sabato 23 settembre 2017

FAKE COVERS 11: SUPERMAN VS. THE AVENGERS: THE MENACE OF THE CONTINENTAL DRIFT!

di Roberto Coltro

Continua la saga di Superman fuori dal DC Universe, alle prese stavolta con il mondo dei Vendicatori, in un'avventura altamente improbabile narrata attraverso le spassose fake covers di Roberto "The Fake Covers' Man" Coltro! (s.c. & f.m.)




Dopo essersi scontrato con Hulk e aver perso i suoi super-occhiali l'Ultimo Figlio di Krypton si mise a pensare quali gruppi supereroistici americani disponessero di tecnologie tali da costruirgliene una degna copia e, dopo lungo cogitare, decise di fare un salto all'Avengers Mansion, ben nota casa chiusa al pubblico, sede di una congrega di ben noti Ultimi Figli di. Nei Vendicatori originali militavano infatti: Capitan America, Ultimo Figlio della Seconda Guerra Mondiale; Thor, Ultimo Figlio di Asgard; Iron Man, Ultimo Figlio degli Stark; Wasp, Ultima Figlia dei Van Dyne; e Giant-Man, Ultimo Figlio di sua madre.



Figuriamoci se volevano costruirgli gratis un nuovo paio di super-occhiali! Avevano i Vendicatori braccine cortissime e posate incatenate al tavolo da pranzo per evitare che gli ospiti se le portassero a casa come ricordo della loro tirchieria! Thor, famigerato persino sull'Olimpo per la sua avarizia, si rivelò essere l'osso più duro da rodere della gang di Ultimi Figli di cotante madri. Superman cercò di stringergli la mano in segno di amicizia, ma l'asgardiano, temendo che volesse rubargli i bracciali, gliela martellò con una potenza tale da accelerare la deriva dei continenti. 



Così l'America del Nord cominciò a spostarsi pericolosamente verso la Corea del Nord, Israele verso l'Iran, l'Africa verso l'Italia, San Marino verso le Marche, Pechino verso Prato e Livorno verso Pisa! Una catastrofe senza precedenti! Per ovviare all'inconveniente geopolitico globale le industrie Stark fissarono alla roccia del Polo Nord un gigantesco disco d'acciaio che avrebbe dovuto girare in senso contrario alla rotazione della Terra, in modo da rimettere tutti i continenti al loro posto. Lo start andava però dato manualmente e di ciò, schettinando su pattini di Adamantio, si occuparono Superman, Iron Man e Batman.




Dopo un paio di giorni e miliardi di giri la tettonica a zolle aveva ripreso il suo corretto funzionamento. L'unica differenza era che Metropolis e Gotham si erano staccate da Manhattan e navigavano libere nella baia dello Hudson, causando problemi al traffico navale. Era però tutto un trucco, architettato dall'Incantatrice, gelosa di Thor che non aveva voluto farle soppesare il Mjölnir, con la scusa che aveva mani troppo piccole. Queste beghe mitologiche marvelliane non interessavano certo agli eroi DC: recuperate su qualche terra parallela pre-Crisis due pistole che sparavano raggi di asgardite (la kryptonite di Asgard) Superman e Batman si sbarazzarono della perfida ammaliatrice che, tra l'altro, aveva anche scoperto le loro vere identità (Duca di Kent e John Wayne).




Infatti Thor preferiva farsi prendere il martello dall'Uomo Assorbente, Carl "Tampax" Creel, perché era l'unico capace di comprenderne a fondo la struttura e la testura. Assorbito il metallo del Mjölnir, il cazzotto che l'Uomo Assorbente rifilò all'Uomo d'Acciaio ebbe l'effetto di un Big Bang in miniatura che però polverizzò soltanto la Fortezza della Solitudine con tutti i gadget e i memorabilia quotatissimi su eBay lì stivati da Kal-El in lunghi decenni... 



Infuriato come una scimmia di Kandor contro Thor e tutta la sua marmaglia di nemici, Superman decise di punire una volta per tutti il Dio Biondo che fa girare il mondo cercando di seppellirlo con tonnellate di cemento strappate direttamente dalla sede di Metropolis degli Avengers.



Ma, quando ormai, sepolto dai calcinacci, anche l'ultimo boccolo dei capelli di Thor aveva smesso di fluttuare al vento, Superman fu fermato dall'imprevedibile Teschio Rosso, chiamato ad aiutare il dio dei Vendicatori proprio da Capitan America! Per quale motivo il Super Soldato aveva messo da parte il suo rancore contro il super-nazista suo acerrimo e storico nemico? Perché solo il Teschio Rosso possedeva l'arma capace di fermare in quel momento la furia di Superman: una versione sferica in vetro di kryptonite soffiato a Merano del letale Cubo Cosmico! Per brevità questo pericolosissimo oggetto veniva chiamato dagli esperti Versione Sferica in Vetro di Kryptonite Soffiato a Merano del Letale Cubo Cosmico, evitando ridondanti articoli determinativi o indeterminativi iniziali. 



Chiuso dentro Versione Sferica in Vetro di Kryptonite Soffiato a Merano del Letale Cubo Cosmico Superman non la smetteva di lamentarsi, anche perché all'interno, questa benedetta Versione Sferica in Vetro di Kryptonite Soffiato a Merano del Letale Cubo Cosmico, non era sferica, ma cubica, e gli spigoli gli stavano massacrando la spina dorsale. Sentry, il primo Vendicatore (ma anche il primo Fantastico Quattro, il primo Uomo Ragno, il primo Devil, etc. anche se nessuno lo sapeva), passato di lì per caso a sentire se anche Capitan America soffriva di spaventosi effetti collaterali del siero del Super Soldato (meteorismo), pose fine allo strazio rompendo a pugni Versione Sferica in Vetro di Kryptonite Soffiato a Merano del Letale Cubo Cosmico. Superman, finalmente libero, si riposò qualche secondo in aria e poi, ricordatosi improvvisamente che doveva terminare uno scoop sulla diffusione della marmotta in America, per cambiarsi d'abito individuò con la super-vista l'ultima cabina telefonica rimasta al mondo, nel Burundi, indossò il costume e la parrucca del Duca di Kent e si incamminò, abbigliato come ai tempi di Barry Lyndon, verso il Daily Planet (dove arrivò tre giorni e dieci aeroporti dopo). Intanto Batman, tornato John Wayne, cavalcava verso Hollywood, mentre a Murano, quella con la "u", i villeggianti sciavano...


Roberto Coltro


N.B. Trovate i link alle altre puntate delle Fake Covers su Cronologie & Index!

venerdì 22 settembre 2017

IL NUOVO BATTISTA IL COLLEZIONISTA, by PIERI & FIZIALETTI, SULL'ONDA DEI RICORDI!

di Filippo Pieri

Venti anni fa stava per uscire in tutte le fumetterie, pubblicato da Comics & Dintorni, un albo contenente una storia apocrifa di Battista il Collezionista, il primo personaggio creato da Moreno Burattini (che recentemente è tornato a scriverlo). Ricordo che quell'albo spillato fu presentato a Lucca Comics (senza i Games) e io, in disparte, osservavo le reazioni del pubblico. Un ragazzo lo prese e lo sfogliò, poi dopo averlo riposto quasi con disprezzo sul banco disse al suo amico: Questo non è il Battista il collezionista che conosco io! Aveva ragione e sono sempre stato d'accordo con lui. Anche a me, da lettore, piacerebbe leggere le storie di questo personaggio scritte solo dal suo creatore, inarrivabile per tanti motivi. Nonostante ciò, con incoscienza e testardaggine, ci ho riprovato, sempre sotto la supervisione di Moreno, altre volte.
Un paio di volte insieme al disegnatore Andrea Kant sul numero 23 e sul numero 29 di Sbam! Comics. E una volta con Umberto Fizialetti, il disegnatore dell'albo di Comics & Dintorni, con il quale realizzammo una storia breve per Dime Press. La storia però non fu mai pubblicata sulla rivista, e uscì molti anni dopo, in versione ridotta, su Dime Web.
Oggi, per festeggiare appunto il ventennale di quella prima pubblicazione, la storia è stata finalmente completata e ve la proponiamo (naturalmente approvata da Moreno) in tutto il suo splendore! Buon divertimento.

P.S. Prometto a quel lettore che questa è l'ultima volta, e poi non scriverò più per Battista il Collezionista!

E noi speriamo di no! (s.c. & f.m.)



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giovedì 21 settembre 2017

DIME WEB INTERVISTA FELIX MADISON! (LE INTERVISTE XLVI)

a cura di Pierangelo Serafin

In realtà avevamo già incontrato questo stesso uomo, ma sotto altre vesti autoriali, e dunque questa è la prima intervista ufficiale di Dime Web a Felix Madison! Nel precisare che le foto sono state scattate dal nostro stesso reporter d'assalto, vi auguriamo buona lettura! (s.c. & f.m.)

Felix Madison, ovvero Alessandro Felisi


Diario di un’avventura improbabile è l’ultima fatica letteraria di Alessandro Felisi pubblicata con lo pseudonimo di Felix Madison e se non fosse che mi ritrovo nell’elenco di coloro che sono stati ringraziati dall’autore probabilmente mi sbilancerei nel criticarlo in maniera fin troppo benevola. Anche lasciando perdere i panni dell’imbonitore da fiera agreste e limitandomi ai doveri del cronista non si può esordire in maniera migliore dicendo che questo libro ha già vinto un premio che è appunto quello della sua pubblicazione. Il testo appartiene infatti alla mezza dozzina di vincitori del concorso “6 Romanzi in cerca d’autore” indetto dalla Kobo che, come molti appassionati lettori sapranno, gravita nell’universo editoriale della Mondadori. Una parte dell'introduzione che sta in quarta di copertina recita: Passaggi segreti ed elefanti rosa, elisir dell'eterna giovinezza e gangster vegani, società segrete e fin troppo conosciute...
Come anticipato sopra da Ceri & Manetti avevamo già incontrato l’autore milanese nell'aprile 2016, quando parlammo del suo Eroi con la S maiuscola in un'intervista concessa al nostro sito e lo ritroviamo ora con un nuovo libro e... un nuovo nome!

La domanda di partenza e di prassi, forse scontata, è:


DIME WEB - Alessandro, perché lo pseudonimo?

FELIX MADISON - Diciamo che la cosa è successa quasi per caso. A tutti gli iscritti al concorso veniva data la possibilità di usare uno pseudonimo, e io non ho resistito. Avere uno pseudonimo è quasi come avere una doppia identità, il che ti fa sentire un po’ come un supereroe o un agente segreto. Sebbene non ci sia nulla di eroico nello scrivere un romanzo come questo, devo ammettere che mi sono fatto trasportare da visioni poco realistiche in cui svelavo a un imprecisato numero di attoniti amici, di essere io il famoso Felix Madison. Ma chi quello dei romanzi? Sì proprio io! Scherzi a parte, Felix Madison è l’insieme di nome e cognome dei protagonisti della Strana Coppia di Neil Simon: Felix Ungar e Oscar Madison. La scelta non è stata casuale. Diciamo che i due personaggi riassumono alcune delle caratteristiche principali del mio carattere. Oscar Madison, è uno scrittore, un giornalista, ed è quello disordinato e approssimativo, vive da solo in un appartamento trasandato. Felix Ungar è l'esatto opposto: preciso in modo maniacale, ossessionato dall'ordine e dalla pulizia, e incapace di rassegnarsi.


Il libro di Felix Madison sugli scaffali del Mondadori Store


DW - Forse anche più del personaggio narratore degli eventi si può affermare che, nel tuo libro, il protagonista principale è il Tempo: il perno centrale intorno al quale tutto ruota e al quale, presto o tardi, bisogna rendere conto...

FM - Osservazione interessante la tua, e non posso che essere d’accordo. Tutto o quasi, nel libro, ha due facce. Anche il tempo non fa eccezione. Viene vissuto in senso nostalgico per la gioventù perduta e per i bei ricordi a essa legati, o viene subìto come momento indesiderato in cui si rivivono esperienze spiacevoli che i protagonisti credevano di essersi lasciati alle spalle. Il tempo, in questo libro, è anche il testimone della storia delle persone raccontata tra le righe di quella grande dell’umanità e poi fa il contrario e diventa la grande storia di una sola persona dentro momenti piccoli di quella umana.


Felix Madison - Diario di un’avventura improbabile - Kobo Editore. Nella versione cartacea: 470 pagine - € 19.50; nella versione ebook: 364 pagine - € 1.99


DW - Uno degli aspetti che balza all'occhio, oltre alle note divertenti, è il gran numero di dotte citazioni di ogni genere (siano esse di carattere letterario, fumettistico, musicale o cinematografico) che si trovano nel corso della lettura. Altrettanto eterogenei sono i personaggi e alcuni di essi sono degli autentici stereotipi ben definiti come mamma Nostaw: Una donna di mezza età, che era in tutto e per tutto la sosia di Shelley Winters in "Bloody Mama", sigaro in bocca compreso... (e poi il fido maggiordomo multiuso alla Alfred Pennyworth e ancora la ex-spia dalla Germania Est che sembra uscita da un film di 007). Personalmente penso che questo espediente abbia in definitiva aiutato a rendere ben distinguibili tra loro i personaggi senza far perdere troppo tempo al lettore nel cercare di immaginarseli, anche perché i personaggi sono davvero molti e ognuno di essi con un ruolo importante nello svolgimento del racconto. Quanto è stata ed è importante la tua esperienza teatrale per poter gestire al meglio e con la giusta tempistica tutti questi personaggi?

FM - Alcuni personaggi partono volutamente da uno stereotipo, come hai giustamente notato, e come hai correttamente intuito la cosa è stata intenzionale. Questo è un romanzo “corale”, con molti personaggi. Facilitarne la visualizzazione al pubblico non è impresa da poco e l’utilizzo di modelli facilmente riconducibili all’immaginario collettivo aveva come scopo quello di fissare nella mente del lettore ruoli, caratteristiche principali e carattere di alcuni di essi. Inoltre l’introduzione dei personaggi avviene molto gradualmente, nell’arco di quasi tutto il libro, contribuendo a rafforzare i ruoli. Gli stessi naturalmente si evolvono mano a mano, diventando sempre più imprevedibili. La mie esperienza come attore e drammaturgo è stata quasi vitale. Da anni mi occupo di adattamenti o stesure inedite di testi teatrali e spesso questo comporta l’impiego di molti personaggi. Il processo è stato molto naturale e a volte quasi matematico, tenendo sempre conto del numero di personaggi presenti in scena, da quanto tempo non avevano una battuta e se quello che potevano dire o fare fosse adeguato alla situazione.


Un momento della presentazione del libro (Milano, luglio 2017)



DW - Spero di non "spoilerare" troppo se dico che è già previsto un seguito. Quanto dovremo all'incirca aspettare?

FM - Questo dipende dall’editore e dal successo di questo primo libro. Diario di un’avventura improbabile è uscito a Luglio e il calendario delle presentazioni va diventando sempre più fitto, ma confido che in capo a qualche mese, progetti paralleli permettendo, se ne potrà cominciare a parlare.


DW - Facendo un piccolo passo indietro, ci vuoi parlare di quello che hai realizzato a Cartoomics 2017 nell'ambito delle iniziative partorite dai fan del Doctor Who?

FM - Senza dilungarmi troppo sulla genesi dell’idea, che comunque vede la partecipazione e l’appoggio di Matteo Arcuri e dei gruppi Spawns of Gallifrey e Doctor Who Italia, lo scorso Cartoomics ho avuto il piacere e l’onore di dirigere due doppiatori (e una voce) nella lettura di un testo inedito scritto da me. Christian Iansante, Nanni Baldini e Marco Mete, voci italiane di decimo, undicesimo e dodicesimo dottore della serie BBC "Doctor Who", si sono esibiti davanti a un vastissimo pubblico di fan della serie (praticamente tutti in cosplay a tema) leggendo e interpretando un’avventura inedita intitolata No Time For Voices. Baldini non poteva essere presente ma ci mandò la traccia audio, registrata in studio. Il successo è stato enorme e alla conferenza che ne è seguita abbiamo fatto il tutto esaurito. Un’esperienza straordinaria. Ovviamente sto già lavorando a qualcosa per la prossima edizione.

Felix Madison fra i vincitori del premio "6 Romanzi in cerca d'autore"



DW - Alla prossima Alessandro/Felix, e grazie per il tempo dedicatoci!


a cura di Pierangelo Serafin


N.B. Trovate i link agli altri colloqui con gli autori in Interviste & News!

DOPPIO ENIGMA DYLANIATO!

di Filippo Pieri

Sulla Settimana Enigmistica n. 4459 del 7 Settembre 2017, a pagina 21, nella rubrica "Una gita a...?" al 45 orizzontale si chiede: il Dylan degli albi a fumetti.



Sempre sullo stesso numero, ma a pag. 45, nella rubrica "Forse che si, forse che no", il quesito numero 9 chiede: Il personaggio di Dylan Dog è stato creato da un italiano?


N.B. trovate le altre occasione enigmistico-bonelliane su Interviste & News!

domenica 17 settembre 2017

17 SETTEMBRE 2012 - 17 SETTEMBRE 2017: 5 ANNI DI DIME WEB

Illustri lettori,
oggi festeggiamo il primo lustro di Dime Web, illustrando questo pezzo con le illustrazioni (di illustri illustratori), delle copertine uscite per il primo lustro delle testate bonelliane.
Lustratevi gli occhi. (s.c. & f.m.)

Settembre 1953, quinto anno di Tex, ma il ranger non si presenta per la scena di copertina.
Tex a striscia 6a serie (serie verde) n.21 - Illustrazione di Aurelio Galleppini
(Ringraziamo gli amici di www.collezionismofumetti.com per questa e altre immagini della galleria che segue)

Giugno 1963, fuochi d'artificio per il quinto anno del Piccolo Ranger, ma Kit Teller non si vede.
Collana Audace 5a serie n.14 - Illustrazione di Francesco Gamba.


Settembre 1963, quinto anno de Un Ragazzo nel Far West. Anche Tim Carter seguendo l'esempio dei più illustri colleghi, non si presenta per la copertina. La collana chiudera i battenti sei albi dopo.
Collana Frontiera 6a serie n.18 - Illustrazione di Franco Bignotti
Giugno 1966, quinto anno di Zagor. Lo Spirito con la Scure, se pur per un soffio, riesce a farsi immortalare nella cover, cambiando la tendenza in Casa Bonelli. Curiosamente con questo albo spariscono i personaggi in appendice a Zagor.
Collana Lampo - 3a serie n.55 - Illustrazione di Gallieno Ferri

Giugno 1971, il Comandante  Mark festeggia cinque anni, è il primo personaggio di un certo successo ad essere pubblicato direttamente  nel formato 16x21.
Collana Araldo n.61 - Illustrazione della EsseGessE


Giugno 1972,  col 28° albo di Storia del West, si festeggia il 5° anno della mitica serie che narra l'epopea del lontano ovest.
Collana Rodeo n.61 , illustrazione di Gino D'Antonio


Giugno 1980, Jerry Drake festeggia pericolosamente il suo 5° anno di vita editoriale.
Mister No n.61 - Illustrazione di Gallieno Ferri

Giugno 1982, Ken Parker festeggia il 5° anno inseguendo uno splendido cavallo bianco.
Ken Parker n.48 - Illustrazione di Ivo Milazzo


Aprile 1987 - Cinque anni di Martin Mystère che festeggia in apnea.
Martin Mystère n.61, illustrazione di Giancarlo Alessandrini

Ottobre 1991, visto il successo editoriale crescente, Dylan Dog  non bada a spese, e per i festeggiare i cinque anni  di vita editoriale, invita anche esseri da altri pianeti.
Dylan Dog n.61 - illustrazione di Angelo Stano

Giugno 1993, Nick Raider ridimensiona gli orizzonti e per il 5° compleanno, organizza un incontro  per pochi intimi in un vicolo malfamato di New York.
Nick Raider n.61, illustrazione di Bruno Ramella 


Giugno 1996, Nathan Never festeggia nel cyberspazio il primo lustro di vita.
Nathan Never n.61, illustrazione di Roberto De Angelis

Maggio 1997, La testata antologica nata come costola di Martin Mystère festaggia con il terzo episodio del crononauta creato da Luigi Mignacco.
Zona X n.23, illustrazione di Giamcarlo Alessandrini


Gennaio 2000, Legs festeggia con un numero speciale il quinto anno della sua collana in solitaria.
Legs Weaver n.50, illustrazione di Mario Atzori, ispirato da Norman Rockwell


Luglio 2002, Ned Ellis rimane ferito proprio in occasione del suo quinto anniversario.
Magico Vento n.61 , illustrazione di Pasquale Frisenda

Settembre 2002, Napoleone Di Carlo, l'entomologo elvetico più famoso nel mondo dei fumetti, festeggia i cinque anni in edicola con curiosi compagni di copertina.
Napoleone n.31, illustrazione di Carlo Ambrosini

Giugno 2003, Brendon non è un tipo mondano e festeggia dormendo.
Brendon n. 31, Illustrazione di Corrado Roi
Ottobre 2003, Julia è in ritardo per il party del quinto anno.
Julia n.61, illustrazione di Marco Soldi
Aprile 2004, mega festa con rissa per Jonathan Steele in procinto di chiudere la sua carriera bonelliana per passare nella scuderia Star Comics.
Jonathan Steele n.61 , illustrazione di Giancarlo Olivares
Giugno 2004, randez-vous in un mondo parallelo per i cinque anni di Gea
Gea n.11, illustrazione di Luca Enoch
Aprile 2005 -  Effetti speciali in copertina per il quinto anno di Harlan Draka... che non se ne accorge perché guarda dalla parte opposta.
Dampyr n.61 - Illustrazione di Enea Riboldi
Giugno 2012, Ian Aranill, per gli amici "Dragonero" compie cinque anni, ma non ha ancora la sua serie regolare che esordirà solo l'anno successivo.
Illustrazione preparatoria del 2012 di Gianluca Pagliarani.

Novembre 2013,  festa esotica nell'Egitto napoleonico per il quinto anno di Lilith.
Lilith n.11, illustrazione di Luca Enoch

Ottobre 2017, Le Storie festeggeranno il quinto anno, con una cover che ricorda un po' quella dI Dylan Dog 61.
Le Storie n.61, illustrazione di Aldo Di Gennaro

domenica 10 settembre 2017

FAKE COVERS 10: SUPERMAN VS. HULK! THE MISTERY OF THE VANISHING SUPERGLASSES!

di Roberto Coltro

È più forte Superman o Hulk? Cerchiamo di risolvere questa vexata quaestio insieme a Roberto Coltro che, dopo alcuni mesi di assenza, torna alla grande su Dime Web con le sue spassose fake covers e con la prima parte di una carrellata dedicata all'Uomo d'Acciaio! (s.c. & f.m.)




In casa DC l'Incredibile Hulk, del quale seguivano sempre le imprese sul Daily Bugle, era sempre stato considerato un personaggio di peso... Ma quando Superman e Batman lo invitarono per un periodo di vacanza a Metropolis e a Gotham City si accorsero che era semplicemente pesante, pesantissimo... praticamente insopportabile! L'Uomo Pipistrello si defilò subito, bat-sostenendo che aveva da bat-fare dei bat-lavori di bat-tinteggiatura nella Bat Caverna, e sbolognò il golia verde a Clark Kent. Banner si vantava sempre della sua intelligenza, del suo genio nucleare e del bel tono smeraldo della pelle del suo alter ego. A Superman quel colore ricordava più che altro la kryptonite, a dire il vero, e quel genio gli andava sempre meno a genio ogni giorno che passava. Ma ciò che faceva sbavare di rabbia il Figlio di Krypton era quando Hulk sosteneva di essere più forte di lui.



Ah ah ah! Tu riesci a trascinare decine di pianeti in fila tirandoli per una catena?, chiese Superman a bruciapelo a Hulk, mentre usciva dalla sede del Daily Planet. No, rispose Hulk, ma posso cominciare a sfasciare dalle fondamenta la sede di questo giornalaccio per cui lavori, buono solo per incartare il pesce anche prima del giorno dopo! Dal crollo del quotidiano si salvò per un pelo Bucky, il giovane alleato di Capitan America durante la Seconda Guerra Mondiale, che era rimasto ibernato nei sotterranei del palazzo per decenni in un laboratorio segreto sotto la sala rotative per sfuggire a Hitler.

Rimesso nel freezer il dubbio Bucky, i due supereroi decisero di risolvere la questione con una disfida fra gentiluomini sul ring, e affittarono un'intera palestra nel Bronx di Metropolis per lo scontro. Quello che Superman non sapeva è che quella mattina, nel cappuccino, gli era caduto un piccolissimo frammento di kryptonite, che si trovava casualmente nella zuccheriera del bar, insieme a ciglia, capelli, pellicine delle unghie, polvere, forfora, acari e altre prelibatezze. Com'era finita la kryptonite in quella bettola? Era un po' come il paradosso di quelle scimmie che, messe davanti a macchine per scrivere con un tempo infinito a disposizione, dopo eoni avevano battuto infinite volte tutte le commedie di Shakespeare: i nemici di Superman avevano usato contro di lui la kryptonite così tante volte, che frammenti di quel minerale si trovavano ormai un po' dovunque nel Sistema Solare. E così, avvelenatosi leggermente e inconsapevolmente con quella scheggia di roccia del suo pianeta natale, quando Superman venne colpito in faccia da Hulk con un pugno che aveva l'inerzia di un TIR a 100 all'ora, piombò immediatamente al tappeto. 




Dopo un paio d'ore Superman si riprese e, senza ammettere la sconfitta, si mise a scavare fra le macerie del Daily Planet. Tirò fuori il cadavere di Jimmy Olsen... estrasse il corpo senza vita di Perry White... trovò morta anche Lois Lane... la prese in braccio, la rigirò mille volte, la scosse per la testa e per le gambe, ma... niente! Gli occhiali di Clark Kent, per lui preziosissimi (perché le lenti gli permettevano di operare un super-ipnotismo tale da convincere anche i sassi che Superman e il giornalista, pur essendo identici come due gocce d'acqua, non erano la stessa persona), non ne volevano sapere di saltar fuori! 




Infuriato, il profugo interplanetario comincio a ribaltare cassonetti dell'immondizia, a scoperchiare le fogne, a sfondare porte, a sballottare furgoni e macchine in sosta. Trovò di tutto: soldi, armi, gazzose, calzini sporchi... Ma dei suoi occhiali in finta tartaruga finta non c'era traccia!




Oh, no! Non trovo i miei super-occhiali da nessuna parte! Sigh, sob, super-sigh e super-sob!, piangeva l'Uomo d'Acciaio sugli sporchi detriti di quello che era il più prestigioso quotidiano newyorkese di Metropolis... E adesso che gli racconto a mamma Martha? Me li aveva costruiti lei usando una vecchia montatura per la visione a raggi X comprata per posta su Wonderwomon e pezzi dell'oblò della mia navicella kryptoniana! Uaaaaahh! Stufatosi della penosa super-geremiade Hulk pesticciò ancora di più quei blocchi di cemento finché dalla finissima polvere venne fuori la tuta blu di una tuta blu del giornale, che gli permise finalmente di liberarsi dei suoi pantaloni viola, stracciati e trisunti! E se ne ritornò in Disney, lasciando irrisolta la domanda di partenza...


Roberto Coltro

N.B. Trovate i link alle altre Fake Covers su Cronologie & Index!

TEX ENIGMISTICO... QUINDICI ANNI PRIMA!

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 3660 del 18 Maggio 2002, a pag. 34, ci sono le Parole Crociate Senza Schema n. 60110. Al n. 1 orizzontale troviamo, tra l'altro, il Willer dei fumetti...


N.B. Trovate i link alle altre occasione enigmistico-bonelliane su Interviste & News!

TRENTACINQUE SBAM!, CON JACK KIRBY E IL COMANDANTE MARK

a cura di Filippo Pieri

È uscito il nuovo numero Sbam! Comics, il 35, scaricabile gratuitamente dal sito della rivista.



PRE-COVER
Dall’esperienza della rivista digitale fumettosa più bella di tutti i tempi (ehm…), ecco nelle migliori librerie i primi titoli della nostra nuovissima collana di volumi: sono nati gli Sbam! Libri. Tutti i dettagli dell’iniziativa.

IN COPERTINA
Il centenario del Re del Fumetto, Jack Kirby: per celebrarlo come si deve, abbiamo intervistato l’eccellente Ron Frenz, l’ultimo dei kirbyani, copertinista d’eccezione di questo numero di Sbam!, e ripercorso l’incredibile carriera del King!

FUMETTO E SCUOLA
Fortunatamente, sono ormai molto lontani i tempi in cui nelle scuole vigeva il più assoluto ostracismo per i fumetti. Ma, oggi, che rapporto c’è tra scuola e Nona Arte? Lo abbiamo chiesto a chi di insegnamento del Fumetto se ne intende, Laura Scarpa, e a un docente che propone anche il Fumetto nelle sue lezioni, Paolo Forni.

UN RE DEL TERRORE IN CAMPO
Mai Diabolik aveva avuto a che fare col calcio. Almeno fino ad ora: con l’albo di settembre, il Re del Terrore entra a gamba tesa nel mondo del calcioscommesse. Ci hanno raccontato tutto gli sceneggiatori Enrico Lotti e Alessandro Mainardi, interista il primo, juventino il secondo…

FARE FUMETTI… SENZA DISEGNARLI?
Non solo Sio: ormai sono tanti gli autori di fumetti che ammettono candidamente di non saper disegnare! Abbiamo incontrato uno di loro: Charlie B., autore dei Fumetti disegnati peggio.




REVIEWS E MOLTO ALTRO
Sbam-carrellata di novità in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. Inoltre, su queste pagine: Alessandro Costa di porta dietro le quinte dei corsi di Fumetto umoristico della Scuola del Fumetto di Milano; la mostra di Wow Spazio Fumetto dedicata al King; le news-Flash dai vari editori; le “facce da comics” di Adriana Roveda. E naturalmente, alcune pagine-assaggio tratte dai nostri Sbam! Libri!

FUMETTI
Le strip del Tarlo, Federica, PV, Pappatacio, Satirichinson, Gatto Pepè, Funny Zoo, Penguin Bros. e Kugio & Gina. La parodia di Pieri & Kant. Le talpe mutanti di Antonio Pannullo. Il fantasy di Fascinella e Zuppini. I racconti brevi di Marcello Bondi, stavolta con Biagio Leone e Lorenzo Nanni.

E inoltre viene proposta, per la prima volta a colori e in una nuova versione, la parodia del Comandante Mark insieme a Il grande Blek di Filippo Pieri & Kant originariamente ospitata qui su Dime Web qualche anno fa.

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