giovedì 10 marzo 2016

ZAGOR MONSTERS - "M" (IV PARTE): DA "MOSTRI DI GREEN SHROUD" A "MOSTRI VOLANTI DI WIKLAN"!

di Massimo Capalbo

Dopo quattro mesi di assenza (la terza parte della lettera M risale infatti al novembre 2015) tornano su Dime Web gli attesissimi Zagor Monsters che Massimo "Max" Capalbo porta qui avanti con grande successo dal marzo 2014. Perché ci vuole così tanto per completare la lettera M? Semplice! Perché è una lettera particolarmente gravida delle voci che in questa sede più ci interessano: pensiamo soltanto ai termini "mostri" e "mostro", ovviamente gettonatissimi in questa nostra orrorifica galleria! Il corredo iconografico è stato scelto con cura dallo stesso Massimo: solo le due immagini introduttive sono infatti frutto della pesca redazionale in Rete. Prima di lasciarvi alla lettura delle nuove quattro, spaventifere voci, vi ricordiamo gli altri due nostri dizionari bonelliani, ovvero L'Atlante di Mister No e The Dark Side of Tex, le parodie del Titolo Venuto dall'Impossibile e il nuovissimo The Best of Martin Mystère - tutto Made in Maxland! (s.c. & f.m.)


Zagor, emblema dell'orrore bonelliano, sulla cover di Sbam! Comics 10 (agosto/settembre 2013)


LEGENDA

  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR e CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale Zagor; Speciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDA; UOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!


Zagoriano omaggio a Sergio Bonelli dipinto da Chiarolla

M (parte IV)

MOSTRI DI GREEN SHROUD
MOSTRI DI OL UNDAS
MOSTRI DI WINDY ROCK
MOSTRI VOLANTI DI WIKLAN



MOSTRI DI GREEN SHROUD

Gli uomini-bestia creati dal dottor Karl Howenstein ne Il Sudario Verde (A. Russo [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 449-450), storia che si svolge in una vasta zona paludosa della foresta di Darkwood chiamata Green Shroud (Sudario Verde, appunto). E' in questo luogo remoto, infatti, che lo scienziato ha costruito il suo rifugio, da lui battezzato Nuova Genesi; un nome assai significativo, giacché lo scopo di Howenstein è proprio quello di riportare l'uomo alla sua originaria purezza, di ridargli ciò che ha perduto dopo essersi allontanato dagli intenti di Dio. Il mad doctor vuole creare, come dice egli stesso a ZAGOR, un uomo in sintonia con la natura, con un corpo forte, in grado di muoversi con grazia felina e con sensi affinati che gli consentano di apprezzare la selvaggia bellezza del mondo che lo circonda! L'uomo come era prima di venire corrotto dal peccato originale!...Un nuovo Adamo!.

Zagor n. 449, dicembre 2002. Disegno di Ferri
 
Zagor si scontra con l'uomo-bestia che ha aggredito l'ex cacciatore - ZGR 449, p. 65


Per fare questo, Howenstein ha trasformato, mediante uno speciale siero, normali esseri umani in creature dall'aspetto animalesco, dotate di una forza prodigiosa e di un'agilità altrettanto notevole. Lo scienziato – che è ancora insoddisfatto dei risultati ottenuti, non essendo riuscito a impedire al lato bestiale degli ibridi di prendere il sopravvento - ha riservato un destino simile anche al suo ex assistente Leonard Sanders, il quale si era opposto al suo folle progetto. Tuttavia, a differenza di quanto accaduto alle altre cavie, l'aspetto di Leonard non ha subito una mutazione radicale; non solo, ma egli ha conservato i sentimenti umani e l'intelligenza, grazie alla quale è riuscito a fuggire da Nuova Genesi ed a trovare rifugio nelle paludi di Green ShroudUn mese dopo la fuga del dottor Sanders, sua sorella Dorothy – che si teneva in contatto epistolare con lui – riceve da Howenstein una lettera in cui lo scienziato la informa che Leonard è morto a causa del morso di un serpente. Per nulla convinta, Dorothy decide di indagare sulla sorte di Leonard e raggiunge quindi Muddy Waters, una cittadina ai margini del Sudario Verde. Qui la ragazza, che è accompagnata dalle guide Olson e Demas, incontra casualmente ZAGOR e CICO, e anche il nuovo assistente di Howenstein, il giovane Matthew Lambert. A Muddy Waters è presente pure il brutale Slater, uomo di fiducia del mad doctor, che lo ha incaricato di scortare Lambert a Nuova Genesi. Scesa la notte, Slater scatena uno degli uomini-bestia di Howenstein contro un abitante del posto, un ex cacciatore che ha consigliato a Dorothy di stare alla larga da Green Shroud. 

Zagor n. 450, gennaio 2003. Disegno di Ferri

Nel laboratorio di Howenstein, Lambert assiste a una raccapricciante trasformazione - ZGR 450, p. 62


Le grida del malcapitato vengono udite da ZAGOR, il quale si scontra con la creatura, che si rivela un durissimo avversario. L'eroe rischia di venire strangolato dal mostro, che alla fine, però, è costretto alla fuga. Quanto avvenuto convince ZAGOR e CICO ad aggregarsi a Dorothy e alle sue guide, e così, il mattino dopo, i cinque s'imbarcano assieme a Lambert sul battello che deve condurre quest'ultimo nel rifugio di Howenstein. A bordo, oltre a Slater, ci sono anche numerosi animali tenuti in gabbia (destinati agli esperimenti del mad doctor) e, nascosto nella stiva, il mostro che ha ucciso l'ex cacciatore, che viene subito riconosciuto da ZAGOR. Il giorno seguente, il gruppo giunge a Nuova Genesi, dove fa la conoscenza di Howenstein - che li ospita nella sua lussuosa abitazione – e del braccio destro dello scienziato, il gobbo e sinistro Byron. Howenstein, ovviamente, non rivela ai Nostri la vera natura dei suoi esperimenti e si limita a dire loro che gli ibridi sono uomini provenienti da terre lontane. Il mad doctor dice inoltre a Dorothy che l'indomani la farà accompagnare alla tomba di suo fratello, che in realtà, come ben sappiamo e come pensa la stessa ragazza, non è affatto morto. Quella medesima notte, ZAGOR, Olson e Demas si gettano sulle tracce di uno sconosciuto dalle sembianze animalesche, che ha cercato di introdursi, attraverso la finestra, nella camera di Dorothy. Lo sconosciuto, il quale è proprio Leonard Sanders, riesce però a dileguarsi nelle paludi circostanti, che ospitano anche un'altra creatura di Howenstein, ben più spaventosa e feroce. 

Trasformato in uomo-bestia dal mad doctor, Olson aggredisce Demas - ZGR 450, p. 64

Howenstein viene ucciso dalla sua più terrificante creatura - ZGR 450, p. 88

Questo mostro, pensato e creato dal mad doctor per essere il predatore perfetto, attacca Olson e lo riduce in fin di vita, per poi scomparire a sua volta, prima che ZAGOR possa intervenire. Lo sfortunato Olson viene subito portato nel laboratorio di Howenstein, che, dopo avergli medicato - con l'aiuto di Lambert - le numerose ferite, gli inietta il siero. Il giorno dopo, mentre ZAGOR e CICO s'inoltrano nella palude per studiare le tracce lasciate dal mostro, Demas e Dorothy vengono assaliti da Olson, diventato pure lui un uomo-bestia. Olson massacra Demas e tenta di fare lo stesso con la ragazza, ma viene ucciso da Slater a colpi di fucile. Nel frattempo, nella palude, ZAGOR si accorge che qualcuno sta seguendo di nascosto lui e CICO. Balzatogli addosso, l'eroe osserva lo strano essere, il quale, dopo aver balbettato il nome di Dorothy, si libera del Nostro e scappa. ZAGOR fa comunque in tempo a strappargli dal collo un medaglione, che contiene due fotografie: quella del dottor Sanders prima della trasformazione e quella di Dorothy. Poiché questa possiede un medaglione identico, ZAGOR non tarda a capire che la creatura appena incontrata è per l'appunto il fratello della ragazza. Proprio in quel momento, sopraggiunge Slater, al comando di un branco di uomini-bestia, i quali, obbedendo ai suoi ordini, si scagliano contro i Nostri. Sebbene riescano a uccidere alcuni degli assalitori (tra cui il mostro che ha ammazzato l'ex cacciatore a Muddy Waters), i due vengono catturati e portati nel laboratorio del mad doctor, che ha intenzione di sperimentare su di essi un nuovo siero. Lambert, però, non è d'accordo e, calata la notte, decide di liberare i Nostri. Viene però scoperto da Byron, che minaccia lui e ZAGOR con una pistola.

Usando l'astuzia, Zagor sconfigge il colossale mostro - ZGR 450, p. 90

Leonard Sanders uccide il malvagio Slater - ZGR 450, p. 96

L'eroe reagisce e spinge Byron contro le gabbie dove sono tenuti prigionieri altri uomini-bestia. Prima di venire afferrato e ucciso da uno di loro, Byron spara contro  ZAGOR e Lambert, ma i suoi proiettili, schivati dai due, vanno a colpire una bottiglia di liquido infiammabile, provocando un incendio. ZAGOR e compagni riescono a uscire in tempo dal laboratorio; gli uomini-bestia, invece, - sia quelli del laboratorio che quelli tenuti in una baracca attigua - finiscono bruciati vivi. Svegliati dai suddetti spari, Howenstein e Slater scoprono cosa sta succedendo e raggiungono in fretta l'esterno. All'improvviso, dalla palude sbuca la raccapricciante creatura che il giorno prima aveva assalito Olson. Howenstein gli va incontro e gli ordina di uccidere i Nostri, ma l'essere lo aggredisce e lo dilania con i suoi artigli, per poi dirigersi contro ZAGOR. L'eroe decide di giocare d'astuzia e, attirato il suo feroce ma poco intelligente avversario vicino all'edificio in fiamme, gli fa crollare addosso l'intera struttura, uccidendolo. Intanto, Slater – che ha approfittato dello scontro tra ZAGOR e il mostro per rientrare indisturbato nella casa di Howenstein – irrompe nella camera di Dorothy con l'intenzione di prendere in ostaggio la ragazza e usarla come lasciapassare. Per sfuggirgli, Dorothy salta sull'albero posto di fronte alla finestra, ma il ramo cui si è aggrappata si spezza, facendola precipitare. Viene però salvata dall'agile Leonard, il quale al momento non viene riconosciuto dalla sorella. Slater, che ha assistito alla scena dalla stanza di Dorothy, spara contro Sanders, ferendolo gravemente. Ciò tuttavia non impedisce a quest'ultimo di raggiungere il suo crudele nemico e di ucciderlo a mani nude. Compiuta la sua vendetta, l'ormai agonizzante Leonard ritorna dall'amata Dorothy e, dopo averla consolata, muore finalmente in pace.

Lo sfortunato Leonard muore tra le braccia della sorella Dorothy - ZGR 450, p. 98

Herbert George Wells (1866-1966), autore de L'isola del dottor Moreau (1896)


Curiosità: Il Sudario Verde è chiaramente ispirata al celebre romanzo di H. G. Wells L’isola del dottor Moreau (1896). A differenza però di Howenstein (che, come molti scienziati pazzi – si pensi, ad esempio, al dottor Frankenstein – porta un cognome germanico), Moreau non animalizza gli uomini, ma umanizza gli animali, sebbene alla fine il risultato che i due ottengono sia quasi identico, così come identica è anche la loro sorte. I due vengono infatti uccisi dalle loro stesse creature; d'altra parte, la morte è, con poche eccezioni, l'inesorabile destino cui vanno incontro tutti coloro che si macchiano di hybris, ovvero che giocano a fare Dio, sfidando le leggi della natura. La storia zagoriana, inoltre, ricorda una famosa avventura di Tex, Il totem nel deserto (G. L. Bonelli [sog.&scen.] – A. Galleppini e F. Gamba [dis.], nn. 34-35). Anche in questo racconto, infatti, è presente un mad doctor – il professor Carmonas alias Vindex – che compie spaventosi esperimenti genetici e sogna di creare una razza di ibridi uomo-puma. Vindex ha un giovane assistente, Victorio Hermann, il quale, a un certo punto, si ribella contro i suoi folli progetti; proprio come fanno, con Howenstein, prima Leonard e poi Lambert. Non solo, ma ne Il totem… c'è un altro personaggio, Carlos Hermann, che – al pari di Dorothy Sanders – va alla ricerca del fratello, il sopracitato Victorio, il quale, dopo aver intrapreso gli studi scientifici contro il volere di suo padre (che lo ha per questo diseredato), non ha dato più notizie di sé. Concludiamo questa voce, segnalando i quadrifogli ricamati sul vestito di Demas (una sorta di gilet): si tratta forse di un omaggio degli autori a Mister No, che porta un simbolo simile sulla manica destra del giubbotto. 


Il dottor Moreau (Charles Laughton) e una delle sue creature ne L'isola delle anime perdute (Erle C. Kenton, 1932)


Il folle Vindex e il suo riluttante assistente Victorio Hermann - TEX 35, p. 7


MOSTRI DI OL UNDAS

Compaiono ne La città sopra il mondo (M. Toninelli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], Speciale Zagor n. 3) e sono stati creati dal malvagio Saltur, Sommo Curatore di Ol Undas. Quest'ultima è una città che sorge su un picco inaccessibile delle Black Mountains, circondata da una cortina di gas tossici creata apposta dai suoi primi abitanti per meglio isolarsi dal mondo in basso. ZAGOR e CICO vi giungono accidentalmente a bordo del catamarano volante del barone Icaro La Plume: come accade inevitabilmente a tutte le macchine costruite da costui, anche il suddetto catamarano precipita per un'avaria, finendo stavolta sulla foresta che circonda Ol Undas. La Dimenticata, questo il significato del suo nome, è stata fondata dai sopravvissuti di due civiltà antidiluviane distruttesi a vicenda in una terribile guerra. I loro discendenti – che sono governati da tre reggenti: Makrius, Alivium e Latverius - rifiutano pertanto ogni culto della violenza e della forza. Fa eccezione, ovviamente, il già citato Saltur, il quale, vent'anni prima dell'arrivo di ZAGOR e compagni, ha casualmente ritrovato, nei sotterranei del teatro cittadino – Ol Kustruta (La Fabbrica), il laboratorio dove i fondatori di Ol Undas avevano creato esseri artificiali per edificare più in fretta la città e costruire il pozzo che conduce al mondo in basso (grazie al quale, seguono di nascosto l'evoluzione dei mostri). 


Zagor Speciale n. 3, giugno 1990. Disegno di Ferri


Zagor affronta la spaventosa creatura che Saltur ha inviato contro Varius - Speciale ZGR 3, p. 21

Analizzando - con l'aiuto di un amico di nome Varius – le formule contenute nelle tavolette del Duunga Kriata (la Seconda Creazione, ovvero le formule usate dagli antenati degli abitanti di Ol Undas per creare la vita artificiale), Saltur riesce a dare vita ad altre creature; l'avanzatissima scienza contenuta nelle summenzionate tavolette accrescono a dismisura la brama di potere di Saltur, il quale progetta di sottomettere, con i suoi mostri, tutta l'umanità. Varius però non è d'accordo e, impossessatosi di una tavoletta, decide di denunciarlo ai reggenti. Scoperte le sue intenzioni, Saltur gli invia contro una delle sue creature. L'aggressione di questa ai danni di Varius avviene proprio in concomitanza con l'atterraggio di fortuna del catamarano volante. Udito il grido di Varius, ZAGOR corre in suo aiuto e si scontra con il mostro, che è tanto forte quanto agile. Ferito a colpi di pistola dall'eroe, l'inquietante essere si dà alla fuga e scompare nel bosco. ZAGOR soccorre Varius, ma questi è ormai spacciato; prima di morire, però, fa in tempo a consegnare al Nostro la tavoletta e si fa promettere da lui che la darà a Makrius. Poco dopo, arriva sul posto la milizia di Ol Undas, comandata dal giovane Turlim, al quale ZAGOR racconta cos'è successo. Turlim, allora, conduce i Nostri da Makrius, che, ricevuta dall'eroe la tavoletta, consegna questa al vecchio Balvet perché la traduca. Nel palazzo della reggenza, ZAGOR e compagni hanno modo di conoscere anche Saltur, il quale finge di essere sorpreso quando Turlim gli porta il corpo di Varius. Makrius decide di trattenerli a Ol Undas per alcuni giorni e, scesa la notte, li fa ospitare dall'anziano Droval, il quale racconta loro la storia della città. 



Turlim e i suoi miliziani conducono Zagor e compagni nella favolosa Ol Undas - Speciale ZGR 3, p. 32


Abile commediante, Saltur si finge sorpreso e sconvolto davanti a Zagor e a Makrius - Speciale ZGR 3, p. 40


Sul palco di Ol Kustruta, Zagor regola definitivamente i conti con il mostro che ha ucciso Varius - Speciale ZGR 3, p. 61

Il giorno dopo, i tre vengono invitati alla prima di Ol Kustruta, dove sono presenti anche Makrius e gli altri due reggenti. Costoro ignorano che nei sotterranei del teatro c'è il laboratorio segreto scoperto da Saltur; il mostro che ha ucciso Varius, invece, avverte che nei paraggi si trova la sua tana e irrompe sul palco durante lo spettacolo, aggredendo gli attori. ZAGOR non tarda a intervenire, e stavolta, grazie anche all'aiuto del coraggioso Turlim, riesce finalmente a uccidere la creatura. Gli scontri dell'eroe con i mostri di Saltur non sono certo finiti: un paio di giorni dopo, infatti, ZAGOR si trova a dover affrontare le due feroci creature - dotate ciascuna di quattro braccia – che il Sommo Curatore manda contro Balvet, per impedire a questi di consegnare a Makrius la tavoletta che ha tradotto. Zagor uccide uno dei mostri, al termine di una tremenda lotta, in un modo abbastanza bizzarro, ovvero facendo in modo che s'impicchi da sola dalla finestra della casa di Balvet. L'altro mostro, che rapisce il vecchio (mentre ZAGOR è impegnato a combattere contro il primo) e semina il terrore per le strade di Ol Undas, viene invece ucciso dall'eroe sempre alla fine di una dura lotta, ma in maniera più convenzionale, cioè a colpi di pistola. Ormai salvo, Balvet rivela a Makrius il contenuto della tavoletta, che si rivela fare appunto parte del Duunga Kriata. Makrius, a sua volta, spiega a un incuriosito ZAGOR di cosa si tratta. A questo punto, Saltur decide di passare al contrattacco e di sbarazzarsi dell'eroe. Quella stessa notte, convince ZAGOR a seguirlo nei sotterranei del teatro, dove egli dice di aver scoperto la tana dei mostri. Quando il Nostro penetra nel laboratorio segreto, Saltur lo stordisce con un martello.

Lo Spirito con la Scure uccide, impiccandolo, il primo mostro a quattro braccia - Speciale ZGR 3, p. 78



L'eroe uccide – stavolta con il suo revolver - il secondo mostro a quattro braccia – Speciale ZGR 3, p. 87


Zagor penetra nel laboratorio segreto di Saltur - Speciale ZGR 3, p. 102


In realtà, il Nostro sospettava già di lui e gli ha teso una trappola; infatti, si è fatto catturare apposta. Con grande sorpresa dello scienziato, Turlim irrompe nel laboratorio e ha inizio una lotta tra le creature scimmiesche di Saltur e i due amici, che riescono a sconfiggerli. Saltur, allora, si dà alla fuga e, raggiunto il pozzo che conduce al mondo in basso, disarma con un trucco una delle due guardie, s'impossessa della sua spada e lo prende come ostaggio. L'intenzione del mad doctor è scappare attraverso il pozzo, ma ZAGOR afferra rapidamente lo scudo dell'altro miliziano e glielo lancia contro, centrandolo agli occhi. Semiaccecato e intontito dal colpo, Saltur indietreggia e precipita nella profondissima cavità. Distrutte le apparecchiature del laboratorio e bruciato le pericolose formule, Makrius permette infine ai Nostri di lasciare la città e li accompagna al pozzo.
Curiosità: Ol Undas racchiude in sé sia il topos della città perduta (si pensi alla sua inaccessibilità e al fatto che gli uomini del mondo in basso ignorano la sua esistenza) che quello della società utopica. A proposito di città perdute, i mostri con quattro braccia creati da Saltur ricordano vagamente altri famosi mostri bonelliani: ci riferiamo alle terribili creature della Città delle Ombre Diafane che compaiono nell'omonima storia di Martin Mystère (nn. 16-17). Prima di chiudere questa voce, merita di essere citata una piccola parte del dialogo tra Saltur e ZAGOR, nella scena in cui quest'ultimo è prigioniero del folle scienziato. 


Saltur rivela a Zagor i suoi folli piani di conquista - Speciale ZGR 3, p. 111


Zagor e Turlim lottano contro le creature scimmiesche di Saltur - Speciale ZGR 3, p. 117


Colpito da Zagor con lo scudo del miliziano, Saltur precipita nel pozzo - Speciale ZGR 3, p. 126


Come previsto nel "Duunga Kriata", quei bestioni ubbidivano soltanto ai loro creatori… o meglio alla persona che avevano vista per prima aprendo gli occhi alla vita., racconta Saltur all'eroe, il quale esclama: E scommetto che hai sempre fatto in modo di esserci tu, al momento giusto!. Al che Saltur risponde: Eh! Eh! Indovinato! Nella vita bisogna sempre essere previdenti… .
Ora, ciò che è avvenuto tra Saltur e le sue creature è una sorta di imprinting, ossia quella particolare forma di apprendimento presente in tutti i vertebrati e resa celebre dagli studi dell'etologo e zoologo austriaco Konrad Lorenz. Studiando un branco di oche selvatiche, Lorenz scoprì che esse, subito dopo la nascita, identificano la propria madre nella prima cosa che vedono, sia essa un uomo, un altro animale o un oggetto con determinate caratteristiche. Come si legge alla voce Imprinting di Wikipedia italiana, Lorenz stesso si propose come madre adottiva per molti pulcini di anatra […]. Possiamo pertanto affermare - con un pizzico d'ironia, s'intende - che Saltur è una sorta di versione malvagia di Lorenz, visto che i mostri da lui creati gli ubbidiscono come se egli fosse appunto la loro madre adottiva.  





Illustrazione di Utopia, l'immaginaria isola-regno di Tommaso Moro (1478-1535)


Martin Mystère n. 18, settembre 1983. Disegno di Alessandrini




Konrad Lorenz (1903-1989) e la sua amata oca Martina

MOSTRI DI WINDY ROCK

Le spaventose creature affrontate da ZAGOR nell'avventura L’orrore sepolto (J. Rauch [sog.&scen.] – M. Laurenti [dis.], nn. 543-544). La storia ha inizio con il ritrovamento - da parte degli operai di un campo minerario situato nei pressi del passo di Windy Rock, sulle Gray Mountains - di un'enorme e misteriosa parete metallica, fredda come il ghiaccio e coperta di strane incisioni. Una spedizione scientifica, guidata dal professor Jason Roderick, viene inviata sul posto dall'esercito, allo scopo di studiare l'incredibile scoperta. Con l'arrivo dell'inverno, però, le comunicazioni tra la spedizione e il comando s'interrompono all'improvviso; e così, alcuni mesi dopo, il professor Verybad riceve l'incarico di recarsi a Windy Rock per scoprire cosa sia accaduto. Sulla pista che conduce al villaggio di Mineral Hill, la pattuglia – guidata dal tenente Leigh - che fa da scorta allo scienziato, viene attaccata di sorpresa da tre banditi. Tutti i soldati finiscono uccisi, mentre Verybad e Leigh si salvano grazie al provvidenziale intervento di ZAGOR, che uccide due degli assalitori (il terzo, invece, muore per mano del tenente). Essendo diretti anch'essi a Mineral Hill, l'eroe e CICO si aggregano a Leigh e all'amico scienziato, che accenna loro lo scopo della sua missione. Giunti nel suddetto villaggio, i quattro salgono sul primo treno per Windy Rock, assieme ad altri passeggeri: l'avventuriero Syd Albright con l'avvenente compagna Coralee; i gemelli ed ex minatori McLure; Lassiter, capo dei vigilantes della compagnia mineraria, con quattro uomini ai suoi ordini; e infine lo sceriffo Curren, che scorta il bandito Dubin


Zagor n. 543, ottobre 2010. Disegno di Ferri

 
La bizzarra parete metallica scoperta dagli operai di Windy Rock - ZGR 543, p. 13



Zagor n. 544, novembre 2010. Disegno di Ferri

Poche ore dopo la partenza, il treno – che trasporta anche l'argento della compagnia - è costretto a fermarsi perché alcuni grossi massi bloccano i binari. Mentre i vigilantes aiutano i macchinisti a sgombrare il passaggio, ZAGOR e Lassiter fanno un giro di perlustrazione, durante il quale incontrano un aggressivo trapper che sembra contagiato da uno strano morbo. L'uomo, che la notte prima è stato  assalito – assieme al suo sfortunato compagno - da mostri tentacolati, viene legato e caricato, in stato d'incoscienza, nel vagone merci. Quando però il treno giunge a Windy Rock – che si rivela essere completamente abbandonato -, il trapper si risveglia e, dopo essersi trasformato anch'egli in mostro tentacolato, si libera e uccide uno dei vigilantes, per poi rifugiarsi in una delle baracche del campo. Qui, egli ferisce altri due vigilantes, Loeb e Jonas (che viene colpito alla testa dal pungiglione del mostro) e attacca ZAGOR e Leigh, prima di essere finalmente ucciso da Verybad e Lassiter: lo scienziato, gli scaglia addosso un lume a petrolio facendogli prendere fuoco; Lassiter invece, affiancato dal quarto vigilante – Foster, gli spara più volte. Allontanatisi dalla baracca in fiamme, ZAGOR e compagni si accorgono che sul corpo di Loeb e Jonas, entrambi ancora privi di sensi, sono spuntati gli stessi bubboni che aveva il trapper. All'improvviso, dalle tenebre che avvolgono il campo (il sole, infatti, è ormai tramontato) spuntano altri mostri: si tratta dei soldati che scortavano la spedizione di Roderick, del quale – a parte gli appunti ritrovati da Verybad nel laboratorio – non c'è traccia. Le feroci creature aggrediscono sia i Nostri che le persone rimaste sul treno. 


Il mostruoso trapper trafigge con il suo pungiglione il vigilante Jonas- ZGR 544, p. 19


Trasformatosi in mostro, Syd Albright tramortisce Dubin e aggredisce la bella Coralee - ZGR 544, p. 63

Tra queste, si salvano solo Coralee e Dubin, i quali fuggono da Windy Rock assieme agli altri e si rifugiano in una grotta nascosta dalla vegetazione. Mentre i mostri battono la foresta alla loro ricerca, Verybad legge gli appunti di Roderick e scopre che la parete riportata casualmente alla luce dai minatori di Windy Rock fa in realtà parte di un gigantesco oggetto, composto da un materiale totalmente sconosciuto. Lo scienziato giunge alla conclusione che l'oggetto, sepolto da millenni nella montagna, sia addirittura di origine extraterrestre ed abbia ovviamente a che fare con le raccapriccianti trasformazioni. Il mattino seguente, accortosi che la foresta è deserta, ZAGOR convince gli altri a ritornare assieme a lui al campo, che risulta deserto anch'esso. Come intuisce lo stesso Verybad, infatti, i mostri non amano la luce e, di giorno, si rintanano in qualche luogo immerso nell'oscurità. Temendo giustamente che il contagio possa espandersi, ZAGOR dice ai compagni di voler raggiungere il luogo dove si trova l'oggetto misterioso. L'eroe intende seppellirlo nuovamente, servendosi dell''esplosivo contenuto nel magazzino di Windy Rock. CICO, Verybad e gli altri decidono di seguirlo, a eccezione di Coralee e Dubin, il quale promette di condurre la ragazza al sicuro a Mineral Hill. Mentre ZAGOR e compagni s'incamminano verso la montagna, l'astuto Dubin, approfittando della loro assenza, pensa di tornare indietro per impossessarsi dell'argento presente sul treno. Viene però tramortito con un randello da Albright, anch'egli contagiato, il quale poi aggredisce la povera Coralee. Ignari di quanto accaduto ai due, i Nostri s'inerpicano sul sentiero che conduce alla montagna. 


Zagor e compagni osservano esterrefatti il misterioso oggetto sepolto - ZGR 544, p. 69


Avendo toccato una delle colonne dell'oggetto sepolto, Leigh rivive nella sua mente il terribile destino del professor Jason Roderick e dei suoi colleghi - ZGR 544, p. 71

Lungo il cammino, Verybad – il quale, in precedenza, ha preparato un composto esplosivo che ha poi versato in delle capsule di sua invenzione - espone agli altri la sua teoria sull'orrendo contagio che ha colpito Windy Rock: Una forma di vita sconosciuta! Forse un organismo alieno che si riproduce all'interno del corpo di altri esseri viventi!... E' questo, amici, ciò che ha trasformato quei soldati! […] Abbiamo constatato che sono le ferite provocate dai pungiglioni di quei mostri propagare questa specie di contagio!... Questa cosa mi ha fatto tornare alla mente certi tipi di vermi parassiti che incistano le loro uova all'interno di altri animali ancora vivi!... Forse ci troviamo di fronte a una creatura con un ciclo vitale di questo tipo! […] Solo che, contrariamente a un normale parassita, questo essere, nella sua forma adulta, prende possesso del corpo del proprio ospite,, fondendosi con esso…e trasformandolo!. Percorsi ancora pochi metri, i Nostri raggiungono la zona dello scavo e si trovano davanti l'oggetto sepolto, precisamente la parte superiore. Notata un'apertura, ZAGOR e compagni vi entrano, scoprendo che l'oggetto è completamente cavo. Ad attirare la loro attenzione sono una serie di colonne fatte di un materiale molliccio, assai diverso da quello del guscio esterno, che è duro e freddo come il ghiaccio. Leigh tocca una delle colonne e, all'improvviso, rivive nella sua mente ciò che è accaduto a Roderick e ai suoi colleghi, i quali sono stati trasformati in mostri dall'oggetto sepolto, che si è attivato quando è stata disseppellito. Leigh dice inoltre ai suoi compagni di aver sentito che le creature sono tutte radunate intorno a qualcosa che si trova più in profondità, ma non sa spiegare di cosa si tratti precisamente. 


Divenuta anch'essa un mostro, Coralee uccide Dubin - ZGR 544, p. 84


Cico e Verybad alle prese con il mostro che un tempo fu il professor Roderick - ZGR 544, p. 90

Proprio in quel momento, i Nostri vengono raggiunti da Dubin, il quale, seguendo le tracce di Coralee, ha percorso un lungo cunicolo che lo ha portato fino a un'enorme caverna, posta a poca distanza dallo scavo e da cui dipartono numerose gallerie. ZAGOR, Lassiter e Dubin decidono di esplorare quella in cui è scomparsa Coralee, ma, percorso un breve tratto, vengono attaccati dai mostri: Lassiter ha subito la peggio, mentre ZAGOR e Dubin, grazie a una delle bombe incendiarie di Verybad, riescono a fuggire. Tuttavia, dopo un centinaio di metri, i due vengono nuovamente assaliti e la stessa cosa accade a Verybad, CICO e Leigh, che erano rimasti nella caverna. Il tenente  - che, avendo toccato l'oggetto misterioso, sta iniziando a trasformarsi – si sacrifica per i suoi compagni, i quali poi si sbarazzano dei loro assalitori servendosi delle capsule di esplosivo. Nel frattempo, all'interno della galleria, mentre lotta assieme a ZAGOR contro le creature, Dubin ruzzola lungo una scarpata e perde i sensi. Si risveglia poco tempo dopo e, notata una cavità dalle pareti fosforescenti, si avvicina ad essa: all'improvviso, Coralee – ormai trasformatasi in mostro – sbuca alle sue spalle, gli si avventa contro e lo uccide. CICO e Verybad invece, infilatisi in un cunicolo, finiscono in una grotta sottostante allo scavo in cui si trovavano prima, dove si trova la parte inferiore dell'oggetto misterioso, la cosa intorno alla quale, come aveva detto lo sfortunato Leigh, si radunano tutti i mostri. Incredibile!... Ci sono segni di scavo!... Quelle creature la stanno liberando dalla sua prigione di roccia!, esclama lo scienziato, alle cui spalle compaiono proprio i mostri, i quali però non attaccano né lui né CICO



Zagor trafigge il mostro con la capsula di esplosivo - ZGR 544, p. 95


L'esplosione distrugge le altre creature e l'oggetto misterioso - ZGR 544, p. 96


Forse hanno paura della vostra bomba incendiaria!, dice il messicano a Verybad, che risponde: E così, Cico… e per un buon motivo, anche!... Questo odore… è grisù! […] Quelle creature sembrano esserne consapevoli!... Per questo si sono fermate!. Lo scienziato ha appena finito di pronunciare la frase che uno dei mostri gli fa saltare di mano la capsula esplosiva (l'unica che gli è rimasta) con i suoi tentacoli. Vedendo le iniziali ricamate sui brandelli del camice, Verybad riconosce nella creatura il professor Roderick. Quel nome… non ha più significato per me!... – esclama il mostro, imprigionando tra i suoi tentacoli lo scienziato e CICO - Io ora sono tutt'uno con la grande madre… …che viene dalle stelle!... Il seme che una razza gloriosa lasciò su questo piccolo mondo quando l'uomo ancora non era nato!... Un seme che è germogliato… per un nuovo inizio!. L'essere sta per colpire Verybad con il suo pungiglione, ma l'inatteso intervento di ZAGOR glielo impedisce. L'eroe libera i suoi amici dai tentacoli del mostro e fugge con loro in direzione di un cunicolo che si trova in alto e da cui arriva una corrente d'aria. Facendosi precedere da Verybad e CICO, ZAGOR – che ha recuperato la bomba incendiaria - si libera degli inseguitori più vicini scagliandogli addosso un grosso masso. Sta per infilarsi a sua volta nel cunicolo, quando il mostro che un tempo era stato Roderick gli afferra il piede sinistro con un tentacolo, dicendogli: Piccolo uomo! Non puoi vincere!. ZAGOR si libera in fretta e gli lancia contro la scure, colpendolo in testa, per poi trafiggerlo con la stessa capsula e correre via. 



Copertina della prima edizione in volume del racconto di John W. Campbell Who Goes There (1938). Il libro, edito nel 1948 dalla casa editrice di Chicago Shasta, contiene altri sette racconti dello scrittore newyorkese


Locandina francese de La cosa da un altro mondo (Christian Nyby e Howard Hawks, 1951)



La creatura precipita dall'altura e la bomba esplode, distruggendo sia gli altri mostri che l'oggetto misterioso. I Nostri, invece, riescono a mettersi in salvo ed a raggiungere l'esterno. Qualche tempo dopo, nella base di Altrove, l'agente (e scienziato) Jesse dice al collega Roberts di aver scoperto, studiando gli appunti del professor Roderick, che il materiale di cui era composto l'orrore sepolto a Windy Rock è lo stesso del sigillo di DAGON.

Curiosità: Come scrive Cristian Di Clemente su uBC.fumetti.com, le creature mostruose dell'episodio traggono ispirazione dal racconto Who Goes There? di John W. Campbell, che ha originato un filone cinematografico di cui si ricordano La cosa da un altro mondo (1951) diretto da Howard Hawks e La cosa (1982) di John Carpenter. I suddetti mostri, aggiungiamo noi, ricordano anche le creature di Lovecraft: Jason Roderick, in particolare, ha qualcosa di Cthulhu. Inoltre, il titolo del n. 544, Le montagne del terrore, riecheggia quello di un celebre racconto dello scrittore di Providence: Le montagne della follia, pubblicato per la prima volta nel 1936, in tre puntate, sulla rivista Astounding Stories, la stessa su cui, nel 1938, fu pubblicato il racconto di Campbell citato da Di Clemente (all'epoca, però, la rivista aveva cambiato nome in Astounding Science-Fiction).


Uno dei mostri de La cosa (John Carpenter, 1982)


Cthulhu in uno schizzo eseguito dallo stesso Lovecraft nel 1934

MOSTRI VOLANTI DI WIKLAN

Compaiono ne Il castello nel cielo (M. Burattini [sog.&scen.] – M. Torricelli [dis.], Zagor Gigante n. 1) e sono una sorta di colossali pterodattili provvisti di corna e di un micidiale becco. Gli ORCHI di Wiklan (una terra che si trova in un'altra dimensione), che agiscono agli ordini del potente KOONTZ, li hanno addomesticati per utilizzarli come cavalcature e non solo. Come vediamo, infatti, nella sequenza iniziale dell'avventura – l'assalto di KOONTZ al castello del mago buono Yord -, i suddetti mostri, in groppa ai quali alcuni ORCHI lanciano frecce infuocate, stringono tra i loro artigli dei grandi massi, che poi fanno cadere contro gli assediati. Tuttavia, a farsi ricordare nella storia sono due mostri volanti in particolare: quelli che, assieme a KOONTZ, compaiono all'improvviso a Darkwood. Il primo di essi, cattura il cervo che ZAGOR stava inseguendo e lo trasporta su un'altura rocciosa. Seguendo le tracce di sangue lasciate dal cervo, ZAGOR – che non ha ancora visto il mostro - giunge sul posto, dove trova non solo la carcassa dell'animale, ma anche uno spaventato ragazzo che chiede aiuto. Si tratta dello scrittore bostoniano Wilbur Macken, il quale dice a ZAGOR di essere stato portato fin lassù dalla stessa creatura che ha catturato il cervo. In quel preciso istante, il mostro ritorna sull'altura, al che ZAGOR estrae la pistola e gli spara. Benché ferito, la bestia disarma l'eroe con un'artigliata, dopodiché si lancia all'attacco. ZAGOR, però, la stordisce con un tremendo colpo di scure, per poi balzarle addosso e colpirla ripetutamente sulla testa. 



Zagor Albo Gigante n. 1, maggio 2011. Disegno di Ferri
 
In groppa a un mostro volante, uno degli orchi di Koontz assalta il castello di Yord – ZGR Gigante 1, p. 14



Zagor, accorso in aiuto di Wilbur, viene assalito dal primo mostro volante - ZGR Gigante 1, p. 42

Mentre la creatura, incapace di sottrarsi alla micidiale scure del Nostro, comincia a cedere, nel bosco sottostante, l'ignaro CICO aspetta impaziente, assieme al postino indiano Drunky Duck, l'arrivo dell'amico. Mi chiedo che fine abbia fatto Zagor!... esclama il messicano – Eppure aveva promesso che sarebbe tornato presto con qualcosa da arrostire per la cena! Speriamo che tanta attesa sia ricompensata da una preda abbastanza grossa da sfamarci tutti a sazietà!. All'improvviso, i due sentono degli strani rumori provenienti dall'alto e, voltatisi, vedono precipitare il mostro, ormai senza vita. Lo sbalordito pancione rischia addirittura di essere colpito da una delle zampe della gigantesca bestia, che va infine a schiantarsi sul tronco di un albero. Un istante dopo, CICO e Drunky vengono raggiunti da ZAGOR, che è riuscito a saltare su un albero prima che il mostro precipitasse. Cico! …Tutto bene?, chiede l'eroe al messicano, che risponde: Sì, ma… …per quanto fossi affamato, ti assicuro che mi sarei accontentato anche di un'oca selvatica, per tutti gli intrugli di mio nonno farmacista!. Avvicinandosi alla carcassa del mostro, ZAGOR dice a CICO: Dubito che la carne di questo pipistrello troppo cresciuto sia commestibile, CICO! Mi è parsa una bestiaccia dalla pelle maledettamente coriacea, mentre la colpivo per abbatterla! E anche a giudicare dall'odore… si direbbe del tutto immangiabile!... In compenso, il mostro ha cercato di divorare me e uno sventurato di nome Wilbur… che dovrò andare a recuperare là dove l'ho lasciato!



Salitogli in groppa, Zagor colpisce ripetutamente il mostro con la sua scure - ZGR Gigante 1, p. 47


Colpita morte dall'eroe, l'enorme creatura precipita al suolo, non senza prima far venire un bello spavento a Cico e a Drunky Duck - ZGR Gigante 1, p. 50


Il secondo mostro volante piomba sul villaggio Osage e ghermisce Wilbur – ZGR Gigante, p. 103

Il secondo mostro – che, in una sequenza in flashback, vediamo attaccare assieme al primo (entrambi i mostri sono cavalcati da ORCHI) i frati Gelsomino e Serafino, due vecchie conoscenze di ZAGOR e CICO - irrompono nel villaggio degli Osages, i quali ospitano il messicano e Wilbur. Quest'ultimo viene ghermito dal mostro e portato nel castello di KOONTZ (che nel frattempo ha trasformato diversi abitanti di Darkwood in ORCHI). Informato da CICO, ZAGOR penetra nella fortezza e libera lo scrittore, ma, raggiunto l'esterno, trova a sbarrargli la strada la seconda creatura volante, che subito lo aggredisce. L'eroe evita di un soffio le fauci di quella che lui chiama cornacchia troppo cresciuta e, con la spada sottratta in precedenza a un orco, la ferisce prima al collo e poi le trafigge il cuore, uccidendola.    
 
Evitate di un soffio le sue fauci, Zagor colpisce con un fendente il lungo collo del secondo mostro - ZGR Gigante, p. 193


Zagor uccide il mostro trafiggendogli il cuore - ZGR Gigante, p. 194


Massimo Capalbo



N.B. Trovate i link alle altre parti degli Zagor Monsters sulla Mappa!

4 commenti:

  1. Ciao a tutti! Segnalo un errore, la cover di Sbam! Comics con Zagor e Dampyr è quella del numero 10 Agosto/Settembre 2013 e non quella del numero 2 come erroreamente scritto nella didascalia iniziale.
    Riccardo

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    1. Corretto!
      Grazie Riccardo per la segnalazione.

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  2. lol il disegno di Chiarolla! XD
    Visto che si cita DB, mi ero scordato di commentare il suo bellissimo disegno de "Il golem" inserito in un' altro articolo della rubrica.
    Lo special 3 è uno di quelli che mi mancano. Ad alcuni piace mentre ad altri non molto. Ne avevo letto in maniera intrigante e dalle immagini promette molto bene! ^^
    Quando vidi il nome di Russo che si era visto su Zagor nel 92 pensai subito ad un fondo di magazzino -.- XD! Poi però uscì anche "Il puma sacro" e poteva essere che fosse tornato su Zagor. Invece no, non lo scriveva più dal 94 mi pare! XD
    Avventura godibile e con una sceneggiatura più accattivante de "Il giorno del riscatto" (ci ho messo giorni a leggerla tutta!), ma si tratta di un racconto di genere senza troppi guizzi e un po datato nei toni. Qualche tocco lo regala comunque.
    Con "L' orrore sepolto" Rauch sale ulteriormente di tono e ci regala un' avventura avvincente e tenebrosa! Poi a me l' ambientazione innevata piace un sacco! Peccato che su Zagor non ce ne siano state molte.

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  3. Ah, grazie per avermi ricordato della storia di Tex! Corro a rileggerla! ^^

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