sabato 5 luglio 2014

ZAGOR MONSTERS - "F": DA "FARKASKOLDÒI" A "FRANK ‘NSTIN"!

di Massimo Capalbo

Prossimamente, come è accaduto per l'Atlante di Mister No (il primo grande progetto bonelliano di Dime Web, tutt'ora in corso con immutato successo), anche gli Zagor Monsters dovrebbero apparire come link nel sito della SBE - sulla homepage zagoriana! Occhio vigile, dunque! Nel frattempo, godetevi la lettera F con le sue quattro voci! Precisiamo infine che la scelta delle due immagini introduttive è opera della "redazione": sono inserite per il loro notevole impatto grafico, vengono dalla Rete e abbiamo collegato le didascalie alla fonte originale. In caso di inesattezze od omissioni non esitate comunque a contattarci!  (s.c. & f.m.)


Zagor di Andreucci, dal suo blog. La didascalia originale dice che si tratta di un disegno realizzato su commissione per lo SCLS, e infatti è la copertina del n. 7 della rivista.
 
LEGENDA
  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR e CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale Zagor; Speciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDA; UOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"

Lo Zagor di Vargoo, grande artista turco.



F
FARKASKOLDÒI
FOMHOIR
FORMICHE GIGANTI
FRANK ‘NSTIN



FARKASKOLDÒI 

Creature malefiche del folklore ungherese, a metà tra il licantropo e il vampiro. I farkaskoldòi (al singolare, farkaskoldus) che compaiono nella storia Vampyr (M. Boselli [sog.&scen.] – R. Della Monica [dis.], nn. 397-399) sono al servizio di Ylenia VARGA e hanno l’aspetto di enormi lupi. Li vediamo compiere un’impressionante strage nella locanda di Passo Gurav (tra l’Ungheria e la Stiria) e sulla nave – la Lady Godiva - con cui la vampira e il suo fedele servitore Boris raggiungono l’America. Arrivata infine a Darkwood, Ylenia ordina ai suoi farkaskoldòi di assediare la casa del colonnello Korasi, che si trova in una zona paludosa chiamata appunto Swamp Crossing.


Zagor n. 397, agosto 1998. Disegno di Ferri

I farkaskoldòi irrompono nella locando di Passo Gurav – ZGR 397, p. 30


Korasi – che vive assieme al servitore, nonché amico fraterno, Samish Pasha, un ex ufficiale dell’impero ottomano – ha invitato nella sua abitazione ZAGOR e CICO, ai quali spiega che i farkaskoldòi, essendo dei non-morti come i vampiri, sono molto più pericolosi di un comune licantropo, ma possono essere uccisi per mezzo di proiettili d’argento. Il colonnello, vedendo che uno dei farkaskoldòi si è acquattato vicino all’orto, scopre un’altra loro interessante particolarità, ovvero che essi, a differenza dei normali vampiri, non temono l’aglio. Il suddetto farkaskoldus viene subito ucciso da Samish Pasha con una precisa fucilata (ovviamente, tutte le armi da fuoco presenti nella casa – comprese quelle che il turco dà ai Nostri - sono caricate ad argento) e – come accade a tutti i suoi simili dopo la morte - riprende l’aspetto umano. ZAGOR chiede a Korasi come mai i farkaskoldòi non li attacchino, e il colonnello risponde: Se ci avventurassimo all’esterno, ci farebbero a pezzi! Ma finché stiamo in casa, ci troviamo relativamente al sicuro!... Per le creature della notte e i non-morti le case sono barriere quasi invalicabili…possono superare il tabù solo se invitati a entrare!... . Ma allora siamo a posto! – esclama CICONon saremo tanto matti da invitarli noi!. E Korasi: Non è così semplice, señor Cico!...I farkaskoldòi hanno in comune con i loro padroni vampiri dei forti poteri ipnotici e di persuasione!... Possono entrare nei vostri sogni, se dormite, e farvi agire nel sonno…oppure persuadervi con l’intensità del loro sguardo, se riescono ad avvicinarsi a sufficienza!.

I lupi mannari assalgono i marinai della Lady Godiva – ZGR 397, p. 80

Ucciso da Samish Pasha, un farkaskoldus riprende le sembianze umane – ZGR 397, p. 90

Zagor n. 398, settembre 1998. Disegno di Ferri


Il colonnello prende un’altra precauzione contro i figli della notte, tracciando sul pavimento della biblioteca un pentacolo, una sorta di gabbia magica formata da una stella a cinque punte racchiusa in un cerchio. In quello stesso momento, un farkaskoldus si avvicina a una delle finestre e attira l’attenzione di Samish, intento a perlustrare la casa. Il turco fa subito fuoco contro il lupo mannaro, che però si rivela essere una creatura incorporea. Non potendo entrare fisicamente nella casa, - dice Korasi a ZAGORhanno inviato una loro emanazione psichica!. Il licantropo fantasma – ancora più grande dei farkaskoldòi in carne e ossa, essendo formato dall’energia psichica di molti di loro - finisce imprigionato nel pentacolo tracciato dal colonnello, che avverte ZAGOR e CICO di non guardarlo negli occhi. Il messicano, però, non resiste e, soggiogato dallo sguardo della creatura, per poco non gli dà il permesso di far entrare i farkaskoldòi. L’intervento di ZAGOR, che tappa la bocca all’amico, impedisce che ciò accada, ma i mostri riescono a entrare comunque. L’astuta Ylenia, infatti, fingendosi inseguita dai licantropi, si fa soccorrere dall’eroe, che la porta dentro. Sebbene l’esperto Korasi non tardi a smascherarla, la vampira raggiunge la biblioteca e distrugge il pentacolo, liberando l’emanazione psichica e permettendo ai suoi farkaskoldòi – otto in totale - di entrare nella casa. Quattro di essi vengono uccisi da ZAGOR, che però non riesce a impedire agli altri di rapire il colonnello e di fuggire assieme alla loro padrona.


L’emanazione psichica dei farkaskoldòi imprigionata nel pentacolo di Korasi – ZGR 398, p. 7

Zagor salva Frida e i suoi amici dai farkaskoldòi – ZGR 398, p. 52


Quella notte stessa, un secondo branco di farkaskoldòi assale – proprio nei pressi della capanna di ZAGOR - il gruppo formato dalla baronessa austriaca Frida Lang (il primo, grande amore dell’eroe), gli ungheresi Janos (attendente dell’ufficiale austriaco Manfred Moor, promesso sposo di Frida) e Imre - entrambi sopravvissuti alla strage del Passo Gurav -, e due guerrieri Mohawk, Cane Pazzo e il suo fratello di sangue. Invulnerabili alle armi di questi ultimi (uno dei quali viene ucciso), i farkaskoldòi trovano invece pane per i loro denti in Janos e soprattutto nel giovane e coraggioso Imre, che possiedono alcune pallottole d’argento. Finite queste, però, i due ungheresi e i loro compagni vengono accerchiati dai farkaskoldòi e si salvano solo grazie a ZAGOR, che fa strage di lupi mannari. Ne rimane in vita uno solo, che si dà subito alla fuga. Lascialo scappare! – dice ZAGOR a Cane PazzoVerrà anche il suo turno!. Alla fine della storia dovrebbero essere rimasti in tutto cinque farkaskoldòi, ma stranamente ne compaiono soltanto due: uno attacca lo Spirito con la Scure, che lo uccide con una pistolettata in testa; l’altro, invece, aggredisce alle spalle - su ordine di Ylenia – il barone RAKOSI, salvando, per ironia della sorte, proprio l’eroe, che stava per essere morso dal terribile vampiro. RAKOSI, tuttavia, si sbarazza facilmente del farkaskoldus: Via, creatura immonda! - esclama il barone, scagliando il licantropo contro il camino della sua abitazione - Ci vuole ben altro che un cucciolo di lupo, per uccidere un arcivampiro!. Il povero farkaskoldus finisce infilzato su uno degli attrezzi del camino, attrezzo che a quanto pare è fatto di argento, visto che la creatura muore sul colpo.

Il barone Rakosi si libera facilmente di un farkaskoldus – ZGR 399, p. 88

FOMHOIR 

Nella mitologia celtica, i Fomhoir (chiamati pure Fomoire o Fomors) sono una malvagia razza semi-divina che abitava anticamente l’Irlanda e che si opponeva ai Tuatha De Danann, le principali divinità gaeliche.

Zagor Speciale n. 11, aprile 1999. Disegno di Ferri.

Zagor, Cico e Alienor combattono contro i Fomhoir (e i Firbolg) a Tara – Speciale ZGR 11, p. 112

La prima, breve apparizione zagoriana dei demoni Fomhoir ha luogo ne Il principe degli elfi (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Torricelli [dis.], Speciale n. 11), dove, assieme ad altri mostruosi elfi della CORTE MALEDETTA, vengono affrontati e sconfitti prima da Auberon e poi da ZAGOR (affiancato da CICO e da Alienor). Se nella suddetta storia, i Fomhoir erano al servizio del negromante Zondar, che aveva preso possesso di Tara, capitale di Tir-Nan-Og; ne Il ritorno di Kandrax (M. Boselli [sog.&scen.] – G. Ferri - M. Torricelli - C. Marcello [dis.], nn. 431-435) – dove Boselli ha dato a questi mostri maggiore spazio – sono invece al servizio di DONN L’OSCURO, e, sotto il comando di BALOR (il loro re), occupano Teamhair, la capitale di Erin, patria dei Fianna. Quando questi ultimi, assieme ai loro alleati ZAGOR e TONKA, giungono sull’Isola delle Ombre, si scontrano con un esercito di Fomhoir posto a difesa della la Torre Nera, l’impressionante dimora di DONN. Per quanto numerosi, feroci e ben armati, i demoni verrebbero facilmente sconfitti dai Fianna e dai Nostri, se non fosse per BALOR.

Zagor n. 434, settembre 2001. Disegno di Ferri

L’esercito di Fomhoir posto a difesa della Torre Nera - ZGR 434, p. 41

Dermot O’Dyna si sbarazza, grazie alle sue spade magiche, dei Fomhoir di Macha – ZGR 434, p. 48



Questi non solo pietrifica buona parte dei Fianna (tra cui il capitano Finn), ma anche i tre Fomhoir contro i quali essi stavano combattendo. Tutti i pietrificati vengono trasferiti nella Torre Nera, dove si trova prigioniero – privo di sensi per effetto della magia di DONN - il druido Finegan. Nella dimora del Signore della Morte è presente anche un altro guerriero Fianna, Dermot O’Dyna, il quale, fingendosi alleato di DONN, recupera le sue spade magiche e la lancia - altrettanto magica - di Finn: con le prime, uccide senza difficoltà i due Fomhoir che Macha (moglie di DONN) gli scatena contro; con la seconda, ridesta Finegas e riporta in vita i Fianna. Impugnando la lancia magica, il druido lancia il suo grido fatale, che abbatte i Fomhoir (BALOR compreso) che si trovano all’esterno della Torre Nera. Gli altri Fomhoir – ritornati accidentalmente in vita anch’essi per effetto della lancia - vengono uccisi dai Fianna. Infine, NEMAIN e i pochi Fomhoir esterni che sono sopravvissuti si danno alla fuga.

Zagor e Tonka si fanno largo tra i Fomhoir – ZGR 434, p. 50

I Fomhoir vengono investiti dal grido fatale del druido Finegas – ZGR 434, p. 54

I Fomhoir in un quadro del pittore scozzese John Duncan



FORMICHE GIGANTI

Due sono le storie zagoriane in cui compaiono delle formiche giganti: Il popolo delle caverne (D. Canzio [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 209-212) e La diabolica invenzione (M. Burattini [sog.&scen.] – F. Devescovi [dis.], nn. 339-341). Quelle della prima avventura vivono, assieme ad altre mostruose creature, nell’abisso di Inaccessible Point, e sono - a dispetto delle loro impressionanti dimensioni e del grosso rostro che hanno sul muso – fragili e innocue. Lo dimostra la sequenza in cui ZAGOR, credendo che una di queste formiche stia aggredendo CICO, si avventa su di essa, uccidendola con estrema facilità.

Zagor n. 210, gennaio 1983. Disegno di Ferri.

Cico viene spaventato da una formica gigante – ZGR 210, p. 27

Zagor uccide l’enorme ma fragile insetto – ZGR 210, p. 29


Le due formiche giganti de La diabolica invenzione (M. Burattini [sog.&scen.] – F. Devescovi [dis.], nn. 339-341) sono in realtà normali formiche, ma poiché ZAGOR si è fatto miniaturizzare, le loro dimensioni sono di poco inferiori a quelle del Nostro. Inizialmente, i succitati insetti sembrano intenzionati ad attaccare l’eroe, il quale, pur essendo pronto a difendersi, teme di dover affrontare, subito dopo, tutto il formicaio. Poi, però, le formiche indietreggiano e si allontanano. Preferiscono non correre rischi contro una preda che non conoscono… - pensa ZAGOR - …e a quanto pare hanno deciso di lasciarmi in pace!.

Zagor n. 340, novembre 1993. Disegno di Ferri.

Zagor in versione lillipuziana fronteggia due formiche – ZGR 340, p. 73

Con grande sollievo dell’eroe, le formiche decidono di battere in ritirata - ZGR 340, p. 74


FRANK ‘NSTIN

Uno dei personaggi principali di Horror Cico (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Gamba [dis.], Speciale Cico n. 6). Proveniente dal pianeta Cadabro, Frank ‘Nstin è il primo mostro a comparire nella storia: infatti, è a lui che MEXON affida il compito di raggiungere, in una notte da tregenda, la capanna nella palude e di portare CICO – il quale sviene appena lo vede - nel castello transilvano (vedi DRACULA) che l’infido alieno ha teletrasportato a Darkwood. Frank ‘Nstin parla con la erre moscia, una caratteristica che contrasta con il suo aspetto inquietante e dà luogo a momenti spassosi, come quando cerca di convincere il messicano che non sta sognando: Se voi stesse sognando, buon uomo, io esistevei solo nel vostvo sogno e mi sembva una prospettiva ovvibile… la vevità veva è un’altva… . Ah sì? – gli dice CICOE a parte il fatto che vai a beccare tutte le parole con la “erre”, quale sarebbe questa “vevità veva”?. Frank ‘Nstin risponde: Non “vevità”, vevità. E vitengo giusto che a comunicavvela sia il signove del castello (MEXON appunto, nda). Conpevmesso, vado ad avvevtivlo. Se intanto volete vifocillavfi, ho lasciato la cena sul tavolo!. “Tarolo”? Che diavolo è un tarolo? – si chiede CICO, una volta uscito il mostro - Bah! Quell’altra parola però l’ho capita bene, non ci sono ne “erre” né “evve”… …cena!.


Speciale Cico n. 6, maggio 1990. Disegno di Ferri

L’inquietante apparizione di Frank ‘Nstin fa svenire Cico – Speciale Cico 6, p. 14



Il pancione divora con una rapidità impressionante tutte le pietanze che sono sul tavolo, e, quando Frank ritorna (con la bara in cui riposa MEXON), gli dice soddisfatto: Burp! Tutto buonissimo!... Che cos’era?. La risposta del mostro rovina la digestione al messicano: Oh, nel castello si segue una vigida dieta macabvotica… …avete gustato spiedini di pipivstello, sfovmato di assafetida, lucevtole disossate al sugo di civetta… …tagliata di vipeva, lingua di pianta cavnivova in insalta, supplì di occhi di vana… budino di budella di buvino, tovta di mandragola con cvema di amebe, caffè di cicuta…e una mentina. Tenendosi le mani sulla bocca, il povero CICO chiede a Frank dov’è il bagno (e il mostro, equivocando, dice al Nostro: Oh, non ve lo consiglio di cevto. Tutti sanno che il bagno appena dopo mangiato fa male. Doveste aspettave almeno tve ove.) e vomita nella vasca tutto quello che ha mangiato. Ehm…deve essere sta la mentina che mi ha fatto male…, è il divertente commento del messicano.

Frank ‘Nstin mostra la sua passione per Shakespeare – Speciale Cico 6, p. 15

Cico pronuncia la parola impossibile, facendo infuriare Frank - Speciale Cico 6, p. 24

Oltre alla erre moscia, Sclavi ha dotato Frank ‘Nstin di altre due interessanti caratteristiche: la passione per Shakespeare, in particolare per l’Amleto, che il mostro cita più volte nel corso dell’avventura; la forte avversione per la parola impossibile. Non appena la sente, il mostro s’infuria e se la prende con il malcapitato che l’ha pronunciata. CICO, MEXON e WOLF subiscono, di volta in volta, l’ira di Frank, che per poco non li scaraventa fuori dal castello. C’è un unico modo per calmare il mostro: recitare il noto scioglilingua La rana in Spagna gracida in campagna e farglielo ripetere. Nel finale, quando XANOR si materializza attraverso il teletrasporto, MEXON si lascia sfuggire l’ennesimo impossibile, ma Frank stavolta non si arrabbia: Impossibile? Bah, sono talmente sbalovdito che non ho neanche la fovza di veagive!... . Sempre nel finale, Frank e gli altri mostri vengono abbandonati sulla Terra da MEXON e dai suoi compari GOWAN e XANOR. I mostri sono disperati, ma CICO li rincuora: Oh, andiamo! Dei mostri grandi e grossi come voi, abbattersi così, per un’inezia! E poi, La Terra mica è tanto brutta, sapete? E di posto per i mostri ce n’è a volonta!. Frank allora si asciuga le lacrime e tira fuori una sorta di telecomando: Io ho consevvato questo appavecchio che pevmette di teletvaspovatavsi nel tempo e nello spazio…senza uscive dai confini tevvesstvi, però… . Ma è magnifico! – esclama CICO - Avete dunque a disposizione l’intero pianeta, con tutti i suoi millenni di storia… e di storie! […]. Prima di teletrasportare se stesso e i suoi simili altrove, Frank vorrebbe regalare al messicano, come ringraziamento, la buffa astronave (una Ford modello T) di MEXON: Potvesti pvendevti l’astovnave… fovse lavovandoci un po’ viuscivesti a favla funzionave…volave magavi no, ma potvebbe esseve un’idea pev i tvaspovti su stvada… . CICO però rifiuta: Quell’assurdità? Figuriamoci! Una cosa simile non potrà mai attaccare, da noi!. Le classiche ultime parole famose.

Cico ha ormai imparato come far calmare Frank - Speciale Cico 6, p. 33

Il messicano si congeda da Frank e dagli altri mostri - Speciale Cico 6, p. 128

Curiosità: Frank ‘Nstin è un’azzeccata versione comica del mostro interpretato da Boris Karloff (truccato dal grande Jack Pierce) nella celebre trilogia cinematografica della Universal composta da Frankenstein (James Whale, 1931), La moglie di Frankenstein (James Whale, 1935) e Il figlio di Frankenstein (Rowland V. Lee, 1939). Il nome del mostro sclaviano rimanda invece a Frankenstein junior (Mel Brooks, 1974), irresistibile parodia dei succitati film (in special modo del terzo): Franknstin è infatti il nome con cui si fa chiamare il professor Frederick Frankenstein (Gene Wilder) proprio per distinguersi dal famigerato nonno, il barone Victor Frankenstein. Riguardo poi a Il cervello di Frankenstein (Charles Barton, 1948) - la principale fonte ispiratrice di Horror Cico (vedi sempre DRACULA) - va detto che, mentre Frank 'Nstin ha, per l'appunto, un ruolo di primo piano nello Speciale cichiano; nel film di Barton, invece, il mostro (Glenn Strange) ha un ruolo molto marginale. Per concludere, bisogna segnalare la simpatica citazione dylandoghiana contenuta nelle parole pronunciate da Frank nell’ultima vignetta di p. 30: La vita è bveve come la pipì di un pipistvello. La suddetta frase rimanda chiaramente a quella che Groucho, il folle assistente dell’Indagatore dell’Incubo, pronuncia a p. 14 di Jack lo Squartatore (Dylan Dog n. 2): La vita è breve come la pipì di una farfalla.


Boris Karloff in Frankenstein (James Whale, 1931)
Gene Wilder (lo scienziato) e Peter Boyle (la creatura) in Frankenstein Junior (Mel Brooks, 1974)

Massimo Capalbo

N.B. trovate i link alle altre lettere degli Zagor Monsters andando sulla Mappa!

2 commenti:

  1. Forse un pochino sotto anche a "Il ritorno del vampiro", ma "Vampyr" la trovo un' avventura più che buona che riesce ad introdurre nuovi elementi nozionistici come già aveva fatto Castelli e a rimanere nel solco della tradizione: una bella locartion, magari non sfruttata fino in fondo, come la città fantasma che non ha nulla da invidiare a quelle precedenti e il fatto che Rakosi non compaia mai nel primo numero facendo crescere l' attesa. Poi è riuscito a creare delle valide anternative a Matrevelic e Molnar con Korasi e Ylenia. Diversificare,a non troppo senza clonare.
    Se proprio c' un difetto e la presenza di Frida, sottoutilizzata. Se c' era un altro personaggio non cambiava tanto la storia. Peccato anche per l' epilogo che dura solo... due pagine! Anche ne "Il ritorno di Songhay" purtroppo sarà così! Bei tempi quando su Zagor e Mister No per concludere l' albo a dovere c' erano delle pagine in più! Altri tempi! Anche lo Zagor troppo sdolcinato non è il top.
    La saga del vampiro secondo me è quella che ha avuto la media più alta. I primi due Hellingen sono buoni, ma ancora un pò grezzi e classici mentre OSD è una buona storia, ma un po sotto le tre precedenti. Kandrax invece è quello che avverte di più lo stacco rispetto alla prima storia: un buon primo ritorno ed un terzo più che discreto.
    Passando a HC qui Sclavi si sbizzarrisce in quello che è il suo forte, l' umorismo verbale. La storia a me è piaciuta, ma un po poco Cico style onestamente. Il massimo con il mitico pancione secondo me l' autore l' ha dato in "Incubi" con il suo umorismo verbale alternato a classiche gag cichiane! ^^

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  2. Concordo con chi dice che a dispetto della fama di "Thunderman" nella categoria, l' avventura più "trash" di Zagor, detto in simpatia XD, sia "Il popolo delle caverne"! Da ragazzino mi piacque, ma rileggendola oggi trovo che il ritmo narrativo non sia sempre alto. E tutte quelle creature... indubbiamente Canzio si è proprio sbizzarrito! XD Per i lettori che comunque dicono che negli anni 80 si vedevano quasi solo mercanti d' armi e di whisky, conclamato falso storico zagoriano. Forse si tende a confondere l' inizio degli anni 90, li si che non mancavano! XD

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