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giovedì 30 novembre 2017

BIG WILD BUNCH GANG, LA PIÙ GRANDE! IL MUCCHIO SELVAGGIO, IL TERRORE DELLE BANDE DI FUORILEGGE! ERA SIMILE A QUELLA DI ROBIN HOOD?! - LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA (LII PARTE)

di Wilson Vieira

Arrivati alla 52esima puntata della nostra Storia del West (che stavolta si occupa del Mucchio Selvaggio), come ogni fine anno, anche in questo ultimo scorcio del 2017 il grande Wilson - storico e fumettista carioca, oltre che nostro collaboratore e prezioso amico da anni - ci saluta per le vacanze estive (ricordate che scrive dal Brasile!) e vi ricorda che il prossimo appuntamento con il West sarà a gennaio 2018! Precisiamo che tutte le immagini non bonelliane sono state selezionate e posizionate nel testo dallo stesso Vieira. Buona lettura! (s.c. & f.m.)





La Wild Bunch Gang (nota in Italia anche come Mucchio Selvaggio) fu la più grande, temeraria e avventurosa di tutte le bande di fuorilegge che ci sia mai stata nel Wild Old West Americano. Derivava dalla famigerata Banda McCarty - i cui componenti erano Tom (1855 – 1900?), Bill, Lew, George, Fred McCarty, Matt Warner, Elzy Lay (1869 – 1934) e Robert Leroy Parker (detto Butch Cassidy) (1866 – 1908) - che nel periodo 1885/1893 fu protagonista di numerosi assalti a banche e treni nel Colorado e nell’Oregon.
Butch Cassidy, Matt Warner ed Elzy Lay fondarono, nel 1893, il cosiddetto “Wild Bunch”, che ebbe tale nome perché i banditi apparivano alle feste da ballo facendo scherzi veramente feroci.




In un primo tempo il Wild Bunch era composto solo da una dozzina di giovani che, sotto la guida di Butch Cassidy, compirono alcune piccole aggressioni. Nel 1894 Cassidy venne condannato a due anni di prigione e venne rilasciato nel 1896. Il Wild Bunch fece parlare di sé soltanto dopo che una banda di nome Junior Wild Bunch, composta da quattro giovanotti - George Harris, George Bain, Joe Rolls e Shierley - tutti su 18-20 anni, nell’autunno 1896 a Meeker, nel Colorado, era stata sgominata al suo primo assalto a una banca e i quattro ragazzi erano rimasti prontamente uccisi.

Tex n. 61, novembre 1965. Disegno di Galep


L’effettivo inizio del Big Wild Bunch, del quale certe volte facevano parte più di 100 banditi, data il 1° dicembre 1897: George Curry (1871 – 1900), insieme ai famigerati fratelli Logan - Henry, Johnny, Lonny e Harvey (1867 - 1904) - e a 75 banditi della famigerata banda Hole in the Wall Pass si unirono alla banda Wild Bunch di Butch Cassidy, dando origine addirittura, credetemi!, a un incredibile Train Robbers Syndicate. La Hole in the Wall Pass era originaria della contea di Johnson, nel Wyoming, dove diverse bande fuorilegge avevano i loro nascondigli con pochissima interazione con altre bande; a volte, i membri di una banda viaggiavano insieme ad altre bande, ma di solito ogni banda operava separatamente, incontrandosi solo quando erano entrambi nel covo allo stesso tempo.






La banda era divisa in tante sottobande - rispettivamente al comando di George Curry, Lonny e Harvey Logan, Harry Alonzo Longbaugh (detto "Sundance Kid", 1867 – 1908) ed Elzy Lay, tutte sotto la direzione generale di Butch Cassidy - che operavano separatamente e che commisero numerosi assalti a banche e treni nello Wyoming, nello Utah, nel Colorado e nel New Mexico.
Alle ore 1:00 del 2 giugno 1899, Cassidy, Sundance Kid, Harvey Logan e Lay derubarono un treno Union Pacific vicino a Wilcox, nel Wyoming. Indossavano maschere fatte di tovaglioli bianchi, probabilmente rubati da un ristorante di Harvey House. La rapina fruttò loro tra 30.000 e 60.000 dollari. In seguito la banda si sciolse, uno stratagemma molto sfruttato per sviare gli inseguitori, e diversi membri fuggirono nel Nuovo Messico.
L'11 luglio 1899 membri della banda svaligiarono un treno vicino a Folsom, nel New Mexico, senza la presenza di Cassidy. L'inseguimento, operato da una squadra guidata dallo sceriffo Ed Farr (1869 – 1899), culminò in due scontri a fuoco, durante i quali lo sceriffo Farr e due poliziotti furono uccisi. Un membro della banda Sam Ketchum fu ferito e morì mentre era in custodia dei rappresentanti della legge. Elzy Lay, uno dei migliori amici di Cassidy e co-fondatore della banda Wild Bunch, fu ferito e catturato.




Il loro raggio d’azione si estendeva praticamente su tutto il territorio degli USA - dalla frontiera canadese a quella messicana - una zona di scorrerie che a buon diritto si meritò il soprannome di “Strada dei Fuorilegge”. Cassidy e gli altri membri si raggrupparono nel Wyoming. Il 29 agosto 1900, Cassidy, Sundance Kid, Kid Curry e un altro membro della banda - non identificato con esattezza, ma nel quale si è creduto di ravvisare Will Carver - assaltarono un altro treno Union Pacific, a Tipton, nel Wyoming. Meno di un mese dopo, il 19 settembre 1900, fecero irruzione nella First National Bank di Winnemucca, nel Nevada, rubando 32.640 dollari. Questi e altri lucrativi furti portato gran notorietà e fama alla banda...





Gli investigatori dell’Agenzia Pinkerton causarono al Wild Bunch tali perdite, con la cattura o la morte di componenti della banda, che finalmente Butch Cassidy e Sundance Kid, il 20 febbraio 1902, dovettero fuggire, percorrendo senza sosta la tratta da New York a Buenos Aires.





Un anno dopo si ebbe un ultimo attacco da parte di elementi dispersi della banda, a Cholila: Cassidy, Kid ed Etta Place (1878 - ?!). Quest'ultima fu la compagna misteriosa di loro due, e venne chiamata la Regina dei Fuorilegge, perché è difficile, quasi impossibile, in questo caso separare la donna e i fatti dalla legenda... Etta fece anche parte del gruppo femminile delle cosiddette Las Soldaderas, dove appare in una foto scattata in Messico o in Texas, mentre porta armi e munizioni. Dopodiché il destino di Etta Place è completamente sconosciuto, anche se molti storici, tra i quali il sottoscritto, hanno ipotizzato che avrebbe trascorso il resto della sua vita sotto un’altro nome, anzi, sotto molti altri nomi. Etta Place è per lo più una sorta di "codice cifrato" della Storia Americana, a eccezione del periodo ben documentato tra il 1900 e il 1907. Le teorie sulla sua vera identità la vedono come una madre fuggitiva del Texas, un'insegnante o una prostituta, oppure una combinazione esplosiva delle due. Congetture di noi storici, tutto qui. Nel mese di maggio si insediarono in un piccolo ranch che avevano acquistato: qui presero ad allevare animali e rimasero tranquilli, fino al 1906. Poi, misteriosamente, le non si ebbero quasi più notizie di Etta Place, dopo qualche altro incontro all’inizio del XX secolo con Sundance, e forse con Cassidy, a sud del confine. Secondo le informazioni della Pinkerton Detective Agency, Etta e Sundance tornarono negli USA nel 1902 e 1904, ma se ne andarono prima che la legge li raggiungesse.




Quando degli investigatori Americani della Pinkerton ebbero scoperto il loro domicilio, essi abbandonarono il loro ranch e assalirono, una dopo l’altra, una banca a Mercedes, in provincia di San Luis, e una a Bahia Blanca, e ogni volta fecero un bottino di 20.000 dollari. Lasciarono quindi l’Argentina per ricomparire nel 1907 in Bolivia, dove assaltarono un treno a Eucalyptus, rapinando le buste paga destinate alle miniere. Da allora gli assalti si susseguirono, fino a quando i banditi non furono scovati a San Vicente da una unità di Cavalleria. La battaglia procurò molte perdite ai soldati, poi finalmente cessò perché Cassidy aveva esaurito le munizioni. Egli però non si arrese: prima uccise il compagno, gravemente ferito, e poi si suicidò con l’ultima cartuccia rimasta, dicono, tramandata di generazione in generazione. Sebbene i loro resti non siano mais stati identificati con certezza, fino ad oggi, tuttavia è così che finiscono alcune leggende del Wild Old West: nel nulla!
Fra gli innumerevoli componenti la banda Wild Bunch, molti dei quali sono rimasti sconosciuti, per noi storici i seguenti si fecero particolarmente notare, in un modo: Butch Cassidy, il capo; Elzy Lay (William Erasus Christiansen), vice capo; i sottocapi Kit Curry (Harvey Logan), Lonny Logan e The Tall Texas (Bem Kilpatrick); Sundance Kid, sottocapo; Bill Carver, Big Nose George Curry (1871 – 1900), Flat Nose George McCarty, Bob Meeks, Tom O’Day, Bob Lee, Joe Walker, Gunplay Maxwell, John Carter, Tim Dille, Tod Carver (T. C. Hilliard), Dad Lant, Harry Tracy, Patrick Lous Johnson, Silver Tip, Blue John, Jack Moore, Pete Neilson, Charley Lee, Ed Necomb, Charles Teeters, Black Jack Thomas E. Ketchum (1863 – 1901), Sam Ketchum (1860 – 1899), Will Roberts, Jesse Linsey, William Cruzan, O. C. Hanks, James Lowe, John Arnold, Dave Atkins, Peg Leg Frank Elliott e Joe Chancellor.

Mister No n. 214, marzo 1993. Disegno di Diso


La maggior parte dei componenti della banda erano ex-cowboy. È da notare che Butch Cassidy non solo aveva proibito l’inutile spargimento di sangue, ma anche che uccise il primo uomo della sua carriera criminale solamente in occasione della ultima difesa in Bolivia. E questo perché lui e tutta la banda osservavano il rigido Codice d’Onore del Cavaliere basato sulle leggi naturali, al quale il cowboy si sottoponeva volontariamente.
Il Codice d’Onore del cowboy consisteva in 10 comandamenti:

1- Non ti interessare del passato del tuo vicino.
2- Sii ospitale verso lo straniero e sii pronto a dare la tua vita per il suo benessere.
3- Offri una buona possibilità a ogni nemico e combattilo solo quando puoi vedere il bianco dei suoi occhi.
4- Non sparare a nessun uomo disarmato e sii indulgente con l’avversario che cede.
5- Non profferire parole ingiuriose senza prima calcolare le più serie conseguenze.
6- Non essere ingrato.
7- Difenditi solo quando l’autodifesa è necessaria; la tua vita non ha alcuna importanza: importante sono soltanto il tuo onore e la considerazione di te stesso.
8- Non portar via a nessuno ciò che non ti appartiene.
9- Sii pronto ad assistere i deboli e le donne e a proteggerli contro tutto e contro tutti, e non permettere che venga loro torto anche un solo capello.
10- Se nessuno desidera o attende il tuo aiuto, preoccupati solo di te stesso.

Tex n. 60, ottobre 1965. Disegno di Galep

E la gang era generosa coi soldi rapinati. Probabilmente anche per la profonda avversione che esisteva nel Wild Old West per gli investigatori della Agenzia Pinkerton e per le Compagnie Ferroviarie e Bancarie, la banda Wild Bunch” odette, nel suo periodo migliore, di una fama leggendaria, simile a quella di Robin Hood, prendendo dai ricchi... ma, in questo caso specifico, soltanto per le loro singole tasche... of course!






Ed ecco come sono morti alcuni dei più noti fra gli innumerevoli membri della banda Wild Bunch. La morte di Bill Doolin fu violenta come quella del resto della sua banda; Ol Yantis, fu ucciso da uno sceriffo il 29 novembre 1892, a Orlando, nell'Oklahoma Territory; Arkansas Tom Jones fu catturato il 1° settembre 1893, a Ingalls, nell'Oklahoma Territory, fu condonato nel 1910 e ucciso il 16 agosto 1924 a Joplin, nel Missouri, dagli investigatori della polizia locale; Bill Dalton fu ucciso l'8 giugno 1894, vicino a Elk, nel Territorio Indiano, da un gruppo di Anadarko; Tulsa Jack Blake fu ucciso il 4 aprile 1895, nei pressi di Ames nel Territorio dell'Oklahoma, dal vice U.S. Marshal Will Banks e Isaac Prater; Bitter Creek Newcomb fu ucciso il 2 maggio 1895, nella contea di Payne, nel Territorio dell'Oklahoma, dai bounty hunters; Charley Pierce fu ucciso il 2 maggio 1895, sempre nella contea di Payne, dai fratelli Dunn (Bee, Calvin, Dal, George e Bill), che intorno al 1890, lavoravano come cacciatori di taglie, sebbene fossero stati precedentemente coinvolti in casi di furto di bestiame; Little Bill Raidler, venne ferito con armi da fuoco e catturato il 6 settembre 1895 dal vice Marshal degli Stati Uniti Bill Tilghman; fuggì nel 1903, ma a causa di complicazioni per le ferite ricevute fu di nuovo catturato e morì nel 1904. Bill Doolin fu catturato il 15 gennaio 1896, a Eureka Springs, in Arkansas, dal vice Marshal degli Stati Uniti Bill Tilghman; scappò con Dynamite Dick Clifton e fu ucciso il 24 agosto 1896 a Lawson, nel Territorio dell'Oklahoma, da una squadra sotto la guida del vice Marshal degli Stati Uniti Heck Thomas. Red Buck Waightman fu ucciso il 4 marzo 1896, vicino ad Arapaho, nel territorio dell'Oklahoma, da un gruppo della contea di Custer. Dynamite Dick Clifton fu catturato nel giugno del 1896 dal vice US Marshal del Texas; scappò con Bill Doolin e fu ucciso il 7 novembre 1897, vicino a Checotah, nel Territorio Indiano, da un vice Marshal degli Stati Uniti sotto gli ordini del Marshal Chris Madsen; Little Dick West fu ucciso l'8 aprile 1898, nella contea di Logan, nel Territorio dell'Oklahoma, da un vice Marshal degli Stati Uniti sotto gli ordini del Marshal Chris Madsen...





Wilson Vieira


N.B. Trovate i link alle altre puntate della Storia del West in Cronologie & Index!

VOLTI DI DIME WEB IN PARODIA!

di Massimo Capalbo

In attesa di ripartire con i suoi dizionari e con i suoi "titoli impossibili" il nostro Max Capalbo ha deciso di farvi fare due risate grafiche con uno dei più validi collaboratori dei Quaderni Bonelliani - il valente Franco "Frank Wool" Lana - e con i due Padri Fondatori (ahem!), ritoccando ad hoc copertine bonelliane e poster cinematografici! Ci è sembrato divertente pubblicare queste parodie, anche perché siamo nello spirito della vecchia "Collezionare"  (Moreno Burattini disegnava sulla fanzine caricature dei soci del Club del Collezionista, come avete potuto leggere nel post precedente). Buona visione! (s.c. & f.m.)















N.B. Trovate i link alle altri post curiosi su Cronologie & Index!

sabato 25 novembre 2017

1985 – 2000: COLLEZIONARE CON LA SCURE - BREVE CRONISTORIA ZAGORIANA ILLUSTRATA DI UNA FANZINE FIORENTINA... CON IL PRIMO, VERO ZAGOR DI MORENO BURATTINI!

di Francesco Manetti

Questo articolo sarebbe dovuto apparire intorno al 2012 su una rivista zagoriana. Sinceramente non ho più avuto notizie dalla redazione e dunque lo propongo per la prima volta qui su Dime Web: se qualcuno lo avesse già visto pubblicato altrove me lo faccia gentilmente sapere; per diversificarlo ho comunque fatto delle piccole variazioni, aggiunte e correzioni, sicché rimarrà comunque un unicum, quantomeno per la vastità del corredo iconografico, che spero apprezzerete. Con un punta di orgoglio posso affermare, senza tema di smentite, che il fandom zagoriano lo abbiamo creato noi di "Collezionare" e "Dime Press" - realizzando per primi, a partire dagli anni Ottanta, tutta una serie di articoli, interviste e volumi dedicati allo Spirito con la Scure, al suo universo e ai suoi autori.


Il n. 2 di "Collezionare" (aprile 1985): pur non contenendo nulla di zagoriano, il balloon di Burattini è paradigmatico del geist guerriero del collezionista!


Prima di iniziare la lettura vi invito a riflettere su tre cose importanti:
1) la rarità delle immagini con le quali ho illustrato questo pezzo, provenienti da una rivista i cui numeri, speciali e supplementi sono tutti esauriti da decine di anni;
2) il fatto che molte delle cose "fatte a mano" (titoli, balloon ritoccati con battute varie, didascalie, annunci, piccole illustrazioni generiche, caricature dei soci del Club, etc.) che apparivano su "Collezionare" erano opera di Moreno Burattini, oggi Re di Zagor;
3) ovviamente, se considerassimo Zagor = Burattini, avrei dovuto in pratica scansionare TUTTE le pagine di TUTTI i numeri di "Collezionare", cosa impossibile! ;-)
Vi segnalo infine che questo pezzo è in qualche modo "complementare" ai contenuti della rivista SCLS n. 15 della quale pubblicheremo ampia recensione in un post successivo. (f.m.)

Copertina di "Collezionare" n. 1, marzo 1985, con chiari esempi di balloon eseguiti a mano dallo zagoriano Burattini


Come racconto più approfonditamente qui su Dime Web in un'apposita pagina, nel marzo del 1985 usciva a Campi Bisenzio, un popoloso e operoso paese che sorge in provincia di Firenze nella piana alluvionale dell'Arno, il primo numero di "Collezionare", una sottilissima rivista ciclostilata espressione del Club del Collezionista, nato a sua volta dalle ceneri di un fugace Club del Francobollo fondato nel 1983 e chiuso nel 1984. Dietro al progetto c'erano essenzialmente quattro ragazzi, divoratori di fumetti e accaniti raccoglitori di ogni bendiddio, e soprattutto di materiale cartaceo: Simone Biagiotti, Enrico Cecchi e Alessandro Monti, guidati da Moreno Burattini. La fanzine, creata dall'attuale curatore del mensile Zagor della Sergio Bonelli Editore e dai suoi più stretti amici, ha sempre avuto un occhio di riguardo verso lo Spirito con la Scure. Vediamo fin nei più minimi dettagli dove e quando...


1 - LA SERIE REGOLARE (1985 - 1991)

1.1 - Anni Ottanta

Nell'articolo pilota della rubrica "Fumettomania" (Fumetto: perché?) apparso sul n. 1 del marzo 1985, Burattini prometteva che sui numeri successivi di "Collezionare" si sarebbe parlato di Zagor, Tex, Mister No, Alan Ford, Diabolik e altri ancora; nella rubrica “Mercatino!” l'articolista pubblicava indi la sua personale mancolista, nella quale non mancava di informare i lettori che stava ancora cercando Zagor originali (coll. Zenith) dal 3 al 30 (54 – 81). Era questo il primo, indolore assaggio della Scure!


Qui e sopra: l'articolo completo Fumetto: perché? firmato (letteralmente!) da  Moreno Burattini, dove viene citato Zagor ("Collezionare" n. 1). Balloon, titoli e glossa illustrata di Burattini.

L'annuncio anche zagoriano di Moreno Burattini sul "Mercatino!" ("Collezionare" n. 1)


Dopo il n. 2 dell'aprile 1985, che non presentava niente di "darkwoodiano", Zagor appare finalmente per la prima volta in immagine (e non come semplice citazione del nome) sulla copertina del n. 3 del maggio/giugno 1985. Si tratta di un montaggio di vignette eseguito sempre da Moreno Burattini, autore di quella che, dicendolo fra il serio e il faceto, potrebbe essere dunque considerata la sua prima "storia a fumetti" – una parodia – avente come protagonista la creatura di Nolitta! Il balloon dice: Per tutti i tamburi di Darkwood! ...La mia collezione di tronchi d'albero mi sta dando del filo da torcere! Zagor compare anche all'interno, come semplice illustrazione a un'ironica intervista a Biagiotti & Monti (Fateci posto che arriviamo noi!) e di nuovo come oggetto di disperate ricerche nel “Mercatino”.

La copertina di "Collezionare" n. 3, con il primo, vero fumetto di Zagor firmato Burattini! ;-)
Zagor appare come mera illustrazione di corredo a una buffa intervista, su "Collezionare" n. 3
Zagor ancora protagonista del "Mercatino!" ("Collezionare" n. 3)


Un fugace Cico illustra poi l'articolo Fumetti Shop di Burattini apparso sul n. 4 datato settembre 1985, un pezzo nel quale si parla delle librerie e di altri punti vendita fumettistici, del nuovo e dell'usato, nell'area fiorentina; lo Spirito con la Scure, con il suo creatore, viene anche citato nel Cruciverba del Collezionista, opera ancora di Moreno Burattini; Zagor è un'altra volta nominato nelle ricerche del “Mercatino” e, infine, nella rubrica di anticipazioni "Ciò che troverete sul prossimo numero" in terza di copertina.

Cico illustra, con una sua gag, un articolo del Burattini ("Collezionare" n. 4)
Definizioni zagoriane nel Cruciverba del Collezionista ("Collezionare" n. 4)
Zagor e il suo creatore citati nel "Mercatino" e nelle anticipazioni del prossimo numero ("Collezionare" n. 4)


Il primo, vero pezzo zagoriano di "Collezionare" dovette però aspettare il n. 5 (ottobre/novembre 1985): ecco, annunciata in copertina, la biografia artistica del creatore del Giustiziere di Darkwood intitolata guidonolitta, con interventi inediti, all'interno del contenitore “Fumettomania” curato da Burattini. Da notare come i primi contatti fra Moreno Burattini e Sergio Bonelli (fatti di lettere e telefonate) risalgano proprio a questo periodo.


La cover di "Collezionare" n. 5, con il richiamo zagoriano

Qui e sopra, l'articolo completo guidonolitta di Moreno Burattini ("Collezionare" n. 5)

Di Zagor si parla brevemente anche sul n. 6, uscito nel dicembre 1985, quando, annunciando nelle “Extra News!” l'imminente uscita di Dylan Dog, si spiega che il Creatore dell'Incubo Tiziano Sclavi era stato anche sceneggiatore dello Spirito con la Scure; infine, viene ricordato Nolitta nella rubrica "Elenco numeri arretrati".


Lo Zagor di Sclavi citato nelle "Extra News!" in "Collezionare" n. 6


"Elenco numeri arretrati" con Guido Nolitta ("Collezionare" n. 6)


Cico è invece la vittima inconsapevole di un Doppio Quiz in stile "La Settimana Enigmistica" apparso sul n. 7 del marzo 1986; Nolitta torna in "Elenco numeri arretrati"; sullo stesso numero, ancora nelle “News”, buon risalto alle novità zagoriane (lo sceneggiatore Sclavi vara Dylan Dog, l'arrivo al Club di una lettera di Bonelli e l'entrata di Torricelli nello staff di Zagor).


Cico nel Doppio Quiz ("Collezionare" n. 7)
Nolitta in "Elenco arretrati" ("Collezionare" n. 7). Notare il balloon di Carson, opera di Burattini.

Qui e sopra. Si parla di Zagor e Nolitta nelle "News!" di "Collezionare" n. 7; notare lo "strillone" disegnato da Burattini


Dopo otto mesi di assenza la fanzine ricompare nel gennaio 1987 con il n. 8. Ed ecco, firmata Enrico Cecchi e Moreno Burattini e annunciata in copertina, la rubrica “I' personaggio d' i' mese”, inaugurata da una brillante parodia non politicamente corretta del parto nolittiano – con tanto di falsa intervista – tutta redatta in vernacolo fiorentino (con inflessione campigiano-pratese!): nasce così Zagor-The-Gay! Se qualcuno, 30 anni dopo, avesse da storcere il naso per questa falsa intervista non politicamente corretta, gli faremmo notare che del politicamente corretto noi di "Collezionare", di "Dime Press" e di "Dime Web" ce ne siamo sempre sbattuti e che sul n. 9 della fanzine venivano pubblicate le parole dello stesso Sergio Bonelli, che diceva di essersi "divertito" (vedi più avanti)!  Zagor viene anche citato nel "Mercatino".


"Collezionare" n. 8, gennaio 1987. Balloon di Burattini





Qui e nelle tre immagini sopra la riproduzione integrale della spassosa intervista/parodia di Zagor (balloon ritoccati e altri interventi grafici di Burattini), politicamente scorretta e in vernacolo fiorentino

Zagor nel "Mercatino" di "Collezionare" n. 8


L'amabile presa di giro pubblicata sul n. 8 suscita il divertimento – e un bonario rimbrotto! - di Sergio Bonelli, la cui più recente missiva al Club del Collezionista viene pubblicata con il dovuto risalto nello spazio "Qui Club" sul n. 9 del maggio 1987; lo stesso albo - il primo realizzato con una certa professionalità - ospita le quotazioni di Zagor in “Fumettinvest” di Enrico Cecchi, le compravendite zagoriane nel “Mercatino” e l'elenco arretrati con il n. 8 dell'intervista farsesca.



La lettera di Nolitta su "Collezionare" n. 9; notare l'errore di battitura ("Zagar")


Quotazioni zagoriane su "Collezionare" n. 9


Inserzioni zagoriane sul "Mercatino" di "Collezionare" n. 9 
L'intervista farsesca a Zagor ricordata nell'elenco arretrati del n. 9. Notare la pubblicità del Rifugio del Fumetto realizzata da Moreno Burattini con i personaggi di Silver


"Collezionare" evolve in una vera e propria prozine – in quanto a grafica e professionalità dei contenuti – con il n. 10 del settembre 1987, il primo ad avere una cover inedita (di Cavezzali) e un logo autoriale (di Dante Bastianoni). Zagor appare come testimonial dei punti vendita della rivista (con un balloon e un elenco opera di Burattini) nella pagina degli arretrati (dov'è altresì citato).


Zagor testimonial dei punti vendita di "Collezionare" nella pagina degli arretrati sulla IV di copertina del n. 10


Breve apparizione di Zagor anche sul n. 11 del gennaio 1988 (il primo con copertina in cartoncino), nell'articolo I robot di Asimov di Monti & Burattini: in un'illustrazione lo vediamo alle prese con il temibile robot gigantesco Titan, alieno alle Tre Leggi della Robotica! Ovviamente Zagor è citato nell'elenco arretrati...


Zagor e Titan appaiono di corredo iconografico a un articolo su Asimov: didascalia scritta a mano da Moreno Burattini! ("Collezionare" n. 11); Asimov, insieme a King, era uno dei "pallini" letterari della fanzine

Zagor citato nell'elenco arretrati del n. 11


Il n. 12, datato maggio 1988, può essere considerato una sorta di anticipazione dello Speciale Zagor (che avrebbe visto la luce, come vedremo più avanti, un paio di anni dopo), ed è anche esemplare del focalizzarsi dell'interesse di Burattini verso il personaggio nolittiano: in questi anni Moreno sta infatti pensando alla sua prima sceneggiatura e invia prove alla Bonelli. Suo è l'articolo introduttivo della rivista, Gallieno Ferri, lo Spirito col Pennello, dedicato al creatore grafico; segue un'intervista all'artista di Recco, ottenuta dal nuovo acquisto - chi vi scrive!- alla Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna; come corredo iconografico al colloquio, un inedito Zagor in canoa, schizzato al volo dal disegnatore durante la registrazione su nastro magnetico. Ferri viene richiamato in copertina e Zagor viene citato nell'elenco degli arretrati in quarta. Viene introdotto il sottotitolo di testata "fumetti & libri", a indicare anche la propensione letteraria della rivista. Questo fascicolo fu per il sottoscritto qualcosa di fatale: è la prima pubblicazione in assoluto alla quale collaborai.


Gallieno Ferri richiamato sulla copertina del n. 12, disegnata da Boschi, che fu anche direttore responsabile di "Collezionare"





Qui e nelle precedenti cinque immagini l'articolo completo di Moreno Burattini su Gallieno Ferri pubblicato in "Collezionare" n. 12


Qui e nelle due immagini precedenti la lunga intervista a Gallieno Ferri (con tanto di sketch inedito) pubblicata da "Collezionare" sul n. 12. Si tratta in assoluto della mia prima pubblicazione!
Zagor nell'elenco arretrati in quarta di copertina del n. 12

Nella seconda di copertina del "Collezionare" n. 13, del dicembre 1988, si anticipa l'uscita per il 1989 dello Speciale Zagor (che però slitterà di un anno per l'enorme mole di lavoro); più avanti nell'albo, dopo un corposissimo dossier su Tex, leggiamo Dieci anni di Special Bonelli di Burattini & Monti, nel quale trovano ampio spazio gli speciali Cico, apparsi a partire dal 1979, e il primo speciale Zagor, uscito nel 1988. Zagor e Ferri vengono citati in IV di copertina nell'elenco arretrati. Il n. 13 è il primo a recare in copertina il sottotitolo "parole & immagini" che ci accompagnerà fino alla fine...


Lo Speciale Zagor annunciato su "Collezionare" n. 13; leggendo l'editoriale possiamo capire quanto si impegnassero quei ragazzi in quei tempi! ;-)



Qui e nelle tre immagini precedenti i passaggi dedicati a Cico e Zagor nell'articolo sui 10 anni di speciali bonelliani pubblicato in "Collezionare" n. 13 (autori Burattini & Monti)
Zagor e Ferri citati nell'elenco arretrati del n. 13

Il passaggio all'impaginazione elettronica occorse con il n. 14 del maggio 1989, e purtroppo partimmo male, con un orrendo "Eleutieri" (invece che Eleuteri) Serpieri proprio in copertina! Questo è il primo numero della fanzine con un Direttore Responsabile: il celeberrimo Luigi Bernardi, uno dei massimi esperti del fumetto in Italia, avrebbe apposto il suo nome per tre numeri. Parte con questo la rubrica delle lettere "The Mailin' Pot", curata dal sottoscritto (avrei curato analoga rubrica anche su "Dime Press"). Pure su questo fascicolo lo Spirito con la Scure viene citato a più riprese: nell'editoriale, dove si ricorda che Bonelli aveva parlato di noi proprio sul mensile di Zagor; nelle "News", con la segnalazione del nuovo speciale estivo e del cambio di periodicità di Tutto Zagor; nell'elenco arretrati, con la citazione di Ferri.


Nell'editoriale di "Collezionare" n. 14 si ringrazia Sergio Bonelli per aver parlato della fanzine sul mensile Zagor. Di sfuggita vi faccio notare che si parla anche del naufragio di un "progetto Mondi Paralleli". Doveva essere una rivista pubblicata da un editore esterno, ma non se ne fece nulla; il nome fu "riciclato" una prima volta per la fumetteria che Burattini, Ceri e il sottoscritto avrebbero aperto a Prato nel 1995 e una seconda volta per la serie di fumetti SF che il sottoscritto ha realizzato con Luciano Costarelli!


Lo speciale estivo di Zagor e TuttoZagor citati nelle "News" firmate da Burattini su "Collezionare" n. 14


Quarta di copertina di "Collezionare" n. 14: Gallieno Ferri viene citato nell'elenco arretrati


Si torna a parlare di Zagor sul n. 15, uno dei più curati in assoluto (il primo con il sommario), uscito nell'ottobre 1989. Si parla di "Fumo di China", di "Fox Trot", etc., cose non zagoriane, ma il man behind  era Marcello Toninelli, in quel periodo sceneggiatore zagoriano di punta e primo erede di Nolitta (che non scriveva storie dello Spirito con la Scure dal 1980); c'è poi uno spassoso intervento di Mauro Boselli sui segreti, anche zagoriani, della redazione di Via Buonarroti... Zagor via Toninelli viene nominato nell'editoriale, dove viene anche ri-annunciato il nostro speciale Zagor (che stava finalmente per uscire); leggiamo il nome dello Spirito con la Scure nell'annuncio pubblicitario di Giorgio Benesperi (uno dei maggiori collezionisti e mercanti toscani del fumetto d'antiquariato); troviamo infine Zagor nelle "News" di Burattini. Da sottolineare che il n. 15 vede il debutto in redazione di Saverio Ceri (co-fondatore di "Dime Press" e "Dime Web"), ma soprattutto amico fraterno da 30 anni di chi vi scrive. Con questa uscita, grazie ai sempre più stretti contatti di Burattini con la Bonelli, cominciano a piovere da Milano tutta una serie di interventi, immagini e anticipazioni inedite che faranno la gioia di lettori: questo trend non verrà più abbandonato e diverrà la "cifra stilistica" di "Dime Press".


Zagor nell'editoriale di "Collezionare" n. 15


Zagor nell'annuncio pubblicitario di Benesperi su "Collezionare" n. 15; il negozio nominato accanto esiste ancora ed era uno dei "templi" dei soci del Club del Collezionista. Vi faccio notare, nella pagina della posta, una delle "goliardate" che facevamo allora: volendo parlare di un argomento che ci premeva arrivavamo anche a creare lettere fasulle! "Mino Venattona" è l'anagramma di "nome inventato"; Ottroalo, il paese, va letto in vernacolo fiorentino e significa "o trovalo (se ti riesce)"; PI non vuol dire Pisa, ma Provincia Inesistente!
Gli speciali di Zagor e di Cico annunciati nelle "News" di Moreno Burattini su "Collezionare" n. 15


Qui e nelle due scansioni precedenti l'articolo completo di Mauro Boselli che dipinge, tra il serio e il faceto, un prezioso spaccato della redazione di Via Buonarroti di fine anni Ottanta, quella che noi di "Collezionare" (soprattutto Burattini) cominciammo a frequentare. Notare i riferimenti zagoriani. ("Collezionare" n. 15)


1.2 - Anni Novanta

Il n. 16, licenziato nel maggio 1990, fu in assoluto il più curato, dal punto di vista grafico, dell'intera collana (zampino anche di Saverio Ceri). Viene abbandonato il logo di testata creato da Dante Bastianoni nel 1987, optando per un carattere elettronico molto pulito. Nella rubrica postale “The Mailin' Pot” curata per questa volta da Moreno Burattini (perché il sottoscritto, mentre si preparava questo numero, era sotto le armi), appare una lunga lettera di Stefano Priarone, avente per oggetto lo Speciale Zagor: è la prima incursione del valente critico di Ovada (futuro collaboratore di "Dime Press" e oggi giornalista a livello nazionale) su una rivista gestita dal gruppo di “azione fumettistica” Burattini, Ceri, Monti & Manetti! Ma tutta la pagina della posta del n. 16 è in qualche modo "zagoriana": c'è anche una lettera di Bonelli, creatore del personaggio, la segnalazione di un'apparizone di Zagor in Martin Mystère, e nuovamente l'annuncio di Benesperi! Lo Spirito con la Scure viene nominato nell'editoriale e recensito nelle “News” di Saverio Ceri.


Si parla ampiamente del nostro speciale Zagor nell'editoriale di "Collezionare" n. 16





Vista la densità e la quantità di argomenti zagoriani apparsi sulla rubrica della posta di "Collezionare" n. 16 ve la proponiamo per intero (qui e nelle tre immagini precedenti)
Si parla di Zagor anche nelle "News" di "Collezionare" n. 16, curate stavolta da Ceri
Zagor in quarta di copertina del n. 16 di "Collezionare"

Le “raccoltine” delle strisce di Zagor, apparse fra il 1962 e il 1965, sono invece l'argomento di una delle lettere pubblicate sul n. 17 del novembre 1990: viene fornito l'elenco completo dei 35 titoli, da “La foresta degli agguati” a “Timber Bill”. Vediamo Zagor anche nel consueto annuncio del Benesperi, nell'articolo Fanzines Story 1983- 1990 di Moreno Burattini (con la riproduzione della cover del nostro speciale), nelle "News" di Ceri (dove si parla anche del nuovo staff di sceneggiatori del mensile bonelliano, col debutto di Burattini) e nell'elenco degli arretrati in quarta. Con questo fascicolo il direttore responsabile diventa Luca Boschi. Il numero, denso di contenuti, fu purtroppo penalizzato da una scelta infelice del cartoncino di copertina (un verde pallido che svilì soprattutto il bel disegno inedito della Buffolente) e da una stampa cialtronesca.



Qui e sopra: la lettera e la risposta incentrate sulle "raccoltine" di Zagor ("Collezionare" n. 17)

Quando si parla di "Collezionare" nell'articolo sulla storia delle fanzine ecco come illustrazione la cover del nostro speciale Zagor! (dal n. 17)
Zagor nelle "News" di Saverio Ceri, col debutto di Burattini ("Collezionare" n. 17)

Lo speciale Zagor nell'elenco arretrati di "Collezionare" n. 17


Varato dal Club del Collezionista insieme al GAF, l'ultimo numero della serie regolare di "Collezionare" è il 18°, ed è datato settembre 1991 (del 19/20, il Tex Index 1/100, parliamo sotto): nelle schede sugli autori di corredo al dossier Cattivik, appare anche la biografia di Moreno Burattini, recentemente entrato nello staff di Zagor. Bozzetti zagoriani inediti di Renato Polese vengono mostrati nelle “News” e si parla della creatura di Nolitta anche nella pagina della posta, rispondendo a una domanda su Boselli. Questo numero suscitò in chi vi scrive un po' di sconforto, perché nei risultati del Referendum di "Collezionare" venne fuori che le cose meno gradite erano la rubrica "La biblioteca di Trantor" dedicata alla narrativa di genere e da me curata, e i servizi su Stephen King, che realizzammo soprattutto io e Burattini... Nell'editoriale, vergato dal sottoscritto a nome di tutta la redazione, si spiega il perché della chiusura della storica fanzine, parlando di numerosi impegni editoriali e di lavoro, ma la ragione prima era stata nascosta “fra le righe”, per non rovinare la suspense: il gruppo di amici stava infatti preparando "Dime Press", il “magazzino bonelliano” della Glamour che sarebbe uscito nel maggio 1992!


L'addio agrodolce di "Collezionare", nell'editoriale pubblicato sul n. 18 e vergato (seppur non firmato) dal sottoscritto
Moreno Burattini, uno dei fondatori del Club del Collezionista e di "Collezionare", è da poco diventato sceneggiatore professionista e sul n. 18 lo troviamo fra gli autori di Cattivik (con citazione zagoriana).

Qui e sopra: gli speciali di Zagor e di Cico nelle "News" di Ceri (con un bell'inedito di Polese) su "Collezionare" n. 18



Qui e sopra: grazie a Boselli e Burattini parliamo di Zagor, con tanto di immagine di corredo, anche nella posta del n. 18!
Lo speciale Zagor viene ricordato in tercopertina del n. 18

Annunciato come speciale fuori-serie su "Collezionare" n. 16 del maggio 1990, il corposo Tex Index 1-100 scritto da Gianluigi Angeletti e curato da Alessandro Monti, uscì invece come “speciale nella serie” sul numero doppio 19/20 del novembre 1991 e chiuse la lunga cavalcata della fanzine iniziata in sordina cinque anni e mezzo prima. L'unico accenno zagoriano è nell'elenco arretrati.


Lo speciale Zagor nell'elenco arretrati di "Collezionare" n. 19/20


2 - ALBI SPECIALI E SUPPLEMENTI  (1987 - 2000)


2.1 - Gli Speciali monografici (1987 - 1990)

I numeri fuori-serie furono uno dei punti di forza di "Collezionare", già a partire dal biennio successivo alla nascita della fanzine. Il primo fu lo Speciale Alan Ford del 1987, il primo grande successo dei "ragazzi di Campi", il primo volume in assoluto dedicato al Gruppo TNT nato nel 1969 dalla fantasia di Max Bunker; anni dopo questo saggio servì da base per un volume di Ferriani. Ovviamente niente di zagoriano qui sopra, salvo nell'elenco arretrati in IV di copertina.

L'intervista fasulla a Zagor del n. 8 ricordata nell'elenco arretrati pubblicato in quarta di copertina dello Speciale Alan Ford. Notare la scritta a mano di Burattini


Ero entrato da pochi mesi nel gruppo che proposi uno Speciale Carl Barks, subito entusiasticamente accolto dai ragazzi. L'Uomo dei Paperi, nato nel 1901 nell'Oregon e all'epoca ancora arzillo (sarebbe morto nel 2000), era sempre stato uno dei miei autori internazionali preferiti (e anche qui su "Dime Web" sto parlando di lui, anche se sporadicamente). Il volume uscì nel febbraio del 1989 (in occasione di Pratilia), dopo otto mesi di sudore: fu battuto a macchina una prima volta da me e una seconda volta, per l'impaginazione definitiva, da Alessandro Monti e Moreno Burattini; per le immagini usai la fotocopiatrice di mio padre, quando aveva a Lastra a Signa una piccola ditta di maglieria; fu un grande successo e fu tirato in 300 copie (due edizioni), un numero altissimo per i nostri sforzi, andando subito esaurito; pagammo le spese di stampa grazie all'autotassazione, alla quale parteciparono (volenti o nelenti!) anche le nostre fidanzate! Ne parlò anche il compianto Graziano Braschi, che sarebbe poi diventato mio caro amico, sul "Giornale" di Montanelli. Anche qui, di Zagor, c'è solo una citazione nell'elenco arretrati.

Zagor citato nell'elenco arretrati dello Speciale Carl Barks

Lo Speciale X-Men fu realizzato da "Collezionare" in collaborazione con "Marvel Story", la storica fanzine supereroistica modenese. Firmato da Alessandro Monti, Leonardo Borgioli e Lorenzo Altariva (da decenni grande esperto di Diabolik), uscì nel marzo 1989, a ridosso dello Speciale Carl Barks. Zagor viene citato da Monti nell'editoriale, annunciandone lo speciale, e nell'elenco degli arretrati in terza di copertina. Questo speciale fu allestito materialmente in Toscana ed è la prima volta che il nome di Saverio Ceri (fra i collaboratori) viene citato su una pubblicazione del Club del Collezionista (il suo primo articolo sarebbe apparso, come detto sopra, sul n. 15 dell'ottobre 1989).

Nell'editoriale pubblicato in seconda di copertina dello Speciale X-Men il nostro Monti annuncia lo Speciale Zagor per l'estate 1989: in realtà sarebbe usciti agli inizi del 1990. Si menziona anche uno Speciale Conan in preparazione: si tratta della realizzazione più rara e introvabile di "Collezionare" (infatti non è mai uscito)!


Gallieno Ferri, protagonista insieme a Zagor sul n. 12, viene ricordato nell'elenco arretrati di "Collezionare" e "Marvel Story" pubblicato sullo Speciale X-Men

Con l'imprinting zagoriano che la caratterizzava, "Collezionare" non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di dedicare al classico fumetto nolittiano un corposo Speciale Zagor, il primo in assoluto (anche per questo dicevo nell'intro a questo articolo che il fandom zagoriano lo abbiamo fondato noi del Club del Collezionista). Occorsero due anni di lavoro per confezionarlo, tanto che l'uscita prevista inizialmente per i primi mesi del 1989, poi per l'estate di quell'anno, ritardò fino al febbraio 1990. Il volume fu presentato a Prato il 10 di quello stesso mese, in una conferenza serale organizzata dal XIII Convegno Internazionale del Fumetto e del Fantastico. Gli autori del libro – Moreno Burattini, Alessandro Monti e Francesco Manetti – sostenuti da tutto lo staff del Club del Collezionista e di "Collezionare" (soprattutto Saverio Ceri), si erano divisi i compiti per mettere insieme un tomo di quasi 200 pagine.

Speciale Zagor, febbraio 1990. Copia autografata da Gallieno Ferri (mia proprietà)


Zagor n. 300, luglio 1990. Disegno di Ferri. La copertina riutilizzava il disegno inedito concesso da Sergio Bonelli alla fine del 1989 per il nostro Speciale Zagor
La copertina autografata "Ferri G." con la dicitura "Prato 90" della copia dello Speciale Zagor (molto probabilmente è una di quelle appartenute a Sergio Bonelli) che appare sul sito della SBE

Ecco come lo Speciale Zagor appare sul sito della SBE.


Burattini (che già stava preparando i suoi primi lavori zagoriani, ovvero Cico Trapper e Pericolo mortale, in scaletta per il 1991), aveva curato l'identikit del personaggio, sviscerandone tematiche, situazioni, ambienti, filosofia, etc., e si era occupato anche di tutte le curiosità collegate allo Spirito con la Scure (edizioni estere, gadget, mostre, cartoni animati, videogiochi, e così via). L'infaticabile Moreno aveva collaborate anche alle interviste presenti nel volume, a quella che allora era la Trimurti zagoriana: a Sergio "Guido Nolitta" Bonelli (con Manetti e Monti), a Gallieno Ferri (con Manetti) e a Marcello Toninelli (da solo). Alessandro Monti aveva invece preparato la sezione dedicata alle cronologie e alle bibliografie; aveva altresì redatto un minuzioso e completissimo dizionario dei personaggi apparsi nella serie. Il sottoscritto aveva invece stilato le schede degli autori (creatori, sceneggiatori e disegnatori) e un articolo sulle copertine; mie anche le “varie ed eventuali” - l'analisi cioè dei redazionali, dei colophon, del variare del prezzo e di tutti gli altri aspetti “tecnici” del mensile. Lo Speciale Zagor ebbe un successo enorme per essere nato come pubblicazione amatoriale e fu ristampato nel maggio 1990, non riuscendo però mai a esaurire tutte le richieste. Nel 1992 Antonio Vianovi della Glamour, che già aveva iniziato a pubblicare "Dime Press", stampò così un'edizione riveduta, corretta e ampliata (con tanto di allegato a fumetti) del “libro bianco”. Lo Zagor targato Glamour è presente anche nel catalogo della Biblioteca del Congresso americana di Washington, la più vasta al mondo.

Seconda di copertina. Laura Ruta, quella che sarebbe diventata la mia attuale moglie, appare nei ringraziamenti perché contribuì all'autotassazione alla quale ci sottoponevamo tutti quando doveva uscire qualcosa

Sommario

Introduzione non firmata (di Moreno Burattini)

Terza di copertina

Quarta di copertina

Invito alla presentazione dello Speciale Zagor che si tenne a Prato il 10 febbraio 1990 con il patrocinio del Comune

Il volume Zagor della Glamour (1992), versione riveduta e corretta dello speciale di "Collezionare" uscito due anni prima

Nel febbraio del 1990, realizzato in contemporanea con lo Speciale Zagor (stesso cartoncino e stesso "tocco di rosso" in copertina, stessa terza di copertina), ma uscito immediatamente dopo, apparve un approfondito Speciale Iron Man, che il nostro esperto in supereroi, Leonardo Borgioli, firmò in solitario, disegnandone perfino la copertina! Un lavoro minuzioso e accurato che all'epoca non ebbe il successo che si sarebbe meritato... Oggi, con Iron Man fortunato protagonista di una serie cinematografica, spopolerebbe (se non ci fosse la Rete)! Il nome di Zagor appare solo nell'elenco arretrati.


Citazioni zagoriane in terza di copertina dello Speciale Iron Man (stessi impianti della terza di copertina dello Speciale Zagor)


2.2 I supplementi a fumetti di Battista

Di Moreno Burattini, oggi boss di Zagor, erano uscite nel novembre 1988 e nel novembre 1990 due raccolte delle avventure di Battista il Collezionista, il personaggio da lui ideato anche graficamente e poi disegnato con maggiore professionalità da Francesco Bastianoni, Luciano Costarelli (oggi collaboratore di "Dime Web" e autore con il sottoscritto di una serie di fumetti di fantascienza, "Mondi Paralleli") e Alessandro Bardi. La prima raccolta, "Battista Adventures" n. 1, uscì come supplemento del n. 13 di "Collezionare" e fu curata da Alessandro Monti, che scrisse pure l'introduzione. La seconda raccolta non si chiama "Battista Adventures" n. 2 (come annunciato sul nostro "Catalogo" n. 2), ma Battista il Collezionista Special: fu introdotta da Leonardo Gori, uno dei massimi esperti italiani del fumetto classico e disneyano e oggi affermato giallista. Se considerassimo Battista = Burattini = Zagor dovremmo scansionare tutte le pagine di entrambe le pubblicazioni: invece vi proponiamo sotto solo le effettive citazioni zagoriane, rimandandovi per i fumetti al n. 15 di SCLS.

Citazioni zagoriane in quarta di copertina di Battista Adventures (novembre 1988)
Zagor viene citato nella scheda di Moreno Burattini (redatta da lui stesso visto che Baldassare Bucci è uno dei suoi pseudonimi) pubblicata su Battista il Collezionista Special (novembre 1990)


2.3 Catalogo

Il "Catalogo" fu una delle due "pubblicazioni di servizio" varate da "Collezionare". Ne uscirono solo cinque numeri: settembre 1988, gennaio 1989, maggio 1989 (interamente curato dal sottoscritto, introduzione compresa), febbraio 1990 e maggio 1990. All'interno di questi cataloghi si parlava delle nostre pubblicazioni uscite, di quelle in lavorazione e si riportava le recensioni di "Collezionare" e dei suoi speciali apparse sulla stampa specializzata. All'interno furono numerosi i riferimenti zagoriani: le immagini seguenti si riferiscono solo a quelli più importanti (degli altri abbiamo parlato nella trattazione della collana).

"Catalogo" n. 1, pag. 2, settembre 1988. Zagor sulla copertina del n. 3 di "Collezionare"

"Catalogo" n. 1, pag. 4, settembre 1988. Anteprima dello Speciale Zagor (il n. 3, dopo lo Speciale Alan Ford e lo Speciale Carl Barks)

"Catalogo" n. 2, pag. 3, gennaio 1989. Zagor sulla cover di "Collezionare" n. 3. Lo stesso impianto fu usato anche per il "Catalogo" n. 3 (maggio 1989), per il n. 4 (febbraio 1990) e per il n. 5 (maggio 1990)

"Catalogo" n. 2, pag. 7, gennaio 1989. Continuano le anteprime dello Speciale Zagor. Come si può leggere all'inizio dove essere frutto del lavoro dei soli Burattini e Monti, che lo stavano preparando già da un anno; il sottoscritto si affiancò vista l'enorme mole di lavoro (e infatti il mio contributo fu soprattutto sul versante "tecnico"). Lo stesso impianto fu usato anche per il "Catalogo" n. 3 (maggio 1989)
Copertina del "Catalogo" n. 4, febbraio 1990. Uscì come supplemento allo Speciale Zagor

"Catologo" n. 4, pag. 10, febbraio 1990: l'accattivante paginone dedicato allo Speciale Zagor. Lo stesso impianto, con minime variazioni, fu usato anche per il "Catalogo" n. 5 (maggio 1990)


2.4 Trading Post

Altra "pubblicazione di servizio" di "Collezionare", gemella del "Catalogo", il "Trading Post" uscì soltanto per tre numeri, i primi due dei quali curati dal compianto Enrico Cecchi e il terzo (se non erriamo) da Francesco Cappelletti: ottobre 1989, maggio 1990 e novembre 1990. Si trattava di uno smilzo bollettino riservato agli annunci di compravendita fumettistica dei soci del Club del Collezionista (sparsi in tutta Italia) e dei redattori e collaboratori di "Collezionare". Zagor - nel senso di albo da vendere, comprare e scambiare - è citato molte volte; qui sotto vi riportiamo in immagine le apparizioni più significative.

"Trading Post" n. 1, ottobre 1989, quarta di copertina: l'anticipazione dello Speciale Zagor, ancora in fase di lavorazione (sarebbe uscito nel febbraio 1990, si sarebbe aggiunto il sottoscritto agli autori e avrebbe avuto ben 50 pagine in più delle 150 inizialmente previste)

"Trading Post" n. 2, maggio 1990. Illustrazione zagoriana per uno dei tipici annunci ospitati dal bollettino
"Trading Post" n. 3, novembre 1990. Altra illustrazione zagoriana per un annuncio della rivista


2.4 Collezionare presenta: Tratto d'autore - Disegni inediti

Nel 1995 il trio Burattini, Ceri & Manetti aveva aperto a Prato una fumetteria, Mondi Paralleli (tuttora attiva, gestita da un ex socio di noi tre, Roberto Mannelli, e dal nuovo comproprietario Luca Squillante). Per festeggiare i primi cinque anni del negozio venne dato alle stampe nel febbraio del 2000 un Collezionare Presenta: Tratto d'Autore. Si trattava di un libretto spillato, in formato Diabolik, pensato come giveaway gratuito per i clienti della libreria. All'interno apparivano 71 disegni esclusivamente inediti tratti dalle raccolte personali di Burattini, Ceri, Manetti e Mannelli. In ambito zagoriano notiamo una striscia scartata di Michele Pepe, un bozzetto a matita di Mauro Laurenti, una donnina di Giancarlo Malagutti vestita con il simbolo dell'Aquila Nera, una striscia non utilizzata di Gallieno Ferri con Mortimer e uno sketch di Roberto Piere. Il volumetto fu interamente curato dal sottoscritto e rappresenta la 33esima e ultima pubblicazione in assoluto uscita sotto le insegne di "Collezionare".

Tratto d'autore, febbraio 2000. A dx disegno n. 5 di Michele Pepe (Zagor, striscia scartata)
Tratto d'autore, febbraio 2000. A dx in alto disegno n. 32: Mario Laurenti (bozzetto a matita per Zagor)
Tratto d'autore, febbraio 2000. A dx disegno n. 43: Giancarlo Malagutti (donnina sexy con maglietta zagoriana)
Tratto d'autore, febbraio 2000. A dx disegno n. 59: Gallieno Ferri (striscia scartata per Zagor)
Tratto d'autore, febbraio 2000. A sx disegno n. 66: Roberto Piere (ritratto di Zagor)


Francesco Manetti

N.B. Trovate i link agli altri articoli storici in Cronologie & Index!