venerdì 31 agosto 2018

25 ANNI DI HELLBOY

L'INVOLONTARIA PRIMA APPARIZIONE MONDIALE (IN ITALIA) DI HELLBOY

di Saverio Ceri

Il catalogo della rassegna internazionale del Fumetto e del Fantastico di Prato del 1993 - illustrazione di Mike Mignola

Febbraio 1993
Quell’anno, come di consuetudine in pieno inverno, la tradizionale “Rassegna Internazionale del Fumetto e del Fantastico di Prato” presentava un catalogo con la copertina illustrata dal giovane, ma già affermato, cartoonist statunitense Mike Mignola. L’illustratore californiano che aveva appena disegnato lo storybord del film Dracula di Francis Ford Coppola, traendone poi un fumetto vero e proprio, pubblicato all'epoca dalla Topps e recentemente riproposto dalla IDW, era uno degli ospiti d’onore della kermesse pratese di quell’anno, e aveva realizzato per l’occasione un paio di disegni del “suo” Dracula con i “nostri” Martin Mystère è Dylan Dog. L’immagine con Martin Mystère vinse il ballottaggio divenendo la cover del catalogo di Prato ‘93, quella con Dylan Dog trovò posto  in seconda di copertina di Dime Press n.3, andando ad impreziosire la galleria dei “chi l’ha visto” inaugurata del Tex di Manara e proseguita nel secondo numero della rivista col Nathan Never di Moebius. Quelle due illustrazioni sicuramente contribuirono a scegliere alcuni anni dopo lo stesso Mike Mignola come copertinista della prima, sfortunata edizione americana di Dylan Dog. 

Una tavola del Bram Stoker's Dracula realizzato da Mike Mignola (c)IDW/Mignola

Ma torniamo a quel febbraio del 1993: durante l’immancabile cena con tutti gli autori presenti alla mostra, che quell’anno si svolse nel locali di un bar/ristorante oggi scomparso, l’Igloo, al piano terra del palazzo di Via Ferraris dove allora si trovavano gli uffici di Metamedia, l’associazione che si occupava di organizzare il convegno pratese, ospitammo (anche noi di Dime Press eravamo tra i membri di Metamedia), oltre che il Mike Mignola originale, americano, anche il “Mignola Italiano” ovvero Nicola Mari, anche lui giovanissimo disegnatore bonelliano che aveva allora all’attivo un paio di storie di Nathan Never, dal tratto decisamente ispirato dell’illustratore statunitense. 

Un Nathan Never d'epoca (1991) realizzato da Nicolo Mari, decisamente mignoliano
Il vulcanico Antonio Vianovi, editore di Dime Press approfittò della ghiotta occasione per farsi fare un disegnino a quattro mani del maestro americano e dal suo allievo al di qua dell’atlantico, per la prima (e unica) volta insieme. Per la cronaca se si incontrassero oggi le loro matite non si amalgamerebbero come all'epoca visto che Il tratto di Nicola Mari si è poi allontanato anni luce degli esordi di stampo mignoliano, ma questa è un’altra storia.
Il buon Nicola se non ricordo male fu il primo a mettere mano sul foglio realizzando il suo Nathan Never, dopodiché Mignola aggiunse il suo, all’epoca sconosciuto, personaggio, un mostro infernale che si stava catapultando sull’agente Alfa. Non ricordo se fu lo stesso Mike ad aggiungere le ali e la coda a Nathan, ma mi parrebbe l’ipotesi più plausibile. La firma con accanto il simbolo del copyright non lascia adito a dubbi, quel mostro era il nuovo personaggio di Mignola che da lì a qualche mese avrebbe esordito negli states con una propria collana, per la neonata etichetta Legend della Dark Horse: tale Hellboy.

Mignola cita se stesso (e Claudio Villa) con Hellboy (2016)
Cover di Mignola per il primo Dylan Dog U.S.A. (1999)
























Giugno1993
Passano i mesi e con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia vede la luce il quarto numero di Dime Press, datato maggio, ma mandato  in stampa almeno nel mese successivo. Se non erro era fine giugno, quando andammo a dare una mano a Vianovi a scaricare la tiratura dell’albo e metterla nel suo incredibile “magazzino nascosto”: sembrava la bat-caverna; un capannone, sicuramente nato ad uso artigianale, posto in una corte interna tra i palazzi di Firenze, a cui si accedeva tramite una sorta di cunicolo basso e stretto che partendo da una strada degna di questo nome, si insinuava tra le case fino appunto a  giungere davanti alla porta metallica del magazzino della Glamour; dentro, oltre appunto alle pubblicazione realizzate dall’editore fiorentino, si poteva trovare la vasta collezione di comics originali dello stesso Antonio e ammucchiati qua e là disegni originali, cataloghi, opuscoli, poster e gadget vari raccolti chissà dove e chissà quando, ma anche chissà come, dal nostro funambolico editore. In copertina di quel numero quattro, Vianovi aveva deciso di mettere, facendolo colorare in tipografia, proprio il disegno della coppia Mignola/Mari realizzato in quella serata di febbraio all’Igloo

Dime Press 4 - l'albo più ricercato dai fan di Hellboy

I colori, che già all’epoca non mi sembrarono molto felici (soprattutto lo sfondo sfumato), li decise lo stesso Vianovi e non conoscendo, né lui, né nessun altro, fino a quel momento il personaggio mignoliano decise di far colorare Hellboy con un neutro colore grigio: un classico colore da mostro. E per questo che nella sua prima apparizione mondiale, di 25 anni fa, il più famoso personaggio di Mike Mignola, protagonista anche di un paio di film diretti dal Premio Oscar Guillermo del Toro, appare di un colore diverso dal suo abituale rosso fiammante.

Hellboy, interpretato da Ron Perlman è stato, per  ora, protagonista di due pellicole cinematografiche.

Quel numero di Dime Press è l'albo della serie più ricercato dai collezionisti, soprattutto statunitensi, proprio grazie a quella copertina di cui vi abbiamo appena narrato le "origini segrete". L'albo è stato venduto on-line anche a 1500 Dollari e la tiratura risulta ormai esaurita da tempo.
Per festeggiare questi 25 anni dalla prima mondiale di Hellboy, vorremmo rendere finalmente giustizia al personaggio di Mignola, ricolorandolo col suo pigmento naturale. Ecco qui sotto come avrebbe dovuto essere, nel 1993, quel suo primo balzo nel mondo dei comics.


L'immagine della cover di Dime Press 4 con Hellboy ricolorato di rosso per questo post 
Saverio Ceri


P.S. Nello scrivere il post, nella notte tra il 24 e il 25 agosto, mi era venuto il dubbio su chi avesse il disegno originale di questa cover, forse lo stesso Antonio Vianovi, o forse Mari? L'unico che poteva darmi una risposta sicura era proprio Antonio, "magari domani lo chiamo..." . 
Magari potessi ancora chiamarlo.
Antonio ha lasciato questo mondo poche ore dopo. 

P.P.S. Il dubbio su chi avesse l'originale, me l'ha tolto invece Moreno Burattini. 
Non vedevo Moreno da mesi, ma, ulteriore coincidenza, è capitato a casa mia per ragioni del tutto impreviste, lo stesso giorno in cui ho pubblicato questo post. Moreno ricorda che il disegno fu regalato da Antonio a Sergio Bonelli, ed è oggi esposto tra le decine e decine di originali che tappezzano le pareti della casa editrice; in effetti lo vedete più o meno al centro nella foto qui sotto.


martedì 28 agosto 2018

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 40

di Saverio Ceri

Hanno ben poco di segreto le origini della copertina del quarantesimo classic di Tex, ma ci daranno ugualmente qualche spunto per ripercorrere la settantennale carriera del ranger bonelliano attraverso vignette e copertine d'epoca.
L'albo di cui ci occupiamo stavolta ristampa a colori gli ultimi 4 numeri della quinta serie a striscia di Aquila della Notte e i primi due della sesta (la prima ad avere un nome, Serie Verde), pubblicati tra l'aprile e il maggio del 1953. I sei albetti furono già raccolti nei due Albi d'Oro del settembre 1955, ovvero i numeri 23 e 24 della seconda serie della pubblicazione quindicinale. Essendo già stata utilizzata la cover del numero 23 per lo scorso Tex Classic, la cover papabile, secondo una regola non scritta della collana, rimane solo una, quella del numero 24, che vedete qui sotto, seguita dalla versione odierna:



La scena della copertina sintetizza le due vignette della ventiquattresima pagina della prima striscia della serie verde, L'enigma dell'ippocampo, che da anche il titolo a questo classic. Tex  protegge la fuga del figlio Kit, disarmando a modo suo un'avversario.


La differenza è che qui l'avversario è incappucciato. Chissà perché Galep scelse di raffigurarlo in occasione della ristampa quindicinale senza cappuccio? Nella cover della striscia originale, che potete vedere qui sotto, infatti, gli avversari appaiono come nell'avventura, ben incappucciati.


Il giovane Kit, si intravede, fuggiasco, solo in basso a sinistra nella copertina, mentre Tex gli copre la fuga, contrastando efficacemente gli avversari. 
Nel 1958, in occasione della riproposta in raccoltina di questa vicenda viene utilizzata nuovamente l'immagine per il 35° albo della cosiddetta serie rossa, la terza e ultima raccolta a strisce delle avventure di Tex.  In questa occasione la camicia di Tex diventa gialla e il cappello impallidisce, mentre il giovane Kit, come suggerisce il titolo, viene catturato e scompare come per magia dall'immagine.


Anche Claudio Villa nel 2006 in occasione della nona cover per la collezione storica  a colori di Repubblica, ripropone la vicenda del duello tra sedie e tavoli contro gli incappucciati, anche in questo caso Tex spara solo per disarmare, così come il giovane Kit è già scomparso dalla scena. 


Appuntamento alla prossima puntata. 


N.B. Trovate tutte le altre origini delle copertine di Tex Classic alla pagina Cronologie & Index!


Saverio Ceri

RISATE BONELLIANE 13

di Filippo Pieri

Nuovo appuntamento con le risate bonelliane, la rubrica che riprende le barzellette delle "Settimana Enigmistica" attinenti a temi bonelliani - in questo caso l'Africa di Adam Wild. La prima è tratta dal n. 3706 del 5 Aprile 2003 (pag. 15), la seconda dal n. 4321 del 15 Gennaio 2015 (pag. 42) e la terza dal n. 4392 del 26 Maggio 2016 (pag. 43).




N.B. Trovate i link alle altre "Risate Bonelliane" su Cronologie & Index!

sabato 25 agosto 2018

CIAO ANTONIO


Una delle più recenti immagini di Antonio Vianovi. Dal sito di Crime City Comics, Kermesse dedicata al giallo, in quel di Castiglion de Pepoli (BO), di cui Antonio era uno degli organizzatori.  

All'alba di stamani 25 agosto ci ha lasciato Antonio Vianovi, 
Antonio è stata una figura fondamentale per noi di Dime Press, grazie alle sue conoscenze, al suo modo di fare e alla sua casa editrice abbiamo potuto realizzare, insieme a Moreno Burattini e Alessandro Monti, quella folle idea di rivista monotematica dedicata alla Sergio Bonelli Editore che ci balenò nella testa all'inizio degli Anni Novanta. Probabilmente senza di lui Dime Press non sarebbe mai stato pubblicato, né questa sua appendice telematica sarebbe mai stata varata.
Ciao Antonio, con te se ne va un pezzo dell nostra storia personale, ma anche un insostituibile protagonista del mondo del fumetto degli ultimi quarant'anni

(S.C. e F.M.) 

Antonio Vianovi allo stand della sua casa editrice, la Glamour, agli inizi degli anni 2000

venerdì 24 agosto 2018

"IL BOSS DEL FUMETTO" NELLE MANI DEL BOSS!

a cura della Redazione

Vi segnaliamo che sulla pagina ufficiale di Tex di Facebook, il 17 agosto 2018, è stato pubblicato un post che annunciava l'uscita del libro Mauro Boselli - Il Boss del fumetto di Nicola Magnolia e Francesco Manetti (saggio sul Tex boselliano arricchito dalla prefazione di Moreno Burattini e dai numeri di Saverio Ceri), con tanto di foto del grande sceneggiatore milanese che mostra orgoglioso il volume nel suo ufficio di Via Buonarroti!

Mauro Boselli in Via Buonarroti con il bro di Magnolia & Manetti (estate 2018)

Questo il testo del post:

Cari amici Texiani, è agosto e speriamo vi stiate godendo le vacanze e abbiate ancora più tempo per le letture: e se gradite un consiglio di lettura legato a Tex, ci permettiamo di segnalarvi l'uscita del saggio "Il boss del fumetto" di Nicola Magnolia e Francesco Manetti, relativo all'opera artistica di Mauro Boselli sulle pagine di Tex.

Ecco come appare il post su Facebook

N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & news!

giovedì 23 agosto 2018

ANNI NOVANTA: L'INFERNO E IL PARADISO DEL DEFORME NELL'ARTE DI ANDREA VENTURI - UN QUARTO DI SECOLO DI JOHNNY FREAK! (FROM THE VAULT 12)

di Francesco Manetti

Una versione leggermente diversa di questo intervento fu pubblicata nel 2002 sul catalogo della Rassegna Internazionale del Fumetto e del Fantastico di Prato. Credo che fosse una delle ultime edizioni di quel grande salone, uno dei più partecipati in Italia, soprattutto quando la mostra-mercato veniva tenuta nelle strutture di Pratilia, avveniristico ma mai decollato shopping-center che qualche tempo fa è stato abbattuto dopo anni di abbandono. (f.m.)

Dylan Dog incontra Johnny Freak


Johnny Freak e Oppio!: due storie di Andrea Venturi a confronto 

Cari freaks, (…) e non a caso vi abbiamo chiamati freaks (beninteso simbolicamente, come fratelli dei "mostri"). Questo è infatti, ancora una volta, un albo ‘speciale’: per il ritorno ai pennelli dell’acclamato Venturi di L’uomo che visse due volte, ma soprattutto perché è un po’ il "manifesto" della filosofia di Dylan nei confronti dei "diversi". E Johhny Freak ha buone probabilità di diventare un nome-simbolo, e un grido di battaglia. Basta, a voi una delle storie più "sentite" che abbiamo mai realizzato.

Dylan Dog n. 81, giugno 1993. Disegno di Stano


Così il "Club dell’Orrore" (ovvero la rubrica redazionale di dialogo con i lettori) apparso ormai un quarto di secolo fa su Dylan Dog n. 81 del giugno 1993: traspariva indubbio l’orgoglio della casa editrice e dei curatori della collana per la storia che andavano a presentare, e una – ben riposta - speranza. Il futuro avrebbe infatti arriso a Johnny Freak, sicuramente uno degli episodi più amati, più citati e più vivisezionati dal fandom dylaniano e non solo. L’argomento dell’albo è sicuramente grave (nel senso di “pesante”) e i testi di Tiziano Sclavi e Mauro Marcheselli (che è stato uno dei più capaci – e purtroppo meno “sfruttati” - soggettisti e sceneggiatori di Via Buonarroti) ci rendono difficile procedere nella lettura senza avvertire un crescente “magone”: il mostro è tale solo di aspetto, solo per sfortuna, solo per un orrendo crimine altrui. Il mostro sul quale l’Indagatore dell’Incubo si trova stavolta a investigare è una vittima della mostruosità del prossimo. Il povero Johnny è costretto a vivere e a patire suo malgrado nell’infelice ruolo di donatore d’organi… vivente! 


Tex n. 451, maggio 1998. Disegno di Villa


Un ché di Grand Guignol anche nei Tex nn. 451 e 452 (maggio e giugno 1998, scritti da Claudio Nizzi, il primo erede fumettistico di Gianluigi Bonelli, e "traghettatore" verso Boselli della testata), che vedono dipanarsi un’avventura tutto sommato di breve durata per il Ranger, un’avventura di gusto classico, dove il più perfido e viscido dei criminali (non a caso veniva definito freak dal sottoscritto e da Moreno Burattini, autori di Cavalcando con Tex, nel quinto volume della poderosa enciclopedia illustrata pubblicata da Little Nemo intorno al Duemila) è un nano, brutto e gibbuto, chiamato Ruby. Grand Guignol nel Grand Guignol la magistrale sequenza di finto-vero omicidio sul palcoscenico del piccolo teatro di Montrose, vivace cittadina della Frontiera.
Andrea Venturi è il trait d’union fra i due mondi: il Far West di fine XIX secolo e la Londra di fine II millennio. Valente disegnatore, dal tratto morbido di non celata derivazione artistica americana: si nota un qualcosa anche del Frank Frazetta di Johnny Comet…, soprattutto di fronte a certe, gradevolissime, “licenze anatomiche” nel delineare i personaggi. Questo vale soprattutto per la prova willeriana. Lo stile di Venturi, a quell'epoca, era ancora in evoluzione, in formazione... Sul Dylan Dog del 1993 risente molto di una certa, grande scuola italiana del "fumetto popolare" e seriale, con Ambrosini e Roi su tutti. 

Il gobbo malefico Ruby, nell'interpretazione che ne diede Virgilio Muzzi in "Cavalcando con Tex" n. 5


I due esseri deformi si guardano a distanza di oltre cent’anni in uno specchio: Johnny Freak, vittima gentile e cuore d’artista, vede aldilà dell’argentina superficie l’oscuro Ruby, ricattatore e assassino. Venturi sceglie di donare a Johnny – così devastato nel corpo (tra le altre cose gli mancano anche le gambe, e ha dovuto imparare a camminare sulle mani, come un tragico acrobata circense) – un bel volto, angelico, luminoso, e arriva addirittura a calarsi nei panni del meta-disegnatore (disegnatore dei disegni di Johnny Freak); il batraciforme Ruby ha invece tutti gli arti al posto giusto, mossi però da un cervello nero come la pece: l’autore della parte grafica, magari su indicazioni di Nizzi, sceglie felicemente di rappresentarlo con il volto e lo chassis di Marty Feldman, l’indimenticabile Igor (si può anche pronunciare “aigor”…) di Frankenstein Junior, il capolavoro cinematografico di Mel Brooks. 


Tex n. 452, giugno 1998. Disegno di Villa


Così com’erano vissuti, entrambi i “mostruosi” protagonisti muoiono tragicamente alla fine delle rispettive storie. Johnny Freak – stremato da una vita di immeritato dolore - se ne va in pace (a Dylan chiede se esista il “paradiso dei freaks”, ma si intuisce che conosca già la risposta – un "sì" squillante), se ne va in odore di santità, arrivando a perdonare i suoi carnefici (gli infami genitori, che lo usavano per rabberciare il malaticcio e arrogante fratello, loro figlio prediletto); Ruby viene preso a pistolettate dalla sua stessa complice, la maliarda Eva, e spira sputando veleno: Eva maledetta… cagna… che tu… possa… finire… all’infer… aahh! Venturi ci rappresenta la dipartita di Johhny con un luminoso contorno di mistiche visioni dell'aldilà e tratteggia la fine di Ruby, mostrandocelo nella polvere, sanguinante  e con gli occhi strabici, prima strabuzzati e poi strizzati nell’ultimo rantolo.
Come ogni favola, anche queste due, dalle fosche tinte noir, raccontate da Venturi, hanno una morale: il vero mostro sta dentro al cuore.


Francesco Manetti

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martedì 21 agosto 2018

KIT SARÀ MAI?

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4505 del 26 Luglio 2018, a pagina 30, ci sono le "Parole crociate a sbarramenti misti": il n. 4 orizzontale chiede: Il Kit amico di Tex Willer.




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RISATE BONELLIANE 12

di Filippo Pieri

Eccoci a un nuovo appuntamento con le risate bonelliane, ovvero le barzellette delle "Settimana Enigmistica" attinenti a temi bonelliani. La prima è tratta dal n. 3680 del 5 Ottobre 2002 (pag. 42), la seconda dal n. 3701 del 1° Marzo 2003 (pag. 15) e la terza dal n. 4392 del 26 Maggio 2016 (pag. 42).




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martedì 14 agosto 2018

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 39

di Saverio Ceri

Stavolta le origini segrete delle cover del Tex Classic, ci porteranno indietro nel tempo, anche se indirettamente, ben oltre i 70 anni che stiamo festeggiando per il ranger bonelliano. 
Il trentanovesimo Tex Classic, ripresenta a colori i numeri 21 e 22 della seconda serie degli Albi d'Oro, datati agosto 1955, che a loro volta ripubblicavano rimontate su tre strisce le avventure originariamente apparse sui numeri dal 37 al 42 della quinta serie della collana del Tex, editi tra il marzo e l'aprile del 1953.
Curiosamente, come ultimamente accade sempre più spesso, la copertina non proviene direttamente da uno dei due Albi d'Oro ristampati, ma da uno più o meno del solito periodo. In questo caso la cover che vedete qui sotto è tratta dal numero 23 della seconda serie del quindicinale degli Anni Cinquanta, albo che rivedremo solo nel prossimo classic. La cover tra l'altro, benché poco vista, non è tra le migliori a disposizione, con il protagonista relegato sullo sfondo e un bruttissimo (anche a livello grafico), ceffo in primo piano. Qui sotto in sequenza trovate la cover del 2018 e quella del 1955. Curioso anche l'errore del titolo nella copertina d'epoca, con una Y al posto della J di Tiger Jack.






Galep per la cover in questione, si è ispirato alla prima vignetta della terza pagina dell'albetto Il messaggio di morte, il quarantaquattresimo della quinta serie a striscia di Tex.

Le due cover "scartate", probabilmente devono questa "bocciatura" al fatto che già avevano avuto nel corso degli anni un riutilizzo da parte della redazione di Tex.
Procediamo in ordine inverso: Il numero 22 della serie Albo d'Oro quindicinale, recava come copertina l'immagine qui sotto:




L'illustrazione era ricomparsa in edicola nel 1958 come cover del sedicesimo albo della prima serie gigante di Tex, con una piccola differenza: dalle mani dell'indiano in primo piano scompare il coltello; e quello che prima sembrava quasi un sacrificio umano, diviene una sorta di veglia funebre.




Proseguiamo a ritroso. La cover del numero 21 è quella qui sotto. Come vedete presenta un'inedita composizione per la collana: in basso a sinistra compare, senza una ragione particolare, una vignetta con tanto di baloon. Forse per far vedere in copertina il protagonista, anche se di spalle?




La bizzarria della vignetta in copertina sparisce l'anno successivo, quando la redazione scelse di usare l'immagine come cover per il decimo numero della prima serie gigante di Tex, Avventura nell'Utah, titolo utilizzato tra l'altro anche per il precedente Classic. Dal disegno originale, oltre alla vignetta scompare lo sfondo, sostituito da un sole al tramonto dietro le rocce di un canyon.  Qui sotto potete vedere la cover originale in bianco e nero, dove si apprezzano bene i ritocchi apportati all'immagine, e il risultato finale giunto in edicola


 




La particolarità di questa immagine, come ci racconta Francesco Bosco nel suo blog Diario di un texofilo, è che proviene direttamente dagli U.S.A. e precisamente dalla cover  che vedete qui sotto realizzata da  Raymond Everett Klinster  per il numero 25 della collana Wild Bill Hickok, datato Ottobre 1954. L'ipotesi più probabile è che Galep a corto di idee, stra-oberato di lavoro, tra le strisce e le cover per Aquila della Notte, abbia trovato quella cover americana, reperita in redazione, molto accattivante ed efficace per Tex e l'abbia riproposta per la ristampa quindicinale. Peccato che il personaggio non assomigliasse per nulla al protagonista, tanto che in redazione, stiamo sempre ipotizzando, si ritenne necessario fare apparire Tex in qualche modo, introducendo l'infelice vignetta in basso a sinistra.



Continuando a ritroso nel tempo si scopre che lo stesso Klinster si era ispirato per il suo disegno, alla copertina di Thrilling Western vol.II, numero 3, del settembre 1934 di uno sconosciuto, almeno per noi, se pur bravo illustratore.


Appuntamento alla prossima puntata. 

Saverio Ceri

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RISATE BONELLIANE 11

di Filippo Pieri

Dopo le puntate "speciali" ritornano le risate bonelliane "classiche", con tre nuove barzellette grafiche ambientate nel mondo di Tex Willer, ovvero il West. La prima è tratta dalla "Settimana Enigmistica" n. 4006 del 3 Gennaio 2009 (pag. 44), la seconda dal n. 4019 del 4 Aprile 2009 (pag. 15) e la terza dal n. 4419 del 1° Dicembre 2016 (pag. 43).




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sabato 11 agosto 2018

MAURO BOSELLI - IL BOSS DEL FUMETTO di MAGNOLIA & MANETTI con BURATTINI & CERI ANCHE DA FELTRINELLI!

a cura della Redazione



Non solo Amazon! Adesso il libro Mauro Boselli - Il Boss del fumetto, scritto da Nicola Magnolia & Francesco Manetti, con introduzione di Moreno Burattini, numeri di Saverio Ceri e copertina inedita di Maurizio Dotti, è disponibile online anche da Feltrinelli, dove può essere richiesto al 15% di sconto!

Trovate il volume online anche presso UNILIBROYOUCANPRINT, AMAZON e al 5% di sconto da HOEPLI!




Il libro non ha una distribuzione capillare, come un prodotto a grande tiratura, e dunque PER AVERLO OCCORRE ACQUISTARLO ONLINE oppure ORDINARLO IN LIBRERIA O IN FUMETTERIA!


N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News

venerdì 10 agosto 2018

"MAURO BOSELLI - IL BOSS DEL FUMETTO"! ACQUISTALO SU AMAZON O RICHIEDILO IN LIBRERIA E IN FUMETTERIA!

a cura della Redazione



Con un po' di ritardo è finalmente disponibile da qualche settimana su Amazon il libro Mauro Boselli - Il Boss del fumetto firmato da Francesco Manetti e da Nicola Magnolia, esperto del comic e collaboratore di "Dime Web". Credo che sia, questo nostro saggio, lo studio più approfondito sul Tex di Boselli, il grande sceneggiatore milanese della Bonelli, per quanto riguarda i suoi temi preferiti (il fantastico, i supercriminali, le donne e il passato dei protagonisti) e il linguaggio con il quale narra le storie del Ranger.
Cento pagine illustrate, scritte con la passione dei lettori del buon fumetto, con un occhio anche al collezionismo, grazie alla cronologia completa boselliana che chiude l'opera: nel volume, sotto questo ultimo aspetto, ci è venuto in aiuto Saverio Ceri, con un ricchissima e inedita puntata "speciale" della sua celeberrima rubrica "Diamo i numeri", che i fan bonelliani hanno imparato ad apprezzare fin dai tempi di "Dime Press" negli anni '90.



Moreno Burattini, sceneggiatore capo e curatore di "Zagor" (e nostro amico e sodale fin da quando le nostre età cominciavano con 1 o con 2), ha scritto una succulenta prefazione, piena zeppa di ricordi e aneddoti.
Il tutto è degnamente confezionato con una straordinaria copertina di Maurizio Dotti - strutturata come fosse una splash page fumettistica - che ritrae lo scrittore Mauro Boselli al lavoro; all'interno anche il frontespizio è di Dotti, con un disegno inedito di Tex armato di Winchester!

Ecco come il volume viene presentato su Amazon:

L'obiettivo principale di questo saggio è quello di sancire la grande importanza dell'opera artistica di Mauro Boselli sulle pagine di Tex, il ranger più famoso e longevo del mondo. Analizzeremo le storie più rappresentative con l'intento di capire come "The Boss" scrive, quali sono i suoi canoni, come si muovono nelle sue storie i personaggi già consolidati e come invece agiscono i personaggi creati ex novo dal Nostro, fino ad arrivare alla comprensione del linguaggio boselliano stesso. Degno erede del grande G.L. Bonelli, creatore del Ranger, possiamo definitivamente collocare l'editor di Tex a pieno titolo nell'olimpo dei più grandi autori italiani di tutti tempi. Il tutto arricchito dalla Prefazione di Moreno Burattini e da un ricco apparato iconografico.

Il volume può dunque essere acquistato online oppure ordinato in libreria o in fumetteria.

Il libro non ha una distribuzione capillare, come un prodotto a grande tiratura, e dunque PER AVERLO OCCORRE ACQUISTARLO ONLINE oppure ORDINARLO IN LIBRERIA O IN FUMETTERIA!

La Redazione

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mercoledì 8 agosto 2018

NO, NON SONO MAFALDA E BASETTONI (E NEMMENO SUPERMAN E LINUS)!

di Filippo Pieri

Sulla "Settimana Enigmistica" n. 4506 del 2 agosto 2018. a  pag. 23, all'interno della rubrica "Cartoni e fumetti", ci sono anche due noti personaggi bonelliani? Quali? Aguzzate la vista e lo scoprirete!

N.B. Trovate i link alle altre novità bonelliane su Interviste & News!

lunedì 6 agosto 2018

RISATE BONELLIANE SPECIALE 2

di Filippo Pieri

dopo la prima puntata torna lo speciale con le "barzellette grafiche" ispirate agli eroi fumettistici non appartenenti alla Sergio Bonelli Editore. La prima e la seconda sono tratte dalla Settimana Enigmistica n. 4048 del 24 Ottobre 2009 (pagina 15 e 33) con Braccio di Ferro e Superman, mentre la terza è tratta dal n 4491 del 19 Aprile 2018 (pagina 30) e vede protagonista Batman. Buon divertimento!




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