sabato 19 dicembre 2015

BATMAN - PARTE PRIMA: 1939 - 1964

di Pierangelo Serafin 

Accogliamo con entusiasmo un nuovo amico e collaboratore nel Wild Bunch di Dime Web! Si tratta di Pierangelo Serafin, milanese, grande esperto nella produzione classica della DC Comics. Partiamo dunque con la prima parte del suo approfondito saggio su Batman, gia presentato su Collezionismo Fumetti, un sito di sinceri appassionati della letteratura disegnata che vi consigliamo di seguire, come facciamo noi, assiduamente! (s.c. & f.m.)




 

1) INTRODUZIONE: UN MEDIUM POPOLARE

Sul finire dell'Ottocento, a breve distanza l'una dall'altra, nascono le due forme di intrattenimento che hanno influenzato l'immaginario collettivo visuale delle generazioni a venire: il fumetto e il cinema. Mentre il cinema parte lentamente con animazioni elementari e fruibile da una ristretta elite, il fumetto parte subito col botto. Hogan's Alley di R.F.Outcault, con protagonista Yellow Kid (Mickey Dugan, un bambino dal lungo camicione giallo), viene pubblicato sul quotidiano a larga diffusione popolare "New York World", nel supplemento domenicale dedicato ai lettori più piccoli in forma di tavola unica interamente a colori; si era nel 1895 e la tecnica per l'epoca era ancora sperimentale. L'iniziativa si rivelò un ulteriore veicolo promozionale per il quotidiano diretto da Joseph Pulitzer e nel tempo venne imitata da altre testate. Il "New York Herald" pubblicò nel 1905 uno dei primi capolavori del fumetto; quel Little Nemo in Slumberland, dai forti connotati onirici, opera dell'illustratore Winsor Mc Cay.

Sempre dalle tavole domenicali, qualche decennio dopo, nacquero l'epopea fantascientifica di Flash Gordon di Alex Raymond e quella cavalleresca di Prince Valiant di Harold Foster. Alla tavola domenicale si affiancò la striscia quotidiana (daily strip); composta di tre/quattro quadretti di dimensioni più ridotte e stampata in bianco-e-nero che dava modo ai lettori di seguire le vicende dei propri personaggi preferiti giorno per giorno. L'enorme bacino di utenza dei lettori di quotidiani aveva fatto la fortuna di personaggi, artisti e licenziatari e così, all'alba degli anni Trenta (mentre il cinema aveva fatto passi da gigante passando dal corto al lungometraggio e dal muto al sonoro), il fumetto era ancora saldamente ancorato al suo punto di partenza.

 

2) DALLE STRIP AL COMIC BOOK 

Il primo albo a fumetti "Funnies on Parade" nasce nel 1933 da un'intuizione di George Janosik, Harry Wildenberg e M.C.Gaines e contiene ristampe di strisce quotidiane rimontate per il nuovo formato. Fino ad allora le strip erano di contenuto prevalentemente umoristico e fu questa caratteristica che diede nome ai comic book; il genere avventuroso era nato infatti appena cinque anni prima con la pubblicazione di personaggi come Buck Rogers, Tarzan e Tim Tyler's Luck (da noi conosciuti come Cino e Franco). "Funnies on Parade" venne stampato in diecimila copie e distribuito gratuitamente con i prodotti della Procter & Gamble; il formato piacque immediatamente e l'operazione venne replicata con "Famous Funnies: A Carnival of Comics", sempre nel 1933, stavolta distribuito regolarmente e messo in vendita al costo di dieci cent.
Due anni dopo alla neonata National Allied Publishing (che nel 1937 diventerà Detective Comics Inc.), su iniziativa del maggiore Malcolm Wheeler-Nicholson, viene pubblicato "New Fun: The Big Comic Magazine" n. 1 (in seguito "New Fun Comics"), il primo albo a fumetti contenente materiale originale e non derivante dal mercato delle strip. Wheeler-Nicholson voleva così aggirare l'oneroso problema dei diritti da versare ai creatori delle strip e alle agenzie che li rappresentavano, pubblicando nuovi personaggi e storie create da uno staff alle sue dirette dipendenze. Un'impresa che comportava i suoi rischi, in quanto i personaggi del "Maggiore" non godevano della fama di quelli delle strip; la cosa però funzionò e altre serie vennero messe in cantiere. L'operazione venne ripetuta con "New Comics" (sempre nel 1935 e che diverrà "Adventure Comics"), "Detective Comics" (1937), "Action Comics" (1938) e via via altre nuove testate che faranno la storia del comicdom americano; ma per ora sono queste ultime due pubblicazioni che ci interessano più da vicino.


Criminale in stile Fu-Manchu in copertina, opera di Vin Sullivan, e splash page interna di Slam
Bradley a firma di Joe Shuster per il primo numero di "Detective Comics", 1937

3) L'ULTIMO SUPERSTITE DI KRYPTON 

"Action Comics" n. 1 datato June 1938 è una pietra miliare della storia dei comic; nelle prime tredici pagine sono narrate origini e prime imprese di Superman, un alieno giunto da infante sul nostro pianeta a bordo di una navicella di salvataggio proveniente da un pianeta morente. I raggi gialli del nostro Sole gli conferiranno straordinari poteri fin dalla tenera età creando non pochi imbarazzi ai coniugi Kent, suoi genitori adottivi, che peraltro in questa storia degli esordi non vengono né citati, né raffigurati. Compariranno più avanti in "Superman" n. 1 datato Summer 1939. L'immediato successo del personaggio era in contrasto con la sua tribolata genesi. La stesura originale risaliva al 1933, quando sul terzo numero della fanzine pulp "Science Fiction" venne pubblicato The Reign Of Supermen, un racconto scritto da Jerry Siegel e illustrato da Joe Shuster, nel quale si narra di un criminale calvo dotato di incredibili poteri telepatici.

"Science Fiction" 3, Jan. 1933

Il personaggio del criminale calvo venne poi riutilizzato per tratteggiare la figura di Lex Luthor, colui che col tempo diverrà la nemesi storica di Superman; per assurdo si può quindi affermare che, in questo caso, nacque prima l'antagonista dell'eroe! Dopo aver cercato invano di proporre il personaggio a diverse case editrici, i due creatori decisero di apportarvi quelle modifiche che lo resero accettabile ai dirigenti della Detective Comics Inc. . In quell'epoca remota non c'era quasi alcuna considerazione per quelli che erano i diritti d'autore cosicché, come spesso accadeva, i due creatori presentarono il personaggio alla casa editrice con l'intento di venderlo subito traendone il maggiore profitto. Gli editori, fiutando l'affare, si accordarono con Siegel & Shuster per una cifra irrisoria a fronte dei profitti che ottennero in seguito con lo sfruttamento del personaggio. Questo fatto diede origine a una causa legale protrattasi per anni a colpi di processi, compromessi e accomodamenti.


4) THE BAT-MAN 


Alla Detective Comics Inc. avevano bisogno di un personaggio che bissasse il successo dell'Uomo d'Acciaio; fu così che sulle pagine del numero 27 del periodico che aveva cambiato il nome alla casa editrice newyorchese esordì, con data Maggio 1939, un eroe dalle caratteristiche più urbane e meno fantascientifiche: The Bat-Man.


La cover di "Detective Comics" 27 e la prima tavola del Bat-Man entrambe ad opera di Bob Kane - 1939

Nato dalla penna di William "Bill" Finger (1914-1974) e dalla matita di Robert "Bob" Kane (1916-1998; Kahn all'anagrafe, poi cambiato legalmente in Kane), anche Bat-Man ottenne un immediato riscontro al punto di diventare la star principale della testata e di spodestare dalle copertine, a partire dal numero 35, gli altri personaggi che la dividevano con lui. Semplici, ma suggestive ed efficaci, le sue origini che verranno narrate, a grande richiesta, sul numero 33 di "Detective Comics". Rimasto orfano dei genitori, uccisi davanti ai suoi occhi da un rapinatore senza scrupoli, Bruce Wayne cresce con l'ossessione della vendetta nei confronti del mondo criminale che lo aveva privato della sua infanzia. Rimasto unico erede di un'enorme fortuna, crescendo si dedica alla ricerca della perfezione fisica e mentale nonché alla creazione di quegli strumenti e gadget (Batmobile, Batplano, Batcintura, Batarang, ecc. ecc.) che utilizzerà negli anni per compiere la sua crociata.
La sua arma più efficace diverrà però il suo tenebroso costume. Una calzamaglia grigia con la sagoma di un pipistrello nero sul petto corredata da cappuccio con orecchie appuntite, enorme mantello plissettato e guanti e stivali tutti di colore blu scuro, allo scopo di incutere il terrore immediato nei superstiziosi cuori dei criminali. Sebbene il Superman degli esordi non sia propriamente lo "stinco di santo" che conosciamo oggi, il protettore di Gotham City adotta coi criminali metodi ancora più sbrigativi e cruenti. Le eccessive atmosfere noir rischiano però di allontanare i lettori più giovani dalla testata e allora gli autori decidono di ammorbidire i toni, ricorrendo a uno stratagemma abbastanza in voga all'epoca: accostare al protagonista una spalla adolescente.


Bill Finger e Bob Kane

5) ROBIN, THE BOY WONDER 

Il giovane Dick Grayson, figlio di artisti di circo trapezisti (The Flying Graysons), subisce lo stesso trauma di Bruce. Vede infatti i suoi genitori morire in seguito a un incidente provocato da un boss della mala al quale il proprietario del circo non voleva pagare la protezione. Anche Bruce assiste alla drammatica scena e decide di prendersi cura del giovane orfano, diventandone il mentore e arruolandolo nella sua lotta contro il crimine. Il personaggio di Robin, col suo costume sgargiante ispirato a Robin Hood e che richiama anche le sue origini circensi, diventerà la "metà luminosa" del duo, contribuendo a stemperare il senso di tragedia che aleggia sulla vita di Batman. Secondo Bill Finger il personaggio avrebbe permesso l'estendersi dei parametri delle storie e in più si sarebbe dato a Batman qualcuno con il quale interagire. La funzione di Robin fu anche quella di consentire ai lettori più giovani di avere una figura nella quale identificarsi, in quanto Batman era già un adulto. Robin comparve per la prima volta su "Detective Comics" n. 38 datato Aprile 1940: giusto in tempo per figurare sulla cover di "Batman" n. 1 datato Spring 1940. Come accaduto in precedenza per Superman anche Batman infatti si conquistò il diritto di avere una testata tutta per sé; la dozzina di tavole mensili pubblicate su "Detective Comics" non bastavano più ai lettori. Sebbene mai ufficialmente riconosciuto, viene attribuito, da parte di molti storici del fumetto, un contributo alla creazione del personaggio a Jerry Robinson (1922-2011), all'epoca giovane assistente di Bob Kane.



Cover e splash page di "Detective Comics" n. 38. Matite di Kane,inchiostri di Kane e Robinson - 1940


Cover e quarta di copertina di "Batman" n. 1. Matite di Kane e inchiostri di Robinson - 1940


6) LE INFLUENZE DELLE ORIGINI 

Sono molteplici le influenze che hanno portato alla creazione di Batman, sia per quello che riguarda l'aspetto grafico che quello letterario. Dal punto di vista grafico l'eroe di Gotham City è una specie di unione tra Zorro e gli studi di Leonardo da Vinci su una macchina per volare chiamata Ornitottero: le ali a forma di pipistrello furono infatti di ispirazione per il caratteristico mantello di Batman.


Lo studio vinciano che ha ispirato Bob Kane, risalente al 1488

Più articolata è l'origine letteraria, a cominciare dall'alter-ego del nostro eroe: Bruce Wayne. Bruce deriva da Robert the Bruce (1274-1329), condottiero che diventerà Robert I, Re degli Scozzesi, e del quale la Regina Elisabetta II è discendente diretta (da notare che Robert è il primo nome di Kane); Wayne deriva da "Mad" Anthony Wayne (1745-1796), generale dell'esercito americano durante la Guerra d'Indipendenza condotta contro l'Inghilterra e in seguito impegnato ad affrontare i primi focolai di rivolta delle tribù indiane.

Robert "The Bruce" e "Mad" Anthony Wayne

L'atteggiamento da inetto adottato da Bruce per sviare i sospetti dalla sua identità mascherata è invece influenzato dal comportamento di Don Diego de la Vega nel film The Mark Of Zorro del 1920, interpretato nel duplice ruolo da Douglas Fairbanks Sr. .


Copertina del pulp magazine che nel 1919 pubblicò la prima storia di Zorro e locandina di The Mark of Zorro diretto da Fred Niblo del 1920

Fin da ragazzo Kane era un fan di Zorro che venne creato nel 1919 da Johnston Mc Culley e pubblicato sulle pagine di "All-Story Weekly", una rivista pulp dell'epoca. Le pulp-novel (così chiamate per la scadente qualità della carta derivata dalla polpa dell'albero e non dalla più pregiata corteccia) erano riviste di larga diffusione popolare dai contenuti decisamente forti e quindi orientate verso un pubblico adulto. Le tematiche spaziavano dall'horror al romantico, dall'avventuroso al fantascientifico, dallo sword & sorcery (come il Conan di Robert E. Howard) al poliziesco. All'interno di quest'ultimo filone c'erano due personaggi cruenti e dai metodi poco ortodossi che avrebbero ispirato i creatori dell' Uomo Pipistrello: "The Shadow", creato nel 1931 da Walter E. Gibson, e "The Spider" creato nel 1933 da Harvey "Harry" Steeger.


Pulp magazine quali "The Shadow" e "The Spider" erano tra le letture popolari più diffuse dell'epoca

L'influenza gotica e tenebrosa delle prime storie derivò principalmente dalla visione di due film horror: The Bat, film muto del 1926, e il suo seguito, stavolta sonoro, The Bat Whispers del 1930 - entrambi diretti da Roland West. Un altro film horror del periodo del muto, The Man Who Laughs del 1925 (dall'omonimo romanzo di Victor Hugo pubblicato nel 1869), fu fonte di ispirazione per la creazione di colui che sarebbe divenuto la nemesi storica del Dinamico Duo: The Joker. Negli anni a seguire Jerry Robinson rivendicò, in contrasto con la versione ufficiale di Bob Kane, la paternità del personaggio, facendo risalire la sua fonte d'ispirazione al Jolly presente nei mazzi di carte.

L'attore Conrad Veidt interpreta Gwynplaine, rampollo di nobile famiglia che viene rapito e sfigurato da una banda di criminali nel film L'uomo che ride di Paul Leni

La galleria dei nemici di Batman è sicuramente una delle più notevoli della storia dei comic; al Joker si affiancarono nel corso degli anni antagonisti del calibro di Catwoman, Penguin, Two Face, The Riddler, Mr. Freeze, Poison Ivy, Ra's al Ghul e via dicendo, fino ai più recenti Bane e Hush. Il più antico dei nemici storici di Batman è il professor Hugo Strange, che fece la sua prima apparizione in "Detective Comics" n. 36 datato Febbraio 1940. Il Joker e Catwoman fecero entrambi il loro debutto su "Batman" n. 1 datato Primavera 1940. Basil Karlo, il primo criminale a portare il nome di Clayface, apparve in "Detective Comics" n. 40 datato Giugno 1940. Scarecrow, alter ego del professor Jonathan Crane, debuttò su "World Finest Comics" n. 3 datato Settembre 1941. Pochi mesi dopo, nel Dicembre dello stesso anno, fu la volta di Penguin, sulle pagine di "Detective Comics" n. 58. Per Two-Face, alter ego del procuratore distrettuale Harvey Dent e moderna rivisitazione del personaggio del Dr.Jekill/Mr. Hide, il debutto avvenne sulle pagine di "Detective Comics" n. 66 datato Agosto 1942. Nel giro di poco più di due anni anche il pantheon dei principali antagonisti della lunga storia editoriale di Batman si era già formato. Più tardo fu l'ingresso in scena di Riddler, per il quale si dovette attendere il numero 140 di "Detective Comics" datato Ottobre 1948.

Lo scenario nel quale sono ambientate la maggior parte delle avventure dei nostri eroi è la città di Gotham, citata per la prima volta in "Detective Comics" n. 48 datato Febbraio 1941, mentre le storie antecedenti a quella data si svolgevano a New York... In realtà è la stessa cosa! Gotham infatti è il nomignolo che diede alla città di New York lo scrittore Washington Irving (autore in seguito di The Legend of Sleepy Hollow) nel 1807 sulle pagine della rivista "Salmagundi", un periodico satirico dell'epoca. Gotham era stato per secoli, nell'immaginario collettivo, il sinonimo di un luogo nel quale abitavano persone malate di mente e lo si deve a un curioso evento del XIII secolo accaduto nell'omonimo villaggio inglese del Nottinghamshire. Secondo la leggenda ogni strada percorsa dall'allora regnante Giovanni (1166-1216: proprio colui che veniva considerato un usurpatore e al quale si fa riferimento nella leggenda di Robin Hood) doveva diventare una strada pubblica. Per far desistere il Re da questa intenzione gli abitanti del villaggio, al suo passaggio, finsero la pazzia e misero in atto atteggiamenti folli tali da convincere il regnante che il luogo ne fosse infetto. Mettendo insieme tutti questi elementi risulta abbastanza chiaro che l'intenzione di Finger e Kane era quella di creare un eroe, se non gotico, quantomeno inquietante. Considerando anche le premesse che hanno originato il personaggio di Superman si può evincere che entrambi gli eroi più popolari di casa D.C. non sono sicuramente nati sotto il segno dell'ottimismo! Dopotutto, gli anni Venti, quelli dell'adoloscenza degli autori, erano stati attraversati dal proibizionismo e dal gangsterismo e si erano conclusi con il crollo finanziario che dette inizio alla Grande Depressione.


7) CINEMA E QUOTIDIANI

Anche se il formato editoriale del comic book andava via via riscuotendo sempre maggiore successo, restava ancorata, negli autori dell' epoca, l'idea che il successo editoriale lo si potesse conquistare definitivamente con la pubblicazione di una striscia sui quotidiani - sia per via della distribuzione capillare, sia per l'ampio bacino d'utenza che essi rappresentavano. L' altro medium che sanciva la consacrazione definitiva del successo di un personaggio era il cinema, che rappresentava sempre la forma di intrattenimento più popolare. Nel 1943 Batman ottenne sia la propria striscia quotidiana, che la serializzazione cinematografica delle sue avventure da parte della Columbia Pictures. Non veri e propri film, ma episodi che venivano proiettati, per un maggiore intrattenimento del pubblico, come corollario alle proiezioni principali in cartellone. Del serial cinematografico vennero prodotti quindici episodi dalla durata approssimativa di sedici minuti, con l'eccezione del primo e dell'ultimo (ventisei e venti minuti rispettivamente), per una durata complessiva di 260 minuti. Diretto da Lambert Hillyer, vide come protagonisti Lewis Wilson nel ruolo di Batman e Douglas Croft in quello di Robin. Antagonista dei nostri eroi era lo scienziato giapponese Dr. Daka, personaggio inedito per i fumetti, interpretato da J. Carrol Naish. Nel serial vennero introdotte innovazioni che poi si sarebbero rivelate epocali, quali la Batcaverna (con il meccanismo di accesso dall'orologio a pendolo sul muro) e un Alfred (interpretato da William Austin) più magro rispetto a quello dei fumetti e con tanto di baffetti sottili.

Douglas Croft (Robin) e Lewis Wilson (Batman) nei panni del Dinamico Duo. Un inerme Batman nel laboratorio del Dr. Daka

Gli attori Douglas Croft e Lewis Wilson nei panni di Dick Grayson e Bruce Wayne. La Batmobile del serial era una semplice Cadillac del 1939

La prima puntata del serial venne proiettata il 16 Luglio 1943 (l'ultima il 22 Ottobre) e ricevette commenti ben poco lusinghieri da parte della critica cinematografica. Malgrado ciò nel 1949 venne prodotto un secondo serial con Robert Lowery nei panni di Batman e Johnny Duncan in quelli di Robin. Anche in questo caso la storia si dipana lungo quindici episodi, per una durata totale di 264 minuti.


Johnny Duncan e Robert Lowery nei panni di Robin e Batman nel sequel del 1949

Il prodotto ricevette critiche migliori rispetto al precedente, ma per rivedere Batman sui grandi schermi si dovette attendere il 1966 (di questo ne parleremo approfonditamente più avanti). Probabilmente grazie anche alla popolarità ottenuta con la versione cinematografica Batman ottenne la tanto agognata striscia quotidiana. Il debutto avvenne il 25 Ottobre 1943 grazie alla distribuzione della McClure Syndicate, che già dal 1939 si occupava delle strisce di Superman, ma la sua run durò solamente tre anni (l'ultima striscia fu pubblicata il 27 Ottobre 1946). Le aspettative di un successo di larghe proporzioni vennero mitigate dalla decisione governativa, dovuta allo sforzo bellico, di imporre un numero minore di copie circolanti per le testate giornalistiche, al fine di risparmiare sul consumo della carta (Wartime Paper Restrictions). Fortunatamente, quasi per una legge di compensazione, l'industria del comic book decollò definitivamente. Secondo Bradford W. Wright (autore di Comic Book Nation - The Transformation of Youth Culture in America) grazie ai 125 titoli pubblicati ben venticinque milioni di comic book risultarono venduti al Dicembre del 1943, per un incasso che si aggirava intorno ai trenta milioni di dollari. Si calcola inoltre che una rivista su quattro spedita ai soldati americani oltremare fosse un albo a fumetti.

La prima striscia quotidiana di Batman del 23 Ottobre 1943


8) I GHOST ARTIST DI BOB KANE

I giudizi sull'uomo Bob Kane non sono molto lusinghieri; il suo approccio a Batman era più imprenditoriale che autoriale. Al di là dell'intuizione geniale che l'ha portato alla creazione di uno dei character più famosi della storia dei comic, bisogna riconoscere che non era dotato di un grande talento come disegnatore. Molto attento nell'amministrare il successo della sua creatura ha anche cercato, nel corso degli anni, di sminuire l'apporto dei suoi collaboratori alla creazione del mito. Gli appassionati di Batman conoscono benissimo il box quadrato che racchiude la firma di Bob Kane presente per anni sulle splash page che aprivano le avventure del difensore di Gotham... Quello che non tutti sanno è che ben poco di quel materiale è attribuile in toto al creatore grafico del personaggio. Bob Kane non era un dipendente della Detective Comics Inc., ma un free-lancer che si era fatto le ossa nello studio di Will Eisner (1917-2005) e Jerry Iger (1903-1990) e a sua volta aprì un proprio studio. Agli inizi del 1941 Batman appariva regolarmente in tre testate. Sebbene fossero di periodicità variabile "Detective Comics"(mensile), "Batman" (trimestrale per i primi cinque numeri e bimestrale dal sesto in poi) e "World's Finest Comics" (trimestrale per i primi venti numeri, in seguito bimestrale) implementarono la mole di lavoro di Bob Kane che dovette così ricorrere a collaboratori. Il primo arruolato dal suo studio fu Jerry Robinson, che contribuirà (come visto sopra), senza mai esserne accreditato, alla creazione grafica dei personaggi di Robin e Joker, al quale inizialmente verranno affidati i ripassi a china. Altri collaboratori diretti di Kane furono Lew Sayre Schwartz (1926-2011) dal 1946 al 1953 e soprattutto il fedele Sheldon "Shelly" Moldoff (1920-2012) dal 1953 al 1968. Alla Detective Comics Inc. non volevano correre il rischio di restare a corto di materiale e già nel 1941, preoccupati dal fatto che Kane sarebbe potuto essere arruolato nell'esercito, assunsero precauzionalmente il disegnatore Dick Sprang (1915-2000). In quello stesso anno, alle orecchie dei suoi dirigenti, arrivarono voci allarmanti sullo staff che lavorava per Bob Kane; soprattutto i malumori di Finger e Robinson che erano decisi a rinunciare al proprio lavoro sul personaggio per dedicarsi a progetti più proficui. La casa editrice, nel timore che il team creativo si sfaldasse, finì col proporre ai due autori un contratto più vantaggioso che permise loro di guadagnare più di quanto non guadagnassero con Bob Kane. Altri artisti che lavorarono su Batman alle dipendenze della Detective Comics Inc. furono Win Mortimer (1919-1998), Jack Burnley (1911-2006) e Jim Mooney (1919-2008). Di tutti questi artisti nessuno venne accreditato del proprio lavoro sul personaggio, né da parte di Bob Kane né - dietro tacito accordo - da parte della casa editrice, cosicchè restarono per anni perfetti sconosciuti agli occhi dei lettori.

Jerry Robinson e la cover di "Detective Comics" n. 69 datata Novembre 1942

Dick Sprang e la sua cover per "Batman" n. 20 datato Dicembre 1943/Gennaio 1944. La D.C. rese un tributo in tarda età al Maestro, commissionandogli le cover di tre numeri di "Detective Comics" (622 Ott.- 623 Nov.e 624 Dic. 1990)


Lew Sayre Schwartz e la splash page di "Detective Comics" n. 203 con inchiostri di Charles Paris datata Gennaio 1954. Curiosa la svolta della carriera di Schwartz; colui che fu uno degli anonimi collaboratori di Bob Kane (dal 1946 al 1953) abbandonò il mondo dei comic per dedicarsi ad altri molteplici interessi nel mondo della pubblicità e dello spettacolo che lo portarono a collaborare con Stanley Kubrick in Dr. Strangelove e, nel prosieguo della sua carriera, a vincere ben quattro Emmy Awards



Sheldon Moldoff mantenne assolutamente segreta la propria collaborazione con Bob Kane per ben quindici anni. Arrivò a produrre trecentosessantacinque tavole in un anno e non si lamentò mai del suo salario non elevatissimo; in fondo quello che Kane gli offriva era un lavoro sicuro e questo per Moldoff fu più che sufficiente. Di fianco al suo ritratto la cover di "Batman" n. 156 datata Giugno 1963

Si cominciò a parlare pubblicamente dei ghost artist di Kane solo agli inizi degli anni Sessanta sulle pagine della fanzine (da fan + magazine, riviste non ufficiali autoprodotte dai fan, spesso utilizzando mezzi rudimentali, quali fotocopiatrici e ciclostili) "Batmania", diretta da William "Biljo" White (1929-2003), nella quale ci si poneva dubbi su chi fossero i reali autori delle storie - sia che essi fossero disegnatori o sceneggiatori. Contemporaneamente nell'ambiente del comic fandom, che crebbe proprio intorno a queste pubblicazioni amatoriali, cominciava a dipanarsi il velo riguardo al ruolo reale avuto da Bill Finger nella creazione del personaggio. Questo ebbe come conseguenza una lettera di sdegno in risposta alle circolanti illazioni, datata 14 Settembre 1965, che Kane inviò al direttore della rivista (sebbene pubblicata poi solo nel 1967); in sostanza Kane ammoniva "Biljo" White dallo scrivere cose che non rispondessero a quella verità di cui asseriva di essere l'unico depositario: trovate il testo completo della missiva su Twomorrows.


"Biljo" White in uno dei suoi pochi ritratti a noi pervenuti. A lato il primo numero della sua storica fanzine del Luglio 1964


9. UNA LUNGA GOLDEN AGE

Anche se per convenzione la Golden Age viene estesa al 1956, in realtà essa finì già nel 1947 con il crollo delle testate di genere supereroistico; di quell'epoca dorata sopravvissero nelle edicole soltanto Superman, Batman e Wonder Woman. Una volta debellati i nemici dell'Asse, per la maggior parte dei super-eroi in calzamaglia non v'era più ragione d'esistere e i gusti dei giovani si andavano orientando verso le tematiche western, l'horror e la fantascienza. La curiosità, le attenzioni e le paure si spostarono verso quello spazio sconosciuto che l'Umanità stava cominciando a esplorare e dal quale si temeva cominciassero ad arrivare i primi messaggeri a bordo dei loro dischi volanti (i famigerati U.F.O.). Le storie di Batman che avevano avuto per molti anni una solida ambientazione urbana di genere poliziesco, seppur basata sugli scontri con personaggi pittoreschi e gang strampalate, finirono con l'adattarsi a questo trend, ma gli improbabili incontri e scontri con improponibili alieni e mostri da B-movie provenienti da remote galassie finirono con lo snaturare completamente il personaggio. La cosa si trascinò però per un periodo troppo lungo e come conseguenza di questa stagnante politica editoriale si ebbe un lento declino delle vendite delle testate batmaniane. La maggior parte dei lettori cominciò a dirigersi verso altri lidi; la fantascienza effettivamente mal si adattava al personaggio e furono in molti a reclamare un suo ritorno alle narrazioni originarie. I lettori chiedevano inoltre un rinnovamento grafico, così come era avvenuto per gli altri personaggi del parco testate della National già a partire da diversi anni prima; quella che di fatto fu definita Silver Age nacque col rilancio di un nuova versione del personaggio di Flash su "Showcase" numero 4 datato Ottobre 1956. 

La cover di "Detective Comics" 282 datato Agosto 1960 racchiude in sé i peggiori aspetti del personaggio a quell'epoca. Impietoso il confronto con Flash ("The Flash" n. 105 datato Marzo 1959) e Lanterna Verde ("Green Lantern" n. 4 datato Febbraio 1962) che avevano subito un restyling a opera di due maestri quali Carmine Infantino e Gil Kane (nessun grado di parentela con il co-creatore di Batman!)


Probabilmente scottato e impaurito dalla brutta piega legale che la "vicenda Superman" aveva preso per i suoi creatori Siegel e Shuster, Bob Kane (che si riteneva probabilmente inadeguato a un nuovo cambiamento) per paura di perdere il controllo sul proprio personaggio cercò di opporsi il più possibile al suo rinnovamento. Alla fine, dati alla mano, dovette cedere e dopo un quarto di secolo esatto dalla prima apparizione della sua creatura si rassegnò (affinché questa potesse restare in vita) alle esigenze della casa editrice. Dal numero 327 di "Detective Comics" datato Maggio 1964 si introdusse quello che venne definito New Look e il rilancio del personaggio venne affidato a un nuovo team creativo... Ma di questo e molto altro ancora parleremo nella seconda parte di questo dossier dedicato a Batman.
 

Pierangelo Serafin
(fine 1a parte)

N.B. Trovate i link alle due parti del presente saggio su Cronologie & Index!

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