domenica 25 giugno 2017

ZAGOR MONSTERS - "R" (V PARTE): DA "RAVEN" A "ROSPI GIGANTI"!

di Massimo Capalbo

Dopo un lungo percorso, durante il quale abbiamo sviscerato in ogni suo aspetto la figura del vampiro Rakosi, la lettera "R" degli Zagor Monsters di Max Capalbo giunge a compimento! La redazione si scusa con i lettori per il lungo intervallo di tempo trascorso dalla pubblicazione della IV parte; il nostro saggista aveva consegnato i testi mesi fa, ma impegni esterni a Dime Web dei redattori hanno portato a inevitabili rallentamenti... Ribadiamo che le illustrazioni sono tutte farina del sacco dello stesso Massimo, con l'eccezione delle due immagini introduttive (pescate in Rete dalla redazione: la fonte viene sempre citata, ma i lettori e gli interessati sono pregati di segnalarci eventuali errori e/o omissioni). Prima di lasciarvi all'orrida lettura, vi ricordiamo le altre nostre enciclopedie bonelliane - ovvero L'Atlante di Mister No e The Dark Side of Tex - le parodie del Titolo Venuto dall'Impossibile e il The Best of Martin Mystère - tutto Made in Capalboland! (s.c. & f.m.)


Un pittorico Zagor dell'illustratore e fumettista turco Aslan Şükür


LEGENDA
  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale ZagorSpeciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDAUOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!


Una divertente parodia "bufa" di Zagor realizzata da Luca Barbieri


R (parte V)

RAVEN
RE DELLE SCIMMIE
REDCAP e RED JACKET
RISVEGLIATI
RIWAK
ROCK
ROSPI GIGANTI


RAVEN

Lo Spirito del Corvo affrontato dagli Eroi del Wakan (precisamente i quattro eroi superstiti – ZAGOR, Tonka, Satko e lo sciamano Nuvola – più CICO) ne La fiamma nera (M. Boselli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], Speciale Zagor n. 4). La sua apparizione ha luogo, per l'appunto, nella Foresta del Corvo, ed è preceduta da quella di uno stormo di corvi che attaccano ferocemente i Nostri. Al termine di una dura lotta, ZAGOR e compagni riescono ad avere la meglio sugli aggressivi uccelli, ma si accorgono che CICO è scomparso. Il giorno seguente, dopo un'infruttuosa ricerca notturna, i quattro eroi giungono in una radura nebbiosa e scoprono che il messicano è stato catturato dallo Spirito del Corvo, il quale lo ha rinchiuso in una gabbia di legno tenuta sospesa – con una corda attaccata al ramo di un albero - su una fossa piena di serpenti.

Zagor Speciale n. 4, giugno 1991. Disegno di Ferri

Gli Eroi del Wakan e Cico giungono nella Foresta del Corvo – Speciale ZGR 4, p. 99

Zagor e i suoi amici vengono attaccati dai corvi di Raven - Speciale ZGR 4, p. 101

Raven sottopone il povero messicano a una serie di scioglilingua – Speciale ZGR 4, p. 103

Il malvagio spirito – che chiede al povero CICO di ripetere i suoi scioglilingua e, ad ogni tentativo sbagliato del pancione, ordina ai corvi di beccare la suddetta corda - ha preso l'aspetto di un avversario di Satko, Jim Raven. E' un avvocato bianco che usa mille trucchi legali per rubare le terre agli indiani! – dice il Cherokee ai suoi amici – L'ho affrontato più volte in tribunale! Ma ora mi sembra più alto, più possente… . Nuvola allora gli spiega: Woah! La perdita delle nostre terre è uno dei mali che nel mondo esterno indeboliscono la Forza Wakan… …ma il nostro avversario ha solo assunto le sembianze di quel losco avvocato… raven significa corvo… e allo spirito burlone, il Corvo, piace questo genere di scherzi!. Raven conferma le parole dello sciamano e fa una proposta a lui e ai suoi compagni, promettendo loro che, se ritorneranno indietro, libererà CICO. I Nostri però non si fidano, e Nuvola, al fine di guadagnare tempo, fa una controproposta al diabolico nemico: So che ti piacciono i giochi, spirito burlone! Perché non ci giochiamo la vita del nostro compagno? Io ti sfido!. Raven risponde: E' vero, stregone! Giocare mi diverte!... Avevo offerto a questo sciocco qualche prezioso attimo di vita, se lui avesse saputo ripetere i miei scioglilingua!... …Propongo qualcosa del genere anche a voi! La vita intera no, è una posta troppo alta… diciamo che potrete vincere un pizzico di vita, il tempo necessario per ripensare alla mia sempre valida offerta! Se risolverete i miei enigmi, la fune sarà recisa lentamente. Se li sbaglierete, verrà recisa rapidamente. Se sarò io a sbagliare, cosa alquanto improbabile, i miei fratellini pennuti cesseranno di beccarla per un solo turno, cioè finché non toccherà nuovamente a me… Queste sono le mie regole e giocheremo finché non dirò basta! E il mio avversario sarà l'avvocatuccio Cherokee!. Ha quindi inizio una sfida a base di indovinelli tra Raven e Satko, il quale si dimostra un avversario più che degno per lo spirito burlone.


L'offerta di Raven è in realtà un trucco: lo Spirito del Corvo, infatti, non ha alcuna intenzione di risparmiare Cico - Speciale ZGR 4, p. 105


Satko si dimostra per Raven un avversario non facile - Speciale ZGR 4, p. 109

Sorprendendo Raven, Zagor salva Cico - Speciale ZGR 4, p. 111

Lo Spirito con la Scure uccide Raven (che aveva ripreso le sue vere sembianze) - Speciale ZGR 4, p. 112


Quest'ultimo, però, non si accorge del brutto scherzo che ZAGOR, con l'aiuto di Nuvola, gli sta preparando: i due, celandosi nella nebbia (resa ancora più fitta dalle sostanze fumogene contenute nella bisaccia dello sciamano), fabbricano in breve tempo un fantoccio, in modo da ingannare sia Raven che i suoi corvi. Ignaro di tutto (ma lo stesso Satko non si è accorto di nulla), lo spirito decide di chiudere la sfida in suo favore, ponendo al Cherokee una domanda particolarmente difficile: Adesso, egregio avvocato, devi fare un'affermazione che non sia né vera né falsa! Altri menti i miei fratellini beccheranno in massa la fune, e il tuo amico cadrà rapidamente incontro alla morte nella fossa dei serpenti!. Satko risponde subito – Bene!... La mia affermazione è proprio questa: "Cico cadrà nella fossa dei serpenti" ! –, ma la sua spiegazione, malgrado sia rigorosamente logica (la suddetta affermazione dipende infatti dalla decisione, da parte dei Nostri, di accettare o meno l'offerta di Raven, quindi non è né vera né falsa) viene rifiutata dallo spirito burlone, che ritiene pertanto di aver vinto la sfida e ordina ai suoi corvi di beccare la corda. Proprio in quel momento, però, ZAGOR – che è scivolato alle spalle di Raven – si lancia contro la gabbia, liberando CICO. I corvi si avventano sull'eroe, ferendolo con i loro artigli e i loro becchi affilati, ma il Nostro riesce a scagliare la scure contro Raven, nel frattempo trasformatosi in un grosso corvo, uccidendolo sul colpo. Questo era Raven?, chiede CICO a Nuvola, che risponde: Ugh! Ha ripreso le sue vere sembianze e ha cercato di volare via… …ma con la sua scure Zagor ha distrutto l'incantesimo e ci ha liberato dagli uccelli!.



RE DELLE SCIMMIE

Compare in Odissea americana (G. Nolitta [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 87-89) e, come si evince dal nome, è il feroce capo di un branco – o meglio: una vera e propria tribù - di scimmioni (simili a gorilla, ma, a differenza di questi, dotati di una lunga coda). Alcuni di essi rapiscono, di notte, Frisco Kid, il più giovane membro dell'equipaggio dell'Athena.

Zagor n. 88, ottobre 1972. Disegno di Ferri

Zagor e compagni alle prese con gli scimmioni che hanno rapito Frisco Kid – ZGR 88, p. 22

Gli scimmioni si rivelano essere tanto intelligenti quanto crudeli: sono infatti in grado di fabbricarsi rudimentali tamburi, e conservano, come trofei, i teschi delle loro vittime umane – ZGR 88, p. 40

Il possente Re delle Scimmie si porta al centro dello spiazzo, pronto ad affrontare Kid – ZGR 88, p. 42

Lo sventurato Kid esce dalla sua prigione - ZGR 88, p. 44

Il suo compagno Tattoo Lopez, al quale Kid stava dando il cambio della guardia, tenta invano di fermare gli aggressori; i suoi spari svegliano subito il capitano Moreland, l'altro marinaio Walter Thompson e i passeggeri della nave, che sono appunto ZAGOR, CICO e Homerus J. Bannington. In un primo tempo, Tattoo non viene creduto, anzi: Walter lo accusa di essersi inventato tutto e di aver fatto sparire lui Kid, con cui la sera prima aveva avuto una lite. A far ricredere Walter e anche gli altri (pure loro scettici) sono gli scimmioni stessi, che si lanciano all'attacco impugnando delle pesanti clave. Al termine di un furioso scontro, i cinque uomini riescono ad avere la meglio sugli assalitori, dopodiché decidono di scendere a terra per liberare Kid. Giunta l'alba, lo Spirito con la Scure scopre che uno degli scimmioni - l'unico sopravvissuto al fallito assalto - si sta sciacquando, con l'acqua di una fonte, la ferita rimediata la notte prima. La bestia si accorge però della presenza di ZAGOR e fugge saltando agilmente tra i rami (la zona è infatti coperta da una folta vegetazione). L'eroe si stacca dal gruppo e si lancia all'inseguimento della scimmia, mentre gli altri proseguono la loro marcia nella foresta fino a raggiungere il covo del branco: una sorta di anfiteatro roccioso, con uno spiazzo delimitato da alcuni pali su cui sono conficcati dei teschi umani.

Il Re delle Scimmie massacra il marinaio - ZGR 88, p. 46

Tattoo tenta di salvare il giovane amico, ma colpisce lo scimmione solo di striscio - ZGR 88, p. 49

Tattoo segue la tragica sorte di Kid - ZGR 88, p. 55

Zagor provoca il Re delle Scimmie per spingerlo a combattere - ZGR 88, p. 61

E' orribile! – esclama Moreland Deve trattarsi di qualcuno dei pazzi viaggiatori che si sono avventurati lungo il fiume prima di noi… e che non sono mai ritornati!. All'improvviso, uno scimmione particolarmente robusto – il Re delle Scimmie, appunto – si porta al centro dello spiazzo; nello stesso momento, due scimmie sollevano la grata di una caverna, dalla quale esce il povero Kid. Sotto gli occhi di CICO e compagni (la cui presenza non è ancora stata scoperta), ha inizio una crudele cerimonia, un'impari lotta tra il Re delle Scimmie e il giovane marinaio. Il primo, dopo aver sollevato e scaraventato violentemente al suolo l'inerme Kid, comincia a strangolare quest'ultimo. Scosso dalle grida dello sventurato compagno e disobbedendo al suo capitano (il quale, seppure a malincuore, ha ordinato a lui e agli altri di tornare alla nave, vista l'enorme disparita numerica: gli scimmioni sono circa un centinaio), Tattoo tenta di salvare Kid, sparando contro il suo carnefice. Colpito di striscio alla tempia, il Re delle Scimmie esplode in un gesto di collera, che scatena la caccia ai quattro uomini. Mentre infuria la lotta tra questi ultimi, armati di fucili, e i feroci primati (uno dei quali, giunto alle loro spalle, colpisce con un masso proprio Tattoo, uccidendolo), ZAGOR – accortosi che la scimmia da lui inseguita ha cercato astutamente il più lontano possibile dall'anfiteatro, arriva sul posto e, dopo essersi fatto una precisa idea di quanto accaduto, decide di risolvere personalmente la difficile situazione. A giudicare da come si agita e da come tutti gli altri obbediscono, quello laggiù deve essere il capo del branco! – pensa l'eroe, osservando il Re delle ScimmieSpesso gli animali vengono scossi da una dimostrazione di inferiorità di quello che hanno eletto capo proprio in funzione della sua riconosciuta forza!.. Non ho altra alternativa… devo provocare quel colosso ed indurlo ad una specie di sfida… …La sua vita contro la mia e quella dei miei compagni!. Lanciato il suo caratteristico urlo, ZAGOR raggiunge lo spiazzo dell'anfiteatro e, avvicinatosi al capotribù, sferra a questi un pugno, invitandolo così alla lotta.

L'eroe si libera della terribile stretta dello scimmione - ZGR 88, p. 63

Zagor passa al contrattacco e stringe il collo del suo avversario - ZGR 88, p. 67

Ucciso il Re delle Scimmie, Zagor lancia il suo urlo di vittoria - ZGR 88, p. 70


Il Re delle Scimmie - toccato nel suo orgoglio - raccoglie la sfida e, dopo aver allontanato i suoi "sudditi", si avventa contro ZAGOR, stringendolo con le robuste braccia in una tremenda morsa, al preciso scopo di spezzargli la schiena. L'eroe riesce però a liberarsi, colpendo il suo avversario prima in testa – con le mani giunte - e poi sul muso. Caduto a terra, ZAGOR non fa in tempo a rimettersi in piedi che il colosso lo afferra nuovamente e lo scaglia contro uno dei sinistri pali, per poi stringergli le mani al collo. CICO e gli altri pensano che per il loro amico sia ormai finita, ma l'eroe riesce invece a liberarsi ancora una volta dello scimmione, sferrandogli due poderosi pugni e un violento calcio. Rialzatosi, ZAGOR schiva un nuovo attacco del Re delle Scimmie e, portatosi alle sue spalle, gli stringe le braccia al collo fino a soffocarlo. A questo punto, il Nostro si rivolge ai suoi amici: Cico! Moreland! Mi sentite? Avvicinatevi lungo la via che conduce al battello… saprete ritrovarla?. Il capitano risponde: Sì… certo… ma… ma "loro" non ci lasceranno andare… ci aggrediranno!. E ZAGOR: No… non credo… sono rimasti sconcertati dalla morte del loro capo e ora hanno timore di me… paura di tutto… dovete tentare, prima che si riprendano dalla sorpresa e dalla incertezza… simulate la massima sicurezza… nascondete ogni sintomo di paura… .Io vi raggiungerò subito, non temete!. Come previsto dall'eroe, gli ancora increduli scimmioni non osano contrastargli il passo, né tantomeno si curano di Moreland e compagni. Lasciato l'anfiteatro, ZAGOR si getta pertanto nel folto della foresta e, dopo una lunga corsa, si ricongiunge agli altri e sale con essi a bordo dell'Athena. Proprio in quel momento, il branco ritorna all'attacco, ma il battello, aiutato dalla corrente, si allontana in fretta dalla riva, salutata dalle urla di collera e di delusione delle scimmie.

Lo Spirito con la Scure avanza tra le scimmie, intimorite ed al contempo affascinate da colui che ha sconfitto il loro re - ZGR 88, p. 72

Risaliti a bordo dell'Athena, Zagor e compagni sfuggono all'ultimo assalto delle scimmie - ZGR 88, p. 75

Tarzan lotta con lo scimmione Kerciak in una spettacolare vignetta di Burne Hogarth (1911-1996)


Curiosità: Come si legge nello Zagor Index Illustrato 1-100 (Paolo Ferriani Editore, 2ª edizione, Estate 2005), il Re delle Scimmie e la sua tribù sono un chiaro omaggio a Tarzan (e soprattutto alla versione a fumetti del personaggio disegnata da Burne Hogarth).


REDCAP e RED JACKET

I mostruosi ma simpatici GOBLIN che, ne Il principe degli elfi (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Torricelli [dis.], Speciale n. 11), aiutano ZAGOR e CICO, e i loro amici fatati Auberon e Alienor, nella lotta contro il negromante Zondar e i suoi crudeli alleati. Tuttavia, nella parte iniziale della storia, Redcap e Red Jacket non si comportano certo amichevolmente nei confronti del pancione: essi infatti, dispettosi come tutti i GOBLIN, tormentano con pesanti scherzi CICO, che per colpa loro cade nel fiume della Valle delle Voci e, com'era già successo a ZAGOR (vedi NUCKELAVEE), si ritrova a Tir-Nan-Og. Qui, i due folletti – che nel nostro mondo riescono a rendersi invisibili – si mostrano al messicano e, quando questi dice loro come si chiama, gli balzano addosso e lo costringono a correre. Dannazione! Le mie gambe corrono da sole!, esclama il povero CICO. E correrai finché lo vogliamo noi!.... – gli dice RedcapFino a consumarle! Ah! Ah! Ah!. Il Nostro, però, si ricorda all'improvviso che i folletti hanno un particolare punto debole, e inizia quindi a cantare una canzoncina. Smettila, ti prego!... – lo implora RedcapLe canzoni in rima sono letali per i goblin!.... . CICO continua a cantare fino a quando i due mostriciattoli non si arrendono del tutto e chiedono di fare la pace. Il messicano accetta, ed essi, diventato ormai suoi amici, lo conducono alla fiera dei GOBLIN, dove ritrova ZAGOR.

Zagor Speciale n. 11, aprile 1999. Disegno di Ferri

Resisi invisibili, i due goblin tormentano Cico - Speciale ZGR 11, p. 49

Redcap e Red Jacket si mostrano al messicano - Speciale ZGR 11, p. 51

Cantando una delle sue tipiche canzoncine in rima, Cico costringe i due mostriciattoli alla resa - Speciale ZGR 11, p. 55


Tra le altre sequenze in cui Redcap e Red Jacket compaiono, ve ne sono un paio che è d'obbligo citare: quella che ha luogo nella Foresta di Mord e quella degli scambiati. Nella prima, i due folletti, offrono alla terribile BANSHEE il loro prigioniero, il bucaniere Lesueur. Dunque hai sempre sorriso in faccia alla morte, eh, Lesueur?... dice a costui Redcap; Vediamo se riderai stavolta!, aggiunge Red Jacket. Lesueur viene scaraventato dai GOBLIN tra le poco amorevoli braccia della BANSHEE, che lo trasforma in uno dei suoi SLUAGH, dopodiché scompare. Missione compiuta!..., esclama Redcap, e CICO, che poco prima aveva rischiato di fare la stessa fine del bucaniere, gli domanda: E' andata via?... . Il folletto risponde: Certo!... E' vero che la Banshee si accontenta di una vittima sola per ogni gruppo di viandanti… se la vittima è liberamente offerta!. Red Jacket spiega: Per che altro motivo credevate che ci fossimo trascinati dietro quell'arrogante sbruffone? Ora fa parte della "Compagnia dei Morti"!. Nonostante Auberon e ZAGOR debbano la vita agli amici GOBLIN (prima che essi offrissero Lesueur alla BANSHEE, entrambi gli eroi erano pronti a sacrificarsi), questi ultimi non ricevono alcun ringraziamento da parte dei suddetti, anzi. E' stata un'azione indegna!, dice infatti ai due Auberon, e così la pensa anche ZAGOR: Già… l'avete ucciso a sangue freddo! Senza che potessi impedirvelo!. Redcap dice allora al Nostro: Preferivi che la Banshee si adirasse e facesse fuori tutti?!... . E Red Jacket commenta: Avete il cuore troppo tenero!... Per fortuna noi goblin siamo esenti da certi difetti!. Solo Alienor è solidale con i due folletti: Io sono sicura che avete agito per il meglio, signori goblin!. Il fatto è che Zagor e sir Auber sono due puri eroi! Nel loro cuore non c'è posto per l'inganno o il sotterfugio!… . A queste parole, Red Jacket risponde ironicamente: Già!... Tanto puri che litigavano per farsi uccidere!. E Redcap, sconsolato: Li tiriamo fuori dai guai e loro ci trattano a pesci in faccia! Che bel ringraziamento!.

Servendosi dei loro poteri, Redcap e Red Jacket ostacolano gli uomini del negromante Zondar - Speciale ZGR 11, p. 68

I due folletti gettano il corsaro Lesueur nelle grinfie della terribile banshee - Speciale ZGR 11, p. 88

Redcap e Red Jacket non capiscono perché Zagor e Auberon disapprovino il loro gesto - Speciale ZGR 11, p. 89

Intagliando alcuni tronchi, i due goblin fabbricano dei fantocci con le sembianze dei loro amici - Speciale ZGR 11, p. 97

Nella seconda scena menzionata, i due GOBLIN, per trarre in inganno il negromante Zondar e i criminali umani suoi alleati (tra cui vi era pure Lesueur), intagliano alcuni tronchi dando loro l'aspetto dei loro quattro amici. Il sotterfugio ideato dagli astuti folletti ottiene il suo scopo: il negromante e i succitati criminali vengono appunto ingannati dagli scambiati – così si chiamano questa sorta di fantocci -, e ciò permette a ZAGOR, CICO e Alienor di entrare indisturbati, attraverso il lato in rovina delle mura, a Tara (la capitale di Tir-Nan-Og occupata da Zondar), anche se, una volta raggiunto il palazzo reale, i tre vengono catturati dai loro avversari. Alla fine, tuttavia, questi ultimi verranno sconfitti dall'eroe e dai suoi amici elfi.


RISVEGLIATI

I feroci MORTI VIVENTI che ZAGOR affronta in Risvegli (M. Burattini [sog.&scen.] – E. Barison [dis.], Speciale Zagor n. 26), storia ambientata nel villaggio di Cloudy Hill. Essi sono frutto degli esperimenti della signora Bronsky, moglie del medico del paese e figlia di un biologo e anatomista dell'Università di Boston. Grazie agli appunti lasciatile dal padre, la Bronsky ha sviluppato il siero del risveglio, una sostanza che, come dice il nome, è in grado di riportare in vita i morti. Il siero presenta però un terribile effetto collaterale: scatena un'incontrollabile aggressività nei risvegliati, dotandoli inoltre di una forza sovrumana e di una notevole resistenza al dolore; un cocktail davvero spaventoso. Una delle prime "cavie" della perfida scienziata è il commerciante di legname Basil Worth, il quale, tre giorni dopo la morte, esce dalla tomba e uccide l'ex socio Angus McCormack e la moglie di questi, Blair.

Zagor Speciale n. 26, marzo 2014. Disegno di Ferri

Basil Worth risorge dalla tomba - Speciale ZGR 26, p. 4

Il risvegliato aggredisce i McCormack - Speciale ZGR 26, p. 8

Giunti al cimitero di Cloudy Hill assieme allo sceriffo Kowalsky ed a Wayne, Zagor e Cico scoprono che la tomba di Basil è effettivamente vuota - Speciale ZGR 26, p. 40

L'omicidio, avvenuto in una notte di tempesta, viene scoperto il giorno seguente da un altro abitante di Cloudy Hill, Wayne, che avvisa subito lo sceriffo Kowalsky, il quale si trova in compagnia di ZAGOR e CICO. L'eroe gli ha appena consegnato il bandito Frost, da lui catturato proprio la notte del sopracitato omicidio. ZAGOR e CICO accompagnano Kowalsky e Wayne sul luogo del delitto e scoprono che Blair respira ancora, sebbene non ne abbia per molto. Prima di morire, la donna pronuncia il nome del suo assassino, ma poiché questi è appunto il deceduto Basil, lo sceriffo pensa che essa stesse delirando. Wayne invece le crede, visto che, oltre a Basil, c'è un altro defunto di Cloudy Hill che è stato visto vagare nei paraggi: si tratta di Ursus, l'allevatore di oche. Pur essendo assai scettico, Kowalsky s'incammina verso il cimitero assieme a Wayne ed a Nostri: lì giunti, i quattro scoprono che la terra della tomba di Basil è stata smossa di recente e che la bara è vuota. A questo punto, lo sceriffo informa subito il dottor Isaac Bronsky, il quale, scartata l'ipotesi di un caso di morte apparente, si dice convinto che vi sia in giro qualcuno che trafuga i cadaveri per scopi misteriosi. In realtà, Bronsky sa benissimo cosa sta accadendo a Cloudy Hill, essendo egli complice della moglie (è lui a iniettare materialmente il siero alle "cavie"), ma sia Kowalsky che ZAGOR e CICO – che si trovano con il dottore nell'ufficio dello sceriffo – non possono certo immaginarlo. Infatti, quando Frost muore all'improvviso nella sua cella, dopo aver tentato di uccidere l'eroe, quest'ultimo e Kowalsky non sospettano nemmeno lontanamente che ad avvelenare il bandito è stato proprio Bronsky. Poco dopo, ZAGOR s'inoltra da solo nel bosco sulle tracce del già citato Ursus, che ha massacrato a coltellate il trapper Jeremiah. Aggredito dal risvegliato – che, al pari di Basil, ha una forza spaventosa -, il Nostro si vede costretto a ucciderlo a colpi di pistola. ZAGOR torna quindi a Cloudy Hill con il corpo di Ursus (intanto è scesa la notte) e racconta tutto a Kowalsky, il quale lo informa a sua volta che CICO ha avuto un malore ed è stato perciò affidato alle cure della signora Bronsky.

Zagor viene assalito da Ursus – Speciale ZGR 26, p. 68

Benché colpito quattro volte da Zagor, Ursus possiede ancora una notevole forza, tanto da costringere lo sbalordito eroe a sparargli una quinta volta - Speciale ZGR 26, p. 75

Il "risveglio" di Frost - Speciale ZGR 26, p. 85


In quello stesso momento, il pancione - ripresosi in fretta grazie al cibo ed ai numerosi caffè preparatigli della sua ospite - scende nel sotterraneo di casa Bronsky, dove si trova il laboratorio del dottore, che si accinge a fare l'autopsia a Frost. Inaspettatamente, il bandito si risveglia e, davanti a un incredulo e terrorizzato CICO, aggredisce Bronsky. Il messicano tenta di soccorrere il dottore, ma Frost lo colpisce con una manata, facendogli perdere i sensi; quindi, pugnala più volte Bronsky con il suo stesso bisturi. Le grida del medico fanno subito accorrere ZAGOR, che si stava recando a casa Bronsky assieme allo sceriffo. Raggiunto il laboratorio con la scure in pugno, il Nostro scopre che Frost è appena fuggito dalla finestra. Mentre Kowalsky si occupa - con l'aiuto della signora Bronsky - del dottore (che è ancora vivo), l'eroe si getta all'inseguimento del bandito, rifugiatosi nella baracca di un boscaiolo. Insensibile al dolore e fortissimo come tutti i risvegliati, Frost impegna ZAGOR in un duro scontro, che ha luogo sia sulla terraferma che nel vicino fiume. Alla fine, però, il Nostro riesce ad uccidere il suo avversario, fracassandogli la testa contro una roccia. Sistemato definitivamente Frost, ZAGOR torna alla casa del dottore, che nel frattempo è morto. La signora Bronsky, prima di congedare l'eroe e i suoi amici, dice loro che, per evitare il "risveglio" di suo marito, espianterà a questi il cervello (in realtà, ben altri sono i suoi progetti). Fattosi giorno, lo Spirito con la Scure va alla ricerca di Basil e, grazie alle informazioni di un cacciatore, lo trova nel suo allevamento di cinghiali, in pieno bosco. Al termine di un'altra terribile lotta, ZAGOR uccide Basil con la sua Colt Navy. Intanto, a Cloudy Hill, CICO si mette suo malgrado nei guai: recatosi - su raccomandazione dello sceriffo (partito pure lui alla ricerca di Basil) – a casa Bronsky, il messicano scopre che anche il dottore si è "risvegliato", e pertanto viene cloroformizzato dalla vedova. 

Frost pugnala il dottor Bronsky con il suo stesso bisturi - Speciale ZGR 26, p. 89

Zagor uccide Frost - Speciale ZGR 26, p. 104

L'eroe dà il benservito anche a Basil - Speciale ZGR 26, p. 138


Quest'ultima ordina al marito di portare CICO nel laboratorio: Ormai siamo vicinissimi al risultato… - dice la donna al dottore - e non potranno più fermarci. In quello stesso momento, nel bosco, ZAGOR incontra Kowalsky e lo informa della morte di Basil. Lo sceriffo dice all'eroe che, per prima cosa, bisogna dare la notizia alla signora Bronsky, la quale, essendo appunto figlia di un famoso docente universitario, è esperta di medicina più del marito stesso. Queste parole fanno immediatamente intuire a ZAGOR la raccapricciante verità: Per mille scalpi! – esclama il Nostro – Prestami il tuo cavallo, sceriffo! Devo tornare in paese ci vediamo là!. Mentre l'eroe - consapevole che non c'è tempo da perdere - sprona la sua cavalcatura, la signora Bronsky dà inizio al suo esperimento più importante. Mi dispiace che tu ti sia già svegliato – dice la mad doctor a CICO, legato a un tavolo accanto al dottore – Speravo che tu passassi dal sonno alla morte grazie all'effetto del cloroformio con cui ti ho stordito poco fa. Adesso dovrò riaddormentarti con una iniezione. La signora spiega al confuso e sconcertato messicano che sta facendo tutto ciò salvare la vita a suo marito: Il suo sangue è avvelenato dal siero del risveglio che gli ho iniettato subito dopo la morte… e che è riuscito a te riportarlo in vita ma rischia di renderlo un pazzo in preda a follia omicida. Per questo mi serve il tuo sangue… trattato con una sostanza che impedisce il rigetto, frutto di lunghi studi e tanti esperimenti. […] Su tutti quelli che sono resuscitati avevo compiuto degli esperimenti, […] affinando sempre più la formula del mio siero, senza però mai riuscire a impedire lo scatenarsi della pazzia più incontrollata. Alla fine sono giunta alla conclusione che una completa trasfusione di sangue può servire a evitare l'inconveniente. Hai visto tu stesso che mio marito è ritornato in vita del tutto mansueto, anche se ottenebrato… riesce a comprendere i miei ordini e obbedisce tenendo a bada la sua forza, aumentata a dismisura dagli effetti del siero, ma senza manifestare l'aggressività delle precedenti cavie. Questo significa che il siero è già formulato in modo soddisfacente… si tratta solo di calibrarlo meglio. Il tuo sangue mi permetterà di riportare Isaac tra di noi… come primo uomo tornato dalla morte integro anche mentalmente! Peccato che mi serva tutto quello che hai… e che dunque tu non possa sopravvivere.

Davanti al marito, diventato anch'egli un risvegliato, la signora Bronsky cloroformizza Cico - - Speciale ZGR 26, p. 145

La folle scienziata ha bisogno del sangue di Cico per il suo sinistro esperimento - Speciale ZGR 26, p. 150

Zagor si fa sorprendere dalla signora Bronsky - Speciale ZGR 26, p. 155

Addormentato CICO con un'iniezione, la signora Bronsky si avvicina al marito (anch'esso privo di sensi) e gli dice: Presto riaprirai gli occhi, Isaac… forse non sarai più lucido come un tempo, ma studierò il modo di ovviare anche a questo inconveniente. […] Se recupererai la tua lucidità mi aiuterai a testare il siero su altri cadaveri, per scoprire fino a quante ore dopo la morte possa fare effetto […]. Concentrata sul suo esperimento, la donna non si accorge dell'arrivo di ZAGOR, che, puntandole contro la pistola, le ordina di staccare CICO dall'apparecchiatura che gli sta prosciugando le vene. Fingendo di obbedire, la signora Bronsky allunga il braccio e, afferrato un recipiente che si trova alle sue spalle, getta in faccia a ZAGOR un liquido che quasi lo acceca. Mentre il Nostro riesce in qualche modo a staccare il tubo collegato al braccio di CICO, la donna – che è corsa di sopra a prendere il fucile – rientra nel laboratorio e fa fuoco su ZAGOR, il quale, per fortuna solo sfiorato dal proiettile, cade addosso al dottore, che riprende i sensi. In preda alla tipica furia omicida dei risvegliati, Isaac aggredisce sua moglie e, prima di essere ucciso a colpi di pistola dall'eroe, le spezza il collo. Il giorno dopo, ZAGOR mette lo sceriffo al corrente di tutto. Continuo però a non capire perché l'ultimo "risvegliato" abbia attaccato sua moglie!, dice Kowalsky al Nostro, che risponde: Ci ho riflettuto anch'io. I "risvegliati" erano tutti propensi ad attaccare gente con cui avevano conti in sospeso o motivi di rancore, veri o presunti che fossero… compreso Frost, che ha aggredito Bronsky che lo aveva avvelenato… o Ursus che assaliva chi varcava i confini della zona che riteneva di sua proprietà. Forse Bronsky dentro di sé riteneva la moglie responsabile delle sue disgrazie per gli esperimenti condotti suo malgrado. L'unica certezza è che il siero in cui è stato riportato in vita ha continuato a rendere incontrollabile la furia dei "risvegliati", ritardando soltanto lo scatenarsi della loro follia omicida.

Ripresi i sensi, il dottor Bronsky aggredisce sua moglie - Speciale ZGR 26, p. 158

Zagor uccide il dottore, che ha appena spezzato il collo alla malvagia consorte - Speciale ZGR 26, p. 159

Il dottor Xabaras stringe tra le dita la fiala contenente il suo virus sintetico – Dylan Dog 1, p. 60


Curiosità: La suggestiva copertina dello Speciale cita chiaramente quella del primo albo di Dylan Dog, la cover bonelliana più omaggiata di sempre. D'altronde, Risvegli è una storia molto dylandoghiana: non solo, infatti, vi compaiono dei veri e propri MORTI VIVENTI (i mostri per eccellenza della saga dell'Old Boy, sebbene quelli affrontati da quest'ultimo, essendo ispirati agli zombi romeriani, siano assai diversi dai risvegliati), ma la signora Bronsky è una sorta di versione al femminile di Xabaras, e il siero del risveglio ricorda in parte il virus sintetico mediante cui il suddetto personaggio crea i suoi zombi.


RIWAK

Il nome che i Detak, i cavernicoli de Il mondo perduto (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Rubini [dis.], nn. 575-577), danno all'Austroraptor cabazai, dinosauro predatore vissuto circa 70 milioni di anni fa. Sono in tutto cinque i riwak che nella summenzionata storia attaccano – di notte, sulla cima del Grande Tepui - ZAGOR e compagni (CICO, la guida Rulfo e l'indio Akawe), accampatisi in una piccola radura. Per difendersi dai predatori, i Nostri hanno acceso il fuoco e hanno anche messo dei rovi spinosi intorno al loro rifugio. Essendo però animali molto intelligenti, i riwak spostano i rovi e raggiungono l'accampamento. Il primo di essi viene costretto alla fuga dagli spari di ZAGOR, CICO e Rulfo, che hanno intravisto la sua inquietante sagoma. Il secondo, invece, azzanna Rulfo alla spalla sinistra, ma – dopo che la freccia di Akawe lo ha mancato - è respinto da ZAGOR con un tizzone. In quel medesimo istante, un terzo riwak assale CICO, che, in preda al terrore, scappa a gambe levate nella fitta foresta circostante. Il dinosauro tenta di inseguirlo, ma ZAGOR lo ferma scagliandogli contro la scure e colpendolo in testa.

Zagor n. 575, giugno 2013. Disegno di Ferri

Rulfo viene azzannato da un riwak - ZGR 575, p. 89

Un altro riwak attacca Cico - ZGR 575, p. 90

Mentre Zagor colpisce con la scure il riwak che ha assalito Cico, dalla foresta spuntano altri due membri del branco - ZGR 575, p. 91

Rulfo e Akawe tengono a bada i due nuovi arrivati; Zagor, invece, chiude definitivamente la partita con il "suo" riwak - ZGR 575, p. 92

Zagor osserva da vicino il dinosauro da lui ucciso - ZGR 575, p. 93

Scheletro di Austroraptor. I resti fossili di questo dinosauro bipede – che raggiungeva una lunghezza di 5 metri, un peso di 400 Kg e aveva il corpo ricoperto di piume – furono scoperti in Patagonia nel 2008

Spuntano, allora, altri due membri del branco, i quali concentrano subito la loro attenzione su Rulfo, che è a terra ferito. La guida, però, tiene lontano uno dei mostri lanciandogli un tizzone, mentre Akawe ferisce l'altro con una freccia. Proprio in quel momento, il riwak colpito da ZAGOR si rialza, con grande sorpresa dell'eroe, che lo credeva morto. Estratta subito la pistola, il Nostro fa fuoco due volte, uccidendo finalmente il coriaceo predatore. Akawe infine, servendosi anch'egli di un tizzone, costringe i restanti riwak (quello da lui ferito e quello che aveva cercato di aggredire Rulfo) a battere in ritirata. Me che cosa sono, in nome del cielo? Demoni dell'Inferno?, chiede Rulfo a ZAGOR, il quale osserva da vicino il riwak che ha appena ucciso. Ne hanno tutto l'aspetto! – risponde l'eroe – Grossi come enormi giaguari, ma hanno zanne di rettili, artigli e piume di uccelli… e sono intelligenti e veloci come lupi!.


ROCK

Come si legge a p. 47 de I Mostri dall'A alla Z (volumetto allegato al quarto Speciale Dylan Dog), il Rock (o Roc), è un gigantesco uccello creato dalla fantasia dei narratori orientali e protagonista di molte storie delle "Mille e una notte". Spesso è rappresentato come una specie di enorme avvoltoio con due teste. E' proprio così, infatti, che l'ha raffigurato Francesco Gamba in Horror Cico (T. Sclavi [sog.&scen.], Speciale Cico n. 6), dove il Rock è uno dei tanti mostri al servizio dell'alieno MEXON. Su ordine di quest'ultimo, il colossale volatile cattura CICO, scappato dal castello di DRACULA (che MEXON ha smaterializzato e rimaterializzato a Darkwood), e lo stesso DRACULA.

Cico Speciale n. 6, maggio 1990. Disegno di Ferri

Cico e Dracula vengono individuati dal Rock - Speciale Cico 6, p. 77

L'enorme uccello bicefalo insegue i due fuggitivi… - Speciale Cico 6, p. 78

 …e li cattura facilmente - Speciale Cico 6, p. 79


Ma quello non era il Piccolo-uomo-dal-grande-ventre, Cico, l'amico di Za-gor-te-nay?, dice uno sbigottito indiano - che ha assistito all'insolita scena - a un altro indiano. Ugh. E allora?, gli chiede quest'ultimo. Un enorme uccello se l'è portato via!, risponde il primo, e il secondo osserva: Bah, sai com'è Cico! Completamente matto, sotto suo scalpo! Si inventa sempre un sacco di sciocchezze!. Vedendo il Rock tornare al castello tenendo nel becco di ciascuna testa i due fuggitivi, MEXON dice soddisfatto a FRANK‘NSTIN e WOLF: Che vi avevo detto? Il Rock non fallisce mai!. FRANK‘NSTIN, allora, dice a sua volta: Non mi vicovdo mai quale delle due teste si chiama Vock…, e WOLF risponde: Quella di destra. Quell'altra si chiama Roll. Giunto al castello, il Rock consegna CICO a MEXON. Di quest'altro che ne faccio?, domanda al suo padrone l'uccello, riferendosi a DRACULA. Lascialo pure andare, non ci serve., risponde MEXON, al che il Rock molla l'anziano vampiro, il quale – trasformatosi in lupo anziché in pipistrello – precipita (senza riportare danni) nella palude sottostante.

Riportato al castello, Cico urla al Rock di metterlo giù, e l'uccello lo accontenta subito - Speciale Cico 6, p. 81

Su ordine di Mexon, il Rock molla Dracula, che, pur trasformandosi in lupo anziché in pipistrello, precipiterà senza danni - Speciale Cico 6, p. 82

L'uccello elefante (Aepyornis maximus) messo a confronto con un essere umano

L'eroico marinaio Sinbad (Kerwin Mathews) affronta il Rock nel film di Nathan H. Juran Il 7° viaggio di Sinbad (1958)


Curiosità: Secondo molti studiosi, il Rock è ispirato all'uccello elefante (Aepyornis maximus), il più grande uccello mai esistito: poteva raggiungere, infatti, un'altezza di tre metri e un peso di oltre mezza tonnellata. Estintosi nel XVII secolo (probabilmente a causa dell'uomo), l'Aepyornis viveva nelle foreste pluviali del Madagascar e, date le sue dimensioni, era inadatto al volo.


ROSPI GIGANTI

I mostri più terrificanti di Terra maledetta (M. Toninelli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 241-243). Grandi quanto un essere umano e capaci di sprizzare acido (un acido fortemente corrosivo), questi rospi carnivori attaccano in massa ZAGOR e compagni, già reduci da uno scontro con le IGUANE VOLANTI. Come abbiamo scritto nella voce dedicata a queste ultime, un membro del gruppo, lo sceriffo Trevor, muore a causa dei morsi velenosi delle feroci iguane; l'imprevisto assalto dei rospi giganti costringe i Nostri – che si sono accampati su un isolotto - a darsi alla fuga e quindi ad abbandonare sul posto il corpo di Trevor, che viene divorato dagli enormi anfibi. Il modo in cui lo fanno fa veramente rabbrividire: dopo aver cosparso di acido il cadavere, i rospi lo spolpano con la lunga e vischiosa lingua, lasciandone solo lo scheletro. Per nulla sazi, i terribili anfibi riprendono l'inseguimento, guadagnando subito terreno. Uno dei rospi attacca l'ultimo del gruppo, Tobias, inciampato in una roccia nascosta dall'acqua (i Nostri stanno infatti correndo nell'acqua bassa). Il giovane però, avvertito in tempo da Lon Darnel, uccide l'anfibio con una fucilata. A questo punto, Kurt e ZAGOR si fermano e fanno fuoco contro il branco, allo scopo di rallentarlo. Prima di essere ucciso dall'eroe, un rospo riesce tuttavia a colpire Kurt con un getto di acido, bruciandogli tutta la parte sinistra del volto, occhio compreso. Soccorso l'amico, ZAGOR raggiunge con lui gli altri compagni, mettendoli in guardia sulla tremenda arma chimica che i rospi possiedono.

Zagor n. 242, settembre 1985. Disegno di Ferri

L'arrivo dei rospi giganti -ZGR 242, p. 77

I rospi cospargono di acido il cadavere dello sceriffo Trevor e iniziano a divorarlo – ZGR 242, p. 81

Consumato il loro orribile pasto, gli spaventosi anfibi vanno all'inseguimento di Zagor e compagni – ZGR 242, p. 82

Kurt viene colpito in pieno volto dall'acido di un rospo gigante – ZGR 242, p. 85


Cerchiamo di raggiungere l'acqua alta! Nuotando sott'acqua non dovremo più temere i loro maledetti spruzzi!., dice Darnel al resto della comitiva. Poiché i mostruosi inseguitori stanno di nuovo guadagnando terreno, ZAGOR propone ai compagni di fermarsi a sparare due per volta in modo da spezzare la loro carica. I primi due a cominciare sono Staggler e Tobias, seguiti poi dall'eroe e Darnel, il quale, al momento del cambio con Kurt e Luke, viene raggiunto da un rospo, che lo colpisce con un getto di acido alla spalla sinistra. Darnel riesce a uccidere l'anfibio, ma viene subito dopo colpito – sempre alla spalla sinistra – da un secondo rospo, che poi gli salta addosso. ZAGOR accorre in suo aiuto e abbatte il mostro con un poderoso colpo di scure; quindi – avvertito dallo stesso Darnel – schiva di un soffio lo schizzo di un terzo rospo. Ucciso anche quest'ultimo, l'eroe raggiunge di corsa, assieme a Lon, l'amico Staggler. Da questa parte! – dice costui ai due – Ce l'abbiamo fatta! Qui l'acqua è abbastanza profonda per immergerci. La riva è troppo lontana per raggiungerla con una sola immersione… ….così ho consigliato agli altri di emergere al riparo di quel canneto, per riprendere fiato. Mentre ZAGOR e Darnel s'immergono, Staggler si avvicina a Kurt ed a Luke - impegnati a sparare contro i rospi – e dice loro di venire via. Luke gli dà subito ascolto, Kurt invece continua a fare fuoco sul branco, e quando finalmente decide di muoversi, i voraci anfibi gli sono ormai alle costole. Grazie anche all'aiuto di Staggler, Kurt riesce a sfuggire al primo attacco dei rospi, ma non a quello immediatamente successivo: uno dei mostri, infatti, gli salta addosso e lo atterra. Maledizione! Dobbiamo fare qualcosa, Luke!, dice Staggler al compagno. No, Staggler! Sarebbe un suicidio! – risponde Luke, mentre i rospi stanno già cospargendo di acido lo sventurato Kurt - Non possiamo fare più niente per lui, ormai. Pensiamo alla nostra pelle!. Sebbene sconvolto per la sorte dell'amico, Staggler segue il consiglio di Luke e, nel momento stesso in cui i rospi cominciano a divorare la loro preda, s'immerge con lui. Dopo alcuni minuti, i due raggiungono la riva, ricongiungendosi al resto del gruppo.

Lon Darnel uccide il rospo che, con il suo terribile acido, gli ha ferito una spalla – ZGR 242, p. 93

Evitato di un soffio il getto di acido, Zagor abbatte l'enorme anfibio con un tremendo colpo di scure – ZGR 242, p. 95

Zagor n. 243, ottobre 1985. Disegno di Ferri

I rospi giganti si avventano su Kurt. Poco dopo, davanti agli occhi di Staggler e Luke, i voraci mostri corroderanno con l'acido il corpo dello sventurato e lo divoreranno - ZGR 243, p. 6

Una delle sequenze più raccapriccianti del film La mosca (David Cronenberg, 1986): lo scienziato Seth Brundle, trasformatosi in un mostruoso ibrido uomo-mosca (Brundlemosca), cosparge di acido la caviglia del malcapitato Stathis Borans (John Getz)

Curiosità: Sebbene nella storia vengano chiamati sia rospi che rane, questi mostri sono più simili ai primi che alle seconde, come si può vedere chiaramente da particolari quali il corpo tozzo, la pelle verrucosa e l'aspetto degli occhi. Ecco perché abbiamo deciso di chiamarli rospi giganti e non rane giganti. Ad ogni modo, la caratteristica di sprizzare acido e di usarlo per sciogliere la carne delle prede non ha nulla a che vedere, per fortuna, con i comuni rospi. Questa raccapricciante peculiarità dei rospi giganti richiama piuttosto il film di David Cronenberg La mosca, che però, essendo uscito nel 1986, è successivo a Terra maledetta, la quale è stata pubblicata nel 1985. A Toninelli, quindi, va dato atto non solo di aver ideato dei mostri memorabili, ma anche di aver anticipato, con la riuscitissima trovata dell'acido, un regista geniale come Cronenberg.


Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre voci degli Zagor Monsters sulla Mappa!