giovedì 11 dicembre 2014

LE GUERRE INDIANE (5ª parte). 1- LA GUERRA DI KING PHILIP: SCHIAVI INDIANI! 2- LE GUERRE INDIANE DEL NORD OVEST: IL PROFETA AMERINDO! 3- LE GUERRE DI BLACK HAWK: IL CAPITANO ABRAMO LINCOLN! LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA (XIX PARTE)

Arriviamo dunque alla diciannovesima parte dell'entusiasmante Storia del West che Wilson "Piccolo Ranger" Vieira sta scrivendo in Brasile appositamente per Dime Web - e continua la "cronica" delle sanguinarie Guerre Indiane! Stavolta ci spostiamo più indietro nel tempo, indagando il periodo che va dalla fine del XVII agli inizi del XIX secolo. Vi ricordiamo che le immagini non bonelliane sono state, come di consueto, selezionate e posizionate nel testo da Wilson in persona! (s.c. & f.m.)


1 - LA GUERRA DI KING PHILIP







Fu la prima, importante Guerra Indiana. Scoppiò nel 1675, quando Massasoit, capo degli Indiani Wampanoags, piú conosciuto con il nome di King Philip (1639 – 1676), si ribellò agli Inglesi, sostenuto dai suoi alleati Narraganset e Massachussett.









Il capo Mohegan, Uncas (1588 – 1683), nemico giurato di King Philip, si alleò immediatamente con gli Inglesi portando 500 guerrieri. Per la Nuova Inghilterra questa fu una guerra devastatrice e omicida, durante la quale gli Indiani subirono, da entrambe le parte, notevoli perdite. Gli uomini di King Philip erano armati di moschetti - di cui si servivono con grande abilità - mentre, nel folto della foresta, nascondevano fucine e armaioli. Il primo obiettivo degli Inglesi fu quello di distruggere proprio questi ultimi. King Philip si rivelò abile stratega e le sue truppe si dimostrarono coraggiose. I Mohegan e le altre tribú Indiane rimaste fedeli ai Puritani furono da questi chiamati Praying Indians (cioè gli Indiani che Pregano), ma, nonostante le loro capacità, non furono gli artefici della vittoria inglese.
A quel tempo nella Nuova Inghilterra c’erano 50.000 coloni contro meno di 20.000 Indiani ribelli. Canonchet, sachem dei Narraganset, il più valoroso capo agli ordini di King Philip, dopo sei mesi di guerra fu circondato, arrestato e giustiziato. Nell’estate del 1676, la moglie e il figlio di King Philip, quest’ultimo di 9 anni, caddero nelle mani degli Inglesi.








King Philip ebbe un singhiozzo e sospirò: Ora tocca a me morire! Qualche settimana dopo, in agosto, nel corso dell’ultimo scontro, il capo dei Wampanoag fu ucciso, la Confederazione smantellata e gli scampati venduti come schiavi. 500 di essi furono imbarcati a Plymouth. In questo porto, in cui in cima a un pennone era esposta la testa di King Philip, la sua vedova e il figlioletto, sempre prigionieri, attendevano la decisione delle autorità puritane a loro riguardo: fu stabilito che i due malcapitati fossero venduti anch’essi come schiavi nelle Indie Occidentali.






2 - LE GUERRE INDIANE NEL NORD OVEST








Le Guerre Indiane nel Nord Ovest degli Stati Uniti incominciarono subito dopo la fine della Rivoluzione Americana, con il tacito incoraggiamento dei cacciatori di pellicce inglesi. Dapprima Little Turtle (1752 – 1812), il capo dei Miami che aveva il comando supremo delle forza indiane, ottenne, fra il 1790 e il 1792, numerose vittorie contro due armate vmericane, ma la sua disfatta apparve imminente quando una terza truppa, comandata da Mad Anthony Wayne, entrò a sua volta in azione.








Little Turtle fu un straordinario capo dei Miami. Egli nacque in un piccolo villaggio sulle rive del fiume Eel, nell’Indiana. Suo padre era il capo dei Miami, sua madre una Mohegan.  Divenuto capo a sua volta, inflisse, all’età di soli 26 anni, una severa sconfitta al generale Harnar, nell’autunno del 1778, sul fiume Miami. Cinque anni dopo, battuto a sua volta dal generale Wayne, firmò il Trattato di Pace dichiarando: Sono l’ultimo a firmarlo, saró l’ultimo a non rispettarlo.
Egli mantenne la parola e, quando scoppiò la Guerra del 1812, si rifiutò di seguire Tecumseh (1768 – 1813). Nel 1797 Little Turtle fece un viaggio memorabile a Washington. Gilbert Stuart (1755 – 1828), un famoso artista, dipinse il suo ritratto, ma ciò che lo commosse particolarmente fu il regalo offertogli dal generale polacco Koscsiousco, che aveva combattuto al fianco degli Americani durante la Guerra di Indipendenza, presente che consisteva in due splendide pistole.
Little Turtle morí nel 1812, il 14 luglio, nel suo villaggio natale - divenuto Fort Wayne. Molti trattati furono in seguito firmati con uma dozzina di tribú che si videro costrette ad abbandonare le proprie terre.







Fu allora che il capo Shawnee Tecumseh tentò di creare un’unione dei diversi gruppi pellerossa. Per quattro anni egli dedicò a questo scopo tutti i suoi sforzi; ma un giorno, mentre era assente, il suo quartier generale - di stanza nel villaggio di Tippicanoe sul fiume Wasbah - fu attaccato dalle truppe di William Henry Harrisson.
Tecumseh, figlio di un capo Shawnee, era nato nel villaggio di Piqua, sul fiume Mad, a qualche miglio dall’attuale città di Springfield nell’Ohio. Il suo nome indiano era Tikanti o Tecumtha, che voleva dire Stella Dormiente; apparteneva al clan della Grande Medicina Pantera. Fu un capo straordinario ed ebbe molta influenza sui suoi compagni, obbligandoli a non torturare più i prigionieri come avevano sempre fatto in passato. Per opporsi al sequestro di territori indiani operato dai Bianchi, cercò di formare una Confederazione che unisse tutte le tribú, dall’Ohio alla Florida e, con questo scopo, si recò presso tutte le tribù che abitavano lungo il corso del Missouri.







Mentre egli si sforzava di convincere gli Indiani, suo fratello Tenskwatawa (1816 – 1835), detto Il Profeta, attaccò i Bianchi e fu sconfitto a Tippecanoe, nell’Indiana. Tecumseh si recò allora in Canada, proprio quando scoppiò la Guerra del 1812. Fu nominato brigadiere generale e prese il comando di 2.000 uomini riuniti dalle tibú amiche degli Inglesi. Partecipò a numerose battaglie e trovò la morte nel combattimento sul fiume Thames in Canada, il 5 ottobre 1813. Si disse che egli avesse presentito la morte e indossato il suo costume di daino prima di andare a combattere. Per queso motivo l’identificazione del suo corpo si rese difficile. 





3 - LA GUERRA DI BLACK HAWK








In occasione delle guerre del 1812 i Sawk e i Fox si trovarono divisi: gli uni, seguendo Black Hawk, si unirono agli Inglesi, mentre gli altri, al seguito di Keokuk, si allearono con gli Americani. A dispetto di un accordo firmato nel 1808, Black Hawk (1767 – 1838) non volle mai recarsi sulla riva Ovest del Mississippi, sostenendo che il suo popolo e lui stesso fossero stati raggirati. Ebbe allora luogo una serie di scontri che formarono quella che viene comunemente chiamata La Guerra di Black Hawk, a cui partecipò, in qualità di capitano, Abramo Lincoln. Agendo come Capo Supremo dei Sawk e dei Fox - titolo usurpato conferitogli dal Governo di Washington - Keokuk (1770 – 1848) firmò un accordo con gli Stati Uniti e accettò che i suoi andassero ad abitare sulle rive del fiume Rock.








Keokuk fu un capo dela tribú dei Sawk; nacque sulle rive del fiume Rock, nell’Illinois; sua madre era di origine francese; il suo nome voleva dire Volpe Vigilante. Non era capo per nascita, ma lo divenne grazie alle sue qualità di guerriero e soprattutto alla sua oratoria. Fu uno dei capi indiani piú stimati dagli Americani che apprezzarono la sua saggezza e ammirarono la sua precisione nel tiro. Quando, al momento dela Guerra del 1812, Black Hawk si schierò dalla parte degli Inglesi, egli rimase fedele ai suoi nemici e rifiutò di partecipare alla battaglia. Tenne soprattutto a essere un apostolo della Pace e stabilì il dominio dei Sawk e dei Fox nelle terre che oggi formano lo Stato dello Iowa. Morì nel 1848.
Piú tardi, nel 1883, le sue ceneri furono trasportate a Keokuk, nello Iowa, dove un monumento fu eretto alla sua memoria. Un busto di bronzo che raffigura questo capo indiano si trova nella sala di marmo del Senato degli USA e il suo ritratto figura su un biglietto di banca Americano. Black Hawk, dopo aver severamente rimproverato il tradimento a Keokuki, organizzò la resistenza. I suoi guerrieri, dopo aver combattuto nell’Illinois e nel Wisconsin, furono sconfitti nell’estate del 1832.









Black Hawk cercò riparo nel Nord e, catturato poco dopo, fu gettato in una prigione della Virginia. In seguito a questa guerra, nel 1832, fu creato un Battaglione di sei Compagnie di Ranger a cavallo, che l’anno dopo fu sostituito da dieci Compagnie dei celebri Dragoni, comandati, a partire dal 1835, dal colonnello Stephen W. Kearny...


Wilson Vieira


N.B. trovate i link alle altre parti della Storia del West su Cronologie & Index!

FUMETTI IN CORSO (1a parte): I PIANI - by KANT

Il nostro amico e collaboratore Andrea "Kant" Cantucci inizia con questa prima parte dedicata ai piani la pubblicazione anche su Dime Web del suo buffo ma serissimo Corso di Fumetti... a fumetti! Buon divertimento e buona lettura! (s.c. & f.m.)




N.B. troverete i link alle altre parti di Fumetti in Corso su Cronologie & Index!

lunedì 8 dicembre 2014

MADE IN BONELLI - 4a PARTE - I VIDEOGIOCHI BONELLIANI: DALLA SYSTEM ALLA SIMULMONDO, DALLA GENIAS ALLA ARTEMATICA... E ALTRO ANCORA!

di Filippo Pieri

Il 1947, per gli appassionati di fumetti Bonelli, è l'anno precedente alla nascita del personaggio ancora oggi più famoso della casa editrice milanese, Tex Willer. Per gli appassionati di passatempi al computer il 1947 rappresenta un momento altrettanto fondamentale, con la nascita del primo gioco elettronico: il Cathode-ray tube amusent device. Il sistema utilizzava 8 valvole termoelettroniche e non era visibile su un normale schermo ma su un radar. Raffigurava infatti la simulazione di un lancio di missili che dovevano centrare determinati bersagli. I creatori furono Thomas T. Goldsmith jr. e Esle Ray Mann. Secondo alcuni chiamarlo videogame è forse eccessivo e associano la nascita di questa parola al 1952, quando. all'università di Cambrige, Alexander S. Douglas realizza un gioco chiamato Noughts and Crosses ("zeri e croci") o più semplicemente OXO - con un'uscita grafica su un tubo a raggi catodici. 
 

OXO, 1952


Il gioco consisteva nello sfidare uno dei primi calcolatori elettronici digitali della storia alla versione elettronica del gioco del Tris, ma non divenne mai realmente popolare, in quanto era utilizzabile solo sugli apparecchi EDSAC (Electronic Delay Storage Automatic Calculator) in dotazione in quella università.



EDSAC



Dobbiamo aspettare gli anni Sessanta, quando, presso il MIT (Massachusetts Istitute of Technology) lo studente Steve Russel assieme ad alcuni suoi compagni sviluppa Spacewar! per il computer DEC (Digital Equipment Corporation) PDP-1. Il gioco - che ritraeva la simulazione di due astronavi che potevano distruggere il nemico attraverso il lancio di un missile o facendolo cadere in un buco nero centrale - ebbe grande successo e convinse molti scienziati a sviluppare idee per questo nuovo tipo di intrattenimento.




Uno dei primi giochi elettronici domestici


Questi studi portarono nel 1967 alla realizzazione del primo videogioco utilizzabile su un comune televisore, a opera dell'ingegnere tedesco Ralf H. Baer e del tecnico elettronico Bill Harrison: il Bucket Filling Game. Il gioco consisteva nello svuotare metà dello schermo blu utilizzando un solo tasto. Tempo dopo gli stessi autori realizzarono la cosiddetta Brown Box, prototipo del Magnavox Odyssey, ovvero la prima console per videogiochi casalinga. 




Magnavox Odissey


Si trattava di una macchina analogica, priva di audio, ma con la possibilità di inserire la prima periferica esterna, un fucile chiamato Light Gun, utilizzabile per esempio nel gioco riguardante il tiro al bersaglio. La console non ebbe molto successo - sia per il prezzo elevato, sia per il fatto che era utilizzabile solo su televisori Magnavox. Ralf H. Baer è stato comunque il primo a sviluppare il concetto di un giocatore, un gioco, un televisore, e una scatola a essa collegata in cui inserire i videogiochi.



Pong, uno dei primi arcade game elettronici


Nel 1972 Nolan Bushnell il fondatore di una azienda destinata a lasciare il segno nei videogiochi - ovvero l’Atari. Bushnell chiese ad Allan Alcorn di realizzare Pong, un simulatore di ping pong in bianco e nero. La grafica era essenziale - con due barrette controllate da due giocatori (o dal computer) e una pallina. Pong della Atari fu un videogioco a gettoni (coin-op), destinato inizialmente ai luoghi pubblici e non alle quattro mura domestiche, nato con l'obbiettivo di sostituire i vecchi flipper. Pong, attraverso la diffusione in luoghi pubblici, riuscì a raggiungere anche chi non conosceva l'esistenza dei videogiochi. Fu nel 1976 che Atari (grazie anche alla collaborazione di Activision) cominciò a commercializzare la sua versione della console casalinga, che in poco tempo superò l'Odyssey della Sanders/Magnavox. In poco tempo il videogioco si affermò sempre di più - diventando un fenomeno culturale di massa negli anni '80, con le varie console Commodore, Sinclair ZX Spectrum, Amiga, etc.


Studio per il logo Atari



Martin Mystère n. 152, novemrbe 1994. Disegno di Alessandrini

La rubrica interna di MM n. 152 dove Castelli parla del videogioco Martin Mystère and the secret of the Birdman, che girava su ZX Spectrum (1986)


Il mitico ZX Spectrum!


Nella seconda metà degli anni Ottanta anche gli eroi di casa Bonelli (all'epoca Daim Press) provarono ad affermarsi come videogame. Nel Martin Mystere Mystery Mart apparso su Martin Mystere n. 152 (novembre 1994), Alfredo Castelli scriveva: Forse non lo sapete, ma il Detective dell'Impossibile è stato il primo personaggio italiano di fumetti ad essere protagonista di un videogioco. Il gioco non uscì tuttavia in dischetto: erano tempi pionieristici (1986), e chi voleva vivere un Adventure insieme al suo eroe preferito doveva pazientemente ricopiare un lunghissimo "listato" (la serie di istruzioni grazie alle quali il calcolatore può elaborare un programma) per Zx Spectrum dalla rivista Personal Computer.



1987: il videogioco di Zagor per il Commodore 64. Disegno di Ferri


Zagor n. 151, febbraio 1978. Disegno di Ferri.


L'anno seguente la System editoriale sviluppò un gioco per il Commodore 64 con protagonista Zagor. Il videogioco era ispirato all'albo La Fortezza di Smirnoff (1978) ed era allegato al numero 53 della rivista Commodore 64 Club - insieme a un libretto di istruzioni di dodici pagine con copertina di Gallieno Ferri.




Schermate introduttive del videogame di Zagor creato nel 1987 da Marco Corazza


Nel 1988 la System tentò di ripetere il successo, pubblicando un videogioco ispirato a una delle prime avventure di Dylan Dog, Le notti della luna piena (1986), come allegato alla rivista Commodore 64 Club (serie Dylan Dog n. 1).




Dylan Dog n. 3, dicembre 1986. Disegno di Villa.


La copertina di Villa riprodotta per l'allegato "dylaniato" a Commodore 64 Club


Schermate per il videogioco di Dyaln Dog del 1988


Il gioco sfruttava una struttura a 3 finestre: in una c'erano le vignette tratte dall'albo della serie regolare, in un'altra il racconto della storia in corso e nella terza le scelte del giocatore con i possibili bivi.
Curiosamente, qualche anno prima, sul Topolino n. 1565 del 24 novembre 1985, iniziò un ciclo di storie a bivi creato dallo scomparso sceneggiatore Bruno Concina, che però dichiarò di essersi ispirato a una serie di racconti francesi degli anni '30 con il finale multiplo e non ai videogiochi dell'epoca.



Topolino n. 1565, novembre 1985


Nel 1992 la Simulmondo Interactive - fondata da Francesco Carlà e Ivan Venturi - stringe un accordo con la Sergio Bonelli Editore per creare una versione digitalizzata dei personaggi a fumetti dell'editore milanese.




Il primo a uscire nei negozi - in formato Commodore 64, Amiga e PC MS-DOS - è Dylan Dog con Gli Uccisori, game ispirato al quinto albo della serie regolare. Il gioco ottiene un buon riscontro di pubblico, anche grazie all'albetto contenuto nella scatola con una storia inedita di otto pagine, scritta da Sclavi e disegnata da Montanari & Grassani.



Dylan Dog n. 5, febbraio 1987. Disegno di Villa



L'edizione... elettronica di Dylan Dog della Simulmondo


Dopo il secondo titolo, Attraverso lo Specchio (Amiga, PC), la Simulmondo decide di sbarcare in edicola con ben 17 uscite dylaniane: La Regina delle Tenebre, Ritorno al crepuscolo, Storia di Nessuno, Ombre, La mummia, Maelstrom, Gente che scompare, La clessidra di pietra, Il male, I vampiri, Il marchio rosso, Il lungo addio, I killers venuti dal buio, Il bosco degli assassini, Inferni, Fantasmi e Il Cimitero dimenticato - nella serie denominata "L'Indagatore Interattivo".

L'Indagatore Interattivo n. 6 (Maelstrom)


Nello stesso periodo la Simulmondo lanciò anche il videogioco di Tex, intitolato Piombo caldo (a cui seguirono 13 avventure mensili in edicola), strutturato come quello di Dylan Dog.




La copertina del videogame Piombo Caldo.




Schermate di Piombo Caldo.


La Genias di Bologna realizzò, sempre nel 1992, il videogioco Nathan Never - The Arcade Game per Amiga e Pc, allegandovi un albo spillato con una storia inedita di 16 pagine, Guerra alla Yakuza, scritta da Medda, Serra, Vigna & Genovesi per i disegni di Roberto De Angelis.




Il videogame di Nathan Never

Nel 1997 esce il CD ROM Martin Mystère presenta i segreti del Po, che - come è ben specificato sul sito Cecweb - costituisce il primo approccio multimediale (a carattere non esclusivamente ludico) di un character bonelliano.



Il CD ROM multimediale di Martin Mystère, ispirato alla saga "parallela" dei Misteri del Po.



Nel 1999 Rizzoli New Media - in collaborazione con il Corriere della Sera - presenta in edicola Dylan Dog: Horror Luna Park, un'avventura grafica per PC sviluppata partendo da una storia inedita del creatore del personaggio, Tiziano Sclavi.



Il CD ROM della Rizzoli con Dylan Dog



Nel 2005 Artematica mise in commercio il gioco di Martin Mystere per Pc operazione Dorian Gray ispirato alla storia pubblicata sui numeri 62,63 e 64 della serie regolare, con allegato un albo a fumetti.



Il videogame di Martin Mystère


Martin Mystère n. 63, giugno 1987. Disegno di Alessandrini


Una schermata di Operazione Dorian Gray.



Inoltre Martin Mystère - nella versione "giovanilistica" a cartoni animati - è protagonista anche di un gioco per Nintendo DS, creato dalla Ubisoft nel 2008.


Il videogame di Martin Mystère (cartoon) per la Nintendo.



Un paio di anni dopo, nel 2010, Artematica presentò anche il videogioco ispirato al personaggio creato da Giancarlo Berardi, Julia Kendall.





Julia per Pc su DVD ROM.





Per finire segnaliamo che altri personaggi a fumetti, non bonelliani, sono arrivati nel mondo digitale.

Simulmondo ci provò con Diabolik, protagonista di dodici uscite, e SpiderMan, che ebbe tre uscite in edicola; entrambi furono realizzati per Amiga e Pc Dos,




Diabolik della Simulmondo


L'Uomo Ragno della Simulmondo (con grafica in stile Star Comics)



Ubisoft ha lanciato nel 1990 il gioco Ranx
per Pc Amiga e Atari, ispirato al personaggio Ranxerox creato da Stefano Tamburini e Tanino Liberatoren su Cannibale/Frigidaire. Nel 2002 - per Playstation 2 e Gamecube - fu presentato Chi è Pk?, ovvero la versione fantascientifica dell'alter-ego supereroistico di Paperino.



Schermata da Ranx della Ubisoft

Il PK per la Playstation


Ideasoftware lanciò nel 1992 tre videogiochi ispirati ai personaggi di Silver e Bonvi per Amiga e Commodore 64. Lupo Alberto - The videogame, Cattivik - The videogame e Strurmtruppen- The videogame; un altro personaggio di Bonvi, Nick Carter è stato il protagonista di un videogioco realizzato da G&T multimedia. 


Schermata di Lupo Alberto - The videogame

Il videogame ispirato alla sensuale eroina di Paolo Eleuteri Serpieri



 

Infine, Artematica nel 2001 ha lanciato il videogioco di Druuna: morbus gravis, con protagonista l'eroina creata da Paolo Eleuteri Serpieri; nel 2007 abbiamo visto Diabolik: the Original Sin, per PC, PS2, PSP e Nintendo DS...
Chi sarà il prossimo? Come diceva una famosa canzone, lo scopriremo solo vivendo!


Filippo Pieri
(fine 4a parte)


N.B. Trovate i link alle altre parti di Made in Bonelli su Cronologie & Index!

giovedì 4 dicembre 2014

L'ENIGMA STORICO DI AQUILA DELLA NOTTE...

Bonelli ??? news

L'amico e collaboratore Filippo Pieri, impegnato nella sua ricerca storica, ci segnala che sulla "Settimana Enigmistica" n. 4010 del 31 Gennaio 2009 a pag.25 - all'intermo dell'Equazione Enigmatica - c'era un quesito riguardante Aquila della Notte: il Willer amico di Kit Carson! (s.c. & f.m.)



N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

EGGS IS BACK! by PIERI & PICCININI

Due mesi dopo torna Eggs, la serie umoristica di Pieri & Piccinini ambientata a Prato (in questo caso, sullo sfondo della gag, vediamo Piazza Mercatale - una delle più grandi piazze d'Italia)! (s.c & f.m.)


N.B. trovate i link alle altre gag di Eggs su Cronologie & Index!

TORNANO I SOGNI! by PIERI & FERRETTI

Dopo una lunga pausa I Sogni dei Bonelliani di Pieri & Ferretti tornano su Dime Web in occasione del loro quindicesimo compleanno! (s.c. & f.m.)



N.B. trovate i link alle altre apparizioni dei Sogni su Cronologie & Index!

P.S. da questo momento trovate i Sogni anche su Cartaigienica!

FIORENTINI BONELLIANI SOGNANO... 15 ANNI DOPO!

di Andrea Cantucci


Fu alla fine del 1999 che l'editrice fiorentina Mediapoint, specializzata in pubblicazioni a distribuzione gratuita finanziate dal comune, tentò di lanciare in edicola il giornale umoristico "Lo Zenzero". Il sottoscritto, che già collaborava con una serie di strisce al loro quindicinale sportivo "Noi Viola", coinvolse nel progetto altri amici fumettisti della zona, tra cui naturalmente Filippo Pieri, l'unico sceneggiatore puro del gruppo. La testata, che fu disegnata da me e da Pierluigi Baldassini (oggi affermato inchiostratore che ha collaborato con Star Comics e Dark Horse) rievocava anche nel titolo quella di un giornale satirico dei primi decenni del '900.


"Lo Zenzero" n. 2, dicembre 1999


In tempi molto stretti, poiché l'editore voleva uscire subito in edicola, ogni autore portò i suoi contributi, inventando e proponendo rubriche illustrate di vario tipo, dalla più classica serie a strisce, vignette o tavole a fumetti all'articolo umoristico inventato. Le pagine a disposizione erano poche e quindi, a parte il paginone centrale occupato da un'unica vignettona alla Jacovitti, le altre andavano riempite con vari contenuti comici, meglio ancora se sintetici e a basso costo. Ecco quindi che sul secondo numero dello "Zenzero" apparve anche la serie I Sogni dei Fiorentini, scritta da Pieri e disegnata da Tommaso Ferretti. Si trattava di brevi frasi caratterizzate da continui e spiazzanti giochi di parole e accompagnate dal ritratto di chi le pronuncia; non un fumetto vero e proprio quindi, ma se il Tafazi che si martella le parti basse si può considerare ironicamente come il punto fondamentale della comicità, I Sogni dei Fiorentini si potevano considerare a loro volta come la componente più essenziale del fumetto: un personaggio la cui storia non viene mai narrata ma è sintetizzata in una singola frase. Purtroppo I Sogni dei Fiorentini, come tutte le altre serie e le rubriche de Lo Zenzero si interruppero bruscamente, poiché quella testata, dopo un riscontro di vendite abbastanza incoraggiante del numero uno, vide le proprie vendite calare rapidamente e chiuse le pubblicazioni col quarto numero. Non riuscì insomma a inserirsi sulla scia del "Vernacoliere", forse perché il suo umorismo era molto meno cattivo.
Pieri & Ferretti non si arresero e proseguirono la serie sul blog dedicato ai fumetti Bonelli, "Dime Web", ribattezzandola I Sogni dei Bonelliani, un titolo che non tradisce niente dell'originale, visto che tutti gli Italiani leggono i fumetti della Bonelli e i Fiorentini non fanno eccezione. Ma Fiorentini o Bonelliani che siano, i vari personaggi raffigurati nella serie non parlano di cose che abbiano a che fare in particolare né con la città di Firenze, né con gli albi della Bonelli, parlano dei loro sogni di persone più o meno comuni, che quasi mai si realizzano nella realtà, o che se si realizzano non lo fanno mai nei termini che il sognatore auspicava. È ciò che nella vita accade quasi a tutti e quindi non sarebbe difficile proseguire in futuro la serie anche con altri titoli - come I Sogni degli Italiani, I Sogni degli Europei, o semplicemente I Sogni degli Esseri Umani...


Andrea Cantucci


N.B. Trovate i link a tutti i post dei Sogni su Cronologie & Index!