mercoledì 11 novembre 2020

LA STRANA COPPIA

di Filippo Pieri

Su "Gente Enigmistica" Anno XXI n. 20 del 24 Ottobre 2020, a pagina 3, non si parla dell'omonima commedia di Neil Simon, ma della rubrica "Caccia alle coppie" dove vediamo due personaggi bonelliani molto noti, insieme ad altri protagonisti del cartooning internazionale: Asterix, Obelix e i Simpsons...





N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

martedì 10 novembre 2020

CHI HA CREATO TEX?

di Filippo Pieri

Su "Relax Enigmistico" n. 504 del Maggio 2018, a pagina 25, si chiede al 3 verticale di "Caccia alla casella": creò Tex Willer.


N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

lunedì 9 novembre 2020

LA COVER PIU' CITATA - VENTIDUE

di Saverio Ceri

Torniamo, incredibile, ma vero, per la ventiduesima volta a segnalarmi citazioni della mitica copertina del primo Dylan Dog, disegnata da Claudio Villa nel 1986.

Stavolta segnaliamo un secondo omaggio alla storica cover da parte di Gigi Cavenago attuale copertinista di Dylan Dog, tre anni dopo la cover del numero 6 della collana Dylan Dog di Tiziano Sclavi, in cui il bravissimo illustratore era riuscito a condensare come solo lui sa fare, tutti gli elementi tipici dell'illustrazione villiana, in un intenso piccolo disegno al centro della cover del volumetto in questione, che vi riproponiamo qui a fianco.
Stavolta Cavenago aveva a disposizione ben altri spazi, visto che stiamo parlando della copertina di un cartonato francese. Il suo nuovo omaggio all'illustrazione di Villa, infatti è stato realizzato per la versione transalpina del primo volume de I racconti di domani, l'ultima fatica dylaniata, in ordine di tempo, del creatore del personaggio, Tiziano Sclavi. L'albo interamente disegnato dallo stesso Cavenago, contiene una serie di episodi brevi, tra cui Il punto di vista degli zombi, la storia che ha ispirato la copertina del cartonato. Si tratta del quinto volume dell'Indagatore dell'Incubo edito dall'editore transalpino Mosquito, è intitolato Le point de vue des zombies, ed è datato Agosto 2020.


La stessa immagine del tomo francese, con alcune varianti nella parte superiore dell'illustrazione è stata utilizzata una decina di giorni fa come copertina del popolare settimanale serbo Politikin Zabavnik.


Cambiamo ora completamente campo passando dal fumetto alla satira, per segnalarvi un'illustrazione, legata ovviamente al primo numero di Dylan Dog, che ha spopolato in rete qualche settimana fa, e che è legata al particolare periodo che stiamo vivendo. Ne L'alba dei clinicamente morti viventi, la vignetta firmata da PedAlex, il professor Alberto Zangrillo diventa Dylan Dog. 


In effetti dopo un Dylan Cane, anche uno Zan... Grillo non ci starebbe male come Indagatore dell'Incubo. 

E adesso qualcosa di completamente diverso: Una citazione di secondo grado.... ovvero una citazione di una citazione. 
Questa:

Si tratta della copia, realizzata da uno street artist (credo a Roma), della cover del secondo Dylan Dog Old Boy (di cui ci siamo occupati nella puntata venti), che a sua volta è una citazione della prima cover di Dylan Dog. 


Saverio Ceri

N.B. trovate i link alle altre cover di questa serie dylaniata su Cronologie & Index! 

sabato 7 novembre 2020

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 96

 di Saverio Ceri

con la collaborazione di Francesco Bosco e Mauro Scremin

Bentornati a Secret Origins l'appuntamento quattordicinale che ci conduce alla scoperta delle origini delle copertine di Tex Classic e di eventuali altre cover ispirate alle pagine a fumetti dell'albo in edicola.

Sul Classic 96 si conclude la ristampa della ventiduesima serie di strisce di Tex, quella conosciuta come Serie Rio Bravo e prende il via, in chiusura, la ristampa della successiva collana nel formato originale di Tex, la Serie Dakota. I sei albetti in questione furono pubblicati tra il settembre e l'ottobre del 1959 e ristampati, per la prima volta rimontati su tre strisce, esattamente un'anno dopo sui numeri dal 16 al 18 dell'VIII serie degli Albi d'Oro. Nessuna delle tre copertine degli Albi d'Oro in questione, e quindi papabili come cover di questo Classic, è stata scelta come copertina della albo attualmente in edicola. Di due ci occuperemo comunque perché hanno avuto già avuto una seconda vita in ambito bonelliano, mentre della terza ci occuperemo nella puntata 99, dato che è stata scelta per quel numero del Classic.

In redazione hanno deciso stranamente di utilizzare per questo albo la copertina del dodicesimo e ultimo Albo d'Oro della VII serie. "Stranamente" perché in questa cover si vede chiaramente Tex sparare alle spalle di un avversario, anzi alla spalla come si intuisce dalla mimica dell'uomo cadente; esattamente alla spalla, data l'infallibile mira del ranger. La caduta dal cavallo in corsa crediamo comunque che non sarà salutare per l'avversario; dunque nonostante Tex non abbia apparentemente sparato per ucciderlo, l'osso del collo rischia di romperselo comunque. 

Secondo una regola non scritta, impostasi redazionalmente a partire dagli anni Ottanta/Novanta,  Tex deve essere corretto con tutti gli avversari, anche con i lestofanti della peggiore specie, e quindi non può ingaggiare un duello senza che il nemico di turno parta almeno in parità con lui, di conseguenza non può sparargli alle spalle. In una situazione simile, su Tex Classic 82, avevamo visto che in redazione avevano optato per un'altra soluzione, sinceramente abbastanza buffa. Plaudiamo perciò al coraggio di questa scelta politicamente scorretta: Tex può anche sparare alle spalle di un avversario; tutti i lettori sanno che sicuramente costui si è meritato di finire a spalare carbone nelle miniere di messer satanasso! 

Ma veniamo allo scopo di questa rubrica, ovvero rivelare le origini segrete delle cover del Classic. Come ci raccontano i nostri preziosi collaboratori Francesco Bosco e Mauro Scremin, in questo caso l'origine è la stessa pubblicazione che aveva ispirato la cover del Tex Classic 90, cioè il numero del giugno 1959 della rivista per adulti Peril Magazine. Nel caso precedente la stessa cover del magazine aveva ispirato Galep, in questo caso lo fa una illustrazione per un racconto che troviamo nelle pagine interne della rivista, quella che vedete qui sotto. 


La vignetta originale ha pure una firma parzialmente leggibile in basso a sinistra: "Rosa", non sappiamo se sia il nome completo o parziale, ma sarebbe curioso scoprire di chi si tratti; magari un avo di Don Rosa già lavorava nel campo.... A proposito di curiosità: scopriamo, nella gif animata qui sotto, che riassume i vari passaggi dal 1959 al 2020, che il tronco d'albero galleppiniano, ampliato in questa versione Classic, in origine era un teschio di bovino e che il braccio sinistro del cowboy originale, si trasforma nel braccio destro di Tex.

Come anticipato, occupiamoci ora di altre due copertine che sarebbero potute diventare quella del Classic 96, ma che sono state scartate. La prima è quella dell'Albo d'Oro numero 16, da cui l'albo di cui ci occupiamo in questa puntata ha preso in presto il titolo. 


La cover in questione, ci raccontano gli esperti Bosco e Scremin, trae ispirazione tra le pagine dall'albo Have Gun, Will Travel pubblicato come numero 1044 della collana antologica Four Color della Dell publishing, nell'ottobre-dicembre 1959. 


E' all'interno del primo episodio, The missing man, disegnato dall'italianissimo Alberto Giolitti, che a pagina 17 possiamo scoprire nella vignetta in basso a sinistra, una immagine familiare.
Ingrandendo l'immagine scopriamo che è praticamente identica alla copertina dell'Albo d'Oro di cui stiamo parlando. Sovrapponendo la fonte americana  col disegno di Galep si può notare un ricalco certosino.


Segnaliamo una ulteriore curiosità su questa immagine: Galleppini già nel marzo del 1960 aveva sfruttato quella tavola per confezionare una copertina, quella dell'albo a striscia  numero 10 della Serie Città d'oro, ovvero la ventiquattresima "stagione" a striscia di Tex. Il ranger e l'altro cavaliere sullo sfondo (che poi diverrà Kit), sono ripresi pari pari dalla quinta vignetta, mentre l'avversario in primo piano lo ritroviamo nella quarta illustrazione di questa tavola giolittiana. 


La fortuna di questa cover continua qualche tempo dopo, nel momento in cui viene scelta come illustrazione di copertina di Sangue sui pascoli, 29° e ultimo numero della prima serie gigante di Tex. Come al solito, molti colori sono cambiati tra le due edizioni, ma l'immagine è la stessa e noi possiamo ammirarla, come altre di questa puntata, grazie all'encomiabile e certosino lavoro del sito www.collezionismofumetti.com.


Giungiamo infine alla cover che, tra quelle legate a queste 64 tavole, ha sicuramente avuto più successo delle altre; quella dell'albo d'oro seguente, il 17° della serie. La copertina in questione è quella che vedere qui sotto e non ha un'origine particolarmente misteriosa: la scena raccontata dal copertinista, con tutti quei cowboy a mollo nel fiume, si svolge proprio a metà albo.


I nostri Bosco e Scremin ci svelano però che questa cover, non accreditabile a Galleppini (per sua stessa ammissione), venne attribuita per lungo tempo a Mario Uggeri. In realtà la copertina fu per la gran parte disegnata da Emilio Uberti (in particolare la figura di Tex, la roccia, il fogliame e lo sfondo), ad eccezione delle figure in acqua probabilmente montate in redazione con ritagli prelevati da vignette di Galep. 
Il Tex di questa cover è conosciutissimo dai fan di Aquila della Notte perché è quello che appare sulla cover del numero 22 della serie attuale, Yampa Flat, uscito a aprile/maggio 1962

Figura di Tex a parte, lo sfondo è completamente ridisegnato per l'occasione da Franco Bignotti. Alla fine questa copertina risulta frutto delle matite e dei pennelli della coppia Uberti-Bignotti. Per questa ragione Galep decise di ridisegnarla ex-novo in occasione della ristampa Tutto Tex, del settembre 1987. Gli elementi ci sono tutti, l'indiano a cavallo, le rapide, Tex col fucile in braccio, il bosco sullo sfondo, ma il tratto è completamente diverso, è quello del Galep di fine carriera, molto vicino allo stile delle cover tra il 300 e 400. 



La stessa cover galleppiniana viene riproposta anche in occasione della Tex Nuova Ristampa del 1997, con una piccola variante cromatica: il cappello di Tex, da un improbabile bianco, diviene di un marrone naturale.


La versione galleppiniana, ormai divenuta quella ufficiale è stata scelta anche per la copertina del 60° volume della recente collana collaterale Tex 70 anni di un mito.

E con quest'ultima illustrazione chiudiamo anche questa puntata di Secret Origins. Appuntamento tra due settimane per scoprire nuove curiosità sulle copertine del ranger più popolare del fumetto italiano.


Saverio Ceri


N.B. Vi invitiamo a scoprire o riscoprire, anche le precedenti puntate di Secret Origins in Cronologie & Index, visto che molte sono state recentemente aggiornate con nuove immagini e nuovi riferimenti.

giovedì 5 novembre 2020

CRONOLOGIA DI TEX - LE SCHEDE ORIGINALI DEL SITO INTERNET DELLA BONELLI! TEX GIGANTE 36/40

di Francesco Manetti


Eccoci finalmente all'ottava puntata della nostra cronologia. A causa di altri impegni del sottoscritto (in particolare un lunghissimo articolo sui rapporti tra Disney e Mussolini pubblicato da "EreticaMente" e la creazione di inserzioni su eBay) gli appuntamenti di settembre e ottobre sono saltati! Ma adesso si riparte. Sceneggiature tutte di G. L. Bonelli; disegni di Aurelio "Galep" Galleppini e di Francesco Gamba. Per chi si fosse sintonizzato solo adesso ricordiamo che intorno al 2000 la Sergio Bonelli Editore decise di aprire un proprio sito internet; i ragazzi di "Dime Press - Magazzino bonelliano" furono chiamati a collaborare per redigere le sintetiche schede di ogni albo arretrato di ogni serie della casa editrice: c'è ancora traccia di questa sinergia nella pagina "Staff del sito". Il sottoscritto si occupò delle schede di "Tex Gigante" (redatte fino al n. 477 del mensile, del luglio 2000) e di tutte le collane "collaterali" (sempre fino al luglio 200); questi elaborati, quando il sito, molti anni dopo, fu ampliato e rinnovato, furono radicalmente rimaneggiati. Da oggi, qui su "Dime Web", potrete leggere la versione originale di quelle schede, che pubblicheremo cinque alla volta.



ottobre 1963

Tex Gigante n° 36

IL VILLAGGIO FANTASMA

Copertina: Aurelio Galleppini


In questo albo:

Da pag. 3 a pag. 45

Attentato a Montezuma

Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli

Disegni: Aurelio Galleppini


Da pag. 45 a pag. 130

Incidente a Fullertown

Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli

Disegni: Aurelio Galleppini


Gordon, in continuo dissidio con la complice Stella, tenta in ogni modo di liberarsi dei Rangers… Impresa vana! Il suo saloon, il Golden Nugget di Montezuma, viene scardinato a calci e pugni da Pat Mac Ryan: per salvare la pelle il gaglioffo si arrende e spiffera l’inghippo montato dalla Transpacific contro la Kansas Pacific. Sulla via del ritorno Dinamite si azzoppa e Tex fa tappa forzata a Fullertown, città caduta in mano alla famiglia Brenton, rancheri e ladri di bestiame che si accaniscono contro gli allevamenti di Charlie Prescott. Willer interviene con travestimenti e incursioni…




novembre 1963

Tex Gigante n° 37

FALSA ACCUSA!

Copertina: Aurelio Galleppini


In questo albo:


Da pag. 3 a pag. 56

Incidente a Fullertown

Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli

Disegni: Aurelio Galleppini


Da pag. 56 a pag. 109

La regina dei fuorilegge

Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli

Disegni: Francesco Gamba


Da pag. 109 a pag. 130

L’asso di picche

Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli

Disegni: Aurelio Galleppini


Fine dei Brenton! L’ultimo di loro viene pizzicato a Forte Reno nel tentativo di piazzare cavalli rubati all’esercito. Mesi dopo, sul Pecos, Tex viene alle mani con la gang di Lily Bent, la Regina di Picche; e con quella carta da gioco i suoi sgherri si presentano a taglieggiare i cowboy della zona. Scartata la Regina tocca all’Asso di Picche: è l’irridente firma di una mano omicida che sta facendo fuori i pinkertoniani di scorta sul Mississippi ai battelli della Blue Star infestati dai giocatori professionisti. I pards vengono incaricati da Mac Parland di disfarsi degli infami gamblers…



dicembre 1963

Tex Gigante n° 38

SABBIE MOBILI

Copertina: Aurelio Galleppini


In questo albo:


Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli

Disegni: Aurelio Galleppini


Per stroncare la cricca di spennapolli che appesta i battelli della Blue Star, Tex sfida il capoclan - Tom Milton, l’Asso di Picche – proprio nel covo di New Orleans! I tentativi di sbarazzarsi dei pards cadono nel vuoto… I Rangers vengono sequestrati e fatti colare a picco su un natante, sono accolti a revolverate... Niente da fare! Il boss si rintana nelle paludi e per vendetta fa rapire Lily Dorsey, una pupa da lui soggiogata che aveva trovato il coraggio di rivelare le malefatte della gang a Tex. Milton perde la partita decisiva e sprofonda nella sabbie mobili! Ora vale meno del Due di Picche…



gennaio 1964

Tex Gigante n° 39

LA GOLA DELLA MORTE

Copertina: Aurelio Galleppini


In questo albo:


Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli

Disegni: Aurelio Galleppini


Kit Willer è stato rapito sulla Mesa degli Scheletri! E durante le ricerche del sequestrato scompare anche Carson! Quale oscuro significato nasconde il monile con la lettera “M” scovato sul luogo della sparizione di Piccolo Falco? Chi guida con pugno di ferro la perduta tribù indiana degli Hualpai? Chi si nasconde nell’orrido tempio che ha come ingresso le fauci spalancate di un demonio di pietra? Chi padroneggia magia nera, ipnotismo, proiezione astrale con diabolica perfezione? Chi è l’antico nemico di Tex che riemerge dalle nebbie di un lontano passato? Un solo nome: Mefisto!



febbraio 1964

Tex Gigante n° 40

IL PONTE TRAGICO

Copertina: Aurelio Galleppini


In questo albo:


Da pag. 3 a pag. 120

La Mesa degli Scheletri

Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli

Disegni: Aurelio Galleppini


Da pag. 120 a pag. 130

Sulla frontiera del Nevada

Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli

Disegni: Francesco Gamba


Gli Hualpai di Mefisto affrontano i Navajos guidati da Tex e Tiger Jack… E il demoniaco mago ha due alleati d’eccezione: Kit Willer e Carson, mesmerizzati e soggiogati! Quando Tex irrompe nel suo covo Mefisto fugge seguito dai due allucinati pards, facendo esplodere tutto. Mesi dopo, spacciandosi per il Dr. Atanas, il perfido mago riappare e denuncia Kit e Carson dopo averli trasformati con l’ipnosi in rapinatori di banche! L’incanto cade quando Mefisto, sotto i colpi di Tex, precipita in un burrone… E’ finita? Intanto, a Diamondville, una folla esagitata sta per impiccare un innocente…


Francesco Manetti

N.B. Trovate i link alle altre puntate della Cronologia di Tex su Cronologie & Index!

WILLER COMIC

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4619 del 1° Ottobre 2020, a pagina 11, all'interno delle "Parole crociate",  c'è una citazione bonelliana, in quanto si chiede al 14 orizzontale: il Willer dei fumetti.



N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

lunedì 2 novembre 2020

CREEPSHOW DI STEPHEN KING E BERNIE WRIGHTSON: LA PRIMA EDIZIONE ITALIANA ARRIVA CON "SOLI" 38 ANNI DI RITARDO!

di Francesco Manetti

Quando si dice "essere in leggero ritardo": quasi quaranta anni per poter leggere la traduzione in italiano di un classico del fumetto americano degli Ottanta!

Il film

Locandina originale americana (1982)

Locandina originale italiana (1983)

Nel novembre del 1982 uscì negli USA il film horror a episodi Creepshow, diretto dal "re degli zombi" George Romero su sceneggiature originali di Stephen King; in Italia arrivò 11 mesi dopo. Gli episodi erano cinque, con un'introduzione, con i titoli di testa realizzati in parte in animazione, e un epilogo; il protagonista del prologo e del finale, il bambino Billy a cui il padre impedisce di leggere un fumetto horror in stile EC Comics e per questo rimane vittima del voodoo operato dal figlio, era interpretato da Joseph "Joe" King, figlio di Stephen, che tempo dopo sarebbe diventato a sua volta un apprezzato scrittore horror (e sceneggiatore televisivo) con lo pseudonimo di Joe Hill.


Collage di fotogrammi dai titoli di testa realizzati in animazione




Sopra e sotto: Joe King e Stephen King, figlio e padre, interpretano Billy e Jordy Verrill in Creepshow



Due degli episodi erano tratti da racconti pubblicati negli anni Settanta da Stephen King: La morte solitaria di Jordy Verrill, ripresa da Weed, e La cassa, il cui racconto di riferimento si intitolava The Crate; gli altri tre episodi si basavano su soggetti originali. Nel film Jordy Verrill è interpretato da uno straordinario Stephen King.


Il fumetto

Nel luglio del 1982 era intanto uscito per Plume il fumetto di Creepshow, sceneggiato da Stephen King e illustrato da Bernie Wrightson; i colori erano di Michel Robinson Wrightson, moglie di Bernie. Accattivante la copertina di Jack Kamen; sulla cover vediamo il personaggio di Creep (che presenta ogni episodio secondo l'uso dei classici fumetti horror americani degli anni '50 e '60 e che nella versione italiana viene chiamato Zio Creepy) e il bambino Billy che legge il fumetto; interessante notare le locandine cinematografiche appese nella cameretta del ragazzo; si tratta di Dawn of the Dead (Zombi del 1978, diretto da Romero e da lui sceneggiato, con la collaborazione di Dario Argento), The Shining (film del 1980, realizzato da Kubrick ispirandosi all'omonimo libro di King) e Carrie (il film che De Palma diresse nel 1976, basandosi sull'opera letteraria di King). Il fumetto, che si ispira come stile e linguaggio narrativo agli EC Comics di 30 anni prima, doveva servire a lanciare il film e a far capire ai futuri spettatori a quale narrativa per immagini il film si ispirava; non per niente in copertina appariva uno "strillo" che preannunciava il film in arrivo a novembre (Now a very scary movie - screenplay by Stephen King - produced by Richard P. Rubinstein - directed by George A. Romero). Nel 2017 l'editore newyorkese Simon & Schuster ha licenziato una ristampa che differisce dalla prima edizione di 35 anni addietro soprattutto nella quarta di copertina.



Sopra e sotto: copertina e quarta di copertina della prima edizione USA del 1982



Sopra e sotto: copertina e quarta di copertina dell'edizione americana del 2017



Per avere una traduzione italiana gli appassionati hanno invece dovuto pazientare fino all'ottobre del 2020, quando è uscito per Mondadori, nella collana "Oscar Ink", il tanto atteso Creepshow. La "confezione" è sicuramente accattivante: copertina rigida con finti difetti, graffi, strappi e altro, che danno alla pubblicazione un gustoso aspetto "vissuto": si tratta di una sorta di rimprovero per il troppo tempo passato dal 1982. Le tavole sono leggermente più piccole rispetto all'originale USA, ma la stampa dell'edizione Mondadori è sicuramente migliore rispetto a quella americana del 2017. Il logo del titolo è diverso da quello classico del film e del fumetto originale. Da notare che dei quattro autori del fumetto e dei due del film solo Stephen King è ancora vivente (e menomale!): Jack Kamen è morto nel 2009, Michele R. Wrightson nel 2015, Bernie Wrightson e George Romero nel 2017.
Quanto ai contenuti e alle differenze tra libro e pellicola, il fumetto non ha l'introduzione, i titoli animati e l'epilogo presenti nel film; per il resto le opere sono identiche, mutatis mutandis.


Brochure promozionale americana pubblicata per il lancio del fumetto nel 1982



Lista e sintesi degli episodi del fumetto
(negli USA i titoli sono identici nel fumetto e nel film; nella versione cinetografica gli episodi 2 e 3 sono invertiti; per quanto riguarda le immagini abbiamo abbinato una tavola del fumetto a un fotogramma dell'episodio cinematografico corrispondente)

1) Father's Day (La festa del papà)
L'autoritario padre di una ricca famiglia di criminali viene ucciso dalla figlia psicopatica e ubriacona; quando la donna si ferma al cimitero risorge come zombi, la uccide, le mozza la testa e ne fa una torta per la festa del papà.





2) The Lonesome Death of Jordy Verrill (La morte solitaria di Jordy Verrill)
Un meteorite cade vicino a una fattoria; il contadino che lo avvista e lo raccoglie viene infettato da una sorta di pianta parassita che gli si attacca al corpo irrimediabilmente; per sfuggire a un destino peggiore si suicida con un colpo di fucile alla testa; da notare che Wrightson disegna il mostro verde come il "suo" Swamp Thing.





3) The Crate (La cassa)
Nei sotterranei di un college viene rinvenuta un'antica cassa di legno che contiene un mostro feroce, una sorta di piccola scimmia assassina capace di divorare un essere umano in pochi minuti.





4) Something to Tide you over (Di mare in peggio - nella versione italiana del film l'episodio si intitolava Alta marea)
Un uomo di vendica della moglie fedifraga e dell'amante di lei seppellendoli in riva al mare nella sabbia fino al collo per ucciderli con l'arrivo della marea; grazie a due telecamere e due televisori i poveretti potranno vedere l'uno la morte dell'altra; risorgono però come zombi e uccidono il loro assassino con lo stesso sistema.





5) They're Creeping up on You (Ti infestanonella versione italiana del film l'episodio si intitolava Strisciano su di te)
Un riccone ipocondriaco vive in una casa completamente isolata e asettica; il suo ambiente verrà comunque invaso dagli scarafaggi e da quegli insetti divorato.







Sopra e sotto: copertina e quarta di copertina della prima edizione italiana (2020)



Stephen King & Bernie Wrightson
CREEPSHOW
64 pagine
€ 18,00
Mondadori - Oscar Ink
Verona, ottobre 2020


Francesco Manetti

N.B. Trovate i link alle altre novità in Interviste & News. I link "letterari" sono nella Biblioteca di Altrove. I link kinghiani sono invece in Lovecraftiana & Kinghiana.