuno il cui potere è più forte di quello di Mefisto!. Avuta conferma, attraverso un rito VUDU, che il Regno del Grande Serpente ha i giorni contati, Otami non si farà trovare impreparato quando i pards e le Giacche Azzurre assedieranno il castello di BARON SAMEDI. Abbandonando anche Dambo al suo destino, l'hungan e LOA ruberanno i diamanti del tempio sotterraneo e fuggiranno nella palude, ma, come già sappiamo, verranno fermati dai Seminoles. Prima di morire con ben quattro frecce nel petto, Otami farà in tempo a maledire i suoi uccisori ed a chiedere alla figlia di vendicarlo.


Tex 94, agosto 1968. Disegno di Galep

L'arrivo imminente dei pards fa incrinare il rapporto tra Otami e Mefisto – TEX 94, p. 86


Il rito vudu conferma i timori di Otami: il Regno del Grande Serpente è prossimo alla fine – TEX 95, p. 6


Prima di fuggire, Otami e Loa s'impossessano dei diamanti del tempio – TEX 95, p. 22


Prima di morire, Otami chiede a Loa di vendicarlo – TEX 95, p. 32


Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre voci di The Dark Side of Tex nella pagina dedicata ai dizionari bonelliani e nella vecchia pagina del Navigatore!

SECRET ORIGINS: MISTER NO 80

di Saverio Ceri

Approfittando dello spunto datoci delle uscite settimanali della collana cronologica, a colori, collaterale alla Gazzetta dello Sport, andiamo a scoprire le copertine originali di Mister No, le loro eventuali fonti di ispirazione e le loro vicende editoriali in Italia e nel mondo. 


Si conclude la prima, e prende immediatamente il via la seconda e ultima, storia di Claudio Nizzi per Mister No. Nonostante il titolo pessimista la fuga sapientemente orchestrata da Mister No riesce. Facendosi credere morto nel tentativo di evasione, Jerry agisce indisturbato per sabotare i piani di Capitan Quebrasco, e il suo sommergibile. Nelle ultime pagine inizia, Un ragazzo chiamato Santiago, la più lunga avventura di Mister No, almeno fino a ora, che ci terrà compagnia fino al numero 84 della collana. I disegni sono del bravissimo Fabio Civitelli.
L'immagine di copertina racconta una versione alternativa alle vicende contenute nell'albo, dove Mister No per fuggire aspetta la notte, e lo fa a bordo di un motoscafo. 



La copertina di questo 80° volume delle avventure di Mister No torna per la prima volta in edicola  dal gennaio 1982, data della sua prima apparizione. Cessata la pubblicazione di Tutto Mister No e scartata dalla redazione di If per la propria collana, questa illustrazione era stata accantonata anche in occasione della Raccolta Mister No. 

Ovviamente al prima apparizione estera dell'illustrazione in questione è quella francese nel numero 97 della collana dedicata al pilota dai cugini d'oltralpe; L'albo, intitolato Des marrons à la pelle, ed datato gennaio 1984. Il cielo sullo sfondo è un po' meno anonimo di quello della copertina originale.
 

L'albo precedente invece porta un titolo, 
L'inimaginable évasion, più vicino a quello italiano, e presenta una copertina inedita che mixa un paio di situazioni raccontate nell'episodio di Nizzi e Bignotti: Mister No si trova insieme a Capitan Quebrasco su un'altura dell'isola rifugio di quest'ultimo, come sul finire del volume precedente, e viene minacciato arma in pugno dal moderno pirata caraibico, come invece accade a metà di questo albo all'interno di un sommergibile. L'autore potrebbe essere Roberto Diso?


Chiudiamo con l'edizione Jugoslava, che pubblica ala parte finale dell'avventura di Nizzi e Bignotti su Lunov Magnus Strip 759, che si intitola esattamente come in italiano. Apprezzabile il tentativo di riprodurre la grafica del titolo di Corteggi. Questo è l'ultimo albo della serie balcanica che segue fedelmente l'ordine di uscita della collana italiana. Nelle prossime puntate scopriremo come le successive avventure di Jerry siano state pubblicate, per un periodo, un po' più casualmente sulla storica collana jugoslava. 


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire o riscoprire, anche le precedenti puntate di Secret Origins dedicate al Tex Classic e a Mister No in Cronologie & Index. 

venerdì 6 maggio 2022

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 135

di Saverio Ceri
con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola. 


Il 135° Classic di Tex ripropone a colori le avventure del ranger apparse per la prima volta sugli albetti a striscia dal numero 15 al numero 20 della Serie Osages, la 32a collana di Aquila della Notte nel suo formato originale. Le sei strisce in questione uscirono tra il  marzo e l'aprile del 1964 e furono ristampate per la prima volta nel formato odierno nel dicembre dell'anno successivo, nel numero 62 dell'attuale serie principale di Tex. Il titolo del Classic 135 viene preso in prestito dal numero 18 della Serie Osages, mentre per la copertina si è individuato come adatta quella di El Rey, ovvero Tex numero 60 dell'ottobre 1965.


Ovviamente la stessa copertina venne utilizzata oltre che, identica, per il Tex Tre Stelle (febbraio 1969), anche rivista e corretta per la ristampa Tutto Tex del settembre 1989, e per la successiva Tex Nuova Ristampa nel gennaio 2001. In entrambe le occasioni la camicia di Tex assume il canonico colore giallo. Da notare che in Tutto Tex, il protagonista rimane decentrato sulla copertina, come nell'albo originale; mentre in Nuova Ristampa, il protagonista viene spostato al centro con conseguente modifica dello sfondo: riduzione delle dimensioni dell'edificio centrale, ampliamento del disegno a destra, e spostamento a sinistra dei due personaggi sulla main street. 


Ma da dove viene l'asimmetria della cover originale? Deriva dalla fonte utilizzata in quell'occasione da  Galleppini, che per questa cover si ispiro molto fedelmente, come appurato da Bosco e Scremin, alla copertina del paperback Colorado Crossing di Hal G. Evarts pubblicato dalla Dell nel 1963. L'illustrazione di copertina da cui Galep trasse non solo il protagonista ma anche gli edifici e le quattro persone sullo sfondo, spostandone una, è di Harry Schaare. 
 

A ben guardare però le persone presenti alle spalle del protagonista nella copertina del libro di Evarts sono 6, ma due sono molto mimetizzate e una di queste è una donna; e visto che in quegli anni: guai a disegnare una donna in copertina!, Galep non ebbe molte remore a eliminarla insieme al suo accompagnatore.
Altra cosa curiosa è che nel "rossore" generale della copertina del volume, il personaggio al centro della vicenda parrebbe avere una camicia gialla. Sporcata dal rosso della sabbia del deserto, ma gialla, come quella di Tex. Invece, nel 1965, quando usci Tex 60, in redazione si decise di colorarla di rosso. 
In Italia, la prima volta che il colore della camicia in questa illustrazione venne "corretto" fu per i quaderni di Tex realizzati da Mondadori su licenza Daim Press. Il cielo al tramonto, come nella versione del libro americano, che vediamo sulla copertina del quaderno, non è più stato utilizzato per questa illustrazione, almeno in Italia. 
  

Prima di passare a scoprire le versioni straniere di questa illustrazione, segnaliamo che nel nostro paese è stata utilizzata, nella versione di Tutto Tex, anche come una delle cover del saggio di Roberto Festi, Sulle tracce di Tex, pubblicato dal comune di Trento nel 2004.


La prima apparizione della copertina di Tex 60 fuori dai confini nazionali è quella francese, molto rispettosa del disegno e dei colori originali. Allo stesso modo sia la cover greca che quella israeliana, utilizzarono pari pari il disegno di Galep, più o meno ridotto per lasciar posto al titolo e al logo.In questo terzetto di cover vediamo infatti un tex sempre più piccolo. Un dettaglio: nella versione francese c'è l'aggiunta di un segno a china a destra del cappello di Tex, come se ci fosse una timida nuvola o del fumo nel cielo. Questo segno lo abbiamo già visto sul quaderno della Mondadori, che evidentemente si era ispirato a questa cover.


Nei primi Anni Settanta la copertina varca nuovamente l'oceano e approda in Brasile, inizialmente per le due edizioni del numero 31 della Editora Vecchi e poi nella Tex Coleção della Globo. Nelle tre versioni brasiliane, i colori sono completamente diversi tra loro a partire dalla camicia di Tex, che per i lettori brasiliani indossa, oltre che la classica "maglia" gialla e quella di riserva rossa, anche la terza: azzurra! Al contrario delle tre immagini qui sopra, nel terzetto di cover brasiliane Tex è sempre più grande.


Le due versioni spagnole del numero 15 della Buru Lan, si distinguono come sempre tra loro per una diversa colorazione. Anche in Spagna evidentemente l'immagine di partenza era quella francese data la presenza del tratto a china nell'aria.


Nuvole ben più visibili nell'originale copertina turca, disegnata appositamente da un illustratore locale, sulla falsariga dell'originale galeppiniano per il numero 1 della collana Super Teks.


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index.

martedì 3 maggio 2022

UN ALTRO ANGELO NEI CAMPI ELISI DEL FUMETTO... ADDIO A LUCA BOSCHI: UN OMAGGIO ILLUSTRATO

di Francesco Manetti

Quando ho sentito la carissima voce dell'amico fraterno Saverio Ceri non immaginavo certo che la notizia sarebbe stata così brutta. Se n'era andato nelle ore piccole del 3 maggio 2022 Luca Boschi, ad appena 66 anni, dopo una malattia dalla quale sembrava che si stesse riprendendo.
In un attimo l'Italia aveva perso uno dei suoi massimi esperti del cartooning e del fumetto internazionale - disneyano in particolare. E non solo: Luca era anche un grandissimo disegnatore, un valente sceneggiatore, un traduttore impeccabile dall'inglese e dal francese, e curatore di mille attività nel campo del comicdom - mostre, manifestazioni, conferenze. Nella sua carriera fu spesso insegnante nelle scuole del comic. Aveva una mente vulcanica come pochi altri. Non so quante pubblicazioni portino la firma di Luca, forse migliaia.


1

2

3

4

5

6



Per noi di "Collezionare" e di "Dime Press" Luca Boschi fu più che un amico e un collaboratore: fu un maestro, una guida, un alleato. Una persona gioviale, scherzosa, SEMPRE disponibile, soprattutto nei confronti dei giovani fanzinari, lo stesso humus da cui lui era venuto.
Il Francesco Manetti critico del fumetto senza di lui non sarebbe mai esistito. Lo conobbi nei primi anni '80 quando, ragazzino, frequentavo "Al Fumetto", un negozio di fumetti di Firenze che pubblicava anche una bellissima fanzine piena di roba disneyana, "Funnies", di cui Luca (insieme ad Alberto Becattini) era il curatore. Fu lui a disegnare la copertina del Collezionare Speciale Carl Barks del 1988, il mio primo libro in assoluto. Fu lui a presentarmi a Rinaldo Traini che nel 1990 cercava nuovi collaboratori per le sue riviste "Comic Art" e "Horror". Senza di lui non sarei nemmeno entrato in Immagine, l'associazione culturale che curava il Salone del Fumetto di Lucca e poi Expocartoon a Roma. Fu lui a presentarmi a Bovini, per la rivista "Star Comìx". Io non sono nulla: sono un semplice magazziniere di farmacia che si diletta a mettere su carta quattro parole in croce. Ma Luca Boschi ha dato un'impronta indelebile alla critica fumettistica italiana: scrivere quasi per gioco, sempre divertendosi, ma sempre avendo alle spalle una ricerca minuziosa, maniacale, delle fonti.


7

8

9

10

11

12



Ci mancherà tantissimo Luca Boschi, a noi di "Dime Web". Personalmente lo ricorderò quando lo incontrai l'ultima volta, per caso, poco prima della pandementia, al mercatino del bric-a-brac a Seano, una frazione di Carmignano. Luca era in compagnia di Pier Luigi Gaspa, altro amico fumettista di vecchia data, e mi salutò, bisbigliandomi alle spalle: "Esimio Dottor Manetti", proprio mentre stavo contrattando per un vecchio gioco da tavola.
Carissimo Luca, tienimi un posto in prima fila nella Duckburg celeste, se vuoi.

Francesco Manetti

13




P.S. Le illustrazioni di questo ricordo sono tutte INEDITE e vengono dalla mia collezione personale. Non mi interessava pubblicare foto già note.


LEGENDA STORICA DELLE IMMAGINI:

1) Autoritratto di Luca Boschi, ottobre 1992: mentre io e Mauro Bruno stavamo montando la mostra su Benito Jacovitti, ci accorgemmo che alcune tavole erano state inquadrate leggermente storte. Per un attimo fu il panico e pensammo di sdrammatizzare la situazione facendo fare questo disegno a Luca. Poi terminò il temporale che aveva bloccato la città (con mezza Toscana) e Traini riuscì a mandarci gli allestitori professionisti che rimisero tutto a posto in tempo per l'inaugurazione! Questo disegno non fu dunque mai esposto.

2) Originale del cartello con la "freccia-salame" jacovittesca da riprodursi in più copie per indicare ai visitatori il percorso da seguire fra le tavole della mostra del 1992. Non ricordo se fu effettivamente usato, ma penso di sì.

3) Originale senza scritta della copertina dello speciale di "Collezionare" dedicato a Carl Barks nel 1988.

4) Auguri di Natale (primi anni '90). Il riferimento "di lavoro" è a una storia per Gozo (un personaggio a fumetti di Boschi pubblicato su "Star Comìx") che avevo scritto ma che non fu mai portata a termine (credo per la chiusura della rivista).

5) Cartolina inviata da New York nell'estate del 1992 (c'è un riferimento a una storia di Gozo, che non era la "mia").

6) Cartolina postale scritta nel giugno 1989. Si fa riferimento a "Collezionare" n. 14, il primo ad essere pubblicato con impaginazione al computer, e a una futura collaborazione a "Exploit Comics", che sarebbe diventata effettiva poco tempo dopo.

7) Auguri di Natale (primissimi '90), firmati Gianfranco de Turribus (de Turris, al tempo collaboratore alle riviste di Traini, esattamente come me e Boschi).

8) Pico De' Paperis (primi anni '90).

9) Una pagina della mia sceneggiatura di Gozo (1993? Boh...), con correzioni e disegnino a matita di Luca.

10) Tovagliolino del Maddalena (un locale di Prato dove andavamo con lo staff della mostra di Pratilia) con la strega Nocciola. Primi '90

11) Stesso tovagliolino: ancora la strega Nocciola e un altro personaggio disneyano non ben definito

12) Il Lupo Norberto, con un riferimento scherzoso ad Alfredo Castelli (realizzato non prima del 1988 e credo non dopo il 1990).

13) Badge di Lucca '90, la prima alla quale collaborai come membro di Immagine. Luca volle impreziosirmi il cartellino con un lavoro davvero certosino da glossatore e miniatore!


N.B. Trovate i link alle altre novità su Interviste & News!

SECRET ORIGINS: MISTER NO 79

di Saverio Ceri

Approfittando dello spunto datoci delle uscite settimanali della collana cronologica, a colori, collaterale alla Gazzetta dello Sport, andiamo a scoprire le copertine originali di Mister No, le loro eventuali fonti di ispirazione e le loro vicende editoriali in Italia e nel mondo. 


Prosegue l'avventura di esordio di Nizzi sulle pagine di Mister No, accompagnato dai disegni del veterano Bignotti. Mister No e Phil, dopo aver appurato che la scomparsa degli equipaggi dalle imbarcazioni nel triangolo maledetto non è dovuta a mostri marini o alieni, ma che si tratta di rapimenti a scopo di riscatto, decidono di imbastire una messinscena per  attirare in trappola i rapitori. Un paio di agenti sotto copertura e Mister No, spacciandosi per un facoltoso americano col suo equipaggio salpano da Antigua per una battuta di pesca con un quarto membro della spedizione chiaramente complice dell'organizzazione criminale. L'arrembaggio non si fa attendere: a bordo di un sommergibile tedesco, sottratto con l'inganno a fine guerra all'esercito di Hitler, Capitan Quebrasco, il capo dei moderni pirati caraibici, sorprende le sue vittime, riuscendo poi con una serie di stratagemmi, messi a punto negli anni, a portarli segretamente nel suo campo base su un'isoletta vulcanica, apparentemente inaccessibile. Mister No, però, mette a punto un piano per tentare una rocambolesca fuga.

Nella copertina originale, del dicembre 1981, Ferri è bravo a riassumere in una sola immagine gli elementi salienti dell'episodio: in questo caso,  il sommergibile e il rapimento di Mister No.


Prima d'oggi questa immagine era già riapparsa in edicola nell'agosto del 2010, come quarantesima cover dell'edizione della If. In quell'occasione i coloristi che aggiornarono i cromatismi dell'immagine ferriana, scambiarono correttamente il colore della camicia e del fazzoletto.


La prima apparizione all'estero di questa copertina è avvenuta come sempre in terra di Francia, sul numero 95 della collana transalpina dedicata al pilota nolittiano. L'albo uscito nel novembre del 1983, si intitola Un gros gros poisson, un pesce davvero grosso. Chissà se l'editore si riferisse al voluminoso avversario di Mister No o al sommergibile da quest'ultimo usato per le sue imprese? 


In Jugoslavia, il secondo albo dedicato a questa avventura fu il numero 758 di Luvov Magnus Strip. La cover è come sempre quella ferriana in qualche modo ritoccata redazionalmente: lo si nota da piccoli particolari come la sparizione del quadrifoglio dal giubbotto di Jerry e il fatto che Capitan Quebrasco si sia fatto la barba per l'occasione. Il titolo è la traduzione di quello italiano. 


I lettori balcanici, hanno poi potuto apprezzare questi dettagli, e il colore corretto della camicia di Mister No, solo dopo molti anni con la copertina della ristampa della croata Libellus che raccoglie nel 38° volume l'intera avventura, intitolata Paura nei caraibi.


La copertina di questo 79° albo ci ricorda anche una storica cover di Zagor, e di conseguenza la fonte ferriana di quella immagine: il Kit Carson ribaltato.


Saverio Ceri

N.B. Vi invitiamo a scoprire o riscoprire, anche le precedenti puntate di Secret Origins dedicate al Tex Classic e a Mister No in Cronologie & Index. 

P.S. In terza di copertina oltre ad apparire la lista allungata del piano dell'opera fino al numero 100, scopriamo che la Gazzetta e la Bonelli hanno deciso di prolungare la testata almeno fino al numero 130!



lunedì 2 maggio 2022

UN PO' DI "DIME WEB" NELLE PRATERIE EDITORIALI. TERZA PARTE: "A CASA PRIMA DEL BUIO - TERZO MOVIMENTO: MARCIA DI SUPPLIZIO" DI FRANCESCO MORICONI & EMILIANO ALBANO

a cura della Redazione

La saga di Kristof von Hofmann, pubblicata inizialmente a puntate su "Lancio Story", è stata raccolta dalla Aurea Books in tre volumi impreziositi da introduzioni, articoli storici e interviste (curate da Giuseppe Pollicelli) che creano intorno a questo personaggio fittizio di un grande direttore d'orchestra tedesco, star dell'epoca nazista, un'impalcatura documentativa altrettanto fittizia ma talmente realistica da far credere che la storia raccontata nel fumetto da Francesco Moriconi - e magistralmente disegnata da Emiliano Albano (con una qualità del tratto che lo avvicina ai più grandi maestri americani e italiani del fumetto avventuroso) - sia ispirata a fatti accaduti per davvero. Una sorta di mockumentary della letteratura disegnata, che ha riscosso un successo enorme di pubblico e critica, e che merita di essere letto e riletto.
"Dime Web" è - per così dire - presente in due volumi su tre di questa imperdibile saga. Il nostro Francesco Manetti, infatti, dopo essere stato reclutato per il secondo libro, del quale abbiamo già parlato, è stato "richiamato alle armi" anche per il terzo (A casa prima del buio - Terzo movimento: Marcia al supplizio), per il quale ha "intervistato" in Svizzera la scrittrice Johanna Leidesdorff, figlia del direttore di orchestra Jacob, contemporaneo di von Hofmann.




Francesco Moriconi & Emiliano Albano
A CASA PRIMA DEL BUIO
TERZO MOVIMENTO: MARCIA AL SUPPLIZIO
pagg. 160
Editoriale Aurea - Aurea Books, giugno 2021
€ 16,90