domenica 7 settembre 2014

FASCISMO, CARTOONING DISNEYANO E PUBBLICITA': BIANCANEVE E LA ELAH

di Francesco Manetti

NOTA: Tutto il materiale illustrativo pubblicato in questo post è di proprietà della WALT DISNEY PRODUCTIONS e degli altri aventi diritto ed è qui riprodotto ai soli fini di studio, documentazione e identificazione.
Alla fine del 2012, quando Dime Web muoveva i suoi primi passi in Rete, pubblicammo un intervento dedicato al rapporto tra Fascismo e fumetto - una sorta di recensione ampliata del libro Eccetto Topolino della NPE. Nello straordinario volume di Gadducci, Gori & Lama - indispensabile per ogni appassionato di storia editoriale del comic e fondamentale per capire come è nata la grande scuola del fumetto avventuroso italico - c'è un capitolo intitolato L'affaire Topolino. Riportiamo più sotto un significativo passaggio.

Biancaneve a fumetti in Italia. API, settembre 1938

I cortometraggi di Topolino e delle Sinfonie Allegre, dal 1935 girati interamente in technicolor, sono un autentico fenomeno di costume intergenerazionale che coinvolge trasversalmente tutto il mondo culturale e politico. Mondadori si incarica di organizzare i Pomeriggi Disney presso i cinematografi delle principali città e collabora a varie iniziative pubblicitarie di importanti ditte, in accordo con la Disney Italia: è il caso di una memorabile raccolta di figurine Elah del 1936-37. L'infatuazione collettiva culmina nel 1938 con la prima italiana del film Biancaneve e i sette nani, presentato a Venezia e del quale si occupano estesamente i periodici specializzati, e non solo. Il lungometraggio animato, il primo a essere riconosciuto come tale, ha un'esposizione mediatica mai registrata prima e una unanime fortuna critica. E' determinante anche il supporto dell'omonima serie a fumetti, autori Merrill de Maris, Hank Porter, Bob Grant, pubblicata su Topolino.


Gli otto Albi di Biancaneve e i sette nani del 1938 (API, fiabe illustrate).

Dopo le "inique sanzioni" del 1935 contro l'Italia i rapporti fra Washington e Roma erano andati via via deteriorandosi - e questo si rifletteva anche sulla pubblicazione dei fumetti e la distribuzione dei cartoni animati d'importazione, tanto che nell'estate del 1938 scomparverso dalle collane per ragazzi nostrane tutte le storie d'Oltreoceano. La produzione Disney fu un'eccezione (si dice per volontà dello stesso Mussolini su "pressione" dei suoi figli) e resistette bene nello Stivale fino al1a fondazione dell'Asse nel 1940, proseguendo poi con molte difficoltà fino allo stop totale del 1941 (entrata in guerra dell'Italia). Pinocchio, il secondo lungometraggio Disney, uscì nel febbraio del 1940, ma nel Belpaese pellicola e adattamento a strisce furono fruibili solo a partire dal 1946, inizialmente per questioni legate ai diritti d'autore (gli eredi di Collodi posero dei veti) e poi per i combattimenti. Biancaneve (la cui prima cinematografica è del dicembre 1938) non ebbe però problemi fino all'inizio del conflitto e circolò fino all'ultimo tutto il merchandising collegato, dunque anche le pubblicità delle caramelle Elah, la ditta dolciaria che aveva anche i diritti per le figurine. Precisiamo che la "raccolta" citata nel brano di Eccetto Topolino non è quella di Biancaneve, che si compone di 50 pezzi e che fu distribuita fra il 1939 e il 1940 (qua sotto ve ne presentiamo alcune).



















Il rapporto Elah/Disney continuò nei decenni successivi: ricordiamo le banconote della Bank of paperopoli degli anni '60/'70 allegate alle chewing-gum (quella con Paperone faceva vincere un'altra confezione di gomme). Infine, e siamo addirittura negli anni '80 e '90), la Elah scelse nuovamente il personaggio di Biancaneve dei Fratelli Grimm - stavolta in versione non disneyana - per la serie di audiocassette Il Cantastorie che potevano essere vinte acquistando i suoi prodotti alimentari.


Le figurine delle chewing-gum Elah (anni '60/'70)

Le audiocassette Elah degli anni '80/'90 (a dx Biancaneve)

Disney e non Disney... A tal proposito abbiamo scovato due annunci commerciali apparsi sul settimanale Tempo nell'aprile 1940 (questi sono collegati a un concorso radiofonico, ma ne esistono anche del 1939) e ve li riproduciamo subito sotto. Da notare come non venga menzionata in alcun modo la Walt Disney Productions (o le "Creazioni Walt E. Disney S.A.I.", come veniva indicato allora) ma si parli solo di "Ufficio Propaganda Elah". La pubblicità più grande (IV di copertina) è firmata Vegni. In questo periodo Tempo pubblicava numerosi servizi fotografici sulle vittoriose imprese militari dell'alleato germanico. Ma vi apparivano anche articoli di tono non ancora negativo dedicati agli USA, come, per esempio, una visita agli acquari e alle vasche per cetacei di Marineland in Florida, uno dei primi parchi tematici negli USA - antesignano di Disneyland! - inaugurato nel 1938 e ancora oggi in attività con recenti rilanci e ristrutturazioni dopo anni di declino.


Dal settimanale Tempo, anno IV, n. 47, 18 aprile 1940 - A. XVIII E.F. (quarta di copertina)


Particolare da Tempo, anno IV, n. 45, 4 aprile 1940 - A. XVIII E.F. (pag. 3)

Infine, qua sotto, altre similari pubblictà Elah/Biancaneve Disney apparse su Tempo nel 1939.




Francesco Manetti

N.B. trovate i link agli altri interventi extrabonelliani sulla pagina delle Cronologie & Index!

sabato 6 settembre 2014

VOCI DALLA TRINACRIA!

di Francesco Manetti

Nel dicembre 2013 la Fondazione Marco Montalbano (con sede a Viagrande, in provincia di Catania) ha pubblicato il n. 1 dei Quaderni - albo informativo collegato a una mostra espositiva. L'argomento di questa uscita di debutto è di particolare interesse - soprattutto per il sottoscritto, interessato (da sempre, ma in particolar modo nell'ultimo periodo) al rapporto fra fumetto e guerra, fumetto e propaganda bellica, fumetto e Fascismo, fumetto e Nazionalsocialismo, etc. Il titolo la dice tutta. I fumetti nella bufera della 2a Guerra Mondiale. L'autore è Bruno Caporlingua, grande esperto in materia. E' un vero è proprio trattato, questo succoso fascicolo a colori e in b/n. Si parte dal periodo che intercorre fra i due conflitti globali (anni '20 e '30), caratterizzato in Italia dalle pubblicazioni dell'Era Fascista, e si giunge agli anni delle battaglie, allargando lo sguardo ben oltre i confini nazionali - in Francia, in Gran Bretagna e negli USA; ci accorgiamo così che ogni nazione "inquadrava" i personaggi del fumetto autoctono, facendoli idealmente combattere per sostenere lo sforzo militare dei propri uomini in divisa. Il curatore dell'opera, indispensabile, è il nostro amico e collaboratore Marco Grasso!




Volevamo poi segnalarvi L'incanto del segno, catalogo di un'esposizione catanese tenutasi nel giugno 2013 presso il Centro Fieristico Le Ciminiere e dedicata all'universo fumettistico e illustrativo di Sergio Toppi, il grande maestro del comic italiano (e incidentalmente bonelliano) scomparso nel 2012. Il corposo volume - curato e introdotto dal nostro "Markfat" Grasso per Etna Comics e arricchito dall'intervento di Caporlingua - vanta interventi (scritti e disegnati) di Laura Battaglia, Gianni Brunoro, Claudio Bertieri, Moreno Burattini, Alfredo Castelli, Luigi Marcianò, Fabio Celoni, Vittoria Cerani, Gianluigi Colin, Aldo Di Gennaro, Stefano Gorla, Michel Jans, Mino Milani, Luca Salvagno, eduardo Simone, Sergio Zaniboni... E' presente una storia completa di Toppi, Verrà Orlando; chiudono il tomo numerosi omaggi pittorici di straordinari autori siciliani.



Fondazione Marco Montalbano
Quaderni n. 1
I FUMETTI NELLA BUFERA DELLA 2a GUERRA MONDIALE
di Bruno Caporlingua e Claudio Chillemi
a cura di Margo Grasso
pagg. 36 - s.i.p.

Etna Comics e altri
SERGIO TOPPI - L'INCANTO DEL SEGNO
AA.VV.
a cura di Marco Grasso
pagg. 170 - € 25,00


Francesco Manetti

CURIOSITA' DA FRANCO LANA!

Il nostro amico e collaboratore Franco Lana ci invia alcune curiosità - fumettistiche e non - accompagnandole con queste righe vergate di suo pugno: Vi invio un'altro folle trittico! Il disegno che mi ha dedicato il grande Scott McCloud a Torino Comics, qualche anno fa, una simpatica caricatura di autore ignoto (non ricordo il suo nome) e la foto con la mitica Paola Turci! (s.c. & f.m.)






N.B. trovate i link alle altre incursioni extrabonelli in Cronologie & Index!

giovedì 4 settembre 2014

THE DARK SIDE OF TEX! "E": ENDICOTT, MARTIN!

di Massimo Capalbo
 
Giunti al quinto appuntamento con la nostra orrorifica enciclopedia dei "mostri texiani" The Dark Side of Tex, vi intratteniamo stavolta con una sola, ma interessantissima voce.  Ricordiamo nuovamente che questo è il terzo dizionario bonelliano realizzato da Massimo "Max" Capalbo per Dime Web - vocabolario che viene pubblicato in contemporanea all'Atlante di Mister No e agli Zagor Monsters. Questo gruppo di ricerche filologiche su tre fra i più importanti personaggi della SBE (quelli sui quali più forte è l'impronta nolittiana) saranno essenziali per ogni futuro, similare intervento sulla produzione di Via Buonarroti.
Rammentiamo che tra gli altri parla in Rete del nostro lavoro - definendolo "fantastico ed erculeo" - anche il prestigioso sito portoghese di esperti bonelliani Tex Willer Blog: l'articolo dedicato a Dime Web si intitola Il lato oscuro di Tex. Ringraziamo di nuovo per l'attenzione l'animatore del sito Zeca (e tutta la sua gang di appassionati lusitani), blog che ospita in traduzione anche i nostri articoli annuali di Diamo i numeri!
Ribadiamo infine che le illustrazioni che precedono le voci sono sempre inserite autonomamente dalla "redazione": Saverio & Francesco (ma soprattutto il secondo... ehm... ehm...) stavolta hanno fatto le cose "sul serio", scegliendo per sdrammatizzare alcune gustose parodie texiane; le altre immagini sono invece state scelte dallo stesso Max! (s.c & f.m.)


(c) Disney

LEGENDA 
  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi del protagonista della serie, TEX, e quelli dei suoi pards – KIT CARSONTIGER JACKKIT WILLER - che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Atlante di Tex). 
  • Con l’unica eccezione di TÉNÈBRES, RAPHAEL, i personaggi dalla doppia identità sono stati indicati con la loro identità fittizia piuttosto che con il nome vero (ad es.:TAGLIATORE DI TESTE invece che BARRERA, JUANSVENTRATORE invece che BARLOW, SALLY).
  • Alcuni personaggi sono stati indicati con il soprannome piuttosto che con il nome vero (ad es.: COLORADO BELLE invece che MORROW, ALICEEL MORISCO invece che JAMAL, AHMED). Riguardo al citato EL MORISCO, la voce a lui dedicata è stata inserita sotto l’iniziale del soprannome vero e proprio – quindi la M -, invece che sotto la E, cioè l’iniziale dell’articolo. 
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostrotitolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 265-268 viene indicata con il titolo del n. 267, Tex contro Yama, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a L’ombra di Mefisto (n. 265), La strega (n. 266) e I Figli del Sole (n. 268).

    (C) Disney
Nota sui collegamenti ipertestuali

The Dark Side of Tex è un "lavoro in corso" che si svilupperà nei prossimi mesi, abbracciando numerosi post - uno per ogni lettera dell'alfabeto - fino ad arrivare alla conclusione.
I collegamenti ipertestuali fra le varie voci non saranno dunque possibili tutti e subito... e vi spieghiamo subito perché!
Collegheremo con link diretti ogni riferimento ad altre voci dell'opera partendo necessariamente dalle voci già apparse.
Ci preme dunque ribadire e sottolineare che, non essendo possibile creare link a post futuri, ricostruiremo tutti i link a ritroso solo quando sarà possibile. I link saranno però sempre e soltanto fra URL diverse e non all'interno di uno stesso post. Vorrete perdonarci (e segnalarci!) eventuali errori e omissioni! I link - essendo come abbiamo detto sopra fra URL diverse - porteranno sempre e comunque all'inizio di un altro post e non esattamente alla voce di riferimento.
Per facilitare fin dall'inizio l'uso dell'opera, abbiamo creato una pagina apposita di collegamenti alle varie voci, alla quale potete accedere dovunque siate, andando sotto al logo Dime Web: anche in questo caso il link vi porterà al post giusto, scorrendo il quale troverete in un attimo la voce cercata!


Una curiosità: Leomacs autore di questa cover, tredici anni dopo è entrato a far parte dello staff dei disegnatori di Tex


E
ENDICOTT, MARTIN



ENDICOTT, MARTIN

Compare ne L’uccisore di indiani (C. Nizzi [sog.&scen.] – A. Venturi [dis.], Almanacco del West 1996) ed è il giovane medico di Ponderosa, un villaggio del Nuovo Messico poco distante dalla riserva degli Apache Jicarilla. Impazzito dopo che una banda di predoni Apache gli ha stuprato e ucciso la moglie (incinta al settimo mese) e ha scalpato lui vivo, Martin diventa un implacabile assassino seriale, uccidendo e scotennando nei due anni successivi alla tragedia una ventina di indiani.


Almanacco del West 1996 (n. 3), gennaio 1996. Disegno di Villa
L’assassino scotenna una delle sue vittime – Almanacco del West 1996, p. 42


In visita alla suddetta riserva, TEX e CARSON vengono a sapere dal capo Lontra Gialla dell’esistenza di questo misterioso uccisore di Apache e, per porre fine ai suoi delitti, giungono a Ponderosa, dove si scontrano subito – nel saloon-albergo del paese - con due balordi, Ross e Stowell. Costoro lavorano alle dipendenze del signor Endicott, padre di Martin e proprietario dell’unica miniera della zona. Autentico padrone di Ponderosa, Endicott senior ordina a Ross e Stowell di lasciare il saloon e fa la conoscenza dei due ranger, i quali gli spiegano il motivo del loro arrivo in paese. Endicott senior dice ai Nostri che stanno sprecando il loro tempo, visto che, secondo lui, nessun abitante del posto può essere lo scotennatore di indiani. Tuttavia, quella notte, un misterioso individuo – che si scoprirà essere il reverendo Lonegan, l’ex e ormai alcolizzato pastore del paese - si mette in contatto con TEX e CARSON, inviandogli un messaggio. I due pards lo raggiungono sotto la tettoia della stalla, e Lonegan dice loro di aver visto in faccia l’assassino e di aver scritto la verità nel suo testamento spirituale.

Tex stringe la mano al dottor Endicott, ignaro che questi è l’uccisore degli Apache - Almanacco del West 1996, p. 85

Tex è costretto a uccidere lo scotennatore - Almanacco del West 1996, p. 115


TEX insiste affinché Lonegan gli dica subito il nome, ma proprio quando il reverendo sta per rivelarglielo, qualcuno lo uccide, sparandogli alla schiena. I due ranger si gettano all’inseguimento del killer, il quale altri non è che Stowell. Non riescono però ad acciuffarlo a causa dell’intervento del suo complice Ross, il quale spunta all’improvviso e spara contro di loro. TEX viene ferito al braccio sinistro, ma riesce comunque ad ammazzare il suo avversario. La sparatoria fa accorrere sul posto Endicott senior e i suoi uomini. Vedendo TEX ferito, Endicott conduce lui e CARSON dal medico di Ponderosa, cioè suo figlio Martin. Questi ricuce la ferita del ranger, il quale nemmeno lontanamente immagina di trovarsi di fronte allo spietato assassino cui sta dando la caccia. TEX, infatti, sospetta proprio di Stowell, e il giorno seguente chiede a Endicott senior di accompagnare lui e CARSON nell’abitazione del fuggiasco, una baracca che si trova ai margini del bosco. Poiché TEX tiene il braccio al collo, CARSON si mette a rovistare da solo ogni angolo della baracca e trova, in una cassa, diversi scalpi indiani legati assieme con una cordicella. A questo colpo di scena, che pare inchiodare in modo definitivo Stowell, ne segue un altro: i pards e Endicott sono appena usciti dalla baracca che gli uomini di quest’ultimo spuntano dal bosco dicendo di aver trovato il fuggiasco, o meglio: il suo cadavere. Stowell, infatti, è stato ucciso e pure scalpato, e secondo Endicott senior sono stati gli Apache a farlo: Occhio per occhio, dente per dente. Gli indiani lo hanno ripagato della stessa moneta.

Tex e Carson scoprono il tragico segreto di Endicott - Almanacco del West 1996, p. 117

Endicott senior racconta ai due ranger l’episodio che ha causato la pazzia del figlio - Almanacco del West 1996, p. 122


Tuttavia TEX, pur essendo convinto, fino a un momento prima, della colpevolezza di Stowell, sente che c’è qualcosa che non quadra. Ritornato in albergo con CARSON, TEX dice a questi che, secondo lui, qualcuno ha manovrato Ross e Stowell e li ha usati come capri espiatori. Il ranger si ricorda poi del riferimento di Lonegan al suo testamento spirituale, e, qualche ora dopo, quando è ormai scesa la notte e sul paese si è scatenato un violento temporale, lui e il suo pard penetrano nella casa del povero reverendo. Dopo una breve ricerca, trovano il suddetto testamento, dove scoprono la vera, insospettabile identità dello scotennatore. Usciti dalla casa di Lonegan, i Nostri notano un cavaliere che sta lasciando al galoppo il paese. Avendo intuito che si tratta dell’assassino, i due seguono le sue tracce, che portano a una capanna isolata dove vive un Apache. Lo psicopatico si accinge ad ammazzare l’indiano, ma TEX, con un colpo di pistola, gli fa saltare il pugnale dalla mano. Con l’altra mano, l’assassino estrae la pistola, costringendo il ranger a ucciderlo.

L’ultimo atto della tragedia: il suicidio di Endicott senior - Almanacco del West 1996, p. 126


TEX gli toglie poi il cappello, trovando conferma di quanto scritto da Lonegan: l’uccisore di indiani è proprio il dottor Martin Endicott. Scopre inoltre che questi portava una parrucca, perché era stato per l’appunto scalpato. I due pards riportano il cadavere di Martin da suo padre, che racconta loro il tragico episodio che aveva causato la follia omicida del figlio. Endicott senior confessa anche di aver ordinato lui a Ross e Stowell di uccidere Lonegan (sospettava infatti che costui sapesse qualcosa) e di aver non solo ammazzato e scotennato egli stesso Stowell, ma pure nascosto nella sua baracca gli scalpi (che in realtà erano i feticci di Martin), in modo da far credere che fosse l’assassino. Alla fine, Endicott chiede ai due ranger di poter dare un ultimo saluto a Martin. Fate pure gli risponde TEX, non sospettando quali siano le vere intenzioni dell’uomo. Questi vuole infatti sottrarsi alla vergogna dell’arresto, e, una volta entrato nella stanza dove giace il corpo del figlio, prende una pistola, tenuta in un cassetto, e si spara alla tempia. La mattina dopo, terminati i funerali di Endicott padre e figlio, i due pards lasciano Ponderosa.

Copertina del n. 6 della quinta edizione di Kinowa (Dardo Editore, 1976)


Curiosità: Martin Endicott richiama subito alla mente Kinowa, il più famoso scalpato vivo del fumetto italiano. Creato nel 1950 dallo sceneggiatore Andrea Lavezzolo e dal trio EsseGesse (composto dai disegnatori e sceneggiatori torinesi Pietro Sartoris, Dario Guzzon e Giovanni Sinchetto) per l’Editoriale Dardo, Sam Boyle alias Kinowa – che cela il suo volto sotto una maschera demoniaca - è un implacabile massacratore di pellerossa, divenuto tale dopo che i Pawnee, oltre ad averlo scotennato, gli hanno ucciso la moglie e il figlioletto. Endicott ricorda, inoltre, due memorabili villains della saga di Zagor, anch’essi acerrimi nemici degli indiani: Ben Stevens alias il Re delle Aquile, il quale è un altro scalpato vivo; Jan Siegel alias l’Avvoltoio, che, per vendicare la morte dei suoi famigliari, uccide le donne e i bambini della tribù Honiasont. Al pari di Endicott, l’Avvoltoio compie i suoi delitti di notte e indossa un lungo mantello e un cappellaccio.


Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre lettere di The Dark Side of Tex andando sul Navigatore!

L'ESTATE STA FINENDO E... CONTINUIAMO A PRENDERLO NEL BAUGIGI! by PIERI & FERRETTI!

Eccovi le nuovissime tavole del Baugigi di Pieri & Ferretti, la 14a e la 15a, per allietarvi al ritorno dalle ferie... più zuppe del millennio! (s.c. & f.m.)




N.B. Trovate i link alle altre puntate del Baugigi su Cronologie & Index!

THE OLD BOY OF ENIGMAS!

Bonelli news

Il nostro amico e collaboratore Filippo Pieri ci invia due nuove segnalazioni dal mondo delle parole crociate. La prima è dalla Settimana Enigmistica n. 4301 del 28 Agosto 2014, dove, a pag. 17 c'è il Critto-Testo, la cui lettera E recita: il personaggio dei fumetti noto come l'Indagatore dell'Incubo. Con la seconda facciamo un passo indietro di 10 anni, con la Settimana Enigmistica n. 3765, dove, a pag. 41, troviamo un cruciverba il cui 39 orizzontale dice: il Dylan dei fumetti. (s.c. & f.m.)





N.B. Trovate le altre bnovità bonelliane in Interviste & News!

DUECENTOMILA CONTATTI! SAVERIO & FRANCESCO RINGRAZIANO TUTTI I LETTORI E I COLLABORATORI!


Il 2 settembre 2014, quindici giorni prima del suo secondo compleanno, Dime Web raggiunge un altro, importantissimo traguardo, superando i duecentomila contatti!




Eccovi alcuni dati e curiosità statistiche (aggiornamento al 2 settembre):

- 419 post pubblicati
- 25 firme di collaboratori
- circa 300 visite giornaliere di media dall'apertura del sito
- quasi 400 visite giornaliere come media attuale
- quasi 5000 visite sul nostro post più "cliccato" di sempre (chiusura di Brendon)
- le visite vengono soprattutto dall'ITALIA; dall'estero il 1° posto spetta agli USA, il 2° al BRASILE e il 3° alla ex-URSS
- ci guardate usando soprattutto FIREFOX su WINDOWS
- ci raggiungete partendo soprattutto da GOOGLE e da FACEBOOK
 



Possiamo fare di più: se tutti i nostri post avessero avute tante visite quanto quello su Brendon adesso avremmo superato 2.000.000 di contatti! Scriveteci (vedi l'apposito modulino nella colonna a destra) per proporvi come nuovi collaboratori!



Saverio Ceri & Francesco Manetti

lunedì 1 settembre 2014

L'ANGOLO DEL BONELLIDE (XI) - I PIONIERI DELLA NUOVA FRANCIA

di Andrea CantuccI

La serie francese "Les Pionniers du Nouveau Monde" ("I Pionieri del Nuovo Mondo") esordì in album nel 1982, pubblicata da Editions Glénat, con testi e disegni di Jean-François Charles. In Italia apparve dal 1988 nella collana "Le Avventure della Storia" della Glénat Italia, in un’edizione a colori fedele all’originale, fino al sesto album, corrispondente alla fine della prima stagione. Se ora sarà infine possibile leggere anche in italiano l’intero ciclo, dobbiamo ringraziare l’Editoriale Cosmo, che, nell’economico formato bonellide in bianco-e-nero della sua testata "West – Fumetti di Frontiera", ne ha ristampata la prima stagione nel 2013 e la sta tuttora proseguendo, alternata ad altre serie. Per chiarire meglio il contesto può servire una premessa storica.

Les Pionniers du Nouveau Monde - Le pilori - tav. 40



La storia...
Le colonie europee del Nord-America nel 1700 erano ancora raggruppate sotto nomi generici che indicavano il paese d’origine, a cui le popolazioni immigrate continuavano a essere soggette, anche se tale possesso a volte era solo sulla carta trattandosi di territori scarsamente abitati, a parte le tribù native che non sapevano neanche che i bianchi si erano già spartiti le loro terre. A sud ovest, dal Messico alla California c’era la Nuova Spagna. A est, tra la costa atlantica e i Monti Appalachi vi era la Nuova Inghilterra, che aveva conquistato anche i territori della Nuova Olanda e della Baia di Hudson a nord. Invece nella parte centro-orientale c’era il vasto territorio della Nuova Francia, che andava dalla costa est del Canada alla zona dei Grandi Laghi e alla Louisiana. Quest’ultima si chiamò così in onore di re Luigi XIV, che aveva dato un notevole impulso alle colonie, e all’epoca si estendeva lungo tutto il corso del Mississippi, tagliando in due gli attuali Stati Uniti.


Samuel De Champlain


La storia delle colonie francesi in America era iniziata con le esplorazioni di Samuel De Champlain, primo luogotenente generale del Canada, che fondò la città di Québec nel 1608 e avviò il commercio delle pellicce, per sfruttare il quale nel 1628 si formò la Compagnia della Nuova Francia. Dal 1625 cominciarono ad arrivare i missionari cattolici, soprattutto gesuiti, e fecero proseliti tra gli indiani Uroni, alleati coi Francesi fin dalla prima esplorazione di Champlain, mentre i loro mortali nemici, gli Irochesi, erano alleati degli Inglesi e ogni tanto torturavano a morte qualche missionario. Nonostante la scarsità di coloni d’origine francese (solo poche migliaia nel 1660), con Luigi XIV il territorio fu dichiarato provincia del regno di Francia con tanto di governatore, naturalmente senza interpellare le tribù native, occupate a scannarsi allegramente tra loro. Ciò portò un incremento dei coloni francesi, che nel 1690 erano oltre diecimila e continuavano ad aumentare.


La Nouvelle Orleans, 1728


In quel periodo però si intensificarono anche i conflitti tra Nuova Francia e Nuova Inghilterra, avvicendandosi a rari momenti di tregua - a seconda delle guerre che in Europa scoppiavano di continuo tra le madrepatrie. I Francesi, coi loro forti, avevano occupato posizioni strategiche che andavano dal porto di Québec, in Canada, a quello di Nouvelle Orléans (l’attuale New Orleans) nel golfo del Messico, e i loro eserciti, inviati dall’Europa, all’inizio erano più potenti di quelli inglesi, perché militarmente più forte era all’epoca la loro madrepatria, almeno sulla terraferma. Purtroppo dopo gli inizi del ‘700, Luigi XIV, distratto dagli svaghi della reggia di Versailles, cominciò a disinteressarsi del destino delle sue esigue colonie d’oltreoceano e la Nuova Inghilterra poté approfittarne, sfruttando anche il grosso vantaggio che le veniva da una popolazione di coloni di gran lunga superiore (poiché il governo inglese permetteva l’emigrazione a tutti e non solo ai cattolici), per cui la posizione della Nuova Francia apparve sempre più disperata e la sua sconfitta inevitabile. Alla metà del ‘700 era ormai chiaro che si trattava di uno scontro impari, tra un milione e mezzo di coloni inglesi e appena settantamila coloni francesi, per di più sparpagliati su un territorio immenso e difficilmente difendibile.


Una classica riduzione a fumetti di The Last of the Mohicans di J. F. Cooper


Nonostante ciò, ci fu un momento in cui i coloni inglesi dovettero spaventarsi, al punto da temere di stare per essere ricacciati verso il mare, come scrive James Fenimore Cooper all’inizio del suo celebre romanzo L’Ultimo dei Moicani, riferendosi alla sconfitta della battaglia di Monongahela, vinta dai Francesi nel 1755 in modo schiacciante e in cui solo pochi superstiti scamparono, grazie al giovane tenente George Washington.


 ...e il fumetto

Anche il primo episodio dei "Pionieri del Nuovo Mondo" si apre mostrando proprio la carneficina di quella battaglia. Il contesto storico è quindi esattamente lo stesso del ciclo di Cooper - con protagonisti l’esploratore Natty Bumppo e il moicano Chingachgook e anche della serie a fumetti Ticonderoga, creata in Argentina nel 1957 da Héctor Oesterheld e Hugo Pratt, traendo il nome del loro eroe dalla località di un’altra sanguinosa battaglia dagli esiti alterni. Le principali differenze sono che, mentre in quelle due saghe il punto di vista era quello degli inglesi, qui i protagonisti sono dei coloni francesi e, benché si tratti sempre di personaggi di fantasia, i riferimenti storici e geografici entro cui si svolgono le loro avventure immaginarie sono qui ancora più curati e precisi, con meticolose ricostruzioni di molti scenari reali e di alcune delle principali battaglie del conflitto. Le prime due stagioni, composte di sei album l’una, coprono il periodo che va dal 1755 al 1761.

Les Pionniers du Nouveau Monde - Le grand dérangement - tav.23


Dal punto di vista visivo l’autore si rifà a un montaggio piuttosto tipico di Pratt, con molte piccole vignette il cui scopo è soprattutto narrare efficacemente la storia, che si aprono qua e là in alcune scene più ampie e minuziose nella descrizione degli ambienti. Date le piccole dimensioni della maggior parte delle inquadrature, l’impostazione stilistica di molti disegni risulta invece abbastanza semplice, ma sempre precisa ed efficace, risentendo a volte anche delle influenze del Milo Manara di Tutto ricominciò con un’estate indiana.
Tale impostazione grafica e narrativa è sostanzialmente mantenuta anche quando, con la seconda stagione, la moglie Maryse affianca Jean-François Charles alle sceneggiature e i disegni passano a Erwin Sels, in arte Ersel, mentre Charles continua sempre a curare personalmente le belle copertine dipinte, che rievocano un po’ lo stile dei quadri dell’epoca in cui la serie è ambientata, costituendone un’ottima introduzione.


Prima stagione

La prima stagione inizia nella città francese di Montréal, da dove Monsieur De La Vallette della Compagnia della Nuova Francia invia suo nipote Benjamin Graindal e il veterano Billy il Bretone nella regione dei Grandi Laghi, per contendere alla compagnia inglese della Baia di Hudson il commercio delle pellicce. Ciò che invece faranno da quel momento sarà invece vivere una serie ininterrotta di avventure, senza più tornare a casa.


West n. 5 / I Pionieri del Nuovo mondo n. 1 - Cosmo, 2013


Innanzitutto gli scontri del loro gruppo con gli Irochesi, scatenati dagli Inglesi contro i coloni della Nuova Francia, prendono un po’ il posto che nell'Ultimo dei Moicani e in Ticonderoga avevano gli scontri con gli Uroni. A James Fenimore Cooper risale anche una certa confusione tra i due tipi di indiani, poiché il malvagio Magua è da lui descritto come un Urone allevato dagli Irochesi e lo scrittore stesso sembra poi confondere le due denominazioni nel suo romanzo più famoso - un tipo di errori che invece non si trovano mai nell’opera di Jean-François Charles. Qui, per esempio, di Uroni ne appaiono giustamente molto pochi, poiché nella realtà storica il grosso di quella tribù era stato sterminato dagli Irochesi cento anni prima, e la maggior parte degli indiani alleati dei Francesi appartengono invece ad altri popoli, come gli Abénaki e soprattutto i Chippewa.
Come nel romanzo di Cooper, non può poi mancare almeno una bella ragazza che si unisca al gruppo e che si manifesta nelle vesti della bionda Louise Dieudonné, in viaggio per raggiungere il padre colonnello, proprio come le sorelle Alice e Cora Munro ne L’Ultimo dei Moicani. Anche in questo caso, cambia solo la nazionalità del colonnello in questione e di sua figlia, ma le affinità della trama si fermano qui. Dopo che Benjamin, Billy e Louise sono stati fatti prigionieri dagli Inglesi e successivamente liberati in modi diversi, i tre si dividono e poi si ritrovano più volte, tra storie d’amore tormentate, provvisorie gelosie e viaggi in terre lontane.

 
West n. 6 / I Pionieri del Nuovo mondo n. 2 - Cosmo, 2013


Intanto incontrano altri personaggi, che si uniscono a loro o di cui diventano nemici: la giovane gentildonna inglese Mary Shirley, dall’indole orgogliosa e vendicativa; la zia di Louise, Julia, un’anziana signora piena di grinta e capace di far fronte a ogni situazione; il gesuita fanatico padre Lamarque, d’aspetto ancor più inquietante per essere stato accecato dagli Irochesi; il vecchio cacciatore un po’ matto Thimoléon, che ricorda un personaggio del film Corvo Rosso non Avrai il mio Scalpo di Sidney Pollack; il grosso e ingenuo indiano senza tribù Bee Bee Gun, che solo zia Julia riesce a intimidire e controllare del tutto; il giovane generale inglese James Wolfe, realmente esistito, che nel 1759 guida la conquista della città di Québec a costo della vita; l’ex-soldato irlandese Neil O’Shea, che perde il braccio sinistro dopo essere rimasto ferito.


Seconda stagione
Nella seconda stagione, mentre l’ambientazione si sposta più a nord, nella valle del Saskatchewan, e anche in Europa, a questi si aggiungono ulteriori protagonisti: l’indiana Piccola Treccia, diventata la compagna di Billy dopo averlo curato; il feroce chippewa Ugly, ancora più violento e spietato dell’urone Magua dell'Ultimo dei Moicani; il trapper francese Nicolas, che per aiutare un amico sfida la severa autorità dei gesuiti; la giovane guerriera cree Grida-nel-Vento, con cui fa amicizia Louise, che ora veste abiti maschili ed è chiamata Piccolo Uomo dagli indiani; il piccolo “spirito della foresta” Khajuraho, le cui origini si perdono in altri continenti; la nobile scozzese Lisa Mac Tavish, che, dopo aver sposato Benjamin giunto via nave in Scozia, guida oltremanica un gruppo di Highlander minacciati dagli Inglesi; il sacerdote padre Casseignes, che analogamente guida una spedizione francese nel Saskatchewan ancora libero dal controllo britannico.

West n. 9 / I Pionieri del Nuovo mondo II n. 1 - Cosmo, 2014

Si tratta decisamente di un’affascinante e appassionante saga corale, a metà tra l’accurata ricostruzione storica e il feuilleton a puntate, di cui i Francesi sono da sempre gli inventori più esperti e gli appassionati più fervidi. Si può notare come l’apporto della moglie di Charles ai testi coincida nel secondo ciclo con un maggior rilievo dato a varie figure femminili particolarmente intraprendenti e decise, anche nel vestirsi da uomini e nel maneggiare le armi, come la francese Louise, l’indiana Grida-nel-Vento e la scozzese Lisa. Nella costante verosimiglianza e fedeltà cronologica degli eventi narrati, in cui anche le avventure più ardite e improbabili diventano plausibili, l’unica cosa che appare sconcertante è come facciano i protagonisti a ritrovarsi sempre, incontrandosi più o meno per caso, viaggiando entro i territori così vasti del Nord-America...


West n. 7 / I Pionieri del Nuovo mondo n. 3 - Cosmo, 2013


I PIONIERI DEL NUOVO MONDO
Prima stagione: dall’episodio 1 al 6
(editi in Francia dal 1982 al 1990)
Testi e disegni: Jean-François Charles
su
WEST – FUMETTI DI FRONTIERA n°5/7
Collana: Cosmo Serie Gialla n°11/13
Formato: 96 pag. in bianco e nero
Editore: Cosmo
Date di uscita: Agosto/Ottobre 2013
Prezzo: € 2,90 l’uno

West n. 10 / I Pionieri del Nuovo mondo II n. 2 - Cosmo, 2014


I PIONIERI DEL NUOVO MONDO
Seconda stagione: dall’episodio 7 al 12
(editi in Francia dal 1994 al 1999)
Testi: Jean-François e Maryse Charles
Disegni: Erwin Sels (Ersel)
su
WEST – FUMETTI DI FRONTIERA n°9/11
Collana: Cosmo Serie Gialla n°18/20
Formato: 96 pag. in bianco e nero
Editore: Cosmo
Date di uscita: Marzo/Maggio 2014
Prezzo: € 2,90 il n°9 e € 3,00 gli altri


West n. 11 / I Pionieri del Nuovo mondo II n. 3 - Cosmo, 2014


I PIONIERI DEL NUOVO MONDO
Terza stagione
Testi: Jean-François e Maryse Charles
Disegni: Erwin Sels (Ersel)
su
WEST – FUMETTI DI FRONTIERA dal n°15
Collana: Cosmo Serie Gialla dal n°24
Formato: 96 pag. in bianco e nero
Editore: Cosmo
Data di uscita: dal Settembre 2014
Prezzo: € 3,00 l’uno


Andrea Cantucci

N.B. trovate i link alle altre puntate dell'Angolo del Bonellide andan do su Cronologie & Index!

NON DORMIRE QUESTA NOTTE, by ALESSIA BOGDANICH!

Il nostro amico e collaboratore Franco Lana ci segnala la fumettista Alessia Bogdanich, inviandoci un suo lavoro in tre tavole, Non dormire questa notte, che noi senz'altro pubblichiamo - nello spirito di Collezionare e vista anche l'eccezionale qualità del disegno e della sceneggiatura! (s.c. & f.m.)



N.B. trovate i link alle altre incursioni fumettistiche extrabonelliane in Cronologie & Index!