martedì 22 gennaio 2013

BONELLI NEWS

di Saverio Ceri

La rubrica Bonelli News era forse una delle più seguite dai lettori di Dime Press. All'epoca internet era ancora una rete dedicata quasi esclusivamente a comunicazioni interne alla comunità scientifica e solo qualche anno più tardi si sarebbe diffusa a livello globale. L'unico mezzo per l'appassionato bonelliano di conoscere quel che bolliva nella pentola di Via Buonarroroti era quindi leggere le varie fanzine pubblicate in quegli anni, prima tra tutte la nostra Dime Press, esclusivamente dedicata al cosmo di Tex & Co. Mi ricordo che, nell'imminenza dell'uscita di ogni nuovo numero del "magazzino bonelliano", passavo ore al telefono coi redattori di casa Bonelli, per raccogliere le ultime indiscrezioni, in maniera che una volta in distribuzione l'albo contenesse delle news ancora degne di questo nome.

Gli Orfani, prima miniserie a colori della Bonelli, in edicola a ottobre. Disegno di Emiliano Mammucari.

Quando abbiamo resuscitato Dime Press, per il web  Francesco ed io, abbiamo convenuto che oggi non sarebbe più possibile fare una rubrica come quella di allora: molti autori hanno il proprio blog e quando hanno qualcosa da mostrare lo lanciano giustamente e con orgoglio dalla propria pagina internet. L'unico servizio che Dime Web può fare, quindi, per i propri lettori è quello di segnalare, di tanto in tanto, le news che appaiono quasi quotidianamente in rete, ora sulla pagina facebook di quello sceneggiatore, ora sul blog di quell'altro disegnatore, ora nell'intervista rilasciata a quella rivista digitale.

Albo del giugno 2013 dell'ultima collana nata in casa Bonelli. Disegno di Aldo Di Gennaro.

Per esempio, proprio in un intervista rilasciata da Marcheselli a Fucine Mute, si parla dei primi dati di vendita de Le Storie e si ufficializza la data di lancio della nuova Dylan Dog Collezione Storica a Colori di Repubblica. Su Facebook invece hanno esordito nei giorni scorsi anche le pagine ufficiali delle due serie bonelliane che verranno lanciate nel 2013, Dragonero e Orfani; vi troverete tantissimo materiale di lavorazione: una gioia per gli occhi degli appassionati. Sul Tex Willer Blog, invece potete trovare l'interessante storia (in portoghese) della genesi di una copertina di Tex, in questo caso quella dell'imminente Almanacco del West. Su Lo spazio bianco, poi, potrete scoprire in anteprima la programmazione dei prossimi mesi de le Storie, Infine sul blog di Paolo Martinello, il magnifico copertinista di Valter Buio e di Mytico! vedrete l'evolversi, dallo schizzo allo splendore del technicolor, di una sua tavola per il prossimo Dylan Dog Color Fest

Versione estesa della cover dell'Almanacco del West di imminente uscita. Disegno di Claudio Villa.

Come vedete tirando la "rete" si pescano qua e la diverse notizie bonelliane, tipo quelle che pubblicavamo una volta su Dime Press, e cliccando sui vari link che appaiono in questo pezzo le potete raggiungere in un attimo. 

Saverio Ceri

P.S. Trovate i link a tutti i post dedicati alle novità sulla pagona Bonelli News!

sabato 19 gennaio 2013

CRONOLOGIA RAGIONATA DELLA COLLANA "I PROTAGONISTI" - QUARTA PARTE: TORO SEDUTO

di Francesco Manetti

Nonostante i buoni propositi espressi nella prima puntata introduttiva della nostra Cronologia ragionata della Collana "I Protagonisti" l'opera prosegue a rilento... ma va comunque avanti! Dopo Custer ci eravamo occupati nella seconda parte di Geronimo e Billy the Kid e nella terza parte di Jed Smith. Adesso analizzaremo il n. 5 della serie, utilizzando il consueto canovaccio: riassunto "ampliato" dell'albo; analisi delle rubriche con altre, eventuali, curiosità; scheda tecnica arricchita.



Toro Seduto e Buffalo Bill, protagonisti del Wild West Show, in una foto del 1885.



Il profeta dei Sioux

a) La storia

Nel 1831, in un anno di terribili epidemie per gli indiani del Medio Missouri, nacque in una tribù dei Dakota Hunkpapa un papoose che sarebbe poi diventato universalmente celebre con il nome di Ta-tanka I-Yotanka (così in una delle tante trascrizioni dalla lingua Sioux) ovvero Toro Seduto - o Sitting Bull come lo avrebbero chiamato gli Americani di origine inglese. Il secondo nome, dopo quello di Va Piano della sua prima infanzia, gli venne dato da suo padre Toro-Che-Balza, dopo una profetica visione di un bisonte parlante. In altre versioni Toro Seduto è il nome stesso del padre, che lo cede al figlio dopo una prima spedizione vittoriosa contro i Crow nel 1845, durante la quale il ragazzo riuscì a "toccare" il nemico. Anche il giovane Ta-tanka aveva un dono: quello di interpretare i messaggi di allarme degli animali selvatici, ritenuti da lui dei veri e propri oracoli; e per questo fu noto anche come medicine man. 



Una singolare foto del 1881: Toro Seduto con gli occhiali!



Nel 1848 Toro Seduto uccise per pietà, centrandola con un freccia al petto, una prigioniera Crow che era stata messa al rogo dagli Hunkpapa come sgualdrina. Nel 1851 Ta-tanka si sposò per la prima volta e imbracciò il suo primo fucile nel 1856, durante l'ennesima sortita contro i Corvi. Dopo la battaglia divenne capo della società militare dei Cuori Forti. L'anno seguente adottò come fratello minore un piccolo Assiniboine, che successivamente prese il nome di Toro-Che-Balza, in onore al padre di Ta-tanka che sarebbe morto anni dopo in un combattimento contro i Crow. Nel 1861, all'inizio della Guerra Civile fra il Nord e il Sud degli USA, i Sioux Hunkpapa di Toro Seduto non si schierarono, nonostante le pressioni confederate. Però, a causa degli scontri fra i bianchi e i Santee del Minnesota, anche gli altri Sioux cominciarono a pagarne le conseguenze. Toro Seduto decise così di riconsegnare di persona una prigioniera bianca, Fanny Kelly, a Fort Rice, anche se il suo gesto fu all'inizio interpretato come un tentativo di un attacco a sorpresa. Toro seduto partecipò ad alcune battaglie nel 1863 ma la pace si spezzò definitivamente nel 1864, dopo la notizia dello spregevole massacro di Arrapaho e Cheyenne sul Sand Creek in Colorado a opera di John Chivington. Il Dakota esplose di razzie e rapine tanto che il Governo inviò un corpo di spedizione militare, guidato dal Generale Connor.


Toro Seduto, con la madre, e sua figlia, che tiene in braccio un bambino,



Con la fine della Guerra di Secessione il Ministro della Guerra U. S. Grant tentò di riportare ordine nelle zone dei Sioux, ma (dopo le incusrsioni vittoriose di Nuovola Rossa) fu solo nel 1868 che i Dakota Hunkpapa - infinitamente sospettosi nei confronti dei wasichu - firmarono il Trattato di Pace di Laramie, nonostante le ritrosie di Toro Seduto. Ripresero così le guerriglie ai danni delle altre tribù di pellerossa e soprattutto contro i Crow, i nemici di sempre. Nel 1874 il Generale Sheridan incaricò Custer di verificare l'esistenza di giacimenti auriferi sulle Black Hills, nel territorio dei Dakota. L'esito positivo - che attirò numerosi minatori in zona - servì da pretesto per una nuova guerra indiana. Il culmine degli scontri si ebbe il 25 giugno 1876 quando oltre 3.500 indiani guidati da Toro Seduto, Cavallo Pazzo e Nuvola Rossa sconfissero sul Little Big Horn gli uomini del Settimo Cavalleggeri. Una curiosità. Albertarelli crea dunque il primo team-up della storia editoriale bonelliana: Custer era stato infatti il protagonista del primo numero della collana.


Cavallo Pazzo, 1877



Braccato ma indomito Toro Seduto andò in esilio in Canada nel 1877 e vi restò fino al 1881, nel Saskatchewan. Quandò tornò negli Stati Uniti, spinto dalla fame e dall'angoscia per la sua tribù, ridotta ormai soltanto a donne, vecchi e bambini (gli altri guerrieri lo avevano infatti abbandonato), Toro Seduto fu catturato e tenuto prigioniero a Fort Randall fino al 1883. L'anno seguente entrò nel Circo Barnum, partecipando al Wild West Show di Buffalo Bill come attrazione esotica, destinando il ricavato delle sue esibizioni ai poveri della sua tribù. Ta-tanka girò così per tutta l'America e addirittura in Europa, diventando famosissimo. Toro Seduto fu ucciso il 15 dicembre 1890 nella Riserva di Standing Rock, in seguito agli scontri fra i suoi uomini e la Polizia Indiana incaricata di arrestarlo perché si temeva una sua fuga. Fu sepolto a Fort Yates; nel 1953 il suo corpo fu riesumato e traslato a Mobridge, nel South Dakota. L'ultima battaglia fra pellerossa e bianchi, che scoppiò in seguito alla notizia dell'assassinio di Ta-tanka I-Yotanka, si combatté lungo il Wounded Knee, fra i soldati del 7° Cavalleggeri e i Lakota di Big Foot.


Il corpo di Big Foot. Wounded Knee, 1890



b) Le rubriche: curiosità e commenti

Il profeta dei Sioux è il titolo del pezzo introduttivo scritto da Rino Albertarelli: si ricorda la grande saggezza e la grande umanità del capo dei Dakota, che più volte salvò la vita di prigionieri destinati a orrenda morte; e si spezza una lancia a favore dei pellerossa che, da popolo invaso, avevano avuto ogni diritto di difendersi. Anche con la violenza. Lunga e densa, come al solito, la bibliografia, forte di una ventina di libri americani - citati con il titolo originale. Tra questi spicca il Racconto della mia prigionia fra i Sioux, redatto da Fanny Kelly nel 1891, l'anno successivo alla morte di Toro Seduto.


La prima tomba di Toro Seduto, a Fort Yates.



La postfazione si intitola invece Il prezzo della conquista. Un articolo con un taglio originalissimo - soprattutto per i politicizzati anni Settanta. Oggi verrebbe definito "politicamente scorretto" e molto probabilmente non pubblicato con quella impostazione. Quanti sono stati gli abitanti del Nuovo Mondo massacrati dagli Europei in seguito alla (ri)scoperta dell'America? Albertarelli (ricordiamo che non fu solo un fumettista ma anche un grande studioso di vicende americane) ci informa che agli inizi del XX secolo le cifre degli storici oscilavano fra un minimo di 10 milioni e un massimo di 100 milioni di morti. Troppi. Come spiegazione segue un lunghissimo e interessantissimo trattato antropologico sulle condizioni di equilibrio di natura fra preda erbivora, pascoli e cacciatore umano (tali erano i pellerossa prima dell'invasione bianca), sull'estensione minima dei territori di caccia e sul numero massimo di individui che ogni territorio poteva assorbire per poterne garantire un adeguato sostentamento.



L'attuale luogo di sepoltura di Toro Seduto, a Mobridge, nel South Dakota, nei luoghi della sua giovinezza.




Seguendo il ragionamento di Albertarelli si calcola perciò il numero reale di indiani in Nord-America fra '700 e '800: massimo 1 milione, ma più probabilmente 600.000. Per esempio, i Dakota - protagonisti assoluti dell'albo, con la loro guida Toro Seduto - non potevano essere più di diecimila, in una zona vasta quanto tutta l'Italia settentrionale. Albertarelli - grazie ai numeri e alla scienza - riporta dunque le emozioni sulla Terra. Stigmatizza il razzismo, le uccisioni, le persecuzioni, le deportazioni, i massacri, gli inganni, le ruberie, le false promesse e tutto quanto i pellerossa degli Stati Uniti hanno dovuto subire per colpa di Washington... Il grande autore si chiede infine se non sarebbe stata possibile una conquista pacifica, un'integrazione armoniosa e amorevole. E si risponde di no.




Copertina della Collana I Protagonisti n. 5, gennaio 1975.




I Protagonisti 5
TORO SEDUTO - IL PROFETA DEI SIOUX
Gennaio 1975
pag. 108, £ 800
Testi: Rino Albertarelli
Disegni: Rino Albertarelli
Frontespizio: Rino Albertarelli
Copertina: Rino Albertarelli
Rubriche: Rino Albertarelli
Direttore responsabile: Sergio Bonelli
Casa editrice: Daim Press
3a copertina: elenco degli arretrati
4a copertina: pubblicità del n.6



Francesco Manetti

P.S. Trovate i link a tutti gli altri post dedicati alla Collana I Protagonisti sulla pagina delle Cronologie! 

1951: DYLAN DOG GOES TO HOLLYWOOD!

Quando abbiamo ricevuto questa intrigante lettera per un attimo abbiamo creduto di aver letto male la data... (s.c. & f.m.)



Buongiorno, mi chiamo Alex Dante e da qualche tempo (da quando ho visto il link sul blog di Moreno Burattini) vi seguo.
Non ho un articolo da proporvi ma un video sì...
Sono un grafico-illustratore-videomaker e, per pura passione, sto preparando una serie di corti "What if..." sui cinecomics, con particolare attenzione al fumetto italiano.
La prima puntata è dedicata al film di Dylan Dog del 1951.
Mi auguro che sia di vostro gradimento :)

il link del video:

altrimenti si può vedere su www.alexdante.com

Non so quando riuscirò a produrre la puntata seguente (che sarà dedicata a Diabolik), ma almeno l'intenzione c'è.
Intanto vi auguro buona visione.

Alex Dante



Beh... il clip è davvero un capolavoro, per montaggio, grafica e humor. E forse Dylan Dog in The Night of the Dead potrebbe essere un What If...? fino a un certo punto (senza tirare in ballo multiversi e realtà parallele), visto che la magia dell'odierna computer graphic può davvero far risorgere dai sepolcri di marmo e di celluloide i grandi divi della Dream Factory e farli recitare in nuove avventure e nuove vesti!
Forse il filmato lo avete già visto, dato che sta riscuotendo un grande successo sul web, ma ve lo proponiamo comunque con entusiasmo anche sui Quaderni bonelliani di Dime Web - aspettando la seconda puntata dedicata alla creatura delle Giussani.
Comics Casting Call - Dylan Dog 1951 di Alex Dante è un sincero, ironico omaggio al cinema e al fumetto classici: i due mezzi di comunicazione, nati negli stessi anni (alla fine del XIX secolo), da sempre viaggiano affiancati - trovando un trait d'union nel cartooning. (s.c. & f.m.)

N.B. trovate i link alle altre parodie andando su Cronologie e Index!

giovedì 17 gennaio 2013

L'UOMO DEI PAPERI: CRONOLOGIA RAGIONATA DEL FUMETTO DI CARL BARKS - INTRODUZIONE

di Francesco Manetti

NOTA: Tutto il materiale illustrativo riprodotto in questo post è di proprietà della WALT DISNEY PRODUCTIONS e degli altri aventi diritto ed è qui riprodotto ai soli fini di studio, documentazione e identificazione.

Breve cronistoria delle cronologie barksiane in volume uscite in Italia

Le tre pubblicazioni più impegnative del Club del Collezionista - che editava nella provincia di Firenze la fanzine Collezionare (1985/1991) - furono lo Speciale Alan Ford del 1987, lo Speciale Carl Barks del 1988 e lo Speciale Zagor del 1990. Si trattò, per quei tempi, di tre opere prime, mai tentate da nessuno prima di allora, opere che nacquero dall'entusiasmo di un gruppo di giovani appassionati del fumetto e che - nonostante le inevitabili ingenuità contenute - ebbero un ottimo e duraturo successo di critica e di lettori.


Collezionare Speciale Carl Barks di Francesco Manetti - cover gialla (prima tiratura). Disegno di Luca Boschi. Logo di Dante Bastianoni. Club del Collezionista, 1988


Collezionare Speciale Carl Barks di Francesco Manetti - cover rosa (seconda tiratura). Disegno di Luca Boschi. Logo di Dante Bastianoni. Club del Collezionista, 1989


Una celebre foto di Barks, scattata nel 1974 mentre dava le ultime pennellate al suo 87esimo dipinto a olio disneyano, Red Sails in the Sunset. E' a questo scatto che si ispirò Luca Boschi per la copertina dello speciale di Collezionare.



I tre numeri "fuori-serie" sono introvabili ormai da più o meno vent'anni. Mentre lo Speciale Alan Ford e lo Speciale Zagor ebbero consacrazioni "alte" (il primo grazie all'editore Paolo Ferriani che lo ampliò e lo arricchì per il suo Alan Ford: I primi 20 Anni del 1988 e il secondo grazie ad Antonio Vianovi e alla Glamour, con la lussuosa versione in volume del 1992, semplicemente intitolato Zagor), lo Speciale Carl Barks, che ebbi il privilegio di vedermi approvato dagli "anziani" del Club (Moreno Burattini, Enrico Cecchi e Alessandro Monti), non ebbe alcun seguito e rimase lì, cristallizzato alla fine degli anni Ottanta e sepolto dalla polvere e dai calcinacci del Muro di Berlino; rimase lì, con la sua tiratura in 150 + 150 copie destinate unicamente e senza scopo di lucro ai soci del Club sparsi in tutta Italia, che se ne ripartirono le spese.
Rimase lì... e non poteva essere altrimenti, perché altri si erano messi, più degnamente e professionalmente, all'opera: nell'ottobre 1992 il compianto Franco Fossati pubblicò con la romana Comic Art di Rinaldo Traini la sua fondamentale Carl Barks Guide, che andò a colmare - ripartendo da zero - il vuoto lasciato dalla sua incompiuta (era infatti uscito solo il primo dei due volumi previsti, per motivi di copyright, credo) Carl Barks: Cronologia Disneyana Ragionata, pubblicata da Epierre nel 1984, nella collana I Libri di If.


La rara Carl Barks Cronologia Disneyana Ragionata di Franco Fossati. Epierre, 1984




La Carl Barks Guide di Franco Fossati. Comic Art, 1992



Prima del volume fossatiano del 1984 le altre monografie di saggistica barksiane in Italia erano state due. Le uniche due? Anche se sarei propenso a dare una risposta affermativa preferisco non sbilanciarmi e aggiungere a "due" l'avverbio "essenzialmente"... Parlo di volumi e dunque non mi riferisco alla pur puntualissima e indispensabile cronologia di Alberto Becattini pubblicata a puntate, né agli altri articoli su Barks apparsi sulla rivista fiorentina Funnies (straordinaria!), sempre in quell'epoca, a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta. Forse potrebbe essere considerato un "libro" lo spillato allegato nel 1984 al n. 32 della serie The Complete Carl Barks, ma fu piuttosto pensato come index della stessa, e dunque non riesco a immaginarmelo come tale... ma ne parlerò più avanti.



Introduzione a Paperino di Marovelli, Paolini & Saccomanno. Sansoni, 1974



Introduzione a Paperino: la fenomenologia sociale nei fumetti di Carl Barks è del 1974. Scritto da Piero Marovelli, Elvio Paolini e Giulio Saccomanno per la Sansoni è un libro cult, il primo ad aver svelato al grande pubblico del Belpaese il nome reale dell'artista che aveva realizzato (fra il 1942 e il 1968) le più intriganti avventure dei paperi disneyani. Non è però una "cronologia ragionata", ma piuttosto un saggio "filosofico" sugli abitanti di Duckburg, scritto con un linguaggio molto "anni Settanta" e politicamente orientato.
L'altro saggio è Il Fumetto Speciale Paperino del 1981, dedicato quasi interamente all'universo di Barks, con tanto di cronologie (non ragionate, né commentate), di rarità, di curiosità e arricchito dalla presentazione di una storia allora inedita in Italia, Mystery of the Swamp del 1945.


Il Fumetto "Speciale" Paperino. ANAF, 1981



Seppur contemporaneo dello Speciale di Collezionare (redatto nell'estate del 1988, pubblicato alla fine dell'anno e seguito da una seconda tiratura nel 1989) è da segnalare il ben più approfondito lavoro di Dionisio Angelini, Franco Grillo e Italo Pileri con la loro Cronologia commentata delle storie di Carl Barks pubblicata dall'ANAF sul Walt Disney's Donald Ducks Special n. 1. Si tratta di un volume extra-lusso, in gran parte a colori, uscito in tiratura limitata a 700 esemplari destinati ai Soci del club. All'interno troviamo un articolo di Zaniol sull'arte di Barks; la cronologia delle copertine del Man of the Duck a cura di Grillo; una scelta degli olii del Maestro; un servizio di Becattini sul travaglio editoriale di Trick or Treat (con la versione completa, non censurata e a colori della storia); una lunghissima disanima di Volpini sul francobollo internazionale a tematica disneyana. La cronologia - seppur non completissima come quella di Fossati (mancano le avventure di Pluto e di Topolino, per es.) - è estremamente curata ed è la prima del suo genere ad apparire in Italia.


Walt Disney's Donald Duck Special n. 1 - ANAF, 1988



Anche se non si tratta di una monografia ricordiamo senz'altro l'enciclopedia The Complete Carl Barks - citata anche da Fossati nella bibliografia della Carl Barks Guide - pubblicata in italiano fra il 1979 e il 1988 dal The Duckie Comic Club e stampata in Nuova Zelanda da Waddler Ltd.: fu il primo tentativo mondiale (prima dell'edizione americana della Another Rainbow, la Carl Barks Library, che partì nel 1983) di proporre l'opera omnia disneyana barksiana in sequenza temporale (per albo originale). Preziosissime le introduzioni a ogni blocco di storie e la cronologia finale (che fungeva anche da index della serie) allegata - come accennavo sopra - al 32esimo e penultimo volume della collana, uscito nel 1984.


The Complete Carl Barks n. 1, 1979.


Il libro sarebbe dovuto essere l'ultimo della serie, nelle prime intenzioni dell'editore. Del fascicolo allegato abbiamo già detto. Ma questo n. 32 potrebbe anche essere visto come una sorta di "monografia" barksiana. Nella lunghissima appendice vennero infatti pubblicate: tutte le storie di Barks censurate negli USA (Silent Night, Trick or Treat e The Milkman Story); tutte le copertine realizzate da Barks nella sua carriera (purtroppo in bianco-e-nero) in ordine cronologico; il children book intitolato Donald Duck and the Boys in versione completa; la storia illustrata (non a fumetti) Go Slowly, Sands of Time! del 1981; il tutto corredato da bozzetti, sketch, model-sheet e storyboard inediti.


The Complete Carl Barks n. 32, 1984


L'index (albetto spillato in b/n) della collana The Complete Carl Barks, che funge anche da cronologia barksiana. Uscì nel 1984, in allegato al n. 32



Stesso discorso per il lussuosissimo 33esimo tomo, che chiuse la collana nel 1988, a quattro anni di distanza dal precedente. Questo volume è per certi versi assimilabile al "libro giallo" dell'ANAF. Contiene infatti una miniera di notizie barksiane: un florilegio del Barks pre-disneyano (anni '20 e '30); la cronologia completa del Barks animatore disneyano (anni '30 e '40) con numerosi e rari sketech e storyboard; la cronologia completa del Barks sceneggiatore (con vari schizzi inediti); le storie completa Pawns of Loup Garou (disegni da Strobl), Officer for a Day (disegni di Strobl) e A Day in Duck's Life (disegni di Wright) con tutti gli schizzi preparatori di Barks (oltre allo storyboard per Whale of Good Deed); il Barks non-disneyano (con una storia completa di Barney Bear & Benny Burro della MGM); un'ampia scelta degli olii di Barks; i francobolli internazionali ispirati alle cover barksiane; la versione completa e non censurata (in bianco-e-nero) di Trick or Treat.


The Complete Carl Barks n. 33, 1988



Dal 1996 al 2003 uscirono - con andatura piuttosto singhiozzante - 18 volumi della collana Paperino Carl Barks, impreziositi dalle nuove traduzioni di Alberto Becattini. I numeri dal primo al dodicesimo furono pubblicati da Comic Art; la collana fu proseguita da Edizioni If, che la portò avanti fino alla diciottesima uscita, interrompendola a nemmeno metà del percorso. Sulla serie furono proposte tutte le storie di Donald Duck, dalla prima dell'agosto 1942 su Four Color (DD Find Pirate Gold ovvero Paperino e l'oro del pirata) a quella uscita nel marzo 1954 su Walt Disney's Comics and Stories (Paperino e i tacchini famelici). In più il diciassettesimo libro era dedicato a Nonna Papera (con tutte le storie della serie Grandma Duck, dal 1950 al 1961). Per essere completa la collana avrebbe dovuto terminare le avventure di Paperino (l'ultima è del 1968), pubblicare tutta la serie Uncle Scrooge (dal 1951 al 1967) e altre quisquilie (Archimede, Paperina, etc.).
Con mia grande soddisfazione, nonostante la brusca chiusura dell'opera, sono però riuscito a commentare tutte le storie presenti nei diciotto volumi, dando così vita alla prima parte di un'esaustiva, assolutamente non sintetica, cronologia disneyana barksiana - made in Italy e pensata per il mercato italiano.


Paperino Carl Barks n. 1. Redazionali di Francesco Manetti. Comic Art, maggio 1996. La serie andò avanti fino al n. 12 del settembre 1998.


Paperino Carl Barks n. 13 (corrispondente al primo edito da If, ovvero al n. 4 degli Albi di If - il volume uscì quattro anni dopo il n. 12 della Comic Art). Redazionali di Francesco Manetti. Edizioni If, ottobre 2002


Qui su Dime Web intendo però ripartire dallo speciale di Collezionare. Anche quello - infatti - era lacunoso, come notò argutamente anche il buon Fossati nella sua Carl Barks Guide (tra l'altro citandomi con un nome sbagliato, "Franco" Manetti, che, guarda caso, sarebbe il mio babbo).
Scrissi infatti nell'introduzione alla parte cronologica dello speciale: "Ho riservato un particolare riguardo alle storie lunghe, quelle cioè superiori alle dieci tavole, che qui troverete tutte (...). Le storie che non ho analizzato (...) sono quasi sempre avventure di cui Barks non scrisse il testo - molte tavole autoconclusive, le avventure alla fattoria di Nonna Papera, le avventure tratte dal Diario di Paperina, qualche storia con protagonista Archimede. Altre volte si tratta di storie che non presentano niente di interessante da rilevare".
Oggi, naturalmente, mai farei una scelta simile e darei grande dignità a tutte le storie del Maestro, anche a quelle minime. La scelta di allora fu dettata non tanto da questioni di gusto (come poteva trasparire dall'introduzione), quanto dalla mancanza di spazio. Avevamo calcolato che sarebbe stato impossibile per noi ragazzi ventenni del Club del Collezionista gestire un volume ancor più mastodontico (per le nostre risorse materiali ed economiche) di quello che stava per venir fuori (202 pagine, tutte da impaginare, rifilare e rilegare a mano). Le storie commentate nello Speciale Carl Barks erano i 3/4 dell'intera produzione; analizzarle tutte e 600 avrebbe richiesto un libro di almeno 250 pagine: impensabile in quei tempi e con quei mezzi!


Barks legge la National Geographic, rivista alla quale spesso si ispirò per le sue avventure più esotiche.



Nelle prossime puntate (che occuperanno almeno un centinaio di post di Dime Web, in un arco di circa due anni - progettino a breve scadenza, nevvero?) mi occuperò di analizzare e commentare tutte le storie disneyane di Carl Barks, anche quelle da lui non sceneggiate e quelle da lui non disegnate; passerò poi alle storie non disneyane e ad altre rarità del periodo pre-disneyano. Molte delle puntate della cronologia ragionata - che partirà con il prossimo post - saranno introdotte da brevi articoli dedicati all'autore, alla sua opera, ai suoi personaggi e al mondo in cui vivono, alle varie edizioni dei fumetti barksiani, alla saggistica, alle curiosità, e così via...
Per quanto riguarda i testi cercherò in primo luogo di recuperare tutto il salvabile dello speciale di Collezionare - la mia "base di lancio" - completandolo con gli episodi saltati, aggiornandolo, correggendolo, ampliandolo e integrandolo (servendomi anche dei miei lavori per Comic Art, If, Fumo di China, etc). Lo scopo principale sarà quello di continuare a usare materiale mio, ricorrendo il meno possibile ad apporti esterni. Non per presunzione (figuriamoci: altri più di me saprebbero scrivere sull'Uomo dell'Oregon e la sua opera con maggiore professionalità e informazione - e non mi riferisco soltanto agli amici ed espertissimi Becattini Boschi Gori & Sani, mostri sacri della critica disneyana), ma per cercare comunque di presentarvi qualcosa dotato di una certa originalità, nel magma barksiano - non sempre interessante - che si trova in Rete.

Aspetto comunque ogni genere di consiglio, suggerimento, collaborazione e apporto!


Francesco Manetti

P.S. Trovate i link ai post dedicati a Carl Barks e alla Cronologia ragionata sulla pagina delle Cronologie!

domenica 13 gennaio 2013

NUMERI PERDUTI (4 di 4)


di Saverio Ceri

Chiudiamo la carrellata sui “numeri perduti” di Comicsandpolitik, con la puntata dedicata a Mauro Boselli e alla sue ventimila tavole del 2007.

Un Boselli/Zagor nell'intrerpretazione di Graziano Origa.



Diamo i numeri 4 (aprile 2007))

Boselli 20.000

A metà di pagina 50 di Tex  556 Mauro Boselli ha doppiato la boa delle ventimila tavole in casa Bonelli. Un traguardo da festeggiare visto che è soltanto il quinto sceneggiatore nella storia della casa editrice a superare tale quota. Prima di lui nel club degli over 20000 c’erano soltanto i Bonelli, padre e figlio, Nizzi e Castelli. Un traguardo raggiunto in un tempo relativamente breve; la prima sceneggiatura firmata Boselli risale infatti al luglio 1990, quando su Tutto West 38, porta a termine la prima avventura di River Bill, l’ultimo personaggio (per ora) creato da Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli. Risale proprio a quella prima esperienza, condivisa con Nolitta, quella mezza tavola che Boselli  tutt’oggi si porta dietro nel suo score: Sono infatti 20267,5 le tavole boselliane  pubblicate ad oggi (7 aprile 2007).

I personaggi
Boselli ha contribuito a narrare le avventure di 7 personaggi bonelliani. L’esordio come dicevamo è con River Bill (1990-1991), di cui l’autore milanese ha praticamente raccontato tutte le storie, terminata la prima con Nolitta, infatti, ne ha sceneggiate una seconda e una terza, portando così a termine le vicende del battelliere. Subito dopo per un paio di anni Boselli si “specializza” in speciali, realizza infatti “La fiamma nera”, il quarto fuoriserie di Zagor (1991), poi l’unico extra del Piccolo Ranger (1992) e l’albetto dedicato a Mister Bluff, allegato al 4° special del Comandante Mark (1993), infine il primo Almanacco dell’Avventura dedicato a Mister No (1993). Dal 1993 torna ad occuparsi a pieno di Zagor e l’anno successivo inizia la sua collaborazione a Tex.  Nel 2000 esce la sua unica storia di Dylan Dog e esordisce nelle edicole il primo personaggio creato dallo stesso Boselli insieme a Colombo: Dampyr.
Il 95% della produzione boselliana è comunque costituito dalle avventure di Tex, Zagor e Dampyr.
Solo un paio di mesi or sono Tex  è diventato il personaggio più scritto da Boselli , scavalcando Zagor; alle loro spalle Dampyr, che velocemente avanza e che, mantenendo questo ritmo, entro un paio di anni sarà il leader della classifica che trovate di seguito.

Serie
Pagine
Tex
6875
Zagor
6668
Dampyr
5663
River Bill (Tutto West)
697,5
Piccolo Ranger
144
Dylan Dog
94
Mister No
94
Mister Bluff (Mark)
32

 

Le Storie
Centosedici le storie a fumetti scritte da Boselli, tra queste tre in collaborazione con Maurizio Colombo e due “ereditate” da Guido Nolitta. Sono 49 le avventure di Dampyr raccontate dall’autore,  30 quelle di Tex e 30 quelle di Zagor.
L’avventura più lunga realizzata per ora da Mauro è “Il ritorno di Kandrax”, 470 tavole pubblicate sui numeri dal 482 al 486 della collana Zenith. L’episodio più corto è proprio quello di Mister Bluff che citavamo poc’anzi: “I ribelli delle isole”, solo 32 pagine.

I disegnatori
Sono 38 i disegnatori che hanno collaborato con Boselli alle realizzazione delle oltre 20000 tavole. Il più assiduo è stato Marcello con 3024 pagine di sceneggiatura  tradotte in immagini, seguito da Letteri e Font. Qui di seguito la classifica completa.

Marcello
3024
Letteri
1693
Font
1416
Laurenti
1332
Andreucci
1268
Dotti
1256
Della Monica
1128
Ferri
972
Majo
846
Genzianella
752
Rossi L.
658
Gamba
607,5
Ortiz
550
Torricelli
446
Bocci
376
Piccinelli
376
Capitanio
322
Cassaro Bros.
282
Lozzi
282
Buffolente
266
Chiarolla
262
Ticci
252
Repetto
220
Sommer
220
Pesce
188
Piccininno
188
Freghieri
176
Seijas
110
Baggi
94
Bartolini
94
Casertano
94
Casini
94
Civitelli
94
Cropera
94
Roi
94
Russo F.
94
Gattia
47

Una curiosità: Dotti e Andreucci in coppia con Mauro hanno realizzato storie per tre differenti personaggi: Dampyr, Tex e Zagor.

Anno dopo anno
Dal 1990 a oggi Boselli è stato per 5 anni  lo sceneggiatore principe (per numero di tavole, ovviamente) della casa editrice: Nel 1997, 2000, 2001, 2004 e 2006. L’annata migliore è stata quella 2001 con 2260 tavole all’attivo.
Da tredici anni consecutivi Mauro è nella Top Ten degli autori più prolifici  della casa editrice e tredici sono anche le volte che  ha primeggiato nelle classifiche delle serie a cui ha collaborato: 7 volte su Dampyr, 2 volte su Tutto West e Tex, 1 volta su Zagor e il Piccolo Ranger.
Qui di seguito una sintesi numerica dei suoi 18 anni bonelliani:

anno
tavole
posizione classifica generale
Tex
Zagor
Dampyr
Tutto West
Piccolo Ranger
Dylan Dog
Mister No
Mark
1990
505,5
0
0
0
506
0
0
0
0
1991
320
12°
0
128
0
192
0
0
0
0
1992
144
18°
0
0
0
0
144
0
0
0
1993
406
11°
0
280
0
0
0
0
94
32
1994
944
330
614
0
0
0
0
0
0
1995
1224
492
732
0
0
0
0
0
0
1996
534
10°
0
534
0
0
0
0
0
0
1997
1554
862
692
0
0
0
0
0
0
1998
1281
717
564
0
0
0
0
0
0
1999
1390
980
410
0
0
0
0
0
0
2000
2038
546
834
564
0
0
94
0
0
2001
2260
756
846
658
0
0
0
0
0
2002
1239
440
0
799
0
0
0
0
0
2003
1152
212
0
940
0
0
0
0
0
2004
1772
550
282
940
0
0
0
0
0
2005
1430
220
376
834
0
0
0
0
0
2006
1556
440
376
740
0
0
0
0
0
2007
518
(2°)
330
0
188
0
0
0
0
0

Alcune curiosità che si possono ricavare dalla tabella:
Nel 1997 è stato l’autore che ha realizzato più pagine sia di Tex che di Zagor.
Nel 1999 ha realizzato 980 pagine di  Tex (record personale su una singola serie in un anno solare). Nel 2000 ha collaborato a 4 serie (Tex, Zagor, Dampyr e Dylan Dog).
Nel 1990, 1992 e 1996 si è dedicato a un solo personaggio; rispettivamente River Bill, Piccolo Ranger e  Zagor.

Termina qui il nostro excursus numerico nella carriera bonelliana di Mauro Boselli, perlomeno in quella ufficiale. Infatti nella sua veste di redattore, tra l’84 e il ’90, l’autore milanese ha contribuito in vari modi alle varie testate della casa editrice, portando a termine sceneggiature rimaste in sospeso del Comandante Mark o del Piccolo Ranger o coadiuvando G.L. Bonelli nella stesura di una storia di Tex.
Per stavolta è tutto, appuntamento al prossimo mese.

Saverio Ceri

N.B. Trovate altri dati bonelliani nelle precedenti puntate della nostra rubrica Diamo i numeri.