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giovedì 25 ottobre 2012

L'INDAGATORE D'ACCIAIO. RIFLESSIONI SUL DYLAN DOG SPECIALE N. 26

di Francesco Manetti


L'evocativa cover dipinta da Angelo Stano per il Dylan Dog Speciale n. 26, Viaggio senza speranza di Giovanni Gualdoni e Luigi Piccatto uscito nell'ottobre 2012, è dedicata al tema dell'infinito. Il nastro di Moebius che vi appare non ha niente a che fare con lo pseudonimo artistico scelto dal compianto Jean Giraud, eminente fumettista francese scomparso il 10 marzo 2012 appena settantaquattrenne; il Moebius in questione (perdonatemi se non lo scrivo con la “o” sormontata dalla umlaut, visto che va bene anche la “oe”), al nome del quale il papà del Garage Ermetico si era evidentemente ispirato, era il matematico e astronomo tedesco August Ferdinand, vissuto a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo.


August Ferdinand Moebius (1790 - 1868), ideatore del geniale "nastro ritorto" che da lui prende il nome.


Discendente di Martin Lutero, allievo di Gauss, cattedratico a Lipsia ed esperto in topologia, il Moebius teutonico aveva ideato quella singolare figura bidimensionale partendo da una striscia rettangolare, sottoponendola a una mezza torsione e unendo i due lati più corti. Le due facce della superficie a due dimensioni diventano così una sola, entrano in un certo modo nel mondo tridimensionale e possono essere percorse entrambe senza soluzione di continuità, in eterno. Curiosamente, una volta creato, il nastro di Moebius ricorda il simbolo matematico dell'infinito, l'8 sdraiato, ma è solo una coincidenza: quest'ultimo si deve infatti allo scienziato inglese John Wallis, uno dei padri del calcolo infinitesimale, vissuto nel XVII secolo e morto ai primi vagiti del XVIII. Leggendo la storia che si cela dietro la copertina scopriamo che ormai per Dylan Dog (intendi: “per la collana di Dylan Dog”) tutto è possibile, bastando semplicemente allargare un po' di più le maglie che separano il naturale dal sovrannaturale, il logico dall'illogico. E dunque ben venga anche un epico scontro fra falsi angeli (ma sedicenti tali) e veri demoni!






C'è tutta una cinematografia in queste pagine di lotta del Male contro il Bene, da L'Esorcista a Gabriel a Constantine. Vexilla regis prodeunt, pesantemente, quelle del Mito. Ogni riferimento è puramente voluto a Orfeo ed Euridice, al viaggio agli Inferi per recuperare l'amata perduta, e alla fine della speranza quando l'eroe semidivino cede alla curiosità e all'impazienza tutte umane. 


Orfeo ed Euridice, gruppo marmoreo del Canova, 1775



Un mishmash incredibile, questo albo autunnale, il cui retrogusto più marcato, ciò che ti rimane sedimentato maggiormente in bocca, ricorda molto da vicino quello di certi fumetti della DC Vertigo degli anni Novanta... Sandman, Preacher e Hellblazer in testa, nei quali la dottrina neopagana del New Age (un cascame sessantottino e settantasettino che pretendeva di detronizzare il Dio del Libro in nome di un più sfumato misticismo o spiritualismo di blanda ispirazione celtico-druidica, con un tocco di moderno ecologismo e un pizzico di dottrine e pratiche orientaleggianti) viene acutamente messa alla berlina, con le soprendenti caratterizzazioni parodistiche di diavoli, luciferi, cherubini, arcangeli, putti e discendenti in linea diretta di Cristo Re.


Sandman (c) DC Comics



E il Dylan Dog che rinasce dall'esperienza oltremondanda raccontata da Gualdoni, è un personaggio ormai invincibile, che può permettersi di sfidare il reame stesso di Satana, fuori dallo spazio-tempo, e le sue affascinanti guardiane arpie. Sembra di ritrovare, in questo Dylan, il Superman pre-Crisis, al quale tutto era concesso, capace com'era di viaggiare in ogni epoca, in ogni dimensione e in ogni universo parallelo - senza più nessuna regola che non fosse quella della fantasia stessa degli autori. E la kryptonite, in tutte le sue incarnazioni multicolori, non bastava più, perché veniva sempre trovato dall'invincibile Kal-El il modo di neutralizzarla. Anche Chuck Jones poteva permettersi di far resuscitare mille e mille volte il suo Wile E. Coyote – quantunque periglioso e profondo fosse l'abisso roccioso!






La copertina di Angelo Stano per il Dylan Dog Speciale n. 26 (C) Sergio Bonelli Editore




Dylan Dog Speciale 26
VIAGGIO SENZA SPERANZA
Ottobre 2012
pagg. 164,5,20
Testi: Giovanni Gualdoni
Disegni: Luigi Piccatto

Francesco Manetti

(n.b. trovate le altre recensioni bonelliane sul Giorno del Giudizio)

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