domenica 22 febbraio 2015

ZAGOR MONSTERS - "L": DA "LEONE DI NEMEA" A "LUPI DELLA TERRA WAKAN"! STARRING: THE WEREWOLF!

di Massimo Capalbo

Un nostro lettore ci chiede come mai non stiamo aggiornando The Dark Side of Tex, il nostro dizionario dei mostri texiani, la cui lettera M - l'ultima pubblicata, risale al 22 novembre 2014... Niente di preoccupante! Max Capalbo sta infatti livellando tutte e tre le enciclopedie bonelliane da lui curate (Zagor, Tex e Mister No) per poi avanzare a ranghi serrati. Del resto, qui su Dime Web, con tutti i link ben evidenziati, le voci di tutti i dizionari sono presenti tutte insieme nello stesso momento - aldilà della data effettiva di uscita. Magia internettiana! Godetevi ora la lettera "L" degli Zagor Monsters, dedicata in gran parte alla figura del lupo mannaro, con sei orrorifiche tipologie di esseri... e ricordatevi che tutte le illustrazioni (salvo le due introduttive, raccolte nel Web, delle quali vi preghiamo di segnalarci eventuali errori e/o omissioni) sono state scelte dallo stesso Capalbo! (s.c. & f.m.)



Questo Zagor di Sedioli, realizzato per Albissola Comics 2013, è stato colorato da Jessica Prando.

LEGENDA


  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR e CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale Zagor; Speciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDA; UOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!



Un evocativo Zagor realizzato dal disegnatore turco Mustafa Yasar, alias Bashibozuk.


L
LEONE DI BASILEO
LERK
LICANTROPI DI ASHER MILL
LICANTROPI DI NUOVA VITA
LUI
LUPI DELLA TERRA WAKAN


LEONE DI BASILEO 

Il primo mostro affrontato da ZAGOR ne La montagna degli dei (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 184-186). A differenza del suo corrispettivo mitologico - il famigerato Leone di Nemea, strangolato da Ercole a mani nude nella prima delle Dodici Fatiche – quello di Basileo non è esattamente un leone, bensì un mastodontico puma, ossia un leone americano o di montagna.

Zagor n. 185, dicembre 1980. Disegno di Ferri
 
Zagor davanti al covo della belva - ZGR 185, p. 57


Zagor evita il primo assalto del leone di Basileo - ZGR 185, p. 58


L’eroe scaglia la sua scure contro il felino, che incassa il colpo senza danni - ZGR 185, p. 59


Sbucando da una caverna, il possente felino - che ha già divorato, tra gli altri, il povero Big Hopper, uno dei forzuti fatti rapire da Basileo – balza contro ZAGOR, che riesce però a evitarlo. Prima che il leone di Basileo salti nuovamente, il Nostro passa all’attacco e gli scaglia contro la scure, ma la belva incassa il colpo senza danni. ZAGOR, allora, si lancia tra le sue zampe e recupera la scure, dopodiché raggiunge di corsa un albero e vi si arrampica. Non riuscendo, per via della sua mole, a fare altrettanto, il felino si solleva sulle zampe posteriori e cerca di ghermire ZAGOR, ma questi ne approfitta per saltargli sul dorso e stringergli la scure al collo con tutte le sue forze. Dopo aver tentato invano di scrollarselo di dosso, la belva crolla al suolo e infine, emesso un ultimo, disperato rantolo, muore. 
Zagor si lancia tra le zampe della belva per recuperare la sua scure - ZGR 185, p. 60


L’eroe salta sul dorso del felino e gli stringe la scure al collo- ZGR 185, p. 63


La belva muore soffocata da Zagor - ZGR 185, p. 64


Ercole lotta con il Leone di Nemea in un dipinto del XVII secolo attribuito a Pieter Paul Rubens
 
LERK
Così, nelle storia Il mondo perduto (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Rubini [dis.], nn. 575-577), i Detak – una tribù di cavernicoli che vive sulla cima del Grande Tepui, nella giungla del Mato Grosso - chiamano il Giganotosaurus carolinii, un enorme dinosauro carnivoro vissuto nell’attuale Sudamerica circa 100 milioni di anni fa. Sono precisamente tre i lerk con i quali ZAGOR, CICO e i loro amici (tra cui, il pittore Henry Summers alias Ladro di Ombre e la sua donna, la principessa russa Nadia) hanno a che fare: un maschio adulto, la sua compagna e il loro simpatico cucciolo. Resi in maniera eccellente da Rubini (lo stesso dicasi per tutti gli altri dinosauri dell’avventura), essi sono protagonisti di due emozionanti sequenze. Nella prima, che ha luogo in una palude il lerk maschio e la femmina attaccano un branco di giganteschi dinosauri erbivori, chiamati VERSSEK. In preda al panico, i VERSSEK fuggono, ma i due lerk, da esperti cacciatori quali sono, isolano un cucciolo e lo uccidono, per poi divorarlo. Nella seconda scena, il piccolo della feroce coppia, seguendo l’odore del sangue di CICO (che in precedenza, cadendo in un burrone, era atterrato sul nido dei lerk e si era ferito a una mano), giunge nella valle dove ZAGOR sta combattendo contro lo SHRAK, un altro enorme dinosauro carnivoro. Esso è il dio dei cannibali Dink-Dink, i quali hanno catturato due amici dei Nostri (la guida Rulfo e l’indio Akawe) per offrirli in pasto al mostro. CICO, corso a dar manforte a ZAGOR assieme a Ladro-di-Ombre e ai Detak (che da sempre sono acerrimi nemici dei Dink-Dink), rimane sorpreso quando vede il cucciolo (E’ il mio piccolo amico del burrone!), che però non è solo: infatti, poco dopo, dietro di lui spuntano i suoi genitori, giunti nella valle proprio per recuperarlo.

Zagor n. 575, giugno 2013. Disegno di Ferri
 
Il lerk maschio appare sulla scena - ZGR 576, p. 56
Zagor n. 576, luglio 2013. Disegno di Ferri
Un cucciolo di verssek cade vittima della coppia di lerk - ZGR 576, p. 61

Mentre CICO e gli altri si rifugiano in un anfratto, ZAGOR – che era balzato sul dorso dello SHRAK – raggiunge le alture dove si trovano i cannibali, che cercano invano di buttarlo giù. Nel contempo, il lerk maschio si scontra con lo SHRAK, che uccide infine con un formidabile morso al collo; la sua compagna invece, attacca i Dink-Dink, distogliendoli da ZAGOR. Il lerk femmina afferra tra le sue fauci alcuni cannibali, seminando il panico negli altri, che iniziano a scappare. Nella fuga, una donna della tribù, con in braccio il suo bambino, cade, e il famelico dinosauro si accinge a divorarli. Interviene però ZAGOR, il quale, con la lancia sottratta in precedenza a uno dei cannibali, ferisce la femmina, trafiggendole un occhio. CICO e Ladro di Ombre, che assistono allo scontro dal loro rifugio, temono che anche il maschio attacchi l’eroe, ma ciò per fortuna non accade: mamma e papà lerk, infatti, abbandonano la valle assieme al loro piccolo. Alla fine, ZAGOR diventa addirittura il nuovo dio dei Dink-Dink, che sono rimasti colpiti dal suo coraggio e dalla sua generosità. Non solo, ma, ammansiti dal Nostro, i cannibali fanno la pace con i Detak (il che, bisogna dirlo, era quasi scontato, trattandosi di una storia boselliana), i quali, da parte loro, invitano gli ex nemici a un bacchetto nella propria città
Zagor e Cico incontrano il piccolo lerk - ZGR 576, p. 65


Papà e mamma lerk irrompono nella valle sacra dei Dink-Dink - ZGR 576, p. 84


Il lerk maschio si scontra con lo shrak - ZGR 576, p. 87


Zagor salva una madre Dink-Dink e suo figlio dal lerk femmina - ZGR 576, p. 88
 
Curiosità: Come si evince chiaramente dal titolo, la storia è ispirata al celebre romanzo di Arthur Conan Doyle Il mondo perduto (1912), ambientato proprio su un tepui (collocato, però, non nel Mato Grosso, ma in Venezuela) dove vivono dinosauri, uomini-scimmia e cavernicoli. 

La famiglia lerk lascia la valle - ZGR 576, p. 89
Un'analoga "carica dei dinosauri" in Forbidden Valley di Carl Barks (© WDC, 1957)



Cranio di Giganotosaurus. Questo possente dinosauro carnivoro, i cui resti fossili furono scoperti nel 1993 in Patagonia, raggiungeva una lunghezza di 14 metri e un peso di 8 tonnellate


Locandina originale de Il mondo perduto (Harry Hoyt, 1925), prima trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Arthur Conan Doyle (1912)
 
LICANTROPI DI ASHER MILL
Compaiono nella storia Plenilunio (M. Burattini [sog.&scen.] – J. Nuccio [dis.], nn. 534-536), ambientata nel villaggio di Asher Mill, sulle Green Mountains. In pochi mesi, questi licantropi uccidono, nelle notti di luna piena, ben cinque persone del posto, tra cui Darius, socio di un anziano contadino di nome Jonathan, e una ragazza - Drew Clayton - che viene aggredita nei pressi della sua abitazione. Terence Clemons, maestro di Asher Mill ed esperto studioso di licantropia, chiama in aiuto il dottor Metrevelic, che a sua volta si rivolge ai suoi vecchi amici ZAGOR e CICO. E’ Clemons stesso ad aver chiesto all’amico Metrevelic di rivolgersi ai Nostri, e in particolare a CICO: egli ha infatti saputo dal dottore che il messicano, in occasione dello scontro con il vampiro RAKOSI avvenuto anni prima a Bergville, ha dimostrato di possedere la capacità di percepire le creature della notte. Clemons intende quindi sfruttare questa speciale dote di CICO per cercare di individuare il sanguinario lupo mannaro di Asher Mill (il maestro ancora non sa, o meglio: finge di non sapere, che i licantropi sono più di uno). Poco dopo il loro arrivo nel villaggio, ZAGOR, CICO e Metrevelic, accompagnati da Clemons, si recano dal già citato Jonathan, che racconta loro di essere scampato per un soffio al mostro che ha ucciso Darius. Quella sera stessa, nella sua abitazione, Clemons chiede a CICO di ripetere l’esperimento compiuto a Bergville, e perciò gli un pendolino e una mappa disegnata da lui medesimo. Mentre il messicano compie l’esperimento (che non avrà alcun esito), uno dei licantropi raggiunge la vicina chiesa e assale il reverendo Stone. Prima di venire ucciso dal mostro, Stone fa in tempo a suonare la campana, richiamando così l’attenzione di ZAGOR, che accorre sul posto. L’eroe scopre il cadavere del prete e, un istante dopo, viene attaccato dal licantropo, che però trova in lui un avversario ben più difficile.


Zagor n. 534, gennaio 2010. Disegno di Ferri

Matt Rhodan, in forma di lupo mannaro, aggredisce il reverendo Stone - ZGR 534, p. 86;


L’eroe colpisce prima il lupo mannaro al petto con due proiettili, poi lo ferisce con il crocifisso d’argento appartenuto al prete, costringendolo alla fuga. Clemons, accorso con CICO e Metrevelic, spara contro il licantropo con il suo fucile caricato con pallottole d’argento, ma manca il bersaglio, e il mostro riesce così a dileguarsi nel bosco. Il giorno seguente, ZAGOR trasforma il crocifisso, con una mola, in un affilato pugnale, e si mette a seguire le tracce del licantropo, accompagnato da CICO e Metrevelic. La ricerca lo conduce all’abitazione dei gemelli Rhodan, tre rudi boscaioli con i quali l’eroe aveva avuto uno scontro fisico poco prima di giungere a Asher Mill. Costretto a scontrarsi nuovamente con due di essi, Louis e Matt, ZAGOR scopre quest’ultimo porta sul petto le cicatrici delle sue pallottole. Puntandogli contro la pistola, ZAGOR chiede spiegazioni al boscaiolo, ma il terzo fratello, Derek, cattura CICO e Metrevelic, costringendo l’eroe a gettare l’arma. Stordito da Derek, ZAGOR viene legato e rinchiuso, assieme ai suoi amici, nella stalla. I tre gemelli sono intenzionati a eliminare i Nostri, ma, scesa la notte, vengono assaliti e uccisi dal secondo licantropo. ZAGOR, che è riuscito a liberarsi, ingaggia una dura lotta con il mostro che si conclude nella soffitta della casa dei Rhodan. Qui, l’eroe recupera il suo pugnale d’argento e, prima di perdere i sensi per i colpi ricevuti, trafigge al petto il lupo mannaro, che precipita dalla finestra. Risvegliato dai suoi amici, ZAGOR scopre che i licantropo è scomparso: strappatosi il pugnale dal petto, esso è fuggito nel bosco. Proprio in quel momento, arriva Clemons assieme al padre e al fidanzato di Drew, Martin Burns, entrambi decisi ad affrontare l’assassino della ragazza. I tre, con CICO e Metrevelic, si uniscono a ZAGOR, il quale segue le tracce di sangue lasciate dal mostro. Durante la ricerca, ZAGOR riflette sul modo in cui si sono svolte tutte le aggressioni e sul fatto che i gemelli Rhodan siano stati uccisi proprio la sera in cui lui e i suoi amici erano loro prigionieri.


Il terribile scontro tra Zagor e il primo licantropo (Matt Rhodan) - ZGR 534, p. 97

Zagor n. 535, febbraio 2010



In base a ciò, l’eroe inizia a sospettare che il mostro non uccida a caso, ma secondo un preciso disegno. A un certo punto, ZAGOR si accorge che le tracce di sangue si fanno sempre più copiose e proseguono verso il ciglio di una scarpata. L’eroe e gli altri vi si sporgono e notano, sul fondo, il cadavere di un uomo, nudo e a faccia in giù. Scesi dalla scarpata, i Nostri scoprono, con loro grande sorpresa, che si tratta del vecchio Jonathan: come dimostra la ferita al petto, era proprio lui il licantropo che ha ucciso i Rhodan. Seppellito il contadino, il gruppo s’incammina sulla via del ritorno, ma poiché manca poco al tramonto, decide di accamparsi in una radura nei pressi del fiume. Sembra ormai che tutto sia finito, ma ZAGOR continua ad avvertire una sensazione di pericolo, acuita dai lugubri versi di un branco di lupi, alla ricerca di prede. Qualche ora dopo, mentre Martin fa il suo turno di guardia e gli altri dormono, l’eroe, sempre inquieto, guarda e riguarda il pugnale d’argento, nella speranza che l’arma, essendo intrisa del sangue del licantropo, possa rivelargli quella verità che ancora gli sfugge. Dopo un po’, ZAGOR si addormenta, ed ecco che in sogno gli appare un amico morto da tempo: Tawar, il saggio stregone dei Tunican. Attorniato da un branco di lupi, Tawar dice all’eroe: Uno è l’ululato, molti sono i lupi!. La verità è dentro di te… ma devi cercarla da solo! Impara a leggere… cerca chi può insegnarti a farlo! Svegliatosi di colpo, ZAGOR racconta agli amici il suo strano sogno e, riflettendo sulle parole di Tawar, intuisce finalmente che i licantropi erano più di uno (molti sono i lupi!) e hanno compiuto gli omicidi su ordine di un misterioso capo (Uno è l’ululato), il quale è l’artefice delle loro trasformazioni.

L’eroe colpisce a morte il secondo licantropo (il vecchio Jonathan) con il suo pugnale d’argento - ZGR 535, p. 77

Lo stregone Tawar appare in sogno a Zagor - ZGR 536, p. 19


Facciamo l’ipotesi – spiega ZAGOR agli amici perplessi - che Drew […] abbia notato qualcosa di molto strano, collegabile con la minaccia dell’uomo lupo, nel comportamento di un abitante di Asher Mill… magari di qualcuno a lei vicino! La ragazza decide di confidarsi con una persona in grado di darle dei consigli e di verificare la fondatezza dei suoi sospetti. Drew, come sappiamo, è molto legata al suo confessore, padre Stone… perciò, è a lui che si rivolge! Il prete la ascolta, però resta incredulo… perciò le raccomanda, in attesa dei suoi accertamenti, di non parlare con nessuno della faccenda. Ma il misterioso personaggio, oggetto dei sospetti di Drew, si accorge che la ragazza ha intuito la verità sul suo conto… …e invia un uomo lupo a tapparle la bocca! …Poi fa lo stesso con padre Stone! Ma c’è un imprevisto… il mio intervento! Io riesco a ferire il mostro, che fugge dalla canonica… …e lascia delle tracce in grado di condurmi fino alla capanna dei Rhodan! Matt, l’assassino del sacerdote, avrebbe potuto rivelare qualcosa, una volta ripreso l’aspetto umano!... Ma forse i suoi fratelli Derek e Louis sarebbero stati in grado di fornire degli indizi, se li avessi interrogati! Così… ecco un altro licantropo scatenarsi al sorgere della luna, incaricato di uccidere i tre gemelli… …e possibilmente anche il sottoscritto, così da impedirmi di svolgere altre indagini!.
La ricostruzione fatta da ZAGOR convince Metrevelic, il quale, riflettendo a propria volta sulle parole finali di Tawar (Impara a leggere… cerca chi può insegnarti a farlo!), conclude che il responsabile di tutto non può essere che Clemons: Soltanto un vero esperto potrebbe fare studi sui licantropi così approfonditi e coronati da tanto successo! E c’è qualcuno ad Asher Mill che ha un’intera biblioteca sull’argomento! Ma soprattutto… ad Asher Mill c’è soltanto una persona che insegna a leggere!.

Martin Burns si trasforma in uomo lupo davanti agli occhi di Zagor e dei suoi amici - ZGR 536, p. 40

Zagor n.536, marzo 2010. Disegno di Ferri


Vistosi scoperto, Clemons tenta di convincere l’amico che si sta sbagliando: Ma davvero vuoi accusare me?... Sei impazzito?... Forse dimentichi che sono stato io a chiamare te e Zagor ad Asher Mill per indagare sulle uccisioni del licantropo? Perché lo avrei fatto se fossi il responsabile di quelle morti?. Metrevelic risponde: Questo ce lo spiegherai… o forse lo capiremo da soli! E’ già abbastanza chiaro perché sbagliasti mira la notte in cui morì padre Stone! …Trovandoti a dover sparare contro il licantropo in fuga, hai fatto in modo di mancare il bersaglio, perché la corsa del mostro non fosse rallentata!. ZAGOR, da parte sua, aggiunge nuovi elementi di accusa: Ora capisco perché Clemons non ha preparato una scorta di pallottole d’argento! Ma c’è dell’altro!... Matt andava lezione dal maestro del paese! E lui, evidentemente, ha visto nel boscaiolo una cavia ideale per i suoi esperimenti! E anche Jonathan, come Clemons stesso ci ha detto, era solito rifornire il maestro dei prodotti dei suoi campi… e perciò gli faceva visita spesso! Perfino Drew frequentava quella casa, dove prendeva in prestito i libri da leggere! …Dunque è lì che può aver visto ciò che l’ha insospettita, segnando la sua condanna a morte!. 
A questo punto, Clemons decide di giocare un’ultima carta e ipnotizza Martin, il quale si gira verso la luna piena e, prima che gli altri possano impedirglielo, ingoia una pasticca. In poco tempo, il giovane – cui Clemons ha impartito mentalmente l’ordine di uccidere tutti gli altri - si trasforma in un licantropo e attacca per primo ZAGOR, facendogli volare via il pugnale. Mentre Clemons si dà alla fuga, l’eroe si lancia contro il mostro con tutto il suo peso, per fargli perdere l’equilibrio. Così facendo, ZAGOR finisce nel fiume assieme al suo avversario, e la forte corrente li trascina subito lontano. I due continuano a lottare sia sott’acqua che in superficie, fino a quando il licantropo, spinto appunto dalla corrente, non precipita in una cascata alta e irta di rocce. ZAGOR, spinto anch’egli verso la cascata, riesce invece a salvarsi per un soffio. Intanto, nel bosco, la fuga di Clemons si arresta a causa dei lupi, i quali inseguono il maestro, che finisce inavvertitamente nella tagliola di un cacciatore. Poco dopo, CICO, Metrevelic e Clayton giungono sul posto e scoprono che il maestro è ancora vivo (i lupi, stranamente, non lo hanno divorato), ma ha perso troppo sangue, dato che la tagliola gli ha tranciato diverse vene.


Martin, in forma di licantropo, lotta con Zagor - ZGR 536, p. 47

Il moribondo Clemons racconta a Metrevelic tutta la verità - ZGR 536, p. 56


Perché lo hai fatto, Terence?, domanda Metrevelic all’ormai moribondo Clemons, il quale risponde: Proprio tu… me lo chiedi? L’ho fatto… per la scienza… ansioso di conoscere e scoprire …i segreti… su cui io, come te, ho sempre indagato! Se tu avessi frugato la mia casa […] avresti trovato centinaia di appunti, frutto del lavoro di tutta una vita…fatto per realizzare il mio più grande sogno… scoprire l’origine della licantropia!. Clemons spiega di aver trovato - dopo anni di esperimenti e dopo aver consultato testi che parlano di antichi filtri magici - un siero a base di sangue di lupo, estratti ghiandolari ed essenze vegetali. Una volta iniettato… il siero resta inattivo… se non c’è la luna piena che agisce… con la stessa forza che muove le maree… e se non si somministra un elemento attivatore… la sostanza che Martin ha messo in bocca prima di trasformarsi! […] Ma avevo bisogno di cavie per i miei esperimenti… perciò usavo l’ipnosi perché chi sottoponevo al trattamento… non ricordasse ciò che gli facevo! […] Ma una volta… qualcosa è andato storto… e una delle mie cavie, un pastore chiamato Eliot, si è rivelata refrattaria all’ipnosi… …così è sfuggita al mio controllo e ha ucciso Darius […] e minacciato il suo socio Jonathan… il quale ha raccontato in paese del mostro! Speravo di poter riprendere il controllo della trasformazione… e alla luna piena successiva ho fatto un nuovo tentativo… ma è stato inutile e le vittime sono state due!... Così ad Asher Mill si è scatenato il terrore! Allora ho inviato una delle altre mie cavie, Matt Rhodan a uccidere il ribelle… e quella è stata la quarta vittima! …A quel punto tutti in paese si guardavano con sospetto l’un l’altro… e io ho cominciato a temere di essere scoperto! In precedenza […] avevo parlato a qualcuno dell’esperimento con il pendolino fatto da Cico e di come lui e Zagor avessero anche affrontato un licantropo… …e perciò alcuni abitanti di Asher Mill mi hanno chiesto di convocarlo… per tentare di individuare il mostro… prima che colpisse di nuovo! Non potevo non accettare… o tutti avrebbero sospettato di me!... Già una ragazza del paese, Drew, aveva notato qualcosa di strano… così ti ho scritto una lettera, amico mio… coinvolgendoti in questa… storia… ma speravo di poterti far ripartire… senza danno… dopo aver impedito a padre Stone… ti rivelasse i suoi dubbi su me… maturati dopo la morte di Drew… .

Zagor e i suoi amici ritrovano Martin (ritornato umano) vivo e vegeto - ZGR 536, p. 61

Uno dei licantropi del film Underworld: Ryse of the Lycans (Patrick Tatopoulos, 2009), terzo episodio della saga di Underworld


Detto questo, Clemons muore e, quasi nello stesso momento, arriva ZAGOR, visibilmente provato. Il mattino seguente, i Nostri giungono nei pressi della cascata per seppellire Martin; l’eroe è infatti convinto che questi non sia sopravvissuto alla caduta. Trovano però una gradita sorpresa: il giovane è ancora vivo e, a giudicare dalle sue condizioni, quasi certamente se la caverà. Ma… tornerà a trasformarsi con la nuova luna piena?, chiede ZAGOR a Metrevelic, che risponde: Stando alle ultime parole di Clemons, no! […] In ogni caso… studierò bene gli appunti che Clemons ha lasciato a casa sua, prima di distruggerli in modo che nessun altro possa trovarli!. ZAGOR, ovviamente, è d’accordo: Sì… faremo in modo che non possano cadere nelle mani di altri folli, sia che dicano di agire in nome della scienza oppure per scopi personali! 
Curiosità: Come ha affermato lo stesso Joevito Nuccio sul forum Spirito con la Scure, i mostri di quest’avventura sono graficamente ispirati ai Lycans, i lupi mannari del film Underworld (Len Wiseman, 2003), che ha avuto finora tre seguiti. Nella storia viene inoltre citata un’altra famosa opera con protagonisti i licantropi. Si tratta di Unico indizio la luna piena, romanzo breve di Stephen King del 1983 arricchito dalle immagini di Bernie Wrightson, nato dal progetto abortito di un calendario illustrato, dove ogni mese doveva essere collegato al "ciclo lunare" dell'uomo lupo. Dal libro il regista Daniel Attias ha tratto, nel 1985, l’omonimo film (i titoli originali del romanzo e del film sono rispettivamente Cycle of the Werewolf e Silver Bullet). Il riferimento in questione si trova a p. 66 del primo albo, nella scena in cui Jonathan racconta ai Nostri del suo incontro con il licantropo che ha ucciso Darius. Nelle vignette 4 e 5 leggiamo le seguenti parole: Unici indizi restavano le impronte sul terreno… …e la luna piena!. Sempre riguardo a Stephen King, il titolo del secondo albo, Buio rosso sangue, riecheggia il titolo italiano – Grano rosso sangue – del film che nel 1984 il regista Fritz Kiersch ha tratto dal racconto I figli del grano, contenuto nella raccolta A volte ritornano (1978). A proposito di ritorni, è senz’altro azzeccato quello del compianto Tawar, la cui apparizione è senz’altro uno dei momenti più efficaci dell’intera storia. 
 
Locandina originale del film Unico indizio la luna piena (Daniel Attias, 1985), tratto dall’omonimo romanzo breve di Stephen King (1983)


LICANTROPI DI NUOVA VITA
Gli ultimi mostri che ZAGOR e CICO affrontano, assieme ai vichinghi di Guthrum, in Viaggio senza ritorno (G. Nolitta [sog.&scen.] – S. Pini [dis.], nn. 170-172). Nuova Vita è il nome della colonia che, secoli prima, un’altra comunità di vichinghi – composta da evasi e comandata da Thorval, nemico del re di Danimarca Sigurd - ha fondato in una zona inesplorata del Tennessee: una regione percorsa da strane esalazioni che hanno provocato trasformazioni raccapriccianti nella fauna (vedi AMEBA GIGANTE, CERBIATTI CARNIVORI, SERPENTI GIGANTI). Guthrum ha scoperto l’esistenza di questa colonia grazie a un’antica pergamena e, non trovandosi più bene in Florida ma ignorando i pericoli che si nascondono nella misteriosa regione, desidera trasferirvisi con tutti i suoi guerrieri. Una volta giunti a Nuova Vita (al termine di un’autentica odissea, costata la vita a diversi membri della spedizione), li attende però una terrificante sorpresa: gli abitanti del villaggio, tanto gli uomini quanto le donne, si sono trasformati in feroci licantropi. Accidenti, - esclama ZAGOR - lo sentivo io che avremmo trovato qualcosa di terribile quaggiù! Per sopravvivere in un mondo tanto crudele e tanto mostruoso era inevitabile che anche questa gente avesse subito a sua volta qualche cambiamento… …e la loro mutazione è questa…sono autentiche belve umane!. Emettendo sinistri ululati, i licantropi maschi attaccano i Nostri e, quando la prima vittima cade, le donne si avventano su di essa, iniziando a divorarla. Il cortile del villaggio, illuminato dalla luce lunare, diventa subito teatro di un sanguinoso scontro: altri vichinghi vengono uccisi dai mostri (che, pur avendo zanne affilate, combattono con spade e asce), fino a quando, oltre a ZAGOR e CICO, restano in vita solo Guthrum e due suoi guerrieri.

Zagor n. 172, novemrbe 1979. Disegno di Ferri

I coloni di Nuova Vita rivelano i loro mostruosi volti - ZGR 172, p. 8


Privato della scure (uno dei licantropi gliela taglia in due con un colpo di spada), l’eroe afferra la pistola e inizia a far fuoco contro gli uomini-belva. Sia il rumore degli spari che il loro mortale effetto gettano nel panico i mostri, e ciò consente a ZAGOR e ai suoi compagni di raggiungere il portone e irrompere all’esterno. Nel buio della notte, i Nostri si gettano in una disperata corsa in direzione della spiaggia dove hanno ormeggiato la nave (per giungere nella regione, essi hanno infatti attraversato un lago, su cui domina un’alta scogliera). I licantropi, ripresisi dallo shock e guidati dal loro potente fiuto, si lanciano sulle tracce dei fuggitivi e quando questi raggiungono la sommità della scogliera, trovano già sul posto due degli inseguitori, che vanno subito all’attacco, uccidendo uno dei guerrieri vichinghi. ZAGOR e l’altro guerriero, Olaf, si sbarazzano dei mostruosi avversari, ma si accorgono presto di essere giunti in un punto distante dal passaggio che conduce alla sopradetta spiaggia. Proprio in quel momento, arrivano gli altri inseguitori, uno dei quali uccide Olaf con la sua lancia. A questo punto, prima Guthrum, poi CICO e ZAGOR, si tuffano nel lago e raggiungono a nuoto la nave. I licantropi, decisi a non farsi scappare le loro prede, si portano sulla sommità della parete che domina la spiaggia e, vedendo che i Nostri stanno per spingere in acqua la pesante imbarcazione, tentano di colpirli con un enorme masso. I tre amici, però, riescono a evitare il fatale impatto e prendono il largo, sfuggendo così definitivamente ai loro mostruosi nemici.
 
Anche le donne licantropo sono assetate del sangue dei vichinghi - ZGR 172, p. 12

Zagor salva Cico da uno dei lupi mannari - ZGR 172, p. 15

Zagor, Cico e Guthrum evitano per un soffio l’enorme masso fatto rotolare dai licantropi - ZGR 172, p. 55
 

Curiosità: Essendo una sorta di vichinghi mannari, i licantropi di Nuova Vita richiamano alla mente – seppure in maniera abbastanza grottesca – due importanti figure della mitologia scandinava: Fenrir e i Berserkir. Il primo, citato proprio in Plenilunio (precisamente, a p. 76 dell’albo omonimo), è uno dei tre figli del malvagio Loki (il dio degli inganni) e ha le sembianze di un enorme e ferocissimo lupo; i secondi - chiamati pure Berserker - sono guerrieri che, nel furore della battaglia, si trasformano in lupi o orsi.
I lupi mannari puniscono la sbruffoneria di Cico, centrandolo in testa con una pietra - ZGR 172, p. 57

Odino lotta contro Fenrir in un’evocativa illustrazione del 1909 realizzata dall’inglese Dorothy Hardy

LUI
Compare ne La collina sacra (A. Capone [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 289-291) ed è una possente e sanguinaria creatura extraterrestre (unico superstite della sua razza) che ha la capacità di manifestarsi sotto sembianze diverse, a seconda delle paure più recondite e dei ricordi più tragici di chi gli sta davanti. Giunto sulla Terra, in un lontano passato, all’interno di un meteorite (caduto nel nord-ovest degli attuali Stati Uniti), Lui aveva scatenato la sua incontenibile furia sugli Antichi, i progenitori degli indiani Corvi. Un giorno, però, lo stregone dei Corvi, interrogando gli dei, aveva finalmente scoperto il modo per sconfiggere il demone venuto dalle stelle. Fondendo il metallo nero contenuto nel meteorite, costui aveva fabbricato uno scettro magico; poi aveva fatto costruire, su una collina, una ruota della medicina (i cui raggi erano formati da blocchi di pietra posti in fila); quindi, facendo da esca, vi aveva attirato il mostro all’interno. Unendo il potere dello scettro a quello della ruota, lo stregone era riuscito a far svanire Lui, la cui essenza, tuttavia, era rimasta nei pressi della collina. Per intrappolare questa malvagia essenza, lo stregone aveva fatto tracciare sugli alberi della foresta circostante un cerchio magico secondario e aveva compiuto periodicamente, assieme agli altri membri della tribù, particolari riti sulla collina sacra, al fine di rinnovare la forza della Ruota di Pietra. I suoi successori avevano fatto altrettanto, e tutto ciò era continuato anche dopo che gli Antichi si erano estinti. Gli stregoni Corvi, infatti, erano diventati i depositari delle loro conoscenze e avevano provveduto a compiere i suddetti riti. Proseguita per secoli, questa consuetudine s’interrompe quando un distaccamento di giacche blu, comandate dal capitano Roger Flint, inizia a costruire sulla collina sacra un forte.


Zagor n. 289, agosto 1989. Disegno di Ferri


Lo stregone dei Corvi, il vecchio Tei-Kan, chiede ai soldati di sgomberare, ma Flint non lo sta a sentire, anzi: minaccia di usare la forza se egli oserà ostacolarlo. Tei- Kan, allora, decide di chiedere l’aiuto di ZAGOR, il quale, arrivato sul posto, tenta a sua volta di convincere l’ufficiale ad ascoltare le ragioni degli indiani. Anche il suo tentativo, però, fallisce; non solo, ma l’eroe è costretto a scontrarsi fisicamente con l’arrogante Flint, il quale – come confesserà a ZAGOR alla fine della storia, poco prima di morire – odia profondamente tutti i pellerossa, dopo che, anni prima, la sua famiglia è stata trucidata da alcuni di essi. La notte successiva, quanto temuto da Tei-Kan si avvera: profanata dai soldati, la Ruota di Pietra perde la sua forza e Lui ritorna libero. Le prime vittime della spaventosa creatura – di cui ZAGOR ignora ancora l’esistenza, giacché lo stregone ha ritenuto di non dovergliela rivelare, non facendo egli parte della tribù - sono due soldati di guardia, i quali vengono letteralmente massacrati. Svegliati dalle loro urla, ZAGOR – che ha deciso, assieme a CICO, di accamparsi sulla collina per controllare le mosse del capitano – e le altre giacche blu (Flint compreso), accorrono sul luogo dell’aggressione, ma, oltre ai corpi dei due malcapitati (uno dei quali, prima di morire, accenna a un essere mostruoso), trovano solo delle strane impronte, che proseguono fino alla foresta per poi scomparire. La notte seguente, la scena si ripete: Lui uccide altre due sentinelle, ma stavolta ZAGOR, sempre seguendo le sue impronte e sbucando in una radura, riesce a vederlo, anche se non nel suo reale aspetto. Il mostro appare infatti all’eroe nelle sembianze del suo defunto padre, Mike Wilding. Tornato al forte, ZAGOR racconta a CICO ed a Flint ciò che ha visto (a cui egli stesso non riesce a dare una spiegazione) ma l’ufficiale, credendo che il Nostro voglia confondergli le idee e che i responsabili di quanto accaduto siano gli indiani, non gli presta ascolto e, perlustrata la foresta con i suoi uomini, giunge nei pressi del villaggio dei Corvi.


Lui appare a Zagor sotto le sembianze del padre Mike, ed a Cico sotto quelle del gran sacerdote Stephan - ZGR 290, p. 46

L’Antico mostra a Zagor l’arrivo sulla Terra di Lui - ZGR 290, p. 97


Convinto da ZAGOR, il sakem Krenak permette alle giacche blu di perlustrare l’accampamento. A Flint viene permesso anche di entrare nella grande tenda dove alloggia Tei-Kan, il quale gli mostra lo scettro magico e gli dà il seguente avvertimento: Colui che vi ha colpito… ha solo iniziato la sua opera di distruzione… e non si fermerà finché la morte non regnerà incontrastata sulla collina sacra! Nemmeno tu potrai sfuggirle, capo bianco… nonostante il tuo potere così umano e così fragile! …E nonostante la tua cieca arroganza!. Il giorno successivo, i soldati completano la costruzione del forte, e Flint, mostrandosi stranamente amichevole, propone a ZAGOR di accompagnarlo, al calare delle tenebre, nella foresta, allo scopo di anticipare il misterioso nemico. L’eroe accetta, senza sospettare che il capitano vuole in realtà attirare in una trappola mortale lui e CICO, per poi dare la colpa ai Corvi e avere quindi il pretesto per attaccarli. Il losco piano dell’ufficiale è destinato però a fallire: infatti, proprio quando Flint, appostatosi nella foresta con i Nostri, si accinge a sparare loro alla schiena, Lui lo afferra e lo solleva in aria. Agli occhi di Flint, lo spaventoso alieno assume la forma di un gigantesco pellerossa; ZAGOR e CICO, invece, vedono tutt’altro: il primo, ancora una volta, suo padre; il secondo, invece, il malvagio sacerdote di New Salem Stephan (vedi HAGGOTH). Gettato a terra Flint, Lui tramortisce CICO, quindi afferra ZAGOR al collo, stringendolo in una morsa d’acciaio. Fortunatamente per l’eroe, proprio in quel momento arriva Tei-Kan, che, puntando lo scettro magico contro Lui e pronunciando le parole degli Antichi, riesce a far scomparire il mostro, mentre ZAGOR crolla al suolo privo di sensi. Quando li riprende, ZAGOR si ritrova con CICO all’interno del forte, dove Flint lo informa che si appresta ad attaccare i Corvi: il capitano, infatti, crede davvero di essere stato aggredito da un enorme indiano.


Zagor n. 290, settembre 1989. Disegno di Ferri


Il fatto che ognuno di essi abbia visto l’aggressore in un aspetto diverso fa intuire a ZAGOR che il loro nemico è un essere soprannaturale, in grado di materializzare le paure di ciascuno. Flint non vuole però sentire ragioni e ordina ai suoi uomini di arrestare l’eroe. ZAGOR riesce a fuggire e, giunto al villaggio dei Corvi, scopre che è stato abbandonato: avendo infatti previsto un attacco da parte dei soldati, gli indiani si sono nascosti in un rifugio segreto, un’ampia caverna posta dietro una cascata. Alcuni guerrieri conducono ZAGOR sul posto, e qui il Nostro chiede a Tei-Kan di rivelargli finalmente la verità sul misterioso essere che li minaccia. Lo stregone e Krenak gli dicono che il modo per diventare loro fratello spirituale e conoscere così la suddetta verità è uno solo: sottoporsi alla cerimonia del Cerchio Sacro, un rito assai rischioso, che potrebbe addirittura fargli perdere l’uso della ragione. ZAGOR accetta di affrontare la prova e, dopo aver bevuto una speciale pozione, viene appeso a testa in giù su un palo. Tei-Kan gli mette quindi in mano lo scettro magico. Stringilo con forza, Spirito con la Scure, e non lasciarlo cadere se vuoi raggiungere la verità!. A questo punto, ha inizio per ZAGOR un terribile viaggio onirico, nel corso del quale egli rivive alcuni dei momenti più angoscianti della sua vita, compreso l’evento più tragico in assoluto: l’uccisione dei suoi genitori a opera dei guerrieri Abenaki guidati dal fanatico predicatore Salomon Kinsky. ZAGOR supera senza danni tutti questi dolorosi ricordi e, alla fine, incontra lo stregone degli Antichi. Costui mostra all’eroe l’arrivo di Lui sulla Terra e gli racconta come era riuscito a sconfiggerlo.


Sottoposto alla cerimonia del Cerchio Sacro, Zagor rivive l’evento più tragico della sua vita – ZGR 290, p. 89

Lui si materializza dalle fiamme che divorano il villaggio dei Corvi - ZGR 291, p. 28


Questo è tutto ciò che devi sapere, Spirito con la Scure! – gli dice l’Antico - Non so se potrà esserti d’aiuto per sconfiggere “Lui”, ma certo ti darà una nuova consapevolezza! …E fortificherà il tuo animo e la tua mente, permettendoti di non lasciarti confondere dal tremendo potere ammaliatore dello spirito malvagio sceso dalle stelle! E’ il momento che ti risvegli, Za-gor-te-nay! Sei fratello spirituale dei Corvi, ora, ma quel che più conta… …è che, grazie al rito, parte del potere dello scettro è entrato in te! Quando ti scontrerai di nuovo con “Lui”, quell’essere non sarà insensibile ai tuoi colpi! Addio, Zagor… addio!. Ripresi i sensi, l’eroe – una volta slegato dal palo della cerimonia - chiede a Tei-Kan di seguirlo fino alla collina sacra per unire, al potere ricevuto dal rito, quello dello scettro magico. Lo stregone rifiuta: oltre a non avere intenzione di aiutare i soldati, egli pensa che Lui sia diventato ormai troppo potente anche per lo scettro. Di questo parere è lo stesso Krenak; pertanto, ZAGOR decide di affrontare da solo Lui ed esce dalla grotta. Due soldati di pattuglia lo vedono e tentano di ucciderlo, ma il Nostro sfugge all’agguato e costringe uno di essi a dirgli dove si trova Flint. Quest’ultimo, come il soldato rivela a ZAGOR, è nel villaggio dei Corvi. Non avendo trovato traccia di costoro, Flint ordina ai suoi uomini di bruciare tutto, allo scopo di costringere gli indiani a reagire. Il fuoco inizia a divorare l’accampamento, che in breve tempo si trasforma in un enorme rogo. All’improvviso, dalle fiamme si materializza Lui, il quale, invulnerabile alle pallottole dei militari, comincia a massacrarli, assumendo ai loro occhi le forme più diverse e spaventose. Dopo aver rischiato di venire ucciso dal mostro (apparsogli nuovamente sotto le sembianze di un gigantesco pellerossa), Flint fugge con i suoi soldati in direzione del forte.



Zagor lotta con il mostro, che assume l’aspetto dell’Uomo Lupo, di Supermike e di Hellingen - ZGR 291, p. 51


Lui inizia a seguirli, e ZAGOR - giunto poco dopo al villaggio, ridotto ormai a un cumulo di macerie - si lancia sulle sue tracce. Intanto, i militari hanno raggiunto la collina e, riversatisi all’interno del forte, salgono subito sugli spalti, in attesa dello scontro con Lui. Vedendo avanzare minaccioso l’alieno, Flint si pente di non aver ascoltato ZAGOR e raccomanda ai suoi soldati di non credere a ciò che il mostro farà vedere loro. A passi lenti ma inesorabili, Lui raggiunge il forte e distrugge con facilità, grazie ai suoi enormi artigli, la palizzata, facendo cedere gli spalti e provocando la caduta di Flint e degli altri. Il massacro dei poveri soldati ricomincia, per arrestarsi solo con l’arrivo di ZAGOR, il quale lancia a Lui la sua sfida. Il mostro gli appare nuovamente nelle sembianze del padre, ma stavolta ZAGOR, dopo un breve attimo di smarrimento, riesce a reagire e colpisce il mostro più volte con la sua scure. Lui si rivela sensibile ai colpi, ma reagisce a sua volta e, con un’artigliata, fa cadere a terra l’eroe. A questo punto, l’alieno emette un urlo rabbioso e assume, uno dopo l’altro, l’aspetto di alcuni vecchi nemici di ZAGOR: l’UOMO LUPO, Supermike, Hellingen e Bela RAKOSI. L’eroe indugia sorpreso, e Lui ne approfitta per afferrarlo dal collo e sollevarlo da terra. Flint, allora, interviene e si scaglia contro il mostro, consentendo a ZAGOR di colpirlo due volte con la scure. Lui scaraventa al suolo l’eroe e si scatena contro Flint, apparendogli ancora una volta come un colossale indiano. L’alieno sferra tre terribili artigliate all’ufficiale e poi disarma ZAGOR, corso in aiuto del malcapitato Flint. Sempre più forte, Lui fa assaggiare anche all’eroe i suoi spaventosi artigli, che non riesce più a reagire. Sembra finita per l’eroe, ma, improvvisamente, il mostro si blocca e si gira, avvertendo una presenza: quella di Tei-Kan.


Zagor n. 291, ottobre 1989. Disegno di Ferri


Lui uccide Tei-Kan - ZGR 291, p. 62


Stanotte, dopo che tu ti eri allontanato, Zagor, - dice lo stregone – gli dei mi hanno mandato un segno… la cascata davanti alla porta si è improvvisamente aperta, come a invitarmi a uscire! E’ stato in quel momento che ho compreso… ho compreso che dovevo varcarla e raggiungerti! E così ho fatto, mentre essa si richiudeva dietro di me! …Ma ciò che conta, Zagor, è che io sono qui, e che ora saremo in due a lottare contro il male incarnato in quelle orride sembianze!. Pronunciando le parole degli Antichi, Tei-Kan punta lo scettro magico contro Lui, che resta immobile e sembra incapace di reagire. Poi, però, l’alieno inizia ad avanzare verso lo stregone e, arrivatogli vicino, lo afferra dal collo e gli strappa il cuore. ZAGOR tenta allora di afferrare lo scettro – caduto ai piedi del mostro - ma questi spinge via l’oggetto con un calcio e colpisce l’eroe. A questo punto, CICO – che fino a quel momento era rimasto nascosto in una delle tende – si fa coraggio e raggiunge lo spiazzo del forte. Ci…Cico! Presto! Lo… …lo scettro di Tei-Kan… gettamelo! Muoviti!, dice ZAGOR (a terra sanguinante) al messicano. Lui cerca di ammaliare CICO, assumendo le sembianze dell’UOMO LUPO, ma il pancione, spronato dall’eroe, reagisce e fa ciò che quest’ultimo gli ha ordinato. Afferrato l’oggetto magico, ZAGOR si rialza e si scaglia contro il mostro, colpendolo più volte con forza sempre maggiore. Rinvigorito dalla rabbia e dalla consapevolezza di poter vincere, l’eroe evita agilmente le artigliate dell’alieno, quindi torna a colpirlo, riuscendo infine a sconfiggerlo. Poco dopo, davanti agli occhi allibiti di ZAGOR e CICO, il corpo dell’alieno si dissolve, e la sua essenza - lanciato un urlo disumano - ritorna nello spazio profondo. Il giorno seguente, come promesso a ZAGOR dall’ufficiale medico, i soldati superstiti smantellano il forte e lasciano finalmente la collina sacra. 

Zagor sconfigge il mostro, colpendolo con lo scettro magico degli Antichi - ZGR 291, p. 70

Il corpo dell'alieno si dissolve e la sua essenza torna nello spazio profondo - ZGR 291, p. 72

 
Curiosità: Lui è dichiaratamente ispirato – sin dal nome stesso - a It, il malvagio demone muta-forma dell’omonimo romanzo di Stephen King (1986), da cui è stata tratta, nel 1990, una miniserie televisiva trasmessa più volte anche in Italia. Tuttavia, It e Lui differiscono molto nell’aspetto: infatti, mentre il primo appare sotto le sembianze dell’inquietante clown Pennywise (ma assume pure la forma di un gigantesco ragno), il secondo è una specie di gigante villoso, dotato di denti acuminati, piedi artigliati e tre unghioni su ciascuna mano. Un mostro davvero memorabile, i cui poteri hanno fornito al compianto Ade Capone lo spunto per citare alcuni dei più importanti villains zagoriani. A proposito di questi ultimi, è alquanto curiosa l’apparizione di Mike Gordon alias Supermike: costui infatti, pur essendo stato – nella storia Zagor contro Supermike (G. Nolitta [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 122-125) - un avversario particolarmente difficile per l’eroe, era poi diventato - ne Il ritorno di Supermike (A. Castelli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 226-229) - se non un amico vero e proprio del Nostro, un suo sincero alleato (il che peraltro ha costituito un tradimento dello spirito originario del personaggio, che funziona solo come cattivo). Malgrado ciò, non crediamo si sia trattato di una svista dello sceneggiatore, dal momento che le ripetute umiliazioni subite a opera di Supermike nella prima avventura restano senza dubbio tra i ricordi meno piacevoli di ZAGOR, ed è quindi probabile che nel suo inconscio una certa paura di Mike Gordon sia ancora ben presente e sia stata materializzata da Lui. L’apparizione di Stephan, invece, è una simpatica autocitazione del compianto Ade, di sicuro uno dei migliori autori zagoriani degli anni Ottanta e Novanta.


Copertina di un'edizione originale in paperback del romanzo di Stephen King It (1986)

Tim Curry nei panni del clown Pennywise alias It nell’omonima serie televisiva (Tommy Lee Wallace, 1990)


Tra i momenti più incisivi de La collina sacra, c’è indubbiamente il rito iniziatico cui ZAGOR si sottopone. In questa scena di grande forza suggestiva, Capone regala ai lettori un’emozionante carrellata di alcune delle più celebri sequenze della saga zagoriana: la lotta dell’eroe con le gigantesche PIANTE CARNIVORE in Odissea americana (G. Nolitta [sog.&scen.] - G. Ferri [dis.] nn. 87-89); la lotta con il barone RAKOSI nel finale di Zagor contro il vampiro (G. Nolitta [sog.&scen.] - G. Ferri [dis.] nn. 85-87); il salvataggio di ZAGOR e CICO, dalle voraci formiche rosse, a opera di Frida Lang, in La marcia della disperazione (G. Nolitta [sog.&scen.] - G. Ferri [dis.] nn. 112-116); la morte di Manetola, sakem dei Seminole, in Libertà o morte (G. Nolitta [sog.&scen.] - F. Donatelli [dis.] nn. 89-92); lo scontro – ne La città nascosta (G. Nolitta [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.] nn. 50-51) - con Tlasca, uno dei giganti di Nuova Uxmal; l’umiliazione subita per mano di Sam Fletcher alias Iron Man nella storia omonima (G. Nolitta [sog.&scen.] - G. Ferri [dis.] n. 15); e infine, la già menzionata uccisione di papà Mike e mamma Betty in Zagor racconta (G. Nolitta [sog.&scen.]- G. Ferri [dis.] nn. 55-56).  
 
LUPI DELLA TERRA WAKAN
Costituiscono la prima, difficile prova che, ne La fiamma nera (M. Boselli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], Speciale Zagor n. 4), ZAGOR e gli altri eroi del Wakan devono fronteggiare. Comandati da un licantropo con il volto coperto, questi ferocissimi lupi – i cui occhi sono in grado di annullare la volontà dell’avversario – attaccano in massa, di notte, il villaggio del Popolo degli Antenati, dove è custodita la fiamma del Wakan.


Zagor Speciale n. 4, giugno 1991. Disegno di Ferri
Incitati dal loro capo, i lupi vanno all’attacco - ZGR Speciale 4, p. 48

I lupi oltrepassano la palizzata che protegge il villaggio - ZGR Speciale 4, p. 52


Nonostante i guerrieri della suddetta tribù, ma soprattutto ZAGOR e i suoi valorosi compagni (tra i quali, ovviamente, vi è pure CICO), ne uccidano in gran numero, le belve – che continuano, inarrestabili, a uscire dalla foresta circostante - riescono a oltrepassare la palizzata che protegge il villaggio. Alcuni lupi penetrano nella capanna dove si sono rifugiati i membri più deboli della tribù: le squaw con i loro bambini, e la figlia del capo Pising, la bella Liya. Armata di lancia, Liya cerca di tenere lontane le belve, ma viene subito soggiogata dai loro occhi e cade a terra priva di forze. A salvarla è il contrario Heyoka, che poi balza in sella al suo cavallo Tuono ed esce di corsa dal villaggio, deciso ad affrontare il capo dei lupi. Questi, vedendo Heyoka correre verso di lui, si scopre il volto, ma non riesce a soggiogare con lo sguardo il guerriero Mandan, giacché costui cavalca voltato all’indietro. Giunto vicino al licantropo, il contrario compie - servendosi della sua lancia - uno spettacolare salto all’indietro, che gli permette di giungere alle spalle del mostro. A questo punto, Heyoka stringe, sempre con la propria lancia, il collo del licantropo, il quale, per costringerlo a mollare la presa, gli dilania la gamba destra con gli artigli e chiama in aiuto i suoi lupi, che azzannano ferocemente il guerriero. ZAGOR corre in aiuto dell’amico, ma questi, resistendo eroicamente ai morsi dei lupi, continua a stringere il collo del suo avversario, fino a quando la schiena del mostro si spezza. Ucciso il licantropo, Heyoka sviene, mentre i lupi, privi ormai del loro capo, fuggono via. Le ferite riportate nella terribile lotta non consentono al contrario di riprendere, il giorno seguente, il viaggio nella Terra Wakan a fianco dei suoi compagni. Heyoka, però, non se ne dispiace più di tanto, visto che i suoi compagni lo lasciano nelle mani affettuose di Liya, la quale, da questo momento in poi, diventa la sua donna. 

Heyoka si appresta ad affrontare il mostruoso capo dei lupi - ZGR Speciale 4, p. 56

Heyoka resiste all’assalto dei lupi, riuscendo infine a uccidere il loro capo - ZGR Speciale 4, p. 58.
   

Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre lettere e voci di Zagor Monsters sulla Mappa!

1 commento:

  1. L'UV fu uno dei primi albi che comprai al mercatino! Mamma mia quanto m' inquietarono quei vichinghi mannari! Ancora oggi fanno la loro p...a figura! Il tratto "eccessivo" di Segna da una spinta in più! ^^

    "Tra i momenti più incisivi de La collina sacra, c’è indubbiamente il rito iniziatico cui ZAGOR si sottopone."

    Quoto! Ha un gran bel fascino! Come primo albo lessi proprio "Tenebre" che mi prese un botto, anche se devo dire la verità, nel complesso sono meglio il primo e il terzo. Ne LCS si respira mistero e tensione mentre ne IMVDP l' azione e la drammaticità raggiungono grandi vette! La seconda parte è un po uno strano ibrido tra i due dove non succede troppo e ci presenta "giusto" Lui.
    Bella storia "Plenilunio" che ci dimostra una volta di più come un soggetto possa essere reinventato in diverse salse!
    Mi sono riletto "La montagna degli dei". Pubblicata oggi verrebbe definita trash da diversi lettori immagino, ma è sempre un bel leggere! Divertente con quel Basileo fuori di melone, i suoi due aiutanti doppiogiochisti, le varie creature dell' archeologo impazzito (ma Boselli si è ispirato a questa storia per l' albo "Ombre su Darkwood"?). Fulminante esordio di Sclavi che, a differenza di quanto farà in parte con Mister No, si mette al servizio del personaggio. Si dimostra come il nostro possa attingere dappertutto come nel caso della mitologia greca! Lo farà anche Toninelli nella meno riuscita a mio parere "Il vello d'oro". A proposito, quello della mitologia greca è un pozzo senza fondo da cui attingere! Mi stupisco che gli autori non ne abbiano tanto approfittato! Boh!
    Sempre interessanti i riferimenti di contorno! ^^ IT per anni è stato il mio incubo peggiore! XD
    Con i vostri interessanti articoli avete dimostrato una volta di più come negli anni 80 su Zagor, periodo pur di luci e ombre, non si trovassero quasi solo mercanti d' armi e di whisky come alcuni favoleggiano, ma di tutto e di più! E rimango basito quando Boselli, Burattini e Mignacco vengono criticati per certe "bizzarrie" nelle loro storie! O_O Come se in passato come avete mostrato, non ci si sbizzarrisse! XD

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