sabato 26 ottobre 2019

IL COMPAGNO DI TEX

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4563 del 5 Settembre 2019, a pag. 45, nelle "Parole crociate senza schema", c'è una definizione bonelliana. Si chiede infatti al 5 orizzontale il Kit compagno di Tex Willer.

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giovedì 24 ottobre 2019

ERA UN PICCOLO GRANDE AMORE, ERA UN ANNO BISESTILE!

a cura della Redazione

Ospiti a più riprese della nostra rivista digitale – nonché cari amici e autori dei Pirati della Magnesia - riecco in scena Filippo Pieri, Tommaso Ferretti e Andrea "Kant" Cantucci, che, abbandonando per un attimo le loro spassose parodie (bonelliane e non), realizzano una storia adulta, drammatica - ma capace di infondere un grande senso di speranza. E c'è persino, sul finale, un inside joke che non dovrebbe sfuggirvi! L'introduzione, come per quasi tutti i loro lavori (Sogni dei Bonelliani, 50 Sfumature di Baugigi, Colin Collins) è stata affidata al fondatore e curatore (insieme a Saverio Ceri) dei Quaderni Bonelliani, ovvero Francesco Manetti. Qui vi presentiamo, in montaggio parallelo (come omaggio alla tecnica narrativa usata dagli autori) le inedite matite e il rispettivo risultato finale di stampa di tre tavole. Buona lettura (per farlo dovete andare su Amazon, però). (s.c. & f.m.)









Era un anno bisestile - la storia di un amore infinito
Testi: Filippo Pieri
Disegni: Kant & FerrettiCopertina flessibile con brossura: 54 pagine in bianco e nero Anno di pubblicazione: 2019 Prezzo: € 4,99 (edizione cartacea) - € 3,49 (versione in e-book) Editore: Independently published (Amazon-KDP)ISBN-10: 1696420466ISBN-13: 978-1696420464

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IL COCCO DI PAPÀ O IL PAPÀ DI COCCO?

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4563 del 12 Settembre 2019, a pag. 29, c'è un quesito legato (anche) alla Bonelli. Le "Parole crociate" chiedono infatti: il disegnatore padre del personaggio di Cocco Bill.


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mercoledì 16 ottobre 2019

PENNELLI D'ARGENTO

Diamo i numeri 56

di Saverio Ceri


Questa breve puntata della rubrica che si occupa di raccontare le vicissitudini degli eroi e degli autori di Casa Bonelli attraverso le cifre, nasce da un nuovo record; anzi da due record stabiliti nel giro di una settimana. Andiamo con ordine: il primo primato viene stabilito il 3 ottobre 2019 da un grande autore della Fabbrica dei sogni, che meriterebbe al più presto la pubblicazione di un Art Book come quelli già dedicati dall'editore di Via Buonarroti, a Civitelli, Ticci e Brindisi. Stiamo parlando di Roberto Diso; disegnatore romano nato il 16 aprile del 1932 e fumettista dall'età di 22 anni, quando esordì sulle pagine de Il Vittorioso. Roberto Diso quindi bazzica nel mondo delle nuvole parlanti da ormai 65 anni e il suo record è legato proprio alla sua longevità d'artista.

Roberto Diso, 87 anni. Uno dei decani del fumetto italiano.  
Nel quarto numero delle nuove avventure di Mister No, sono apparse, infatti, sei tavole dell'illustratore romano, solo mezza dozzina di pagine delle oltre settecentomila inedite pubblicate dell'editore del 1941 a oggi, ma che rappresentano le tavole disegnate dalla mano più anziana di tutte.
Di nessun disegnatore bonelliano (e forse italiano) è mai stato pubblicato un fumetto disegnato all'età di 87 anni, 5 mesi e 17 giorni.
Ora: come si può stabilire un dato così preciso? Ovviamente non si può. Bisognerà stabilire dei parametri oggettivi da prendere in considerazione per stabilire chi è il disegnatore più maturo ad aver impugnato matite e pennelli per casa Bonelli.
Da quando l'illustratore disegna una tavola a quando questa viene pubblicata passa ovviamente un tempo variabile, a volte possono essere pochi mesi, a volte addirittura anni. Ogni storia completata ha un iter diverso: può essere stata commissionata per un nuovo progetto ed avere tempi di consegna strettissimi oppure  potrebbe essere rimasta nel cassetto per anni per un esubero di produzione. Anche stabilire un tempo medio uguale per tutte non è cosa facile. Inevitabilmente l'unico dato oggettivo che possiamo prendere per stilare una classifica di longevità artistica è la data di pubblicazione.

Mister No Le nuove avventure 4, l'albo che contiene le tavole del record di Diso. Cover di Valdambrini

Questa regola vale per la maggior parte delle avventure pubblicate, ovvero per quelle realizzate da autori viventi. Talvolta succede, però, che l'illustratore ci lasci prima di veder pubblicata la sua ultima opera; e succede meno raramente di quanto si pensi, visto che, come tutti coloro che hanno fatto della propria passione una professione, un disegnatore non va mai in pensione, e finché la salute glielo consente, continua a divertirsi e a illustrare fumetti. Per questo, non conoscendo le vicissitudini di ogni singolo autore, dobbiamo stabilire un'altra "regola", considerando convenzionalmente che abbia disegnato fino alla data del suo passaggio a miglior vita.
Queste due convenzioni sono è alla base della graduatoria che leggerete più sotto, la classifica dei decani bonelliani,ovvero coloro che hanno disegnato per l'editore in età più avanzata.

Una delle sei tavole che hanno consentito a Diso di divenire il decano bonelliano.

E' così quindi che abbiamo stabilito il dato del record di Roberto Diso, che toglie il primato che dal 2016 apparteneva a Gianluigi Coppola. Il disegnatore di Dylan Dog si trovava in testa proprio grazie a quella convenzione di cui parlavamo sopra, stabilendo come ultimo giorno di carriera quello del suo passaggio tra i più. In realtà, per quanto ne sappiamo, la storia di Coppola era stata tirata fuori da un cassetto che la racchiudeva da molti anni, e quindi disegnata molto prima, ma si tratta di un eccezione. Per Ferri, per esempio sappiamo che si è dedicato allo Spirito con la Scure pressoché fino all'ultimo giorno; così come per molti altri che hanno lasciato incomplete le loro ultime opere, poi concluse dagli amici colleghi.

11 ottobre 2019: esce il  Maxi Tex 25 che contiene l'avventura Il boss di Chicago , cover di Claudio Villa

Parlavamo in realtà di due record.
Ebbene: la leadership di Diso in questa speciale classifica è durata solo otto giorni....; l'11 ottobre è infatti approdato in edicola il Maxi Tex 25 che contiene Il boss di Chicago, l'ultima fatica artistica di Miguel Angel Repetto, l'illustratore argentino in forza alla scuderia di Aquila della Notte che ci ha lasciato il 10 maggio scorso. Ed è proprio prendendo per "convenzione" questa data come ultimo giorno di "lavoro" texiano dell'illustratore sudamericano, che possiamo stabilire che per il momento è lui il decano dei disegnatori bonelliani con 90 anni, 2 mesi e 23 giorni.
Una delle ultime tavole realizzate da Repetto per Tex

Ecco quindi qui sotto la graduatoria dei dieci illustratori che hanno firmato un albo bonelliano in età più avanzata, aggiornata con questo recente doppio record.


Miguel Angel Repetto (1929-2019) il decano dei disegnatori bonelliani.
Roberto Diso, per ora rimane il decano dei disegnatori italiani, bonellianamente parlando, e già nei prossimi mesi potrà rafforzare la sua posizione, visto che sono previste altre sue tavole nella recentissima collana dedicata a Jerry Drake e poi potrà ricominciare la scalata a quel primato assoluto che è stato suo per  soli otto giorni.

Appuntamento alla prossima puntata.

Saverio Ceri

N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

lunedì 14 ottobre 2019

DAVID "DIRTY DAVE" RUDABAUGH, L’UOMO TEMUTO DA BILLY THE KID! ECCELLENTE GIOCATORE DI CARTE E FAMIGERATO FUORILEGGE! - LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA (LXXI PARTE)


di Wilson Vieira

Arrivati alla 71a parte della più avvincente Storia del West mai narrata - frutto delle ricerche del brasiliano Wilson Vieira, storico e fumettista d'eccellenza - eccovi le truculente vicende di Dirty Dave, bandito texano che avrebbe letteralmente perso la testa per il crimine! Le immagini non bonelliane sono state selezionate e inserite nel testo dallo stesso Wilson. Buona lettura! (s.c. & f.m.)






Tex n. 18, novembre 1961. Disegno di Galep



David Rudabaugh nacque nella contea di Fulton, nell’Illinois, nel luglio del 1854. La sua famiglia si trasferì a Eureka, nel Kansas, nel 1870. Suo padre fu ucciso durante la Guerra Civile quando Dave era solo un bambino. Nel 1870 Dave iniziò la sua carriera criminale, fregando bestiame con una banda chiamata “Il Trio.” La gang presto crebbe e divenne nota come la “Banda Rudabaugh-Rourke.” Provarono a rapinare i treni, ma fallirono in tutti i loro tentativi. Dave fu arrestato ma riuscì a sfuggire alla prigione testimoniando contro i suoi stessi partner. Dopo la sua liberazione si unì alla “Dodge City Gang” e nel tentativo di colpire uno dei membri della sua banda uscito di prigione a Las Vegas (New Mexico) sparò e uccise un sceriffo. Fuggì a Fort Sumner e qui incontrò Billy the Kid e divenne membro della sua gang. In seguito visse nella contea di Greenwood, nel Kansas, prima di seguire le mandrie di bestiame a ovest in Colorado.



Poco si sa della sua vita fino a quando non divenne fuorilegge. Soprannominato “Dirty” Dave perché raramente faceva il bagno e indossava abiti sporchi, divenne famoso negli anni 1870 come capo di una banda di ladri in Texas. Ma Rudabaugh e i suoi uomini non si limitarono ad agire nel “Lone Star State.” Quando lui e la sua banda rapinarono un cantiere delle Ferrovie di Santa Fe nel Kansas nel novembre 1877, Wyatt Earp (1848 – 1929) ricevette l'incarico di vice Marshall per perseguire il fuorilegge fuori dallo stato.




Seguendo le tracce di Rudabaugh per 400 miglia fino a Fort Griffin, in Texas, Wyatt Earp entrò nel saloon di John Shanssey, chiedendo di Rudabaugh; il proprietario gli disse che era stato lì all’inizio della settimana, ma non sapeva dove fosse diretto; gli consigliò di rivolgersi a Doc Holliday (1851 – 1887), che aveva giocato a carte con Rudabaugh.

Magico Vento - Il Ritorno n. 4, ottobre 2019. Disegno di Mastantuono







Wyatt era scettico, poiché era risaputo che Doc odiava gli uomi di legge. Tuttavia, quando Wyatt lo incontrò quella sera da Shanssey, fu sorpreso dalla volontà di Holliday di parlare. Doc disse a Wyatt che pensava che Rudabaugh fosse tornato indietro nel Kansas. Fu questo primo incontro tra Earp e Holliday a gettare le basi della la loro amicizia, che durò tutta la vita. Wyatt passò queste informazioni a Bat Masterson (1853 – 1921), informazioni fondamentali per arrestare Rudabaugh.

Speciale Tex n. 34, giugno 2019. Disegno di Zuccheri




Cercando di stare sempre un passo avanti a Wyatt, Rudabaugh era in effetti tornato in Kansas: avrebbe rapinato un altro treno prima di essere catturato. Il 27 gennaio 1878 Rudabaugh, insieme ad altri cinque uomini, tentò senza successo di assaltare un altyro treno, a Kinsley, nel Kansas. Lui e il suo complice Edgar West furono catturati dopo pochi giorni dallo sceriffo Bat Masterson e dal suo gruppo, tra cui John Joshua Webb (1847 – 1882). Quando Rudabaugh estrasse la pistola, Webb lo fermò e lo costrinse ad arrendersi. Gli altri quattro complici furono arrestati in seguito.




Rudabaugh spifferò tutto sulla sua banda e promise di rigare dritto. I complici di Rudabaugh furono mandati in prigione, ma Dirty Dave fu presto rilasciato, finendo New Mexico e tornando di nuovo alle rapine. Nel 1879 si riunì con alcuni dei suoi conoscenti del Kansas e per i successivi sei mesi terrorizzarono Las Vegas, nel New Mexico, commettendo rapine ai treni e alle diligenze con il nome di “Dodge City Gang”. Tra i membri della banda c’erano “Mysterious Dave" Mather (1851 – 1885), Joe Carson, “Hoodoo Brown” (un giudice di pace) e il Marshall della città John Joshua Webb, ex nemico di Rudabaugh a Dodge City.




Il 14 ottobre 1879 un treno venne rapinato nella zona di Las Vegas da uomini mascherati. I ladri fuggirono con 2.085 dollari, tre pistole e tutte le lanterne sul treno. Due anni dopo, quando Rudabaugh fu finalmente arrestato, confessò di aver partecipato alla rapina. Il 22 gennaio 1880, T.J. House, James West, John Dorsey e William Randall giravano per la città sogghignando, ridendo e cercando guai.



Quando entrarono nella Close & Patterson Variety Hall, il Marshall Joe Carson gli chiese di poter controllare le loro armi, ma si rifiutarono. Ne seguì un selvaggio scontro a fuoco e Carson fu ucciso immediatamente, mentre il vice Dave Mather uccise Randall e ferì West. John Dorsey, sebbene ferito, e T.J. House riuscirono a scappare. Il 5 febbraio la Banda di Dodge City venne a sapere che Dorsey e House si nascondevano in casa di Juan Antonio Dominguez a Buena Vista, trenta miglia a nord di Las Vegas. Un gruppo composto da J.J. Webb, Dave Rudabaugh e altri cinque uomini, circondò la casa e chiesero che gli uomini si arrendessero. Dorsey e House accettarono dopo che fu data loro la garanzia di essere protetti dai cittadini di Las Vegas.



Tuttavia l’assicurazione sarebbe rimasta lettera morte, poiché, a poche ore dall’arrivo degli uomini i prigione, i vigilantes sottrassero i prigionieri ai carcerieri. Li portarono al mulino a vento in piazza per appenderli a una corda, ma la signora Carson aprì il fuoco sugli uomini prima che i vigilantes avessero la possibilità di impiccarli. Sfuggendo alla giustizia per questo omicidio, Rudabaugh e il resto della banda continuarono a derubare e rapinare fino a quando J.J. Webb fu arrestato per l’omicidio di Mike Kelliher il 2 marzo 1880. Si formò una posse per il linciaggio che fu respinta dalla Banda di Dodge City con Dirty Dave al timone. Il 30 aprile Rudabaugh, insieme a un uomo di nome John Allen, irruppe nell'ufficio dello sceriffo per liberare Webb. Sebbene l'evasione non ebbe successo, Rudabaugh assassinò uno dei carcerieri durante l'azione. La sentenza di morte per Webb fu appellata e commutata in ergastolo. Rudabaugh, insieme al membro della Dodge City Gang Tom Pickett fuggì a Fort Sumner e unì le forze con Billy the Kid (1859 – 1881).




Secondo alcune fonti Billy the Kid aveva paura di un solo uomo e quell’uomo era Dave Rudabaugh. Il 30 novembre 1880, Billy the Kid, David Anderson (Billy Wilson) e Rudabaugh entrarono a White Oaks, nel New Mexico, e si imbatterono nel vice sceriffo James Redman. Sotto il fuoco incrociato, Redman si nascose dietro un saloon mentre diversi cittadini scesero in strada, inseguendo i fuggitivi fuori città. Mentre un gruppo li inseguiva, i fuorilegge si nascosero nel ranch di un uomo di nome Jim Greathouse, che presero in ostaggio.



Raggiunti all’alba da una posse, scambiarono il loro ostaggio con il vice sceriffo James Carlyle, che si offrì di negoziare con i fuorilegge per indurli ad arrendersi. Continuando a circondare la casa, la posse attese ore. Verso mezzanotte, il gruppo di cittadini dichiarò che avrebbe preso d’assalto la casa. Proprio in quel momento uno sparo fu esploso da una finestra e un uomo cadde precipitando. Il colpo ancora si propaga va nell’aria che Carlyle già giaceva morto. Il proiettile poteva provenire sia dai fuorilegge, sia dalla posse, ma molti sospettarono che la banda avesse ucciso il proprio uomo. Dopo questo incidente, la posse abbandonò l’assedio e i fuorilegge fuggirono. Più tardi Billy the Kid sarebbe stato accusato di aver ucciso Carlyle. Inseguiti dal risoluto Pat Garrett 1850 – 1908) Billy the Kid, Billy Wilson, Dave Rudabaugh, Tom O’Folliard, Charlie Bowdre e Tom Pickett entrarono ormai stanchi a Fort Sumner, nel New Mexico, il 19 dicembre 1880, e si trovarono di fronte al gruppo di Garrett che si era nascosto in una stazione di posta in costruzione.



Lon Chambers e molti altri balzarono fuori dal nascondiglio mentre Garrett ordinò ai fuorilegge di arrendersi. Tuttavia, molti membri del gruppo non aspettarono che i fuorilegge rispondessero alla richiesta di Garrett, e aprirono invece il fuoco su Pickett e O’Folliard, che stavano cavalcando davanti. Pickett e O’Folliard furono sbalzati dalle loro selle; il cavallo di Rudabaugh si beccò un proiettile e crollò a terra. Rudabaugh riuscì a saltare sul cavallo di Wilson e lui e gli altri fuorilegge fuggirono, rintanandosi in una capanna abbandonata vicino a Stinking Springs, nel New Mexico. Ben presto i fuorilegge furono rintracciati e il loro nascondiglio circondato. All’interno della casa c’erano Billy, Charlie Bowdre, Rudabaugh, Tom Pickett e Billy Wilson. Quando Bowdre passò davanti a una finestra aperta, gli spararono al petto. L’assedio continuò fino al giorno successivo quando Rudabaugh finalmente sventolò una bandiera bianca e i banditi si arresero.



Billy the Kid e la sua banda furono catturati il ​​23 dicembre 1880 e portati a Santa Fe, nel New Mexico. Rudabaugh fu portato a Las Vegas per essere processato. Nel febbraio 1881, tentò di evitare di essere accusato di reato capitale, dichiarandosi colpevole della rapina in treno a Las Vegas nell’ottobre 1879. Tuttavia il suo tentativo non ebbe successo e fu condannato all'impiccagione per omicidio. Fu quindi portato nel carcere della città vecchia di Las Vegas per attendere la sua esecuzione, dove J.J. Webb nel frattempo continuava a servire come uomo della legge. Billy the Kid fu poi incarcerato a Lincoln, nel New Mexico, da dove fuggì il 28 aprile 1881, ma fu presto rintracciato e ucciso da Pat Garrett il 14 luglio 1881. 






Rudabaugh, Webb e altri due uomini di nome Thomas Duffy e H.S. Wilson tentarono senza successo di fuggire di prigione il 19 settembre 1881. Duffy rimase ferito a morte e il loro tentativo abortì. Webb, che era condannato all'ergastolo, e Rudabaugh, su cui pendeva la minaccia di impiccagione, erano determinati a non arrendersi. Due mesi dopo, Webb e Rudabaugh, insieme ad altri cinque uomini, scalzarono una pietra dal muro della prigione e fuggirono passando attraverso un buco di 20x50 centimetri circa! Rudabaugh e Webb ripararono in Texas e poi in Messico, dove Webb fece perdere le sue tracce. Successivamente Webb tornò in Kansas, dove prese il nome di “Samuel King” e lavorò come cocchiere. Morì di vaiolo nel 1882 in Arkansas.



Dave uccise molti uomini: 65, senza contare i Messicani e gli Indiani. In prigione, Dave incontrò alcuni membri delle sue vecchie bande ed evasero insieme, dopodiché si trovò nel bel mezzo della faida di Earp. Dave si trasferì presto in Messico, dove divenne un cowboy e un ladro. Il 18 febbraio 1886, Rudabaugh fu coinvolto in uno scontro a fuoco con gente del posto a Parral, nel Chihuahua, e uccise due uomini, perché durante una partita a carte era stato accusato di barare. A un messicano Rudabaugh sparò in testa, mentre un altro giocatore, che aveva estratto la pistola, fu centrato al cuore. Lasciò il saloon ma, non riuscendo a trovare il suo cavallo, rientrò dentro, il che si rivelò un errore fatale. Nel buio più totale fu colpito diverse volte, poi fu decapitato con un machete e la sua testa fu infilzata su un palo.




Per diversi giorni - così si disse - i suoi assassini sfilarono in città con quella testa sul palo. Secondo un’altra versione della storia, Rudabaugh alla fine lasciò il Messico con una mandria di bovini diretti in Montana, dove visse una vita normale da cowboy, si sposò e generò tre figlie; morì, ormai alcolizzato, in Oregon nel 1928. Cose misteriose del Selvaggio Vecchio West...


Wilson Vieira

N.B. Trovate i link alle altre puntate della Storia del West su Cronologie & Index!

domenica 13 ottobre 2019

JULIA... ROBERTS?

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4561 del 22 Agosto 2019, a pagina 45, troviamo un quesito bonelliano, nella rubrica "Forse che sì, forse che no": Nei fumetti Julia, pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore, la protagonista ha il volto di Julia Roberts?
N.B. Trovate i limk alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

venerdì 11 ottobre 2019

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 69

di Saverio Ceri

Nuovo Tex Classic in edicola e nuovo appuntamento sul web con la nostra rubrica che va alla ricerca delle fonti di ispirazione della copertina dell'albo in questione.
Il sessantanovesimo volume della prima ristampa bonelliana a colori delle avventure di Tex, raccoglie i numeri da 7 a 12 della tredicesima stagione a striscia di Tex, la serie Arizona, approdati in edicola tra l'agosto e il settembre del 1956.
La striscia che ha ispirato la cover di questo Classic si trova proprio in coda all'albo, è la ventinovesima del numero 12 della serie Arizona, nella quale Tex riesce a fermare appena in tempo il cavallo di Black, il cattivo di turno, che stava per darsi alla macchia.


Il coraggioso intervento di Tex, ispira Aurelio Galleppini per la cover di quello stesso albo.


Nel febbraio del 1958 la storia viene ristampata sul numero 4 della quinta serie della collana Albo d'Oro, e, anche in quel caso, la fuga interrotta da Tex si guadagna l'onore delle copertina. L'immagine del ranger che da terra riesce a fermare cavallo e cavaliere prende l'intera copertina e il villaggio sullo sfondo diviene una silhouette appena abbozzata. Il disegno è talmente simile all'originale da far pensare quasi a un ingrandimento di quello originale della striscia con piccoli ritocchi in fase di ricalco.


E' proprio questa immagine quella scelta per la cover di Tex Classic 69 - qui sotto vediamo la versione odierna che non si discosta molto dall'originale.


La cover dell'altro albo d'oro ristampato in questo Classic è stata "scartata" perché decisamente più vista di quella scelta. La vedete qui sotto:


Dal disegno di copertina di questo albetto spillato nel 1959 la redazione Bonelli ricavò, ruotando leggermente la scena in senso antiorario, la famosissima cover di Doppio Gioco, il sesto numero di Tex. Ovviamente la stessa cover è apparsa anche sulle ristampe Tutto Tex e Tex Nuova ristampa, senza particolari cambiamenti, se non nella grafica.  







Vi lasciamo come sempre invitandovi a rintracciare quei piccolissimi cambiamenti, cromatici, e non, che ci sono tra le tre versioni della cover. Ulteriori info su questa storica cover le troverete nella puntata 101 di Secret Origins.
Alla prossima.

Saverio Ceri

N.B. Trovate i link alle altre Secret Origins in Cronologie & Index!