lunedì 24 luglio 2017

ZAGOR MONSTERS - "S" (I PARTE): DA "SANGUISUGHE VOLANTI" A "SCORPIONE GIGANTE"!

di Massimo Capalbo

Dopo le cinque puntate dedicate alla lettera R, riprendiamo la cavalcata  del dizionario dei mostri zagoriani con la prima parte della lettera S. Ricordiamo che le illustrazioni sono tutte farina del sacco dello stesso Massimo, con l'eccezione di quella introduttiva (pescata in Rete dalla redazione: la fonte viene sempre citata, ma i lettori e gli interessati sono pregati di segnalarci eventuali errori e/o omissioni). Prima di lasciarvi all'orrida lettura, vi ricordiamo le altre nostre enciclopedie bonelliane - ovvero L'Atlante di Mister No e The Dark Side of Tex - le parodie del Titolo Venuto dall'Impossibile e il The Best of Martin Mystère - tutto Made in Capalboland! (s.c. & f.m.)


Un altra bella illustrazione zagoriana dell'illustratore e fumettista turco Aslan Şükür
LEGENDA
  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale ZagorSpeciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDAUOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 52 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 53 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!



S (parte I)
SANGUISUGHE VOLANTI
SAURI TORPEDINE
SCOLOPENDRE GIGANTI
SCORPIONE GIGANTE

Cover del ventunesimo Maxi di Zagor - Illustrazione di Gallieno Ferri

SANGUISUGHE VOLANTI

I primi mostri che compaiono in Spedizione di soccorso (J. Rauch [sog.&scen.] – G. Sedioli [dis.], Maxi Zagor n. 21). Acquattate tra le felci, le sanguisughe volanti – che possiedono due pinne simili a piccole ali e una bocca di forma circolare, armata di denti aguzzi – attaccano la spedizione del professor Kranack. Impressionanti i salti che queste creature sono in grado di fare e la capacità - dovuta proprio alla particolare forma delle fauci - di fissarsi come ventose sul corpo delle vittime, per poi dissanguarle. 
La prima sanguisuga volante va all'attacco – ZGR Maxi 21, p. 11



Anche il dottor Hunt, assistente del professor Kranack, viene assalito – ZGR Maxi 21, p. 13

Kranack uccide uno dei mostriciattoli – ZGR Maxi 21, p. 14

Nonostante i loro fucili, i due uomini di scorta vengono uccisi dalle voraci sanguisughe; lo stesso accade al dottor Hunt, l'assistente di Kranack. Quest'ultimo invece - rimasto ormai solo - si dà alla fuga, ma, dopo essersi allontanato di poco, inciampa su una radice sporgente e viene raggiunto da una sanguisuga. A salvarlo da un'orribile fine è Staggler, il quale uccide il piccolo vampiro con un preciso colpo di pistola.

Le sanguisughe volanti dissanguano il povero Hunt – ZGR Maxi 21, p. 16

Anche gli uomini che fanno da scorta al professore finiscono vittime dei voraci mostriciattoli – ZGR Maxi 21, p. 17

Kranack sembra ormai condannato, ma Staggler lo salva appena in tempo – ZGR Maxi 21, p. 20

Il professor Kruger osserva un esemplare di sanguisuga volante conservato sotto vetro – ZGR Maxi 21, p. 133

Curiosità: Oltre che ovviamente le comuni sanguisughe, le sanguisughe volanti della Terra-da-cui-non-si-torna ricordano, nell'aspetto e nelle abitudini alimentari, le lamprede. Si tratta di animali simili ad anguille, diffuse sia nei mari che nei fiumi (in Italia, ad esempio, nel Po, nel Ticino, nell'Adige ecc.) e dotate di una bocca a ventosa con cui si attaccano ai pesci per succhiarne il sangue.


Una comune sanguisuga all'opera

Le inquietanti fauci di una lampreda di fiume
SAURI TORPEDINE

Anch'essi parte del bestiario di Spedizione di soccorso, i sauri torpedine sono lucertoloni carnivori dal corpo peloso che stordiscono la preda emettendo scariche elettriche dalla coda. La loro prima vittima è uno degli uomini di Staggler, Thomas, che viene folgorato da un sauro torpedine sbucato dalla vegetazione. 
Thomas, uno degli uomini di Staggler viene folgorato da un sauro torpedine - ZGR Maxi 21, p. 193


La potente arma del mostro, il quale viene subito ucciso da Colter con una fucilata, colpisce inevitabilmente l'attenzione di Kruger e Mayer. Straordinario!... Come le torpedini o le anguille elettriche! Mai saputo di rettili o animali terrestri con caratteristiche del genere, però!, osserva sbalordito il primo. Puah! – esclama Staggler - Purtroppo questi mostriciattoli, oltre all'elettricità, hanno anche un'altra caratteristica, poco piacevole! …Cacciano in gruppo!. Infatti, in quello stesso momento, spuntano dai dintorni decine di sauri torpedine


Kruger osserva da vicino la carcassa dell'incredibile "lucertolone elettrico" - ZGR Maxi 21, p. 194



I sauri torpedine vanno all'attacco di Staggler e compagni - ZGR Maxi 21, p. 196

Ci pensiamo io e Laird. Voi raggiungete l'accampamento! Ormai è vicino!., dice Staggler a Colter  -che si è caricato sulle spalle Thomas, non ancora ripresosi - ed agli altri (tra cui CICO). Mentre costoro si allontanano di corsa, Staggler e Laird scaricano sui feroci lucertoloni i loro fucili, uccidendone diversi. Tuttavia, i sauri continuano ad attaccare, al che Staggler decide di usare il fuoco ed estrae quindi dalla sua bisaccia la boccetta con l'olio per le lampade. Proprio in quell'istante un sauro torpedine folgora Laird; Staggler ammazza il mostro e dice all'amico di rialzarsi, ma è troppo tardi: gli altri lucertoloni si avventano su Laird e iniziano a divorarlo. Più niente da fare per lui!, pensa Staggler, il quale, frantumata la boccetta contro una roccia, getta il suo sigaro sull'olio, che prende subito fuoco: Questo vi rallenterà un po'!. Consapevole che la vampata si spegnerà presto tra le pietre, Staggler fugge via e non tarda a raggiungere gli altri, rifugiandosi con essi nell'accampamento.


Un sauro folgora Laird prima che Staggler possa usare la boccetta con l'olio – ZGR Maxi 21, p. 197



Staggler non riesce a salvare l'amico, che viene divorato dai lucertoloni - ZGR Maxi 21, p. 198


Per rallentare i mostri, Staggler dà fuoco all'olio della boccetta, quindi si dà alla fuga – ZGR Maxi 21, p. 199


sauri torpedine ricompaiono comunque nel finale della storia, dove, spaventati dall'imminente eruzione, si riversano in massa – assieme a molte altre creature della Terra-da-cui-non-si-torna – nella parte opposta al vulcano, proprio quella dove si trova il suddetto accampamento. Vedendo arrivare i lucertoloni, gli scagnozzi di Staggler - che hanno appena lasciato il campo dopo aver caricato sui muli i barilotti di resina (vedi PIANTE CARNIVORE) – vengono presi dal terrore e, ignorando le parole del guercio Jarred (No! Non sparate!... Così ce li tiriamo addosso!), fanno fuoco contro di essi. E' uno scontro impari: i sauri travolgono e uccidono sia gli uomini che i poveri muli.  

Gli uomini di Staggler vengono travolti dai sauri - ZGR Maxi 21, p. 275

A seconda delle specie, le torpedini (nella foto: la torpedine occhiuta, la specie più diffusa nei mari italiani) sono in grado di emettere scariche che vanno dagli 8 ai 220 volt

SCOLOPENDRE GIGANTI

Compaiono nella storia Il castello nel cielo (M. Burattini [sog.&scen.] – M. Torricelli [dis.], Zagor Gigante 1), che vede ZAGOR affrontare il potente stregone KOONTZ. Costui trasforma due comuni scolopendre in mostri colossali che seminano morte e terrore a Darkwood


La copertina del primo gigante delle Spirito con la Scure realizzata da Gallieno Ferri 



Koontz trasforma due comuni scolopendre in mostri giganteschi – ZGR Gigante 1, p. 88

I primi a essere attaccati dagli spaventosi centopiedi sono gli Osages di capo Wauk, il quale viene divorato assieme a diversi guerrieri. Le loro armi nulla possono contro la possente corazza delle scolopendre, che devastano l'intero villaggio e non risparmiano nemmeno i cavalli. Uno degli Osages sopravvissuti, il giovane e coraggioso Yawa, prende il posto di Wauk e raggiunge, assieme agli altri superstiti, il villaggio Cree del vecchio sakem Lefkah. Quest'ultimo, attraverso dei segnali di fumo, invia una richiesta d'aiuto a ZAGOR, che si mette subito in viaggio con CICO e Wilbur Macken


La prima vittima delle scolopendre giganti è uno dei cavalli degli Osages – ZGR Gigante 1, p. 76

Le lance e le frecce degli Osages non impensieriscono più di tanto i mastodontici e voracissimi centopiedi – ZGR Gigante 1, p. 77

Un vecchio Osage viene divorato davanti agli occhi della moglie – ZGR Gigante 1, p. 81

Il prode Yawa tenta di salvare un bambino dalle tremende fauci della scolopendra – ZGR Gigante 1, p. 83

Yawa riesce a portare in salvo il piccolo, e la scolopendra si "consola" con un pasto assai più sostanzioso - ZGR Gigante 1, p. 84
Giunto a destinazione, l'eroe chiede a Yawa – da lui già conosciuto – di raccontargli tutto, ma prima che l'Osage inizi a farlo, uno dei guerrieri mandati da Lefkah in perlustrazione torna al villaggio portando notizie sulle scolopendre: Ho visto i due mostri! Ho potuto scorgerli soltanto da lontano, dall'alto della rupe… il terreno roccioso li ha costretti a uscire allo scoperto!... Ma erano davvero enormi!... E terribili! Si stavano dirigendo verso la Gola delle Pietre Gialle… là dove gli uomini bianchi scavano gallerie nella montagna!. ZAGOR non fatica a comprendere che il pellerossa si riferisce alle miniere d'oro del Red Canyon, e decide quindi di andare ad avvertire i minatori, portando con sé solo Yawa. Sebbene Lefkah affidi loro i cavalli più veloci del villaggio, i due arrivano sul posto quando è ormai troppo tardi: alcuni minatori, infatti, sono stati divorati dalle scolopendre (sbucate proprio dalla miniera); tutti gli altri, invece, sono stati trasformati da KOONTZ in ORCHI e hanno seguito colui che è diventato il loro padrone nel suo tenebroso castello. Ad ogni modo, i centopiedi sono rimasti nei pressi delle baracche e non tardano ad accorgersi della presenza di ZAGOR e Yawa, i quali si rifugiano subito nella miniera. Le scolopendre cominciano a salire verso di loro, ma l'eroe non si fa certo trovare impreparato: penetrato nel deposito degli esplosivi, il Nostro – con l'aiuto di Yawa – riempie un intero carrello di barilotti di polvere da sparo, per poi lanciarlo contro i mostri. Ritornato di corsa nella miniera assieme all'amico Osage, ZAGOR estrae la pistola e centra con una pallottola uno dei barilotti (caduto a terra con gli altri dopo che il carrello si è rovesciato), provocando in tal modo una tremenda esplosione che investe in pieno le due scolopendre
: I mostri attaccano i minatori del Red Canyon – ZGR Gigante 1, p. 108

Nemmeno i proiettili di un fucile possono qualcosa contro la corazza delle scolopendre – ZGR Gigante 1, p. 109

Spinto assieme a Yawa il carrello contro i centopiedi, Zagor colpisce uno dei barilotti di polvere da sparo – ZGR Gigante 1, p. 120

L'esplosione investe in pieno le scolopendre – ZGR Gigante 1, p. 121

Poiché il troppo fumo non permette di capire se sono morte entrambe, ZAGOR si avvicina, Colt Navy in pugno, per controllare. All'improvviso, una delle scolopendre – malridotta ma ancora in vita – aggredisce l'eroe prima con una delle sue acuminate zampe, poi – avendo ZAGOR schivato il colpo – con le poderose fauci. Il Nostro, tuttavia, si sposta in tempo e uccide il centopiedi con due colpi di pistola.

Uno dei mostri è ancora vivo e cerca di trafiggere Zagor con una delle sue acuminate zampe – ZGR Gigante 1, p. 122

Sfuggito all'artiglio, l'eroe uccide la scolopendra a colpi di pistola – ZGR Gigante 1, p. 123
   
Curiosità: L'abitudine delle scolopendre giganti di infossarsi e di emergere all'improvviso dal terreno ricorda non poco il "modus operandi" di due mostri cinematografici: i Graboid di Tremors (Ron Underwood, 1990) e i Fremen o Vermi delle Sabbie di Dune (David Lynch, 1984), quest'ultimo tratto dall'omonimo romanzo di Frank Herbert (1965). A proposito di cinema e scolopendre, va segnalata la seguente stranezza: nonostante il loro aspetto inquietante e la loro pericolosità (dovuta al morso velenoso), i suddetti centopiedi non compaiono – a differenza di ragni, scorpioni, formiche, mantidi e altri artropodi - in nessuno dei big bug movies degli anni Cinquanta (l'epoca d'oro di questo fortunato filone del cinema fantascientifico). Un vero peccato, a nostro avviso.

Primo piano di una scolopendra dalla testa rossa, la più grande specie nordamericana: raggiunge infatti i 20 cm di lunghezza

Uno dei mostruosi Graboid di Tremors (Ron Underwood, 1990)

Un Fremen campeggia sulla copertina di una delle tante edizioni del romanzo di Frank Herbert Dune (1965).

SCORPIONE GIGANTE

Uno scorpione, Zagor! Il più gigantesco scorpione che abbia mai visto! Un esemplare lungo quasi dieci centimetri, grosso come un cavallo per uomini piccoli come noi!. Con queste parole il professor Verybad descrive all'eroe – fattosi miniaturizzare (vedi CORVO GIGANTE) per tirare fuori da una fenditura del terreno lo scienziato e il sergente Craven - il mostro più indimenticabile de La diabolica invenzione (M. Burattini [sog.&scen.] – F. Devescovi [dis.], nn. 339-341). 

Zagor 339 - copertina di Gallieno Ferri
Caricandosi sulle spalle lo svenuto Craven, ZAGOR esce assieme a Verybad dal buco in cui quest'ultimo si è rifugiato per sfuggire al famelico scorpione, che ha già tentato due volte di ghermire lui e il succitato militare. Muovendosi rapidamente, l'eroe e lo scienziato non tardano a giungere in vista della corda (in realtà, un semplice filo) con cui il primo si è calato nella fenditura. All'improvviso, però, lo scorpione ricompare, e ZAGOR,  adagiato a terra Craven (sempre privo di sensi) ed estratta la pistola, si prepara ad affrontarlo. Mentre Verybad – raggiunta, e strattonata, la corda - viene riportato in superficie da CICO e dagli uomini del colonnello Burton, ZAGOR spara più volte contro lo scorpione, ma le sue pallottole non riescono a perforare la robusta corazza del mostro. 

Zagor si prepara ad affrontare l'enorme scorpione - ZGR 340, p. 40

L'eroe spara contro lo scorpione, ma i proiettili della Colt Navy non riescono a penetrare la corazza del mostruoso aracnide - ZGR 340, p. 43
A questo punto, lo spaventoso aracnide decide di passare all'attacco e tenta di colpire l'eroe con il suo aculeo velenoso. Il Nostro riesce però a evitare il letale pungiglione, ma lo scorpione – che è molto veloce – gli afferra, con una delle sue chele, la gamba sinistra. Sebbene la suddetta chela stringa come una morsa, ZAGOR si libera con un colpo di scure, giusto in tempo per evitare ancora una volta il terribile aculeo. Rimessosi in piedi, l'eroe recupera Craven e corre verso la corda. Tiratemi su!, grida ZAGOR dandole uno strattone, ma CICO e gli altri tardano un po', e lo scorpione, quindi, ne approfitta per tornare all'attacco, tentando nuovamente, ma invano, di afferrare con le chele le gambe dell'eroe. Mentre costui viene lentamente tirato su, l'aracnide cerca per la terza volta di colpirlo con il suo pungiglione, fallendo di nuovo: il Nostro infatti, dando una pedata contro la roccia, fa oscillare la corda, mandando a vuoto l'aculeo. Ormai fuori tiro, ZAGOR e il sempre esanime Craven vengono riportati in superficie. 

Zagor evita di poco il letale pungiglione dello scorpione - ZGR 340, p. 44

Con una delle sue chele, lo scorpione afferra il piede sinistro dell'eroe, il quale però riesce a liberarsi e ad evitare nuovamente il pungiglione - ZGR 340, p. 45

Lo scorpione prova ancora ad afferrare Zagor, ma questi viene tirato su giusto in tempo - ZGR 340, p. 47

L'eroe evita per la terza volta l'aculeo velenoso del mostro - ZGR 340, p. 48

Tuttavia, non è ancora finita: deciso a non lasciarsi sfuggire la preda, lo scorpione sbuca dalla fenditura e punta minaccioso contro l'eroe e VerybadMaledizione… quel mostro ci ha seguiti fin qui!, esclama ZAGORCi penso io, caramba!, esclama a sua volta CICO, il quale, senza perdere tempo, schiaccia l'ostinato aracnide con il suo stivale. Con tutto il rispetto per le vostre invenzioni, professor Verybad… - dice il messicano – il miglior sistema per distruggere gli insetti rimane sempre questo!   

Lo scorpione non demorde e segue Zagor e Verybad all'esterno - ZGR 340, p. 49

Cico non ha difficoltà a schiacciare il mostro sotto il suo stivale - ZGR 340, p. 50

Curiosità: Dei "veri" scorpioni giganti compaiono in film hollywoodiani come Lo scorpione nero (Edward Ludwig, 1957) e Scontro di Titani (Desmond Davis, 1981), nonché nell'omonimo rifacimento di quest'ultimo, datato 2010 e diretto da Louis Leterrier. 

Lo scorpione peloso del deserto – il più grande scorpione dell'America Settentrionale – è probabilmente la specie a cui Franco Devescovi si è ispirato per disegnare lo scorpione gigante

Locandina originale de Lo scorpione nero (Edward Ludwig, 1957)

Teseo (Harry Hamlin) affronta gli scorpioni giganti (nati addirittura dal sangue uscito dalla testa di Medusa) in Scontro di Titani (Desmond Davis, 1981)
Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre parti degli Zazgor Monsters sulla Mappa

sabato 22 luglio 2017

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 10

di Saverio Ceri

Decimo appuntamento con le "origini segrete" delle copertine del Tex Classic.
Con gli episodi contenuti in questa uscita si completa la ristampa delle strisce della prima serie delle avventure di Aquila della Notte. Ragionando in "albi d'oro" invece, in quest'albo troviamo raccolti a colori i numeri 19 e 20 della prima serie, e come sempre accade, la cover del Tex Classic trae origine dalla copertina di uno dei due, anche se, in questo caso, filtrata dal passaggio su Tex Gigante 2a serie (ovvero la collana sulla quale mensilmente troviamo le avventure inedite di Tex).
Ma andiamo con ordine: la cover in questione è apparsa per la prima volta nel marzo del 1953, sul ventesimo albo d'oro e la potete vedere qui sotto:   


Nel 1959, in occasione dell'uscita del quinto numero del Tex attuale, che in realtà contiene le prime strisce della seconda serie e non quelle ristampate in questo classic, fu scelta proprio questa immagine per rappresentare l'albo, ma ripulita dalla sinistra, e abbastanza inspiegabile, presenza nella parte in basso e con colori quasi completamente cambiati.


L'immagine così rimaneggiata è comparsa poi in occasione delle successive ristampe dal Tex Tre Stelle al Tex Nuova Ristampa, con piccole varianti che vi lasciamo il divertimento di scoprire nelle immagini qui sotto:



La versione che è approdata in edicola in questo 2017, alla fine con l'originale ha poco a che vedere e somiglia soprattutto all'ultima incarnazione, ovvero quella della Nuova Ristampa. 



Curiosamente la coppia di cover papabili per questo numero di Tex Classic, ha avuto una vita editoriale "felice". Come per la precedente copertina anche quella del numero 19 degli albi d'oro, infatti, era stata scelta dalla redazione sul finire degli Anni Cinquanta per rivestire il quarto numero della serie attuale di Tex. Qui sotto vedete l'immagine originale del 1953.


E qui la versione rimontata per l'edizione del 1959 con la prevedibile scomparsa del personaggio femminile e l'aggiunta dello sparo dalla pistola dell'avversario: Tex non può sparare su un nemico che non fa fuoco contro di lui, evidentemente. Sotto scoprite le varianti delle successive edizioni. Curioso come nella più recente si sia aggiunto un pezzo di infisso. Forse non era chiaro a tutti che quella era una finestra e non un bizzarro quadro appeso al muro?




Saverio Ceri

Trovate tutte le altre origini delle copertine di Tex Classic alla pagina Cronologie & Index