domenica 21 dicembre 2014

BONELLI 2014: L'ANNO DEI RECORD

Diamo i numeri 31
di Saverio Ceri

Come ogni fine anno eccoci al resoconto annuale dei numeri bonelliani. Rinnoviamo qui sotto la premessa per i nuovi arrivati. Parla di questo post anche Moreno Burattini, nel suo blog Freddo Cane in Questa Palude!

Quelle che seguiranno sono classifiche di quantità, non di qualità; vengono stilate considerando le tavole inedite prodotte dalla Bonelli e pubblicate su albi della Bonelli nel corso dell’anno. Non troverete quindi tutti gli autori bonelliani, che giorno dopo giorno lavorano per l’editore, ma solo quelli che negli ultimi dodici mesi sono stati pubblicati; ci saranno quindi autori che magari non lavorano più, ma le cui storie non erano state finora date alle stampe; non ci saranno invece alcuni autori che attualmente producono materiale per la casa editrice, ma le cui storie non sono ancora state programmate nelle varie collane dell’editore di Tex & C. Non troverete le tavole prodotte dalla Bonelli, ma pubblicate da altri soggetti (tipo le storie brevi pubblicate su riviste o quotidiani), ne ci sarà traccia di tavole non inedite, sia che abbiano visto la luce per la prima volta su albi bonelliani che non; per capirci, non compaiono i dati delle storie brevi di Dylan Dog ristampate in appendice ai superbook.


Tex e Dylan Dog fanno da apripista nell'annata record della Bonelli. Disegno di Bruno Brindisi

E ora tuffiamoci nei numeri bonelliani del 2014. Negli scorsi anni, pur registrando un incremento di tavole pubblicate, citavamo come quasi irraggiungibile la mitica annata 2001 - dove le pagine edite dalla Bonelli sfiorarono le ventunomila unità. Ebbene: nei dodici mesi appena trascorsi, con un incremento di oltre duemila  tavole rispetto al 2013, pari a un  +11,34%, l’editore di Via Buonarroti ha portato in edicola ben 21.493 pagine inedite, record assoluto della sua ultra settantennale storia editoriale. Il boom si spiega con la prima annata completa di alcune serie nate nel 2013 (Orfani e Dragonero), l’avvio di nuove collane (Lukas, Adam Wild) e la contemporanea assenza di collane in chiusura (Brendon, pur cessando la pubblicazione regolare, ha vissuto completamente la sua annata editoriale). Gli albi inediti pubblicati sono stati 182, ventiquattro in più dello scorso anno, pari a un +15,19%: si tratta del miglior risultato dell’ultimo decennio, quarto miglior risultato in assoluto, ma ancora lontano dai 193 albi del 2001. La media di pagine ad albo scende ancora e si attesta quest’anno a quota 118,09 (-4,35% rispetto al 2013), ritornando verso medie più classiche per l’editore; si tratta del terzo ribasso di seguito dopo qualche anno di “balenoterizzazione” che aveva portato la foliazione media dell’albo bonelliano a sfiorare le 130 pagine nel 2011. 




Dylan Dog è il personaggio più pubblicato dell'anno. Qui in un bel primo piano invernale opera di Gigi Cavenago, neo-copertinista del rinnovato Maxi
I 20 personaggi o serie che in questa annata record si sono meritati almeno un albo li trovate elencati qui sotto.



SERIE
PAG
ALBI
Dylan Dog
2500
19
Tex
2276
17
Zagor
1954
16
Nathan Never
1876
16
Julia
1606
13
Dampyr
1570
14
Le Storie
1446
13
Dragonero
1251
13
Martin Mystère
1184
8
10°
Saguaro
1128
12
10°
Orfani/Ringo
1128
12
12°
Agenzia Alfa
846
3
12°
Lukas
846
9
14°
Brendon
724
7
15°
Universo Alfa
338
2
16°
Adam Wild
282
3
17°
Lilith
250
2
18°
Asteroide Argo
154
1
19°
Storie da Altrove
122
1
20°
John Ghost
12
1


Una precisazione: John Ghost appare come titolare di 12 tavole perché l’albo speciale che le contiene porta il suo logo e non quello di Dylan Dog, e, seppur non arrivando in edicola e non essere nemmeno in vendita, è pur sempre un albetto edito direttamente dalla Bonelli. Le 12 tavole in questione sono un estratto di un numero di Dylan Dog che vedrà la luce nel 2015, ma sono state pubblicate per la prima volta nel 2014; quindi, Il prossimo anno, quando verranno “ristampate”, non verranno riconteggiate all’Indagatore dell’Incubo. Il personaggio di Sclavi si può consolare delle 12 tavole “scippate” dal suo nuovo arcinemico, con il nuovo record di tavole dedicate in un solo anno ad un solo personaggio: ben 2500; di cui 350 a colori. Per l’Indagatore dell’Incubo si tratta del nono successo, l'ottavo consecutivo; anche Tex, secondo per il quarto anno di fila, registra il maggior numero di tavole annuali pubblicate della sua quasi settantennale storia editoriale. Sparisce dalla graduatoria il Martin Mystère Presenta poiché non è più un albo a se stante, ma un’appendice dello speciale del BVZM.

John Ghost il nuovo nemico di Dylan Dog nell'interpretazione di Daniele Bigliardo

Numero record di sceneggiatori impegnati nel raccontarci le vicende degli eroi bonelliani: nel 2014 sono stati 54, solo uno in più dell'anno precedente, ma sufficiente per ritoccare il primato stabilito appena dodici mesi or sono. Di seguito li trovate elencati in ordine di tavole pubblicate.


SCENEGGIATORE
PAG.
SERIE
Boselli
1730
Tex, Dampyr, Zagor
Recchioni
1172
Orfani, Dylan Dog, Ringo, John Ghost, Tex
Enoch
1062
Dragonero, Lilith
Burattini
1042
Zagor, Tex
Mignacco
972
Dylan Dog, Zagor,Le Storie, Saguaro, Dampyr
Enna
940
Saguaro
Di Gregorio
928
Dylan Dog, Le Storie, Dampyr
Rigamonti
926
Nathan Never, Agenzia Alfa, Dylan Dog, Universo Alfa
Ruju
888
Tex, le Storie
10°
Medda
878
Lukas, Tex
11°
Berardi
782
Julia
12°
Chiaverotti
756
Brendon, Dylan Dog
13°
Vietti
747
Dragonero, Universo Alfa, Le Storie
14°
Gualdoni
649
Universo Alfa, Le Storie, Dylan Dog, Nathan Never, Agenzia Alfa
15°
Morales
462
Martin Mystère
16°
Castelli
448
Dylan Dog, Martin Mystère
17°
Calza
425
Julia
18°
Rauch
412
Zagor
19°
Perniola
407
Nathan Never, Universo Alfa
20°
Barbato
362
Le Storie, Dylan Dog
21°
Mantero
357
Julia
22°
Vigna
341
Asteroide Argo, Nathan Never
23°
Faraci
330
Tex
24°
De Nardo
314
Dylan Dog, Le Storie
25°
Eccher
299
Universo Alfa, Nathan Never
26°
Bilotta
298
Le Storie, Dylan Dog, Dampyr
26°
Marzano
298
Dylan Dog, Le Storie
28°
Ostini
282
Nathan Never
28°
Manfredi
282
Adam Wild
30°
Recagno
258
Martin Mystère, Storie da Altrove
31°
Cavaletto
248
Martin Mystère, Dylan Dog
32°
Simeoni
204
Le Storie, Dylan Dog
33°
Cajelli
188
Dampyr
33°
Falco
188
Dampyr
35°
Zamberletti
160
Dampyr
36°
Russo A.
143
Agenzia Alfa
37°
Vitaliano
110
Le Storie
38°
Uzzeo
94
Ringo
38°
Celoni
94
Dylan Dog
38°
Marolla
94
Dampyr
38°
Masperi
94
Nathan Never
38°
Testi
94
Dampyr
38°
Venanzetti
94
Dampyr
44°
Piani
93
Agenzia Alfa
45°
Artusi
86
Nathan Never
46°
Sammartino
83
Agenzia Alfa
47°
Colombo
78
Zagor
48°
Giusfredi
78
Zagor
49°
Ambrosini
64
Dylan Dog
50°
Belli
42
Julia
51°
Cordone
34
Agenzia Alfa
52°
Accatino
32
Dylan Dog
52°
Masiero
32
Dylan Dog
54°
Serra
19
Agenzia Alfa, Universo Alfa


Anche se con oltre mille tavole in meno del 2013, si tratta dell’undicesimo successo annuale per Mauro Boselli (il quarto consecutivo); doppia sorpresa alle sue spalle, dove per la prima volta entrano in top ten, e direttamente sui gradini del podio, Roberto Recchioni e Luca Enoch, entrambi ovviamente al loro personal best su albi bonelliani. Tra i primi dieci segnaliamo anche i record personali annuali per Giovanni Di Gregorio e Davide Rigamonti, e il ritorno ai vertici dopo cinque anni di assenza di Michele Medda con il proprio miglior risultato degli ultimi venti anni. Alfredo Castelli, veterano del gruppo degli scrittori, avendo esordito su Zagor nel 1971, festeggia il 38° anno consecutivo di pubblicazione, seguito da Mignacco al 28°anno di costante presenza,  Vigna (27 anni), Chiaverotti (26), Boselli (25), Burattini (24), Manfredi e Berardi (21), Ruju (20).


Mauro Boselli, scrittore più prolifico della Bonelli per il quarto anno di fila, mostra orgoglioso il recente volume della Bao publishing, che ripropone il suo texone  Patagonia disegnato da Pasquale Frisenda 

Più che battuto, diremmo polverizzato anche il primato, stabilito nel 2003, dei disegnatori impegnati nell’illustrare gli albi Bonelli in un solo anno solare; undici anni or sono furono 150, nell’anno che volge al termine sono stati ben 34 in più del 2013, raggiungendo così il numero record di 178 disegnatori. Qui sotto trovate la graduatoria:


DISEGNATORE
PAG.
SERIE
Roi
632
Nathan Never, Tex, Brendon, Dylan Dog
Sedioli
506
Zagor
Diso
334
Tex
Verni
314
Zagor
Mari
298
Dylan Dog, Le Storie
Cossu
282
Dylan Dog
Della Monica
282
Zagor
Montanari & Grassani
282
Dylan Dog
Prisco
282
Zagor
10°
Boccanfuso
280
Agenzia Alfa, Universo Alfa, Nathan Never
11°
Font
265
Tex
12°
Buscaglia
262
Dragonero, Le Storie
13°
Esposito Bros.
254
Zagor
13°
Freghieri
254
Dylan Dog
15°
Marinetti
252
Julia
15°
Michelazzo
252
Julia
17°
Enoch
250
Lilith
18°
Alessandrini
248
Martin Mystère
19°
Dotti
236
Tex, Dampyr
20°
Benevento
220
Lukas, Tex
20°
Bruzzo
220
Tex
20°
Casertano
220
Le Storie, Dylan Dog
20°
Ortiz
220
Tex
20°
Piccinelli
220
Tex
20°
Seijas
220
Tex
26°
Bertolini
217
Agenzia Alfa, Nathan Never
27°
Vercelli
213
Nathan Never, Universo Alfa
28°
Toffanetti
208
Nathan Never, Universo Alfa
29°
Gerasi
204
Dylan Dog, Le Storie
30°
Bormida
201
Asteroide Argo, Dragonero
31°
Civitelli
192
Dylan Dog, Tex
32°
Borgioli
188
Lukas
32°
Cucina
188
Dragonero
32°
Del Campo
188
Dampyr
32°
Dell'Edera
188
Orfani
32°
Di Clemente
188
Nathan Never
32°
Gallo P.
188
Saguaro
32°
Liotti
188
Brendon
32°
Mammucari
188
Orfani, Ringo
32°
Maresca
188
Orfani, Ringo
32°
Stellato
188
Nathan Never
42°
Gregorini
177
Dragonero
43°
Romanini
174
Martin Mystère, Storie da Altrove
44°
Orlandi
167
Martin Mystère
45°
Barison
160
Zagor
46°
Olivares
158
Dragonero
47°
Ferri
156
Zagor
48°
Camagni
154
Martin Mystère
48°
Grimaldi
154
Martin Mystère
50°
Devescovi
144
Martin Mystère
51°
Cavenago
143
Orfani
52°
Pagliarani
141
Dragonero
53°
Siniscalchi
132
Saguaro
54°
Torti Rod.
128
Martin Mystère
55°
Maroto
127
Dampyr
56°
Ambrosini
126
Dylan Dog, Ringo
56°
Antinori
126
Julia
56°
Boraley
126
Julia
56°
Candita
126
Julia
56°
Copello
126
Julia
56°
Piccoli
126
Julia
56°
Soldi
126
Julia
56°
Zaghi
126
Julia
64°
Dall'Oglio
115
Orfani, Agenzia Alfa
65°
Sforza
112
Storie da Altrove
66°
Avogadro
110
Le Storie
66°
Bianchini
110
Le Storie
66°
Brindisi
110
Dylan Dog
66°
Caluri
110
Le Storie
66°
Lorusso
110
Le Storie
66°
Mosca
110
Le Storie
66°
Mottura
110
Le Storie
66°
Raffaelli
110
Le Storie
66°
Simeoni
110
Le Storie
66°
Suarez
110
Tex
76°
Lazzarini
101
Agenzia Alfa
77°
Casini
95
Nathan Never
78°
Ambu
94
Dampyr
78°
Baggi
94
Dampyr
78°
Barletta
94
Saguaro
78°
Bergamo
94
Lukas
78°
Bigliardo
94
Dylan Dog
78°
Bocci
94
Dampyr
78°
Busticchi-Paesani
94
Saguaro
78°
Califano
94
Dampyr
78°
Casalanguida
94
Lukas
78°
Celoni
94
Dylan Dog
78°
Cestaro Bros.
94
Dylan Dog
78°
Cremona
94
Orfani
78°
Dell'Uomo
94
Dylan Dog
78°
Detullio
94
Lukas
78°
Foderà
94
Saguaro
78°
Gallo F.
94
Dampyr
78°
Genzianella
94
Dampyr
78°
Gianfelice
94
Orfani
78°
Gugliotta
94
Saguaro
78°
Jannì
94
Nathan Never
78°
Laci (Krstic)
94
Adam Wild
78°
Laurenti
94
Dampyr
78°
Lozzi
94
Dampyr
78°
Maresta
94
Lukas
78°
Martinello
94
Dylan Dog
78°
Mattone
94
Saguaro
78°
Nespolino
94
Adam Wild
78°
Nizzoli
94
Dylan Dog
78°
Ornigotti
94
Dylan Dog
78°
Pastrovicchio
94
Saguaro
78°
Perovic
94
Adam Wild
78°
Pianta
94
Nathan Never
78°
Platano
94
Dragonero
78°
Pugliese
94
Brendon
78°
Rizzato
94
Dragonero
78°
Rossi M.
94
Nathan Never
78°
Russo F.
94
Dampyr
78°
Spadavecchia
94
Brendon
78°
Stassi
94
Dampyr
78°
Statella-Fara
94
Dampyr
78°
Torti Ric.
94
Dylan Dog
78°
Valdambrini
94
Saguaro
78°
Viglioglia
94
Brendon
78°
Vitolo
94
Saguaro
78°
Volante
94
Lukas
123°
Jacomelli
93
Agenzia Alfa
124°
Regazzoni
88
Universo Alfa, Agenzia Alfa
125°
Piccatto
87,3
Dylan Dog, Brendon
125°
Riccio R.
87,3
Dylan Dog, Brendon
127°
Martino
81
Agenzia Alfa
128°
Piazzalunga
80
Dampyr
128°
Santucci M.
80
Dampyr
128°
Resinanti
80
Nathan Never
128°
Vicari
80
Nathan Never
132°
Morrone
79
Dragonero
133°
Santaniello
71,3
Brendon, Dylan Dog
134°
Pueroni
65,5
Dragonero, Universo Alfa
135°
Bonessi
63
Julia
135°
Piccioni
63
Julia
137°
Vitti
56
Saguaro
138°
Di Vincenzo
55
Le Storie
138°
Fattore
55
Le Storie
140°
Giardo
51
Agenzia Alfa, Universo Alfa
141°
Bignamini
47
Orfani
141°
Da Sacco M.
47
Nathan Never
141°
Denna
47
Nathan Never
141°
Giurlanda
47
Julia
141°
Palomba
47
Nathan Never
141°
Santoro
47
Nathan Never
141°
Santucci G.
47
Orfani
141°
Spadoni
47
Julia
149°
Artusi
43
Nathan Never
149°
Velardi
43
Nathan Never
151°
Oskar (Scalco)
42,5
Agenzia Alfa
151°
Perconti
42,5
Agenzia Alfa
153°
Broccardo
40
Brendon
154°
Malisan
39
Dragonero
155°
Raho
35
Agenzia Alfa
156°
Trono
35
Dragonero
157°
De Biase
34
Agenzia Alfa
158°
Accardi
32
Tex
158°
Armitano-Furnò
32
Dylan Dog
158°
Bacilieri
32
Dylan Dog
158°
Burchielli
32
Dylan Dog
158°
Calcaterra
32
Dylan Dog
158°
Camuncoli
32
Tex
158°
Rossi L.
32
Tex
158°
Sicomoro-Robustelli
32
Dylan Dog
166°
Forlini
30
Universo Alfa
166°
Gradin
30
Universo Alfa
168°
Mortarino
18,5
Universo Alfa
169°
Filippucci
17
Martin Mystère
170°
Stano
12
John Ghost
171°
Nisi
8
Martin Mystère


Seconda vittoria dopo quella del 2011 per Corrado Roi, che quest’anno ha prestato le sue gotiche matite a ben quattro personaggi: probabilmente anche questo è un record. Il prolifico Corrado riesce a entrare nella top ten per il secondo anno consecutivo - come anche Gianni Sedioli che, pur in un'annata straordinaria, dove eguaglia il suo record personale del 2008, ha la sfortuna di incappare in un superlativo Roi e di vedersi divise a cavallo di due anni le 805 tavole pubblicate in 365 giorni tra il 2 agosto del 2013 e il 1° agosto del 2014; se fossero state tutte in un solo anno solare sarebbe stato record assoluto. Prima apparizione nella top ten per Emanuele Boccanfuso, in compagnia di tanti veterani dei piani alti come Diso, alla 19a presenza, lo stesso Roi (10a volta tra i primi dieci) o Della Monica (9a volta). Freghieri  raggiunge il traguardo del trentesimo anno di presenze consecutive in classifica, seguito da Montanari&Grassani pubblicati regolarmente senza interruzioni da 29 anni, Piccatto da 28 e Brindisi da 25, Rodolfo Torti e Siniscalchi da 22 e Michelazzo e Giardo da 20. Curiosita: abbiamo volutamente indicato il nome di battesimo di Torti per differenziarlo da Riccardo, suo figlio, che quest’anno ha esordito sulle pagine del Maxi Dylan Dog. A mente ci pare, tra gli autori, l’unico altro caso di padre e figlio che abbiano lavorato per la casa editrice a parte gli stessi Gian Luigi e Sergio Bonelli. I veterani tra i disegnatori pubblicati nel 2014 sono Gallieno Ferri, che lavora su personaggi bonelliani dal 1961; Roberto Diso, che pubblica con l’editore dal 1975; Giancarlo Alessandrini, che collabora con la SBE dal 1977; e Montanari & Grassani, che quest’anno hanno festeggiato i 35 anni di carriera in casa Bonelli. 

Corrado Roi, la matita giusta per ogni personaggio, si passaggio nella redazione di Via Buonarroti.

Ennesimo primato dell’anno appena trascorso è quello dei copertinisti: 30 sono infatti gli illustratori chiamati a firmare le cover bonelliane dell’anno,  contro i 25 dell' anno prima e i 26 del precedente primato, risalente al 2012. Amplificano il risultato, che di per sé già sarebbe stato eccellente, i tre copertinisti chiamati a illustrare gli albi variant presentati a Lucca. 



Gipi per Dylan Dog illustra la variant cover lucchese, una delle novita del 2014 della Bonelli Editore

Nella graduatoria che appare qui sotto, infatti, troverete conteggiate, tutte le 196 cover inedite pubblicate quest’anno dalla Bonelli, comprese le 14 realizzate per collane di ristampe, per gli speciali lucchesi o per il flipbook dello speciale mysterioso. Questo però non è un record, nel 2001 furono 199 le copertine inedite. Anche quest’anno la wraparound cover dell’Almanacco del Mistero è a doppia firma: questo spiega i due autori che appaiono con mezza copertina a testa.


COPERTISTA
COVER
SERIE
Villa
18
Tex, Dylan Dog Superbook
Stano
17
Dylan Dog, John Ghost
Ferri
16
Zagor
Riboldi
14
Dampyr
Di Gennaro
13
Le Storie
Furnò
12
Saguaro
Spadoni
12
Julia
Matteoni
12
Dragonero
Giardo
12
Nathan Never
10°
Carnevale
9
Orfani
10°
Benevento
9
Lukas
12°
Alessandrini
8,5
Martin Mystère
13°
Roi
8
Dylan Dog Granderistampa, Nathan Never, Tex
14°
De Angelis
6
Agenzia Alfa, Nathan Never
14°
Rotundo
6
Brendon
16°
Bertolini
3
Asteroide Argo, Universo Alfa
16°
Perovic
3
Adam Wild
16°
Mammucari
3
Ringo
19°
Filippucci
2,5
Martin Mystère
20°
Enoch
2
Lilith
21°
Alberti
1
Dragonero
21°
Breccia E.
1
Adam Wild
21°
De Vita
1
Tex
21°
Cavenago
1
Dylan Dog
21°
Dell'Otto
1
Ringo
21°
Gipi
1
Dylan Dog
21°
LRNZ (Ceccotti)
1
Dylan Dog
21°
Piccatto
1
Brendon
21°
Pichelli
1
Dylan Dog
21°
Soldi
1
Julia


Diciassettesima vittoria, decima di fila, per Claudio Villa; alle sue spalle battuto di misura Angelo Stano; entrambi quest’anno hanno superato quota 400 cover bonelliane, ma sono sempre lontani da "un certo" Gallieno Ferri, terzo quest’anno, che, sempre nel corso del 2014, ha doppiato la boa delle 800 copertine in formato Bonelli (albi a striscia esclusi, quindi). E per chiudere questa carrellata di copertinisti pluricentenari nell’annata appena trascorsa, segnaliamo anche che il quarto in graduatoria, Enea Riboldi, ha raggiunto e superato negli ultimi dodici mesi quota 200!


Quando deve disegnare una delle sue fantastiche copertine per Tex, Claudio Villa si veste così per ispirarsi... in realtà si trova sul set del film A pezzi - undead men di Alessia Di Giovanni e Daniele Statella (2013)

La Bonelli Editore spesso è stata indicata come una casa editrice conservatrice, poco incline al nuovo e soprattutto ai nuovi autori; niente di più errato, soprattutto se vediamo il numero degli esordienti nel 2014 sulle pagine degli albi Bonelli: 41 nuovi autori, la maggior parte illustratori: ben 37, troppi per citarli tutti. Tra i disegnatori esordienti segnaliamo i 5 neo-copertinisti, tutti di caratura internazionale: Breccia, Gipi, LRNZ, Pichielli e De Vita. Quattro gli sceneggiatori alla prima esperienza bonelliana: Vitaliano su Le Storie, Giusfredi su Zagor, e, sulle pagine di Dampyr Venanzetti e il giovanissimo Testi, primo autore bonelliano nato negli anni ’90 e uno dei più giovani in assoluto a firmare un fumetto bonelliano: per ora ne abbiamo rintracciati solo tre esordienti più giovani di lui (tra cui Mignacco).

Omaggio a Tex di Emanuele Barison, uno dei numerosi esordienti (in questo caso "di lusso") dell'annata appena conclusa 

L’anno appena trascorso oltre a essere l’anno dei record e l’anno di Dylan Dog, potrebbe pure essere ricordato come l’anno dei colori, tante sono le pagine in quadricromia, prodotte dall’editore, stampate negli ultimi dodici mesi: ben 2146 tavole, praticamente una su dieci; ovviamente si tratta anche in questo caso di un primato, destinato però a essere presto battuto, visto che per il 2015 due collane avranno un numero centenario a colori e forse Brendon avrà il suo primo speciale policromo. I coloristi cominciano a diventare una categoria importante all’interno della casa editrice, tant’è che da quest’anno pubblichiamo anche la loro classifica di pagine pubblicate. Nel 2014 sono stati 19 i professionisti o gli studi chiamati a impreziosire le tavole dei disegnatori con le loro nuance. Ecco la classifica:



COLORISTA
PAG
Serie
Niro
318
Orfani
GFB Comics
288
Tex, Zagor
Leoni
282
Orfani
Pastorello
282
Orfani
De Felici
188
Orfani, Dylan Dog
Florean
126
Le Storie
Francescutto
126
Dragonero
Bertelé
111
Orfani
Simeone
94
Orfani
10°
Celestini
64
Tex
11°
Bendazzoli
48
Dylan Dog
12°
Del Vecchio B.
32
Tex
12°
Denti
32
Tex
12°
D'Auria
32
Dylan Dog
12°
Overdrive studio
32
Dylan Dog
12°
Andolfo
32
Dylan Dog
12°
Tanzillo
32
Dylan Dog
18°
Ambrosini
16
Dylan Dog
19°
Cavenago
11
Orfani

Nella classifica sono indicati un paio di studi che collaborano con la Bonelli; sarebbe bello che, se possibile, fosse dato a Cesare quel che è di Cesare e che in futuro, pur citando l’azienda che si occupa di colorare gli albi, venisse indicato anche il nome di chi personalmente realizza il lavoro. In ogni caso, in questa prima significativa annata per la quadricromia bonelliana, vince Giovanna Niro e completano il podio altre due esponenti del gentil sesso, Annalisa Leoni e Alessia Pastorello: visto che si tratta di colori, in questa categoria, le “quote rosa” non potevano  che essere rispettate.


Le tre coloriste del podio: a sinistra Annalisa Leoni, a destra in alto la vincitrice Giovanna Niro e sotto Alessia Pastorello.

Classifiche di serie

Come tutti gli anni, diamo ora  un’occhiata a chi ha vinto le graduatorie nelle singole testate dell’editore. In rigoroso ordine alfabetico partiamo quindi col il neonato ADAM WILD, dove ovviamente si registra il primo successo per Gianfranco Manfredi tra gli sceneggiatori, e un ex-aequo per i tre disegnatori - Nespolino, Perovic e Laci - che hanno realizzato i numeri di esordio della collana.


Adam Wild, l'ultimo nato in casa Bonelli. Disegno di Darko Perovic

Da un personaggio che nasce, passiamo a un personaggio che ci lascia, almeno nella forma in cui l’abbiamo fino a oggi conosciuto: BRENDON. Chiaverotti, unico scrittore della collana, si aggiudica il suo 17° successo di serie, mentre l’esordiente Giovanni Liotti, con 188 tavole, vince il suo primo, e probabilmente ultimo, “titolo” sulle pagine di Brendon.
Quindicesimo anno in edicola per DAMPYR e quindicesima affermazione per il suo co-creatore Mauro Boselli, ma col risultato più basso di sempre: 376 tavole, appena quattro albi sceneggiati dal curatore della collana negli ultimi dodici mesi, che però ha distribuito le altre quasi 1200 tavole annuali ad altri nove scrittori, tra cui quattro esordienti di Draka, ottenendo il singolare record per la collana di dieci diversi sceneggiatori pubblicati in un solo anno solare. Tra i disegnatori,  prima vittoria annuale per il recente acquisto Andrea Dal Campo con 188 tavole. Anche tra gli illustratori dampyriani record di autori pubblicati in un solo anno: ben 17, di cui sei esordienti.


Questa illustrazione di Giuseppe Matteoni del 2007 è stata profetica: L'incontro tra i due eroi si concretizzerà sul prossimo speciale a colori di Dragonero
Per DRAGONERO, annata all’insegna di Luca Enoch che con 812 tavole sceneggiate, quasi il doppio del co-creatore Vietti - impegnatissimo quest’anno col primo romanzo dedicato all’Uccisore di Draghi - vince per la prima volta la classifica annuale degli sceneggiatori della serie. Tra i disegnatori primo “scudetto” per Cristiano Cucina autore di 188 pagine, delle quali metà a colori per il primo special della serie.
Nell’anno del rilancio per DYLAN DOG, la palma dello sceneggiatore più pubblicato va a Giovanni Di Gregorio che con 630 tavole, suo primato personale sulle pagine dell’Indagatore dell’Incubo, bissa il successo del 2010. Primato ex-aequo, non accadeva dal 1998, tra i disegnatori, dove Montanari e Grassani con 282 tavole, condividono il loro undicesimo “scudetto” con Ugolino Cossu, che è invece alla prima affermazione.
Giancarlo Berardi, che firma a quattro mani tutte le sceneggiature di JULIA, inevitabilmente risulta per il diciassettesimo anno consecutivo, ovvero dall’esordio della serie, lo scrittore più pubblicato. Tra i disegnatori, invece, con 252 tavole, vincono a pari merito Ernesto Michelazzo, per la quinta volta, e Antonio Marinetti, al suo primo successo di serie.
Ovviamente per LILITH, essendo la serie curata completamente da Luca Enoch, non avrete difficoltà a immaginare chi, con le classiche 250 tavoli annuali, si sia guadagnato il primato tra gli sceneggiatori e i disegnatori...


Una dell più belle cover dell'anno è questa di Lukas opera di Michele Benevento. colori "alternativi" di Lorenzo De Felici
Nel primo anno di LUKAS, Medda ovviamente svetta con 846 tavole, mentre tra i disegnatori vincono il co-creatore Benevento e Borgioli, con 188 tavole.
Annata all’insegna della spending review per MARTIN MYSTÈRE che, per far quadrare i conti delle sue collane, ha rinunciato all’albetto allegato allo special, a una trentina di pagine di Storie da Altrove e ha riesumato il maxi per farne un contenitore di ristampe; tutto questo si traduce nell’annata più povera di tavole inedite degli ultimi 28 anni, per il BVZM e serie collegate. Nonostante questo, il 2014 si segnala anche per il superamento della quota 50.000 tavole per le testate di Martin Mystère (spin-off compresi). Tra gli sceneggiatori, il più pubblicato è stato quest’anno il compianto Paolo Morales, con 462 tavole, mentre con 248 tavole disegnate Giancarlo Alessandrini risulta essere  l’illustratore del Detective dell’Impossibile più prolifico dell’anno - per la sesta volta in carriera e la seconda consecutiva.  


Max Bertolini per Nathan Never

Davide Rigamonti con le sue 894 tavole del mondo di NATHAN NEVER, vince per la seconda volta la classifica annuale degli sceneggiatori dell’Agente Alfa; primo successo invece per Emanuele Boccanfuso con 280 tavole tra gli illustratori. Tra i disegnatori nel corso del 2014 si è verificato l’avvicendamento al vertice della classifica all time, con il sorpasso di Paolo Di Clemente ai danni di Germano Bonazzi.
1034 tavole sono quelle con cui Roberto Recchioni vince per il secondo anno la classifica di ORFANI tra gli sceneggiatori, mentre tra i disegnatori si registra l’ex aequo tra Mammucari, Dell’Edera e Maresca a quota 188 tavole.



Ancora per la serie le cover più belle del 2014 segnaliamo questa di Massimo Carnevale per Orfani

Passiamo a SAGUARO che conclude il suo terzo anno in edicola con il terzo successo per il suo creatore Bruno Enna (con 940 tavole) e con la prima affermazione di Pier Gallo (188 tavole) esordiente sulla collana .
Giovanni Gualdoni, per la prima volta, e Paola Barbato, per la seconda, risultano gli scrittori più pubblicati nell’anno su LE STORIE con 220 tavole a testa. Tra i disegnatori invece vince per la seconda occasione Giampiero Casertano con le 126 tavole dello special a colori.
Con 1072 pagine pubblicate, miglior risultato annuale di pagine sceneggiate per una sola testata, Mauro Boselli, risulta anche quest’anno il più prolifico scrittore di TEX. Per lui ottavo “scudetto” texiano, il  secondo consecutivo. Tra i disegnatori torna al vertice, per la terza volta in carriera, della classifica annuale Roberto Diso, con 334 tavole, stesso score del 2003 anno dell’esordio sulla collana e del  primo successo in questa graduatoria.


Passato e futuro si incrociano in questa illustrazione di Stefano Andreucci, ispirata alla storia sul passato di Tex, il magnifico fuorilegge, che verrà pubblicata in un futuro texone. 

Chiudiamo con ZAGOR che festeggia il 22° successo, il 17° consecutivo,  di Moreno Burattini, quest’anno a quota 1010 tavole pubblicate;  e, tra i disegnatori, la terza affermazione, seconda consecutiva, per Gianni Sedioli che, con 506 tavole in un anno, eguaglia il suo record personale su Zagor, risultato con il quale nel 2008 vinse il suo primo “scudetto” zagoriano. La vittoria in due anni consecutivi, tra gli illustratori dello Spirito con la Scure non accadeva dal biennio 1992-93, quando  fu Ferri a firmare la doppietta.






Classifiche “speciali”

Per quanto riguarda i numeri fuori serie, in questa annata di cambiamenti, tra dipartita dei giganti, esordio di nuove collane dedicate a Dragonero e alle Storie, nuovo balenottero per Nathan e terzo maxi per Dylan, al termine dell’anno si registra un incremento di albi rispetto al 2013, fino a quota 36 albi, come nell’annata record 2011, mentre la tavole si attestano sulle 6554 unità, più dello scorso anno, ma lontane dalle 6933 record assoluto risalente appunto a tre anni or sono. Tra gli autori Davide Rigamonti è stato, per la seconda volta dopo il 2012, col proprio record personale di 738 tavole pubblicate su albi fuori-serie, lo sceneggiatore più “speciale” dell’anno. Tra i disegnatori con 538 tavole vince per la prima volta invece lo stesso vincitore della classifica generale, Corrado Roi, mai come quest’anno  tante pagine di uno stesso disegnatore erano state pubblicate su albi speciali; De Angelis con 6 cover è per la nona volta  il copertinista più pubblicato su albi non regolari, mentre un altro record spetta a Dylan Dog, per la 16° volta il personaggio con più pagine extra dell’anno, ben 1356 – nuovo primato di pagine speciali pubblicate in una sola annata. 



Il primo speciale de Le Storie, una delle novità fuoriserie del 2014. Cover di Aldo Di Gennaro

Classifiche storiche

Nel corso del 2014 Boselli ha superato Nolitta nella classifica degli sceneggiatori di tutti i tempi - portandosi al terzo posto assoluto; posizioni quasi tutte immutate nella Top 20, tranne l’ingresso in ventesima posizione di Faraci che scalza Toninelli.
Tra i primi venti disegnatori di tutti i tempi, entra nel Top ten, al decimo posto Freghieri ai danni di Polese, Roi guadagna il dodicesimo posto scalando due posizioni ai danni di Fusco e Alessandrini e Piccatto conquista la diciottesima piazza superando Chiarolla.
Chiudiamo con la classifiche parziali degli sceneggiatori e degli illustratori dell’attuale decennio, dove scopriamo che Boselli si avvia a riconfermarsi per il secondo decennio consecutivo il più prolifico sceneggiatore bonelliano, avendo un ampio margine sul più diretto inseguitore. La graduatoria degli sceneggiatori è abbastanza stabile rispetto al 2013, con gli stessi autori in top ten, ma con alcuni scambi di posizione dopo il settimo posto; la classifica dei disegnatori è stabile sul podio, ma movimentata dal quarto posto in poi, con tre new entry, una addirittura dal 38° posto dello scorso anno. Qui sotto le due Top Ten del decennio in corso:

Bonelli anni 10 (2010-2014)

Sceneggiatore
tavole
preced.


disegnatore
tavole
preced.
Boselli
9759
1(-)

Roi
2084
1(-)
Ruju
5144
2(-)

Freghieri
1562
2(-)
Vietti
4907
3(-)

Piccatto
1372,3
3(-)
Burattini
4690
4(-)

Diso
1264
7()
Mignacco
4475
5(-)

Enoch
1250
5(-)
Berardi
3994
6(-)

Di Clemente
1187
6(-)
Chiaverotti
3652
8()

Sedioli
1091
38()
Manfredi
3276
7()

Mangiantini
1088
4()
Perniola
2996
10()

Alessandrini
1087
14()
10°
Faraci
2993
9()

10°
Casertano
1036
17()

Ricapitolando: il 2014 bonelliano ci ha portato il maggior numero di sempre di pagine inedite pubblicate, il record forse mondiale (a qualcuno risulta qualche personaggio di cui vengono prodotte più tavole nuove in un anno?) di Dylan Dog, il maggior numero di sceneggiatori, disegnatori, copertinisti e coloristi mai impegnati in una sola annata, il maggior numero di tavole a colori mai pubblicate. Mi sembra un'encomiabile risposta al periodo di crisi in corso; altri probabilmente si sarebbero chiusi a riccio o licenziato a destra e a manca; la Bonelli invece prova nuove vie finora inesplorate, e allarga i suoi orizzonti anche al di fuori del fumetto. Complimenti.  

Anche per quest'anno è tutto. Buon Natale e Buone Feste a tutti i nostri lettori.

Saverio Ceri


N.B. Trovate gli altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.

P.S. Ringraziamo l'amico Zeca per la traduzione in portoghese di questo post sul Tex Willer Blog.

P.P.S. Ringraziamo il sito americano Bleeding Cool per aver parlato di questo nostro post! 

Dove il sito americano Bleeding Cool parla di noi!

FUMETTI IN CORSO (8a parte): LA SATIRA - by KANT

Andrea "Kant" Cantucci firma la VIII parte del suo singolare corso a fumetti... a fumetti! Quando si dice "la realtà supera la fantasia"! (s.c. & f.m.)



N.B. trovate i link alle altre puntate di Fumetti in Corso su Cronologie & Index!

FUMETTI IN CORSO (7a parte): LA RICETTA GIUSTA - by KANT

Andrea "Kant" Cantucci firma la VII parte del suo singolare corso a fumetti... a fumetti! A volte le idee sono buone, altre volte no: Non preoccupiamoci di scartare quelle sbagliate anche se ci sono costate molta fatica! (s.c. & f.m.)



N.B. trovate i link alle altre puntate di Fumetti in Corso su Cronologie & Index!

FUMETTI IN CORSO (6a parte): LA FORMA DEL BALOON - by KANT

Andrea "Kant" Cantucci firma la VI parte del suo singolare corso a fumetti... a fumetti! Stavolta scherza sulle differenti significati delle forme delle nuvolette. (s.c. & f.m.)



N.B. trovate i link alle altre puntate di Fumetti in Corso su Cronologie & Index!

FUMETTI IN CORSO (5a parte): L'IDEA... PRENDE VITA! - by KANT

Facciamo full con le puntate di Fumetti in Corso del nostro artista Andrea "Kant" Cantucci! Ora... l'idea disegnata prende vita... (s.c. & f.m.)


N.B. trovate i link alle altre punte di Fumetti in Corso su Cronologie & Index!

FUMETTI IN CORSO (4a parte): LA NASCITA... DI UNA STORIA - by KANT

Andrea "Kant" Cantucci firma la IV parte del suo singolare corso a fumetti... a fumetti! E stavolta si concentra sul parto... di una storia! (s.c. & f.m.)



N.B. trovate i link alle altre puntate di Fumetti in Corso su Cronologie & Index!

giovedì 18 dicembre 2014

ORFANI... DEI FUMETTI E DELLA TV

Bonelli Breaking News


di Andrea Cantucci

Da sabato 6 dicembre, Rai4 sta trasmettendo ogni settimana intorno alle 13:50 la serie semi-animata Orfani, tratta dall’omonimo fumetto di Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari e sceneggiata da Recchioni stesso in coppia col regista Armando Traverso, già autore di trasposizioni radiofoniche di fumetti italiani. 


 

È una serie di dieci episodi di circa venti minuti l’uno, che rielabora e rimonta le immagini dei dodici albi della prima stagione dell’omonimo fumetto. La trama, ambientata nel futuro, vede un gruppo di ragazzi orfani essere addestrati a diventare soldati, in una guerra contro degli alieni accusati d’aver attaccato la Terra.
Ogni episodio, dopo la prima TV del sabato pomeriggio, è replicato anche il venerdì successivo in seconda serata, intorno alle 01:00. La serie è stata introdotta, nelle due domeniche precedenti, da un documentario in due parti sul fumetto Orfani, che concludeva la seconda serie del programma Fumettology - I Miti del Fumetto Italiano, anche se, chissà perché, nel corso di quelle due trasmissioni non era stata fatta nessuna menzione della serie animata. Comunque lo stesso tipo di parziale animazione digitale usata su molte immagini di vari autori, proprio nel corso di quell’interessante serie di documentari, sembra essere anche alla base del lavoro grafico applicato in modo molto più elaborato, mirato e sistematico nella serie Orfani.

 
C’erano una volta i Fumetti in TV…

In Italia l’idea di un fumetto televisivo realizzato in semi-animazione per risparmiare risale all’ormai storica trasmissione Gulp! I Fumetti in TV, prodotta per la RAI da Giancarlo Governi e Guido De Maria dal 1972 con le avventure di Nick Carter, personaggio creato appositamente da Bonvi e De Maria parodiando l’omonimo detective letterario. Qualche anno dopo, anche classici episodi di Mandrake il Mago di Falk e Davis furono trasmessi in forma analoga, nel corso dell’appuntamento televisivo giornaliero Buonasera con… Silvan.



La sigla di SuperGulp!
 

Governi e De Maria dal 1977 ampliarono poi il loro programma trasformandolo in SuperGulp!, un contenitore con tre episodi per volta di vari personaggi, trasmesso in prima serata alle 20:40, ogni giovedì sulla Rete 2.
Rispetto al vecchio Gulp!, la produzione di SuperGulp! doveva disporre di qualche soldo in più visto che, benché la maggior parte dei contenuti restassero fumetti in semi-animazione con tanto di nuvolette, le brevi introduzioni, con Nick Carter e i suoi due aiutanti Patsy e Ten che presentavano, erano ora interamente animate. Vi apparve qualche altra avventura a puntate di strip degli anni ’30 (L’Uomo Mascherato, Cino e Franco), parecchi cartoni animati di supereroi Marvel (L’Uomo Ragno, I Fantastici Quattro, Thor), i cartoni animati di Asterix e vari “fumetti in TV” di personaggi italiani - dal capostipite Nick Carter alla storia di Tex El Muerto, dal racconto di Corto Maltese Sogno di un Mattino di Mezzo Inverno a tre episodi di Alan Ford realizzati su misura, col Gruppo T.N.T. contro il bandito trasformista Gommaflex, fino a Cocco Bill e alle allora recenti strisce di Lupo Alberto. SuperGulp! ebbe un certo successo e nel 1978 diede origine a un’omonima rivista settimanale, su cui le storie dell’Uomo Ragno e dei Fantastici Quattro erano disegnate da un giovane Fabio Civitelli, e al volume antologico Il Super SuperGulp!, entrambi pubblicati da Mondadori.

Nick Carter, Patsy e Ten presentatori di SuperGulp!


Ma benché esistessero da un pezzo le riviste d’autore specializzate, i tempi non dovevano essere ancora maturi per una reale valorizzazione del linguaggio del fumetto di fronte al ben più vasto pubblico televisivo. Il fumetto era allora visto quasi esclusivamente come un futile intrattenimento infantile, sia dalla società che dalla scuola italiana. Il sottoscritto si ricorda che da bambino fu deriso dalla maestra e da tutta la classe, per aver parlato di SuperGulp! in un tema sulla trasmissione TV preferita. Oggi invece viene quasi da ridere della miopia intellettuale di quei tempi, se si pensa che nel 2003, per il trentennale della trasmissione Gulp!, a Torino sono state dedicate a quei Fumetti in TV mostre e tavole rotonde patrocinate da enti pubblici.
Ma alla fine degli anni ’70 i dirigenti RAI dovevano avere altre priorità che non la divulgazione di un’originale forma d’espressione popolare, così quando Governi e De Maria preferirono ritirarsi davanti all’invasione dei cartoni giapponesi, nonostante l’apprezzamento di tanti appassionati e piccoli lettori, Supergulp! fu sospeso insieme all’omonima rivista, che chiuse nel 1979 dopo neanche un anno di pubblicazioni.

Nick Carter: logo introduzione.


A Gulp! e SuperGulp! seguirono alcuni anni dopo degli analoghi adattamenti televisivi di fumetti Bonelli riuniti sotto il titolo Tex & Company e trasmessi da canali privati, che univano alla riproposta di El Muerto altre storie di Tex, Zagor e Mister No, tratte dalle poche edizioni a colori allora pubblicate dalla Cepim in grossi volumi monografici come Tex contro Mefisto, e anche un paio di episodi della serie Un Uomo, Un’Avventura
Al di là della nostalgia con cui chi le vide ricorda quelle pionieristiche produzioni, è lecito chiedersi se tali adattamenti abbiano una reale utilità e se siano d’aiuto al settore del fumetto, se ne costituiscano in effetti un miglioramento, aggiungendo il sonoro e un parziale movimento a un media che ne è privo, o se non ne snaturino il peculiare linguaggio visivo basato sugli stacchi tra una vignetta e l’altra, su convenzioni ed ellissi narrative che lasciano al lettore di completare con la sua personale sensibilità i dettagli di ciò che si racconta.
Diciamo che, se ben doppiati e animati senza eccedere troppo, i fumetti in TV potrebbero rendere accessibile a tutti quella magia insita nei comic che è percepita in modo particolare dalla fantasia degli appassionati. 


SuperGulp! Mondadori, 1978
 
 
Ma nelle versioni semi-animate dei fumetti - o del resto anche in quelle interamente animate come le più o meno recenti serie di Lupo Alberto, Rat-Man o Cattivik - il primo “tradimento” spesso percepito da chi già conosce un certo fumetto è proprio quello della voce dei personaggi, che di solito ognuno immagina in modo diverso e che raramente può quindi riuscire a soddisfare tutti. Per i suoi fumetti in TV, la RAI disponeva anche di qualche doppiatore d’eccezione, tanto che per El Muerto fu scelta la stessa voce di Lee Van Cleef, ma forse per qualche fan quel tono grintoso poteva sembrare più adatto a Tex o viceversa.
Quanto alle vere e proprie versioni animate dei fumetti, molte tendono a re-inventarne del tutto la grafica e di rado si attengono alle trame di partenza, nel comprensibile sforzo di adattarle a un altro media. Rischiano così di snaturare in vari modi le opere originali, per lo più rendendole molto più semplificate e infantili, anche perché il target a cui si rivolge gran parte delle serie animate è spesso di età più bassa di quello dei fumetti. Un esempio per tutti è quello dei cartoni animati di Martin Mystery, che - nome a parte - non ha davvero molto a che vedere col suo ben più realistico, colto e accurato modello originale, ovvero Martin Mystère.




La scelta invece di usare direttamente i disegni originali, oltre a essere molto più economica, garantisce una maggiore aderenza al fumetto di partenza, permettendo perfino di mantenerne i dialoghi originali parola per parola. Oltre all’indispensabile contributo di attori capaci e dotati di una certa verve che interpretino i dialoghi, per vivacizzare tali immagini fisse ci si può limitare a movimenti di macchina (carrellate e zoomate), come si faceva in Italia negli anni ’70 e ’80, ma anche animarle parzialmente, come faceva la Marvel nello stesso periodo con le serie televisive di alcuni suoi personaggi (Thor, Hulk, Captain America o Iron-Man).
Questa che sembra la soluzione ideale per trasmettere un fumetto in TV senza modificarlo troppo, può rischiare però anche di rivelarsi una parziale trappola, innanzitutto perché i tempi e i ritmi televisivi, per quanto siano ben studiati e calibrati, non potranno mai ricreare l’assoluta libertà che il lettore si prende, nella lettura delle pagine del suo fumetto preferito, di dilatarne o velocizzarne a suo piacere la durata. Il montaggio di un fumetto in TV in semi-animazione, di ieri o di oggi, è così quasi sempre condannato a scontentare qualcuno, apparendo ora troppo lento, ora troppo rapido, a seconda delle sensibilità individuali.

Spider-Man. Cartone animato del 1967


Comunque, iniziative simili hanno il merito di diffondere i contenuti grafici e narrativi dell’opera proposta presso un pubblico ben più vasto di quello che legge abitualmente i fumetti. Che la storia venga valorizzata o tradita, e a prescindere anche dal livello dell’opera di partenza, per il fumetto prescelto è una notevole occasione pubblicitaria, che può portare dei lettori in più ad avvicinarsi alla versione disegnata originale. Al di là che l’affare sia vantaggioso per creatori o editori in termini di diritti d’autore, la cosa non può che essere positiva anche per il mercato del fumetto, che oggi rischia sempre di più di restringersi su un nocciolo duro di appassionati di vecchia data e che quindi ha bisogno più che mai di tali iniziative per superare i suoi limiti.
D’altra parte anche molti registi si sono da tempo resi conto come, rispetto a un mondo del cinema piuttosto in crisi creativa, i fumetti costituiscano un notevole serbatoio di idee originali, che a differenza dei romanzi hanno il vantaggio non indifferente di essere già espresse in termini visivi. Oggi certi fumetti americani non fanno quasi in tempo a essere pubblicati, che sono già rapidamente seguiti da una versione cinematografica. In tale panorama e con le tecniche digitali oggi a disposizione, era quasi inevitabile che in Italia prima o poi si riesumasse anche il genere, economicamente molto meno dispendioso, dei veri e propri Fumetti in TV.




… oggi potete chiamarli Orfani

Passiamo ad analizzare il problema a partire dall’esempio che ci viene proposto in questi giorni, cioè Orfani.
Anzitutto l’aver atteso la conclusione della serie degli albi cartacei (il dodicesimo e ultimo numero della prima stagione è uscito giusto a settembre 2014) prima di far uscire la serie televisiva, deve essere stato opportunamente concordato, per evitare che la seconda versione potesse in qualche modo far concorrenza alla prima. Infatti bisogna considerare che oggi il nostro amato fumetto cartaceo rischia davvero d’essere surclassato dalle tante forme di intrattenimento e comunicazione digitali. Anche per questo, si fa sempre più necessario studiare e sperimentare delle forme di adattamento delle storie disegnate alle nuove tecnologie. In tal senso, la versione televisiva di Orfani può costituire un tentativo davvero molto interessante.
Orfani è una serie d’azione recentissima e dallo stile abbastanza moderno nell’ambito della produzione Bonelli ed è anche la prima serie mensile dell’editore a essere nata direttamente a colori - colori realizzati con tecniche digitali particolarmente raffinate per le produzioni italiane, che fino a poco tempo fa di colore non usavano molto. La trama, che attinge ispirazione da varie fonti, non è dopotutto eccessivamente complessa, ma è resa più elaborata dal fatto che si tratta una saga corale senza un unico protagonista e che si svolge lungo un ampio periodo di tempo. Coniuga scontri violenti, dialoghi a effetto un po’ enfatici e qualche ambizione di introspezione psicologica, nel mostrare la difficile crescita dei ragazzi addestrati a diventare soldati. Nel corso delle storie, sono inoltre previsti colpi di scena affini a quelli delle serie TV oggi di moda.




Per tutti questi motivi, anche in versione televisiva questa serie si presta più di altre ad attirare non tanto il pubblico nostalgico o maturo quanto quello più giovane, pur non essendo una serie per bambini, infatti ogni trasmissione su Rai4 è preceduta dall’avvertenza “programma adatto a un pubblico adulto”.
Oggi la computer grafica offre delle possibilità di animazione, a partire da disegni fissi, molto più complesse ed efficaci di quelle di una volta e gli autori della versione televisiva di Orfani ne hanno fatto un largo uso, forse anche con qualche piccolo eccesso. Ma prima di permettersi di fare qualsiasi critica, va riconosciuto lo sforzo produttivo e l’ottima collaborazione instauratasi tra Bonelli e RAI per ottenere un simile risultato, che pur con qualche comprensibile pecca essendo un prodotto abbastanza sperimentale, riunisce in un’opera di senso compiuto l’abitudine a interpretare i dialoghi dei fumetti, sviluppata nelle trasmissioni radiofoniche di Armando Traverso, con le tecniche di movimento grafico già usate dagli autori del programma Fumettology.
L’impresa che gli autori sono riusciti comunque a realizzare con successo era molto ardua e nonostante ciò molte scene, come sintetizzato nella sigla iniziale, sono estremamente efficaci e accattivanti muovendosi sul sottile confine che divide il “fumetto in TV” dal vero cartone animato. Del resto tanti dei cartoni giapponesi a basso costo di una volta usavano qua e là tecniche analoghe, con immagini ferme e dettagli in movimento.
Rispetto ai vecchi fumetti televisivi di SuperGulp!, l’animazione elaborata, la narrazione in progress e il ritmo veloce di Orfani possono insomma ricordare abbastanza anche le versioni animate dei manga giapponesi.



Rispetto agli albi la sceneggiatura è stata rivista, soprattutto a livello di montaggio. Una precisa caratteristica del fumetto era il regolare alternarsi di scene ambientate in periodi diversi, coi personaggi ora piccoli e ora adulti, ma forse si è ritenuto che avrebbe rischiato di confondere troppo gli spettatori. Fatta eccezione per qualche breve salto in avanti, nella versione TV viene quindi seguito un ordine cronologico degli eventi più lineare. Di conseguenza gli episodi televisivi sono tagliati in modo differente, i primi due contengono le parti ambientate nel passato tratte dai primi quattro albi e i loro titoli corrispondono a quelli del n. 1 e del n. 3 della versione cartacea. Visto che gli albi erano disegnati da autori diversi, in ogni puntata TV si nota quindi facilmente il cambiamento di disegnatore in certi passaggi da una scena all’altra, con una mancanza di uniformità grafica che non sarebbe stata accettata in un normale cartone animato ma qui diventa inevitabile.
Come tutti gli esperimenti innovativi, anche l’Orfani in semi-animazione non è esente da alcuni appunti, a cominciare dal ritmo che in certi momenti si fa forse un po’ troppo frenetico, tra stacchi velocissimi, repentini inserimenti di schede esplicative e sovrapposizioni di più vignette in contemporanea, anche se il pubblico più giovane e assuefatto alla sempre più rapida fruizione di videogiochi, internet, videoclip e film d’azione, potrebbe apprezzarlo di più proprio per questo. È stato comunque evitato del tutto il rischio di cadere nella lentezza esasperante di cartoni animati come quelli che, anni fa, furono tratti dai fumetti di Corto Maltese.



L'animazione di Orfani


Nei venti minuti di ogni episodio si concentrano molte scene che, congelate nelle pagine degli albi potevano apparire più dilatate, anche per le peculiarità del linguaggio del fumetto. Questo in genere sintetizza in brevi dialoghi e azioni ciò che di solito in un film richiederebbe tempi più lunghi, per raccontare in dettaglio tutti quei movimenti e sfumature che grazie alla magia dei comic rimangono affidati alla fantasia del lettore e come sospesi fra una vignetta e l’altra. I classici fumetti Bonelli a puntate, come la già citata storia di El Muerto, hanno dialoghi particolarmente prolissi e sarebbero quindi più adatti di altri a essere trasposti in TV, ma i dialoghi di Orfani sono più sintetici e sul piccolo schermo possono quindi apparire un po’ compressi.
Anche certe azioni puramente visive, che rappresentate meticolosamente nel fumetto potevano apparire dilatate in spazi ampi, una volta animate in rapida successione possono invece ritrovarsi a occupare tempi relativamente brevi. D'altronde in ogni puntata sono state compresse in venti minuti mediamente più di cento pagine di fumetto, il ché equivale per lo spettatore a una lettura di immagini e testi abbastanza veloce.
Gli autori, per animare le immagini statiche del fumetto, hanno poi dato fondo a gran parte delle possibilità oggi offerte dal computer (spostamenti su più piani, messe a fuoco alternate dei vari elementi, corpi che si dilatano o si comprimono, riflessi di luce vaganti, nuvole di vapori o di polvere, ecc., ecc.) dimostrando grande professionalità e padronanza dei mezzi tecnici digitali. Molti di questi effetti risultano davvero estremamente efficaci ed evocativi. In qualche altro caso certi minimi movimenti costanti di elementi grafici, a volte tutto sommato anche un po’ immotivati, rischiano d’evidenziare ulteriormente l’immobilità dei disegni, se non addirittura di distrarre in parte l’attenzione da ciò che accade o da quello che i personaggi dicono. 



Orfani trailer
 

Invece in alcune scene d’azione, in cui è indispensabile muovere personaggi e inquadrature per creare l’effetto del movimento che nei fumetti non c’è, forse si sarebbe potuto osare anche un po’ di più e usare spostamenti più rapidi, a costo di rendere le immagini provvisoriamente meno chiare. Gli animatori degli anni ’70, coi loro mezzi artigianali, ripassavano su diversi dettagli delle immagini o le ripetevano più volte, aggiungendo del sonoro in più, per dilatare i tempi di lettura di ogni disegno e prolungare le scene d’azione, ma forse ciò non rientrava negli intenti programmatici degli autori o nei limiti produttivi loro imposti.
Comunque, benché esistano ancora degli spazi di miglioramento per rendere le semianimazioni come queste sempre più coerenti, plausibili e godibili per gli spettatori, è probabile che questo Orfani televisivo resterà come un primo esperimento fondamentale per la loro messa a punto futura, sempre che abbia un seguito.
A voler essere ottimisti infatti, questa serie potrebbe anche preannunciare altre iniziative analoghe, visto che ormai, oltre alla seconda stagione di Orfani dedicata al personaggio del guerrigliero Ringo, di serie Bonelli disponibili in versioni a colori e perciò suscettibili d’essere adattate abbastanza rapidamente per il piccolo schermo comincerebbero a essercene varie, da Tex a Zagor e da Dylan Dog a Magico Vento, senza contare le analoghe ristampe a colori di personaggi di altri editori come Diabolik o Alan Ford, o i volumi a colori di maestri del fumetto italiano come Pratt o Giardino, di cui si è parlato anche nel programma Fumettology.
Che dopo quarant’anni, si stia finalmente per assistere a una seconda stagione dei Fumetti in TV…? 


Andrea Cantucci


N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News! 

martedì 16 dicembre 2014

VIAGGIO DI SOLA ANDATA PER L'INFERNO... E UMANA PIETAS. COLOR TEX 6

di Giampiero Belardinelli

Impreziosito da una potente copertina di Giulio De Vita, artista italiano consacrato in terra francese, questo sesto Color Tex presenta per la seconda volta quattro brevi storie di trentadue tavole, consuetudine destinata ad alternarsi con il volume estivo, caratterizzato invece da avventure lunghe. Le storie brevi bonelliane non sono certo una novità di oggi ma, lo ricordiamo ai più giovani dei nostri lettori, tra il finire degli anni Ottanta e gli anni Novanta, sull’onda dell’esplosione di Dylan Dog, gli eroi di Via Buonarroti beneficiarono di molteplici pubblicazioni extra pubblicate da altri editori. Questi racconti sono apparsi su riviste di vario genere, su alcuni quotidiani o allegati a cataloghi di importanti mostre. Dylan Dog e Tex sono stati i più gettonati ma anche altri personaggi, tra cui il multimediale Martin Mystère di Alfredo Castelli, hanno avuto l’onore della pubblicazione al di fuori delle consuete collane edite da Sergio Bonelli. Il nostro Tex, come ho accennato, conta un discreto numero di titoli, sceneggiati tra gli altri da Guido Nolitta, Claudio Nizzi, l’attuale curatore della serie Mauro Boselli e, tra i disegnatori, da artisti del calibro di Aurelio Galleppini, Giovanni Ticci e Fabio Civitelli.
Dopo questa breve digressione torniamo all’attualità texiana. Nel volume appaiono ben otto firme (sceneggiatori e disegnatori) e tre coloristi di cui, rispettivamente, troverete uno specifico commento. Cominciamo…


Stelle di latta



Stelle di latta

Michele Medda torna a scrivere Tex dopo una ventina d’anni, e quelle due storie, senza tradire l’eroe, avevano il pregio di evidenziare la sua specifica calligrafia narrativa. Questo racconto non è da meno e, nell’occasione, punta i riflettori sulle ombre che possono nascondersi dietro la maschera di imperturbabili leggende del West. Due ex sceriffi, conosciuti da Kit Carson molti anni addietro, oggi sono dei rispettabili uomini d’affari rifugiatisi nella cittadina di Black Rust Town. Medda mette sul palcoscenico i personaggi e poi rimescola le carte, ribalta le certezze e mostra il lato oscuro della Frontiera, quello che il fiero ritratto di una vecchia fotografia non potrà mai rivelare. Tex e Carson, loro sì autentiche leggende del West, svelano l’ipocrisia delle apparenze e svolgono una funzione catartica, ribaltando la memoria di un uomo ingiustamente bollato con il marchio dell’infamia. Michele Benevento, ai pennelli, accompagna la sceneggiatura con un segno robusto e realizza un western credibile, in cui i personaggi recitano in maniera appropriata come in un dramma Shakespeariano. I colori di Oscar Celestini sono eleganti e non intaccano l’equilibrio del racconto.


Il Tularosa Basin



Incontro a Tularosa

Zagor è l'eroe dell'immaginario per eccellenza e, insieme a Tex, è il portabandiera dell’avventura classica bonelliana. In queste due collane l’avventura non è però rimasta ancorata ai pur gloriosi decenni passati ma, grazie ad autori consapevoli e preparati, si è aperta a innumerevoli novità. Uno di questi autori – scrittore di entrambi i personaggi – è Mauro Boselli; l’altro è Moreno Burattini, per la prima volta al lavoro su una storia del Ranger creato da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini. Tra l’altro, Burattini è oggi lo sceneggiatore più prolifico di Zagor, e vanta un’apprezzata capacità narrativa. Il racconto in questione gira intorno al tema della vendetta e della giustizia. Una differenza che, nell’occasione, può apparire sottile e indefinibile. Tex comprende come l’ira accecante che agita il suo amico Coronel (la cui figlia è stata uccisa anni prima da un’infernale carogna di nome Bullett) sia un handicap insormontabile. Con un colpo di teatro tipico della sua scrittura, Burattini ci conduce verso un tragico finale in cui Tex diventa un implacabile giustiziere e non un uomo di legge con il regolamento in mano: per carogne come Bullett, dice l'eroe, serve soltanto un biglietto di sola andata per un Buon viaggio all’inferno! Burattini, in conclusione, ha fatto sua la lezione del Tex "antico", a cui ha aggiunto un ritratto drammatico e di struggente umanità. Giuseppe Camuncoli disegna le sua tavole con un perfetto equilibrio tra attenzione al dettaglio e dinamismo. I suoi personaggi mostrano quanto sia dura la vita della Frontiera e lasciano trapelare i violenti contrasti emotivi. Il Tex di Camuncoli è massiccio e vigoroso, il suo viso è inflessibile e rassicurante allo stesso tempo. I colori di Beniamino Del Vecchio, infine, sono acetati e sottolineano con padronanza la tragedia che sta per incombere sul piccolo villaggio di Tularosa.


L'oro di Alder Gulch


Nel buio

Atmosfere plumbee, superstizione, cattivi della quotidianità, Mauro Boselli presenta la faccia del western meno legata all’epopea, ma probabilmente più vicina alla realtà. In tutte le epoche della millenaria storia umana, gli uomini e le donne si sono confrontati con il Bene e il Male, con delitti legati all’odio, all’invidia o al rancore covato per un malinteso senso di inferiorità rispetto agli altri. L’omicidio della famiglia dei Tilman rientra in questa categoria: trucidati da bastardi di mezza tacca, a cui però i Nostri riserveranno una paga a base di piombo caldo. Lo sceneggiatore mette in azione i quattro pard e la loro presenza non è accessoria, ma funzionale in quanto gli avvenimenti si svolgono sì in una sola notte, ma in un ampio territorio coperto da una fitta foresta. Alder’s Gulch, nel Colorado, è uno sputo di paese in cui, come molti piccoli centri di provincia, si annidano presuntuosi, vigliacchi, "mostri" da additare - ma anche tanta brava gente con il buio nel cuore… Boselli, ancora una volta, evidenzia come Tex e i pard sappiano scovare il Male andando controcorrente. I Nostri sono risolutivi, come spesso accade, ma non possono impedire l’imprevedibile tragedia di un padre messo di fronte alla bieca "mostruosità" del proprio figlio. Una mostruosità che, oggi come allora, può annidarsi negli angoli di un’apparente normalità. Luca Rossi, apprezzata matita di Dampyr e non solo, sa raccontare le ombre nascoste nell’animo umano. I quattro pard appaiono smilzi nell’aspetto e i loro volti, seppur personali, centrano le rispettive personalità. I colori sono di Romina Denti, abile ad evidenziare l’atmosfera rarefatta del racconto. L’inizio dominato dalla luce diurna è in apparenza rassicurante, ma la perfetta combinazione tra disegno e colore lascia trapelare – con angoscia crescente – l’oscurità celata in quell’angolo di mondo.


Un recente Recchioni (fotografato da Manetti a Lucca Comics 2014)


Randy il fortunato

Può un personaggio come Tex essere comunque il protagonista, nonostante la sua sia una presenza "laterale"? Questa è stata la sfida di Roberto Recchioni (tra l’altro abituato alle sfide: Dylan Dog, Orfani ecc.), sceneggiatore capace di mettersi al servizio di personaggi seriali senza rinunciare al suo punto di vista. Un punto di vista maturato da una visione a centottanta gradi sull’immaginario - da quello classico ai video giochi… Nella vicenda, quindi, Tex appare in poche sequenze, ma la sua forte personalità turba la vita criminale di Randy Rogers, destinato a veder fuggire a gambe levate la propria proverbiale fortuna dopo un precedente scontro con il Ranger. Sta qui l’interessante nocciolo del racconto ideato da Recchioni, capace di indagare nelle ossessioni di un uomo quando è messo dinanzi alle proprie paure. Queste paure si materializzano in una camicia gialla, uno sguardo duro e tagliente, una presenza avvolgente come un serpente nell’imminenza di stritolare la propria vittima. Lo sceneggiatore, in conclusione, ha raccontato da una particolare angolatura la leggenda di Tex, la cui fama travalica ogni confine fisico o metafisico. Andrea Accardi è l’interprete ideale di questa insolita sceneggiatura. Il suo segno si sofferma su ogni aspetto, dai volti – beffardi o beffati, intransigenti o ironici – agli scenari degni di un film di John Ford. I vari rimandi sono stati esaltati dai colori di Oscar Celestini (il doppio di questo Color), con un linguaggio cromatico evidente ma mai sopra le righe. 


Color Tex n. 6, novembre 2014. Disegno di De Vita
 

Color Tex 6
STELLE DI LATTA
INCONTRO A TULAROSA
NEL BUIO
RANDY IL FORTUNATO
Novembre 2014
pag. 132, € 5,50
Testi: Michele Medda, Moreno Burattini, Mauro Boselli, Roberto Recchioni
Disegni: Michele Benevento, Giuseppe Camuncoli, Luca Rossi, Andrea Accardi
Colori: Oscar Celestini, Beniamino Del Vecchio, Romina Denti
Copertina: Giulio De Vita
Introduzione: Mauro Boselli 


Giampiero Belardinelli


N.B. trovate le altre recensioni bonelliane sul Giorno del Giudizio

FUMETTI IN CORSO (3a parte): LA GABBIA - by KANT

La terza parte di Fumetti in Corso di Andrea "Kant" Cantucci (semiserio corso di fumetti a fumetti) è dedicato alla figura intera e - soprattutto - alla gabbia della tavola! (s.c. & f.m.)


N.B. trovate i link alle altre parti di Fumetti in Corso su Cronologie & Index!

ALESSIA BOGDANICH STAR! by LANA & FRANCIOSO

I nostri amici e collaboratori Franco Lana e Pietro Francioso hanno realizzato un video sull'arte di Alessia Bogdanich - fumettista che ben conoscete su queste nostre pagine liquide! Per vederlo basta cliccare sul link qua sotto! (s.c. & f.m.)



N.B. I link alle altre incursioni extrabonelliane sono su Cronologie & Index!

FUMETTI IN CORSO (2a parte): LO STILE - by KANT

Eccoci dunque alla seconda parte di Fumetti in Corso, il corso di fumetti a fumetti di Andrea "Kant" Cantucci! E questa volta affrontiamo il discorso dello stile: realistico, pupazzettistico, umoristico, etc. (s.c. & f.m.)



N.B. trovate i link alle altre puntate di Fumetti in Corso su Cronologie & Index!

domenica 14 dicembre 2014

BUONE FESTE A TUTTI CON GLI EROI BONELLIANI!

Nota del 25/12/14: A QUESTO POST SI SONO UN PO' TUTTI ISPIRATI... E A NOI NON PUÒ CHE FAR PIACERE (s.c. & f.m.)

Per augurare a tutti i nostri amici, collaboratori e lettori Buone Feste e Buon Anno abbiamo pensato di offrirvi una carrellata in ordine cronologico di uscita nelle edicole di copertine bonelliane a tema natalizio (per alcune ci va ragionato un po' sopra!): SUGGERITECENE ALTRE E LE AGGIUNGEREMO A QUESTO BIGLIETTONE D'AUGURI! (s.c. & f.m.)

Zagor n. 54, dicembre 1969. Disegno di Ferri

Martin Mystère n. 81, dicembre 1988. Disegno di Alessandrini

Martin Mystère n. 93, dicembre 1989. Disegno di Alessandrini

Martin Mystère n. 105, dicembre 1990

One Shot n. 1, novembre 1993. Disegno di Alberti


Dylan Dog n. 87, dicembre 1993. Disegno di Stano

Martin Mystère Albo Gigante n. 1, settembre 1995. Disegno di Alessandrini

Legs n. 61, dicembre 2000. Disegno di Atzori

Julia n. 51, dicembre 2002. Disegno di Soldi

Dylan Dog n.196, gennaio 2003. Disegno di Angelo Stano

Brendon n. 35, febbraio 2004. Disegno di Roi

Dampyr n. 81, dicembre 2006. Disegno di Riboldi

Martin Mystère n. 306, dicembre 2009. Disegno di Alessandrini

MEGLIO L'ERGASTOLO, 3° EPISODIO! by PIERI & PICCININI

Ed eccoci al terzo episodio della nuova serie umoristica a fumetti di Pieri & Piccinini: Meglio l'ergastolo! (s.c. & f.m.)



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TEXENIGMA 2009

Bonelli news oldies

Il nostro amico e collaboratore Filippo Pieri ci invia una segnalazione storica dalla Settimana Enigmistica n. 4037 dell'8 agosto 2009: a pag. 22, nello schema L'incolonnamento, la definizione n. 17 recita Il Willer dei fumetti. (s.c. & f.m.)



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