lunedì 24 aprile 2017

DYLAN DOG INDEX 1-25 SU AMAZON E MONDI PARALLELI SU CARTA!

Informiamo gli amici lettori di Dime Web che il DYLAN DOG INDEX 1-25 scritto da Nicola Magnolia & Francesco Manetti, nato sotto l'egida dei Quaderni Bonelliani, è disponibile anche su Amazon!

I primi 25 albi della collana, gli albi che hanno dato alla serie la più duratura impronta, sono sviscerati nei minimi particolari! Arricchiscono il tutto l'introduzione di Moreno "Zagor" Burattini e i numeri del nostro Saverio Ceri!



Inoltre, ecco arrivare in forma cartacea un altro progetto nato sulle colonne di Dime Web: MONDI PARALLELI di Francesco Manetti & Luciano Costarelli!
Le storie brevi di fantascienza sono nate da un'idea partorita decenni fa su Collezionare e si sono sviluppate qui sul nostro blog!
L'albo, che ha riscosso un grande successo al crowdfunding (110% dell'obbiettivo fissato), contiene una storia mai vista in Rete, scritta e disegnata appositamente per il fascicolo!
Introduzione di Moreno Burattini!





N.B. Trovate i link alle altre novità su Interviste & News!

sabato 22 aprile 2017

DIME WEB INTERVISTA MASSIMO ROTUNDO! SECONDA SESSIONE: LE RIVISTE A FUMETTI E ORIENT EXPRESS (LE INTERVISTE XLI)

a cura di Elio Marracci

Massimo Rotundo nasce a Roma l'11 aprile 1955. Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti, esordisce come fumettista collaborando con l'Eura Editoriale nel 1978. Ben presto il suo nome inizia ad apparire sulle riviste, come L'Eternauta, Comic Art, Orient Express, Heavy Metal e l'Ècho des Savanes. In particolare, si segnala per l'abilità nel fumetto erotico, genere che lo porta anche a lavorare per il mercato francese, con la serie Ex Libris Eroticis, rivisitazione della letteratura e dell'illustrazione dei primi del Novecento. Successivamente viene anche apprezzato per le sue riduzioni di opere letterarie, tra le quali vanno segnalate La pelle di Zigrino, romanzo scritto da Honoré de Balzac, Pasolini, basato sulle sceneggiature di Jean Dufaux e I miti greci a fumetti, su testi di Luciano De Crescenzo.

Massimo Rotundo, mentre disegna Tex alla SFR (Scuola Romana dei Fumetti)


Per la Sergio Bonelli Editore esordisce sulle pagine di Brendon, per cui diventa il copertinista ufficiale a partire dal numero 45. Nel 2007 approda sulle pagine della miniserie bonelliana Volto Nascosto, di cui realizza anche le copertine; nel 2015 ha firmato il trentesimo episodio dei Texoni. Ha collaborato con lo scrittore Giuseppe Ferrandino, visualizzando titoli quali Nero, Sandokan e Sera Torbara.
Per la casa editrice Delcourt, su testi di Pierre Makyo, disegna la serie a fumetti Prediction. Rotundo è inoltre uno dei fondatori e docenti della Scuola Romana dei Fumetti e lavora anche per il cinema ed il teatro. Ha collaborato, come illustratore, con la costumista Milena Canonero, in numerose pellicole e opere teatrali. Ha lavorato come sketch artist per i film Crusade di Paul Verhoeven, Titus Andronicus di Julie Taymor, candidato agli Oscar per i costumi, The Wolfman di Joe Johnston e Gangs of New York di Martin Scorsese. Nel settore dell'animazione ha realizzato il character design per la serie Ulisse, il mio nome è Nessuno, Premio Kineo-Diamanti Cartoon On The Bay in Venice - Festival del Cinema di Venezia 2012, prodotta da RAI e The Animation Band. Tra i premi vinti, nel 1990 lo Yellow Kid come miglior disegnatore italiano, il Gran Guinigi a Lucca e nel 1992 il premio F.M. di Trani, città di Foiano.

Ricordiamo che il nostro inviato speciale Franco "Frank Wool" Lana aveva già incontrato Massimo Rotundo nel settembre 2014: stavolta approfondiremo con l'artista l'argomento riviste-contenitore e Orient Express - una pubblicazione, come sappiamo, molto legata al cosmo bonelliano...


Tex Albo Speciale n. 30, giugno 2015. Disegno di Rotundo

DIME WEB - Ci siamo già incontrati qui, sui Quaderni Bonelliani, ma per i pochi che non ti conoscono potresti presentarti brevemente?

MASSIMO ROTUNDO - Sono più di trent'anni che pratico questo mestiere, o forma d'arte, dipende dai punti di vista. Ho collaborato con innumerevoli editori, ho pubblicato su riviste e giornali, ho disegnato vignette satiriche, fumetti d'avventura e sperimentali, ho lavorato per il cinema e per la televisione, ho fondato una scuola a Roma insieme ad altri colleghi. Che dire... dopo tutti questi anni sono ancora qui a produrre e a farmi valere.



Qui e sopra: copertine di Rotundo per Orient Express


DW - Hai iniziato la tua attività di disegnatore a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta, proprio durante il periodo del boom delle riviste di fumetti. Che cosa ricordi di quei tempi e cosa ti è rimasto di quell'esperienza?

MR - Le riviste erano un modo per esprimere contenuti che nel fumetto non si erano mai visti. Si sperimentava, non sempre con successo devo dire, o si rivitalizzava quello che aveva esaurito la sua carica e la sua efficacia comunicativa e visiva. Il disegno e il disegnatore avevano la stessa importanza delle storie e degli sceneggiatori. Si aveva la pazienza di leggere e di gustare un immagine, non c'era l'orgia di contenuti che scorrono sui social network, come un fiume in piena, bruciati tutti in un nanosecondo. A me è rimasta, di quella esperienza, la cocciutaggine di realizzare una storia rischiando un po', cambiando e innovando con il disegno. Mi è rimasto un bel ricordo di quel periodo, dove tutto sembravo nuovo e duraturo, anche perché ero giovane. Anche se in cuor mio c'era la consapevolezza che tutto sarebbe finito prima o poi visto, che eravamo legati a un pubblico troppo esiguo e con il tempo le pubblicazioni erano aumentate a dismisura.




DW - Tra i vari periodici con cui hai collaborato, figura “Orient Express” una rivista dalla vita editoriale piuttosto breve e dalla forte attenzione verso il fumetto italiano non solo riguardo ad autori già affermati ma anche con ampio spazio dedicato alle nuove leve. Come si svolgeva la vita in redazione e cosa pensi che abbia lasciato alle generazioni future di fumettisti?

MR - Non ho vissuto la vita di redazione. Facevo delle proposte a Luigi Bernardi, che era il mentore della situazione; non solo un grande conoscitore del fumetto mondiale, ma un autore lui stesso, e se gli piacevano le pubblicava. La cosa più interessante, secondo me, è stata l'apertura alle opere internazionali e a molti nuovi autori italiani. I risultati delle varie sperimentazioni poi si sono riversati nel contenitore del fumetto seriale migliorandolo.


DW - La rivista è stata fondata e diretta da Luigi Bernardi, un gigante della cultura a fumetti italiana al pari di figure come, per citare le più importanti, Umberto Eco, Antonio Faeti e Oreste Del Buono. Tu che l'hai conosciuto puoi raccontarci un aneddoto su questo personaggio?

MR - Luigi mi aveva proposto di disegnare una storia dello Sconosciuto di Magnus e anche Roberto (Raviola, vero nome di Magnus - N.d.R.) era d'accordo e mi aveva già dato del materiale per la documentazione. La storia era ambientata in Marocco, posto che conoscevo bene avendoci viaggiato a lungo. Purtroppo non se ne fece nulla, non ricordo più il motivo… Ma mi rimane il rimpianto.




Qui e sopra: copertine di Rotundo per Comic Art


DW - Su Orient Express hai pubblicato sia un racconto di fantascienza, su testi di Riccardo Barreiro, che noir, su adattamento di Luigi Mignacco. Vorrei che spendessi due parole su ciascuno di questi sceneggiatori e dicessi con quale dei due generi hai più familiarità.

MR - Francamente il genere che preferisco è il noir. Le due storie all'epoca ebbero un buon riscontro sia di pubblico che da parte degli addetti ai lavori. Le sceneggiature erano buone, quindi onore ai due autori. Come ho detto prima il tentativo era di cercare un punto di vista diverso dai soliti cliché. Per esempio, per quanto riguarda Il detective senza nome, il personaggio doveva essere il classico investigatore alla Hammett, ma io scelsi di farlo assomigliare a David Bowie, e ho fatto bene. Qualcuno storse la bocca, ma la storia risultò più interessante e più fresca ed ebbe un buon successo anche in Francia. Mi viene da fare un'altro esempio: con Giuseppe Ferrandino realizzammo una storia di fantascienza mescolando lo stile vittoriano a quello fantascientifico. Dopo qualche anno questo genere divenne di moda in Inghilterra: Peppe abbiamo inventato lo Steampunk! Scherzo ovviamente, comunque questo era lo spirito con il quale si lavorava.


DW - Anche se sappiamo che i figli so' pezzi 'e core, vorrei che tra le numerose storie che hai scritto per i vari periodici con cui hai collaborato, menzionassi le tre che preferisci.

MR - Le storie che preferisco sono quelle che ho scritto io per la serie Ex Libris Eroticis. Sono sicuramente le più sincere. La rivista a cui sono più affezionato è Comic Art, e di quell'epoca non mi viene di ripudiare nulla.


DW - Sei un disegnatore metodico che lavora a orari stabiliti, oppure sei uno di quelli che si alza di notte a disegnare perché ti è venuta l’ispirazione? Come si svolge la tua giornata tipo? Quali fonti usi per documentarti? Oltre all'attività di disegnatore di fumetti hai lavorato come illustratore, costumista e sketch artist per il cinema ed il teatro: quali analogie e quali differenze esistono tra queste occupazioni?

MR - Riassumo tutto in una risposta. Sono uno di quei disegnatori che se non ha l'ispirazione se la fa venire. La mia metodologia è sempre la stessa - sia se lavoro per i fumetti, sia se lavoro per il cinema. Forse ho cambiato il modo di documentarmi, meno libri più internet, anche se preferisco, come sarà per sempre, sfogliare un volume, assaporare l'odore della carta e sentirne il rumore tra le dita. Sono cambiati i contenitori ma sono rimasti i valori. Il fumetto rimane potenzialmente un grande forma d'arte. Non ci sono più le riviste d'autore ma, per fortuna, gli autori sono rimasti!


a cura di Elio Marracci

N.B. Trovate i link agli altri colloqui con gli autori su Interviste & News!

giovedì 20 aprile 2017

ZAGOR MONSTERS - "R" (IV PARTE): "RAKOSI, BELA" (4a parte)!

di Massimo Capalbo

Siamo giunti - negli Zagor Monsters di Massimo Capalbo - alla quarta parte della lunghissima saga del vampiro Bela Rakosi, uno degli acerrimi nemici zagoriani sicuramente più caratterizzati e più amati dai lettori! Ribadiamo che le illustrazioni sono tutte farina del sacco dello stesso Max, con l'eccezione delle due immagini introduttive (pescate in Rete dalla redazione: la fonte viene sempre citata, ma i lettori e gli interessati sono pregati di segnalare eventuali errori e/o omissioni). Prima di lasciarvi alla lettura degli ultimi brividi, vi ricordiamo gli altri nostri dizionari bonelliani - ovvero L'Atlante di Mister No e The Dark Side of Tex - le parodie del Titolo Venuto dall'Impossibile e il The Best of Martin Mystère - tutto Made in Maxland! (s.c. & f.m.) 

Uno Zagor ferriano colorato da Winchester01 (da DeviantArt)


LEGENDA 

  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale ZagorSpeciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDAUOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!

Uno straordinario Zagor con colori di Deki (da Deviantart)


R (parte IV)

RAKOSI, BELA (parte IV)

Il quarto capitolo del ciclo rakosiano - Vampiri! (J. Rauch [sog.&scen.] – R. Della Monica [dis.], nn. 616-618) - esce quasi vent'anni dopo la boselliana Vampyr ed ha un inizio che ricalca in parte quello della succitata storia. Esso è infatti ambientato in Ungheria, sui Carpazi, dove si trova il castello di Borgo Nero, l'antica residenza di Ylenia VARGA. Due cacciatori di vampiri - lo scozzese Ferguson (vecchia conoscenza di ZAGOR) e il suo allievo, il francese Jacques – sono sulle tracce della contessa e vengono perciò attaccati dai servi non-morti di quest'ultima. La coppia – armata di croci di fuoco e di frecce e paletti di frassino - riesce ad avere la meglio sui vampiri, uno dei quali, prima di dissolversi, rivela loro che Ylenia è da tutt'altra parte: Vedo un porto… ai confini dell'Europa… La contessa sta cercando un imbarco per tornare in America, ancora una volta… perché lui… è tornato!. L'ultima frase pronunciata dal vampiro si riferisce ovviamente a Rakosi. Qualche tempo dopo, a Darkwood, ZAGOR fa una sorta di incubo premonitore (un uomo misterioso lo chiama dall'interno di una grotta, da cui poi sbuca un branco di pipistrelli) e, subito dopo, riceve una lettera del dottor Metrevelic, il quale invita lui e CICO a raggiungerlo nel villaggio di Greenville, dove stanno accadendo fatti molto inquietanti. Temendo che tutto ciò abbia a che vedere con Rakosi (Greenville sorge, guarda caso, sui Monti Superstizione, non lontano da Blacktown), ZAGOR non perde tempo e parte, assieme al messicano, in direzione del suddetto paese. Al calar della sera, i due giungono a un'isolata fattoria che si trova ad un'ora di cammino di Greenville ed è abitata da una giovane donna, di nome Sara, e dalla sua figlioletta.

Zagor n. 616, novembre 2016. Disegno di Piccinelli

Giunto con mister Ferguson nelle terre dei Varga, Jacques riceve da una vecchia del posto un rosario benedetto - ZGR 616, p. 9

I due cacciatori di vampiri si accampano nei pressi del tenebroso castello di Borgo Nero - ZGR 616, p. 13

Ferguson e Jacques affrontano i tre non-morti che Ylenia Varga ha lasciato a guardia del suo castello - ZGR 616, p. 20

Le ultime parole del vampiro, che si riferiscono a Rakosi, risultano oscure a Jacques, ma non all'ex ufficiale di marina scozzese - ZGR 616, p. 25


Il fratello di Sara, James, è stato morso da alcuni vampiri, i quali poco dopo assaltano la fattoria. I Nostri riescono però a respingerli, ed a respingere lo stesso James, diventato a sua volta un vampiro. Costui e gli altri non-morti vengono poi uccisi dagli uomini che accompagnano Metrevelic e il dottor Spencer, medico di Greenville. Una volta tornati in paese, i due medici spiegano a ZAGOR che a Greenville e dintorni è scoppiata una vera e propria epidemia di vampirismo. Metrevelic sospetta che il responsabile sia proprio Rakosi, e, quando CICO gli domanda come fa a esserne sicuro, racconta ai presenti (tra cui il reverendo di Greenville, padre O'Hara) un sinistro episodio accaduto un mese prima: Aline mi ha raccontato che a Bergville, nel mezzo di un giorno come tanti, il villaggio è diventato improvvisamente muto… …tutti si sono fermati…e l'atmosfera si è riempita di un'angoscia indescrivibile… …Quell'incredibile smarrimento è durato solo un paio di minuti!... Poi tutto è tornato alla normalità! Ebbene, Aline mi ha detto che in quei due orribili minuti, ogni abitante di Bergville ha confermato di aver avvertito nei propri pensieri la presenza di Rakosi!. Metrevelic racconta inoltre ai Nostri che a Greenville, qualche giorno prima che iniziasse l'epidemia vampirica, sono arrivati degli zingari, i quali hanno chiesto a padre O'Hara informazioni su un certo Jonas Weber. Il reverendo ha detto loro di non conoscere costui, che risulta essere ignoto anche al dottor Spencer. Pensate anche voi come il dottor Metrevelic che quei cinque zingari siano in qualche modo coinvolti nell'incubo in cui stiamo vivendo?, chiede Spencer a ZAGOR. Non lo so, ma i vampiri si circondano spesso di schiavi umani!, risponde l'eroe. Già!... E il barone Rakosi si circondava di zingari, in special modo!, aggiunge CICO.

L'incubo premonitore di Zagor – ZGR 616, p. 28

L'inquietante travestimento di Drunky Duck spaventa a morte Cico – ZGR 616, p. 32

Zagor teme che i fatti preoccupanti cui il dottor Metrevelic accenna nella sua lettera abbiano a che fare con il barone Rakosi – ZGR 616, p. 37

Giunti a una fattoria che si trova un'ora di cammino da Greenville, sui Monti Superstizione, Zagor e Cico vengono accolti a fucilate – ZGR 616, p. 46

Zagor disarma la terrorizzata padrona di casa – ZGR 616, p. 49

Sara mostra a Zagor ed a Cico il fratello James. Vedendo i segni sul suo collo, i due capiscono subito che l'uomo è stato vampirizzato – ZGR 616, p. 53


L'indomani, mentre ZAGOR e compagni (tra cui Tomàs, uno degli uomini che hanno affrontato i vampiri) iniziano la ricerca di Rakosi puntando in direzione del forte abbandonato dove ha avuto inizio il contagio (i trappers che lo abitavano sono stati tutti trasformati in non-morti), Ferguson e Jacques arrivano a Darkwood e, procuratisi due cavalli, si dirigono subito verso i Monti Superstizione, sulle tracce di Ylenia. Quest'ultima, accompagnata dal suo nuovo servitore: il massiccio Ahmed, è già nei pressi della suddetta regione, decisa più che mai a distruggere l'odiato barone. Perlustrando il forte con i suoi amici, ZAGOR nota delle tracce recenti di cavalli, provenienti da ovest, dove – gli dice l'informato Spencer – si trovano i possedimenti di mister Wilcox, l'anziano proprietario delle segherie che in passato rifornivano le miniere della zona. I cinque decidono quindi di recarsi da Wilcox, ma poco dopo, ZAGOR - accortosi che qualcuno li sta spiando - si stacca dal gruppo per scoprire di chi si tratta. Si scontra così con tre degli zingari di Sandor (sono proprio loro a tenere d'occhio lui e i suoi amici) e, dopo aver ucciso i primi due, precipita con il terzo in un crepaccio e finisce nelle acque turbinose di un torrente, riuscendo comunque a salvarsi (a differenza del suo avversario). Nel frattempo, CICO e gli altri vengono fatti prigionieri da mister Wilcox, il quale è in combutta proprio con Sandor. Lo zingaro costringe Tomàs a ingurgitare il sangue – contenuto in una boccetta – del suo misterioso padrone, il vampiro responsabile dell'epidemia che ha colpito Greenville e dintorni. Come rivela Wilcox medesimo ai Nostri, Sandor – che intanto ha lasciato la villa assieme al compagno Tibor ed a tre coloni - ha chiesto a lui e ai suoi due scagnozzi, i mezzosangue Sam Stone e Tobias, di cercare Jonas Weber; in cambio, ha promesso che lo trasformerà in un non-morto. Tornerò a camminare! ...Potrò vivere per sempre!, esclama Wilcox, che, oltre a essere vecchio, è inchiodato su una sedia a rotelle. Costui non ha però fatto i conti con ZAGOR e con la sua insolita alleata, Ylenia VARGA, la quale aiuta l'eroe a sbarazzarsi di altri vampiri della zona e uccide Stone.

James aggredisce Sara, ma Zagor interviene – ZGR 616, p. 60

Cico soccorre l'amico respingendo il vampiro con la sua croce della madonnina del Pilar – ZGR 616, p. 61

Con la croce del messicano, Zagor costringe alla fuga i vampiri che hanno infettato James, i Morrison – ZGR 616, p. 65

Gli uomini arrivati da Greenville uccidono i Morrison – ZGR 616, p. 68

Anche James viene ucciso, ma per la sua vittima non c'è più niente da fare – ZGR 616, p. 70


Mentre Ahmed libera CICO, Metrevelic e Spencer (non prima però di aver eliminato, con una freccia di frassino, lo sventurato Tomàs, ormai trasformatosi in vampiro), ZAGOR dà fuoco alle stalle di mister Wilcox e uccide Tobias. L'anziano paralitico tenta di sparargli, ma viene travolto e calpestato dai suoi stessi cavalli, morendo subito dopo. Spostatisi in un luogo sicuro con Ylenia e Ahmed, ZAGOR e compagni vengono messi al corrente di tutto dalla vampira, che conferma loro quanto già sospettavano: Rakosi è ancora vivo. Tu come lo sai, Ylenia?, le domanda ZAGOR, e la contessa risponde: Rakosi è colui che mi ha trasformata in una creatura della notte!... Tra noi c'è un legame indissolubile! Qualche tempo fa, nonostante fossi in Europa, ho avvertito con chiarezza i suoi pensieri… …una sensazione durata solo pochi attimi, ma sufficiente a darmi la certezza che quel maledetto fosse tornato! […] La mia mente si è unita a quella di Rakosi ed io ho avuto delle nitide visioni dei suoi ricordi… ho visto chiaramente il momento in cui, sottoforma di pipistrello, quel maledetto si allontanava dalla villa in fiamme, a Blacktown… …poi ho visto la cima di questi monti… e una grotta verso cui si dirigeva…è quello il luogo dove probabilmente Rakosi è rimasto nascosto tutto questo tempo!. L'eroe chiede allora alla vampira perché non si fosse accorta subito che il barone si era salvato, visto che è in grado di sentire i suoi pensieri. Non è così semplice, Zagor!... – risponde Ylenia - Rakosi è un vampiro molto potente, in grado di nascondere i propri pensieri anche ai suoi discepoli!... Ma quella notte era indebolito!… …Tu lo avevi ferito trafiggendolo con quell'alare di metallo, ricordi?... E le fiamme dell'incendio, poi, avevano fatto il resto, fin quasi a ucciderlo… In quelle condizioni, Rakosi non poteva mantenere a lungo il contro llo sui propri pensieri… e sapeva anche che se io avessi avvertito la sua presenza, avrei capito che si era salvato dalle fiamme e l'avrei inseguito… …Trovò allora una grotta in cui rintanarsi, su queste stesse montagne… e lì, perché neanche io riuscissi a individuarlo, entrò in uno stato di catalessi vampirica… una specie di animazione sospesa, simile alla morte […] Poco tempo fa, qualcuno deve essere entrato nella grotta…e la vicinanza di sangue umano ha risvegliato il barone dalla sua catalessi!... E' stato allora che sono entrata nuovamente in contatto con i suoi pensieri!. 

Il dottor Spencer inizia a raccontare a Zagor come ha iniziato a diffondersi il morbo vampirico che ha colpito gli abitanti dei Monti Superstizione – ZGR 616, p. 80

Come previsto da Metrevelic, Clara – uno dei vampiri di Greenville - torna nell'abitazione del fratello Jed per vampirizzare quest'ultimo completamente – ZGR 616, p. 84

Fluttuando nell'aria, la vampira entra nella camera di Jed, la cui volontà è stata soggiogata – ZGR 616, p. 85

Metrevelic interviene, impedendo a Clara di mordere il fratello – ZGR 616, p. 86

Spencer posa la sua croce sulla fronte di Clara, che – con grande sorpresa del dottore – prende subito fuoco e finisce carbonizzata – ZGR 616, p. 87

Il sinistro Sandor, capo degli zingari, chiede a padre O'Hara informazioni sul misterioso Jonas Weber – ZGR 616, p. 93


Ylenia si dice sicura che Rakosi è ancora nascosto sui Monti Superstizione: Avverto la sua presenza, anche se non riesco a individuarlo!... Quel maledetto probabilmente non ha ancora completato il suo risveglio ed è perciò vulnerabile, se lo troviamo in tempo!... Il problema, semmai, è che non siamo i soli a cercarlo! C'è un altro come me, che è interessato a trovare Rakosi!... Un altro figlio della notte! […] Il suo nome è Kurt Svatek!... Si tratta di un nobile prussiano che il barone vampirizzò molti anni fa! Per un po' di tempo Rakosi lo tenne al suo fianco, come suo pupillo, iniziandolo alla vita delle tenebre, tra le capitali d'Europa… finché si stancò della sua compagnia e lo lasciò andare per la sua strada!... Svatek, quando era ancora umano, era un capitano del famigerato corpo degli Ussari 'Testa di Morto', così chiamato per via del teschio ricamato sul colbacco dell'uniforme… Era già un uomo crudele e pericoloso prima di diventare una creatura della notte… ora lo è ancora di più, naturalmente… . La rivelazione di Ylenia rende finalmente chiaro a ZAGOR e agli altri che non è Rakosi, ma per l'appunto SVATEK, il responsabile del contagio vampirico propagatosi nella regione. Sandor, lo zingaro, è un suo servo – spiega la contessa – Svatek lo spedito qui in anticipo a cercare Rakosi per lui e a preparargli il terreno!... …E per questo gli ha consegnato una boccetta con un po' del suo sangue con cui trasformare in vampiri suoi schiavi gli abitanti di questi luoghi! I motivi per cui però Svatek vuole Rakosi sono molto diversi dai miei!... Anche lui vuole distruggere il barone, approfittando del fatto che è ancora debole… ma solo per assorbirne i poteri e diventare a sua volta un arcivampiro!.

Ylenia Varga ritorna sui Monti Superstizione, decisa a distruggere Rakosi – ZGR 616, p. 98

Zagor n. 617, dicembre 2016. Disegno di Piccinelli
Nel sonno, Jacques ricorda quando – molti mesi prima, nelle Ardenne – suo fratello venne ucciso da un vampiro… - ZGR 617, p. 17

e quando, poco dopo, Ferguson lo salvò, uccidendo il non-morto - ZGR 617, p. 19;
025: Zagor alle prese con gli zingari di Sandor – ZGR 617, p. 41

Nella villa di mister Wilcox, Sandor costringe Tomàs a ingurgitare il sangue del suo padrone, sangue di vampiro – ZGR 617, p. 45


Ylenia dice ai Nostri che Svatek arriverà presto e, quando ZAGOR le domanda chi può essere l'uomo cercato da Sandor, il misterioso Jonas Weber, la vampira risponde: Qualcuno che in qualche modo è legato a Rakosi!... Nei brevi attimi in cui i pensieri del barone hanno raggiunto me e Svatek, infatti, ci è arrivato anche quel nome… Forse si tratta di qualcuno che vive qui sotto falso nome!... In effetti, alcuni uomini che mister Wilcox aveva sguinzagliato per i Monti Superstizione alla sua ricerca hanno riportato alla villa notizie su un certo John Robertson, un trapper che vive in un villaggio chiamato Halifax!... Secondo le loro informazioni, Weber e Robertson potrebbero essere la stessa persona… e ora stanno conducendo Sandor ad Halifax per verificarlo!. Senza perdere tempo, ZAGOR e compagni si mettono in viaggio verso Halifax e vi giungono quando l'alba è sorta da poco. Dopo essere entrati in paese e aver saputo da un amico di John Robertson – il vecchio Moses – che questi ha lasciato Halifax sul finire della notte per andare a controllare delle trappole, i Nostri decidono di far visita al fratello di John, Peter, che abita in una piccola fattoria a un paio di miglia dal villaggio. Temendo che gli zingari e i tre coloni li precedano, ZAGOR prende la via degli alberi e arriva giusto in tempo per salvare Peter, che stava per essere vampirizzato da Sandor con il sangue contenuto nella boccetta. Mentre l'eroe uccide Tibor e neutralizza i coloni, Sandor – la cui boccetta è andata in frantumi – riesce a fuggire. A questo punto, ZAGOR - raggiunto nel frattempo dai suoi amici - convince il titubante Peter a dire la verità su suo fratello, il quale si rivela essere proprio Jonas Weber. Poco dopo arriva Moses, il quale dice all'eroe di aver visto Jonas dirigersi, in un paio di occasioni, dalle parti della vecchia segheria. Mentre la moglie e il figlio di Peter rientrano ad Halifax con Moses, i Nostri – guidati da Peter medesimo – s'incamminano verso il succitato luogo. Lungo la strada, Peter rivela a ZAGOR che lui e suo fratello hanno cambiato nome perché quest'ultimo è ricercato: anni prima, quando essi vivevano ancora a Philadelfia, Jonas aveva ucciso un uomo in una banale lite.

Cico, Metrevelic e Spencer sono fatti prigionieri dal malvagio Wilcox, il quale vuole diventare un vampiro per tornare a camminare e vivere per sempre - ZGR 617, p. 54

Fronteggiato da tre vampiri, Zagor riceve l'inaspettato aiuto di Ylenia Varga - ZGR 617, p. 61

La contessa uccide Sam Stone, uno dei due scagnozzi di mister Wilcox – ZGR 617, p. 65;

Il massiccio Ahmed salva Cico da Tomàs, trasformatosi in vampiro, quindi lo libera assieme ai due dottori - ZGR 617, p. 69

La beffarda morte di mister Wilcox: travolto dai suoi amati cavalli - ZGR 617, p. 75

Ylenia racconta a Zagor e compagni in che modo Rakosi è riuscito a salvarsi dopo il precedente scontro a Blacktown – ZGR 617, p. 83


Peter ignora che il fratello è ormai sotto il malefico influsso di Rakosi, e resta sorpreso quando Jonas accoglie lui e i suoi compagni a fucilate. Per aggirare lo schiavo del barone, ZAGOR prende di nuovo la via degli alberi, ma, a neutralizzare Jonas, provvede Jacques, arrivato lì giusto in quel momento con Ferguson e padre O'Hara. I tre si aggregano ai Nostri e, portando con loro il tramortito Jonas, raggiungono le vecchie segherie. Tramontato il sole, gli otto uomini si preparano ad affrontare i vampiri che infestano la zona, i quali non tardano ad arrivare. Uno di essi sorprende alle spalle Jacques, ma viene ucciso da Ylenia, che si trovava nei dintorni con il fedele Ahmed. Vedendo la contessa, Ferguson mette subito mano alla balestra, mancando però il bersaglio. Lo scozzese afferra quindi la balestra caduta a Jacques, ma ZAGOR gli impedisce di usarla: Spiacente, mister Ferguson, ma vi avevo avvertito!... La contessa Varga è dei nostri, vi piaccia o meno!. Grazie ai poteri della vampira, il segreto che lega Rakosi e Jonas viene finalmente svelato: leggendo nei pensieri del secondo, Ylenia scopre infatti dov'è nascosto il barone. Una grotta!... – esclama YleniaA un miglio da qui, sul lato del crinale che si affaccia a sud!... Una grotta in cui quest'uomo si reca scavare da settimane… ogni notte! Per liberare… che vi è sepolto dentro! Proprio come vi avevo detto, la notte a Black Town [sic], Rakosi volò via sotto forma di pipistrello e si rifugiò in una grotta della zona, dove cadde in catalessi per non farsi individuare da me!... …Pensava che, prima o poi, la vicinanza del sangue di qualche incauto visitatore l'avrebbe risvegliato… ma non immaginava che, nel periodo in cui era ancora immerso nel sonno vampirico, la volta della grotta potesse cedere, seppellendolo nel suo stesso nascondiglio! […] Qualche tempo fa, Jonas Weber è caduto per caso nella grotta risvegliandolo… e allora il barone, non potendo fare di più, ha soggiogato ipnoticamente quel poveretto attraverso un pertugio nella frana in cui è sepolto!.

La contessa rivela ai Nostri che Rakosi è cercato non solo da loro, ma anche dal vampiro Kurt Svatek. E' lui il responsabile, attraverso il fedele Sandor, del contagio che ha colpito gli abitanti dei Monti Superstizione – ZGR 617, p. 85
Zagor n. 618, gennaio 2017. Disegno di Piccinelli
Il destino ha voluto che Jonas Weber cadesse proprio nella grotta dove si è rifugiato Rakosi – ZGR 618, p. 7

Rakosi ipnotizza Jonas – ZGR 618, p. 9

Jonas scava per liberare il barone – ZGR 618, p. 13


Metrevelic, allora, osserva: E naturalmente, sotto ipnosi, Jonas ha rivelato al vampiro il suo vero nome!. Ylenia conferma: Proprio così, dottore!... Un nome che è arrivato anche a me e a Svatek, in quei brevi attimi in cui Rakosi, appena risvegliatosi, non aveva pieno controllo dei suoi pensieri! Da allora, ogni notte, sotto l'influenza del barone, Weber si reca nella grotta a scavare di nascosto… per poi condurre durante il giorno, in paese, la sua quotidiana attività di maniscalco [Jonas è fabbro, oltre che trapper, nda) come se nulla fosse! […] Ieri notte, comunque, Weber ha quasi completato il suo lavoro e ormai rimane soltanto un sottile diaframma di roccia tra Rakosi e la libertà!. Metrevelic dice quindi a Ylenia di portare subito lui e gli altri alla grotta, prima che sia troppo tardi. Lo farei, ma stiamo per ricevere visite… - risponde la contessa – Svatek e i suoi ussari sono qui, ormai, e se prima non affrontiamo loro, non possiamo occuparci di Rakosi!. In quel preciso istante, infatti, SVATEK – che ha già ucciso Sandor, reo di non essere riuscito a trovare Weber prima di ZAGOR e Ylenia – giunge alle segherie con i suoi sette soldati vampiro. Lanciati all'attacco dal loro capitano, costoro feriscono la contessa e uccidono Ahmed; alla fine, tuttavia, vengono sconfitti dai Nostri (CICO compreso). SVATEK, invece, non solo ammazza Jonas (che, ripresi i sensi, aveva tentato di raggiungere il barone) e padre O'Hara, ma – giunto nei pressi della grotta di Rakosi - per poco non uccide anche ZAGOR. A salvare l'eroe è proprio Ylenia, che affronta l'ussaro con un paletto di frassino. Il più forte SVATEK, però, le blocca il braccio e le conficca la succitata arma nel petto, prima di essere ucciso da ZAGOR. Quest'ultimo soccorre Ylenia, la quale è convinta che per lei sia ormai finita. Non è finito proprio nulla, per mille scalpi!... Dobbiamo occuparci ancora di Rakosi… e lo faremo insieme!, le dice il Nostro, e la vampira risponde: Rakosi?... Lui ci ha giocati, Zagor! Voglio dire che non è più in quella grotta!... Se n'è andato! […] Lo sento… quel posto è vuoto!... Mentre ci battevamo con Kurt Svatek e i suoi vampiri, qualcuno ha spostato le ultime rocce della frana… e ha fatto uscire il barone!... Lui ora è già lontano!.


Sandor vuole trasformare in vampiro anche il fratello di Jonas, Peter, ma Zagor glielo impedisce - ZGR 618, p. 24

Mentre Sandor si dà alla fuga, Zagor affronta e uccide Tibor - ZGR 618, p. 27

Peter conferma a Zagor e compagni che John Robertson e Jonas Weber sono la stessa persona - ZGR 618, p. 33

Moses informa i Nostri che Jonas si trova dalle parti della vecchia segheria - ZGR 618, p. 36

Peter rivela a Zagor il motivo che ha spinto lui e suo fratello a cambiare nome - ZGR 618, p. 39

Sotto l'influsso malefico di Rakosi, Jonas spara contro i Nostri - ZGR 618, p. 41


Essendo l'alba imminente, Ylenia si prepara a morire, ma ZAGOR non si rassegna e, staccatole il paletto dal corpo, la porta nella grotta: Come vedi, Svatek non ti aveva colpito così bene come pensavi… e ora ti porto al sicuro! Mi hai salvato la vita fin troppe volte perché non mi senta in debito! […] Tu hai ancora un conto in sospeso con Rakosi e l'occasione di riscattare tutto il male che hai fatto aiutandomi a liberare il mondo da quel mostro! Un giorno arriverà la resa dei conti, con lui!... E allora io e te lo affronteremo insieme… e la fdaremo finita una volta per tutte!. Ylenia è d'accordo: Va bene, Zagor!... E' una promessa!. Raggiunto dagli altri un paio di ore dopo, l'eroe fa credere loro, in particolare a Ferguson, che Ylenia si sia dileguata. Lo scozzese dice però al Nostro di aver ormai rinunciato all'idea di uccidere la vampira e di voler quindi tornare nella sua Scozia. E voi?... Darete la caccia al barone?, chiede Ferguson a ZAGOR, che risponde: Sarebbe impossibile, ormai, dato che neanche Ylenia riusciva più a individuarlo!... Ad ogni modo dovrò solo aspettare… perché prima o poi sarà lui a venire a cercare me!. L'epilogo della storia ci rivela che è stato Moses, l'amico di Jonas, ad aver liberato Rakosi, il quale ha ipnotizzato anche lui. Verso il tramonto, ai confini di Darkwood, Moses trasporta sul suo carro la cassa contenente il barone. Ci siamo, padrone!... La strada per raggiungere la costa è ancora lunga, ma presto dovremo arrivare in vista di qualche centro abitato!, dice a Rakosi il vecchio, che – come vediamo da un cartello – è diretto a New York. Ben fatto, mio buon Moses!... – gli risponde il vampiro - Con quegli sciocchi mi hai servito bene e sarai ricompensato! Ora però aumenta l'andatura, che presto farà buio… e io ho una gran sete! Sono ancora il Principe della Notte… e sono tornato!.
Disegnata da un Della Monica in splendida forma, Vampiri! è di sicuro la storia rakosiana più anomala, anzitutto perché il barone compare soltanto nell'ultima pagina dell'albo conclusivo, in una sola vignetta peraltro.

Zagor incontra inaspettatamente Jacques (che ha tramortito Jonas) e l'amico Ferguson - ZGR 618, p. 47

Ferguson e Jacques mostrano a Cico e agli altri il loro equipaggiamento anti-vampiri - ZGR 618, p. 54

La medaglia di San Brandano scotta: i vampiri stanno arrivando - ZGR 618, p. 58

Ylenia salva Jacques da un non-morto - ZGR 618, p. 61

Zagor impedisce a Ferguson di colpire la contessa con la sua balestra - ZGR 618, p. 63

Vi sono sì altre vignette che raffigurano Rakosi, ma – a differenza di quella sopracitata, che ci mostra il Rakosi del presente - esse si riferiscono o alla precedente apparizione del barone o all'incubo iniziale di ZAGOR e al flashback in cui vediamo il nostro Bela prendere possesso della mente del povero Jonas. Insomma, è un ritorno del vampiro davvero singolare quello orchestrato da Rauch, ma ciò non vuol dire che sia un ritorno poco riuscito, anzi: l'avventura trae gran parte del suo fascino e della sua efficacia proprio dal fatto di essere tutta giocata sull'attesa e l'assenza di Rakosi, nonché sulla lunga e appassionante ricerca del medesimo. Ricerca che è sia una corsa contro il tempo, sia un percorso disseminato di numerosi ostacoli: in altre parole, un autentico tour de force. A rendere ancora più intrigante l'insieme, contribuisce il mistero che avvolge la figura di Jonas Weber alias John Robertson, personaggio-chiave dell'intera vicenda. Quest'ultima – ed ecco la seconda, importante particolarità di Vampiri! – si conclude in maniera tutt'altro che scontata: per la prima volta nel ciclo rakosiano, ZAGOR non riesce a sconfiggere e nemmeno a scovare il barone, il quale, diabolico come non mai, si fa beffe dell'eroe e anche di Ylenia e Metrevelic (e dello stesso SVATEK, che però muore prima di scoprire l'inganno). Dando prova di un'astuzia machiavellica, il vampiro fa in modo che i suoi avversari lottino tra di loro eliminandosi a vicenda, mentre lui – servendosi dell'insospettabile Moses – lascia indisturbato la grotta. Il massimo risultato con il minimo sforzo, verrebbe da dire. Certo, la vittoria di Rakosi è incompleta, visto che ZAGOR e Ylenia sopravvivono allo scontro con il terribile Kurt, ma rimane comunque notevole, data la condizione di grande vulnerabilità in cui egli si trovava. Possiamo dunque ritenerci soddisfatti della gestione rauchiana del barone, e della storia in generale, che ha senz'altro più pregi che difetti.


Ylenia legge i pensieri di Jonas, scoprendo così dove è nascosto Rakosi - ZGR 618, p. 68

Ylenia e il fedele Ahmed vanno incontro a Svatek ed ai suoi Ussari della Morte - ZGR 618, p. 72

Zagor uccide uno degli ussari - ZGR 618, p. 74

Ferguson sfoltisce ulteriormente le file degli avversari - ZGR 618, p. 79

Anche Cico dà il suo contributo - ZGR 618, p. 81

Jonas fugge, ma ad attenderlo c'è il terribile Svatek - ZGR 618, p. 82

Tra i primi (a parte quelli di cui abbiamo già parlato), vi sono: la sinistra, opprimente atmosfera che permea la parte iniziale, dal prologo ungherese (che tuttavia, per quanto bello, non riesce a eguagliare il memorabile prologo di Vampyr) alle pagine dove il dottor Spencer e il suo collega Metrevelic raccontano a ZAGOR quanto accaduto a Greenville ed a Bergville; il sapiente uso dei flashback; l'indovinata caratterizzazione dei malvagi Sandor e mister Wilcox, di Jacques, del possente Ahmed e, naturalmente, dello spietato e potente SVATEK, riuscitissimo villain; la buona gestione di Metrevelic (il quale però ha un ruolo più marginale rispetto alle sue precedenti apparizioni) e quella davvero ottima di CICO. A questo proposito, è d'obbligo segnalare l'esilarante gag con Drunky Duck (il cui sinistro travestimento terrorizza il messicano, che, per vendicarsi, prende a pistolettate il dispettoso postino, costringendolo alla fuga) e il gustoso dialogo – ambientato nella casa del dottor Spencer - tra CICO e ZAGOR, entrambi reduci dalla dura lotta con i vampiri che hanno assaltato la fattoria di Sara. L'eroe, vedendo che l'amico consuma, con l'abituale voracità, lo stufato offertogli dal medico (a differenza di lui, che si è accontentato di un caffè), gli dice: Solo tu puoi pensare a mangiare dopo tutto quello che abbiamo appena passato!. CICO risponde: La paura mi aumenta l'appetito, lo sai!, e ZAGOR, allora, commenta ironicamente: Vorrei sapere cosa te lo fa passare!. Nei pregi della storia figurano, inoltre, le azzeccate citazioni inserite da Rauch, a cominciare proprio dall'incipit, che ai più attenti avrà sicuramente ricordato – scrive Marco Andrea Corbetta, alias Baltorr, nel suo blog Zagor e altro… - il primo capitolo del romanzo di Bram Stoker Dracula, laddove la diligenza con a bordo Jonathan Harker arriva a Passo Borgo (qui Ferguson e Jacques arrivano al crocevia di Borgo Nero) o quando una vecchia signora gli dona un crocifisso da mettersi al collo come difesa contro i vampiri (in questo caso la vecchia consegna a Jacques un rosario). Anche la risposta che la vecchia dà a Jacques, quando questi - osservando il rosario - gli domanda se sia una reliquia benedetta, è una citazione del romanzo stokeriano.

Ylenia lotta con Svatek, che ha ferito Zagor - ZGR 618, p. 92

Ylenia e Zagor scoprono che Rakosi li ha beffati - ZGR 618, p. 94

Dopo averle estratto il paletto, Zagor porta Ylenia al sicuro nella grotta - ZGR 618, p. 96

L'insospettabile Moses si allontana con la cassa contenente Rakosi - ZGR 618, p. 98

La prima edizione di Dracula (Archibald Constable and Company, 1897)


Tale risposta – Sì, perché i morti viaggiano veloci! – è identica ( a parte) alla frase sussurrata da uno dei compagni di viaggio di Harker alla vista del sinistro cocchiere che condurrà l'inglese al castello di Dracula. Come dice lo stesso Harker, questa evocativa frase è in realtà un verso di Lenore (1774), la famosa ballata del poeta e scrittore tedesco Gottfried Augustus Bürger (1747-1794). Tornando all'avventura rakosiana, c'è da aggiungere che la sequenza conclusiva – Moses che trasporta sul suo carro la cassa di Rakosi - richiama anch'essa, vagamente, l'opera di Stoker, per la precisione il finale, che ha però un esito ben diverso: infatti, a differenza di ZAGOR e compagni, che giungono al covo del barone troppo tardi, gli inseguitori di DraculaHarker e l'americano Quincey Morris - raggiungono il carro con la cassa del vampiro e uccidono quest'ultimo. Ad ogni modo, pare proprio che lo sceneggiatore fiorentino abbia voluto aprire e chiudere la sua storia citando il capolavoro stokeriano. C'è invece un palese riferimento al kinghiano Le notti di Salem (1975) nell'epidemia di vampirismo che colpisce gli abitanti di Greenville. Non solo, ma una delle più paurose sequenze di Vampiri!, quella che ha per protagonista la non-morta Clara, cita ben tre scene della trasposizione televisiva del suddetto romanzo (Tobe Hooper, 1979): la scena in cui il giovanissimo vampiro Ralphie Glick (Ronnie Scribner) vampirizza il fratello maggiore Danny (Brad Savage); quella dove Danny tenta a sua volta – ma invano - di vampirizzare l'amico Mark Petrie (Lance Kerwin); e quella dove la madre di Ralphie e Danny, Marjorie (Clarissa Kaye) - anch'essa diventata una non-morta, viene affrontata da Bill Norton (Ed Flanders) e Ben Mears (David Soul), il quale, poggiandole sulla fronte un crocifisso che si è appena fabbricato, prima la ustiona e poi la fa letteralmente scomparire. Come sappiamo, Le notti di Salem aveva già ispirato Il ritorno del vampiro, ma stavolta, diversamente dagli abitanti di Bergville, i contagiati di Greenville e delle zone circostanti sono vampiri a tutti gli effetti, proprio come quelli immaginati da Stephen King.

Suggestiva illustrazione di Frank Kirchback (1859-1912) ispirata alla Lenore di Bürger

Abraham "Bram" Stoker (1847-1912)

Il giovane vampiro Ralphie Glick (Ronnie Scribner) bussa alla finestra della stanza d'ospedale dov'è ricoverato suo fratello Danny. E' una delle scene più efficaci de Le notti di Salem (Tobe Hooper, 1979)

Ralphie si accinge a mordere Danny (Brad Savage), da lui ipnotizzato

Impugnando un piccolo crocifisso, Mark Petrie (Lance Kerwin) respinge Danny, diventato anch'egli un non-morto

La vampira Marjorie Glick (Clarissa Kaye) viene ustionata dal crocifisso "fai da te" di Ben Mears (David Soul)


Tra i succhiasangue in questione, spiccano senza dubbio la summenzionata Clara – che compare anche sulla bella copertina del primo albo - e lo sfortunato fratello di Sara, James.
Prima di concludere il discorso su Vampiri!, bisogna accennare a quelli che secondo noi sono i due punti deboli della storia, iniziando dalla scarsa incisività degli Ussari della Morte, i quali - SVATEK escluso – non si dimostrano certo all'altezza della loro terribile fama. E' vero che feriscono Ylenia e uccidono Ahmed, ma è altrettanto vero che non impegnano ZAGOR e i suoi amici più di quanto non facciano i "semplici" non-morti dei Monti Superstizione. Malgrado le loro armi maledette e l'aspetto davvero inquietante conferitogli da Della Monica, questi vampiri guerrieri sono in fin dei conti – con l'eccezione, ripetiamo, di chi li comanda – una grossa delusione. L'altro e ancora più grave difetto dell'avventura è però la mancata morte di Ylenia, una scelta infelice da parte del pur convincente Rauch. A parte il fatto che non si spiega come SVATEK, nel pieno delle forze, non sia riuscito a colpire in profondità la contessa (che per giunta era ferita e debole), la morte di quest'ultima – al sorgere del sole e tra le braccia di ZAGOR - sarebbe stata qualcosa di epico e struggente; uno di quei finali amari che s'imprimono in maniera indelebile nella memoria dei lettori (Manetola e Wakopa docet). Intendiamoci: la storia resta ottima, e questo grazie anche all'epilogo beffardo; tuttavia, senza i sopracitati difetti, si sarebbe sfiorato il capolavoro.

Il capitano Alec Wallace sogna Rakosi - ZGR 527, p. 63

Per tenersi sveglio ed evitare così di farsi sorprendere dagli scagnozzi del potente Alan Kirby, Zagor rievoca il suo primo scontro con il barone – ZGR 121, p. 59

Cico è terrorizzato: crede infatti che dietro la misteriosa scomparsa dei Munsee vi sia Rakosi – ZGR 168, p. 43

Il buffo incubo di Cico: il cuoco del Wonderful Restaurant si rivela essere nientemeno che Rakosi. La sua specialità è l'antipasto di sanguinacci di maiale – ZGR 177, p. 84

Tra le paurose sembianze assunte da Lui, non poteva mancare certo quella di Rakosi – ZGR 291, p. 52


Al messicano, la vista di una bara che si apre fa subito pensare al barone – Speciale Cico 6, p. 23


Curiosità: A dimostrazione di quanto sia importante nella saga zagoriana, Bela Rakosi viene citato - oltre che nel secondo e nel terzo ritorno di Ylenia VARGA: La nave nera (M. Boselli [sog.&scen.] – R. Della Monica [dis.], nn. 429-430) e Le nere ali della notte (J. Rauch [sog.&scen.] – R. Della Monica [dis.], nn. 525-527) - nelle seguenti storie: Arrestate Billy Boy (G. Nolitta [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 119-122); Il vendicatore alato (G. Nolitta [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 167-169); Il ritorno di Guitar Jim (Castelli-Donatelli, nn. 177-178); La collina sacra (A. Capone [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 289-291); Horror Cico (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Gamba [dis.], Speciale Cico n. 6); La valle misteriosa (A. Capone [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 501-503). Significativo, inoltre, il risultato raggiunto dal barone nel famoso referendum bonelliano del 1981: nella classifica dei personaggi zagoriani più amati dai lettori, Rakosi si piazzò quarto, dietro solo a Guitar Jim (terzo), Supermike (secondo) ed Hellingen (primo). Sempre riguardo l'importanza di Rakosi, merita segnalare l'omaggio che Maurizio Colombo e Luigi Mignacco hanno tributato a Zagor contro il vampiro nella storia di Mister No Il mostro della palude (O. Suarez [dis.], n. 251, aprile 1996), precisamente alle pp. 80, 87 e 88 dell'albo in questione. Anche la copertina disegnata da Diso ammicca a quella del n. 86 di Zagor, che tra l'altro è stata citata, in tempi più recenti (ottobre 2016), persino da una pubblicazione non bonelliana: la rivista a fumetti Amianto Comics. Vale la pena di menzionare, infine, l'accenno a Rakosi presente nel bellissimo saggio di Massimo Introvigne La stirpe di Dracula. Indagine sul vampirismo dall'antichità ai giorni nostri (Mondadori, 1997).

Rakosi turba nuovamente i sonni di Cico – ZGR 503, p. 18
Mister No n. 251, aprile 1996. Disegno di Diso
La prima, riconoscibilissima citazione misternoiana di Zagor contro il vampiro: l'attore Vlada von Krolok, l'ultimo grande vampiro del cinema, esce dal suo sarcofago – MNO 251, p. 80

La seconda citazione: sempre von Krolok si materializza all'improvviso nella camera di una giovane donna – MNO 251, p. 87

La terza citazione: turbato dalla visione del film con von Krolok, il piccolo Donatien Brouissard
sogna il vampiro. Come vediamo nella prima vignetta, il titolo della pellicola non è mostrato per intero, ma - in base a ciò che è possibile leggere - pare essere proprio Zagor against the vampire (Zagor contro il vampiro, per l'appunto) – MNO 251, p. 88

La copertina – realizzata da Aki – del primo numero della rivista Amianto Comics (ottobre 2016)

La prima edizione del saggio di Massimo Introvigne La stirpe di Dracula. Indagine sul vampirismo dall'antichità ai giorni nostri (Mondadori, 1997)


Massimo Capalbo

N.B. trovate i link alle altri voci degli Zagor Monsters sulla Mappa!