domenica 22 novembre 2015

MORENO BURATTINI: TEX, ZAGOR E QUALCHE "SPUTO" DI RIFLESSIONE!

di Filippo Pieri


Sabato 14 Novembre alle ore 17.30, nel centro storico di Firenze presso la libreria Babele, Moreno Burattini - accompagnato da Giuseppe Di Bernardo - ha incontrato il pubblico per presentare i suoi ultimi 4 volumi (in calce vi riportiamo le "schede tecniche").
Ai numerosissimi presenti Moreno Burattini ha illustrato per primo il libro Utili sputi di riflessione. Aforismi sulla vita e altre parti del corpo, edito da Allagalla, scherzando subito sul titolo con una battuta: purtroppo c'è un refuso già in copertina! 
Il tomo ha avuto un grandissimo successo, tant'è che le 1000 copie stampate sono andate già esaurite e - ci rivela Burattini - non si esclude che in futuro, magari tra un anno o due, possa esserci un Ulteriori sputi di riflessione. 
Anche Giuseppe Di Bernardo ha rivelato ai presenti una gustosa novità: Desdy Metus - il personaggio da lui creato 20 anni fa insieme ad Andrea J. Polidori - tornerà in un unico volume disegnato per la prima volta proprio dal fumettista fiorentino. Sta inoltre andando avanti il progetto di realizzare un film ispirato alle avventure di Desdemona, con Chiara Gensini nella parte della protagonista. Alcuni avventori della libreria non erano "fumettofili" e dunque non conoscevano le opere di Burattini & Di Bernardo. Quest'ultimo, scherzando su questo fatto, ha confessato che suo padre un giorno, ricevendo la visita di un amico, alla domanda ma che lavoro fa tuo figlio? ha risposto il giornalista!, anzichè "il fumettista".



Burattini ha riferito quello che una volta gli raccontò un grande autore italiano; questi, recandosi nel suo comune di residenza per rifare la carta d'identità, alla domanda dell'impiegato su quale professione svolgesse disse: l'illustratore. E l'impiegato comunale rispose e chiese: ah, bene... e cosa lustra?
Tornando a parlare del suo libro, lo zagoriano  ha parlato di Karl Kraus, uno dei suoi autori di aforismi preferiti: diceva che ci sono certi scrittori che riescono a esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta ci vogliono due righe. Da sempre appassionato del genere, negli anni Burattini ha scritto centinaia di aforismi - pubblicati in anni più recenti sui social network; erano talmente tanti che a un certo punto della sua vita aveva pensato di raccoglierli in un libretto autoprodotto in tiratura limitata da regalare agli amici. In seguito, parlandone con l'editore torinese Allagalla, è nata l'idea di questo libro, impreziosito da 28 illustrazioni inedite. L'autore toscano ha ammesso che aveva contattato 30 disegnatori e che tutti hanno accettato di fare un'illustrazione collegata a un aforisma che li aveva colpiti, ma purtroppo due disegnatori non sono riusciti a fare il disegno in tempo per la pubblicazione...




Burattini ci ha parlato poi del secondo libro, edito dall'associazione culturale Comicout. Per questa collana intitolata "Lezioni di Fumetto" l'autore aveva già scritto tre libri (su Guido Nolitta, Gallieno Ferri e Giovanni Ticci) e quando fu contattato da Laura Scarpa pensava che gli avrebbe proposto di scriverne un quarto. No, Moreno, questa volta l'intervistato sei tu!, gli avrebbe risposto la fumettista veneziana. Il libro festeggia i 25 anni di carriera di un uomo che è autore teatrale, fumettista, redattore, organizzatore di incontri, blogger, scrittore di aforismi e molto altro ancora. Infatti oltre a tutto questo, Moreno è diventato un punto di riferimento per tanti giovani che si avvicinano al fumetto con la speranza un giorno di poter lavorare in quel mondo, ed è sempre disponibile a elargire consigli a tutti. Senza voler anticipare troppo del libro, ci piace ricordare un aneddoto in esso contenuto. Da lettore appassionato dello Spirito con la Scure, Burattini fin da ragazzo scriveva a Sergio Bonelli, commentando le varie uscite di Zagor anche in maniera critica. E il creatore del personaggio di Zagor-te-nay rispondeva. Un giorno tornato da scuola, mentre stava consumando il pasto tenuto in caldo, squilla il telefono e la madre va a rispondere: Moreno c'è un certo Sergio Bonelli che ti cerca...
Ho pensato di chiamarti per fare prima, disse l'editore milanese e da lì iniziò una amicizia che lo porterà in seguito a lavorare proprio sulla sua serie a fumetti preferita, fino a diventarne il curatore e principale sceneggiatore. 





L'altro libro presentato, La capanna nella palude e altri racconti, contiene la ristampa del romanzo Le mura di Jerico, scritto da Burattini per lo stesso editore nell'Aprile del 2011 (mille copie tutte esaurite) più altri due racconti brevi - La capanna nella palude e La casa. Il primo dei due combina l'incontro tra Zagor, Santa Margherita Ligure e Gallieno Ferri e nasce sottoforma di albetto distribuito tra il 22 e 29 novembre 2014 in occasione di una mostra dedicata al maestro genovese.
Il racconto piaque molto alla rivista SCLS Magazine che, con il permesso della Sergio Bonelli Editore e la supervisione dello stesso Burattini, ne ha realizzato anche una versione a fumetti - sceneggiata da Stefano Bidetti e disegnata da Marcello Mangiantini.




L'ultimo libro è dedicato a Guglielmo Letteri, a quasi 10 anni dalla sua scomparsa. Moreno Burattini, insieme a Stefano Priarone e Antonio Vianovi, avveva già dedicato un libro all'autore romano nel 1998, intitolato Guglielmo Letteri & Tex, edito dalla Glamour International Production, con la prefazione di Decio Canzio. Letteri era un jazzista di grande successo con il Crystal Trio (insieme a Carletto Loffredo e Umberto Cesari) passato dalla musica al pennello con altrettanto successo. Si è occupato di Tex per oltre quarant'anni ed è stato il primo disegnatore del Ranger creato da Giovanni Luigi Bonelli a cui è stata concessa la possibilità di fornire un'interpretazione grafica del personaggio diversa da quella di colui che l'aveva creato, ovvero Aurelio Galleppini (in arte Galep). Letteri ha quindi aperto la strada a tutti quei disegnatori - da Ticci a Fusco - che hanno potuto offrire al pubblico una loro versione personale di Aquila della Notte. Letteri è anche il secondo disegnatore più prolifico della collana e il disegnatore del racconto più lungo, Ritorno a Pilares, di ben 586 pagine.


Schede tecniche:


Moreno Burattini

Utili sputi di riflessione. Aforismi sulla vita e altre parti del corpo
Aprile 2015
pagg. 200 - € 10,00
con illustrazioni inedite di 28 disegnatori
Copertina di Lucio Filippucci
Quarta di copertina di Nick Guerra
Allagalla Editore Torino
ISBN: 9788896457245



Laura Scarpa
Moreno Burattini. Dalle storie dell'orrore a Zagor e Cico, l'arte e il mestiere di fare fumetti
Lezioni di Fumetto n. 22 
Ottobre 2015
Pagg. 80 (con 16 pagg. a colori) - € 12,00
ComicOut Associazione Culturale
ISBN: 9788897926214 


Alle origini del volume Cartoon Club...



Moreno Burattini
La capanna nella palude e altri racconti. Tre "dime novels" di Zagor 
prefazioni di Paolo Guiducci e Giuseppe Pollicelli
pagg.160 - € 15,00
Ottobre 2015
Cartoon Club
ISBN: 9788896584118


Moreno Burattini & Stefano Priarone
Tex secondo Letteri. Donne magia e polvere da sparo 
Copertina di Guglielmo Letteri
Pagg. 240 Euro 19.00
Ottobre 2015
Allagalla Editore Torino 
ISBN: 9788896457276


Filippo Pieri


N.B. Trovate i link alle altre novità su Interviste & News!

giovedì 19 novembre 2015

DOPPIA VIRGINIA CITY! NEL MONTANA E NEL NEVADA... UNA COSA SOLTANTO IN COMUNE TRA LE DUE... L’ORO! STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA (XXX PARTE)

di Wilson Vieira 
Siamo dunque giunti alla trentesima puntata della nostra avvincente Storia del West, scritta appositamente da Wilson Vieira per Dime Web, dove leggerete le appassionanti vicende che legano due città sinonimo stesso di Frontiera! Vi ricordiamo che le immagini non bonelliane sono state scelte e posizionate nel testo dallo stesso Wilson. Buon divertimento! (s.c. & f.m.) 




1 – Virginia City nel Montana.

Fu fondata nel gennaio 1864. Una parte degli Americani, provenienti dal meridione, voleva chiamare la città Varina - in onore della moglie Varina Howell Davis (1826 – 1889) del Presidente degli Stati del Sud, Jefferson Davis (1808 – 1889).








Nella disputa però vinsero gli Americani provenienti dal Nord e la città venne chiamata Virginia City. Il 27 agosto 1864, il giornale “Montana Post” scriveva:

Quello che sempre meraviglia il forestiero che viene nella nostra città è la sua grandeza e la sua estensione e il fatto che, sebbene la città abbia solo un anno, ci siano molte case, grandi, belle e solide. Ogni settimana vengono costruite 100 case. È vero che Nevada City e Central City nella gola Alder stanno prosperando in modo similare, ma qui tutto sembra essere un miacolo, un sogno. L’oro sembra essere inestinguibile. Molti cercatori ne ricavano giornalmente per 150 dollari. Le paghe sono alte, da 6 a 12 dollari al giorno. Alloggio e vitto costano, in media, un dollaro al giorno. Le banconote sono scarse, le monete d’oro ancora di più. I mezzi di pagamento sono rappresentati da polvere d’oro e da pepite, dalla grandezza di un pisello fino alla grandezza di un uovo di colomba. I baristi, che per ogni drink mettono due dita in un sacchetto di polvere d’oro per trattenersi la polvere che si ferma fra i due polpastrelli, si lasciano crescere le unghie molto lunghe. I Cinesi setacciano l’acqua nella quale sono stati lavati i vestiti dei cercatori d’oro e non guadagnano mica male con questo lavoro! Come appare dalla nostra pubblicità, il commercio della città ha andatura cosmopolita.





Dozzine di saloon, bische, ristoranti, alberghi e stabilimenti balneari provvedevano a fare circolare rapidamente l’oro. Nel dicembre 1864 si aprì il Teatro Montana con la première di Faint Heart Never Won Fair Lady. Incontri di boxe e di lotta, corse di cavalli, concorsi a premio, spettacoli di danze: tutto provvedeva a far passare il tempo in divertimenti costosi. Un contemporaneo di New York, dubitava, nel gennaio del 1865, che a Virginia City ci fossero più case di abitazione che non case di piacere.
Il 7 febbraio 1865, la città venne creata capoluogo del Territorio del Montana e diede il cambio alla vecchia Bannack. A partire al 1868, i ritrovamenti di oro si fecero più rari e anche la popolazione cominciò a scemare. Nel 1870 si contavano ancora 2.555 abitanti. Fra il 1880 ed il 1900 si ridussero a 380, che vivevano principalmente sul turismo.
Oggi Virginia City è una “Città di fantasmi di professione”; la Wallace Street è stata rinnovata, in stretta osservanza al vecchio modello; nell’Ufficio Wells & Fargo, nelle botteghe dei parrucchieri e nei saloon si vedono statue di cera a grandezza naturale vestite coi costumi dell’epoca.

Tex n. 408, ottobre 1994. Copertina di Villa


In una vecchia rimessa in muratura, durante i mesi estivi, la Compagnia dei Virginia City Players organizza recite popolari di argomento storico-melodramatico. Gli attori, che sono studenti della Montana State’s University, mettono tutto il loro impegno nel recitare Miriam’s Crime o Innocent Sin, cercando di far rivivere i vecchi tempi selvaggi.
Il Memorial Museum contiene un'eccellente raccolta di documenti storici e nel Beer Garden viene servita una fresca bevanda a base di luppolo, secondo la ricetta di una vecchia ditta della Svevia.







Sulla boot-hill si trovano le tombe della famigerata banda Plummer che il 14 gennaio 1864 venne impiccata dai Vigilantes.





John Xavier Bleider (1831 – 1890) era Vigilante Capo di un Comitato di Vigilanza - cioè di un gruppo di uomini che, quando l’Autorità statale si domostrava carente, si valeva del diritto del più forte per proteggersi da criminali, per procedere contro delinquenti, per dare la caccia a questi e arrestarli, giudicarli ed eseguire le sentenze sul momento. Di regola, questi Comitati di Vigilanza si attenevano strettamente alla Legge. Un arrestato veniva condotto davanti a un Tribunale di Vigilanza, composto dai giurati, dall’accusatore, dal difensore e dal giudice. L’accusato aveva la possibilità di difendersi, o di lasciarsi difendere, di tenere discorsi in pubblico e di addurre prove della sua innocenza.

Tex n. 63, gennaio 1966. Disegno di Galep


Si ascoltavano testimoni di accusa e di difesa. L’esatta procedura, che è stata redatta e conservata, di questi casi di giustizia a opera dei Vigilantes, permette a noi storici di arguire come questo tipo di giustizia costituisse una misura perfettamente legale e quanto mai necessaria da un punto di vista sociale. Questo valeva specialmente per i delitti criminosi. Se si trattava di cause politiche o di argomenti di politica comunale, non era raro che i Vigilantes si discostassero dal retto sentiero della Legge e della virtù, per servire i loro scopi egoistici. Molte volte le azioni di tali Vigilantes fanatici erano addirittura criminali e perciò la popolazione intimorita non tardò a creare dei Contro-vigilantes che spesso si scontrarono coi Vigilantes in lotte sanguinose. Anche il fanatismo razziale o religioso poteva portare alla Giustizia dei Vigilantes. L’esempio peggiore è dato dall’Associazione Texana del Ku-Klux-Klan che, dal 1881, per vendetta, non esitava a mettere in croce schiavi negri liberati dopo la Guerra Civile che si erano resi colpevoli di misfatti. 

Tex n. 350, dicembre 1989. Disegno di Galep

Tex n. 351, gennaio 1990. Disegno di Galep






2 – Virginia City nel Nevada.


Fu la più famosa città per le miniere d’oro e d’argento della regione chiamata Comstock Lode. Dopo che queste ricche miniere di argento vennero scoperte nei primi anni del 1850, una sera del novembre 1859 avvenne che al cercatore James Finney detto “Old Virginny”, nella miniera Orphir, si rompesse la bottiglia di whiskey e che il liquore si disperdesse per terra...






Il cercatore ubriaco bestimmiò gridando forte: ...e così battezzai questa miniera Virginny City. Questo divenne il giorno natale della città.








Nel 1860 aveva più di 10.000 abitanti, due macine per il quarzo, 8 alberghi, 9 ristoranti, 10 stalle da noleggio, 38 saloon, 25 depositi di merci, officine di fabbri, case commerciali, un teatro e 37 grandi case minerarie, che rappresentavano un capitale di 30.000.000 di dollari. Nel novembre del 1860 uscì il primo giornale locale, il “Territorial Enterprise”.







Sotto lo pseudonimo di “Josh” il venticinquenne giornalista Samuel Langhorne Clemens (1835 – 1910) scriveva delle storielle divertenti sulle vicine miniere Aurora e Bodie, dopo aver avuto poca fortuna come cercatore. Negli anni 1860/62 nei quali scriveva per il giornale, abbandonò il vecchio pseudonimo in favore di quello nuovo, “Mark Twain”, derivato da un grido che si lanciano i battellieri del Mississippi scandagliando il fiume. Mark Twain significa infatti “marca due”, con riferimento alle tacche della pertica usata come scandaglio. Samuel Langhorne Clemens, dopo aver costretto il colonnello Sellers (un vecchio pilota del Mississippi) con le sue parodie a smettere di scrivere, gli ruba pure il nome.

Storie da Altrove n.4, ottobre 2001. Disegno di Alessandrini


Sam Clemens nato nel Missouri, è il più grande scrittore umorista americano. Insegna ai compatrioti a ridere di loro stessi, facendo la satira delle usanze importate dal vecchio mondo. Fu cercatore d’oro, battelliere e poi giornalista, scrittore di numerosi racconti. Mark Twain diventarà noto in tutto il mondo quale autore delle Avventure di Tom Sawyer e di Huckleberry Finn. Il suo famoso romanzo Roughing it rese celebre non solamente lui ma anche Virginia City molto al di là delle frontiere del boom minerario. Con il trascorrere degli anni il suo umorismo acquista una vena amara.
Scrive in Wilson lo Zuccone: Adamo e Eva ebbero molti vantaggi, ma il principale fu quello di sottrarsi alla dentizione. E ancora: Perchè l’uomo si rallegra a una nascita e si rattrista a un funerale? Perchè non è lui la persona in questione.






Il 55% di tutto il minerale era ricco di argento, il resto d’oro. Nel periodo compresso tra il 1861 e il 1863 le società minerarie Ophir, Chollar, Curry, Gould, Mexican e Potosi crebbero fino a diventare imprese gigantesce, con profitti di milioni, e la città in rapida espansione finì per includere anche la Gold Hill che prima si trovava alla distanza di circa un miglio. Le grandi strade di comunicazione verso Placerville, California, Sacramento, Nevada City e Downieville vennero allargate e in parte lastricate. Le tariffe di trasporto da Virginia City a Sacramento erano di 6 cent per libbra. Gli appaltatori di dazi guadagnavano fortune, fintanto che le carovane di merci trasportarono minerale verso la California.







I carri ritornavano dalla California portando prodotti alimentari, o di lusso, legname da costruzione, macchine... e tutto quello che poteva servire nel deserto del Nevada, ivi compresi gemelli d’argento, champagne e caviale. Ogni anno, con la spesa di 27 dollari a testa, si trasportavano in California, con tre carrozze, almeno 30.000 persone. Nel 1864 i filoni delle grandi imprese minerarie si erano esauriti. La Banca di California rilevò la maggior parte delle imprese e investì svariati milioni nell’industria mineraria. Ben presto ci furono 700 miglia di gallerie sotto la città e le case tremavano per le esplosioni sotterranee. Ma via via un maggior numero di gente abbandonnò la città che una volta contava 15.000 anime. I cercatori rinunciavano e le case di interi quartieri finirono in decadenza.












All’inizio del 1870 John William Mackay (1831 – 1902), James Graham Fair (1831 – 184), James Clair Flood (1826 – 189) e William S. O’Brien (1825 – 1878) scoprirono il più grande filone di argento di Comstock Lode, a una profodintà di 15 metri, dello spessore da 50 a 108 metri. Era la “Gande Bonanza”, il “Cuore del Comstock”. Durante i successivi quattro anni, Virginia City si estese i tutte le direzioni. Sembrava che ognuno dovesse avere colà una sede, tanto le Banche della Costa del Pacifico quanto il Dipartamento del Tesoro, che doveva battere moneta. Le due grandi imprese minerarie - la Consolidated Virginia e la Consolidated California - aumentarono il loro capitale sociale a 159.000.000 di dollari e pagarono ogni mese un dividendo di 1.000.000 di dollari.








Ancora nel 1877, lavorando 8 ore al giorno, si portava alla luce un valore di 1.110.000 dollari. Virginia City divenne la Babele del divertimento della zona montagnosa Occidentale, nella quale, col denaro, si poteva vedere e godere tutto; vi si trovava tutto quello che in America aveva fama di qualità.






Le scene dell’Opera Piper registrarono trionfali apparizioni di celebrità mondiali come Lillian Russel (1860 – 1922), Edwin Thomas Booth (1833 – 1893) - il fratello di John Wilkes Booth (1838 – 1865) -, Maude Adams (1872 – 1953), Lola Montez (1821 – 1861) e Lotta Crabtree (1847 – 1924).










Tex n. 358, agosto 1990. Disegno di Galep


Brutali lotte di tori erano altrettanto popolari delle rappresentazioni di cori religiosi. Improvvisamente, nel 1878, la “Grande Bonanza” si esaurì, la popolazione si disperse fino a diventare nel 1880 insignificante; le case crollarono e le gallerie furono sommerse dall’acqua.







Zagor n. 281, dicembre 1988. Disegno di Ferri

Zagor n. 282, gennaio 1989. Disegno di Ferri


Oggi Virginia City è una città fantasma, di fantasmi, il cui storico passato serve a fare vivere, bene o male, i pochi rimasti... beh, ma questo è il Vecchio Selvaggio West, no?



Wilson Vieira


N.B. Trovate i link alle altre puntate della Storia del West su Cronologie & Index!

IL TITOLO VENUTO DALL'IMPOSSIBILE (IX PARTE): SAGUARO, LUKAS & VOLTO NASCOSTO!

di Massimo Capalbo

Eccoci arrivati alla nona parte delle irresistibili parodie bonelliane di Massimo "Max" Capalbo. Anche con questa puntata rimaniamo nell'ambito della produzione recente di Via Buonarroti - con le tre collane chiuse di Saguaro, Lukas ("prima stagione" completa) e Volto Nascosto (in quest'ultimo caso vi abbiamo messo non 12 ma ben 14 titoli - ovvero tutta la miniserie)! Sappiamo di ripeterci, ma a costo di annoiarvi ci teniamo ancora a sottolineare - in questi tempi di orrida "correttezza politica" - che alcuni "titoli impossibili" dagli accenti "osé" - oppure riferiti a minoranze varie, gruppi etnici, regionalismi, generi e gusti sessuali, malattie, disabilità, militanze politiche, tifo sportivo, persone famose, etc., vanno letti così come sono stati scritti: unicamente con spirito goliardico/satirico e senza alcun intento offensivo! Lo stesso vale per la scelta - talvolta buffa e "dissacrante" - delle foto dei personaggi reali... OK? Ricordiamo infine che il numero fra parentesi si riferisce all'albo preso a bersaglio e che, ove non sia specificato, si tratta del mensile. (s.c. & f.m.)


SAGUARO



 
Il reduce navajo Thorn Kitcheyan alias Saguaro non si trova bene con Windows 8 e decide pertanto di rimettere sul suo pc un sistema operativo più vecchio ma, a suo avviso, più affidabile:
Ritorno a Windows XP (1)

Per festeggiare il ritorno di Saguaro nella riserva, il Consiglio Tribale Navajo organizza una grigliata di pesce. All'improvviso se ne va la luce, ma la festa continua lo stesso:
Sgombri nel buio (2)

Grazie all'amica Donatella Rettore, Thorn scopre che il significato del soprannome del suo più acerrimo nemico - Ray "Cobra" Brest - non è quello che lui credeva fosse:
Il morso del cobra, che non è un serpente ma un pensiero indecente… (3) 

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Saguaro scopre che il suo vecchio amico Nastas Begay, oltre a preparare zeppole squisite, è il capo di un sanguinario gruppo estremista:
Frittelle di sangue (4)

Per lottare contro lo spietato Noah Folsom, Saguaro stringe alleanza con un celebre scrittore e giornalista italiano che ha pure la cittadinanza americana. Questi, però, fa il doppio gioco:
Il Prezzolini del tradimento (5)

Per raggranellare qualche soldo, Saguaro si fa assumere dalle autorità di Tucson – letteralmente invasa dai topi – come disinfestatore:
"Topicidio" a Tucson (6)

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A Saguaro piace un sacco fare le "zozzerie" con la sensuale meticcia Kay Walken:
Uno sporco giochino erotico (7)

Saguaro accompagna l'anziano e infoiato sciamano Howi Benali in un paesino dell'Arizona pieno di prostitute a buon mercato:
Bordell-town (8)

Chuck Norris giunge nella riserva per salutare un amico Navajo. L'attore ne approfitta per molestare Kay, la quale lo dice subito a Saguaro, che giura di fargliela pagare cara:
Odio Chuck! (9)

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Saguaro deve salvare una nota stilista italiana dagli spietati sicari di Folsom, il quale è stato denunciato da costei perché taroccava i suoi prodotti:
Cacciatori e Prada (10)

È tempo di elezioni nella riserva, e sia Saguaro che l'amico falco Little Eye hanno le idee chiare riguardo a chi votare, essendo sempre stati:
Spiriti liberaldemocratici (11)

Saguaro cerca di impedire a Ray Brest di far fuori un "missionario" messicano, il quale ha esasperato "Cobra" dopo essersi presentato per mesi alla porta di casa sua per convertirlo: Uccidete il Testimone di Geova! (12)

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LUKAS



Lukas esce dalla propria tomba e si ritrova in una città piena di gente poco raccomandabile. Una città dove, se ti cade per terra una moneta, meglio per te se non ti chini a raccoglierla:
Depravatopolis (1)

Di ritorno da una breve vacanza, Lukas scende dal treno e inciampa nei gradini, sbattendo violentemente col muso per terra. Per fortuna, è un ridestato, altrimenti ci sarebbe rimasto:
 Predellini (2)

Lukas trova lavoro in una fabbrica di insaccati, ignorando che essa è di proprietà della sua spietata nemica Wilda Belsen:
Salumificio (3)

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Lukas conosce l'affascinante Bianca Roberti e i suoi figli Jessica e Brian. In breve tempo, diventano amici e decidono di trascorrere tutti insieme un fine settimana in Lombardia, precisamente a:
Segrate (4)

Jessica presenta Lukas alle sue amiche, le quali sono una più scema dell'altra:
Bischere (5)

Rimasto solo in casa Roberti con Bianca, Lukas propone a questa di fare l'amore nella maniera che più gli piace. Bianca accetta e alla fine rimane molto soddisfatta, anche se, a partire dal giorno successivo, le risulterà assai doloroso stare seduta:
Brokeback (6)

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Lukas è alle prese con una banda di licantropi comandata da un famoso cantante pavese:
Drupi (7)

Incapace di accontentarsi di una sola donna, Lukas intreccia una relazione con la bella ridestata Zara, ex scagnozza di Wilda. Fregandosene di quest'ultima, i due vanno in vacanza ad Alberobello per ammirare i caratteristici:
Trulli (8)

Per punire Zara del suo tradimento e sbarazzarsi dell'odiato Lukas, Wilda invia sulle loro tracce un feroce scimmione ridestato, che un tempo era il braccio destro di una certa Cora Gray alias Satania:
Gombo (9)

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Ucciso definitivamente Gombo, Zara e Lukas decidono di fare jogging tra le vie di Depravatopolis. Prima, però, Lukas va in un negozio di articoli sportivi per comprarsi le scarpe adatte:
Adidas (10)

Lukas scopre che il suo regista preferito, Tinto Brass, non solo è un feroce vampiro, ma ha messo gli occhi su Bianca e Jessica. Deve quindi essere fermato a ogni costo:
 TeneBrass (11)

Wilda cattura e uccide Zara, scatenando la tremenda vendetta di Lukas. Eliminata, dopo una dura lotta, la sua avversaria, il Nostro si mette a festeggiare con champagne e:
Ostriche (12)

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VOLTO NASCOSTO

 

1889. Con i soldi dello stipendio di suo padre Enea, il nullafacente Ugo Pastore parte per Sharm el-Sheikh, ma il villaggio vacanze che lo ospita viene assaltato dagli uomini del profeta guerriero Volto Nascosto, che riempiono di mazzate il Nostro e lo derubano:
I predoni del resort (1)

1894. A Roma, mentre sta tornando a casa, Ugo viene aggredito dai bambini dell'asilo nido di Suor Filomena, che lo picchiano e cercano di derubarlo. A salvare il giovane è un ufficiale di cavalleria, Vittorio De Cesari, che con la sua sciabola fa a pezzi i piccoli criminali:
Birbanti (2)

Ugo e Vittorio fanno la conoscenza di Matilde Sereni, una pasticcera trasteverina di bell'aspetto. La donna, che dà poca retta a Ugo, s'invaghisce subito di Vittorio e gli prepara deliziosi dolci:
Amore e torte (3)

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Pur apprezzando le sue torte, Vittorio non ricambia i sentimenti di Matilde, la quale è disperata quando l'ufficiale deve partire in guerra. Appena giunto in Africa, Vittorio viene catturato da Volto Nascosto, che lo costringe a imparare a memoria una filastrocca locale:
Amba Alagì cicì e cocò (4)

Mentre in Etiopia Vittorio riacquista la liberta con una rocambolesca fuga, a Roma, Ugo – vista l'indifferenza di Matilde nei suoi confronti – corre dietro a una bella e famosa attrice colombiana, con scarsi risultati però:
Lorena Forteza (5)

Vittorio raggiunge la fortezza di Macallé, dove i soldati italiani fanno cose turche con le donne abissine:
Gli erotomani di Macallé (6)

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Mentre Vittorio se la spassa in Africa, Matilde è perseguitata da un terribile spettro. La donna si vede costretta a chiamare in aiuto Ugo, il quale - armato di coltello e di una fetta di pane - affronta coraggiosamente la malvagia entità:
Il fantasma Formaggino (7)

Ingannato da un'astuta abissina, Vittorio viene catturato nuovamente da Volto Nascosto. Deciso a ritrovarlo, Ugo parte per l'Etiopia, dove fa amicizia con una simpatica ragazza nota come:
La strabica di Adua (8)

L'esercito italiano e quello di re Menelik si danno battaglia nei pressi di Adua. Volto Nascosto, alleato del sovrano etiope, partecipa allo scontro in sella alla sua Vespa 50 e, roteando come un ossesso la sua scimitarra, fa strage di nemici:
Piaggio di sangue (9)

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Non essendo ancora riuscito a ritrovare Vittorio, Ugo si fa assumere come segretario in un una scuola italiana di Addis Abeba, il cui preside è un amico di suo padre nonché un'autentica testa di rapa:
Il presidiota (10)

Per quanto stupido, il preside si accorge che Ugo è solo un fancazzista e lo licenzia. Rimasto al verde, il giovane vaga disperato per Addis Abeba e finisce nelle grinfie di un "bandit ner e spietat":
Il prigioniero di Cattivik (11)

Rilasciato subito da Cattivik perché senza soldi, Ugo ritrova finalmente Vittorio – che è riuscito nuovamente a fuggire - e ritorna con lui a Roma. Qui, Ugo costringe suo padre Enea, prossimo alla pensione, a consegnargli tutti i soldi de:
La liquidazione (12)

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Vittorio viene decorato da un circolo di militari vegetariani, ma non fa in tempo a godersi la medaglia: muore infatti in un vile agguato tesogli dalla vendicativa Suor Filomena:
Medaglia d'orzo (13)

Morto Vittorio, Matilde ripiega su Ugo, allettata soprattutto dai soldi che il giovane ha estorto a suo padre. A Ugo sembra di toccare il cielo con un dito e si presenta tutto eccitato a casa della donna. Quando però vede Matilde senza trucco, fugge via terrorizzato:
Dietro il mascara (14)

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E adesso la consueta carrellata dei personaggi - reali o immaginari (se estranei agli albi o alle collane in questione) - e dei marchi di fabbrica citati nei titoli dopo che sono stati virati in parodia:
Windows XP, Donatella Rettore, Giuseppe Prezzolini, Carlos Ray "Chuck" Norris, Maria "Miuccia" Prada-Bianchi, i Testimoni di Geova in una parodia a fumetti, Giampiero "Drupi" Anelli, Satania, Gombo, Adidas, Giovanni "Tinto" Brass, Perez Nancy Lorena Forteza, il Fantasma Formaggino, la Vespa 50 della Piaggio, Cattivik in una parodia "alla Topolino".



 











Ringraziamo infine gli autori delle copertine sopra rappresentate:
Davide Furnò, Michele Benevento & Lorenzo De Felici e Massimo Rotundo


Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre puntate del Titolo Impossibile su Cronologie & Index!